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sabato 21 settembre 2019

I giocatori di casinò online sono aumentati del 18% nei primi nove mesi del 2019


I giocatori di casinò online sono aumentati del 18% nei primi nove mesi del 2019
Campania, Lombardia e Lazio tra le Regioni in cui il gambling sul web è più praticato

Sempre più persone sono alla ricerca di divertimento e svago su smartphone e tablet: film e serie tv, libri, giochi e di recente vanno molto di moda anche i casinò online.
Sono finiti i tempi in cui si andava al Casinò non solo per giocare ma per godersi una serata diversa, vestiti in modo elegante, in un ambiente di un certo livello dove potersi anche rilassare con un drink tra una giocata e l'altra. 


Oggi, la crescita del mercato del gioco online ha fatto sì che molti giocatori preferiscano scommettere da dove vogliono, senza doversi recare di persona in un luogo a volte lontano, e in ogni momento del giorno, in più, con procedure di accesso facili e veloci, pagamenti sicuri e modalità di gioco ultra tecnologiche e immersive, per non parlare delle frequenti promozioni e bonus per gli utenti registrati. 


Secondo uno studio recente
, il numero di giocatori d'azzardo online in Italia è cresciuto del 18% da gennaio 2019 a oggi, arrivando a circa 2,3 milioni di giocatori, appassionati e registrati, di cui circa 670mila sono giocatori costanti, con una spesa media di circa 90 euro a giocatore. Insomma il fenomeno del gambling online nel nostro Paese rappresenta un mercato molto proficuo e in crescita.

Anche il profilo del classico giocatore in Italia è molto cambiato: addio al vecchio stereotipo dell'uomo over 40 con uno status sociale medio-alto; ora anche le donne, un tempo contro questo tipo di intrattenimento, con la possibilità di giocare da casa iniziano ad avvicinarvisi e ci sono molti giovani.
Secondo i dati forniti dai casinò associati, gli uomini rappresentano il 62% dei giocatori e le donne il 38%, mentre per il tipo di gioco, le donne preferiscono le Slot machine e gli uomini Poker, Roulette e altri giochi di carte (Blackjack, Baccarat):

Roulette: 67% uomini - 33% donne
Blackjack: 60% uomini - 40% donne
Slot machine: 48% uomini - 52% donne
Poker: 73% uomini - 27% donne
Baccarat: 59% uomini - 41% donne

Inoltre, comparando i dati, è emerso che i giocatori online in Italia sono sempre più giovani: il 77% ha meno di 45 anni ma ciò che più colpisce è la crescita dei più giovani, il 20% del totale non supera i 25 anni.

18-25 anni - 20%
26-35 anni - 26%
36-45 anni - 31%
46-55 anni - 13 %
56-65 anni – 7,5%
Over 65 anni – 2,5%

Per quanto riguarda la collocazione geografica dei giocatori online, sono concentrati principalmente al Centro-Sud, anche se la Lombardia per il Nord ha numeri elevati.
Il 18% dei giocatori viene dalla Campania, al secondo posto c'è proprio la Lombardia con il 12%, segue la Sicilia con l'11%, poi Lazio, Emilia Romagna e Puglia con il 10%.
Giochi online sempre più sicuri a differenza di quanto si possa credere

Per la legge italiana i casinò online devono essere autorizzati dall''AAMS (Agenzia Autonoma dei Monopoli di Stato) quindi conviene sempre giocare su quelli che hanno ottenuto il beneplacito dell'ente che è garanzia di regole rispettate secondo la normativa in vigore.

AAMS infatti regola e garantisce la sicurezza di tutti i casinò online italiani, con controlli severi e periodici e il rispetto di alcune regole:

-Per giocare d'azzardo su internet bisogna essere maggiorenni
-I casinò online autorizzati devono presentare il logo AAMS all'interno delle loro pagine.
-Tutti i sistemi di pagamento, sono sicuri perché controllati dai Monopoli di Stato.
-Nei casinò online AAMS si può pagare con postepay, paypal, bonifico bancario e tanti altri sistemi. Stessa cosa per il ritiro delle vincite fatte con i giochi d'azzardo disponibili.

Un altro aspetto da tenere ben presente è che la sede centrale dell'azienda di casinò online si trova nell'Unione europea, in questo modo le leggi Ue tutelano i giocatori.
In ogni caso
 è possibile confrontare i migliori casinò online, sia dal punto di vista della sicurezza, che dei buoni regalo o, ad esempio, verificare quali accettano pagamenti tramite Paypal.

