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venerdì 6 maggio 2016

Aldo Moro - Parla il giudice Impostato " Lo hanno fatto uccidere loro" / Di Marco Nicoletti


Roma -  “L’uccisione di Moro è avvenuta per mano delle Brigate Rosse, ma anche e soprattutto per il volere di Giulio Andreotti, Francesco Cossiga e del sottosegretario Nicola Lettieri”. Ferdinando Imposimato, al tempo giudice istruttore della vicenda del sequestro e dell’uccisione di Moro, interviene sul Caso Moro. E lo fa da Reggio Calabria, sul palco della rassegna Tabularasa dell’associazione Urba/Strill.it.
“Se non mi fossero stati nascosti alcuni documenti - ha aggiunto - li avrei incriminati per concorso in associazione per il fatto. I servizi segreti avevano scoperto dove le Br lo nascondevano, così come i carabinieri. Il generale Dalla Chiesa avrebbe voluto intervenire con i suoi uomini e la Polizia per liberarlo in tutta sicurezza, ma due giorni prima dell’uccisione ricevettero l’ordine di abbandonare il luogo attiguo a quello della prigionia”.
“Quei politici - ha detto Imposimato - sono responsabili anche delle stragi: da Piazza Fontana a quelle di Via D’Amelio.
Lo specchietto per le allodole si chiama Gladio. A Falcone e Borsellino rimprovero soltanto di non aver detto quanto sapevano, perché avevano capito e intuito tutto, tacendo per rispetto delle istituzioni. Per ucciderli Cosa Nostra ha eseguito il volere della Falange Armata, una frangia dei servizi segreti”.
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Aldo Moro, la R4 in Via Caetani

Lo stesso Imposimato all’inizio di giugno ha presentato un esposto alla Procura di Roma. Secondo il giudice le forze dell’ordine sapevano dov’era la prigione di Moro. Così i magistrati di Roma hanno aperto un fascicolo senza ipotesi di reato né indagati aperto per valutare se esistano nuovi indizi per riaprire le indagini sulla morte di Aldo Moro. “Massima fiducia nella volontà dei giudici di accertare la verità sulla morte di Moro”. Nel testo le rivelazioni di 4 appartenenti a forze dell’ordine e armate secondo cui il covo Br di via Montalcini fu monitorato per settimane.
Ma non è l’unica indagine che “riapre” il Caso Moro. Le dichiarazioni di Imposimato arrivano dopo che la procura di Roma ha aperto un fascicolo di indagine relativo alle dichiarazioni di due artificieri che spostano alle 11 l’ora del ritrovamento della Renault 4 con il cadavere di Aldo Moro e la presenza dell’allora ministro degli Interni, Francesco Cossiga, in via Caetani.
Già, perché Vitantonio Raso e il suo collega Giovanni Circhetta non sono mai stati interrogati. E nei giorni scorsi hanno deciso di raccontare la propria verità. Gli antisabotatori, che per primi arrivarono all’R4 rossa, con il corpo di Moro nel bagagliaio, in via Caetani, il 9 di maggio di 35 anni fa, spostano l’ora del ritrovamento dell’auto e del cadavere dello statista a prima delle 11, mentre era delle 12.30 la famosa telefonata delle Br che annunciava l’uccisione di Moro ed il luogo dove trovarne il corpo.
- Marco Nicoletti

Comunicato Stampa Cisco: Spetta ai dirigenti re-immaginare il personale aziendale nell'era digitale

                                                Comunicato Stampa

 

Spetta ai dirigenti re-immaginare il personale aziendale nell'era digitale

 

Un nuovo studio di Cisco rivela come solo un’azienda su 10 abbia personale in grado di sfruttare pienamente le possibilità della digitalizzazione

 

 

Milano, 6 maggio 2016 – Secondo il report Workforce Transformation in the Digital Vortex dedicato al cambiamento dell’ambiente lavorativo in ottica trasformazione digitale, e  realizzato dal Digital Business Transformation Center (DBT center) per iniziativa di IMD e Cisco, le aziende non avranno le capacità indispensabili per avere successo nell’era della digital disruption se non prenderanno in seria considerazione la trasformazione dei propri dipendenti. Il report delinea, inoltre, alcune linee guida per le aziende che intendono digitalizzare i propri processi di gestione del personale per costruire una forza lavoro estremamente agile, innovativa, e impegnata - fattori che consentiranno all'organizzazione di creare valore per i propri clienti, partner, e per propri stessi dipendenti.

