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mercoledì 8 aprile 2026

Guerra in Iran: Arriva il cessate il fuoco e l’apertura dello stretto di Hormuz, già in essere le prime violazioni all’accordo.

America ed Israele nella loro risolutiva convinzione per i danni collaterali che la guerra ha provocato al mondo, accettano finalmente il cessate il fuoco per il lasso di tempo di 15 giorni attuando come principio cardine l’apertura dello stretto di Hormuz diventato l’ago della bilancia di questa folle guerra. La mediazione prodotta dal Pakistan riesce nel suo intento ma rappresenta una tigre di carta che prevede in questo lasso di tempo la piena accettazione da parte dei contendenti dei dieci punti messi sul tavolo del processo di mediazione che si terrà a Islamabad nei prossimi giorni.

Secondo l’accordo e in riferimento a quanto indicato dal Ministro degli Esteri Iraniano lo Stretto di Hormuz sarà riaperto per due settimane sotto la supervisione e il controllo delle forze armate iraniane. Un accordo che vede una falla importante quella del Libano che porterà a nuovi combattimenti, secondo Kan News. Ad avvallare la fragilità dell’accordo l’avvertimento ai cittadini libanesi da parte di Israele, a non tornare alle loro case, sottolineando che il cessate il fuoco con l'Iran non include il Libano.

Le minacce di Trump verso l’Iran hanno creato in Iran un effetto domino con delle vere catene umane a livello nazionale che hanno interessato sia i ponti e le infrastrutture critiche, tra cui le centrali nucleari per salvaguardare il loro paese dagli attacchi statunitensi e israeliani. Migliaia di persone si sono riunite attorno alle centrali nucleari in attesa del martirio. Le ire di Trump non si sono fatte aspettare e le sue dichiarazioni denotano paura: “formare uno scudo umano intorno alle centrali nucleari iraniane è "completamente illegale"! Non hanno il permesso di farlo!

Trump ha ammesso che le condizioni del cessate il fuoco con l'Iran sono "molto buone", ma ha anche detto che vi è la possibilità di una ripresa della guerra. "Voi non sapete quali sono questi punti. Io so quali sono. Sono punti molto buoni, e la maggior parte di essi è già stata completamente concordata", ha detto il presidente degli Stati Uniti. Trump ha inoltre aggiunto che "questi non sono affatto requisiti massimalisti, come afferma l'Iran". "Se tutto non andasse così bene, torneremmo molto facilmente alla guerra”. Gli Stati Uniti comunque imporranno immediatamente dazi del 50% contro i paesi che forniscono armi all'Iran.

La leadership democratica della Camera chiede però un immediato ripristino dei doveri del Congresso per un voto a favore della fine della guerra in Iran. Joe Kent, ex funzionario del governo americano, ha scritto in un messaggio: Trump pensa di minacciare la distruzione dell'Iran, ma è l'America ad essere ora in pericolo. Se lui cerca di estirpare la civiltà iraniana, gli Stati Uniti non saranno più visti come una forza stabilizzatrice ma come un agente del caos, e questo di fatto porrà fine al nostro ruolo come la più grande superpotenza mondiale. Questo rovescerà la nostra economia e sconvolgerà l'ordine mondiale. Questo processo è già in corso, ma abbiamo ancora tempo per evitare questo disastro.

Secondo Bloomberg che su (X) cita Trump fornendo le sue dichiarazioni: “Sono d'accordo di smettere di bombardare l'Iran e di lanciare attacchi contro di esso per due settimane. “Questa sarà una tregua da entrambe le parti”, Abbiamo ricevuto una proposta di dieci punti dall'Iran e crediamo che sia una base valida per i negoziati stato raggiunto un accordo su quasi tutti i precedenti punti di contesa tra gli Stati Uniti e l'Iran. Molti i dubbi che nascono da belle dichiarazioni che rappresentano tutta la fragilità della pace.

L’ambito internazionale nei giorni scorsi ha visto la risoluzione ONU su Hormuz messa da parte in quanto secondo il rappresentante russo: «La risoluzione presentata sullo Stretto di Hormuz è priva di equità». Il rappresentante della Russia al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha dichiarato martedì che, pur rispettando la sovranità di tutti i Paesi, Mosca condanna fermamente l'attacco degli Stati Uniti contro l'Iran. Ha aggiunto: «Ignorare la causa principale della crisi in Medio Oriente, ovvero le azioni ostili di Israele e degli Stati Uniti contro l'Iran, è inaccettabile». Il diplomatico ha concluso: «La bozza di risoluzione riguardante lo Stretto di Hormuz conteneva clausole sbilanciate; per questo, insieme alla Cina, presenteremo una controproposta che garantisca realmente la sicurezza della navigazione marittima».

Facciamo nota per giusta informazione delle dichiarazioni del Consiglio Supremo di Sicurezza Nazionale dell'Iran dove all’interno dei dieci punti oggetto del momentaneo accordo dove sono specificati alcuni punti base accettati da Trump: 1) Un impegno di principio alla non aggressione 2)Continuazione del controllo iraniano sullo Stretto di Hormuz 3)Accettazione dell'arricchimento dell'uranio per uso civile 4)Revoca di tutte le sanzioni primarie e secondarie 5)Fine di tutte le risoluzioni del Consiglio di Sicurezza e del Consiglio dei Governatori 6) Indennizzo per l'Iran 7) Ritiro delle forze di combattimento statunitensi dalla regione 8) Cessazione della guerra su tutti i fronti, incluso contro la eroica Resistenza Islamica in Libano. 9)Fine di tutte le risoluzioni del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite che prendono di mira l'Iran. 10) Supervisione IAEA: Fine di tutte le risoluzioni dell'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica sul programma nucleare iraniano.

Intanto un funzionario della Casa Bianca afferma che il piano di pace in dieci punti già indicato da Fox News e che l'Iran ha pubblicamente rilasciato mercoledì differisce dal piano che Trump ha definito come una "base praticabile su cui negoziare".

