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martedì 24 novembre 2020

CASTELLABATE - PENSIONI DICEMBRE DA DOMANI PAGAMENTI SCAGLIONATI ECCO LE DATE IN CUI ANDARE IN POSTA

 CASTELLABATE - Anche nel comune di “Benvenuti Al Sud “ partiranno domani 25 Novembre 2020 i pagamenti anticipati delle pensioni  di Dicembre. 


Come ormai da prassi nei mesi scorsi, i primi a poter beneficiare dell’assegno pensionistico sono i titolari di un Libretto di Risparmio, di un Conto BancoPosta o di una Postepay Evolution e i titolari di carta Postamat, Carta Libretto o di Postepay Evolution, che potranno prelevare l’importo della propria pensione dagli oltre 7mila ATM Postamat già a partire da domani mattina . 

Per quanto riguarda invece il ritiro in sede presso gli sportelli di Poste, i pensionati dovranno seguire questo calendario predisposto da Poste Italiane, che partirà sempre il 25 novembre:


  • cognomi dalla A alla B: mercoledì 25 novembre;
  • cognomi dalla C alla D: giovedì 26 novembre;
  • cognomi dalla E alla K: venerdì 27 novembre;
  • cognomi dalla L alla O: sabato 28 novembre (solo mattina);
  • cognomi dalla P alla R: lunedì 30 novembre;
  • cognomi dalla S alla Z: martedì 1 dicembre.

Chi invece riceve l’importo sul proprio conto corrente bancario potrà vedere l’accredito a partire da martedì 1 dicembre 2020.

Ricordiamo che i cittadini con età pari o superiore a 75 anni possono richiedere di ricevere gratuitamente le somme in denaro presso il loro domicilio, delegando al ritiro all’arma dei Carabinieri.

A dicembre anche la tredicesima

Le pensioni di dicembre saranno decisamente più pesanti per molti pensionati italiani perché arriverà anche la tredicesima.

Il “bonus” tredicesima, introdotto dalla Legge di Bilancio 2001, spetta ai titolari di assegno sociale e viene annualmente rivalutato dall’ISTAT. Si tratta di una maggiorazione sulla mensilità aggiuntiva di fine anno che dipende dall’importo della pensione, e che riguarda i pensionati che percepiscono l’assegno minimo.

Il “bonus” tredicesima 2020 è pari a 154,94 euro e spetta a tutti coloro che prendono fino a 6.695,91 euro. Nel caso in cui il pensionato abbia anche altri redditi, i paletti sono i seguenti: 10.043,87 euro, oppure 20.087,73 euro nel caso in cui ci sia anche il reddito del coniuge.

Marco Nicoletti 

@castellabatelive_24 / Pagina Facebook ®️

 

venerdì 20 novembre 2020

CASTELLABATE - L’ARCOBALENO SULLA STATUA DELLA MADONNA COMMUOVE TUTTI



Santa Maria Di Castellabate - La nuova ondata di maltempo che ha iniziato ad imperversare sulle coste campane ha regalato anche dei momenti emozionanti. Questa mattina ( 20 novembre 2020 ndr ) un arcobaleno squarciando le nubi ha illuminato in pieno la statua in marmo bianco della Madonnina situata sul famoso Piazzale  Punta dell’inferno alla frazione di Santa Maria Di Castellabate. 
L’obiettivo di Lello Di Biasi ha immortalato lo scatto che in poco tempo ha fatto il giro dei social locali e non , regalando emozioni e preghiere . Soprattutto in questi momenti storici , questi segni particolari sono un conforto e una speranza . 


📸 Foto condivisa e pubblicata da @castellabatelive24 / Pagina Facebook copyright 2020 ©️ 


giovedì 19 novembre 2020

Energica Motor Company: piano di investimenti per il 2021 per l’ottimizzazione della produzione grazie alla significativa crescita del portafoglio

Energica Motor Company: piano di investimenti per il 2021 per l'ottimizzazione della produzione grazie alla significativa crescita del portafoglio

  

Energica Motor Company, società leader a livello internazionale nel settore delle moto elettriche di alta gamma ed elevate prestazioni, già fornitore unico per il periodo 2019-2022 del campionato FIM Enel MotoE World Cup, comunica l'avvio di un'importante piano di investimenti per il 2021 finalizzato allo sviluppo del piano di cost saving atteso fin dai primi mesi dell'anno, parte integrante del business plan nel quale si prevede l'EBTDA positivo al 2022.

