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martedì 23 luglio 2019

Intervista di Alessia Mocci a Claudio Alvigini: vi presentiamo il saggio L’inconcepibile esercizio


L’attaccamento alla legge del padre Platone o del padre Aristotele o del padre Tolomeo degli intellettuali di allora divenne sempre più forte. Essi, infatti, temevano che, perdendo ciò in cui loro, la chiesa e tutti, credevano, avrebbero perso il loro potere e quindi… anche la loro privilegiata posizione di assistiti e beneficiati dal signore di turno. Forse un pensiero sul perché ci sia voluto tanto tempo per scardinare il mondo di Tolomeo, può condurci a qualche considerazione su Colombo e sulla scoperta delle Americhe.– Claudio Alvigini

Nel mese di luglio 2019 la casa editrice Macabor Editore ha pubblicato, per la collana Noisette, il saggio “L’inconcepibile esercizio” di Claudio Alvigini.

L’autore è nato in Svizzera ma ha vissuto a Palermo, Pozzuoli e Roma. Giovanissimo ha iniziato la sua carriera aeronautica come pilota civile dell’Alitalia e per svariati anni è stato comandante di Boeing 747.

L’adolescenza in Sicilia ha fortemente segnato le prime prove letterarie di Claudio e si può constatare l’ininterrotta attività che ha visto i primi frutti nel 1997 proprio con il saggio “L’inconcepibile esercizio” edito nella rivista di psicoterapia e psichiatria “Il sogno della farfalla”.

Successiva di un anno, nel 1998, è uscita la sua prima silloge poetica “Visita in città” con Nuove Edizioni Romane, nel 2002 per Edizioni La camera verde è uscita “La casa sol terrazzo”, nel 2005 “Ulàn Batòr” per Edizioni Helicon, nel 2007 “Trafficante di colori” per Edizioni LietoColle, nel 2012 “Il principio di non contraddizione” per Manni Editore, e nel 2018 con Macabor Editore il romanzo “Il Capitano di Bastur”.

A.M.: Salve Claudio, sono lieta di questo nuovo incontro. Nel 2018, in una nostra intervista, hai parlato di un possibile ritorno alla poesia ed invece ti ritrovo con una pubblicazione di un saggio filosofico. “L’inconcepibile esercizio” è stato, infatti, pubblicato per la prima volta nel 1997, perché hai deciso di riprendere in mano il lavoro?
Claudio Alvigini: Cara Alessia, intanto permettimi di ricambiare, anch’io sono lieto di questo nuovo incontro, il ricordo delle tue belle domande su “Il capitano di Bastur” edito da Macabor, è ancora vivissimo. Mi chiedi perché ho deciso di riprendere in mano un lavoro di più di 20 anni fa. Era uscito, infatti, nel 1997, nobilitato dall’accoglienza nelle belle pagine della raffinata rivista di psicoterapia e psichiatria “Il sogno della farfalla” che si avvaleva allora come oggi dell’elaborazione teorica di Massimo Fagioli. Mi chiedi come venne quel titolo che, anche a distanza di anni, continua a piacermi assai. Fu un giorno lontano, un decollo assai mattutino da Addis Abeba; ricordo uno strato compatto e uniforme di nubi che si stendeva a perdita d’occhio. Una smisurata coperta immobile e sospesa a poche decine di metri da terra, pronta a posarvisi da un momento all’altro, non so se per difenderla così dal freddo del mattino o per… soffocarla. C’era quel tanto di visibilità orizzontale che consentiva il decollo. Iniziammo così la nostra corsa sulla pista, con, sulla testa quel tappeto volante e senza fine di nubi che schiacciava la terra… a terra. Ed ecco, un attimo dopo la rotazione, giusto quel mezzo secondo necessario ad attraversare in accelerazione quello strato e ci trovammo proiettati, sbucammo, irrompemmo in un delirio di luce e di sole. E il nostro giorno (il nostro destino?) cambiò. Sulla terra sotto di noi e su coloro che su di essa si aggiravano, rimase quella buia incombente coperta, la loro giornata non cambiò, non so del loro destino… Pensai all’assurdità dell’esercizio del volo e forse fu proprio allora che il termine “inconcepibile” cominciò a farsi strada in me. All’Inconcepibile esercizio ero e sono legatissimo; con esso, infatti, tentai di penetrare il centro nascosto, il cuore segreto di quello che per anni e anni è stato il mio mestiere e che, pensavo, “sentivo” non essere stato ancora sufficientemente e correttamente “indagato”. Tieni presente poi che “L’inconcepibile” è stato anche il mio primo lavoro pubblicato. Dunque amore grande. L’idea di scrivere sul volo l’avevo in mente da tempo; la spinta definitiva mi venne da un fortuito colloquio con Massimo Fagioli. Si parlò del volo mi chiese qualcosa. Poi buttò lì una di quelle sue apparentemente semplici quanto geniali e definitive frasi… “Vedi”, mi disse, “il problema del volo è che è disumano…” Testuale. Rimasi allo stesso tempo fulminato e illuminato. Mi aveva suggerito la strada, avevo finalmente in mano il bandolo della matassa.       
Come dicevo, a mo’ di bella addormentata nel bosco, l’Inconcepibile dormiva un sonno profondo e apparentemente definitivo; nessun principe nei dintorni che potesse risvegliarlo. Accadde che, in occasione della prima presentazione in Calabria de “Il Capitano di Bastur”, m’incontrai con Bonifacio Vincenzi e gli consegnai una copia dei miei lavori precedenti, poesie, racconti e questo lavoro su cui mi intervisti. Gli editori, si sa, sono molto occupati e Bonifacio non fa eccezione alla regola, anzi! Poi un giorno, per chissà quale fortunata combinazione astrale, ha avuto il tempo e la curiosità di leggere il lavoro in questione (anche se, te lo posso confessare, aspetto ancora che legga il resto…). Come lui stesso mi ha confessato, ne restò molto colpito e mi disse subito che lo avrebbe pubblicato con entusiasmo nella preziosa collana di saggi “Noisette” della Macabor. Dunque, cara Alessia io non ho deciso nulla, ho solo risposto all’entusiasmo di Bonifacio. E, permettimi di dirlo, è stato il modo migliore di rimettere mano a quel lavoro, il modo più auspicabile, rispondere all’interesse sincero di qualcuno, all’entusiasmo… giovanile di Bonifacio. (Dovendo lui, nello specifico del mio esempio, rappresentare il principe che sveglia la bella addormentata dal suo invincibile sonno, il termine “giovanile” mi sembra più che mai adatto… Lui mi perdonerà − spero −). Sapevo che quel vecchio lavoro aveva una sua originalità, sapevo quanto mi era costato e che anche in esso, come ne “Il Capitano di Bastur” c’era una spremuta di vita ma, sinceramente, pensavo che nulla avrebbe potuto interromper il suo sonno. Puoi dunque immaginare con che gioia abbia accettato la proposta di Bonifacio; una conferma del mio rapporto con lui, un rapporto che, fino ad ora e facendo i debiti scongiuri, confermo essere quello ideale che ciascun autore sogna di avere con il proprio editore. Ho naturalmente apportato diversi cambiamenti al testo, non tanto nella sua sostanza, che rimane la stessa, quanto nella forma utilizzata: le note, che erano tantissime e avevano la stessa dignità del testo e che, nella versione originale e grazie alle dimensioni della rivista stavano a fondo pagina, sono entrate a far parte, con piccoli accorgimenti, del testo. E qui, un grazie di cuore va all’amico Pietro de Simoni per avermelo suggerito. Come un grazie sincero va all’amico Carmelo D’Angelo per le infinite riletture cui lo ho sottoposto. È stata un’emozione anche per me rileggerlo, ricordare le fatiche e le ricerche, le varie biblioteche visitate e i miei stati d’animo di allora, in primis la grande emozione che la scoperta della straordinaria storia del sarto di Ulm mi procurò e che divenne lo snodo centrale di tutta la narrazione. La storia del sarto impone all’Inconcepibile una decisa accelerazione, uno slancio immaginifico e bello come immaginifico e bello fu il sogno di Albrecth Ludwig Berblinger (questo era il nome del sarto), la sua “follia”: il volo umano!

