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giovedì 23 maggio 2024

CASTELLABATE- DOMENICA GRAN FINALE DELLA SECONDA EDIZIONE DI “ LUNGOMARE VIVO “

Il Lungomare di “Punta dell’Inferno”, a Santa Maria di Castellabate, è pronto a vivere l’ultima grande domenica di divertimento e intrattenimento con la manifestazione “Lungomare Vivo”. Lo start è programmato per domenica 26 maggio, alle ore 17.00, con tantissime iniziative rivolte a giovani e famiglie che si prolungheranno fino a tarda sera. La giornata sarà caratterizzata dall’animazione per i più piccoli, con i suggestivi laboratori LEGO e le lezioni di vela. Presenti anche i tradizionali mercatini dell’artigianato e le esposizioni artistiche dei tanti talenti locali. Non mancheranno la buona musica, show di danza e le bontà culinarie garantite dall’appuntamento con “Rezze e Prelibatezze”. La serata sarà animata dall’orchestra spettacolo del noto cabarettista e attore napoletano, Ciro Giustiniani. 



 “Le avverse condizioni meteo dei giorni scorsi, non ci hanno di certo aiutato in quest’iniziativa a cui teniamo molto, ma domenica siamo pronti ad ospitare tantissime persone tra le bellezze del nostro lungomare di Punta dell’Inferno. Sarà una giornata all’insegna del pieno divertimento e intrattenimento, rivolto davvero a tutti. Un grazie va anche alle numerose associazioni del territorio che si sono prodigate per dare manforte all’organizzazione dell’evento. Non mi resta che invitarvi tutti domenica per scoprire le tante sorprese che abbiamo preparato per cittadini e turisti. Un modo per vivere tutti insieme una vera domenica di relax e sorrisi”, evidenzia il Sindaco di Castellabate, Marco Rizzo.


Fonte Comunicato Stampa @comunedicastellabate

Editing Marco Nicoletti @castellabatelive24/ Pagina Facebook 

mercoledì 22 maggio 2024

Sostenibilità ambientale sportiva verso una soluzione normativa. Barbaro, a margine della conferenza IEA a Nairobi

Sostenibilità ambientale sportiva verso una soluzione normativa

Barbaro, a margine della conferenza IEA a Nairobi

 

"Il tema della sostenibilità in campo sportivo sta per trovare ampia considerazione normativa. Il Governo, dopo aver istituito per la prima volta una delega specifica all'interno del Ministero dell'Ambiente, ha avviato un confronto per giungere all'applicazione di criteri di sostenibilità tali che gli eventi sportivi abbiano una adeguata e certificata responsabilità ambientale.

Lo sport, che intercetta i punti dell'Agenda 2030, ha dato spesso esempi virtuosi; si tratta ora di ordinarne i processi e questo Governo è intenzionato a farlo". Lo ha dichiarato il Sottosegretario all'Ambiente e alla sicurezza energetica Claudio Barbaro, a margine della nona Conferenza globale dell'Agenzia Internazionale dell'Energia (IEA) sull'efficienza energetica in corso di svolgimento a Nairobi durante un incontro bilaterale richiesto dal ministro dello Sport keniano, Ababu Namwamba per condividere il percorso che l'Italia sta portando avanti su questi temi. Barbaro ha aggiunto che "Tra le tante iniziative allo studio c'è quella di dotare ogni grande evento sportivo di un responsabile della sostenibilità, interlocutore unico e professionale in materia di impatto ambientale".

 

"L'incontro ha anche evidenziato la possibilità di creare programmi di scambio, di ospitare eventi e di promuovere la diplomazia people-to-people", ha spiegato il Ministro dello Sport del Kenya Ababu Nanwamba.

 

Momento di forte orgoglio nazionale ieri sera quando, presso la Residenza dell'Ambasciatore d'Italia a Nairobi Roberto Natali, sono stati insigniti del titolo di Cavalieri dell'Ordine della Stella d'Italia gli italiani distintisi nella propria attività in Kenya. Tra i neocavalieri, anche Claudio Berardelli: giunto in Kenya da giovane studente di scienze motorie, è oggi un punto di riferimento a livello mondiale per l'allenamento di podisti di successo, potendo annoverare nella propria scuderia numerosissimi corridori africani distintisi in competizioni olimpiche, mondiali e nelle più prestigiose maratone.

