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mercoledì 26 dicembre 2018

GOVERNO - VERDI: SALVINI MINISTRO DEI SELFIE, SI DIMETTA

Questa notte a Pesaro è stato ucciso dalla ‘ndrangheta il fratello di un collaboratore di giustizia. 

La sua protezione era affidata allo Stato. ‬
‪È stato ammazzato con 20 colpi di pistola. 


Venti.‬

Una roba di una gravità assoluta.

‪La reazione dura dello Stato non si è fatta attendere: ecco il Ministro dell’Interno Salvini.


C'è stato anche un terremoto nel catanese con danni e dieci feriti, ma vuoi mettere "pane e nutella" da postare il giorno dopo delle abbuffate natalizie per dimostrare il suo appetito insaziabile?

Sì quando si pensa più ai tweet che al Paese.

E la tragedia è che purtroppo Salvini resti l'unico politico in grado di far breccia nel nostro elettorato, anzi è diventato una sorta di Bravehart all'amatriciana preconfezionata in barattolo, una sorta di patriota, nonostante per 20 anni di politica abbia insultato mezzo Paese e la Lega non abbia mai cambiato il suo statuto in cui è prevista la secessione.



GOVERNO - VERDI: SALVINI MINISTRO DEI SELFIE, SI DIMETTA
SUE DIMISSIONI ATTO IGIENE POLITICA

"Che Salvini fosse inadeguato al suo incarico di ministro, lo si è visto quando ha dichiarato di voler togliere la scorta a Saviano. Oggi ne abbiamo avuto una ulteriore dimostrazione, mentre a Pesaro un collaboratore di giustizia viene giustiziato e la Sicilia orientale è sotto scacco a causa del terremoto, lui non trova di meglio che pubblicare un selfie mentre fa colazione." Scrivono in una nota i coordinatori dei Verdi Elena Grandi e Matteo Badiali, che proseguono:
"Ma noi pretendiamo di sapere cosa non abbia funzionato nel sistema di protezione della famiglia Bruzzese, poichè i nuclei speciali di protezione dipendono dal ministero degli Interni. Il Governo continua a lavorare per spot, senza mai far seguire atti concreti. E Salvini fa solo propaganda, approfittando della disperazione degli ultimi per dare forza al vero male del mezzogiorno: la criminalità organizzata. Del resto lui è stato eletto in Calabria, e invece di essere il "ministro della malavita", come lo ha chiamato Saviano, dovrebbe combattere la criminalità organizzata. E vogliamo anche capire quale grado di allarme sia stato allertato in Sicilia e dove siano finiti gli investimenti per la prevenzione territoriale nella manovra. Salvini non può più rimanere al suo posto, deve rimettere il mandato di Ministro degli Interni."
"Se vuole faccia pure il ministro dei selfie e lasci il suo ruolo a qualcuno più preparato e competente. Visto che Salvini giorni fa abbracciava un condannato per spaccio di droga, le sue dimissioni sono un atto di igiene politica" Concludono Grandi e Badiali.

GIANFRANCO MASCIA
FEDERAZIONE DEI VERDI

martedì 12 dicembre 2017

Chiara Pavoni alla mostra “Amor Verdi pensiero”

Si inaugura venerdì 15 dicembre 2017 alle ore 17.30 presso la Biblioteca Aldo Fabrizi di Roma, in via Treia 14, la mostra di pittura “Amor Verdi pensiero”, con ben 200 artisti per un coro visivo. 


La mostra è a cura di C. Vigevani, U. Bongarzoni, M. Visvi, da un’idea di A. Piccinini. 

