Lo slogan diffuso molti anni fa dal CSA- Comitato Scientifico Antivivisezionista (oggi Comitato Scientifico EQUIVITA- www.equivita.it) “Quando la cavia è una cavia la vera cavia siamo noi !” si è reso nuovamente e drammaticamente veritiero.
Nei giorni scorsi le
prove su “volontari sani” di una nuova molecola, la “BIA 10-2474”,
creata dalla casa farmaceutica portoghese Bial, (quale antidolorifico
destinato anche a trattare i disturbi di umore e di ansia e i problemi
motori legati alle malattie neurodegenerative come il Parkinson), sono
state affidate al laboratorio Biotrial, una società francese, “di buona
reputazione”, che ha una delle sue sedi a Rennes (Francia) e dà lavoro a
300 persone.
Le prove hanno
portato alla morte cerebrale di un giovane, e al ricovero urgente di
altri 5, di cui in gravi condizioni 4 (che potrebbero avere danni
neurologici permanenenti).
Come informano le
autorità (e come da obbligo di legge), le prove su animali erano state
eseguite; in questo caso perfino sugli scimpanzè (specie animale
evolutivamente più vicina all’uomo).
Purtroppo le leggi
europee da un lato e i cittadini che si espongono a questi rischi quali
“volontari” dall’altro, non hanno ancora recepito il messaggio di un
crescente numero di scienziati che in tutto il mondo lanciano il loro
appello con toni sempre più forti sul rischio che rappresentato le prove
su animali per la salute umana e per il progresso della scienza. Ne è
un esempio molto recente l'Iniziativa dei Cittadini Europei STOP VIVISECTION, di cui EQUIVITA è stato promotore, che ha raccolto ben 1.371.000 firme in tutta Europa.
Come dice Gianni Tamino, presidente del Comitato Scientifico EQUIVITA:
“Le prove su animali non hanno alcun valore predittivo per l’uomo e costituiscono purtroppo:
“Le prove su animali non hanno alcun valore predittivo per l’uomo e costituiscono purtroppo:
1) Un alibi per poter procedere ad una sperimentazione sull’uomo senza le dovute precauzioni.
2) Una
tutela giuridica per i casi di disastri farmacologici in quanto
forniscono “l’incertezza della prova” che esonera le aziende produttrici
dei farmaci dalla responsabilità civile.
3) Un
ostacolo alla diffusione dei nuovi metodi di ricerca, che sono di gran
lunga più predittivi per l’uomo, più esaurienti nelle risposte che
forniscono, oltre che mille o milioni di volte più rapidi ed economici …
un ostacolo dunque al progresso della scienza"
Inoltre:
se è certo che la scienza deve progredire, come è sempre stato detto,
essa di certo non deve progredire sulla disperazione dei più poveri, che
li porta a mercificare il loro bene più prezioso ed esclusivo: la
salute.
I legislatori
dovrebbero dunque migliorare le leggi che riguardano il reclutamento dei
“volontari” e guardarsi bene dal chiudere un occhio sui presunti
“rimborsi spese” che percepiscono le “cavie umane” e che in Francia
vengono perlomeno (appena un poco più onestamente) definiti “indennità”.
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