A.M.: La dedica del saggio recita: “Vi sono stati in tutti i tempi dei grandi ingegni/ che hanno avuto questa pazzia in capo”. Di chi è la citazione?
Claudio Alvigini: La citazione è di Carlo Moretti, abate e bibliotecario all’Ambrosiana di Milano cui era affidato il delicato incarico di custodire e preservare i libri Sul volo di Leonardo da Vinci. Quelle sue parole mi sembrarono il modo migliore di iniziare il lavoro. Siamo negli anni ‘80 del 1700. È stata una delle tante felici scoperte dei due e più anni di lavoro per preparare L’inconcepibile e che mi hanno visto peregrinare tra le biblioteche di mezza Italia e anche all’estero. Profittavo degli scali dei miei voli e, se avevo un giorno libero o anche mezza giornata, spendevo quel tempo nelle locali biblioteche cercando materiali per l’Inconcepibile. All’Ambrosiana di Milano, fondata dal Borromeo nel 1607 e che è stata la prima biblioteca pubblica italiana, ho fatto questa scoperta (sono passati molti anni e spero di non sbagliarmi e di ricordare bene), è lì che si trova anche il Codice Atlantico di Leonardo, meraviglia difficilissima da consultare e da me utilizzata nell’Inconcepibile. Molte ricerche le ho fatte (e molte cose le ho trovate) nella biblioteca nazionale di Roma, ma stranamente un libretto Feltrinelli del 1991, Leonardo l’uomo e la natura, a cura di M. De Micheli, si è rivelato preziosissimo, direi fondamentale.  Libretto che − intuizione non cosciente? − mi regalò allora mia figlia Elda, del tutto ignara di ciò cui stavo lavorando.

A.M.: Come ben scrivi nel saggio, i tentativi umani di volare sono documentati dal Medioevo ma scorrendo nella mitologia greca si deve forzatamente passare da Dedalo e da suo figlio Icaro. Perché l’uomo, ribellandosi al peso del corpo, guarda in alto e si ingegna per alzarsi in volo?
Claudio Alvigini: Forse perché l’uomo, come dice Fagioli, appartiene a “… una specie animale che ha per sorte una fantasia, ha per sorte un’intuizione e una conoscenza della propria soggettività precaria, della propria corsa verso la morte…” Perché c’è sempre un oltre, Alessia, c’è sempre un nuovo viaggio, nuovi rapporti, nuove conoscenze; si può sempre fare di più e fare meglio, correggere gli errori di navigazione della vita e dirigersi verso terre, o cieli, che mai avremmo creduto di poter raggiungere. Il volo è libertà totale e forse eccessiva, esercizio… inconcepibile e misterioso, atto empio, acquisizione superba di una dimensione che non attiene all’uomo, alla sua antropologia, furto agli dei. È “disumano”, appunto. Ed è stato solo l’uomo a ribellarsi al peso del corpo, non gli animali (sì, sì, è vero, gli uccelli volano ma è la loro condizione naturale…). Perché, se è vero che l’uomo ha mille limiti − a partire dal peso del corpo per arrivare alla finitezza della vita − la sua curiosità, la sua ansia di sapere, la sua fantasia non ne hanno. Naturalmente qui ci riferiamo a quei pochi che, con il loro coraggio, hanno di volta in volta rifiutato il sapere attuale, hanno infranto le regole, rivoluzionato il pensiero, Copernico, Giordano Bruno, Leonardo, Einstein cioè, Fagioli in epoca più recente. Certo, come quest’ultimo dice, schierarsi contro la cultura dominante, rifiutare i maestri del pensiero… richiede indubbiamente coraggio…

A.M.: Impeccabile il passaggio da Claudio Tolomeo a Niccolò Copernico passando per il “De Rerum Natura” di Lucrezio: “L’animo infatti richiede di conoscere a pieno, essendo infinito lo spazio oltre i muri del mondo, cosa esista lassù, dove intenda scrutare la mente, dove il libero balzo dell’animo voli spontaneo”. Perché per più di tredici secoli non si è riusciti a riesumare le teorie del filosofo Aristarco di Samo?
Claudio Alvigini: La domanda è molto interessante, c’è proprio da chiedersi perché è passato così tanto tempo e, contemporaneamente, come fu che Aristarco, che tu opportunamente citi, in un tempo così remoto seppe spingersi così lontano, essere così moderno. Forse mi sbaglio, forse, per quel che riguarda il pensiero dell’uomo, attribuisco troppa influenza (negativa) alla religione, ma un pensierino su politeismo e monoteismo lo farei. Aristarco fiorisce nel terzo secolo a. C. C’erano gli dei burloni e vendicativi, Eolo cacciava fuori i venti dai suoi otri, Giove scagliava saette e seduceva giovani donne, Giunone ce l’aveva a morte con Enea e aiutava Ulisse. Ma, nell’ingenuità della rappresentazione antropomorfa, tutti quei dei lasciavano l’uomo un po’ più libero, ognuno adorava quello che voleva o gli era più simpatico; nella Roma imperiale convivevano culti diversissimi, orientali, dell’Egitto, portati da terre lontane dai soldati che tornavano. Una grande tolleranza tra questa miriade di rappresentazioni e, credo, un’aria più leggera. Tanto leggera che permise ai presocratici, con l’acqua, il fuoco, l’aria, la terra di cercare oltre quegli stessi dei… Poi ci fu Costantino (mi si perdoni la brutale sintesi), la religione cristiana fu prima accettata poi nel 380, con Teodosio, divenne religione di stato. Nacque il dio unico, il monoteismo. E qui non c’è lo spazio per discuterne, ma un dio unico, al di là della benevola − almeno a parole − comprensione e pacifica convivenza, porta con sé l’idea, tanto nascosta quanto profonda, che solo esso, essendo l’unico, è quello giusto e vero; gli altri no. Con tutte le tragiche conseguenze cui nella Storia e, purtroppo, anche nella nostra epoca assistiamo… Poi, certo, mettiamoci anche il buio della caduta dell’Impero, le invasioni dei “Barbari”, i saccheggi e le distruzioni e poi l’anno mille, l’attesa della fine del mondo. Le eclissi che sconvolgevano e generavano angosce profonde, le malattie, la peste e la sifilide… L’attaccamento alla legge del padre Platone o del padre Aristotele o del padre Tolomeo degli intellettuali di allora divenne sempre più forte. Essi, infatti, temevano che, perdendo ciò in cui loro, la chiesa e tutti, credevano, avrebbero perso il loro potere e quindi… anche la loro privilegiata posizione di assistiti e beneficiati dal signore di turno. Forse un pensiero sul perché ci sia voluto tanto tempo per scardinare il mondo di Tolomeo, può condurci a qualche considerazione su Colombo e sulla scoperta delle Americhe. Fagioli osservava che una dilatazione così clamorosa e lacerante dello spazio fisico, dello spazio esterno, costrinse l’uomo a dilatare il proprio spazio interiore, ad avere un animo più ampio che potesse contenere la nuova immagine del mondo che le scoperte della navigazione marittima imponevano. I tempi grossomodo coincidono, Leonardo fa i suoi studi sul volo intorno al 1505, Copernico elabora le sue teorie nei primi del 500 e comincia ad esporle nel 1515, l’America era stata scoperta, l’immagine del mondo aveva già, come dire, rotto gli argini…

A.M.: “La luna densa e grave, come sta la luna?”
Claudio Alvigini: La luna pesante e compatta come fa a reggersi? Come mai, assieme agli astri e alle stelle non precipita sul capo dell’uomo annientando ogni cosa? È la bellissima domanda che si poneva Leonardo ed è, secondo una geniale interpretazione di cui nell’Inconcepibile dò conto, il riecheggiamento, nella maturità, delle immagini del bambino Leonardo sdraiato sulla culla in quelle calme, dense e limpide notti d’estate, col viso rivolto al cielo, ad osservare... (Leonardo passò in campagna il primo lustro di vita). Poi c’è il fascino e lo sgomento che la luna, piazzata lassù, apparentemente a portata di mano, bianca e fredda ha sempre esercitato ed esercita sull’uomo, c’è Leopardi e… c’è Armstrong, il comandante Armstrong che, primo uomo nella Storia, calca il suolo lunare.

