Cosmolibri Edizioni presenta " Dìptico de lo perdido/Dittico dell'altrove andato", la nuova raccolta poetica bilingue italiano-spagnolo di Francesca Innocenzi, un'opera che invita il lettore a intraprendere un viaggio tra memorie e orizzonti interiori.
Cerca nel blog
sabato 18 luglio 2026
Esce "Dìptico de lo perdido/Dittico dell'altrove andato", la nuova raccolta di poesie bilingue italiano-spagnolo di Francesca Innocenzi pubblicata da Cosmolibri Edizioni
Cosmolibri Edizioni presenta " Dìptico de lo perdido/Dittico dell'altrove andato", la nuova raccolta poetica bilingue italiano-spagnolo di Francesca Innocenzi, un'opera che invita il lettore a intraprendere un viaggio tra memorie e orizzonti interiori.
venerdì 17 luglio 2026
CASTELLABATE - A SANTA MARIA LA PRIMA SPIAGGIA PER LE DISABILITÀ .
CASTELLABATE - 𝐀𝐏𝐑𝐄 𝐋𝐀 𝐒𝐏𝐈𝐀𝐆𝐆𝐈𝐀 𝐈𝐍𝐂𝐋𝐔𝐒𝐈𝐕𝐀 “𝐀 𝐌𝐀𝐑𝐄 𝐓𝐔𝐓𝐓𝐈” 𝐏𝐄𝐑 𝐏𝐄𝐑𝐒𝐎𝐍𝐄 𝐂𝐎𝐍 𝐃𝐈𝐒𝐀𝐁𝐈𝐋𝐈𝐓𝐀̀ .
Dopo l'avvio della fase sperimentale nella scorsa estate, il Comune di Castellabate conferma e rilancia per l'estate 2026 il progetto della spiaggia inclusiva "A Mare Tutti", dedicata alle persone con disabilità .
La spiaggia è attrezzata con una sedia JOB completa di cinture e braccioli, cinque ombrelloni, otto sedie sdraio e una passerella dedicata per facilitare l'accesso all'arenile. Inoltre, sarà presente personale con funzioni di accoglienza, assistenza e informazione agli utenti
Per prenotare il tuo posto 👉 https://castellabateservizi.it/Spiaggia/spiaggia-inclusiva.html
Marco Nicoletti
giovedì 16 luglio 2026
Mare caldo, turismo freddo: l’allarme del Cilento . A rischio cozze e vongole
Il mare cambia e il Cilento rischia di pagarne il prezzo: ambiente, pesca e turismo davanti a una sfida sempre più difficile
L’estate 2026 sta mostrando il volto di un Mediterraneo sempre più caldo. Le temperature record del mare stanno mettendo in seria difficoltà l’ecosistema marino, con conseguenze che iniziano a farsi sentire sulla pesca e sugli allevamenti di cozze e vongole, sempre più colpiti dalla carenza di ossigeno nelle acque.
Un fenomeno che non riguarda soltanto l’ambiente, ma coinvolge direttamente l’economia delle località costiere. Se diminuisce il pescato e aumentano i costi per le imprese del settore, a risentirne sono anche ristoranti, attività commerciali e l’intera filiera del turismo.
In questo contesto si inserisce anche la difficile stagione che sta vivendo la costa cilentana. Molti operatori parlano di un’estate al di sotto delle aspettative, con presenze inferiori rispetto agli anni passati e una permanenza media dei visitatori sempre più breve. Le cause sono diverse: l’aumento del costo della vita, la concorrenza di altre destinazioni, i cambiamenti nelle abitudini di viaggio e, naturalmente, gli effetti di un clima sempre più estremo.
Il Cilento resta uno dei tratti di costa più belli d’Italia, ma la sua bellezza da sola non basta più. Servono investimenti nelle infrastrutture, servizi efficienti, una promozione turistica continua e una strategia condivisa che valorizzi il territorio durante tutto l’anno e non soltanto nei mesi estivi.
Proteggere il mare significa proteggere anche il futuro del turismo. Senza un ecosistema sano non esiste pesca di qualità, non esiste la cucina che rende famoso il nostro territorio e diventa più difficile mantenere quell’identità che ogni anno richiama migliaia di visitatori.
Il cambiamento climatico non è più un problema lontano. È una realtà che riguarda tutti e che impone scelte coraggiose. Il Cilento ha tutte le carte in regola per affrontare questa sfida, ma il momento di agire è adesso.
