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sabato 29 dicembre 2018

CAPODANNO: COLDIRETTI, 68 MLN DI BOTTIGLIE DI SPUMANTE ITALIANO (+3%)

CAPODANNO: COLDIRETTI, 68 MLN DI BOTTIGLIE DI SPUMANTE ITALIANO (+3%)

 

Le feste di fine anno fanno registrare il massimo di domanda dello spumante italiano con circa 68 milioni di tappi di spumante stappati solo in Italia, in aumento del 3% rispetto allo scorso anno. E' quanto stima la Coldiretti nel sottolineare che nove italiani su 10 (91%) non rinunciano a fare un brindisi Made in Italy a fine anno secondo l'indagine fatta dall'Istituto Ixe'. L'aumento della domanda – sottolinea la Coldiretti – è spinto dall'andamento positivo della produzione stimato tra il +10 e il +15% rispetto alla vendemmia molto scarsa dello scorso anno. La qualità – prosegue la Coldiretti - resta elevata con una produzione che dovrebbe comunque attestarsi attorno ai 700 milioni di bottiglie con in testa il Prosecco seguito da Asti e Franciacorta. La stragrande maggioranza dello spumante italiano si beve comunque all'estero con un balzo del 13% del valore delle esportazioni che a fine anno – secondo la Coldiretti - raggiungeranno per la prima volta il record storico annuale delle vendite per un valore superiore a 1,5 miliardi, sulla base delle spedizioni registrate dall'Istat nei primi nove mesi. Se in Italia lo spumante si classifica tra gli acquisti irrinunciabili nello shopping delle feste, all'estero – sottolinea la Coldiretti – non sono mai state richieste così tante bollicine italiane che in quantità dominano nettamente nei brindisi globali davanti allo champagne francese che però riesce a spuntare in media prezzi nettamente superiori. Fuori dai confini nazionali  – continua la Coldiretti – i consumatori più appassionati sono gli inglesi che non sembrano essere stati scoraggiati dalla Brexit e sono nel 2018 il primo mercato di sbocco delle spumante italiano con le bottiglie esportate che fanno registrare un aumento del 5% nelle vendite mentre gli Stati Uniti sono al secondo posto nonostante il balzo del 13%, mentre in posizione più defilata sul podio si trova la Germania – spiega la Coldiretti – che "incassa" una crescita del 6%. Le bollicine nostrane ormai sfidano alla pari il prestigioso Champagne francese, tanto che proprio sul mercato transalpino si registra una crescita record delle vendite del 21%. Ma lo spumante italiano – aggiunge la Coldiretti – piace molto anche nel Paese di Putin, visto l'incremento del 21% in Russia nonostante le tensioni e i problemi causati dal perdurare dell'embargo su una serie di prodotti agroalimentari Made in Italy. E un aumento in doppia cifra si riscontra anche in Giappone, con +18%. Sul successo delle bollicine tricolori nel mondo pesa però – conclude la Coldiretti – la contemporanea crescita delle imitazioni in tutti i continenti a partire dall'Europa dove sono in vendita bottiglie dal Kressecco al Meer-Secco prodotte in Germania che richiamano palesemente al nostrano Prosecco che viene venduto addirittura sfuso alla spina nei pub inglesi.

 

LE REGOLE D'ORO PER OFFRIRE E GUSTARE LO SPUMANTE

  • Non offrirlo ghiacciato, ma tirato fuori dalla cantina un paio d'ore prima e raffreddato in un secchiello con ghiaccio tritato, acqua fredda e sale grosso. 
  • La temperatura migliore è compresa fra gli 8 ed i 12 gradi.
  • Berlo esclusivamente in una flûte a forma di tulipano che consente agli aromi di svilupparsi liberamente.
  • Per gustare al meglio l'effervescenza sciacquare i bicchieri con acqua calda e sapone neutro.
  • Stapparlo tenendo con una mano il tappo e facendo ruotare con l'altra mano la bottiglia leggermente inclinata accompagnando sempre l'espulsione del tappo.
  • Far uscire lentamente il gas e versarlo tenendo la bottiglia dal fondo e non dal collo per evitare che lo spumante si riscaldi con il calore della mano.
  • Mai utilizzare del ghiaccio nel bicchiere.
  • Conservarlo in una cantina buia, fresca e senza sbalzi di temperatura, in posizione orizzontale.

Fonte: Elaborazioni Coldiretti


Legge di Bilancio 2019: nessuna misura per vittime di amianto. I familiari: 'traditi e abbandonati dal governo gialloverde'

LEGGE DI BILANCIO 2019: NESSUNA MISURA PER VITTIME DI AMIANTO. 

I FAMILIARI: "TRADITI E ABBANDONATI DAL GOVERNO GIALLOVERDE".


Appello del Presidente Osservatorio Nazionale Amianto al Presidente della Repubblica Mattarella.


Roma, 29 dicembre 2018 – "Traditi e abbandonati dal governo gialloverde che si è sempre dichiarato vicino, soprattutto al personale civile e militare delle Forze Armate, tra coloro che sono stati più esposti ad amianto e altri cancerogeni, così da contrarre altre patologie" – è il commento all'unisono di tutti i famigliari delle vittime del dovere che affermano amareggiate: "ci potevano evitare l'umiliazione di attivare ed affrontare un paradossale procedimento giudiziario contro lo Stato".

Nella legge di Bilancio del 2019 non sono previste misure per le vittime del dovere. La manovra ha bocciato due emendamenti sensibili sul tema, elaborati dall'avv. Ezio Bonanni, presidente Osservatorio Nazionale Amianto e richieste anche da altre associazioni di vittime del dovere. In particolare quelli che riguardavano il diritto al collocamento obbligatorio, che per lo più viene disatteso e un risarcimento mensile che granitica giurisprudenza riconosce a chi fa causa contro lo Stato.  