 

Così Claudio Barbaro,

Sottosegretario al Ministero dell'Ambiente

e della sicurezza energetica

 

 

 

Sima su inquinamento dati Kyoto Club e Cnr

Inquinamento, Sima: bene dati su città italiane, ma smog causa ancora 63mila decessi ogni anno nel nostro Paese

 

Numeri dimostrano che azioni intraprese verso mobilità sostenibile, efficientamento energetico degli edifici e incentivi green danno risultati. Ma strada è ancora lunga

 

 

 

I dati sull'inquinamento atmosferico diffusi oggi da Kyoto Club e del Cnr sono senza dubbio positivi e incoraggianti, ma non devono far dimenticare che ogni anno in Italia si contano ancora 63mila decessi legati in modo diretto all'inquinamento dell'aria. Lo afferma la Società Italiana di Medicina Ambientale (Sima).

"I numeri del rapporto "MobilitAria" dimostrano in modo inequivocabile che le azioni intraprese a livello statale e dalle amministrazioni locali verso la mobilità sostenibile, l'efficientamento energetico degli edifici, gli incentivi green, danno risultati concreti – afferma il presidente Alessandro Miani – Tuttavia l'Italia continua ad essere il Paese europeo che, secondo i dati forniti dall'Agenzia europea dell'Ambiente, conta il maggior numero di decessi prematuri causati dall'inquinamento atmosferico, con ben 63mila morti ogni anno: le patologie dell'apparato cardiovascolare rappresentano la prima causa di morte (Eventi coronarici e Infarto Miocardico Acuto, 9.000 casi/anno - Ictus cerebrali, 12.000 casi/anno), seguiti dalle patologie dell'apparato respiratorio (7.000 decessi prematuri/anno)"

"Come Sima abbiamo proposto al Governo di mitigare gli effetti nocivi dello smog partendo dagli edifici urbani, attraverso incentivi volti a facilitare interventi di rivestimento di superfici murarie e vetrate con un "coating" fotocatalitico al biossido di titanio a base etanolo, che ha dimostrato in studi scientifici di essere attivato da luce naturale a svolgere un'azione di scomposizione e riduzione degli inquinanti atmosferici" – conclude Miani.

Rapporto MobilitAria 2024: qualità dell’aria, sicurezza stradale e città 30. Si auspica una riforma adeguata del codice della strada




Rapporto MobilitAria 2024: qualità dell'aria, sicurezza stradale e città 30. Si auspica una riforma adeguata del codice della strada

Roma, 22 maggio 2024

Il Rapporto è stato presentato oggi a Roma presso la Sala Auditorium delle Ferrovie dello Stato Italiane.

Anche quest'anno il Rapporto "MobilitAria 2024", realizzato da Kyoto Club e dall'Istituto sull'Inquinamento Atmosferico del Consiglio nazionale delle ricerche (CNR-IIA), analizza i dati della mobilità e della qualità dell'aria al 2023 nelle 14 città metropolitane italiane (Bari, Bologna, Cagliari, Catania, Firenze, Genova, Messina, Milano, Napoli, Palermo, Reggio Calabria, Roma, Torino, Venezia).
MobilitAria 2024 affronta questi temi in modo dettagliato grazie a: un'analisi e alle proposte di Kyoto Club e CNR-IIA per la mobilità sostenibile e la decarbonizzazione verso città a zero emissioni, un focus delle misure nazionali per finanziare interventi a favore della mobilità sostenibile, uno sguardo alla futura Direttiva UE sulla qualità dell'aria.

Come per le passate edizioni, nello studio si analizza la qualità dell'aria nelle 14 Città metropolitane italiane nell'anno 2023. Nessuna delle città metropolitane d'Italia, lo scorso anno, ha assistito ad una crescita dei valori di Biossido di Azoto (N02), si è registrato un decremento delle concentrazioni del particolato PM10, mentre per Messina, Palermo e Firenze il 2023 è stato un anno in modesta risalita. Per quanto riguarda le concentrazioni di particolato PM2,5 in ognuna delle città analizzate è avvenuta una diminuzione della concentrazione.