Commento di Lucrezia Rubini e Laura Turco Livieri.

venerdì 19 agosto 2011

Con un sito interamente dedicato a Giuseppe Verdi nasce il progetto Passione per la Cultura a cura di UTET

L’uomo, l’artista, il mito. Giuseppe Verdi diventa protagonista del progetto Passione per la Cultura, il nuovo network di siti che UTET, la più antica Casa editrice italiana, dedica a tutti gli appassionati della cultura. Principale obiettivo dell’iniziativa è contribuire alla conoscenza del patrimonio culturale italiano e del suo valore, consentendo al popolo della rete di accedere, in maniera gratuita, ad una serie di contributi tematici dedicati ai più grandi personaggi ed eventi che hanno caratterizzato la storia culturale del nostro Paese.

In occasione dei 150 anni dell’Unità e in vista dei festeggiamenti per il secondo centenario dalla nascita del grande compositore, Passione per la Cultura celebra uno degli italiani che ci rende grandi nel mondo ancora oggi. Visitando il sito, in questo momento il più spettacolare dedicato al musicista , gli utenti avranno la possibilità di scoprire e riscoprire la vita e l’arte del grande Maestro attraverso inediti approfondimenti, le parole delle sue lettere, interviste realizzate ad hoc, incisioni storiche, materiale iconografico e multimediale.

In più, registrandosi a Passione per Cultura, sarà possibile accedere ad una sezione speciale: la prima esclusiva raccolta di curiosità e di informazioni interamente dedicata alla celebre opera verdiana il Nabucco. Sarà possibile sfogliare una raccolta di scenografie, figurini e materiale vario, il libretto dell’Opera, e ascoltare un’incisione storica degli anni Trenta del Va’ Pensiero.

Passione per la Cultura non si pone obiettivi di esaustività ma intende offrire contenuti per lo più esclusivi e di particolare interesse e curiosità su singoli argomenti. Presto dedicherà nuovi approfondimenti per condividere l’amore e la passione per il sapere.


La mission UTET: cultura e valori italiani

UTET è la più antica Casa Editrice italiana. Le sue origini risalgono al 1791 quando a Torino nacque, per volontà di Giovanni Pomba, una piccola bottega di libri che iniziò a realizzare in maniera artigianale volumi di carattere scolastico e devozionale, per proseguire con opere di divulgazione e impegno culturale, dalle grandi opere enciclopediche, a quelle lessicografiche, alle collane monografiche. Il fil rouge della produzione UTET è stato quindi sin dagli inizi il contatto profondo con l’evolversi della cultura e dei valori degli italiani, spesso anticipando modi di sentire caratteristici della nostra società. Oggi, in un mondo profondamente mutato dal punto di vista dei mezzi di comunicazione e di trasmissione del sapere, la mission UTET è duplice: da un lato prosecuzione della divulgazione di qualità, dall’altro la proposta di prodotti editoriali di alta gamma. Costante in entrambi i casi è sempre il riferimento ai valori etici e culturali caratteristici della società italiana.

Sono nate così le esclusive opere di pregio a tiratura limitata e numerata, attualmente una delle linee di produzione di punta della UTET. Si tratta di progetti editoriali originali che uniscono nuove tecnologie e sapienza artigianale, volumi destinati a diventare oggetti da collezione per estimatori ed appassionati, da conservare e tramandare alle generazioni future. Questi progetti nascono perlopiù grazie agli stretti e proficui rapporti di collaborazione con le più prestigiose Istituzioni pubbliche e private, il che fa sì che UTET sia anche una delle poche Case editrici a poter presentare le proprie opere alle maggiori cariche dello Stato. Ieri come oggi UTET prosegue quindi la propria linea editoriale di valorizzazione della cultura e dei valori italiani e continua a porsi al centro del processo di crescita culturale del nostro Paese.

venerdì 28 maggio 2010

Caffè teatro Verdi

Nello stesso stabile che ospita uno dei 14 enti lirici italiani, il teatro Verdi di Trieste, dopo circa settant’anni riapre un “Caffè”. Appena entrati si resta colpiti dalla grande foto del vecchio locale sullo sfondo.

Claudia Rolando, vicepresidente della cooperativa vincitrice dell’appalto per la ristrutturazione e la gestione del locale, ci racconta una scelta di qualità: prodotti freschi, preparati da aziende locali. Prodotti DOP a chilometri zero. Per l’occhio: il design essenziale si sposa alla qualità nel menù progettato da Antonio Villas.

