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venerdì 30 novembre 2018

Economia. Bar e ristoranti a Roma: nuovi dati Fipe sul settore

BAR E RISTORANTI A ROMA, UN "CAPITALE" PER LA CITTÀ: I NUOVI DATI FIPE

  • In occasione dell'Assemblea annuale, Fipe Roma ha delineato l'attuale scenario delle imprese della ristorazione capitolina: sono attive più di 22mila realtà tra bar, ristoranti e stabilimenti balneari, il 7% del totale in Italia.
  • Oltre 100mila gli addetti, giovani e in prevalenza uomini, assunti per lo più con contratto a tempo indeterminato. Sopra la media nazionale la quota di lavoratori stranieri.
  • Il 60% circa del valore aggiunto della filiera agroalimentare regionale proviene dalla ristorazione: più del doppio del valore generato dall'agricoltura e quattro volte quello generato dall'industria alimentare

Roma, 28 novembre 2018 - Un settore che si conferma di primaria importanza per il turismo e per l'economia della Capitale d'Italia. L'Assemblea annuale di Fipe Roma appena conclusa è stata l'occasione per fare il punto sullo stato di salute delle imprese di ristorazione e intrattenimento in città, e più in generale nel Lazio, alla presenza di Carlo Cafarotti, Assessore allo Sviluppo Economico, Turismo e Lavoro di Roma Capitale; Enrica Onorati, Assessore Agricoltura Regione Lazio e di Nerina Di Nunzio, Direttore IED e Food Confidential Founder che ha moderato una tavola rotonda tra ospiti d'eccezione, tra cui Giancarlo Deidda, Commissario Fipe Roma.

"I numeri confermano un trend positivo - è il commento di Giancarlo Deidda, Commissario Fipe Roma - Sotto il profilo dell'occupazione il nostro settore si conferma tra i pochi in grado di creare e alimentare nuovi posti di lavoro. Un'altra importante evidenza è che, anche in riferimento al territorio laziale e in linea con i dati nazionali, restiamo la componente principale della filiera agroalimentare nella creazione di valore e di occupazione".

Entrando nello specifico dei dati, nel territorio di Roma Capitale si riscontra la presenza di oltre 22mila imprese tra bar, ristoranti e stabilimenti balneari (il 7% del totale in Italia), suddivise in attività di ristorazione con somministrazione (38,2%), bar e altri esercizi simili senza cucina (38,3%), ristorazione senza somministrazione (12,4%), gelaterie e pasticcerie (4,1%), ristorazione ambulante e gelaterie ambulanti (0,2%), fornitura di pasti preparati (1,6%), mense (3,0%). Per quanto concerne le attività ricreative e di divertimento si segnalano discoteche, sale da ballo, night club e simili (0,4%), gestione di stabilimenti balneari (1,1%), sale da giochi e biliardi (0,7%). Tra queste imprese la maggioranza è rappresentata da società di capitali (45,0%), seguite per numero da imprese individuali (37,0%) e società di persone (17,7%).  

Anche grazie a tutte queste realtà, nella regione Lazio circa il 60% del valore aggiunto della filiera agroalimentare viene dal settore della ristorazione: più del doppio del valore generato dall'agricoltura (26,6%) e quattro volte quello generato dall'industria alimentare (15,8%).

Nel 92% delle imprese di pubblico esercizio della città metropolitana di Roma ci sono tra 1 e 9 addetti, questo si traduce in oltre 100mila addetti occupati nel settore.Di questi oltre 68.000 sono dipendenti: impiegati per la maggior parte in ristoranti (55,6%,) o bar (27,1%). Di questi lavoratori dipendenti la maggior parte è assunta con con contratto a tempo indeterminato (82,9%). Sono per lo più giovani di età compresa tra i 20 e i 30 anni (32,7%), seguiti da colleghi tra i 30 e i 40 anni (24,7%). La prevalenza degli addetti nel settore è di sesso maschile (59,8%) e,altro aspetto interessante dal punto di vista demografico,nella capitale la quota di lavoratori stranieri (34,6%) supera la media nazionale.

Un dato che però deve far riflettere il settore dei pubblici esercizi di Roma Capitale è quello del turnover imprenditoriale, che rispecchia la media nazionale: nel 2017 hanno avviato l'attività oltre 600 imprese tra bar e ristoranti, mentre circa 1.500 l'hanno cessata. 

Shopping di Natale e Cyber Security: come acquistare i regali senza rischi


Shopping di Natale e Cyber Security: come acquistare i regali senza rischi


Manca meno di un mese al Natale ed è ufficialmente iniziata la corsa ai regali.Milioni di italiani sceglieranno di farli al computer o via smartphone, utilizzando app e siti di e-commerce: nel 2018 il valore degli acquisti online toccherà i 27 miliardi di euro, con un incremento di oltre 3,6 miliardi di € rispetto al 2017*.

