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venerdì 18 novembre 2016

Referendum: ultimo sondaggio prima del silenzio stampa. Ad oggi prevale il NO

REFERENDUM: PREVALE SEMPRE IL NO, MA UN 9% DI INDECISI INTENZIONATI AD ANDARE A VOTARE SONO PIU’ ORIENTATI AL SI E POTREBBERO PORTARE AD UN RISULTATO VICINO AL TESTA-A-TESTA. 

UN ALTRO 8% DI INDECISI POTREBBE INVECE DISERTARE L'URNA.


Roma, 18/11/2016. Lorien, stima un’affluenza tra il 55 e il 58%
Tuttavia, attraverso una seconda domanda sul voto rivolta solo agli indecisi (comunque intenzionati a recarsi alle urne), ha misurato che questi sono molto più propensi al SI, e il loro apporto in un caso di affluenza superiore al 58% porterebbe a uno scenario prossimo al testa-a-testa. 

Tra questi indecisi si misura un maggior numero di donne, di over 45 non particolarmente istruiti; circa l’11% è stato elettore di Renzi alle europee (la maggior parte sono astensionisti) e il 42% dà tutt’oggi un giudizio positivo al Governo. 

Tuttavia, oltre la metà di essi, non si sente ancora sufficientemente informato sul referendum.
 
L’aspettativa degli italiani (Indice winner) è netta per la vittoria del fronte del NO, ma sull’esito del voto incombono ancora tre importanti incognite:

L’AFFLUENZA FINALE come mostrato una quota importante di indecisi sarebbe più propensa al si, spostando l’esito più vicino al 50-50.


I RESIDENTI ALL’ESTERO Le indagini demoscopiche non possono prendere in considerazione l’orientamento di 3,5 milioni di elettori che (alla luce anche di una percezione differente rispetto al resto del Paese) potrebbero decidere le sorti di un voto in bilico.


LA CONCLUSIONE DELLA CAMPAGNA in cui non si esclude l’acuirsi dello scontro e colpi di teatro finali che potrebbero spostare alcuni voti o (più probabilmente) convincere alcuni a recarsi alle urne “a sorpresa” e a “votare d’impulso”.


Infine, anche in caso di vittoria del NO, secondo gli italiani Renzi dovrebbe continuare la sua azione di governo: gli italiani hanno bisogno ancora di sicurezze e stabilità amministrativa.
 
Un terzo degli italiani sostiene che la riforma è troppo complessa e poco chiara per sostenerla (proprio la scarsa chiarezza è identificata come uno dei maggiori pericoli di questa riforma, che crea confusione e potenziali conflitti nell’equilibrio dei poteri).  

La campagna, nonostante tutto, appare ancora come un referendum sul Premier.
 
Il referendum sarà in ogni caso determinante per definire i nuovi equilibri politici.
 
Ad oggi centrosinistra (PD), centrodestra (FI+LN+FdI+NCD) e M5S raccolgono ognuno pressoché un terzo dell’elettorato. 


Allo stato attuale e con l’effetto dell’Italicum non è possibile nemmeno predire chi potrebbe accedere al ballottaggio finale.



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