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venerdì 16 agosto 2019

I dati sanitari fanno gola ai cyber criminali: come garantire sicurezza e privacy? Se ne parla a Economia sotto l'Ombrellone

Lunedì 19 agosto, terzo appuntamento di Economia sotto l'Ombrellone, si parlerà di salute e cybersecurity durante l'incontro dal titolo "Dati sensibili in sanità e sicurezza informatica".

I dati sanitari fanno gola ai cyber criminali: come garantire sicurezza e privacy?

Lunedì 19 agosto a Lignano Sabbiadoro (UD) se ne parla a Economia sotto l'Ombrellone

"Dati sensibili in sanità e sicurezza e informatica": il terzo incontro della rassegna estiva sull'attualità è dedicato al complesso rapporto tra salute e digitale.

Inizio alle 18.30, ingresso libero

 

La salute si tutela anche facendo attenzione alla sicurezza informatica. È un concetto con cui strutture sanitarie, istituzioni e cittadini devono, sempre di più, fare i conti: perché l'uso della tecnologia in ambito medico genera non solo un enorme potenziale di miglioramento per le cure, ma anche grandi rischi per la sicurezza dei dati. Tanto che la sanità è uno dei settori più bersagliati dai pirati della Rete (secondo l'ultimo rapporto Clusit il 10% degli attacchi nel 2018 si è concentrato in questo ambito). Lunedì 19 agosto, al Beach Aurora di Lignano Sabbiadoro (UD) - località Lignano Pineta, nell'ambito di Economia sotto l'Ombrellone si parlerà proprio di "Dati sensibili in sanità e sicurezza informatica": esperti provenienti sia dal mondo IT, sia da quello della sanità, racconteranno un aspetto che di cui i pazienti sono spesso poco consapevoli, ma che in realtà rappresenta un'importante garanzia a tutela della loro salute.

 

All'incontro di lunedì 19 agosto, moderato dal giornalista e responsabile editoriale Nordest di Eo Ipso Carlo Tomaso Parmegiani, interverranno Manuel Cacitti, amministratore delegato di Karmasec Srl, società di consulenza specializzata nella sicurezza in ambito IT; Michele Bava, data protection officer dell'Irccs Burlo Garofolo di Trieste; Riccardo Furlanetto, socio e responsabile commerciale di Zulu Medical Srl.

 

L'incontro si svolge al Beach Aurora - località Lignano Pineta, Lignano Sabbiadoro con inizio alle 18.30. Al termine è previsto un aperitivo per incontrare i relatori in modo informale. La partecipazione è libera.

 

La nona edizione di Economia sotto l'Ombrellone è organizzata da Eo Ipso - comunicazione ed eventi ed ha il patrocinio del Comune di Lignano Sabbiadoro e Turismo FVG. Main sponsor: Greenway Group; sponsor: Ombrellificio Ramberti, IS Copy Trieste, Dvs, Glp, Confindustria Udine, Zulu Medical, RealComm e Karmasec; sponsor tecnici: Fondazione Villa Russiz, Lignano Pineta, Porto Turistico Marina Uno e Hotel Ristorante President.

 

Prossimo incontro:

                                  

Lunedì 26 agosto ore 18.30

"Il lavoro c'è. Come trovarlo?"

Daniele Arman - Responsabile risorse umane Bofrost Italia Spa

Denis Magro - Amministratore unico di Run4job Srl

Giorgio Ardito - Presidente Lignano Pineta Spa

 

Modera: Carlo Tomaso Parmegiani, giornalista e responsabile editoriale Nordest di Eo Ipso

L'ingresso è libero e gratuito.

 

Al termine di ogni incontro aperitivo offerto dalla Fondazione Villa Russiz



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giovedì 15 agosto 2019

Le Notti di BCsicilia. Isola delle Femmine: “Le antiche tradizione del Ferragosto”.

BCsicilia

Per la salvaguardia e la valorizzazione
dei beni culturali e ambientali


Nell'ambito della manifestazione Le Notti di BCsicilia. Isola delle Femmine: "Le antiche tradizione del Ferragosto"

Nell'ambito della manifestazione "Le Notti di BCsicilia" si terrà Venerdì 17 Agosto 2019 alle 21,30 in una delle strade più antiche di Isola delle Femmine, via Cutino, l'iniziativa "Le antiche tradizione del Ferragosto". La manifestazione è promossa da BCsicilia, per la salvaguardia e la valorizzazione dei beni culturali e ambientali, sede di Isola delle Femmine, in collaborazione con "Il giornale di Isola", il Comune di Isola e con il patrocinio dell'Assessorato Regionale dei Beni Culturali e dell'Identità Siciliana.
Grazie all'impegno del Presidente di BCsicilia di Isola, Agata Sandrone, torna in vita un'antica tradizione, protrattasi fino agli anni '60, secondo la quale il giorno del ferragosto ad Isola delle Femmine avveniva uno scambio di doni tra fidanzati: l'uomo regalava alla sua amata un gallo vivo adornato con un grande fiocco e la ragazza  ricambiava con una grossa anguria. In questo modo  nel giorno di festa si  dava alle famiglie l'opportunità di stare insieme per trascorrere in allegria la giornata festiva. Nel dopoguerra qualche giorno prima del Ferragosto giungeva in paese con  il suo carretto colmo di grandi gabbie il venditore di galletti. Tutti accorrevano e facevano la ressa per aggiudicarsi l'animale con le fattezze e il portamento più maschio, con la cresta assolutamente dritta e rigida.
Nell'appuntamento in Via Cutino verranno esposte  delle angurie scolpite mentre la presenza dei galletti sarà soltanto simbolica affidata al panificio Geraci che preparerà due composizioni di pane a forma di galletti e dei biscotti. Al termine è prevista una degustazione di anguria offerta da Marco Erta. 

Per informazioni:  Tel. 320.9089061 



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Food: intervista ad Andrea Vicario, giovane chef pugliese del primo ristorante vegetariano alle Eolie

DALLA PUGLIA ALL'AUSTRALIA PER PASSIONE, FINO ALLA SICILIA ANDREA VICARIO E' LO CHEF DEL PRIMO RISTORANTE VEGETARIANO DELL'EOLIE

"A Vulcano, insieme allo chef Giuseppe Biuso e il direttore del Therasia Resort Umberto Trani, abbiamo dato vita al primo ristorante vegetariano delle Eolie: un'unicità dell'arcipelago, dove assaporare i prodotti della terra contemplando il tramonto"

Pugliese di origine, siciliano d'adozione ma cittadino del mondo. Andrea Vicario, 26 anni, è lo chef del ristorante vegetariano "Tenerumi", novità del Therasia Resort&Spa di Vulcano, nelle isole Eolie. Un periodo di esperienza nella sua regione, dopo gli anni dell'alberghiero, gli ha permesso di capire quale fosse la sua vera vocazione: la cucina così è così divenuta la sua vera passione, iniziata quasi per gioco e divenuto nel giro di poco tempo un mestiere del quale andar fieri: "Sono nato a Lucera, nel Foggiano, ma all'età di 18 anni, nonostante il legame che ho con la mia terra, ho deciso di allontanarmi, viaggiare e aprire la mente alle cucine di tutto il mondo – racconta Andrea in un caldo pomeriggio di agosto, nel giardino del ristorante "Grusoni", uno dei quattro ristoranti del Therasia – Mi è dunque venuta voglia di affinare anche la conoscenza della lingua inglese e mi sono trasferito in Inghilterra dove ho lavorato con lo chef Marcus Wareing e successivamente in Australia, dove ho collaborato con Heston Blumenthal". 

