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Poleepo, piattaforma italiana per la gestione del commercio multicanale, integra Odoo, software ERP open source tra i più diffusi a livello globale, attraverso un connettore sviluppato in collaborazione con Codestorm. L’obiettivo è collegare in modo diretto sistemi gestionali e canali di vendita, colmando uno dei principali punti critici dell’ecommerce contemporaneo: la distanza tra i sistemi che governano i processi interni e quelli che intercettano la domanda.
La crescita del commercio digitale degli ultimi anni è stata trainata dall’espansione dei marketplace e dall’aumento delle vendite cross-border. Nel 2024 il valore dell’ecommerce europeo ha raggiunto 819 miliardi di euro, mentre il solo segmento cross-border ha toccato i 358,7 miliardi, con circa il 70% generato dalle piattaforme marketplace. Questa espansione ha ampliato le opportunità di accesso al mercato, ma ha reso strutturalmente più complessa la gestione operativa. In molte aziende i sistemi restano organizzati per livelli separati: da un lato gli ERP, che centralizzano cataloghi, giacenze e flussi amministrativi; dall’altro i marketplace, che gestiscono la distribuzione commerciale. È in questo scarto che si concentra gran parte delle inefficienze: aggiornamenti manuali, disallineamenti tra stock e disponibilità, errori operativi e perdita di controllo, soprattutto al crescere del numero di canali attivi.
L’integrazione tra Poleepo e Odoo nasce per colmare questa distanza. Il connettore consente di costruire un ecosistema operativo realmente connesso: il catalogo prodotti viene sincronizzato automaticamente tra sistema gestionale e canali di vendita, garantendo coerenza dei dati su tutti i marketplace; la gestione degli ordini e dei flussi operativi viene centralizzata in un unico ambiente, riducendo le attività manuali; la disponibilità di dati sempre aggiornati e allineati tra Poleepo e Odoo consente un controllo operativo più puntuale, rendendo sostenibile la gestione di architetture multicanale anche al crescere dei volumi.
“Il passaggio è tecnico, ma le implicazioni sono operative. Ridurre le attività manuali significa diminuire il rischio di errore e rendere scalabile la complessità nel tempo. In un contesto in cui velocità e qualità del dato incidono direttamente sulle performance, la capacità di integrare sistemi diversi diventa un fattore competitivo. La crescita dell’ecommerce non può più essere letta solo come espansione dei canali, ma come capacità di governarli in modo coordinato: l’integrazione tra ERP e sistemi di vendita diventa una condizione necessaria per sostenere la scalabilità.” dichiara Marco Agostini, co-founder di Poleepo.
La soluzione è disponibile per tutte le aziende che utilizzano Odoo come sistema gestionale e Poleepo come piattaforma di orchestrazione multicanale. Per informazioni: poleepo.cloud
Poleepo
Poleepo è la piattaforma italiana che aiuta brand e retailer a governare in modo integrato la complessità del multicanale. Centralizza cataloghi, ordini, prezzi, spedizioni e performance in un unico ambiente, offrendo una visione in tempo reale dell’intero ecosistema di vendita. Grazie a strumenti di automazione e analisi, Poleepo supporta le imprese nel migliorare l’efficienza, ridurre gli errori di stock e ottimizzare la profittabilità dei canali digitali — anche, e soprattutto, nei mercati internazionali.
Roma, 20 aprile 2026 - Oggi gli autori delle minacce non cercano più di introdursi nei sistemi ma si limitano ad accedere alla rete, e hanno sempre più spesso lo stesso aspetto, la stessa voce e lo stesso stile di scrittura della persona a cui hanno rubato le credenziali, o di cui hanno semplicemente inventato l’identità. Quindi, la sicurezza delle identità è più importante che mai, e non si tratta di una evoluzione graduale ma di una rottura strutturale.
La verifica dell'identità si è sempre basata sulla fiducia. Ci siamo sempre fidati del fatto che la persona in videochiamata sia quella che dice di essere, che la firma che autorizza un bonifico sia quella dell'intestatario del conto, e che l'e-mail che chiede la verifica delle credenziali sia quella dell'IT. Presupposti che erano imperfetti prima dell'intelligenza artificiale, e che oggi sono estremamente pericolosi.
