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mercoledì 22 gennaio 2020

'The White Queen' ad Interno 4

Domenica 26 gennaio alle ore 18.15 ad Interno 4, nello spazio culturale dell'attrice Chiara Pavoni, in via della Lungara 44 a Roma si terrà un 'White Event' originale e particolare. 
Da un' idea di Arianna Edran Di Lembo e Flavio Franseseni, da un pensiero creativo nasce la 'Regina di Carta', intepretata da Chiara Pavoni.

martedì 21 gennaio 2020

Consulenza direzionale: nasce la nuova PTSCLAS

NASCE LA NUOVA PTSCLAS: PRONTI PER NUOVI MERCATI CON PIÙ COMPETENZE

Il Presidente Bugliosi: "Grazie all'esplorazione continua delle nuove possibilità di sviluppo e ad un orientamento imprenditoriale, abbiamo creato un nuovo player che integra esperienze e professionalità in settori emergenti"

 

Roma, 21 gennaio 2020. Presentata oggi a Palazzo Merulana PTSCLAS S.p.A., il risultato del progetto di fusione tra CLAS S.p.A., Struttura S.r.l., Noviter S.r.l. Nasce un nuovo player nel settore della consulenza direzionale che catalizza, integra e attualizza oltre 40 anni di esperienze. Un'offerta ampia ma capace di verticalizzare sui settori nei quali si giocano le più importanti partite per lo sviluppo economico, sociale e culturale per l'Italia e l'Europa.

"Siamo estremamente entusiasti di aver concluso la fusione che ci porta oggi ad essere una realtà con 115 tra dipendenti e collaboratori ed una strategia di crescita che prevede, tra le altre cose, nel solo 2020 un ampliamento del nostro organico del 20%" - dichiara il Presidente Stefano Bugliosi. "Abbiamo chiuso il 2019 con un fatturato in crescita del 14% grazie ad un portafoglio di servizi pluriennale aggiudicati di oltre 12 mln e con 128 gare ed offerte aggiudicati nell'anno e 70 in attesa di esito. Grazie alle nuove partnership ed alla creazione di nuove business unit come quella Digital&Innovation, inoltre, arricchiremo ed amplieremo i servizi offerti ai nostri clienti".

"L'expertise di PSTCLAS si distingue per un'offerta di servizi integrati ed altamente innovativi nelle modalità e nei contenuti, cruciali per accompagnare processi di pianificazione strategica, trasformazione, passaggi generazionali, gestione e direzione aziendale in settori chiave quali trasporti e infrastrutture, telecomunicazioni, cultura sport e turismo, formazione, istruzione, mercato del lavoro. Con queste capacità - dichiara l'AD Stefano Ciurli - puntiamo a migliorare gli ottimi risultati del 2019 e ad incrementare il nostro know how che oggi conta oltre 3.000 progetti realizzati, una clientela ampia e consolidata, una seniority elevata di grande valore per i nostri clienti. Offriamo servizi di grande qualità coniugando esperienza, conoscenza ed innovazione, ci piace sintetizzarlo in knowledge that innovates".

La storia di PTSCLAS viene da lontano. Nasce nel 1995 con la società di consulenza direzionale PTS Consulting, che è stata il motore dell'operazione di fusione e che ha nel tempo rappresentato un importante fattore di aggregazione, grazie a un attento lavoro di scouting di professionisti e società. Il progetto di fusione #AllinOne è stato presentato a dicembre 2018 ed è diventato esecutivo alla fine del 2019 per offrire al mercato e a tutte le persone che ogni giorno scrivono la storia della società la massima coerenza a tutti i livelli, in termini di mission, vision, corporate e business strategy.



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GIBUS REALIZZA LO SPAZIO OUTDOOR DI PEPPERMINT NEL CENTRO DI CARDIFF IN GALLES

GIBUS REALIZZA LO SPAZIO OUTDOOR DI PEPPERMINT NEL CENTRO DI CARDIFF IN GALLES

 

GIBUS (GBUS:IM), il brand italiano del settore outdoor design di alta gamma, PMI Innovativa quotata su AIM Italia e fondata nel 1982, ha realizzato l'outdoor del rinomato locale Peppermint Bar&Kitchen in pieno centro storico a Cardiff, in Galles.

 

Il locale ha scelto GIBUS per progettare uno spazio esterno di 200 metri quadrati che si concretizzasse in un plus, sia dal punto di vista estetico che dal punto di vista funzionale, rispetto ai numerosi ristoranti, bar e club presenti nel distretto.

 

La sfida principale nella realizzazione di questo spazio outdoor è stata quella di rispettare i vincoli architettonici del centro città che impongono, per l'installazione di nuove strutture, di non superare i 250 cm di altezza e di non fissarle alla costruzione esistente. Vincoli che, grazie all'abilità di GIBUS nella gestione di progetti complessi, sono stati brillantemente rispettati.

 

GIBUS ha infatti progettato una soluzione di copertura dai forti connotati tecnologici, utilizzando la pergola a impacchettamento Med Zenit, caratterizzata da un elegante telo di copertura completamente impacchettabile, montato su una struttura in alluminio dal tetto perpendicolare alle gambe portanti. Questo aspetto dona un tocco di eleganza maggiore rispetto a una semplice copertura inclinata. La pergola, installata nel giro di una settimana, offre protezione continua, in ogni stagione e durante tutto l'arco della giornata, garantendo altresì ai gestori del locale la possibilità di aumentare i coperti e, di conseguenza, anche il proprio volume d'affari.

 

Il prodotto fa parte della Linea DESIGN di GIBUS, pensata per rispondere al meglio alle complesse esigenze del settore Ho. Re. Ca..

 

Il Gruppo GIBUS ha chiuso il 2019 con ricavi consolidati pari a 40,9 Euro milioni, +20,4% rispetto a 34,0 Euro milioni al 31 dicembre 2018. I ricavi realizzati all'Estero sono pari a 13,1 Euro milioni, registrano una crescita del +24,4% rispetto a 10,5 Euro milioni nel 2018 e rappresentano il 32% del totale (31% nel 2018).

 

Nel 2019 la Linea Design (pergole, tende da sole, vetrate e complementi) rappresenta il 54% dei ricavi consolidati e presenta una crescita del +9,3% rispetto al 2018, beneficiando dell'ottimo contributo dato dai nuovi modelli di tende da sole high end lanciati a marzo 2019.

 

 

GIBUS (GBUS:IM – ISIN IT0005341059) è il brand italiano protagonista del settore Outdoor Design di alta gamma per HO. RE. CA. e Residenziale, presente in Italia e nei principali Paesi europei con una rete di 388 GIBUS Atelier che rappresenta un unicum nel panorama competitivo nazionale e internazionale. Con sede a Saccolongo (PD) e circa 170 dipendenti, progetta su misura prodotti 100% Made in Italy e presidia l'intera catena del valore. GIBUS ha una quota di mercato consolidata in Italia e ha rafforzato la sua presenza all'estero (13,1 Euro milioni di ricavi, pari al 32%) in particolare in Francia e area DACH. È una PMI Innovativa che investe costantemente in R&D circa il 3% del fatturato e, con oltre 45 soluzioni tecniche brevettate e 26 modelli di design tutelati, ha definito nuovi standard di qualità nel settore: elevare il contenuto tecnologico e di design dei prodotti è la chiave per competere nel segmento high end del settore outdoor e rispondere alle esigenze di sempre maggior comfort nella fruizione degli spazi esterni. Le principali linee di prodotto, Lusso High Tech (Pergole Bioclimatiche) e Sostenibilità (ZIP Screen), si contraddistinguono per livello di design e tecnologia e rappresentano il principale driver di crescita della Società. Storicamente i prodotti fanno del connubio tra tecnologia meccanica e know-how della lavorazione tessile la propria forza e negli ultimi anni ha assunto un ruolo sempre più importante l'elettronica: oggi l'azienda è in grado di offrire soluzioni completamente automatizzate, capaci di rispondere automaticamente ai cambiamenti delle condizioni climatiche, e connesse a piattaforme web per il controllo da remoto. I prodotti sono caratterizzati da elevati standard produttivi e di sicurezza: ISO 14001, ISO 9001, ISO 45001, ologramma anticontraffazione con marchio GIBUS e codice alfanumerico unico.