A.M.: Il 20 luglio 1969 è la fatidica data dell’allunaggio ad opera di Neil Armstrong. Ma già dal 1976 si è iniziato a parlare di un finto atterraggio sulla Luna da parte degli americani. Il primo che ne parlò fu Bill Kaysing nell’opuscolo autopubblicato “We Never Went to the Moon”. Perché, secondo te, la teoria del complotto ha avuto così tanto successo sino ad arrivare ai nostri giorni?
Claudio Alvigini: Ed eccoci al 20 luglio del 1969, l’uomo mette piede sulla luna. Domando che sembra spezzata in due questa, dalla data fatidica si passa subito alla contestazione dell’evento, al finto allunaggio, al complotto. Non credo che la teoria del complotto abbia avuto poi tanto successo in questo caso, non credo cioè che sia così diffusa; alcuni la sostengono, ne parlano, ci fu anche un film mi pare. Io ho letto molto sul programma di conquista dello spazio, sull’addestramento degli astronauti, sulla conquista della luna, sul “dopo” delle loro imprese. Conosco molti aneddoti. Potrebbe essere interessante, dopo aver parlato del sarto di Ulm, parlare del… barbiere di Armstrong. Il comandante si accorse che quando gli tagliava i capelli, il suo barbiere li raccoglieva da una parte con una cura eccessiva che lo insospettì. Scoprì poi che li metteva in certi vasetti che vendeva a qualche centinaio di dollari l’uno; erano pur sempre i capelli del primo uomo che era stato sulla luna!... Dovette cambiare barbiere. La moglie racconta che dopo l’allunaggio si sia chiuso in un silenzio lungo tre anni… Un suo sospiro, diceva, era una parola e un suo cenno o una delle rarissime parole che comunque pronunciava, un intero discorso. A proposito, quanti sanno che Armstrong è morto qualche anno fa per una banale operazione di bypass mal condotta? Il primo uomo ad essere stato sulla luna muore per un caso di mala-sanità e nessuno, o pochissimi, ne sanno qualcosa… 
Domandi perché si creda al complotto. Non so rispondere con esattezza, ma un’idea ce l’ho e nell’Inconcepibile, tra le righe, è contenuta. Qui potrei accennare brevemente ad un’impresa “eccessiva” per i tempi in cui avvenne, “inconcepibile”, per restare in tema. Dalla quale ci si difende cercando di farla sparire (anche qui la teoria fagioliana mi è di fondamentale aiuto). E quale maniera migliore per ottenere questo scopo di quella rappresentata dal complotto? Quell’impresa era eccessiva? Bene, diciamo allora che fu solo mimata e mai realmente avvenuta, parliamo, scriviamo di un complotto, facciamola sparire. Poi, sai, alcuni credono alle scie cosmiche o come diavolo si chiamano, altri agli extraterrestri che sono già tra noi o che li hanno anche rapiti e con i quali hanno fatto persino dei figli. Infine ci sono quelli che credono che la terra sia piatta, i terrapiattisti, ultimamente alla ribalta. Perché meravigliarsi allora se qualcuno dice che sulla luna non ci siamo mai andati? Io faccio parte di coloro che non credono al complotto, ma una piccola considerazione sul complotto può essere comunque fatta. Da una parte un atteggiamento critico serve, la cosiddetta controinformazione necessaria ed essenziale per non farsi abbindolare da false notizie – argomento questo, grazie ai social e a internet, più attuale che mai – dall’altro la tendenza a vedere complotti d’ogni parte, potrebbe nascondere, sotto insospettabili spoglie, una voglia di conservazione, una forma di opposizione a quanto di nuovo può scardinare il vecchio mondo e il vecchio modo di pensare. Ogni caso comunque, va valutato a parte, non si può generalizzare. Era un complotto dire che la strage di Piazza Fontana era stata causata dagli anarchici, fu allora importantissimo dirlo che era un complotto, rifiutare la falsa verità sparata a nove colonne sui quotidiani. La contro informazione fu, nell’occasione, sacrosanta. Non credo che si possa sostenere lo stesso per quel che riguarda l’allunaggio del ‘69. Del resto si sta programmando un ritorno a breve sulla luna da parte degli americani e forse dei cinesi, ricordo che ci sono un paio di jeep con cui, nelle missioni che seguirono all’Apollo 11, gli astronauti scorrazzavano lassù. False anche quelle?  Se saranno ritrovate, assieme alla bandiera che lasciò Armstrong, cosa diranno gli scettici? Senza parlare poi di quelle centinaia di chili di roccia lunare che sono osservabili tutt’oggi e gli infiniti filmati.  Ne è stato presentato uno che dicono formidabile e mai visto prima sull’intera impresa, il mese scorso a Zurigo (era presente il quasi novantenne Aldrin, pare più in forma che mai, secondo uomo a calcare il suolo lunare); uscirà a settembre in Italia. C’è poi da considerare l’attenzione spasmodica con cui le reti radar e l’intelligence russa hanno seguito ogni passo della vicenda, se ci fosse stato imbroglio ed inganno vi sarebbero balzati sopra come un sol uomo. Ripensiamo a quegli anni: si era in piena guerra fredda, la Russia, dopo lo Sputnik del 1957 che, volteggiando ben visibile nel cielo americano, si prendeva gioco di un’intera nazione con i suoi beep-beep ad ogni passaggio (circa ogni ora e mezza), dominava la competizione spaziale. Sembrò averla definitivamente vinta con l’impresa del 1961 del ventisettenne Yuri Gagarin, primo uomo in orbita attorno alla terra. L’America doveva rispondere in qualche modo, va tenuto infatti presente che la supremazia nella corsa allo spazio era sinonimo, in quegli anni, di dominio mondiale. Nel 1962, in un celebre discorso, Kennedy, per recuperare il terreno perduto, lanciò il decennio della luna e promise che nei prossimi dieci anni l’America avrebbe portato un uomo sulla luna e lo avrebbe riportato a terra. Partì la più colossale cooperazione tecnico industriale che la storia abbia mai visto. Milioni di contratti, di moduli, di simulatori, costruzione di Hangar giganteschi, selezione tra i migliori piloti americani per scegliere gli astronauti, lo straordinario addestramento cui furono sottoposti, il diario che molti di loro hanno tenuto. Tutti d’accordo nella grande recita? Tutto un bluff?

A.M.: Questa nuova fiducia posta su Macabor Editore è prova di affidabilità della casa editrice?
Claudio Alvigini: O.K., torniamo… sulla Terra. Credo che, in quanto detto nei punti precedenti, sia già contenuta una risposta. Posso aggiungere che siamo di fronte, in questo caso, al rovesciamento delle parti, è l’editore a spingere l’autore, a proporgli la pubblicazione… Altro che affidabilità Alessia! Auguro alla Macabor ogni successo, perché lo merita come nessun altro, perché è una casa editrice che ama ancora il bello, lo cerca e lo stimola. La mia stima e amicizia con Bonifacio, consolidata da interminabili telefonate tra Lisbona e Francavilla Marittima (in genere lo colgo mentre sta cucinando e gli faccio bruciare tutto...) è oramai consolidata, la passione con cui fa il suo lavoro, il suo disinteresse, mi fanno pensare che anche oggi, nonostante si cerchi solo il danaro ed il successo a poco prezzo e con poca fatica, sia possibile fare bene le cose in cui si crede, seguire la propria strada infischiandosene di dove vanno gli altri, perseguire la propria idea, il proprio sogno, proprio come fece il sarto di Ulm. E, a proposito del sarto, l’entusiasmo di Bonifacio per questa dimenticata eppur storica figura è stato tale che ha deciso di dare alla rivista di poesia che si appresta a pubblicare (e questa è una vera anticipazione!) proprio questo nome: Il sarto di Ulm.

A.M.: Hai già il programma delle presentazioni estive de “L’inconcepibile esercizio”?
Claudio Alvigini: La pubblicazione dell’Inconcepibile, mi ha come sorpreso, tutto, da un certo momento in poi si è svolto molto rapidamente e dunque le presentazioni le stiamo organizzando solo ora. Penso quindi di fartele sapere e renderle pubbliche quanto prima.

A.M.: Mi è rimasta la curiosità sul tuo ritorno alla poesia: in quest’ultimo anno sei stato visitato dalle Muse?
Claudio Alvigini: Sì, cara Alessia, e ancora una volta grazie della tua attenzione e sensibilità; qualcosa è accaduto, qualche musa si deve essere smarrita finendo così sulle soglie dell’Atlantico; lì ci siamo incontrati.

A.M.: Salutaci con una citazione…
Claudio Alvigini: Ripensavo al sarto di Ulm, a Bonifacio, a come intende il mestiere e la vita, a come la intendo io la vita, ripensavo alle tue domande e continuava a venirmi in mente una citazione apparentemente semplice ma, a guardar bene, profondissima e tale da segnare un discrimine tra gli uomini: “Bisogna spendere i soldi per la vita, non la vita per i soldi.” Indovina un po’ di chi è?

