Osservatorio Eco-Media.
Pubblicati i dati integrali del 1° Rapporto
Più eco all’informazione
Roma, 21 marzo 2015 – L’informazione ambientale entra
nell’agenda mediale, ma nel 91% dei casi passa attraverso le pagine interne dei
quotidiani; fatta eccezione per gli eventi drammatici legati prevalentemente al
dissesto idrogeologico del Paese, dove conquista la “prima pagina”.
Nei tre
mesi analizzati sono stati pubblicati complessivamente 626 articoli sulle quattro testate nazionali monitorate: Il Corriere della Sera, Il Sole 24 Ore, La Repubblica e La Stampa.
Il principale stakeholder
richiamato nelle notizie è rappresentato dalle imprese nel 32% dei casi, a
conferma che l’ambiente viene percepito come un importante asset economico sul
quale puntare e investire, soprattutto in un contesto segnato dalla crisi.
I
cittadini costituiscono il secondo portatore di interesse (12%), seguiti da
enti locali e società civile (9%).
Nel complesso, si evidenzia una
presenza significativa, anche se discontinua, del tema ambiente nei nostri
quotidiani più diffusi.
Esiste, però, un problema di priorità: la poca
pressione da parte del settore sulle questioni ecologiche produce una
disattenzione della politica, che tende a concentrarsi sulle sollecitazioni
maggiormente avvertite dall’opinione pubblica; rischiando di dimenticare che la
sostenibilità, dall’energia alla mobilità, dall’alimentazione ai rifiuti e
all’urbanistica, è destinata a condizionare in maniera determinante l’economia
del futuro.
E’ quanto emerge dal 1° Rapporto dell’Osservatorio Eco-Media, nato dalla
collaborazione tra Pentapolis Onlus e
Lumsa, la cui versione integrale è
consultabile sul sito www.pentapolis.eu.
“La sostenibilità può e deve essere la
leva da cui far ripartire una diversa economia, circolare - afferma Massimiliano Pontillo, Presidente di
Pentapolis Onlus - che sappia conciliare l’interesse generale con quello
particolare, rimettere in movimento l’occupazione, soprattutto giovanile, e
dare il via ad un nuovo eco-Rinascimento.
L’informazione ambientale è uno dei passaggi fondamentali e può essere un
elemento determinante per incidere realmente sulla coscienza collettiva e sui
decisori pubblici: ma i media mainstream
ancora non brillano per particolare attivismo”.
Il progetto, promosso da Pentapolis
Onlus, si avvale dell’adesione del
Presidente della Repubblica; del partenariato con Lumsa; della collaborazione con la Federazione Nazionale della Stampa e con l’Ordine dei Giornalisti; del patrocinio di Commissione Europea, Ministero dell’Ambiente, Ispra; della partecipazione
di Cittadinanzattiva, Csr Manager
Network, Fare Verde, Fondazione Global Compact Italia, Kyoto Club, Greenaccord,
Symbola, Wwf; del sostegno di Rio
Mare e Terna; del contributo di Tetra
Pak; partner media Eco in Città;
partner tecnico Arti Grafiche Boccia.

Nessun commento:
Posta un commento