Infine, si sente spesso parlare di ludopatia e "gioco patologico", ma la maggior parte delle persone affette da dipendenza gioca principalmente a videolottery, slot machine, lotterie e gratta e vinci, solo una piccola percentuale riguarda il gioco ai casinò online.


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venerdì 30 novembre 2018

Azzardo, gambling, gioco online e ludopatia: l'Istituto Superiore della Sanità ne smentisce la correlazione

GIOCO ONLINE E LUDOPATIA: L'ISTITUTO SUPERIORE DELLA SANITÀ NE SMENTISCE LA CORRELAZIONE


Da un'indagine dell'ISS emerge che i giocatori "problematici" nel nostro Paese sono il 3% e per giocare scelgono prevalentemente luoghi fisici e lontani da casa. In questo contesto, LeoVegas si conferma leader per sicurezza e prevenzione nella pratica del gioco online

Milano, 30 novembre 2018 – L'ISS, lstituto Superiore della Sanità, ha condotto una ricerca sul rapporto sulla diffusione del gioco problematico, confermando che l'online è l'unico settore che offre procedure di identificazione del giocatore, limitazione al gioco e di protezione dei giocatori. Secondo la prima indagine epidemiologica sul gioco d'azzardo, realizzata dall'Istituto Superiore di Sanità e comunicata ad Ottobre 2018, solo il 5,5% dei giocatori sceglie l'online mentre il 94,5% gioca sulla rete fisica offline.

Un altro aspetto importante che è emerso dallo studio dell'ISS è legato alla pubblicità, che non influenzerebbe le scelte di gioco e non indurrebbe dunque alla ludopatia: l'80,7% dei giocatori, infatti, ha dichiarato di non essersi fatto influenzare dalla pubblicità nella scelta del gioco. 

Ciò che emerge dunque dallo studio dell'ISS è che non c'è un'immediata correlazione tra gioco online e ludopatia e inoltre, nella pratica del gioco online, la percentuale di coloro che praticano gioco illegale scende vertiginosamente. Questo perché il gioco online garantisce procedure di identificazione del giocatore- cosa che spesso non avviene nei luoghi di gioco dove non sempre viene richiesto il documento di identità - e strumenti per la limitazione al gioco e la protezione dei giocatori.

In questo contesto, il pluripremiato casinò online di LeoVegas, la principale azienda svedese di gambling che fornisce servizi di giochi e scommesse online, è in testa alla classifica dei migliori casinò online autorizzati in Italia  per sicurezza e affidabilità.

I giochi del casinò online di LeoVegas, infatti, dalle slot live al poker e dal roulette show al bingo, sono sicuri e protetti sotto i Regolamenti vigenti dell'AAMS, l'Agenzia delle dogane e dei Monopoli.

LeoVegas, inoltre, per indirizzare i propri utenti verso un gioco responsabile, ha attuato le seguenti misure: prevenzione, fornendo informazioni sulla consapevolezza e sul monitoraggio dell'attività di gioco; protezione, offrendo strumenti per riconoscere i comportamenti che caratterizzano la dipendenza da gioco e per impedire l'accesso ai giochi ai minorenni; e auto-aiuto, ovvero funzionalità mirate a moderare o inibire la partecipazione ai giochi, come limiti di deposito e di perdita sul conto di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile, e strumenti per l'autoesclusione, temporanea o a tempo indeterminato.

A questi si aggiungono limiti di sessione, che permettono di impostare un tempo massimo per giocare, e limiti di scommessa, per stabilire la quota massima di denaro che è possibile scommettere su base giornaliera, settimanale o mensile.