"Questo è il motivo per il quale l'Ona e le vittime del dovere si sono appellate fiduciose al Capo dello Stato" – annuncia Bonanni, che spiega: "se tali provvedimenti fossero stati inseriti nella Finanziaria ci sarebbe stato anche un evidente risparmio economico in termini di spese di giudizio nel caso della ormai costante soccombenza dello Stato". "Le sentenze a favore delle vittime rappresentano, infatti, il 100% delle cause, stante l'intervento della Corte di Cassazione a Sezioni Unite. Pertanto l'eliminazione di procedimenti avrebbe ridotto anche il carico giudiziario che impegna già grandemente la giurisdizione ordinaria e amministrativa, dato l'alto numero di cause ancora pendenti e di quelle che le Vittime e/o i loro superstiti saranno ancora costretti a promuovere" - precisa il Presidente ONA che sottolinea: "per far fronte alle coperture economiche degli emendamenti alla legge di Bilancio 2019 riguardanti i risarcimenti delle Vittime del Dovere che si sono sacrificate a costo della propria vita nella lotta contro la criminalità, Eroi della Nazione caduti servendo la Patria le cui famiglie hanno conosciuto il dolore e quel vuoto che nessuno potrà mai più colmare, si sarebbero potuti utilizzare i fondi del Fug (Fondo Unico Giustizia) alimentato dalle confische di beni alle mafie".

venerdì 28 dicembre 2018

LA JUVE VOLA ANCHE SUI SOCIAL E CR7 REGNA SU INSTAGRAM

                                                     
 

LA JUVENTUS VOLA ANCHE SUI SOCIAL E CR7 REGNA SU INSTAGRAM

 

I campioni sportivi non sono più star solo sul campo di gioco, ma anche sui social media, dove diventano veri e propri "athlete influencers".  L'indagine di Blogmeter incorona la squadra bianconera che piazza  ben nove suoi atleti nella Top 10 dedicata ai calciatori. Unica eccezione Icardi dell'inter, terzo dietro Dybala e Ronaldo  

 

Blogmeter, società italiana di social intelligence, ha stilato tramite la sua piattaforma proprietaria, Blogmeter Suite, una classifica che incorona i 10 calciatori di Serie A più coinvolgenti su Instagram. Prendendo come riferimento temporale il periodo dal 1° settembre al 1° dicembre 2018, sono stati analizzati i profili Instagram dei principali calciatori che militano nel campionato italiano ed è stata creata una Top 10 per total engagement (somma di like e commenti).

Al primo posto, senza troppe sorprese, si classifica il giocatore più chiacchierato dell'anno: Cristiano Ronaldo. Con un total engagement esagerato pari a 389 milioni di interazioni e ben 148 milioni di follower, CR7 è al momento il personaggio che vanta la più ampia follower base su Instagram, al mondo. La maggior parte dei contenuti pubblicati dal fuoriclasse portoghese sul suo profilo sono di carattere calcistico o pubblicitario ma sono i post che lo ritraggono assieme alla famiglia (la fidanzata Georgina e i quattro figli) ad essere i più apprezzati dai suoi social tifosi.

Medaglia d'argento con distacco per il giovane attaccante argentino, Paulo Dybala, che totalizza 93 milioni di interazioni nel trimestre. La Joya, com'è affettuosamente soprannominato nel suo paese natale, conta oltre 25 milioni di follower che coinvolge nelle sue stories tramite il Question Sticker, invitandoli a fare domande e ad interagire con lui!

Il terzo posto se lo aggiudica Mauro Icardi, giovane capitano del FC Internazionale e unico non juventino della classifica. Icardi, che può contare su oltre 4,4 milioni di follower e oltre 11 milioni di interazioni, pubblica sul suo profilo Instagram moltissime istantanee private assieme alla moglie, Wanda Nara, e ai cinque figlioletti: Valentino, Costantino, Benedicto, Francesca e Isabella.

Dal quarto all'ottavo posto altri cinque calciatori juventini, nell'ordine: Douglas Costa, Blaise Matuidi, Miralem Pjanic, Mario Mandzukic e Juan Cuadrado, che riempiono i loro profili con foto scattate durante gli allenamenti, assieme ai compagni di squadra, o durante le partite.

Al nono posto si attesta l'unico calciatore italiano della nostra classifica: il capitano juventino Giorgio Chiellini, che vanta oltre 3 milioni di follower. Al decimo posto, infine, si classifica il portiere polacco, Wojciech Szczesny, subentrato allo storico portiere titolare della juve, Gigi Buffon.


 
METODOLOGIA:

La Top10 Calciatori è stata realizzata a partire da un panel di profili di calciatori che militano in Seria A TIM. La classifica è ordinata in ordine decrescente per Total Engagement (= somma like e commenti) calcolato nel periodo 1 settembre - 1 dicembre 2018, sul solo canale Instagram. Il dato relativo ai follower è, invece, aggiornato al 14 dicembre 2018. L'analisi è stata effettuata utilizzando la piattaforma integrata di social intelligence, Blogmeter Suite.

 

                                                                                                                                  

 

Blogmeter, fondata nel 2007, è azienda leader nella social intelligence, specializzata nel fornire soluzioni di social media monitoring e analytics ad agenzie e aziende. Blogmeter offre una Suite integrata di strumenti per scoprire cosa viene detto online su brand, prodotti, servizi e personaggi pubblici; per misurare le performance dei profili aziendali su Facebook, Instagram, Twitter e YouTube e per identificare gli influencer su settori specifici.

 

Nel 2017 Blogmeter ha supportato più di 160 aziende e agenzie realizzando oltre 180 progetti di ricerca.



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La Commissione Europea sceglie Atos per due importanti progetti nell’ambito della Quantum Flagship Initiative



 

La Commissione Europea sceglie Atos per due importanti progetti nell'ambito della "Quantum Flagship Initiative"

I membri del consiglio scientifico, composto da fisici quantistici e matematici riconosciuti a livello mondiale, hanno esaminato e selezionato i programmi dedicati al calcolo quantistico (AQTION project) e alle simulazioni quantistiche (PASQuanS project).

Milano, dicembre 2018 - Atos, leader mondiale nella trasformazione digitale, giocherà un ruolo importante nell'ambito della "Quantum Flagship Initiative", finanziata per 1 miliardo di Euro dalla Commissione Europea con l'obiettivo primario di accelerare lo sviluppo delle tecnologie quantistiche nell'Unione Europea.