Ma la lontananza dall'Italia si è fatta sentire molto presto. "Dopo diversi anni all'estero, ho capito che avevo bisogno di tornare a casa e di mettere a frutto ciò che avevo imparato. Ho quindi avuto la fortuna di conoscere per caso lo chef Giuseppe Biuso che mi ha raccontato del suo progetto: quello di aprire a Vulcano, nelle Eolie, un ristorante vegetariano. Un'unicità che fa delle Eolie un posto ancora più bello e straordinario per le sue grandi potenzialità".

Il ristorante è aperto da poco più di 2 mesi ma è già una delle attrazioni del Resort: aperto solo a cena, su prenotazione, ha 10 coperti, numeri che fanno di Tenerumi un ristorante esclusivo, riservato agli amanti dei prodotti della terra e che vogliono vivere un'esperienza differente. La degustazione - proposta in diverse tipologie, da 90, 70 e 50 euro - permette di toccare con mano i prodotti della terra, che vengono coltivati a Vulcano e nell'orto della struttura alberghiera che oltre al mare offre anche tanta vegetazione. "Quello che abbiamo voluto realizzare e offrire è un'esperienza a 360 gradi, con una degustazione nel giardino di Tenerumi, seduti per terra su enormi cuscini, osservando il tramonto" spiega Vicario. "Tenerumi" offre una vasta scelta di piatti vegetariani: la "Tartar", con datterino, pomodoro secco basilico e cetriolo, l'"Orto", con verdure bio con pesto di pistacchio, vinaigrette al miele e crumble al carbone vegetale, la "Patata al testo", con formaggio alle vinacce, scarola, gherigli di noci e anice tutone.

Lo chef consiglia di prenotare all'ora del tramonto, per poter godere non solo di gusti unici ma anche di un panorama mozzafiato. Tra i piatti imperdibili: "Lo spaghettone trafilato con crema alla rapa rossa, ovvero una fonduta al ragusano e tapioca condita al lime. Consiglio di mescolare bene gli ingredienti prima di assaggiare il piatto per consentire un buon bilanciamento. C'è anche l'uovo panella e crocchè, il tortello alla norma e l'insalata siciliana".


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Vivere a Milano, Roma e Rimini

Sassolini. 


Ho vissuto e lavorato diversi anni a Milano. 

Città che mi è piaciuta per la sua estrema comodità dei servizi pubblici (sì, lo so, Milano è un quartiere di Roma, però ne avessimo di quartieri organizzati così nella Capitale...). 

A Milano ho subito tre furti. 
Quando hanno preso i delinquenti erano italiani. 

A Milano non ho conosciuto un solo milanese che avesse pure tutti i nonni milanesi. 

A Milano ho conosciuto più pugliesi che lombardi. 

A Milano mentre ci godevano l’happy hour delle 19 i miei colleghi di Roma si facevano ancora il mazzo, senza sapere se e quando sarebbero tornati a casa per cenare. 

A Milano tanto più hai origini meridionali tanto più ti atteggi a fare il nordico scandinavo... “piuttosto che”. 

A Milano ti senti a Catania se prima hai vissuto e lavorato nella Rimini “calda e accogliente” verso i turisti, ma gelida e rancorosa se vi prendi residenza. 

A Milano sono leghisti per caso. 
A Rimini per convinzione. 

A Milano la cosa più bella è la stazione del treno. 
Per tornare a Roma.

A Rimini, manco quella.

Andrea Pietrarota 

mercoledì 14 agosto 2019

A Nettuno la rassegna cinematografica ‘Tutto in una notte’

Sarà l'attrice Chiara Pavoni ad accogliere e guidare il pubblico in un viaggio nel genere ‘horror’ durante la rassegna cinematografica ‘Tutto in una notte’ inserita nel programma estivo ‘Nettuno Summer 2019’.

martedì 13 agosto 2019

PONTE DI FERRAGOSTO ROSSO E PICCANTE A FICO EATALY WORLD, CON LA FESTA DEL PEPERONCINO E QUELLA DEL POMODORO

PONTE DI FERRAGOSTO ROSSO E PICCANTE A FICO EATALY WORLD CON LA FESTA DEL PEPERONCINO E QUELLA DEL POMODORO

 

Sarà un ponte di Ferragosto rosso, saporito e piccante, quello di FICO Eataly World. Nel parco del cibo più grande del mondo il 15 agosto è in programma la Festa del Peperoncino: un'intera giornata di show, mostra-mercato, incontri e degustazioni, dedicata a apprezzare e conoscere i segreti di questa pianta benefica, originaria del Sud America, che regala sapore a tanti piatti di tutte le regioni italiane con le sue varietà locali. L'evento speciale, gratuito, è organizzato con Mr. Pic, l'azienda toscana che da 8 anni propone a Viareggio la kermesse "Peperoncino Day".

Nella giornata di festa, FICO sarà aperto come di consueto dalle 10 e chiuderà alle 23. La Festa del peperoncino comincerà alle 11 nell'Orto, con l'inaugurazione di un'area interamente dedicata al peperoncino; nel Teatro Arena, alle 12, i mangiatori di peperoncino si sfideranno in una gara all'ultimo, piccantissimo morso, ed alle 15 si terrà il talk show "Il peperoncino sulla bocca di tutti". Per tutto il giorno, nei pressi dell'Arena, si terrà il "Giro del mondo del peperoncino", una esposizione ricchissima a cura di Mr. Pic; da Flora Toscana si potranno acquistare tante diverse piante di peperoncino, e OrtoBra proporrà la vendita dei frutti freschi; nelle aree Tipicheria Calabrese e Comuni in Festa si potranno acquistare e degustare prodotti a base di peperoncino.

Per rinfrescarsi e riposare le papille, la serata di Ferragosto proseguirà con l'Aperifico, l'aperitivo all'aperto nel frutteto: a partire dalle 19, con un ticket aperitivo di 15 euro si degustano un tagliere del miglior cibo italiano accompagnato da un bicchiere di birra o vino.

Nel fine settimana del 17 e 18 sarà poi "di scena" a FICO un altro ortaggio divenuto ormai il principe della cucina italiana e che ad agosto è maturo e pronto a trasformarsi in conserva: il pomodoro. La Festa del pomodoro concluderà il Giro d'Italia del pomodoro, che per tutta la settimana dal 12 agosto consente di assaggiare tante varietà e ricette di tutte le regioni d'Italia nei punti di ristoro del Parco. 

