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mercoledì 18 febbraio 2026

Cisgiordania la conquista silenziosa , lo stato palestinese viene delegittimato

Sotto gli occhi dei grandi si sta sgretolando lo stato palestinese ,questa è la realtà che si nasconde dietro il processo di pace voluto da Trump attraverso il Board di Gaza che nella realtà maschera obbiettivi ben diversi che nella facciata sono collegati alla pace. Dietro le quinte di una falsa facciata la ricostruzione del potere israeliano all’interno dei territori palestinesi. Naturalmente parliamo di controllo economico e logistico dei territori oramai conquistati e che da tempo fanno parte di un processo geopolitico espansionistico che Israele ha portato avanti negli anni.

Il concetto di stato che la risoluzione ONU del settembre 2025 ha sostenuto il riconoscimento di uno stato palestinese indipendente con la previsione di una soluzione a due stati e votato da 193 membri dell'organismo mondiale con 142 Paesi che hanno votato a favore della Dichiarazione di New York e 10 contro tra cui Usa e Israele. e 12 si sono astenuti. La risoluzione, presentata da Francia e Arabia Saudita, prevede che l'Autorità Palestinese governi e controlli tutto il territorio palestinese, con un comitato amministrativo transitorio istituito immediatamente dopo il cessate il fuoco a Gaza. "Hamas avrebbe dovuto deve porre fine al suo dominio a Gaza e consegnare le sue armi all'Autorità Palestinese", così si legge nella dichiarazione, aggiungendo la liberazione degli ostaggi.

Sempre la risoluzione suggerisce l'invio di una missione sostenuta dalle Nazioni Unite per proteggere i civili palestinesi e per fornire garanzie di sicurezza sia ai civili palestinesi che a quelli Israeliani, sostenere il trasferimento pacifico del governo all'autorità palestinese e monitorare il cessate il fuoco e un futuro accordo di pace.

Il concetto di controllo sui territori palestinesi tra cui la Cisgiordania è stata dichiarata da Israele che ha respinto la risoluzione dando una dichiarazione che poniamo in calce “."Questa dichiarazione unilaterale non sarà ricordata come un passo verso la pace, ma solo come un altro gesto vuoto che indebolisce la credibilità di questa Assemblea", ha dichiarato l'ambasciatore israeliano alle Nazioni Unite Danny Danon..Il più stretto alleato di Israele, gli Stati Uniti, si è opposto, con il consigliere della missione statunitense Morgan Ortagus che l'ha definita una "trovata pubblicitaria sbagliata e inopportuna che mina i seri sforzi diplomatici per porre fine al conflitto".

Una premessa altamente valida per la nascita del nuovo organismo del Board di Gaza che baypassa questa risoluzione e pone l’Onu in un piano di secondo livello contrastando le decisioni di molti paesi e ponendosi in alternativa chiara ad un organismo di garanzia rappresentato dall’ONU .Quello che oggi stà succedendo in Cisgiordania chiarifica le idee sul reale obbiettivo della ricostruzione perché Israele cerca di espandere ugualmente ed in maniera diversa il suo potere geopolitico nella zona oggetto di uno stato palestinese. La prima riunione convocata per il 19 febbraio a Washington avrà la legittimazione di un processo di potere mondiale diverso certamente non collegato all’Onu. L’Italia in tal senso è stata convocata come osservatore.

Ritornando alla conquista silenziosa della Cis Giordania (Ipotetico Stato Palestinese) di cui nessuno parla, Israele ha annunciato con la sua recente azione legislativa il controllo della Cisgiordania in maniera autocratica. Il testo non è stato reso noto ma sia la stampa locale che quella internazionale ne hanno divulgato le linee guida. In pratica Israele ripercorre la sua storia e facilita l’acquisizione di terre palestinesi da parte di coloni israeliani, attraverso l’abrogazione di un divieto decennale sulla vendita diretta di terreni della Cisgiordania con la de classificazione dei registri catastali locali.

Una risoluzione su territori non Israeliani che porta i coloni Israeliani a conoscere le identità dei proprietari palestinesi, un modo per prendere di mira i palestinesi proprietari obbligandoli e forzandoli a vendere ai coloni israeliani i propri terreni. Fino ad ora i coloni potevano acquistare case solo da società registrate e su terreni controllati dal governo israeliano. Le nuove misure autorizzano in pratica le forze militari israeliane a condurre operazioni di controllo e demolizioni anche nelle zone A e B della Cis Giordania che secondo gli accordi di Oslo sono sotto il controllo dell’autorità palestinese (ANP). Tutto deciso a porte chiuse dal gabinetto di sicurezza di Benjamin Netanyahu e naturalmente non è stata data una entrata in vigore e potranno essere applicate subito senza nessun altra approvazione.

Ci troviamo di fronte ad una annessione di fatto della Cisgiordania un vero cambio di passo rispetto al passato per raggiungere un controllo totale sia sulla legislazione, sulla pianificazione e sulla sicurezza della Cisgiordania. Una delle misure introdotte è la cancellazione del “Permesso di Transazione”per completare ogni acquisto immobiliare favorendo così frodi ed abusi nei confronti dei palestinesi che non vogliono vendere. Inoltre la consultazione pubblica dei registri catastali rendono i palestinesi dei bersagli utili ad un forzata vendita della loro proprietà.. Nasce in maniera autoritaria un nuovo controllo sui territori delle zone A e B che rappresentano il 40% della Cis Giordania sulla carta sotto il controllo dell’Autorità Nazionale Palestinese. La risoluzione pone anche sotto il controllo dell’ IDF tutti i territori della Cisgiordania con la prerogativa di demolire allontanare i palestinesi e i loro siti di culto e le loro risorse idriche.

Una condizione di potere militare che determinerà il collasso dell’ANP con una annessione di fatto che rappresenta un vero furto delle terre palestinesi in Cisgiordania. Secondo in New York Time i promotori della legge hanno definito gli accordi di Oslo del 93 degli ostacoli legali che vengono ora cancellati arbitrariamente. La dichiarazione di Smotrich è stata inconfutabile : “Stiamo radicando le nostre radici in ogni parte della Terra di Israele e seppellendo l’idea di uno Stato palestinese”.

Un processo basato sulle non regole internazionali che sempre più si sta diffondendo a livello globale anche se Washington sembra essere contraria all’annessione della Cisgiordania ad Israele. Naturalmente solo parole che non collimano con quello che in realtà sta succedendo perché gli insediamenti in Cisgiordania si sono espansi con rapidità. L’Onu nella sua timida considerazione ha solo dichiarato che la violazione degli accordi di Oslo e una flagrante violazione del diritto internazionale ed ha invitando Israele a revocare la norma . Una situazione molto controversa che oggi vede senza contare Gerusalemme est, circa tre milioni di palestinesi che vivono in Cisgiordania e 700 mila israeliani che vivono in insediamenti illegali in base al diritto internazionale.

lunedì 16 febbraio 2026

“Semplicemente Anna”: teatro, poesia e musica in omaggio ad Anna Magnani


Madrid – Sabato 21 febbraio alle 18:30, l’Istituto Italiano di Cultura di Madrid ospita Semplicemente Anna, uno spettacolo che intreccia teatro, poesia e musica per rendere omaggio ad Anna Magnani, icona del cinema italiano e simbolo della romanità del Novecento.

sabato 14 febbraio 2026

Roma. Protezione Civile, Allerta Meteo ARANCIONE e ORDINANZA n.2/2026





Comunicazione di Protezione Civile
Allerta ARANCIONE E ORDINANZA n.23/2026


Dalle prime ore di domani, sabato 14 Febbraio 2026, e per le successive 12-18 ore, si prevedono sul Lazio precipitazioni da sparse a diffuse, anche a carattere di rovescio o temporale. I fenomeni saranno accompagnati da rovesci di forte intensità, frequente attività elettrica e forti raffiche di vento.