 

L'obiettivo è la riduzione dei costi di produzione del 2% rispetto al costo della distinta base attuale partendo dal primo semestre 2021,e  arrivando ad un saving del 19% entro la fine del secondo semestre.

 

La Società quindi punta ad ottenere un miglioramento sul costo di produzione medio del 8% nel 2021 e di oltre il 20% nel 2022. Per dare un riferimento, sui volumi di produzione 2019, dove i costi per materie prime e semilavorati furono pari a €3,0 milioni il risparmio sarebbe stato pari a € 234 mila per lo stesso esercizio e €587 mila per gli esercizi futuri.

 

Il piano prevede investimenti totali per una cifra di circa €2,2 milioni, di cui €1,9 affidati al settore Ricerca e Sviluppo. Gli investimenti complessivi, che al 30 giugno 2020 avevano superato la cifra di €12 milioni, di cui €4,0 milioni precedenti all'IPO avvenuta nel 2016, e la significativa crescita del fatturato (per l'esercizio 2020 previsto a circa €6,0 milioni, come da comunicato stampa del 12 u.s.) consentiranno alla società di ottimizzare la propria produzione pur mantenendo costanti la leadership tecnologica e le prestazioni dei veicoli in vendita

 

Parte dei nuovi investimenti, per un ammontare vicino ad €470 mila, concentrati nell'area dell'elettronica di potenza e nella costruzione della scatola motore, avranno effetti già nel 2021.

"Gli investimenti e gli accordi avviati negli ultimi mesi come da piano già comunicato" - dichiara Andrea Vezzani, CFO Energica Motor Company S.p.A. – permetteranno di ottenere una riduzione significativa dei costi di produzione entro pochi mesi, impattando direttamente sul margine lordo che è la grandezza più rilevante per un'azienda in crescita e in uscita dalla fase di avvio".

"L'aumento dei volumi poi completerà l'evoluzione del conto economico aziendale, consentendo ulteriori savings dati da economie di scala, che nelle percentuali attuali non sono ancora stati inclusi."

 

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Energica Motor Company S.p.A.

Energica Motor Company S.p.A. è la prima casa costruttrice al mondo di moto elettriche ad elevate prestazioni e il costruttore unico della FIM Enel MotoE™ World Cup. Le moto Energica sono attualmente in vendita presso la rete ufficiale di concessionari ed importatori.


Modena, 19 Novembre 2020



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Intervista di Alessia Mocci ad Uccia Paone: vi presentiamo Fu al suono di un’arpa eolica


Da quel giorno aveva ammirato la preghiera di Hayat fatta di silenzioso rapporto con la natura e la vita. Aveva capito solo in quel giorno la presenza di Dio in ogni cosa, Dio che si rivela sotto occhi attenti e nel silenzio. Dio non vuole voci e preghiere, Dio si incontra nell’intimità del cuore, si palesa nell’anima dell’uomo e nella contemplazione di ogni cosa, sì!

“Fu al suono di un’arpa eolica” di Uccia Paone è stato pubblicato a luglio 2020 dalla casa editrice Rupe Mutevole nella collana “Letteratura di Confine”. La grafica di copertina è stata curata da Gianluca Serratore.

“Cocci e brillanti”, “Gocce di schiuma”, “Ricordi di una conchiglia” sono i titoli dei libri precedentemente pubblicati dalla nostra autrice che come ella stessa dichiara: “scrivendo dialoga con persone immaginate davanti a un panorama sempre mutevole”.

E non poteva che essere Rupe Mutevole la casa editrice adatta ad Uccia Paone, quel mutevole che come il colore su una rupe risveglia nell’essere umano fantasie arcaiche e, perciò, degne di essere raccontate.