 

"L'e-commerce rappresenta un'opportunità straordinaria per le imprese e gli acquirenti. Tuttavia gli acquisti online vanno fatti con coscienza e prudenza, mettendo in pratica semplici regole che consentono di spendere denaro senza rischi", sottolinea Hassan Metwalley, CEO e founder di Ermes Cyber Security, startup specializzata nella difesa dal Web tracking e nella protezione della privacy. "Dall'utilizzo della carta prepagata alla scelta di siti cifrati: basta veramente poco per evitare di fare regali di Natale anche agli hacker".

 

E-mail phishing - Durante il periodo natalizio la casella mail sarà probabilmente sommersa di comunicazioni provenienti dai siti di e-commerce, con offerte di ogni tipo: un momento incredibilmente ghiotto per i cyber criminali che potrebbero inviare email di phishing per rubare account, carte di credito o dati sensibili. Per questo, è importante leggere sempre con attenzione il testo delle mail, verificare il mittente e assicurarsi che il messaggio sia affidabile. Nella maggior parte dei casi le email di phishing invitano a cliccare su un link malevolo che riporta ad un sito trappola, per far sì che il malcapitato utente rilasci dati e informazioni personali. Anche cliccando sul link malevolo può capitare di ritrovarsi in un sito in tutto e per tutto uguale all'originale: in questo caso bisogna fare molta attenzione all'URL, che apparirà senza dubbio simile ma che potrebbe presentare un'estensione di dominio diversa dal normale. Infine diffidate da offerte troppo incredibili per essere vere: nessuno vi regalerà mai niente!

 

Fare acquisti solo su siti cifrati - Quando si naviga per fare acquisti online è bene controllare che la URL del sito sia in "https" e non in "http", ovvero che accanto al link compaia il simbolo di un lucchetto: questo significa che tutti i dati inseriti all'interno del sito verranno trasmessi ai server del venditore attraverso una connessione cifrata, quindi non leggibile o intercettabile da malintenzionati.

 

Attenzione alle password - Utilizzare password deboli per gli account dei siti di e-commerce - dove spesso si registrano le carte di pagamento - significa facilitare enormemente la vita degli hacker, che possono intervenire con attacchi diretti a brute force (forza bruta). Un rischio serio è rappresentato anche dall'utilizzo di password identiche per diversi account. Bisogna quindi differenziare le password e renderle complesse, prevedendo ad esempio dagli 8 ai 10 caratteri, lettere maiuscole e minuscole, numeri e caratteri speciali.

 

Verificare il venditore - È bene verificare sempre l'affidabilità del venditore e-commerce: meglio puntare su venditori con un buon numero di recensioni e feedback, oppure nel caso di nuovi negozi, il consiglio è partire con acquisti minimi e non economicamente impegnativi.

 

Carta prepagata - Per gli acquisti online è sempre consigliato tenere a portata di mano una carta prepagata, da ricaricare sempre con la cifra che si sta per spendere: si eviterà così di lasciarvi accreditate cifre di denaro troppo elevate. In questo modo, anche qualora la carta venisse clonata o rubata, non si dovranno temere danni troppo ingenti ai propri risparmi.

 

Controllare il salvadanaio - Controllare regolarmente l'estratto conto o attivare le notifiche di spesa per qualunque cifra può essere decisivo per intervenire tempestivamente qualora le carte utilizzate per i pagamenti online venissero rubate e utilizzate per fare acquisti non autorizzati su e-commerce. Spesso infatti i cyber criminali utilizzano le cosiddette "spese pilota": con addebiti di pochi centesimi verificano che il furto sia andato a buon fine per poi svuotare del tutto la carta di pagamento.

 

 

*dati 2018 dell'Osservatorio eCommerce B2c Netcomm-School of Management del Politecnico di Milano



Chi è Ermes Cyber Security

Ermes Cyber Security è una startup innovativa e Spin-Off del Politecnico di Torino nata da anni di ricerche su privacy e Web tracking. Il team di Ermes ha ideato ed ingegnerizzato servizi altamente innovativi in grado di proteggere il mondo corporate dai rischi generati dal web.

E-commerce con criptovalute: via al crowdfunding per il progetto innovativo



MYCRIPTOSHOP, L'E-COMMERCE CON LA MONETA VIRTUALE

Il progetto di innovazione è finanziabile all'interno della call PostepayCrowd 2.0


L’e-commerce si sposa con le criptovalute. Lo fa con Mycriptoshop, la vetrina on line per vendere beni o servizi ricevendo un corrispettivo in moneta virtuale, con un sistema a prova di truffa. L’idea è della start up MyCriptoPos e parte dalla valutazione di un mercato, come quello del commercio digitale, che non conosce crisi economica. A questo si aggiunge la velocità e l’affidabilità del pagamento con le criptovalute. 

Il nuovo sistema di e-commerce è uno dei progetti finanziabili all’interno di PostepayCrowd 2.0, l’iniziativa di PostePay spa in collaborazione con MasterCard, in partnership con la piattaforma Eppela, per il sostegno ai progetti di innovazione, fintech e trasformazione digitale. 