Secondo Integrity360, gli esseri umani sono in grado di identificare in modo affidabile immagini e video deepfake solo nel 40% dei casi, una percentuale che è destinata a diminuire con l'avanzare della tecnologia. La clonazione vocale consente già agli aggressori di impersonare i manager in modo abbastanza convincente da manipolare i dipendenti durante le chiamate in diretta.
Le identità artificiali, fabbricate a partire da dati reali, non sono distinguibili dagli utenti reali, e vengono usate su larga scala contro processi di onboarding, controlli di accesso e verifiche dei flussi di lavoro che non sono stati progettati per rilevarle. Sempre secondo Integrity360, il 76% delle aziende ha segnalato un aumento degli attacchi all'identità basati sull'Intelligenza Artificiale, mentre il 69% ha paura che il social engineering indebolisca in modo significativo le proprie difese. E non si tratta di previsioni, ma di osservazioni su quello che sta già accadendo.
Il perimetro della sicurezza si è spostato, ma a questo non è corrisposto un rapido adeguamento delle strategie di sicurezza.
Il tradizionale perimetro della rete non esiste più, perché moltissime applicazioni risiedono fuori dall'infrastruttura aziendale. Gli utenti si autenticano da qualsiasi luogo, e con qualsiasi dispositivo.
L'accesso viene concesso in modo dinamico, attraverso piattaforme cloud, strumenti SaaS, API e processi di automazione che moltiplicano il patrimonio di identità ben oltre ciò che qualsiasi team può gestire manualmente.
In questo modello, l'identità è lo strumento di controllo: il meccanismo attraverso il quale viene presa ogni decisione di accesso, viene concesso ogni privilegio, e viene autorizzata ogni sessione.
Questo significa che quando una identità viene compromessa l'autore dell'attacco non ha bisogno di eludere i controlli di sicurezza ma li utilizza semplicemente come ogni utente legittimo, muovendosi lateralmente, aumentando i privilegi, stabilendo la persistenza, cose che possono apparire normali agli strumenti che monitorano le anomalie tecniche e quelle comportamentali.
L'Intelligenza Artificiale peggiora la situazione. I patrimoni di identità più grandi e complessi – con politiche incoerenti, autorizzazioni eccessive e visibilità limitata – sono gli ambienti in cui prosperano gli attacchi automatizzati. Gli aggressori riescono a mappare i percorsi dei privilegi, identificare account di alto valore e prendere di mira i punti deboli più velocemente di quanto qualsiasi analista umano possa seguire. Quello che cercano gli aggressori è un accesso privilegiato, ovvero le credenziali in grado di disabilitare gli strumenti di sicurezza, di accedere a infrastrutture critiche o di stabilire persistenza in un ambiente, che valgono molto più di un account utente standard.
Molte violazioni di alto profilo, infatti, non comportano un exploit tecnico perché gli aggressori utilizzano credenziali legittime ottenute tramite ingegneria sociale, furto di credenziali o dirottamento delle sessioni. Il punto di ingresso è semplice, e l'impatto è catastrofico.
A questo si aggiunge il fatto che la finestra tra la compromissione iniziale e il danno si sta riducendo man mano che l'Intelligenza Artificiale accelera tutte le fasi della catena di attacco.
Le aziende che ancora oggi si difendono partendo dal presupposto che gli utenti interni con accesso privilegiato sono implicitamente considerati affidabili stanno correndo un rischio che non hanno ancora quantificato.
Zero Trust è il framework di sicurezza dominante dell'era del cloud, grazie alla sua logica solida: verificare sempre, non fidarsi mai. Ma è forte tanto quanto il livello di identità sottostante, perché la verifica continua non è sicurezza continua se quello che viene verificato può essere falsificato, replicato o dirottato durante il transito.
