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sabato 27 giugno 2026
Ragusa il 3° Forum sulle stragi in Italia. Un confronto sulla storia nelle sue trasformazioni violente della politica che hanno determinato molti nodi irrisolti della nostra Repubblica
giovedì 25 giugno 2026
Kyoto Club: il DL sul Nucleare rallenta la transizione energetica
Roma, 25 giugno 2026
Kyoto Club: il DL sul Nucleare rallenta la transizione energetica
Al centro del convegno annuale dell'associazione le proposte per ridurre i costi dell'energia puntando su rinnovabili, accumuli ed efficienza.
Le politiche energetiche sono oggi al centro delle sfide economiche, industriali e geopolitiche che l'Europa si trova ad affrontare. In questo contesto, ridurre i costi dell'energia per cittadini e imprese e accelerare la decarbonizzazione rappresentano obiettivi strettamente collegati. Per Kyoto Club la priorità deve essere quella di rafforzare gli investimenti nelle energie rinnovabili, negli accumuli, nelle reti e nell'efficienza energetica, settori in grado di contribuire fin da subito alla riduzione delle emissioni e della dipendenza dai combustibili fossili.
Per anni il successo della transizione energetica è stato misurato in megawatt di energia rinnovabile prodotta. Oggi la vera sfida è un’altra: essere in grado di accumularla e renderla disponibile quando serve. Il nostro Paese punta a un ambizioso obiettivo di capacità di accumulo entro il 2030 che richiede non solo nuove tecnologie, ma la costruzione di una filiera strategica per la competitività nazionale che, in un contesto come quello attuale, segnato dalla volatilità strutturale dei prezzi del gas, permette di ridurre i costi e la dipendenza energetica dai combustibili fossili verso una proficua decarbonizzazione", spiega Letizia Magaldi, Presidente di Kyoto Club.
Nel corso del convegno annuale dell'Associazione, dedicato al tema "Il futuro desiderabile delle politiche energetiche: proposte per la riduzione dei costi dell'energia, per aziende e cittadini", è stato sottolineato come anche il prossimo Quadro Finanziario Pluriennale dell'Unione europea 2028-2034 debba sostenere con decisione la transizione energetica e il rilancio industriale europeo.
«Il disegno di legge delega con cui il Governo italiano intende riaprire la strada al nucleare rischia di distogliere attenzione e risorse dalle vere priorità della transizione energetica: accelerare la diffusione del solare fotovoltaico e dell'eolico, insieme agli accumuli, alle reti e all'efficienza energetica. Gli Small Modular Reactors vengono spesso presentati come una soluzione innovativa, ma si tratta di tecnologie che non hanno ancora dimostrato la propria competitività economica e industriale. Come evidenzia anche un recente studio della Banca d'Italia, i grandi progetti nucleari realizzati negli ultimi anni in Europa e negli Stati Uniti hanno registrato forti ritardi e costi finali molto superiori alle stime iniziali. Nel frattempo, il peso del nucleare nella produzione mondiale di elettricità è sceso dal 17% del 1996 a circa il 9,5% attuale, mentre le fonti rinnovabili continuano a crescere rapidamente. Anche in Italia diversi studi indicano che un sistema energetico basato quasi interamente sulle rinnovabili è tecnicamente ed economicamente realizzabile. Come dimostra anche il progetto ‘Per un salto di classe’ promosso da Kyoto Club, una delle sfide più urgenti riguarda la riqualificazione energetica degli edifici, che rappresentano circa il 43% dei consumi finali di energia. La priorità dovrebbe quindi essere accelerare gli investimenti nelle tecnologie e negli interventi che possono ridurre da subito emissioni, bollette e dipendenza energetica dall'estero», afferma Gianni Silvestrini, Direttore scientifico di Kyoto Club.
Gela: Dai grani di Sicilia una festa dedicata al pane
Il pane cibo millenario che ha forgiato l’alimentazione dei popoli ritorna nella storia ad essere protagonista a Gela dove il 26 -27 e 28 di Giugno dove si svolge la festa del pane. Gli stand che daranno al pubblico la possibilità di degustare il prezioso cibo sono localizzati in Piazza S. Francesco e Viale Mediterraneo nella zona antistante la sede del consesso civico di Gela una zona centralissima che manifesta tutto il suo splendore attraverso la Cattedrale e le mura Federiciane con le Torri che ancora sovrastano il poggio che dona una visione unica sul mare. Un evento organizzato dal Comune di Gela in collaborazione e patrocinio del Ministero dell’Agricoltura della Sovranità Alimentare e delle Foreste, dalla Regione Sicilia attraverso l’Assessorato al turismo sport e spettacolo, l’Assessorato dell’Agricoltura e dello sviluppo Rurale e della Pesca Mediterranea e Gela Med (mare storia e futuro) .
