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lunedì 21 ottobre 2013

ANITEC: IL MERCATO UNICO DIGITALE SIA STRUMENTO CONTRO LA PERDITA DI CENTRI D'ECCELLENZA - II ITALIAN DIGITAL AGENDA ANNUAL FORUM




II ITALIAN DIGITAL AGENDA ANNUAL FORUM


"IL MERCATO UNICO DIGITALE SIA STRUMENTO CONTRO LA pERDITA DI CENTRI D'ECCELLENZA"

è QUANTO DICHIARATO DA CRISTIANO RADAELLI, PRESIDENTE ANITEC, IN OCCASIONE DEL CONVEGNO ORGANIZZATO DA CONFINDUSTRIA DIGITALE A ROMA IL 21 OTTOBRE. TRA GLI INTERVENTI, ANCHE QUELLI DEL PREMIER ENRICO LETTA, DEL COMMISSARIO EUROPEO NEELIE KROES, DEL COMMISSARIO PER L'AGENDA DIGITALE FRANCESCO CAIO, DEI MINISTRI BEATRICE LORENZIN E GIAMPIERO D'ALIA E DEL VICEMINISTRO ANTONIO CATRICALà

 

Roma, 21/10/2013 - Il 24 e 25 ottobre ha luogo il primo Consiglio dell'Unione Europea interamente dedicato all'Agenda Digitale. Tra i punti all'ordine del giorno, la creazione del mercato unico digitale entro il 2015. A questo proposito Cristiano Radaelli, Presidente ANITEC, è intervenuto al "II Italian Digital Agenda Annual Forum", promosso da Confindustria Digitale, a Roma il 21 ottobre presso la sede di Confindustria - Auditorium della Tecnica - Viale Umberto Tupini 65.

"Siamo ormai da molti anni in una situazione critica - dichiara Radaelli - con un fatturato italiano del settore ICT in forte diminuzione. Le circostanze stanno spingendo tutte le maggiori aziende presenti sul nostro territorio a pesanti ristrutturazioni, che in diversi casi si traducono in perdita di centri di eccellenza di valore globale. Basti solo considerare come i valori del PIL e dei consumi procapite in Italia siano ritornati ai livelli del 1997 (fonte Centro Studi Confindustria), con un calo negli ultimi 5 anni valutabile in circa il 10% in termini reali. L'implementazione dell'agenda digitale, oltre ad essere la leva per lo sviluppo del Paese, può permettere il mantenimento ed il rafforzamento delle eccellenze rimaste, strategiche per il futuro italiano. In questo senso auspichiamo un ruolo forte dell'Unione Europea nell'attuazione di un sistema di mercato integrato con gli Stati Uniti, che possono rappresentare ancora un interessante mercato di sbocco per l'industria italiana ad alto contenuto tecnologico. Ovviamente tutto deve essere accompagnato, da pare del nostro Governo, a politiche fiscali competitive con gli altri Paesi europei, regole certe, formazione di livello alto e coerente con le nuove competenze richieste".

Al convegno hanno partecipato, tra gli altri, il Commissario Europeo Neelie Kroes, il Presidente del Consiglio dei Ministri Enrico Letta, i ministri Beatrice Lorenzin e Giampiero D'Alia, il viceministro Antonio Catricalà, il Commissario per l'attuazione dell'Agenda digitale italiana Francesco Caio, il presidente della Cassa depositi e Prestiti Franco Bassanini, il presidente di Confindustria Digitale Stefano Parisi.

Il know-how italiano, aggiunge Radaelli, "rappresenta una risposta di primo livello nella fornitura di prodotti e servizi ad alto contenuto tecnologico, in quanto, ad esempio, abbiamo tutte le competenze a realizzare le reti strategiche e di accesso. Per non parlare degli impatti che la piena digitalizzazione dei processi produttivi potrebbe avere sulla piccola e media impresa, con lo sviluppo delle nuove filiere produttive a progettazione condivisa".

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