Sabato 17 e domenica 18 agosto, alle 12, alle 15 e alle 17, tra lo spazio Solo Pomodoro Mutti e l'Orto Fico, gli Ambasciatori Mutti offriranno il percorso didattico gratuito "Estate, La strada si riempì di pomodori", per scoprire origini, varietà e curiosità di questa pianta. Sabato, alle 11,30 ed alle 18,30, al Pastificio Di Martino, si potrà partecipare al corso-showcooking con degustazione "La passata di pomodoro fresco: il condimento perfetto per la Pasta di Gragnano" (5 euro comprensivo di piatto di pasta e acqua). La serata si conclude con il "Cinema in vigna" al fresco della vigna di FICO: il film in programma dalle 21,30, con ingresso gratuito, è "Avatar", capolavoro di fantascienza del regista James Cameron, e durante la proiezione è possibile consumare la cena o uno spuntino gourmet.

Anche per tutta la settimana di Ferragosto proseguono infine a FICO la mostra "70 anni di Topolino - Dietro le quinte dei fumetti Disney", e il Festival delle lanterne, che espone le celebri creazioni artistiche cinesi, alte fino a 20 metri: uno spettacolo inedito e affascinante, adatto a tutta la famiglia

Bologna, 13 agosto 2019



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SPORT E DISABILITÀ: SELEZIONATI I PROGETTI VINCITORI DEL TERZO BANDO ‘OGNI SPORT OLTRE’ DI FONDAZIONE VODAFONE

SPORT E DISABILITÀ: SELEZIONATI I PROGETTI VINCITORI DEL TERZO BANDO 'OGNI SPORT OLTRE' DI FONDAZIONE VODAFONE

Oltre 1.2 milioni di euro di finanziamento a 14 progetti per avvicinare le persone con disabilità allo sport

 

Si è chiusa la terza edizione del bando di OSO che, con un finanziamento di oltre 1.2 milioni di euro, ha selezionato 14 progetti sulle oltre 300 associazioni partecipanti.

 

Sin dalla sua nascita nel 2017, OSO sostiene le associazioni sportive nella realizzazione di progetti finalizzati alla diffusione della pratica sportiva tra persone con disabilità fisiche, sensoriali e intellettivo relazionali. In particolare, i progetti di questa edizione, oltre a essere in linea con i valori e gli obiettivi di OSO, hanno dimostrato di poter generare un cambiamento culturale nel territorio dove operano avendo un ampio impatto sociale sulla comunità, coinvolgendo famiglie, allenatori, volontari, tifosi, e scuole. L'obiettivo di Fondazione Vodafone è fornire aiuto alle persone con disabilità, per reagire e riconquistare la propria dignità raggiungendo obiettivi concreti e rendendo la diversità un punto di forza e non un ostacolo.

 

Come per l'edizione precedente, anche quest'anno FONDAZIONE CON IL SUD ha sostenuto Vodafone scegliendo di cofinanziare alcuni progetti particolarmente meritevoli che intervengono nelle regioni del Sud.

 

A soli due anni dalla nascita, il portale OSO ha raccolto oltre 8.200 iscrizioni e mappato 2.600 associazioni sul territorio italiano diventando un vero e proprio punto di riferimento per lo sport paralimpico in Italia. Con un investimento complessivo di 7 milioni di euro la Fondazione Vodafone ha sostenuto e realizzato oltre 70 progetti, sia attraverso 4 bandi nazionali e sia in crowdfunding. Secondo l'indagine di TIRESIA - Politecnico di Milano, sono oltre 370.000 le persone direttamente e indirettamente impattate dalle iniziative proposte in questi anni da Fondazione Vodafone.

OSO LA COMMUNITY DIGITALE PER CHI VUOLE PRATICARE SPORT OLTRE LE BARRIERE DELLA DISABILITÀ

 

OSO – Ogni Sport Oltre è la piattaforma digitale – promossa da Fondazione Vodafone – pensata per avvicinare allo sport le persone con disabilità. Lanciata nel giugno del 2017, OSO è una grande community aperta a tutti che mette in contatto persone con disabilità, istruttori e professionisti sportivi e dove si possono trovare tutte le informazioni utili per praticare sport, conoscere i centri sportivi rivolti ai disabili più vicini e scoprire le storie emozionanti di chi attraverso lo sport è riuscito davvero a superare ogni barriera. 

 

La piattaforma è suddivisa in sezioni con una parte informativa di news, approfondimenti e storie, una sezione di geolocalizzazione delle strutture accessibili filtrate per sport e tipologia di disabilità cui si rivolgono, una community in cui condividere le proprie storie, leggere le testimonianze e cercare professionisti e tecnici che possano supportare la propria preparazione, una sezione dedicata ai progetti delle associazioni che lavorano sul territorio.

La piattaforma OSO – Ogni Sport Oltre è aperta a tutte le associazioni che vogliono far conoscere il proprio progetto, e accedere ad una raccolta fondi da parte degli utenti della community. Il crowdfunding è supportato da Eppela.

 

OSO offre anche un servizio gratuito per chi vuole avere informazioni sugli sport paralimpici ed entrare in contatto con le associazioni sul territorio. Un orientatore sportivo IRON MIND – OSO risponderà al numero verde 800.722.003.




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lunedì 12 agosto 2019

N26 supera la soglia dei 3,5 milioni di clienti

N26 supera la soglia dei 3,5 milioni di clienti

Berlino, 13 giugno 2019 - N26 ora serve 3,5 milioni di clienti in 24 mercati europei che eseguono 16 milioni di transazioni al mese, pari a circa 400 transazioni al minuto, con un volume di oltre 2 miliardi di euro al mese. Questo traguardo conferma che le preferenze dei clienti stanno cambiando e che il settore del retail banking sta subendo una trasformazione sostanziale. La continua crescita è un chiaro segnale che indica quanto N26 soddisfi le esigenze dei clienti alla ricerca di un'esperienza bancaria semplice, trasparente e senza commissioni nascoste.

La mobile bank, parallelamente alla significativa crescita della sua base di clienti, ha investito ulteriormente sull'ampliamento dell'organico, arrivando a contare oltre 1300 dipendenti di 60 nazionalità e una presenza a livello globale. La società ha sede a Berlino, ma ha anche due hub Tech a Barcellona e Vienna e uffici a New York e San Paolo.

I clienti possono aprire un conto dal proprio smartphone, inviare denaro ai propri amici in tempo reale, accedere alle soluzioni di pagamento mobile più all'avanguardia e pagare in tutto il mondo senza commissioni. Circa la metà dei nuovi clienti sceglie N26 su consiglio di familiari e amici già clienti. "Abbiamo una percentuale di raccomandazione molto alta sull'apertura di nuovi conti, che arriva circa al 50%. Questo dato dimostra che i clienti amano il nostro prodotto e apprezzano il nostro approccio nuovo e diverso alle attività bancarie", afferma Valentin Stalf, co-founder e CEO di N26.