Naturalmente gli eventi che sono seguiti al fragile accordo tanto acclamato dai media denotano una scarsa responsabilità da parte dei contendenti che hanno iniziato a violarlo. Una serie di esplosioni in una raffineria di petrolio in Iran dopo l'annuncio di un cessate il fuoco con gli Stati Uniti -Mehr. Diversi esplosioni si sono verificate in una raffineria di petrolio sull'isola di Lavar. Ci sono anche segnalazioni di un attacco sull'isola di Sirri. Non ci sono ancora informazioni ufficiali. Oggi, degli attacchi hanno colpito una raffineria di petrolio iraniana sull'isola di Lavan. L'Iran sta ora reagendo con attacchi contro obiettivi in Kuwait, Bahrain e Emirati Arabi Uniti. Secondo il canale televisivo iraniano Press TV, gli Stati Uniti e Israele hanno violato il cessate il fuoco attaccando una raffineria di petrolio nel sud dell'Iran. Il Corpo dei Guardiani della Rivoluzione Islamica afferma che, nonostante il cessate il fuoco, essi "tengono il dito sul grilletto". In questo momento, Teheran non è stata sottoposta a bombardamenti per la prima volta, ma Israele sta attualmente colpendo duramente Beirut.

Le dichiarazioni del Segretario alla Guerra Hegseth dove afferma che l'Iran consegnerà il suo uranio "volontariamente", altrimenti gli Stati Uniti lo "prenderanno". Pete Hegseth - "Il presidente Trump ha fatto la storia e ha costretto l'Iran a implorare un cessate il fuoco". Tutto in contrasto con quanto deciso dall’accordo di facciata.

Una giornata certamente intensa quella dell’8 aprile, chiaramente non esaltante visto che il ministero degli Affari Esteri iraniano sta attualmente discutendo con i pakistani della violazione del cessate il fuoco. L’Iran ha dichiarato ufficialmente per la prima volta che Israele ha violato il cessate il fuoco. Inoltre, l'esercito iraniano sta preparando una risposta all'attacco più massiccio contro il Libano. Secondo il Primo Ministro pakistano: "Le violazioni del cessate il fuoco minano lo spirito del processo di pace". "Chiediamo a tutte le parti di esercitare moderazione e di attenersi a quanto è stato concordato per raggiungere una soluzione pacifica del conflitto". L'Iran ha ufficialmente informato i mediatori che non parteciperà alle sessioni di negoziazione di venerdì fino a quando non verrà dichiarato un cessate il fuoco in Libano.

Intanto il passaggio delle navi attraverso lo Stretto di Hormuz è stato nuovamente interrotto. Tutto a causa del fatto che Israele continua a colpire il Libano. Il Ministero degli Esteri iraniano ha già avvertito che se l'IDF non interromperà gli attacchi contro Hezbollah, Teheran potrebbe uscire dall'accordo di tregua subito. Da parte di Israele e dei media locali vedi il” Canale 14” ci sono notizie allarmanti: "È giunto il momento per Israele di usare la bomba a neutroni. Perché non usiamo la bomba neutronica in Iran? Questo è un tipo di bomba atomica che non danneggia gli edifici, ma uccide le persone" Inoltre, l'ambasciatore israeliano all'ONU, Danny Danon, ha affermato che "Israele ha la legittimità di colpire obiettivi civili in Iran".

Per un vino "Low Alcol" secondo natura al via da Torgiano la rivoluzione dei lieviti indigeni, ricerca innovativa tra Cantina Terre Margaritelli e Università degli Studi di Perugia

Terre Margaritelli e Università degli Studi di Perugia:  al via la rivoluzione dei lieviti indigeni per un vino "Low Alcol" secondo natura


In collaborazione con i Dipartimenti di Scienze Farmaceutiche e di Scienze Agrarie, Alimentari e Ambientali dell’Università di Perugia, la cantina di Torgiano avvia una ricerca innovativa in Italia per selezionare lieviti territoriali capaci di contenere la gradazione alcolica senza ricorrere a processi chimici o industriali.

Al centro del progetto anche la circolarità produttiva (chiusura del ciclo produttivo) e la sostenibilità (naturalità e territorialità).

 

TORGIANO – In un mercato vinicolo globale sempre più orientato alla salute, alla leggerezza e alla sostenibilità, la cantina Terre Margaritelli di Torgiano annuncia una partnership scientifica d’avanguardia con i Dipartimenti di Scienze Farmaceutiche e di Scienze Agrarie, Alimentari e Ambientali dell’Università degli Studi di Perugia. Il progetto, piuttosto inedito nel suo genere sul territorio nazionale, punta a ridefinire il concetto di "vini a basso contenuto alcolico" attraverso lo studio, la selezione e l’impiego enologico di lieviti indigeni.

 

Innovazione, scienza e natura contro l’artificio

Mentre il settore discute ampiamente di dealcolizzazione - processo spesso oneroso e invasivo che prevede l’uso di additivi o alterazioni chimiche - Terre Margaritelli sceglie la via della circolarità produttiva. L’obiettivo è ottenere vini low alcol (sotto i 10 gradi) agendo direttamente sulla fermentazione, ma senza i rischi della fermentazione spontanea incontrollata.

“Non vogliamo più affidarci al caso” spiegano dalla cantina, per poi aggiungere: “Grazie all’Università abbiamo analizzato i ceppi di lievito presenti nei nostri vigneti per selezionare solo quelli capaci di fermentare in modo pulito, mantenendo l'identità del territorio ma limitando in modo naturale lo sviluppo di alcol”.

 

Tre pilastri per il vino del futuro

Il progetto di ricerca si sviluppa attorno a tre direttrici fondamentali. Circolarità e identità: l'uso di lieviti propri della cantina chiude il ciclo produttivo, eliminando la dipendenza da ceppi industriali estranei. Sostenibilità integrale: approccio che garantisce naturalità e massima espressione del terroir di Torgiano. Filosofia del Low Alcol: creazione di un prodotto che sia vino a tutti gli effetti, ma con un contenuto alcolico ridotto nativamente. I primi esperimenti hanno già individuato lieviti capaci di non superare i 10 gradi, mantenendo intatto il profilo aromatico senza manipolazioni post-produzione.