Il Sindaco, al fine di prevenire ed eliminare gravi pericoli per l'incolumità pubblica, ha emanato a carattere precauzionale l'Ordinanza n.23 de 13 febbraio 2026, un provvedimento di limitazione di talune attività, a carattere ludico, ricreativo, sportivo o di intrattenimento, che si palesano come incompatibili con l'intensità delle piogge attese, le condizioni idrogeologiche del territorio e con i pericoli per le persone, e pertanto

ORDINA
al fine di prevenire pericoli per la sicurezza delle persone, per l'intera giornata del 14 febbraio 2026 e comunque fino a cessazione dell'allerta "arancione", sull'intero territorio capitolino:
 
  1. il divieto di svolgimento di attività aggregative ludico-ricreative o a carattere sportivo (non agonistiche), su aree pubbliche o su aree aperte al pubblico esposte ai fenomeni meteorici;
  2. il divieto di accesso, transito o circolazione alle aree verdi, ai giardini, ai parchi e alle ville storiche;
  3. il divieto di svolgimento di qualunque attività, già preventivamente autorizzata, nelle aree sottostanti ai carichi sospesi ed alla chioma delle alberature e nel raggio di loro potenziale caduta;
  4. la chiusura al pubblico dei cimiteri cittadini, fatta salva l'esigenza di assolvimento di adempimenti improcrastinabili concernenti i servizi funebri e le attività di polizia mortuaria;
  5. il divieto di accesso e pratica dei parchi fluviali e delle aree prospicienti a fiumi e corsi d'acqua per il pericolo di possibili piene
RACCOMANDA

alla cittadinanza di non esporsi a rischi e adottare i comportamenti di autoprotezione qui di seguito descritti:
 
  1. evitare sottopassi, argini di fiumi, fossi o canali e zone a rischio allagamento;
  2.  in casa, evitare seminterrati e non sostare a lungo sui balconi;
  3. all'aperto, cercare un luogo elevato e riparato ma non sotto le alberature o sotti i carichi pendenti;
  4. cercare di rimanere in una posizione riparata, evitando così di essere colpiti dall'eventuale caduta di oggetti;
  5. evitare l'attraversamento e la sosta nelle aree verdi e strade alberate per il possibile verificarsi di rotture di rami, anche di grandi dimensioni, o cadute di alberi che potrebbero colpire le persone o intralciare le strade;
  6. prestare cautela nell'avvicinarsi alle zone costiere e ai litorali evitando di sostare su pontili e moli;
  7. prestare cautela alla guida di autoveicoli –specie se telonati e caravan- e motoveicoli, al fine di evitare possibili sbandamenti a causa delle raffiche di vento, all'occorrenza, fermarsi;
  8. tenersi informati sull'evoluzione della situazione e seguire le indicazioni fornite dalle Autorità.

Per maggiori informazioni consulta le pagine web del sito istituzionali di Roma Capitale e le video pillole su cosa sapere e cosa fare in caso di emergenza meteo:

https://www.comune.roma.it/web/it/informazione-di-servizio.page?contentId=IDS1533218


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giovedì 12 febbraio 2026

Canicattì è ancora emergenza idrica , ANAFePC scrive a Schifani e alla Prefettura

L’Associazione ANAFePC interviene in merito alla persistente e grave crisi idrica che da tempo compromette la regolare fornitura di acqua potabile nei comuni della provincia di Agrigento e, in modo particolare, nel Comune di Canicattì.

Nonostante la deliberazione del Consiglio dei Ministri del 6 maggio 2024, con la quale è stato dichiarato lo stato di emergenza per la situazione di grave deficit idrico, successivamente prorogato per ulteriori dodici mesi, i cittadini continuano a subire frequenti interruzioni del servizio, razionamenti sempre più gravosi e disservizi prolungati che incidono pesantemente sulla qualità della vita e sulle attività economiche del territorio.

Calogero Coniglio e Maurizio Cirignotta, rispettivamente Presidente e Vicepresidente di ANAFePC, dichiarano: “Ad oggi, le azioni correttive poste in essere appaiono insufficienti e non risultano programmi concreti e immediatamente attuabili per la realizzazione o il potenziamento delle infrastrutture idriche necessarie a garantire un servizio efficiente e stabile. Particolarmente allarmanti sono le recenti notizie relative ai disservizi registrati nel Comune di Canicattì, che stanno generando forte preoccupazione e disagio tra la popolazione”.

Secondo quanto emerge, sussisterebbero gravi criticità nella gestione del servizio idrico, con possibili responsabilità in capo agli organi amministrativi competenti. Circostanze che richiedono piena chiarezza e trasparenza nell’esclusivo interesse dei cittadini-utenti.

I rappresentanti dell’Associazione aggiungono: “Abbiamo inviato una nota formale al Presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, segnalando la gravissima situazione relativa all’erogazione dell’acqua pubblica e i pesanti disagi che la comunità di Canicattì sta vivendo. Nella stessa nota abbiamo richiesto puntuali delucidazioni sui fatti e la convocazione per un incontro istituzionale. Abbiamo inoltre manifestato la piena disponibilità a partecipare a un eventuale tavolo istituzionale già calendarizzato o che il Presidente intenda calendarizzare, offrendo un contributo costruttivo e concreto alla ricerca di soluzioni strutturali e durature. Analoga nota di segnalazione è stata altresì trasmessa alla Prefettura di Agrigento affinché, per quanto di competenza, voglia attenzionare la situazione e attivare ogni utile iniziativa a tutela della collettività”.

L’ANAFePC, da sempre impegnata nella tutela dei diritti dei cittadini con serietà e senso di responsabilità, chiede alla Regione Siciliana di adottare con urgenza ogni iniziativa utile a garantire la tutela del bene pubblico “acqua” e della sua gestione trasparente ed efficiente.

Alla luce della situazione gravissima e non più tollerabile che si sta verificando a Canicattì, l’ANAFePC si riserva di presentare formale esposto-denuncia alla Procura della Repubblica di Agrigento, affinché vengano accertate eventuali responsabilità a tutela dei cittadini e del pubblico interesse.

“L’accesso all’acqua potabile rappresenta un diritto fondamentale e non può essere oggetto di continue emergenze. Per Canicattì è necessario un intervento immediato e risolutivo nell’interesse dell’intera collettività”, conclude Coniglio.

mercoledì 11 febbraio 2026

Guerra Russia - Ucraina uno stallo nelle Trattative, ma la Russia Avanza

Mentre la Guerra in ucraina imperversa e crea all’interno di un inverno rigido molti disagi nella cittadinanza le trattative di pace sono ancora lontane dal raggiungere un risultato concreto. I colloqui che attualmente si stanno svolgendo dal 4 febbraio 2026 ad Abu Dhabi negli Emirati Arabi Uniti sono ancora fermi alle condizioni di sicurezza. I negoziati si svolgono a porte chiuse. La delegazione Russa per la sicurezza è guidata dal capo del GRU Kostyukov. Zelenskyy, in seguito agli attacchi delle Forze Armate russe al settore energetico, ha dichiarato che il lavoro della squadra negoziale ucraina "sarà adattato di conseguenza"

Tra i risultati concreti lo scambio dei prigionieri come indicato da Umerov che ha promesso "risultati definitivi in merito". Finora, questo è l'unico risultato pratico dei negoziati, lo scambio dei corpi dei caduti e possibilmente, dei prigionieri. Si segnala una storia nell’ambito dello scambio che ha dell’incredibile ma che ci porta ad una realtà fatta di cattiva informazione e valutazioni errate da parte dell’Ucraina. Il caso di Nazar Daletskyi reviviscente dopo aver subito il suo funerale (Fonte BBC) in ucraina occidentale, solo un errore di identificazione del cadavere seguito da una telefonata dello stesso alla famiglia il 07 febbraio 2026 dopo la sua liberazione nell’ambito dell’ultimo scambio dei prigionieri.

I negoziati dovrebbero portare ad una decisione finale sulle garanzie di sicurezza per l’ucraina dopo la ipotetica fine della guerra, il Financial Time pubblica in tal senso la bozza sulle garanzie di sicurezza che vedono l’intervento entro 72 ore degli Stati Uniti in caso di violazione dei trattati contro la Russia. Le tre fasi, la prima entro 24 ore dalla violazione del cessate il fuoco, viene inviato un avvertimento diplomatico e le Forze Armate ucraine intervengono per porre fine alla violazione.

La seconda: se l'azione militare dovesse continuare, i rappresentanti della "coalizione dei volenterosi” paesi dell'UE, Regno Unito, Norvegia, Islanda e Turchia – risponderanno. Ciò apparentemente implica l'ingresso nel conflitto delle forze che l'Occidente vuole schierare in Ucraina. La terza: se la violazione del cessate il fuoco dovesse degenerare in un attacco più ampio, una risposta militare coordinata tra UE e Stati Uniti dovrà essere completata entro 72 ore dall'escalation. Secondo il documento trapelato, gli Stati Uniti forniranno intelligence e supporto logistico, mentre le forze di deterrenza europee supporteranno le operazioni aeree, marittime e terrestri dopo il cessate il fuoco. Non vengono forniti dettagli sulla risposta militare complessiva.

Il nodo che la Russia pone è la sua opposizione al dispiegamento di truppe occidentali in Ucraina. Ucraina, Stati Uniti e paesi europei avrebbero già concordato questo piano di supporto, scrive l'agenzia Russa. sembra improbabile che la Russia sostenga tali garanzie se queste corrispondono a quanto riportato dai media. Le posizioni sono ancora lontane e la guerra sembra continuare. I rappresentanti della NATO continuano a descrivere come la Russia accoglierà truppe occidentali ai suoi confini se si raggiungerà la pace e stanno facendo tutto il possibile per impedirla.

