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sabato 30 novembre 2019

La prossima caccia al regalo di Natale sarà una “Digital Christmas Experience”: oltre 6 italiani su 10 scelgono il dono online, gli esperti spiegano le ragioni e le conseguenze sul mercato di questo fenomeno

LA PROSSIMA CACCIA AL REGALO DI NATALE SARÀ UNA "DIGITAL CHRISTMAS EXPERIENCE": OLTRE 6 ITALIANI SU 10 SCELGONO IL DONO ONLINE

Rende più comoda la ricerca del dono perfetto, permette di risparmiare tempo e denaro e consente di confrontare modelli e ottenere feedback dagli utenti prima di procedere all'acquisto, in negozio o online. Ben il 63% degli italiani ha in previsione di usufruire della rete per scegliere i regali di Natale. Un trend dirompente in arrivo dagli Stati Uniti e che coinvolge sempre più esercenti, che investono per mettere a disposizione i propri servizi in modalità omnichannel, e consumatori, che possono sfruttare i buoni shopping sempre più diffusi nei piani welfare.

 

Basta con la ressa natalizia tra le corsie dei grandi magazzini, non c'è più tempo per girare tutti i negozi della città. Stop alle ore di ricerca del parcheggio e al bando il solito dono poco originale in offerta. Oggi la caccia al regalo perfetto non corrisponde più a un'affannosa full immersion last minute tra le vie del centro, ma parte, in tutta comodità e tranquillità, dallo sconfinato universo online. E-commerce (68%), motori di ricerca (64%), social network (46%), e-shop e cataloghi digitali (38%) sono le vetrine da cui oggi oltre 6 italiani su 10 (63%) vanno a indagare per individuare il regalo dei sogni, per sé e per i propri cari. Un trend che si sta affermando nel Bel Paese ma che arriva dagli Stati Uniti, dove secondo una recente indagine della National Retail Federation riportata da USA Today ben il 73% dei consumatori ha dichiarato di voler utilizzare il proprio smartphone, il tablet o altri device elettronici per effettuare ricerche e comparazioni legate ai regali di Natale. Una tendenza dirompente che, se da un lato trascina anche gli acquisti online (con un aumento stimato tra l'11% e il 14%, passando da 162,6 miliardi a 166,9 miliardi di dollari), dall'altro però non lascia indifferenti gli esercenti tradizionali che, secondo quanto riportato dalla testata americana specializzata Chain Store Age su dati dell'International Council of Shopping Centers, dovranno comunque accogliere il 90% dei consumatori che si recheranno fisicamente in negozio per l'acquisto. Una nuova "Christmas digital experience" sta quindi prendendo forma con l'integrazione sistematica dei vantaggi della scelta del regalo online, ovvero il risparmio di tempo, il confronto delle offerte e la consultazione delle recensioni, all'esperienza dell'acquisto fisico, che permette di interagire concretamente con il dono, ottenere nuove idee e inspirazioni tra le vetrine e la possibilità di vivere appieno l'atmosfera natalizia. In molti infatti valuteranno i regali online ma li prenderanno in negozio (58%), o viceversa li toccheranno con mano sugli scaffali per poi acquistarli online (52%), o infine li compreranno in rete per poi ritirarli in negozio (24%). È quanto emerge da uno studio promosso da Espresso Communication per Sodexo Benefit&Rewards Services, leader nei servizi per la qualità della vita, attraverso un monitoraggio online sui principali social network, blog, forum e community, con il coinvolgimento di un panel di docenti universitari e l'analisi degli ultimi trend riportati dalle testate internazionali. "Lo shopping natalizio del futuro sta già nascendo e si sta concretizzando con la perfetta integrazione dell'esperienza digitale e l'acquisto fisico in negozio grazie a imprese che stanno adattando l'offerta ai cambiamenti della domanda mediante l'elaborazione di processi e strumenti come Pass Shopping, buono acquisto defiscalizzato che permette una libertà ad ampio raggio negli acquisti dei regali – spiega Sergio Satriano, Managing Director di Sodexo Benefit&Rewards Services – Grazie alle nuove generazioni di consumatori stanno infatti cadendo le barriere tra online e offline, fatto che sta spingendo le aziende a investire sull'omnicanalità dei propri servizi. Tutto questo è reso possibile anche grazie alle sempre più avanzate tecnologie mobile, in grado di creare dinamiche del tutto nuove ed utili a soddisfare una clientela variegata e alla ricerca di personalizzazioni dell'esperienza d'acquisto".

 

Ma quali sono le ragioni del successo di questa ricerca sempre più digital del regalo di Natale che però non dimentica l'acquisto fisico tradizionale? Innanzitutto, la garanzia di risparmio di tempo dell'online, bene sempre più prezioso (66%), seguita dalla convenienza degli acquisti confrontati sui portali online con facilità (60%) e la possibilità di consultare recensioni indipendenti prima dell'acquisto (57%); non meno importanti per gli acquisti natalizi sono la possibilità di ricevere a casa l'acquisto (49%) e la possibilità di poter consultare e scegliere durante tutto l'arco della giornata, senza orari (42%). Dall'altra parte, sul fronte dell'esperienza fisica, rimane comunque molto importante per le persone l'interazione fisica con l'oggetto del regalo (55%), seguita dall'ispirazione e dalle nuove idee che regalano le sessioni di shopping in giro per la città (44%) e la voglia di vivere l'atmosfera natalizia tipica ad esempio di mercatini e centri commerciali (39%), oltre alla facilità di restituzione manuale dei resi (29%) e la possibilità di avere il parere del negoziante (24%). "Le decisioni non sono soltanto frutto di calcoli logici, ma l'esito di un complesso processo in cui i processi cognitivi automatici e l'emozione giocano un ruolo importante, anche a Natale – spiega il dott. Vincenzo Russo, Professore Associato di Psicologia dei Consumi e Neuromarketing e Coordinatore del Centro di Ricerca di Neuromarketing presso l'Università IULM di Milano – I canali d'acquisto influenzano notevolmente questo processo, dato che i consumatori riescono a contenere gli elementi emozionali o esperienziali negativi come perdita di tempo, imbarazzo e assillo dei venditori, a fronte di elementi in grado di essere molto più ingaggianti come per esempio la facilità di comparazione prezzi, l'accesso immediato alle informazioni, la possibilità di fruire di sconti o la semplicità di accesso a prodotti inviata a casa da sistemi di delivery sempre più puntuali e garantiti. La soluzione più interessante, infatti, sarà offerta da chi potrà fornire esperienze integrate, ciò che viene chiamato "phigital", ovvero nell'interazione tra digital e fisico: il punto vendita diventerà il luogo esperienziale dove lasciarsi avvolgere da profumi, sapori ed esperienze tattili, rinviando poi ad un secondo momento l'acquisto del prodotto con una forte valorizzazione delle potenzialità del digital, permettendo di rendere immediata e automatizzata la procedura di acquisto e delivery".