 

SACCOLONGO (PD), 21 GENNAIO 2020

CNR: Clima artico, ricostruita 120mila anni di storia di ghiaccio marino

Clima artico: ricostruita 120mila anni di storia di ghiaccio marino 

Uno studio dell'Istituto di scienze polari del Cnr su una carota lunga 584 metri, estratta nel 2015 in Groenlandia, indica che l'estensione media di ghiaccio marino artico presente negli ultimi 11mila anni è stata inferiore a qualsiasi altro periodo degli ultimi 120mila. I risultati ottenuti grazie a un'analisi innovativa dei sali marini. Il lavoro è pubblicato su Climate of the Past

 

Uno studio dell'Istituto di scienze polari del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Isp) pubblicato su Climate of the Past ha prodotto il primo paleorecord di ghiaccio marino nel Nord Atlantico che ha consentito di scoprirne l'evoluzione durante le variazioni climatiche degli ultimi 120mila anni: dalle fasi finali dell'era interglaciale precedente, l'Emiano, a tutta l'ultima era glaciale, fino all'attuale periodo interglaciale, l'Olocene. Lo studio è stato portato avanti nell'ambito di un progetto Erc europeo, "ice2ice", a cui il Cnr ha partecipato sia nelle operazioni di carotaggio sia nelle fasi successive di misure chimiche e analisi dati. La carota di ghiaccio usata per questo studio paleoclimatico, lunga 584 metri, è stata estratta nel 2015 da un ghiacciaio situato sulla costa Est della Groenlandia. 

"I risultati mostrano che l'estensione media di ghiaccio marino presente durante gli ultimi 11mila anni dell'Olocene, è stata inferiore a qualsiasi altro periodo precedente degli ultimi 120mila. Il record mostra anche che il periodo di massima estensione e spessore del ghiaccio si verificò circa 20 mila anni fa, durante l'ultimo massimo glaciale. Il ghiaccio iniziò poi a sciogliersi circa 17,5 mila anni fa, in concomitanza con molti altri cambiamenti climatici avvenuti durante la deglaciazione che portò allo stato interglaciale attuale", spiega Niccolo Maffezzoli, ricercatore del Cnr-Isp e autore della ricerca.

Il ghiaccio che si forma dal congelamento dell'acqua di mare in inverno è una variabile climatica fondamentale, profondamente coinvolta nei processi che legano l'atmosfera, gli oceani e la biosfera. "È un parametro molto sensibile ai cambiamenti climatici: ne è prova la contrazione a cui stiamo assistendo nell'oceano artico negli ultimi decenni, a causa del riscaldamento antropico che influenza le temperature         dell'aria soprattutto a queste latitudini", prosegue Maffezzoli. "Le osservazioni satellitari in Artico sono disponibili dagli scorsi anni '80 e i modelli climatici prevedono un Oceano Artico libero dai ghiacci in estate nel giro di qualche decennio". 

Dal punto di vista paleoclimatico il ghiaccio marino è un parametro molto difficile da ricostruire: "Il bromo e il sodio, gli elementi contenuti nelle particelle di sale che vengono utilizzati come traccianti per la per la sua ricostruzione, realizzata attraverso carotaggi di ghiaccio, lasciano infatti una traccia chimica che è mascherata dalla sorgente principale di questi sali, il mare aperto.Lo studio è stato portato avanti nell'ambito di un progetto Erc europeo, ice2ice, a cui ha partecipato anche il Cnr sia nelle operazioni di carotaggio che nelle fasi successive di misure chimiche e analisi dati. La carota di ghiaccio usata per questo studio paleoclimatico, lunga 584 metri, è stata estratta nel 2015 da un ghiacciaio situato sulla costa Est della Groenlandia. Le nostre analisi chimiche eseguite con spettroscopia di massa hanno quantificato bromo, sodio e altri elementi intrappolati nella matrice di ghiaccio a fino a livelli del ppt, ovvero di una parte per trilione", conclude Maffezzoli.

 

 "Il nostro studio usa un marcatore di utilizzo recente nello studio delle carote di ghiaccio, il rapporto bromo-sodio, sul quale vi sono ancora da chiarire alcuni aspetti: ma le prove a suo sostegno, non ultime il confronto con le ricostruzioni ricavate dalle carote di sedimenti dei fondali oceanici, inducono a proseguire la ricerca in questa direzione. Attendiamo con ansia di poter misurare la carota che verrà estratta dalla calotta antartica nel progetto Beyond-Epica, che si stima possa coprire l'ultimo milione e mezzo di storia climatica della Terra".  

 

Roma, 21 gennaio 2020



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CANNABIS TERAPEUTICA, DA COLTIVAZIONE 10MILA POSTI

CANNABIS TERAPEUTICA: COLDIRETTI, DA COLTIVAZIONE 10MILA POSTI

 

In Italia la coltivazione, trasformazione e commercio della cannabis a scopo terapeutico per soddisfare i bisogni dei pazienti potrebbe garantire un reddito di 1,4 miliardi e almeno 10mila posti di lavoro, dai campi ai flaconi. E' quanto stima la Coldiretti nel commentare la decisione della Regione Sicilia di farsi carico delle spese sostenute dai pazienti che ricorrono alla cannabis per uso terapeutico.

 

In Italia la richiesta di prodotti terapeutici a base di cannabis è in costante crescita e viene soddisfatta soprattutto dalle importazioni nonostante il fatto che con decreto del Ministero della Salute dell'11 novembre 2019 lo Stabilimento Chimico farmaceutico militare di Firenze, l'unico autorizzato alla coltivazione, potrà produrre fino a 500 kg di infiorescenze di Cannabis a fronte dei 350 kg consentiti nel 2019.

 

Solo utilizzando gli spazi già disponibili nelle serre abbandonate o dismesse a causa della crisi nell'ortofloricoltura, la campagna italiana – sottolinea la Coldiretti – può mettere a disposizione da subito mille ettari di terreno in coltura protetta. Si tratta di ambienti al chiuso dove – precisa la Coldiretti – più facilmente possono essere effettuate le procedure di controllo da parte dell'autorità preposte per evitare il rischio di abusi. Una opportunità che va attentamente valutata per uscire dalla dipendenza dall'estero e avviare un progetto di filiera italiana al 100% che unisce l'agricoltura all'industria farmaceutica.

 

Una prima sperimentazione che – conclude la Coldiretti – potrebbe aprire potenzialità enormi se si dovesse decidere di estendere la produzione in campo aperto nei terreni adatti: negli anni 40 con ben 100mila gli ettari coltivati l'Italia era il secondo produttore mondiale della cannabis sativa, che dal punto di vista botanico è simile alla varietà indica utilizzata a fini terapeutici.



