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lunedì 19 febbraio 2018

GDPR: Innovazione italiana, una nuova crittografia per proteggere i dati dagli hackers e per evitare la data breach notification

Smooker data encryption è una novità assoluta nel panorama della protezione dei dati, non si tratta di un software ma di un nuovo sistema che permette di crittografare i dati in modo veloce, semplice  e sicuro,  il tutto reso possibile con una card.
Si chiama Smooker data encryption ed è una novità assoluta nel panorama della protezione dei dati.
Non si tratta di un software ma di un nuovo sistema che permette di crittografare i dati in modo veloce, semplice e sicuro, utilizzando una card contactless.
I recenti episodi di attacchi da parte di criminali informatici hanno messo in luce il problema della sicurezza dei sistemi informativi e del crescente pericolo del furto dei dati.
Gli hacker attaccano privati, pubbliche amministrazioni e aziende con l’unico scopo di poter estrarre i dati, per poi analizzarli e decidere se utilizzarli per ricatti o per rivenderli.
Il GDPR, efficace a partire dal 25 maggio, richiede la notifica al Garante entro 72 ore in caso di violazione, ma specifica che la procedura non è necessaria nel caso in cui i dati siano stati precedentemente crittografati.
La crittografia è l’unica tecnica che permette di mantenere i dati in sicurezza, peccato che, in ogni sistema di crittografia, è sempre necessario utilizzare una password per criptare o per leggere i files. Gli hackers conoscono molte tecniche per impossessarsi delle nostre password, e di certo, anche i software di crittografia non sono immuni. Per questo motivo nasce Smooker data encryption (www.smooker.it), un’idea tutta italiana che rivoluziona il modo di fare crittografia. Smooker parte dal presupposto di voler eliminare la procedura di digitazione della password, incorporandola in una card che la trasmette al software solo se sottoposta ad una determinata radiofrequenza generata da un apposito lettore. Smooker non è quindi solo un software ma un sistema completo che include sia il software che contiene l’algoritmo di crittografia, sia alcuni componenti hardware che hanno la funzione di controllo : una card, un lettore di card e una chiavetta USB. 
 
Il concetto è del tutto nuovo! Si legge sul sito di Smooker: “
Come un sarto realizza un abito su misura, anche Smooker è compilato e realizzato in unica copia per ogni cliente! L’unicità del prodotto e l’assenza di password innalza notevolmente il livello di sicurezza complessiva del sistema, portandola al di sopra ogni altro analogo software.
 
E’ l’unico prodotto anti hackers, infatti nessuno potrà intervenire da remoto.
Anche se avessimo a disposizione: la password, il file criptato e il software Smooker, un particolare meccanismo di controllo permette di agire sul file criptato solo dal computer nel quale è inserita la chiavetta USB.
Una bella scocciatura per i criminali informatici che pensavano di sfruttare internet per agire a distanza ma, al contempo, Smooker semplifica la vita per l’utilizzatore, riducendo il tutto al semplice passaggio della card sul lettore.

E’ un prodotto orientato alla facilità d’uso e all’immediatezza, utilizzabile in ogni contesto dove è richiesto un alto grado di sicurezza e di riservatezza delle informazioni.
E’ sicuramente un valido aiuto nel caso di trattamenti di dati sensibili (riferiti allo stato di salute, religiosi, politici, etnici ...) o dati di carattere giudiziario, entrambi che per legge devono essere mantenuti criptati, ma è anche un'ottima soluzione per gli studi legali o di consulenza fiscale oppure per proteggere brevetti o documenti importanti nelle aziende.

Smooker è acquistabile sul sito
www.smooker.it e ha un costo compreso tra € 140 e € 180 iva esclusa a seconda della versione scelta.

sabato 17 febbraio 2018

Lendix, la piattaforma di finanziamento alle PMI, entra in Germania e Paesi Bassi. Entro la fine dell'anno sarà pienamente operativa in 5 paesi

Lendix, la piattaforma di finanziamento alle PMI, entra in Germania e Paesi Bassi. 
Entro la fine dell'anno sarà pienamente operativa in 5 paesi 

Dopo Francia, Spagna e Italia, Lendix annuncia la sua apertura in Germania e nei Paesi Bassi e sarà così attiva in 5 paesi europei. 
Come già in Spagna e Italia, verranno creati gruppi di lavoro locali

La società fintech Lendix continua la sua espansione geografica in linea con l'ambizione di guidare il mercato europeo dei finanziamenti alle PMI. Come già avvenuto in Spagna e in Italia, la piattaforma stabilirà una presenza locale sul mercato per essere vicina ai suoi clienti, in particolare le imprese. 

