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domenica 24 maggio 2026

NOTTE DEI MUSEI DI ROMA 2026: 80.000 PRESENZE IN TUTTA LA CITTÀ


NOTTE DEI MUSEI DI ROMA 2026: 80.000 PRESENZE IN TUTTA LA CITTÀ

Grande risposta di pubblico per la XVI edizione della manifestazione capitolina

Tra i momenti più applauditi della serata, l’esibizione pianoforte e voce di Ditonellapiaga al Museo dell’Ara Pacis

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Roma, 24 maggio 2026 – Grande entusiasmo nella Capitale per la sedicesima edizione della Notte dei Musei di Roma, che la scorsa notte ha trasformato i Musei Civici e molti altri luoghi della cultura in spazi di festa e condivisione. La manifestazione si chiude registrando circa 80.000 presenze, un dato che consolida la tendenza di crescita costante delle ultime edizioni: 78mila presenze nel 2025 e 73mila nel 2024.

"È una risposta entusiasta quella delle romane e dei romani alla sedicesima edizione della Notte dei Musei: 80mila presenze complessive, in crescita rispetto allo scorso anno e all’anno precedente. E non è solo frutto del numero di appuntamenti, che è aumentato: i musei civici, da soli, hanno registrato 50mila visitatori. Alle cittadine e ai cittadini la cultura arriva, tocca il cuore, in una sola parola: emoziona. A dimostrarlo i dati dei musei Capitolini, in costante crescita negli ultimi mesi. Tutti gli altri appuntamenti nei luoghi culturali della città hanno raccolto adesioni entusiaste, un segnale di come la cultura sia diventata, di questi tempi, ancora di più una forma di pensiero critico, di grazia, di vita” dichiara l’Assessore alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria di Roma Capitale, Massimiliano Smeriglio.

Fin dall’apertura delle ore 20.00, il pubblico ha dimostrato grande partecipazione, affollando gli oltre 70 spazi espositivi e siti culturali della città in maniera costante per tutta la serata. Luoghi della cultura che, a fronte di questa grande partecipazione, hanno risposto in maniera eccellente consentendo uno svolgimento regolare e ordinato fino alla chiusura delle 2.00 del mattino. Ampia anche la partecipazione del pubblico più giovane che è stato attratto dal ricco palinsesto di eventi e intrattenimento diffuso in tutta la città.

Ottime performance si registrano per il sistema dei Musei Civici di Roma Capitale, capaci di catalizzare da soli un'affluenza complessiva di circa 50.000 visitatori. Tra le mete più ambite spiccano i Musei Capitolini e il Campidoglio con circa 8.000 presenze, il Museo di Roma a Palazzo Braschi con circa 7.000. Fortissimo interesse anche per i Mercati di Traiano - Museo dei Fori Imperiali con circa 3.500 visitatori e per il Museo dell’Ara Pacis, che ha accolto circa 3.000 persone.

Proprio al Museo dell’Ara Pacis si è concentrata l’attenzione per l’evento di punta di questa sedicesima edizione: l’atteso live solo voce e piano di Ditonellapiaga. La cantautrice ha proposto al pubblico alcuni dei suoi brani più celebri rivisitati in una versione intima e acustica: dai recenti “Sì lo so” e “Hollywood”, passando a successi come “Chimica”, “Spreco di potenziale” o “Repito”, tratti dall’album Camouflage. Una performance di grande intensità, chiusa con l’esecuzione emozionante e l’energia profonda di “Che fastidio!”

Non solo nei Musei Civici, la serata ha vissuto numerosi momenti significativi anche negli altri spazi culturali della città che hanno aderito all’iniziativa. Riprova di tale entusiasmo sono, anche qui, i dati di afflusso fatti registrare da alcuni luoghi della vita culturale cittadina come il Polo Museale della Sapienza Università di Roma con oltre 8.000 presenze e il Palazzo Esposizioni Roma, raggiunto da circa 2.500 persone.

La NOTTE DEI MUSEI DI ROMA è promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e organizzata da Zètema Progetto Cultura. Official partner: Digital360 GOV. Radio ufficiale: Dimensione Suono Roma.

Green Bombing: a Milano l'educazione ambientale cambia linguaggio

Green Bombing: 

a Milano l'educazione ambientale cambia linguaggio


La scuola diventa laboratorio di arte pubblica, gaming e attivismo: il 29 maggio evento aperto al quartiere



Milano, 23 maggio 2026 — Mentre il dibattito sul clima resta spesso confinato a numeri e report che faticano a tradursi in nuovi comportamenti, in due scuole milanesi l'educazione ambientale ha scelto di parlare i linguaggi della contemporaneità. Urban art, gaming digitale, teatro performativo e sartoria upcycling sono diventati strumenti didattici per colmare la carenza di strumenti educativi adeguati sull’educazione ambientale, mettendo i ragazzi al centro come autori di un cambiamento concreto.

Venerdì 29 maggio l'IIS Marelli-Dudovich — istituto professionale radicato tra i quartieri di Dergano-Bovisa e QT8 — apre le porte alla città per l'evento conclusivo di GREEN BOMBING. Il progetto, capofilato da Project for People ODV in partenariato con Atelier Spazio XPO’ e finanziato da Fondazione Cariplo attraverso il bando Clima Creativo, ha visto gli studenti protagonisti di un percorso biennale che ha coinvolto complessivamente 280 ragazzi e formato 134 docenti, sperimentando un modello di apprendimento attivo che parte dai codici espressivi più vicini ai giovani per colmare la carenza di strumenti didattici adeguati sull'educazione ambientale.


