Cerca nel blog

giovedì 27 agosto 2026

I grandi reportage tornano a Lodi: al via la diciassettesima edizione del Festival della Fotografia Etica

 

Infrastrutture sostenibili e benessere sociale: AIS ne ha discusso al Meeting di Rimini con TELT Lyon Turin

Uploaded ImageInfrastrutture sostenibili: AIS ne ha discusso al Meeting di Rimini con TELT Lyon Turin


Nel confronto promosso da TELT Lyon Turin sul tema “La persona al centro delle infrastrutture DEL e PER il futuroAIS, Associazione Infrastrutture Sostenibili riafferma il ruolo di "pioniere coraggioso" per accelerare la transizione green e valorizzare i principi dello stakeholder engagement nella realizzazione delle grandi opere europee. Un incontro per parlare di sostenibilità e del ruolo della persona nella progettazione delle infrastrutture del futuro.

“Le linee guida dello sviluppo sostenibile e la realizzazione delle grandi infrastrutture richiedono una governance responsabile, aperta all’ascolto e trasparente, capace di affiancare alle competenze ingegneristiche quelle umanistiche e sociali”. È il messaggio emerso mercoledì 26 agosto al Padiglione del MASE al Meeting di Rimini durante la tavola rotonda “La persona al centro delle infrastrutture DEL e PER il futuro”, promossa da TELT in collaborazione con AIS, Associazione Infrastrutture Sostenibili

L'evento ha visto l'intervento conclusivo del Presidente di AIS, Lorenzo Orsenigo, che ha tirato le fila del dibattito incentrato sulla necessità di passare da un mero approccio burocratico a una trasformazione culturale dell'intera filiera infrastrutturale. 

L'intervento del Presidente AIS Lorenzo Orsenigo

Richiamando il messaggio rivolto da Papa Leone al Meeting 2026 sulla necessità di "pionieri coraggiosi" nell’ora delle responsabilità, Orsenigo ha ricordato le origini e la missione di AIS, fondata nel giugno 2020 nel pieno della crisi pandemica. Nata con soli quattro soci fondatori, AIS oggi riunisce 150 tra i più autorevoli player della filiera — che esprimono oltre il 3% del PIL nazionale — con l'obiettivo di accelerare la sostenibilità infrastrutturale. In questo concetto si inserisce anche una corretta gestione dello Stakeholder Engagement cui AIS ha dedicato il position paper 6 Stakeholder Engagement e infrastrutture sostenibili, finalizzato a migliorare le relazioni e la governance, riducendo conflittualità, tempi e costi per generare valore condiviso. 

“La corretta gestione dello Stakeholder Engagement è essenziale per affrontare le complesse sfide legate alle infrastrutture in modo efficiente e lungimirante”, ha dichiarato Lorenzo Orsenigo nel suo intervento. “Grazie al contributo di stazioni appaltanti e imprese tra le più grandi e specializzate in Italia, AIS ha individuato un approccio che non solo migliora la qualità delle relazioni e la governance di progetto, riducendo le conflittualità, ma è in grado di ridurre significativamente tempi e costi di realizzazione delle opere, generando processi virtuosi di crescita economica e sociale che vanno oltre la dimensione dell’infrastruttura stessa. In quest’ottica la Torino Lione è indubbiamente un laboratorio di innovazione, un banco di prova per la sostenibilità, quale chiave di volta per il cambio di paradigma: da impatto a valore. Lo dimostra la sua storia, lo dimostrano le dimensioni e la peculiarità che contraddistingue i cantieri, dichiarati di interesse strategico nazionale”.

Il coinvolgimento dei portatori d’interesse rappresenta quindi sempre più un aspetto determinante nella pianificazione e nella realizzazione delle infrastrutture, assumendo un’importanza centrale per attrarre e attivare investimenti in infrastrutture sostenibili in grado di generare sviluppo e valore condiviso e sostenibile nel lungo termine. 

I documenti tecnici AIS presentati all'evento

Nel corso del panel, oltre al PP su Stakeholder Engagement e infrastrutture sostenibili, sono stati approfonditi anche altri due documenti strategici sviluppati da AIS per dotare committenze, imprese e istituzioni della necessaria "cassetta degli attrezzi": 

Il PP #9 - Sicurezza sul lavoro: focalizzato sull'evoluzione della cultura della sicurezza tramite soluzioni digitali, partecipazione e sostenibilità nei cantieri e il PP #5 - Il Cantiere Sostenibile: la linea guida per la misurazione oggettiva dei criteri di sostenibilità nei bandi e nell'esecuzione dei lavori, divenuta ad inizio 2025 la prassi di riferimento UNI PdR 172

Durante la tavola rotonda sono stati sottolineati anche i risultati più significativi del lavoro di AIS, come l’introduzione della relazione di sostenibilità dell'opera nel nuovo Codice dei Contratti Pubblici (D.Lgs. 36/2023) fortemente promossa e indirizzata dal contributo tecnico dell’Associazione, con l'obiettivo di rendere la sostenibilità un parametro strutturale e misurabile.

La tavola rotonda è stata coordinata da Manuela Rocca – Direttore Generale Aggiunto, TELT ed ha visto la partecipazione dei soci AIS Giuseppe Amaro – fondatore e direttore tecnico GAe Engeneering Srl e Patrizia Vianello – fondatrice e Dirigente di Ambiente SPA e del contributo scientifico di Edoardo Favari, Docente, Dipartimento di Ingegneria Gestionale presso il Politecnico di Milano. 

Il padre muore di mesotelioma dopo il servizio in Marina: la battaglia di Benedetta Ricci per avere giustizia

Uploaded ImageIl Tribunale di Roma riconosce il legame tra l’esposizione all’amianto e la morte del sergente Luigi Ricci e liquida oltre 410mila euro. 

La figlia non si ferma e chiede il pieno riconoscimento del danno.