La città fondata anticamente dai
greci intorno al 689 a.C. ebbe da subito il nome di Gèla ed è stata una delle poleis
siceliote più importanti e raggiunse il
massimo sviluppo nel V secolo a.C. sotto il tiranno Ippocrate che la ricoprì di
edifici sacri e la rese la maggiore città-stato siceliota. Dopo essere stata
distrutta dai cartaginesi, venne ricostruita da Timoleonte e protetta
da una spessa cinta di fortificazioni. In epoca medievale fu ricostruita Federico
II di Svevia con il nome di Eraclea. Successivamente prese il nome di
Terranova, che mantenne sino al 1927, quando fu restituita del toponimo
originale. Sede del congresso per la Pace del 424 a.C.
La paternità
Greca oggi ha fatto emergere dal sottosuolo e dal mare antistante vari reperti
oggi custoditi presso il museo regionale di “Mulino a vento” dove trovasi nelle
aree prospicenti di Borgo Littorio il nuovo Museo del mare inaugurato nel Febbraio
2026 che contiene uno dei reperti più suggestivi della storia dei commerci e
della centralità nel mediterraneo dell’antica Géla. La nave ritrovata nel 1988
ed affondata ad 800 metri dal litorale di Gela tra il VI e il V Secolo a.C. misurava
17 x 4,30 metri di produzione Chiota (500-475 a.C.) ha dato alla luce ceramiche
attiche, vasi di imitazione ionica, aree votive, coppe e suppellettili. La
presenza della nave in rada indica come Gela sia stata un’importante area
denominata “Emporia dell’aria mediterranea” che tra il VI ed il V secolo
caricavano e scaricavano continuamente merci tra cui il grano.
La varietà dei grani antichi collegati al grano duro prodotto dalla stessa Gela
è di circa 52 specie e rappresentano delle specie autoctone che nascono e
crescono in Sicilia rispetto alle 192 specie presenti in Italia nel 1927. In Gazzetta
Ufficiale del 31 marzo 2018 un decreto ministeriale ha sancito ben 16 varietà da conservazione di specie agrarie di grani al relativo registro
nazionale; indicandone “la zona di origine, la zona di produzione delle
sementi, la superficie destinata alla coltivazione e, considerato
l’investimento unitario tipico della zona di coltivazione, e i limiti
quantitativi per produzione annuale delle sementi per ciascun responsabile del
mantenimento in purezza”.
Nel particolare, la Sicilia, dove la semola di grano duro è utilizzata anche per la produzione di pane, è la seconda regione italiana per produzione di questo cereale, con quasi 264.000 ettari coltivati e oltre 682.000 tonnellate di grano prodotte, secondo i dati Istat del 2022. Storicamente la presenza dei grani duri risale al 5000 a.C. e dopo questi si svilupparono in Tunisia, Marocco e Algeria e Sicilia dove ha la massima diffusione. Le condizioni ambientali hanno favorito l’adattarsi ed evolversi di specie autoctone. Il processo di selezione sia naturale che umana, nonché l'insediamento di diverse popolazioni in Sicilia, ha portato all'introduzione e alla selezione di un gran numero di varietà locali di grano. Pertanto, la diversità genetica di Triticum si è accumulata nel corso dei secoli e ha raggiunto il massimo all'inizio del secolo scorso quando i selezionatori iniziarono la distribuzione di nuove varietà migliorate. (Ugo de Cillis).
Anticamente la Sicilia ebbe ruolo di “Granaio
di Roma”, che fu prerogativa dell’isola dopo la conquista romana, fino a
quando questo fu assunto dall’Egitto, con la sua conquista nel 31 a.C. Celebre
è il detto di Catone il Censore (234-149 a.C.), secondo cui la
Sicilia era “il granaio della repubblica, la nutrice al cui seno il popolo
romano si è nutrito”. Vedi il sacco di Roma. Oggi Gela è una delle principali
produttrici di Grano Duro che in gran parte viene utilizzato per le sementi e
venduta a prezzi nettamente superiori dalle lobby del Grano che comprano un
prodotto eccellente a prezzi bassi e lo rivendono con un ricavo del 100%.
I dati Ismea 2025 fotografano una realtà preoccupante: i costi
medi di produzione del grano duro nell’area di Sicilia-Puglia-Basilicata si
attestano intorno ai 318 euro a tonnellata, mentre le quotazioni di mercato
faticano a superare i 295 euro. In alcuni casi, i prezzi effettivamente
riconosciuti agli agricoltori siciliani scendono addirittura sotto i 250 euro a
tonnellata, una soglia che non consente nemmeno di coprire le spese di semina,
irrigazione e raccolta. Per chi lavora la terra, questa situazione si traduce
in perdite secche e nella prospettiva concreta di dover abbandonare le
coltivazioni creando le condizioni utili per la demolizione della storia di
Sicilia.
mercoledì 24 giugno 2026
Caldo estremo, l'allarme dello psichiatra: "A rischio la salute emotiva, serve ridisegnare le città"
NAPOLI — Non è solo una sensazione di malessere. Quando le temperature salgono, il caldo agisce sul cervello e sulla psiche attraverso meccanismi precisi, fisiologici e neurochimici. A lanciare l'allarme è Vincenzo Barretta, psichiatra e direttore scientifico del centro Noesis di Napoli, che invita ad allargare il campo: non sottovalutare l'impatto delle ondate di calore sulla salute mentale, certo, ma anche valutare le conseguenze sulla salute emotiva e comportamentale, soprattutto delle persone più fragili, in correlazione a come gli eventi meteorologici estremi impattino sempre più fortemente sulla vita e le relazioni delle persone.