 

Pensiero condiviso dal dott. Ercole Vagnozzi, professore di Business Intelligence e Customer Relationship Management presso l'Università di Bologna: "A mio avviso non si può più parlare di vendita di prodotti ma solo di vendita di servizi in cui il prodotto è parte del servizio che lo ingloba. Tale concetto allargato consiste nell'assistere il cliente dal pre-consumo al post-consumo tramite web, social e punti fisici, riducendo al massimo le asimmetrie informative e facendo sentire il consumatore un "prosumer". Oggi riusciamo a parlare ancora di "canali di vendita" di "prodotti" perché non si riesce a tracciare contemporaneamente il consumatore nella vita reale e virtuale, ma quando questo sarà possibile i modelli economici cambieranno. Naturalmente questi cambiamenti dovranno essere supportati anche a livello tecnologico attraverso blockchain, semantiche condivise e SOA, ovvero la service oriented architecture". Quello dell'integrazione del processo d'acquisto digitale e fisico è un processo che spinge le aziende ad investire nei propri canali online per soddisfare al meglio le necessità di consumatori sempre più "digitalizzati", nell'ottica di offrire servizi in modalità omnichannel, garantendo esperienze d'acquisto allo stesso tempo emozionali, personalizzate e comode per l'utente finale, che con questi presupposti spende in media fino al 21% in più secondo Inc.com: come riportato da BizTech sulla base del report "The State Of Retailing Online 2019" infatti il 67% degli esercenti ha recentemente implementato tra i servizi il BORIS, acronimo di "Buy Online, Return in Store" che rappresenta la possibilità di acquistare online ed eventualmente restituire il reso in negozio, mentre il 44% ha inserito il BOPIS, ovvero "Buy Online, Pick up in Store", che implica la possibilità di acquistare online e di ritirare il pacco direttamente con un salto in negozio. Tutto questo è nato proprio per permettere ai clienti di personalizzare al massimo la propria esperienza d'acquisto integrando online e offline.

 

Un trend confermato anche dagli esperti. "L'omnicanalità non è un'opzione è la soluzione – Conclude il dott. Russo – Non a caso il Retail sta diventando un nuovo media omnicanale, uno strumento di comunicazione come gli altri in cui però vi è la dimensione esperienziale che risulta ancora quella più forte. In questo panorama ogni elemento del punto vendita offline dev'essere in grado di dialogare con il consumatore come accade nella condizione online. I negozi devono diventare parte di un sistema di broadcasting capace di operare in frazioni di secondo per creare engagement. Un'integrazione digitale che apporta numerosi vantaggi ai consumatori, come la possibilità di provare esperienze sensoriali offline coinvolgenti, ludiche e polisensoriali per agire poi online, valorizzando gli elementi differenzianti del processo di compravendita online, ovvero la facilità di accesso, la scontistica, la comparabilità di prodotti e prezzi, la consegna a casa". Ma quali sono i canali digitali che gli italiani consultano più frequentemente per farsi un'idea su cosa regalare a Natale? Al primo posto svettano gli e-commerce (68%), che permettono di consultare un'offerta molto vasta e variegata legata all'area di ricerca e consentono di tarare la caccia al regalo in base ad esempio al budget e alla marca, seguiti dai classici motori di ricerca (64%), che permettono una rapida ricerca dell'oggetto del desiderio, dai social network (46%), dove blogger e influencer contribuiscono a dettare le mode, e, infine, gli e-shop e i cataloghi digitali dei grandi marchi (38%), ai quali spesso si giunge anche attraverso gli stessi canali social.



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Ad Interno 4 la presentazione del libro "La stanza dei pensieri"


Domenica 1 dicembre Giulia Porena con la collaborazione di Interno 4 di Chiara Pavoni presenta il suo libro La stanza dei Pensieri (PandiLettere, 2019). Le emozioni, per natura impalpabili, vengono rese concrete, vestendo panni umani capaci di dialogare con la protagonista e con chi legge. Emerge la conflittualità dell’animo umano, uno scorrere irreprimibile di pensieri attraverso lo specchio di una stanza.

