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domenica 1 marzo 2015

Marc & Fedra, il duo dance prodotto da Maurizio Verbeni

E' in uscita il 9 marzo per Beatport il singolo "Don' t stop music" di Marc & Fedra, la nuova scommessa di Maurizio Verbeni. Marc Golding e Fedra Licena sono un duo di musica dance. Marc è cresciuto a Roma, ha iniziato a ballare breakdance e a cantare rap a soli 13 anni. Ha studiato musica per due anni al Berklee College of Music di  Boston. Successivamente è andato a lavorare in California con un gruppo molto conosciuto "LunaVida" dove Fedra Licena era la voce.

Oreoscure in libreria

La casa editrice EUS edizioni presenta un libro horror. Una raccolta di racconti, scritta da Fabrizio Spurio.

La casa editrice Eus presenta la sua nuova pubblicazione “OREOSCURE”, un libro di racconti dell'orrore
L'autore Fabrizio Spurio, scrittore, regista di cortometraggi horror, pittore e illustratore, ci offre questa raccolta di 14 racconti più una graphic novel illustrata da lui stesso.

Lavoro: BMW assumerà 8.000 persone nel 2015. La casa automobilistica offre lavoro a operai e ingegneri

La casa automobilistica BMW assumerà quest'anno 8.000 persone, tra cui più di 5.000 in Germania.
Lo ha annunciato domenica il direttore del personale Milagros Caina-Andrée.
L'azienda è alla ricerca di ingegneri, specialisti IT e tecnici di software.
BMW aveva già assunto 7.000 nuovi lavoratori nel 2014, metà dei quali in Germania.
L'azienda impiega circa 110.000 persone in tutto il mondo.

Campania Stories Vini Rossi e Bianchi Hotel Parker's Napoli

   La quarta edizione del format Campania Stories 2015 si terrà dal 2 al 9 Marzo 2015 e assume a partire da quest’edizione la forma di un contenitore unico, con due tappe unitarie specifiche dedicate ai vini rossi (prima tappa) e ai vini bianchi (seconda tappa).
     Ottanta le aziende partecipanti, presentazione alla stampa specializzata e agli operatori delle ultime annate dei vini prodotti nelle principali denominazioni campane, promossa da Miriade & Partners.
     La prima tappa (vini rossi) si svolgerà dal 2 al 5 Marzo mattina presso il Grand Hotel Parker’s di Napoli; la seconda tappa (vini bianchi) si svolgerà dal 5 Marzo pomeriggio all’8 Marzo presso l’Hotel de la Ville di Avellino. Le aziende non saranno più divise per provenienza territoriale e questo consentirà un assaggio per la stampa più strutturato e completo, soprattutto per i giornalisti internazionali.
    Grand Hotel Parker’s, lunedì 2 marzo, ore 18 primo focus sulle annate dei vini rossi in degustazione; cena della stampa accreditata presso le aziende.
   Martedì 3 marzo dalle ore 10 alle 15 primo tasting dei vini rossi riservato alla stampa;  alle ore 12,30 buffet per la stampa; dalle 17 master “L’aglianico in Campania: radici, zone, stili produttivi”. Seminario aperto al pubblico di operatori (a pagamento). Percorso didattico a cura di Paolo De Cristofaro. Per i giornalisti pomeriggio dedicato alle visite in azienda e cena presso le aziende
Mercoledì 4 Marzo: Dalle ore 10 secondo tasting dei vini rossi riservato alla stampa; Dalle ore 12.30 buffet per la stampa. Dalle ore 16 incontro informale con la stampa per le aziende partecipanti. Ore 17: retrospettiva vini rossi campani (annate 2005 e 2000) riservata alla stampa e alle aziende; Cene per la stampa presso Eccellenze Campane (www.eccellenzecampane.it)
Giovedì 5 Marzo - Mattinata libera per le visite dei giornalisti nelle aziende e trasferimento in Irpinia per la seconda tappa. Ore 18.30: Villa Orsini (Via Sommito – Mirabella Eclano, Avellino tel. 0825-449786 – www.villaorsini.it) - Primo focus sulle annate dei vini bianchi in degustazione riservato alla stampa. A seguire (ore 20): cena di benvenuto presso Villa Orsini per stampa ed aziende partecipanti