 

Verso la prossima vendemmia

La ricerca è già in fase avanzata: i primi risultati concreti saranno visibili a partire dalla prossima vendemmia, segnando il debutto di una nuova categoria di prodotti che unisce l'antica tradizione umbra alla ricerca biotecnologica più moderna. Il percorso non si fermerà ai lieviti: lo step successivo prevede lo studio in vigna per produrre uve da specifici vitigni con un contenuto zuccherino naturalmente più contenuto.

 

Terre Margaritelli

Situata a Torgiano, nel cuore dell'Umbria, Terre Margaritelli è una realtà biologica certificata che ha fatto della sostenibilità e del legame con il territorio la propria bandiera. Con questo progetto, la cantina si conferma hub di innovazione e custode della biodiversità vitivinicola italiana.


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Dighe incompiute in Sicilia da oltre trent’anni: da Blufi a Pietrarossa, potrebbero rifornire 5 province

Dighe incompiute in Sicilia da oltre trent’anni: da Blufi a Pietrarossa, potrebbero rifornire 5 province.

 

Dopo aver acceso i riflettori sulla diga di Blufi, in provincia di Palermo, una grande opera incompiuta della Sicilia ideata oltre sessant’anni fa, con lavori iniziati nel 1989 e bloccati nel 2002, cantiere fermo da oltre vent’anni, oggi simbolo di spreco e siccità e in grado di servire le province di Agrigento, Caltanissetta e parte del Palermitano con circa 22 milioni di metri cubi d’acqua, l’ANAFePC Accademia Nazionale per l’Alta Formazione e Promozione della Cultura, del Lavoro e del Sociale, richiama l’attenzione su un’altra opera strategica: la diga di Pietrarossa. Due infrastrutture diverse ma con lo stesso destino, incompiute, che se completate avrebbero potuto contribuire al fabbisogno idrico di cinque province siciliane.

 

L’ANAFePC - Lavoro e Sociale, attraverso il Presidente Calogero Coniglio e il Vicepresidente Maurizio Cirignotta, interviene sulla diga di Pietrarossa, tra i comuni di Aidone (EN) e Mineo (CT), tra le province di Catania ed Enna. L’opera è strategica per la gestione delle risorse idriche e per sostenere l’economia agricola e produttiva del territorio. Non è solo incompiuta, è il simbolo di una promessa sospesa troppo a lungo. Progettata nel 1982, i lavori iniziarono nel 1989 e si fermarono nel 1997, quando l’opera era completata per circa il 95%. Per oltre vent’anni tutto è rimasto fermo, anni in cui una risorsa fondamentale avrebbe potuto sostenere famiglie, imprese e agricoltura.

 

La ripresa dei lavori è stata avviata nel 2018, con gestione nazionale e termine indicato per marzo 2026. Il completamento costerà circa 82,2 milioni di euro, condizionati dalla lunga interruzione e dagli adeguamenti tecnici e normativi necessari. A regime, la diga potrà contenere circa 26 milioni di metri cubi d’acqua, contribuendo al fabbisogno idrico di Catania ed Enna, soprattutto per l’agricoltura della Piana di Catania, in una Sicilia sempre più colpita dalla crisi idrica.

 

“Il vero costo – sottolinea l’ANAFePC – Lavoro e Sociale - non sono i fondi, ma il tempo perso, le occasioni mancate e le difficoltà dei cittadini, agricoltori e lavoratori senza una risorsa essenziale”. Sul tema si inseriscono le dichiarazioni del Ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini, che ha definito la diga di Pietrarossa “un’altra promessa mantenuta”. “Vogliamo crederci – dichiarano Coniglio e Cirignotta – ma i siciliani hanno bisogno di risultati concreti e di vedere l’acqua arrivare davvero, dopo oltre 40 anni dalla progettazione è legittimo chiedersi quanto si dovrà ancora attendere per vedere l’opera pienamente operativa”.

 

L’ANAFePC – Lavoro e Sociale, rinnova l’appello alle istituzioni per garantire tempi certi e interventi concreti: “I siciliani non chiedono promesse, ma risultati. L’acqua non è politica: è vita, dignità e lavoro. E la Sicilia non può più aspettare”.

 

 

Catania, 08 aprile 2026.

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LA LOCANDIERA in scena il 12 aprile al Teatro di Priverno

ULTIMO APPUNTAMENTO CON LA STAGIONE DI PROSA

DEL TEATRO GIGI PROIETTI DI PRIVERNO.

DOMENICA 12 APRILE VA IN SCENA “LA LOCANDIERA”.

Si conclude questo fine settimana la stagione di prosa 2025-26 del Teatro Comunale Gigi Proietti di Priverno, resa possibile grazie alla collaborazione tra il Comune di Priverno, ATCL, circuito multidisciplinare del Lazio sostenuto da MIC Ministero della Cultura e Regione Lazio, e Matutateatro. Una stagione che dallo scorso dicembre ha ospitato in totale sei appuntamenti con alcune tra le principali proposte della scena nazionale, proponendo un'offerta ampia e diversificata, dove hanno trovato spazio diversi generi che hanno appassionato un pubblico ampio e costantemente partecipe.

Domenica 12 aprile alle ore 18.30 sarà la volta dello spettacolo LA LOCANDIERA, prodotto dalla Compagnia Torino Spettacoli che da 15 anni porta in scena in tutta Italia la “più bella commedia di Carlo Goldoni”, confezionata in un allestimento di pregio che vede protagonista Miriam Mesturino, accreditata interprete goldoniana, affiancata da Luciano Caratto, con Sebastiano Gavasso e Alessandro Marrapodi, diretti da Enrico Fasella. Completano l’affiatato cast: Barbara Cinquatti, Maria Elvira Rao e Stefano Bianco, con la partecipazione dei Germana Erba’s Talents Mattia Tarantino e Mario Barbato.