Cybersecurity: arriva MobiWall, l'app di Mobisec che protegge la privacy e la sicurezza dello Smartphone. Dal 2 dicembre gratis su IoS Store

Sarà disponibile dal 2 dicembre gratuitamente su IoS Store (e dal 2020 su Android) MobiWall, app ideata da Mobisec, azienda trevigiana che dal 2015 lavora per portare le metodologie classiche di cyber security in ambito mobile, adattandole alla specificità delle architetture e dell'ingegneria delle mobile applications.
Un'app per tutelare la sicurezza dei propri dati sensibili e per mettersi al riparo dai più comuni errori degli utenti nell'utilizzo del proprio smartphone

DIFENDERE IL CELLULARE DAGLI ATTACCHI ESTERNI E DALLA PROPRIA DISATTENZIONE 

ARRIVA MOBIWALL, L'APP CHE TI PROTEGGE

Ideata da Mobisec, azienda italiana che dal 2015 si occupa esclusivamente di mobile security, con un nuovo approccio basato sulla semplicità di utilizzo, l'app è progettata partendo dagli errori più comuni che gli utenti commettono durante la navigazione, disseminando dati e informazioni sensibili.
 
Treviso, 30 novembre 2019 – Che lo smartphone sia diventato a tutti gli effetti per un numero impressionante di persone (5,1 miliardi nel mondo, 48 milioni in Italia, 104 milioni di SIM) uno strumento irrinunciabile nella quotidianità è un dato di fatto. 

Ma è altrettanto vero che soltanto in tempi relativamente recenti gli utenti, anche quelli meno smaliziati, hanno cominciato ad intuire che la quantità enorme di dati personali quotidianamente immessi nei nostri dispositivi mobili – volontariamente o a nostra insaputa – si configura come una reale minaccia alla nostra privacy

Lo scandalo Cambridge Analytica, con i dati di 50 milioni di utenti di Facebook utilizzati a fini dell'ultima campagna elettorale statunitense, è stato senza dubbio un punto di non ritorno. Ma che possibilità ha l'utente, anche il meno esperto, di tutelare la sicurezza del proprio smartphone? Una soluzione arriva da MobiWall, app gratuita disponibile su IoS Store a partire dal 2 dicembre 2019, e su Android da inizio 2020.

Ad idearla Mobisec, azienda trevigiana che dal 2015 lavora per portare le metodologie classiche di cyber security in ambito mobile, adattandole alla specificità delle architetture e dell'ingegneria delle mobile applications. L'azienda, che è partner sul tema della sicurezza di grandi gruppi bancari e assicurativi, porta ora l'expertise maturata nel segmento btob al pubblico degli utenti consumer, con un'app progettata partendo proprio dall'analisi dei più comuni errori che tutti compiono durante la navigazione.

MobiWall consentirà in maniera efficace, semplice e intuitiva – caratteristiche, queste ultime, che la distinguono dalle altre soluzioni disponibili sul mercato – di proteggere i dati personali degli utenti, normalmente raccolti ed inviati a player del settore ad insaputa dell'utente stesso, tutelando quindi la privacy, le abitudini e i dati qualitativi che profilano il consumatore e i suoi behaviour.
 
"La maggior parte dei dati che vengono rubati o trasmessi senza consapevolezza del proprietario del Device sono trasferite tramite network a una serie di indirizzi noti o riconducibili a società private che fanno del data gathering la loro fortuna, alle spalle degli utenti" spiega Alberto Zannol, fondatore di Mobisec. - L'applicazione MobiWall permetterà di bloccare (sia in ingresso che soprattutto in uscita) le connessioni verso determinate web url e relative società, impedendo quindi che queste si approprino di dati (sensibili o meno) per loro scopi commerciali o strategici. Sarà dunque possibile agire sulle singole url, o bloccare intere app (Facebook, Instagram, Wechat, etc.), anche temporaneamente nel momento in cui non si stiano utilizzando, per evitare invio di dati non voluti".
 
Ma quali sono i casi d'uso più comuni dell'applicazione? A seguire alcuni esempi tra i più comuni:
- Non è infrequente che l'oggetto di conversazioni, chat e scambi sul cellulare si materializzi immediatamente nella comparsa di banner pubblicitari sulle bacheche dei nostri social e di Google Ads. Attraverso i filtri selettivi (preimpostati e creabili dall'utente), MobiWall evita che i dati confidenziali dell'Utente vengano trasmessi a sua insaputa e usati poi per scopi commerciali e di profilazione.
- Una batteria che si scarica frequentemente o scarsa velocità nella navigazione possono essere sintomo di un attacco alla sicurezza del mobile: MobiWall difende l'utente da pubblicità indesiderate e malware che intaccano il risparmio energetico, la fluidità della navigazione e la protezione delle risorse del sistema.
- Quante volte di ritorno da un viaggio intercontinentale ci accorgiamo di aver esaurito il credito o riceviamo fatture salate perché abbiamo dimenticato di disattivare il roaming sul nostro Smartphone o di abilitare delle opzioni per il traffico dati estero? MobiWall controlla il traffico dati, anche extra UE, per evitare brutte sorprese sul conto telefonico.
- Sempre a proposito di servizi che erodono il traffico telefonico, MobiWall blocca i contenuti dei siti maliziosi che attivano servizi e abbonamenti non voluti, a scopo di frode: l'app riesce a bloccare siti poco onesti che attraverso le loro pubblicità attivano dei servizi e degli abbonamenti indesiderati a solo scopo di frode.
- Le ricerche on line o le funzionalità delle app sono spesso rallentate dalla frequente e invasiva comparsa di pubblicità e gli adv sia nei siti web sia nelle applicazioni: MobiWall consente all'utente di bloccarli. Basta SCAM, basta SPAM.
 
 
Company Profile
Mobisec è un'azienda 100% italiana nata nell'aprile 2015. Inizia il suo percorso nella mobile security nel 2013, su iniziativa di 2 dei suoi fondatori che lavorano per portare le metodologie classiche di cyber security (OWASP, OSSTM, CVSS notation) in ambito mobile. Mobisec analizza la sicurezza delle applicazioni mobile di business, proteggendo i dati del cliente finale ed il business del proprietario dell'applicazione. L'approccio è basato sulla capacità di scovare le falle di sicurezza non solo nel codice dell'applicazione, ma anche nella sua interazione con eventuali altre applicazioni, col sistema operativo e con le sorgenti esterne dei dati. Dal 2015 è partner di grandi aziende nel settore bancario, assicurativo, pubblica amministrazione centrale, online gaming, betting, trasporti, mobilità, automotive.