A.M.: Ora ho finalmente compreso perché Mnemosýne ha lasciato i monti della Pieria: sta cercando una delle sue adorate figliuole! Ti ringrazio, Claudio, per la tua gentilezza nell’accogliere le mie domande e per il tempo che hai dedicato. Questo caro amico sarto che spese ogni suo denaro per un prototipo di deltaplano e che morì di malnutrizione nel 1829 − dopo aver donato il suo grande ingegno ad Ulm − è stato celebrato dal drammaturgo e poeta tedesco Bertolt Brecht. Saluto, dunque, con due strofe della favola allegorica “Il sarto di Ulm”: "Vescovo, so volare",/ il sarto disse al vescovo./ "Guarda come si fa!"/ E salì, con arnesi/ che parevano ali,/ sopra la grande, grande cattedrale.// Il vescovo andò innanzi./ "Non sono che bugie,/ non è un uccello, l'uomo:/ mai l'uomo volerà",/ disse del sarto il vescovo.


Written by Alessia Mocci
Photo Claudio Alvigini by Barbara Ledda
In copertina foto di Claudio Alvigini ventenne

Info
Sito Macabor Editore
http://www.macaboreditore.it/home/
Acquista “L’inconcepibile esercizio”
https://www.macaboreditore.it/home/index.php/libri/hikashop-menu-for-products-listing/product/84-l%E2%80%99inconcepibile-esercizio
Facebook Macabor Editore
https://www.facebook.com/Macabor-Editore-232652587202894/
Articolo The Guardian Bill Kaysing
https://www.theguardian.com/science/2019/jul/10/one-giant-lie-why-so-many-people-still-think-the-moon-landings-were-faked

Fonte
http://oubliettemagazine.com/2019/07/17/intervista-di-alessia-mocci-a-claudio-alvigini-vi-presentiamo-il-saggio-linconcepibile-esercizio/

domenica 21 luglio 2019

Una notte horror ad Interno 4, lo spazio artistico di Chiara Pavoni

Sarà il regista Antonio Tentori ad accogliere e guidare il pubblico in un viaggio nel genere “Horror” nel corso della serata “Hot Blood Summer Night”, in programma martedì 23 luglio alle 21.30 presso “Interno 4”, l’abitazione-studio di Chiara Pavoni, recentemente adibita a spazio artistico polifunzionale.  Tentori, scrittore e sceneggiatore, cominciò la sua carriera di sceneggiatore nel 1990, collaborando con il regista Lucio Fulci nel lungometraggio “Demonia”, e da lì in poi ha firmato gli “screenplay” di dozzine di opere horror.

sabato 20 luglio 2019

Le prelibatezze degli chef internazionali arrivano nei ristoranti aziendali, al via il progetto "Global Chef" con un cuoco spagnolo

LE PRELIBATEZZE DEGLI CHEF INTERNAZIONALI ARRIVANO NEI RISTORANTI AZIENDALI, AL VIA IL PROGETTO "GLOBAL CHEF" CON UN CUOCO SPAGNOLO

Trasmettere la professionalità dei migliori chef di Sodexo al di fuori dei propri confini nazionali: è questo l'obiettivo di "Global Chef", iniziativa organizzata dall'azienda leader nei servizi della Qualità della Vita, che prende il via con la partecipazione dello chef spagnolo José Carlos Madrid Córdoba, ospite delle cucine di alcuni selezionati clienti di Sodexo Italia.

 

Valorizzare la food experience del collaboratore nel ristorante aziendale e condividere le conoscenze e l'esperienza di Sodexo in ambito culinario. Sono questi gli obiettivi di "Global Chef", innovativa iniziativa lanciata dall'azienda leader nei servizi della Qualità della Vita che permetterà a 7 aziende servite da Sodexo di uscire dalla routine quotidiana e godere di un'esperienza del tutto originale, gustando pietanze autentiche e vivendo atmosfere internazionali, di altri paesi e culture. Protagonista di questo primo chef tour lo spagnolo José Carlos Madrid Córdoba, chef di Sodexo Iberia, che per l'occasione potrà servire e preparare ai commensali piatti tipici della tradizione gastronomica della sua terra. José Carlos lavora in Sodexo dal 2015 e durante la sua esperienza ha avuto modo di confrontarsi con numerose realtà, arrivando a soddisfare i palati di oltre 1500 clienti spagnoli al giorno, con pietanze originali e salutari. È per queste particolari caratteristiche che Global Chef si presenta come un progetto del tutto originale, che Sodexo ha scelto di implementare nel suo programma per sostenere concretamente gli obiettivi di employer engagement delle aziende clienti, oltre che condividere l'esperienza dei propri chef con chi usufruisce servizio di ristorazione. Ma non è tutto, perché grazie al suo ampio know-how nel campo della ristorazione collettiva, Sodexo sviluppa e soluzioni per soddisfare un'ampia varietà di palati e influenzare le abitudini alimentari di oltre 75 milioni di persone in tutto il mondo, prestando particolare attenzione alla diversità delle abitudini, di gusti e stili alimentari che coesistono in uno stesso ambiente di lavoro.   



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Instagram: la disabilitazione dell'account - nuove norme

Modifiche alla Normativa sulla disabilitazione dell'account

 

Oggi annunciamo una modifica alla nostra Normativa sulla disabilitazione dell'account. Lavoriamo con il team di Facebook per garantire che Instagram sia un luogo solidale per tutti e queste modifiche ci consentiranno di rilevare e rimuovere velocemente gli account che violano ripetutamente le nostre normative.

In base alla normativa esistente, disabilitiamo gli account che presentano una determinata percentuale di contenuti non conformi. Ora stiamo lanciando una nuova normativa in base alla quale, oltre a rimuovere gli account con una determinata percentuale di contenuti non conformi, possiamo rimuovere gli account con un certo numero di violazioni in un determinato intervallo di tempo. Questa modifica ci consente di applicare le nostre normative in modo più coerente, così come succede quando applichiamo le nostre policy su Facebook.

 

Stiamo inoltre introducendo una nuova procedura di notifica per aiutare le persone a comprendere se il loro account è a rischio disabilitazione. Questa notifica offrirà la possibilità di fare ricorso in caso di rimozione di contenuti per nudità e pornografia, bullismo e intimidazioni, incitamento all'odio, vendita di sostanze stupefacenti e terrorismo. Se un contenuto viene rimosso per errore e viene presentato ricorso contro la decisione, la violazione verrà rimossa dai record dell'account. Abbiamo sempre dato alle persone la possibilità di fare ricorso per gli account disabilitati tramite il nostro Centro assistenza; nei prossimi mesi questa esperienza sarà disponibile direttamente all'interno di Instagram. 

 

L'aggiornamento di oggi è un passaggio molto importante per il miglioramento delle nostre normative e per la sicurezza e la solidarietà sulle nostre piattaforme. 



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venerdì 19 luglio 2019

Scienza: le piante a foglie rosse sono più resistenti agli stress rispetto a quelle a foglie verdi - studio Università di Pisa Cnr Firenze

Le piante a foglie rosse sono più resistenti agli stress rispetto a quelle a foglie verdi

La scoperta, utile per la progettazione del verde nelle nostre città, arriva da una ricerca dell'Università di Pisa pubblicata sulla rivista "Frontiers in Plant Science"

 

Il 'verde' delle nostre città? Più è rosso e più è resistente. È questo quanto emerge da uno studio del Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari e Agro-ambientali dell'Università di Pisa pubblicato sulla rivista "Frontiers in Plant Science". Il team dei ricercatori coordinato dalla professoressa Lucia Guidi, direttore del Centro Nutrafood, ha infatti scoperto che le piante a foglie rosse si difendono meglio dagli stress ambientali, come siccità, stress luminoso e salinità, rispetto a quelle a foglie verdi.

"Questo maggiore resilienza – spiega Marco Landi ricercatore dell'Università di Pisa – è dovuta alla presenza di antociani, dei pigmenti da cui deriva proprio il rosso delle foglie, che fanno da 'filtro' nei confronti dei raggi solari esercitando un'azione fotoprotettiva, soprattutto nei momenti in cui le foglie sono più vulnerabili, cioè quando sono più giovani o senescenti".

In particolare, l'analisi dei ricercatori si è concentrata su due genotipi di Prunus, a foglie verdi e rosse, dimostrando che queste ultime sopravvivono meglio in condizioni avverse proprio grazie ad una maggiore resistenza delle foglie in tutte le fasi di sviluppo. E così, come conseguenza della presenza di antociani, nel periodo autunnale le piante rosse mantengono le foglie un mese in più circa rispetto quelle verdi.