Inoltre, al fine di fornire informazioni utili sulla prevenzione del gioco d'azzardo patologico e minorile, LeoVegas, da sempre attento alla sicurezza dei propri clienti, ha creato LeoSafePlay, una piattaforma che fornisce strumenti e risorse valide per identificare i rischi legati al gioco d'azzardo e identificarli precocemente, proponendo anche una serie di consigli per mantenere il controllo sul proprio comportamento.

sabato 17 novembre 2018

LUDOPATIA, MANCA: IL PROBLEMA ESISTE, MA NON SI RISOLVE NE’ CON DISTANZIOMETRO NE’ CON DEMAGOGIA E IPOCRISIA

LUDOPATIA, MANCA: IL PROBLEMA ESISTE, MA NON SI RISOLVE NE' CON DISTANZIOMETRO NE' CON DEMAGOGIA E IPOCRISIA
Così il vicepresidente della Commissione Sanità e consigliere regionale di Direzione Italia/Noi con l'Italia, Luigi Manca

Chi pensava, come i colleghi del Movimento 5 Stelle, che bastassero 500 metri per contrastare la ludopatia, oggi deve aver subito una sorta di doccia fredda a sentir parlare non il " solito" politico ma il procuratore Antonio De Donno, anche in qualità di presidente del Comitato scientifico dell'Eurispes, e altri rappresentanti dell'indipendente istituto di ricerca.
Il problema esiste, non va sottovalutato e lo dico da medico, ma non va affrontato con ipocrisia e demagogia, ma con una seria campagna di prevenzione e contrasto a una malattia, la ludopatia, alla stessa stregua di quella messa in atto dal Servizio Sanitario nazionale contro il fumo. Parliamo di malati difficili da diagnosticare e perciò sottostimati, ma l'11,3% di loro hanno ammesso di giocare lontani da casa e il 2,3% lontani dai posti di lavoro. A dimostrazione che il giocatore problematico non si lascia certo scoraggiare dal dover fare qualche metro in più, ma anche km, pur di giocare. Quindi i paladini del distanziometro farebbero meglio a evitare slogan inutili.
Non solo, come ha spiegato il procuratore De Donno il proibizionismo provocherebbe un effetto opposto, quello di consegnare nella braccia della criminalità i giocatori. Tutto ciò che è proibito (vedi la droga) finisce per avere consumi peggiori, ma illeciti e in mano a delinquenti, o meglio alla Mafia. Oggi i centri legali sono in mano a gestori che hanno la concessione dalla Stato, che hanno l'obbligo di non far entrare minori. Quindi ben vengano i controlli su questi, chiudere quelli non in regola, ma senza dimenticare che le famigerate "macchinette" si trovano, ormai, anche nei Tabaccai e nei Bar.
Infine, una considerazione del sociologo dell'Eurispes, Baldazzi, che condivido in pieno: chi ha stabilito quali sono i punti sensibili dal quale misurare la distanza? E perché una parrocchia, invece, non può costituire un dissuasore per i giocatori del centro giochi legale, ovvero quei centri che in Puglia danno lavoro a 10mila persone. Perché un problema di occupazione, oltre che di patologia e legalità, non possiamo non affrontarlo. Un esempio: da un monitoraggio fatto nella città di Lecce se si rispettasse la distanza di 500 metri tutti i centri scommesse dovrebbero essere chiusi e mandati a casa i dipendenti con regolare contratto di lavoro.

lunedì 15 ottobre 2018

DECRETO DIGNITÀ: DA STARCASINÒ LE 5 REGOLE D'ORO PER GIOCARE IN SICUREZZA.


DECRETO dignità: Da StarCasinò le 5 regole D'ORO per giocare in sicurezza.

Un giro di vite sul prelievo delle slot, il lancio della tessera del giocatore, il logo NoSlot e il monitoraggio delle giocate. Sono solo alcune delle novità inserite dal Decreto Dignità entrato in vigore lo scorso 14 luglio. L'obiettivo è chiaro: lotta alla ludopatia in tutte le sue forme.

Su questo tema, StarCasinò (m.starcasino.it) si batte da sempre per educare i giocatori a divertirsi responsabilmente, istituendo programmi ad hoc e utilizzando sofisticati sistemi che intercettano un potenziale comportamento anomalo e bloccano l'utente in tempo utile. Per il Gruppo svedese infatti gioco significa intrattenimento, svago e divertimento e per questo motivo la sicurezza è da sempre in cima alle priorità dell'azienda.

Il casinò n. 1 in Italia sposa dunque la linea dell'esecutivo stilando le

5 regole d'oro per giocare in sicurezza.

1. Scegli un casinò certificato e legale.
Prima di iniziare a giocare, prendi informazioni sul casinò online che hai scelto. Forse non sai che possono offrire il servizio di gioco online solo gli operatori in possesso di una concessione rilasciata dall'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, ovvero AAMS. Il numero della concessione e il logo AAMS devono essere sempre riportati sul sito dove si offrono giochi pubblici. Inoltre sul sito ufficiale AAMS nella sezione "concessionari autorizzati al gioco a distanza" trovi l'elenco completo degli operatori che hanno ottenuto la licenza, e quindi di quelli sicuri.