"Il servizio nasce perché attivita commerciali e liberi professionisti, in possesso di partita Iva, possano utilizzare all'interno della loro impresa le criptovalute - dice Salvatore Bellino, uno dei progettisti -  È una piattaforma e-commerce, sulla linea di Amazon, Ebay, Subito.it,  che permette di poter vendere online qualsiasi bene o servizio anche se non si è in possesso di un proprio gestore e-commerce. Si potrà caricare il proprio servizio con pochi clic e la valutazione sarà fatta direttamente dal sistema. Sarà anche possibile mettere in promozione beni o servizi, anche a livello locale. Il servizio di live shopping sarà gratuito per tutti i dispositivi connessi in rete".

I fondi raccolti verranno utilizzati per lo sviluppo della piattaforma e-commerce e per il marketing.

Come di consueto coloro che raggiungeranno l'obiettivo della raccolta (100 per cento) otterranno, grazie al contributo offerto da PostePay Spa e Mastercard, fino a 5mila euro. I progetti ritenuti particolarmente innovativi potranno essere selezionati per ricevere il sostegno di una campagna di comunicazione dal valore di 15mila euro. Per saperne di più è possibile collegarsi all’indirizzo  www.eppela.com/it/projects/20875-mycryptoshop

RS Components aggiorna il CAD di progettazione 3D DesignSpark Mechanical

RS Components aggiorna il CAD di progettazione 3D DesignSpark Mechanical

L'ultima versione del software gratuito di modellazione 3D consente la prototipazione rapida di concept e idee a costi contenuti

RS Components distributore multicanale globale di prodotti di elettronica, automazione e manutenzione, ha presentato una nuova versione di DesignSpark Mechanical, il principale strumento di modellazione CAD 3D gratuito. La nuova versione 4.0, il primo aggiornamento dello strumento in 3 anni, offre nuove funzionalità e un motore di progettazione più intelligente, oltre a prestazioni più veloci.

Lanciato nel 2013 e sviluppato in collaborazione con SpaceClaim, fornitore leader di software di modellazione 3D flessibili ed economici, DesignSpark Mechanical è destinato a studenti, progettisti professionisti e ingegneri meccanici ed elettronici che lavorano in aziende di qualsiasi dimensione, e consente di sviluppare velocemente prototipi o di praticare il reverse engineering su oggetti fisici.

La nuova versione offre una serie di miglioramenti all'interfaccia utente e introduce lo strumento di blend/loft che consente la creazione di blend di varie tipologie. Oltre a queste novità, RS inserisce anche una nuova funzione di salvataggio automatico e diversi miglioramenti agli strumenti esistenti, oltre alla capacità di analizzare la geometria dei corpi solidi per individuare eventuali errori e risolverli. Le novità introdotte si basano sul feedback proveniente dall'ampia base utenti di DesignSpark Mechanical.

Inoltre DesignSpark Mechanical versione 4.0 è il primo software gratuito che integra perfettamente Ultimaker Cura, diffusissimo software di slicing open-source. Questa importante novità è il risultato della stretta collaborazione tra RS e Ultimaker, una delle più grandi aziende di stampa 3D del mondo, e consente di ottimizzare i progetti usando profili testati da esperti per stampanti 3D e relativi materiali e di accelerare il flusso di lavoro, garantendo la massima efficienza.

Tra le altre caratteristiche principali della versione 4.0 figurano: supporto per monitor 4K Ultra-HD, passaggio tra diversi driver e modalità di rendering della grafica, la capacità di esportare la geometria 3D nel formato open-source OpenVDB di DreamWorks, e la correzione di diversi bug di minore entità. Lo strumento supporta inoltre 14 nuove lingue: ceco, coreano, finlandese, malese, olandese, polacco, portoghese, russo, slovacco, sloveno, spagnolo, tailandese, turco e ungherese.

"Questa nuova versione di DesignSpark Mechanical alza ulteriormente l'asticella in termini di usabilità e prestazioni nel settore degli strumenti di modellazione CAD 3D gratuiti ed economici", ha dichiarato Mike Bray, Vice President di DesignSpark. "L'aggiornamento alla versione 4.0 è un altro esempio del nostro impegno a continuare a migliorare la suite DesignSpark. Il nostro software, in linea con la sua filosofia di base, è gratuito e a disposizione non solo dei nostri clienti, ma di chiunque desideri utilizzarlo. Il nostro obiettivo principale è quello di ridurre le barriere che ostacolano i progettisti, eliminando costi proibitivi che spesso impediscono la realizzazione delle idee migliori".