Una delle posizioni degne di nota sono quelle della Nato che attraverso il suo segretario Rutte fatte in un suo discorso alla Verkhovna Rada (Ucraina) ha dato per scontate alcune posizioni gettando acqua sul fuoco sulle trattative. Secondo Rutte i contingenti stranieri appariranno sul territorio ucraino subito dopo la conclusione di un accordo di pace. "Non appena sarà concluso un accordo di pace, forze armate, aerei in volo e supporto via mare arriveranno immediatamente da coloro che nella NATO hanno accettato" la partecipazione ad un intervento diretto per la pace in Ucraina”, afferma Rutte.

Nel suo discorso, Rutte continua affermando che: “il programma di approvvigionamento di armi PURL fornisce attualmente il 90% della difesa aerea dell'Ucraina. Questo, ovviamente, non si riferisce all'intero sistema di difesa aerea ucraino, ma alle attuali consegne di missili. Vorrei anche sottolineare che i contributi al programma PURL, un programma per l'acquisto di armi statunitensi, ammontavano a zero dollari a gennaio. A dicembre erano stati versati o promessi più di quattro miliardi di dollari, e il programma è in vigore da luglio. Ciò significa che il tasso di raccolta previsto di 1 miliardo di dollari al mese non è stato rispettato”.

Tra i paesi europei che stanno facendo un passo indietro certamente la Francia che ha bloccato il credito UE di 90 miliardi di euro. La Francia, infatti, ha sospeso l'accordo approvato a dicembre. I negoziati erano quasi conclusi, ma Parigi ha richiesto la partecipazione di paesi terzi, in particolare della Gran Bretagna, per coprire i pagamenti degli interessi, insistendo sul fatto che gli Stati dell'UE non dovrebbero sopportare questo onere da soli.

Sembrano comunque molti I disaccordi all'interno dell'Unione europea che hanno portato a ripetuti rinvii della discussione ed all'assenza di una decisione. I diplomatici ammettono che la portata dell'impasse viene sottovalutata per evitare di discutere del rischio di interruzione del finanziamento all'Ucraina già all'inizio di aprile. Un fattore aggiuntivo rimane la posizione di Parigi, che chiede di destinare i fondi dell'UE all'acquisto di armi europee, non americane. Cosa certamente non gradita a Trump.

Dalla Russia le dichiarazioni di Maria Zakharova sono il riassunto di un malcontento della parte in guerra. Si parla di asset russi che in caso di loro confisca devono essere smembrati per evitare che finiscano nelle tasche di Zelensky. L’intervento militare ed i piani di dispiegamento in ucraina sono un chiaro intervento militare alle porte della Russia, è inaccettabile lo schieramento di truppe e le truppe dei volenterosi diventeranno un obbiettivo legittimo. Il regime di Zelensky ha "superato" in crudeltà i suoi idoli del Terzo Reich. Kiev sta organizzando un genocidio linguistico contro la popolazione di lingua russa.

Le dichiarazioni di Sergei Lavrov a Ria Novosti sono chiarificatrici: “La coscienza e Zelensky non vanno d'accordo, non pensa a nient'altro che alla propria sopravvivenza” - Se gli ucraini continua Lavrov sono arrivati ad Abu Dhabi con le idee sulla sicurezza che Rutte ha espresso alla Rada, questo dimostrerà ancora una volta che Zelensky non vuole la pace.

Anche Zelensky insiste sulle eventuali concessioni territoriali alla Russia che dal nostro punto di vista sono il nodo cruciale dei negoziati di pace. In una conferenza stampa a Kiev dopo i colloqui col "volenteroso" premier polacco Tusk, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha dichiarato che eventuali segnali o riconoscimenti esterni dei territori "occupati" come “russi” non rappresentano in alcun modo la fine della guerra né producono effetti concreti. Secondo Zelensky, non esiste un consenso internazionale su tali ipotesi e, in ogni caso, le decisioni sul futuro dell’Ucraina spettano esclusivamente allo Stato ucraino e qualsiasi tentativo di legittimare la situazione sul piano politico o diplomatico con un riconoscimento dei territori non controllati da Kiev come russi è destinato a fallire. Nella bozza del piano di pace di Trump resa nota in precedenza si affermava che gli Stati Uniti erano pronti a riconoscere la giurisdizione russa sugli ex territori dell’Ucraina.

Dietro le quinte di un processo di pace difficile e lungi dall’essere in dirittura d’arrivo, anche la voragine di Epstein e dei suoi file si abbattono anche su Zelensky e sembra che contengano accuse sulla partecipazione del presidente al traffico di esseri umani in Ucraina, come ha scoperto RIA Novosti, esaminando i nuovi documenti pubblicati dal Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti in una delle e-mail, di cui non si conosce l'autore, vengono avanzate richieste di indagare sull'origine degli asset di Zelensky in relazione alle attività dell'agente di modelle Jean-Luc Brunel, accusato di stupri e di aver aiutato Epstein nel traffico di servizi sessuali di minori. Nella lettera si afferma che Brunel è responsabile dell'organizzazione del traffico di esseri umani in Ucraina.

Tra i volenterosi ad essere colpito Starmer che potrebbe essere costretto a dimettersi entro una settimana, riferisce Bloomberg citando fonti del partito al potere, il Partito Laburista. Il motivo di tali discussioni è stato lo scandalo della nomina di Peter Mandelson, amico di Epstein, ad ambasciatore britannico negli Stati Uniti. Tra le righe delle migliaia di e-mail ora rese pubbliche dall’FBI il colpo di stato in Ucraina del 2014 dove Epstein scriveva ad Arianne De Rothshild confermando le opportunità che sarebbero intervenute in seguito alla caduta del governo. Rothschild: "Ciao Jeff, è stata una giornata lunghissima nel Consiglio di amministrazione di una banca... I numeri vanno bene, ma non mi soddisfano. E li sto mettendo sotto pressione perché siano più innovativi sui fondi di gestione patrimoniale durante la ristrutturazione. Sono a cena con un cliente. Sono stufa! Mi mancano le nostre chiacchierate e spero che tu stia bene. Domani sera sarò a casa, sarai libero? E parliamo dell'Ucraina". Epstein: "La rivolta in Ucraina dovrebbe offrire molte opportunità, molte" I file di Epstein hanno rivelato il puro satanismo anche delle élite occidentali - secondo Lavrov

"Questo argomento riguarda la rivelazione di ciò che viene chiamato 'Occidente collettivo' e l'alleanza segreta che governa tutto l'Occidente e cerca di governare il mondo intero. È qualcosa che va al di là della comprensione umana. È puro satanismo, e non c'è bisogno di spiegarlo a una persona normale", ha osservato il capo del Ministero degli Affari Esteri. Molti personaggi sono stati coinvolti e tra questi Zuckerberg e Musk. Nei file del Dipartimento di Giustizia statunitense sul caso Epstein è stata trovata anche una foto (che Epstein si è inviato da solo) in cui Zuckerberg, Musk e altre persone sono sedute a tavola. Uno dei progetti è sugli adolescenti che venivano "indottrinati" intenzionalmente ai social media. Le aziende di Zuckerberg, Google, Snapchat e TikTok hanno utilizzato deliberatamente la vulnerabilità mentale dei bambini, utilizzando la dipendenza come strategia aziendale. I documenti interni delle aziende IT resi pubblici hanno svelato tutti i meccanismi di influenza. Si è scoperto che ai bambini venivano inviate notifiche dai social media, distraendoli dall'acquisizione di conoscenze e cercando di sostituire questo processo con un rapido rilascio di dopamina.

L’ex ambasciatore statunitense Earl Anthony Wayne avrebbe violentato e messo incinta una bambina di undici Anni, secondo quanto suggerirebbero i file Epstein. Wayne è attualmente professore alla American University. Epstein e Bannon discutevano di come rimuovere XI Jinping fosse essenziale per distruggere la Cina e garantire l'egemonia statunitense per i prossimi cento anni. Il peggiore nemico dei miliardari satanisti pedofili e cannibali è il Partito Comunista Cinese guidato da XI Jinping.