27 agosto 2026 - Per anni ha cercato il riconoscimento di ciò che era accaduto a suo padre. Oggi Benedetta Ricci ha ottenuto dal Tribunale di Roma un risarcimento complessivo di oltre 410 mila euro per la morte di Luigi Ricci, ex Sergente della Marina Militare stroncato a 78 anni da un mesotelioma dopo essere stato esposto all’amianto durante il servizio. 

Un risultato importante per la figlia, che ha visto riconosciuto il legame tra quella esposizione e la malattia che ha ucciso suo padre

Per me non è mai stata una questione di cifre. Volevo che fosse riconosciuto ciò che è accaduto a mio papà. Ha servito lo Stato con onore, dedizione e amore. Amava la Marina e tutto ciò che gli aveva insegnato e fatto vivere. L'ha servita dai 17 ai 23 anni e, nonostante le difficoltà e la durezza del lavoro e della vita a bordo delle navi, era grato alla Marina per tutti i paesi lontani nel mondo che gli aveva dato la possibilità di conoscere. La scoperta della malattia a distanza di decenni e della sua genesi professionale lo ha sconvolto profondamente. Questo riconoscimento restituisce dignità alla sua storia e dà un senso al percorso che ho deciso di portare avanti per lui”, racconta Benedetta. Luigi Ricci viveva a Roma, e dal settembre 1960 al dicembre 1966 aveva prestato servizio nella Marina Militare come meccanico elettricista, prima a terra presso La Maddalena e poi a bordo di Nave San Marco, Nave Artigliere, Nave Intrepido e Nave Montecuccoli

Lavorava alla manutenzione delle macchine e degli impianti elettrici, attività durante le quali, secondo quanto ricostruito nel giudizio, entrò in contatto con polveri e fibre di amianto. Un'esposizione i cui effetti si sono manifestati molti decenni più tardi, come può accadere nel mesotelioma a causa dei lunghi tempi di latenza della malattia. 

Il 12 agosto 2019 a Ricci viene diagnosticato un mesotelioma maligno epitelioide. Seguono oltre due anni di malattia, fino alla morte, avvenuta il 20 dicembre 2021

Aveva 78 anni. Il collegamento con il servizio militare viene riconosciuto dalla stessa Amministrazione: nel maggio 2022 il Comitato di Verifica per le Cause di Servizio riconosce la dipendenza dell’infermità da causa di servizio e, il 7 giugno successivo, il Ministero della Difesa formalizza il riconoscimento. 

È su questa storia che interviene la sentenza n. 1202/2026 del Tribunale di Roma. Il giudice ritiene provato il collegamento causale tra l’esposizione all’amianto durante il servizio nella Marina e la patologia che ha portato Luigi Ricci alla morte, riconoscendo la responsabilità del Ministero della Difesa per la mancata adozione delle necessarie misure di protezione

A Benedetta, figlia ed erede, vengono riconosciuti circa 410.000 euro, oltre interessi e rivalutazione, di questa somma, 280.000 euro riguardano i danni subiti direttamente da Luigi durante la malattia e trasmessi alla figlia come erede. 

Per la perdita del padre il Tribunale aveva invece quantificato il danno di Benedetta in 259.857 euro, decidendo poi di dimezzarlo a 129.928 euro per la mancata prova della convivenza. Ed è soltanto qui che la vicenda giudiziaria torna ad avere per la donna una dimensione personale

Perché dopo che il Ministero della Difesa a fine luglio ha appellato la sentenza sulla parte risarcitoria chiedendo una riduzione delle somme liquidate, Benedetta ha deciso di impugnare il dimezzamento chiedendo il pieno riconoscimento del danno provocato dalla perdita del padre.

È difficile spiegare il valore del rapporto tra un padre e una figlia così come il dolore per la sua perdita. Il lungo percorso, protrattosi per più di due anni, di supporto alle cure dalla prima diagnosi all'assistenza che poi si è trasformata in un accompagnamento verso il fine vita. La consapevolezza maturata insieme a lui sulla natura della malattia asbesto correlata è stata devastante e scoprire che il Ministero ha impugnato la sentenza negando la convivenza mi ha colpita duramente ed anche dato la misura di un'assoluta superficialità nel comprendere il gravissimo danno che ho subìto. Pertanto ho scelto anche io di andare avanti e chiederne il pieno riconoscimento”, spiega Benedetta.

«Questa pronuncia riconosce un punto fondamentale: Luigi Ricci è stato esposto all’amianto mentre prestava servizio nella Marina Militare e quella esposizione è stata riconosciuta come causalmente collegata al mesotelioma che lo ha portato alla morte. Parliamo di un uomo che ha servito lo Stato e che ha pagato, molti anni dopo, le conseguenze di quelle condizioni di lavoro», dichiara l’avv. Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto e legale di Benedetta Ricci - «Il risarcimento è un riconoscimento importante, ma nessuna somma può restituire un padre a una figlia. Continueremo quindi a tutelare Benedetta anche nel giudizio di appello», conclude Bonanni.

Tutti i cittadini possono rivolgersi all’ONA tramite il numero verde 800 034 294 e il sito www.osservatorioamianto.it

Hormuz nel caos totale. Dopo sei mesi di guerra nessuna Pace. La Palestina non rientra negli accordi di Pace.

Mentre dalla Casa Bianca arrivano notizie incoraggianti su Hormuz che secondo le dichiarazioni di Trump è sotto il controllo Americano, la realtà si presenta ben diversa e il processo di destabilizzazione del sistema Iraniano si è dimostrato un boomerang. Il quotidiano inglese "Financial Times" ha riferito che, per quasi quattro decenni, una serie di vaste basi militari ha rappresentato la spina dorsale della presenza americana in Medio Oriente; tuttavia, sei mesi di guerra con l'Iran sono stati sufficienti per dimostrare quanto questa struttura, apparentemente solida, fosse vulnerabile.