2. Inserisci il tuo tetto massimo di spesa.
Sai che puoi impostare un tetto massimo di spesa prima di iniziare a giocare? I casinò online affidabili ti permettono di impostare limiti massimi di spesa settimanale oltre ai quali non è possibile effettuare ulteriori ricariche del conto.

3. Scegli casinò con connessioni criptate e protette e verifica dell'identità del giocatore.
I casinò online sicuri, come StarCasinò, proteggono i tuoi dati e le tue transazioni grazie a evoluti sistemi di sicurezza online (SSL) per evitare furti di dati o di denaro. Inoltre, un sito legale verifica sempre l'identità dei suoi giocatori grazie al modulo di registrazione. I dati inserirti vengono verificati e questo permette l'esclusione di tutti i minori di 18 anni.

4. I casinò seri utilizzano software predittivi e utilizzano i big data per prevenire comportamenti ludopatici.
La tecnologia è al servizio della tua sicurezza. StarCasinò adotta innovativi software in grado di monitorare il tempo ed il modo in cui stai giocando. Un sistema automatizzato verifica in tempo reale potenziali comportamenti anomali ed è il software stesso che ti blocca. In questo modo StarCasinò agisce preventivamente su potenziali ludopatie.

5. Controlla online la reputazione del casinò che hai scelto.
Le recensioni online sono un buon metodo per verificare la serietà del casinò che hai scelto. Controlla online cosa dicono gli utenti e ricorda sempre che:
il gioco è bello quando è....responsabile!  


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mercoledì 16 maggio 2018

BOLOGNA, GIOCO LECITO "SOTTO SFRATTO", IL CONSIGLIO DELL'AVVOCATO: «RICORSO SUBITO»


BOLOGNA, GIOCO LECITO "SOTTO SFRATTO", IL CONSIGLIO DELL'AVVOCATO: «RICORSO SUBITO»

ROMA, 16/05/2018 - Fare ricorso, e subito: questo il consiglio agli operatori bolognesi da parte dell'avvocato amministrativista Filippo Boccioletti, che sta collaborando con Astro nel monitorare l'applicazione della legge regionale antiludopatia in Emilia Romagna. L'appello dell'avvocato cade due giorni dopo l'approvazione del regolamento sui giochi del Comune di Bologna, che riporta la mappatura dei luoghi sensibili.

Due documenti che, secondo Boccioletti, rappresentano la «condanna alla chiusura di tutti gli operatori (sale giochi, gestori di attività con apparecchiature ecc.) che si trovino a meno di 500 metri dai numerosissimi luoghi sensibili censiti dal Comune. Si tratta di atti amministrativi con cui l'amministrazione comunale individua, seppur senza identificarli uno per uno, tutti gli imprenditori che dovranno chiudere o trasferirsi».

A giudizio dell'avvocato, «la lesività diretta del regolamento (che entrerà in vigore il 29 maggio, ndr) e della allegata mappatura è pacifica. Per questo motivo, al fine di evitarne l'accettazione, il regolamento e i relativi allegati devono essere impugnati da chi si trova a meno di 500 metri dai luoghi sensibili e non voglia chiudere o trasferirsi».

Il singolo operatore non troverà il proprio nome nei documenti approvati dal Comune e non vi sarà un elenco specifico delle attività da chiudere, ma questo non deve indurre gli interessati ad evitare o posticipare il ricorso: «L'Amministrazione Comunale, infatti, qualora non venisse impugnato il suo atto deliberativo ritualmente pubblicato sull'albo pretorio, potrà sempre eccepire l'acquiescenza a detto atto, vanificando ulteriori azioni e iniziative giudiziarie».

Vero è che il prossimo step sarà la comunicazione di chiusura o di trasferimento inviata ad ogni operatore, «ma il Comune – prosegue Boccioletti - potrebbe strategicamente posticipare questo adempimento oltre i termini di impugnazione della propria delibera. Ciò renderebbe inutile il ricorso avverso la comunicazione formale diretta ad informare dell'obbligo di chiusura o delocalizzazione, in quanto la tardiva impugnazione della delibera rischierebbe di qualificare inammissibile detto ricorso, con conseguente "irrevocabilità" dell'ordine di chiusura o di delocalizzazione».