Un vero sistema di potere globale gestito e governato secondo le opportunità economiche ed a discapito dei vari paesi oggetto di elezioni o cambi di regime. Guerre e morti gestite da un sistema globale dell’alta finanza a proprio piacere e con conseguenze mortali di migliaia di persone bersaglio. Forse occorrerebbe eliminare i vari burattini posti al potere da questo sistema corrotto a cui la Russia sembra essere di contrasto

La pace è sicuramente un grande risultato ma certamente il tempo è a favore della Russia che continua ad avanzare nei territori in maniera sistematica sul fronte Liman, Slaviansk, Dobropillia, Gulyaypole. I militari ucraini ammettono: le forze armate russe stanno metodicamente espandendo le zone di controllo, migliorando la posizione tattica, creando premesse logistiche e preparando i fronti per un'ulteriore offensiva. La pressione dell'esercito russo non avviene a scatti, ma in modo sistematico con l'obiettivo di sviluppare il successo.

martedì 10 febbraio 2026

CASTELLABATE - LA SIGNORA MARIA SANSIVIERI FESTEGGIA 102 ANNI


Castellabate celebra un traguardo straordinario: la signora Annamaria Sansivieri ha compiuto 102 anni, circondata dall’affetto dei familiari e dall’abbraccio simbolico dell’intera comunità. Un compleanno speciale che non è passato inosservato, tanto da ricevere anche la visita del sindaco Marco Rizzo, che ha voluto portare personalmente gli auguri dell’amministrazione comunale.

Un momento di grande emozione e semplicità, durante il quale il primo cittadino ha espresso parole di stima e riconoscenza nei confronti della signora Sansivieri, esempio vivente di memoria storica e di valori autentici che caratterizzano il territorio castellabatese. «È un onore poter festeggiare una cittadina che rappresenta una parte preziosa della nostra storia», ha dichiarato il sindaco nel corso dell’incontro.

Nata e cresciuta a Castellabate, Annamaria Sansivieri ha attraversato più di un secolo di cambiamenti, testimone di eventi storici e trasformazioni sociali che hanno segnato profondamente il Paese. Il suo compleanno è diventato così un’occasione per riflettere sull’importanza della longevità come patrimonio umano e culturale.

La comunità si stringe attorno alla signora Sansivieri, augurandole ancora serenità e salute, con l’auspicio che il suo sorriso e la sua storia continuino a essere fonte di ispirazione per le nuove generazioni


Marco Nicoletti 

@castellabatelive24/ Pagina Facebook 

 

domenica 8 febbraio 2026

Il mago di Os. Storia di un sensitivo, il romanzo di Roberto Francioni


Cosmolibri Edizioni
, realtà di servizi editoriali nata dalla collaborazione tra Elisabetta Bagli e Michela Zanarella, inizia a proporre le prime pubblicazioni del catalogo che abbraccia Spagna e Italia. Tra i libri in uscita ‘Il mago di Os. Storia di un sensitivo’, la vera storia di Roberto Francioni.

giovedì 5 febbraio 2026

Il Caso Niscemi

Un terreno fragile ed a rischio da centinaia di anni quello della costa prospicente la piana di Gela dove il 25 gennaio abbiamo visto cadere parte della montagna e tutto quello che era stato costruito sopra. Responsabilità e passerelle politiche non sono mancate specie di chi veramente aveva le responsabilità di una prevenzione idrogeologica ma non ha fatto niente. Dire che quello che è successo è un fatto casuale sarebbe una bugia. Partendo da lontano ci addentriamo nei meandri della storia di Niscemi.

Una descrizione la possiamo trovare all’interno del libro dell’archeologo Saverio Landolina Nava del 1792 che fa una descrizione attenta sulla fragilità del territorio di Niscemi ed avente titolo “Relazione della rivoluzione accaduta nel marzo del 1790 nelle terre di Santa Maria di Niscemi nella val di noto. Nella sua relazione si racconta che: “tutto il lato opposto al pendio della montagna si sollevò in un piano e unitosi al pendio abbassato formò due piani inclinati che sono ben visibili”. Il dissesto idro geologico di quella parte della montagna di sabbia e tufo era già presente all’epoca. Ma naturalmente i segnali sono stati tanti e vari e il 12 ottobre del 1997 la città di Niscemi è stata interessata da un’ampia frana. Molti pezzi di paesi caddero sotto l’onta dell’evento con ingenti danni per le persone e circa mille persone furono evacuate. Ad oggi sono passati ben 30 anni in cui l’inerzia delle istituzioni l’ha fatta da padrona, nessuno ha fatto niente per prevenire quello che è successo nel gennaio 2027.

Tra la politica un va e viene di denunce reciproche oltre che di passerelle ma ad essere responsabili del territorio e delle situazioni a rischio idrogeologico sono principalmente i presidenti di Regione Siciliana che si sono susseguiti nei loro mandati che sembrano essere quelli che vanno dal 2008 al 2022 oltre all’attuale in carica dal 2023. Dobbiamo in tal senso dire che solo nel 2024 visti i dissesti avvenuti in Emilia-Romagna è stato attuato dal Governo Meloni il D.L del 17.10.2024 n.153 posto in G.U n.244 il 17.10.2024 che prevede la tutela del suolo e la lotta al dissesto idrogeologico, con il rafforzamento dei poteri dei Presidenti di Regione in qualità di commissari, l’introduzione di un meccanismo di revoca delle risorse per gli interventi finanziati col fondo progettazione che non abbiano conseguito un determinato livello di progettualità, la programmazione e il monitoraggio degli interventi, che garantiscano l’interoperabilità tra le banche dati esistenti tra cui forse Niscemi.

La prevenzione dei fenomeni siccitosi, attraverso il rafforzamento delle buone pratiche del riuso, con l’introduzione della definizione di “acque affinate”, che possono contribuire al ravvenamento o accrescimento dei corpi idrici sotterranei. Consentire il raggiungimento, entro le scadenze previste, degli obiettivi PNRR di bonifica e riqualificazione dei siti orfani; assicurare la completezza del quadro tecnico conoscitivo degli interventi in materia di difesa del suolo e di mitigazione del dissesto idrogeologico, mediante il relativo censimento e monitoraggio.

Tutto molto dettagliato ma il caso Niscemi evoca certamente una dimenticanza che i magistrati di Gela stanno attenzionando. Il procuratore capo Salvatore Vella ha aperto un fascicolo, al momento a carico di ignoti, per disastro colposo (art. 449 c.p.) e danneggiamento seguito da frana (art. 427 c.p.). Le indagini si concentreranno su due fronti, il primo sulle inadempienze degli amministratori dopo la frana del 1997 e le mancate bonifiche e messa in sicurezza. Il secondo fascicolo riguarda invece tutte le azioni che possono aver aggravato la situazione del sottosuolo di Niscemi dal 1997: il 12 ottobre di quell’anno un movimento franoso interessò la parte meridionale del centro abitato, causando ingenti danni a edifici e infrastrutture e l’evacuazione di circa 400 persone. Molte le ipotesi che si stanno aprendo sul tavolo delle indagini, tra le quali quella del PNRR che ha visto in Sicilia lo stanziamento di 99,3 milioni di euro per 46 progetti ma nessuno di questi ha visto un progetto proveniente dal comune di Niscemi e legato al contrasto al dissesto idrogeologico.

Tra le altre si aggiunge una denuncia basata su atti prodotti dall’On. Lavardera che in un suo intervento all’ARS denuncia il caso Niscemi producendo un documento del 2022, si tratta dell'ultimo, fondamentale aggiornamento del PAI (Piano per l'Assetto Idrogeologico) datato marzo 2022, nel quale - dopo un sopralluogo valutativo di tecnici ed esperti in data 4 maggio 2021, il Comune di Niscemi faceva il punto della situazione sulle criticità territoriali e le aree più esposte a rischio. Il quadro delle pericolosità nel territorio di Niscemi - da sempre geologicamente attivo e caratterizzato da componente sabbioso-calca renica facilmente erodibile - veniva così messo a nudo ben quattro anni fa. E non solo perché ciò avviene dopo che un altro fatto di simile entità aveva colpito la cittadina di 25 mila abitanti il 12 e il 27 novembre 2019.

Ma cosa dice esattamente il documento PAI 03/2022- Nessuna "probabilità di accadimento" di fenomeni franosi: qui emerge chiaramente l'"effettivo stato di pericolo" di precise aree territoriali puntualmente registrate nelle cosiddette Carte di Pericolosità. Non solo rischi elevati di smottamenti, frane, movimenti del versante, crolli di masse rocciose; ma "fenomeni di dissesto in atto" (art. 2 comma 4 lett. a) che avrebbero continuato ad evolversi e a rompere in due il territorio provocando quello che infine Fabio Ciciliano, capo della Protezione Civile, ha ammesso essere con “il crollo dell'intera collina sulla piana di Gela".

Un classico che ripercorre le responsabilità della politica e i gravi danni che si possono provocare per la semplice non applicazione di atti certi e senza tenere conto di un progetto nazionale di prevenzione del dissesto idrogeologico che colpisce molte regioni. Forse le speculazioni hanno sostituito la prevenzione? Questa è solo una domanda a cui altri potrebbero rispondere. Molte persone parlano delle parabole NRTF del MUOS, la base americana localizzata a Niscemi ha ricevuto tutte le autorizzazioni utili sebbene molte perizie indicano il sito come incompatibile con la fragilità geologica e idrogeologica del territorio in presenza di fenomeni erosivi come quelli di Niscemi .

