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giovedì 26 gennaio 2023

Olocausto: Una Guerra da non dimenticare

Il 27 di Gennaio 2023 ricorre il giorno della memoria, una rievocazione dello sterminio di massa che ha colpito il popolo ebraico. Una guerra quella della seconda guerra mondiale che pose la sua ideologia fondante sull’idea dell’odio razziale che ha determinato lo sterminio di 5.9 milioni di ebrei. Un popolo martoriato fin dai tempi dei Faraoni che ha trovato il suo apice di odio nel Partito National Socialista che pose tra i suoi obbiettivi il popolo ebreo che dopo la prima guerra mondiale venne posto al centro di una ribellione di una fetta del popolo Germanico caduto nella condizione di povertà post bellica. Uno scontro tra la ricchezza degli ebrei e la povertà del popolo tedesco che sfociò successivamente in una rivalsa basata sull'invidia e sull’odio. Una colpa che secondo i Nazisti doveva essere distrutta assieme alla grande potenza economica che reggeva il sistema monetario in forza agli Ebrei. Una povertà diffusa che generò l’ascesa al potere di Adolf Hitler che facendo leva sulla povertà diffusa e sull'idea di un nazionalismo liberticida riusci' a vincere le elezioni ed a diventare cancelliere tedesco. Il partito Nazional Socialista di Hitler aveva come fonte ideologica l'antisemitismo di Julius Streicher che considerava gli Ebrei solo nemici da eliminare in quanto fonte del disagio del popolo tedesco. Una follia collettiva, forgiata dalla rivista Der Stùrmer che fomentava giorno dopo giorno l’odio razziale ,una condizione che poi si realizzò negli anni successivi fino a culminare nella Shoah. Periodi bui della nostra storia che và dal 1939 al 1945 in cui la follia Nazista determinò la soluzione finale dettata dal Hitler per accelerare il processo di distruzione di massa degli ”indesiderabili”. Tra questi indesiderabili furono annoverati anche(omosessuali, oppositori politici , Rom, Sinti, Zingari, testimoni di Geova, pentecostali, malati di mente, portatori di handicap e tanti altri) in idea di una razza Ariana. Nacquero i campi di concentramento specializzati nello sterminio di massa , il modo migliore era quello di riuscire ad uccidere più persone in poco tempo e senza usare pallottole che potevano essere utili per il fronte orientale, si arrivò, quindi, alla scelta delle camere a Gas dove potevano essere uccisi ben 250 persone in pochi minuti. Ma i campi di concentramento diventarono anche fonte di studi sull’uomo attraverso i più efferati esperimenti. La soluzione finale favorì la costruzione e lo sviluppo dei campi di Auchwitz - Birkenau che univano il lavoro schiavistico a quello dello sterminio sistematico, mentre i campi di Belzec, Sobibòr e Treblinka furono dedicati solo allo sterminio. Molti gli stratagemmi per rendere credibile lo sterminio agli occhi del mondo, vedi quello delle docce che invece dell’acqua diffondevano acido prussico che provocava la morte in soli 10-15 minuti, in altri luoghi di sterminio invece venne usato per le stesse finalità il monossido di carbonio. Coloro che riuscivano a salvarsi venivano usati come schiavi ed avevano il compito di rimuovere i cadaveri. Tutti coloro che dovevano essere uccisi venivano prima controllati onde estrarre eventuale presenza di denti d’oro (senza anestesia) e tagliare i capelli che poi venivano riciclati per la produzione industriale di feltro. Tra i problemi che si crearono agli occhi del mondo, la giusta sepoltura delle migliaia di morti, nacquero in soluzione al problema i forni crematori che bruciavano tutte le vittime, molte le fosse comuni e la miriade di carri bestiame pieni di salme. Un vero olocausto di massa che ha portato alla morte circa 17.000.0000 di persone di varie etnie. Questa la follia di un’ideologia di sterminio degli indesiderabili, ma anche il consequenziale frutto delle smanie di potere di Hitler. Oggi viviamo gli albori della guerra Ucraina - Russia che può trasformarsi in un conflitto mondiale che ci vedrà perire sotto le luci delle bombe atomiche. In realtà questo giorno importante che deve impresso nella memoria di tutti noi ci deve anche fare riflettere sulla nuova guerra che vogliamo e sulle conseguenze che questa potrà evocare.

                                                                                                                         Di  Maurizio Cirignotta 

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