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sabato 28 febbraio 2015

Renzi : “Imu, sui terreni agricoli”, Via libera al latifondismo?



Il Governo Renzi , valuta il settore dell’agricoltura nevralgico nel processo di imposizione fiscale. L’azione di comporto viene sancita col il Decreto Legge del 24 Gennaio 2015 n°4 ,uscito nella G.U n.19 del 24.01.2015. Un decreto che pone nuove regole su un settore già in grave stato di passività economica. Il gettito previsto da tale norma dovrebbe portare nelle casse dello stato e dei comuni interessati come indicato all’art.lo 2 , 219,8  milioni di euro per il 2015  e  91,6 milioni di euro a regime per il 2016. In pratica il Governo fa cassa proprio sui piccoli agricoltori e sui proprietari terreni ad uso personale di molti comuni montani. In  Italia sono circa 3500 già classificati come “Montani” secondo l’istituto di statistica. I  terreni dei comuni in oggetto ed interessati saranno comunque  circa 652 e verranno distinti per altitudine con tre sigle la prima “T” che significherà totalmente esente e caratterizzerà l’Imu Agricola di comuni ubicati a 600 mt di altezza , mentre “P” indica il comune parzialmente montano di ubicazione del terreno agricolo che rimane tra i 280 ed i 600 mt di altezza, la sigla Istat “NM” infine ,decreta il pagamento per tutti i  terreni agricoli che sono insediati in comuni con altitudine fino a 280 mt di altezza. Nella norma viene anche prevista una esenzione verso gli imprenditori agricoli professionali secondo quanto previsto dall’articolo 1 del decreto legislativo n. 99 del 2004. Una mossa certamente intelligente che però pone un punto fermo sulle politiche del Governo e sulla manifesta e chiara “Mission” fiscalista di un’Italia super tassata. Le conseguenze di tale decreto sono molto plausibili e pratiche, prima di tutto i piccoli proprietari di terreni agricoli non avranno più l’interesse a mantenerli , perché oramai non sono più convenienti nell’ambito della bilancio annuale tra spese e risorse ottenute. Si renderanno ,quindi, pronti e disponibili migliaia di appezzamenti di terreno a prezzi stracciati. Un panorama di tutta convenienza per i grandi latifondisti o per le grandi aziende agricole. Si decreta così la morte dei piccoli proprietari terrieri con uno sguardo sibillino al tanto sbandierato comunismo proletario che imponeva la terra per tutti. Fatti già accaduti con Zonin in Sicilia presso il Comune di Butera. In pratica si colpiscono molte fasce deboli della popolazione  e si inasprisce i maniera esponenziale il prelievo fiscale verso i territori comunali in cui ricadono tutti i terreni al di sotto dei 280 mt ed in fascia “NM”.  

                                                                                                              Di Maurizio Cirignotta

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