"Aspetto cruciale dell'apertura di una nuova sede è la creazione di un team locale coordinato da un CEO esperto in grado di guidare con successo la nostra integrazione nel mercato locale", dichiara Olivier Goy, Fondatore di Lendix

"Da sei mesi ormai lavoriamo a questo obiettivo, in vista del quale abbiamo rafforzato il nostro team manageriale con nuove risorse tra cui un Chief Risk Officer Europa, un Productivity Manager e un nuovo CFO", aggiunge Patrick de Nonneville, COO di Lendix.

L'espansione di Lendix beneficerà anche del finanziamento istituzionale di 200 milioni di euro annunciato il mese scorso, nonché delle tecnologie sviluppate durante il lancio in Spagna e Italia.

"Questi finanziamenti sono stati raccolti per essere utilizzati in tutti i paesi europei che avremmo aperto. Aprire un marketplace richiede solitamente un certo investimento iniziale, ed è un grande vantaggio per Lendix e per i suoi clienti aver di fatto già affrontato quetso tema, almeno parzialmente", spiega ancora Olivier Goy.

Con Lendix, le PMI europee possono ottenere finanziamenti da 30.000 a 5 milioni di euro, per una durata compresa tra 3 mesi e 7 anni, da una solida base di investitori privati e istituzionali.

ATTENZIONE
Prestare denaro alle imprese comporta un rischio del capitale e richiede l'immobilizzazione dei tuoi risparmi.Non prendere in prestito somme oltre la tua capacità di rimborso. 



Lendix 
Lendix è la piattaforma europea di finanziamento online per le imprese leader in Francia e in Europa continentale (fonte: Altfi). 

Nel 2017, Lendix si è classificata per la seconda volta nel rapporto FINTECH100 realizzato da KPMG e H2 Ventures. 

Su Lendix, le imprese possono ottenere un finanziamento direttamente da investitori privati e istituzionali senza passare attraverso il canale bancario. 

Gli investitori possono investire i propri risparmi in modo utile e profittevole per supportare l'economia reale mentre le imprese possono accedere ad una nuova fonte di finanziamento semplice ed efficiente. 

Su Lendix sono già stati prestati €150 milioni a oltre 300 progetti imprenditoriali per lo sviluppo di PMI di varie dimensioni e settori. 

Lendix è operativa in Francia, Spagna e Italia e presto in Germania e Paesi Bassi.


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Mercato immobiliare. La casa? Ancora un buon investimento, ma romani frenati da tasse e normative - Osservatorio Sara

IL MATTONE? 

PER I ROMANI È ANCORA UN BUON INVESTIMENTO MA SONO SEMPRE PIÚ FRENATI DA TASSE E NORMATIVE

Se il 68% dei romani crede ancora nel valore del mattone, quasi la metà (49%) teme gli effetti di normativa e tassazione.

La proprietà vince comunque sull'affitto: il 93% preferisce vivere dentro le proprie mura.


Per gli italiani la casa è da sempre un grande bene sia economico che affettivo. Un aspetto – questo - che trova conferma anche a Roma: secondo l'ultima ricerca dell'Osservatorio di Sara Assicurazioni, la compagnia assicuratrice ufficiale dell'Automobile Club d'Italia, infatti, più della metà dei romani (68%) crede ancora nel valore del mattone, ma rispetto al passato ammette di avere molte paure.

La più grande preoccupazione è legata alle fluttuazioni del mercato immobiliare (53%), seguito dall'incertezza su tasse e cambiamenti normativi che - vuoi con l'introduzione di obblighi o il venir meno di agevolazioni e detrazioni - preoccupa quasi la metà dei romani (49%). A suscitare timori è anche il potenziale peggioramento del contesto ambientale circostante, provocato dal degrado, da interventi edilizi o da aumenti del livello di criminalità e inquinamento della zona (43%), ma anche gli eventi catastrofali (30%).