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A Taurasi, l'albero di Natale più alto d'Italia

A Taurasi, l'albero di Natale più alto d'Italia

Un'occasione per donare un sorriso ai bambini meno fortunati

Sono iniziati i preparativi per la prima edizione del "Christmas Wine Fest" nel borgo medioevale di Taurasi (AV), il festival che tutti i weekend dal 6 al 22 Dicembre, unirà la magia del Natale alle eccellenze enogastronomiche del posto. Tante le suggestioni in programma per questa manifestazione, dalle sfilate in abiti d'epoca ai combattimenti tra cavalieri feudali, dall'ufficio postale di Santa Claus alle performance dei migliori artisti locali e nazionali.

In occasione dell'evento, è di poche ore fa la notizia dell'arrivo a Taurasi anche dell'albero di Natale "vero" più alto d'Italia. Il bellissimo abete greco sarà allestito all'ingresso del centro storico e non sarà un albero qualsiasi; oltre alla sua straordinaria altezza, più di 15 metri, l'eccezionalità di questo abete è costituita da ciò che vorrà rappresentare: l'opportunità per qualsiasi visitatore di poter lasciare un dono ai bambini che non potranno riceverne, in collaborazione con la Croce Rossa Italiana.

L'albero gigante sarà installato dallo storico vivaio SAL.FI. - Flowers & Plants che da anni si mostra sensibile ad azioni come questa. Una manifestazione, il 'Christmas Wine Fest' che ha coinvolto alcuni tra i principali protagonisti del mezzogiorno, come ad esempio Marco Ferrigno, artista presepiale di San Gregorio Armeno ed icona del Natale in tutto il mondo, che per l'occasione farà brillare la strada principale del borgo di Taurasi con un istallazione luminosa da togliere il fiato; ed ancora ospiti nazionali del calibro del Maestro Beppe Vessicchio, che sarà presente nell'Area Talks a cura del MAVV - Wine Art Museum, per parlare di come la musica influisca positivamente sulla crescita delle piante.

Insomma un festival da non perdere, organizzato dall'associazione Travelers in partnership con Visit Italy, la guida online dell'Italia, e patrocinato dal Comune di Taurasi.



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Confindustria Moda annuncia 48.000 assunzioni


CONFINDUSTRIA MODA:

48.000 POSTI DI LAVORO NEI PROSSIMI ANNI

 

Durante il 2° Mastertech della Moda a Job&Orienta 2019, Confindustria Moda conferma il continuo bisogno di nuovi addetti, specialmente per le professioni tecniche, e di nuovi profili manageriali 

 

Verona, 29 novembre 2019Confindustria Moda, la federazione che riunisce le imprese e le associazioni del settore tessile moda e dell'accessorio, ha tenuto oggi a Verona il convegno "2° Mastertech della Moda, dalla formazione al lavoro" nell'ambito della manifestazione Job&Orienta 2019. Nel corso dell'evento, Confindustria Moda ha annunciato che si stima che nei prossimi anni il settore avrà bisogno di effettuare 48.000 nuove assunzioni entro il 2023, sia per rimpiazzare i pensionamenti previsti sia per la crescita che il comparto ha registrato. Di queste assunzioni, ben il 35% saranno per diplomati (in gran parte degli istituti tecnici e professionali) e oltre il 7% laureati. Nel dettaglio per il settore Tessile-Abbigliamento e Pellicceria verranno cercate 22.000 persone, per Pelletteria-Concia-Calzature 23.100, per Occhialeria 1.900 e per Oreficeria/Gioielleria 1.000.

 

Si è trattato di un incontro nazionale che ha richiamato a Verona, nell'auditorium della Fiera, oltre 500 giovani delle scuole tecniche e professionale e degli ITS della moda di tutte le regioni italiane che hanno potuto incontrare simbolicamente il loro futuro professionale, cioè le imprese della moda, rappresentate per l'occasione da una folta delegazione di imprenditori e dai massimi dirigenti delle associazioni di categoria che fanno parte di Confindustria Moda.

 

Il Presidente di Confindustria Moda Claudio Marenzi ha ricordato l'importanza per l'intero Paese del settore moda, che nel suo complesso vale oltre 95 miliardi di fatturato (in massima parte esportato) con 67.000 aziende e oltre 580.000 addetti. C'è quindi necessità di una forte azione di orientamento verso i ragazzi e le loro famiglie alla quale sono chiamati opportunamente a collaborare le imprese, le scuole e le istituzioni.

 

Per questo, anche con questo secondo "Mastertech della Moda", si è confermata l'alleanza tra tutte le associazioni di impresa riunite in Confindustria Moda (tessile e abbigliamento, calzature, pelletteria, occhialeria, oreficeria, pelliccerie e concia) e le scuole, riunite nella Rete nazionale TAM, per gli istituti tecnici e professionali, e nella Rete ITS Moda, per gli istituti tecnici superiori. Il tutto con la collaborazione del MIUR, presente al convegno con il dirigente del dipartimento competente dott. Fabrizio Proietti, e delle Regioni, rappresentate per l'occasione dall'assessore del Veneto Elena Donazzan.