Nel 2023 l'andamento della mobilità nelle principali città italiane è progressivamente tornato alla situazione precedente alla pandemia Covid-19. La mobilità urbana è ripresa, l'auto è rimasta protagonista degli spostamenti urbani e il tasso di motorizzazione, tra i più elevati dell'UE, ha continuato ad aumentare. Questo contesto di transizione costituisce un elemento di preoccupazione, perché ai necessari obiettivi per ridurre inquinamento, congestione, incidentalità e mortalità sulle strade, diventano sempre più urgenti azioni che permettano di raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione. Tra queste: l'adozione di zone a basse emissioni per ridurre la circolazione di veicoli inquinanti ed abbattere l'inquinamento atmosferico, aumentare i fondi per il potenziamento del trasporto pubblico, l'introduzione delle Città 30 per tutelare pedoni e ciclisti – sulla falsariga della decisione del Comune di Bologna – la modifica della Riforma del Codice della Strada già approvata a marzo 2024 dalla Camera dei deputati, da parte del Senato della Repubblica.

Nel presente report di MobilitAria 2024, viene proposta per la prima volta una stima dell'impatto sanitario ed economico dell'inquinamento dell'aria per le 14 città metropolitane in esame. L'impatto sanitario ha un'importante ricaduta economica
. Nonostante le variazioni tra le diverse città metropolitane italiane, le stime indicano che le decisioni politiche mirate a ridurre il rischio di mortalità derivante dall'elevata esposizione all'inquinamento atmosferico potrebbero portare a benefici significativi in termini economici per l'intera popolazione italiana. Lo studio sui dati di qualità dell'aria ci indica che i valori medi annui registrati per le 14 città metropolitane nel 2023 seppur diminuiti ancora presentano delle importanti criticità. Se si valuta infatti l'impatto sulla salute dell'inquinamento atmosferico sono ancora molte le morti premature e gli anni di vita persi (YLL) associati all'inquinamento atmosferico in Italia. L'impatto economico del Valore di una Vita Statistica (VSL), che quantifica quanto si risparmia riducendo il rischio di morte prematura a causa degli inquinanti del traffico, varia notevolmente tra le 14 città esaminate nel rapporto, con stime che vanno da 17 milioni fino alla cifra di 7 miliardi di euro.

Quest'anno tra gli approfondimenti tecnici, il Rapporto MobilitAria 2024 offre un'analisi delle emissioni inquinanti in relazione ai traffici marittimi, che riguarda 10 su 14 città metropolitane. Dal 1990 al 2019 si osserva una tendenza decrescente nelle emissioni portuali di ossidi di zolfo (SOx), come per quelle di particolato, mentre le emissioni portuali di NOx in alcuni centri crescono e in altri diminuiscono. Nel lungo termine, saranno necessarie ulteriori azioni per ridurre le emissioni e promuovere la decarbonizzazione attraverso l'uso di combustibili e fonti di alimentazione alternative, l'installazione di sistemi post-vendita e/o il passaggio al trasporto ferroviario.

"L'arrivo della nuova normativa sulla qualità dell'aria, seguendo i limiti più severi dell'OMS, rappresenta una sfida ambiziosa che punta alla riduzione di questi impatti sanitari attraverso degli interventi che dovranno essere messi in campo a livello nazionale e locale per ridurre l'inquinamento e ottenere un beneficio ambientale e anche economico", ha dichiarato Francesco Petracchini, Direttore F.F. - Dipartimento Scienze del Sistema Terra e Tecnologie per l'Ambiente del Cnr e co-curatore del Report.

Nella nuova edizione di MobilitAria 2024, l'indice sintetico che misura lo stato della mobilità sostenibile delle città viene aggiornato con i nuovi dati, esteso a quattro città (Bergamo, Padova, Parma, Prato) che insieme a Bologna, Firenze, Milano, Roma e Torino fanno parte delle città NETZERO 2030 (selezionate dalla Commissione Europea per raggiungere un impatto climatico zero entro il 2030), e integrato con nuovi indicatori
. Tale indice valuta, attraverso un valore riassuntivo, la "distanza" delle 18 città monitorate dall'Osservatorio sulla Mobilità Urbana Sostenibile dall'obiettivo di decarbonizzazione e vivibilità urbana, calcolando per i due anni in cui sono disponibili i dati – 2020 e 2021 – la media dei valori di sette dimensioni: trasporto pubblico non inquinante, mobilità ciclabile, mobilità condivisa, tasso di motorizzazione, elettrificazione parco veicolare privato, impatto sulla salute dell'inquinamento atmosferico, sicurezza stradale.