I dati forniti dal Pentagono avvalora tale situazione che nei numeri ha visto ben 774 militari uccisi e feriti durante il conflitto Iran-Usa. Ben 18 le vittime e 776 i soldati feriti. Il caso Giordania dove 5000 persone hanno firmato una petizione contro la presenza delle basi americane che rappresentano a loro vedere un pericolo per la stessa popolazione giordana, un fuoco che rimane acceso a meno che non sia chiuso nel sangue della repressione con il pericolo di alimentare sempre più l’odio verso l’America che sembra non portare stabilità democratica all’area. Una situazione che sta’ alimentando il dissenso delle popolazioni dell’area interessata alla guerra di Israele e Usa che vedono Gaza e la Palestina in prima linea ma che oggi denotano ancora attacchi nel sud del Libano. Tra i collaterali certamente presente anche l’Iraq e la guerra in atto tra Arabia saudita e Yemen.

Nei giorni scorsi le forze di sicurezza interne siriane, in coordinamento con i servizi di intelligence, hanno smantellato una cellula appartenente all'organizzazione terroristica ISIS che stava preparando attacchi con esplosivi sulla strada che collega Mayadin a Deir ez-Zor. Tutti i membri di questa cellula sono stati arrestati. Questa operazione rappresenta almeno il terzo caso di questo tipo segnalato lungo questa strada nelle ultime settimane, e sottolinea come la regione orientale di Deir ez-Zor stia emergendo sempre più come un centro di attività per le cellule dormienti dell'ISIS.

Secondo la Mezzaluna Rossa palestinese, due palestinesi sono rimasti feriti a seguito di un'aggressione da parte delle forze di occupazione israeliane nella città di Beit Furik, a est di Nablus, nella Cisgiordania occupata. Un drone israeliano ha effettuato un attacco contro la località di Al-Zawayda, nella parte centrale della Striscia di Gaza. Secondo gli ultimi aggiornamenti, il raid ha provocato un morto e un ferito in gravi condizioni.

In tal senso si avvalora il fatto che Hamas non deporrà mai le armi come tanto diffuso dalla stampa. Ma rileviamo come la stessa fazione inviti i liberi del popolo palestinese a resistere e combattere in Cisgiordania e nei territori occupati, a continuare a contrastare i crimini del nemico sionista e delle sue bande di coloni, e a confrontarsi con loro con tutti i mezzi possibili e in tutti i punti di contatto.

Nei giorni scorsi, un giovane Palestinese ha eseguito un'eroica operazione di accoltellamento, fuori da un negozio nella località di Al-Auja, a N di Jericho nella Cisgiordania meridionale, risultando nel ferimento di un colone; per poi dileguarsi in sicurezza. Hamas e le altre fazioni della Resistenza Palestinese hanno rilasciato comunicati in cui si complimentano con l'autore per l'eroica operazione ed invitano il popolo Palestinese della Cisgiordania e di Gerusalemme a recarsi a confrontare i coloni ed il nemico occupante in tutti i punti di contatto.

Il fatto che il canale israeliano 13 dica che sono in corso colloqui avanzati per indurre Hamas a dichiarare il suo disarmo e a rinunciare al controllo di Gaza a favore della Forza Internazionale di Stabilizzazione (FIS) ha un carattere prettamente di propaganda sionista. I colloqui che si stanno svolgendo al Cairo sotto l'egida dei servizi segreti egiziani, con l'Egitto, il Qatar e la Turchia che fungono da mediatori con la supervisione dell’Inviato Americano genero del Presidente.

Nella realtà le riunioni servono a decidere solo una cerimonia di firma in Egitto che possa dare rilevanza a Trump come portatore di Pace o di Guerra? Sebbene permangano alcune divergenze considerate minori, l'amministrazione statunitense sta spingendo per un annuncio mediatico, aggiungendo che Hamas accetterà di consegnare le sue armi a un terzo soggetto, diverso dall'Autorità Palestinese. Questo non significa che la resistenza non permanga attiva. Lo stato di polizia potrà fermare i corpi ma non l’anima dei palestinesi che ricordano bene i crimini di guerra attuati nel conflitto per una nuova Palestina che si spera possa nascere perché proprio di questo non si parla negli accordi.

Il medio oriente può rinascere solo sotto le minacce di un popolo aggressore e forse l’Iraq è l’esempio reale di tali politiche. La componente sciita, prima del 2003, ha subito oppressione, emarginazione e durezza. Dopo il 2003 parte di esso ha scelto la via nazionale, considerando il Paese occupato da forze straniere. Sono nati gruppi armati tra tutte le parti, compreso il mondo sciita, fazioni di resistenza. Queste fazioni fanno parte dell’attuale panorama iracheno e i loro nomi sono noti. La maggioranza si è integrata nel processo politico. Dopo il 2011 le fazioni di resistenza si sono dedicate alla situazione politica e parlamentare, sia per regolare la propria presenza, sia per difenderla, sia per proteggere il Paese. Al-Uqabi ha aggiunto che forse esiste una sola fazione senza presenza politica e che i soggetti che credono solo nell’uso delle armi hanno bisogno di dialogo. Tutte le fazioni dispongono di sedi ufficiali, note alle forze di sicurezza e senza particolari problemi.

La guerra con l’Iran ha creato un nuovo sistema di guerra basato sui missili balistici e sui droni con varie sfaccettature di controllo e di potere su Hormuz. Ultimi missili sono stati lanciati dal sud dell'Iran diretti a navi non autorizzate nello Stretto di Hormuz. Oggi tutto questo ha creato una crisi globale perché non ci siamo accorti che gran parte del petrolio mondiale passava da qui. Valutando i vari proclami di facciata molte navi sono costrette a percorrere altre vie e altri stati di approvvigionamento con rotte più sicure. Possiamo affermare che oggi gli amici dell’Iran passano indisturbati ,vedi le navi cinesi, russe, irachene, che seguono il percorso fornito dall'Iran. Guardando anche l’Oman altro attore dello stretto e sotto il mirino americano notiamo una sua rotta che secondo HFI negli ultimi 21 giorni ha visto passare dallo stretto di Hormuz 5 milioni di barili di petrolio. Tutto questo rappresenta una prova della presenza di vari attori che operano nello stretto di Hormuz attualmente non libero ma oggetto di accordi con i paesi territorialmente proprietari. L'accordo tra Iran e Oman determina un maggior controllo. 