Abbiamo interrvistato l’architetto Ariella Valente curatrice del progetto.

caffe_teatro_verdi_foto_Luca

caffe teatro verdi

Per la realizzazione del progetto ha seguito delle linee guida? Ha incontrato vincoli storico architettonici?

Dello storico caffè del teatro non rimanevano testimonianze abbastanza significative da poter organizzare il progetto intorno alla loro presenza fisica. C’erano solamente alcuni elementi da mantenere, come il pavimento in seminato veneziano e le cornici di marmo delle porte. Né credo fosse giusto realizzare un “finto caffè storico”. L’ispirazione che sta alla base delle scelte progettuali, tuttavia, deve molto alla consapevolezza che questo caffè va ad inserirsi in un locale come il Teatro Verdi: prestigioso ed elegante, una parte importante nello spirito comune di questa città. Ho pensato al teatro e mi è tornato alla mente il colore rosso, forse una semplice associazione visiva, che mi ha portato poi a collegarmi ai colori della città e a decidere di azzardare questa associazione. D’altra parte anche i prodotti offerti nel locale “parlano” del nostro territorio.


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domenica 2 settembre 2007

On. Cento (Verdi): "La concorrenza non si è dimostrata un sistema a misura di cittadino"

Oggi la grande finanza ha il monopolio in diversi settori della vita civile e dell'economia: ci troviamo in un sistema dove quegli stessi attori (visto anche l'art. 105 di Maastricht) hanno subordinato i tre poteri di Montesquieu alla logica del denaro e del guadagno. Le sembra un sistema a "misura di cittadino”?

La globalizzazione del mercato è un processo in atto da diversi anni. Soprattutto dopo la caduta dell’Unione Sovietica e il superamento del marxismo, la concorrenza è stata considerata ormai la panacea di tutti i mali del mondo, l’unico modello economico che avrebbe dovuto garantire il benessere sociale. Ma così non è, non è stato e soprattutto non si dimostrato un sistema a misura di cittadino. I guasti sul clima e sull’ambiente, le conseguenze sulla salute della gente e sull’economia mondiale stanno oggi a dimostrare il fallimento del modello economico basato esclusivamente sul mercato e la globalizzazione. Grazie anche all’opera dei media il problema ha risvegliato le coscienze dei cittadini del mondo e sensibilizzato l’opinione pubblica. La società civile condivide oggi, a livello mondiale, la necessità di uno sviluppo sostenibile che pur sacrificando qualche punto di PIL consenta però di raggiungere un mercato equo e solidale in armonia con l’ambiente patrimonio di tutti.

Il premier Prodi, come tutti sanno, ha forti legami con la Goldman Sachs, così come lo stesso Draghi: questa comunanza di interessi in che modo può influenzare la politica di questi personaggi?

In un sistema democratico come il nostro, ogni progetto politico esplicato nei vari documenti programmatici del governo è approvato democraticamente e frutto della preventiva concertazione con tutte le parti sociali, divenendo infine espressione di tutto il Parlamento nella sua unitarietà.

Un tale sistema ci garantisce da ogni pericolo di deriva personalistica nelle decisioni politiche che interessano il Paese e dove, tra l’altro anche l’Unione Europea, nella sua autonomia esercita un ruolo di garanzia democratica di tutto rilievo.

Un parere personale sull'influenza nella politica di smantellamento dello Stato nazionale (partecipazioni statali, assistenza sociale) dovuta all'incontro che ebbe luogo nel 1992 sul panfilo "Britannia" fra personaggi come Draghi, Andreatta, Soros, Barucci, il governatore della Banca d'Inghilterra, rappresentanti delle maggiori banche d'affari ed altri importanti esponenti del mondo finanziario al largo di Civitavecchia.