Basandosi sul successo dei suoi registrato in Europa, N26 entrerà nel mercato statunitense nelle prossime settimane. "Il lancio negli Stati Uniti segna il prossimo passo logico per diventare una banca globale, dal momento che molte più persone in tutto il mondo sono alla ricerca di un'esperienza bancaria semplice e immediata. Già oggi siamo una delle società FinTech più valutate in Europa e continueremo a lavorare per affermarci come player bancario globale made in Europe", afferma il co-founder di N26 Maximilian Tayenthal.


About N26

N26 sta costruendo la prima mobile bank globale che il mondo ama utilizzare. Valentin Stalf e Maximilian Tayenthal hanno fondato N26 nel 2013 e hanno lanciato il primo prodotto della società all'inizio del 2015. Attualmente, N26 ha più di 3,5 milioni di clienti in 24 mercati in Europa, che hanno generato un volume di transazioni superiore a 2 miliardi di euro su base mensile. L'organico della società è composto da più di 1300 dipendenti dislocati in 5 sedi: Berlino, New York, Barcellona, Vienna e San Paolo. Con una licenza bancaria europea completa, una tecnologia all'avanguardia e nessuna rete di filiali, N26 ha ridisegnato il settore dei servizi bancari per il 21° secolo ed è disponibile per Android, iOS e desktop. N26 ha raccolto più di 500 milioni di USD dai più importanti investitori del mondo, tra cui Insight Venture Partners, GIC, Tencent, Allianz X, Peter Thiel's Valar Ventures, Li Ka-Shing's Horizons Ventures, Earlybird Venture Capital, Greyhound Capital, Battery Ventures, oltre ai membri del management board di Zalando e Redalpine Ventures. Attualmente, N26 opera in: Austria, Belgio, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Islanda, Italia, Lettonia, Liechtenstein, Lituania, Lussemburgo, Norvegia, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Regno Unito, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia e UK. N26 punta a entrare nel mercato USA, dove opererà attraverso la sua società controllata al 100% N26 Inc., con sede a New York, nel 2019. 



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Estate, 6 italiani su 10 si dedicano alla riscoperta del piacere della colazione

ESTATE, 6 ITALIANI SU 10 SI DEDICHERANNO ALLA RISCOPERTA DEL PIACERE DELLA COLAZIONE

I numerosi impegni quotidiani sottraggono molto tempo agli italiani che, dovendo ottimizzare le proprie giornate, sono costretti durante l'anno a sacrificare l'importante momento della colazione. 

Ecco perché il 61% delle persone durante l'estate decide di riscoprire l'importanza del primo pasto, a livello sia fisico che psicologico.

Una vita frenetica caratterizzata da ritmi estenuanti, tra impegni lavorativi improrogabili e routine quotidiana, l'obbligo di rimanere costantemente reperibili ed iperconnessi. 

Oltre il 70% degli italiani riconosce in questi elementi le cause di una vita insoddisfacente, andando ad identificare l'estate come un'occasione per recuperare il tempo perduto (53%), potersi quindi dedicare ad attività accantonate a causa  della quotidianità. 

La riscoperta del piacere di concedersi una lunga colazione è, per oltre 6 italiani su 10 (61%), una di queste.

A rivelarlo è lo studio di Isola Bio Lab, l'osservatorio che analizza i trend legati al mondo della colazione, con metodologia WOA (Web Opinion Analysis), attraverso un monitoraggio di oltre 100 fonti fra testate, magazine, blog internazionali ed un pool di 30 esperti tra dietologi e nutrizionisti per analizzare il fenomeno della colazione in correlazione al periodo estivo e di vacanze.

Cosa si vorrebbe fare in estate? Oltre 7 italiani su 10 (73%) desiderano trascorrere maggior tempo con gli amici

Alcuni (64%) sognano di viaggiare e visitare luoghi lontani, mentre oltre la metà (53%) vuole destinare più tempo alle attività a cui durante l'anno non riesce a dedicare la giusta attenzione

In quale momento della giornata si svolgeranno maggiormente tali attività? 

La mattina (36%) è la fase dove si concentreranno le maggiori attenzioni, seguita dalla notte (27%) e la sera (24%). 

Quali sono le principali attività mattutine? 

Una colazione ricca e a cui dedicare più tempo risulta essere la priorità per oltre 6 italiani su 10 (61%),  mentre i più pigri vogliono dedicare la prima parte della giornata al riposo (48%). 

I più atletici, invece, opteranno per una corsetta mattutina (43%) utile per smaltire le tossine accumulate il giorno prima.

Consumata in totale tranquillità durante i giorni di riposo, una buona colazione può migliorare di molto la qualità della vita, anche più di quanto si pensi

E' un momento che si può dedicare a sé stessi o in condivisione con la propria famiglia ed amici, da poter sfruttare durante il tempo libero estivo

Il 77% degli italiani ne apprezza la possibilità di potersi fare del bene e curare così il proprio benessere, mentre il 53% ne loda l'aspetto conviviale, come momento intimo da condividere con i propri cari. 

La prima colazione è un momento importante per gli italiani, da riscoprire a partire dal periodo estivo: si sta insieme, si guarda alla giornata che sta iniziando, si chiacchiera e ovviamente si mangia

Dall'indagine condotta da Doxa per AIDEPI, l'Associazione delle industrie del dolce e della pasta, emerge l'esistenza di un vero e proprio "fattore famiglia" che influenza, positivamente, l'approccio al primo pasto della giornata. La colazione diviene, in tal modo, simbolo di "identità familiare".

Il benessere legato alla colazione è dovuto anche al momento della giornata durante il quale la si consuma, molto apprezzato dagli italiani in vacanza: la mattina rappresenta infatti il momento di massima felicità (32%), quando si pregusta una giornata che si prospetta all'insegna della spensieratezza e da trascorrere in totale libertà. 

"La colazione può predisporre l'individuo ad affrontare un giorno positivamente ed all'insegna della felicità" afferma Tim Sharp, psicologo e professore presso la UTS School of Management e Chief Happiness Officer di The Happiness Institute, organizzazione australiana che punta ad accrescere la felicità nei singoli, nelle famiglie e nelle aziende. 

Sono molti gli uomini e le donne di successo che consigliato questa pratica salutare, da Blake Lively a Richard Branson, padre del colosso fondatore Virgin, da esperti internazionali a testi specializzati: sono tanti gli esempi che testimoniano che il fare una sana e corretta colazione sia una delle tante strade che portano ad essere felici.

Dedicare il giusto tempo alla prima colazione è una buona abitudine da dover riacquistare non solo in estate, ma durante tutto l'anno. 

Numerosi studi hanno dimostrato che i bambini e i ragazzi che consumano quotidianamente un primo pasto completo e bilanciato - composto quindi da prodotti a base di cereali, bevande vegetali o derivati e da frutta - sono più attenti a scuola e hanno migliori prestazioni intellettuali e sportive.