Il Gruppo metterà a disposizione le proprie competenze in due aree di ricerca chiave: calcolo quantistico (AQTION project) e simulazioni quantistiche (PASQuanS project).

"Partecipare con due nostri progetti selezionati dalla "Quantum Flagship Initiative" promossa dall'Unione Europea è un grande risultato e riconosce ad Atos la leadership nel quantum computing. I nostri team di ricercatori – supportati da un consiglio scientifico di fama mondiale – hanno sviluppato il simulatore quantistico più potente sul mercato, oggi adottato dalle Università e dai Centri di Ricerca più prestigiosi al mondo. Grazie al nostro laboratorio di R&S dedicato all'informatica quantistica, siamo costantemente impegnati a rendere Atos e l'Europa i punti di riferimento in questa importante tecnologia", ha dichiarato Thierry Breton, Presidente e CEO di Atos.

"L'informatica quantistica consentirà di gestire l'esplosione di dati provenienti da sistemi Big Data e IoT, contribuendo ai progressi nel deep Learning e nell'intelligenza artificiale in numerosi settori industriali. Come società di consulenza IT e produttore di hardware, desideriamo che i ricercatori dispongano dell'ambiente di programmazione più affidabile che si possa realizzare. L'emulatore QPU Atos, la Quantum Learning Machine, intende affrontare questa sfida", ha affermato Giuseppe Di Franco, CEO Central Eastern Europe & Italy.


About Atos
Atos è leader globale nella trasformazione digitale con 120.000 dipendenti in 73 paesi e un fatturato annuo di 13 miliardi di euro. Primo player europeo in Cloud, Cybersecurity e High-Performance Computing, il Gruppo offre soluzioni end-to-end di Orchestrated Hybrid Cloud, Big Data, Business Applications e Digital Workplace attraverso la sua Digital Transformation Factory, oltre a fornire Transactional Services attraverso Worldline, leader europeo nel settore dei pagamenti. Grazie alle tecnologie d'avanguardia e alla profonda conoscenza del settore, Atos supporta la trasformazione digitale dei propri clienti appartenenti ai diversi ambiti di attività. Il Gruppo è il Worldwide Information Technology Partner dei Giochi Olimpici e Paralimpici e opera con i brand Atos, Atos Syntel, Unify e Worldline. Atos è quotata sul mercato azionario di Parigi con indice CAC40.




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giovedì 27 dicembre 2018

Capodanno, dagli esperti i consigli per la prova dei botti con il pet

CAPODANNO, DAGLI ESPERTI DI CA' ZAMPA I CONSIGLI PER SUPERARE 'LA PROVA DEI BOTTI' CON IL PROPRIO CANE

Come da tradizione, in molte città verranno accesi i consueti fuochi d'artificio e petardi che potrebbero causare traumi ai cani in appartamento. Ecco come proteggerli durante il brindisi del 31 dicembre

Allo scoccare della mezzanotte del 1 gennaio è di norma sentire scoppiare per strada i tradizionale 'botti' che però, oltre a rallegrare l'atmosfera di festa, in genere rappresentano un forte disturbo per gli animali domestici destando in loro spavento ed agitazione. Ecco allora che un momento di allegria si tramuta in ansia anche per i proprietari che 9 volte su 10 non sanno come reagire alle reazioni di spaesamento del proprio pet.

"La loro prima volontà – afferma Sergio Bottino, coordinatore dei servizi extra-veterinari di Ca' Zampa, il primo gruppo di cliniche  veterinarie integrate che nascono per prendersi cura non soltanto della salute, ma anche del benessere degli animali da compagnia - è di cercare un luogo dove rintanarsi,  aspettando che le cose ritornino alla normalità. Un proprietario attento dovrà procedere su due fronti, anticipando  ed affrontando poi la situazione. Basta seguire delle accortezze in modo da attenuare la reazione molesta del pet avendo consapevolezza del suo comportamento".

Per evitargli traumi, gli esperti consigliano di preparare l'animale all'esposizione ai forti rumori, contenendolo al guinzaglio, senza consolarlo, con assoluta indifferenza. In questo modo il cane avrà un primo momento di avvicinamento ad una situazione per lui estrema e non consueta. 

"Dopo questa prova, la sera di Capodanno quando si scateneranno rumori, suoni e luci – continua Bottino -  il cane sarà pronto a sopportare quella che per lui è una sorta di aggressione acustica, avendola già in parte vissuta in precedenza. I rumori e i suoni saranno quindi per lui un evento conosciuto e comprenderà che si tratta di un episodio momentaneo che si esaurirà a breve. In questa fase il proprietario dovrà tenere il cane in sicurezza, dargli modo di raggomitolarsi nella sua cuccia o tenerlo al guinzaglio vicino a lui. Non è necessario né  consolarlo, né dargli premi in cibo o carezze. Il cane deve trovare dentro di sé le risorse per superare il disagio e sentire che il proprietario è tranquillo e indifferente. Se alla sua agitazione  si aggiungesse anche quella dell'uomo, aumenterebbe solamente l'inquietudine del pet".

Si possono anche seguire anche piccoli accorgimenti grazie ai quali rendere ancora meno disagevole il momento dei festeggiamenti: ad esempio riporre la cuccia nel luogo meno rumoroso possibile di casa oppure, nei casi più estremi, somministrare prodotti calmanti omeopatici o particolari feromoni calmanti seguendo le disposizioni di un veterinario.

 

Intervista di Alessia Mocci a Silvano Negretto: quando la filosofia incontra l’editoria di qualità

Il ‘so di non sapere’ socratico ‒ come premessa alla ricerca di una direzione di marcia razionale e realistica per noi sia come singoli soggetti, sia come “razza umana” ‒ si conferma come il metodo più razionale, (io direi meglio: l´unico realisticamente possibile) per la soluzione dell´eterno problema del “senso” dell´identità in rapporto alle diversità […]” Silvano Negretto

La celebre citazione del filosofo Socrate giunta sino a noi resta la via da seguire se si vuole procedere verso una possibile pace interna ed esterna dell’essere umano e come giustamente sostiene Silvano Negretto: “per la soluzione dell’eterno problema del senso dell’identità in rapporto alle diversità”.

