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martedì 28 ottobre 2014

NON SI PUÒ COMBATTERE L'EBOLA AL BUIO




 Torino, 28/10/2014.  Una lampada solare potrebbe non sembrare molto, ma il suo bagliore può salvare la vita. WakaWaka, l'Azienda con sede nei Paesi Bassi conosciuta per l'invio lampade fotovoltaiche a LED sostenibili ed efficienti per i paesi in cui vi è limitato o nessun accesso all'elettricità, è impegnata in un nuovo ambizioso progetto.

L'obiettivo è fornire un kit di pronto soccorso contenente una lampada fotovoltaica e del materiale sterile ed è pensato per chi quotidianamente lotta al contenimento del contagio del virus Ebola,  che ha già purtroppo tolto la vita a quasi 5.000 persone in Guinea, Sierra Leone e Liberia. Più del 90% delle persone che vivono in questi paesi non hanno energia elettrica.

Non si può combattere l'Ebola al buio. Molte delle cliniche di fortuna sono sprovviste di corrente elettrica  e non possono occuparsi delle persone malate dopo il tramonto. Un operatore sanitario, in una stanza piena di pazienti affetti dal virus, con una protezione inadeguata e al buio è uno scenario spaventoso da immaginare, ma è la realtà in Africa Occidentale.

Il Dr. Nahid Bhadelia, direttore di controllo Malattie Infettive presso la Boston University e medico infettivologo al Boston Medical Center, ha contribuito a curare le vittime di Ebola in Sierra Leone e ha descritto così l'incidenza del buio nella cura e prevenzione del contagio: "L'elettricità salta continuamente; mentre sei nell'unità medica e stai trattando un bambino malato, la luce  si spegne e rimaniamo al buio. Devi lasciare quel bambino perché sai che non potrà sopravvivere.  Essere un medico in quel momento e rinunciare a quel paziente è la cosa più difficile  che tu abbia mai fatto."

WakaWaka si è impegnata a fornire lampade fotovoltaiche  agli operatori sanitari che lottano tutti i giorni contro la diffusione dell'Ebola.  Le lampade solari WakaWaka  sono già state incluse in 10.000 kit di prevenzione e  inviati alle cliniche mediche  e alle famiglie che vivono nelle zone in cui è attivo il virus in Africa.

Camille Van Gestel , CEO e fondatore di WakaWaka commenta così quello che sta accadendo: "La crisi legata al virus Ebola ha puntato i riflettori su un problema più ampio: ora più che mai dobbiamo riuscire a illuminare la Liberia e tutti gli altri paesi in cui l'accesso all'energia elettrica ha un effetto critico in materia di salute, sicurezza, educazione, sviluppo economico, in particolare nelle regioni più remote, in quelle colpite da calamità naturali  o nelle zone di guerra ".

In Italia le lampade  solari WakaWaka sono distribuite da Keenergy, azienda torinese diretta da Carlo Borgarelli. 

Per ogni lampada acquistata, l'Azienda destina una parte dei proventi alla WakaWaka Foundation che si sta occupando di distribuire le lampade in Africa Occidentale e  in molte altre zone del mondo in cui la luce, purtroppo, non è ancora un diritto.

Per conoscere tutti i progetti aperti si può consultare la mappa d'impatto: http://it.waka-waka.com/impatto/

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