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giovedì 19 febbraio 2026

Emergenza idrica a Canicattì: azioni, non parole, ora mappatura e interventi.

Duemila anni fa gli antichi Romani costruivano reti idriche e fognarie ispezionabili, progettate per essere controllate e manutenute nel tempo, e se in epoca antica esisteva questa cultura della gestione e della manutenzione oggi a Canicattì la domanda è inevitabile: perché non si è ancora partiti dalla cosa più elementare. Dopo settimane di emergenza e gravi disagi non risulta ancora avviata una mappatura completa della rete da parte di personale specializzato, perché non si può intervenire solo nei punti segnalati dai cittadini o dove emergono perdite visibili in strada, ma serve un controllo sistematico su tutta la città con tecnici che ispezionino la rete e una squadra operativa pronta a intervenire. Senza iniziare non si risolverà mai nulla e ogni giorno perso significa acqua e fiducia perdute.

Calogero Coniglio e Maurizio Cirignotta, rispettivamente presidente e vicepresidente di ANAFePC, dichiarano: “Sugli allacci è stato chiesto l’intervento della Regione Siciliana, poiché una criticità così grave richiede un livello istituzionale superiore. Riteniamo che il riferimento istituzionale per garantire il diritto all’acqua ai cittadini di Canicattì sia proprio la Regione Siciliana, alla quale spetta assicurare che un servizio essenziale venga erogato con continuità e dignità, perché nell’emergenza prima di tutto si deve garantire acqua a tutti in modo dignitoso, poi si analizzano le cause, si definiscono le azioni correttive e, solo se emergono responsabilità, queste vengono accertate”.

Non si può chiedere alle famiglie di allacciarsi regolarmente se l’acqua arriva ogni 10-15 giorni, serve la certezza di avere acqua tutti i giorni come avviene normalmente nel resto d’Italia, così da permettere alle famiglie di organizzarsi e ricostruire la fiducia. Non è accettabile che oltre alla bolletta si debbano sostenere anche i costi dell’autobotte privata ed è evidente che negli anni molti cittadini abbiano disdettato il contratto proprio a causa della discontinuità del servizio. Per chi non è ancora allacciato e deve affrontare interventi onerosi come scavi e lavori strutturali necessari al collegamento, si ritiene necessario consentire la rateizzazione dei costi in bolletta per rendere sostenibile l’accesso alla rete.

Il problema dell’acqua a Canicattì dura da oltre quarant’anni e ha attraversato amministrazioni di ogni colore politico senza essere risolto, mentre i cittadini hanno sopperito alle carenze strutturali a proprie spese realizzando cisterne e serbatoi mai rimborsati. Oggi il livello di esasperazione ha raggiunto un punto mai visto prima e un’emergenza di tale portata richiede un’azione immediata e coordinata tra istituzioni, perché quando manca un servizio essenziale non è più solo una questione locale ma di tutela sanitaria, ordine pubblico e diritti fondamentali, motivo per cui serve un tavolo tecnico con dati, tempi e responsabilità certi.

I rappresentanti dell’associazione aggiungono: “Non siamo interessati alla vita politica locale né a polemiche personali e di essere consapevoli che un sindaco non può risolvere un problema strutturale dall’oggi al domani. Proprio per questo riteniamo che, dopo aver appreso della manifestazione, avrebbe potuto compiere un atto di moderazione e responsabilità istituzionale, poiché un semplice messaggio di apertura e disponibilità a ricevere una delegazione avrebbe contribuito ad abbassare la tensione, considerando che la grande maggioranza dei cittadini è composta da persone civili e perbene che chiedono solo rispetto e soluzioni”.

L’acqua è un bisogno primario e, con senso di responsabilità, l’associazione si è data una tempistica prima di avviare azioni formali, ricordando che ha presentato esposti esclusivamente in situazioni gravi, dopo aver tentato ogni strada di buon senso. L’ANAFePC ribadisce che, qualora non si vedessero cambiamenti concreti, sarà costretta a presentare un esposto.