Silvano Negretto è la mente ed il braccio della casa editrice mantovana Negretto Editore. Da anni nel mercato editoriale online e fisico propone le scienze dell’uomo intese in ambito filosofico, antropologico, sociale, naturalistico, passando per la psichiatria, la pedagogia e la didattica.

Le pubblicazioni sono indirizzate ai lettori che si pongono domande sul proprio tempo in continua ricerca di informazioni e riflessioni critiche sull’esistenza, lettori che coltivano il dubbio e che sono pronti a scardinare pregiudizi e luoghi comuni.

Silvano, dalla cattedra di filosofia di un Liceo di Mantova, prosegue questo lungo dialogo iniziato con i suoi studenti trasmutandolo in materia con la pubblicazione di testi ed autori fortemente selezionati che rispettano l’interesse per la ricerca della verità, autenticità e coerenza. Perché chi produce libri ha il dovere di consolidare e soddisfare questi bisogni impellenti della società.

A.M.: Silvano, sono lieta di poterti finalmente intervistare. Vorrei iniziare chiedendoti quando e come è nata l’esigenza di creare una casa editrice che supporta le grandi tematiche sociali e la filosofia. Quali filosofi hai continuato ad ammirare ed a studiare dalla tua giovinezza sino ad ora?
Silvano Negretto: Devo dire che è la prima volta che mi metto in gioco personalmente, descrivendo anche la mia formazione filosofica e ideologica... ma lo faccio volentieri: è ora di chiarire quali siano le idee che stanno alla base delle nostre pubblicazioni che – dico subito sono poche quantitativamente ma tutte significative dal punto di vista della qualità. Gli anni della mia formazione universitaria sono stati decisivi: accanto ai grandi filosofi classici dell´età moderna e al marxismo, ho studiato con passione i filosofi della scienza (in quegli anni in particolare Popper e Hempel), e la filosofia esistenzialistica (ho amato molto Jean Paul Sartre). Poi, via via, ho fatto i conti seriamente con Nietzsche e Heidegger, oltre che con la psicoanalisi, ed infine con “Verità e Metodo” di Gadamer. Penso che l´ermeneutica possa rappresentare un metodo di confronto “universale” tra le diverse correnti che compongono la filosofia contemporanea e so che su questo punto suscito serie obiezioni anche da parte di cari amici: ma ben vengano! Credo infatti che il dialogo fatto di argomentazioni, che arricchisca tutti i “contendenti”, sia non solo l´essenza (da Socrate in poi) della filosofia occidentale, ma rappresenti oggi, per la nostra attuale società, il concetto chiave che dovrebbe ispirare governi nazionali e internazionali nella soluzione dei grandi  problemi che ci troviamo di fonte: dagli epocali movimenti dei popoli al confronto tra culture nel mondo globalizzato, al degrado del rapporto uomo-natura, e alla necessità di una seria educazione civica e ambientale.

A.M.: Perché è importante seguire il precetto di Socrate: “So di non sapere”?
Silvano Negretto: Il “so di non sapere” socratico come premessa alla ricerca di una direzione di marcia razionale e realistica per noi sia come singoli soggetti, sia come “razza umana” si conferma come il metodo più razionale, (io direi meglio: l´unico realisticamente possibile) per la soluzione dell´eterno problema del “senso” dell´identità in rapporto alle diversità, e dei conseguenti problemi che vanno dalle relazioni interculturali e sociali, fino alla necessità di una convivenza pacifica sempre più equa e inclusiva. E già il grande Eraclito, un secolo prima di Socrate, aveva così sentenziato “Non troverai mai la verità se non sei disposto ad accettare anche ciò che non ti aspetti”. 

A.M.: Si può affermare che in Italia il pensiero del filosofo francese François Zourabichvili sia pressoché sconosciuto. Perché hai deciso di scommettere su questa interessantissima voce?
Silvano Negretto: La scelta di dedicare all’opera di Zourabichvili quattro testi della nostra collana è stata sollecitata dalle valorose Direttrici (Rossella Fabbrichesi e Cristina Zaltieri) della fortunata collana “Il Corpo della Filosofia”. Infatti il pensiero di Zourabichvili è segnato fortemente dall´incontro con Gilles Deleuze. Questi ancora oggi è al centro di un dibattito sostanzialmente rivolto ad una forte reinterpretazione di grandi filosofi come Nietzsche e Spinoza, e delle classiche tematiche del rapporto tra mente e corpo, tra passioni e razionalità, tra una concezione metafisica tradizionale ed una pragmatica o empiristica della Verità. Il filosofo francese era considerato appunto l´erede di Deleuze prima della sua prematura scomparsa. A questo proposito, cito la presentazione di Cristina Zaltieri a “Il divenire della filosofia in F. Zourabichvili”: “Il suo pensiero non è liquidabile come un mero commento alla filosofia altrui, ma è il lavoro ardito e fruttuoso di un originale pensatore che ci offre una produzione concettuale ancor viva, (...) dissidente rispetto alla via maestra platonico-cartesiana, di grande tensione etica e politica”. Personalmente, sono impegnato, assieme agli autori del primo libro in lingua italiana su Zourabichvili, a divulgarne sempre più il pensiero filosofico, pedagogico e politico. E sono molto contento dei risultati che questa operazione culturale sta producendo e dei consensi che sta suscitando tra docenti studenti e anche semplicemente tra coloro che amano leggere saggi che non siano “usa e getta”.