Una delle strategie oggi è proprio rappresentata dalle vie alternative di percorrenza del petrolio, l’Arabia Saudita sta utilizzando il mar rosso che vede però la presenza delle minacce degli Houthi che interrompono il traffico marittimo nel Mar Rosso meridionale. Le esportazioni di petrolio saudite attraverso nel Mar Rosso settentrionale, raggiungendo 1,1 milioni di barili al giorno, da quando gli Houthi hanno annunciato il loro blocco. La compagnia Saudi Aramco sta utilizzando petroliere per trasportare petrolio da Yanbu ad Ain Sukhna in Egitto, dove viene trasferito attraverso la condotta SUMED al porto mediterraneo di Sidi Kerir. Almeno quattro petroliere hanno effettuato il viaggio due o più volte, trasportando circa 16,3 milioni di barili.

Ci rendiamo conto che oggi la vera guerra geopolitica è fondata sulla nuova via dell’oro petrolifero e le strategie dei vari paesi e solo quella di fare accordi bilaterali e non quella di prendere posizioni di guerra inutili.

Da parte Iraniana parte lesa nella guerra perché attaccata senza nessun motivo reale (nucleare) ma solo per motivi di conquista e di potere Americana ed Israeliana. Notiamo dopo sei mesi di guerra un rafforzamento del processo plastico di ripristino del sistema missilistico che ha retto egregiamente la supremazia americana. Le dichiarazioni del segretario del Consiglio Supremo di Sicurezza Nazionale propongono una nuova strategia: “È necessario apportare modifiche al comportamento diplomatico dell'Iran. Le strategie di difesa dell'Iran si sono evolute e, a seguito della seconda guerra imposta, continuano a evolversi su un piano politico-militare. L'Iran di oggi non è lo stesso dell'Iran precedente alla guerra; questo vale anche per l'America, che si definisce grande, e l'immagine dell'America come paese pacifico e idealizzato è cambiata nella mente dei giovani iraniani. Tutto il mondo guarda all'Iran con una nuova prospettiva”.

Oggi l’Iran scopre nuove risorse e guarda avanti nel processo di collaborazione con Russia e Cina oggi in possesso del più grande esercito del mondo secondo i dati del sito "Global Firepower”, con circa 2 milioni e 35.000 soldati attivi. La Russia e l’Iran sono vicine alla firma del contratto esecutivo per la costruzione della linea ferroviaria Rasht-Astara, lunga 162 chilometri, nel nord dell’Iran. Il progetto costituisce un collegamento chiave del Corridoio di Trasporto Internazionale Nord-Sud (INSTC). Serve a rafforzare la connettività ferroviaria tra Russia, Azerbaijan e Iran e a offrire un percorso più diretto verso i porti iraniani del Golfo Persico. Funzionari iraniani hanno dichiarato questa settimana che il contratto non è ancora stato finalizzato, ma che l’accordo dovrebbe procedere una volta ottenute le restanti approvazioni.

Infine la dichiarazione del Ministro petrolifero Iraniano Paknejad, che ha annunciato che l'Iran ha scoperto più di 7,5 trilioni di piedi cubi di gas naturale nella provincia meridionale di Fars, con circa 5,7 trilioni di piedi cubi considerati recuperabili con un tasso di recupero del 72%. Secondo i funzionari, il volume è equivalente a circa 15 anni di produzione di una singola fase del gigantesco giacimento di gas South Pars. Il gas è descritto come "dolce", il che significa che contiene relativamente poco zolfo e dovrebbe quindi essere più economico da processare. L'Iran afferma inoltre che la scoperta include significative riserve di condensato di gas, del valore di decine di miliardi di dollari, che potrebbero creare una nuova importante fonte di entrate per il paese.

Naturalmente dobbiamo avere un occhio anche per l’Italia che in contrapposizione alle strategie di altri paesi vedi la Spagna è in lotta in questa guerra con le accise petrolifere che tanto hanno inciso sul prezzo alla pompa di benzina e gasolio. Sarà la strategia giusta quella di essere di parte? O occorre agire facendo degli accordi bilaterali?

martedì 25 agosto 2026

SAN MARCO - “ RISTORANTE K , IL BACCALÀ IN OLIO COTTURA “

SAN MARCO DI CASTELLABATE -  Baccalà in olio cottura: il mare e la terra del Sud nel piatto del Ristorante K

A San Marco di Castellabate, la cucina incontra la tradizione e la trasforma in un’esperienza gastronomica capace di raccontare il territorio.

È il caso del baccalà in olio cottura del Ristorante K, un piatto gourmet che richiede cura, tempo e una lavorazione attenta per valorizzare al meglio la materia prima.

Il baccalà, protagonista assoluto del piatto, viene cotto lentamente in olio, mantenendo una consistenza morbida e delicata. A completare la preparazione arrivano profumi e sapori che richiamano il Sud: l’olio extravergine, il pomodoro, le spezie e gli elementi aromatici si incontrano in un equilibrio che mette insieme i profumi del mare e il gusto della terra cilentana.

La presentazione, elegante e minimale, esalta il protagonista senza appesantirlo: il baccalà viene servito su una base intensa e profumata, accompagnato da elementi aromatici e da un tocco di freschezza che completa il piatto.

Non è semplicemente una preparazione a base di pesce. È una proposta che racconta una precisa filosofia di cucina: partire da un ingrediente della tradizione e reinterpretarlo attraverso tecnica, ricerca e attenzione ai dettagli.

Il risultato è un piatto raffinato, destinato a chi ama scoprire il pesce attraverso una cucina contemporanea, ma senza perdere il legame con i sapori del territorio.