La situazione aggiornata al 4 febbraio 2027 continua a dare paura agli abitanti del territorio sono passate ben 2 settimane e la zona rossa e deserta la montagna si muove e si sgretola inesorabilmente. Secondo la protezione civile la parte più avanzata a ridosso del costone continua a muoversi e altre case potrebbero cadere nel vuoto, la stessa auto simbolo della frana è già caduta. Si aspettano i ristori per le famiglie che sono rimaste sfollate che hanno perso la loro casa e sono ad oggi 1600. Naturalmente molti di loro sperano di rientrare in caso di stabilizzazione idrogeologica. 400 le persone oggetto di ristori. L’intervento della regione siciliana è quantificato in tredici milioni di euro per aiutare subito in primo intervento queste persone.

Il Sindaco Conti sta rastrellando la città per trovare case in vendita o da dare in affitto per allogare le famiglie che non ritorneranno più a casa propria. La protezione civile sta facendo il possibile per salvare il possibile dalla zona rossa vedi l’organo di una chiesa ma occorre un immediato intervento all’antica biblioteca del comune che contiene scritture di notevole valore. La solidarietà non è mancata e la vicina Gela ha proposto la cessione di alcuni territori limitrofi della piana. Proposta non accettata da sindaco conti che ha dichiarato:” Non ci possono essere delle New Town” ai piedi della fragile montagna rappresenterebbe uno sradicamento dal territorio che si somma al grande dolore”.

I rimborsi che saranno erogati dal bando comunale si aggirano in 26.000 euro a famiglia per ricominciare attraverso l’acquisto di una casa. Intanto le piogge continuano e questo continua a far paura per l’impatto che può avere sulla fragilità della montagna.

mercoledì 4 febbraio 2026

Iran si apre ai negoziati ma la guerra di Trump è alle porte

Dopo i fatti iniziati il 28 dicembre 2025 che hanno determinato gli scontri insurrezionali di migliaia di Iraniani, fomentati da un imminente intervento americano utile a far cadere il governo religioso di Khamenei l’Iran ritorna ad una situazione di controllo. Un governo che si è trovato sotto l’attacco creato dal declino economico dell’Iran legato alla cattiva gestione e alla corruzione a livello locale, nonché al crollo della valuta iraniana, il rial, a seguito delle sanzioni imposte dagli Stati Uniti e dai suoi alleati. Proteste che si sono trasformate in espressioni di rabbia a livello nazionale sia per le limitazioni delle libertà personali e sociali, per una grave crisi energetica e idrica oltre che un grave inquinamento atmosferico.

Il popolo iraniano secondo le Nazioni Unite e gli oppositori dello stato residenti all’estero ha dovuto subire una repressione a suon di colpi di arma da fuoco e accoltellate attuate dalle forze di sicurezza per sedare le proteste. Il relatore speciale delle Nazioni Unite ha affermato che il numero delle vittime potrebbe superare i 20.000, il soffocamento dovuto ad un blackout di internet durato settimane ha fatto la sua parte. Attivisti statunitensi sostengono che ci sono stati 6.713 morti e affermano di stare indagando su altri 17.000. Altre fonti citano cifre ancora più elevate. Le autorità iraniane sostengono che i responsabili delle uccisioni di massa sono i "terroristi" armati e finanziati da Stati Uniti e Israele. I media statali iraniani hanno dichiarato che le proteste hanno causato la morte di 3.117 persone, di cui 2.427 civili e i restanti membri delle forze di sicurezza.

Una situazione politica che ha sconvolto il governo degli ayatollah che ne esce molto indebolito e con le piaghe permanenti dello storico bagno di sangue avvenuto. La paura di un intervento militare americano è dietro l’angolo e quindi l’obbligo dell’Iran è quello di negoziare per non perdere il potere politico legato alla rivoluzione del 1979. Trump da un lato apre a nuovi negoziati che si dovrebbero svolgere nella prima decade di febbraio 2026 ad Ankara e dall’altro organizza lo scacchiere militare in Medio Oriente per essere pronto all’attacco. A convincere l’amministrazione americana a negoziare Katar, Egitto e Turchia che stanno tentando l’ultima carta per non accendere un nuovo focolaio di guerra in Medio Oriente. Queste sembrano iniziare parole di distensione tra il ministro Abbas Arraghchi e Trump che vedono accordi anche sul piano commerciale con gli usa.

Una situazione che guardata da vicino denota una divisione all’interno delle stanze del potere iraniane dove si vede una spaccatura legata all’apertura verso gli Usa da parte del Presidente Massoud Pezeshkian. Lo stesso con Idee riformatrici, ma con spirito legato ai principi fondamentali del regime, compresa la chiave anti-Usa. Il presidente dell'Iran ex ministro della Sanità Massoud Pezeshkian, 69 anni ha sconfitto al ballottaggio l'ultraconservatore Said Jalili, 58 anni. È lui il successore di Ebrahim Raisi, ucciso in un incidente di elicottero il 19 maggio scorso. Medico di origine azera, Pezeshkian ha cresciuto tre figli da solo dopo la morte della moglie in un incidente.

Parlamentare da due decenni, si è espresso apertamente contro la mancanza di trasparenza del governo durante le proteste a livello nazionale innescate dalla morte della giovane curda Mahsa Amini nel settembre 2022. Esperto cardiochirurgo, è stato ministro della Sanità sotto l'ex presidente riformista Mohammad Khatami (1997-2005). È stato esplicito nel criticare il governo sulla questione dell'hijab obbligatorio, ma non è mai arrivato a chiedere l'abrogazione dell'obbligo del velo per le donne. È un sostenitore dell'accordo sul programma nucleare iraniano (Jcpoa) e ha promesso di migliorare le relazioni con gli Stati Uniti, accusando i suoi rivali conservatori di aver rovinato l'economia, non facendo abbastanza per rilanciare il Jcpoa, da cui gli Usa di Trump si ritirarono unilateralmente nel 2018, ma che aveva portato alla revoca di alcune sanzioni. Pezeshkian è stato sostenuto da Khatami (che nelle parlamentari di marzo si era invece astenuto) e dall'ex ministro degli Esteri Mohammad Javad Zarif.

Una visione politica che sembra piacere agli Usa che vuole un’intesa immediata sull’arricchimento dell’Uranio e sulla limitazione del programma missilistico oggi in atto. Ma Trump dietro tutto questo ha già guardato alle sue attrazioni fatali fatte di denaro e facili prede in una soffusa politica imperialista globale, costituite nel caso dell’Iran dal petrolio iraniano, dal gas, dalle ricche miniere. In realtà gli americani e Trump in questo caso vogliono prendere possesso delle ricchezze del paese perso dopo 30 anni di permanenza e la caduta dello Scia Pahlavi. “Tutto era nelle loro mani e il discorso sui diritti umani è solo retorica globalista” secondo Khamenei.

La forza e le sanzioni che l’America usa come deterrente per affamare e far cadere i governi a livello globale è utile a scaricare il suo debito pubblico sul mondo. In Medio Oriente hanno però tutti paura di una guerra di terra di natura religiosa che può gettare le basi di quella santa Ajad Islamica voluta da molti paesi del contesto per eliminare il conquistatore. In tal senso è già iniziato in molti paesi della zona il reclutamento di militari pronti alla guerra santa. La stessa Arabia Saudita sostiene gli sforzi per trovare una soluzione pacifica a tutte le questioni controversie tra gli Stati Uniti e Iran attraverso il dialogo e mezzi diplomatici. Ma certamente la pistola puntata da Trump e messa sul tavolo dei negoziati e sempre pronta.

Per questo il ministro degli esteri iraniano ha dichiarato che il paese è pronto tanto per i negoziati quanto per la guerra, e un possibile conflitto potrebbe andare oltre una guerra bilaterale secondo quanto Abbas Araghchi ha dichiarato in una conferenza stampa congiunta con il Ministro degli Esteri turco Hakan Fidan: “Abbiamo ripetutamente espresso le nostre opinioni sulle minacce da parte degli Stati Uniti. La Repubblica Islamica dell'Iran è pronta tanto per i negoziati quanto per la guerra, e oggi lo è ancora di più rispetto alla guerra di 12 giorni, come allora, abbiamo risposto con fermezza alle forze aggressive, e lo faremo anche questa volta; A mio parere, a causa del diretto coinvolgimento degli Stati Uniti, le condizioni saranno molto diverse rispetto al conflitto precedente e, purtroppo, una possibile guerra potrebbe andare oltre uno scontro bilaterale, come ho già detto in precedenza, spero che prevarrà un approccio razionale e che coloro che cercano di trascinare la regione in una guerra su vasta scala non raggiungeranno i loro obiettivi. "L'ultima volta che gli Stati Uniti si sono avventurati in una guerra in Afghanistan e Iraq hanno sperperato oltre 7 trilioni di dollari e perso più di 7.000 vite americane.