«Il caldo attiva i termorecettori e induce uno stato di allarme che aumenta la produzione di cortisolo, l'ormone dello stress, e altera i neurotrasmettitori che regolano l'umore, come serotonina e dopamina» spiega Barretta. «A questo si aggiunge un sovraccarico cognitivo: per mantenere costante la temperatura corporea, l'organismo dilata i vasi e la pressione cala, generando affaticamento mentale, irritabilità, perdita di concentrazione e minore tolleranza alle frustrazioni. Le notti calde, infine, ostacolano il sonno e le sue fasi di recupero, acuendo ansia e sintomi depressivi».
L'effetto è particolarmente marcato su chi convive già con un disturbo psichico. Durante l'ondata di calore del luglio 2023, gli accessi ai pronto soccorso sono aumentati in media del 30%, con punte maggiori nelle città del Centro-Sud, un fenomeno ripresentatosi anche negli anni successivi. Uno studio pubblicato su Scientific Reports nel 2024 ha analizzato gli accessi ai pronto soccorso in Campania nelle estati dal 2016 al 2019, rilevando un aumento statisticamente significativo durante le ondate di calore, già al raggiungimento dei 39 °C di temperatura percepita.
«Le temperature estreme aumentano gli accessi al pronto soccorso per attacchi di panico e acutizzano la depressione. Nel disturbo bipolare il caldo è correlato a un incremento degli episodi maniacali, mentre nella schizofrenia e nelle psicosi, dove la capacità di termoregolazione è ridotta, possono aumentare gravità dei sintomi, ricoveri e persino la mortalità» avverte lo psichiatra. «C'è poi un nodo spesso ignorato: alcuni psicofarmaci come litio, antipsicotici e antidepressivi ostacolano la sudorazione o inibiscono lo stimolo della sete, aumentando il rischio di disidratazione. Nei mesi più caldi serve una supervisione medica per eventuali aggiustamenti di dosaggio».
Ma per Barretta il problema non si esaurisce nei meccanismi neurochimici e nelle interazioni farmacologiche. C'è una dimensione che la cronaca dell'emergenza estiva tende a trascurare, e che invece pesa quanto i gradi sul termometro.
«Ai motivi fisici e chimici, che sono reali e documentati, si aggiunge un fattore che chiamerei ambientale nel senso più ampio: il rischio di isolamento e di solitudine» spiega lo psichiatra. «Il caldo svuota gli spazi pubblici, costringe in casa chi è più fragile, interrompe le relazioni quotidiane, e questo sulla salute emotiva e comportamentale dell’individuo pesa eccome. L'anziano che non esce, la persona con un disturbo psichico che salta gli appuntamenti, chi vive solo e smette di vedere qualcuno per giorni: sono tutte situazioni in cui il caldo non agisce solo sul corpo, ma erode la rete di contatti che tiene insieme una persona. E l'isolamento, lo sappiamo, è esso stesso un fattore di rischio per la salute».
È qui che, secondo Barretta, l'approccio puramente sanitario mostra i suoi limiti. «Ogni estate ci attrezziamo per resistere: bollettini, numeri verdi, raccomandazioni a bere e a stare all'ombra. Sono misure necessarie, ma restano una risposta d'emergenza a un problema che ormai è strutturale. Continuiamo a trattare il caldo come un evento eccezionale, quando è diventato una condizione ricorrente con cui dovremo convivere per decenni». La proposta dello psichiatra sposta il piano del discorso dalla medicina all'urbanistica. «Bisognerebbe ridisegnare per intero le città e gli spazi sociali. Penso all'ombra come a un bene pubblico da progettare, non lasciato al caso: alberature vere, verde diffuso, percorsi che permettano di muoversi senza esporsi. Penso a luoghi di socialità accessibili e freschi, dove chi è solo possa continuare a incontrare gli altri anche quando il termometro sale. Penso a una città che protegga la salute emotiva e comportamentale dei suoi abitanti più fragili invece di costringerli a rinchiudersi».
Una visione che intreccia salute mentale, politiche climatiche e progettazione degli spazi. «La salute non si difende solo in ambulatorio» conclude Barretta. «Si difende anche con un albero piantato nel posto giusto, con una piazza che resta vivibile a luglio, con servizi territoriali capaci di raggiungere le persone a casa prima che finiscano in pronto soccorso. Il punto non è più resistere all'estate un anno dopo l'altro, ma progettare luoghi in cui, anche quando fa caldo, si possa stare bene».