Il progetto

GREEN BOMBING nasce dalla constatazione che nelle scuole milanesi mancano competenze e strumenti didattici efficaci per affrontare i temi ambientali in modo coinvolgente. Nei Municipi 8 e 9, dove oltre il 40% degli studenti dell'IIS Marelli-Dudovich proviene da diverse culture e paesi, la dispersione scolastica è alta e gli spazi pubblici di qualità scarseggiano, la scuola ha risposto mettendo i ragazzi al centro come autori, non come destinatari passivi.

L'istituto — con indirizzi che spaziano dal Made in Italy all'odontotecnica, dai servizi culturali e dello spettacolo al web community — si è rivelato il contesto ideale per questo approccio: i linguaggi scelti per il progetto, street art, poster art, gaming, videomaking, teatro partecipato, sartoria, upcycling e cura del verde corrispondono alle competenze già presenti nell'istituto e sono stati ancorati a due macro-tematiche, la lotta ai cambiamenti climatici e la riduzione e gestione dei rifiuti, con la supervisione scientifica del Comitato Green School, che ha dotato i ragazzi di strumenti per misurare concretamente il risparmio di CO₂ prodotto dalle loro eco-azioni.


Il gioco del clima

Il cuore della giornata sarà "Il Gioco del Clima", un percorso interattivo in cinque tappe che si snoda tra murales, l’orto didattico e installazioni multimediali nei corridoi. Gli studenti, nel ruolo di guide e performer, condurranno il pubblico attraverso una serie di "livelli" dove quiz ambientali e sfide sulla gestione dei rifiuti si intrecciano a riflessioni sull'angoscia climatica e sul futuro.

 

I laboratori: i linguaggi del progetto

Ogni laboratorio ha lavorato su un linguaggio specifico, contribuendo a costruire un percorso integrato di consapevolezza ambientale. Nel laboratorio di sartoria e upcycling, curato da Infinity Life, gli studenti hanno trasformato tessuti di recupero e capi dismessi in nuovi oggetti, scoprendo l’impatto della moda sull’ambiente e il valore del riciclo come atto creativo. Nel laboratorio di gaming, condotto da APS INTRA, la progettazione di giochi e videogiochi ha fatto emergere le connessioni tra scelte individuali e conseguenze collettive, sviluppando pensiero sistemico applicato alla crisi climatica. Nel laboratorio di teatro partecipato, guidato da ZonaK, gli studenti hanno esplorato il cambiamento climatico come questione profondamente umana, immaginando futuri possibili attraverso improvvisazione e narrazione. Nel laboratorio di cura del verde, condotto da Project for People e T12Lab, è nato il primo orto scolastico fuori suolo con l’installazione di sedute orto e la piantumazione di piante orticole e fiori melliferi. Nel laboratorio di urban art e rigenerazione, curato da Atelier Spazio XPO’ sotto la direzione di uno dei maggiori esperti di arte urbana Christian Gangitano, i plessi di via Livigno e via Oderzo sono stati trasformati dagli interventi dei maestri Cristian Sonda e Marco Teatro, che hanno lavorato insieme agli studenti per costruire opere realmente partecipate. A queste si aggiunge l’opera murale di Pablo Pinxit, cornice dell’azione performativa finale, dove figure iconiche della cultura urban — il Maranza, il Fluid, il Trapper, l’Eco, il Graffitaro, l’Emo, il Gymbro, lo Skater — si interrogheranno sui diversi modi di abitare il mondo di domani. Un riconoscimento va anche agli esponenti del BAU — Bovisa Arte Urbana — realtà radicata nel quartiere di Dergano-Bovisa, che hanno coordinato attività sulle culture street e urban art legate ai quartieri di provenienza degli studenti, portando dentro la scuola saperi e identità del territorio.


I partner

Il successo di Green Bombing è il risultato di una rete multidisciplinare coordinata da Project for People ODV, attiva da oltre 20 anni nelle periferie milanesi in progetti di educazione alla cittadinanza globale e sostenibilità ambientale. Insieme a Project for People: Atelier Spazio XPO', fondata da Christian Gangitano, realizza interventi di rigenerazione urbana attraverso l'urban art; T12Lab lavora su design sociale e sull’orticoltura urbana in collaborazione con università di design e architettura; ZonaK, spazio culturale milanese specializzato in teatro partecipato; Infinity Life si occupa di moda sostenibile e upcycling tessile; APS Intra progetta strumenti e metodologie che abilitano le persone a immaginare nuovi scenari per trasformarli in azioni concrete, nel proprio contesto locale; il Comitato Tecnico-Scientifico Green School garantisce la supervisione scientifica e il trasferimento delle buone pratiche educative.


Evento aperto al pubblico — ingresso gratuito 29 maggio 2026 | ore 12.00–15.30 IIS Marelli-Dudovich — via Livigno 11 (Municipio 9) 

 



sabato 23 maggio 2026

Animali, sicurezza stradale e social: arriva “Super Fra”