L’editrice Cristina Del Torchio scrive nella sua nota: “Una storia ammaliante. I margini di ogni pagina saranno mistero, come fragranze magiche. L’autrice rimescola le regole e la narrazione diventa un gioco di verità silenziose. Sono mito e storia, fiaba e dramma, oscurità e bagliore. E sul palcoscenico di questa esistenza, nelle notti più buie e silenziose, si alza forte il verso di un uccello che interpreta, sempre uguale, l’annuncio di sventure. Gli elementi si dispongono sulla scacchiera della vita e ogni pedina recita bene i suoi passi. Una solitudine muta non dimentica inganni e le chiusure antiche non sanno illuminarsi, mentre occhi nascosti tramano imbrogli.”

 

A.M.: “Fu al suono di un’arpa eolica” è stato pubblicato qualche mese fa e più precisamente a luglio, le vorrei chiedere di far un ulteriore salto indietro nel tempo per raccontare ai nostri lettori la genesi di questo romanzo.

Uccia Paone: Il persistente ricordo del giardino della mia infanzia mi spinse un giorno a riviverlo scrivendone. Un ricordo dietro l’altro, pensiero dopo pensiero, mi accorsi che in una ventina di pagine avevo iniziato un racconto, nebbioso e vago, nel quale un personaggio singolare, un orientale dell’India, passeggiava pensoso. Pagina dopo pagina accadeva qualcosa sempre più distintamente ma mancava lo scenario nel quale inquadrare le vicende iniziali. Amo la storia e feci un volo tra secoli e luoghi per scegliere la scenografia adeguata, convincendomi infine a considerare quella dell’Impero Ottomano. Il racconto cominciò a consolidarsi in una trama romanzesca e dopo un centinaio di pagine mi sentivo coinvolta alle vicende narrate. MI appassionai e quando fui alle ultime pagine cominciai a smaniare per trovare un editore che credesse in me. Fui fortunata: spedii il classico file, gli piacque e ora eccomi qui!

 

 

A.M.: Il titolo rievoca uno strumento musicale abbastanza particolare ed inusuale, l’arpa eolica infatti è un tipo particolare di arpa le cui corde sono fatte vibrare dal vento, così che le melodie siano sempre casuali e diverse. Che cosa rappresenta per lei questo strumento?

Uccia Paone: La mia attrazione per l’arpa eolica nacque quando alla scuola media incontrai Omero, gli aedi e i citaredi e da alcune illustrazioni mi sedussero Apollo e altri dèi con la cetra tra le braccia. Conosco e ammiro l’arpa moderna che primeggia per eleganza nelle orchestre, ma nessuno strumento musicale supera l’arpa eolica col suo fascino misterioso. L’arpa eolica ha un suono confidenziale, romantico, toccante, che può dirsi anche canto. Per suonare l’arpa eolica rifugge dal pentagramma e dal rigore matematico di un rigo musicale: è lo strumento libero per eccellenza, che suona col vento di cui esprime la provvisorietà e gli improvvisi eccessi. D’impulso l’ho voluta nel titolo del mio libro, lei sola a raccontarci tutto, tra soffi, folate e raffiche.

 

A.M.: Nubicucula è descritto come “un paese sonnolento, dove non erano stati mai eretti monumenti, né statue, e nemmeno steli commemorative; sì, rispecchiava proprio il paese dell’«Io non mi impiccio». […] il paese era stato colpito da una stregoneria legata a strani uccelli che volavano invisibili sotto il suo cielo e nidificavano in dirupati anfratti di burroni bui e inaccessibili.” e, sin da subito, ho ricollegato il nome ad una nota commedia di Aristofane “Gli uccelli” nella quale due uomini e gli uccelli fondano una città denominata Nubicuculìa. In che modo il suo paese sonnolento è collegato alla città fondata nel cielo a metà strada tra gli uomini e gli dèi?