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Tecnologia, la "Avatar Factory" made in Italy di IGOODI sbarca in Giappone per concorrere al titolo di startup più innovativa al mondo

TECNOLOGIA, L'AVATAR FACTORY MADE IN ITALY DI IGOODI SBARCA IN GIAPPONE PER CONCORRERE AL TITOLO DI STARTUP PIÙ INNOVATIVA AL MONDO

Dopo la vittoria nella tappa italiana dell'Open Innovation Contest di NTT DATA, concorso internazionale nato per accelerare la crescita delle startup più innovative, il team IGOODI è in partenza per Tokyo per partecipare alla finale insieme ad altre 27 startup selezionate in tutto il mondo. Tra i contendenti giovani imprenditori da Stati Uniti, Cina, Messico, Canada, Israele e India.

 

Un importante premio da 100mila dollari da investire in ricerca e sviluppo dei propri progetti e un ambizioso percorso d'inserimento sul mercato globale attraverso il network dei giapponesi di NTT DATA, uno dei principali player a livello mondiale nell'ambito dell'information technology. È questo il traguardo a cui aspira IGOODI, la prima "Avatar Factory" 100% made in Italy, pronta a prendere il volo per Tokyo dove parteciperà alla finale mondiale dell'Open Innovation Contest in programma il 23 e il 24 gennaio nella capitale nipponica. Guidata dal CEO Billy Berlusconi, IGOODI presenterà la sua avanzata piattaforma tecnologica "The Digital You" nell'headquarter di NTT DATA nel corso della prima giornata dell'evento, e sul palco dell'InterContinental ANA Tokyo davanti a un pubblico qualificato nella giornata finale. Con il motto di "Let's change the world together", l'autorevole competizione internazionale è nata per selezionare le startup più innovative a livello internazionale, in grado di proporre soluzioni rivoluzionarie in ambito di information technology.

 

"Essere considerati fra le più innovative startup a livello globale da un colosso della tecnologia come NTT DATA è per noi motivo di grande orgoglio, ancora di più considerando che siamo presenti sul mercato da soli 6 mesi – spiega Billy Berlusconi, CEO di IGOODI – Al tempo stesso siamo davvero interessati a confrontare la nostra vision di umanesimo digitale con le culture, la società e i mercati dell'Estremo Oriente, molto vicini per loro stessa natura al concetto, alla figura e alla valorizzazione dell'avatar; IGOODI vuole infatti essere un ponte tra l'io fisico e l'io digitale, per questo portiamo sul mercato una piattaforma tecnologica in grado di supportare prodotti e servizi in settori in cui l'avatar di ognuno di noi si dimostrerà un utile assistente in grado di semplificarci la vita: dal fashion agli e-commerce, dal wellness al medicale, dai social fino agli e-sport".

 

A contendere il titolo a IGOODI oltre agli italiani di MDOTM, vincitori assieme alla "avatar factory" della tappa italiana dell'Open Innovation Contest di NTT DATA tenutasi lo scorso dicembre a Milano, saranno presenti ben 26 startup selezionate durante le finali locali svoltesi in 16 città in giro per il mondo: imprenditori e innovatori da Stati Uniti, Cina, Messico, Canada, Israele, India, Giappone, Cile, Brasile, Portogallo, Gran Bretagna, Estonia e Germania stanno per partire per un lungo viaggio alla volta del Sol Levante con l'ambizione di portarsi a casa l'ambito premio e diffondere a livello internazionale le proprie intuizioni grazie al supporto di un importante partner.



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Coppie riciclate: funzionerà tra Brad Pitt e Jennifer Aniston Quando funziona (o no) la "minestra riscaldata"

Coppie riciclate


Brad e Jennifer di nuovo insieme? Quando funziona la "minestra riscaldata" e quando no

Una "portata" che spesso torna, come sembra essere dalle ultime foto di questi giorni tra Brad Pitt e Jennifer Aniston. Un capriccio, la paura di restare soli o qualcosa di più? Per comprendere le regole dell'amore serve capire - dagli autori de "La matematica del cuore" - se rientriamo nei casi fortunati o meno che contemplano la rinascita di una coppia

Milano, 21 gennaio 2020 – Andiamo tutti un po' in crisi quando si riaccende la fiamma dell'ex: e subito ci tormentiamo per intuire se la coppia funzionerà meglio di prima. Certo, perchè se mi rimetto con l'ex deve davvero essere successo qualcosa di così grandioso da pensare a una nuova coppia. Non ci sono regole scritte nell'amore, ma sicuramente c'è la "Matematica del cuore" (Cairo editore) utile anche in caso di ritorno di fiamma e che può rivelarsi un vero manuale di sopravvivenza di coppia.

L'EPIDEMIOLOGIA DI COPPIA
"L'accezione negativa della "minestra riscaldata" induce a pensare che non sia una strada vincente per la coppia, molto vicina ai risultati raccolti da quella che io definisco l'epidemiologia di coppia o più semplicemente, la statistica che applico studiando i migliaia di casi del mio blog – interviene Alessandro Nicolò PELLIZZARI, giornalista, blogger e autore del libro "La matematica del cuore".

QUANDO I RICORDI NON BASTANO
"Se ci si mette insieme all'ex sognando e ricordando le parti più belle della storia forse non ci si sbaglia, ma esistono anche i motivi per i quali la storia non è decollata in passato. E di solito sono i più forti, quelli che hanno fatto saltare il banco della coppia – continua Pellizzari"

SAGGEZZA O DISPERAZIONE?
"Si guarda al passato e alle volte si pensa che in fondo, sotto sotto, l'ex sia un punto di riferimento perché almeno, con lui, una relazione si era creata, e magari è durata anche molto rispetto agli standard attuali. Poi è anche vero che, se non riguarda proprio tutti gli ex, c'è sempre un ex che è "un po' più" degli altri, che ha lasciato il segno, che magari è stato un grande amore anche se ci ha fatto soffrire. Ed è a quello che si guarda alle volte con nostalgia o rammarico, per fare confronti o per tornare, come fosse un'ancora di salvezza – spiega ELISELLE, coautore del libro "La matematica del cuore" - 
Anche il fattore "paura" che gioca un ruolo importante: ci sono persone che proprio non riescono a lasciar andare davvero nessuno, e allora guardano costantemente al passato, mantengono o riallacciano rapporti nei momenti di debolezza perché si sentono soli, o perché il doversi rimettere in gioco col nuovo li terrorizza".

LA COMFORT ZONE
"Insomma, lasciare la porta socchiusa diventa una zona di comfort che fa stare più tranquilli, forse, ma che al contempo impedisce di vivere veramente il presente e di incontrare il futuro. Bisogna fare un grande lavoro su se stessi per capire "come mai si torna dall'ex": bisogna prima assicurarsi, insomma, che sia una forma di crescita e saggezza, nel caso non si fosse riusciti a vivere appieno per immaturità quella relazione nel passato, e non di disperazione, per motivi che dall'amore esulano totalmente – continua Eliselle

IL FATTORE TEMPO 
"L'ex trentenne oggi quarantenne avrà spesso alle spalle matrimoni falliti e cattive esperienze con le donne che lo hanno indurito e trasformato in quello che io chiamo reduce ammaccato, un uomo lamentoso, affetto da ciclo doloroso emotivo che, dopo le prime (anche buone) cucchiaiate di minestra riscaldata si rivelerà in tutti i suoi difetti di uomo non proprio paladino del femminismo – continua Pellizzari - Superati i 50 invece, l'ex single, ormai abituato è innamorato della sua singletudine, avrà invece avuto a che fare soprattutto con storie usa e getta (tante) e qualcuna più lunga che però non ha retto e ha lasciato strascichi psicologici in lui. Non a caso buona parte degli ex ultracinquantenni liberi sono seriali, irriducibili collezionisti di donne, comprese le ex, riesumate soprattutto in tempi di magra.