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Sulle orme di San Francesco arriva “Super Fra”, simbolo del 6° Pet Camper Tour, la campagna itinerante con Anas, Polizia, Carabinieri, contro l'abbandono e per un'Italia più eco pet-friendly
 
dal 31 maggio al 5 luglio 2026
 
 
Il primo Green Influencer della storia non postava su Instagram, ma parlava agli uccelli e faceva pace con i lupi. Nell’ottavo centenario della morte di San Francesco d’Assisi, che il 4 ottobre prossimo torna festa nazionale, l’associazione Pet Carpet riparte on the road con la sesta edizione della campagna itinerante contro l’abbandono e per la sicurezza stradale, che trasforma idealmente il Santo in un moderno “Super Fra”. Un personaggio che fa della gentilezza e del rispetto i suoi super poteri ed invita a cambiare passo: rallentare la frenesia quotidiana per sintonizzarsi sulle frequenze della natura e degli animali, con lo scopo di vivere in modo più sostenibile. Non solo un dovere ma un atto d’amore verso se stessi. Il viaggio, con il patrocinio di Fnovi  e Anas (Gruppo Fs) e con la partecipazione della Polizia di Stato e dell’Arma dei Carabinieri,  farà la sua prima tappa proprio ad Assisi presso la Basilica di Santa Maria degli Angeli il 31 maggio e l’1 giugno, per poi arrivare  il 13 e 14 giugno sul Lungolago di Castel Gandolfo e infine sostare, il 4 e 5 luglio, nel parco divertimenti Magicland a Valmontone, in provincia di Roma. La campagna itinerante e interattiva, ideata dall’Associazione Pet Carpet e dalla sua presidente la giornalista Federica Rinaudo, resa possibile grazie a realtà leader e storiche nel settore pet come PetStore Conad e Vitakraft e in quello del green con Verdemax, si propone di scuotere le coscienze attraverso una serie di esperienze, giochi e laboratori per sottolineare il valore prezioso degli animali nella vita quotidiana, l’importanza di un'adozione responsabile, del rispetto della natura e di una corretta educazione stradale, in grado di mettere in sicurezza uomini e animali durante il viaggio. A tal proposito sarà anche presentata la nuova campagna contro l'abbandono degli animali dell'Anas, intitolata "Non abbandonare una parte di te".  Il termine “Fra”,  tanto caro ai ragazzi che lo utilizzano in maniera abbreviata per indicare “fratello”, diventa uno strumento per arrivare dalla strada al cuore, proprio come faceva San Francesco d’Assisi con il suo concetto di “Fratello Sole“ e “Sorella Luna”. Nelle piazze il Pet Camper Tour proporrà, quindi, laboratori creativi sull’importanza del riciclo, della cura di piante ed animali, ma anche incontri e testimonianze per contrastare l’abbandono, il tutto attraverso attività  pensate sia per adulti che per bambini. Sarà, inoltre, possibile lasciare video testimonianze o dediche per i propri amici a quattro zampe, che saranno raccolte da un team di videomaker e selezionate per il Pet Carpet Film Festival, la rassegna cinematografica internazionale sul mondo animale in programma a Roma nel settembre 2026. Un focus particolare in ogni tappa sarà dedicato alla biodiversità, elemento cruciale per la salute del nostro pianeta, perché è fondamentale ricordare che guardare il video di un cane o un gatto sullo smartphone è una cosa, ma  fuori dalla finestra c’è un mondo intero che ci aspetta in 8K e senza bisogno di Wi-Fi. 

Fermo pesca 2025: le organizzazioni chiedono la proroga al 31 luglio per la presentazione delle domande di indennità

Fermo pesca 2025: le organizzazioni chiedono la proroga al 31 luglio per la presentazione delle domande di indennità

Le organizzazioni rappresentative della pesca e dell'acquacoltura — AGCI Pesca e Acquacoltura, Confcooperative FedAgriPesca, Legacoop Agroalimentare, Coldiretti Pesca, Federpesca, FLAI-CGIL, FAI-CISL e UILA Pesca — hanno inviato oggi una nota congiunta alla Ministra del Lavoro e delle Politiche Sociali, On. Marina Elvira Calderone, e al Ministro dell'Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, On. Francesco Lollobrigida, per chiedere la proroga della scadenza del 30 giugno per la presentazione delle domande di indennità per il fermo pesca 2025.

La richiesta è di spostare il termine al 31 luglio 2025.

«Ad oggi non sono ancora disponibili i modelli da compilare, le procedure non sono state comunicate in maniera completa e il decreto non è ancora stato pubblicato. In queste condizioni è impossibile chiedere agli operatori di presentare domanda entro il 30 giugno» dichiarano congiuntamente le organizzazioni firmatarie. «Chiediamo ai Ministri un intervento immediato per evitare che lavoratori e imprese vengano penalizzati a causa di ritardi che non dipendono da loro.»

Le organizzazioni evidenziano inoltre che il periodo individuato coincide con una fase particolarmente intensa sul piano amministrativo e fiscale, con scadenze concomitanti che gravano su imprese, consulenti e associazioni di categoria, aggravando ulteriormente le difficoltà operative già presenti.

«Un mese in più è il minimo indispensabile per garantire che tutti i soggetti aventi diritto possano accedere all'indennità senza incorrere in errori procedurali o esclusioni ingiuste» aggiungono i firmatari. «Confidiamo nella sensibilità dei Ministri e attendiamo un riscontro rapido» concludono le organizzazioni.


Ai microfoni di Radio Kiss Kiss il Presidente CONI Luciano Bonfiglio rilancia la candidatura olimpica Roma–Napoli 2036


Ai microfoni di Radio Kiss Kiss, radio supporter dell’America’s Cup di Cagliari,

il Presidente CONI Luciano Bonfiglio rilancia la candidatura olimpica Roma–Napoli 2036

Cagliari protagonista del grande sport internazionale con le regate preliminari della Louis Vuitton 38ª America’s Cup Preliminary Regatta, un appuntamento che conferma il ruolo sempre più centrale dell’Italia nel panorama degli eventi sportivi mondiali e che guarda già al grande obiettivo delle Olimpiadi Roma-Napoli 2036.