Uccia Paone: Oh! Io sono ladra di Aristofane, e rea confessa: gli ho letteralmente rubato il nome di Nubicucula, città che già nel nome si palesa sospesa tra terra e regno di nuvole e di dèi. Ma tanto Nubicucula è in Aristofane città ideale, quanto in me è paese materiale abitato da gente ignorante e tamarra. Entrata in casa di Aristofane, gli ho sottratto anche un uccello dal becco singolare, ma lo raffiguro nel romanzo come uccello preso dall’ornitologia conosciuta, il tarabuso, che imbruttisco chiamandolo turubuzzu e che ha del vero uccello la capacità mimetica e il verso lugubre e tanto alto da non trovarne di uguale tra gli uccelli reali.

 

A.M.: Ne “Fu al suono di un’arpa eolica” troviamo un personaggio particolare, don Chicco che “Consapevole della paura che coinvolgeva i cristiani del suo gregge, abbattuto dalla caduta di fede causa di quella paura, egli volle dir messa anche il giorno dopo, divulgando la voce, casa per casa, che la paura non era degna dei Cristiani, che aver fede in Dio rende il cristiano sicuro contro ogni violenza esercitata da Allah, che è il diavolo che insidia i cuori pompandoli di paura, e dunque tornassero alla messa senza alcun timore!”. Fede e paura sono spesso collegati, ad esempio nel Cattolicesimo si ha paura della morte e della pena che l’anima dovrà subire per ciò che si è fatto in vita, così da trasmettere paura per qualsiasi azione si compia, o perlomeno questo accadeva.

Uccia Paone: Non è semplice cercare quale sia la scaturigine che nella vita degli uomini lega spesso insieme paura e fede. Forse dovremmo cercarla nei primi assembramenti tribali dei diversi popoli del mondo, senza dimenticare qualche traccia dell’antropologia. Presi insieme, paura-fede sono un binomio dissociativo e squilibrante, tuttavia presente nei secoli e ancora ai giorni di don Chicco, prete e predicatore legato alla pedanteria dottrinale nella quale è stato formato. Il binomio sconcerta quando pensiamo alla morte, all’enigma dell’evento definitivo e spesso improvviso che la morte è, e che porta con sé la paura del “dopo”. Allora cerchiamo di esorcizzare la paura abbracciando la fede cui spinge don Chicco, dicendoci che Dio promette la salvezza del paradiso a chi vince quella paura entrando in chiesa con fede (e con la frequenza che la fede esige). Ma la paura atavica cova sempre silenziosa nel cuore degli uomini. Malgrado l’apertura di papa Francesco che invita a sostituire col sorriso la paura (della morte e del Covid 19), l’enigma della morte fa vacillare gli uomini; penso che quella spinta alla fede che anima il credo di don Chicco possa essere in quel caso una valvola di sicurezza che frena gli uomini da un’esplosione emotiva che potrebbe risolversi anche tragicamente.  Allora, in questo caso e solo in questo senso, nel binomio squilibrante di paura-fede l’esortazione di don Chicco, positiva, rende vittoriosa la fede, giungendo ad equilibrare il binomio.

 

A.M.:Nell’alba che sopraggiunse, come nel risveglio in un eden segretamente cercato, cominciarono a conoscersi, a cercarsi. Nel perdersi e conoscersi, Adele sentì che fino a quel giorno era vissuta come un essere a metà, come un frutto dimezzato: ora sapeva che senza Hayat sarebbe tornata a essere la metà di sempre, e sarebbe morta in una notte, nel tempo sufficiente a un fiore di gelsomino di perdere il profumo e avvizzire senza più vita.” Chi sono Adele ed Hayat?

Uccia Paone: Adele e Hayat sono i protagonisti del romanzo. Si amano di un amore che al lettore appare forse inconcepibile, sono un corpo e un’anima sola ed è Adele che ne avverte subito la magica realtà. Dei personaggi accenno solo con un particolare, essi emergono in quel che dicono e fanno. Lascio sempre immaginare ogni mio personaggio al lettore: deve essere solo suo, un unicum solo suo.

 

A.M.: L’immobilismo ottomano è contrapposto ai capovolgimenti dell’Europa. Perché è importante continuare a riportare in luce gli eventi del passato?