Azzardo, gambling, gioco online e ludopatia: l'Istituto Superiore della Sanità ne smentisce la correlazione

GIOCO ONLINE E LUDOPATIA: L'ISTITUTO SUPERIORE DELLA SANITÀ NE SMENTISCE LA CORRELAZIONE


Da un'indagine dell'ISS emerge che i giocatori "problematici" nel nostro Paese sono il 3% e per giocare scelgono prevalentemente luoghi fisici e lontani da casa. In questo contesto, LeoVegas si conferma leader per sicurezza e prevenzione nella pratica del gioco online

Milano, 30 novembre 2018 – L'ISS, lstituto Superiore della Sanità, ha condotto una ricerca sul rapporto sulla diffusione del gioco problematico, confermando che l'online è l'unico settore che offre procedure di identificazione del giocatore, limitazione al gioco e di protezione dei giocatori. Secondo la prima indagine epidemiologica sul gioco d'azzardo, realizzata dall'Istituto Superiore di Sanità e comunicata ad Ottobre 2018, solo il 5,5% dei giocatori sceglie l'online mentre il 94,5% gioca sulla rete fisica offline.

Un altro aspetto importante che è emerso dallo studio dell'ISS è legato alla pubblicità, che non influenzerebbe le scelte di gioco e non indurrebbe dunque alla ludopatia: l'80,7% dei giocatori, infatti, ha dichiarato di non essersi fatto influenzare dalla pubblicità nella scelta del gioco. 

Ciò che emerge dunque dallo studio dell'ISS è che non c'è un'immediata correlazione tra gioco online e ludopatia e inoltre, nella pratica del gioco online, la percentuale di coloro che praticano gioco illegale scende vertiginosamente. Questo perché il gioco online garantisce procedure di identificazione del giocatore- cosa che spesso non avviene nei luoghi di gioco dove non sempre viene richiesto il documento di identità - e strumenti per la limitazione al gioco e la protezione dei giocatori.

In questo contesto, il pluripremiato casinò online di LeoVegasla principale azienda svedese di gambling che fornisce servizi di giochi e scommesse online, è in testa alla classifica dei migliori casinò online autorizzati in Italia  per sicurezza e affidabilità.

I giochi del casinò online di LeoVegas, infatti, dalle slot live al poker e dal roulette show al bingo, sono sicuri e protetti sotto i Regolamenti vigenti dell'AAMS, l'Agenzia delle dogane e dei Monopoli.

LeoVegas, inoltre, per indirizzare i propri utenti verso un gioco responsabile, ha attuato le seguenti misure: prevenzione, fornendo informazioni sulla consapevolezza e sul monitoraggio dell'attività di gioco; protezione, offrendo strumenti per riconoscere i comportamenti che caratterizzano la dipendenza da gioco e per impedire l'accesso ai giochi ai minorenni; e auto-aiuto, ovvero funzionalità mirate a moderare o inibire la partecipazione ai giochi, come limiti di deposito e di perdita sul conto di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile, e strumenti per l'autoesclusione, temporanea o a tempo indeterminato.

A questi si aggiungono limiti di sessione, che permettono di impostare un tempo massimo per giocare, e limiti di scommessa, per stabilire la quota massima di denaro che è possibile scommettere su base giornaliera, settimanale o mensile.

Inoltre, al fine di fornire informazioni utili sulla prevenzione del gioco d'azzardo patologico e minorile, LeoVegas, da sempre attento alla sicurezza dei propri clienti, ha creato LeoSafePlay, una piattaforma che fornisce strumenti e risorse valide per identificare i rischi legati al gioco d'azzardo e identificarli precocemente, proponendo anche una serie di consigli per mantenere il controllo sul proprio comportamento.

I dettagli di una cucina diventano 4.0: così la Scilm di Cittadella (PD) riesce ad evadere 200 ordini diversi al giorno

I dettagli di una cucina diventano 4.0: così la Scilm di Cittadella (PD) riesce ad evadere 200 ordini diversi al giorno


Le soluzioni FLEX dell'udinese Tecnest hanno migliorato tempi di consegna e risposte al mercato, allineando la domanda commerciale alla produzione. Dopo la crisi del 2010, l'azienda veneta è cresciuta a doppia cifra ed è pronta a crescere ancora

 