 

I ragazzi, accompagnati dai loro docenti e dai dirigenti dei loro istituti, hanno assistito a 3 interessanti sfilate di moda, preparate con cura e messe in scena dagli allievi stessi, con il coordinamento dell'I.T. Ruzza di Padova, dall'istituto D'Este Caracciolo di Napoli e dall'istituto Cattaneo Deledda di Modena. Dalla visione dei prodotti finali di tutti i comparti della moda, riuniti nelle sfilate (anche modelli e modelle sono stati scelti tra i ragazzi delle scuole di moda), i partecipanti al convegno sono stati condotti alla scoperta delle professioni tecniche, tipiche delle varie filiere produttive, che sole rendono possibile e riconosciuta in tutto il mondo l'altissima qualità tecnica e creativa della moda italiana.

 

Sul palco sono poi stati protagonisti del pomeriggio gli stessi giovani studenti ed ex studenti, ora giovani lavoratori, delle scuole di moda che, raccontando le proprie esperienze di vita, di studio e di lavoro, sono diventati i veri testimonial delle grandi opportunità professionali che questo settore offre a tutti i livelli, da quelli operativi, a quelli tecnici, a quelli manageriali.

 

Tra gli interventi anche quelli di Costanza Patti, direttore generale di Fondirigenti, concentrato sulle figure professionali manageriali richieste nel settore TAM, e di Maria Raffaella Caprioglio, Presidente di Umana: entrambe le organizzazioni operano al crocevia tra scuole ed imprese e sono fortemente interessate alla formazione dei giovani dedicata all'industria della moda.

 

L'incontro è stato concluso dall'intervento di Elena Donazzan, assessore Istruzione Formazione e Lavoro della Regione Veneto, che ha confermato la vicinanza e il grande interesse delle istituzioni per l'industria della moda e per le grandi opportunità che questo settore industriale offre ai giovani.

 

Nel dettaglio, le figure ricercate saranno:

Tessile-Abbigliamento e Pellicceria: 22.000 posti complessivi

Tessile-Abbigliamento:

  • Ingegnere e tecnico di processo
  • Specialista gestionale e informatico
  • Specialista di prodotto, esperto in chimica, fibre e tessuti
  • Responsabile marketing e commerciali
  • Retail managers
  • Brand manager
  • Tecnico di tessitura
  • Tecnico di confezione
  • Tecnico della nobilitazione e della stampa tessile
  • Modellista
  • Prototipista

Pellicceria:

  • Assortitore di pelli
  • Tagliatore e inchiodatore di pelli
  • Macchinista
  • Modellista
  • Assemblatore/Montatore
  • Pulitore specializzato
  • esperto di marketing
  • Addetto al controllo qualità
  • Addetto alle spedizioni
  • Addetto alla gestione del magazzino

 

Pelletteria, Concia e Calzature: 23.100 posti complessivi

Pelletteria:

  • Progettista CAD
  • Tecnico prototipista
  • Tagliatore
  • Macchinista
  • Montatore a banco

Concia:

  • Addetto alle macchine e alla conduzione di impianti (rasatori, spaccatori, bottalisti)
  • Tecnico della conduzione de controllo degli impianti
  • Colorista
  • Tecnico con competenze specialistiche trasversali in chimica, fisica e biologia
  • Sceglitore/addetto al controllo qualità
  • Tecnico di laboratorio
  • Analista e progettista di Big Data & Analytics
  • Tecnico del controllo ambientale

Calzature:

  • Coordinatore di collezione
  • Coordinatore dell'industrializzazione del prodotto
  • Tecnico modellista
  • Tecnico di strutture
  • Addetto al taglio
  • Addetto alla giunteria
  • Addetto al montaggio
  • Addetto al finissaggio
  • Tecnico controllo qualità
  • Tecnico lavorazioni esterne

 

Occhialeria: 1.900

  • Attrezzista di macchine CNC
  • Congegnatore meccanico
  • Progettista CAD-CAM
  • Tecnico prototipista
  • Addetto commerciale estero e relazioni internazionali
  • Addetto al digital marketing

 

Oreficeria/Gioielleria: 1.000

  • Orafo da banco
  • Incassatore al microscopio
  • Tecnico addetto alla progettazione 3D
  • Tecnico addetto alla saldatura laser
  • Assemblatore
  • Lustraressa

 

I 6 profili manageriali più richiesti

  • Responsabile Commerciale e Marketing
  • Responsabile IT
  • Responsabile di Produzione
  • Responsabile Risorse Umane
  • Responsabile Stile Prodotto
  • Store Manager


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venerdì 29 novembre 2019

Cuccioli e bambini, come farli andare d'accordo. I consigli di MyPetClinic

Pet e bimbi: 6 consigli su come far andare d’accordo i “cuccioli” di casa


Chi l’ha detto che gli animali domestici e i bambini non sono un binomio perfetto? 

Come spesso si sente dire, il modo migliore per sconfiggere le proprie paure è quello di affrontarle. 

Ed è questo forse il suggerimento più importante che MyPetClinic rivolge a tutti quei genitori che si apprestano a introdurre, con le giuste accortezze e modalità, un animale nel proprio nucleo familiare.

Prima di giungere a qualsiasi decisione, bisogna prendere in considerazione alcuni fattori fondamentali, come: l’età del bambino, lo stile di vita del nucleo familiare, la razza e la provenienza dell’animale. 

In questa fase è essenziale soffermarsi su ogni particolare, cercando di non tralasciare nessun aspetto, che in un secondo tempo potrebbe rivelarsi determinante.

Se dobbiamo fare una stima dei lati positivi e negativi, sono sicuramente di più i primi perché il risvolto emotivo e il rapporto reciproco che nasce tra i “cuccioli di casa” è un valore aggiunto e un tesoro prezioso per tutta la vita.