Nonostante queste preoccupazioni, l'abitazione continua a rivestire un ruolo molto importante come investimento per il futuro proprio e della propria famiglia, vedendo nel patrimonio immobiliare un lascito per i propri figli (36%), una forma di investimento finalizzata all'affitto (42%) o alla rivendita (19%), oppure un bene rifugio per tempi incerti (3%).

Secondo i dati emersi dalla ricerca, poi, proprietà batte affitto 1 a 0: ben il 93% degli intervistati preferisce infatti abitare in una casa di proprietà rispetto alla casa in affitto. Il 64% dei romani, in particolare, investirebbe nella sua stessa città, il 15% all'estero e l'8% in campagna.

Non tutti, però, la pensano così: il 13% dei romani, infatti, non crede nel valore del mattone come bene di investimento e l'8% preferirebbe l'affitto alla proprietà perché – afferma – comporta meno responsabilità ed è una forma più flessibile, che permette di spostarsi con più agilità (50%).

Ma come proteggere il valore dell'abitazione? Il 49% dei romani ritiene che di fatto non sia possibile tutelarsi, mentre per il 34% la soluzione è tenersi sempre aggiornati sulle novità normative e l'andamento del mercato immobiliare. Un altro 13% si proteggerebbe con una polizza assicurativa specifica e il 21% si rivolgerebbe a un consulente.

"La nostra ricerca evidenzia come la casa per gli italiani continui a rappresentare un bene molto importante, non solo come ambiente di vita per l'individuo e per la famiglia ma anche come forma di investimento per il domani. Considerata la sua importanza, l'abitazione è allora uno fra i beni che meritano maggiore attenzione e tutela e che è quindi fondamentale proteggere con adeguate coperture", commenta Marco Brachini, Direttore Marketing, Brand e Customer Relationship di Sara Assicurazioni.

1Indagine CAWI condotta dall'istituto di ricerca Nextplora nel 2017 su di un campione rappresentativo della popolazione italiana per quote d'età, sesso ed area geografica.

Sara Assicurazioni
Sara Assicurazioni, primo esempio europeo di joint venture tra un'associazione di consumatori - l'ACI - e una compagnia di assicurazioni, è nata nel 1946 con l'obiettivo di mettere a disposizione degli automobilisti un'ampia gamma di servizi assicurativi. 

Sara Assicurazioni è ad oggi la compagnia ufficiale dell'Automobile Club d'Italia ed è punto di riferimento per le famiglie italiane e per tutte le esigenze legate alla sicurezza personale, patrimoniale e del tenore di vita. 

La sua organizzazione commerciale è formata da una struttura che comprende oltre 400 agenzie e circa 1.500 punti vendita. 

Oltre a Sara Assicurazioni, del Gruppo fa parte Sara Vita, compagnia specializzata nell'area del risparmio, della previdenza e della tutela, con un'offerta articolata anche nell'area degli investimenti.


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Polli e Ducati scendono in pista insieme nei paddock della MotoGP

POLLI E DUCATI SCENDONO IN PISTA INSIEME 
NEI PADDOCK DELLA MOTOGP 

L'azienda toscana ha appena stretto un accordo per una partnership di Hospitality con il brand bolognese in occasione deCampionato di MotoGP 2018. 


Polli, leader delle conserve vegetali e da più di 145 anni sulle tavole degli italiani, taglia il traguardo del 2018 con una collaborazione speciale insieme a Ducati, da anni nel cuore dei tifosi di MotoGP di tutto il mondo.

L'azienda toscana, che ha fatto dell'italianità e del suo legame con i valori della dieta mediterranea la sua bandiera in Italia e all'estero, firma un progetto di Hospitality Partner 2018 con il Ducati Team durante il Mondiale che partirà il prossimo marzo sul circuito di Doha, in Qatar.

Ad accomunare le due aziende, emblemi del Made in Italy che vince nel mondo, sono i loro valori. Entrambe nascono da una solida tradizione famigliare su cui hanno costruito una storia di successo che le ha portate ad essere realtà vincenti anche Oltreoceano. 

Con il 60% di quota export in oltre 45 Paesidall'Australia agli Stati Uniti, Polli rappresenta infatti una bandiera del Made in Italy in tutto il mondo.

"Siamo orgogliosi di aver stretto una partnership con Ducati Corse – commenta Francesco CanèAD della Fratelli Polli S.p.A.che posiziona Polli in un territorio sportivo amato da milioni di persone. Il mondo di Polli e quello di Ducati hanno in comunetantissimi valori, primo fra tutti la passione. La passione per le proprie radici, per uno stile di vita sano e per le sfideDoltre 100 anni siamo fieri di rappresentare una bandiera del Made in Italy in tutto il mondo. E da marzo questa bandiera sventolerà anche sulla pista da corsa!" 