 

Previsioni Cisco stimano che entro il 2020, saranno collegati a Internet 50 miliardi oggetti che genereranno enormi flussi di dati. In un tale clima, le organizzazioni devono garantire che, in ultima analisi, le persone siano in grado di governare queste nuove forme di comunicazione e di concretizzare le intuizioni che queste consentono. Solo allora saranno in grado di sfruttare le opportunità del nuovo valore dato dal digitale.

 

Secondo il report Digital Vortex del DBT Center, annunciato nel giugno dello scorso anno (http://www.cisco.com/web/IT/press/cs15/20150625.html), 4 operatori storici del settore su 10, i cosiddetti “incumbent”, saranno spazzati via dalla rivoluzione digitale durante i prossimi cinque anni. Nel tentativo di combattere i nuovi concorrenti del mondo digitale, molte aziende sono impegnate nella trasformazione del proprio business focalizzandosi su IT e processi di business. Troppo spesso, però, trascurano il loro bene più prezioso: le persone.

 

DBT Center ha studiato i modelli di business di oltre 75 start-up altamente “disruptive” e ha condotto interviste approfondite con molti dei fondatori o amministratori delegati di queste aziende per comprendere le loro offerte e i loro modelli aziendali, cercando di capire la loro opinione sulla capacità della digitalizzazione di trasformare la forza lavoro. Le interviste sono state condotte anche con professionisti e manager nel settore delle risorse umane e leader operativi all’interno di grandi aziende internazionali, con l’obiettivo di comprendere l’approccio di queste organizzazioni alla trasformazione digitale del personale. Inoltre, DBT Center ha intervistato 941 executive a livello globale per valutare lo stato attuale della loro trasformazione digitale e quella dei loro colleghi.

 

Lo studio ha rilevato che, per quanto riguarda il personale, meno del 10% delle aziende hanno raggiunto un livello di eccellenza in tre capacità essenziali in un business digitale: hyperawareness, processo decisionale informato e velocità di esecuzione. Come descritto nello studio, le organizzazioni devono far sì che le proprie persone padroneggino queste tre capacità dal momento che sono elementi fondamentali per competere con successo nel Vortice Digitale.

 

“Quotidianamente abbiamo a che far con aziende che stanno cercando di comprendere quale sia il ruolo della tecnologia nella loro strategia di business", ha dichiarato Michele Dalmazzoni, collaboration & business outcomes leader di Cisco Italia. "Quello che cercano di comprendere con maggiore attenzione riguarda la possibilità di far provare ai propri dipendenti i vantaggi della digitalizzazione per aiutarli a migliorare il processo decisionale, accelerare l'innovazione ed essere più produttivi."

 

Tuttavia, la ricerca del DBT Center avverte che le soluzioni tecnologiche da sole non bastano a trasformare la forza lavoro. Il lavoro sulla gestione del personale deve essere coerente con i cambiamenti dei processi di business che le organizzazioni stanno apportando reinventando i loro modelli operativi per competere efficacemente nell'era digitale. Inoltre, la trasformazione della forza lavoro richiede l'impegno costante da parte degli executive. "Questa trasformazione è qualcosa di più di un catalogo di soluzioni digitali,” aggiunge Dalmazzoni "la trasformazione digitale sta riscrivendo le regole del business e renderà necessario che il personale sia opportunamente attrezzato per lavorare con la velocità e l'agilità che questo livello di cambiamento esige.”