A.M.: Ritieni che la filosofia sia legata alla psichiatria? Si deve analizzare il “Pensiero” amalgamando le due discipline oppure siamo agli antipodi?    
Silvano Negretto: Già negli anni ‘70 erano diffuse le posizioni di Franco Basaglia in Italia, che esprimeva quel nuovo modo di intendere la psichiatria inaugurato dalla filosofia fenomenologica-esistenziale di Husserl Heidegger Binswanger. Alla fine degli anni ‘70 il movimento per la chiusura dei manicomi era diventato inarrestabile, da Trieste a Bologna e a Mantova... Opponendosi all´impostazione positivistica, per la quale i sintomi della malattia mentale sono classificabili come dati “oggettivi”, la scuola fenomenologica scopriva che la psiche umana è quanto mai complessa e che il senso dei comportamenti non può essere disgiunto dai contesti famigliari e sociali nel quale il soggetto – sempre unico e non riducibile a nessuna rigida classificazione si trova a vivere. È importante ricordare qualche nome tra gli psichiatri raccolti nella Società Italiana per la Psicopatologia Fenomenologica e collaboratori della rivista “Comprendere”: Enzo Agresti, Andrea Carlo Ballerini, Arnaldo Ballerini, Eugenio BorgnaBruno Callieri, e soprattutto, per quanto ci riguarda, Ferruccio Giacanelli. Questi guidò la chiusura laboriosa e sofferta, che coinvolse l´opinione pubblica bolognese ed anche quella nazionale, dell´Ospedale psichiatrico Roncati. E qui sto prendendo in causa l´ultima opera di Cinzia Migani, che ho cercato a lungo e di cui ho conservato, per mia fortuna, l´attiva collaborazione con quattro opere di cui è curatrice e/o autrice e che rientrano nel catalogo di Negretto editore. Già l´intervista che la rivista Oubliette Magazine ha fatto a Cinzia – e alla quale rimando a fine intervista chiarisce molto bene il valore di “Memorie di trasformazione. Storie da manicomio” che ricostruisce le vicende dell´ex manicomio bolognese a partire dalla sua fondazione, fino alla chiusura (1980). Il libro, a detta di tutti molto serio e approfondito, soprattutto nella prima sezione presenta gli studi e le ricerche dell’autrice coadiuvata dal citato professor Ferruccio Giacanelli. Nei mesi scorsi qualche gruppo ideologico-politico annunciava di voler mettere in discussione la Legge 180 del 1978 (Legge Basaglia), ma io mi schiero, assieme a Cinzia ed assieme a centinaia di Amministrazioni e Associazioni e a migliaia di gruppi di volontariato e di intellettuali, per un rafforzamento delle iniziative che hanno dato in passato e dovranno ancora dare forza e spessore alle strutture alternative post-manicomiali.

A.M.: In Italia c’è una letterale invasione di poeti e di libri di poesia ma c’è anche un’invasione di lettori di poesia? Come possiamo interpretare questa “esigenza” dell’essere umano dello scrivere?
Silvano Negretto: Quanto all´abbondanza di poeti, voglio citare l´opinione di Angelo Lamberti, quando dice “Quello della poesia è un mondo frequentato da soggetti che formano, loro malgrado, un circolo chiuso...”  Anche se (umoristicamente quanto giustamente) Gesualdo Bufalino dice che: “Tutti al mondo sono poeti, persino i poeti.” La poesia è il luogo in cui i diversi livelli di esperienze culturali, pensieri e idee, razionali e consapevoli, diventano un tutt’uno con l’emozione e con l’aspirazione al Senso innato in ogni soggetto che sia aperto al Vero. Detto questo, credo che ogni singolo poeta oggi non possa essere facilmente collocabile in una determinata corrente poetica o letteraria: del resto ognuno, giustamente, rivendica un proprio percorso e uno stile originale.
Di Martina Manara, che spero continui a dedicarsi all´espressione poetica, ho ammirato (fu uno dei miei primi Autori) la colta (e matura per la sua giovane età) espressione autobiografica dei problemi (relazionali, emozionali, sentimentali) tipici di una adolescente che si avvale di colto e coraggioso sforzo di autoanalisi.
Di Claudio Borghi stimo ed evidenzio l´originalissima capacità di mettere in stretta relazione linguaggi e discipline comunemente considerati inaccostabili (dalla fisica alla filosofia alla poesia).
Di Nadia Alberici, della quale seguo il percorso umano e letterario da alcuni anni, ho rilevato ed incoraggiato l´equilibrata ricerca linguistica nell’esprimere emozioni intense quanto credibili ed autentiche.
Di Angelo Lamberti (una persona umanamente speciale, oltre che autore colto di teatro a partire dagli anni ‘70, da alcuni anni anche poeta) parlano già abbastanza i suoi trascorsi con Umberto Bellintani, Giampiero Neri, Mario Artiolli, Giorgio Bernardi Perini e soprattutto con Giorgio Berberi Squarotti. Questi, nella prefazione alla raccolta “Il pompiere salta cavallerescamente il kamikaze” chiarisce con splendido acume critico la coerenza e lo stile del percorso letterario di Angelo.
Aggiungo che il numero dei lettori di poesia può essere ampliato da iniziative di associazioni di poeti noti o meno noti, critici o docenti di letteratura in collaborazione anche con le scuole o con Amministrazioni municipali che abbiano a cuore la diffusione della cultura. Voglio citare (a titolo solo esemplificativo) l´operato della Casa della Poesia (Salerno), del Salotto Caracci (Milano) o del Gruppo dei Poeti di Mantova che ha raggiunto traguardi notevoli nella divulgazione di qualità del genere poetico, anche attraverso il Festival di Poesia Terra di Virgilio o la nuova rivista “Versante Ripido” Fanzine online per la diffusione della Poesia.

A.M.: Come editore quali sono le caratteristiche che ricerchi in un libro?
Silvano Negretto: Prima di tutto desidero conoscere l´Autore, la sua personalità, la sua cultura, il suo percorso di studio e le sue idee: mi interessano sia le competenze sia la passione o le motivazioni che lo spingono a proporre un’opera che pretenda di essere originale e unica. A seconda delle collane che da alcuni anni caratterizzano il mio catalogo, selettivo e perciò abbastanza snello, il testo può essere definito “accademico” (termine che per me ha un’accezione positiva) oppure accessibile a un pubblico più vasto, pur nel significato propriamente etnologico evidenziato da Giancorrado Barozzi, membro dell´Accademia Virgiliana per i suoi meriti di studioso della storia e della cultura popolare padana. In ogni caso, il testo deve avere un valore scientifico, o comunque utile al progresso della ricerca che ogni ambito o settore culturale deve esigere. In tal senso, sia le “Fiabe” raccontate da Berta Bassi sia lo studio dei concetti di altruismo e cooperazione definiti un secolo fa da uno studioso come Petr A. Kropotkin, costituiscono temi che alimentano la nostra memoria storica e per questo consolidano la nostra identità. Questa è tanto più autentica quanto più cerca e progressivamente riesce a ritrovare le radici storiche della propria comunità o della cultura di appartenenza.