"Ci fa molto piacere accogliere Polli S.p.A. tra i partner di Ducati Corse – commenta Mauro GrassilliSponsorship e Marketing Manager di Ducati Corse - la collaborazione con un marchio così legato alla tradizione italiana, contribuirà sicuramente alla realizzazione del nostro nuovo progetto Hospitality, che ha l'obbiettivo di vivere e promuovere l'italianità in tutti i paddock del Campionato Mondiale MotoGP."

Il progetto di Hospitality Partner prevede la presenza del marchio Polli all'interno degli spazi dedicati agli ospiti durante le tappe del Mondiale che si concluderà il prossimo novembre al circuito di Valencia.

Nella foto: Claudio Domenicali, Amministratore Delegato di Ducati Motor Holding, Andrea Dovizioso, pilota del Ducati Team e Francesco Canè, Amministratore Delegato della Fratelli PolliSpa

Presente sul mercato dal 1872, Polli realizza i suoi prodotti unendo tradizione e innovazione all'insegna del gusto e dell'alta qualità.

Nel pieno rispetto del territorio e dell'ambiente, i processi produttivi sono seguiti con grande attenzione in tutte le loro fasi, con un monitoraggio costante e con analisi dei prodotti fatte in collaborazione con i più importanti istituti di ricerca nazionali. 

Grazie all'affidabilità e all'efficienza, l'azienda è leader della tradizione italiana nelle conserve vegetali ed è presente nei mercati nazionali e internazionali.


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venerdì 16 febbraio 2018

CASTELLABATE. “SCIARPETELLA“: LA PESCA È UN ISTITUZIONE DI QUALITÀ .


CASTELLABATE -  Nessun giro di parole, “Sciarpetetella Nuova Incoronata “ al porto di San Marco di Castellabate è uno tra i pescherecci  che sono meta di una marea di clienti  soprattutto nel periodo estivo al suo rientro e il telefono della signora Rosalba Russo che prende le tante ordinazioni che arrivano è sempre occupato e la sua agenda piena zeppa di ordinazioni. 

Il mare si sa è un immensa incognita e non si sa mai cosa si riesce a portare al molo, ma il caso vuole che il più delle volte tutte le ordinazioni  sono evase e il cliente accontentato! 

La qualità certo, ma anche la passione per il proprio lavoro, nelle foto che pubblichiamo c’è tutto ciò che può servire al lettore per capire di cosa stiamo parlando, ci sono i colori e la vivacità del prodotto, sempre fresco ci mancherebbe e ovviamente sempre buono come la famosa triglia rossa di licosa, il nostro fiore all’occhiello dello slow food locale e non.  

Provare per credere, basta scegliere di passare le vacanze a Castellabate e recarsi al tramonto sul molo Velella e munirsi di un po’ di pazienza per la coda, ma ne varrà la pena! 

Marco Nicoletti  ©️ 2018 

giovedì 15 febbraio 2018

Intervista di Alessia Mocci a Massimo Pinto: vi presentiamo la silloge poetica Cento Farfalle e… più

Come ogni sera ancora,/ con la tua onda lunga/ tu mi addormenti, mare,/ e mi culli amoroso/ nella notte stellata./ Sicuro come un bimbo/ sulla barca ondeggiante/ si affollano nel sogno/ le domande di sempre:/ perché mai proprio tu,/ tu che non sai perché,/ sei stato un giorno eletto/ ad elemento primo/ di questo nostro globo?/ […]” ‒ “Sogno del pescatore (Cantico del mare)”

Edita a dicembre 2017, “Cento Farfalle e… più” è la prima raccolta poetica di Massimo Pinto, autore conosciuto con il romanzo storico “Il trono del padre ‒ L’Innocenza” pubblicato nel 2016 dalla casa editrice romana Bastogi Libri. 

Massimo Pinto è nato e vive a Roma, laureato in Economia alla Sapienza ed in Teologia presso l’Ateneo Romano della Santa Croce. È Croce al Merito Melitense del Sovrano Militare Ordine di Malta. Nel 1998 ha pubblicato il saggio “Stato sociale e persona”.

