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lunedì 30 aprile 2007

Il pessimismo del "Il riformatore del mondo" al Teatro di Abeliano di Bari


Al Teatro Abeliano di Bari, in scena dal 28 al 29 aprile un opera del 1979 di Thomas Bernhard “IL Riformatore del mondo” titolo originale “Der Weltbesserer” , con un bravissimo Renato Carpentieri, che ha curato anche la regia, interpretando un testo difficile e assai ostico.L’opera presentata è più che altro un’autobiografia dell’autore Thomas Bernhard, detestato in patria ma considerato da molti un genio, dove descrive la sua solitudine, legato anche ad una malattia incurabile, che lo porta ad avere una visione pessimistica del mondo e vedere come unica soluzione a tutte le cose “La morte”.Infatti l’opera “Il riformatore del mondo” descrive la giornata di un famoso filosofo che tempo addietro gli era stato conferito anche la collana onorifica della città di Francoforte per la sua opera “Migliorare il mondo” e sta per ricevere a casa sua, (perché invalido o finge di essere invalido su una sedia), il rettore dell’università, il sindaco ed altri illustri personaggi che vogliono consegnargli la laurea honoris causa.L’ambito riconoscimento per la sua opera è una attestazione per l’intellettuale ipocondriaco che nessuno ha letto il suo trattato perché dimostra che per migliorare il mondo bisogna eliminare gli uomini dalla faccia della terra.L’opera è quasi un monologo, come un po’ tutte le opere di Bernhard, dove la parola è la vera protagonista della scena, parole dure che feriscono ed umiliano la donna che vive con lui da venti anni e che in scena è interpretata da Roberta Sterzi che con poche parole e gesti appena accennati, hanno centrato il personaggio, quella di una compagna rassegnata alle angherie del suo uomo, che rinuncia anche a parlare perché sa che non la ascolterebbe, perché preso solo dal suo pensiero e dall’alto del piedistallo che si è creato autoincensantosi considera il mondo una fogna che lo asfissia.Tutto lo ripugna e gli da fastidio e il rapporto che ha con la sua donna (i personaggi non hanno nomi in quest’opera) e come il contadino con il suo mulo, prima gli offre la carota e poi lo bastona. Così lui prima la offende per la sua goffaggine, la umilia senza ritegno chiamandola incapace e immediatamente gli dice “sei la compagna della mia vita, il mio male minore”.Il nichilista intellettuale sfiora il limite della disperazione anche per trovare un posto per andare in vacanza, scivolando nella farsa perché con una lunga dissertazione spiega che odia il mare, le montagne, i laghi, le colline, le città d’arte e tutti i posti dove può incontrare l’uomo. Così pensa che la soluzione sarebbe quella di organizzare un viaggio in Greolandia, senza la compagnia di essere umani ma quella silenziosa delle foche.“Il riformatore del mondo” rientra nell’ambito della rassegna “teatri d’arte Mediterranei” del Teatro Abeliano, accanto a Renato Carpentieri che troneggiava sul palco su una poltrona tanto da sembrare un trono, hanno lavorato con lui Roberta Sterzi, l’amata e detestata compagna della sua vita e Amedeo Messina, Giuliano Longone, Salvatore Ferrari, Michele Rotondo, Renato Rotondo.
Anna deMarzo

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