A.M.: Da lettore valuti ci siano case editrici che negli ultimi dieci anni siano state attive nella pubblicazione di libri di interesse sociale?
Silvano Negretto: Dal 2008 in poi ho conosciuto direttamente o indirettamente varie piccole o grandi case editrici, anche per merito dei miei Direttori di Collana, in particolare Lidia Beduschi e Cinzia Migani che mi hanno aperto una finestra, prima per me poco conosciuta, sul grande e variegato mondo del volontariato Sociale, delle Amministrazioni della Sanità ed Associazioni che spesso producono pubblicazioni di interesse sociale. Tra i privati, è per me esemplare l´operato dell´editrice Eleuthera, nata nel 1986, che così dichiara nel sito non si è mai considerata una casa editrice «normale», né tanto meno ha considerato il libro un prodotto il cui scopo è «incidere sul fatturato» (...) si è sempre considerata un progetto culturale libertario la cui ragion d'essere è stata quella di dare un contesto originale e coerente alle tante riflessioni che, in modo non univoco, si propongono di cambiare la realtà a partire da una critica del principio d'autorità”. Ho conosciuto direttamente molti originali piccoli editori, come Chersi Libri (Brescia) oltre ad editori indipendenti che producono moltissimo per il forte attivismo dei titolari, come Gilgamesh di Dario Bellini (di Asola). Hanno altresì una funzione positiva gli editori che si dedicano alla storia e cultura locale, e per Mantova vedo in questa fase molto attive le edizioni Tre Lune di Luciano Parenti, Il Cartiglio Mantovano di Monica Bianchi, Nicola Sometti, Universitas Studiorum di Edorado Scarpanti, il Rio (e mi scuso se ora dimentico qualcuno). Sul ruolo delle piccole case editrici nel mercato librario globale, rimando a fine intervista a due miei interventi pubblicati sulla Rivista “Socialnews” (cartacea e online), che esce mensilmente con interessanti numeri monografici tematici. Il confine tra piccola e media editoria è labile, ed anche le piccole case editrici sono molto diversificate. Nel mio caso, gli obiettivi basilari sono la creazione di una nicchia culturalmente originale e comunque riconoscibile, la selezione oculata di qualità in coerenza con i concetti chiave che animano le nostre Collane, e la compatibilità tra costi e benefici.

A.M.: Quali sono le novità editoriali del 2019? Puoi anticiparci qualcosa?
Silvano Negretto: A partire dal gennaio 2019, le uniche pubblicazioni sicure saranno il testo collettivo “Spinoza e la storia” e la nuova traduzione del romanzo “Utopia selvaggia” del brasiliano Darcy Ribeiro (risale al 1982 ma noi lo riteniamo molto vivo e attuale). Della prima, che si inserisce perfettamente nella collana “Il corpo della filosofia”, la curatrice Cristina Zaltieri scrive: “Così fino a tempi recenti e in parte ancor oggi la letteratura su Spinoza ha espunto dal suo pensiero qualsiasi possibilità di pensare tempo, durata e storia in una guisa che, alla lettura attenta dei testi, pare ora non rendere giustizia alla complessità della sua filosofia...”. Della seconda, Giancorrado Barozzi nella sua bellissima introduzione, parla di “romanzo utopico”: “Terzo dei quattro romanzi pubblicati in vita da Darcy Ribeiro, un poliedrico autore (per un 30% antropologo evoluzionista, per un altro 30% politico riformatore, per un 20% intellettuale cosmopolita e per il restante 20% boccaccesco affabulatore), Utopia selvagem fonde assieme, come in una tropicale sarabanda di Carnevale, elementi tra loro eterogenei, in apparenza inconciliabili...” – Per me, si tratta di un romanzo fantasioso, irridente, ed umoristicamente surreale. In questa fase in cui pubblicare diventa un’impresa delicata e problematica, confido anche nella citata Cinzia Migani, in Fabrizio Bertolino (docente di Pedagogia presso l’Università di Aosta) e in Alberto Scandola (docente di Storia e Critica del cinema all’Università di Verona): potrebbero – come prevedo suggerirmi progetti o proposte interessanti e di qualità. Aggiungo che tra i nostri programmi rientra il progetto di un potenziamento della nostra offerta in formato digitale. Ricordo anche che il kit Odori Suoni Colori (libro di 22 schede cartonate e profumate con simboli tattili, un alfabeto plurisensoriale dei colori, che è accompagnato da uno speciale sito internet una proposta didattica rivolta ad Istituti, Cooperative, Associazioni, Scuole e singoli privati che hanno a cuore e praticano l´inclusione dei disabili visivi e sensoriali) è ancora in vendita al prezzo di 16 euro. Il kit, ideato da Lidia Beduschi e realizzato con sito accessibile da Mario Varini con suoni di Isabella Tondi e testi letterariamente stimolanti della stessa Autrice, è un “ausilio” veramente originale: si fonda sulle ultime ricerche scientifiche di scuola americana e si avvale dei risultati credibili e sempre interessanti di molteplici sperimentazioni.
In chiusura colgo l´occasione per augurare Buon Natale e Buon Anno nuovo ai lettori e agli amici che mi seguono sui social o che rispondono positivamente alle mie proposte nelle newsletter o sui social.