QUANDO L'EX ERA MOLTO GIOVANE
L'unica situazione che ha qualche chance che due ex funzionino di nuovo è quella, a parere del mio campione di blog, dove gli ex erano molto giovani quando si sono lasciati e la storia non è durata più di un anno – dice Pellizzari - Succede quindi che anni dopo, gli stessi hanno ancora carte da giocare e cose da scoprire insieme. Insomma, non sanno già tutto dei rispettivi. Meno paragoni si fanno e meglio è per i rinnovati ex.

NON PENSARE E NON PARLARE MALE 
"Una regola vale per tutti gli ex e potrebbe essere alla base del rinnovato interesse di Brad per Jennifer: lei, in tutti questi anni, non ha mai parlato male di lui o della loro storia. La stima e il rispetto rimangono, dopo il sesso di qualità, uno degli asset delle coppie che funzionano, riciclate o no – conclude Pellizzari"


Gli autori de "La matematica del cuore" 
Alessandro Nicolò Pellizzari (Milano 1961 ma veneziano di famiglia e nel cuore) è padre di tre figli. Doveva fare l'avvocato ma è diventato giornalista più di trent'anni fa. Prima al Corriere della Sera come collaboratore del Corriere Salute, poi c/o Mondadori e ora c/o Stile Italia Edizioni a Starbenbe, occupandosi sempre di medicina e sanità e dove oggi è vicecaporedattore. Ha scritto diversi libri di salute e benessere con Sperling, Electa e Mondadori (l'ultimo è Liberi dalle diete). Autore televisivo e docente di comunicazione, ha fatto anche parte di diversi Comitati etici ospedalieri e di Società scientifiche. 

Eliselle è nata a Sassuolo, è laureata in Storia Medievale, scrive e organizza eventi letterari. Ha al suo attivo dieci romanzi di generi differenti, numerosissimi racconti, diversi saggi e collabora con magazine, testate e portali online occupandosi di stili di vita, interviste, letteratura e guide alternative. Nel 2010 è uscita con la guida Centouno modi per diventare bella, milionaria e stronza (Newton Compton), nel 2015 ha pubblicato con Carlo Vanni un ebook gratuito intitolato 24 motivi + 1 per cui l'amore dura tre anni (Damster Edizioni) come regalo di Natale ai lettori.
Il libro
Titolo "La matematica del cuore"
Disponibile in tutte le librerie e negli store online
Editore Cairo
Pagine n° 366
Costo € 16,00


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lunedì 20 gennaio 2020

Engel & Völkers: fatturato record nel 2019 (+13%). In Italia crescita del 24%


Engel & Völkers: fatturato record nel 2019 (+13%). In Italia crescita del 24%


·           Per la prima volta le entrate generate dalle commissioni del Gruppo leader nel settore dell'immobiliare di pregio superano gli 800 milioni di euro

·           Nel 2020 prevista un'ulteriore espansione a livello internazionale e l'apertura a nuovi segmenti di business

 

Milano, 20 gennaio 2020. Il Gruppo Engel & Völkers ha aumentato nel 2019 le entrate totali delle commissioni del 13%, arrivando a 820 milioni di euro contro i 728 milioni di euro del 2018. L'aumento del fatturato della società leader nel settore dell'immobiliare di pregio si inserisce in un quadro di crescita economica costante.

"Superando gli 800 milioni di euro di fatturato abbiamo raggiunto un altro risultato record. Questo dimostra quanto la nostra strategia di espansione sia efficace e quanto abbia preso piede in tutto il mondo con grande successo", ha affermato Sven Odia, CEO di Engel & Völkers AG.

 

Forte aumento delle operazioni residenziali in Italia, Svizzera e Nord America

Per quanto riguarda Engel & Völkers Italia, la chiusura di importanti contratti durante lo scorso anno ha portato ad una crescita totale del segmento residenziale del 24% (da 31.7 milioni nel 2018 a 39.4 milioni nel 2019), con un volume del transato che ha superato i 625 milioni di euro.

Il fatturato netto da commissioni della divisione residenziale in franchising italiana è stato di oltre 31 milioni di euro (24.9 milioni nel 2018) con una crescita del 25%.

Anche il Market Center di Roma ha aumentato il proprio fatturato netto da commissioni del 22,6% passando da 6.8 milioni nel 2018 a 8.4 milioni nel 2019.

Il Nord America ha registrato l'aumento del fatturato della divisione Residenziale di Engel & Volkers più significativo fra gli altri, con un +30%: questo incremento è il risultato dell'apertura di nuove sedi e del numero crescente degli agenti immobiliari. Anche in Svizzera la società immobiliare ha continuato a registrare successi, aumentando il fatturato di oltre il 26%, mentre nella regione DACH l'aumento del fatturato è stato del 13%.

Anche la divisione commerciale ha registrato una crescita costante, per un totale di 122 milioni di euro ricavati dalle commissioni.

 

 

Prospettive di crescita

Nel 2020 Engel & Völkers continuerà la propria espansione all'interno del settore di pregio del mercato immobiliare. Il Gruppo, al momento, è operativo in quattro continenti con più di 800 sedi e oltre 12.000 persone che lavorano per il marchio.

"Per iniziare al meglio il nuovo anno vogliamo continuare ad espanderci a livello internazionale e a concentrare i nostri sforzi su nuovi segmenti di business", ha dichiarato Sven Odia, CEO di Engel & Völkers AG.  



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Settemari: al via la Campagna B2C


SETTEMARI LANCIA “VIP – VERY IMPORTANT PICCOLI”, LA SORPRENDENTE CAMPAGNA B2C PER I BAMBINI GRATIS

Iniziativa di respiro nazionale che interessa stampa, web e radio.

Concept ad alto tasso creativo, ironico e fortemente impattante.

Torino, gennaio 2020 Cambiare le regole per segnare una visione innovativa del mercato. Ancora una volta Settemari fa proprio questo approccio strategico e lancia la campagna B2C “VIP – Very Important Piccoli”, tassello conclusivo del mosaico di azioni messo a punto per favorire il target famiglie, grazie alla gratuità per il primo bambino, senza contingenti né adeguamenti. Al via oggi, l’articolato piano media che abbraccerà stampa, web e radio nazionali.

 Il concept, sviluppato dall’agenzia True Company su input della divisione marketing dell’operatore guidata da Chantal Bernini, prende spunto da un trend attuale: le strutture turistiche offrono vacanze completamente gratuite a VIP e personaggi famosi. Per Settemari, invece, cambiando le regole, i bambini sono i veri VIP, "Very Important Piccoli", celebrities a cui regalare, letteralmente, tutto il meglio della vacanza!

L’idea è stata tradotta in un visual tipicamente estivo: sulla sabbia di una spiaggia è stata disegnata una stella in stile “Walk of Fame” che racchiude il nome di un Very Important Piccolo e le impronte dei suoi piedini. La stella è accompagnata da un pass che richiama quelli generalmente riservati alle celebrità e che inviata a prenotare la propria vacanza in agenzia di viaggi entro il 29 febbraio.

Lo stesso concetto è stato ironicamente adattato per lo spot radio attraverso un dialogo incentrato sulla presenza in un club vacanze di numerosi VIP che non pagano il loro soggiorno. Allo scambio di battute tra la voce maschile e quella femminile fa da controcanto il commento in coro di due bambini: al posto del solito voice over istituzionale, dicono di essere loro i VIP Settemari, sottolineando che, prenotando entro il 29 febbraio, avranno volo e soggiorno gratuiti anche ad agosto.  