Emerge un numero per ognuna delle 18 città che dimostra la distanza tra la situazione odierna ed il 2030, che corrisponde al "Deficit sintetico divario 2020-2021 rispetto all'obiettivo 2030 di decarbonizzazione e mobilità sostenibile" da cui è stata poi stilata la "classifica" del Deficit sintetico. In questa classifica troviamo Milano e Firenze che si avvicinano di più ai target, contrariamente a Reggio Calabria, che nel 2021 registra il -104% ed un grave deficit di mobilità sostenibile.

"Per raggiungere l'obiettivo di città a zero emissioni occorre, innanzitutto, cambiare le abitudini di mobilità delle persone: nel Rapporto MobilitAria 2024 emerge che l'auto è ancora la protagonista assoluta degli spostamenti urbani, mentre il trasporto pubblico sta scontando ancora gli effetti della pandemia. Per invertire la rotta, occorre ribaltare questa situazione convincendo sempre più persone a scegliere mezzi collettivi o condivisi. Il Gruppo FS sta facendo proprio questo, promuovendo il trasporto passeggeri su ferro, autobus e altri mezzi pubblici, riservando sempre maggior attenzione e risorse alla mobilità dolce (piedi, bici, monopattino). In più stiamo avanzando nel percorso di decarbonizzazione che ci porterà a diventare Net Zero entro il 2040 grazie all'autoproduzione di energia pulita, all'efficientamento energetico e alla graduale dismissione dei combustibili fossili", ha dichiarato Lorenzo Radice, Responsabile Sostenibilità Gruppo FS Italiane.

Alessandro Zoratti, Direttore Strategie e Sostenibilità Trenitalia sostiene che "Trenitalia, quale capofila del Polo Passeggeri del Gruppo FS, è attivamente impegnata nel promuovere lo shift modale verso sistemi di trasporto collettivo, più virtuosi in termini di sostenibilità e conseguente riduzione delle emissioni di CO2. Lavoriamo per un'offerta di mobilità intermodale che consenta di raggiungere, in treno, porti e aeroporti e di raggiungere, in bus, località non servite dalla ferrovia. Promuoviamo attività di sensibilizzazione sui vantaggi ambientali del viaggio in treno, ad esempio attraverso l'integrazione all'interno dei nostri canali di vendita di Ecopassenger, il calcolatore delle emissioni di CO2. Proseguiamo con la modernizzazione della nostra flotta, con treni e bus più efficienti e con un impatto ambientale sempre più ridotto".

Il rapporto offre specifici contributi esterni, elaborati da esperti/e ed altri approfondimenti sulle città sicura a misura delle persone, dedicati a città 30, sicurezza stradale e low emission zone.
Uno degli strumenti più diffusi per abbattere le emissioni e migliorare la qualità dell'aria nelle aree urbane sono le Low-Emission Zones (LEZ), in italiano "zone a basse emissioni": una serie di normative di restrizione del traffico veicolare che le città possono adottare per vietare la circolazione dei veicoli più inquinanti. I benefici derivanti dall'introduzione delle LEZ sono diversi: nel rapporto è presente un approfondimento che si concentra sull'esperienza del Comune di Milano, che da oltre dieci anni ha introdotto con Area C, la congestion Charge e da alcuni anni ha introdotto la LEZ Area B. Tra i vantaggi: riduzione del traffico veicolare a gasolio, crescita degli accessi effettuati da veicoli elettrici o ad alimentazione ibrida-elettrica e riduzione delle concentrazioni di NOx. Infine, complessivamente il cambio del parco veicolare, conseguente all'introduzione della ZTL Area B, ha evitato circa 150 [ton/anno] di NOx da traffico. Tale valore risulta in linea con gli obiettivi definiti nella Delibera istitutiva della ZTL.