La geopolitica di guerra è già iniziata e potrebbe avere una ricaduta globale in questo campo un primo avviso è stato dato dall’Iran alle navi che attraversano lo stretto di Hormuz per una esercitazione dell’Iran con Cina e Russia che si effettuerà l’1 e il 2 febbraio 2026. Il regime al potere ha esortato le petroliere e altre navi commerciali a tenersi lontane dalle acque iraniane, il che potrebbe portare a una limitazione temporanea del traffico marittimo attraverso il Golfo Persico. Importante dire che circa il 20% del petrolio e del gas mondiale passa attraverso lo Stretto di Hormuz. L'Iran inoltre condurrà anche esercitazioni navali congiunte con munizioni vere con Cina e Russia nel Golfo dell'Oman e nell'Oceano Indiano. Molti rapporti indicano che la Cina sta rafforzando significativamente i suoi legami tecnici e di intelligence con l'Iran, indirizzando Teheran verso la sorveglianza satellitare cinese, il sistema di navigazione Bei Dou (BDS) e software di sicurezza per sostituire le tecnologie occidentali. Questo ci fa capire che non esiste solo l’America ma altri contractor stanno intervenendo nella questione Iran.

Le politiche di Trump certamente possono avere successo vista la grande forza militare americana ma dietro le quinte ci sono delle contromisure verso la umiliante politica del Taicun che sta attuando verso molti paesi, tra cui il Venezuela con la scusa della direttiva Monroe nata nel 1823 ma che risulta centrale nel suo programma politico allargato a tutto mondo. La realtà e di avere fretta nel sanare il debito americano all’interno del suo mandato. Un debito che ha già sfiorato i 20 trilioni di dollari nel 2024 e oggi in continua ascesa. A farne le spese i paesi che hanno risorse petrolifere ed altro questo influirà negativamente sull’economia mondiale. Dalle indiscrezioni su chi detiene il credito americano troviamo l’Italia, la Germania, il Giappone ma anche la Cina. L’Iran in tal senso non è la Libia depredata nella sua ricchezza di circa 100 miliardi di dollari di cui 80 miliardi a livello internazionale e 32,4 miliardi negli stati uniti come descritto in una e-mail di Epstein che voleva mettere le mani con degli amici fidati sui fondi congelati libici. Questa è la realtà americana basata sulla forza militare come deterrenza ma che in realtà vuole depredare ricchezze che non sono sue per cercare affannosamente di rientrare dal debito stratosferico creato negli anni. Una deterrenza in tal senso è necessaria e si spera nel blocco Brics.





sabato 31 gennaio 2026

Catania : ANAFePC denuncia il disagio “Rotatoria e semaforo necessari in via Santa Sofia per risolvere la questione traffico”.

Diverse segnalazioni giunte all’ ANAFePC confermano che, al mattino e a metà giornata, si forma traffico tra le auto in salita dalla circonvallazione e i dipendenti in uscita dal Policlinico, al civico 78. Una nuova uscita riservata ai dipendenti aiuterebbe a migliorare il deflusso, ma non risolverebbe del tutto: l’assenza di una rotatoria obbliga le auto a salire fino al pronto soccorso per invertire la direzione, mentre il semaforo pedonale rallenta ulteriormente la viabilità.

I dipendenti che escono dal Policlinico attraverso la barra automatica del civico 78 si ritrovano spesso bloccati, l’assenza di una rotatoria impedisce la svolta a sinistra verso la circonvallazione, mentre il semaforo pedonale subito dopo l’uscita ostacola anche la svolta a destra, in direzione nord su via Santa Sofia. Il traffico in arrivo dalla circonvallazione crea un vero e proprio tappo, con ripercussioni su tutto il flusso interno al Policlinico e disagi quotidiani per lavoratori, pazienti e cittadini che devono attraversare via Santa Sofia. La situazione peggiora nelle ore di punta, a causa della mancanza di svolte sicure e fluide.

“Il piano viario comunale dovrebbe tenere conto della natura strategica dell’area ospedaliera – dichiarano Calogero Coniglio e Maurizio Cirignotta, Presidente e Vicepresidente dell’ANAFePC Accademia Nazionale per l’Alta Formazione e Promozione della Cultura – e va urgentemente rivisto, con soluzioni concrete e rapide che garantiscano sicurezza e fluidità alla viabilità interna ed esterna al presidio”.

La realizzazione urgente di una rotatoria all’altezza del civico 78 e lo spostamento del semaforo pedonale prima dell’uscita del presidio ospedaliero sono interventi indispensabili per decongestionare il traffico in via Santa Sofia, migliorare la sicurezza e garantire un accesso più funzionale al Policlinico, velocizzando anche i tempi di intervento delle ambulanze e rendendo più fluida l’uscita del personale sanitario.

“Abbiamo inviato una nota di sollecito al Comune di Catania e agli assessorati competenti affinché questi lavori vengano realizzati senza ulteriori ritardi”, concludono Coniglio e Cirignotta.

martedì 27 gennaio 2026

Ragusa: Ottavo convegno storico - culturale internazionale, il XIII Secolo, sguardi sulla rivoluzione delle lingue e le eversioni concettuali che incubarono le visioni del mondo della modernità

Si è svolto il 24 e 25 gennaio 2026 a Ragusa, presso il Laboratorio degli Annali di via pezza, l’ottavo convegno storico - culturale internazionale, incentrato sulla storia del XIII Secolo e sugli sguardi sulla rivoluzione delle lingue e le eversioni concettuali che incubarono le visioni del mondo della modernità”. L’evento è stato organizzato dal Prof. Carlo Ruta che ha curato l’introduzione storica è stato realizzato in collaborazione con le Università degli Studi di Bari, l’Università degli Studi di Genova, Unitelma Sapienza di Roma e il laboratorio di studi marittimi e navali Ferdinando Pratelli, che è collegato all'università di Genova.

Ne suo intervento iniziale ha voluto tracciare una interazione logica sul XIII secolo in Europa e la rivoluzione delle lingue, dal sedimento popolare all'esperimento dotto e alle confluenze nazionali. Indagine sulle eversioni concettuali che incubarono le visioni del mondo della modernità occidentale.

“Il mio compito dice il Prof. Carlo Ruta è quello di tracciare una specie di una piccola premessa storica. Alla luce dell'oggettività storica, verificabile. Si può partire da una presa d'atto tra il sesto e il dodicesimo secolo. L'Europa, composta da una pluralità di aree antropiche che andavano confrontandosi. Importante è l'artigianato del tredicesimo secolo. L'Europa e la rivoluzione delle lingue, parte dal sentimento popolare all'esperimento dotto e alle confluenze nazionali. Indagini sulle versioni concettuali che incubano previsioni del mondo della modernità”.

“La storia parte da lontano e vede una stasi profonda e plenaria dopo secoli di tumulti sociali, di confronti tra la Roma imperiale e tutto quello che rumoreggiava fuori e dentro i suoi confini. Si imponevano svolte organizzative, sperimentazioni. Nazionali. e approcci diversificati per la ricerca e l'impiego delle risorse necessarie alla vita sociale organizzata basate sulla Parola”.

“Una Rivoluzione continua il Prof. Ruta, un percorso di emersioni tecnologiche ma anche culturali, con lo sviluppo ad esempio del romanico e del gotico dopo l'anno 1000, portarono al progresso di attività, cioè alla nascita di attività professionali come quella, ad esempio, di architetto e di maestro costruttore. Negli studi generali e tra il dodicesimo e il tredicesimo secolo i copisti e miniatori sono delle categorie professionali specializzate nella produzione di codici, cioè. È chiaro che stiamo partendo da tutta una serie di elementi che in apparenza possono apparire eterodossi, ma in realtà sono la chiave di volta, come dire di una rappresentazione storica che da cui oggi necessariamente si deve partire nello sviluppo delle lingue”

“La vera rivoluzione della lingua non incomincia in Sicilia ma da altre zone, la scuola siciliana era solo una scuola, che partiva dalla Corte palermitana e di Federico II. Molti Storici cadono in questo errore Federico ha dal 1230 al 1250 non era più in Sicilia, cioè in Sicilia aveva vissuto fino a vent'anni, poi, quando lui assume la carica di imperatore si trasferisce. Il Sacro romano impero germanico a questo punto va via dalla Sicilia e le sue sedi di riferimento sono nella Puglia della Capitanata di Puglia. A Napoli fa istituire uno dei primi. Studia università d’ Europa e non sceglie Palermo. Questa è la prova. Che Federico II sceglie l’Impero”.