Per massimizzare la redemption, l’operatore ha puntato sulla crossmedialità con pagine su testate dalla forte readership come “Grazia”, “Donna moderna”, “TV Sorrisi e Canzoni” e “Starbene”; banner, skin e masthead su numerosi siti, tra cui figurano, solo per citarne alcuni, giallozafferano .it, panorama .it e meteo .it; spot di differente durata su Radio Italia e su due circuiti di radio a copertura locale, gruppo Company in Veneto e gruppo GRP in Piemonte.


“L’azienda ha dedicato importanti risorse alla promozione che garantisce realmente volo e soggiorno gratis ai bambini, senza limitazioni. Per questo, abbiamo voluto sostenere le ultime settimane dell’iniziativa con una campagna impattante, ad alto tasso di creatività e divertente. È stata pensata per evocare con il suo concept ironico la capacità di innovare di Settemari che ancora una volta spariglia le carte del mercato per fornire alle agenzie di viaggi un asset di vendita molto forte. Grande soddisfazione per la strategia del piano media, messa a punto anche in funzione del rafforzamento su scala nazionale la nostra brand awareness”, commenta Chantal Bernini, Marketing Manager Settemari.

domenica 19 gennaio 2020

Iervolino Entertainment: record di ascolti per la partecipazione di Johnny Depp a C'è Posta per te

IERVOLINO ENTERTAINMENT: RECORD DI ASCOLTI PER LA PARTECIPAZIONE DI JOHNNY DEPP A C'È POSTA PER TE

L'attore, approdato su Canale 5 grazie a Iervolino Entertainment, ha contribuito al boom di ascolti del programma che ha raggiunto uno share del 30,16%

Roma, gennaio 2020 – Iervolino Entertainment, società quotata sul mercato AIM Italia attiva nella produzione e co-produzione di contenuti cinematografici e televisivi per il mercato internazionale, è lieta di condividere il successo di ascolti della puntata di C'è Posta per te andata in onda sabato sera. Il programma condotto da Maria De Filippi ha infatti visto la partecipazione di Johnny Depp, arrivato su canale 5 grazie agli accordi di celebrity management portati avanti da Iervolino Entertainment.  

La prima puntata della nuova stagione di "C'è Posta per te" ha registrato la cifra record di 5 milioni 930mila telespettatori, pari al 30.16% di share, divenendo il miglior debutto dal 2002.

Prosegue dunque l'attività della divisione "Celebrity Management" di Iervolino Entertainment, con l'obiettivo di far partecipare sempre più personaggi di fama internazionale a programmi televisivi sia italiani che europei. Oltre a Johnny Depp, Iervolino Entertainment ha stretto accordi con John Travolta e sta valutando nuove collaborazioni.

Andrea Iervolino, presidente e fondatore di Iervolino Entertainment, ha commentato: "Ci auguriamo che la nostra azienda diventi sempre più un ponte tra gli Stati Uniti e l'Europa, grazie anche alla visibilità di cui Iervolino Entertainment gode a livello internazionale, permettendo a trasmissioni televisive italiane di sfruttare con successo personaggi di fama mondiale, come avvenuto sabato sera a C'è Posta per te".



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Intervista di Alessia Mocci a Gianfranco Cambosu: vi presentiamo Il paese delle croci


Nuoro è una città strana. Silenziosa e priva di stimoli in apparenza, eppure capace di catalizzare ingegni e forti personalità. Oltre a Grazia Deledda, una donna che ha saputo ritagliarsi uno spazio importante in Italia e nel Mondo, è inevitabile citare Sebastiano e Salvatore Satta, oppure Antonio Ballero e Francesco Ciusa. Scrittori e artisti insomma, accomunati da una ineluttabile appartenenza al territorio, ma in grado di proiettarsi in un panorama nazionale e internazionale.– Gianfranco Cambosu

Il paese delle croci” è stato pubblicato nel 2019 dalla casa editrice romana Emersioni diretta da Michele Caccamo, forte di tre premi letterari conferiti quando il romanzo era ancora inedito. L’autore, Gianfranco Cambosu è nato a Nuoro nel 1966 e con “Il paese delle croci” firma la sua quinta pubblicazione.

Di professione insegnante di lettere presso il liceo di Dorgali, Gianfranco non colloca i suoi romanzi nel genere giallo e noir benché ci siano omicidi ed indagini ma, piuttosto, ritiene che nei suoi scritti ci sia una storia su cui riflettere, ed è per questo che il lettore incontra un percorso irto di ombre che conducono alla luce.

Ambientato nel paesino di Sas Ruches, “Il paese delle croci” è un romanzo dedito al dettaglio sia per le minuziose descrizioni dei personaggi e paesaggi sia per le dettagliate conversazioni che rendono la lettura agevole e tutto sommato veloce.

Per conoscere maggiormente l’opera narrativa si è pensato di porre qualche domanda al suo creatore Gianfranco Cambosu.

A.M.: Salve Gianfranco, “Il paese delle croci” è il suo quinto romanzo di genere giallo e noir. Dal primo a quest’ultimo libro ha notato una crescita di carattere stilistico e/o narrativo?
Gianfranco Cambosu: Ciao, Alessia! “Il paese delle croci” è stato pubblicato a distanza di cinque anni da quello precedente. È un giallo “indisciplinato”, nel senso che non si piega rigidamente alle regole del genere. Si parla dell’omicidio di un ufficiale dei Carabinieri, ma a indagare non è un carabiniere o un poliziotto. Le indagini infatti vengono condotte in modo personale da Ercole Cassandra, figlio della vittima, ma insegnante di Lettere di professione. Credo, in tutta onestà, di aver raggiunto una maturazione stilistica che mi ha permesso di affrontare temi che in passato ho solo accennato o comunque trattato in modo marginale. Una componente che ho curato attentamente, senza però eccedere, è l’introspezione. Ho dedicato molto tempo alla stesura di questa storia e ancor di più al labor limae. Ho anche voluto suggerire una possibile componente autobiografica, mentendo. Pure io sono un prof. di Lettere, ma non è di me che si parla.

A.M.: “Il paese delle croci” segna un’importante connessione a triangolo che ha come base il racconto pubblicato nel 2016 “Sas Ruches” ed il romanzo del 2008 “Pentamerone barbaricino”. La congiunzione è il paesino del nuorese “Sas Ruches” segnato da faide e da odio che dura da generazioni. “Ruches” (traduciamo per chi non conosce il significato) significa precisamente “croci” ed è il più usato dei giuramenti nuoresi: una sola croce (pollice sovrapposto all’indice della destra), dieci croci (mano destra traverso la sinistra), cento croci (incrociando le braccia sul petto). Un insegnante di lettere di sicuro non ha sottovalutato il potere di questa parola scelta come teatro di narrazione. L’abuso del giuramento ha portato alla “maledizione” degli abitanti?
Gianfranco Cambosu: Confermo la complessa e articolata simbologia nella quale si colloca il termine “ruches” per quanto concerne la cultura barbaricina. Così come è fuor di dubbio che l’anello di congiunzione fra le tre opere citate è il paesino di “Sas Ruches”, ovvero “Le croci”. Nell’elaborare la trama de “Il paese delle croci”, tuttavia, ho riflettuto su aspetti di più immediata comprensione. Le croci sono quelle del cimitero sempre più esteso di un paesino che gradualmente sembra svuotarsi a causa dei morti ammazzati. Certamente, senza svelare troppo dell’intreccio, il giuramento ha una funzione determinante. Sin dai primi capitoli lascio intendere che dietro all’omicidio di Francesco Ladu (personaggio che compare solo attraverso le parole degli altri) c’è un mistero. Il mistero di un omicidio a Sas Ruches suggerisce l’idea di una vendetta e questa, a sua volta, si collega a un possibile giuramento. Ma questi passaggi sono più impliciti che scoperti, almeno fino a un certo punto. Per non deviare troppo dalla tua domanda a proposito di una possibile maledizione degli abitanti, devo aggiungere che tra le mie fonti di ispirazione al momento del concepimento della storia c’era stata la riflessione sulle 39 lettere di papa Gregorio I in cui si parla di due Sardegne: una cristianizzata e romana e una interna abitata da popolazioni idolatre e pagane. Solo nel 594 il dux Ospitone, che governava nella parte interna, aveva potuto convertire i Barbaricini al cristianesimo. Però c’era voluto un patto tra quelli e i Bizantini. Insomma ho lasciato al lettore altre eventuali interpretazioni. Una potrebbe essere la violazione di quel patto alcuni secoli dopo (la vicenda è ambientata all’inizio degli anni Settanta del secolo scorso).