Marco Nicoletti
AI: Codema sviluppa il primo modello di certificazione continua dei sistemi di intelligenza artificiale
Milano, 16 luglio 2026 – L'intelligenza artificiale si diffonde più velocemente della capacità di controllarla. Mentre imprese e organizzazioni accelerano l'adozione di sistemi sempre più autonomi e in continua evoluzione, mancano ancora strumenti concreti per governarne rischi, trasparenza e affidabilità. Per rispondere a questa sfida, Codema, organizzazione globale per l'ideazione di standard e rating in ambito tecnologico e della sostenibilità, annuncia la nascita di due nuovi Technical Committee – TC23 e TC24 – con l'obiettivo di sviluppare metodologie di assessment e audit basate su matrici standardizzate e protocolli in grado di rendere l'intelligenza artificiale misurabile, verificabile e governabile lungo tutto il suo ciclo di vita.
L'iniziativa si colloca in un momento in cui l’accelerazione tecnologica a cui si sta assistendo ha messo in crisi i procedimenti tradizionali di controllo. Secondo McKinsey, l’88% delle aziende utilizza oggi l'AI in almeno una funzione aziendale, mentre il 62% delle organizzazioni sta già sperimentando sistemi di AI agentica capaci di eseguire attività con livelli crescenti di autonomia. Tuttavia, a fronte dell’adozione massiccia di modelli AI capaci di lavorare sotto una supervisione umana minima, secondo il McKinsey AI Trust Maturity Survey 2026 solo il 30% delle organizzazioni ha raggiunto livelli avanzati di maturità di strategia, governance e controlli. Anche il report State of AI in the Enterprise 2026 di Deloitte evidenzia che circa l'80% delle organizzazioni non possiede capacità mature di governance, monitoraggio in tempo reale e audit trail per i sistemi AI autonomi. Si crea così un divario sempre più evidente tra la velocità con cui l'intelligenza artificiale viene adottata e la capacità delle organizzazioni di dimostrarne il controllo, la conformità e la gestione del rischio.
Il problema, oggi, non è più soltanto adottare l'intelligenza artificiale, ma dimostrare che opera in modo affidabile, trasparente e conforme alle aspettative del mercato e ai requisiti normativi. È proprio questo il vuoto metodologico che Codema intende colmare con i nuovi Technical Committee, sviluppando strumenti condivisi di assessment e audit capaci di trasformare principi come trasparenza, supervisione umana e gestione del rischio in criteri concretamente verificabili.
A fronte di questo scenario, il cambio di paradigma proposto da Codema supera la logica della certificazione tradizionale, pensata per valutare sistemi statici, introducendo un modello di assessment continuo in cui i controlli sono integrati direttamente nei sistemi e nei processi (Audit as a Layer). L'obiettivo è consentire la raccolta continua di evidenze, dati e informazioni verificabili lungo tutto il ciclo di vita dell'intelligenza artificiale, offrendo ad auditor, organizzazioni e stakeholder strumenti più efficaci per valutarne il comportamento e dimostrarne la conformità.
Alla base di questo approccio vi è un ecosistema aperto composto da imprese, auditor, organismi di certificazione, esperti, università e comunità scientifica. Codema definisce questo modello stakeholderization: un processo attraverso il quale le esigenze e le competenze dei diversi stakeholder vengono trasformate in criteri condivisi di assessment, matrici di controllo e protocolli di audit. L'obiettivo non è soltanto coinvolgere gli stakeholder nella consultazione, ma renderli parte integrante della costruzione delle metodologie che guideranno la governance dell'intelligenza artificiale.
In questo quadro si inseriscono i due nuovi comitati tecnici: TC23 si concentra sulla dimensione tecnica dei sistemi AI, sviluppando metodologie per valutarne performance, affidabilità, monitoraggio delle anomalie e tracciabilità. TC24, invece, lavora sull’integrazione dell’AI nei processi aziendali, affrontando temi come supervisione umana, gestione delle eccezioni, evidenze e verificabilità dei processi.
L'obiettivo è contribuire alla costruzione di una nuova infrastruttura metodologica per la governance dell'intelligenza artificiale, capace di mettere a disposizione del mercato strumenti condivisi per valutare, monitorare e dimostrare la conformità dei sistemi AI in un contesto tecnologico e normativo in continua evoluzione, colmando il divario tra innovazione e controllo e rafforzando la fiducia nell'utilizzo dell'intelligenza artificiale.