Nel corso della diretta speciale di oggi di Radio Kiss Kiss, radio supperter di America’s Cap a Cagliari, dal waterfront di Cagliari, all’interno della programmazione live dedicata all’evento, il Presidente del CONI Luciano Bonfiglio ha sottolineato il valore strategico dell’America’s Cup per il futuro dello sport italiano e per il percorso che punta alla candidatura olimpica di Roma e Napoli.

“L’America’s Cup è un’altra tappa importantissima del nostro percorso. È un percorso che porta il nostro Paese a essere sempre più centrale nell’organizzazione dei grandi eventi sportivi internazionali”, ha dichiarato Bonfiglio durante il collegamento con Radio Kiss Kiss da Cagliari.

Il Presidente del CONI ha evidenziato come l’Italia stia vivendo una fase straordinaria sotto il profilo sportivo e organizzativo, grazie alla capacità di ospitare manifestazioni di livello mondiale e di costruire una credibilità internazionale sempre più forte.

“Dopo le Olimpiadi di Parigi e quelle di Milano-Cortina, il nostro obiettivo guarda avanti. Roma e Napoli rappresentano una candidatura straordinaria per il le Olimpiadi 2036.”

Bonfiglio ha inoltre ribadito come eventi internazionali come l’America’s Cup rappresentino non soltanto un appuntamento sportivo di altissimo livello, ma anche una straordinaria opportunità di valorizzazione del Paese sul piano mediatico, economico e turistico.

“La credibilità, la capacità organizzativa e il coinvolgimento del pubblico italiano sono oggi riconosciuti a livello internazionale. Manifestazioni come questa dimostrano che l’Italia può competere ai massimi livelli nell’organizzazione dei grandi eventi mondiali.”

L’appuntamento di Cagliari conferma così il ruolo sempre più strategico dell’Italia nel circuito globale dei grandi eventi sportivi, in un percorso che punta con decisione verso il sogno olimpico di Roma-Napoli 2036.

L’intervento del Presidente del CONI è andato in onda all’interno degli spazi dedicati alla programmazione speciale di Radio Kiss Kiss dal waterfront di Cagliari, con contenuti e collegamenti live dedicati alla Louis Vuitton 38ª America’s Cup Preliminary Regatta Sardinia, in programma dal 21 al 24 maggio.

Con questa intervista, Radio Kiss Kiss conferma la propria capacità di presidiare i grandi eventi internazionali attraverso un racconto editoriale multipiattaforma, capace di valorizzare territori, sport e grandi appuntamenti globali, accompagnando il pubblico verso le sfide che guardano al futuro dell’Italia.



venerdì 22 maggio 2026

Usa-Iran: una pace sempre più vicina o solo una fake news

La notizia che il nuovo accordo di pace tra Usa e Iran costruito su nove punti sembra essere in dirittura di arrivo viene data in anteprima dalla emittente televisiva Al Arabiya, di proprietà Saudita che avrebbe ottenuto quella che descrive come la bozza finale di un accordo tra Stati Uniti e Iran, mediato dal Pakistan, che dovrebbe essere annunciato entro poche ore.

La bozza oggetto di molto interesse internazionale prevede: 1) un cessate il fuoco immediato e completo su tutti i fronti;2) l’impegno reciproco a non colpire le infrastrutture; 3) la garanzia della libertà di navigazione nel Golfo Persico e nello Stretto di Hormuz 4) un processo di monitoraggio con meccanismo congiunto da stabilire;5) Tutte le sanzioni verrebbero gradualmente revocate in cambio dell'adesione dell'Iran, con l'avvio di negoziati sulle questioni in sospeso entro sette giorni.

L'accordo in questione sembra essere stato condiviso tra le parti in guerra e dovrebbe entrare in vigore subito dopo il suo annuncio ufficiale. Naturalmente ci sono molte perplessità riguardo i punti che nono molto ampi e non tengono in considerazione uno dei fattori scatenanti della guerra l’arricchimento dell’uranio e il futuro stoccaggio in Russia.

Tra i fattori realistici e che possono favorire ulteriori troviamo il "cessate il fuoco immediato e completo su tutti i fronti" che significa fondamentalmente anche per il Libano, nodo debole è Israele che dovrà accettare suo malgrado che tutto questo non va nella direzione del decadente governo di Netanyahu prossimo alla cacciata elettorale.

E poi, di fatto, ci sarebbe uno scambio tra tutto e nulla. L'Iran sbloccherebbe lo Stretto di Hormuz, in cambio della promessa che le sanzioni verranno un po' alla volta revocate. Anche se, ovviamente, potrebbe bloccarlo di nuovo in qualunque momento, farlo adesso non mi sembra una buona mossa. Intanto il 22 maggio sono passate ben 35 navi dallo stretto di Hormuz, accettando il pedaggio e la rotta iraniana come riferito dal comando delle guardie rivoluzionarie, cioè quasi un terzo del traffico normale, segno che stanno imponendo di fatto il controllo; perché l’Iran dovrebbe fermare adesso questo processo?

Il gioco delle carte è molto incerto e l’oggetto di scambio non rende plausibile un immediato processo di pace perché per la non presenza di un vero oggetto di scambio, oltretutto da parte Iraniana si ricorda quanto siano inaffidabili gli statunitensi? Nella migliore delle ipotesi, potrebbero trascinare i negoziati sin dopo le elezioni di midterm, per poi dichiararsi insoddisfatti e ripartire con la guerra, ma stavolta più preparati. Nella peggiore, potrebbero colpire nei prossimi giorni, dopo che Teheran ha accettato l'accordo.

Cosa ci sia dietro l’emittente Al Arabiya non lo sappiano ma certo molte notizie non sono diffuse non sono state affidabili in quanto canale di proprietà saudita che riflette anche gli interessi di RIAD, è lecito ipotizzare che sia anche un modo per condizionare le trattative.