Su Città 30, l'approfondimento si concentra sulla esperienza del Comune di Bologna, le motivazioni che l'hanno indotta ad adottare questo provvedimento molto innovativo, il processo di informazione e sperimentazione, l'attuazione concreta avviata a gennaio 2024, i primi risultati sul fronte della sicurezza stradale a tre mesi dal suo avvio. Un altro focus è incentrato sul tema della sicurezza stradale, sia a livello nazionale che nelle 14 grandi città, cercando di analizzare sulla base dei dati disponibili le tendenze in atto, i soggetti maggiormente vulnerabili, i veicoli coinvolti, gli indici, per poter ragionare di cosa sta accadendo in Italia, dove mortalità ed incidentalità restano un grave problema sociale.

Kyoto Club e CNR-IIA lanciano una serie di proposte condivise per l'implementazione di politiche di mobilità sostenibile e per una decarbonizzazione delle città. In primo luogo, si chiede di sostenere le virtuose esperienze delle Città 30, sull'esempio di Bologna –prima grande città italiana a sperimentare un limite generalizzato dei 30km/h sulle strade urbane un modello sempre più comune tra le città europee grandi e medie, da Grenoble in Francia a Graz in Austria, alla Città metropolitana di Bruxelles in Belgio, da Londra in Gran Bretagna a molte città spagnole e in Scozia registrando dati rilevanti a breve termine circa la diminuzione della mortalità dei pedoni. Chiediamo che il MIT agevoli la sperimentazione di città 30.

Inoltre, nel merito della sicurezza stradale, servono regole e l'utilizzo di nuove tecnologie al fine di regolare il traffico privato, controllare i limiti di velocità mediante autovelox e ridisegno dello spazio urbano. Il nuovo Codice della Strada approvato dalla Camera dei deputati sembra puntare verso un'altra direzione.

"Chiediamo una modifica al nuovo Codice della strada, una riforma che è stata proposta 'per salvare vite in strada' ma che nella sostanza prefigura il persistere della strage. Questo provvedimento limita molto l'autonomia di azione delle amministrazioni comunali, attacca e depotenzia ZTL, aree pedonali, sosta regolamentata, controlli elettronici e mobilità ciclistica. Tali misure ci allontanano dagli obiettivi del Piano Sicurezza Stradale 2030. Perciò il Kyoto Club chiede al Senato della Repubblica di correggere il testo licenziato a marzo 2024 dalla Camera dei deputati e di approvare un Codice della Strada a misura delle persone, che incrementi la sicurezza stradale e che restituisca strumenti di regolazione concreti alle città.", ha sottolineato Anna Donati, coordinatrice del gruppo di lavoro "Mobilità sostenibile" di Kyoto Club.   

martedì 21 maggio 2024

Ragusa : 15 e 16 Giugno 2024 : Convegno internazionale sulle migrazioni dei popoli nella storia