"Oltre agli aspetti più prettamente scientifici legati alla biosintesi degli antociani – conclude Landi - la ricerca fornisce delle indicazioni utili per selezionare le specie arboree più adatte per l'arredo urbano delle nostre città, un settore nel quale il nostro Dipartimento ha al suo attivo una ventina di anni di attività di ricerca e di didattica, soprattutto nell'ambito della laurea magistrale in Progettazione e gestione del verde urbano e del paesaggio".

La ricerca pubblicata su "Frontiers in Plant Science" è stata finanziata grazie ad un Progetti di Ricerca di Ateneo (PRA) e i risultati sono stati presentati nel corso del convegno "Il privilegio di essere rossi in condizioni di stress" che si è svolto all'Università di Pisa nel giugno scorso. Gli autori dello studio, insieme a Lucia Guidi e Marco Landi, sono Rossano Massai, Damiano Remorini, Fernando Malorgio, Paolo Vernieri, Tommaso Giordani, Cristina Nali, Elisa Pellegrini, Giovanni Rallo, ed Ermes Lo Piccolo per l'Università di Pisa e Giovanni Agati e Cristiana Giordano del CNR di Firenze.

 

Didascalia foto: Prunus a foglie rosse e verdi

L’IMPRESA LUNARE E L’ASSASSINIO DEL PRESIDENTE KENNEDY: UN LEGAME NASCOSTO

Il viaggio in Texas in cui fu assassinato il presidente John F. Kennedy fu voluto dal vice presidente Lyndon Johnson (che negò sempre un suo coinvolgimento) in accordo col membro del congresso Albert Tomas, influente politico di Houston, al fine di assicurare I finanziamenti alla NASA e, in particolare, al Centro Aerospaziale di Houston.

Questa l’ipotesi del Aldo Mariotto, esposta nel libro “The Day before Dallas”, Ed. Pendragon, e presentata a Dallas in occasione del congresso annuale di storia ”JFK Lancer”. Il presidente Kennedy, che pure nel settembre del 1962 aveva annunciato lo sbarco sulla luna entro la fine della decade, all’inizio del 1963 aveva iniziato a nutrire forti dubbi circa l’opportunità di perseguire lo scopo. Infatti, il New York Times, i repubblicani e l’ala democratica conservatrice avevano accusato la Casa Bianca in quanto il progetto appariva troppo costoso, non orientato a scopi militari e con risultati scientifici attesi poco concreti. 

Il Centro Aerospaziale di Houston, oltre che una speranza per l’umanità, rappresentava anche un grande affare economico e politico che faceva riferimento al gruppo Suite 8F, una rete di uomini d'affari attivi politicamente in Texas che aveva acquisito "un'influenza senza precedenti nel governo statale e nazionale". Johnson e Thomas ne erano membri, così come George Brown, leader della Brown & Root, e Morgan Davis, presidente di Humble Oil (ora Exxon Mobil).  Il Centro Spaziale di Houston venne costruito su un terreno che la Rice University ottenne gratuitamente dalla Humble Oil, che si trattenne tutti i migliori territori attorno al Clear Lake dove si svilupparono aree commerciali e residenziali di inestimabile valore. E la Brown & Root Company costruì le decine di edifici del Centro Aerospaziale.  Il bilancio della NASA aumentò drasticamente e con il presidente Johnson superò i 5 miliardi di dollari. L’ipotesi si basa su documenti, in buona parte inediti, che lo studioso ha rinvenuto presso le biblioteche presidenziali di Boston e Austin, nascosti tra le decine di milioni di pagine.

giovedì 18 luglio 2019

Trasporto intermodale: cos’è, perché sceglierlo e quali vantaggi ottieni

Trasporto intermodale: 
cos'è, perché sceglierlo e quali vantaggi ottenere


Come indica il termine “inter-modale”, questo tipo di trasporto prevede l’integrazione di diverse modalità di trasporto (stradale, ferroviario, marittimo e perché no anche fluviale), che sia avvale di unità di carico standardizzate e che secondo il documento Terminology on combined transport del 2001 è il movimento di merci nella stessa unità di carico o sullo stesso veicolo stradale, che utilizza due o più modi di trasporto, e che non implica il trattamento diretto della merce nelle fasi di trasbordo modale.

Ma perché affidarsi a un’azienda come Pesenti Trasporti e Logistica per il trasporto intermodale di carichi e merci nazionale e internazionale?  

Considerare una forma di trasporto intermodale per un carico significa sapere che:
·         prevede l'integrazione tra diverse modalità di trasporto;
·         si avvale di unità di carico standardizzate;
·         non implica alcun trattamento diretto della merce nelle fasi di trasbordo;
·         offre tariffe vantaggiose;
·         conviene all'ambiente:

Perché scegliere il trasporto intermodale e quali vantaggi.
Quando si ha a che fare con trasporti che prevedono distanze molto lunghe, il trasporto intermodale sfrutta al meglio ogni modalità coinvolta, ma necessita della presenza di buone infrastrutture di riferimento.

È una modalità di trasporto che prevede qualche giorno di transito in più, ma che se ben pianificato attutisce e assorbe il tempo in eccesso, ottimizzando quello a disposizione per non arrivare mai in ritardo.

Mobilità sostenibile. Sicuramente il trasporto intermodale costa meno, perché tende a massimizzare al meglio ogni modalità coinvolta; e impatta meno anche sull'ambiente, in quanto i trasporti merci via treno sono più sostenibili (a livello di emissioni di CO2) dei trasporti merci su gomma.

La verità su #Bibbiano la vogliamo tutti.


La verità su #Bibbiano la vogliamo tutti.

Quindi evitatemi ridicoli slogan benaltristi.
Abbiate rispetto per quei bambini, invece di strumentalizzarli a fini politici per sviare da qualsiasi argomento non vi piaccia: Russiagate, l’arsenale militare fascista, ecc.
Fate lavorare inquirenti e magistrati sugli orrori accaduti nella provincia di Reggio Emilia.
Perché non c’è alcun silenzio compiacente da parte di Stampa e opinione pubblica.
Solo c’è poco da commentare.
Siamo tutti inorriditi dagli abusi e reati di cui leggiamo.
E vogliamo tutti giustizia.
Come per il caso dei due mafiosi siciliani che hanno ammazzato i due bambini
Andrea Pietrarota

E ALLORA BIBBIANO?
GNEGNEGNEGNE

Striscioni in molti paesi in tutta Italia, post indignati, con i patrioti prima-gli-italiani che cavalcano la polemica. "Parlateci di Bibbiano"

Ok, mettetevi comodi che è lungo, cari patrioti.
È lungo e non vi piacerà, cari patrioti, ma ce lo avete chiesto voi.
Partiamo dall'inizio.
In questi giorni siamo stati davanti a 2 scandali, di diverso tenore e con diverse implicazioni, politiche e legali

1 - il caso Lega/Russia nato da inchieste giornalistiche prima dell'Espresso e poi con un audio pubblicato da Buzzfeed su presunti fondi illegali dalla Russia alla Lega
2 - il caso sugli affidi di minori a Bibbiano, in cui sembrano esserci state delle persone, tra psicologi e assistenti sociali, che hanno manipolato le testimonianze dei bambini per pilotare gli affidi stessi e favorire amici e conoscenti e lucrare

Il primo è un caso politico, molto grave, soprattutto per quello che è il comportamento  vicepremier Salvini al proposito. Prima mentendo sui suoi rapporti con Savoini e poi rifiutandosi di rispondere alle domande e di riferire in Parlamento. Cambia discorso, posta foto di gattini, minimizza e cerca di sviare. 
Che i soldi ci siano o meno non lo sappiamo, e non sta a noi giudicare se le persone coinvolte sono colpevoli o innocenti.

Il comportamento di Salvini è e resta gravissimo. Per molto meno in Austria si sono dimessi praticamente tutti. 
In Italia no, non ancora perlomeno, ma i nodi stanno venendo al pettine.

Il secondo è un fatto di cronaca, anch'esso molto grave. Che normalmente non avrebbe contorni politici nazionali, di questa portata.
Se non fosse che il sindaco di Bibbiano è accusato di abuso d’ufficio e falso in atto pubblico (Secondo i magistrati avrebbe affidato alcuni spazi comunali a un’associazione coinvolta nell’inchiesta, in maniera non regolare) non ci sarebbe un caso politico neppure nel paese stesso. 
È ormai chiaro che sia totalmente estraneo ai presunti abusi sui minori. Il reato per cui è agli arresti è un altro, e verrà giudicato dalla magistratura. 
Non sappiamo nemmeno se quegli abusi ci sono stati, se davvero hanno sfruttato quei bambini per i loro interessi. Anche qui, come sopra, non sta a noi giudicare se le persone convolte sono colpevoli o innocenti. 
Se colpevoli pagheranno, giustamente.