Un'analisi di 54 studi, inoltre, ha dimostrato che la colazione aiuta a migliorare la memoria:  secondo il parere di Mary Beth Spitznagel, ricercatrice del dipartimento di Scienze Neuropsicologiche della Kent University, ci sono prove concrete che essa sia collegata ad un aumento delle funzioni cerebrali, inclusi concentrazione e linguaggio

Tra le preferenze nelle tavole degli italiani a colazione al primo posto troviamo il caffè (60%) seguito da cereali (52%), succhi e bevande vegetali (47%), biscotti (41%) e fette biscottate (28%).




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sabato 10 agosto 2019

6 millennial su 10 soffrono di "vacation shaming": dagli esperti i consigli per superare l'ansia da richiesta di ferie al capo

ATTUALITÀ, 6 MILLENNIAL SU 10 SOFFRONO DI "VACATION SHAMING": DAGLI ESPERTI I CONSIGLI PER SUPERARE L'ANSIA DA RICHIESTA DI FERIE AL CAPO


Gestire il senso di urgenza con un piano di azione pre-partenza, comunicare in anticipo con colleghi e superiori, scambiarsi feedback sinceri. Ecco alcuni dei consigli che la master coach Marina Osnaghi ha stilato per combattere la "vacation shaming", ovvero l'ansia che nasce dalla richiesta di ferie: un trend in costante peggioramento se si pensa che secondo gli studi colpisce il 63% dei Millennial e addirittura il 76% della Generazione Z.

 

L'estate è sinonimo di meritato riposo e distacco dal lavoro, un periodo utile a rafforzare i legami affettivi e dedicarsi a se stessi, ripristinando lo stato di salute fisico e psicologico. Ma lo stress non va mai in vacanza ed è soprattutto l'ansia da piano ferie a scatenare il panico. Secondo una recente ricerca americana pubblicata su AdWeek, infatti, è in costante aumento tra i giovani la "vacation shaming", ovvero la paura di richiedere ferie per evitare possibili contrasti con colleghi e manager: il 63% dei Millennial ha infatti dichiarato di provare costantemente questo sentimento di ansia, rinunciando a giorni e ore di ferie, mentre ancora peggio va per la Generazione Z (76%). Un trend negativo che sta dilagando anche in Italia e che colpisce soprattutto le donne (64%) rispetto agli uomini (36%): le principali cause di stress sono legate alla scelta del giusto momento per comunicare la richiesta di ferie al capo (34%), alla paura di possibili ripercussioni lavorative (27%) e alle frustrazioni con i colleghi (21%). A tutto ciò si aggiungono una serie di ulteriori preoccupazioni legate all'organizzazione last minute del viaggio a causa dei ritardi nell'approvazione del piano ferie (34%), da problemi economici legati al budget (26%) e dal pensiero di dover tornare in ufficio alla solita routine (29%). A peggiorare la situazione ci pensa anche la stagione, dato che secondo una ricerca dell'American Physiological Society pubblicata su Science Daily, modifica i ritmi biologici dell'organismo causando un aumento del cortisolo, l'ormone dello stress. È quanto emerge da un'indagine svolta da Espresso Communication con metodologia WOA (Web Opinion Analysis) su circa 1500 persone tra i 18 e i 55 anni, attraverso un monitoraggio online sui principali social network, blog, forum e community per individuare le cause dello stress pre-vacanziero.   

 

"La nostra cultura in continua presa diretta non ci aiuta minimamente a staccare dalla routine lavorativa ed è per questo che i cicli che compongono le attività quotidiane conditi da pensieri legati agli insuccessi lavorativi o ai fallimenti aziendali, diventano addirittura un incubo con la richiesta delle ferie – spiega Marina Osnaghi, prima Master Certified Coach in Italia, che ha affiancato grandi imprenditori e professionisti nel raggiungimento dei propri obbiettivi – La pausa estiva rappresenta una forma di manutenzione obbligatoria da attuare per continuare ad apportare risultati efficaci per l'azienda, nel team e in famiglia. Pensando in termini di semplificazione, l'obiettivo è quello di sospendere le attività e limitarsi al minimo indispensabile durante le vacanze. Per questo motivo il mio consiglio è quello di trasformare il senso di colpa dell'assenza in una consapevolezza di necessità e salute, ricordarsi che le ferie sono un diritto e comunicare in largo anticipo con i propri colleghi e superiori, evitando di dare adito a inutili dissapori e fonti di stress".

 

Pensiero condiviso anche dal dott. David Ballard, capo del dipartimento medico dell'American Psychological Association's Center for Organizational Excellence, che ha dichiarato a CNN Business: "La soluzione principale per riprendersi dallo stress consiste nel godersi del meritato riposo durante le vacanze estive, ma la riluttanza di molti lavoratori nella richiesta di ferie a causa del mancato supporto di colleghi e supervisori non fa altro che aumentare le condizioni di ansia e disagio. E lo stress si ripercuote negativamente sulle prestazioni lavorative pre e post vacanza, portando in casi estremi anche al burnout mentale. Per questo motivo l'intero team di lavoro e soprattutto i manager aziendali dovrebbero evitare di incentivare il vacation shaming e concedere le ferie ai propri dipendenti. La preoccupazione di lasciare questioni in sospeso cresce, soprattutto per chi occupa delle posizioni di responsabilità che richiedono una continua reperibilità. Andare in vacanza con le cose a posto, invece, riduce lo stress e restituisce energia".   

 

Ma non è tutto, perché a soffrire maggiormente della condizione di "stress da vacanza" sembrano essere le donne: secondo una ricerca americana della National Health Association e pubblicata su Business Journals, il 50% ha dichiarato di sentirsi stressate il doppio rispetto agli uomini una settimana prima di andare in ferie e di lavorare anche fuori orario per evitare che il carico delle mansioni si accumuli al ritorno dalle vacanze. E ancora, per il 39% di queste l'idea di delegare i propri compiti ai colleghi in loro assenza aumenta lo stress e l'insicurezza lavorativa. Per questo motivo il 57% delle appartenenti alla Generazione Z ha dichiarato di aver risposto ad e-mail di ufficio e lavorare anche in spiaggia, dando vita alla condizione di "workcation".

 

 

Ecco infine il decalogo di consigli della coach Marina Osnaghi per combattere la "vacation shaming":

 

  1. Scegliere con criterio le proprie ferie è utile per capire il giusto periodo in cui essere assenti da lavoro, evitando che il carico si dilati sino all'estremo.
  2. Gestire il senso di urgenza attraverso un action plan pre-partenza è fondamentale per godersi una vacanza serena priva di inutili stress.
  3. Comunicare in anticipo le proprie intenzioni estive permette di gestire una migliore organizzazione con il team di lavoro, evitando litigi e malumori.
  4. Non aver paura di chiedere aiuto al proprio collega: delegare un compito da svolgere in vostra assenza, nei limiti del possibile, e ricambiare il favore aumenta la fiducia e il teamworking.
  5. Scambiarsi feedback sinceri permette di evitare i fraintendimenti che alimentano insoddisfazione e dissapori.
  6. Stilare una lista di quello che si farà al ritorno permette di svuotare temporaneamente il cervello e dargli un senso di ordine e controllo.
  7. Ascoltare se stessi e i propri limiti permette di capire in anticipo quando sia arrivato il momento di staccare momentaneamente la spina per evitare un burnout mentale.
  8. Trasformare il senso di colpa dell'andare in ferie in una consapevolezza di necessità e salute: la vostra assenza dal posto di lavoro non è sinonimo della fine del mondo.
  9. Evitare la tristezza e pensare ai fattori positivi della vita di tutti i giorni consente di migliorare il proprio status fisico e psicologico.
  10. Chiudere tutti i cicli e aprire il file vacanza: potrebbe essere utile anche un gesto fisico come un'affermazione a voce alta.   