Si svolgerà a Ragusa il 15 e 16 giugno 2024 presso il laboratorio degli annali di storia retto dal Prof. Carlo Ruta. l’importante evento culturale che vede coinvolte le Università di Genova, di Messina, di Siena, Unitelma la Sapienza, Università di Bari Aldo Moro, Lettres Sorbonne e il Centro nazionale della ricerca scientifica oltre al laboratorio Nav Lab. L’Evento sarà improntato sul confronto didattico e paradigmatico tra vari luminari del settore sul concetto di migrazione e grandi vie nella storia, tra cui il mare, i deserti, i ghiacci e le steppe. Gli storici porranno il loro punto di confronto sui comportamenti umani nel processo di mobilità e di conquista di nuovi territori che sono stati utili per accrescere il potere economico e l’influenza convergente nella trasmissione di culture lontane dai propri paesi d’origine. Una impronta che nel tempo ha poi forgiato le nostre generazioni. Parteciperanno all’evento vari relatori: Il Prof, Carlo Ruta Direttore scientifico del Laboratorio degli annali di storia, che nella sua relazione introduttiva parlerà della lunga distanza prima della storia e nella storia, tra scenari di bisogni e risorse, scoperte di materiali e sistemi orientativi. A seguire il Prof. Bruno Accarino antropologo e storico della Filosofia dell’Università di Firenze che parlerà Antropologia delle mobilità ,materiali e interazioni con il pensiero. Segue la prof.ssa Annamaria Anselmo storica della Filosofia Università degli studi di Messina che parlerà di migrazioni nella terra patria, problemi e prospettive. Il quarto relatore sarà il Prof. Emiliano Beri dell’Università degli studi di Genova che parlerà di migrazioni militari e del traffico dei disertori nelle guerre di Corsica(1729-1768). Il quinto relatore sarà il Prof. Giuseppe Bettoni Geografo dell’Università Tor Vergata di Roma che parlerà delle migrazioni come fenomeno Geopolitico. Il sesto relatore sarà il Prof. Juan Carlos Moreno Garcia Egittologo dell’Università La Sorbonne di Parigi che parlerà di migrazioni e mobilità delle popolazioni nei conflitti , impatto con i faraoni d’Egitto. Il settimo relatore sarà la Prof.ssa Sandra Origone storica dell’impero Bizantino dell’Università degli Studi di Genova che parlerà di Viaggiatori ,notizie e racconti di viaggi medioevali ai limiti dell’Europa. L’ottavo relatore sarà il Prof. Luigi Russo fisico , matematico, storico della scienza e scrittore che parlerà degli oceani prima dell’età moderna una barriera invalicabile o una vita di comunicazione ?. il Nono relatore sarà il Prof. Giuseppe Varnier Epistemologo dell’Università di Siena ce parlerà delle migrazioni dell’Homo sapiens : lo sviluppo della cultura e del linguaggio. Infine parleranno il Prof. Andrea Velardi e la Prof.ssa Eleonora Sparano dell’Università di Messina che parleranno del mare come apertura e barriera dell’epoca delle migrazioni. Nel pomeriggio del 15 giugno ci sarà una tavola rotonda sul tema della quinta via della storia: La colonizzazione dello spazio e lo slargamento del mondo -villaggio , dalla rivoluzione aerea dei primi del 900 ai sistemi satellitari , il cambiamento. Nella seconda giornata l’evento si incentrerà proprio sulla tavola rotonda del 15 analizzando con i luminari gli aspetti paradigmatici che hanno portato a tali scelte storiche. L’vento avrà fine alle ore 20.00 del 16 Giugno 2024.

                                                                                                    Maurizio Cirignotta 

Diatriba pale eoliche, Meritocrazia Italia: la transizione energetica avvenga in modo responsabile

Diatriba pale eoliche, Meritocrazia Italia: la transizione energetica avvenga in modo responsabile

Si anima il dibattito sull'installazione di nuove pale eoliche in Sardegna, specie in relazione alla proposta di legge che rende possibile estendere la salvaguardia del territorio dell'interno attraverso il Piano Paesaggistico Regionale.

Da un lato, la necessità, avvertita a livello nazionale, di diversificare le fonti energetiche e ridurre la dipendenza dai combustibili fossili, in linea con gli obiettivi di transizione energetica e lotta al cambiamento climatico. Dall'altro, la preoccupazione per l'impatto paesaggistico e ambientale degli impianti, soprattutto in un territorio come la Sardegna, rinomato proprio per le sue bellezze naturali.

Trovare un punto di equilibrio non è semplice. Bisogna ponderare le soluzioni meno invasive e più rispettose dell'ambiente. Diversamente sarebbero significative anche le esternalità economiche negative (per perdita di valore paesaggistico e immobiliare) e soprattutto quelle sociali per le comunità locali.

Preoccupa il fatto che, invece, alla base della scelta vi sia non tanto il bene comune o l'interesse della comunità quanto l'interesse economico di alcuni.

Altro nodo è, come sempre, quello burocratico. Torna l'annosa problematica delle deroghe alle norme paesaggistiche, spesso concesse per motivi di incapacità progettuale e tempi amministrativi, non coerenti con quelli dei finanziamenti europei. 

Si ricorda poi l'esperienza degli impianti industriali, che in Sardegna sono vere e proprie cattedrali nel deserto. Non solo non hanno portato alcun vantaggio agli abitanti, ma hanno devastato paradisi naturalistici come il golfo di Porto Torres con la raffineria Eni, (ormai abbandonata) e il golfo di Cagliari con la raffineria Sarroch, vicina l'oasi dei fenicotteri.

Insomma, le criticità non mancano. E il problema non è soltanto della Sardegna.

Meritocrazia Italia propone di ponderare ogni soluzione senza costrizioni temporali troppo stringenti, per poter adeguatamente valutare impatto paesaggistico, componente sociale, meccanismi di smaltimento delle pale e, se del caso, ricercare soluzioni alternative.