Hotel de la Ville – Avellino (www.hoteldelaville.it)
   Venerdì 6 Marzo, dalle ore 10 alle ore 15: primo tasting dei vini bianchi riservato alla stampa; Dalle ore 12.30 alle ore 14.30: buffet per la stampa; Pomeriggio dedicato alle visite in aziende da parte dei giornalisti. Ore 15: seminario Nomacorc riservato ad aziende ed enologi; Ore 17-19: Master “Il fiano in Campania: radici, zone, stili produttivi”. Seminario aperto al pubblico di operatori (a pagamento*). Percorso didattico a cura di Paolo De Cristofaro; Cena della stampa accreditata presso le aziende.
Sabato 7 Marzo: Dalle ore 10 alle ore 15: secondo tasting dei vini bianchi riservato alla stampa; Dalle ore 12.30 alle ore 14.30: buffet per la stampa. Dalle ore 16 alle ore 17: informale incontro con la stampa per le aziende partecipanti. Ore 17: retrospettiva vini bianchi campani (annate 2010 e 2005) riservata alla stampa e alle aziende ; Cena della stampa accreditata presso le aziende ; Domenica 8 Marzo: Giornata libera per le visite dei giornalisti nelle aziende. Partenze: Lunedì 9 Marzo: Campania Stories Day – Giornata Operatori  -Dalle 15:00 alle 22:00 presso Hotel de la Ville di Avellino. Ingresso: €15,00. Soci Ais (partner dell’evento): €10,00. Ore 18 - Seminario di approfondimento sul Greco di Tufo a cura dell’Ais Campania. In degustazione le annate 2009, 2010 e 2011 di Cantine Dell’Angelo e Vadiaperti
Ingresso libero su prenotazione: Email: info@aiscampania.it - Tel. 0823/345188
Prenotazioni: 329/9606793 - 392/9866587




Nuova aggressione ad un italiano all'estero. Questa volta a Bratislava in Slovacchia. Cresce l'antitalianità nel mondo.

L'antitalianità è un "sentimento" che cresce nel mondo.

A comprova gli episodi d'intolleranza verso i nostri concittadini che si verificano nel resto d'Europa e nel mondo.

Questa volta è stata segnalata una brutale aggressione a Bratislava in Slovacchia nei confronti di un italiano originario di Milano, ma residente da tempo in quel paese dove gestisce una galleria d'arte ed il tutto a poche centinaia di metri dalla sua abitazione.

A linciarlo sarebbe stato un ex poliziotto che dopo essere sceso dalla sua Bentley Continental, ha prima preso a pugni l'auto del malcapitato e poi gli ha sferrato un malrovescio in faccia causando sangue al labbro.

CRISI:, IN ITALIA CALO DEL 5,2% BIMBI OBESI O IN SOVRAPPESO

Dall'inizio della crisi si è ridotto del 5,2 % in Italia il numero di bambini obesi o in sovrappeso anche se rimane ancora su livelli preoccupanti. E' quanto emerge da una analisi della Coldiretti sulla base dei dati nel periodo dal 2008 che segna l'inizio della crisi al -2014 dell'indagine "OKkio alla Salute" promossa dal ministero della Salute. I bambini in sovrappeso sono infatti il 20,9% mentre quelli obesi sono il 9,8 % sulla base di un campione - sottolinea la Coldiretti - di età compresa 8-9 anni nelle scuole primarie. Le prevalenze più alte si registrano nelle Regioni del Sud e del Centro ma in generale - precisa la Coldiretti - si tratta di livelli elevati che pongono l'Italia ai primi posti in Europa. 


Si tratta del risultato di cattive abitudini con l'8% dei bambini che salta la prima colazione e il 31% che la fa non adeguata, ma anche con il 41% che assume abitualmente bevande zuccherate e gassate mentre – continua la Coldiretti - solo il 25% dei genitori dichiara che i propri figli non consumano quotidianamente frutta e verdura (erano il 23 per cento nel 2008). Fermare la vendita del cibo spazzatura nelle scuole a favore di alimenti locali, freschi e sani come spremute, frutta e verdura di stagione, anche da sgranocchiare e in grado di assicurare senso di sazietà e garantire un adeguato apporto idrico, può contribuire - sostiene la Coldiretti - a sconfiggere i problemi di eccesso di peso e obesità. 