In un panorama di minacce guidato dall'Intelligenza Artificiale, la verifica non può essere un evento una tantum al momento del login. Deve essere comportamentale, contestuale e continua, e deve monitorare non solo se qualcuno si è autenticato con successo ma anche se tutto quello che fa dopo l'autenticazione è coerente con chi dice di essere. Le decisioni di accesso devono adattarsi in tempo reale, sulla base di segnali di rischio che vanno ben oltre le credenziali statiche. Secondo Integrity360, la sicurezza nel 2026 non può essere limitata a una schermata di accesso con un doppio fattore di autenticazione delle identità, ma deve eseguire una valutazione continua e adattiva di ogni identità, di ogni sessione, e di ogni decisione di accesso, che parte dal presupposto che le identità sono prese di mira per cui è necessaria un'architettura per contenere il danno quando questo accade.
Le organizzazioni che ancora oggi trattano l'identità come un perimetro, piuttosto che come un processo, sono le prime che impareranno la lezione della sicurezza a proprie spese.
Informazioni su Integrity360
Integrity360 è uno dei principali specialisti europei nel campo della sicurezza informatica, con 12 sedi regionali in Europa e in Africa. Il gruppo offre una gamma completa di servizi professionali di supporto e gestione della sicurezza informatica che vanno dalla valutazione dei rischi alla protezione, dal rilevamento alla risposta, nei settori della finanza, delle assicurazioni, della pubblica amministrazione, della sanità, della vendita al dettaglio, delle telecomunicazioni e dei servizi pubblici, agendo come partner strategico delle aziende.

La Spezia – Un fronte comune per la tutela del mare e la sicurezza dei cittadini prende forma a La Spezia.
L'obiettivo è contrastare un'insidia tanto diffusa quanto sottovalutata: l'errato smaltimento dei dispositivi pirotecnici nautici scaduti.
Per presentare una nuova e capillare campagna di sensibilizzazione, la Capitaneria di Porto, il consorzio CoGePir e Acam Ambiente (Gruppo Iren) invitano la comunità a una conferenza stampa.
L'evento si terrà mercoledì 22 alle ore 11:00, nella sede del Gruppo Iren in Via Picco 22 (2° piano).
Un appuntamento cruciale per comprendere come trasformare un potenziale pericolo in un esempio di economia circolare e responsabilità.
Spesso dimenticati fino al momento del bisogno, i dispositivi di segnalazione come razzi e fuochi a mano sono essenziali per la sicurezza in mare.
Una volta superata la data di scadenza, però, non diventano innocui. Mantengono la loro carica e si trasformano a tutti gli effetti in rifiuti esplosivi.
L'abbandono di questi articoli nell'ambiente, o il loro conferimento errato nei rifiuti urbani, non solo è illegale, ma rappresenta un gravissimo rischio per l'incolumità pubblica e un fattore di inquinamento per gli ecosistemi marini e terrestri.
La risposta a questo complesso problema è normata e strutturata. In Italia, la gestione di questi rifiuti è affidata al CoGePir (Consorzio Gestione Pirotecnici), un sistema collettivo senza scopo di lucro, riconosciuto dal Ministero dell'Ambiente con il D.M. 32 del 2 febbraio 2026.
Il consorzio opera applicando il principio della "Responsabilità Estesa del Produttore", secondo cui chi immette sul mercato i prodotti pirotecnici deve farsi carico del loro fine vita.
CoGePir organizza e gestisce una filiera controllata che, partendo dal ritiro presso i negozianti, garantisce il trasporto e la distruzione sicura dei dispositivi scaduti in impianti specializzati.
Un sistema che ha già dimostrato la sua efficacia, gestendo nel solo 2025 oltre 51 tonnellate di questi materiali su tutto il territorio nazionale.

L'iniziativa spezzina è emblematica di come la collaborazione tra enti possa generare un impatto positivo.
La Capitaneria di Porto porta la sua expertise in materia di sicurezza della navigazione e il suo ruolo di controllo.
Acam Ambiente (Gruppo Iren) amplifica il messaggio attraverso i suoi canali, raggiungendo direttamente i cittadini e gli operatori del settore.
Infine, CoGePir fornisce il braccio operativo, assicurando che ogni razzo scaduto raccolto venga neutralizzato senza danni per l'ambiente.
Cosa deve fare, quindi, un diportista responsabile?
