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giovedì 10 settembre 2026

Il Dragone Cinese mette le mani sull’Economia Mondiale e colpisce duramente l’America

Le ultime schermaglie economiche collegate legate al rinnovo dei dazi verso i prodotti cinesi ed i nuovi blocchi economici verso l’Iran, attualmente principale fornitore di petrolio del grande dragone, hanno rideterminato le strategie mondiali della Cina nei confronti dell’America. Una guerra silenziosa che sta’ avvenendo dietro le quinte di un’America first chiamata da Trump alla riscossa ma che non riesce a vedere dietro l’angolo delle sue stesse risorse economiche, basate sul suo debito pubblico e sulla predominanza del dollaro nei mercati mondiali come principale moneta di scambio.

La visita degli emissari americani in Russia dell’ultimo periodo oltre a cercare di riaprire un dialogo tra Ucraina e Russia è stata architettata per mettere attorno ad un tavolo Cina, Russia e America per arginare l’uragano che si abbatterà a breve sul dollaro visto che la Cina è tra i maggiori detentori di Bond americani e si parla di circa 1200 miliardi di dollari di cui 400 mila già venduti. Tutto sembra essere destinato a scuotere le fondamenta dell’intero equilibrio del potere economico mondiale al di sopra dei vari discorsi politici o titoli dei giornali che ti dicono tutt’altro. La Cina ha già venduto titoli del tesoro americano in quantità massicce. La nuova linea economica del grande dragone rappresenta un terremoto economico di proporzioni storiche visto che il dollaro ha predominato i mercati per 50 anni.

Capire cosa stia avvenendo e quello che potrà arrivare con tali decisioni è alla base di un cambiamento di tutte le regole del gioco mondiale collegate al movimento del denaro. Per oltre cinquant’anni da quando Richard Nixon pose fine al Gold standard nel 1971 gli Stati Uniti hanno operato all’interno di un sistema che ha visto come moneta di pagamento mondiale il dollaro, specie per acquistare petrolio. Una protezione durante le crisi visto che il mondo il mondo aveva bisogno di dollari. La loro libera emissione nei mercati globali è garantita dalla banca centrale americana. È come avere una macchina per stampare denaro nel proprio seminterrato mentre tutti i vicini accettano di buon grado quei soldi come pagamento valido.

Ma oggi immaginare che un giorno non lontano il tuo vicino più grande, quello con l’attività commerciale di maggior successo mondiale che ha accettato per decenni il tuo denaro stampato da decenni non vuole più pagamenti in quella moneta è catastrofico. Non usare il dollaro ma la propria valuta permette di commerciare direttamente con i vicini senza passare dai sistemi di transazione monetaria inventate dall’America. Questo è quello che esattamente la Cina ha appena fatto.

L’attuale sistema del dollaro come valuta di riserva mondiale rappresenta una delle distorsioni economiche più grandi della storia moderna esso ha permesso agli Stati Uniti un paese che rappresenta meno del 5% della popolazione mondiale di consumare circa il 25% delle risorse del pianeta. Ma ci chiediamo come sia possibile e perché gli Stati Uniti possono finanziare deficit commerciali colossali anno dopo anno decennio dopo decennio.

Per anni l’opzione più sicura erano proprio i titoli del Tesoro americano. L’unico mercato sufficientemente profondo da assorbire i flussi massicci di dollari che la Cina generava. Tuttavia, c’era una debolezza seria nel sistema che era quella di mantenere una quota così elevata delle proprie riserve in titoli americani. La Cina si è esposta enormemente al potere finanziario degli Stati Uniti con il pericolo che Washington potrebbe congelare quegli asset.

La Cina avrebbe potuto perdere oltre un trilione di dollari della propria ricchezza nazionale. Se Washington avesse deciso di emettere quantità massicce di nuovi dollari? Il valore reale dei possedimenti cinesi si sarebbero ridotti ed è qui il punto chiave, la Cina ha osservato con grande attenzione quello che gli Stati Uniti hanno fatto alla Russia dopo il conflitto in Ucraina nel 2022 Washington ha congelato circa 300 miliardi di dollari delle riserve della Banca centrale russa.

E proprio questa la chiave che ha lanciato l’allarme costruita proprio dalle nuove politiche americane basate sul totalitarismo. L’America oggi non rappresenta più uno spartiacque neutrale all’interno della storia finanziaria globale e gli asset di altri stati (Russia) sono stati utilizzati per finanziare una guerra contro lo stesso stato sovrano del denaro. Questo ha dimostrato che gli asset denominati in dollari possono essere congelati e utilizzati come strumento di pressione, solo se un paese sfida gli interessi americani.