Guerra in Iran: L’ America annuncia ritiri limitati dal Libano, i negoziatori continuano il loro percorso per attuare le varie fasi dell’accordo .
giovedì 18 giugno 2026
Amianto. Muore di mesotelioma dopo aver lavorato nelle Officine ferroviarie di Foggia: dopo 17 anni la famiglia ottiene giustizia definitiva

La Corte di Cassazione conferma la condanna delle Ferrovie dello Stato.
Oltre un milione di euro alla famiglia.
18 giugno 2026 - Ci sono voluti diciassette anni dalla morte di Rocco A. e oltre undici anni di battaglia giudiziaria perché la sua famiglia ottenesse una verità definitiva.
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna a carico delle Ferrovie dello Stato per la morte dell'ex ferroviere delle Officine Grandi Riparazioni (OGR) di Foggia, esposto all'amianto durante il lavoro e deceduto il 28 marzo 2009 a causa di un mesotelioma.
Una vicenda che non racconta soltanto una tragedia professionale, ma anche il lungo percorso di una famiglia costretta ad affrontare anni di processi per vedere riconosciute responsabilità già accertate dalla magistratura.
Rocco A., nato a Orta Nova e residente a Foggia, aveva lavorato alle dipendenze di RFI tra il 1969 e il 1971 come aggiustatore meccanico nella manutenzione dei rotabili ferroviari, intervenendo su motori, tubazioni, impianti elettrici e componenti che contenevano amianto. Le lavorazioni venivano svolte in ambienti privi di adeguata aerazione e senza efficaci misure di protezione, con una continua dispersione di polveri e fibre nell'aria. Nel dicembre 2006 arrivarono i primi segnali della malattia. Dopo la diagnosi di mesotelioma, il decorso fu rapido e drammatico. Il 28 marzo 2009 Rocco morì all'età di 68 anni, lasciando la moglie e due figli. Da quel momento iniziò una lunga battaglia per ottenere giustizia. Nonostante l'INAIL avesse riconosciuto fin da subito l'origine professionale della malattia, la famiglia ha dovuto affrontare un articolato percorso giudiziario per vedersi riconoscere integralmente i danni subiti.
Nel corso degli anni la magistratura ha riconosciuto sia il danno sofferto direttamente dal lavoratore sia quello subito dai familiari per la perdita del proprio congiunto. Le diverse pronunce hanno portato al riconoscimento di circa 200 mila euro per i danni della vittima e di circa 850 mila euro per il danno da lutto patito dalla moglie e dai figli. Nel frattempo, però, la vedova è deceduta senza poter assistere alla conclusione definitiva della vicenda. Sono stati i due figli, oggi cinquantenni, a proseguire fino all'ultimo una battaglia iniziata insieme ai genitori, portando avanti la memoria del padre e la ricerca della verità.
La decisione della Corte di Cassazione assume un valore particolarmente importante perché rende definitiva la condanna e chiude una vicenda giudiziaria che rappresenta uno dei casi simbolo dell'esposizione all'amianto nel settore ferroviario. «Questa sentenza restituisce dignità a una famiglia che ha atteso troppo tempo per ottenere giustizia e conferma ancora una volta le responsabilità legate all'esposizione all'amianto nei luoghi di lavoro. È una decisione importante non solo per i familiari di Rocco, ma anche per tutti coloro che hanno lavorato nelle Officine Grandi Riparazioni di Foggia e per le loro famiglie», dichiara l'Avv. Ezio Bonanni, Presidente dell'Osservatorio Nazionale Amianto e legale dei familiari. La vicenda rappresenta una delle tante storie che testimoniano il prezzo pagato da centinaia di lavoratori esposti all'amianto nel comparto ferroviario, che continua a essere pagato anche dalle loro famiglie.
L’ONA ha aperto uno sportello di Assistenza Legale per le vittime nelle Ferrovie attraverso il sito https://www.osservatorioamianto.it o il numero verde 800 034 294.
Ragusa: Terzo Forum sulle stragi in Italia, la strage di Ustica e i terrorismi degli anni 80
L’aereo decollato da Bologna era diretto a Palermo e precipita in mare al largo dell’isola di Ustica e muoiono 81 persone tra cui i membri dell’equipaggio e i passeggeri. Tre settimane più tardi, sulla Sila, altopiano dell’appennino calabro, vengono ritrovati i resti di un aereo militare libico, un Mig 23. Le indagini sono andate per le lunghe tra mascherate soppressioni di prove a tutti i livelli istituzionali e pulitura della scatola nera. Solo una telefonata anonima quella del 6 maggio 1988 fatta a Rai 3 pone il dubbio sulla verità L’uomo al telefono si qualifica come “aviere in servizio a Marsala la sera dell'evento della sciagura del DC-9” e di quei tracciati dice: “Noi li abbiamo visti perfettamente. Soltanto che il giorno dopo, il maresciallo responsabile del servizio ci disse praticamente di farci gli affari nostri e di non avere più seguito in quella vicenda. La verità è questa: ci fu ordinato di starci zitti”.