La Coldiretti è impegnata nel progetto "Educazione alla Campagna Amica" che coinvolge oltre centomila alunni delle scuole elementari e medie in tutta Italia che partecipano ad oltre tremila lezioni in programma nelle fattorie didattiche e agli oltre cinquemila laboratori del gusto organizzati nelle aziende agricole e in classe. L'obiettivo - conclude la Coldiretti - è quello di formare dei consumatori consapevoli sui principi della sana alimentazione e della stagionalità dei prodotti per valorizzare i fondamenti della dieta mediterranea e ricostruire il legame che unisce i prodotti dell' agricoltura con i cibi consumati ogni giorno.


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Ecco la nuova rete ospedaliera della Sicilia con gli accorpamenti più letti e meno primari - LASICILIA.IT

Ecco la nuova rete ospedaliera della Sicilia con gli accorpamenti più letti e meno primari - LASICILIA.IT

Intervista di Alessia Mocci a Federico Li Calzi, autore del romanzo Nove periodico



Diceva Oscar Wilde nel suo capolavoro, ‘Il Ritratto di Dorian Gray’, che: “nella vita il vero peccato è fermarsi di crescere”. Uno scrittore, nella sua carriera, scrive più libri proprio perché matura insieme alle sue opere e perché cambiano le esigenze, le condizioni, le emozioni, l’occhio sul mondo in generale; e queste variabili dettano l’esigenza di una nuova pubblicazione e di una nuova esperienza.”
Una considerazione difficile da contraddire: lo scrittore deve crescere, continuare a scoprirsi, ingannare il tempo con nuovi studi perché il mondo e la società continuano la loro corsa in modo naturale, e così naturalmente anche lo scrittore deve aver esigenza di novità.
Federico Li Calzi, conosciuto come il Poeta di Canicattì, ha pubblicato il suo terzo libro, non una silloge poetica come ci si aspettava, bensì un romanzo ambientato nella sua Sicilia.
“Nove Periodico”, edito per Tra@art, è la storia di Mauro, un uomo che dopo anni di lontananza sente la necessità di tornare in patria. Un’esigenza che ricorda la poetica del fanciullino e l’amore verso il luogo natio tanto caro ai maggiori poeti italiani.
L’autore Federico Li Calzi è stato molto disponibile nel rispondere ad alcune domande sulla sua novità editoriale. Buona lettura!

A.M.: Ciao Federico, è un piacere incontrarci per una nuova intervista e per parlare un po’ della tua nuova pubblicazione. Se non ricordo male, ci siamo conosciuti con la tua prima silloge “Poetica Coazione”. A distanza di anni cambieresti qualcosa di quelle intense poesie che hanno segnato una possibile via letteraria?
Federico Li Calzi: Ciao Alessia, il piacere è mio e sono gratificato che la mia attività letteraria, dopo anni, continui a suscitare interesse. Un’opera, per chi l’ha compiuta, rappresenta lo spaccato di quel tempo e racchiude l’anima, tutta l’esperienza e ciò che in quel momento è lo stile dell’artista. Con gli anni la materia verbale dell’autore, inevitabilmente, cambia, perché in tutto c’è, e deve esserci, una evoluzione e trasformazione (ma non stravolgimento) che distrugge lo stile di scrittura precedente e ne riforma un altro, sulle basi e le tecniche del passato: nuovo, rigenerato, ma cosciente e padrone del vecchio stile, la così detta “mano fatta”. Un’artista ha l’obbligo spirituale di continuare la sua corsa evolutiva per crescere nel tempo. Diceva Oscar Wilde nel suo capolavoro, ‘Il Ritratto di Dorian Gray’, che: “nella vita il vero peccato è fermarsi di crescere”. Uno scrittore, nella sua carriera, scrive più libri proprio perché matura insieme alle sue opere e perché cambiano le esigenze, le condizioni, le emozioni, l’occhio sul mondo in generale; e queste variabili dettano l’esigenza di una nuova pubblicazione e di una nuova esperienza. In definitiva, per rispondere alla tua domanda, “Poetica Coazione” rappresenta la stratigrafia del mio passato, come artista/scrittore, che scandaglia le emozioni e le idee di quel momento e che ho voluto congelare e consegnare, con una pubblicazione, all’umanità. Quindi non soltanto non cambierei nulla di quel volume ma, per come in intendo l’arte, non sarebbe nemmeno giusto.

