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mercoledì 29 aprile 2015

CINEPORTO DI BARI. CINEMA D'ARTE: CAMILLE CLAUDEL per il secondo appuntamento di BIOPIC. Giovedì 30 aprile - h. 20.30

          
SECONDO APPUNTAMENTO GIOVEDÌ 30 APRILE ALLE 20.30 CON LA RASSEGNA "BIOPIC – CINEMA D'ARTE" AL CINEPORTO DI BARI DEDICATA A PROMUOVERE IL DIALOGO TRA GRANDE SCHERMO E ARTE FIGURATIVA.

CAMILLE CLAUDEL RECUPERA LA STORIA DI UNA SCULTRICE TALENTUOSA
A LUNGO NON RACCONTATA. UN'ESISTENZA PERCEPITA COME INCOMPLETA, NELLA VITA COME NELLE PROPRIE OPERE.
OSPITE DELLA PROIEZIONE MASSIMO GUASTELLA, DOCENTE E STORICO DELL'ARTE. INGRESSO LIBERO.


"C'è sempre qualcosa d'assente che mi tormenta". Così scriveva la ventiduenne Camille Claudel in una lettera datata 1886 al noto scultore Auguste Rodin di cui fu musa, modella, allieva e amante, infine respinta. 

Un'assenza ben più straziante di quella sentimentale, una incompiutezza che per Camille si esprimerà non solo nelle opere, ma anche in mancati o tardivi riconoscimenti al proprio genio artistico.

Si tinge di rosa il secondo appuntamento di Biopic – Cinema d'Arte, la rassegna ideata e promossa dall'associazione PugliArte con il sostegno di Apulia Film Commission, ogni giovedì fino alla fine di maggio al Cineporto di Bari.

Il 30 aprile alle h. 20.30 sarà la volta di una biografia femminile dai risvolti drammatici, espressione di un'arte tutt'altro che salvifica. Tratto dal libro della pronipote della scultrice Reine-Marie Paris "Frammento di un destino d'artista", Camille Claudel (1988) diretto da Bruno Nuytten, ha ricevuto nomination ai Golden Globe e dagli Academy Awards come miglior film straniero, è stato vincitore di 5 Cèsar (equivalente francese degli Oscar), tra cui miglior film e miglior attrice protagonista per Isabelle Adjani, riconoscimento per lei bissato alla Berlinale del 1989. 

Un film fortemente sentito e voluto dalla stessa Isabelle Adjani, anche produttrice che, acquistati i diritti del libro, ha chiamato al proprio fianco Gérard Depardieu per il ruolo di Rodin. In una intervista dell'epoca al New York Times aveva perfino dichiarato di essere l'unica ad aver compreso le intricate contraddizioni di Camille.

Un fil rouge temporale per l'attrice che si riannoda all'interpretazione di un altro tragico percorso verso la follia: quello della figlia di Victor Hugo, Adele, nel classico di Truffaut, Adele H. - Una storia d'amore. Il poeta e scrittore torna, tra l'altro, a essere citato nel presente film perché è proprio nelle ore in cui si celebra il lutto nazionale per la sua scomparsa che Camille e Auguste vivono inizialmente la loro passione.

Sceneggiato dal regista con Marilyn Goldin, il film segue le vicende personali e artistiche di Camille che giovanissima, diventa apprendista del celebre scultore il quale le affida anche la fattura di particolari delle proprie opere. 

Rodin, molto più grande della ragazza, convive da anni con Rose (Danièle Lebrun) dalla quale ha anche un figlio, ma si concede alla passione per Camille arrivando perfino a promettere di sposarla. Tuttavia Camille intuisce che non lascerà mai Rose e lo abbandona senza rivelargli di essere incinta.

Nella lontananza da Rodin sarà presa da una febbrile attività scultorea, ma l'ossessione amorosa la porterà al confine con la follia e a sentirsi perseguitata, finanche defraudata da Rodin di alcune sue opere e per questo portata in parte a distruggerle. 

Preoccupati e imbarazzati dalle condizioni in cui versa, saranno la madre e il fratello di Camille a farla internare in manicomio per infermità mentale. Ci resterà un trentennio fino alla morte senza toccare mai più un pezzo di argilla.    

Altri interpreti: Laurent Grévill, Alain Cuny, Madeleine Robinson, Philippe Clevenot.


Bio
Bruno Nuytten, classe 1945, è regista e sceneggiatore francese.
È stato uno dei più importanti direttori della fotografia francesi per due decenni, negli anni Settanta e Ottanta, prima di esordire alla regia nel 1988 con il film biografico Camille Claudel, che ha presentato in concorso al Festival di Berlino e gli è valso il Premio César per il miglior film.
Ha avuto una lunga relazione con l'attrice Isabelle Adjani, protagonista del suddetto film, da cui ha avuto nel 1979 il figlio Barnabé, musicista e cantante del gruppo Makali.


Ospiti
Massimo Guastella, ordinario di Storia dell'Arte nelle Scuole Superiori, è ricercatore di Storia dell'Arte Contemporanea all'Università del Salento. Responsabile scientifico del LabTASC, Dipartimento dei Beni delle Arti della Storia, è anche direttore di CRACC spin-off  universitaria. Pubblicista dal 1995.

Info: www.pugliarte.it

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