“Il trono del padre ‒ L’innocenza” è stato premiato il 17 giugno 2017 con una Segnalazione Particolare della Giuria presso la prestigiosa Abbazia di San Fedele a Poppi (Arezzo) per la 42° edizione del Premio Letterario Casentino, nella sezione narrativa/saggistica edita.

La prefazione de “Cento Farfalle e… più” porta la firma di Massimiliano Grotti:Al pari di pennellate sicure di mano esperta, la poesia di Massimo Pinto diviene magia della parola e questa muta, si trasforma da crisalide a farfalla dando voce al silenzio intimo del sé ma allo stesso tempo è in grado anche di rivivere quello stesso silenzio, per dare identità a un viaggio poetico che si fa diario di vite vissute.”

Concorde con Grotti intravedo nella silloge una trasformazione da crisalide a farfalla, dalle poesie giovanili a quelle più mature in una compostezza che tende all’onirico, al divino, al realismo.
Massimo Pinto è stato molto disponibile nel rispondere a qualche domanda sulla sua nuova pubblicazione.

A.M.: Ciao Massimo, ti ho conosciuto con “Il trono del padre ‒ L’innocenza” e non ti nascondo la mia sorpresa quando ho saputo della pubblicazione di una raccolta poetica. Vorrei, dunque, esplorare con te il momento in cui hai iniziato a cimentarti nella scrittura in versi.

Massimo Pinto: Molto presto, infatti la mia scrittura in genere, ma in particolare quella in versi, risale al tempo del ginnasio, anzi addirittura delle medie, con liriche scaturite di getto e, come è proprio di quella età, sentite, ingenue, vere, ma anche dolenti e liberatorie. Avrai notato che la raccolta “Cento farfalle e… più”, “e… più” perché i componimenti riportati sono 114, ha uno sviluppo cronologico e si snoda dalla giovinezza all’attuale tarda età, passando per la pienezza della maturità. Le prime poesie di questa raccolta sono state scritte a quindici-sedici anni, avendo scartate quelle troppo ingenue e/o incerte. Ma ti dico di più: da principio le conservavo, in stampatello e a matita, su fogli di blocco notes, poi cominciai a raccoglierle in una cartellina, più tardi presi a ricopiarle a macchina, la mitica Olivetti Lettera 22 di mio padre, ma è accaduto tre o quattro volte che quella cartellina, tra università, lavoro, matrimonio, figli e traslochi, l’abbia perduta, eppure, superato il panico, sono sempre riuscito a riscrivere tutte quelle composte sino a quel momento, semplicemente a memoria. Da ultimo è intervenuto il computer.

A.M.: “Cento farfalle e… più” si apre con la prefazione di Massimiliano Grotti. Com’è nata questa collaborazione?

Massimo Pinto: Dopo aver scritto il romanzo “Il Trono del Padre (L’innocenza)” lo feci vagliare da una nota Agenzia Letteraria di Roma e, dopo quattro mesi dall’incarico, mi giunse una lettera di esegesi critica a tutto tondo, era scritta magistralmente da Massimiliano Grotti, con anche “stroncature” sapienti e motivate (altre meno). Parlai allora telefonicamente a lungo con questo giovane letterato, poi passai quattro mesi a correggere il romanzo, sulle linee giuda dei consigli del Grotti, per quanto riguardava lo stile e la correttezza linguistica, ma non recependo invece i suoi suggerimenti, per quanto riguardava la trama. Così il romanzo ne uscì molto più gradevole da leggere, anche più corto di 40 pagine, strutturato in più capitoli (8 anziché 6) ma assolutamente lo stesso in quanto a contenuti e significati. Questo sodalizio tra me settantenne e il bravo trentenne si fece più stretto alla presentazione del libro e poi, dopo aver letto le mie poesie, fu il Grotti stesso che si offrì per stenderne la prefazione, in quanto, a suo dire, le erano piaciute e molto. Indubbiamente la prefazione di Massimiliano Grotti, dotta, sapiente ed ispirata, ha aggiunto valore al libro.

A.M.: Ho apprezzato il tuo “consiglio” al lettore sul tempo di lettura di un libro di poesie. La poesia è una forma di riflessione che evoca archetipi e dunque immagini simboliche che non son di immediata comprensione. Secondo te qual è il tempo necessario per la lettura di “Cento farfalle e… più” e qual è stato il libro su cui ti sei soffermato di più?