“Continueremo il nostro impegno come portavoce dei cittadini nel rispetto delle istituzioni e della legge, perché si tratta di un diritto essenziale che non può più attendere”.

mercoledì 18 febbraio 2026

Cisgiordania la conquista silenziosa , lo stato palestinese viene delegittimato

Sotto gli occhi dei grandi si sta sgretolando lo stato palestinese ,questa è la realtà che si nasconde dietro il processo di pace voluto da Trump attraverso il Board di Gaza che nella realtà maschera obbiettivi ben diversi che nella facciata sono collegati alla pace. Dietro le quinte di una falsa facciata la ricostruzione del potere israeliano all’interno dei territori palestinesi. Naturalmente parliamo di controllo economico e logistico dei territori oramai conquistati e che da tempo fanno parte di un processo geopolitico espansionistico che Israele ha portato avanti negli anni.

Il concetto di stato che la risoluzione ONU del settembre 2025 ha sostenuto il riconoscimento di uno stato palestinese indipendente con la previsione di una soluzione a due stati e votato da 193 membri dell'organismo mondiale con 142 Paesi che hanno votato a favore della Dichiarazione di New York e 10 contro tra cui Usa e Israele. e 12 si sono astenuti. La risoluzione, presentata da Francia e Arabia Saudita, prevede che l'Autorità Palestinese governi e controlli tutto il territorio palestinese, con un comitato amministrativo transitorio istituito immediatamente dopo il cessate il fuoco a Gaza. "Hamas avrebbe dovuto deve porre fine al suo dominio a Gaza e consegnare le sue armi all'Autorità Palestinese", così si legge nella dichiarazione, aggiungendo la liberazione degli ostaggi.

Sempre la risoluzione suggerisce l'invio di una missione sostenuta dalle Nazioni Unite per proteggere i civili palestinesi e per fornire garanzie di sicurezza sia ai civili palestinesi che a quelli Israeliani, sostenere il trasferimento pacifico del governo all'autorità palestinese e monitorare il cessate il fuoco e un futuro accordo di pace.

Il concetto di controllo sui territori palestinesi tra cui la Cisgiordania è stata dichiarata da Israele che ha respinto la risoluzione dando una dichiarazione che poniamo in calce “."Questa dichiarazione unilaterale non sarà ricordata come un passo verso la pace, ma solo come un altro gesto vuoto che indebolisce la credibilità di questa Assemblea", ha dichiarato l'ambasciatore israeliano alle Nazioni Unite Danny Danon..Il più stretto alleato di Israele, gli Stati Uniti, si è opposto, con il consigliere della missione statunitense Morgan Ortagus che l'ha definita una "trovata pubblicitaria sbagliata e inopportuna che mina i seri sforzi diplomatici per porre fine al conflitto".

Una premessa altamente valida per la nascita del nuovo organismo del Board di Gaza che baypassa questa risoluzione e pone l’Onu in un piano di secondo livello contrastando le decisioni di molti paesi e ponendosi in alternativa chiara ad un organismo di garanzia rappresentato dall’ONU .Quello che oggi stà succedendo in Cisgiordania chiarifica le idee sul reale obbiettivo della ricostruzione perché Israele cerca di espandere ugualmente ed in maniera diversa il suo potere geopolitico nella zona oggetto di uno stato palestinese. La prima riunione convocata per il 19 febbraio a Washington avrà la legittimazione di un processo di potere mondiale diverso certamente non collegato all’Onu. L’Italia in tal senso è stata convocata come osservatore.

Ritornando alla conquista silenziosa della Cis Giordania (Ipotetico Stato Palestinese) di cui nessuno parla, Israele ha annunciato con la sua recente azione legislativa il controllo della Cisgiordania in maniera autocratica. Il testo non è stato reso noto ma sia la stampa locale che quella internazionale ne hanno divulgato le linee guida. In pratica Israele ripercorre la sua storia e facilita l’acquisizione di terre palestinesi da parte di coloni israeliani, attraverso l’abrogazione di un divieto decennale sulla vendita diretta di terreni della Cisgiordania con la de classificazione dei registri catastali locali.

Una risoluzione su territori non Israeliani che porta i coloni Israeliani a conoscere le identità dei proprietari palestinesi, un modo per prendere di mira i palestinesi proprietari obbligandoli e forzandoli a vendere ai coloni israeliani i propri terreni. Fino ad ora i coloni potevano acquistare case solo da società registrate e su terreni controllati dal governo israeliano. Le nuove misure autorizzano in pratica le forze militari israeliane a condurre operazioni di controllo e demolizioni anche nelle zone A e B della Cis Giordania che secondo gli accordi di Oslo sono sotto il controllo dell’autorità palestinese (ANP). Tutto deciso a porte chiuse dal gabinetto di sicurezza di Benjamin Netanyahu e naturalmente non è stata data una entrata in vigore e potranno essere applicate subito senza nessun altra approvazione.

