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venerdì 14 marzo 2014

VISORI A REALTÀ AUMENTATA, MATERIALI AUTORIPARANTI E DRONI: LE MACCHINE MOVIMENTO TERRA DEL FUTURO SONO GIÀ TRA NOI

Samoter - International Triennial Earth-moving and Building Machinery Exhibition


Aspettando Samoter e Asphaltica 2014, dall’8 all’11 maggio a Veronafiere

VISORI A REALTÀ AUMENTATA, MATERIALI AUTORIPARANTI E DRONI:
 LE MACCHINE MOVIMENTO TERRA DEL FUTURO SONO GIÀ TRA NOI

All'Imamoter del CNR i ricercatori guidati da Roberto Paoluzzi studiano applicazioni e soluzioni nnovative. E i risultati sono davvero sorprendenti.

Verona, 14 marzo 2014. Ci sono macchine operatrici che avanzano affiancate da uno stormo di droni e condotte da operatori che indossano visori a realtà aumentata. Macchine che dialogano in tempo reale con un centro di controllo a migliaia di chilometri di distanza e che, grazie al riconoscimento biometrico, adattano le proprie performance all'operatore che le conduce.  Sullo schermo del computer scorrono immagini di prototipi, test, e diagrammi. Ma non siamo sul set di un film di fantascienza o in qualche laboratorio militare segreto. Più semplicemente si tratta della campagna ferrarese, dove si  trova la  sede di Imamoter, l'istituto di ricerca del CNR dedicato alle macchine movimento terra e per l'agricoltura.

In attesa  della 29ª edizione di Samoter, il Salone  internazionale triennale dedicato alle macchine da movimento terra, da cantiere e per l’edilizia (www.samoter.com), a Veronafiere dall’8 all’11 maggio insieme ad  AsphalticaSalone delle soluzioni e tecnologie per produzioni stradali, sicurezza e infrastrutture (www.asphaltica.it), al direttore di Imamoter, l'ingegner Roberto Paoluzzi, abbiamo chiesto di raccontarci come saranno le macchine del futuro. Scoprendo che in molti casi il futuro è già arrivato o sarà tra noi davvero in tempi brevissimi.
«La macchina del futuro esteriormente non sarà molto diversa da quella attuale  racconta Paoluzzi mentre mostra un prototipo di ingranaggio realizzato con una stampante 3D perché è frutto di una evoluzione funzionale che dura da oltre un secolo. Ma sotto la pelle, che magari sarà più accattivante come aspetto, sarà molto diversa: ma non uso il futuro, passo al presente perché quello di cui parlo è già realtà ora e deve solo essere trasferito alla fase industriale. Quindi, sta cambiando la comunicazione con l'operatore, l'efficienza energetica, la struttura stessa grazie all'uso di materiali nanostrutturati e autoriparanti. Siamo pronti ad avere macchine davvero policombustibile e ibride».

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