Il fondatore di Slow Food e presidente della Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo tra i 220.000 firmatari
Carlo Petrini ha deciso di sottoscrivere la petizione per inserire l'arte della pizza napoletana nella "Lista rappresentativa del patrimonio culturale immateriale dell'umanità".
La firma è stata raccolta a Pollenzo a margine della lezione "Realtà e prospettive dell'agricoltura multifunzionale" tenuta agli studenti dell'università degli Studi di Scienze Gastronomiche di Slow food da Alfonso Pecoraro Scanio, Presidente della Fondazione UniVerde e docente di turismo all'università degli studi di Milano Bicocca.
La petizione "Proteggiamo il made in Italy: la pizza come patrimonio Unesco" lanciata su Change.org da Alfonso Pecoraro Scanio, Presidente della Fondazione UniVerde, dall'Associazione Pizzaiuoli Napoletani, da Coldiretti e Rossopomodoro ha raggiunto 220.000 sostenitori.
«L'arte della pizza – commenta Alfonso Pecoraro Scanio – rispetta i principi Slow food perché è un'antica tradizione che si tramanda di padre in figlio. Si tratta di un patrimonio culinario made in Italy che va tutelato per la sua valenza storica, culturale e sociale. È una sapienza gastronomica che contraddistingue la nostra identità italiana e per questo va protetta. Ce lo chiedono 220.000 italiani».
Slow food ha creato una rete solidale: "Pizzerie dell'Alleanza" dove i pizzaioli italiani incontrano e stringono un patto con i produttori dei Presìdi. Si tratta di pizzerie che rispettano alcuni criteri nella produzione delle pizza come la scelta della farina, i tempi di lievitazione e l'uso di ingredienti italiani provenienti da agricoltura biologica.
La raccolta firme continua fino a Febbraio su Change.org, in tutti i ristoranti di RossoPomodoro e nei mercati di Campagna Amica di Coldiretti.

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