A parlarne nel forum di Venerdì 26 giugno 2026 il prof. Carlo Ruta direttore del laboratorio degli annali di Ragusa che attuerà la sua relazione di base sui fatti storici, seguiranno nell’ordine Giuseppe Lumia già Presidente della Commissione Parlamentare d’inchiesta sul fenomeno delle Mafie, Stefania Limiti Giornalista saggista ed esperta dello stragismo Italiano, Stefania Campo Deputata all’Assemblea Regionale Siciliana, Corredo De fecondo Luogo Tenente in congedo della Guardia di Finanza, Corrado Fianchino ingegnere già docente dell’Università di Catania. Modererà l’incontro Gianluca Floridia Operatore Sanitario e Volontario Civile. L’evento sarà trasmesso in diretta via Facebook attraverso AMLAB (Area Multimediale degli annali di Storia).
mercoledì 17 giugno 2026
Inaugurazione NOTTI DI CINEMA A PIAZZA VITTORIO, XXVI edizione (18 giugno - ore 21:15)
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Greenwashing e sostenibilità verificabile: B Lab presenta i nuovi standard globali
Contro il greenwashing, B Lab alza l’asticella della sostenibilità: arrivano i nuovi standard globali e l’Italia è tra i primi Paesi a testarli
Nel ventesimo anniversario del movimento B Corp, Xenia e NATIVA sono tra le prime nove aziende al mondo a ottenere la certificazione secondo i nuovi standard B Lab, sviluppati in quattro anni di consultazione internazionale per rafforzare trasparenza, responsabilità e verifica indipendente dell’impatto.
17 giugno 2026 – In un momento in cui la sostenibilità aziendale è sempre più sotto esame e il rischio di greenwashing spinge molte organizzazioni a ridurre o rendere più prudenti le proprie comunicazioni ambientali, B Lab sceglie una strada diversa: rendere gli standard più rigorosi, misurabili e verificabili.
Nel ventesimo anniversario del movimento B Corp, l'organizzazione non profit che promuove modelli di business orientati al beneficio comune, presenta la revisione più profonda mai realizzata della certificazione B Corp. I nuovi standard globali, sviluppati attraverso quattro anni di confronto con imprese, società civile, mondo accademico e decisori pubblici, introducono requisiti minimi di performance verificati indipendentemente in sette aree di impatto, dai diritti umani all'azione climatica, con obiettivi obbligatori di miglioramento nel tempo.
«Una grande leadership non si definisce in base a ciò che un'azienda dice, ma da ciò di cui è disposta ad assumersi la responsabilità», afferma Clay Brown, Chief Standards Officer di B Lab. «La sfida che ci attende è più grande di qualsiasi singola azienda. La prova decisiva di questo decennio è se le imprese riusciranno ad andare oltre l'azione individuale e ad alzare collettivamente l'asticella sulle questioni che contano di più per le persone e il pianeta.»
«Siamo lieti di celebrare le B Corp Xenia e NATIVA, prime in Italia a certificarsi secondo i nuovi standard B Lab e ad aprire la strada a una misurazione sempre più rigorosa dell’impatto», afferma Veronica Fervier, Country Manager di B Lab Italia. «Il vero passo avanti non è solo misurare il proprio impatto, ma riconoscere che ogni scelta aziendale è intrecciata con il futuro delle persone e del pianeta. Le B Corp che scelgono di mettersi in gioco con i nuovi standard dimostrano che la leadership oggi significa assumersi responsabilità condivise e contribuire, insieme, a riscrivere le regole dell’economia in chiave più equa, inclusiva, rigenerativa e soprattutto interdipendente.»
A testimoniare la portata di questo cambiamento, un primo gruppo di aziende in Europa e Nord America ha ottenuto la certificazione B Corp secondo gli Standard globali recentemente rivisti da B Lab — la revisione più significativa della certificazione nella sua storia. Tra queste figurano due realtà italiane: Xenia, gruppo alberghiero quotato su Euronext Growth Milano e già Società Benefit, e NATIVA, società di consulenza specializzata in sostenibilità, rigenerazione e creazione di valore.
Secondo B Lab, la sfida non è più limitata alle singole azioni aziendali, ma riguarda la capacità delle imprese di assumersi responsabilità condivise rispetto alle grandi questioni ambientali e sociali del nostro tempo. I nuovi standard nascono proprio con questo obiettivo: spostare il dibattito dalla comunicazione delle intenzioni alla dimostrazione dei risultati.
L'importanza dei nuovi standard emerge anche dal loro allineamento con la direttiva europea Empowering Consumers for the Green Transition, nata per contrastare dichiarazioni ambientali poco fondate e pratiche potenzialmente ingannevoli verso i consumatori. In questo contesto, la certificazione B Corp punta a offrire un modello basato su trasparenza, evidenze e verifica indipendente.