Il dettaglio fa la differenza. Succede per l'alzatina, i profili e gli zoccoli di una cucina così come per chi, questi componenti, li produce. E quando la richiesta aumenta, c'è il reale problema di riuscire a rispondere in modo puntuale agli ordinativi per mettere in linea il comparto vendite con quello produttivo. Tecnest, società di Udine specializzata in soluzioni organizzative e informatiche per la gestione della Supply Chain e delle Operations, ha presentato all'ultimo Global Logistics Summit di Lazise (VR) la case history di Scilm, azienda del settore metalmeccanico che produce componenti per l'arredo (alzatine, zoccoli, piedini, profili in alluminio per tavoli, fondi frigo, sotto lavelli, ante etc.).
Dopo gli anni della crisi, l'azienda di Cittadella (PD), che oggi conta 155 dipendenti e 39 milioni di euro di fatturato, ha saputo affrontare il cambiamento del mercato caratterizzato da aumento delle varianti di prodotto, riduzione dei lotti e consegne più rapide, raggiungendo una crescita a doppia cifra dal 2014. Oggi si trova a gestire oltre 200 ordini diversi ogni giornoin tempi molto brevi (5-10 giorni per le consegne in Italia, 10-15 giorni all'estero).
«Il problema era rispondere a tutti in modo adeguato, mantenendo elevati standard di qualità e rispettando i tempi di consegna», premette Luca Marchioro, IT manager di Scilm Spa. «La logica di risposta al mercato Make to Order e le tipologie di prodotto realizzate - differenti tra loro e con processi produttivi e tecnologie molto diversi - necessitavano un nuovo modello capace di mettere in sintonia due ambiti tradizionalmente contrapposti: la parte commerciale, impegnata nella vendita e nell'aumento del fatturato, con la parte produttiva, concentrata nel rispetto delle date di consegna tenendo sempre sotto controllo l'ottimizzazione delle risorse e dei processi».
Come mettere in fila queste due diverse esigenze senza far rallentare la corsa della prima e mantenendo intatto l'approccio innovativo e ad alto valore aggiunto delle componenti per l'arredamento realizzate? «A fronte degli obiettivi di mantenere un elevato livello di competitività e di garantire il miglior servizio al cliente finale, anche e soprattutto in presenza di un elevato numero di ordini da evadere e di forte variabilità delle richieste, abbiamo deciso di intervenire sul processo di programmazione e monitoraggio della produzione», aggiunge Marchioro.
Gli ordini di vendita dovevano essere datati e analizzati più velocemente, anche in presenza di richieste urgenti, senza però stravolgere il piano produttivo e mantenendo sempre la situazione sotto controllo. «Il progetto che abbiamo sviluppato ha portato all'implementazione delle soluzioni FLEX APS (Advanced Planning and Scheduling) e MES (Manufacturing Execution System)», spiega Filippo Tonutti, supply chain consultant di Tecnest. Con la prima, Tecnest è andata ad applicare il modello "Time Fence Planning". «Questo modello, che ha come presupposto la condivisione a livello aziendale degli obiettivi di risposta al cliente e viene generalmente applicato a una pianificazione di medio periodo, è stato, nel caso di Scilm, implementato su un orizzonte temporale più breve (settimane). Sono state individuate tre aree temporali: Frozen, l'orizzonte di schedulazione che comprende gli ordini di produzione esecutivi, dove le modifiche al piano sono minime; Slushy, l'orizzonte temporale della pianificazione che genera gli ordini di produzione programmati, dove le modifiche possono essere frequenti; Liquid, l'orizzonte in cui c'è massima flessibilità che genera gli ordini di produzione suggeriti sui quali è possibile operare continue modifiche». In questo modo sono state ottimizzate le sequenze di produzione sulle diverse macchine e, all'arrivo di nuovi ordinativi, il sistema FLEX APS rielabora le informazioni e genera una data di consegna che tiene conto dei vincoli dei materiali disponibili e degli ordini di produzione già congelati. «La data di consegna proposta dalla produzione passa al commerciale che dà la propria approvazione e l'ordine diventa esecutivo», aggiunge Tonutti.

A completamento, il sistema FLEX MES invia in reparto i piani di produzione, verifica l'avanzamento dei lavori grazie anche a un'interconnessione 4.0 con gli impianti produttivi e monitora resi e scarti di produzione.
I risultati sono stati tangibili: aumento della puntualità di consegna del 10%, una completa condivisione delle informazioni e report in real-time sulla performance dei vari reparti, nonché una maggior rapidità di risposta al mercato. «La dinamicità del mercato però ci chiede di fare dei passi ulteriori - conclude Marchioro -. Andremo ad affrontare con Tecnest anche i capitoli relativi alla gestione della manutenzione e, in particolare, della qualità; argomento, quest'ultimo, che è sempre stato un fiore all'occhiello di Scilm».

 

Tecnest

Fondata nel 1987, con sede a Tavagnacco (Udine) e a Lissone (MI), Tecnest è un'azienda specializzata nella fornitura di soluzioni informatiche ed organizzative per la pianificazione, il controllo e la gestione dei processi di produzione e della Supply Chain. Grazie alle competenze sui processi di produzione e alla flessibilità delle soluzioni software della suite proprietaria J-Flex, da oltre 30 anni Tecnest è in grado di elaborare progetti e soluzioni per la gestione della produzione pensati per diverse realtà aziendali, sia nell'ambito della produzione discreta sia dell'industria di processo.