Uccia Paone: Historia magistra vitae”: non l’aveva già detto Cicerone? La storia dovrebbe quindi ammaestrare chi vive il presente e guarda al futuro. Ogni nazione ha la sua storia, detta e ridetta, ma spesso isolata in grandi libri pieni di date e nomi che vengono studiati in maniera asettica, senza soffermarsi sui “perché” che la Storia (quella con la s maiuscola) esigerebbe invece per essere compresa. La Storia si forma a piccoli passi attraverso i secoli, ma non per tutti è stato così. L’Impero Ottomano è ricordato per il suo immobilismo, l’Europa per la sua dinamicità. Il primo si è formato in sei sette secoli, dal 1300 circa, con la discendenza, spesso combattuta, di sultanati. Il sultano amministrava in tutto e per tutto con diritto di vita e di morte sui sudditi. Nei secoli il sultano governò di volta in volta appoggiando una comunità o l’altra, aiutato da ministri fantocci assolutamente soggetti alla sua volontà. A questa staticità politica corrispose un forte immobilismo sociale per cui tra queste comunità, fortemente gelose della propria individualità, non sorse mai quel confronto politico che invece colmava di esperienza l’Europa. Organismo di politica e di forte bellicosità, l’Impero non poteva competere con le potenze europee, avide per tradizione dei beni oltre i propri confini. L’Europa aveva vissuto millenni di confronti socio-culturali e di espansionismo: nei secoli dell’immobilità ottomana aveva respirato il Medio Evo con le sue accademie competitive anche oltre i propri confini, era passata da Martin Lutero, dalla Riforma e dalla Controriforma, dall’Illuminismo e dalla Rivoluzione Francese e in tutto questo e in altro generando scienza, lettere, arte, filosofia, patriottismo e sangue di eroi. L’Italia contribuì e arricchì l’Europa con la sua arte e la sua cultura, ma anch’essa ebbe interesse ad abbattere l’Impero Ottomano; lo fece alleandosi con la Spagna, la Francia e anche con lo Stato Pontificio… L’Impero ottomano dovette accettare una umiliante agonia, perdendo un pezzo dopo l’altro: si sfaldò, si dissolse e perì per le ragioni, sempre uguali, scritte nei libri di storia.

Dell’Unità d’Italia ho detto nel romanzo.

 

A.M.: Causa pandemia le presentazioni letterarie non sono praticabili ma ho notato che in tanti hanno ben pensato di utilizzare i social network ed il video come alternativa.

Uccia Paone: Con i libri precedenti ho sempre avuto presentazioni fatte fisicamente. Con questo mio romanzo sono in grande difficoltà per la pandemia e per la mia totale ignoranza a qualsiasi livello di digitazione e social network.

 

A.M.: Salutiamoci con una citazione…

Uccia Paone: “… ci sono storie irreali che non sono false.” – Bruno Bettelheim

 

A.M.: A risposta dello psicoanalista austriaco che lei ha citato lascio la parola a Luigi Pirandello, lo scrittore di Girgenti, l’attuale Agrigento: “La realtà che ho io per voi è nella forma che voi mi date; ma è realtà per voi e non per me; la realtà che voi avete per me è nella forma che io vi do; ma è realtà per me e non per voi; e per me stesso io non ho altra realtà se non nella forma che riesco a darmi. E come? Ma costruendomi, appunto.”

 

 

Written by Alessia Mocci

 

Info

Acquista “Fu al suono di un’arpa eolica”

https://www.reteimprese.it/pro_A40124B393845

 

Fonte

https://oubliettemagazine.com/2020/11/06/intervista-di-alessia-mocci-ad-uccia-paone-vi-presentiamo-fu-al-suono-di-unarpa-eolica/

 

lunedì 16 novembre 2020

Mascherine anti-covid. Facciamo il punto su usi e costumi

Firenze, 16 Novembre 2020. Il nostro nuovo capo d'abbigliamento, la mascherina, è bene conoscerla nei minimi particolari. Indosseremmo un paio di mutande che ci provocheebbo fastidi/ infiammazioni alle parti intime? No. Bene, lo stesso vale per la mascherina, con l'aggiunta che l'eventuale danno non sarebbe solo un'infiammazione, ma il contagio planetario del secolo.
Facciamo il punto rispetto ad informazioni diffuse. Ovviamente non possiamo essere esaustivi, ma intendiamo fornire alcune indicazioni orientative, per cui, per i casi particolari (fisici e psicologici), sarò bene rivolgersi ad un proprio medico di fiducia.

