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mercoledì 12 agosto 2026

Crisi Idrica in Sicilia : ANAFePC valuta positivo il Consiglio aperto ad Agrigento, tra i 21 Comuni da noi sollecitati.

L’Accademia Nazionale per l’Alta Formazione e Promozione della Cultura, del Sociale e del Lavoro (ANAFePC) accoglie con favore il Consiglio Comunale aperto sull'emergenza idrica indetto ad Agrigento per il 27 agosto. La decisione si inserisce nell'iniziativa di ANAFePC, che ha formalizzato 21 richieste di consigli straordinari aperti nei comuni dell'isola più colpiti, trasmettendole per conoscenza ai rispettivi Prefetti.

Questa battaglia è iniziata a inizio anno con la presentazione di dettagliati esposti a nove Procure della Repubblica siciliane; successivamente, l'azione istituzionale si è sviluppata sul territorio in due distinte fasi. La prima tranche ha interessato un blocco di undici Comuni comprendente Agrigento, Licata, Termini Imerese, Caltagirone, Piazza Armerina, Enna, Gela, Caltanissetta, Sciacca, Racalmuto e Canicattì. La seconda ha esteso l'istanza ad altri dieci: Favara, Palma di Montechiaro, Naro, Cammarata, San Cataldo, Niscemi, Barrafranca, Siracusa, Cefalà Diana e Misterbianco. Il Comune di Agrigento ha dato seguito alla necessità calendarizzando la seduta. A tal proposito, ANAFePC sottolinea che ogni propria iniziativa si svolge nel pieno rispetto delle leggi, con il supporto del proprio ufficio legale e a tutela della trasparenza amministrativa.

“Prendiamo atto positivamente di questa convocazione – dichiarano Calogero Coniglio e Maurizio Cirignotta, rispettivamente Presidente e Vice Presidente ANAFePC, Lavoro e Sociale – poiché recepisce la linea d'azione tracciata a livello regionale. La priorità assoluta è garantire un confronto pubblico e limpido per evitare l'isolamento delle istituzioni di fronte a questa emergenza”.

Un Consiglio aperto è una risorsa strategica per raccogliere i contributi di associazioni, comitati civici, enti tecnici e cittadini. Parallelamente, l'associazione ha esercitato il diritto di accesso agli atti tramite istanza di Accesso Civico Generalizzato (F.O.I.A.) verso i 21 Comuni coinvolti. L'atto pretende tre dati tassativi: le perdite idriche delle condotte nell'ultimo biennio, l'utilizzo dei fondi PNRR, statali e regionali negli ultimi 5 anni con lo stato dei cantieri, e i criteri oggettivi di turnazione dell'acqua. Ad oggi solo un Comune ha fornito parte della documentazione, un ente ha risposto asserendo che non sussisterebbe alcuna emergenza formale, mentre tutti gli altri tacciono. ANAFePC ha già depositato alla Regione una dettagliata Relazione Tecnico-Strategica basata sul modello di gestione pugliese.

“Se alla scadenza dei trenta giorni i Sindaci continueranno a tacere, a fine agosto scatteranno tre azioni separate – affermano in conclusione Coniglio e Cirignotta – Adiremo l'Assessorato Regionale delle Autonomie Locali per chiederne il commissariamento ispettivo e l'attivazione dei poteri sostitutivi, segnaleremo l'opacità dei funzionari all'ANAC e depositeremo un esposto alla Corte dei Conti per verificare il rischio di danno erariale sui fondi idrici, auspicando soluzioni strutturali per le reti e confidando che i restanti venti Comuni rispondano prima che si renda necessario procedere con i relativi ricorsi alle autorità competenti”.

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