Ora... cosa c'entrano uno con l'altro, vi chiederete, cari patrioti? Noi una idea ce la siamo fatta. Magari è sbagliata e pensiamo male, ma magari no:

Serviva un pretesto per sviare dal "Russiagate", a tutti i costi. Bibbiano è perfetto. Il Sindaco è del PD, e ci sono di mezzo dei bambini. 
La vicenda è una miniera d'oro, se la sai sfruttare.

Cosa fa presa sulle persone? Le vittime innocenti. E chi è più innocente dei bambini?
C'è già anche il colpevole. Chi meglio del PD? Il PD dei potery forty contro il Governo del Cambiamento Eletto dal Popolo
(in mancanza dei migranti, va benissimo l'oppositore politico, giusto patrioti?)

"e allora il PD?"
Ormai è uno stile di vita. Va su tutto, come il nero. E infatti spesso arriva dai neri, come stavolta, vero patrioti?

All'inizio ci hanno pensato i vari siti e blog online.
Si inizia montando il caso e soprattutto si insinua il dubbio del complotto: "nessuno ne parla". Si sa tutto di Bibbiano, anche le invenzioni come l'elettroshock (già smentito dai magistrati). Pure Di Maio ne ha scritto. 
Ma "Nessuno ne parla"

Molte pagine Facebook linkano video e articoli presi da tg e giornali. Ma "nessuno ne parla".
Mario Giordano in tv tutti i giorni fa uno speciale e i TG fanno servizi un giorno si e l'altro pure. Ma "nessuno ne parla"
Repubblica, il Corriere, la Stampa, il Fatto Quotidiano, Libero, il Giornale ecc. scrivono decine di articoli già da settimane. Ma "nessuno ne parla"
Bastano 10 secondi e con Google e trovate una intera biblioteca sul caso. 
Ma "Nessuno ne parla" 

Come è possibile?
Perché il PD insabbia la vicenda, giusto cari patrioti?

La tesi è semplice: il PD prima sfrutta i bambini per favorire la lobby gay e gli amici, e poi addirittura copre tutto. Vergogna!
Attaccano Salvini che vuole tanto bene agli italiani, mentre loro se la prendono coi bambini! Sono antiitaliani, Vergogna!

Cari patrioti, gli unici che sfruttano quei bambini, siete voi. 

Siti come Voxnews, da sempre vicini alle destre mondiali, titolano: "così il PD vuol mettere a tacere chi accusa i mostri di Bibbiano" oppure "le orge della sinistra coi bambini, da Bibbiano a Epstein".
Roba da denuncia per diffamazione, per dire. Però lo ripetono ancora e ancora

Il tutto viene rilanciato anche dai vari blog o pagine Facebook di tutti i tipi. Da "nessunotelodirà" a "Figli di Putin", da "il primato nazionale" a "dalla vostra parte", tutti a dire che i radical chic non vogliono parlare di Bibbiano.

Sempre Voxnews: "A Bibbiano si è applicato il piano Cirinnà: rieducare i vostri figli dandoli ai gay". Ma sì, mettiamoci dentro anche la comunità LGBT, altro nemico storico dei prima-gli-italiani, così la gente si indigna ancora di più.

"Nessuno ne parla". 
Per fortuna ci siete voi a farlo, cari patrioti.

(Movimento 5 Ruspe)

P.s. AD APRICENA HA STATO LACCI.

VA BENE SU TUTTO.
Ivan Matera 

Sempre sulle strumentalizzazioni del caso di #Bibbiano

“La scarsa considerazione che l'Italia ha dei suoi bambini, italiani e stranieri, si vede da come gli adulti abusano della loro vulnerabilità e del loro dolore per un misero tornaconto: i vecchi di questo paese stantio parlano di Bibbiano per bieche strumentalizzazioni politiche contro il PD, contro il Papa e a chi si richiama al comune senso di umanità, ma plaudono alla presunta legalità di chi ne mette in strada 80 a Primavalle, li annega nella rotta per il Mediterraneo Centrale e ne fa giocattoli nelle mani della criminalità organizzata che impazza nelle strade.
Fossero randagi e gattini, racconteremmo forse, una storia di compassione.
Resta invece, il quadro di una società malata, avulsa da ogni processo di mentalizzazione”.
Claudia Barbarano


L’UNICA COSA CERTA SU #BIBBIANO È CHE IN ITALIA LA REALTÀ È SEMPRE PIÙ SPESSO UNA VITTIMA.
«Nel film del 1972 di Marco Bellocchio, Sbatti il mostro in prima pagina, il redattore capo de Il Giornale spiega a un giovane giornalista quella che considera una regola aurea: non si può far sentire il lettore “colpevole di ciò che di brutto accade nel mondo”, bisogna sollevarlo dal peso della devianza umana e dargli piuttosto qualcuno da incolpare, chiunque, basta che sia qualcun altro. In quel caso il capro espiatorio era l”’immigrato” calabrese. Oggi è cambiato il soggetto, ma il meccanismo sembra lo stesso.»
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© The Vision


Nemmeno li conto più i disgustosi commenti come questo che ricevo da settimane. "Parli di Salvini e non di Bibbiano".
EalloraBibbiano è diventato il nuovo EallorailPd o EalloraiMarò. Ma se EallorailPD mi faceva pena e sorridere, EalloraBibbiano mi fa venire davvero il vomito.

Perché a voi non importa un cazzo dei bambini di Bibbiano.

A te, Luigi Di Maio, che chiami il PD "il partito di Bibbiano" non importa un cazzo dei bambini di Bibbiano. Il vostro unico interesse è avventarvi sulle storie di quei piccoli, sul loro dramma, per strappare disgustosamente pezzi di consenso elettorale come sciacalli che strappano pezzi di carne da un piccolo di gazzella.

Perché voi sapete benissimo, caro Di Maio, caro Salvini e cari avvoltoi tutti, che la politica con i fatti di Bibbiano non c'entra nulla. Che quegli affidi non sono una scelta politica, una linea politica, un programma politico.

Voi sapete, come è ovvio, che togliere e affidare illegittimamente dei bambini alle famiglie dietro compenso non è la linea politica del PD. Non è nel programma del PD, non è nelle parole di alcun esponente del PD, non è la linea del PD. Ed è ridicolo doverlo anche solo precisare.

Mentre è la precisa linea della Lega e dei 5Stelle lasciare in mare bambini, uomini e donne. E' nel programma. E' in ogni dichiarazione dei suoi principali leader. E' la linea della Lega e dei 5Stelle riportare in Libia, dove sono stati torturati e dove saranno di nuovo torturati e uccisi, uomini, donne e bambini. E' la linea di Lega e 5Stelle criminalizzare chi cerca di salvarli. Ed è la linea di Lega e 5Stelle interrompere ogni programma di salvataggio.

Questa è la differenza tra i fatti di Bibbiano e i fatti del mare. Che i fatti di Bibbiano, se accertati, sono un fatto penale e personale (mi spiace per voi, ma per la Costituzione italiana la responsabilità penale è personale) di chi si è macchiato di quei reati. Mentre i fatti del mare sono reati, sono crimini elevati a programma politico, a linea politica di due partiti che se ne fanno vanto.

Bibbiano è un comune di 10mila anime di cui nemmeno conoscevate l'esistenza fino a due settimane fa. Ma lo avete trasformato nella vostra propaganda misera e disgustosa nel comitato centrale del PD, dove tutto si decide, e dove gli affidi illegittimi sono elevati a linea di partito.

E questo fa di voi degli ipocriti manipolatori privi di ogni argomento.

I giudici hanno pure precisato che il sindaco di Bibbiano è indagato non per le spaventose pratiche di cui sono accusati gli altri indagati, ma perché ha affidato a quella associazione dei locali comunali senza fare alcuna gara. Cioè con gli affidi e le pressioni psicologiche lui non c'entra nulla.

Ma non importa. Perché l'urgenza ora è fare agli elettori una nuova pressione psicologica. Dire che il PD è cattivo, che il PD affida i bimbi all'uomo nero. Che il PD è l'uomo nero.

Voi pensate che i fatti penali di Bibbiano vi assolvano dai crimini politici che commettete ogni giorno contro i migranti. Ma non funziona. Se non riuscite a fare i conti con le vostre coscienze non sarà falsificando altre realtà che ne uscirete fuori.

Al massimo così facendo le coscienze ve le state solo sporcando di più.