Nel complesso, un accordo (preliminare) di questo tipo mi sembra molto più utile a Trump che non agli iraniani. Che fondamentalmente non porterebbero a casa alcun risultato, lasciando agli Stati Uniti il tempo per riorganizzarsi e valutare cosa fare. L'unica cosa ascrivibile sarebbe il rinvio del tema nucleare ma è ben poco, a fronte del rischio implicito.

Peraltro, arrivano notizie da fonti vicine alla squadra negoziale iraniana, secondo le quali non c'è ancora un progetto di bozza finale, e comunque la diffidenza verso gli USA negli ultimi tempi è cresciuta considerevolmente, spingendo la leadership di Teheran a dare per altamente probabile la ripresa del conflitto cinetico.

Da parte Americana il vice capo dello staff della Casa Bianca per le politiche, Stephen Miller, se ne è uscito con una nuova minaccia: "L'Iran ha una scelta: o accettare un documento che soddisfi gli Stati Uniti, o affrontare una punizione da parte delle nostre forze militari come non se ne sono viste nella storia moderna. Questa è la scelta che devono fare..."

Secondo fonti Iraniane è difficile quindi pensare che siamo realmente vicini ad un accordo, foss'anche solo preliminare. L'ipotesi più probabile è che, per ragioni meramente tattiche e speculative, una parte dell'amministrazione USA dia per fatte cose che non lo sono per nulla - come del resto è già accaduto più volte negli ultimi due mesi.

Secondo Al Jazira invece il capo dell'esercito pakistano, Asim Munir, si sta recando a Teheran nell'ambito degli intensi sforzi del Paese per mediare una soluzione tra Stati Uniti e Iran. Intanto il segretario di Stato americano Marco Rubio ha affermato che ci sono stati dei "lievi progressi" nei colloqui con l’Iran per porre fine alla guerra, aggiungendo di non voler esagerare sulla portata di tali progressi.

La guerra di Israele continua ed oggi in un attacco Israeliano a Deir Qanoun en-Nahr, in Libano, ha causato sei morti, tra cui due soccorritori e un bambino siriano, secondo quanto riferito dal Ministero della Salute pubblica del Paese.

Naturalmente quelle che contano sono le reazioni ufficiali in relazione alla pace e che speriamo non tardino a venire viste le ripercussioni globali che tali atti bellicistici hanno provocato nel mondo. E staremo a vedere quale sarà la reazione iraniana alla notizia di Al Arabiya.

CILENTO - POSIDONIA SPIAGGIATA - COME E QUANDO PUÒ ESSERE RIMOSSA

La Posidonia oceanica spiaggiata non può essere rimossa liberamente perché è considerata una componente fondamentale dell’ecosistema costiero, ed è protetta da norme europee, nazionali e regionali.

Perché è importante lasciarla sulla spiaggia

Le “banquettes” di posidonia (gli accumuli marroni che si vedono sulla battigia):

  • proteggono la costa dall’erosione, attenuando onde e mareggiate;
  • trattengono la sabbia, evitando che la spiaggia si assottigli;
  • ospitano piccoli organismi e nutrienti utili all’ecosistema;
  • indicano la presenza di praterie marine sane al largo, che producono ossigeno e assorbono CO₂.

Rimuoverla completamente può accelerare l’erosione della spiaggia, soprattutto in inverno.

È una legge?

Sì. La Posidonia oceanica è tutelata da diverse normative ambientali europee e italiane. In molte regioni italiane la rimozione è consentita solo:

  • per motivi sanitari o di sicurezza;
  • in aree turistiche specifiche;
  • con autorizzazioni comunali o regionali;
  • spesso prevedendo il riposizionamento stagionale della posidonia dopo l’estate.

Molti comuni adottano infatti la “movimentazione temporanea”: la spostano durante la stagione balneare e la riportano in spiaggia in inverno.

Però a volte la tolgono

Succede soprattutto nelle località turistiche, perché:

  • i turisti la percepiscono come sporco o cattivo odore;
  • ostacola l’accesso al mare;
  • incide sull’estetica della spiaggia.

Ma oggi le linee guida ambientali spingono verso una gestione più sostenibile, evitando l’asportazione definitiva e lo smaltimento in discarica.

Fa male o è inquinata?

Normalmente no. La posidonia morta non è pericolosa né segno di mare sporco. L’odore deriva dalla decomposizione organica naturale, soprattutto quando resta umida e compressa.

 

giovedì 21 maggio 2026

Ai CerAwards annunciata la collaborazione con gli Zero Assoluto per la nuova gamma solari

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CerAwards 2026
CeraVe lancia la nuova gamma solari e annuncia la collaborazione
con gli Zero Assoluto per un’estate di divertimento e pelle protetta

 
Il jingle presentato in anteprima alla seconda edizione del contest dedicato ai migliori creator della community, in una serata di festa tra skincare, social e innovazione
 
Milano, 21/05/2026 – Si è conclusa la seconda edizione dei CerAwards 2026, il contest che CeraVe dedica alla propria community digitale e ai creator più creativi e innovativi.
 
La cerimonia di premiazione, svoltasi il 19 maggio durante un gala esclusivo preceduto dal Blue Carpet, che ha riunito finalisti, top creator e ospiti del mondo beauty e digital. 
 