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UNESCO: COLDIRETTI, TUTELA MURETTI A SECCO CONTRO DISSESTO

UNESCO: COLDIRETTI, TUTELA MURETTI A SECCO CONTRO DISSESTO

 

Un giusto riconoscimento a una tradizione che in Italia unisce da nord a sud la Valtellina e la Costiera amalfitana, Pantelleria con le Cinque terre e in Puglia il Salento e la Valle d'Itria, realizzata e conservata nel tempo grazie al lavoro di generazioni di agricoltori impegnati nella lotta al dissesto idrogeologico provocato da frane, alluvioni o valanghe. E' quanto afferma la Coldiretti nell'esprimere apprezzamento per l'iscrizione dell' "Arte dei muretti a secco" nella lista degli elementi immateriali dichiarati Patrimonio dell'umanità dall'Unesco sulla base della candidatura avanzata dall'Italia con Croazia, Cipro, Francia, Grecia, Slovenia, Spagna e Svizzera.

 

La tecnica del muretto a secco – spiega la Coldiretti - riguarda la realizzazione di costruzioni con pietre posate una sull'altra senza l'utilizzo di altri materiali se non un po' di terra. La stabilità delle strutture è assicurata dall'attenta selezione e posizionamento dei sassi. Questi manufatti, diffusi per la maggior parte delle aree rurali e su terreni scoscesi, hanno modellato numerosi paesaggi, influenzando modalità di agricoltura e allevamento, con radici che affondano nelle prime comunità umane della preistoria. I muretti a secco – sottolinea la Coldiretti - svolgono un ruolo fondamentale nella prevenzione delle frane, delle inondazioni e delle valanghe e nella lotta all'erosione e alla desertificazione della terra, aumentando la biodiversità e creando condizioni microclimatiche adeguate per l'agricoltura in un rapporto armonioso tra uomo e natura.

 

La tutela Unesco dei muretti a secco – evidenzia la Coldiretti - è di fatto il riconoscimento del ruolo degli agricoltori nella difesa del territorio in una situazione in cui l'ultima generazione è responsabile della perdita in Italia di oltre ¼ della terra coltivata (-28%) per colpa della cementificazione e dell'abbandono provocati da un modello di sviluppo sbagliato che ha ridotto la superficie agricola utilizzabile in Italia negli ultimi 25 anni ad appena 12,8 milioni di ettari. La disponibilità di terra coltivata significa produzione agricola di qualità, sicurezza alimentare e ambientale per i cittadini nei confronti del degrado e del rischio idrogeologico.

 

Su un territorio meno ricco e più fragile per il consumo di suolo si abbattono – sottolinea la Coldiretti – i cambiamenti climatici con le precipitazioni sempre più violente e frequenti con vere e proprie bombe d'acqua che il terreno non riesce ad assorbire. Il risultato – sostiene la Coldiretti – è che sono saliti a 7.275 i comuni italiani, ovvero il 91,3% del totale, che sono a rischio frane e/o alluvioni secondo le elaborazioni Coldiretti su dati Ispra. Per proteggere la terra e i cittadini che vi vivono, l'Italia – conclude la Coldiretti – deve difendere il proprio patrimonio agricolo e la propria disponibilità di terra fertile con un adeguato riconoscimento sociale, culturale ed economico del ruolo dell'attività agricola.



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Il vademecum di IMQ per l'acquisto in sicurezza degli addobbi natalizi

Il vademecum di IMQ per l'acquisto in sicurezza degli addobbi natalizi

 

Dalle decorazioni luminose, ai regali, fino alla scelta dell'albero di Natale, IMQ propone alcuni consigli su come muoversi per un acquisto sicuro e consapevole per tutte lespese natalizie

 

 

Milano, novembre 2018  Con l'arrivo del Natale molti italiani si preparano a decorare casa con addobbi di qualsiasi tipo: dalle luci da mettere in giardino o sul terrazzo alle decorazioni per l'albero o per la tavola, le case e le città si illuminano e si addobbano ma è fondamentale che questi prodotti siano sicuri e certificatiLa settimana scorsa, la Guardia di Finanza di Torino ha sequestrato un milione e mezzo di prodotti natalizi contraffatti senza indicazioni sulla denominazione merceologica, sui dati dell'importatore o sulla presenza di materiali o sostanze pericoloseper un valore di circa 2 milioni di euro. IMQ, il più importante organismo italiano nel settore della valutazione della conformità, propone un vademecum per aiutare a scegliere i prodotti natalizi puntando su qualità e sicurezza. 

 

Durante la scelta delle decorazioni natalizie, ma anche dei regali, è fondamentale non affidarsi solo al fattore estetico o economico, ma anche – e soprattutto – al fattore sicurezza. Decorazioni di scarsa qualità possono provocare cortocircuiti, folgorazioni e incendi. Ecco i consigli di IMQ per scegliere gli addobbi natalizi più sicuri tra quelli presenti in commercio. 

 

1. La marcatura CE

Che si tratti di luci di Natalegiocattoli o elettrodomestici da regalare e mettere sotto l'alberoi prodotti devono riportare la marcatura CE. La marcatura CE è obbligatoria per tutti i prodotti per i quali esiste una direttiva europea e rappresenta ladichiarazione da parte del fabbricante che il prodotto è conforme ai requisiti di sicurezza, previsti dalle direttive o regolamenti europei applicabili.