Emilio Mola

SAN MARCO DI CASTELLABATE - VANDALI IN AZIONE DI NOTTE SU AUTO PARCHEGGIATE A PIAZZA PASSARO NEL CENTRO DEL PAESE


CASTELLABATE - Ancora atti vandalici nel comune di Castellabate, questa volta nella frazione di San Marco nel parcheggio di Piazza Passaro , spazio che il martedì mattina viene riservato al consueto mercato settimanale . Spazio che la notte è totalmente nelle mani di orde di ragazzini che vi sostano fini alle prime ore dell’alba , senza controlli , liberi di commettere qualsiasi atto criminale al posto pubblico e ai mezzi parcheggiati . Questa mattina a segnalare danni alla vettura  un automobilista e residente che aveva parcheggiato  come di consueto là propria utilitaria , ha così dichiarato “ sono saliti sul cofano anteriore saltandoci,  tanto da rendere la manovra di apertura difficoltosa ed hanno anche spezzato il tergicristallo posteriore” . Molte altre segnalazioni nelle scorse settimane hanno interessato invece il parcheggio / Piazza Mondelli a Santa Maria ;  quando ad un’auto sono stati tagliati due pneumatici. L’episodio proprio a pochi metri dalla caserma dei carabinieri.

L’appello dei residenti e di quanti frequentano la cittadina costiera cilentana è quello di garantire maggiori controlli. In particolare è stato richiesto di installare delle telecamere di videosorveglianza considerato che il parcheggio a San Marco Di Castellabate è privo di controlli pur essendo particolarmente frequentato, essendo la principale area di sosta gratuita della zona. Purtroppo questi casi si ripetono spesso, soprattutto durante la stagione estiva, nei mesi di luglio e agosto . 

A seguito di questi continui e gravi atti delinquenziali sono stati promessi e garantiti maggiori controlli , identificazioni di soggetti sospetti e sostanti in queste aree sia notturne che diurne e pene severissime al fine di contrastare un sempre crescente allarme sicurezza . 

( * foto archivio ) 

martedì 16 luglio 2019

La nuova favola di Amore e Psiche alla Galleria Artheka 32

Giovedì 18 luglio alle ore 18.30 alla Galleria Artheka 32 a Ostia la presentazione del romanzo di Liliana Manetti "La nuova favola di Amore e Psiche" edito da L'Erudita, marchio indipendente della Giulio Perrone Editore.

lunedì 15 luglio 2019

Extreme Networks realizza la rete Wi-FI del festival musicale Zwarte Cross 2019

A Zwarte Cross, evento musicale, sportivo e motoristico all'aperto, 220.000 appassionati comunicano attraverso il Wi-Fi Extreme Networks


Milano, 15 luglio 2019 - Extreme Networks e il partner olandese Indicium B.V. hanno progettato e realizzato una speciale rete Wi-Fi per i 220.000 partecipanti di Zwarte Cross 2019, il più grande festival musicale e sportivo in Olanda e il più grande evento all'aperto nel mondo per gli appassionati di motori, che si terrà dal 18 al 21 luglio ad Achterhoek, nella regione orientale dei Paesi Bassi.

Zwarte Cross è un contenitore unico dove si mescolano motocross, musica, esibizioni acrobatiche, teatro e humor. L'evento è nato nel 1997 con circa 1.000 partecipanti, ed è cresciuto fino alle dimensioni attuali, con 31 palcoscenici su un'area di 160 ettari con tre diversi villaggi. La rete deve garantire tutti i servizi agli organizzatori, e l'accesso a tutti i partecipanti.

Le tecnologie usate sono basate su Extreme Elements, e sfruttano la soluzione di accesso Smart OmniEdge, con gli access point ExtremeMobility e le applicazioni ExtremeGuest, ExtremeAnalytics ed ExtremeLocation.



Informazioni su Extreme Networks
Extreme Networks fornisce soluzioni di rete flessibili e sicure basate su software, dall'accesso al cloud, per la trasformazione digitale. Il servizio e il supporto sono gestiti internamente all'azienda e sono i migliori del settore. Con oltre 30.000 clienti nel mondo tra cui metà delle aziende Fortune 500 e numerosi marchi di riferimento nei settori salute e ospitalità, retail, trasporti e logistica, educazione, pubblica amministrazione, e produzione, Extreme continua a operare in modo agile per assicurare il successo a clienti e partner. Tutto questo viene definito Customer-Driven Networking. Fondata nel 1996, Extreme ha sede a San Jose in California.
Extreme Networks e il logo Extreme Networks sono marchi o marchi registrati di Extreme Networks, negli Stati Uniti e in altri Paesi. Gli altri marchi sono proprietà delle rispettive aziende.



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Firma elettronica: Yousign parte alla conquista dell’Europa con eFounders

Firma elettronica: Yousign parte alla conquista dell'Europa con eFounders


Le due società uniscono le forze per sbaragliare i concorrenti extraeuropei. I servizi di Yousign arrivano anche in Italia.


Yousign, società che offre soluzioni innovative di firma elettronica, ed eFounders, lo start-up studio che ha lanciato aziende di successo come Aircall, Front e Spendesk, hanno unito le loro forze per diventare la realtà europea di riferimento nel mercato della firma elettronica. Le opportunità di questo settore sono enormi e beneficiano delle recenti regolamentazioni in Europa e Stati Uniti. eFounders ha acquisito una consistente quota di partecipazione da Yousign portando all'azienda la propria competenza e l'esperienza internazionale per consolidare la posizione in Francia e aprirsi al mercato europeo. L'unione tra Yousign ed eFounders offre quindi la possibilità di utilizzare un prodotto al 100% europeo.

Opportunità 

Nel 2018 il mercato della firma elettronica è cresciuto di oltre un miliardo di dollari, e si stima che l'incremento nel prossimo decennio sarà del 30% annuo. L'Europa, tramite il regolamento eIDAS, e gli Stati Uniti, attraverso l'ESIGN Act, hanno adattato le proprie legislature per rendere legale e riconosciuta la firma elettronica. Gli ovvi vantaggi generati da questo tipo di firma hanno così permesso di consolidarla nei processi quotidiani delle imprese di tutto il mondo, in ogni settore. Tra i clienti di Yousign figurano aziende come Cisco, Admiral Group, FCA e Allianz che si sono già distinte includendo nei loro flussi il processo di dematerializzazione. 


L'unione fa la forza

Ma chi sono queste due aziende?

Lanciata nel 2013 e certificata a livello europeo, Yousign vanta migliaia di clienti in Francia che usano la sua app e i servizi API. Yousign ha raccolto 3,3 milioni di dollari all'inizio del 2018 per finanziare la sua crescita a tre cifre.

Fondata nel 2011, eFounders è uno start-up studio, che al fianco di imprenditori, ha lanciato 20 start-up SaaS (Software-as-a-Service) e sta ora affrontando per la prima volta una nuova sfida collaborando con un'azienda dal team già consolidato.

"In eFounders siamo abituati a iniziare da zero. Lavorare al fianco di una compagnia già esistente è per noi qualcosa di nuovo. Siamo entusiasti di poter partecipare a questa avventura con Yousign e lavorare con loro per costruire un obiettivo comune. Abbiamo incontrato Luc e Antoine quattro anni fa quando stavamo valutando possibili sviluppi in questo settore. Siamo sempre rimasti in contatto seguendo i loro progressi fino all'estate del 2018, quando si è presentata l'opportunità di lavorare insieme." Ha commentato Thibaud Elzière, fondatore di eFounders.

Entrambe le aziende portano sul tavolo asset complementari. Da una parte Yousign ha formato un team eccellente, possiede una profonda conoscenza del mercato, un'ampia base clienti e una solida infrastruttura tecnica. Dall'altra eFounders apporta le competenze di marketing e di sviluppo di prodotti, oltre all'esperienza a livello internazionale nel SaaS.

"Ci siamo subito trovati d'accordo e abbiamo capito fin dall'inizio che entrambi avevamo molto da guadagnare dall'unione del nostro know-how complementare." ha commentato Antoine Louiset, fondatore di Yousign.


Progetti

"Il mercato è vastissimo ed estremamente competitivo. Abbiamo deciso di collaborare con eFounders con l'obiettivo di raggiungere un livello superiore. Grazie alla loro esperienza e competenza speriamo di far diventare Yousign l'azienda di riferimento europeo della firma elettronica. Il progetto di digitalizzazione e dematerializzazione dei documenti è fortemente condiviso da entrambi. Yousign ed eFounders hanno compreso l'importanza di avere un basso impatto ecologico che unito alla digitalizzazione permetterà il vero cambiamento per le aziende." Afferma Luc Pallavidino, fondatore di Yousign.

