L’ultimo vertice dei Brics che si è svolto il 12 settembre 2026 in India ha rappresentato un nuovo punto fermo dell’economia mondiale, un progetto oggi ventennale che tende a costruire innovazione, cooperazione e sostenibilità in un processo di resilienza globale che affronta guerre e totalitarismi che hanno basi imperialiste e di potere.
Le guerre in atto certamente rappresentano una grande preoccupazione per il nuovo ordine mondiale dei paesi emergenti Brics , ma l’approccio diplomatico che la due giorni indiana ha prodotto non si è posta un problema di una forza militare congiunta o di un interventistico diretto specie nella guerra in Iran ma ha puntato sul concetto di resilienza classico delle filosofie orientali che guardano non al qui ed ora ma a quello che succederà dopo con una visione di approccio economico strategico.
I Brics oggi rappresentano il 49% della popolazione mondiale, con oltre 3,2 miliardi di persone distribuite tra Cina, India, Brasile, Russia e Sudafrica. Dal punto di vista economico, il PIL nominale combinato del gruppo si attesta a circa 28 trilioni di dollari (27% del PIL globale), mentre a parità di potere d’acquisto (PPP) sale a 65 trilioni, rappresentando il 35% dell’economia mondiale.
Nel 2026, la presidenza dei BRICS è detenuta dall’India. Attualmente, i partner dei BRICS sono Bielorussia, Bolivia, Vietnam, Kazakistan, Cuba, Malaysia, Nigeria, Thailandia, Uganda e Uzbekistan. Con l’aggiunta di nuovi membri come Egitto, Etiopia, Iran ed Emirati Arabi Uniti, il loro peso è in ascesa in termini di economia mondiale.
L’ultimo ad entrare nel gruppo nel giugno del 2025 il Vietnam che si è unito ai BRICS come paese partner dell'associazione. Il Vietnam è diventato il decimo partner dell'associazione e "condivide con i membri dei BRICS l'impegno per un ordine internazionale più inclusivo e rappresentativo". "Con una popolazione di quasi cento milioni di abitanti e un'economia dinamica profondamente integrata nelle catene del valore globali, il Vietnam è un attore chiave in Asia".
La fronda economica del vertice ha visto il nascere di una guerra diversa che vede oggi l’inflazione iraniana che si aggira intorno al 70% e il FMI prevede una contrazione di oltre il 5% quest'anno. I bombardamenti hanno contribuito in parte a questa situazione. L'esclusione dall'infrastruttura di pagamento in dollari ha avuto un impatto maggiore, come già accaduto a Russia, Venezuela e Afghanistan.
Questa esclusione nei pagamenti sul petrolio iraniano ha iniziato una ridefinizione del sistema dei pagamenti transfrontalieri cinesi con un record di 1220 miliardi di yuan circa 178,5 miliardi di dollari ed i volumi sono balzati al 50% rispetto a febbraio scorso. Tutto questo è uno dei prodotti della guerra voluta da Trump ed in tal senso l'India sta promuovendo un contrasto nell’ambito della filosofia Brics infatti i vari collegamenti tra i sistemi di pagamento rapido dei paesi membri, tra cui UPI e Pix, lavorano parallelamente sulle valute digitali delle banche centrali. Sanjay Malhotra a capo della banca centrale indiana, la definisce una riduzione dei costi piuttosto che uno scontro, un'affermazione tanto accurata quanto astuta. Parliamo onestamente delle proporzioni. Lo yuan rappresenta ancora meno del tre percento dei pagamenti globali tramite SWIFT, contro il 51 percento del dollaro, e il CIPS conta 1.791 istituzioni partecipanti contro le 11.000 di SWIFT ma tutto questo rappresenta l’inizio utile per stravolgere il sistema e abbassare i costi per i paesi membri.
Nel merito i 140 punti del documento finale chiarificano molti aspetti di cooperazione tra paesi che nella realtà sono nemici specie nella guerra in Iran vedi Arabia Saudita e Emirati Arabi Uniti nell’ambito del Brics hanno firmato un documento comune. Il Punto 1 fonda il motore di questo vertice con le intenzioni di “Costruire per la resilienza, l’innovazione, la cooperazione e la sostenibilità” riaffermando l’impegno di rispetto e comprensione reciproci, uguaglianza sovrana, solidarietà, democrazia, apertura, inclusività, collaborazione e consenso. Sulla base di due decenni di BRICS i componenti si sono da sempre impegnati a rafforzare la cooperazione anche nell’ambito dei BRICS allargati, sotto i tre pilastri della cooperazione politica e di sicurezza, economica e finanziaria, culturale e tra i popoli, e a potenziare il nostro partenariato strategico a beneficio dei nostri popoli attraverso la promozione della pace, di un ordine comune internazionale più rappresentativo ed equo, di un sistema multilaterale rivitalizzato e riformato, dello sviluppo sostenibile e della crescita inclusiva.