Si potrebbe considerare l'utilizzo di pale eoliche più piccole e verticali, del tipo di quelle utilizzate in Spagna, prevedere un obbligo di legge per lo smaltimento delle pale eoliche a fine vita, a carico dei gruppi finanziari che gestiscono gli impianti, e istituire delegazioni territoriali consultive che potrebbe facilitare il dialogo tra le diverse esigenze e la ricerca di soluzioni condivise.

La transizione energetica è fondamentale, ma deve avvenire in modo responsabile e rispettoso del territorio e delle sue comunità.  Un dialogo costruttivo e aperto alla ricerca di soluzioni alternative è la chiave per trovare un equilibrio tra le diverse priorità.


Roma, lì 21 Maggio 2024                      

Meritocrazia Italia 

Il Presidente Walter Mauriell




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CASTELLABATE - BRADISISMO FLEGREO . LA PROTEZIONE CIVILE “ PRONTI AD OGNI SOSTEGNO ”

CASTELLABATE - Dopo le forti scosse di ieri sera e tanta gente che ha dormito in tenda o in auto , arriva l’immediato sostegno e disponibilità delle varie protezioni civili del Cilento alla popolazione e ai comuni flegrei colpito da questi violenti sciami sismici che stanno rendendo impossibili le vite di migliaia di persone . 

Anche i gruppi di protezione civile presenti a Castellabate si sono detti “all’occorrenza siamo come sempre pronti “ . 

Allo stato attuale la situazione viene definita “nella norma del processo bradisismico in atto , che sicuramente è paragonabile a quello degli anni 70/80 dunque molto forte “ 

Ma cosa sta succedendo?  Questo di seguito è ciò che le autorità preposte hanno dichiarato . 

“ Non si registra allo stato attuale un aumento della velocità di sollevamento che attualmente è di 2 cm/mese. Sempre allo stato attuale, non si registrano variazioni di andamento nelle deformazioni orizzontali o deformazioni locali del suolo diverse rispetto all'andamento precedente". E' questo uno dei passaggi contenuti in una nota che l'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia ha diffuso nella notte in relazione allo sciame sismico che dalle 19:51 di ieri, 20 maggio, è in corso nell'area dei Campi Flegrei e che, fino alle ore 00:31 del 21 maggio, "ha fatto registrare in via preliminare circa 150 terremoti con Magnitudo durata (Md) = 0.0 (95 localizzati) e una Magnitudo massima (Md) di 4.4 (±0.3). L'evento di Md 4.4 è stato il più energetico tra quelli registrati dall'inizio dell'attuale crisi bradisismica iniziata nel 2005.  L'epicentro è collocato all'interno della Solfatara ad una profondità di 2.6 km". 

L'Ingv ricorda che durante la crisi bradisismica del 1982-84 il sollevamento del suolo raggiunse i 9 cm al mese, e si superarono anche 1.300 eventi sismici al mese. "Attualmente, invece, nell'ultimo mese sono stati registrati circa 450 eventi con Md=0.0". I parametri geochimici misurati con le stazioni in continuo (Temperatura e flussi di anidride carbonica) non mostrano variazioni significative rispetto agli andamenti degli ultimi mesi, se non il ben noto incremento di temperatura e pressione che caratterizza il sistema idrotermale. La sismicità, si sottolinea nella nota, non è un fenomeno prevedibile, pertanto "non può essere escluso che si possano verificare altri eventi sismici, anche di energia analoga con quanto già registrato durante lo sciame in corso".
 L'Osservatorio Vesuviano dell'Ingv continua le attività di monitoraggio ordinarie e straordinarie per individuare anche le più piccole variazioni nei parametri di monitoraggio utili per definire al meglio l'attuale fenomeno in corso. Le strutture dell'Ingv dedicate al monitoraggio dell'area della caldera dei Campi Flegrei "sono sempre operative h24 e nella giornata del 21 maggio saranno effettuate misure e campionamenti in alcuni siti della caldera"  

L'Ingv, con la sua Sezione di Napoli Osservatorio Vesuviano, è "costantemente in collegamento con la Protezione Civile nazionale, regionale e con i Comuni interessati, oltre che con tutte le Autorità competenti alla tutela del territorio".


Marco Nicoletti 

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