A.M.: “Dittologie congelate”, la tua seconda silloge, continua il discorso di “Poetica Coazione”, ma presenta una struttura del verso più articolata. Un’evoluzione della prima raccolta?
Federico Li Calzi: Come ho già detto, ogni libro racchiude una nuova esperienza che si risolve in un nuovo stile di scrittura ed in una nuova evoluzione dello stile.

A.M.: Ed ora la tua nuova pubblicazione non è una silloge poetica bensì un romanzo “Nove periodico”. Quando e come è nata l’idea di scrivere in prosa?
Federico Li Calzi: Ogni autore, che non sia un poveretto, prima di scrivere un romanzo si pone dei quesiti, sullo stile da usare, sul ritmo, sul genere (se scrivere, quindi, un romanzo storico, di denuncia sociale, poliziesco, malavitoso, d’amore, d’amicizia), anche sulla nuova realtà che questa storia deve portare alla luce e sulle regole che lo scrittore possiede e che s’impone di rispettare nello svolgimento testuale, così da crearsi mentalmente, ed a livello concettuale, uno schema: un progetto, per avere chiaro il quadro come iniziare la costruzione della scrittura e dove porre la parola fine. Personalmente, all’inizio, sapevo soltanto che avevo dei blocchi di realtà e vita vissuta, per me preziosi, da raccontare, da esporre, ma non capivo bene come incastonarli e connetterli fra loro, nella vicenda da narrare, per farli funzionare. Alla fine ho fatto chiarezza, ho preso coscienza del mio passato e sono riuscito a possedere la mia storia. Ho capito che la realtà nuova da raccontare, e che sicuramente nessuno poteva conoscere meglio di me, era la mia vita; partendo proprio dai primissimi ricordi della mia infanzia; quindi i cambiamenti e le metamorfosi socio/economiche e culturali che si avvicendavano e avvenivano in Sicilia nei primi anni Ottanta, con il benessere e le tecnologie (che ho vissuto in prima persona) e come queste mutazioni venivano recepite da quella società e mentalità contadina e, perché no, raccontare, anche attraverso la fantasia, elemento fondamentale della creatività, le aspirazioni dell’autore. L’idea è stata quella, allora, di creare un personaggio che nel romanzo renda possibile quello che nella realtà non è stato e che sono rimasti solamente dei sogni, cioè diventare un musicista di successo. Questo personaggio è di fatto lo sdoppiamento dell’autore: Mauro per metà e, per l’altra metà, l’amico Ntonio (queste due figure sono le due facce della stessa medaglia), ma in parte, e non in maniera marginale, anche del ragazzino Luca, figlio di Ntonio. I due personaggi si completano a vicenda, Ntonio è colui che da ragazzo insegna molte cose a Mauro. Mauro è colui che va alla ricerca profonda della verità e delle cose, che ha imparato dall’amico, senza mai fermarsi (neanche quando fa male), lezione, questa, che gli darà, come si vedrà alla fine del romanzo, quando Ntonio non trova più il coraggio di agire e di affrontare i problemi e Mauro, invece, è determinato ad andare fino in fondo, alla ricerca della verità. In definitiva, Mauro metterà in atto tutto ciò che l’amico Ntonio gli ha insegnato. Così ho fatto partire il romanzo dal momento in cui Mauro ritorna al suo paese Canicattì. Ciò nello svolgimento della narrazione, oltre ad essere un momento suggestivo, mi ha dato dei vantaggi, come avere la possibilità di muovermi a livello temporale sul piano del presente ma anche sul piano del passato. Credo inoltre che nell’excurrere testuale è facile notare come il “romanzo sia costruito su diversi livelli che interessano sia la forma che il contenuto” (L. Carrubba), o meglio contemporaneamente vengono raccontate più storie che si stratificano in una minuzia di particolari ma che vanno a confluire tutti sul personaggio Mauro. Luca, peraltro come esempio già citato, è un altro momento iniziale della narrazione, o meglio la storia di questo bambino, che si svolge nella campagna che, non a caso, coincide perfettamente con la storia di Mauro, va a colmare proprio quella parte di vissuto mancante del protagonista  attraverso le sensazioni, le idee, le speranze, le aspirazioni di questo bambino.