"L'intelligenza artificiale sta entrando nei processi decisionali di imprese e organizzazioni a una velocità senza precedenti, ma la capacità di governarla non sta crescendo con la stessa rapidità. Oggi il vero tema non è più la disponibilità della tecnologia, ma la possibilità di dimostrarne il funzionamento, la conformità e l'affidabilità”, afferma Andrea Sacchi, Executive Director di Codema. “Con TC23 e TC24 vogliamo costruire una metodologia condivisa che trasformi principi come trasparenza, gestione del rischio e supervisione umana in criteri di assessment concreti, misurabili e verificabili. Perché la fiducia nell'intelligenza artificiale non nasce dalle dichiarazioni, ma dalla capacità di dimostrare, con evidenze oggettive, come i sistemi vengono governati".
***
Codema
Codema è un ente tecnico indipendente con sede in Svizzera, attivo a livello globale nello sviluppo di nuovi modelli di standardizzazione per tecnologie, processi e sistemi complessi. Nata nel 2017 nell’ambito degli schemi di valutazione per il settore farmaceutico, Codema ha progressivamente esteso la propria metodologia ad aree ad alta innovazione e complessità regolatoria, tra cui intelligenza artificiale, tecnologie DLT, infrastrutture digitali, sostenibilità/ESG e life sciences. Al centro del modello Codema c’è una metodologia pensata per le nuove tecnologie: aperta, trasparente e partecipativa, consente a esperti, imprese, auditor, università, istituzioni e stakeholder di contribuire alla definizione dei criteri di valutazione. L’obiettivo è trasformare le esigenze degli stakeholder in strumenti concreti di assessment, audit e rating, applicabili da soggetti terzi autorizzati, per rendere misurabili e verificabili ambiti in rapida evoluzione.
Telefono Azzurro presenta il Bilancio Sociale 2025: focus su IA, salute mentale e tutela dei minori
"La tutela dei minori passa dalla capacità di comprendere il nuovo mondo digitale". Il Bilancio Sociale 2025 racconta il cambiamento della Fondazione: dall'ascolto come valore fondante a un impegno sempre più forte nella ricerca, nella prevenzione e nell'advocacy, per rispondere alle trasformazioni digitali, della salute mentale e dell'Intelligenza Artificiale.
Roma, 16 luglio 2026 – Da quasi quarant'anni Telefono Azzurro accompagna bambini, adolescenti e famiglie nei momenti di maggiore fragilità, promuovendo una cultura dei diritti dell'infanzia fondata sull'ascolto, sulla prevenzione e sulla protezione. Un impegno che, nel tempo, si è evoluto insieme ai profondi cambiamenti della società e che oggi guarda con ancora maggiore determinazione alle nuove sfide che interessano le giovani generazioni.
Il Bilancio Sociale 2025 racconta questo percorso e delinea la visione che accompagnerà l’Associazione verso il quarantesimo anniversario. Nata nel 1987 per dare ascolto ai bambini vittime di violenza e abuso, Telefono Azzurro ha accompagnato generazioni di bambini, adolescenti e famiglie, ampliando progressivamente il proprio raggio d'azione. Ai servizi di emergenza ha affiancato attività di prevenzione, ricerca, formazione, advocacy istituzionale e cooperazione internazionale, adattando strumenti e competenze ai profondi cambiamenti della società. Oggi la Fondazione rinnova questo impegno, confermando l'ascolto come principio fondante della propria azione e rafforzando il proprio ruolo nella tutela dei diritti dei minori attraverso risposte sempre più innovative alle sfide della trasformazione digitale, della salute mentale e dell'Intelligenza Artificiale.
“Mentre ci avviciniamo al quarantesimo anniversario di Telefono Azzurro, siamo chiamati a confrontarci con un cambiamento profondo: oggi proteggere un bambino significa comprendere il mondo in cui cresce. L'Intelligenza Artificiale, le piattaforme digitali, i social network e gli algoritmi stanno modificando il modo in cui i più giovani costruiscono relazioni, apprendono e sviluppano la propria identità. La nostra responsabilità è garantire che i diritti dei bambini siano tutelati anche in questi nuovi ambienti. Per questo continuiamo a investire nell'ascolto, nella ricerca, nella prevenzione e nell'innovazione, lavorando insieme alle istituzioni, alla scuola, alle famiglie e alle imprese affinché la tecnologia sia realmente al servizio della crescita e della protezione dei minori” dichiara il Presidente di Telefono Azzurro, Professor Ernesto Caffo.