In vari articoli si ribadisce il cuore del sistema Brics attraverso l’impegno concreto a riformare e migliorare la governance globale promuovendo un sistema internazionale e multilaterale più giusto, equo, agile, efficace, efficiente, reattivo, rappresentativo, legittimo, democratico e responsabile, nello spirito di ampia consultazione, contributo congiunto e benefici condivisi. Importante la puntualizzazione sulla necessità di adattare l’attuale architettura delle relazioni internazionali per meglio riflettere le realtà contemporanee con un occhio al multilateralismo ed alla carta delle Nazioni Unite. Si pone ancora una volta il ruolo centrale dell’ONU che in nel sistema internazionale e si parla di stati sovrani che cooperano per mantenere la pace e la sicurezza, promuovere lo sviluppo sostenibile, garantire la promozione e la protezione della democrazia, dei diritti umani e delle libertà fondamentali.
Scorrendo il documento notiamo l’impegno a garantire una partecipazione e una rappresentanza maggiori e più significative dei paesi emergenti e meno sviluppati (EMDC), nonché dei paesi meno sviluppati (PMS), in particolare quelli provenienti da Africa, Asia, America Latina e Caraibi, nei processi e nelle strutture decisionali globali, e a renderli più in sintonia con le realtà contemporanee. Lamentando la loro mancata presenza nelle organizzazioni internazionali (art. lo 101 della carta delle Nazioni Unite) come dirigenti e decisionali con un occhio alla presenza delle donne. Tutto questo alla luce Alla luce del processo di selezione in corso per il prossimo Segretario Generale delle Nazioni Unite e tenendo conto delle disposizioni pertinenti della Carta delle Nazioni Unite, constatiamo che nessuna donna è mai stata eletta a tale carica e che solo un cittadino dell’America Latina e dei Caraibi e solo due cittadini dell’Africa e dell’Asia hanno ricoperto questa posizione.
L’importanza del Sud del mondo viene rappresentato come motore di un cambiamento positivo, soprattutto di fronte a significative sfide internazionali, tra cui l’aggravarsi delle tensioni geopolitiche, le rapide recessioni economiche e i cambiamenti tecnologici, le misure protezionistiche, le sfide migratorie e i cambiamenti climatici. I paesi BRICS continueranno a svolgere un ruolo fondamentale nel dare voce alle preoccupazioni e alle priorità del Sud del mondo, nonché nel promuovere un ordine internazionale più giusto, sostenibile, inclusivo, rappresentativo e stabile, basato sul diritto internazionale.
I Brics accolgono con favore l’adozione della Risoluzione 80/250 dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite (AGNU) sulla dichiarazione che la tratta di africani ridotti in schiavitù e la schiavitù razziale degli africani costituiscono il più grave crimine contro l’umanità. Sosteniamo la rapida e piena attuazione della Risoluzione 79/115 dell’AGNU del dicembre 2024 al fine di sradicare il colonialismo in tutte le sue forme e manifestazioni
Segue il riconoscimento della Dichiarazione dei leader di Johannesburg-II del 2023, e si ribadisce l’impegno a una riforma globale delle Nazioni Unite, compreso il suo Consiglio di sicurezza, al fine di renderle più democratiche, rappresentative, efficaci ed efficienti, e di aumentare la rappresentanza dei paesi in via di sviluppo tra i membri del Consiglio. Si ricordano le Dichiarazioni dei leader di Pechino 2022 e Johannesburg-II 2023, la Cina e la Russia, in qualità di membri permanenti del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, che ribadiscono il loro sostegno alle aspirazioni del Brasile e dell’India di svolgere un ruolo maggiore nelle Nazioni Unite, compreso il suo Consiglio di sicurezza.
Viene riaffermato l’impegno a lavorare instancabilmente per l’attuazione dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile e dei suoi obiettivi e traguardi di ampio respiro e incentrati sulle persone, in modo equilibrato e integrato, in linea con le politiche e le normative nazionali, e riconosciamo che sradicare la povertà in tutte le sue forme e dimensioni, compresa la povertà estrema, è la più grande sfida globale e un requisito indispensabile per lo sviluppo sostenibile.
Una delle posizioni che i Brics pongono sono le trasformazioni economiche e di finanza globale con la necessità di riformare le Istituzioni di Bretton Woods (BWI) per renderle più agili, efficaci, credibili, inclusive, adeguate allo scopo, imparziali, responsabili e rappresentative, al fine di rafforzarne la legittimità. Ribadiamo inoltre il nostro appello per procedure di gestione migliorate, anche attraverso un processo di selezione basato sul merito, inclusivo e trasparente, che aumenterebbe la diversità regionale e la rappresentanza dei paesi emergenti e in via di sviluppo nella leadership del FMI e della Banca Mondiale.
