GARLASCO — Nel mosaico complesso delle indagini sull’omicidio di Chiara Poggi, avvenuto il 13 agosto 2007 nella villetta di via Pascoli a Garlasco, uno degli aspetti finiti sotto la lente degli investigatori negli anni riguarda le dichiarazioni di Andrea Sempio sui suoi spostamenti nella mattina del delitto.
Nelle prime fasi delle verifiche investigative, Sempio avrebbe spiegato di essersi recato a Vigevano quella mattina con l’intenzione di acquistare un telefono cellulare. In un secondo momento, però, la versione fornita sarebbe cambiata: lo stesso Sempio avrebbe indicato come motivo della sua presenza in città l’acquisto di un libro.
Un dettaglio che attirò l’attenzione degli inquirenti perché collegato alla fascia oraria in cui, secondo le ricostruzioni investigative, si consumò l’omicidio della giovane nella casa di famiglia. Per questo motivo furono avviati diversi accertamenti per ricostruire con precisione gli spostamenti di quella mattina.
Tra gli elementi esaminati vi furono documenti e possibili riscontri oggettivi, come gli scontrini e gli orari di apertura dei negozi di Vigevano. In particolare venne analizzato anche uno scontrino relativo a un parcheggio cittadino, ritenuto utile per verificare la presenza di Sempio in città in una determinata fascia oraria.
Il caso giudiziario relativo al delitto di Garlasco ha avuto comunque un esito definitivo nel 2015 con la condanna di Alberto Stasi per l’omicidio di Chiara Poggi. Negli anni successivi il nome di Andrea Sempio è tornato all’attenzione degli investigatori nell’ambito di ulteriori verifiche, ma la sua posizione è stata archiviata nel 2017.
A distanza di tempo, il delitto di Garlasco continua a essere uno dei casi di cronaca nera più discussi in Italia, segnato da una lunga sequenza di indagini, perizie e ricostruzioni che hanno cercato di chiarire ogni dettaglio di quella mattina d’estate.

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