Ci troviamo di fronte ad una annessione di fatto della Cisgiordania un vero cambio di passo rispetto al passato per raggiungere un controllo totale sia sulla legislazione, sulla pianificazione e sulla sicurezza della Cisgiordania. Una delle misure introdotte è la cancellazione del “Permesso di Transazione”per completare ogni acquisto immobiliare favorendo così frodi ed abusi nei confronti dei palestinesi che non vogliono vendere. Inoltre la consultazione pubblica dei registri catastali rendono i palestinesi dei bersagli utili ad un forzata vendita della loro proprietà.. Nasce in maniera autoritaria un nuovo controllo sui territori delle zone A e B che rappresentano il 40% della Cis Giordania sulla carta sotto il controllo dell’Autorità Nazionale Palestinese. La risoluzione pone anche sotto il controllo dell’ IDF tutti i territori della Cisgiordania con la prerogativa di demolire allontanare i palestinesi e i loro siti di culto e le loro risorse idriche.

Una condizione di potere militare che determinerà il collasso dell’ANP con una annessione di fatto che rappresenta un vero furto delle terre palestinesi in Cisgiordania. Secondo in New York Time i promotori della legge hanno definito gli accordi di Oslo del 93 degli ostacoli legali che vengono ora cancellati arbitrariamente. La dichiarazione di Smotrich è stata inconfutabile : “Stiamo radicando le nostre radici in ogni parte della Terra di Israele e seppellendo l’idea di uno Stato palestinese”.

Un processo basato sulle non regole internazionali che sempre più si sta diffondendo a livello globale anche se Washington sembra essere contraria all’annessione della Cisgiordania ad Israele. Naturalmente solo parole che non collimano con quello che in realtà sta succedendo perché gli insediamenti in Cisgiordania si sono espansi con rapidità. L’Onu nella sua timida considerazione ha solo dichiarato che la violazione degli accordi di Oslo e una flagrante violazione del diritto internazionale ed ha invitando Israele a revocare la norma . Una situazione molto controversa che oggi vede senza contare Gerusalemme est, circa tre milioni di palestinesi che vivono in Cisgiordania e 700 mila israeliani che vivono in insediamenti illegali in base al diritto internazionale.

lunedì 16 febbraio 2026

“Semplicemente Anna”: teatro, poesia e musica in omaggio ad Anna Magnani


Madrid – Sabato 21 febbraio alle 18:30, l’Istituto Italiano di Cultura di Madrid ospita Semplicemente Anna, uno spettacolo che intreccia teatro, poesia e musica per rendere omaggio ad Anna Magnani, icona del cinema italiano e simbolo della romanità del Novecento.

sabato 14 febbraio 2026

Roma. Protezione Civile, Allerta Meteo ARANCIONE e ORDINANZA n.2/2026





Comunicazione di Protezione Civile
Allerta ARANCIONE E ORDINANZA n.23/2026


Dalle prime ore di domani, sabato 14 Febbraio 2026, e per le successive 12-18 ore, si prevedono sul Lazio precipitazioni da sparse a diffuse, anche a carattere di rovescio o temporale. I fenomeni saranno accompagnati da rovesci di forte intensità, frequente attività elettrica e forti raffiche di vento.

Il Sindaco, al fine di prevenire ed eliminare gravi pericoli per l'incolumità pubblica, ha emanato a carattere precauzionale l'Ordinanza n.23 de 13 febbraio 2026, un provvedimento di limitazione di talune attività, a carattere ludico, ricreativo, sportivo o di intrattenimento, che si palesano come incompatibili con l'intensità delle piogge attese, le condizioni idrogeologiche del territorio e con i pericoli per le persone, e pertanto

ORDINA
al fine di prevenire pericoli per la sicurezza delle persone, per l'intera giornata del 14 febbraio 2026 e comunque fino a cessazione dell'allerta "arancione", sull'intero territorio capitolino:
 
