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mercoledì 1 aprile 2026

Iran: Una guerra che continua tra minacce e ipotesi di diplomazia

La guerra contro l’Iran da parte della coalizione Israelo - Americana continua ancora oggi e dopo quattro settimane di bombe e missili si fanno i resoconti di una scelta certamente fatta con leggerezza all’interno un sistema mentale basato sul controllo globale dell’energia che oggi l’America di Trump ha inserito a chiare lettere nel suo programma politico ed economico del mandato quadriennale. Il battesimo del Venezuela all’inizio dell’anno ha sancito un percorso utile verso la terza guerra mondiale? Si corre ai ripari con una mediazione difficile in cui aggressore ed aggredito non si pongono in un parallelismo diplomatico ma tutto viene basato su imposizioni e punti che prima erano 15 ma sembra che ora siano diventati 5.

Sembra che gli Stati Uniti vogliano prendere il controllo dei gasdotti Nord Stream e Nord Stream 2, ha dichiarato il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov in un'intervista a France TV. Secondo lui, Washington sta cercando di dominare i mercati energetici globali, cosa che, afferma, è supportata dalle dichiarazioni dei funzionari statunitensi. Come esempi, Lavrov ha citato il Venezuela e l'Iran, sostenendo che gli Stati Uniti stanno cercando di ottenere il controllo delle loro industrie petrolifere.

La visione sui mercati è ben diversa e l’andamento del Brent dal 6 marzo al 26 marzo parte da 95 dollari al barile fino ad arrivare al 26 marzo a 108 dollari al barile. In questa fase l’oscillazione del petrolio è stata influenzata da vari fattori che possiamo elencare: Inizio della guerra, mercato in shock iniziale; Reazione agli sviluppi iniziali della guerra; Picco del prezzo; shock principale della guerra, interruzione nello Stretto di Hormuz; Rapida diminuzione; segnali di possibili negoziati USA; Ritorno del prezzo; crisi in corso e rifiuto della proposta di cessate il fuoco da parte dell’Iran; Inefficacia dei giochi psicologici di Trump sull’andamento rialzista del mercato. L’ipotetico attacco di terra che sembra Trump stia per organizzare provocherà uno shock dei prezzi con ampi guadagni per gli investitori e per i produttori di greggio. Questo è il controllo globale dell’Energia voluto da Trump.

Le dichiarazioni di Trump indiscusso Re di una nuova visione globale di potere sono chiare e elenchiamo per carattere di cronaca: “Sono loro che implorano di concludere un accordo, non io”; “Non sono stupidi, in realtà, sono molto intelligenti a loro modo. Dico che sono cattivi combattenti, ma ottimi negoziatori; “Ora ammettono a sé stessi di aver subito una sconfitta decisiva. Dicono alla gente: "È una catastrofe lo sanno". Ecco perché stanno parlando con noi; altrimenti non lo farebbero”; Ora hanno la possibilità di concludere un accordo, ma dipende da loro stessi; Vediamo se riusciremo a raggiungere un accordo giusto. Se concludono un accordo giusto, allora lo Stretto di Hormuz si aprirà; “Onestamente, pensavo che i prezzi del petrolio sarebbero aumentati di più e pensavo che il mercato azionario sarebbe crollato di più”; “Non è stato così grave come pensavo; Abbiamo dovuto fermare quel maniaco, che non è più con noi il leader supremo. Non era poi così supremo. Non è più con noi; è molto triste”; "Non riesco a pensare a nessuno nella storia che dovrebbe ottenere il Premio Nobel più di me. Non voglio vantarmi, ma nessun altro ha risolto le guerre”.