Ospiti speciali della serata sono stati gli Zero Assoluto, che hanno svelato in anteprima l’esclusivo jingle realizzato con CeraVe, pronto a far ballare per tutta l’estate... senza dimenticarsi di proteggere la pelle.
Il gruppo ha infatti reinterpretato la sua celebre hit “Per dimenticare”, con una nuova versione che strizza l’occhio al mondo della fotoprotezione, in cui CeraVe ha fatto il suo ingresso per la prima volta proprio quest’anno. Il remake ruota attorno allo slogan “la crema solare che amerai spalmare”, enfatizzando la piacevolezza d’uso delle texture e la gestualità quotidiana della protezione solare.
 
Il brano diventerà la colonna sonora ufficiale delle nuove protezioni solari CeraVe, una linea completa di cinque referenze pensate per l’uso quotidiano su viso, corpo e zone delicate, rafforzando il concept creativo della linea, che ben si sposa con l’impegno del brand e allo stesso tempo con il suo spirito leggero e relatable.
 
Un piccolo assaggio d’estate in una cornice di festa per tutta la community CeraVe, riunita per scoprire i vincitori della seconda edizione dei CerAwards.
 
Anche quest’anno, il contest ha invitato i creator a mettersi in gioco scegliendo una delle categorie in gara (Edutainment, Original, Skin-Incident e Trend) e condividendo sui propri canali social un contenuto video tra Reel, TikTok o YouTube. Un’iniziativa pensata per valorizzare l’espressione creativa e il racconto autentico del brand attraverso i linguaggi nativi delle piattaforme. Protagonisti del progetto sono stati i CeraLovers e i MedFluencers, tra content creator e professionisti della salute impegnati nella divulgazione scientifica sui social.
 
Una giuria del brand ha valutato i contenuti sulla base di creatività, engagement, coerenza e qualità narrativa, senza considerare la fanbase dei partecipanti, garantendo un processo di selezione indipendente e trasparente.
Nel corso della serata sono stati annunciati i vincitori delle quattro diverse categorie, che hanno ricevuto in premio un viaggio a Los Angeles per partecipare ad un evento internazionale sul lancio dei solari, e ai CerAwards globali insieme a CeraVe.
 
Con i CerAwards, CeraVe conferma il proprio impegno nel creare connessioni autentiche con la community, unendo divulgazione, creatività e intrattenimento in un racconto sempre più vicino alle nuove generazioni, tra musica, skincare e creatività.

Circonomia 2026. L’ITALIA SI CONFERMA TRA I LEADER EUROPEI DELLA CIRCOLARITÀ, MALE NELLA TRANSIZIONE ENERGETICA

L’ITALIA SI CONFERMA TRA I LEADER EUROPEI DELLA CIRCOLARITÀ, VA MALE  NELLA TRANSIZIONE ENERGETICA: NEGLI ULTIMI CINQUE ANNI LA DIPENDENZA DAI FOSSILI È DIMINUITA DI APPENA IL 4%, CONTRO IL -13% DELLA MEDIA UE

Al Festival di Circonomia presentati i dati europei su decarbonizzazione ed economia circolare: il nostro Paese giù dal podio, ora è quarto nella classifica UE

Alba, 21 maggio 2026 – L’Italia conferma il proprio ruolo tra i Paesi europei più avanzati nell’economia circolare, ma mostra segnali sempre più evidenti di ritardo nella transizione energetica. È quanto emerge dal Rapporto 2026 “TRANSIZIONE ENERGETICA, DECARBONIZZAZIONE, ECONOMIA CIRCOLARE: EUROPA AVANTI PIANO, ITALIA INDIETRO TUTTA” a cura di DUCCIO BIANCHI (Istituto Ambiente Italia) che sarà presentato durante l’undicesima edizione di Circonomia, il Festival dedicato all’economia circolare e alla sostenibilità in programma ad Alba dal 21 al 23 maggio.

Secondo l’analisi, che comprende un set di 23 indicatori, l’Italia occupa quest’anno la quarta posizione tra gli Stati dell’Unione Europea, preceduta da Danimarca, Olanda e Austria.  Nelle passate edizioni del Rapporto era risultata a lungo sul podio. Nel blocco degli indicatori di circolarità e gestione dei rifiuti il nostro Paese conferma la sua tradizione consolidata di eccellenza nel riciclo e nell’uso efficiente delle risorse. Invece l’Italia  va decisamente male negli indicatori energetici e climatici: qui guidano la classifica Svezia e Danimarca, nonostante il loro “svantaggio” climatico rispetto ai Paesi mediterranei che li obbliga a consumi energetici per riscaldamento elevati, mentre  l’Italia si colloca sotto la media europea e registra un peggioramento rispetto allo scorso anno. Un dato su tutti fotografa questo ritardo: in Italia tra il 2019 e il 2024 il consumo energia da fonti non rinnovabili, essenzialmente da fonti fossili, si è ridotto appena del 4% rispetto ad una riduzione media del 13% in UE.

“L’immagine che emerge è quella di un ‘bicchiere relativamente pieno’, rappresentato dalla circolarità, affiancato da un “bicchiere semivuoto”, quello della transizione energetica - dichiara Roberto Della Seta, Direttore Scientifico di Circonomia -. Il ritardo italiano nella decarbonizzazione energetica è un grande problema non solo nella lotta alla crisi climatica: è un danno all’interesse generale del Paese, perché continuare a dipendere dai fossili nel mondo impazzito di oggi significa mettere a rischio la nostra sovranità e indipendenza”.

A livello europeo, per il quarto anno consecutivo, quasi tutti gli indicatori ambientali mostrano in Europa segnali di miglioramento, seppur molto rallentati rispetto agli anni precedenti: si riducono i consumi energetici procapite e quelli da fonti non rinnovabili, mentre cresce la quota di energie rinnovabili sia nei consumi complessivi sia nella produzione elettrica. L’unica eccezione riguarda l’aumento delle emissioni medie di CO₂ delle nuove automobili immatricolate.