Ecco sei consigli pratici della Dott.ssa Monica Peano, comportamentalista di MyPetClinic, su come impostare l’arrivo di un cucciolo tra le mura domestiche:
  1. L’arrivo di un animale è senza dubbio un impegno importante in termini di tempo, dedizione e che può comportare un cambiamento sostanziale nella gestione dei ritmi familiari. Consiglio: imparate a gestire tutti insieme le giornate e la suddivisione dei compiti in casa e fuori.
  2. Tutto sta nello stabile una relazione di rispetto reciproco, cosa che deve partire direttamente dagli adulti, che devono sentirsi investiti di un ruolo essenziale. Consiglio: genitori, date l’esempio e responsabilizzare i vostri figli, partendo sempre dal presupposto che i bambini, anche se piccoli, sono in grado di capire e comprendere le vostre indicazioni.
  3. Partite dai primi ed essenziali insegnamenti, saranno quelli che il cucciolo e il bambino ricorderanno sempre, grazie alla memoria esperienziale. Consiglio: una buona regola da tenere sempre a mente è quella di insegnare ad accarezzare l’animale nel modo più appropriato.
  4. E' fondamentale predisporre degli spazi adatti, che permettano una convivenza serena tra tutti i componenti. Consiglio: così come ognuno ha il suo letto personale, anche il cane deve avere la sua cuccia e il suo spazio dedicato.
  5. Non usare il cibo per far relazionare il bambino con l’animale. Consiglio: prediligere giochi che non implichino e non coinvolgano l’uso delle mani.
  6. Presto arriverà anche il momento di raccogliere ciò che si è seminato e di vedere il vostro bimbo felice vicino al suo nuovo amico a quattro zampe. Consiglio: condividete le gioie di avere nella vostra vita un nuovo fedele amico che non vi abbandonerà mai e passate più tempo possibile tutti insieme, saranno i momenti che ricorderete sempre col sorriso sulle labbra. 
Ispirandosi a questi temi, MyPetClinic ha dato vita a un progetto educational: delle puppy class dedicate ai padroni con cuccioli tra i 2 e i 7 mesi di vita.

Il primo appuntamento è previsto per la mattinata del 15 dicembre presso la clinica di Milano in Via Ranzoni 10, sarà gratuito e aperto al pubblico, previa compilazione e iscrizione a questo link:
https://mypetclinic.typeform.com/to/fIkGHY

La puppy class del 15 dicembre sarà tenuta dalla comportamentalista Dott.ssa Monica Peano, che si soffermerà maggiormente sugli aspetti comportamentali ed educativi di un nuovo arrivo in famiglia.

Per informazioni scrivere a greta.dimartino@mysocialpetstore.it 

Crescere bambini rispettosi e meno paurosi è possibile, ma è importante impostare il rapporto esseri umani-animali entro i primi anni d’età

Energica Motor Company: premio UK-Italy Businessboost Awards 2019

Energica Motor Company: premio UK-Italy Businessboost Awards 2019

Modena, Novembre 29th 2019 - Energica Motor Company S.p.A., ha ricevuto il prestigioso riconoscimento UK-Italy Businessboost Awards 2019 per l'importante ruolo svolto nell'ambito della mobilità sostenibile.

British Consulate General in Milan e il Department for International Trade (DIT) ha insignito Livia Cevolini, CEO Energica Motor Company, del premio per l'innovazione, la tecnologia e l'expertise apportata nel settore dei veicoli a propulsione elettrica.

"E' per noi un grande onore ricevere questo importante riconoscimento nazionale ed internazionale", afferma Livia Cevolini, CEO Energica Motor Company S.p.A., "Energica è una giovane azienda nata nel 2014 dal Gruppo CRP di Modena. 
La nostra famiglia di imprenditori ha saputo guardare al futuro già nel 2009, anno in cui ci siamo approcciati al mercato EV."

"Siamo felici di ricevere dalle istituzioni questo premio che dedichiamo al lavoro svolto dal nostro team, alla nostra passione, e all'importante investimento che ci ha portato a realizzare i nostri obiettivi".

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Energica Motor Company S.p.A.
Energica Motor Company S.p.A. è la prima casa costruttrice al mondo di moto elettriche ad elevate prestazioni e il costruttore unico della FIM Enel MotoE™ World Cup
Le moto Energica sono attualmente in vendita presso la rete ufficiale di concessionari ed importatori


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IR TOP CONSULTING: "GREEN FINANCE AWARD" ASSEGNATO AD ANNA LAMBIASE DAL GOVERNO BRITANNICO


IR TOP CONSULTING: "GREEN FINANCE AWARD" ASSEGNATO AD ANNA LAMBIASE DAL GOVERNO BRITANNICO

 

IL PREMIO CONSEGNATO DELLA 13MA EDIZIONE DI UK-ITALY BUSINESS BOOST AWARDS, SANCISCE IL GRANDE IMPEGNO DI IR TOP CONSULTING NELLA FINANZA GREEN E NELL'INTERNAZIONALIZZAZIONE DELLE IMPRESE ITALIANE NEL REGNO UNITO

 

Milano, 29 novembre 2019

 

IR Top Consulting, boutique finanziaria leader in Italia nell'Advisory per gli Equity Capital Markets, si è aggiudicata il Green Finance Award in occasione della 13ma edizione degli UK-Italy Business Boost Awards. L'evento organizzato dal Department for International Trade in Italia assegna un riconoscimento ufficiale del Governo Britannico alle aziende Italiane che investono nel Regno Unito e aziende britanniche che investono ed esportano in Italia. Il premio è stato consegnato nel corso di una cena di gala tenutasi presso Palazzo Mezzanotte, sede di Borsa Italiana.

Anna Lambiase, fondatore e CEO di IR Top Consulting, ha commentato: "Sono estremamente orgogliosa di aver ricevuto questo importante riconoscimento, a conferma dell'impegno profuso nell'ambito della finanza green, che oggi rappresenta uno dei settori più importanti della nostra economia, composto allo stesso tempo da numerose aziende quotate sul mercato AIM e in fase di prossima IPO. Ringrazio il Consolato Britannico a Milano per la proficua collaborazione che ha consentito in questi anni di promuovere una reciproca conoscenza delle opportunità di investimento nei due Paesi da parte di aziende italiane e britanniche".