A.M.: Nuccio Mula ed Enrico Testa sono due nomi confermati in “Nove periodico”. Come nasce questa profonda collaborazione ed amicizia letteraria che vi lega?
Federico Li Calzi: La collaborazione nasce nel 2009 quando Nuccio Mula, dopo aver letto le prime poesie sparse, che sarebbero poi divenute il corpo di “Poetica Coazione”, mi diede la spinta finale verso la pubblicazione. Devo molto al Prof. Mula, è stato lui a darmi fiducia e determinazione. Il libro che nacque da questo connubio (Poetica Coazione) fu accolto e recensito da Enrico Testa che si pronunciò positivamente sull’opera, da qui iniziò un rapporto di stima che ci lega ancora oggi. Voglio ricordare, inoltre, che sia Nuccio Mula che Enrico Testa sono stati presenti, a settembre del 2014, per la prima presentazione ufficiale a Canicattì di Nove Periodico, ciò a testimonianza del supporto culturale e affettivo che mi riservano.

A.M.: La copertina firmata da Gianfranco Gallo rappresenta un bambino che cerca di scavalcare una rete su un campo dai colori estivi. Un invito ad oltrepassare i limiti?
Federico Li Calzi: Questa è forse la domanda che meglio riassume il senso di Nove Periodico. La copertina è la summa e racchiude l’archetipo profondo e generale di questo libro: rappresenta, contemporaneamente, il bambino Luca, che è una delle chiavi di lettura, e il protagonista Mauro che, come Luca, ha vissuto l’infanzia in quella stessa terrà e in quella campagna, con la speranza di andare via, di fuggire per trovare il successo. Ma, inevitabilmente, spinto da più motivazioni, ritornerà per ritrovare il suo mondo, le sue cose i suoi affetti, ormai perduti, e capire che in fondo in questo mondo non bisogna poi girare tanto per essere felici e a volte basta accontentarsi e prendere la vita così come viene. L’immagine del bambino che vuole scavalcare rappresenta, allora, la voglia di scoprire ma anche quello di andare via, simboleggiato, proprio, da quella traversa di ferrovia che si vede nella copertina che fa da recinto. Questo bambino che è attento alle piccole cose della natura, che conosce le coltivazioni, gli innesti, le piante.

A.M.: Un uomo, Mauro, che decide di tornare in Sicilia, i ricordi dell’adolescenza si sovrappongo alla nuova realtà, agli anni che sono trascorsi. Com’è nato Mario nella tua mente? Qual è la percentuale di realtà presente nel romanzo?
Federico Li Calzi: Mauro e Ntonio come ho già detto, sono in realtà la stessa persona. A Mauro ho fatto realizzare, nella fantasia del romanzo, quelli che erano i miei sogni. C’è da chiedersi, allora, se egli che è andato via, ed ha ottenuto il successo, di fatto e rispetto all’amico, si sente realizzato, se è felice e se la felicità nella vita esiste e se ha trovato la sua serenità. I due personaggi confluiscono sulla stessa figura. Non è un caso che Mauro non viene mai descritto fisicamente, egli è quasi un’anima: la controparte che c’è in ognuno di noi, non ha corpo materialmente. È  una voce narrante, a differenza di Ntonio che viene costantemente descritto nella sua fisicità. Sono entrambi il retto e il verso della stessa medaglia. Mauro è una persona scevra da condizionamenti. Ma, come si vedrà nello svolgimento del romanzo, pagherà a caro prezzo questa sua libertà, restando in una dimensione sociale, umana, culturale e geografica ai margini e che non lo colloca in nessun livello.


A.M.: Scrivere un romanzo ambientandolo nella propria città, Canicattì. Il luogo natio diventa così principale nella tua produzione letteraria, quasi come un ricordo di poetica ottocentesca. Quanto è grande il tuo amore per la Sicilia?
Federico Li Calzi: È stato quasi scontato, per come io intento l’arte, ambientare la mia opera in Sicilia; non credo si possa scindere l’anima dell’artista dalla sua terra, dal posto dov’è nato e cresciuto e si è formato. Egli è parte integrante di quel contesto, di quel territorio, della terra, di quei luoghi, di quella società, di tutto ciò che si porterà dietro nella vita e di tutto quanto ha vissuto e imparato nella sua adolescenza. Si porterà dentro sempre quel mondo e quel modo di vedere le cose.  Quindi, scrivere un’opera e parlare della propria terra significa, anche, possedere la propria esperienza, fare i conti con il proprio passato, la propria vita, i propri limiti, le proprie ambizioni, cosa non sempre facile nel mondo d’oggi inquinato dai più prepotenti e arroganti mezzi di comunicazione e social network che annientano ogni possibilità di solitudine e quindi di riflessione.