Baccalà in olio cottura: per molti, ma non per tutti. 🐟

📍 Ristorante K – San Marco di Castellabate

Una proposta gourmet che porta nel piatto l’essenza del Sud: il mare, la terra e la passione per la buona cucina.


 

lunedì 24 agosto 2026

MAGICLAND: IL 29 AGOSTO LE MAGIC NIGHTS TORNANO CON PIPPO PALMIERI ELO ZOO DI 105


MAGICLAND, IL 29 AGOSTO LE MAGIC NIGHTS TORNANO CON PIPPO PALMIERI E LO ZOO DI 105

Parco aperto fino a mezzanotte con musica, attrazioni, street food e lo spettacolo Luminous.
Per la serata speciale promozione 2x1: due biglietti serali a soli 15,90 euro.

 

 

Dopo aver animato con grande successo l’estate di MagicLand, le Magic Nights tornano sabato 29 agosto con un nuovo imperdibile appuntamento.

Protagonista sarà Pippo Palmieri, storico DJ e voce dello Zoo di 105, pronto a portare sul palco tutta l’energia e lo stile irriverente che da anni contraddistinguono uno dei programmi radiofonici più conosciuti e seguiti d’Italia.

Una vera festa di fine estate, con il Parco aperto fino a mezzanotte tra attrazioni, musica, street food e chioschi a tema.

Il 29 agosto sarà inoltre una delle ultime occasioni per assistere a LUMINOUS, la produzione firmata MagicLand che durante l’estate ha emozionato grandi e piccoli. Sul lago situato nel cuore del Parco, giochi d’acqua, fuochi, luci e fontane danzanti danno vita a una scenografia mozzafiato, trasformando lo specchio d’acqua in un suggestivo palcoscenico a cielo aperto.

DUE BIGLIETTI SERALI A SOLI 15,90 EURO

Per la Magic Night del 29 agosto, MagicLand propone una speciale promozione 2x1: due biglietti serali a soli 15,90 euro complessivi, con ingresso al Parco a partire dalle ore 18:00.

I biglietti possono essere acquistati direttamente sul sito magicland.it entro le ore 23:59 del giorno precedente la visita. In alternativa, sempre entro le 23:59 del giorno precedente, sarà possibile scaricare dal sito il coupon dedicato alla promozione.

Un’occasione per vivere una delle ultime grandi notti dell’estate tra attrazioni, spettacoli, musica e tutta l’energia di Pippo Palmieri e dello Zoo di 105.

Le Magic Nights daranno poi appuntamento al pubblico per il gran finale della rassegna, sabato 5 settembre con “Voglio Tornare negli Anni ’90”.

Vaccino a mRNA contro il melanoma: l’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano è il primo centro al mondo

Vaccino a mRNA contro il melanoma, lIstituto Nazionale dei Tumori di Milano è il primo centro al mondo

Con 82 pazienti randomizzati, l’Istituto ha dato il maggiore contributo al trial internazionale INTerpath-001. «Un risultato che testimonia la forza del nostro lavoro multidisciplinare» sottolinea Michele Del Vecchio.

 

Milano, 24 agosto 2026 - La ricerca italiana ha avuto un ruolo da protagonista in un risultato di grande rilievo internazionale nella ricerca sul melanoma. L’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano è, infatti, il centro che ha randomizzato il maggior numero di pazienti al mondo nello studio internazionale di fase III INTerpath-001: 82 pazienti randomizzati su 128 sottoposti a screening, oltre 30 pazienti randomizzati in più rispetto al secondo Centro Australiano a livello mondiale. Lo studio, nato dalla collaborazione internazionale tra Moderna e Merck e condotto su 1.137 pazienti, ha valutato l’aggiunta del vaccino personalizzato a mRNA intismeran al pembrolizumab rispetto al solo pembrolizumab. I risultati annunciati hanno dimostrato un miglioramento statisticamente significativo di entrambi gli obiettivi primari dello studio: la recurrence-free survival (RFS), cioè il tempo libero da recidiva, e la distant metastasis-free survival (DMFS), il tempo libero dallo sviluppo di metastasi a distanza. «La nostra forza è essere stati il centro al mondo con la maggiore esperienza in termini di pazienti allinterno di questo studio – sottolinea Michele Del Vecchio, Direttore dell’Unità Oncologia Medica Melanomi, Dipartimento di Oncologia Medica dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano –. Un risultato che testimonia lo straordinario lavoro di tutto il gruppo multidisciplinare coinvolto nella sperimentazione (chirurghi, oncologi medici, anatomopatologi, infermieri di ricerca, data manager)».

 

Un vaccino costruito sul singolo tumore

Il trattamento è destinato a pazienti con melanoma completamente asportato chirurgicamente ma ad alto rischio di recidiva: pazienti con melanoma primitivo ad alto rischio, con metastasi nei linfonodi regionali o, in alcuni casi, con singole metastasi a distanza radicalmente asportate. Il vaccino è costruito a partire dal materiale tumorale del singolo paziente. Dopo un controllo di qualità, il tessuto viene analizzato attraverso un algoritmo computazionale in grado di identificare fino a 34 neoantigeni, cioè proteine specifiche delle cellule tumorali di quel paziente. L’mRNA che codifica per questi neoantigeni viene, quindi, incapsulato in nanoparticelle lipidiche, per favorire l’accesso alle cellule target. Una volta somministrato, il vaccino stimola l’espansione delle cellule T specifiche contro il tumore e una memoria immunologica capace di riconoscere e colpire eventuali cellule tumorali residue che esprimano gli stessi antigeni. «È una vera terapia personalizzata – spiega Del Vecchio – perché il vaccino viene costruito sulla base delle caratteristiche del tumore del singolo paziente. Lobiettivo è consentire al sistema immunitario di riconoscere ed eliminare anche eventuali microfocolai metastatici responsabili della ripresa della malattia». L’immunoterapia con pembrolizumab è già oggi in grado di ridurre significativamente il rischio di recidiva nei pazienti con melanoma ad alto rischio. Laggiunta del vaccino ha dimostrato di aumentare ulteriormente questa capacità, riducendo in maniera statisticamente significativa sia il rischio di recidiva, sia quello di sviluppare metastasi a distanza. Particolarmente rilevante anche il profilo di sicurezza: laggiunta del vaccino non ha determinato un aumento apprezzabile della tossicità rispetto al solo pembrolizumab, un aspetto importante in un trattamento adiuvante, somministrato cioè a pazienti nei quali non è presente una malattia macroscopicamente evidente.