Questo brillantissimo capolavoro goldoniano, andato in scena la prima volta al teatro Sant’Angelo di Venezia il 26 dicembre 1752, narra l’avventura di Mirandolina, serva e padrona al tempo stesso di una locanda fiorentina. Intorno a lei gravitano personaggi spassosissimi: il Conte parvenu e spendaccione; il Marchese spocchioso, visionario di una antica ricchezza e di una presente, inutile, nobiltà; il Cavaliere misogino e ingenuo, e Fabrizio, sinceramente innamorato.

Dalle note di regia: “La storia di una donna che rifiuta Conti, Marchesi e Cavalieri, per impalmare Fabrizio, umile borghese quanto lei, al fine – neanche troppo dissimulato – di governare meglio la locanda, non può che essere una tipica allusione alla novità dei rapporti tra borghesia e nobiltà, nel particolare momento storico in cui l'intrigante vicenda si sviluppa. In Mirandolina si visualizza, attraverso l’artificio scenico, quel mutamento, già ampiamente in atto nella vita reale, che vede la borghesia conquistare maggior spazio a danno della nobiltà veneziana e non solo (non dimentichiamoci che la commedia è ambientata a Firenze), dapprima quasi pacificamente coesistendo, per poi acquisire un primato che andrà via via consolidandosi negli anni successivi. L’immagine che Mirandolina mostra di sé, ammiccando con il pubblico e con la «storia», zittisce ogni commento critico sul suo personaggio: la locandiera, più che onesta o crudele, più che infida o virtuosa, è un’efficiente donna d’affari, che pone la locanda al centro della sua vita e che al suo buon andamento subordinerà sempre e oltre qualsiasi apparenza, ogni motteggio ed ogni lusinga. In questo, forse, è riconoscibile uno dei primi veri ritratti di donna «moderna» che il teatro ci ha offerto”.

Per informazioni e prenotazioni tel. 3286115020

STAGIONE DI PROSA
Biglietto singolo spettacolo: intero 16 € / ridotto 14 €


Teatro Comunale Gigi Proietti

Via San Giovanni, 3 - Priverno (LT)


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Dall'influencer marketing al podcasting: Reklame consolida la partnership tra Younited e Worldy

Dall’influencer marketing al podcasting: Reklame consolida la partnership tra Younited e Worldy

Dopo il successo della prima stagione (20 mln di views), l’agenzia fiorentina rinnova la collaborazione tra il leader del credito istantaneo e il podcast “Newsy” per tutto il 2026


Firenze, 8 aprile – Il podcasting si conferma asset strategico per il settore del credito.  reklame, agenzia digitale fiorentina specializzata in influencer marketing e strategie cross-canale, annuncia il rinnovo della collaborazione tra Younited, leader europeo nel credito istantaneo, e Worldy, la startup editoriale punto di riferimento per l’informazione delle nuove generazioni.

Il progetto, nato nel 2024, si evolve oggi in una partnership annuale che coprirà tutto il 2026, con l’obiettivo di abbattere i tabù legati al mondo del credito e promuovere una gestione consapevole del risparmio attraverso il podcast "Newsy".

Il nuovo accordo, operativo da febbraio 2026 a febbraio 2027, prevede un piano editoriale ancora più strutturato: 50 puntate totali (una ogni martedì); 5 puntate speciali con la partecipazione diretta di alcuni membri del team Younited, per rispondere ai dubbi dei consumatori; un’imponente strategia social con decine di reels, stories e caroselli dedicati per garantire capillarità su Instagram.

Il format scelto, Newsy, si distingue per un tone of voice fresco e autorevole, capace di tradurre temi complessi come prestiti e investimenti in contenuti accessibili. Per Younited che opera in quattro paesi europei (Francia, Italia, Spagna e Portogallo) ed è un istituto di credito autorizzato dalla BCE, questa collaborazione rappresenta lo strumento ideale per avvicinare il pubblico a un uso più consapevole e informato del credito.

I numeri del successo: oltre 20 milioni di visualizzazioni

I risultati della prima edizione (settembre 2024 – settembre 2025) hanno confermato l’efficacia della strategia curata da reklame: 4.000 ore di ascolto su Spotify; 20 milioni di visualizzazioni grazie all’amplificazione social; 300.000 interazioni organiche generate.

“Il rinnovo di questa partnership dimostra come il podcasting, se inserito in una strategia multicanale che parte dall'email marketing e arriva ai social, sia oggi il mezzo più efficace per costruire fiducia tra brand e utenti - ha spiegato Niccolò Guiducci, alla guida di reklame - con Younited abbiamo trovato un partner innovativo, capace di investire sulla qualità dell'informazione fornita da Worldy per parlare ai consumatori del futuro”.

“La nostra partecipazione al podcast è uno strumento per rendere l'educazione finanziaria concreta e vicina alle persone” - commenta Alessia Genovese, Head of People & Culture di Younited. “Vogliamo aiutare gli ascoltatori a comprendere il credito in modo semplice e chiaro, trasformando concetti complessi in strumenti pratici per decisioni consapevoli nella vita quotidiana”

Con questo incarico, la squadra di reklame si conferma partner strategico in Italia per la connessione tra istituti finanziari e nuovi linguaggi digitali.

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Humana e Scout: i risultati della collaborazione e i nuovi eventi in programma

Humana People to People Italia e Scout celebrano il primo anno di partnership con importanti risultati e nuovi eventi per il pubblico

 

Un anno di scelte consapevoli, migliaia di capi rimessi in movimento e il ritorno degli Swap Party: l’appuntamento che celebra creatività, stile e sostenibilità.

 

Milano, 8 aprile 2026 – A un anno dall’avvio della collaborazione tra Humana People to People Italia e Scout, la partnership si conferma un modello virtuoso di responsabilità sociale e attenzione all’ambiente, grazie alla promozione del riutilizzo dei capi e alla sensibilizzazione delle persone verso scelte di consumo più consapevoli.