In questo quadro generale, l’Italia registra performance più deboli della media europea e, in diversi casi, un netto peggioramento. La frenata appare evidente soprattutto osservando il periodo 2019-2024: l’evoluzione positiva che aveva portato l’Italia tra i leader di circolarità e transizione ecologica si è ormai stabilmente interrotta e dal 2022 la crescita italiana è risultata sistematicamente inferiore a quella della media UE e degli altri Paesi leader della transizione energetica. Negli ultimi 10 anni i miglioramenti dell’Italia, complessivi e per singolo indicatore, sono stati tra i più bassi in Europa.

Particolarmente critici risultano i dati sui consumi energetici e sulle fonti fossili. Nel periodo 2019-2024 i consumi energetici procapite italiani sono diminuiti rispetto alla media europea (-9% vs -12%), mentre come detto  il consumo da fonti non rinnovabili si è ridotto molto meno che nella media UE. Anche la crescita delle energie rinnovabili appare insufficiente: nello stesso periodo la quota italiana di rinnovabili sui consumi finali è aumentata del 7%, contro il 27% europeo (e del 30% in Germania, del 35% in Francia e del 42% in Spagna).

Nel settore solare, tra il 2019 e il 2025, l’Italia ha poco più che raddoppiato la propria capacità fotovoltaica (+111%), mentre l’insieme dell’UE l’ha quasi triplicata (+173%). La crescita italiana risulta inferiore sia a quella di Paesi già fortemente sviluppati come la Germania (+140%), sia a quella di Paesi emergenti nel settore come la Spagna (+372%).

L’Italia rimane eccellente a livello europeo in termini di circolarità e riciclo dei rifiuti (93%), nettamente superiore alla media UE (61%). Anche il riciclo dei rifiuti urbani supera leggermente la media europea (52,3% vs 48,1%) e negli ultimi cinque anni è cresciuto nella media UE (+1,7% vs 1,9%).


Eni rafforza la propria strategia globale nel GNL con accordi di fornitura a lungo termine in Indonesia

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Eni rafforza la propria strategia globale nel GNL con accordi di fornitura a lungo termine in Indonesia


San Donato Milanese (Milano), 21 maggio 2026 Eni ha firmato tre accordi a lungo termine per l’acquisto di gas naturale liquefatto in Indonesia con sellers di GNL dei progetti South Hub e North Hub, entrambi operati da Eni con un interesse partecipativo che supera complessivamente l’80%. Questi contratti rafforzano ulteriormente il portafoglio globale di GNL di Eni e consolidano il ruolo dell’Indonesia come fornitore strategico per i mercati regionali e internazionali.

Gli accordi a lungo termine riguardano volumi di GNL provenienti dai progetti di sviluppo del gas operati da Eni nel bacino dei Kutei e prevedono un volume cumulativo di circa 2 milioni di tonnellate all’anno (MTPA). Il GNL sarà fornito attraverso gli impianti esistenti di Bontang LNG nel Kalimantan Orientale, anche tramite la riattivazione di un treno rimasto inattivo per diversi anni, massimizzando così l’utilizzo delle infrastrutture energetiche esistenti in Indonesia.

Questi volumi addizionali di GNL contribuiranno a diversificare e rafforzare ulteriormente il portafoglio globale integrato di Eni, sostenendo l’obiettivo della società di raggiungere oltre 20 MTPA di GNL contrattualizzato entro il 2030.

Gli accordi confermano la strategia di crescita integrata di Eni, che combina lo sviluppo del gas nell’upstream, l’utilizzo efficiente delle infrastrutture di GNL e l’accesso ai mercati globali, contribuendo al contempo a sostenere la crescente domanda energetica della regione e la transizione energetica attraverso forniture affidabili a minore intensità carbonica.

Eni è presente in Indonesia dal 2001 e detiene un portafoglio upstream diversificato che copre attività di esplorazione, sviluppo e produzione. La produzione netta è di circa 90.000 barili equivalenti di petrolio al giorno, provenienti principalmente dai giacimenti offshore di Jangkrik e Merakes nel Kalimantan Orientale.

Jackie Kennedy - Moriva 32 anni fa la first lady della nuova frontiera

 Jackie Kennedy, il fascino eterno di una donna diventata leggenda


Ci sono figure che appartengono alla storia e altre che, con il passare del tempo, entrano nel mito. Jackie Kennedy appartiene senza dubbio alla seconda categoria. A oltre trent’anni dalla sua morte, avvenuta il 19 maggio 1994, Jacqueline Kennedy Onassis continua a rappresentare un simbolo universale di eleganza, intelligenza e dignità. Non soltanto la moglie di un presidente americano, ma una donna capace di attraversare tragedie personali e trasformarsi in un’icona senza tempo.

Nata Jacqueline Lee Bouvier nel 1929, Jackie crebbe in un ambiente colto e privilegiato, sviluppando presto una forte passione per la letteratura, l’arte e la cultura europea. Prima ancora di diventare first lady, lavorò come fotografa e giornalista, mostrando quella curiosità intellettuale che avrebbe caratterizzato tutta la sua vita. L’incontro con John Fitzgerald Kennedy cambiò il suo destino e nel 1961, a soli 31 anni, entrò alla Casa Bianca diventando una delle first lady più amate della storia americana.