A.M.: Nel classico giuramento narrato la donna soleva anche accompagnare con la formula: “In cussenzia de s’anima” (“in coscienza d’anima”). Qual è il ruolo della donna in questo romanzo pregno di omicidi, persone scomparse e commerci illeciti? 
Gianfranco Cambosu: Se c’è una componente volutamente ambigua all’interno della mia storia è il ruolo della donna. Placida, gioviale, remissiva in apparenza, è in effetti risoluta e decisionista. Senza voler scomodare il matriarcato in alcuni centri della Barbagia, che è qualcosa di più complesso e profondo, ho voluto tratteggiare in senso introspettivo alcune donne che hanno subìto ma hanno scelto di non piegare il capo.

A.M.: La citazione inserita in apertura “Se vostro figlio vuole fare lo scrittore o il poeta, sconsigliatelo fermamente. Se continua, minacciatelo di diseredarlo. Oltre queste prove, se resiste, cominciate a ringraziare Dio di avervi dato un figlio ispirato, diverso dagli altri” è, a mio parere, una delle più belle frasi di Grazia Deledda che, in poche parole, è riuscita a sintetizzare le difficoltà e le gioie di un figlio poeta. Quanto ha inciso nella sua scrittura il condividere Nuoro come città di nascita?
Gianfranco Cambosu: Nuoro è una città strana. Silenziosa e priva di stimoli in apparenza, eppure capace di catalizzare ingegni e forti personalità. Oltre a Grazia Deledda, una donna che ha saputo ritagliarsi uno spazio importante in Italia e nel Mondo, è inevitabile citare Sebastiano e Salvatore Satta, oppure Antonio Ballero e Francesco Ciusa. Scrittori e artisti insomma, accomunati da una ineluttabile appartenenza al territorio, ma in grado di proiettarsi in un panorama nazionale e internazionale. Per rendere completa la mia premessa, devo ricordare un fatto che mi ha sempre incuriosito e inorgoglito: la madre di Grazia Deledda portava il mio cognome, Cambosu, lo stesso ramo da cui discende la mia famiglia. Perciò la risposta più immediata alla tua domanda potrebbe essere che a un certo punto ho avvertito il peso di un’eredità che non può prescindere dal luogo di appartenenza. Ma sarebbe troppo semplicistico e forse una risposta definitiva non sono ancora in grado di fornirla.

A.M.: Nel ventesimo capitolo si legge: “«Dai, professore… si scherzava, ecco tutto» prova a recuperare il direttore. «E poi, guardi, appropriarsi di bronzetti o di altri oggetti provenienti da un nuraghe o da altri edifici storici o preistorici è un reato. Ti schiaffano dentro con la chiave di cioccolata». Ride ancora e la sua risata si fa sguaiata, inconcludente.” È innegabile che negli ultimi quindici anni in Sardegna si sia verificato un crescente interesse verso l’archeologia, soprattutto perché i sardi si sentono carenti di storia riguardo i millenni trascorsi. Ed anche i più giovani conoscono, anche e solo per sentito dire, dei casi di trafugamenti di reperti per vendite illegali oppure i celebri falsi che, ancora, per taluni sono dei ritrovamenti incompresi. Personalmente, come interpreta questa ricerca di verità storica prendendo in considerazione la rabbia degli “appassionati” nei confronti degli “archeologi” indicati talvolta come disonesti perché non si racconta di uno straordinario popolo sardo che ha solcato i mari e le terre emerse di tutta Europa?
Gianfranco Cambosu: Premesso che non ritengo affatto che i Sardi si sentano “carenti di storia”, ma che anzi si considerino al centro di una lunghissima avventura che parte almeno dal Neolitico Antico, interpreto la ricerca di verità storica come un’esigenza di inversione di rotta rispetto a quella voluta da una certa cultura italiana. C’è stato un periodo in cui ogni espressione culturale isolana veniva sminuita o relegata all’ombra di civiltà predominanti. Si pensi, per fare un esempio, che anni fa i nuraghi erano stati catalogati come una sorta di imitazione delle torri micenee e altrettanto si era fatto per le domus de janas rispetto agli ipogei etruschi. Insomma la nostra storia è costellata di condivisibili forme di ribellione verso il pressapochismo e la sottovalutazione. Sembrava quasi che il nanismo delle specie faunistiche tipico delle isole si dovesse estendere in qualche modo al grado di civiltà di un popolo, il nostro per l’appunto. Oggi mi pare che siano di meno i detrattori dei Sardi o comunque coloro che intendano metterne sotto silenzio la straordinarietà del passato. Essa non si è certo estinta nel presente.

A.M.: La scelta dell’uso del linguaggio sardo per alcuni dialoghi tra i personaggi è un eccesso di realismo oppure la volontà di far conoscere anche al di fuori dell’isola la musicalità del sardo barbaricino?
Gianfranco Cambosu: Il romanzo è stato concepito per un pubblico nazionale. L’uso del Sardo barbaricino in alcune parti della storia (piuttosto limitato nel complesso) risponde alla necessità di dare credibilità a personaggi che, se proposti in modo differente, avrebbero perso di concretezza. Di questa deve essere convinto prima di tutto l’autore. C’è naturalmente anche un discorso di musicalità o di ritmo che cerco di imprimere sia nelle descrizioni che nei dialoghi. Mi pare che l’uso del Sardo, in tal senso, contribuisca bene.

A.M.: “Il paese delle croci” è risultato finalista alla 38esima edizione del prestigioso Premio Alberto Tedeschi, dedicato alla memoria dello storico direttore de Il Giallo Mondadori. Ci sono stati altri riconoscimenti?
Gianfranco Cambosu: In effetti dopo il Premio Tedeschi ce ne sono stati altri due: il Premio Giallo Luna Nero Notte e il Premio Licanias. Nonostante il primo resti il più importante, non posso che essere soddisfatto pure per gli altri due. Devo informare che in tutti e tre i casi il romanzo era ancora inedito.

A.M.: Sono in programma presentazioni del romanzo nei prossimi mesi?
Gianfranco Cambosu: Dopo aver già effettuato quattro presentazioni nei mesi di novembre e dicembre, ho in programma una serie di appuntamenti, alcuni definiti, altri da definire bene. Comincio perciò dai primi: il 26 gennaio sarò ad Abbasanta (a cura dell’Associazione Culturale CartaBianca) alle ore 16,45, presso l'aula magna di Piazza della Vittoria; il 9 febbraio sarò ospite ad Arbatax presso il Caffè Letterario da Lollo ed il 13 a Macomer. Per entrambi gli appuntamenti l’orario di inizio è previsto intorno alle 18,30. Riguardo alle date da definire, ma con accordi già presi, le tappe previste sono le seguenti: Libreria Emmepi Ubik (febbraio); Dorgali, Sala Consiliare (febbraio); Cagliari, presso l’Associazione Culturale CartaBianca (marzo), Siniscola, Biblioteca Comunale (marzo-aprile), Olbia, Libreria Mondadori (aprile). Ulteriori date in questo momento è difficile indicarle, nonostante siano già previste. Voglio informare inoltre che potrete ascoltare un estratto del mio romanzo “Il paese delle croci” sulla web radio Quarta Radio, a cura dell’attore e regista Gaetano Marino.