 

La collaborazione, avviata nel marzo 2025 con la campagna take back, dà la possibilità di donare in apposite ecobox abiti e scarpe in buono stato nella maggior parte dei punti vendita della catena retail, permettendo alle persone di dare una seconda vita ai propri capi e contribuire così a generare benefici ambientali e sociali concreti.

Gli indumenti infatti entrano nella filiera certificata e trasparente dell’organizzazione non profit. Una volta raccolti, i capi giungono presso il centro di smistamento di Humana a Pregnana Milanese (MI): qui vengono igienizzati e selezionati con cura per valutare al meglio qualità e condizioni. Una parte viene valorizzata nei negozi Humana in Italia e in Europa (sono 21 nel nostro Paese, con le insegne Humana Vintage e Humana People e oltre 500 in UE); un’altra parte, denominata tropical mix (abiti in buono stato selezionati in base a precisi criteri culturali, climatici e di trend) viene donata alle consociate Humana in Malawi, Mozambico e Zambia, dove è commercializzata localmente.

Il valore economico generato dalla vendita, in entrambi i casi, viene destinato ai progetti sociali e ambientali di Humana in Italia e nel mondo.

 

Nel primo anno di collaborazione tra Scout e Humana Italia sono stati raccolti 5.000 kg di abiti usati, generando non solo impatti sociali ma anche ambientali significativi, tra cui 45.092 kg di CO₂ equivalente evitata (pari allassorbimento di 483 alberi) e 33.278.823 litri di acqua[1] risparmiati (equivalenti al volume di 13 piscine olimpioniche).

Numeri che confermano l’importanza delle partnership di filiera per una moda più responsabile, sostenibile e circolare.

Dopo il successo degli Swap Party organizzati lo scorso anno a Milano e Bologna, l’iniziativa torna anche nel 2026 con due nuovi appuntamenti dedicati allo scambio di abiti e alla promozione della moda circolare negli store Scout di Milano e Torino. Gli eventi, realizzati in collaborazione con Humana, offrono alle persone l’opportunità di dare nuova vita ai propri capi, rinnovare il guardaroba in modo sostenibile e contribuire concretamente alla riduzione degli sprechi. Ecco i due appuntamenti:

  • 11 aprile a Milano, presso Scout in Corso di Porta Ticinese 12, a partire dalle ore 16
  • 18 aprile a Torino, presso Scout in Via Giovanni Battista Viotti 8, dalle ore 16

La partecipazione è gratuita e aperta a tutti, è sufficiente seguire le istruzioni presenti alla pagina dedicata del sito di Scout.

Tutti i capi che non verranno scambiati entreranno nella filiera di Humana, contribuendo a generare impatto sociale e ambientale positivo.

La collaborazione con Scout dimostra quanto la circolarità possa diventare un gesto quotidiano, alla portata di tutti. In questo primo anno abbiamo trasformato migliaia di capi in una risorsa, generando benefici ambientali e sociali concreti e coinvolgendo sempre più persone in un cambiamento culturale necessario. Il ritorno degli Swap Party è la prova che quando le aziende uniscono le forze, la sostenibilità non è solo un obiettivo, ma un’esperienza condivisa, creativa e capace di generare valore per le comunità e per il pianeta.” – dichiara Alfio Fontana, CSR & Corporate Partnership Manager di Humana People to People Italia.

 

 

[1] Numeri basati sulla stima di CO2e e acqua necessari per la produzione di un quantitativo corrispondente di nuovi capi.

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Guerra in Iran: Trump dà il suo ennesimo ultimatum, ancora bugie e manifestazioni oniriche?

Una guerra che già arriva alla sua quinta settimana, con l’amministrazione Trump che tra i tanti proclami ancora oggi non riesce a raggiungere il suo obbiettivo principale, quello di rovesciare il regime degli Ayatollah e accaparrarsi tutte le risorse petrolifere e quanto può rubare al paese. La grande fake news del nucleare civile fallisce dietro le menzogne del mondo che hanno dato forza ad una notizia assolutamente inesistente. Gli ultimi bombardamenti alla centrale di Bushehr già arrivati a quattro colpiranno non solo l’Iran ma principalmente le capitali dei paesi del consiglio della cooperazione del Golfo, annientando le loro economie basate sul Turismo. Le dichiarazioni in merito di Araghchi sono chiare con la considerazione nascosta che questa guerra è stata perpetrata ingegneristicamente per le riserve petrolifere e Trump nell’ultimo proclama minaccioso verso l’Iran non si è certo nascosto su questo ed ha dato una scadenza quella delle ore 20.00 di martedì 07 aprile 2026.

Una valutazione che porta a tante verità nascoste che oggi si stanno palesando attraverso le stesse dichiarazioni di Grossi che per i bombardamenti ha espresso solo preoccupazione. Il direttore generale dell'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica, a seguito dell'attacco vicino alla centrale nucleare di Bushehr, si è ancora una volta limitato solo a esprimere preoccupazione e ha chiesto moderazione. L'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica (IAEA) ha scritto sul social network X che "l'Agenzia è stata informata dall'Iran che questa mattina un proiettile è caduto vicino all'area della centrale nucleare di Bushehr; questo è il quarto incidente di questo tipo nelle ultime settimane."

Grossi ha mostrato ancora una volta una reazione completamente neutra e sull'account ufficiale dell'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica è stato scritto che "Rafael Grossi ha espresso profonda preoccupazione per questo incidente e ha sottolineato che i siti delle centrali nucleari o le aree circostanti non devono mai essere oggetto di attacchi."

La verità sulle dichiarazioni pilotate dall’America sull’AIEA arrivano dalla Russia dove il direttore della società russa Rosatom dice: “il bombardamento della centrale di Bushehr è avvenuto all'interno della zona di protezione speciale e la probabilità di un incidente nucleare è aumentata”. Abbiamo dovuto fare uscire 198 dipendenti russi dalla centrale di Bushehr. Il presidente della società Rosatom ha annunciato lo sgombero di 198 persone dalla centrale nucleare di Bushehr perché il pericolo di diffusione radioattiva è diventato reale. Assistiamo ancora una volta ad una direzionalità univoca dell’informazione i cui proprietari sono in molti casi Israeliani e l’Italia ne sa qualcosa (Rai, Mediaset, Corriere, La repubblica).