A.M.: Salutaci con una citazione…
Silvano Negretto: Invece di riferirmi a grandi classici, stavolta voglio citare ancora uno dei miei Autori, che prende amichevolmente in giro il sottoscritto, con parole che comunque approvo (amo definirmi come “privato no profit”) e che possiamo ritenere conclusive di questa intervista:
Consiglio a trecentosessanta gradi la Casa Editrice Negretto, precisando però, (onde evitare malintesi), che il titolare (Silvano Negrettonon ha mai pubblicato (non ne sarebbe capace) da Imprenditore sensibile alle esigenze di un successo economico, ma soprattutto (sarebbe forse meglio dire unicamente) da Editore sensibile alle ragioni intellettuali ed ideologiche che può rintracciare e cogliere tra le parole scritte.”  Angelo Lamberti

A.M.: Silvano ti ringrazio per questa proficua chiacchierata, mi unisco a te nell’augurare Buon Natale e ti saluto con la certezza che continueremo il lungo dialogo che da più di un anno ci unisce. Chiudo questa puntata con le parole di un autore della Negretto, Claudio Borghi, tratte da “L’anima sinfonica”: “[…] L’essere è un eterno pulsare tra movimento e quiete, principio e fine, nascita e morte./ Il centro emana luce nell’essere./ L’uomo se ne stupisce, illudendosi di trovare il senso nell’io./ L’io è alienato in una dimensione spaziale, abita il cerchio, è consapevole dell’una totalità del cosmo, coglie la fonte dell’armonia – in un volo smarrito.// La mente è ancorata alle immagini, alla materia, al mondo, nella visione immediata della coscienza./ Il mondo è un presente crearsi che si rinnova./ La vita è lo sviluppo della creazione, la sinfonia che risolve un’azione incompiuta.// […]”.

Written by Alessia Mocci

Info
Sito Negretto Editore
https://www.negrettoeditore.it/
Facebook Negretto Editore
https://www.facebook.com/negrettoeditoremantova/
Intervista Cinzia Migani – Memorie di Trasformazione
http://oubliettemagazine.com/2018/10/16/intervista-di-alessia-mocci-a-cinzia-migani-autrice-del-saggio-memorie-di-trasformazione-storie-da-manicomio/
Fiabe Berta Bassi
https://www.ibs.it/fiabe-da-leggere-da-ascoltare-libro-berta-bassi/e/9788895967202 
Intervista Giancorrado Barozzi
http://oubliettemagazine.com/2018/04/16/intervista-di-alessia-mocci-a-giancorrado-barozzi-vi-presentiamo-altruismo-e-cooperazione-in-petr-a-kropotkin/
Sito Odori Suoni Colori
http://www.odorisuonicolori.it/
Social News Tra qualità e difficoltà finanziarie
http://www.socialnews.it/blog/2010/02/01/tra-qualita-e-difficolta-finanziarie/
Social News Terzo settore ed editoria di qualità
http://www.socialnews.it/blog/2013/01/28/terzo-settore-ed-editoria-di-qualita-quando-il-rapporto-funziona/

Fonte
http://oubliettemagazine.com/2018/12/21/intervista-di-alessia-mocci-a-silvano-negretto-quando-la-filosofia-incontra-leditoria-di-qualita/

mercoledì 26 dicembre 2018

GOVERNO - VERDI: SALVINI MINISTRO DEI SELFIE, SI DIMETTA

Questa notte a Pesaro è stato ucciso dalla ‘ndrangheta il fratello di un collaboratore di giustizia. 

La sua protezione era affidata allo Stato. ‬
‪È stato ammazzato con 20 colpi di pistola. 


Venti.‬

Una roba di una gravità assoluta.

‪La reazione dura dello Stato non si è fatta attendere: ecco il Ministro dell’Interno Salvini.


C'è stato anche un terremoto nel catanese con danni e dieci feriti, ma vuoi mettere "pane e nutella" da postare il giorno dopo delle abbuffate natalizie per dimostrare il suo appetito insaziabile?

Sì quando si pensa più ai tweet che al Paese.

E la tragedia è che purtroppo Salvini resti l'unico politico in grado di far breccia nel nostro elettorato, anzi è diventato una sorta di Bravehart all'amatriciana preconfezionata in barattolo, una sorta di patriota, nonostante per 20 anni di politica abbia insultato mezzo Paese e la Lega non abbia mai cambiato il suo statuto in cui è prevista la secessione.



GOVERNO - VERDI: SALVINI MINISTRO DEI SELFIE, SI DIMETTA
SUE DIMISSIONI ATTO IGIENE POLITICA

"Che Salvini fosse inadeguato al suo incarico di ministro, lo si è visto quando ha dichiarato di voler togliere la scorta a Saviano. Oggi ne abbiamo avuto una ulteriore dimostrazione, mentre a Pesaro un collaboratore di giustizia viene giustiziato e la Sicilia orientale è sotto scacco a causa del terremoto, lui non trova di meglio che pubblicare un selfie mentre fa colazione." Scrivono in una nota i coordinatori dei Verdi Elena Grandi e Matteo Badiali, che proseguono:
"Ma noi pretendiamo di sapere cosa non abbia funzionato nel sistema di protezione della famiglia Bruzzese, poichè i nuclei speciali di protezione dipendono dal ministero degli Interni. Il Governo continua a lavorare per spot, senza mai far seguire atti concreti. E Salvini fa solo propaganda, approfittando della disperazione degli ultimi per dare forza al vero male del mezzogiorno: la criminalità organizzata. Del resto lui è stato eletto in Calabria, e invece di essere il "ministro della malavita", come lo ha chiamato Saviano, dovrebbe combattere la criminalità organizzata. E vogliamo anche capire quale grado di allarme sia stato allertato in Sicilia e dove siano finiti gli investimenti per la prevenzione territoriale nella manovra. Salvini non può più rimanere al suo posto, deve rimettere il mandato di Ministro degli Interni."
"Se vuole faccia pure il ministro dei selfie e lasci il suo ruolo a qualcuno più preparato e competente. Visto che Salvini giorni fa abbracciava un condannato per spaccio di droga, le sue dimissioni sono un atto di igiene politica" Concludono Grandi e Badiali.