La motivazione del premio assegnato all'amministratore delegato di IR Top Consulting, Anna Lambiase è la seguente: 

 

"Nel 2001 fonda IR Top CONSULTING, Partner Equity Markets di Borsa Italiana, specializzata nell'advisory per la quotazione in Borsa. Fondatrice e AD di VedoGreen, primo osservatorio in Italia specializzato nella finanza per le società della green economy e della SPAC GreenItaly1, veicolo di investimento per la Green Finance quotato su AIM Italia. E per la pluriennale collaborazione con il Department for International Trade presso il Consolato Generale britannico di Milano nell'ambito dell'internazionalizzazione delle imprese".   

 

IR Top Consulting, Partner Equity Markets di Borsa Italiana – LSE Group, è la boutique finanziaria specializzata nell'advisory su Equity Capital Markets per la quotazione in Borsa e l'apertura del capitale a Investitori Istituzionali (Investor Relations). Fondata a Milano nel 2001, ha sviluppato relazioni strategiche con la comunità finanziaria nazionale e internazionale, maturando un solido track record sulle small & mid cap quotate su MTA-STAR e una posizione di leadership sul mercato AIM Italia, dedicato alle PMI di eccellenza. Opera attraverso le divisioni Advisory, Equity Research, IR e Financial Media Relations con un team di professionisti con ampia esperienza sul mercato dei capitali. IR Top e la controllata VedoGreen sono stati promotori e investitori della SPAC GreenItaly1, quotata su AIM Italia.



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Share The Road: continua l’impegno di Ford per una condivisione degli spazi stradali all’insegna dell’empatia


Share The Road: continua l'impegno di Ford per una condivisione degli spazi stradali all'insegna dell'empatia

 

 

 

  • L'Ovale Blu ha scelto di farsi promotore del cambiamento delle abitudini degli utenti della strada, attraverso la campagna Share The Road, nata come declinazione del programma di corsi di guida responsabile Ford Driving Skills for Life, pensata per contribuire al miglioramento della sicurezza e cercare di dirimere l'eterna rivalità per gli spazi stradali, sfruttando l'importante arma dell'empatia

 

Londra, Regno Unito, 28 novembre 2019 – Ford ha coinvolto il personale addetto alle attività di consegna dell'azienda Hermes, nell'experience immersiva di realtà virtuale WheelSwap, nata per sensibilizzare gli utenti della strada a riflettere su una condivisione virtuosa degli spazi stradali, continuando, così, l'impegno dell'Ovale Blu nella campagna Share The Road.

 

WheelSwap, consente uno scambio di punti di vista tra automobilisti e ciclisti. I primi ritrovandosi, seppur virtualmente, nei panni di un ciclista possono comprendere quanto siano rischiosi alcuni dei loro comportamenti: sorpassi troppo ravvicinati, mancato uso delle frecce di direzione prima delle svolte o l'apertura delle portiere senza controllare


l'eventuale arrivo di biciclette. L'altra versione consente, viceversa, ai ciclisti di provare l'esperienza su strada dal punto di vista degli automobilisti, comprendendo a loro volta la pericolosità di alcuni dei loro comportamenti più frequenti: passaggi con il semaforo rosso, l'imbocco di strade a senso unico nella direzione opposta o mutamenti improvvisi di direzione.

 

La scelta del coinvolgimento di Hermes nasce dalla riflessione sul crescente aumento degli acquisti online che ha portato, di conseguenza, alla diffusione, sulle strade europee, di utenti dedicati alle attività di consegna, tra cui biciclette e veicoli commerciali, sempre più essenziali per recapitare le merci ai clienti.

 

Secondo il rapporto Economics of Commercial Van Usage Across Europe del Center for Economics and Business Research, il numero di veicoli commerciali in Italia, Francia, Germania, Paesi Bassi, Spagna, Turchia e Regno Unito è aumentato di oltre il 10% tra il 2013 e il 2018, da 23.250.000 a 25.690.000.

 

Alla sperimentazione, tenutasi presso uno degli hub a Londra dell'azienda, che consegna più di 390 milioni di pacchi all'anno e impiega migliaia di autisti, hanno partecipato oltre 35 driver.

 

L'esercizio ha fornito un'utile opportunità di vedere la strada da una prospettiva diversa. Infatti, l'88% dei partecipanti, ha espresso l'intenzione di cambiare le proprie abitudini stradali grazie alla consapevolezza maturata durante l'experience.

 

"Siamo stati lieti di collaborare con Ford utilizzando l'experience di realtà virtuale WheelSwap, che ha offerto ai nostri driver una visione reale della prospettiva degli altri utenti della strada. Il feedback di tutti i nostri autisti è stato molto positivo", ha commentato Martin Allwood, Network Contractor Manager, Hermes. "In Hermes, ci impegniamo a garantire che il nostro personale riceva la migliore formazione possibile come supporto alla sua continua evoluzione".

 

L'Ovale Blu ha scelto di farsi promotore del cambiamento delle abitudini degli utenti della strada, attraverso la campagna Share The Road, nata come declinazione del programma di corsi di guida responsabile Ford Driving Skills for Life, pensata per contribuire al miglioramento della sicurezza e cercare di dirimere l'eterna rivalità per gli spazi stradali, sfruttando l'importante arma dell'empatia.

 

"È importante per Ford che tutti gli utenti della strada siano in grado di raggiungere la propria destinazione in sicurezza", ha commentato Tom Thompson, Project Lead, Ford Mobility. "Supportiamo pienamente una maggiore diversità nelle soluzioni di consegna dell'ultimo miglio e stiamo lavorando attivamente per stimolare la diffusione delle consegne in bicicletta nelle aree urbane. Lavorare con aziende come Hermes ci aiuta a mantenere le strade il più possibile sicure per tutti".