L'azione richiesta è semplice e chiara.
È fondamentale verificare periodicamente le scadenze delle proprie dotazioni.
Una volta individuati i dispositivi scaduti, questi devono essere riportati presso un qualsiasi rivenditore di articoli per la nautica.
Il negoziante è obbligato per legge a ritirarli gratuitamente per poi conferirli alla filiera di CoGePir.
Si tratta di un piccolo gesto di grande civiltà, un dovere che protegge la comunità e preserva la salute del nostro mare.
La sicurezza della navigazione inizia da una barca in ordine e da un comportamento consapevole.
Marco Barcaroli e il "Vuoto Romantico": la sfida dell'italiano tra sonorità industrial e jazzIl 17 aprile segna una data cruciale nella carriera di Marco Barcaroli. Il musicista e producer, noto per i suoi trascorsi in lingua inglese e per l'album Split To Stay Whole, decide di voltare pagina, o meglio, di "spogliarsi" di ogni filtro linguistico. Lo fa con il nuovo singolo "Vuoto Romantico", un brano che segna il suo atteso debutto compositivo in italiano.
Per Barcaroli, il passaggio all'italiano non è solo una scelta stilistica, ma una necessità di trasparenza. Il brano nasce dall'esigenza di indagare, con estrema sincerità, il senso del romanticismo oggi, in un'epoca in cui sembra quasi un segno di debolezza.
«Esprimersi nella propria lingua mi rende ancora più ipercritico nella scelta delle parole», confessa l'artista, che nel testo descrive una realtà quotidiana fatta di rapporti spesso meccanici, ripetitivi e inquinati da dinamiche narcisistiche. "Vuoto Romantico" diventa così il manifesto di chi si rifiuta di piegarsi a questi schemi, accettando di sentirsi ferito pur di non rinunciare alla propria sensibilità.
A dare voce, insieme a Barcaroli, a questa riflessione è Trisha Rodriguez (in arte Trisha). Artista italo-americana dal background internazionale — nata a Chicago e cresciuta tra Madrid e l’Italia — Trisha porta nel brano una solida formazione in canto jazz, maturata al Conservatorio "G. Puccini" di La Spezia.
Il loro sodalizio nasce casualmente in studio di registrazione. Nonostante i percorsi musicali distanti, Barcaroli ha visto subito in lei il "contrasto ideale" per arricchire le sue trame sonore, caratterizzate da un approccio tipicamente industrial. Una scelta che conferma la volontà di contaminazione dell'artista, arricchita dalle abilità vocali di un'interprete che vanta collaborazioni di prestigio (tra cui l'apertura del concerto dei Manhattan Transfer al festival internazionale del jazz di La Spezia nel 2023).
"Vuoto Romantico" conferma la fedeltà di Barcaroli verso il suo team creativo consolidato: le chitarre portano ancora una volta la firma di Francesco Foti, mentre il mixaggio è curato da Andrea Pachetti. Il progetto trova un ulteriore compimento visivo nell'artwork realizzato dal fumettista lucchese Francesco Lunardi, che ha tradotto in immagini le suggestioni del brano.
Il singolo è disponibile su tutte le piattaforme digitali a partire da oggi, 17 aprile. Per l'artista, però, questo è solo l'inizio: Barcaroli è già al lavoro sulla scrittura e la preproduzione di nuovi contenuti, con l'ulteriore mistero di un secondo progetto musicale, attualmente avvolto nel più stretto riserbo.
Milano, 14 aprile 2026 - Connetta S.r.l. è un operatore di telecomunicazioni regionale con sede nel Lazio, attivo nel mercato della connettività residenziale e aziendale. Serve oltre 3.500 clienti distribuiti in 3 province situati in una valle appenninica, una zona caratterizzata da condizioni meteorologiche difficili come vento forte, temporali e improvvisi sbalzi di forti attività elettriche. Nonostante la forte diffusione della connettività cablata — soprattutto in fibra FTTC e FTTH — Connetta con il supporto di Aikom Technology, ha scelto di puntare su una rete wireless avanzata per garantire prestazioni affidabili e concorrenziali in un contesto morfologico complesso.