Il termine per l'impugnazione al Tar è di 60 giorni, decorrenti all'entrata in vigore della deliberazione del Consiglio Comunale; il ricorso dovrà, pertanto, essere notificato entro e non oltre il 28 luglio 2018.


venerdì 10 novembre 2017

Normativa sul Gioco pubblico. Regione Emilia-Romagna contraria a modifiche sulla Legge di contrasto al gioco patologico




RIORDINO GIOCHI, FERRI (EMILIA-ROMAGNA): «NESSUNA MODIFICA ALLA NOSTRA LEGGE REGIONALE»




ROMA, 10/11/2017 - 
Mila Ferri, responsabile dell’Area salute mentale e dipendenze patologiche della Regione Emilia-Romagna, non si presta ad equivoci: la Regione, in materia di giochi, andrà avanti per la propria strada, malgrado gli appelli del Sottosegretario all’Economia Baretta, che proprio ieri ha ribadito come le normative locali debbano adeguarsi all’accordo sottoscritto in Conferenza Unificata da Governo ed enti locali lo scorso 7 settembre. 

«Modificare la legge? Non vedo proprio perché», sostiene la Ferri. 
In sintesi, le Regioni dovrebbero garantire una “equilibrata distribuzione” sul territorio dei punti di gioco e non eccedere rispetto alle due misure principali dell’accordo: taglio del 35% degli apparecchi e dimezzamento dei punti di gioco. 

Il problema nasce perché i severi distanziometri regionali (come quello dell’Emilia Romagna) sono destinati a tagliare di fatto una percentuale ben maggiore di apparecchi e sale giochi. 
Come si risolve questo latente contrasto?

«Intanto – spiega Mila Ferri - Il testo uscito dalla Conferenza Unificata non è una legge, ma un accordo, e neanche tanto dettagliato. Deve essere seguito da un decreto applicativo che stiamo aspettando. Inoltre va ricordato come nel testo uscito dalla Conferenza Unificata venga esplicitamente scritto che Regioni e Province autonome, ai fini del contrasto alla ludopatia, potranno prevedere forme maggiore di tutela per la popolazione rispetto al testo dell’intesa. Questa parte, anche a giudizio del nostro presidente Bonaccini, va intesa letteralmente. Ecco perché non c’è alcun motivo di rivedere la nostra legge di contrasto al gioco patologico».



venerdì 20 ottobre 2017

Gioco d’azzardo: Codacons blocca 50 milioni di euro di finanziamenti del Ministero della Salute sulla ludopatia


GIOCO D’AZZARDO: CODACONS BLOCCA 50 MLN DI EURO DI FINANZIAMENTI DEL MINISTERO DELLA SALUTE SULLA LUDOPATIA

TAR LAZIO ACCOGLIE RICORSO DELL’ASSOCIAZIONE. 
CRITERI ILLEGITTIMI PER L’ASSEGNAZIONE DEI FONDI. 
ORA ESPOSTO ALLA CORTE DEI CONTI CONTRO MINISTERO DELLA SALUTE
Bloccati 50 milioni di euro che il Ministero della Salute si accingeva a trasferire alle Regioni per presunti progetti per la prevenzione della ludopatia. 

Il Tar del Lazio ha infatti accolto il ricorso del Codacons, annullando gli atti con cui il Ministero della Salute ha approvato i piani delle Regioni di “Attività per il contrasto al gioco d'azzardo” presentati ai sensi del combinato disposto dell' art. 1, comma 946, della legge n. 208/2015 e del d.m. del 6 ottobre 2016 .

Alcune Regioni – spiega il Codacons - avevano addirittura già stabilito associazioni private di loro gradimento cui affidare i finanziamenti, senza alcuna gara e predeterminazione dei criteri oggettivi di selezione, e in assenza dello specifico parere dell'Osservatorio per la prevenzione della ludopatia.

Ad esempio la Regione Toscana aveva deciso di affidare i fondi alla Federserd, associazione che è stata esclusa proprio dall'Osservatorio per conflitto di interessi con le società di gestione del gioco d'azzardo, e ad associazioni legate ai singoli consiglieri o di cui i consiglieri stessi facevano parte. 