A.M.: Salutiamoci con una citazione…
Gianfranco Cambosu: Me ne viene in mente una abbastanza nota di Marco Tullio Cicerone: “Sine libris cella, sine anima corpus est”.

A.M.: Gianfranco la ringrazio per il tempo dedicato all’intervista. Chiudo con una curiosità che unisce noi sardi alla Puglia, e più precisamente al Salento, riguardo le nostre janas e le loro jànare. Ci sono due ipotesi riguardo l’etimologia jànara, una che prende in considerazione il latino ianua (porta della casa privata, così da indicare la jànara come colei che insidia le porte) e l’altra derivante da dianara, seguace di Diana. Saluto, infine, con Lucio Anneo Seneca: “Fa una scelta di buoni autori e contentati di essi per nutrirti del loro genio se vuoi ricavarne insegnamenti che ti rimangano. Voler essere dappertutto e come essere in nessun luogo. Non potendo quindi leggere tutti i libri che puoi avere, contentati di avere quelli che puoi leggere.


Written by Alessia Mocci

Info
Facebook Gianfranco Cambosu
https://www.facebook.com/gianfranco.cambosu
Ascolta estratto – Quarta Radio – Gaetano Marino
https://quartaradio.it/podcast/tre-o-quasi-tre-cronaca-di-un-racconto-dal-paese-delle-croci/
Acquista “Il paese delle croci”
http://www.emersioni.it/prodotto/il-paese-delle-croci/

Fonte
http://oubliettemagazine.com/2020/01/17/intervista-di-alessia-mocci-a-gianfranco-cambosu-vi-presentiamo-il-paese-delle-croci/


Kentucky Fried Chicken apre a Roma Tiburtina e allarga la sua presenza nelle Grandi Stazioni Italiane


Kentucky Fried Chicken apre a Roma Tiburtina e allarga la sua presenza nelle Grandi Stazioni Italiane

Il nuovo ristorante è stato inaugurato  il 17 gennaio ed è il quarto nel circuito dei maggiori scali ferroviari del Paese.

Milano,  19 gennaio 2020 – Dopo Venezia Santa Lucia, Bologna e Genova Brignole, KFC – Kentucky Fried Chicken sbarca a Roma Tiburtina, aprendo il 17 gennaio il suo quarto ristorante nel circuito delle Grandi Stazioni italiane e confermando così l’interesse strategico del brand per il canale travel. Il ristorante è anche il quinto nel Comune di Roma. 

Sono 40 i nuovi posti di lavoro creati con l’apertura del ristorante di Roma Tiburtina, che è gestito dalla US Food Network S.r.l., Franchising Partner di KFC Italia, alla quale fanno capo complessivamente 16 ristoranti del brand in Italia. 

Il nuovo ristorante, che ha una superficie di circa 350 metri quadri, sarà aperto tutti i giorni dalle 7 alle 23 ed offre anche l’area caffetteria dove sarà possibile fare colazione. I posti a sedere sono 90 e nel ristorante sono disponibili postazioni di ricarica dei device. 

Kentucky Fried Chicken
Nata negli Stati Uniti nel 1930, Kentucky Fried Chicken è oggi la più famosa catena al mondo di ristoranti che servono pollo. 
È  leader del mercato di riferimento con oltre 23.000 ristoranti in 140 paesi e dà lavoro a 750.000 persone nel mondo. 
In Italia KFC arriva nel 2014 e conta oggi 40 ristoranti in 12 regioni. KFC è una società del gruppo Yum! Brands Inc. che comprende anche i marchi Pizza Hut e Taco Bell
Con più di 48.000 ristoranti in oltre 145 Paesi, Yum! Brands è una delle più grandi aziende della ristorazione al mondo.

Microbioma, bellezza hi-tech, sostenibilità: con Treatwell alla scoperta delle tendenze beauty del 2020

Microbioma, bellezza hi-tech, sostenibilità: 
con Treatwell alla scoperta delle tendenze beauty del 2020

      Il Beauty Report di Treatwell predice i trend più hot dei mesi a venire: largo alla tecnologia, al relax, ai batteri "amici" della pelle, all'approccio green e al volume per ciglia e capelli
      Microneedling, linfodrenaggio, bellezza gender-free e trattamenti a lungo termine, già protagonisti del 2019, promettono di continuare a far parlare di sé

Milano, 17 gennaio 2020 – Quali saranno i look must nel 2020? Quali trattamenti bisognerà provare per non essere irrimediabilmente out? All'alba del nuovo decennio, nel Beauty Report gli esperti di Treatwell – il più grande portale in Europa per la prenotazione di trattamenti di bellezza e benessere – non solo hanno fatto il punto sulle tendenze che hanno definito l'anno appena concluso, ma hanno anche raccolto i trend che plasmeranno la bellezza del 2020. Le parole chiave da tenere a mente sono: microbioma, ottimizzazione del sonno, tecnologia, volume e sostenibilità.


1)     Microbioma: batteri "amici" a fior di pelle
Microbioma è il termine che ogni beauty addict che si rispetti dovrà conoscere per dimostrare di essere "sul pezzo". I motori di ricerca sono già stati presi d'assalto: nell'ultimo anno, infatti, le ricerche su Google di informazioni sul microbioma sono schizzate del 110%. Da non confondere con microblading o microdermoabrasione, questa parola si riferisce all'ecosistema di batteri naturalmente presente sulla superficie cutanea per assicurarne il funzionamento ottimale. Nel 2020 questi piccoli grandi amici della pelle entreranno a far parte della skincare e saranno i protagonisti dei prodotti che prometteranno di preservare l'equilibrio della cute e migliorarne l'aspetto.

2)     No alle ore piccole, sì al look da Bella Addormentata
Altro silenzioso ma prezioso alleato della pelle è il riposo e, mai come quest'anno, dormire sarà trendy. Secondo Pinterest negli ultimi dodici mesi le ricerche di "metodi di ottimizzazione del sonno" sono aumentate del 116%: a far impennare le ricerche saranno stati di certo gli appassionati di beauty, che sanno come una bella dormita, che consente alle cellule di rigenerarsi e di prevenire squilibri nei livelli di umidità della pelle, sia cruciale per combattere inestetismi come occhiaie, carnagione spenta e gonfiori. Difficoltà a prendere sonno? Niente paura: su Treatwell si può ricorrere all'aromaterapia per distendere mente e corpo grazie alla fragranza del patchouli o della lavanda, oppure a un massaggio rilassante per una coccola capace di calmare le terminazioni nervose e distendere i muscoli: sogni d'oro assicurati!