 

Lo studio rileva, infine, che le aziende in grado di digitalizzare la propria forza lavoro si rafforzeranno e porteranno a proprio favore la trasformazione data dal Digital Vortex. Nel Vortice Digitale, modelli di business, le offerte e le catene di valore sono digitalizzate nella massima misura possibile. Come forze dirompenti e innovatrici si dirigono verso il centro del ciclone della trasformazione digitale, che sta rimodellando mercati e settori produttivi.

 

Il report è disponibile per il download al seguente indirizzo:

http://connectedfuturesmag.com/Research_Analysis/docs/DBT_Center_Workforce_Transformation.pdf

 

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Marzia Acerbi, Benedetta Campana

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giovedì 5 maggio 2016

GIULIANOVA - UNA MOSTRA SU RENATO GUTTUSO PER I VENTI ANNI DEL MUSEO D'ARTE DELLO SPLENDORE

GIULIANOVA – Una mostra antologica su Renato Guttuso e le sue opere sarà al centro delle attività per ricordare e festeggiare i vent'anni di di vita del Museo d'Arte dello Splendore. Infatti, nel 2017 sarà celebrato l'evento ed il lungo e difficile percorso intrapreso da padre Serafino Colangeli nell'anno 1997. Ad annunciare la calendarizzazione dell'importante appuntamento è stata la stessa Marialuisa De Santis, presidente della omonima Fondazione, nel corso di una conferenza stampa che si è tenuta nella sala conferenze del Museo ospitato nella grande struttura del Santuario. L'incontro con la stampa si è aperto con una retrospettiva di immagini che ha tracciato a ritroso la nascita del Museo con al centro la figura di padre Serafino, ideatore ed attuatore del progetto. Il tutto è stato accompagnato dalle toccanti note delle Quattro Stagioni di Antonio Vivaldi (nella fattispecie la Primavera). Nel suo intervento di apertura Marialuisa De Santis ha voluto ricordare proprio il pensiero di padre Serafino che considerava la cultura come un modo per incontrarsi e, quindi, con una carica di valenza sociale. Diceva il frate che "l'arte è un fatto umano e che comunicare è un esercizio difficile, ma possibile. E' necessario porre il Museo al servizio di chi ama l'arte dal basso". Quindi ha preso la parola padre Luigi del Vecchio, componente del Consiglio di Amministrazione della Fondazione Museo dello Splendore, che ha voluto ricordare le parole di Giovanni Paolo II: "L'uomo diventa più uomo con la cultura" toccando anche la memoria di Antonio Ragionieri che è stato per tanti anni vicino al Museo. Lo stesso padre Luigi si è soffermato sui passato ricordando quando l'attuale spazio museale era solo un sottotetto del Santuario cui si accedeva attraverso una scala a pioli. Poi l'intervento di Angela Spinozzi (vice-presidente del Consiglio di Amministrazione della Fondazione MAS)  Anche lei si è soffermata sul periodo in cui ha collaborato a stretto contatto con padre Serafino  "Gli sono stata vicina fino alla morte per quindici anni. Per me -conclude Angela Spinozzi- il museo rappresenta una creatura che ho visto nascere giorno per giorno ed un sogno che padre Serafino ha coltivato e sicuramente lui vorrebbe che questo bel sogno non venisse interrotto giacchè rappresenta una nota di valore per la città di Giulianova". La conclusione è toccata alla presidente Marialuisa De Santis che, dopo aver annunciato la mostra su Renato Guttuso e le varie attività che saranno messe in campo dalla Fondazione sin dalla prossima estate, ha lanciato un appello ad Enti pubblici e privati affinchè il Museo d'Arte dello Splendore trovi adeguato sostegno per continuare ad essere un luogo identitario per la Città".
                                                                Alfonso Aloiisi
                                                          

Emanuela Orlandi - La procura generale dichiara l'archiviazione /Di Marco Nicoletti