Per non dire della Regione Campania, che aveva stabilito un contributo di 900.000 euro solo per il coordinamento dei progetti.

Il Codacons esprime dunque grande soddisfazione per la sentenza del Tar che fa giustizia di un sistema inammissibile e clientelare, avallato dal Ministero della salute e dal Direttore Generale Raniero Guerra, quest’ultimo già finito nel mirino dei consumatori per la vicenda vaccini e il suo ruolo all’interno della Fondazione Glaxo.

Proprio contro il Ministero della salute e il Dg Guerra, il Codacons presenterà ora un esposto alla Corte dei Conti, affinché apra una indagine sulla vicenda ai fini di eventuali danni erariali.

lunedì 2 ottobre 2017

Codacons: "gioco d’azzardo: Ministero dell’economia e Monopoli condannati ad attuare la Legge di tutela"

Risultati immagini per gioco d’azzardo
CONSIGLIO DI STATO ACCOGLIE RICORSO DI CLASS ACTION DEL CODACONS

ENTRO 30 GIORNI LO STATO DOVRA’ EMANARE DISPOSIZIONI URGENTI SUL FRONTE DELLA LOTTA ALLA LUDOPATIA, ALTRIMENTI SARA’ NOMINATO UN COMMISSARIO AD ACTA


Ancora una vittoria del Codacons contro lo Stato Italiano sul fronte della lotta al gioco d’azzardo. Il Consiglio di Stato, infatti, ha accolto un ricorso promosso dall’associazione dei consumatori nell’ambito di una class action avviata dallo stesso Codacons in tema di ludopatia, condannando il Ministero dell’Economia e i Monopoli di Stato ad attuare le disposizioni in materia previste dalla legge.

Già il Tar del Lazio aveva dato ragione all’associazione, ordinando al Ministero dell’economia, al Ministero della Salute e ai Monopoli di Stato di emanare le linee d’azione per la prevenzione, il contrasto e il recupero di fenomeni di ludopatia conseguente a gioco compulsivo, ai sensi dell’art. 1, comma 70, della legge n. 220 del 2010.

Contro la decisione del Tar, i due ministeri e i Monopoli hanno presentato appello al Consiglio di Stato, che non solo ha completamento rigettato le loro istanze, ma ha anche condannato le amministrazioni a pagare al Codacons 4.000 euro di spese legali.

Scrive infatti nella sentenza la IV sez. del CdS (Pres. Filippo Patroni Griffi, Rel. Daniela Di Carlo):

“L’oggetto della disciplina solo indirettamente e in modo mediato riguardava la predisposizione di azioni di contrasto alla ludopatia, prefiggendosi, invece, il legislatore, lo scopo principale di aggiornare i livelli essenziali di assistenza con prioritario riferimento alla riformulazione dell’elenco delle malattie croniche e di quelle rare, al fine di assicurare il bisogno di salute, l'equità nell'accesso all'assistenza, la qualità delle cure e la loro appropriatezza riguardo alle specifiche esigenze.

In tale contesto le prestazioni di prevenzione, cura e riabilitazione rivolte alle persone affette da ludopatia (intesa come patologia che caratterizza i soggetti affetti da sindrome da gioco con vincita in denaro) rappresentava solo una, tra le molteplici, malattie croniche o rare bisognose di attenzione da parte del sistema sanitario nazionale. [...]

Pertanto, in un sistema cd. a tutele crescenti, l’entrata in vigore del decreto Balduzzi non rappresenta e non può rappresentare un ostacolo all’adozione di un atto amministrativo generale previsto da una legge tuttora in vigore, ma anzi costituisce un passo necessario verso l’attuazione di obiettivi posti dal legislatore in modo frammentato e rimasti ancora, allo stato, lettera morta nonostante le tante leggi succedutesi in materia. [...]

La continua e reiterata, in tutto o in parte, mancata attuazione delle misure volute dal legislatore suona pertanto – contrariamente a quanto ritenuto dalla parte appellante - come ulteriore riprova del fatto che il decisum contenuto nell’impugnata sentenza conserva tuttora la propria attualità”.

