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martedì 11 marzo 2014

Pil, l'agricoltura con +1,8% "tira" la crescita nonostante i costi e il maltempo

La Cia: il settore primario è l’unico, in termini tendenziali, in controtendenza. Le imprese agricole, pur alle prese con numerose difficoltà e con un’asfissiante burocrazia, hanno dimostrato grande vitalità. L’intero sistema agroalimentare conferma di essere un volano per la ripresa del Paese.

 

            L’agricoltura, nonostante le difficoltà, gli alti costi e i pesanti effetti del maltempo, “tira” la crescita del Prodotto interno lordo che, nel quarto trimestre del 2013, è tornato a segnare un trend positivo dopo più di due anni, grazie proprio all’apporto del settore primario, l’unico in controtendenza. Il valore aggiunto agricolo è, infatti, aumentato in termini tendenziali dell’1,8 per cento e dello 0,8 per cento in termini congiunturali. Una conferma questa della vitalità delle imprese che, pur in presenza di numerosi ostacoli economici e di una burocrazia asfissiante, hanno continuato a “marciare”. Lo afferma la Cia-Confederazione italiana agricoltori a commento dei dati Istat.


            Il segno positivo -rimarca la Cia- non sgombra, tuttavia, il campo dai molti problemi che, purtroppo, condizionano l’agricoltura italiana. La situazione delle imprese resta difficile. Per questo motivo rinnoviamo le nostre sollecitazioni al governo a guardare con maggiore attenzione ai problemi degli agricoltori italiani. Un assunto ancora più vero in vista di Expo 2015, che metterà al centro della scena l’agroalimentare, nelle sue accezioni più diverse (sicurezza, qualità e tradizione agricola, innovazione e biodiversità), diventando un ulteriore fattore di accelerazione economica per l’Italia e le sue imprese.


            Del resto, va sottolineato che, in una fase di crisi nera per i consumi alimentari (-3,1 per cento nel 2013), l’intero sistema agroalimentare ha dimostrato di essere un serio un volano per la ripresa del Paese, trainando l’export “made in Italy”, con un +6 per cento lo scorso anno, per un valore di oltre 34 miliardi di euro. In più ha aperto nuovi sbocchi d’impresa soprattutto per i giovani.

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