Oggi la tutela dei minori passa inevitabilmente dalla capacità di comprendere il mondo digitale nel quale crescono. L'Intelligenza Artificiale, infatti, rappresenta una delle principali sfide dei prossimi anni. Accanto alle opportunità offerte dall'innovazione, emergono nuovi fenomeni che richiedono competenze, strumenti e responsabilità condivise: dalla manipolazione algoritmica ai deepfake, dai companion artificiali ai chatbot conversazionali. Telefono Azzurro promuove un approccio che mette al centro l’interesse primario del minore, sostenendo lo sviluppo di tecnologie etiche, trasparenti e progettate secondo i principi della safety by design. La Fondazione sperimenta l'impiego dell'Intelligenza Artificiale anche per rafforzare la capacità di risposta dei propri servizi e migliorare i processi di presa in carico delle richieste di aiuto.
Tra le priorità di intervento emerge oggi anche la salute mentale, strettamente correlata ai cambiamenti sociali e digitali. Ansia, isolamento, autolesionismo, disturbi alimentari e difficoltà relazionali rappresentano segnali di un disagio che richiede interventi sempre più tempestivi e multidisciplinari. In questo contesto l'ascolto continua a rappresentare il primo strumento di prevenzione, capace di intercettare precocemente le situazioni di fragilità e accompagnare bambini e adolescenti verso percorsi di tutela.
Il rafforzamento della dimensione internazionale costituisce un altro asse strategico dell'evoluzione di Telefono Azzurro. L'Associazione è oggi sempre più impegnata nei principali tavoli europei e internazionali dedicati alla protezione dell'infanzia, contribuendo allo sviluppo di politiche e strumenti condivisi per affrontare fenomeni che superano i confini nazionali, dalla sicurezza online allo sfruttamento dei minori, fino alla tutela dei bambini scomparsi.
La Fondazione intende consolidare una presenza sempre più vicina alle comunità attraverso un modello diffuso sul territorio, rafforzando la collaborazione con istituzioni, scuole, università, mondo della ricerca e realtà del Terzo Settore per costruire reti sempre più efficaci di prevenzione e protezione.
In questo contesto, Telefono Azzurro segue con particolare attenzione anche il dibattito relativo al Regolamento per la prevenzione e la lotta contro l'abuso sessuale su minori – il cosiddetto "Chat Control" –, nella consapevolezza che la tutela dei bambini e degli adolescenti debba rappresentare un interesse primario. Rafforzare gli strumenti di prevenzione, individuazione e segnalazione della diffusione online di materiale di abuso sessuale sui minori è una condizione imprescindibile per garantire una protezione efficace. Al tempo stesso, è necessario perseguire questo obiettivo assicurando un equilibrato bilanciamento con la tutela della privacy e dei diritti fondamentali dei cittadini. La protezione dei minori deve quindi costituire una responsabilità condivisa, da perseguire attraverso soluzioni tecnologiche e normative capaci di coniugare sicurezza, responsabilità e rispetto delle libertà individuali.
Nel corso dell'evento di presentazione del Bilancio Sociale, Telefono Azzurro ha inoltre conferito alcuni riconoscimenti a personalità del mondo delle istituzioni, del giornalismo e dell'informazione che, attraverso il proprio impegno professionale e istituzionale, hanno contribuito a rafforzare l'attenzione pubblica sui diritti dei bambini e degli adolescenti. Un tributo a chi, nei diversi ambiti della società, promuove ogni giorno una cultura dell'ascolto, della responsabilità condivisa e della tutela dell'infanzia, contribuendo a costruire contesti più sicuri, inclusivi e rispettosi dei diritti dei minori.
Sono stati premiati Maria Elisabetta Alberti Casellati, Ministro per le Riforme istituzionali e la semplificazione normativa, Massimiliano Maselli, Assessore all’Inclusione sociale e ai Servizi alla persona della Regione Lazio, in rappresentanza del Presidente della Regione Lazio Francesco Rocca, Monsignor Edgar Peña Parra, Nunzio Apostolico della Santa Sede in Italia, Federico Eichberg, Capo di Gabinetto del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, Joanna Rubinstein, Global Health, Education and Sustainable Development Expert, Barbara Carfagna, giornalista e conduttrice Rai, Maura Striano, Assessore all’Istruzione e alle Famiglie del Comune di Napoli, in rappresentanza del Sindaco di Napoli e Presidente ANCI Gaetano Manfredi.