Le mascherine chirurgiche
(che difendono gli altri dal nostro respiro ma non chi le indossa dal respiro altrui)
Dal laboratorio Gemtex di Ensait a Roubaix (Francia), apprendiamo che la mascherina chirurgica deriva la sua efficacia da due punti. Primo, il suo materiale, costituito da tre spessori: uno strato di meltblown, un tessuto non tessuto molto filtrante derivato dal polipropilene, inserito tra due strati di spunbond, con fibre molto più grandi e che funge da materiale di supporto. In secondo luogo, a questa mascherina viene aggiunta una carica elettrostatica che "trattiene" le particelle virali.
Sempre secondo questo laboratorio, quando si bagna, la mascherina perde la sua carica elettrostatica: per questo si consiglia di cambiarla quando è bagnata. "Ma poiché questa mascherina ha un'efficienza complessivamente maggiore rispetto ad altre mascherine, anche dopo essere stata lavata e quindi perso la sua carica elettrostatica, rimane complessivamente più efficace delle altre". Una volta lavato, il meltblown filtra ancora il 95% delle particelle inferiori a tre micron, contro il 90% delle maschere in tessuto.
A conferma di questo, secondo i test condotti da UFC-Que Choisir (https://www.quechoisir.org/actualite-masques-chirurgicaux-vous-pouvez-les-laver-et-les-reutiliser-n85015/), sembra che le mascherine chirurgiche mantengano buone capacità di filtrazione anche dopo 10 lavaggi in lavatrice a 60 gradi. L'associazione francese dei consumatori ha effettuato test su tre modelli acquistati in supermercati e farmacie che mostrano una capacità di filtrazione compresa tra il 90% e il 100% anche dopo 10 lavaggi, e altrettante volte in asciugatrice e stiratura delicata. "Nonostante un leggero infeltrimento, le maschere chirurgiche lavate sono quindi alla pari, e non solo, con le maschere in tessuto più efficienti con garanzia Afnor / DGA", attesta l'UFC-Que Choisir.
Per l'associazione, le maschere usa e getta sono quindi altrettanto efficienti, pur essendo meno costose per unità. Una maschera usa e getta viene così venduta tra i 10 ei 60 centesimi ciascuna, contro 3/15 euro per una maschera in tessuto, riutilizzabile anche 10 volte. A ottobre, un gruppo di ricercatori ha sostenuto la "tecnica della busta" (https://www.adioscorona.org/questions-reponses/2020-10-01-pollution-masque-chirurgical-plusieurs-fois-porter-utiliser-mer-ocean.html), che consiste nel riporre le maschere in buste di carta per una settimana, in modo da poterle riutilizzare. "Il 99,9% dei coronavirus SARS-CoV-2 è inattivo dopo sette giorni sulla facciata esterna e quattro giorni sulla facciata interna, certificano i ricercatori. Possiamo così conservare la maschera per un tempo molto lungo e riciclarla almeno 20 o 30 volte, il che consente più di sei mesi di utilizzo."

Le mascherine di protezione delle nostre vie aeree e quelle degli altri
Sono di diversi tipi
- FFP1, con copertura da patogeni dell'80%, ma riducono l'ossigeno dal 5 al 20%, quindi non tutti sono in grado di utilizzare e non sono ideali quando fa caldo.
- FFP2 (N95), son le più efficaci per limitare i contagi. Sono infatti quelle che usate dagli operatori sanitari, che stanno a contatto con persone affette da Covid-19. Queste mascherine riescono a bloccare il 94% delle particelle sospese nell'aria, tra cui il coronavirus e diversi altri patogeni. Con il caldo però non vanno utilizzate perché non lasciano fluire il calore, facendo quindi aumentare la temperatura del viso. Queste mascherine, indossate per molto tempo provocano anche un significativo aumento dell'umidità, della difficoltà respiratoria e un generale disagio.
- FFP3, offrono la migliore filtrazione e proteggono anche da particelle molto fini, come per esempio quelle dell'amianto.

