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venerdì 17 aprile 2015

Week end Terminio Cervialto

Itinerario in Irpinia
  
      Con l’arrivo della bella stagione, giornate più lunghe, piene di luce, sacco in spalla, in cerca di luoghi esclusivi, lontani dalla ressa vacanziera.
      Un week end nell’area protetta dei Monti Picentini, è proposto dal mese di aprile a fine giugno dalla Comunità montana del Cervinio Cervialto, il gruppo montuoso dell’Appennino campano con un percorso attraverso otto borghi ricchi di patrimonio culturale, naturalistico e paesaggistico, tra monti e colline ancora imbiancati dalla neve.
     Il progetto di sviluppo del territorio, nel cuore dell’avellinese: “Le nevere e gli antichi mestieri della Terminio Cervialto”, presentato nella sala della Fondazione Valenzi al Maschio Angioino di Napoli. Hanno preso parte all’incontro, i sindaci dei comuni, il giornalista Annibale Discepolo, il vice presidente della Comunità Montana Gerardo Iandolo e Salvatore Vecchia, art director di Sema, l’agenzia che fornirà i servizi ai fini del progetto, Giuseppe Ottaiano. Coordinati dalla giornalista Carmela Maietta del giornale Il Mattino.
      Gli otto borghi storici con castelli, cattedrali, sorgenti cristalline d’acqua che hanno deciso di fare rete al fine di promuovere attività turistiche, sono Montemarano, Nusco, Santa Lucia di Serino, Castelvetere sul Calore, Chiusano di San Domenico, Senerchia, Caposele, Salza Irpina. Non è raro incontrare, sull’uscio di casa, il cestaio, l’ebanista, il chianchiere (macellaio), il casaro, il furnaro, la merlettaia e la pastaia con racconti, rievocazioni, degustazioni enogastronomiche e canti popolari.
    La cucina è caratterizzata dagli odori e sapori del luogo, dalla pasta fatta a mano alla minestra di verdura,  pizza con le erbe, frittata con le “viticelle”, ricotta, scamorze, caciocavallo.
   L’allevamento di bovino, ovino e caprino allo stato semi-brado rende il latte ed i formaggi eccellenti.  Ottime le ricotte di pecora, pecorino bolognese, scamorze, burrini e il famoso caciocavallo “podolico”. Il sottobosco offre funghi, fragoline di bosco, lamponi di montagna; piante officinali come altea, malva, camomilla e tartufo nero. La raccolta delle olive avviene mediante brucatura per un olio fruttato dalle inalterate qualità organolettiche. Taurasi e Greco di Tufo sono i vini D.O.C.G dove clima e natura vulcanica del terreno esaltano le caratteristiche del vitigno Aglianico e Aglianico I.G.T. tra i rossi più rinomati d’Italia.
     Attraverso la sinergia tra imprenditorialità pubblica e privata sono sorti Bed&Breakfast; recuperate case rustiche immerse nel verde per nuove forme di “ospitalità rurale”.
     Un progetto particolare di queste zone è il ritrovamento delle “Nevere”, l’antico frigorifero dei nostri nonni. Fino ai primi anni del secolo scorso l’unico modo, nel periodo estivo, per preparare bevande e cibi freddi, era il ghiaccio ottenuto dalla neve conservato in costruzioni in muratura seminterrate, con una volta in pietra o in mattoni ricoperta da uno strato di terra su cui si facevano crescere rovi e robinie.
    Sul monte Cervialto alto 1800 m s.l.m. d’inverno in seguito ai rigori del clima, le lastre di ghiaccio che si formavano naturalmente venivano segate e trasportate nelle nevere e sistemate a strati, intervallati da paglia e foglie secche che avevano una funzione isolante. Tale sistema permetteva di mantenere freddo lo strato più profondo anche quando si estraeva la neve o il ghiaccio dagli strati più superficiali con la gioia dei più piccoli per l’arrivo della bella stagione e la preparazione di ghiaccioli al limone preparati dalle mamme e dai nonni.

   




     

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