Il Bilancio Sociale 2025 in sintesi
L'impatto di Telefono Azzurro nel 2025 va oltre i numeri dei servizi di emergenza. Attraverso la linea di ascolto 19696 sono stati gestiti 2.186 casi, mentre il Servizio 114 Emergenza Infanzia è intervenuto in 3.446 situazioni di rischio per bambini e adolescenti. Nel corso dell'anno Telefono Azzurro ha continuato a garantire un presidio di ascolto attivo 24 ore su 24, consolidando il proprio ruolo nella tutela dei minori come primo Trusted Flagger italiano ai sensi del Digital Services Act. La hotline "Clicca e Segnala", gestita nell'ambito del Safer Internet Centre, ha ricevuto 3.022 segnalazioni di contenuti illegali online, oltre il 76% delle quali relative a materiale di abuso sessuale su minori. Attraverso il numero europeo 116000 Bambini Scomparsi, la Fondazione ha inoltre proseguito l'attività di supporto alle famiglie e di collaborazione con le istituzioni, portando a 1.945 i casi seguiti dal servizio dalla sua attivazione nel 2009. Sul fronte della prevenzione, i programmi di educazione hanno coinvolto 4.472 studenti e oltre 445 tra insegnanti e genitori in percorsi dedicati alla sicurezza digitale e al benessere psicologico. Parallelamente, l'Associazione ha continuato a investire nella ricerca, attraverso studi come "Il bambino al centro", realizzato con Doxa, e la partecipazione al Safer Internet Centre "Generazioni Connesse", contribuendo ad approfondire l'impatto delle trasformazioni tecnologiche sullo sviluppo e sulla tutela dei diritti dei bambini e degli adolescenti. Un impatto reso possibile anche grazie al contributo di 171 volontari e a una rete di collaborazione con istituzioni, scuole, servizi territoriali e partner nazionali e internazionali.
La sostenibilità economica rappresenta per Telefono Azzurro uno strumento per garantire continuità ai servizi di ascolto, protezione e prevenzione, rafforzando la capacità della Fondazione di rispondere alle nuove sfide che riguardano l'infanzia e l'adolescenza e di investire nell'innovazione dei propri interventi.
Fondazione S.O.S. Il Telefono Azzurro ETS
Telefono Azzurro è impegnato dal 1987 nella promozione dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza. Attraverso ascolto, intervento in emergenza, prevenzione, formazione, ricerca, segnalazione qualificata e advocacy istituzionale, la Fondazione opera per garantire a ogni bambino e adolescente il diritto a essere ascoltato, protetto e accompagnato.
martedì 14 luglio 2026
Maria Pia Selvaggio: la prima voce italiana della corrente letteraria glocale con riconoscimento internazionale a partire dalla Spagna
Di Elisabetta Bagli
Nel panorama letterario contemporaneo, Maria Pia Selvaggio emerge come una delle voci più originali e vitali, capace di incarnare in modo organico, consapevole e compiuto la poetica glocale – quella profonda fusione tra globale e locale che rappresenta una delle tendenze più feconde della letteratura mondiale degli ultimi decenni.
lunedì 13 luglio 2026
Brescia, allarme esplosivo sventato: un'operazione da manuale

Il ritrovamento di un potente esplosivo nel sito ex Caffaro ha fatto scattare un intervento immediato e perfettamente coordinato.
La sinergia tra aziende private, il consorzio CoGePir e le Istituzioni ha trasformato una potenziale crisi in un modello di efficienza e sicurezza per la città.
Un'operazione condotta con tempismo perfetto e professionalità impeccabile ha sventato un grave pericolo nel cuore di Brescia. Il ritrovamento di circa 5 kg di acido picrico, un potente esplosivo, durante i lavori di bonifica del Sito di Interesse Nazionale (SIN) Brescia-Caffaro, ha attivato una macchina della sicurezza che ha funzionato come un orologio svizzero, proteggendo la cittadinanza e dimostrando l'efficacia del sistema italiano di gestione del rischio.
La scoperta e l'allerta immediata
Il primo, fondamentale passo è stato compiuto dagli operatori di ACR Reggiani, l'azienda incaricata della bonifica. Con grande lucidità e competenza, hanno riconosciuto la potenziale minaccia nel materiale rinvenuto e hanno immediatamente attivato il protocollo di emergenza, chiamando Vigili del Fuoco e Forze dell'Ordine e allertando il CoGePir (Consorzio Gestione Pirotecnici), l'ente no profit di riferimento nazionale istituito dal MASE (DM 02/02/2026 n. 32) per la gestione di questi rifiuti speciali.