Mascherine lavabili certificate
Registrate dal Ministero della salute e testate secondo le normative vigenti, sono sanificate e pronte all'uso. Tessuto traspirabile e resistenti a numerosi lavaggi.

Mascherine protettive non DPI
In tessuto, 100% cotone ed uno strato protettivo esterno 100% tnt. Si possono lavare a mano o in lavatrice con igienizzanti o disinfettanti, non superando i 40 gradi. Proteggono dalle goccioline di saliva e riducono la diffusione di agenti infettivi che possono essere emessi da starnuti o tosse.

Mascherine per bambini
L'obbligo ad indossarle è dai 6 anni in poi. Importante è trovarle di dimensioni ridotte rispetto a quelle standard sì da aderire e coprire naso e bocca. Per invogliare i bambini ad indossarle (chirurgiche o in tessuto) in commercio ce ne sono colorate o con motivi da loro amati, come quelli dei cartoni animati.
Come per gli adulti, anche per i bambini è bene ricordarsi che l'uso prolungato delle ffp2 non permette una buona ventilazione.



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sabato 14 novembre 2020

CASTELLABATE - LA PESCA SPORTIVA È CONSENTITA PERCHÉ RICONOSCIUTA DAL CONI


 Castellabate - In vista dell’imminente entrata in vigore della “Zona Rossa “ della Campania , sono tanti i diportisti che si stanno chiedendo se da domani devono “attaccare l’amo al chiodo “ e rinunciare alla pesca amatoriale . 

La risposta è dettata dalle normative vigenti previste dai vari decreti del presidente del consiglio . Si la pesca amatoriale è consentita perché è riconosciuta dal CONI . 

Dunque nessun stop per gli amatori del settore che però debbono applicare lo stesso le misure di prevenzione previste . Distanziamento interpersonale, mascherina e igiene personale . 

In questo periodo soprattuto nelle piccole realtà costiere come quella di  Castellabate è in corso la stagione della pesca ai calamari e sono tanti gli amatori che nelle ultime ore sono andati letteralmente in tilt perché  le disposizioni non specificavano alcuni punti e dunque capire se dovevano rinunciare a tale disciplina . 


CASTELLABATE - ATTIVO IL SERVIZIO PER ASSISTENZA A CITTADINI SOLI E PER SUPPORTO SOCIALE


 CASTELLABATE - Il Comune di Castellabate ha attivato uno sportello e un numero dedicato alla pronta assistenza per i cittadini che necessitano, in questo periodo di emergenza sanitaria, di assistenza domiciliare e di un concreto sostegno nel quotidiano. Nello specifico si tratta di un servizio completamente gratuito, gestito direttamente dall'Ufficio Servizi Sociali dell'ente, dedicato agli over 65, alle persone sole e a coloro che vivono un momento di difficoltà economico o sociale. Il numero della pronta assistenza è 0974 960147, ed è attivo dal lunedì al venerdì, dalle ore 9 alle ore 12:30. Inoltre è possibile contattare lo stesso recapito anche in  chat tramite whatsapp. Il progetto sarà portato avanti in collaborazione con il COC, centro operativo comunale, e con il prezioso supporto operativo delle associazioni di volontariato.

«Intendiamo offrire assistenza affinché tutti coloro che ne abbiano bisogno possano usufruire di un supporto concreto come la consegna a domicilio di spesa e farmaci – dichiara l’assessore alle Politiche Sociali, Elisabetta Martuscelli – la situazione attuale ha inciso sulla tenuta complessiva del tessuto sociale, reso ancora più fragile durante la pandemia: abbiamo per questo attivato una rete di supporto affinché nessuno di senta solo nell’emergenza».


💳 Marco Nicoletti copyright © 2020 


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