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Moda. Pochi ma buoni, è "Prêt-à-Reporter" mania: secondo gli esperti il numero perfetto di vestiti da riutilizzare in un “capsule wardrobe” è tra 12 e 37

PRÊT-À-REPORTER, OGGI LA VERA CLASSE STA NEL RIUTILIZZO: IL NUOVO TREND INTERNAZIONALE PREDILIGE POCHI ABITI... MA BUONI

Stop allo shopping compulsivo e agli armadi straripanti di vestiti dozzinali grazie al nuovo trend che sta rivoluzionando il guardaroba di milioni di persone. Le parole d'ordine del Prêt-à-Reporter, amato anche dalle star, sono qualità, riuso e sostenibilità. Una tendenza che permette di tagliare le spese, ridurre i tempi di preparazione al mattino e ottimizzare gli spazi tra le mura domestiche e in valigia. Secondo gli esperti il numero perfetto di vestiti in un "capsule wardrobe" è compreso tra 12 e 37.

 

Se per la protagonista di Sex & The City, Carrie Bradshaw, un armadio gigantesco era addirittura meglio di un diamante, per le ragazze di oggi non è affatto così: la guerra al concetto di "monouso" e ai guardaroba straripanti è iniziata. È giunto il momento di dire addio all'abitudine di comprare capi e lasciarli anni appesi a una gruccia con tanto di cartellino, oppure indossarli una sola volta per una grande occasione. Spazio, quindi, al riutilizzo e a una nuova tendenza che ha già contagiato reali e celebrities, il Prêt-à-Reporter. Tra le regine di questo trend spiccano Anna Wintour e Kate Middleton che in più di 70 occasioni ha scelto abiti già indossati in precedenza. Il concetto è molto semplice e segue la filosofia del "less is more": comprare meno, ma prestare più attenzione a manifattura e qualità per arrestare la produzione di rifiuti. Ogni ora in America si gettano circa 20 kg di vestiti, una quantità sufficiente per riempire tre piscine olimpioniche secondo il libro "Overdressed: the shockingly high cost of cheap fashion". Uno spreco alimentato soprattutto dal fast fashion che produce capi spesso dismessi in meno di un anno, d'accordo con uno studio della Ellen MacArthur Foundation. Sposando lo Slow Fashion, che predilige l'acquisto di capi necessari, di qualità e prodotti in modo sostenibile, questa tendenza promuove la scelta di un numero limitato di abiti che, proprio per la qualità dei materiali, possono essere riutilizzati con stile e adattati ad ogni occasione variando gli accessori. È quanto emerge da uno studio condotto da Espresso Communication per Bigi Cravatte Milano su un panel di esperti e su oltre 30 testate internazionali dedicate a tendenze e attualità nei campi della moda, del lifestyle e della sostenibilità per scoprire come si sta evolvendo il guardaroba degli italiani.

 

"Rispetto a qualche anno fa, i consumatori sono oggi più consapevoli e attenti all'impatto ambientale. – spiega Stefano Bigi, amministratore unico di Bigi Cravatte Milano – In azienda perseguiamo la qualità producendo dal 1938 cravatte durevoli, riutilizzabili e sostenibili; per farlo abbiamo mantenuto invariato il processo di produzione artigianale che ci contraddistingue sin dalla nascita e tutti i prodotti sono interamente realizzati a mano dalle nostre sarte, molte delle quali lavorano a domicilio. Oltre a prediligere la qualità, nella scelta della cravatta occorre orientarsi verso fantasie intramontabili come righe, punti spillo e tinta unita, veri e propri evergreen che possono essere utilizzati per anni semplicemente giocando con accostamenti diversi". Ed è proprio la cravatta secondo Maura Franchi, docente di Sociologia dei Consumi e della Comunicazione all'Università degli Studi di Parma, a incarnare a pieno i principi del Prêt-à-Reporter: "Ci sono tre dimensioni interessanti all'interno di questo trend. La prima è la personalizzazione: in un tempo in cui tutto appare accessibile, con una rapidissima omologazione anche dell'abbigliamento di lusso rivisitato in chiave più democratica, capi iconici come la cravatta rispondono ancora al bisogno di personalizzazione e di identità. La seconda dimensione è l'estetizzazione: la cravatta è un oggetto unico che ha una dimensione vintage di recupero del passato e pone l'attenzione su specifici dettagli. Infine ha una dimensione simbolica forte ed esprime affidabilità, fiducia e autorevolezza".

 

Ma quali sono le regole per avere un guardaroba in pieno stile Prêt-à-Reporter? Come riportato dal Washington Post, bisogna fare acquisti ponderati, provare sempre ogni capo e scegliere soltanto quegli indumenti che fanno sentire a proprio agio. Attenzioni che permetteranno di avere un capsule wardrobe, un armadio composto da pochi abiti, essenziali e versatili, che possono essere indossati in qualsiasi occasione con l'aggiunta di qualche complemento, secondo la definizione data negli anni '70 dalla sua fondatrice, la londinese Susie Faux. Sul numero dei capi che un capsule wardrobe deve possedere, spiega El País, gli esperti si dividono: secondo Faux dovrebbero essere 12, mentre c'è chi afferma che la cifra perfetta sia 37. L'importante resta, però, ridurre, darsi un proprio limite e cercare di non superarlo. Tra i vantaggi di questa filosofia, non solo un drastico taglio alle spese, ma anche un netto risparmio di tempo e la fine del dilemma mattutino sulla scelta dell'outfit come suggerisce l'Indipendent. Il tutto senza alcuna rinuncia in termini di stile ed eleganza e riducendo lo spazio occupato dai vestiti tanto a casa quanto in valigia. Prima di procedere all'acquisto è necessario anche, come sottolinea il New York Times, comprendere quale sia lo stile appropriato al proprio luogo di lavoro poiché vestirsi adeguatamente ha un forte impatto sulla psicologia dell'individuo e gli permette di sentirsi a proprio agio, integrarsi e raggiungere gli obiettivi stabiliti.