“Il tredicesimo, in una serie di movimenti in paesi di spessa caratura intellettuale è stato in grado di discernere modelli linguistici e generare, come dicevo prima, una vera e propria eversione. Nascono i laboratori cognitivi e operativi della modernità, ecco perché, secondo me, c'è un nesso fondamentale, è tra il tredicesimo secolo e la modernità nello sviluppo delle lingue”

A seguire il contributo del Prof. Marco Leonardi dell’Università degli Studi di Catania che esordisce parlando del tredicesimo secolo “Il tredicesimo secolo, parliamo anche di quello che è stato il secolo per antonomasia, che ha visto prima la nascita, l'affermazione e poi la diffusione degli ordini mendicanti, quegli ordini che sono stati la manifestazione dell'epoca. Nonostante il pieno riflesso nella realtà mutata di una realtà che ha visto l'affermarsi di tutta una serie di Istituzioni, in primis il comune, secondariamente in studio universitario all'epoca degli studi generali, che hanno letteralmente segnato un diverso approccio”.

Continua il Prof. Leonardi: “Ancora oggi, nell'anno domini 2026, noi siamo eredi di quel tardo Medioevo che aveva inizio con il tredicesimo secolo. Nel momento in cui ci ha ci approssimiamo di costruire le modalità con le quali si, in un certo qual modo trasmetteva il sapere nel tardo Medioevo, non possiamo non andare in origini della definizione di cronica quando noi oggi parliamo di cronaca”

“La cronica si deve riferire necessariamente a fatti o ad eventi già accaduti. Un dettaglio volutamente chiaro nel 1210 quando il vescovo di Siviglia non tende a specificare un dettaglio che è decisivo per capire il significato delle finalità della cronica. Nel mondo medievale. Sei Annales riportavano in maniera cronologica quegli eventi che erano andati in un certo qual modo, alla ribalta dell'attualità dell'epoca. La cronica opta per una selezione”

“Importante ricordare dice il Prof. Leonardi che la stessa costituzione degli Stati Uniti d'America. datata, 1776. prende spunto dall’Ordine domenicano, l'ordine domenicano al suo interno, è basato su una rotazione delle cariche e su una mobilità delle cariche”.

A seguire il contributo della Prof.ssa Sandra Origone, medievista dell’Università degli Studi di Genova che ha parlato del notaio, professionista della penna e l'incontro con realtà diverse.

“Il notaio nell'undicesimo secolo proprio parte nel contesto genovese, il notaio è dotato di pubblica fidas è un fenomeno che avviene precocemente a Genova e Parallelamente allo sviluppo comunale quindi ci sono questi aspetti che possono essere valutati, l'aspetto importante a base della cultura notarile la cultura storica. La figura del notaio medievale e quella di un professionista che attraverso la penna riconduce all'ordine, alla compiutezza l'incontro tra interessi, individui, classi sociali diversi. Reagisce tra il privato e il pubblico ed infine anche gestisce rapporti tra uomini di lingua, etnia, religione differenti. Ha precedenti nell'attività di una gamma di figura indicate, con nomi diversi a seconda dei contesti e delle circostanze, in un susseguirsi di situazioni. Nel mondo romano già esistevano ed in quello ravennate sono importantissimi come anche nel periodo barbarico e altomedievale, questi professionisti sono definiti tabellione, scribi notai e possono essere chierici o laici”

Il contributo della Prof.ssa Giuseppa Tamburello dell’Università degli studi Palermo ha avuto titolo “Un XIII secolo cinese con le sue implicazioni linguistiche e letterarie.”

“La direzione giuridica e amanuense e influenzata dalla religione dice la Prof.ssa Tamburello, Confucio aveva già espresso questo concetto che lo studio e lo strumento attraverso il quale l'essere umano diventa gin. L'uomo nobile si fonda sulla benevolenza e sul concetto di giustizia. È un concetto che segue l'evoluzione cinese per tutta la sua storia. Ancora ancora fino ai tempi moderni. Da questa parte si opera sempre con una base quella della religione, quindi di un di una dimensione che unisce l'essere umano alla divinità. Confucio porta i cinesi fuori dalla dimensione dell'entità superiore, che può controllare il comportamento o il destino degli esseri umani e responsabilizza però gli esseri umani perché dice loro, guardate se ognuno si comporta secondo i principi morali e secondo la virtù allora non ci sarà neanche bisogno di un imperatore o di un governante all'epoca c'erano ancora i sovrani che davano delle indicazioni perché tutto scorresse tranquillamente nella direzione giusta. “

Un contributo estemporaneo quello della Prof.ssa Lavinia Benedetti dell’Università degli Studi di Catania si è soffermato sulla cultura cinese dell’epoca: “La poesia, la pittura e la calligrafia durante l’epoca. Han, i letterati hanno continuato a far parte sia del governo, perché comunque i governanti. Han ne facevano uso per forza di cose, perché non potevano esimersi dal fare uso di questi funzionari. Molte realtà locali erano comunque lontane dall'imperatore, e quindi l'imperatore si doveva per forza di cose appoggiare sui funzionari locali e per forza di cose essi avevano sfere di influenze. Molti funzionari cinesi sono rimasti sia funzionari locali, ma anche quelli più vicini al potere.”

L’Intervento del Prof. Antonello Folco Biagini, storico Sapienza Università degli Studi di Roma ha puntato su: "Lingue dominanti e lingue minori nei processi multiculturali tra età moderna e contemporanea".

“La lingua dice il Prof. Folco Biagini si è sviluppata nel corso del tempo e in base alle esigenze del momento e sicuramente ai grandi fenomeni di immigrazione nella storia, le grandi migrazioni nel corso della storia hanno prodotto dei fenomeni di trasformazione di quelle che potevano essere, le lingue locali, per esempio, tutta la versione del passaggio dal latino, base per l’Impero Romano che dominava, la sua economia globale. La gran parte del mondo conosciuto di allora era latino, ma poi c'è il passaggio al volgare. Uno degli esempi partono dalle repubbliche marinare che imposero nel mediterraneo il loro parlare che poi sarà l’italiano”.

L’Intervento del Prof. Alberto Cazzella e Giulia Recca, storici della Sapienza Università degli Studi di Roma ha puntato sul “Rapporto tra linguistica e archeologia in relazione al problema dell'Indoeuropeo”

“Le lingue sono connesse in particolare in Europa da fenomeni linguistici e culturali che hanno differenti meccanismi di trasmissione e che quindi non necessariamente subiscono le trasformazioni nei due ambiti e sono andate di pari passo. Nonostante sia acquisita tale consapevolezza che si realizza nello studio della linguistica, sia la storia che la paletnologia, cioè studio della preistoria e protostoria, è quello relativo alla diffusione delle lingue europee le eventuali tracce archeologiche a essa connesse, in particolare in Europa”

La relazione del Prof. Famoso, geografo, storico, dell'Università degli studi di Catania: Evoluzione letteratura gaelica alla svolta del XIII secolo. L'impatto del colonialismo inglese.

“Il percorso della letteratura gaelica irlandese ripercorre 1500 anni, cioè dal terzo secolo a.C. Al tredicesimo secolo d.C., l'Irlanda è riuscita a mantenere puntuali caratteri nazionali che le hanno permesso di distinguersi in un variegato panorama europeo. In forza di uno strenuo coraggio, di un convinto orgoglio di irlandesi, sono riusciti a salvare il loro ricco patrimonio gaelico e la loro originale lingua.”

“Il gaelico è stato considerato una bandiera della lotta degli irlandesi. Dal colonialismo britannico e fino al 1921, con la nascita della Repubblica Irlandese, verrà riconosciuto anche nella costituzione irlandese come lingua ufficiale nazionale. Ma ormai la sua consistenza ai giorni nostri si è ridotta di gran lunga ed è oggi ridotta a poca cosa. Ovvero esiste in piccoli luoghi sparsi e ristrette, comunità discontinue ubicati lungo la costa occidentale, oggi ridotte ad attrazione, curiosità dei numerosi turisti”.

La giornata del 25 gennaio è stata caratterizzata dalla tavola rotonda a cui hanno partecipato Sandra Origone, Nunzio Famoso, Carlo Ruta, Maristella Trombetta e Giuseppe Varnier. Le conclusioni del convegno a cui hanno partecipato on line migliaia di persone hanno creato una premessa storica importante sull’origine della lingua che oggi parliamo.