 

Dalla sperimentazione internazionale a un possibile nuovo standard

I dati completi dello studio saranno presentati al Congresso ESMO di ottobre a Madrid. Il protocollo dello studio prevede la prosecuzione del follow-up dei pazienti per valutare anche la sopravvivenza globale. «Se questi risultati saranno confermati – conclude Del Vecchio – questo approccio potrà diventare il nuovo standard di cura per il trattamento adiuvante dei pazienti con melanoma ad alto rischio. Per arrivare a questo obiettivo sarà fondamentale una collaborazione stretta tra varie figure professionali». La gestione di una terapia personalizzata di questo tipo richiede, infatti, una forte integrazione multidisciplinare: dalla qualità e analisi del materiale tumorale alla somministrazione del vaccino e al monitoraggio dei pazienti. È un percorso complesso che mette insieme competenze diverse e nel quale, e qui sta la differenza, lesperienza maturata dallIstituto dei Tumori di Milano, sia nel vaccino in questione sia in generale nella ricerca e cura del melanoma, rappresenta un elemento fondamentale.


sabato 22 agosto 2026

Difterite, la morte evitabile di una bambina e il valore della prevenzione vaccinale

Palermo, la morte evitabile di una bambina e il valore della prevenzione vaccinale

«Quanto accaduto a Palermo pone al mondo della prevenzione un interrogativo che va oltre il singolo caso: qual è la nostra capacità di mantenere nel tempo i risultati raggiunti contro malattie evitabili attraverso la vaccinazione?». È l’interrogativo posto da AsNAS, l’Associazione nazionale Assistenti sanitari.
Le vaccinazioni hanno modificato profondamente la storia delle malattie infettive, rendendo rare patologie che per decenni hanno provocato sofferenza, disabilità e morte. Ma questa efficacia ha ridotto anche la percezione della gravità di molte malattie prevenibili. È il caso della difterite: il vaccino è obbligatorio in Italia dal 1939, l’ultimo caso autoctono in età pediatrica risale al 1996 e l’ultimo decesso al 1991.
«Questa lunga assenza dalla memoria collettiva testimonia l’efficacia della vaccinazione nel proteggere intere generazioni – sottolinea Luigi Vitale, Presidente di AsNAS Sicilia –. Ma la protezione richiede un’elevata copertura vaccinale necessaria all’immunità di gregge: per la difterite la soglia è stimata intorno al 95%, livello non più raggiunto in alcune aree del Paese».
Negli ultimi anni, rileva AsNAS, la diffusione di informazioni prive di fondamento scientifico ha contribuito ad alimentare l’esitazione vaccinale. Le recrudescenze del morbillo mostrano come malattie prevenibili possano tornare a circolare quando si accumulano persone non adeguatamente immunizzate.
Se gli accertamenti confermeranno che la morte della bambina è stata causata dalla difterite e che non era adeguatamente immunizzata, «la perdita di una vita così giovane per una malattia evitabile rappresenterà una sconfitta per tutto il mondo della prevenzione e delle vaccinazioni. Non un evento da cui partire per cercare colpevoli, ma sul quale l’intero sistema sanitario dovrà interrogarsi», afferma la presidente nazionale Elena Nichetti.
«Avere vaccini sicuri, efficaci e gratuiti è indispensabile, ma non sufficiente. Il sistema deve raggiungere le persone, anche nelle zone più disagiate, riconoscere chi non è adeguatamente protetto e intercettarne precocemente i bisogni di salute», prosegue Vitale.
Per AsNAS, di fronte a dubbi o esitazioni, è necessaria una comunicazione accogliente e non giudicante, capace di ascoltare le ragioni delle famiglie, contrastare la disinformazione senza stigmatizzare e costruire fiducia. La verifica dello stato vaccinale, il counselling, la sorveglianza epidemiologica e il raccordo con pediatri, medici di medicina generale, scuole e servizi territoriali rendono concreta la prevenzione.
«Quando una malattia prevenibile torna a sottrarre una vita, non basta ricordare che il vaccino esiste: occorre chiedersi perché quella protezione non abbia raggiunto quella persona. Servono servizi accessibili e capillari, professionisti della prevenzione sul territorio e sistemi efficaci di chiamata attiva e recupero dei non aderenti», conclude Nichetti.

mercoledì 19 agosto 2026

Guerra in Iran le nuove condizioni poste da Trump su Hormuz allontanano le parti da un accordo ed alimentano il dissesto dell’area medio orientale, il caso Giordania.

L’ultima trovata di Trump e quella di cambiare i termini dell’accordo in 14 punti già firmato in svizzera, unica posizione utile per alimentare la guerra e creare ancora oggi un disagio internazionale. che vede colpire le tasche degli europei. Tutte le parti dell’accordo sono saltate ma quello che salta agli occhi di una irrazionale visione individuale sul conflitto è la richiesta di un risarcimento da parte dell’Iran per le morti americane nell’area e per i disagi provocati dal contrattacco Iraniano, aggiungendo in una sua recente dichiarazione che lo stretto di Hormuz è stato riaperto e che a controllarne l’area sarà l’America che ne diventa proprietaria con la richiesta per tutti i passaggi di merci e petrolio di una tassa del 20%.