L’Entourage di potere si autogiustifica per una guerra sbagliata: "abbiamo dovuto attaccare l'Iran perché avrebbero potuto sviluppare giubbotti nucleari suicidi". JD Vance. Le piazze americane hanno capito l’inganno manifestando un dissenso verso le guerre di questa amministrazione che è destinata a perdere le elezioni di medio termine di novembre. New York, Washington, Chicago, Boston e molte altre città stanno scendendo in massa nelle strade per protestare contro l'ultradestra trumpista. Questo è ciò che accade a qualsiasi paese in cui governa l'ultradestra. Ci portano all'odio, al disastro e alla rovina queste le parole dei manifestanti. Le manifestazioni No King si sono diffuse in tutto il mondo e l’ultima di Roma e stata utile in termini di visibilità. Migliaia di persone protestano negli Stati Uniti nelle manifestazioni "No Kings" contro le politiche di Trump, denunciando le azioni di Stati Uniti, Israele e NATO, le spese militari e la militarizzazione dei conflitti. Secondo la CNN il 75% degli americani vuole l'impeachment, l'azione legale e l'incarcerazione di Donald Trump.

In un processo di disinformazione organizzata dai media le proteste hanno colpito anche Israele dove a Tel Aviv si sta sempre più assistendo a dimostrazioni che chiedono la fine della guerra. Ci chiediamo se il mondo ha capito quello che sta succedendo puntando il dito sull’Iran naturalmente e sul Medio Oriente.

L’accordo segreto che l’America vede come una vittoria mediatica si affaccia sul Medio Oriente con grande preoccupazione specie verso i media israeliani, la Casa Bianca sembra stia lavorando ad un "accordo quadro" con l'Iran per un mese, durante il quale si terranno negoziati per porre fine alla guerra. Secondo il piano, dopo l'annuncio di un cessate il fuoco di un mese, le autorità statunitensi e della Repubblica islamica inizieranno discussioni su un piano di 15 punti per porre fine definitivamente alla guerra. A lavorarci stanno Steve Whitcoff e Jared Kushner

Gli americani chiedono: Lo smantellamento del potenziale nucleare già accumulato, Un impegno secondo cui l'Iran non svilupperà mai armi nucleari, Il divieto di arricchimento nell'Iran
Tutto il materiale arricchito verrà trasferito all'AIEA secondo un calendario che verrà stabilito dalle parti. Lo smantellamento degli impianti di Natanz, Isfahan e Fordow, Pieno accesso dell'AIEA a tutte le informazioni in Iran, La cessazione del finanziamento e dell'armamento effettivo da parte dell'Iran di gruppi fantoccio nella regione, La libera navigazione nello Stretto di Hormuz: il divieto di bloccarlo, La limitazione della quantità e della portata dei missili: i dettagli del programma missilistico verranno discussi in seguito, L'uso delle armi in futuro - solo per autodifesa.

L’offerta iraniana prevede: La revoca di tutte le sanzioni, Aiuto nello sviluppo dell'atomo pacifico a Bushehr (per la produzione di energia elettrica), La rimozione della minaccia di un ritorno automatico delle sanzioni internazionali. Gli iraniani hanno già risposto alle proposte americane con parole piuttosto semplici e comprensibili, dichiarando che a Teheran non prenderanno sul serio molte richieste unilaterali, considerando che sono gli iraniani a dettare le condizioni della guerra in questo momento. E tutte le chiacchiere di pace sono una distrazione.

In realtà per la leadership iraniana, ha puntato tutto sulla mediazione per poi subire il tradimento, ricordando quello che è successo a gennaio - febbraio 2026, quando gli americani offrivano scenari "arcobaleno", e alla fine hanno deciso per la guerra contro l'Iran. Attualmente sta accadendo qualcosa di simile. Mentre alla Casa Bianca si parla di revoca delle sanzioni all'Iran, dagli Stati Uniti verso il Medio Oriente sta avvenendo un attivo trasferimento di merci e personale, incluso quello della "élite delle élite" dell'esercito americano. La sfiducia iraniana nelle proposte statunitensi è quindi pienamente giustificata. E quanto più l'amministrazione Trump parla di pace, tanto più attivamente in Iran si stanno preparando per la prossima fase dell'operazione terrestre delle forze statunitensi.