Massimo Pinto: Nessuna opera letteraria dovrebbe essere letta una volta per tutte e ciò, se vale per i saggi ed i romanzi, vale molto di più per le poesie, perché la lettura ripetuta dà sempre spunti nuovi, diversi e talvolta persino antitetici ai precedenti, dipendendo anche dalle diverse fasi della vita del lettore. Ciò premesso però, dato che la vita non è eterna e la giornata finita, ci si limita a rileggere quelle opere che più hanno inciso sul nostro sentire. Per quanto riguarda la poesia, poi, ciò (intendo più riletture) dovrebbe avvenire sempre perché è anche più facile. I libri di poesie dovrebbero restare sempre aperti e mai chiudersi definitivamente, pronti ad essere sfogliati di tanto in tanto. Molte sono le poesie che rileggo, però il mio libro di poesie sul mio comodino ideale è senza dubbio “Vittorio Sereni Tutte le poesie a cura di Maria Teresa Sereni, con prefazione di Dante Isella, Garzanti”. Mi sento infatti così affine, anche se lui è irraggiungibile, a questo grandissimo poeta!

A.M.: Nella raccolta colpisce una ricercata variatio di metro, infatti spazi dagli endecasillabi ai versi liberi, dai novenari ai settenari e così via. Cosa stavi cercando esattamente?

Massimo Pinto: La scelta della metrica non è per me una scelta (scusa il bisticcio di parole), non cerco mai qualcosa con la metrica di un determinato componimento, esso nasce così. Ti spiego meglio: la poesia, subito dal momento della sua ispirazione, al primo fermare le parole sopra un supporto (anche una busta della spesa al momento), nasce immediatamente con una sua metrica, anzi sono io che, come se le stesse scrivendo un altro, conto le sillabe per capire di che verso si tratti e così vado avanti. E, ti dirò, la metrica finale, la musicalità dettagliata e dell’insieme, sono sempre molto coerenti col contenuto. Ti do un’altra chiave, qui di seguito, quasi un segreto mio, che però non devi prendere in senso assolutamente rigoroso. Le mie poesie sono così: se la metrica è espressa in maniera esatta, il componimento è diviso in strofe, e c’è anche la rima, baciata o alternata, si tratta di una ispirazione compiuta, pacificata, che esprime tutto, senza quasi altre domande. Se, invece, si tratta di una struttura ben definita, come la precedente, ma non c’è rima, si è al cospetto di una composizione sì di ispirazione compiuta, con concetti altrettanto delineati, ma con molti interrogativi aperti per me e per il lettore. Se si tratta, infine, di un verso libero, i significati, il coinvolgimento, il pathos interiore non hanno confini, e così la drammaticità: è una poesia che io chiamo “aperta”. Ho voluto poi indicare, per ogni componimento, la metrica e la struttura semplicemente per preparare il lettore a leggere meglio. Lo sai che le poesie dovrebbero essere lette, sia con gli occhi che con la bocca, quasi cantando, come nell’antichità classica? Perché anche quelle a versi liberi hanno sempre una loro musicalità.

A.M.:Sotto quel marmo tu/ in eterno ormai giaci,/ tu che vivesti solo/ nel ricordo del padre,/ intorno alla cui rossa/ ara trionfante stanno/ i turisti distratti./ […]” Così inizia la lirica “Napoleon II”, la cito non a caso per riprendere il tuo romanzo edito nel 2016, “Il trono del padre – L’innocenza”. Cosa significa essere padre e cosa significa essere figlio? Perché consideri Napoleone II “fratello ed amico”?

Massimo Pinto: Essere padre significa essere votati e pronti al sacrificio e al martirio, perché, come padri, non solo dobbiamo permettere e tollerare che nostro figlio, ad un certo punto, ci uccida, beninteso in senso metaforico e apparentemente incruento, ma non meno terribile, e, come figli (maschi), dobbiamo essere quanto prima consapevoli che, se non diventiamo parricidi, non evolveremo mai in una persona compiuta. Perché Napoleon II è mio fratello e amico, fratello e amico di Fausto?  Perché sono la stessa persona in due epoche storiche diverse, in quanto non hanno potuto uccidere i rispettivi genitori perché questi ultimi si sono loro nascosti, e allora l’hanno dovuto fare tardivamente e solo in effige, non con la presenza di entrambi i padri. Tutto questo non è vero per le madri e le figlie femmine, ma quello è un altro mondo che esula dal nostro discorso. A proposito lo sai perché il mio romanzo piace soprattutto alle lettrici? Perché leggendomi imparano a conoscere un po’ quella psicologia, e di conseguenza fragilità, maschile che spesso sottovalutano (e viceversa per noi maschi).