 

Il Prêt-à-Reporter dimostra anche l'attenzione dei consumatori nei confronti della sostenibilità, un'attitudine piuttosto recente come spiega Luisa Leonini, professoressa di Sociologia dei Consumi presso l'Università degli Studi di Milano: "L'attenzione dei consumatori nei confronti della sostenibilità inizia nel 2000 quando nasce il fenomeno della moda etica a favore del made in Italy e dell'intero processo produttivo del bene. Dal 2016 in poi è cresciuta anche l'attenzione al riuso nel settore dell'alta moda e allo sviluppo dell'economia circolare, con una ricaduta diretta sulle scelte legate a una maggiore qualità e una minore quantità dei capi prodotti". Pensare che riutilizzare più volte lo stesso abito sia una caduta di stile è quindi un vero errore: lo dimostrano celebrities note per il loro buon gusto e la loro raffinatezza. È il caso, come racconta il DailyMail, di Kate Middleton, eletta regina del "riciclo" proprio per la sua decisione di re-indossare in più di 70 occasioni abiti già sfoggiati in precedenza. Famoso è il riutilizzo dell'abito color crema scelto per il battesimo di Charlotte e sfoggiato nuovamente alle nozze di Harry semplicemente variando gli accessori o l'aggiunta delle spalline alla mise già esibita nel 2017 e riproposta con un piccolo ritocco sartoriale al Gala della National Portrait Gallery nel 2019. Tra i paladini del Prêt-à-Reporter si annoverano anche la regina Letizia di Spagna, Cate Blanchett, Brad Pitt e persino un'icona come Anna Wintour. A far cadere il tabù del riuso il giorno delle nozze è stata invece l'attrice Keira Knightley, come riporta il magazine L'Express, che per il sì ha scelto un mini abito in tulle già indossato per partecipare a un party nel 2008. Una tendenza sempre più diffusa tra le spose che scelgono di percorrere la navata indossando vestiti stupendi, rassicuranti e rigorosamente nelle tonalità di bianco, panna e avorio ma che non nascono come abiti da sposa. Per quanto riguarda lo sposo, invece, la scelta migliore è un abito di sartoria a tre pezzi, composto da giacca monopetto, gilet e pantaloni. Fondamentale è poi la scelta della cravatta, accessorio più versatile rispetto al papillon, la cui qualità, forma e tonalità possono elevare il look e fornire allo sposo un accessorio su cui fare affidamento anche dopo il grande giorno.

 

Un futuro sempre più green attende dunque la moda a patto che si rispettino alcune condizioni. Come sottolinea Dario Padovan, professore di Sociologia dei Consumi e Sostenibilità presso l'Università degli Studi di Torino: "I piccoli guadagni in fatto di sostenibilità realizzati grazie alla produzione di beni sostenibili vengono compensati dall'aumento di un'enorme massa di beni non sostenibili e a basso costo: non vi è una sostituzione, quanto piuttosto un'aggiunta della possibilità di scelta all'interno della medesima offerta. Vi sono due strategie per fare davvero la differenza in questo senso: una pianificazione calata dall'alto, che risulterebbe però poco condivisa, o l'innesco di un processo accelerato in virtù del quale le imprese stringono un patto per combattere il cambiamento climatico e decidono tutte insieme di muoversi all'unisono verso la sostenibilità". Secondo Manuela Rubertelli, professoressa della School of Design del Politecnico di Milano, invece: "Un approccio dal basso volto a elevare il livello di cultura e a fornire maggiori informazioni alla popolazione è lo strumento per rendere i clienti più critici sulle tipologie di consumi e più consapevoli sul contenuto dei messaggi pubblicitari a loro rivolti". 



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Moda, ecco la top 10 dei capi estivi più instagrammabili dell'estate 2019

TENDENZE, ECCO LA TOP 10 DEI CAPI ESTIVI PIÙ INSTAGRAMMABILI DELL'ESTATE 2019

È l'estate il periodo più social dell'anno, basti pensare che l'hashtag #summer da solo conta più post rispetto alle altre tre stagioni messe assieme. Per scattare foto glamour e invidiabili da condividere sui social sono 10 i capi amati da star e influencer da portare con sé in vacanza: al primo posto i sandali, scarpa estiva per eccellenza, seguito da crop top, caftano, hair band e minibag.

 

Dopo aver cercato l'estate tutto l'anno, all'improvviso è finalmente tempo di lasciarsi lo stress alle spalle, chiudere il portone di casa e partire per le vacanze. Tutto perfetto se non fosse che fare la valigia è sempre un momento di stress: la check list di cose da portare è lunga e le probabilità di dimenticarsi un capo fondamentale piuttosto alte. A questo si aggiunge il rischio di indossare abiti stropicciati dopo essere stati in valigia per ore e l'annoso problema delle lavatrici da fare al ritorno. Non solo: occorre prestare estrema attenzione all'outfit anche in vacanza perché è proprio l'estate il momento più social dell'anno. Infatti, l'hashtag #summer conta oltre 420 milioni di post, una cifra superiore rispetto a quella delle altre tre stagioni sommate, che si fermano a 305 milioni. Ma quali sono i 10 capi estivi più instagrammabili che non possono mancare negli outfit da sfoggiare durante le vacanze? Al primo posto svettano i #sandals, le scarpe estive per eccellenza regnano sovrane con 5,5 milioni di post e sono state sfoggiate da Chiara Nasti, seguite a sorpresa dal #croptop con 4,2 milioni di post, indossato in una versione scintillante dall'influencer Giulia Valentina, sul podio anche il #caftano con quasi 1 milione di post, capo amato da Alice Campello. Al quarto posto si trova l'#hairband, foulard da intrecciare tra i capelli che totalizza 634mila post e portato da Ludovica Sauer, mentre chiude la top 5 la #minibag con 608mila post, la borsetta scelta da Chiara Biasi. È quanto emerge da un monitoraggio condotto da Espresso Communication per Dressyoucan, startup al femminile protagonista del fenomeno fashion renting, che ha classificato gli hashtag dei più popolari capi e accessori estivi su Instagram.

 

Ma come fare per avere a disposizione tutti i must-have dell'estate senza spendere cifre da capogiro ed evitando le solite dimenticanze e l'ansia da bagagli? La soluzione esiste ed è la vacanza luggage-light: si parte solo con lo stretto necessario e, grazie al fashion renting, vestiti e accessori arrivano direttamente in hotel, un nuovo stratagemma utile anche per i più sbadati. "Affittare un vestito per le vacanze è semplice e conveniente – spiega Caterina Maestro, fondatrice di DressYouCan – Tintoria, messa a misura, assicurazione e prova gratuita a domicilio sono comprese nel noleggio e tengono lontana qualsiasi preoccupazione. A far sì che il servizio sia unico è poi la possibilità di farsi arrivare i capi direttamente in hotel, una soluzione particolarmente comoda per gli abiti più delicati e voluminosi come quelli da sera. E per rendere ancor più glamour l'estate, fino al 21 settembre chi effettuerà una spesa pari o superiore a 199 euro potrà noleggiare gratuitamente un abito corto, un capo imprescindibile per un weekend estivo con le amiche o in coppia".