I negoziati tanto sbandierati dall’amministrazione Trump sono falliti e l’ultimo miglio dettato dal mediatore pakistano sembra lontano da un cessate il fuoco. La guerra non è finita e ancora una volta il presidente americano ha usato una retorica aggressiva e ha lanciato nuove minacce contro l'Iran e la sua leadership. Lo stesso ha dichiarato che ora la cosa più importante è la continuazione delle azioni militari nel Medio Oriente, non la diplomazia.

Mentre gli obiettivi chiave dell’operazione militare "sono vicini al completamento". Nelle prossime 2-3 settimane, gli americani prevedono di lanciare "attacchi potenti" contro l'Iran, che porteranno il "regime iraniano nell'età della pietra". Gli Stati Uniti non hanno bisogno dello Stretto di Hormuz secondo Trump. A suo parere, dovrebbero occuparsene coloro che lo usano per il trasporto di petrolio. E l'aumento dei prezzi del petrolio è stato definito da Trump come a breve termine. Lo stesso ha nuovamente invitato gli alleati a prendere misure per sbloccare lo stretto. “Se l'Iran non accetterà un accordo continua Trump, le forze armate statunitensi distruggeranno ogni nuovo leader e politici chiave dell'Iran senza eccezioni, così come le infrastrutture energetiche e petrolifere del paese.

Dichiarazioni certamente dettate dal fallimento che si nasconde dietro questa guerra e Trump ne capisce l’importanza passando alle minacce a causa del protrarsi del conflitto, che ha già messo in luce i difetti del complesso militare-industriale americano e ha avuto un impatto negativo sulla posizione dei repubblicani prima delle elezioni intermedie con una ranking elettorale di poco superiore al 30% e ben lontano dalla vittoria presidenziale. Aggiungiamo che L'amministrazione Trump starebbe orchestrando un "insabbiamento" delle perdite in Medio Oriente. “Se si aggiungessero al conteggio anche dei feriti tra i contractor, il numero di vittime tra gli americani e il personale delle basi statunitensi potrebbe superare le 13.600 unità". Ad addolcire il presidente per le sue preoccupazioni le allegoriche parole della consigliera religiosa Paula White che paragona Trump a Gesù Cristo affermando che è stato tradito arrestato e accusato falsamente.

Il blocco dello stretto di Hormuz ha coinvolto 40 paesi e ancora una volta viene sbandierato nelle prime pagine e Trump ne chiede la sua apertura affermando che gli Stati Uniti “Potranno aprire facilmente lo stretto di Hormuz”. In realtà alcuni stati stanno già mediando con l’Iran il passaggio e il caso Macron è emblematico in quanto ha già raggiunto un accordo con l'Iran che inizia a permettere alle navi francesi di attraversare lo Stretto di Hormuz. Altro paese europeo che ha ottenuto il lasciapassare è la Spagna. Ultimo in termini di tempo è l’accordo con le Filippine. Intanto i mercati rispondono ancora una volta a tale situazione portando il prezzo al barile di petrolio al 2 aprile sopra i 100 dollari. Molti gli effetti collaterali relativi ai voli di linea che lamentano mancanza di carburante ed il pericolo di cui tutti vedono gli albori e che dopo la pandemia ci sarà il nuovo «lockdown energetico». L’Unione Europea risponde alla crisi creata dalla guerra consigliando di andare più piano in autostrada, usare meno il riscaldamento e rinunciare agli spostamenti non necessari. Mentre come sappiamo gran parte delle merci viaggiano su gomma e i prezzi nei supermercati esplodono e l’inflazione è in fase galoppante.

Il vero problema è l’erosione della "roccia solida" degli Stati Uniti viene sbriciolata dall'Iran e da altre nazioni BRICS. I paesi BRICS vendono petrolio in yuan e altre valute nazionali e l'Iran sta trasformando lo Stretto di Hormuz - attraverso il quale scorre circa il 20% del petrolio mondiale in un casello in yuan. L'Iran ha dimostrato la sua potenza militare in un modo che sfida le nazioni del GCC che ancorano il petrodollaro, costringendole di fatto a riconsiderare la loro dipendenza dal dollaro. Vedendo questo come una minaccia esistenziale, gli Stati Uniti e il loro alleato Israele hanno spinto la narrativa sulle armi nucleari per anni.

L'affidabilità americana viene messa in discussione dalla stessa guerra e Giappone e Corea del Sud, in concerto con l'Europa, stanno apparentemente accelerando un cambio di rotta rispetto a Washington, un cambiamento che potrebbe vedere il crollo della domanda di dollari e lasciare gli Stati Uniti incapaci di finanziare il proprio debito. Ogni barile di petrolio iraniano che bypassa il dollaro è un colpo allo stomaco per la dominanza economica statunitense. Washington non protegge; controlla il suo impero finanziario. La logistica dello stretto di Hormuz tanto esaltato dalle prime pagine in realtà vede una geografia che permette all'Iran la chiusura dello Stretto di Hormuz per anni con l’interruzione della logistica militare statunitense. Ad ammetterlo un funzionario della sicurezza iraniano.

Sul campo l’Iran subisce la repressione Israelo - Americana che nell’ultimo periodo ha colpito industrie petrolifere. impianti di desalinizzazione e ampie zone civili di Teheran tra cui l’Università. Ma gli ultimi giorni hanno visto una resa dei conti che ha visto l’Iran colpire gli F-15, gli A-10 americano e due elicotteri Black Hawk e F-16 e due C-130 in meno di 24 ore. Il miracolo di Pasqua come definito da Trump in relazione all’estrazione dell’ufficiale americano caduto dopo l’abbattimento di 2 F-15 è stata una sonora sconfitta. Le dichiarazioni di un anziano che ha dato l’allarme un certo Bakhtiari: "Ho visto due elicotteri uscire da quel villaggio. Due aerei da combattimento proprio sopra di loro. Uno ha fatto un giro di ritorno in questa direzione, io ero già armato e pronto." Ha chiamato la base locale dei Basij per confermare. "Il capitano Jalil ha detto: questi sono nemici- spara, spara, apri il fuoco!".