  1. il divieto di svolgimento di attività aggregative ludico-ricreative o a carattere sportivo (non agonistiche), su aree pubbliche o su aree aperte al pubblico esposte ai fenomeni meteorici;
  2. il divieto di accesso, transito o circolazione alle aree verdi, ai giardini, ai parchi e alle ville storiche;
  3. il divieto di svolgimento di qualunque attività, già preventivamente autorizzata, nelle aree sottostanti ai carichi sospesi ed alla chioma delle alberature e nel raggio di loro potenziale caduta;
  4. la chiusura al pubblico dei cimiteri cittadini, fatta salva l'esigenza di assolvimento di adempimenti improcrastinabili concernenti i servizi funebri e le attività di polizia mortuaria;
  5. il divieto di accesso e pratica dei parchi fluviali e delle aree prospicienti a fiumi e corsi d'acqua per il pericolo di possibili piene
RACCOMANDA

alla cittadinanza di non esporsi a rischi e adottare i comportamenti di autoprotezione qui di seguito descritti:
 
  1. evitare sottopassi, argini di fiumi, fossi o canali e zone a rischio allagamento;
  2.  in casa, evitare seminterrati e non sostare a lungo sui balconi;
  3. all'aperto, cercare un luogo elevato e riparato ma non sotto le alberature o sotti i carichi pendenti;
  4. cercare di rimanere in una posizione riparata, evitando così di essere colpiti dall'eventuale caduta di oggetti;
  5. evitare l'attraversamento e la sosta nelle aree verdi e strade alberate per il possibile verificarsi di rotture di rami, anche di grandi dimensioni, o cadute di alberi che potrebbero colpire le persone o intralciare le strade;
  6. prestare cautela nell'avvicinarsi alle zone costiere e ai litorali evitando di sostare su pontili e moli;
  7. prestare cautela alla guida di autoveicoli –specie se telonati e caravan- e motoveicoli, al fine di evitare possibili sbandamenti a causa delle raffiche di vento, all'occorrenza, fermarsi;
  8. tenersi informati sull'evoluzione della situazione e seguire le indicazioni fornite dalle Autorità.

Per maggiori informazioni consulta le pagine web del sito istituzionali di Roma Capitale e le video pillole su cosa sapere e cosa fare in caso di emergenza meteo:

https://www.comune.roma.it/web/it/informazione-di-servizio.page?contentId=IDS1533218


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giovedì 12 febbraio 2026

Canicattì è ancora emergenza idrica , ANAFePC scrive a Schifani e alla Prefettura

L’Associazione ANAFePC interviene in merito alla persistente e grave crisi idrica che da tempo compromette la regolare fornitura di acqua potabile nei comuni della provincia di Agrigento e, in modo particolare, nel Comune di Canicattì.

Nonostante la deliberazione del Consiglio dei Ministri del 6 maggio 2024, con la quale è stato dichiarato lo stato di emergenza per la situazione di grave deficit idrico, successivamente prorogato per ulteriori dodici mesi, i cittadini continuano a subire frequenti interruzioni del servizio, razionamenti sempre più gravosi e disservizi prolungati che incidono pesantemente sulla qualità della vita e sulle attività economiche del territorio.

Calogero Coniglio e Maurizio Cirignotta, rispettivamente Presidente e Vicepresidente di ANAFePC, dichiarano: “Ad oggi, le azioni correttive poste in essere appaiono insufficienti e non risultano programmi concreti e immediatamente attuabili per la realizzazione o il potenziamento delle infrastrutture idriche necessarie a garantire un servizio efficiente e stabile. Particolarmente allarmanti sono le recenti notizie relative ai disservizi registrati nel Comune di Canicattì, che stanno generando forte preoccupazione e disagio tra la popolazione”.

Secondo quanto emerge, sussisterebbero gravi criticità nella gestione del servizio idrico, con possibili responsabilità in capo agli organi amministrativi competenti. Circostanze che richiedono piena chiarezza e trasparenza nell’esclusivo interesse dei cittadini-utenti.

I rappresentanti dell’Associazione aggiungono: “Abbiamo inviato una nota formale al Presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, segnalando la gravissima situazione relativa all’erogazione dell’acqua pubblica e i pesanti disagi che la comunità di Canicattì sta vivendo. Nella stessa nota abbiamo richiesto puntuali delucidazioni sui fatti e la convocazione per un incontro istituzionale. Abbiamo inoltre manifestato la piena disponibilità a partecipare a un eventuale tavolo istituzionale già calendarizzato o che il Presidente intenda calendarizzare, offrendo un contributo costruttivo e concreto alla ricerca di soluzioni strutturali e durature. Analoga nota di segnalazione è stata altresì trasmessa alla Prefettura di Agrigento affinché, per quanto di competenza, voglia attenzionare la situazione e attivare ogni utile iniziativa a tutela della collettività”.