 

Ma cosa occorre indossare per un perfetto e instagrammabile outfit vacanziero? Ecco la classifica dei 10 capi estivi che spopolano su Instagram:

 

  1. #Sandals - I sandali dominano con 5,5 milioni di post e sono stati indossati anche da Chiara Nasti: scarpa estiva per eccellenza, dorati o gioiello sono perfetti per una serata elegante.
  2. #CropTop - Vanta 4,2 milioni di post grazie alla sua versatilità: quest'anno, il più ricercato è quello con le paillettes, che ha catturato anche la blogger Giulia Valentina.
  3. #Caftano - Un capo fresco e trasparente, adatto all'estate, che sui social totalizza quasi 1 milione di post, apprezzato da Alice Campello, fotografata in spiaggia con questo modello.
  4. #HairBand - Foulard da intrecciare tra i capelli o a mo' di fiocco come copri costume che aggiunge un tocco vintage: è stata usato 634mila volte e sfoggiato anche da Ludovica Sauer.
  5. #Minibag - Accessorio pratico che si adatta a ogni outfit estivo che su Instagram ha raccolto oltre 608mila post: a indossarla è stata Chiara Biasi che ha scelto una versione in pelle nera.
  6. #StrawHat - Il cappello di paglia è immancabile con 553mila post, fondamentale per farsi ritrarre nella posa dell'anno: la "hat clasp" lanciata da Nicole Scherzinger.
  7. #BeachBag - Tra i capi più social non può mancare la borsa da mare fotografata 540mila volte; il must è quella di paglia con manici in cuoio indossata anche da Valentina Ferragni.
  8. #BalletFlats - Le ballerine sono perfette per viaggiare comode, ma senza dimenticare lo stile; sono 177mila i post con questo hashtag e questa scarpa è stata scelta da Meghan Markle.
  9. #Slingback - Scarpe del sapore sofisticato, sono la tendenza del momento e collezionano 71mila post; tra le fashion victim che non hanno saputo sottrarsi al trend, Chiara Ferragni.
  10. #Chemisier - Sono 50mila i post del romantico abito: uno bianco sottolinea alla perfezione l'abbronzatura, d'ispirazione, quello scelto da Pippa Middleton.


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giovedì 8 agosto 2019

INDAGINE USO CIVILE TELEFONINO IN VACANZA_ESTATE SMART

L'indagine di Axess Public Relations: così si evitano anche stress e traumi da rientro

 

SMART SUMMER 2019 : Tra ombrelloni e Wi-Fi per 2 italiani su 3 la felicità sta tutta in uno smartphone 

 

Ecco il decalogo per un uso intelligente del telefonino 

 

Monza, agosto 2019 – Addio allo stress da vacanza e ai traumi causati dal rientro al lavoro per 2 italiani su 3 il Ferragosto in arrivo si preannuncia felicemente connesso e senza dubbio "Smart". 

 

È "Smart" infatti la parola d'ordine di questa strana estate italiana, sdoganato lo Smart Working che consente di non rinunciare ai primi week end lunghi di vacanze in famiglia – per 2 italiani su 3 è meglio portarsi il lavoro in vacanza piuttosto che rinunciare alle ferie o doverle ridurre ad una sola settimana. È ciò che emerge da un'indagine svolta su un campione di 500 connazionali da Axess Public Relations, una delle prime agenzie di pubbliche relazioni italiane specializzata in ambito Healthcare, Assicurazioni, Non profit. 

 

"La cultura del lavoro – commenta Dario Francolino, Presidente di Axess Pulic Relations –, per alcune professioni si è completamente trasformata come osserviamo ormai quotidianamente grazie o per colpa dello Smart WorkingGuardiamo il lato positivo, così si evitano anche stress e traumi da rientro".  

 

"Lo smartworking è un vero toccasana per alcune professioni più creative, che non necessitano di lavorare per forza dall'ufficio – commenta Dario Francolino, presidente e General Manager di Axess PR –. È così che si riescono a conciliare le diverse esigenze dei dipendenti tra cui per esempio la possibilità di avere più supporto nella cura dei figli o dei genitori da parte di parenti e amici"

Se la modalità vacanza al 50% per venire incontro alle esigenze del menage familiare fa bene al dipendente e all'azienda, dall'Istituto Superiore di Sanità (Rapporto Istisan "Esposizione a radiofrequenze e tumori: sintesi delle evidenze scientifiche") arrivano notizie confortanti circa l'utilizzo prolungato del cellulare, che se usato per oltre dieci anni, non farebbe incrementare il rischio di neoplasie maligne (glioma) o benigne (meningiomi, neuromi acustici, tumori dell'ipofisi o delle ghiandole salivari). 

 

In Axess PR il lavoro agile è stato introdotto lo scorso anno ed è stato un percorso naturale proposto a Elena Pescucci, Head of Media Relations. 

 

Un tempo solo i liberi professionisti si avvalevano dello Smart Workingmentre da quando le dinamiche del "work life balance" sono entrate a far parte della filosofia aziendale, in molti hanno iniziato ad adottare contratti di lavoro agile e sembra funzionare sia per i lavoratori che per i dirigenti.

 

Il segreto perché funzioni? Adottare sistemi per lavorare da remoto, rispettando il tempo libero dei dipendenti che non devono lavorare h24. 

 

"La fiducia e la responsabilizzazione dei dipendenti sono il presupposto fondamentale per l'adozione di questi modelli contrattuali – afferma Francolino : ognuno ha degli obiettivi, per me non ha importanza dove e come lo fanno, guardo al risultato".

 

E Pescucci racconta che:"Da quasi un anno lavoro con un contratto di Smart Working e devo dire che la qualità della mia vita è migliorata tantissimoSono una persona molto responsabile e scrupolosa, che rispetta le scadenze e sa come raggiungere il risultato prefissato. È vero anche che bisogna creare un rapporto di fiducia tra il dipendente e il datore di lavoro, senza quello non si riesce a lavorare con serenità e in modo profittevole". 

 

In & out per un uso civile dello smartphone, in vacanza, secondo il campione interpellato 

 

No 👎

IN👍

1

A colazione, pranzo o cena 

Si, in modalità silenziosa

2

Mai con vivavoce o con suoneria alta

Si sulla propria sdraio in modo riservato

3

Mai sotto l'ombrellone o in baita disturbando i vicini 

Si alternato alla lettura di un buon libro - sembrerete meno social addicted o workaholic

4

Mai durante le passeggiate in montagna o nei centri relax

Si per ascoltare musica

5

Mai mentre si sostiene una conversazione con amici, parenti o conoscenti 

Si per fare poche e discrete foto o video

6

Mai come "diversivo" per calmare i bambini

Si per postare sui social le "migliori" foto della vostra vacanza 

7

Mai durante spettacoli specie musicali o teatrali, anche se noiosi …

Si per stare in contatto con i vostri figli o genitori se lontani - evitate i parenti oltre il limite 1° grado

8

Evitarne maldestri usi subacquei

Si per controllare la posta aziendale se siete in modalità Smart Working

9

Mai da documentarista fotografico

Si come navigatore su auto

10

No al ristorante

Si per creare chat di gruppo tema vacanze con i vostri amici

*Indagine Axess Public Relations



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