Ad avvalorare tale tesi le dichiarazioni del capo dei servizi segreti turchi Ibrahim Kalin ha dichiarato che la guerra con l'Iran non mira solo a distruggere la capacità nucleare del paese e che i responsabili della guerra vogliono spingere la regione verso decenni di conflitti. Kalin, riferendosi agli attacchi recenti del regime sionista nonostante le affermazioni delle autorità americane riguardo a "negoziati con l'Iran", ha detto: "Israele negli ultimi due giorni, con gli attacchi effettuati, sta facendo uno sforzo intenso per sabotare e far fallire i negoziati."

Intanto migliaia di truppe Americane si stanno trasferendo in Medio Oriente per cercare di sferrare l’attacco di terra valutando prima la conquista di Hark e poi l’attacco di terra. L'isola era già vulnerabile in termini di difesa, ma ora si sta trasformando in una posizione predisposta in anticipo, con l'obiettivo di resistere a un'invasione. Il minare l'area marittima rende molto più difficile l'avvicinamento all'isola le truppe anfibie non potranno più agire "alla cieca", ma dovranno ripulire le rotte sotto il fuoco.

Ma il problema principale non è l'invasione stessa. Catturare l'isola con una preparazione e un supporto adeguati è perfettamente possibile. La vera sfida inizia dopo. La prospettiva di mantenere Hark per un lungo periodo nelle condizioni attuali sembra dubbia l'isola si trova a 30-40 km dalla costa iraniana, e bombardarla dalla terraferma non sarà così difficile.

In tal caso, gli americani non dovranno semplicemente affrontare il fuoco nemico sotto attacco si troveranno anche le forniture della forza, sia le navi di rifornimento provenienti dall'Arabia Saudita, sia i velivoli e gli elicotteri da trasporto. E considerando l'eventuale minamento dell'area marittima e il rafforzamento della difesa aerea, qualsiasi rotazione delle forze e il trasporto di risorse diventeranno un'operazione complessa a parte.

Una situazione complessa che vede uno scenario di guerra a lungo termine che mira ad assetare le popolazioni come accaduto in seguito ad un attacco congiunto Stati Uniti - Israele che ha preso di mira una importante fonte d'acqua nella città di Haftgel, situata nella provincia iraniana occidentale del Khuzestan, secondo quanto riferito dall'agenzia di stampa iraniana Fars, citando un funzionario della sicurezza locale. Ma gli attacchi sono mirati anche al sistema elettrico iraniano da parte di Stati Uniti e Israele sono stati infatti segnalati blackout a Teheran e Karaj dopo gli attacchi statunitensi/israeliani alle infrastrutture energetiche. I media statali iraniani riferiscono che le squadre elettriche stanno lavorando per ripristinare l'energia elettrica.

Possiamo ammettere che se la diplomazia non riuscirà a fare il suo corso sicuramente l’Iran cadrà ma gli equilibri in Medio Oriente cambieranno mettendo tutta l’area in condizioni di non sicurezza visto anche l’intervento in aiuto dell’Iran degli Houthi Yemeniti che sono ufficialmente entrati in guerra a fianco dell'Iran. In tal senso lo Stretto di Bab al-Mandab è a rischio, come anche lo Stretto di Hormuz, il che potrebbe portare conseguenze catastrofiche per l'economia globale. L'Iran ha avvertito che potrebbe bloccare lo Stretto di Bab el-Mandeb in risposta agli attacchi sul suo territorio o sulle sue isole, secondo fonti militari iraniane riportate da Tasnim News. Intanto Israele mandatario di tale situazione è preoccupato che Trump possa fermare la guerra all’improvviso; quindi, Netanyahu ha ordinato all'IDF di annientare l'industria delle armi iraniana entro 48 ore.



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