La Cina ed i suoi strateghi di Pechino hanno capito che gli 800 miliardi di dollari in Titoli del Tesoro Americano rimasti sono a rischio infatti il paese del dragone è considerato il principale competitor nella finanza globale dell’America. Il Pentagono in tal senso ha già chiaramente identificato la Cina come sfida primaria per Gli Stati Uniti cercando di costruire alleanze militari in Asia per limitare l’influenza cinese. Tutto questo sta’ avvenendo imponendo dazi sui prodotti cinesi, limitando le sue tecnologie, parlando costantemente di difendere Taiwan militarmente.

Nel momento in cui l’America attua le sue politiche aggressive senza badare agli interessi dei paesi che lo finanziano la risposta diventa ovvia. Difendersi attraverso la riduzione dell’esposizione finanziaria riducendo e diversificando con delle alternative ai bond Americani. Ed è esattamente quello che la Cina sta facendo, non in modo affrettato, ma in maniera metodica, strategica e calcolata. I dati del dipartimento del Tesoro mostrano questa tendenza con chiarezza, la Cina vende titoli in modo costante da anni da oltre un trilione e 300 miliardi al suo picco massimo ora ne detiene meno di 800 miliardi. Una riduzione di oltre 500 miliardi di dollari circa mezzo trilione che non sta più finanziando il deficit americano e la Cina non è sola in questo percorso. Anche il Giappone sta riducendo le proprie posizioni L’Arabia Saudita sta diversificando le riserve. E valutando di vendere petrolio in yuan le banche centrali stanno acquistando oro a ritmi mai visti da decenni e la Russia ha azzerato quasi completamente le proprie posizioni.

L’India sta accumulando oro, il Brasile sta siglando accordi commerciali in valute locali, molti porti di approdo in sud America trattano anche in Yuan. L’intero sistema che ha tenuto il dollaro al centro del commercio globale si sta indebolendo lentamente. Il dollaro si sta’ sgretolando dietro la sua forza e mentre prima non esistevano alternative oggi ci sono. La Cina ha costruito alternative in modo sistematico, ha creato il chip il proprio sistema di pagamenti internazionali Essenzialmente la sua versione dello Swift.

Con il chip, la Cina può muovere denaro a livello internazionale senza dipendere da sistemi controllati da Washington La Cina sta promuovendo attivamente lo yuan nel commercio internazionale, ha accordi di swap valutario con decine di paesi, sta creando centri di compensazione in yuan nelle principali città del mondo e forse ancora più importante, sta sostenendo tutto questo con loro.

La Cina è stata uno dei maggiori acquirenti di oro al mondo per anni, naturalmente non pubblica cifre precise, ma tutte le stime suggeriscono che abbia accumulato migliaia di tonnellate, perché l’oro? Perché l’oro ha una proprietà che i titoli americani non hanno, non può essere congelato, non può essere sanzionato, non può essere creato a piacimento è una ricchezza reale e tangibile. Se domani gli Stati Uniti congelassero tutti gli asset in dollari della Cina quell’oro manterrebbe comunque il suo valore. Molti economisti ammettono che la Cina verrebbe danneggiata vendendo i propri titoli, questo si confonde la tattica di breve periodo e con la strategia di lungo periodo. Gli asset americani - cinesi si stanno vendendo gradualmente nel corso degli anni, riducendo l’esposizione senza creare panico e la differenza tra scappare di corsa da un edificio in fiamme ed evacuarlo in modo ordinato.

Si arriva allo stesso risultato, ma con molti meno danni. La Cina può permettersi di accettare alcune perdite se questo significa evitare una trappola strategica molto più grave. È meglio incassare perdite controllate adesso che restare completamente esposti in futuro. Il problema più grande per gli Stati Uniti non è soltanto il fatto che la Cina stia vendendo titoli. Il problema reale è che gli Stati Uniti hanno bisogno di acquirenti più che mai. I deficit di bilancio americani sono enormi nell’ordine di trilioni di dollari ogni anno.

Gli interessi che l’America deve pagare sui bond del tesoro superano ormai i 600 miliardi di dollari annui e gli Stati Uniti si sono intrappolati in un ciclo del debito. Devono prendere in prestito sempre più denaro ogni anno soltanto per pagare gli interessi su quello che già devono. E se i tradizionali acquirenti stranieri stanno riducendo i loro acquisti, chi compra i titoli, la Federal Reserve e quando una Banca centrale acquista il debito del proprio governo I 600 miliardi di dollari annui.