Con Jackie, la Casa Bianca cambiò volto. Non si limitò a interpretare il ruolo istituzionale con grazia: volle trasformare la residenza presidenziale in un centro culturale, promuovendo restauri storici e ospitando artisti, musicisti e intellettuali. Il suo stile raffinato conquistò il mondo, ma dietro l’immagine glamour si nascondeva una donna determinata, colta e profondamente consapevole del peso del proprio ruolo pubblico.

La sua immagine rimarrà però per sempre legata al dramma del 22 novembre 1963. Jackie era accanto al marito a Dallas quando il presidente Kennedy venne assassinato. Le fotografie di quel giorno fecero il giro del mondo: il celebre tailleur rosa, lo sguardo smarrito, il dolore trattenuto con una compostezza quasi irreale. In quei momenti Jackie divenne qualcosa di più di una first lady. Divenne il simbolo della dignità davanti alla tragedia.

Dopo l’assassinio di Kennedy, cercò di allontanarsi dall’attenzione mediatica. Nel 1968 sposò l’armatore greco Aristotle Onassis, scelta che suscitò molte polemiche negli Stati Uniti ma che per lei rappresentava probabilmente un bisogno di protezione e stabilità. Rimasta vedova una seconda volta, tornò a New York e intraprese una nuova vita lavorando nel mondo editoriale, lontana dai riflettori della politica ma sempre circondata dalla cultura e dai libri che aveva amato fin da giovane.

Negli ultimi anni affrontò con grande riservatezza la malattia che la avrebbe portata alla morte: un linfoma non Hodgkin. Morì a 64 anni nel suo appartamento di Manhattan, lasciando dietro di sé non soltanto un’eredità di stile, ma un’immagine femminile capace di attraversare le generazioni.

Ancora oggi Jackie Kennedy continua a esercitare un fascino straordinario. Le sue fotografie, il suo modo di parlare, la sua eleganza sobria e mai ostentata sono entrati nell’immaginario collettivo. Ma il motivo per cui il mondo continua a ricordarla non è soltanto estetico. Jackie rappresenta la capacità di mantenere classe e umanità anche nei momenti più difficili.

In un’epoca in cui tutto viene mostrato e consumato rapidamente, Jackie Kennedy resta un mistero elegante e irripetibile. Ed è forse proprio questa sua capacità di sfuggire completamente al tempo che continua, ancora oggi, a renderla immortale.


Marco Nicoletti 

#Jfk #jackiekennedy #usa #johnkennedy 


mercoledì 20 maggio 2026

Dolore cronico: dalla biologia sintetica una strategia alternativa agli oppioidi

Dolore cronico: dalla biologia sintetica una strategia alternativa agli oppioidi

 

Uno studio internazionale coordinato dall'Università Statale di Milano ha sviluppato un peptide sintetico che interrompe la comunicazione tra le molecole nei neuroni responsabili della trasmissione del dolore. La ricerca, pubblicata su The Journal of Physiology, pone le basi per trattamenti terapeutici efficaci senza gli effetti collaterali degli oppioidi.

Milano, 19 maggio 2026 – Il dolore cronico è un’emergenza sanitaria globale, aggravata dagli effetti collaterali e dalla dipendenza causata dall'uso di oppioidi utilizzati per mitigarlo. Una nuova prospettiva nella lotta alle neuropatie (condizioni croniche causate da una lesione o dal malfunzionamento del sistema nervoso centrale o periferico) arriva dall’Università Statale di Milano, dove un team internazionale di ricerca ha messo a punto un approccio innovativo, individuando un nuovo bersaglio molecolare da inibire tramite un peptide sintetico, che potrebbe quindi superare i limiti delle terapie a base di oppioidi.

Lo studio è stato coordinato da Andrea Saponaro, ricercatore del Dipartimento di Scienze Farmacologiche e Biomolecolari, con la collaborazione del team di ricerca di Anna Moroni, docente di Fisiologia della Statale, con il contributo dell’Università della Florida, ed è stato pubblicato su The Journal of Physiology.

La ricerca ha individuato un bersaglio molecolare specifico, il cAMP (adenosina monofosfato ciclico), una sorta di “interruttore chimico” che modula il comportamento dei neuroni del dolore e che è direttamente correlato a specifici canali presenti in questi neuroni, chiamati canali HCN2. Il cAMP potenzia l’attivazione dei neuroni e li rende più suscettibili, aumentando la trasmissione dei segnali dolorosi e la loro persistenza nel tempo.

 

È quindi proprio il legame tra la molecola cAMP e il neurone HCN2 a rappresentare un meccanismo chiave alla base del dolore neuropatico: intervenire su questa interazione, impedendone l’azione, consente di ridurre l’iperattività dei neuroni e, di conseguenza, il dolore.

 

Per bloccare selettivamente questa interazione e ridurre l’iperattività neuronale, i ricercatori hanno sviluppato un peptide sintetico, che ha eliminato il potenziamento del dolore, producendo effetti analgesici senza le conseguenze collaterali date dall’uso di oppiodi e suggerendo quindi la possibilità di sviluppare approcci farmacologici innovativi in grado di agire in modo selettivo sui meccanismi alla base del dolore.

 

“Uno degli aspetti più rilevanti di questa ricerca è la possibilità di intervenire sul dolore neuropatico agendo in modo mirato sui meccanismi che lo generano, senza ricorrere agli oppioidi. Oggi queste terapie rappresentano una risposta diffusa ma problematica, per via degli effetti collaterali e del rischio di dipendenza: il nostro approccio apre quindi la strada a una nuova generazione di trattamenti, capaci di affrontare il dolore cronico in modo più sostenibile, agendo sulle cause biologiche e non solo sui sintomi”, conclude Saponaro.

 

La ricerca ha ottenuto il sostegno di Fondazione Cariplo e Fondazione Telethon.

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