Si riafferma la Visione BRICS di Rio de Janeiro per la riforma delle quote e della governance del FMI e la necessità di un FMI forte, basato sulle quote e adeguatamente finanziato, al centro della rete di sicurezza finanziaria globale per sostenere efficacemente i suoi membri, in particolare i paesi più vulnerabili. Sollecitiamo l’entrata in vigore senza ulteriori indugi degli aumenti delle quote concordati nell’ambito della 16a Revisione Generale delle Quote (GRQ) e chiediamo lo sviluppo, al più presto, di approcci per un riallineamento significativo delle quote nell’ambito della 17a GRQ.
Una delle costatazioni è basata sui dazi ed in tal senso i paesi Partner credono che il sistema commerciale multilaterale si trova da tempo a un bivio. La proliferazione di misure restrittive del commercio, incompatibili con le norme dell’OMC, sia sotto forma di aumenti indiscriminati di tariffe e misure non tariffarie, sia di protezionismo mascherato da obiettivi ambientali, minaccia di ridurre ulteriormente il commercio globale, di interrompere le catene di approvvigionamento globali e di introdurre incertezza nelle attività economiche e commerciali internazionali, potenzialmente esacerbando le disparità economiche esistenti e influenzando negativamente le prospettive di sviluppo economico globale. Esprimiamo seria preoccupazione per l’aumento di misure tariffarie e non tariffarie unilaterali che distorcono il commercio e sono incompatibili con le norme dell’OMC.
Vengono condannate le imposizioni di misure coercitive unilaterali contrarie al diritto internazionale e si ribadisce che tali misure, tra cui sanzioni economiche unilaterali e sanzioni secondarie, hanno profonde implicazioni negative per i diritti umani, compresi i diritti allo sviluppo, alla salute e alla sicurezza alimentare, della popolazione generale degli Stati presi di mira, colpendo in modo sproporzionato i poveri e le persone in situazioni di vulnerabilità, aggravando il divario digitale ed esacerbando le sfide ambientali. Chiediamo l’eliminazione di tali misure illegali, che minano il diritto internazionale e i principi e gli scopi della Carta delle Nazioni Unite. Riaffermiamo la nostra opposizione alle misure coercitive unilaterali contrarie al diritto internazionale e alla Carta delle Nazioni Unite, comprese le sanzioni non autorizzate dal Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite.
Sulle problematiche delle guerre in atto sono gli art.li dal 23 al 28 a ribadire la posizione e la preoccupazione per i conflitti in corso in molte parti del mondo e per l’attuale stato di polarizzazione e frammentazione dell’ordine internazionale. per i crescenti rischi di pericolo nucleare e di conflitto. I Brics hanno ribadito la necessità di rafforzare il sistema di disarmo, controllo degli armamenti e non proliferazione e di preservarne l’integrità e l’efficacia per raggiungere la stabilità globale, la pace e la sicurezza internazionali attraverso l’attuazione delle risoluzioni sull’istituzione di una zona libera da armi nucleari e altre armi di distruzione di massa in Medio Oriente, compresa la Conferenza convocata ai sensi della Decisione 73/546 dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. esprimiamo profonda preoccupazione per la situazione relativa a Cuba a causa dell’inasprimento delle misure di blocco unilaterali contro il Paese, dei loro effetti negativi sull’economia cubana, sulle forniture energetiche e del preoccupante impatto umanitario sul popolo cubano.
A tale riguardo, i Brics ribadiscono la necessità di porre fine alle misure economiche, commerciali e finanziarie contro Cuba in conformità con la Risoluzione A/RES/80/4 dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Esprimiamo seria preoccupazione per gli attacchi deliberati contro infrastrutture civili e impianti nucleari pacifici sotto la piena protezione delle salvaguardie dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica (AIEA), in violazione del diritto internazionale e delle pertinenti risoluzioni dell’AIEA. Le salvaguardie, la sicurezza e la protezione nucleare devono essere sempre rispettate, anche nei conflitti armati, per proteggere le persone e l’ambiente dai danni.
Infine possiamo affermare che nel documento vengono descritti dettagliatamente i problemi globali che vanno dai dazi alle aggressioni sconsiderate compreso le guerre ed i genocidi in atto in medio oriente ma tutte le problematiche risolutive non sono interventistiche ma demandano molto alle norme e risoluzioni delle nazioni unite che certamente ci lasciano dei dubbi. Sotto l’aspetto economico e dei commerci netta e la posizione sugli scambi monetari al di fuori del dollaro ma anche di trasformazione e controllo del FMI e dell’OMC. Ci chiediamo se il sud del mondo diventerà protagonista di un prossimo futuro più equo? Termineranno le imposizioni dei dazi ?

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