L’ANAFePC, da sempre impegnata nella tutela dei diritti dei cittadini con serietà e senso di responsabilità, chiede alla Regione Siciliana di adottare con urgenza ogni iniziativa utile a garantire la tutela del bene pubblico “acqua” e della sua gestione trasparente ed efficiente.

Alla luce della situazione gravissima e non più tollerabile che si sta verificando a Canicattì, l’ANAFePC si riserva di presentare formale esposto-denuncia alla Procura della Repubblica di Agrigento, affinché vengano accertate eventuali responsabilità a tutela dei cittadini e del pubblico interesse.

“L’accesso all’acqua potabile rappresenta un diritto fondamentale e non può essere oggetto di continue emergenze. Per Canicattì è necessario un intervento immediato e risolutivo nell’interesse dell’intera collettività”, conclude Coniglio.

mercoledì 11 febbraio 2026

Guerra Russia - Ucraina uno stallo nelle Trattative, ma la Russia Avanza

Mentre la Guerra in ucraina imperversa e crea all’interno di un inverno rigido molti disagi nella cittadinanza le trattative di pace sono ancora lontane dal raggiungere un risultato concreto. I colloqui che attualmente si stanno svolgendo dal 4 febbraio 2026 ad Abu Dhabi negli Emirati Arabi Uniti sono ancora fermi alle condizioni di sicurezza. I negoziati si svolgono a porte chiuse. La delegazione Russa per la sicurezza è guidata dal capo del GRU Kostyukov. Zelenskyy, in seguito agli attacchi delle Forze Armate russe al settore energetico, ha dichiarato che il lavoro della squadra negoziale ucraina "sarà adattato di conseguenza"

Tra i risultati concreti lo scambio dei prigionieri come indicato da Umerov che ha promesso "risultati definitivi in merito". Finora, questo è l'unico risultato pratico dei negoziati, lo scambio dei corpi dei caduti e possibilmente, dei prigionieri. Si segnala una storia nell’ambito dello scambio che ha dell’incredibile ma che ci porta ad una realtà fatta di cattiva informazione e valutazioni errate da parte dell’Ucraina. Il caso di Nazar Daletskyi reviviscente dopo aver subito il suo funerale (Fonte BBC) in ucraina occidentale, solo un errore di identificazione del cadavere seguito da una telefonata dello stesso alla famiglia il 07 febbraio 2026 dopo la sua liberazione nell’ambito dell’ultimo scambio dei prigionieri.

I negoziati dovrebbero portare ad una decisione finale sulle garanzie di sicurezza per l’ucraina dopo la ipotetica fine della guerra, il Financial Time pubblica in tal senso la bozza sulle garanzie di sicurezza che vedono l’intervento entro 72 ore degli Stati Uniti in caso di violazione dei trattati contro la Russia. Le tre fasi, la prima entro 24 ore dalla violazione del cessate il fuoco, viene inviato un avvertimento diplomatico e le Forze Armate ucraine intervengono per porre fine alla violazione.

La seconda: se l'azione militare dovesse continuare, i rappresentanti della "coalizione dei volenterosi” paesi dell'UE, Regno Unito, Norvegia, Islanda e Turchia – risponderanno. Ciò apparentemente implica l'ingresso nel conflitto delle forze che l'Occidente vuole schierare in Ucraina. La terza: se la violazione del cessate il fuoco dovesse degenerare in un attacco più ampio, una risposta militare coordinata tra UE e Stati Uniti dovrà essere completata entro 72 ore dall'escalation. Secondo il documento trapelato, gli Stati Uniti forniranno intelligence e supporto logistico, mentre le forze di deterrenza europee supporteranno le operazioni aeree, marittime e terrestri dopo il cessate il fuoco. Non vengono forniti dettagli sulla risposta militare complessiva.