A.M.: Com’è il tuo rapporto con la poesia oggi, dopo l’esperienza della prosa?
Federico Li Calzi: Credo di essere arrivato al Romanzo (e lo dico senza vezzo d’ambizione) quando ero già sicuro di una mia forma, di un mio stile. Certamente l’esercizio narrativo porterà nuova linfa anche alla poesia. Quindi come diceva Pavese “dopo un certo silenzio, ci si propone di scrivere non una poesia ma delle poesie”.

A.M.: Salutaci con una citazione…
Federico Li Calzi: In arte non si deve partire dalla complicazione. Alla complicazione bisogna arrivarci. Non partire dalla favola simbolica di Ulisse, per stupire; ma partire dall’umile uomo comune e a poco a poco dargli il senso di un Ulisse.” (dal Mestiere di Vivere di Cesare Pavese)
Un caro saluto a tutti i lettori.

A.M.: Un saluto a te caro Federico ed un augurio per questa nuova pubblicazione, che possa portarti le gioie della poesia.

Written by Alessia Mocci
Addetta Stampa (alessia.mocci@hotmail.it)

Info

Fonte

sabato 28 febbraio 2015

Tom Kirkpatrick feat Daniele Gorgone 4tet a Roma

Venerdì 20 marzo 2015 alle ore 21 a “Il Baffo della Gioconda” in via degli Aurunci, 40 a Roma Tom Kirkpatrick feat Daniele Gorgone 4tet. Il grande Tom Kirkpatrick suonerà con musicisti dalla straordinaria energia come Daniele Gorgone al piano, Matteo Anelli al contrabbasso, Carlo Battsti alla batteria. Saldamente ancorata al potente e brillante linguaggio hard-bop, come testimoniano le strepitose collaborazioni di Gorgone già al fianco di stars internazionali come Scott Hamilton, Jesse Davis e Peter King, leader di un trio a New York con cui ha inciso un disco e vincitore di vari premi internazionali tra cui Barga jazz nel 2006, la band si muove con primaria abilità nei territori moderni e mainstream del jazz americano. Coadiuvato dalla salda e potente sezione ritmica formata dall’illustre esponente del firmamento jazz italiano Carlo Battisti e dal giovane talento Matteo Anelli, il quartetto, che dopo il grande successo del tour italiano dello scorso anno, calcherà ancora i palchi dei jazz club e dei festival più prestigiosi d’Europa, offrirà una serata basata su un repertorio promiscuo tra standards e originali, il tutto intriso di profondità, energia e swing grazie all’apporto del maestro della tromba jazz americana Tom Kirkpatrick.

Renzi : “Imu, sui terreni agricoli”, Via libera al latifondismo?



Il Governo Renzi , valuta il settore dell’agricoltura nevralgico nel processo di imposizione fiscale. L’azione di comporto viene sancita col il Decreto Legge del 24 Gennaio 2015 n°4 ,uscito nella G.U n.19 del 24.01.2015. Un decreto che pone nuove regole su un settore già in grave stato di passività economica. Il gettito previsto da tale norma dovrebbe portare nelle casse dello stato e dei comuni interessati come indicato all’art.lo 2 , 219,8  milioni di euro per il 2015  e  91,6 milioni di euro a regime per il 2016. In pratica il Governo fa cassa proprio sui piccoli agricoltori e sui proprietari terreni ad uso personale di molti comuni montani. In  Italia sono circa 3500 già classificati come “Montani” secondo l’istituto di statistica. I  terreni dei comuni in oggetto ed interessati saranno comunque  circa 652 e verranno distinti per altitudine con tre sigle la prima “T” che significherà totalmente esente e caratterizzerà l’Imu Agricola di comuni ubicati a 600 mt di altezza , mentre “P” indica il comune parzialmente montano di ubicazione del terreno agricolo che rimane tra i 280 ed i 600 mt di altezza, la sigla Istat “NM” infine ,decreta il pagamento per tutti i  terreni agricoli che sono insediati in comuni con altitudine fino a 280 mt di altezza. Nella norma viene anche prevista una esenzione verso gli imprenditori agricoli professionali secondo quanto previsto dall’articolo 1 del decreto legislativo n. 99 del 2004. Una mossa certamente intelligente che però pone un punto fermo sulle politiche del Governo e sulla manifesta e chiara “Mission” fiscalista di un’Italia super tassata. Le conseguenze di tale decreto sono molto plausibili e pratiche, prima di tutto i piccoli proprietari di terreni agricoli non avranno più l’interesse a mantenerli , perché oramai non sono più convenienti nell’ambito della bilancio annuale tra spese e risorse ottenute. Si renderanno ,quindi, pronti e disponibili migliaia di appezzamenti di terreno a prezzi stracciati. Un panorama di tutta convenienza per i grandi latifondisti o per le grandi aziende agricole. Si decreta così la morte dei piccoli proprietari terrieri con uno sguardo sibillino al tanto sbandierato comunismo proletario che imponeva la terra per tutti. Fatti già accaduti con Zonin in Sicilia presso il Comune di Butera. In pratica si colpiscono molte fasce deboli della popolazione  e si inasprisce i maniera esponenziale il prelievo fiscale verso i territori comunali in cui ricadono tutti i terreni al di sotto dei 280 mt ed in fascia “NM”.  