GIANFRANCO MASCIA
FEDERAZIONE DEI VERDI

lunedì 24 dicembre 2018

Natale, bere prima dei pasti aiuta a non prendere peso



Natale, bere prima dei pasti aiuta a non prendere peso

Mangiano per combattere la noia o lasciarsi andare dopo lo stress accumulato durante l'anno: per gli esperti gli italiani a Natale a tavola possono prendere fino a 5 chili. Uno studio ha provato che bere acqua prima di mangiare può aiutare a limitare ciò che si mangia, con buona pace della bilancia

Se è vero che a Natale a tavola ci concediamo più di qualche eccezione, il rischio che pranzi e cene si trasformino in vere e proprie scorpacciate è più che concreto. Ben un esperto su 4  (24%) tra nutrizionisti, medici e psicologi afferma che si possono facilmente accumulare in media due chili e, nella peggiore delle ipotesi, arrivare a pesare fino a 5 chili in più al termine delle festività (18%). Il 55% degli italiani mangia per lo più per noia e non aiutano, poi, soprattutto per il controllo dell'assunzione dell'alcool e di stuzzichini, le visite ad amici e parenti (34%). Come fare? La soluzione è più semplice di quello che si potrebbe immaginare.  Una ricerca scientifica ha dimostrato come bere due bicchieri d'acqua prima di ogni pasto permette di arrivare prima al senso di sazietà e quindi di mangiare meno.
E' quanto emerge da uno studio di In a Bottle (www.inabottle.it) condotto con  metodologia WOA (Web Opinion Analysis) su circa 2.400 italiani – uomini e donne tra i 20 e i 55 anni – attraverso un monitoraggio web sui principali social network, blog e gruppi  di discussione e su un pool di circa 20 esperti tra nutrizionisti, dietologi e medici generici, per capire rischi e rimedi in vista delle abbuffate di Natale.

Secondo gli esperti, durante le festività si tende a ingrassare in media dai 2 kg (24%), ai arrivare ai 3-4 kg (32%). Ma non è difficile che dopo il periodo che va da metà dicembre a metà gennaio si arrivi a pesare anche 5 kg in più (18%).  I colpevoli di questo levitare della bilancia? Per la maggior parte di loro (78%), il vero danno è dato dalla continuità nell'assunzione di calorie in eccesso, ovvero dall'idea che le feste siano un "periodo franco" in cui tutto è concesso. In cima alla lunga lista di errori troviamo anche la cattiva abitudine di spiluccare cibi molto calorici durante l'intero arco della giornata (66%).  A questo si aggiunge un abuso nel consumo di bevande alcoliche (35%), che oltre a non essere "sane", sono anche iper-caloriche. Allo stesso modo alla mancanza di ogni forma di abbinamento corretto tra i diversi cibi (23%), secondo gli esperti sono molto minori le occasioni per "bruciare" le calorie che vengono immagazzinate, rispetto a quanto avviene di solito (45%).

Quali sono i motivi di queste licenze a tavola? In questo caso sono gli italiani a indicarli e sono tra i più disparati, a partire dal fatto che il mangiare viene utilizzato per combattere la noia (55%), legata a una over dose di tempo libero a cui non si è più abituati. A seguire, in senso negativo, anche le lunghe ore passate davanti alla tv (53%), si tratta di un mangiare distratto, che senza accorgersene sommerge l'organismo di calorie. A questo si aggiunge la voglia di lasciarsi andare dopo lo stress accumulato durante l'anno (38%): per molti, infatti, il mangiare diventa una valvola di sfogo. Non aiutano, poi, soprattutto per il controllo dell'assunzione dell'alcool e di stuzzichini, le visite ad amici e parenti (34%). Solo il 12%, più radicale, è infatti convinto che con il moderno stile di vita non sarebbe necessario eccedere con le calorie e che anche a Natale bisognerebbe rinunciare a strappi eno-gastronomici.

Alcuni ricercatori dei Virginia Tech di Boston hanno dimostrato come bere due bicchieri d'acqua prima dei pasti stimolano un senso di sazietà e, quindi, ci fa essere più riluttati all'abbuffata. In sostanza poiché la sazietà è legata alla dilatazione gastrica, se noi beviamo prima del pasto abbiamo già una piccola dilatazione, che completiamo poi quando mangiamo e ci permette di arrivare prima al senso di sazietà. Bere acqua riduce l'appetito perché a volte scambiamo il senso di sete con il senso di fame e questa sensazione dopo la paghiamo con l'alimentazione piuttosto che con l'idratazione. Ma l'acqua, bevuta nelle giuste quantità, aiuta i processi digestivi e l'effetto del pasto: si tratta di un meccanismo biologico legato alla corretta digestione degli elementi e dei macroelementi ingeriti con l'alimentazione.


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domenica 23 dicembre 2018

CASTELLABATE LIVE - GLI AUGURI DEL DIRETTORE MARCO NICOLETTI

Buone Feste  a tutti,
Buon Natale a chi viene e a chi va; a chi resta e non è mai partito; a chi torna; a chi crede in un futuro migliore;
I doni più belli non li troviamo mai impacchettati sotto l'albero di Natale. I doni più belli li troviamo negli sguardi e nei sorrisi di chi ci viene incontro. 
La felicità non dipende dagli altri, ma dal nostro sguardo su ciò che ci circonda nella vita e vince chi lotta . 
Non permettete mai  alle delusioni di trasformarvi , di rendervi  cattivi o arroganti,. Reagite combattete , non arrendetevi mai 
Rialzatevi sempre  e tornate a sorridere, c'è qualcosa in ogni uno  di noi che gli altri non hanno, c'è qualcosa in ogni uno che ci rende tutti unici .
Siamo tutti diversi ma a volte  è più bello essere speciali nella propria unicità.
Non perdete mai la forza interiore , quella sarà la vostra vittoria.
Questo lo dedico a me che ho avuto più dolori che gioie.  
A me che ho combattuto e combatto ogni giorno mille battaglie. 
A me che non mi fermo al giudizio della gente e cammino a testa alta senza mai arrendermi 
A me che nonostante tutto sono e resto  quel che sono forte nell'anima e vero sempre nella vita.
Gli auguri di Natale più sinceri sono quelli fatti con il cuore, proprio come quelli che faccio a  tutti voi e le vostre famiglie  auguro
La pace e la serenità ! 
Buon Natale a tutti quanti, non importa se siamo in tanti o pochi , quel che conta e che ci sia l’amore, serenità, gioia e tanto calore!

Marco Nicoletti 

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