Una politica quella americana retta dal Presidente Trump che sembra provocare molti malcontenti nell’area medio orientale vedi in Giordania dove dopo 60 giorni di colloqui, non è stato raggiunto alcun accordo, nemmeno a livello preliminare, mentre lo Stretto di Hormuz rimane chiuso e i tentativi di Trump sono falliti. Nel frattempo, le sanzioni contro l'Iran sono state revocate per un periodo limitato, miliardi di dollari sono confluiti nelle sue casse, e il mondo ha scoperto la grave carenza di missili intercettori e d'attacco che gli Stati Uniti si trovano ad affrontare. Le minacce di Trump di annettere lo Stretto di Hormuz sono state accolte con derisione da parte dell'Iran. Non c'è dubbio che Trump stia imparando una lezione ben nota, dalla sua stessa esperienza e da quella di tutti noi: iniziare una guerra è molto più facile che terminarla

Una reazione quella Iraniana che come affermato dal capo dell’esercito Amir Hatami determina l'espulsione degli Stati Uniti come condizione già in atto e attuata e non è più loro permesso entrare nel Golfo Persico, nel Mar di Oman e nello Stretto di Hormuz. Tutti devono sapere secondo il capo dell’esercito iraniano che le basi americane non potranno mai tornare al loro stato precedente e l'Iran non permetterà mai che ciò accada. Lo Stretto di Hormuz, sacro, è un asset geopolitico concesso da Dio al popolo iraniano e questo vantaggio non tornerà mai al suo stato precedente. Una delle eredità del presidente americano è l'attivazione del potenziale dello Stretto di Hormuz prima inesistente. Eravamo a conoscenza di questo potenziale, ma senza questo conflitto, non sarebbe stato attivato. Questo vantaggio è uno dei prerequisiti per porre fine alla guerra in un modo che elimini ogni minaccia di guerra che incombe sull'Iran.

Tra le basi americane ricadenti nell’area troviamo certamente quella giordana ampiamente attaccata dall’Iran attraverso missili balistici. Tutto questo è avvenuto in seguito agli attacchi americani partenti dall’area in questione verso l’Iran. Quello che è avvenuto nei giorni scorsi manifesta l'incapacità di affrontare un confronto militare onesto, e utilizzando le basi militari in Giordania per un attacco aereo contro due case residenziali sull'isola di Qeshm, utilizzando bombe distruttive. Queste due semplici abitazioni, abitate da residenti locali, sono state colpite, causando ferite al padre, alla madre e a un bambino di una famiglia di martiri, oltre a ferire altri due bambini.

Un vero crimine di guerra che crea le condizioni per liberare i territori islamici in Giordania dalla vergogna dell'occupazione americana. I combattenti della forza aerea delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche, hanno infatti lanciato un attacco contro una base di lancio e manutenzione di aerei F-35 appartenenti al nemico americano, situata nella base aerea di Al-Azraq, utilizzando diversi missili balistici. L'attacco ha causato la distruzione completa di tre aerei F-35 e gravi danni a tre altri aerei.

L'attacco ha anche causato la morte di numerosi ufficiali, tecnici e ingegneri responsabili della manutenzione degli aerei nemici. Secondo l’Iran la nostra regione non è un luogo per un esercito che uccide bambini, che commette queste atrocità con ferocia, e che uccide famiglie innocenti nel cuore della notte mentre dormono. La nostra battaglia e la vostra battaglia continueranno finché l'ultimo occupatore americano non sarà stato cacciato dai territori islamici.

Tutti fattori che stanno determinando una condizione di dissesto evocato dalla presenza delle basi americane che creano nell’area disastri umani e territoriali e vanno contro i valori di sicurezza e protezione che ne hanno determinato la loro allocazione. Un malcontento che secondo il The New York Times è crescente in Giordania che oggi da parte di centinaia di politici, avvocati, accademici, capi tribù, sindacalisti e altre figure pubbliche giordane hanno firmato una lettera aperta che chiede il ritiro delle forze statunitensi dalla Giordania. I firmatari sostengono che la presenza di circa 4.000 soldati statunitensi espone il regno a crescenti rischi per la sicurezza, politici ed economici, trascinandolo in una guerra regionale "a cui non è parte".

La lettera è stata diffusa in un momento in cui missili e droni iraniani hanno ripetutamente preso di mira basi e installazioni militari statunitensi in Giordania nelle ultime settimane, scatenando allarmi aerei in tutto il paese. Sufyan al-Tell, un veterano attivista politico e uno dei firmatari, ha affermato che molti giordani rifiutano gli stretti legami del governo con Washington e Israele, sostenendo che la Giordania viene utilizzata "per difendere Israele". Ha inoltre avvertito che sempre più persone continuano a firmare la lettera, nonostante la paura di essere imprigionate.

Il rapporto afferma che la Giordania è rimasta saldamente allineata con gli Stati Uniti durante tutta la guerra, in gran parte a causa della sua dipendenza dall'assistenza americana. Gli Stati Uniti hanno fornito 1,65 miliardi di dollari in aiuti economici e militari alla Giordania l'anno scorso, mentre la guerra ha avuto un impatto significativo sul settore turistico del regno, che rappresenta fino al 18% delle entrate nazionali.

Il rapporto ha inoltre evidenziato la crescente limitazione dello spazio per il dissenso politico in Giordania. Nessun media giordano ha pubblicato la lettera aperta, e gli attivisti hanno avvertito che i firmatari rischiano l'arresto. Il rapporto sottolinea che la Giordania ha inasprito le restrizioni sulla libertà di espressione negli ultimi anni, tra cui una legge sulla criminalità informatica del 2023 criticata da gruppi per i diritti umani e il divieto del 2025 del Fratelli Musulmani, nell'ambito di una più ampia repressione delle voci di opposizione.