Una missione che ha nascosto ancora una volta la verità quella di un attacco di terra americano in terreno iraniano. Il Pentagono ha fallito miseramente la sua strategia. La camuffatura e l’operazione di atterraggio in un aeroporto remoto a Isfahan erano in realtà destinata a un'importante operazione di atterraggio militare per stabilizzare le rotte di ingresso in Iran e assicurarle per una grande operazione di atterraggio a terra, e quando è fallita, il Pentagono ha deviato la rotta con la scusa di salvare il pilota per giustificare il loro fallimento. I dubbi che non si salva certo un pilota con un enorme C-130. Un grande disastro e fallimento su cui hanno mentito. Intanto il Corpo dei Guardiani della Rivoluzione Islamica ha annunciato oggi, 5 aprile 2026, la cattura di un pilota con doppia cittadinanza - israeliana e americana - di nome Moran Sagron.

Una minaccia per l’Iran quella di un attacco di terra che ha provocato la convocazione di Abu Azrael, "L'Angelo della Morte”, arrivato a Teheran nei giorni scorsi. Nome reale Ayoub Falih Hassan al-Rubaie, nato nel 1978 in Iraq. Ex docente universitario, ex campione di Taekwondo e padre di cinque figli. Ha iniziato a prendere le armi con l'Esercito del Mahdi contro le forze statunitensi durante l'invasione del 2003, per poi diventare uno dei comandanti più temuti contro l'ISIS in Siria e Iraq come parte delle Forze di Mobilitazione Popolare. Ora è a Teheran per coordinarsi con l'IRGC sui piani di una potenziale invasione terrestre statunitense. L'uomo che ha combattuto gli americani in Iraq è tornato, e pronto a farlo di nuovo. La sua frase d'ordine: "Illa tahin" — "Ti ridurrò in polvere".

Il mondo si sente minacciato dalla guerra nella propria economia e politica e si scaglia contro gli americani con le dichiarazioni di Putin che sono molto dure: "Chi ti credi di essere?" Tutto quello che sentiamo è: Devi... Devi... Ti avvertiamo... Chi sei tu? Chiaramente hanno dimenticato qual è il loro posto. Forse è ora che glielo ricordiamo. Secondo i rapporti, Mosca sembra avere schierato sei sottomarini (notizia in attesa di conferma), inclusi due nucleari, vicino allo Stretto di Hormuz per una missione discreta di protezione delle infrastrutture iraniane. Il loro ruolo principale è quello di impedire agli Stati Uniti e a Israele di entrare liberamente nello stretto o di avvicinarsi alla costa iraniana. Questo schieramento invia un forte messaggio politico all'Occidente, segnalando che qualsiasi escalation importante contro l'Iran potrebbe coinvolgere direttamente la Russia che ha già un accordo militare con l’Iran di mutuo intervento

domenica 5 aprile 2026

SAN MARCO DI CASTELLABATE- LO SCATTO CON LA DEDICA DI PAPA LEONE , DONATA ALLA PARROCCHIA DAL FOTOGRAFO MARCO COPPOLA

 

San Marco Di Castellabate-  Uno scatto di fede e comunità: la fotografia di Marco Coppola diventa simbolo di spiritualità parrocchiale. 


Un momento di intensa spiritualità, fede e condivisione comunitaria è stato immortalato in uno scatto fotografico realizzato da Marco Coppola e successivamente donato alla sua parrocchia. La fotografia, realizzata durante la celebrazione della Vigilia di Natale del 24 dicembre 2025, racconta attraverso l’obiettivo un istante di profondo raccoglimento vissuto durante la Santa Messa. 




L’immagine, già significativa per il suo valore spirituale e artistico, ha acquisito ulteriore prestigio grazie a un elemento straordinario: l’autografo del Santo Padre Leone XIV, che ha contribuito a rendere questo scatto un ricordo ancora più prezioso per l’intera comunità parrocchiale.



La statua ritratta nella fotografia è stata inoltre protagonista delle celebrazioni natalizie ed è stata esposta in un contesto di grande rilevanza religiosa: la solenne chiusura del Giubileo della Speranza presso la Basilica di San Pietro, nel cuore della Città del Vaticano. Un evento che ha ulteriormente rafforzato il valore simbolico dell’opera fotografica.


Lo stesso autore ha voluto accompagnare il dono con una dedica semplice ma significativa, che esprime il senso del suo gesto:


“Scattata con passione, offerta con amore.

Questa foto è per la mia parrocchia.

Un sentito ringraziamento a Don Pasquale Gargione, che ha reso possibile tutto questo”.


Parole che testimoniano non solo la passione fotografica di Coppola, ma anche il forte legame con la propria comunità religiosa e la gratitudine verso Don Pasquale Gargione, figura determinante nella realizzazione di questa iniziativa.


Questo gesto rappresenta un esempio concreto di come l’arte fotografica possa diventare strumento di testimonianza della fede e di come un semplice scatto possa trasformarsi in un simbolo di appartenenza, memoria e devozione condivisa.


Marco Nicoletti 

@castellabatelive24/ Pagina Facebook 





CASTELLABATE - PASQUA SOLD OUT . LA SODDISFAZIONE DEL SINDACO RIZZO

Pasqua sold out a Castellabate, il sindaco Rizzo: «Il nostro territorio già vivo e pieno di energia»



Pasqua da tutto esaurito a Castellabate, che in questo primo grande weekend di primavera registra una significativa presenza di visitatori, confermandosi tra le mete più richieste del territorio cilentano. Il borgo si presenta già animato, accogliente e ricco di iniziative, segnando di fatto l’inizio della stagione turistica.