La sfida principale per Connetta era duplice:
• Affidabilità in ambienti critici: le condizioni ambientali della zona, con frequenti eventi atmosferici estremi, rendevano difficile mantenere un servizio stabile con tecnologie standard.
• Competizione diretta con la fibra: essendo l’area già ampiamente coperta da reti cablate, Connetta doveva offrire servizi wireless in grado di eguagliare le prestazioni della fibra, soprattutto per applicazioni ad alta intensità di banda come video streaming, gaming e smart home.
Con le tecnologie precedenti (ePMP 2000), l’ISP era riuscito a fornire fino a 50 Mbps per cliente, con ogni radio che serviva circa 60 utenti. Ma con la crescita della domanda e l’innalzamento delle aspettative, era necessaria una trasformazione tecnologica. Connetta ha adottato un approccio progressivo all’ammodernamento della rete, basandosi su soluzioni Cambium Networks per ottenere scalabilità, performance e controllo centralizzato:
Fase 1 : ePMP 3000 e Force 300 (dal 2020)
• Implementazione su tutti i 38 ripetitori
• Connessioni più stabili e scalabili (oltre 100 utenti per radio)
• Maggiore efficienza nei picchi di traffico
Fase 2 : Aggiornamento con ePMP 4000 (dal 2024)
• Adozione dei primi link ePMP 4500 sui ripetitori più stressati
• Possibilità di offrire contratti fino a 300 Mbps per utente, portando la rete wireless allo
stesso livello delle connessioni FTTC/FTTH
• Compatibilità con i nuovi CPE Force 400, ma anche supporto per i dispositivi 300 esistenti, per garantire una migrazione fluida e progressiva
In riferimento alla sicurezza di rete e ai servizi gestiti è stato adottato il Cambium Protection Pack, basato sul dispositivo NSE (Network Service Edge), che integra SD-WAN intelligente, firewall avanzato con protezione contro intrusioni (IDS/IPS) e servizi di rete come DHCP, DNS, RADIUS.
Tutti i dispositivi sono gestiti tramite cnMaestro (versione base e X), con provisioning centralizzato, monitoraggio delle performance e supporto remoto.
I risultati ottenuti da Connetta con l’introduzione della serie ePMP 4000 parlano da soli:
• Connessioni fino a 300 Mbps per utente, con piani che competono direttamente con la fibra
• Stabilità garantita anche in condizioni atmosferiche difficili (vento, pioggia, temperature estreme)
• Bassa latenza e alta affidabilità per applicazioni in tempo reale come gaming online, smart TV e domotica
• Continuità operativa durante l’upgrade grazie alla compatibilità con i CPE esistenti
La rete è in costante espansione: ogni mese vengono attivati nuovi link ePMP 4000, con una strategia di sostituzione progressiva dei dispositivi legacy.
“Grazie al Cambium Protection Pack e al dispositivo NSE, possiamo affiancare alla connettività anche servizi di sicurezza di rete, ampliando la nostra offerta per le PMI. È un valore aggiunto che ci consente di differenziarci in un mercato sempre più attento alla protezione dei dati e alla continuità operativa." ha sottolineato Antonio Rosa, Amministratore Unico di Connetta S.r.l
"Cambium, come sempre, ha saputo valorizzare le competenze e le specificità dei partner di canale. Questa sinergia, unita alla solidità delle tecnologie del brand, porta soluzioni di connettività sicure e affidabili ad operatori e clienti finali, superando le sfide anche negli scenari più complessi." aggiunge Marco Bracci - Product Manager area wireless di Aikom Technology.
In riferimento alle dichiarazioni del Ministro Matteo Salvini, intervenuto allo stand Sicilia al Vinitaly a Verona, sui cantieri attivi nelle dighe siciliane e sul tema della gestione dell’acqua, anche in relazione all’agricoltura, l’Accademia Nazionale per l’Alta Formazione e Promozione della Cultura, del Lavoro e del Sociale, attraverso il Presidente Calogero Coniglio e il Vicepresidente Maurizio Cirignotta, ritiene opportuno fornire alcune considerazioni.