«I nuovi standard B Corp definiscono un punto di riferimento sempre più sofisticato per le organizzazioni impegnate a operare con trasparenza, responsabilità e risultati verificabili», afferma Ercolino Ranieri, Amministratore Delegato di Xenia. «Xenia ha scelto di adottarli sin dal momento in cui sono stati introdotti, in linea con il suo ruolo di Benefit Corporation quotata in borsa, per la quale la misurazione dell'impatto è parte integrante sia delle operazioni aziendali che del processo decisionale. Far parte della prima coorte di aziende certificate conferma questa direzione e il nostro impegno a creare valore per tutti gli stakeholder, in modo misurabile, trasparente e soggetto a verifica indipendente.»
«Fin dal 2013 abbiamo creduto nell’importanza e nel valore del movimento globale delle B Corp. Ora che gli standard sono diventati ancora più completi, continueremo a diffonderli e ad aiutare le imprese ad adottarli, come strumento di crescita e miglioramento continuo.» - hanno dichiarato Eric Ezechieli & Paolo Di Cesare - Co-founder di NATIVA.
L'Italia tra i Paesi più dinamici del movimento B Corp
L'ingresso di due aziende italiane nella prima coorte certificata rafforza il ruolo dell'Italia all'interno del movimento B Corp. Nel 2025 il numero di B Corp italiane è cresciuto del 23%, raggiungendo 374 aziende; oggi sono 389, impiegano oltre 41.000 persone e generano un fatturato superiore a 23,5 miliardi di euro.
Secondo B Lab Italia, questo risultato segnala come la sostenibilità verificabile stia diventando sempre più un elemento competitivo e non più una semplice iniziativa volontaria.
Le nove aziende pioniere
Sei paesi, oltre 20 mercati operativi, clienti in più di 50 paesi nel mondo: questo il perimetro della prima coorte certificata secondo i nuovi Standard.
• Xenia (Italia) — gruppo alberghiero fondato nel 1992, Società Benefit quotata su Euronext Growth Milano, gestisce la catena Phi Hotels in tutta Italia.
• NATIVA (Italia) - società di consulenza che opera in Italia dal 2010; supporta le aziende ad adottare modelli che mettono al centro sostenibilità e creazione di valore; lavora per creare ecosistemi per un impatto positivo; opera in Italia e in Brasile.
• Bolsius (Paesi Bassi) — produttore di profumi per la casa a conduzione familiare dal 1870, leader di mercato in Europa, venduto in oltre 50 paesi, in transizione verso cere vegetali e imballaggi riciclati.
• Ricola (Svizzera) — pastiglie alle erbe a conduzione familiare dal 1930, erbe da una rete di agricoltori svizzeri, venduta in più di 40 paesi.
• Lumene (Finlandia) — gruppo di bellezza nordico dal 1970, ingredienti artici riciclati da scarti dell'industria forestale e alimentare.
• Merkur Andelskasse (Denmark): Banca cooperativa socialmente responsabile, fondata nel 1982; di proprietà dei soci; finanzia progetti a beneficio della società e dell'ambiente.
• Rituals (Paesi Bassi) — cosmetici per la casa e per il corpo dal 2000, ricariche per tutte le collezioni, presente in più di 30 paesi.
• Wanderlust Life (Regno Unito) — studio di gioielleria di proprietà di donne dal 2013, pezzi fatti a mano sulla costa del Devon con oro e argento riciclati.
• Enharmonic Encounters (Stati Uniti) — servizi di traduzione e interpretariato di proprietà di persone di colore dal 2022, membro di 1% for the Planet.
Vent'anni di B Corp: dalla visione alla trasformazione del mercato
Nato nel 2006 con 81 aziende pioniere, il movimento B Corp conta oggi oltre 10.800 aziende certificate in 102 Paesi e 163 settori, per più di un milione di lavoratori coinvolti. In vent'anni, il principio secondo cui un'impresa debba creare valore per tutti gli stakeholder e non soltanto per gli azionisti è passato da idea innovativa a riferimento normativo in decine di giurisdizioni nel mondo.
I numeri dell'Impact Report del 20° anniversario parlano chiaro: se tutte le aziende adottassero pratiche ambientali e climatiche allo stesso ritmo delle B Corp, l'aumento della temperatura globale potrebbe essere ridotto di 0,5 °C entro il 2100 — un contributo significativo all'Accordo di Parigi. E durante la pandemia di COVID-19, oltre il 95% delle B Corp ha continuato a operare, contro l'88% delle aziende comparabili: la prova che la governance degli stakeholder non è solo una scelta etica, ma anche una leva di resilienza e competitività.
In un'epoca in cui il mercato richiede prove concrete delle performance ambientali e sociali, i nuovi standard B Lab rappresentano un tentativo di rispondere alla crescente domanda di accountability e di contrastare il rischio di greenwashing attraverso criteri sempre più rigorosi, pubblici e verificabili.