Personalmente non parlerei di smantellamento dello stato sociale e ritengo inoltre che sia stata data troppa enfasi a quell’incontro. Le privatizzazioni delle società partecipate era un metodo già introdotto e sperimentato in Italia, come le privatizzazioni, nel corso degli anni 80, dell’Alfa Romeo e della Lane Rossi e di altre società minori stanno a dimostrare. L’Italia era nel pieno del passaggio tra la Prima e la seconda Repubblica, con le segreterie dei partiti che avevano governato il Paese dal dopoguerra, sotto l’occhio della Procura della Repubblica, con un bilancio statale ai limiti della bancarotta, con il Trattato di Maastricht alle porte e con il crollo del muro di Berlino che aveva sancito anche il superamento di fatto del marxismo come ultima alternativa al capitalismo. Occorreva adottare delle politiche che contribuissero, in breve tempo a risollevare le sorti del Paese, sia dal punto di vista economico che di credibilità delle istituzioni.

L’unica strada rimasta percorribile, ma che la storia ha poi svelato poco utile soprattutto per risanare il debito pubblico, era quella del mercato, della concorrenza - che lo stesso Trattato di Maastricht aveva scelto come pilastro dell’Unione europea - e dell’allontanamento dei partiti dalle partecipazioni pubbliche. A quindici anni di distanza da quell’evento si può senza dubbio obiettare che altre strade erano percorribili ma soprattutto che avrebbero garantito risultati migliori.

I sondaggi danno il centro sinistra in notevole calo e, probabilmente, se domani si dovesse tornare al voto la nuova maggioranza sarebbe di centro destra. Si immagina un centro sinistra diverso per la prossima competizione elettorale, e con quali protagonisti in più o in meno, considerando anche la scesa in campo del PD?

In questo momento il quadro politico italiano è in evoluzione con le aggregazioni politiche ancora tutte da definire. Sicuramente il PD con Veltroni probabile segretario del nuovo partito costituirà, anche in un eventuale vicino domani una candidatura vincente per il governo del Paese. Questo sarà tanto più vero se il PD riuscirà a non farsi trascinare in quella deriva centrista che intende emarginare l’apporto di idee e di valori espressi dai partiti della sinistra della coalizione di governo.

Lei è uno dei principali addetti al settore economico dello stato: l’”esercito” di ministri e sottosegretari inaugurato dal governo Prodi, non è stato il primo passo che ha gravato in tal senso?

Ritengo che il riferimento sia al presunto aggravio dei costi della politica e della pubblica amministrazione dovuto all’aumento dei ministri e dei dicasteri.

In tal caso è opportuno precisare che quei ministri e quei sottosegretari, stanno attuando il piano previsto nel programma dell’Unione che prevede la razionalizzazione dei costi della politica e che sta dando i primi importanti risultati riscontrabili soprattutto dalla costante diminuzione del fabbisogno della pubblica amministrazione e poi dalla razionalizzazione degli uffici, la soppressione degli enti inutili e la riduzione dei costi di commissioni e comitati.

Con Dicasteri enormi e competenze smisurate sarebbe non sarebbe stato possibile raggiungere questi obiettivi in un solo anno di governo. Non c’è dubbio però che vi è proliferare eccessivo di poltrone e poltroncine che sarà necessario ridurre con una norma chiara che stabilisca i limiti della politica e la diminuzione dei costi.

Riguardo le diverse crisi nel mondo causate da guerre nate per il controllo di risorse strategiche come petrolio o acqua, quali sono le “soluzioni” proposte dal governo e, in modo particolare, dal Suo partito?

Dopo il fallimento in Iraq del tentativo di esportare la democrazia attraverso gli strumenti della guerra, l’unica strada da percorrere, per risolvere i conflitti nel mondo, resta quella della diplomazia e della pace, questi principi devono essere fondanti e adottati in tutte le strategie possibili nel tentativo di portare la pace dove oggi regna quella guerra che sta insanguinando il sud del mondo. In questa opera rivestono un ruolo determinante le associazioni umanitarie che lavorano su quei fronti portando assistenza e solidarietà a tutte le popolazioni aiutano senza distinzione alcuna.

