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sabato 2 giugno 2018

Settimana della Salute Mentale di Comunità a Caltagirone in occasione del 40° anniversario della Legge Basaglia


CALTAGIRONE, 02/06/0218 - Una settimana dedicata alla Salute Mentale di Comunità dal 04 Giugno  al 11 Giugno 2018. 

Salute mentale e legge 180 saranno le parole che rappresenteranno il punto di incontro per convegni, rappresentazioni teatrali, dibattiti, manifestazioni sportive ed eventi aggregativi di vario genere. 

L’evento è organizzato dal Modulo DSM di Caltagirone-Palagonia, con il patrocinio dei Comuni di Caltagirone, Catania e Siracusa, e in partnership con Asp di Enna, Asp di Siracusa, Distretto socio-sanitario D22 di Enna e Distretto socio-sanitario D46 di Noto.

«La Settimana della salute mentale di comunità - spiega il Dr. Raffaele Barone, direttore del Modulo DSM - Caltagirone-Palagonia - vuole essere l’occasione per rilanciare un dibattito sulla salute mentale con cittadini, operatori, utenti, famiglie, amministratori, associazioni culturali e sociali, cooperative sociali e operatori economici. 

Consapevoli, come ci ha insegnato Basaglia, che idee e azioni non possono essere disgiunte, che dietro al fare deve esserci un pensiero che di continuo si verifica e si aggiusta in un nuovo fare». 

Un percorso quello della legge Basaglia  nata nel lontano 1978 che proprio nei primi di Giugno raggiunge i 40 anni di età rivoluzionando il mondo della Cura della Malattia Mentale attraverso cambiamenti radicali

nel modo di operare e pensare. Una legge che impose la chiusura dei manicomi regolamentando il Trattamento Sanitario Obbligatorio e istituendo servizi di Igiene Mentale Pubblici, una vera modernizzazione dei trattamenti psichiatrici che ha riconosciuto la dignità del paziente. 

Con la legge Basaglia si sono anche creati i presupposti per la chiusura degli OPG (Ospedali Psichiatrici Giudiziari) attraverso la recente legge 81/2014 che ha istituzionalizzato la creazione delle Rems (Residenze per l'Esecuzione delle Misure di Sicurezza) nuovi organismi gestiti dalla sanità territoriale in collaborazione con il Ministero della Giustizia. 
Oggi sono attive trenta REMS, che a regime arriveranno a 32. 

Nelle Residenze per L’Esecuzione delle Misure di Sicurezza, oggi in Italia ci sono 604 posti e 569 pazienti presenti, dei quali 350 con una misura definitiva e 215 con una misura provvisoria. 

La discussione in parlamento sulla legge Basaglia, oggi in vigore, non è chiusa e nel settembre del 2017 è stato presentato al Senato il DDL 2850  volto non a modificare la normativa, ma a darne piena attuazione per rendere reali i principi che hanno portato a quella grande riforma. 

In particolare il decreto chiedeva di perseguire gli obiettivi proposti da quella legge, ma anche di revisionare i LEA proponendo percorsi di cura per venire realmente incontro ai bisogni delle persone con programmi terapeutici riabilitativi. 

La Settimana della Salute Mentale di Comunità inizia il suo percorso il 4 giugno con il convegno che si svolgerà presso la sala "Mario Scelba" del Palazzo Municipale di Caltagirone  con tema “Integrazione socio-sanitaria: legislazione, progettualità, buone prassi e criticità”.


                                                                                                                      M. C.
                                                           Fonte Notizia : Ufficio Comunicazione e stampa ASP 3 Catania 

venerdì 10 novembre 2017

Normativa sul Gioco pubblico. Regione Emilia-Romagna contraria a modifiche sulla Legge di contrasto al gioco patologico




RIORDINO GIOCHI, FERRI (EMILIA-ROMAGNA): «NESSUNA MODIFICA ALLA NOSTRA LEGGE REGIONALE»




ROMA, 10/11/2017
Mila Ferri, responsabile dell’Area salute mentale e dipendenze patologiche della Regione Emilia-Romagna, non si presta ad equivoci: la Regione, in materia di giochi, andrà avanti per la propria strada, malgrado gli appelli del Sottosegretario all’Economia Baretta, che proprio ieri ha ribadito come le normative locali debbano adeguarsi all’accordo sottoscritto in Conferenza Unificata da Governo ed enti locali lo scorso 7 settembre. 

«Modificare la legge? Non vedo proprio perché», sostiene la Ferri. 
In sintesi, le Regioni dovrebbero garantire una “equilibrata distribuzione” sul territorio dei punti di gioco e non eccedere rispetto alle due misure principali dell’accordo: taglio del 35% degli apparecchi e dimezzamento dei punti di gioco

Il problema nasce perché i severi distanziometri regionali (come quello dell’Emilia Romagna) sono destinati a tagliare di fatto una percentuale ben maggiore di apparecchi e sale giochi. 
Come si risolve questo latente contrasto?

«Intanto – spiega Mila Ferri - Il testo uscito dalla Conferenza Unificata non è una legge, ma un accordo, e neanche tanto dettagliato. Deve essere seguito da un decreto applicativo che stiamo aspettando. Inoltre va ricordato come nel testo uscito dalla Conferenza Unificata venga esplicitamente scritto che Regioni e Province autonome, ai fini del contrasto alla ludopatia, potranno prevedere forme maggiore di tutela per la popolazione rispetto al testo dell’intesa. Questa parte, anche a giudizio del nostro presidente Bonaccini, va intesa letteralmente. Ecco perché non c’è alcun motivo di rivedere la nostra legge di contrasto al gioco patologico».



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