Informazioni su B Lab: B Lab™ è l'organizzazione no profit alla base del movimento B Corp. Crea standard, politiche, strumenti e programmi per reinventare il capitalismo e costruire un nuovo sistema economico a beneficio delle persone e del pianeta. Ad oggi, la comunità B Corp conta oltre 10.800 aziende certificate in 102 paesi e 163 settori, che impiegano complessivamente più di un milione di persone.
Informazioni su B Lab Italia: Parte del network non profit globale B Lab, B Lab Italia ha come obiettivo la ridefinizione del concetto di successo nel business attraverso la creazione di una comunità di aziende impegnate, la sensibilizzazione e la crescita della consapevolezza sul movimento B Corp e l'influenza sul cambiamento dell'economia italiana.
Informazioni sulla certificazione B Corp: Le aziende certificate B Corp hanno dimostrato di soddisfare gli standard di B Lab in materia di performance sociale e ambientale, trasparenza e responsabilità. Gli standard costituiscono il fondamento dei requisiti per la certificazione e degli strumenti di gestione dell'impatto di B Lab.
Marketing, svelata la classifica delle 30 migliori aziende in Italia che si distinguono per la qualità della leadership
Great Place to Work Italia, ascoltando le opinioni espresse da oltre 81mila collaboratori di 126 organizzazioni italiane, ha stilato la prima edizione del ranking Best Workplaces For Trusted Leadership 2026 che premia le 30 migliori realtà lavorative che si distinguono per l’efficacia e l’affidabilità della propria leadership.
Realtà d’eccellenza in cui l’indicatore che misura la qualità dei comportamenti di leadership all'interno dell’organizzazione si attesta all'85%, con una differenza di ben 43 punti percentuali nel confronto con il dato della norma italiana (42%).
Tra le organizzazioni con oltre 500 collaboratori trionfano Hilton, Bending Spoons e Cisco, mentre tra quelle che hanno tra i 100 e i 499 collaboratori spiccano Jet HR, Fenix Pharma e Quantyca. “Le aziende e i leader che investono sulla cultura aziendale propagano l’effetto virtuoso con un impatto su tutti gli aspetti organizzativi. Tutto parte dall’esempio e dai comportamenti della leadership, elementi che contribuiscono a creare ambienti di lavoro eccellenti” dichiara Beniamino Bedusa, presidente di Great Place to Work Italia
Le organizzazioni che si distinguono per l’efficacia e l’affidabilità della propria leadership ottengono performance straordinarie indipendentemente dalle dimensioni, dal settore o dall'area geografica. È quanto emerge dalla prima edizione del ranking Best Workplaces for Trusted Leadership, stilato da Great Place To Work, società leader nell’analisi della employee experience, ascoltando il parere espresso da oltre 81mila collaboratori di ben 126 organizzazioni italiane, suddivise in 2 categorie in base al numero di collaboratori (tra 100 e 499 e oltre 500). Analizzando nel dettaglio il ranking, basato sui risultati del Great Place To Work Trust Index, emerge un dato inequivocabile: il Leadership Index, l'indicatore che misura la qualità dei comportamenti di leadership all’interno di un’organizzazione, raggiunge quota 85% nelle realtà d’eccellenza, contro una norma italiana, calcolata come valore medio fatto registrare dalle aziende italiane sui principali indicatori di Great Place To Work, ottenuto tramite il report European Workforce Study, che si ferma al 42% (+43%).
L’esempio e i comportamenti virtuosi della leadership contribuiscono a creare ambienti di lavoro eccellenti. I maggiori gap tra le aziende great place to work e la norma italiana si registrano in alcune aree specifiche che compongono l’indice di leadership, tra cui: la capacità di guidare i dipendenti dando l’esempio (Lead by example), misurata in termini di coerenza e affidabilità manageriale, che registra l’84% nelle best contro il 37% della norma nazionale (+47%), la capacità di creare partecipazione mediante il coinvolgimento decisionale e l’ascolto attivo (81% contro il 35%, +46%) e la trasparenza (86% contro il 39% registrato dalla media italiana, +47%), intesa come imparzialità ed etica manageriale.
I manager dei migliori ambienti di lavoro si distinguono, infatti, per l'eccezionale capacità di creare un ambiente di fiducia, partecipazione e crescita condivisa. “Le aziende e i leader che investono sulla cultura aziendale propagano l’effetto virtuoso con un impatto su tutti gli aspetti organizzativi – commenta Beniamino Bedusa, presidente di Great Place to Work Italia. In questo modo riescono ad ottenere performance straordinarie e risultati eccellenti nella maggior parte delle le metriche interne, indipendentemente dalle dimensioni, dal settore o dall'area geografica dell’azienda.
Tutto parte dall’esempio e dai comportamenti della leadership, elementi che contribuiscono a creare ambienti di lavoro eccellenti”. Il Trust Index misura infatti la fiducia che hanno i collaboratori nella direzione e nei responsabili in relazione alla chiarezza della visione, alla competenza del management, all'accessibilità dei leader e all'interesse autentico per le persone, valorizzando chi adotta comportamenti chiave come la comunicazione trasparente e il riconoscimento del lavoro svolto.