Roma-  La magistratura romanaha archiviato definitivamente l'inchiesta sulle sparizioni diEmanuela Orlandi e diMirella Gregori, avvenute rispettivamente il 22 giugno ed il 7 maggio 1983. Resta il giallo, il mistero per il caso più enigmatico degli ultimi quarant'anni. La giustizia si ferma, ma il fratello di Emanuela, Pietro Orlandi, non si arrende e insiste: «Mia sorella è ancora viva».
Entrambe le ragazze al momento della scomparsa avevano 15 anni, ma non si conoscevano né avevano frequentazioni in comune. Tra il 1983 e il 1984 con diversi comunicati i Lupi Grigiorganizzazione turca di estrema destra, affermarono di custodire le giovani, ma le indagini non portarono a nulla. La Gregori era la figlia di un barista, sparì dopo essere andata ad un appuntamento con una persona mai identificata.
Più noto il caso della Orlandi, anche per il fatto che era una cittadina vaticana, figlia di un commessodella Prefettura della Casa Pontificia. La sua storia è diventata negli anni sempre più controversa e nelle ricostruzioni uscite anno dopo anno, sono stati ritenuti coinvolti, via via, lo stesso Vaticano, lo Stato italiano, ma anche lo Ior, il Banco Ambrosiano, laBanda della Magliana, servizi segreti di più Paesi. Dopo le prime inchieste finite in un nulla di fatto, laprocura di Roma aprì un nuovo fascicolo nel 2006 dopo un'intervista a Sabrina Minardi, ex moglie delcalciatore della Lazio Bruno Giordano e soprattutto compagna di De Pedis nel periodo della scomparsa di Emanuela Orlandi.
Secondo quanto riferì la Minardi, il rapimento della ragazzina fu ad opera dello stesso De Pedis su ordine di monsignor Paul Marcinkus, presidente dello Ior per 18 anni, per «dare un messaggio a qualcuno sopra di loro». Anni dopo, la ricostruzione fu confermata da Antonio Mancini, altro componente della Banda della Magliana, che dichiarò che il sequestro fu necessario per «ottenere la restituzione del denaro investito nello Ior attraverso il Banco Ambrosiano». Ma dopo le indagini la procura ha chiesto l'archiviazione che è stata accolta dalTribunale di Roma.
Il provvedimento di archiviazione è stato firmato dal gip Giovanni Giorgianni su richiesta del pro- curatoreGiuseppe Pignatone e dei pm Simona Maisto edIlaria Calò. Il gip, in particolare, ha respinto l'opposizione alla richiesta di archiviazione fatta dai familiari delle due donne scomparse. L'inchiesta vedeva sei indagati per concorso in omicidio e sequestro di persona: monsignor Pietro Vergari, ex rettore della basilica di Sant'Apollinare (dove per anni è stato sepolto Renatino De Pedis, uno dei boss della Banda della Magliana), Sergio Virtù, autista di Enrico De Pedis, Angelo Cassani, detto "Ciletto",Gianfranco Cerboni ("Giggetto"), Sabrina Minardi, considerata una "supertesti mo ne " d el l'inchiesta, eMarco Accetti.
Secondo il gip Giovanni Giorgianni «gli accertamenti probatori acquisiti nel corso delle indagini preliminari sono, allo stato, non provvisti della consistenza, neppure indiziaria, necessaria a sostenere l'accusa in giudizio e a giustificare un vaglio dibattimentale, né paiono utilmente esperibili ulteriori indagini con la finalità di valorizzare quegli elementi dotati di una più significativa, ancorché incongruente, pregnanza investigativa ». Il fratello di Emanuela ha annunciato nuove iniziative: «Non ci arrendiamo, vogliamo la verità. Rinnovo quindi l'appello a Papa Francesco perché ci possa aiutare ad arrivare alla verità».