3)     Bellezza hi-tech per un'esperienza tailor-made
La beauty routine attingerà a piene mani dall'innovazione tecnologica. Via libera quindi a trattamenti avveniristici, dalla maschera led – che sfrutta i fotoni per stimolare la produzione di collagene – ai dispositivi diagnostici per monitorare l'impatto ambientale sulla pelle, passando per i campi elettrici a corrente pulsata creati dall'elettroporazione per far penetrare nel derma sostanze come l'acido ialuronico. In linea generale, il ricorso alla tecnologia sarà fondamentale per offrire un'esperienza altamente personalizzata, accuratamente calibrata in base al tipo di pelle, di capelli, all'età o alla beauty routine di ciascuno. In questo contesto non mancheranno all'appello i social media, dove si moltiplicheranno i filtri di realtà aumentata, che già adesso su Instagram permettono di divertirsi a sperimentare "senza impegno" beauty look creativi. 
  
4)     Ciglia e capelli a tutto volume
Nel 2020 capelli e ciglia sfideranno la forza di gravità. Treatwell ha rilevato che nel 2019 dal parrucchiere è stato boom di richieste per acconciature raccolte (+82%) e waves (+52%) e la volume-mania non darà segni di cedimento nemmeno nei mesi a venire. Anche lo sguardo sarà protagonista: le extension alle ciglia – le cui prenotazioni sono cresciute del 36% negli ultimi dodici mesi – anche quest'anno continueranno a essere un vero e proprio must per occhi da cerbiatta. La tecnica più cool sarà il Volume Russo, che restituisce un effetto "pluridimensionale" grazie all'applicazione di anche 8 ciglia artificiali su quelle naturali.

5)     Verso una bellezza sempre più sostenibile
Gli effetti del cambiamento climatico stanno risvegliando le coscienze dei consumatori, influenzandone sempre più profondamente le abitudini, anche in fatto di bellezza. La domanda di prodotti beauty eco-sostenibili andrà di pari passo con la crescente volontà dei saloni e centri estetici di ridurre il proprio impatto ambientale per garantire un servizio davvero al passo coi tempi. Il colore che non passerà più di moda sarà dunque il green.

Uno sguardo al 2019, tra microneedling, bellezza gender-free e trattamenti a lungo termine 
Oltre a individuare le tendenze che faranno parlare di sé nel 2020, Treatwell ha dato uno sguardo ai trend che lo scorso anno hanno monopolizzato i riflettori e la cui scia di popolarità proseguirà verosimilmente nei prossimi mesi. Primo fra tutti il microneedling che, attraverso microperforazioni eseguite con un rullo sterile e monouso, stimola la produzione di collagene ed elastina: con un incremento delle prenotazioni pari al 144%, è stato incoronato il trattamento più hot del 2019.

Anche la popolarità del linfodrenaggio – vero e proprio toccasana per la circolazione linfatica e sanguigna – è cresciuta a tripla cifra (+138%) registrando il tutto esaurito in salone. Menzione d'onore anche per la nail art: la decorazione delle unghie è stata scelta dagli utenti il 90% delle volte in più rispetto al 2018. 

In generale, nel 2019 la bellezza è stata "a lungo termine", complici anche ritmi quotidiani sempre più frenetici e interessanti possibilità di risparmio sul lungo periodo. Da un lato, le prenotazioni di pedicure semipermanente sono cresciute del 54%, dall'altro la richiesta di sedute di epilazione laser è aumentata addirittura del 79%, a discapito della ceretta tradizionale che ha perso terreno su vari fronti: si va dal -11% della brasiliana al -18% di quella alle gambe. Grazie alla diffusione di tecniche alternative per modellare le sopracciglia (come il microblading), anche l'appeal del filo arabo è crollato con ben il 51% di prenotazioni in meno.

A mantenere alto il nome della cera sono stati gli uomini, che hanno prenotato il 18,2% di cerette in più rispetto all'anno precedente. Mai come nel 2019 il "me-time" è stato gender-free: l'utenza maschile si è infatti appassionata anche ai trattamenti viso specificamente pensati per lui, facendo impennare le prenotazioni del 22%.

"Monitorare le tendenze che si affacciano al mercato e i trend che plasmano le abitudini delle persone per noi è fondamentale per soddisfare a 360 gradi le esigenze dei nostri utenti. Con un'offerta di trattamenti e saloni in costante crescita e una user experience davvero smart, Treatwell è un prezioso alleato di bellezza per conciliare senza stress self-care e quotidianità, ventiquattro ore su ventiquattro e ovunque ci si trovi." commenta Chiara Cassani, Marketing Manager Italy di Treatwell
    
Il Beauty Report di Treatwell è stato elaborato sulla base delle prenotazioni effettuate sul marketplace tra gennaio 2019 e dicembre 2019.
  
Treatwell
Treatwell è la piattaforma di prenotazione online per i trattamenti di bellezza e benessere leader in Europa. Il team di Treatwell, che conta oltre 500 dipendenti in 13 Paesi europei, si assicura che gli utenti vivano un'esperienza beauty sempre perfetta. Con oltre 1.500 saloni e centri benessere affiliati in Italia, Treatwell porta sul web il mondo della bellezza e permette agli utenti di trovare i migliori saloni della città e di prenotarli, anche last minute, ventiquattro ore su ventiquattro e sette giorni su sette, filtrando in base al prezzo e consultando oltre 15.000 recensioni. Treatwell è il modo brillante di prenotare la bellezza.

sabato 18 gennaio 2020

Gli oli meridionali sbancano a Berlino e New York


L'olio del Sud "sbanca" a New York e Berlino e fa sold-out in Italia: è il nuovo concept di Sabino Basso


La "selezione di oli d'Italia" destinata a una nuova fascia di mercato punta sul meridione e sul digitale e fa incetta di riconoscimenti all'estero. Ora arriva anche LA DOP Cilento.
Oli EVO di qualità superiore in un packaging elegante e d'impatto, destinati a un mercato d'alta gamma, che già conquistano i mercati esteri. I prodotti della linea "Sabino Basso", dopo New York, hanno conquistato infatti anche Berlino. A pochi mesi dalla nascita, sulla bacheca dei trofei dell'azienda irpina ci sono già il "Pentaward" e il "NACD Packaging Award". Due riconoscimenti importanti che premiano la scelta di Olio Basso di puntare su una linea di prodotti d'alta fascia. 

ECCELLENZE MERIDIONALI E ITALIANE

La nuova linea prende il nome dell'imprenditore Sabino Basso, a cui si deve l'intuizione di sintetizzare accuratamente alcune tra le più pregiate cultivar italiane per una collezione di Puro Olio Extravergine di Oliva di Categoria Superiore.

"La linea Sabino Basso - spiegano dall'azienda - rappresenta un'accurata selezione di oli DOP e IGP delle principali regioni del sud Italia: Puglia DOP Terra di Bari - Castel del Monte; Campania DOP Penisola Sorrentina; Sicilia IGP Sicilia; Calabria Olio di Calabria IGP: Monocultivar, prodotto con olive della varietà Ravece provenienti esclusivamente dalla provincia di Avellino. Una nuova gamma di prodotti di qualità superiore tipici delle regioni di origine a cui in queste ultime ore si aggiunge con fierezza una DOP CILENTO prodotta con varietà frantoio, leccino e ogliarola. ".

Tutti gli oli sono 100 percento made in Italy.

OLIO "NATIVO DIGITALE"

Anche la scelta di distribuzione premia l'azienda: il prodotto si può acquistare unicamente online o in centri vendita gourmet selezionati. Tutte le selezioni di prodotti di prima distribuzione al dettaglio sono andate sold-out in pochi giorni, andando oltre ogni previsione di vendita. 

DESIGN AFFASCINANTE

Oltre alla qualità del prodotto si distingue anche per il concept con cui si presenta sul mercato. Gli oli prodotti si caratterizzano per l'eleganza con cui si presentano a tavola, con vuoti in vetro totally-black a valorizzarne la linea. 



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