                                                                                                              Di Maurizio Cirignotta

Di che colore è questo vestito? Un incredibile enigma visivo

Il "rompicapo" sta facendo impazzire milioni di utenti di tutto il mondo.





L'immagine è stata postata per la prima volta da swiked, sul suo Tumblr con questo messaggio: "Ragazzi per favore aiutatemi - questo vestito è bianco e oro oppure blu e nero?
Io e i miei amici non ci mettiamo d'accordo e stiamo impazzendo". 

 
Anche la scienza ha provato a dare la sua risposta: la percezione varia a seconda dell'età di chi guarda (il bulbo oculare si modifica negli anni) e della luce che lo illumina (per esempio in pieno giorno o una sorgente al neon).

Nel caso di una fotografia è importante sapere come è settato il sensore della macchina fotografica.

Il sito Wired.com ha messo al lavoro i suoi esperti cambiando il "bianco", cioè il bilanciamento del colore per capire quale fosse la reale illuminazione del manichino in vetrina nel tentativo di stabilire il colore 'assoluto'.

Ma anche in questo caso la risposta non è univoca e forse sta a metà strada tra le due opzioni.

E secondo voi, di che colore è il vestito?
Votate il sondaggio di Repubblica.it

venerdì 27 febbraio 2015

Pioggia di insulti razzisti ad italiana in Svizzera: "Italiana di m..., ti butto nel lago".

Stamattina a Lugano un agente Prosegur si è reso protagonista di uno spiacevole episodio.

È ciò che è accaduto stamattina a Lugano ad una donna italiana, domiciliata in zona da decenni, nei pressi del Padiglione Conza quando un agente Prosegur si è lasciato andare urlando a una serie di commenti razzisti, accompagnati da gesti ancor meno edificanti. "Italiana di m..., ti prendo a calci nel sedere, ti rispedisco nel tuo Paese gettandoti nel lago, italiana di m...".  Inoltre sbraitando le ha mostrato il sedere davanti ai passanti increduli.

Per quanto riguarda l'episodio, erano da poco passate le 8.30 quando una donna italiana, domiciliata in zona da decenni, è andata a prendere l'auto parcheggiata in zona blu. Avvicinandosi alla vettura ha notato il foglio bianco di una multa sul parabrezza e a pochi metri di distanza un agente Prosegur intento a redigere altre multe.

Raccolta la multa, la donna non l'ha contestata, ma ha rivolto un sorrisino sprezzante all'agente ed è salita nella propria auto. L'uomo non deve avere gradito il sorriso, visto che le si è avvicinato con fare minaccioso e le ha rivolto commenti poco gentili. Tra i due, lei in auto, lui sul marciapiede, è nato un piccolo diverbio. La donna, impaurita, si è barricata nella sua auto per proteggersi dall'agente.

Lì ha estratto il telefono ed ha chiamato la Polizia, chiedendo un intervento.Poco dopo in loco è giunta la pattuglia della Polizia comunale di Lugano, cui la donna ha spiegato l'accaduto. Sull'episodio è stata aperta un'inchiesta, osserva Giovanni D'Agata presidente e fondatore dello "Sportello dei Diritti". Non è mai bello vedersi appioppare una multa di posteggio quando si sgarra solo di pochi minuti. Se però oltre alla multa si ricevono insulti a sfondo razzista, allora la situazione diventa intollerabile.

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