La Posidonia oceanica spiaggiata non può essere rimossa liberamente perché è considerata una componente fondamentale dell’ecosistema costiero, ed è protetta da norme europee, nazionali e regionali.
Perché è importante lasciarla sulla spiaggia
Le “banquettes” di posidonia (gli accumuli marroni che si vedono sulla battigia):
- proteggono la costa dall’erosione, attenuando onde e mareggiate;
- trattengono la sabbia, evitando che la spiaggia si assottigli;
- ospitano piccoli organismi e nutrienti utili all’ecosistema;
- indicano la presenza di praterie marine sane al largo, che producono ossigeno e assorbono CO₂.
Rimuoverla completamente può accelerare l’erosione della spiaggia, soprattutto in inverno.
È una legge?
Sì. La Posidonia oceanica è tutelata da diverse normative ambientali europee e italiane. In molte regioni italiane la rimozione è consentita solo:
- per motivi sanitari o di sicurezza;
- in aree turistiche specifiche;
- con autorizzazioni comunali o regionali;
- spesso prevedendo il riposizionamento stagionale della posidonia dopo l’estate.
Molti comuni adottano infatti la “movimentazione temporanea”: la spostano durante la stagione balneare e la riportano in spiaggia in inverno.
Però a volte la tolgono
Succede soprattutto nelle località turistiche, perché:
- i turisti la percepiscono come sporco o cattivo odore;
- ostacola l’accesso al mare;
- incide sull’estetica della spiaggia.
Ma oggi le linee guida ambientali spingono verso una gestione più sostenibile, evitando l’asportazione definitiva e lo smaltimento in discarica.
Fa male o è inquinata?
Normalmente no. La posidonia morta non è pericolosa né segno di mare sporco. L’odore deriva dalla decomposizione organica naturale, soprattutto quando resta umida e compressa.

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