Una sinergia che garantisce la sicurezza
Da quel momento, la catena di comando ha funzionato senza la minima esitazione. Le parole del Direttore Generale del CoGePir, Piervittorio Trebucchi, chiariscono l'immediata percezione del pericolo: “Dalle foto inviatemi dall’ACR Reggiani, cui va riconosciuto il merito di aver immediatamente compreso la pericolosità della situazione e del prodotto rinvenuto, ho capito subito che eravamo di fronte a una bomba a orologeria. Ho chiesto di bloccare immediatamente il cantiere, allontanare il personale e ho chiesto di allertare immediatamente Artificieri e Vigili del Fuoco”.
La risposta delle Istituzioni, coordinate dalla Prefettura di Brescia, è stata altrettanto rapida. Vigili del Fuoco e Nuclei Artificieri hanno messo in sicurezza l'area, gestendo la situazione con tale efficienza da evitare l'evacuazione dei residenti. L'intervento ha visto il CoGePir agire come anello di congiunzione strategico, mettendo in campo i suoi specialisti della società Torpex S.p.A., tra cui il noto esperto Danilo Coppe, che hanno neutralizzato l'esplosivo sul posto. Successivamente, la Cigala Trasporti, altro anello della filiera CoGePir, ha trasportato il materiale in una cava per il brillamento finale in condizioni di massima sicurezza.
È emersa, tuttavia, una criticità procedurale: non trattandosi di un ordigno esplosivo improvvisato (IED), in quanto mancante di dispositivo di innesco, la rimozione non rientrava nei protocolli standard degli Artificieri.
Per colmare questo vuoto operativo, il CoGePir ha immediatamente messo a disposizione della Prefettura il proprio braccio operativo, la società Torpex S.p.A., con i suoi massimi esperti di fama internazionale, a partire da Danilo Coppe (“Mr. Dinamite” nella docuserie TV), che hanno neutralizzato sul posto e poi rimosso l’esplosivo, successivamente trasportato dalla Cigala Trasporti, storica azienda specializzata nel trasporto esplosivi da quasi un secolo, anch’essa parte della filiera CoGePir, in una cava parmense, appositamente evacuata, per il brillamento.
“Ieri potenzialmente si sono salvate delle vite. Questo caso dimostra l'importanza cruciale di un Sistema di Gestione come il CoGePir: subito disponibile, con alte competenze, capace di agire da anello di congiunzione tra Istituzioni e privati. Un plauso va al MASE, alle Istituzioni e alle aziende coinvolte, perché identificare correttamente il rischio e coinvolgere subito i soggetti competenti è stato fondamentale per evitare conseguenze drammatiche”, conclude Trebucchi.
Un modello virtuoso contro l'illegalità
Il successo di Brescia risalta ancora di più se paragonato alle recenti tragedie di Casalbordino e Rieti, avvenute in contesti produttivi illegali e non tracciati. L'episodio bresciano dimostra che dove c'è legalità, tracciabilità e collaborazione, la sicurezza dei cittadini e dei lavoratori è garantita. Il sistema CoGePir rappresenta proprio questo: un modello di prevenzione e gestione che funziona.
L'appello finale del consorzio è chiaro: intensificare i controlli per far emergere il sommerso e obbligare tutte le aziende del settore a iscriversi a un sistema di gestione riconosciuto. Come afferma Trebucchi, “Ogni esplosione in una fabbrica non a norma è una sconfitta per lo Stato. È ora di passare alla prevenzione sistematica”.
Crisi idrica dal Po alla Sicilia: ANAFePC chiede Consigli comunali aperti in 11 Comuni siciliani.
Guerra in Iran: Trump cambia le carte in tavola il memorandum cade su Hormuz e Nucleare
giovedì 9 luglio 2026
Amianto nell'Arma dei Carabinieri: giustizia per il Maresciallo Capo di Fano morto a soli 56 anni per un mesotelioma.
9 luglio 2026 - Ha servito lo Stato per quasi trent'anni, affrontando ogni missione con il senso del dovere che aveva giurato di onorare. Quando gli fu diagnosticato il mesotelioma pleurico sapeva che difficilmente avrebbe vinto quella battaglia, ma non perse mai la dignità né l'orgoglio di aver indossato l'uniforme dell'Arma dei Carabinieri.