Sul fiume Tevere, Veolia collabora con il “MAREVIVO FLOATING HUB” per accrescerne l’autosufficienza energetica
Roma, 11 aprile 2026 – In occasione della Giornata Nazionale del Mare, Veolia annuncia il proprio ruolo di partner e fornitore tecnologico nel progetto “Marevivo Floating Hub”, il nuovo polo scientifico e divulgativo sul Tevere che ospita il Centro di Biodiversità Fluviale e Urbana, realizzato da Marevivo in collaborazione con il Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), nell’ambito delle iniziative promosse dal Biodiversity Gateway del National Biodiversity Future Center (NBFC).
Veolia ha contribuito alla realizzazione dell’Hub mettendo a disposizione il proprio know-how per garantire l’efficienza energetica e il benessere all’interno della struttura con un sistema integrato che combina fotovoltaico, mini eolico e impianti con una produzione di energia elettrica da fonte rinnovabile per 14.000 kWh all’anno (pari a circa la metà del consumo annuale stimato per polo scientifico). Inoltre, anche grazie agli interventi di ottimizzazione degli impianti, si prevede una riduzione annuale di circa 7 ton di CO2, riducendo sensibilmente gli impatti ambientale e le emissioni. L’energia in eccesso alimenterà, inoltre, la Comunità Energetica Rinnovabile “Un Fiume di Energia”, promossa da Marevivo per favorire la condivisione di energia pulita e il coinvolgimento attivo del territorio nella transizione energetica.
Il “Marevivo Floating Hub” rappresenta non solo un centro di ricerca e educazione ambientale, ma anche un modello di sostenibilità urbana. Il Centro nasce come uno spazio aperto alla cittadinanza e alle scuole, con l’obiettivo di favorire il coinvolgimento di volontari, studenti, docenti e ricercatori in attività di monitoraggio partecipato, laboratori scientifici e iniziative di sensibilizzazione ambientale, condotte con il supporto di esperti.
L’iniziativa punta a diventare un punto di riferimento stabile per scuole, famiglie e cittadini, contribuendo a diffondere una maggiore conoscenza e tutela degli ecosistemi fluviali e marini.
Emanuela Trentin, CEO Veolia in Italia, ha commentato: “Il Marevivo Floating Hub è un esempio concreto di integrazione tra innovazione tecnologica di Veolia, ricerca scientifica e tutela dell’ambiente, un impegno che si estende al concetto cruciale di sicurezza ambientale. In linea con gli obiettivi del Piano Strategico “GreenUp” in materia di decarbonizzazione, riduzione dell'inquinamento e protezione delle risorse, Veolia è orgogliosa di contribuire mettendo a disposizione il proprio know-how per garantire l’efficienza energetica della struttura e favorirne l’autosufficienza attraverso soluzioni basate su fonti rinnovabili e sistemi avanzati di gestione dell’energia. Iniziative come questa dimostrano quanto la collaborazione tra imprese, istituzioni e mondo della ricerca sia fondamentale per promuovere modelli di sviluppo sostenibile e accrescere la consapevolezza sul valore della biodiversità”.
“Da decenni Marevivo, grazie alla sua sede galleggiante ormeggiata allo Scalo de Pinedo, è una “sentinella del Tevere” in grado di monitorarne lo stato di salute e le trasformazioni. Da oggi, grazie al prezioso supporto scientifico del CNR, la Fondazione avrà la possibilità di far conoscere ai cittadini la ricca biodiversità e il grande valore ecologico di questo fiume. Il nuovo polo didattico-scientifico nasce con l’obiettivo di avvicinare sempre più persone alla conoscenza e alla tutela dell’ambiente fluviale, perché proteggere il fiume significa prendersi cura del mare e del futuro di tutti noi” dichiara Raffaella Giugni, Segretario Generale Marevivo.
Il CorrieredelWeb.it è un periodico telematico nato sul finire dell’Anno Duemila su iniziativa di Andrea Pietrarota, sociologo della comunicazione, public reporter e giornalista pubblicista, insignito dell’onorificenza del titolo di Cavaliere al merito della Repubblica Italiana.
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