2. Il marchio di sicurezza volontario

I marchi di sicurezza volontaricome ad esempio IMQ, offrono una certezza in più poiché garantiscono che il prodotto, prima di essere immesso sul mercato, è stato sottoposto da un organismoindipendente a tutte le verifiche necessarie per accertarne la sicurezza e che, anche una volta sul mercato, è soggetto a sorveglianza periodica per garantire il mantenimento dello standard qualitativo.

 

2. La provenienza 

IMQ consiglia di non comprare prodotti di dubbia provenienza o da rivenditori non autorizzati. Verificate che il prodotto sia corredato di tutte le informazioni previste dalla legge: Nome del Costruttore o Marchio di fabbrica, Modello o riferimento di tipo, Nome del produttore e/o dell'importatore, caratteristiche principali del prodotto (in particolare i dati nominali quali potenza, tensione etc.). Su lavatrici, lavastoviglie, lavasciuga e asciugatrici, frigoriferi e congelatori, forni, televisori, condizionatori, cantinette vino, apparecchi di illuminazione e lampadine, leggete attentamente anche l'etichetta energetica.

 

3. Gli acquisti online 

Secondo l'Osservatorio e-commerce del Politecnico di Milano nel 2017 il mercato online ha raggiunto un valore di 23,6 miliardi in Italia e per le spese natalizie la comodità del click difficilmente allontanerà gli italiani dai portali online. Tuttavia, negli e-commerce il rischio di acquistare prodotti falsi e contraffatti è maggiore e bisogna prestare molta attenzione alla scheda prodotto presente sul sito. 

 

Come prima cosa sarà utile accertarsi dell'affidabilità del rivenditore e dello store online sceltoSi consiglia sempre di affidarsi a portali online certificati, con recensioni clienti valide e informazioni prodotto dettagliate. Se la descrizione non è in italiano, non è integra o risulta poco comprensibile, è impossibile verificare la sicurezza della filiera del prodotto e quindi accertarsi dei requisiti minimi di sicurezza obbligatori. 

 

In particolare negli acquisti on line si raccomanda di scegliere prodotti garantiti anche da un marchio di sicurezza volontario quale IMQ.

 

4. Le luci 

Le luci natalizie sono sempre a contatto con superfici altamente infiammabili (come le carte e il muschio dei presepi, la resina degli abeti o gli alberi artificiali), possono essere sottoposte a condizioni climatiche estreme e, presentando materiale elettrico al loro interno, è fondamentale non tralasciare la sicurezza per far spazio alla convenienza. 

 

Prima di procedere all'acquisto IMQ consiglia di verificare alcuni requisiti del prodotto: la confezione deve essere integra e riportare l'etichetta del marchio di fabbrica, il nome dell'azienda produttrice/importatore, la marcatura CE e l'indicazione di utilizzo per interno o esterno. Quest'ultima distinzione è fondamentale per la sicurezza degli utenti, perché le luci da mettere sul terrazzo o in giardino devono avere la specifica "per esterno" e sono facilmente riconoscibili attraverso la sigla IP23 o IP44 che riportano sulla confezione. 

 

Le catene luminose destinate all'uso esterno devono infatti essere dotate di un determinato grado di protezione (sigla IPXX) contro gli agenti atmosferici esterni. Queste possono essere classificate come protette contro la pioggia (IPX3), gli spruzzi (IPX4), i getti d'acqua (IPX5) o stagne all'immersione (IPX7). In generale, per essere certi che la catena sia adatta al vostro scopo, ovvero all'uso esterno, dovete verificare che sulla marcatura della catena NON ci sia la specifica "solo per uso interno", riportata sulle catene ordinarie, adatte solo ad essere utilizzate all'interno delle abitazioni, e che nella marcatura, sulla confezione o sul foglio d'istruzione vi sia una delle sigle"IPXX" di cui sopra.

5. L'albero

Sia che si decida di optare per un albero artificiale o per un albero naturale è fondamentale non sottovalutare il rischio d'incendio. Un esperimento della U.S. Consumer Product Safety Commissionha dimostrato che bastano 40 secondi per distruggere gran parte di un appartamento e che ogni anno si registrano 10 morti, 20 feriti e 17 milioni di dollari di danni a seguito di incendi causati da alberi di Natale. 

L'albero di Natale è a contatto con del materiale elettrico e non va sottovalutato il rischio di pericolo che può scaturire da possibili malfunzionamenti delle catene luminose, dall'eccessiva vicinanza a fonti di calore o dalla presenza di materiali sintetici facilmente infiammabili. 