Dall'inizio della collaborazione fra Yousign ed eFounders il progetto di crescita a livello europeo ha già iniziato a concretizzarsi. Sono stati recentemente estesi i servizi Yousign in Spagna, Regno Unito e Germania, e oggi è stato lanciato anche il sito italiano.

I Paesi Europei condividono la stessa legislazione relativa alla firma elettronica. Tuttavia, Yousign sarà in grado di adattare i suoi servizi alla cultura e ai mercati locali molto più di quanto non sia stata in grado di fare finora la concorrenza, sensibilizzando le aziende ad avere un basso impatto ambientale e per accelerare il processo di digitalizzazione. 

"eFounders si sta focalizzando sulla creazione di strumenti per aiutare le piccole e medie imprese nella trasformazione digitale e crediamo che la firma elettronica sia una parte fondamentale di questa transizione. Il nostro desiderio di posizionarci sul mercato e la visione futuristica di Luc e Antoine su come affrontarlo ci ha spinto ad unirci a Yousign fornendo loro il nostro know-how e le nostre risorse. Siamo entusiasti della sfida che ci attende e per il viaggio che abbiamo intrapreso insieme a Yousign." Ha commentato Quentin Nickmans, fondatore di eFounders.


venerdì 12 luglio 2019

CASTELLABATE - TRIONFO PER LA NOTTE BLU 2019 . PREMIATO ANCHE ALESSANDRO DI PAOLA PER IL CONTEST “ LA MIA IMMAGINE DI BLU “

CASTELLABATE- Ieri sera a Santa Maria di Castellabate sul palco allestito sulla spiaggia di “ Marina Piccola “ celebre anche per le famose danze del film “ Benvenuti Al Sud “ , è stata conferita la bandiera blu  per l’estate 2019  un traguardo importante perché è la ventunesima volta che questo premio viene conferito al territorio di Castellabate .  Una grande affluenza di persone giunte dalle zone limitrofe hanno animato “ la notte blu2019 “ della marina più glamour della  costa del cilento . Premiato dal sindaco Costabile Spinelli  anche il vincitore del contest fotografico “ la mia immagine di blu” che per quest’anno è andato al bravissimo Alessandro Di Paola( in foto durate la consegna ) 
Tanti ancora gli eventi che andranno a caratterizzare questi caldi mesi estivi . 


Marco Nicoletti 

Al via la nuova iniziativa #eBayPrima...ci sei tu!

#eBayPrima

I prezzi scendono, le persone salgono

 

eBayPrima: una settimana di deals esclusivi senza bisogno di abbonamento

 

Dal 15 al 21 luglio, imarketplace celebra la sua community con deals esclusivi senza alcun vincolo di abbonamento e con i risultati del sondaggio "Prima ci sei tu!" svela la voglia degli italiani 

di gettare la maschera e liberarsi da conformismo e massificazione dilaganti

 

• L'87% degli italiani ritiene che le persone siano sotto pressione a causa di aspettative sociali e modelli a cui tendere
• Il 63% vorrebbe esprimere maggiormente se stesso e il 79% pensa che la società contemporanea tenda sempre di più all'omologazione
• Due terzi degli italiani dichiarano di avere tra 1 e 5 abbonamenti standardizzati a servizi (64%)

 

Milano 12 luglio – Tempo d'estate, tempo di sconti e di offerte imperdibili: con la campagna eBayPrima, dal 15 fino al 21 luglioeBay lancia una settimana intera di offerte imperdibili fino al - 60% su migliaia di prodotti, il tutto senza necessità di sottoscrivere alcun abbonamentoUn'iniziativa aperta a tutti, creata da persone e per le persone.

Con l'occasione, eBay presenta i risultati della ricerca di mercato* "Prima ci sei tu", non solo un gioco di parole, ma anche il richiamo al valore più importante per eBay: la sua community

 

"Viviamo nell'epoca dell'urgenza, in un momento storicoche impone pressione costante con il pericolo di offuscarei nostri valori. Questo accade anche nel caso dello shoppingdove il ruolo umano del venditore e dell'acquirente viene purtroppo spesso messo in secondo piano", commenta Ilary Bottini, Responsabile della comunicazione di eBay in Italia. "Per eBay, che può contare su una community di oltre 5 milioni di acquirenti attivi e oltre 35.000 venditori professionali solo in Italiale persone sono da sempre un valore imprescindibile, e il cuore pulsante del nostro business. Da noi le persone vengono prima, con le loro passioni e la loro unicità".  

 

La ricerca "Prima ci sei tu", realizzata su un campione di 1500 italianimira infatti a mettere al centro le personesoffermandosi su quanto le aspettative sociali siano fonte di stress e in quali ambiti si manifestino maggiormente. 

 

L'analisi ha evidenziato in primis che secondo la percezione comune il fenomeno esiste davvero. L'87% degli italiani ritiene che le persone sianoeffettivamente sotto pressione a causa di aspettative sociali e modelli a cui tendere.

Una percezione leggermente più spiccata fra le donne (90%) rispetto che fra gli uomini (86%). 

 

Inoltre, alla domanda diretta "Ti è mai capitato di provare inadeguatezza rispetto a standard imposti da società/pubblicità/amici?" quasi la metà del campione (49%) risponde "qualche volta""spesso" il 22%, l'11% "molto spesso" e "sempre" il 4%. Uomini e donne si relazionano differentemente. Le donne sono più propense a dichiarare di essersi sentite spesso o molto spesso inadeguate (39%) rispetto al 27% degli uomini. Quest'ultimi invece, per il 17%, dichiarano di non aver mai sentito questa sensazione (contro il 9% delle donne). 

 

Più di un terzo (36%) degli italiani ritiene che la pressione maggiore si avverta per il dover corrispondere a modelli fisici specifici e mostrarsi dunque in forma, il 31% invece pensa che questa sia legata alla sfera lavorativa, mentre il 22% la associa ai rapporti familiari. In questa attribuzione, le donne avvertono maggiormente lo stress legato alla fisicità (42%), mentre gli uomini quello riguardante il lavoro (34%). Prendendo in considerazione le fasce d'età invece scopriamo che l'ansia da forma perfetta è più sentita fra i più giovani -18-25 anni(46%), mentre quella da prestazione professionale fra coloro che hanno dai 45 ai 60 anni (34%).

In generale, la maggior parte dei rispondenti ritiene che le relazioni personali stiano perdendo di autenticità (73%). Emerge inoltre come il concetto di omologazione sembriessere più che mai attribuito alla società contemporanea: il 79% degli italiani pensa infatti che questa tenda sempre di più verso una condizione standardizzata. 

 

Una tendenza alla standardizzazione e all'omologazione che si riflette anche sui comportamenti di acquistosempre più orientati a modalità di consumo caratterizzate dalla sottoscrizione di abbonamenti, tanto da poter parlare di "subscription economy"Il sondaggio lo conferma: idue terzi (64%) degli intervistati dichiara di avere tra 1 e 5 abbonamenti a servizi, e la spesa media si aggira intornoagli 80,17 annui. In generale sono più le donne ad aver sottoscritto almeno un abbonamento (il 67% contro il 65% degli uomini). Inoltre, il 50% delle donne dichiara di arrivare a spendere fino a 100 l'anno, contro il 46,5% degli uomini. 

 

L'iniziativa eBayPrima, attiva dal 15 al 21 luglio, permette di accedere senza alcun vincolo di abbonamento a migliaia di prodotti scontati fino al -60%, tutti con spedizione rapida e gratuita. 

 

 

 

Informazioni su eBay

eBay (NASDAQ: EBAY) è uno dei più grandi e dinamici mercati online esistenti. Da oltre 24 anni, eBay innova il commercio globale e connette milioni di venditori e acquirenti in tutto il mondo, creando notevoli opportunità per tutti. La nostra offerta di prodotti, supportata da una piattaforma di vendita semplice ed efficace, è la più completa e la più rilevante con oltre 1.2 miliardi di inserzioni live a livello globale. L'80% di questi prodotti sono nuovi e oltre il 90% del valore totale dei beni venduti deriva da oggetti a prezzo fisso. eBay in Italia conta oltre 5 milioni di acquirenti attivi, 35.000 venditori professionali e 100 milioni di prodotti nuovi in vendita in ogni momento. 

 

* Ricerca quantitativa svolta sulla community Friendz tra il 01-07-2019 e il 04-07-2019 su un campione di 1528 utenti (52% donne e 48% uomini) di età compresa tra i 18 e i 65 anni



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