Morì per un mesotelioma pleurico a soli 56 anni. Da quel giorno iniziò una seconda battaglia combattuta dalla moglie e dai figli, questa volta nelle aule di tribunale, per ottenere ciò che ritenevano un diritto: il riconoscimento che quella morte era stata causata dal servizio prestato per il Paese.
Oggi, dopo tredici anni, quella battaglia si è conclusa perché il Tribunale di Pesaro ha riconosciuto il Maresciallo Capo G.G. vittima del dovere di Fano (PU), accertando che il mesotelioma che lo ha ucciso è stato causato dall'esposizione all'amianto durante gli anni trascorsi nell'Arma dei Carabinieri.
Il Ministero dell'Interno è stato condannato a riconoscere agli eredi i benefici previsti dalla legge. La sentenza, ormai definitiva perché non impugnata, restituisce finalmente giustizia alla famiglia.
Una vita al servizio dello Stato - Entrato nell'Arma nel 1975, il Maresciallo G.G. ha prestato servizio fino al 2002. Tra gli episodi che hanno segnato la sua carriera c'è anche l'intervento immediatamente successivo alla strage mafiosa di via dei Georgofili a Firenze, nella notte del 27 maggio 1993, quando fu tra i primi Carabinieri a scavare tra le macerie per cercare i sopravvissuti.
Proprio in quei luoghi devastati dall'esplosione era presente anche amianto disperso nell'aria, che si aggiungeva alle esposizioni già subite nel corso degli anni durante le esercitazioni, nelle caserme e attraverso materiali allora comunemente utilizzati, come guanti e panni contenenti amianto impiegati per la manutenzione delle armi che, secondo il Tribunale e la consulenza tecnica d'ufficio, hanno determinato l'insorgenza della malattia che ne ha causato la morte.
Per la moglie e i figli il dolore della perdita si è trasformato in una lunga battaglia giudiziaria che è andata avanti per oltre un decennio e che solo oggi trova piena accoglienza.
Il Tribunale ha dichiarato il Maresciallo Capo vittima del dovere con invalidità del 100%, e ha condannato il Ministero dell'Interno a riconoscere agli eredi tutti i benefici economici previsti per le vittime del dovere, tra cui la speciale elargizione di circa 290.000 euro, gli assegni vitalizi di 2300 mensili, e i relativi arretrati maturati nel corso degli anni per un importo complessivo di circa 500 mila euro.
“Questa sentenza non restituisce una vita spezzata troppo presto, né cancella il dolore di una famiglia che per tredici anni ha dovuto lottare per vedere riconosciuta una verità che era sotto gli occhi di tutti. Questa sentenza restituisce dignità alla memoria del Maresciallo Capo G.G. che non è morto per una tragica fatalità, ma per aver servito il proprio Paese in condizioni che lo hanno esposto all'amianto. Oggi la giustizia afferma un principio fondamentale: chi sacrifica la propria salute per il Paese non può essere dimenticato. Auspico che questa decisione rappresenti un punto di svolta per tutti gli appartenenti alle Forze dell'Ordine e alle Forze Armate che attendono ancora il riconoscimento dei propri diritti” – dichiara l’avvocato Ezio Bonanni, Presidente dell'Osservatorio Nazionale Amianto e difensore della famiglia.
L’ONA offre servizio di consulenza legale e medica gratuita tramite il numero verde 800 034 294 e il sito www.osservatorioamianto.
martedì 7 luglio 2026
CASTELLABATE - TORNA IL FESTIVAL DEL MARE . LE DATE
Castellabate celebra la 28ª Bandiera Blu: torna il Festival del Mare con due giorni di eventi
Castellabate si prepara a vivere uno degli appuntamenti più attesi dell’estate con la terza edizione del Festival del Mare, la manifestazione nata per celebrare il conseguimento della 28ª Bandiera Blu, riconoscimento che testimonia il costante impegno del Comune nella tutela dell’ambiente, nella qualità delle acque, nei servizi e nella valorizzazione del territorio.
L’11 e il 12 luglio 2026 Santa Maria di Castellabate ospiterà un ricco calendario di iniziative dedicate a cittadini e visitatori. Due giornate all’insegna del mare, della gastronomia, della musica, dello spettacolo e della promozione delle eccellenze locali, con eventi pensati per coinvolgere un pubblico di tutte le età.