“E’ una vergogna che mentre migliaia di persone si ammalano ogni anno in Italia a causa del gioco, lo Stato intervenga solo dopo gli ordini dei giudici e le azioni del Codacons - afferma il presidente Carlo Rienzi – Ora il Ministero dell’Economia, assieme a quello della salute e ai Monopoli di Stato, dovrà emanare le disposizioni previste dalla legge 220 del 2010, ossia varare delle linee guida di contrasto al fenomeno della ludopatia. Se entro 30 giorni non sarà data attuazione alla sentenza del Consiglio di Stato, saremo costretti a chiedere la nomina di un commissario ad acta che si sostituisca allo Stato nell’adozione di misure a tutela della salute dei giocatori” – conclude Rienzi.

mercoledì 30 agosto 2017

Barletta sul futuro del gioco pubblico: ancora riflessioni sul "già fatto" e sul "da farsi"



Chi è anche solo un poco a conoscenza delle “faccende dei giochi” che da parecchi mesi infervorano politica ed addetti ai lavori, sa che il sottosegretario Baretta, riportato anche su Casinosicurionline.net
, crede fortemente nella proposta di riordino che il Governo ha messo in campo, così come crede nel percorso che è stato iniziato relativamente alla diminuzione dell'offerta del prodotto gioco che, oggi, ha preso “il sopravvento sui territori”. 


Questo argomento, e la riduzione delle apparecchiature da intrattenimento, è costato tantissime ore di lavoro, di impegno, di ricerche, di mediazione: sarebbe veramente assurdo che, ora, al prossimo 7 settembre tutto venisse vanificato da qualsivoglia argomentazione.

L'attuale Esecutivo deve rispondere al mandato affidatogli dal Parlamento e questo ha fatto anche se con grande ritardo: ma con l'ultima proposta di riordino presentata agli Enti Locali, Baretta ritiene di avere fatto notevoli passi avanti verso una diversa e nuova concezione del gioco nella vita dei cittadini e lasciare “perdere tutto” sarebbe veramente un fallimento. 

A Pier Paolo Baretta dispiacerebbe, innanzitutto, che non si sia voluta comprendere la novità della riforma che consiste nel trovare un nuovo equilibrio tra la tutela della salute pubblica, senza dubbio a lungo sottovalutata e sulla quale vi sono “lavori in corso” con il Ministero della Salute, la lotta alla criminalità, che resta sempre un'emergenza, e le entrate erariali che saranno soggette ad oscillazioni.

In una sorta di esame di coscienza, il sottosegretario dimostra autocritica senza dubbio, ma anche un grande senso dello Stato e lo ha dimostrato demandando agli Enti Locali il potere di gestire il gioco sul territorio: viene rafforzato da questo riordino del gioco (se verrà concretizzato)  il “concetto di esclusiva dello Stato” nel concetto più ampio di Repubblica che comprende, quindi, il potere delle istituzioni decentrate. 

Mentre il regime concessoria regola, come è giusto che sia, le modalità di gestione del gioco pubblico.

Si deve prendere atto che si è troppo esagerato nell'offerta di gioco, pur rendendosi conto che tutto ciò che si è studiato e messo in opera nell'arco degli anni è stato fatto per combattere il gioco illegale: ma il risultato, oggi, è che gli Enti Locali hanno intrapreso dei percorsi per autotutelarsi e per gestire i loro territori, mentre il settore ludico è sulla difensiva perché si sente sempre penalizzato dagli interventi, sia pratici che finanziari, e l'ultima “manovrina” ne è la riprova.

E come, poi, dimenticarsi poi dei ”famigerati bandi” per le scommesse ed il bingo? 

Ora che le Regioni ed i Comuni dovranno decidere sulla collocazione dei punti di vendita di gioco, dovranno tenere conto che la loro distribuzione geografica dovrà assolutamente garantire l'operatività, partendo naturalmente dagli investimenti già realizzati ed evitando che ampie zone ne siano prive, concentrando il gioco nelle periferie, dando vita a veri e propri quartieri “a luci rosse” del gioco. 

Ovviamente, gli operatori da parte loro si dovrano adeguare alle nuove regole e qualificare innanzitutto l'offerta.

Baretta, da parte del Governo, incontrerà nuovamente le principali Associazioni dei gestori in modo da avviare un confronto relativo agli effetti industriali della riforma. 

E, naturalmente, se la riforma “provocherà” una crisi del settore andrà affrontata con tutti gli strumenti idonei ed, a questo punto, sarà anche un bene che gli Enti Locali, in virtù delle loro nuove responsabilità derivanti dalla riforma, ne siano coinvolti.

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