A.M.: La lirica “Domande”, dal titolo esplicativo, districa un argomento assai caro: la curiosità. Infatti in incipit troviamo: “Sono infinite/ dell’uomo le domande,/ ed è questo il problema:/ perché a ciascuna/ ci son mille risposte/ e certa quasi mai/ nessuna./ Si moltiplicano, allora,/ e si accavallano/ e la curiosità/ in angoscia si muta.// […]”. Qual è il tuo rapporto con la divinità?

Massimo Pinto: Il rapporto con Dio alberga in quasi tutte le mie poesie o almeno in moltissime, è il mio cruccio, il mio tormento e la mia estasi (rileggiti, ti prego, “Sogno del pescatore – cantico del mare”), ma la mia non è una preghiera, non è neppure un’adorazione, bensì, certo conscio della mia finitezza, della limitazione dei sensi e dell’intelletto, è un rapporto dialettico, a volte persino un litigio. Io ci parlo e sovente ci litigo, perché l’uomo è consapevole dell’infinito ma è finito, con un contrasto, tra comprendere, capire e poter fare, insormontabile e penoso, privo di un autentico “libero arbitrio”, condizionato sin dalla nascita e poi sempre e con la morte in agguato ed inevitabile. È lo stesso rapporto anche di rimprovero e quasi sfida che persino un papa ha pronunciato, almeno una volta a mia conoscenza, Paolo VI: “Tu non hai esaudito la nostra supplica per la incolumità di Aldo Moro, di questo uomo buono, mite, saggio, innocente ed amico”. Ma analogo lo pronunciò lo stesso Cristo, stando al vangelo: “Dio mio, perché mi hai abbandonato?”. Poi ci sarebbe da fare un altro discorso sul merito dell’esistenza di Dio (e “il soffiare del vento” che non svela il segreto è la metafora del “silenzio di Dio”), adombrato nel mio romanzo, quando pongo la possibilità che la nostra realtà sia soltanto una illusione, quando dico che la soluzione di tutte le congetture di fede e scientifiche, sulla esistenza nostra e del creato, potrebbe risiedere nella eguaglianza, corrispondenza tra zero (il nulla) e infinito (il tutto). Faccio notare che il problema dell’esistenza di Dio potrebbe trovare una seria spallata, e ne ho paura, dalla possibilità attuale dell’uomo di clonare animali superiori e, quindi, anche l’uomo. Ma rabbrividisco di sgomento al pensiero!

A.M.: “Dolce e iraconda”, “Grandiosa e sordida”, “Gloriosa e vile”, “Arida e romantica”, “Ribelle e noncurante: c’è un mercato/ove fu il rogo di Giordano Bruno”, “Pigra e operosa”, “Scontata e imprevedibile”, “Virtuosa e meretrice”, “Dignitosa e scurrile”, “Odiata e amata”, “Sacra e profana”, “ove l’apoteosi/ s’incontra del divino con l’umano”. Come si vive a Roma? Hai mai pensato di trasferirti in un’altra città?

Massimo Pinto: Con quella lirica ho ottenuto quello che volevo: dare l’esatta dimensione e sensazione dell’abisso di turpitudine che, anche storicamente, oltre che fisicamente, Roma presenta, che non può scalfire l’infinita e sovrumana bellezza della più grande apoteosi metaforica dell’incontro del divino con l’umano ‒ addirittura effigiata nella Cappella Sistina ‒ esistente al mondo. Si può vivere più o meno bene in tutto il mondo, però, se uno ha avuto la sorte, direi la fortuna, di nascere qua, dove peraltro spesso si sente estraniato, tanto più forte di lui è l’“aura” di questo luogo (città è riduttivo), si sentirebbe estraneo e orfano in qualunque altro posto.

A.M.: Un poeta. Un musicista. Un pittore. Un regista.