A sottolineare l’importanza di questo momento è stato il sindaco Marco Rizzo, che ha voluto rivolgere un messaggio di auguri alla comunità e ai tanti turisti presenti in questi giorni.


«In questo primo vero weekend di grande affluenza, la nostra Castellabate si mostra già viva, accogliente e piena di energia», ha dichiarato il primo cittadino.


Un pensiero rivolto non solo ai visitatori, ma anche ai cittadini, alle famiglie e agli operatori turistici e commerciali che rappresentano il motore dell’ospitalità locale.


«A cittadini, famiglie, operatori e ai tanti turisti che hanno scelto di trascorrere qui questi giorni, rivolgo i più sinceri auguri di una serena e gioiosa Pasqua», ha aggiunto il sindaco.


Un messaggio che mette in evidenza il valore dell’accoglienza e della tradizione, elementi che continuano a rendere Castellabate una destinazione apprezzata per la sua bellezza, la sua storia e la qualità dell’offerta turistica.


«Che sia un momento di pace, condivisione e bellezza, nella nostra splendida Castellabate, pronta ad accogliere tutti con il calore e l’ospitalità che la contraddistinguono», ha concluso Rizzo.


I numeri registrati durante le festività pasquali rappresentano un segnale positivo anche in vista dei prossimi mesi, con aspettative alte per una stagione estiva che si preannuncia ricca di presenze e opportunità per l’intero territorio.


 

venerdì 3 aprile 2026

Fotovoltaico. New Time accelera con il progetto PEROVSKIN

New Time accelera con il progetto PEROVSKIN: definite le tappe per industrializzare la perovskite in Italia

· Meeting strategico di due giorni nella sede di Forlì tra i vertici di New Time S.p.A. e i massimi esperti al mondo di perovskite;

· Gli investimenti milionari negli stabilimenti di Budrio e San Lazzaro trasformano la ricerca accademica in una realtà industriale competitiva e sostenibile;

· New Time punta a creare competenze, processi e capacità produttive interne per costruire una filiera tecnologica nazionale dedicata al fotovoltaico di ultima generazione.

Forlì, 2 aprile 2026 Superare i limiti fisici del fotovoltaico tradizionale, rendendo la tecnologia fotovoltaica infinitamente più performante e trasferire la ricerca scientifica di frontiera direttamente nelle dinamiche del mercato globale. Questi gli obiettivi di PEROVSKIN, l'ambizioso progetto di New Time S.p.A. che ha vissuto un momento di svolta decisivo durante il meeting strategico di due giorni organizzato per definire la sinergia assoluta tra i vertici dell'azienda e i massimi esperti mondiali della materia. L'evento ha sancito l'unione tra l'eccellenza scientifica e la visione industriale, delineando la roadmap definitiva per portare la perovskite verso una stabilizzazione e un'industrializzazione senza precedenti, rispondendo alla necessità strategica di sostituire le materie prime critiche con materiali di sintesi nati in laboratorio.

L'importanza di questo vertice risiede nel potenziale strategico della perovskite, una tecnologia fotovoltaica di nuova generazione che unisce elevata flessibilità progettuale, integrazione architettonica e prospettive di efficienza superiori, soprattutto nelle architetture tandem, già oltre la soglia del 30% in laboratorio. In uno scenario geopolitico in cui il controllo delle filiere energetiche e dei materiali incide sempre più sugli equilibri industriali, New Time sceglie di investire nella costruzione interna di competenze, processi e capacità produttive, con l'obiettivo di trasformare l'innovazione scientifica in un asset industriale per lo sviluppo tecnologico del paese.

Il tavolo tecnico ha visto la partecipazione di figure apicali della scienza internazionale, a partire dalla Dott.ssa Silvia Colella, responsabile della sede di Bari dell'Istituto di Nanotecnologia del CNR e riferimento chimico imprescindibile del progetto, affiancata dal Prof. Andrea Listorti dell'Università di Bari "Aldo Moro", esponente di un dipartimento di chimica che oggi rappresenta il polo d'avanguardia italiano e uno dei centri di ricerca più rilevanti in Europa. A dare un respiro globale al confronto è stata la presenza di Miro Zeman, professore e massimo esperto nel settore, con oltre 30 anni di esperienza nella stabilizzazione della perovskite, nonché maestro dell'attuale luminare, già partner dell'azienda a Shanghai.

Le sessioni operative sono iniziate il 31 marzo con una visita tecnica agli stabilimenti di Budrio e San Lazzaro (BO), dove la delegazione ha analizzato i processi di lavorazione e tempra del vetro, componenti essenziali per l'integrazione della perovskite nei materiali edilizi come vetri trasparenti e sue applicazioni. In queste sedi, l'azienda ha mostrato concretamente dove sorgeranno i futuri laboratori e dove verranno installati i macchinari ad altissima tecnologia, frutto di investimenti milionari, specificamente progettati per la stabilizzazione degli elementi in perovskite. La seconda giornata si è spostata presso l'headquarter di Forlì per un Technical Meeting serrato che ha coinvolto il team interno composto da Alex Raffoni (Business Developer, R&D), Christian Porisini (Head of Technical Develpment) e Michele Caspoli (R&D, Product Industrialization).

Con il progetto PEROVSKIN non stiamo semplicemente sviluppando un nuovo prodotto, ma stiamo costruendo il ponte che mancava tra l'eccellenza della ricerca accademica e la capacità realizzativa della grande industria", ha dichiarato Paolo Cimatti, CEO di New Time S.p.A. "L'incontro con professionisti del calibro di Miro Zeman, Silvia Colella e Andrea Listorti ci ha permesso di fondere visioni e competenze tecniche in un'ottica comune. Vogliamo costruire un network della perovskite, che metta in rete competenze scientifiche e industriali, coordinando lo sviluppo della tecnologia e trasformandola in una piattaforma produttiva concreta".


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