Gli Stati Uniti si sono intrappolati in un ciclo del debito, devono prendere in prestito sempre più denaro ogni anno soltanto per pagare gli interessi su quello che già devono. E se i tradizionali acquirenti stranieri stanno riducendo i loro acquisti, chi compra i titoli La Federal Reserve E quando una Banca centrale acquista il debito del proprio governo esiste un termine tecnico preciso per definirlo, monetizzazione del debito in termini semplici, il governo crea denaro per autofinanziarsi ed è esattamente quello che abbiamo visto durante la pandemia.

La Fed ha comprato trilioni di titoli del Tesoro, espandendo il proprio bilancio da meno di quattro trilioni a oltre 9 trilioni al picco massimo più di 5 trilioni creati dal nulla e qual’ è stato il risultato? L’inflazione più alta in 40 anni i prezzi alimentari sono saliti tra il 20 e il 40%. I prezzi della benzina sono schizzati alle stelle e i costi degli affitti sono esplosi, i salari reali sono scesi, la classe lavoratrice è stata colpita duramente. Mentre invece i possessori di asset si sono arricchiti ulteriormente. Perché la creazione di nuovo denaro ha spinto verso l’alto i prezzi degli asset finanziari in termini d’interesse? Una situazione insostenibile per gli Stati Uniti che si trova obbligato a tagliare la spesa, il che è politicamente irrealistico altra alternativa è quella che la Fed continua a creare denaro per acquistare debito che nessun altro vuole. Questo significa più inflazione. Il che significa che il tuo denaro acquista meno valore. Che il tuo tenore di vita si abbassa e non esistono vie d’uscita facili.

Il potere del dollaro creato dai grandi banchieri in America è stato il fondamento dell’influenza globale americana per oltre mezzo secolo. Si tratta di potere e il sistema basato sul dollaro è stato il fondamento dell’influenza globale americana per oltre mezzo secolo. Ha permesso agli Stati Uniti di mantenere centinaia di installazioni militari all’estero. Di imporre restrizioni finanziarie ad altri paesi. E di sostenere un budget per la difesa superiore a quello dei successivi 10 paesi messi insieme Tutto questo dipende dalla posizione privilegiata del dollaro e se quella posizione si indebolisce l’intera struttura dell’influenza americana vacilla, le persone dicono che anche la Cina ha i suoi problemi con il suo mercato immobiliare è sotto pressione, la sua popolazione sta invecchiando, la sua crescita sta rallentando.

Tutto questo è vero ma la questione qui non è se la Cina sia perfetta o se sostituirà agli Stati Uniti, si tratta del fatto che il mondo non vuole più mettere tutte le uova nel paniere del dollaro e cerca altre opzioni. Per la prima volta in cinquant’anni i paesi dispongono di alternative reali e le stanno usando. Guarda la crescita dei Brics, Brasile, Russia, India, Cina, Sudafrica questi paesi rappresentano oggi una quota dell’economia globale maggiore rispetto al G 7 e stanno discutendo la creazione di una valuta commerciale condivisa Stanno istituendo banche di sviluppo che competono con le istituzioni.

Ad oggi l’oro viene accumulato a livelli record, le banche centrali hanno acquistato oltre 1000 tonnellate di oro soltanto nell’ultimo anno. La domanda fondamentale è quindi questa, come si fa a mantenere la posizione privilegiata del dollaro quando il mondo non è più disposto a concederla così liberamente. Le opzioni sono limitate e rischiose, gli Stati Uniti potrebbero accettare un mondo multipolare in cui il dollaro rimanga importante, ma non più dominante. Questo richiederebbe umiltà e stando alla storia, sembra molto poco probabile. Oppure gli Stati Uniti potrebbero tentare di costringere il mondo a continuare a usare il dollaro attraverso la pressione, più sanzioni e dazi e possibilmente azioni dirette per controllare risorse strategiche

Questo è molto pericoloso perché trasforma una transizione economica in uno scontro geopolitico grave. Oppure gli Stati Uniti potrebbero continuare sul percorso attuale, creando sempre più denaro, accumulando sempre più debito E affrontando eventualmente una crisi fiscale. Questo è lo scenario dell’atterraggio forzato, la frammentazione graduale. Il sistema globale si divide in blocchi valuta, un blocco quello del dollaro e un blocco quello dello yuan, il mondo diventa più instabile, più imprevedibile, ma non si verifica un crollo drammatico e improvviso, soltanto un’erosione costante del vecchio ordine mondiale.

Infine possiamo dire che quello che ha fatto la Cina non è stato un movimento isolato, ma un segnale di perdita di fiducia verso il dollaro e ancora più vendite di titoli è un ciclo di retroazione negativa che si autoalimenta.

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