Se si sceglie un albero artificiale è necessario verificare che questo sia autoestinguente attraverso le indicazioni sulla confezione o nel foglio d'istruzioni, specificato con le diciture "ignifugo" o "non infiammabile". Se si opta per un albero naturale, all'atto dell'acquisto verificare che questo sia sano e non già secco: un albero secco in presenza di fiamme può bruciare in soli 20 o 30 secondi. Una volta acquistato l'albero di Natale è importante scegliere attentamente la posizione: è bene che questo venga messo lontano da materiale infiammabile come tende, mobili imbottiti o tovaglie. 

Se in casa si hanno dei bambini si consiglia di posizionare le decorazioni più delicate verso la punta dell'albero, in modo che queste possano non essere raggiunte facilmente. Un altro dettaglio molto importante per la salvaguardia dei consumatori riguarda il collegamento delle catene luminosese possibile predisponete una presa per ogni spina, e se non è possibile utilizzate prese multiple (ciabatte), possibilmente certificate da un marchio di sicurezza come IMQ. 

 

I regali sicuri sotto l'albero

IMQ certifica migliaia di prodotti all'anno seguendo un ben preciso iter di certificazione che parte dall'approvazione del costruttore, passa per l'approvazione del singolo modello di prodotto (prima che venga immesso sul mercato) e termina con il controllo e monitoraggio periodico della produzione per verificare che mantenga lo standard qualitativo certificato. In qualità di maggiore realtà in Italia nel settore della valutazione della conformità, si occupa di infinite tipologie di merci dalle lavatrici ai robot da cucina, dai frigoriferi ai ferri da stiro. Anche nella scelta dei regali di Natale, per prevenire ogni incidente, è bene scegliere solo prodotti sicuri come quelli certificati da IMQ, di chiara provenienza, acquistati presso rivenditori di fiducia.

 

 

Gruppo IMQ

Rappresenta la più importante realtà italiana nel settore della valutazione della conformità (certificazione, prove, verifiche, ispezioni). Forte della sinergia tra le società che lo compongono, dell'autorevolezza acquisita in oltre 65 anni di esperienza e della completezza dei servizi offerti, il Gruppo IMQ si pone infatti come punto di riferimento e partner delle aziende che hanno come obiettivo la sicurezza, la qualità e la sostenibilità ambientale. 



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Happy Restaurant by Haribo: il lancio delle nuove Le Gelée firmato DOING

DOING E HARIBO ITALIA LANCIANO LE NUOVE HARIBO LE GELÉE, INAUGURANDO UN RISTORANTE GELATINOSO A MILANO.


Per presentare le nuove Haribo Le Gelée, gelatine al gusto autentico della frutta, DOING e Haribo, brand leader nel mercato delle caramelle gommose, hanno aperto a Milano l'Happy Restaurant by Haribo, un ristorante temporaneo dal menu interamente gelatinoso.

DOING, che dal 2012 cura progetti di comunicazione integrata off e online per il Haribo Italia, ha ideato in occasione di questo nuovo lancio un'attivazione che ha coinvolto e colto di sorpresa food influencer, giornalisti e pubblico comune.

Tra gli ospiti a tavola, infatti, 6 dei più noti esperti in tema di gusti e sapori raffinati, nonché nuovi guru accreditati presso il pubblico più esigente in fatto di "buona cucina": gli italiani.
Sonia Peronaci, gli Gnambox, Chissenefood, Robysushi e Kitchentrouble hanno assaporato nel corso della cena speciale, preparata per loro dallo chef Antonio Buratti, 4 portate gelatinose, dall'aperitivo al secondo, senza sapere che ogni piatto era stato preparato con le nuove Haribo Le Gelée, ingrediente segreto che ha dato a ognuno un originale e autentico gusto di frutta.

La sorpresa è stata rivelata solo sul finale, quando lo chef ha spiegato ai commensali che la frutta assaporata in ogni portata era in realtà una Haribo Le Gelée, finemente lavorata per impreziosire la ricetta. Il ristorante da Happy Restaurant by Haribo, è diventato così Le Gelée Restaurant.

TEAM DOING
Executive Creative Director: Domenico Manno
Associate Creative Director: Hana Kovacevic 
Copywriter: Giorgia Spina
Art Director: Giovanni Torraco
Designer: Alejandro Perianez
BU Director: Marianna Del Curto
Client Manager: Alessndra Patania
Head of Digital PR: Vanessa Carmicino
Digital PR: Ilenia Salerno
Content Manager: Cristina Allegretto

TEAM HARIBO
Head of Marketing: Antonio Severi
Junior Brand Manager: Caterina Acquaroli

Casa di produzione video: TREES HOME 


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DOING 
DOING con 5 sedi, di cui una negli Emirati Arabi Uniti e una in Malesia, un fatturato di 28 milioni di euro, 220 talenti e un network internazionale formato dalle migliori agenzie del mondo, è uno dei più grandi player italiani in ambito digitale. DOING combina analisi dei dati, service design, creatività e contenuti, tecnologia per offrire ai propri clienti le migliori soluzioni di marketing, comunicazione, digital transformation e data solution.


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