Ma quali sono le migliori realtà italiane in termini di leadership? Per la categoria delle aziende con oltre 500 collaboratori, il gradino più alto del podio è occupato da Hilton, società leader nel settore dell'ospitalità con un portafoglio di 22 marchi di livello mondiale che comprende quasi 7.400 proprietà e oltre 1,1 milioni di camere, in 124 paesi e territori. “In Hilton, il nostro modello di leadership si basa su una semplice convinzione: l’ospitalità parte dalle nostre persone – dichiara David Kelly, Senior Vice President Continental Europe Hilton – Ciò che lo contraddistingue è che ci aspettiamo che i leader non si limitino a perseguire i risultati, ma che creino fiducia, legami e opportunità. La nostra presenza globale ci garantisce coerenza e forza, mentre i nostri leader locali danno vita alla nostra cultura in modi personali, pertinenti e affidabili.
Per noi, leadership significa creare un ambiente in cui ogni membro del team si senta apprezzato, ascoltato e incoraggiato a dare il proprio contributo, in modo da poter crescere, creare esperienze eccezionali per i nostri ospiti e per i colleghi e costruire un futuro significativo”. Segue Bending Spoons, una delle principali aziende europee nel settore dell'information technology. “La nostra leadership si fonda sulla meritocrazia, sulla trasparenza radicale e sulla massima assunzione di responsabilità – spiega Luca Ferrari, CEO di Bending Spoons – I membri di Bending Spoons operano con ampia autonomia e responsabilità diretta, guidati da standard di eccellenza fuori dal comune. Da noi, i contributi vengono riconosciuti, la responsabilità si conquista attraverso la competenza e la crescita deriva dall’affrontare sfide ambiziose al fianco di colleghi eccezionali.” Chiude il podio Cisco, leader mondiale nelle tecnologie che trasformano il modo con cui le persone si connettono, comunicano e collaborano, attraverso reti intelligenti e architetture che integrano prodotti, servizi e piattaforme software. Completano il ranking: AbbVie (biotecnologie e farmaceutica), TP (servizi professionali), ConTe.it (servizi finanziari e assicurazioni), Micron Technology (manifattura e produzione), Esprinet (IT), Open Fiber (telecomunicazioni), Verisure (servizi professionali), Mondelez (manifattura e produzione), UNOX (manifattura e produzione), Salesforce (IT), KIABI (retail) e Agos (servizi finanziari e assicurazioni).
Guardando invece alle organizzazioni tra i 150 e i 499 collaboratori, domina la vetta Jet HR, innovativa startup in ambito HR Tech, che con la sua piattaforma digitale sta rivoluzionando la gestione del personale e delle buste paga attraverso l'automazione, con la precisa missione di eliminare la burocrazia per le imprese italiane. "Odiamo la burocrazia e i processi inutili, che creano solo opacità. Abbiamo deciso di eliminarla dentro Jet HR con una trasparenza totale e un approccio orizzontale e informale. Quando tratti le persone con responsabilità e dai loro piena visibilità sull’azienda, la partecipazione e i risultati diventano una conseguenza naturale." commenta Marco Ogliengo, CEO & Co-founder Jet HR. Seguita da Fenix Pharma s.c.p.a., prima società cooperativa italiana che opera nella distribuzione di medicinali, dispositivi medici e integratori alimentari.
“La peculiarità della leadership in Fenix è legata al fatto che nasce da un’esperienza traumatica di “taglio” aziendale, nasce dal basso, da chi ha vissuto in prima persona cosa significa essere trattati come un “costo” ed ha memoria della crisi – commenta Salvatore Manfredi, CEO Fenix Pharma scpa – Abbiamo messo al centro principalmente la stabilità, lo sviluppo, il rispetto e la fiducia nelle persone come leva competitiva. Non è un modello basato su slogan, ma sul fatto che chi guida ha già vissuto cosa succede quando le persone non contano. Il nostro modello è più da PMI imprenditoriale che non da filiale di multinazionale, con processi decisionali semplici, veloci, team working e condivisione delle strategie”. Chiude il podio Quantyca, società di consulenza IT specializzata in data management, advanced analytics e data streaming. Completano la classifica: adesso .it (IT), ISSIMA (energia), Aton S.p.A. Società Benefit (IT), Prestiter (servizi finanziari e assicurazioni), Olympus (biotecnologie e farmaceutica), Octopus Energy (energia), Continental (manifattura e produzione), Cofidis Group (servizi finanziari e assicurazioni), MetLife (servizi finanziari e assicurazioni), ServiceNow (IT), Sector Alarm Italy SRL (servizi professionali) e Agile Lab (IT)
martedì 16 giugno 2026
Guerra in Iran: Un via definitivo al memorandum di Pace che comprende anche il Libano e Hormuz.
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