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Il codice a barre compie 45 anni!

Il codice a barre compie 45 anni!

Dal primo beep nel 1974 ai 6 miliardi di scansioni quotidiane di oggi: il lungo viaggio del codice a barre GS1, che ha rivoluzionato l'economia e le ha dato un linguaggio unico e comune, rendendo visibili i prodotti lungo la supply chain. Adottato da oltre 1 milione di imprese, il barcodeè più attuale e vivo che mai e celebra in gran forma i suoi primi 45 anni. Con tante novità.

 

Milano, 28 novembre 2019 – 60 milioni di italiani (e miliardi di persone nel mondo) lo usano. 365 giorni l'anno. E h24. Eppure, pochi se ne accorgono, benché sia stato inserito dalla BBC tra le 50 cose che hanno fatto l'economia moderna. È il codice a barre GS1, che da 45 anniconsente alle aziende di identificare e accompagnare i loro prodotti in tutto il mondo, permettendone la tracciabilità, condividendone le informazioni e riducendo così errori e problemi lungo tutta la filiera.

Dalle merendine ai libri, dai cosmetici agli smartphone: nella nostra vita quotidiana il codice a barre è una presenza costante e silenziosa. Tranne quando viene "letto" alle casse del supermercato ed emette il suo caratteristico beep: il che accade ben 6 miliardi di volte al giorno in tutto il pianeta.

Il codice a barre è nato "global": supera tutte le barriere geografiche e culturali, perché viene riconosciuto sempre e ovunque. Oggi il codice a barre è la "lingua del business" più diffusa al mondo: è parlata da oltre un milione di imprese che, grazie a questo piccolo simbolo, dialogano senza bisogno di un "traduttore".

Ne ha fatta, dunque, di strada da quando delle linee disegnate sulla sabbia in riva al mare diedero a Bernard Silver e a Norman Joseph Woodlandl'intuizione per realizzare un codice per marcare i prodotti, che permettesse il riconoscimento automatico alle casse e velocizzasse code e pagamenti nei supermercati. Era il 1948 e l'intuizione dei due era forse ancora troppo avveniristica per i tempi. Ma con l'invenzione del laser, lo sviluppo della distribuzione moderna e la ripartenza dell'economia mondiale, i tempi maturano. Nel 1973, dopo quattro anni di lavoro e di test, l'associazione statunitense delle principali aziende del settore alimentare adotta il codice a barre GS1 (allora UPC).

Nel 1974 il codice a barre passa per la prima volta dalla cassa di un negozio, con la vendita di una confezione di chewing-gum Wrigley's gusto juicyfruit avvenuta in un supermercato Marsh nella città di Troy, in Ohio. Da lì in poi non si ferma più e viene adottato da sempre più aziende.

A sviluppare e mantenere il codice a barre GS1 e gli altri standard internazionali è GS1, l'organizzazione mondiale neutrale e no profit presente in 114 paesi. In Italia è rappresentata da GS1 Italy, l'unico ente autorizzato a rilasciare il codica barre GS1 in Italia, a cui aderiscono 35 mila imprese di produzione e di distribuzione di beni di consumo.

Oggi, a 45 anni dalla sua nascita, sembra impossibile immaginare un mondo senza il codice a barre GS1, che ha dato un linguaggio comune al mondo delle imprese, rivoluzionando il modo di gestire le transazioni commerciali e tutti i passaggi operativi e logistici della filiera.

È per questo suo ruolo che il codice a barre compare tra "Le 50 cose che hanno fatto l'economia moderna" (la trasmissione della BBC da cui è tratto l'omonimo libro pubblicato in Italia da Egea): come una delle 50 invenzioni più rivoluzionarie di tutti i tempi accanto a molti degli oggetti moderni inseriti in questa classifica, dall'iPhone alle lamette, dalla libreria Billy alle pile, dai videogiochi al latte artificiale. 

Questo segno grafico, composto da 13 barre verticali (a ciascuna delle quali corrisponde una cifra), è considerato a tutti gli effetti una delle invenzioni più significative, diffuse e popolari della storia dell'economia moderna: ha saputo rivoluzionare prima il commercio, poi altri settori, anche online. Ed è tuttora protagonista della supply chain.

 

I numeri (più curiosi) del codice a barre

• 13 sono le cifre che compongono il modello più diffuso di codice a barre GS1.
• 40-200 scansioni al secondo: è la velocità di lettura degli scanner laser che leggono il codice a barre.
• 1 su 1 milione è la probabilità massima di errori durante la lettura scanner del codice a barre.
• Oltre 150 sono i paesi in cui è usato il codice a barre GS1.
• 35 mila sono le aziende che aderiscono a GS1 Italy e hanno adottato il codice a barre nel nostro paese.
• 114 sono le organizzazioni no profit GS1 nel mondo che insieme promuovono l'utilizzo degli standard GS1.

 

 


 

GS1 Italy è l'associazione che riunisce 35 mila imprese di beni di consumo. Ha l'obiettivo di facilitare il dialogo e la collaborazione tra aziende, associazioni, istituzioni per creare valore, efficienza, innovazione, per dare più slancio alle imprese e più vantaggi al consumatore. Offre soluzioni concrete come i sistemi standard GS1, per favorire la visibilità e l'efficienza della catena del valore. Il più conosciuto è il codice a barre, usato in Italia e in oltre 150 paesi al mondo, permette lo scambio di informazioni tra Industria e Distribuzione con chiarezza, semplicità e senza errori. Propone inoltre tecniche, strumenti, strategie operative: sono i processi condivisi ECR.



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