Il programma prenderà il via sabato 11 luglio in Piazza Punta dell’Inferno, dove dalle ore 20 si terrà la serata gastronomica “Sapori del Mare”, curata dall’Associazione Punta dell’Inferno, con degustazioni dedicate al pesce azzurro. Ad accompagnare la serata saranno i mercatini artigianali organizzati dall’Officina Creativa, mentre alle ore 21 il palco ospiterà il concerto dei Dutty Beagle, protagonisti di un coinvolgente spettacolo tra folk, gipsy punk, rumba e ska.
Domenica 12 luglio sarà invece la volta della Notte Blu, che animerà Corso Matarazzo e il Lungomare Perrotti con artisti di strada, musica dal vivo, spettacoli itineranti e animazione, grazie alla collaborazione dell’Associazione Commercianti Castellabate.
Tra i momenti più significativi della manifestazione, alle ore 21.30 in Piazza Lucia, l’annullo filatelico speciale dedicato all’Isola di Licosa, realizzato in collaborazione con Poste Italiane. A seguire, alle ore 22, si svolgerà la cerimonia ufficiale di consegna della 28ª Bandiera Blu, simbolo di un percorso di qualità ambientale che da quasi tre decenni contraddistingue Castellabate. La serata si concluderà alle ore 22.30 con il concerto della tribute band dei Negramaro.
«La Bandiera Blu rappresenta molto più di un semplice riconoscimento. È il risultato di un lavoro quotidiano che coinvolge l’Amministrazione comunale, gli operatori turistici, le associazioni e tutta la comunità. Il Festival del Mare nasce proprio con questo spirito: trasformare un importante traguardo in una festa condivisa, capace di valorizzare il territorio e diffondere la cultura del rispetto per il mare», dichiara il sindaco di Castellabate, Marco Rizzo.
«Con questa terza edizione vogliamo consolidare il successo di pubblico registrato negli anni precedenti», aggiunge il consigliere con delega allo Spettacolo, Clemente Migliorino. «È una manifestazione nella quale crediamo fortemente perché riesce a coniugare identità, intrattenimento e promozione del territorio. Anche quest’anno abbiamo costruito un programma ricco e variegato, pensato per tutte le età, che contribuirà a rendere ancora più viva e accogliente Santa Maria di Castellabate.»
lunedì 6 luglio 2026
Crisi idrica in Sicilia: ANAFePC denuncia la situazione a 9 Procure e coinvolge 3 Ministeri
Disclaimer
Il CorrieredelWeb.it è un periodico telematico nato sul finire dell’Anno Duemila su iniziativa di Andrea Pietrarota, sociologo della comunicazione, public reporter e giornalista pubblicista, insignito dell’onorificenza del titolo di Cavaliere al merito della Repubblica Italiana.
Il magazine non ha fini di lucro e i contenuti vengono prodotti al di fuori delle tradizionali Industrie dell'Editoria o dell'Intrattenimento, coinvolgendo ogni settore della Società dell'Informazione, fino a giungere agli stessi utilizzatori di Internet, che così divengono contemporaneamente produttori e fruitori delle informazioni diffuse in Rete.
Da qui l’ambizione ad essere una piena espressione dell'Art. 21 della Costituzione Italiana.
Il CorrieredelWeb.it oggi è un allegato della Testata Registrata AlternativaSostenibile.it iscritta al n. 1088 del Registro della Stampa del Tribunale di Lecce il 15/04/2011 (Direttore Responsabile: Andrea Pietrarota).
Tuttavia, non avendo una periodicità predefinita non è da considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n.62 del 07/03/2001.
L’autore non ha alcuna responsabilità per quanto riguarda qualità e correttezza dei contenuti inseriti da terze persone, ma si riserva la facoltà di rimuovere prontamente contenuti protetti da copyright o ritenuti offensivi, lesivi o contrari al buon costume.
Le immagini e foto pubblicate sono in larga parte strettamente collegate agli argomenti e alle istituzioni o imprese di cui si scrive.
Alcune fotografie possono provenire da Internet, e quindi essere state valutate di pubblico dominio.
Eventuali detentori di diritti d'autore non avranno che da segnalarlo via email alla redazione, che provvederà all'immediata rimozione oppure alla citazione della fonte, a seconda di quanto richiesto.
Per contattare la redazione basta scrivere un messaggio nell'apposito modulo di contatto, posizionato in fondo a questa pagina.





.jpg=s320)