Massimo Pinto: Ti rispondo proprio di corsa, senza ripensamenti. Poeta? Oddio è una bella lotta per me tra Eugenio Montale e Vittorio Sereni, mi sento tanto affine, anche se altrettanto inferiore, ad entrambi. Diciamo “Montreni”? Musicista? George Gershwin: la musica perfetta, interprete del secolo appena trascorso (il ventesimo), ma oggi non lo è di questo (il ventunesimo). Pittore? Mino Maccari, così verista pure se espressionista, sia negli oli che nei bozzetti, che ha dipinto e disegnato dal 1916 al 1989, interpretando grandezze, meschinità e drammi del suo secolo formidabile e terribile, che è anche in prevalenza il mio. A me sembra di essere me stesso, se sapessi disegnare e dipingere. Un regista? Senza dubbio un’altra dicotomia: Ettore Scola e Dino Risi. Mi dispiace ma non riesco a far prevalere l’uno sull’altro: Il primo più dolente e problematico, il secondo apparentemente, ma solo apparentemente, più “leggero”. Due geni, due facce di un’anima sola, la vogliamo chiamare “Scrisi”?

A.M.: Hai in programma delle presentazioni di “Cento farfalle e… più”? Se sì, in quale città?

Massimo Pinto: Certo, ci sarà una prima presentazione ufficiale a Roma, la data precisa non è ancora stata fissata ma posso anticipare che sarà per il mese di marzo. Seguiranno, poi, presentazioni in altre città italiane.

A.M.: Salutaci con una citazione…

Massimo Pinto: Non posso che ripetere quella che ho riportato alla fine del mio libro di poesie, attribuita alla buona, libera e grande Alda Merini: “Non cercate di prendere i poeti perché vi scapperanno tra le dita”. Perché senza la follia, che sia poca o molta, non c’è poesia.

A.M.: Massimo mi hai donato una bellissima chiusura con Alda Merini. Ti ringrazio per la sincerità delle tue risposte nelle quali si nota l’uomo e l’artista in un unicum indissolubile. Ti saluto con le parole dell’amatissimo Plotino: “Bisogna, però, spiegare la portata della purificazione, in maniera tale da chiarire con chi avviene l’assimilazione e con quale Dio l’identificazione. […] È probabile che, una volta liberatasi dal corpo, l’Anima converga in se stessa, per così dire, con tutte le sue parti, e in questo stato si estranei da ogni passione, accettando solo quelle sensazioni piacevoli che sono strettamente necessarie e hanno un valore terapeutico nel rintuzzare gli affanni, e nell’evitarne le angustie.

Written by Alessia Mocci

Info
Sito Bastogi Libri
http://www.bastogilibri.it/
Acquista “Cento Farfalle e… più”
https://www.lafeltrinelli.it/libri/pinto-massimo/cento-farfalle-e-piu/9788894894417
massi.pinto@tiscali.it

Fonte
http://oubliettemagazine.com/2018/02/12/intervista-di-alessia-mocci-a-massimo-pinto-vi-presentiamo-la-silloge-poetica-cento-farfalle-e-piu/

martedì 13 febbraio 2018

Caltagirone,Carnevale 2018 al Centro SILS MDSM Caltagirone


Si è svolto giorno 12 di Febbraio 2018 dalle ore 16.00 alle ore 21.00 presso il Centro SILS di Caltagirone l'evento annunciato nei giorni scorsi relativo al Carnevale e nell'ambito delle attività 2018 del MDSM-SILS di Caltagirone, la manifestazione ha visto la presenza di 180 tra Operatori e utenti. 

Un grande evento socio-riabilitativo caratterizzato da colori e da tante maschere e vestiti colorati che hanno fatto da corollario ai classici suoni carnevaleschi. 

Un processo sociale che cresce attraverso il motore fondante dell'aggregazione sociale fin dal 23.Dicembre.2016, data di nascita del centro SILS di Caltagirone. 

Una realtà che ha visto l'offerta di salute collegata al disagio mentale cambiare nella sua forma e scegliere il percorso socio-aggregativo come base per la cura delle varie patologie Psichiatriche con risultati soddisfacenti. 

Hanno partecipato all'evento le Coop Sociali, Arcoiris, Noema, Medea, Alisea, Copros, Insieme, Namastè, Zeno Saltini, Centro Diurno MDSM Caltagirone, La Fenice, erano presenti i facilitator e operatorii del Centro SILS ed il Referente Maurizio C.




M.V.C

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