Un ulteriore obiettivo che potrebbe dimostrarsi strumento di pace e di sviluppo, è senza dubbio la ricerca e l’impiego di fonti energetiche alternative e pulite che rendano il mondo meno dipendenti dai combustibili fossili e occasione di sviluppo per tutti i Paesi del mondo

Ridurre il debito pubblico: questo è un tema che ricorre ciclicamente. Qual è la soluzione migliore: una maggiore privatizzazione riguardo ambiti attualmente gestiti dallo stato o, al contrario, uno stato che sia il primo “arbitro” ed “investitore” dell’economia del paese?

Da privatizzare c’è rimasto ben poco e comunque questa strada non è riuscita a dare i frutti sperati negli anni novanta. La linea per la riduzione del debito pubblico, deve essere quella di arrivare al più presto al pareggio di bilancio e da lì in poi utilizzare le risorse per l’abbattimento del debito pubblico. Per centrare questo obiettivo è necessario che il governo realizzi le grandi riforme previste nel programma dell’Unione , proceda spedito nella lotta agli sprechi, ancora elevati nella pubblica amministrazione, riduca le spese per gli armamenti e continui convinto nella lotta all’evasione fiscale. In questo contesto non bisogna dimenticare però gli interventi necessari a favore dei disoccupati, dei precari, della difesa dell’ambiente, argomenti che danno la misura del grado di civiltà raggiunto da uno Stato. In questo contesto anche alla sinistra del Partito democratico, i partiti dovranno cercare un’aggregazione caratterizzata da contenuti, valori e soggetti nuovi, per tenere insieme la tradizione di sinistra più classica e quella ambientalista, pacifista e femminista. Insomma, una sinistra arcobaleno.

Un’ultima domanda: cosa pensa riguardo l’utilizzo di internet in politica e nei rapporti tra cittadini ed istituzioni?

L’avvento di internet ha segnato una rivoluzione nel campo della comunicazione della quale ha contribuito ad aumentarne la diffusione in modo libero e democratico, offrendo ai cittadini la possibilità di essere sempre informati senza quelle coercizioni che caratterizzano oggi Tv e giornali.

Si è rivelato strumento importante di democrazia e di trasparenza che consentito ai cittadini di entrare nelle amministrazioni per chiedere servizi sempre più efficienti e trasparenza.

Sono ancora troppo pochi quanti ne usufruiscono in modo adeguato, a tutti deve essere garantita la possibilità di fruire di questo importante strumento di comunicazione e di democrazia.

In tal senso, il governo sta già operando in questa direzione incentivando l’acquisto dei p.c. per i giovani e ora anche per i lavoratori co.co.pro ma, e necessario fare molto di più per consentire a tutte le categorie sociali e ad ogni cittadino di poter beneficiare dei servizi offerti e utilizzarlo come strumento di informazione.

Intervista a cura di Jacopo Barbarito

Pubblicata il 9-8-2007 su “Rinascita”

mercoledì 21 febbraio 2007

AD ECORADIO: L'ONOREVOLE GRAZIA FRANCESCATO (VERDI)


AD ECORADIO: L'ONOREVOLE GRAZIA FRANCESCATO (VERDI)
 
 
 
Giovedì 22 febbraio alle ore 15.05 trenta minuti di dibattito con il Presidente onorario dei Verdi, On. Grazia Francescato. Partendo dalla votazione al Senato di oggi si parlerà di politiche energetiche e sviluppo sostenibile. Gli ascoltatori avranno la possibilità di intervenire attraverso il numero verde 800 029 727, con un sms al numero 333-2080550 o con una mail a info@ecoradio.it.

Visita il sito di Ecoradio <http://www.ecoradio.it>

Ecoradio in Fm a Roma sugli 88.300, in Calabria sui 104.900 e a Sulmona sui 106.700
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