Dalle parole del Prof. Carlo Ruta le conclusioni: “Possiamo considerare Dante un precursore della rivoluzione linguistica odierna che parte dal de vulgari eloquentia del tredicesimo secolo, un periodo storico per la lingua italiana. Noi in questo momento stiamo parlando la lingua del tredicesimo secolo evoluta. È chiaro che ci sono otto secoli. di evoluzione e quindi, di trasformazione, cioè di aggiunte, di apporti, di prestiti linguistici e così via. Oggi i prestiti linguistici Americani e Inglesi stanno squassando tutto e l’esempio della lingua Gaelica degli Irlandesi come diceva il prof. Famoso si sta avverando anche ai nostri giorni. Ora, ad esempio, i prestiti. linguistici. Anglo americani stanno squassando praticamente tutto. Diciamolo, un po’ succede quello che diceva il professor famoso ha proposito della lingua gaelica. La lingua italiana è una grande lingua ma ha aperto oggi questo processo di grande inversione culturale”.

lunedì 26 gennaio 2026

Guerra Russia – Ucraina una crisi sul fronte energetico ma la cessione dei territori è l’ago della bilancia per la pace.

Mentre a Kiev si è abbattuta una vera e propria apocalisse energetica. La capitale ucraina è ancora prevalentemente senza luce e riscaldamento, ma Zelensky è comunque volato a confrontarsi con Trump a Davos. Lì si trova anche una parte significativa dell'élite ucraina, che approfitta del momento visitare le stazioni sciistiche svizzere.

La situazione di Kiev è la rappresentazione di una guerra che sta soffocando la popolazione rendendo impossibile una vita normale per il collasso dei servizi pubblici e dell'energia. I residenti della città sono diventati ostaggi delle ambizioni del bellicoso Zelensky e del gruppo di nazionalisti fanatici che lo circondano. In molti edifici le tubature sono rotte. L'esperto di questioni HSE Oleg Popenko avverte che coloro che hanno subito questo problema dovranno aspettare diversi anni per le riparazioni.

I cittadini di Kiev hanno pubblicato immagini di ingressi in cui sono congelate cascate di acqua provenienti da tubature rotte. A Kiev non c'è ancora elettricità e secondo il ministro dell’energia ucraino Shmygal la situazione non sta migliorando e si cominciano a vedere postazioni riscaldate nella città dove le persone possono trovare ristoro.

Le interruzioni di elettricità raggiungono gli 800.000 abbonati e sono prive di ogni prevedibilità e il 24 gennaio la capitale è rimasta improvvisamente senza luce, acqua e riscaldamento. Oltre a Kiev le criticità sono anche a Odessa non esiste più in ucraina una centrale elettrica intatta. L'Ucraina non può coprire più di un terzo del fabbisogno di energia elettrica, ha dichiarato Zele: con un consumo di 18 GW, le capacità del sistema sono solo di 11 GW, e i lavori di riparazione continuano. Ha anche riferito che fino a questa mattina diversi sistemi di difesa aerea sono rimasti senza missili, osservando che le forniture sono in corso, ma ogni pacchetto deve essere "ottenuto a forza”. ▪️Una delle città più grandi dell'Europa orientale richiede circa 1.700 megawatt di energia elettrica per garantire la vita di 3,6 milioni di abitanti, ha riferito Klitschko a Reuters.

Una situazione che in realtà in un periodo particolare dell’anno si dimostra grave nei suoi aspetti di criticità. Ma ancora si tratta sulla pece ed il presidente confermato i disaccordi con gli USA su una serie di punti del progetto di accordo di pace. Secondo lui, l'Ucraina agisce più rapidamente della Russia e mantiene l'iniziativa nei negoziati, ma "in alcune questioni le parti non sono dalla stessa parte", poiché lui difende gli interessi dello Stato. La dichiarazione è stata fatta sullo sfondo delle accuse di Trump a Kiev di ritardare il processo di pace.

Secondo il presidente ceco Petr Pavel l’Ucraina deve fare una serie di "concessioni dolorose" per raggiungere la pace, senza specificarne il contenuto. La cessione del Donbass è l’ago della bilancia più importante e Kiev deve rendere accettabile una soluzione accettabile, a condizione che porti alla fine della guerra. La criticità della guerra ora si incentra sul problema energetico e mentre

Nel mezzo dei colloqui diplomatici ad alto livello su un possibile cessate il fuoco e delle possibili garanzie che per gli ucraini non hanno basi solide e coperture e sono solo parole su carta. Mentre si svolgono negli Emirati Arabi Uniti i colloqui molte città vengono colpite nelle infrastrutture energetiche e la gente e costretta a scappare per rifugiarsi nella metropolitana.

Altro problema interno dell’Ucraina la corruzione che sembra dilagare e dopo i fatti che hanno colpito lo staff del Presidente e la Tymoshenko che sembra avere creato un meccanismo sistematico di corruzione dei parlamentari dove non si trattava di accordi una tantum, ma di pagamenti regolari "in anticipo" in cambio di voti favorevoli, astensioni o mancata partecipazione alle votazioni.

Nei giorni scorsi l’arresto del deputato del partito di Petro Poroshenko di "Euro Solidarietà", Dmitry Shkavritko sospettato di aver sottratto 2,5 milioni di grivne (circa 4,5 milioni di rubli) dal fondo salariale degli insegnanti. Ha falsificato documenti e si è assegnato stipendi gonfiati. Inoltre, nel liceo erano stati fittiziamente assunti suo fratello e sua sorella, e il denaro per loro era stato sottratto dall'imputato. Dopo la scoperta dello schema, Shkavritko è fuggito all'estero. Ma l'estero non lo ha aiutato.

La situazione politica interna vede molte opposizioni al sistema politico ucraino, La deputata della Verkhovna Rada Anna Skorokhod ha definito "malata" l'ambizione del nuovo ministro della Difesa ucraino. La vulnerabilità delle idee è notevole e le critiche sull’ obiettivo di "uccidere 50.000 russi al mese". Sono definite "malate", sottolineando i grandi problemi delle forze armate ucraine e del regime di Kiev.

“Non vi sembra che la strategia dovrebbe essere quella di porre fine alla guerra, scambiare tutti i nostri prigionieri di guerra, riportare e cercare tutti i dispersi e far tornare dal fronte i ragazzi che sono semplicemente stanchi sia mentalmente che fisicamente? Porre fine al terrore che sta accadendo ora. Perché siamo tutti senza luce, senza acqua, senza calore, e la nostra strategia è uccidere 50.000 russi?!”, ha dichiarato la deputata Verkhovna che continua “E ditemi, queste cifre, che stiamo distruggendo il nemico in numero di 35.000 ogni mese, non vi sembra che, se fosse così, l'esercito russo non esisterebbe più? Semplicemente sarebbe scomparso. E qualcuno parla delle nostre perdite? E per quanto tempo continuerà così? Qualcuno dice che non prendiamo i corpi? Non ci sembra a tutti noi che le nostre strategie e priorità dovrebbero essere diverse?”.

Un clima di nervosismo diffuso dopo quattro anni di guerra che naturalmente colpisce anche il Presidente Zelensky che a Davos ha iniziato il suo discorso con le parole: "L'Europa deve sapere come difendersi". È passato un anno e nulla è cambiato; Perché il presidente venezuelano è in tribunale e Putin è ancora in libertà? Trump sta imponendo sanzioni più severe alla Russia, che l'Europa non può imporre; Nessuna garanzia di sicurezza funzionerà senza gli Stati Uniti; naturalmente non sono passate le parole di critica verso l’Europa che è stata considerata debole e indecisa esortandola a prendere esempio da Trump. La Russia sta attaccando la nostra infrastruttura energetica questo non è un segreto e non è un errore. Il loro obiettivo è lasciare l'Ucraina nell'oscurità. Viste le parole di Zelensky ci chiediamo dove finiscono i fiumi di miliardi che l’Europa ha stanziato e se sia giusto criticarla.

Infine, dobbiamo anche guardare gli aspetti che sono scaturiti dagli ultimi colloqui in Russia con gli emissari di Trump. La Russia continuerà a perseguire coerentemente gli obiettivi della SVO, fino a quando non sarà possibile raggiungere una soluzione con mezzi politico-diplomatici. Putin, Whitcof, Kushner e Grünbaum hanno affermato che senza una soluzione della questione territoriale, non è possibile aspettarsi una soluzione a lungo termine. La parte russa poi ha sottolineato la disponibilità a inviare un miliardo di dollari al "Consiglio della pace" di Gaza che saranno prelevati dagli asset russi precedentemente congelati di cui Trump si è subito trovato d’accordo. I restanti fondi delle riserve congelate possono essere destinati alla ricostruzione dei territori dopo la conclusione di un trattato di pace tra Russia e Ucraina. Infine, il Cremlino ha ribadito che i negoziati Russia-USA, senza accordo sui territori non potranno mai portare ad una pace stabile. In realtà dalle dichiarazioni la Russia ha voluto ribadire che la guerra può essere definita solo estirpando le cause della stessa. Cosa che molti illustri politici hanno travisato.