- Marco Nicoletti 

Comunicato Stampa Intel Security: World Password Day: il giorno adatto per cambiare password

 

World Password Day: il giorno adatto per cambiare password

Da Intel Security alcuni suggerimenti per password sicure e i risultati di una survey sull’utilizzo delle password

 

 

Milano, 5 maggio 2016 - Oggi è il World Password Day, una ricorrenza promossa da un consorzio di aziende private tra cui Intel Security, per aumentare la consapevolezza su ciò che gli utenti possono e devono fare per rendere più sicuri i propri account online e proteggere i propri dati e la propria identità. Recenti fatti di cronaca e furti di dati ci ricordano che oggi più che mai è essenziale comprendere quanto sia importante proteggere i propri dati personali su più fronti, per usufruire di quanto di bello la tecnologia e Internet hanno da offrire.

 

"Abbiamo appena realizzato un sondaggio da cui è emerso che in media abbiamo più di 27 account che richiedono una password, quindi non sorprende che facciamo fatica a ricordarle tutte,” ha dichiarato Giorgio Bramati, consumer partner manager di Intel Security. “Se il 33% degli intervistati ha ammesso di trascrivere le proprie password, un preoccupante 15% ha ammesso di usare la stessa password per più account. Ne consegue piuttosto chiaramente quanto sia necessario educare gli utenti e informarli debitamente sull’importanza della protezione dei propri dati personali su più fronti. La realtà è che in questo modo c’è il rischio di esporre i propri account alla mercé dei criminali informatici”.

 

“Il progresso tecnologico ci viene in aiuto con innovative soluzioni per proteggere i nostri dati, tra cui le misure di sicurezza biometriche, come True Key di Intel Security grazie a cui possiamo anche dire addio ai bigliettini e a dover ricordare tutte le password. Una tecnologia innovativa, che utilizza parametri biometrici, come le impronte digitali, l’attivazione vocale o dispositivi connessi, costituisce l'equilibrio ideale tra un'esperienza utente fluida e i più elevati standard di sicurezza, e possiamo stare davvero tranquilli”.

 

“Tuttavia, a chi desidera affidarsi ancora alle password tradizionali,” prosegue Bramati, “suggerisco di impostare password uniche per ogni account, e che siano composte da almeno sei caratteri che includano lettere maiuscole e minuscole, oltre ad almeno un numero e un simbolo. Non è così ovvio, ed è utile ribadirlo, sarebbe bene evitare combinazioni generiche come 'Password1234', ma è anche bene sapere che per essere forte una password non deve contenere il nome utente, un nome reale, ma nemmeno una parola esistente completa. Chi ha problemi a ricordare le password, può provare a creare un acronimo pensando a una frase che possa essere significativa, per esempio, 'il mio criceto si chiama Bob' potrebbe diventare 'ImCs1cB0b'."

 

 

Tra gli altri risultati della ricerca emerge come:

 

·         in media abbiamo 27 password per altrettanti differenti account privati o di lavoro;

·         circa il 37% degli intervistati dimentica una password una volta la settimana;

·         il 21% ritiene che dimenticare una password sia fastidioso come tagliarsi con la carta;

·         il 20% rinuncerebbe ai propri programmi sportivi preferiti pur di non dover ricordare mai più una password, il 3,5% cederebbe le proprie scarpe preferite mentre il 6,5% rinuncerebbe alla pizza.

 

Nel tentativo di arrivare ad eliminare le password, il team di ricerca sui sistemi di sicurezza biometrica di Intel Security ha creato True Key, una soluzione che elimina il fastidio quotidiano che gli utenti devono affrontare a causa delle password.

 

Ulteriori informazioni sono disponibili su https://passwordday.org/.

Comunicato Stampa: http://www.primapagina.it/pressportal/intelsecurity/world-password-day-il-giorno-adatto-per-cambiare-password/

 

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A proposito di Intel Security

Intel Security, con la propria linea di prodotti McAfee, è impegnata per rendere il mondo digitale più sicuro e più protetto per tutti. www.intelsecurity.com. Intel Security è una divisione di Intel.

 

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