Milano, 9 marzo – È il sogno di tutti gli imprenditori e
dei liberi professionisti con partiva iva quello di riuscire a pagare meno
‘tasse’ rispetto a quanto ogni anno si versi allo Stato.
Ebbene, è possibile e
anche legale, grazie all’escapologo fiscale, una nuova professione a metà
strada tra il commercialista, il consulente di direzione e il tributarista.
La
colpa delle troppe tasse che la maggior parte degli imprenditori e dei liberi
professionisti si ritrovano a pagare infatti è spesso e volentieri dell’imprenditore stesso, che ha uno scarso
controllo dei numeri della propria azienda e un’attenzione alla legislazione
fiscale minima e discontinua.
Gianluca Massini Rosati, il primo
escapologo italiano, ha fatto di
queste considerazioni la base di un nuovo progetto imprenditoriale e ha deciso
di trasformare l’esperienza acquisita sul campo, in primis come imprenditore, in
una vera e propria professione in grado di aiutare altri imprenditori e
professionisti a dimezzare il proprio carico fiscale nel
totale rispetto della legalità.
“Molto spesso
sento imprenditori lamentarsi dei commercialisti perchè o .
Risultato: gli imprenditori sono costretti a pagare un sacco di tasse e perdono
la fiducia nel loro commercialista” - dichiara
Massini Rosati.
Fatta la premessa che questo o simili ragionamenti siano
sbagliati, l’escapologo ‘educa’ il proprio cliente a una corretta gestione della
propria azienda o della propria attività.
“L’escapologo
fiscale fa prima di tutto un’attenta valutazione della situazione reddituale
del cliente per capire qual è la migliore forma giuridica e impostazione
fiscale che il cliente deve seguire. Studia le carte, capisce quali sono le
ottimizzazioni possibili e in che modo possono essere giustificate quando il
fisco verrà a controllarle. Non esistono soluzioni standard, esistono solo
soluzioni specifiche in base alla natura specifica del cliente e della sua
attività”.
Generalmente i clienti sono aziende di piccole medie
dimensioni con un fatturato tra i 200.000
euro e 1 milione di euro. Proprio questa fascia di aziende è di fatti
quella che più spesso subisce le ‘vessazioni’ del fisco e soprattutto non ha le
corrette conoscenze sulla legislazione italiana.
“Le regole sono le stesse per tutti, ma come vengono applicate fa la
differenza e come si è in grado di giustificarlo davanti al fisco è quello che
determina il successo o il fallimento di una perfetta strategia di
pianificazione fiscale – specifica Massini Rosati - Chiariamo anche che non si sta parlando di elusione, e benché mai di
evasione, si sta parlando di applicare la legge più corretta alla propria
specifica attività”.
Massini Rosati ha realizzato il manuale ‘Escapologia fiscale - 59 «segreti» leciti e
illeciti’ disponibile per una prima consultazione sul sito www.escapologia-fiscale.com,
che ha venduto già 1000 copie in poco più di 4 mesi.
Le tecniche che l’escapologo fiscale
suggerisce per raggiungere questi obiettivi in maniera legale sono le seguenti:
1) Conoscere
le leggi. Sapere cosa la legge ti permette di fare o non fare, è il primo
passaggio per evitare di commettere reati;
2) Conoscere
come ragiona l'amministrazione finanziaria e gli ispettori del fisco è lo step
successivo per capire come comportarsi
3) Come
conseguenza dei primi due punti, una volta acquisita la conoscenza bisogna
agire, ovvero avere le opportune "pezze di appoggio" della propria
contabilità;
Il segreto
dei segreti quindi è essenzialmente quello di utilizzare a proprio favore una
normativa vigente, che la maggior parte dei commercialisti non conosce o più
probabilmente non fa applicare ai propri clienti, e che l’Agenzia delle Entrate
o la Guardia di Finanza non potrà in alcun modo contestare una volta applicata.
Parafrasando un celebre adagio, ‘fatta la legge, trovata la soluzione’.

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