La guerra in medio oriente allarga ancora di più i suoi orizzonti e vede l’entrata dell’Arabia Saudita contro lo Yemen. Gli attacchi dei giorni scorsi di Ansar Allah nota come lo Yemen, stia attaccando obiettivi sauditi nelle zone di confine. In precedenza, oggi, sono state segnalate potenti esplosioni in basi militari saudite a Al-Mokha, nello Yemen. Ora, le prime segnalazioni indicano che esplosioni stanno scuotendo le zone di confine saudite, mentre le sirene d'allarme suonano a Jizan, potenzialmente prendendo di mira la raffineria di petrolio. Si riferisce che questi attacchi continuano in ondate successive, con intervalli di circa 30-40 minuti tra di loro, causando un numero elevato di vittime. Le autorità saudite non hanno ancora comunicato il numero di vittime. Tuttavia, alcune indiscrezioni non confermate suggeriscono che diversi alti comandanti sauditi potrebbero essere stati uccisi

Anche l’Iraq attualmente controllato dagli stati uniti vede un fermento militare non indifferente che potrebbe sfociare prossimamente contro il suo stesso padrone. Tutto quello che sta’ accadendo rappresenta l’immagine speculare della politica americana che in alcuni casi agisce per procura ma che oggi si vede attaccata direttamente da un nemico l’Iran che non si è dimostrato sottomesso come altri paesi dell’area. Secondo Israele ritiene che le forze armate iraniane saranno completamente ripristinate al loro stato pre-guerra entro la prima metà del 2027. Il Mossad ammette che l'Iran ripristinerà probabilmente la sua capacità di produrre missili balistici a un ritmo di 200 o addirittura 300 unità al mese entro un anno

Dire che è proprio l’Aeronautica e la Marina degli Stati Uniti che ha subito le maggiori perdite di aeromobili per missione operativa dal secondo dopoguerra. In media, gli Stati Uniti hanno perso circa 2,9 aeromobili per missione, più di quanto perso durante la guerra in Iraq, il Vietnam e la guerra di Corea messi insieme. A differenza di quelle guerre, la maggior parte delle perdite di aeromobili durante l'operazione "Epic Fury" è stata causata da attacchi iraniani da terra. Ma si nota anche come le riserve strategiche di petrolio come comunicato dal Ministero dell’Energia Americano sono scese a meno di 300 milioni di barili.

Nell’ombra di una distrazione militare dell’area medio orientale continuano le attività espansive di Israele che con un suo rappresentante Ben-Gvir sottintende che tutti gli accordi recenti sono una farsa mediatica e dichiara: “Esigo che Netanyahu occupi Gaza interamente, incoraggi l'immigrazione, distrugga Hamas, bombardi Beirut e schiacci Hezbollah. Tutto questo e sotto gli occhi di tutti visto che il sud del libano e ancora oggi sistematicamente bombardato come anche Gaza.

Naturalmente non possiamo mettere in secondo piano quello che Israele sta attuando in Cis - Giordania cercando di ottenere uno stato autonomo di polizia. Tutto e stato progettato per isolare i villaggi degli autoctoni dal resto del mondo, impedire l’arrivo di attivisti internazionali di solidarietà e difensori dei diritti umani, consentire gli attacchi dei coloni e di continuare impunemente. Israele ha mentito perhè i coloni continuano ad arrivare, mentre gli attivisti sono impediti di farlo, secondo Nayef Kaabneh, capo della comunità beduina di Taybeh. I coloni stanno direttamente prendendo di mira i mezzi di sussistenza dei palestinesi, portando cammelli e bestiame per pascolare sui terreni di Taybeh, consumando la loro acqua e distruggendo gli ulivi di epoca romana, la principale fonte di reddito del villaggio.

L'obiettivo ultimo dello Stato sionista è evidente: sfollare con la forza i residenti e consentire sistematicamente la violenza dei coloni con l’autorità di polizia. Tutto questo avviene anche dopo un rapporto della Commissione d'inchiesta delle Nazioni Unite ha concluso che le autorità israeliane sono direttamente coinvolte negli attacchi dei coloni. Questo è il nuovo medio oriente voluto dall’Amministrazione Americana e da Israele?

Disclaimer

Protected by Copyscape


Il CorrieredelWeb.it è un periodico telematico nato sul finire dell’Anno Duemila su iniziativa di Andrea Pietrarota, sociologo della comunicazione, public reporter e giornalista pubblicista, insignito dell’onorificenza del titolo di Cavaliere al merito della Repubblica Italiana.

Il magazine non ha fini di lucro e i contenuti vengono prodotti al di fuori delle tradizionali Industrie dell'Editoria o dell'Intrattenimento, coinvolgendo ogni settore della Società dell'Informazione, fino a giungere agli stessi utilizzatori di Internet, che così divengono contemporaneamente produttori e fruitori delle informazioni diffuse in Rete.

Da qui l’ambizione ad essere una piena espressione dell'Art. 21 della Costituzione Italiana.

Il CorrieredelWeb.it oggi è un allegato della Testata Registrata AlternativaSostenibile.it iscritta al n. 1088 del Registro della Stampa del Tribunale di Lecce il 15/04/2011 (Direttore Responsabile: Andrea Pietrarota).

Tuttavia, non avendo una periodicità predefinita non è da considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n.62 del 07/03/2001.

L’autore non ha alcuna responsabilità per quanto riguarda qualità e correttezza dei contenuti inseriti da terze persone, ma si riserva la facoltà di rimuovere prontamente contenuti protetti da copyright o ritenuti offensivi, lesivi o contrari al buon costume.

Le immagini e foto pubblicate sono in larga parte strettamente collegate agli argomenti e alle istituzioni o imprese di cui si scrive.

Alcune fotografie possono provenire da Internet, e quindi essere state valutate di pubblico dominio.

Eventuali detentori di diritti d'autore non avranno che da segnalarlo via email alla redazione, che provvederà all'immediata rimozione oppure alla citazione della fonte, a seconda di quanto richiesto.

Per contattare la redazione basta scrivere un messaggio nell'apposito modulo di contatto, posizionato in fondo a questa pagina.

Modulo di contatto

Nome

Email *

Messaggio *