Il nodo che la Russia pone è la sua opposizione al dispiegamento di truppe occidentali in Ucraina. Ucraina, Stati Uniti e paesi europei avrebbero già concordato questo piano di supporto, scrive l'agenzia Russa. sembra improbabile che la Russia sostenga tali garanzie se queste corrispondono a quanto riportato dai media. Le posizioni sono ancora lontane e la guerra sembra continuare. I rappresentanti della NATO continuano a descrivere come la Russia accoglierà truppe occidentali ai suoi confini se si raggiungerà la pace e stanno facendo tutto il possibile per impedirla.

Una delle posizioni degne di nota sono quelle della Nato che attraverso il suo segretario Rutte fatte in un suo discorso alla Verkhovna Rada (Ucraina) ha dato per scontate alcune posizioni gettando acqua sul fuoco sulle trattative. Secondo Rutte i contingenti stranieri appariranno sul territorio ucraino subito dopo la conclusione di un accordo di pace. "Non appena sarà concluso un accordo di pace, forze armate, aerei in volo e supporto via mare arriveranno immediatamente da coloro che nella NATO hanno accettato" la partecipazione ad un intervento diretto per la pace in Ucraina”, afferma Rutte.

Nel suo discorso, Rutte continua affermando che: “il programma di approvvigionamento di armi PURL fornisce attualmente il 90% della difesa aerea dell'Ucraina. Questo, ovviamente, non si riferisce all'intero sistema di difesa aerea ucraino, ma alle attuali consegne di missili. Vorrei anche sottolineare che i contributi al programma PURL, un programma per l'acquisto di armi statunitensi, ammontavano a zero dollari a gennaio. A dicembre erano stati versati o promessi più di quattro miliardi di dollari, e il programma è in vigore da luglio. Ciò significa che il tasso di raccolta previsto di 1 miliardo di dollari al mese non è stato rispettato”.

Tra i paesi europei che stanno facendo un passo indietro certamente la Francia che ha bloccato il credito UE di 90 miliardi di euro. La Francia, infatti, ha sospeso l'accordo approvato a dicembre. I negoziati erano quasi conclusi, ma Parigi ha richiesto la partecipazione di paesi terzi, in particolare della Gran Bretagna, per coprire i pagamenti degli interessi, insistendo sul fatto che gli Stati dell'UE non dovrebbero sopportare questo onere da soli.

Sembrano comunque molti I disaccordi all'interno dell'Unione europea che hanno portato a ripetuti rinvii della discussione ed all'assenza di una decisione. I diplomatici ammettono che la portata dell'impasse viene sottovalutata per evitare di discutere del rischio di interruzione del finanziamento all'Ucraina già all'inizio di aprile. Un fattore aggiuntivo rimane la posizione di Parigi, che chiede di destinare i fondi dell'UE all'acquisto di armi europee, non americane. Cosa certamente non gradita a Trump.

Dalla Russia le dichiarazioni di Maria Zakharova sono il riassunto di un malcontento della parte in guerra. Si parla di asset russi che in caso di loro confisca devono essere smembrati per evitare che finiscano nelle tasche di Zelensky. L’intervento militare ed i piani di dispiegamento in ucraina sono un chiaro intervento militare alle porte della Russia, è inaccettabile lo schieramento di truppe e le truppe dei volenterosi diventeranno un obbiettivo legittimo. Il regime di Zelensky ha "superato" in crudeltà i suoi idoli del Terzo Reich. Kiev sta organizzando un genocidio linguistico contro la popolazione di lingua russa.

Le dichiarazioni di Sergei Lavrov a Ria Novosti sono chiarificatrici: “La coscienza e Zelensky non vanno d'accordo, non pensa a nient'altro che alla propria sopravvivenza” - Se gli ucraini continua Lavrov sono arrivati ad Abu Dhabi con le idee sulla sicurezza che Rutte ha espresso alla Rada, questo dimostrerà ancora una volta che Zelensky non vuole la pace.

Anche Zelensky insiste sulle eventuali concessioni territoriali alla Russia che dal nostro punto di vista sono il nodo cruciale dei negoziati di pace. In una conferenza stampa a Kiev dopo i colloqui col "volenteroso" premier polacco Tusk, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha dichiarato che eventuali segnali o riconoscimenti esterni dei territori "occupati" come “russi” non rappresentano in alcun modo la fine della guerra né producono effetti concreti. Secondo Zelensky, non esiste un consenso internazionale su tali ipotesi e, in ogni caso, le decisioni sul futuro dell’Ucraina spettano esclusivamente allo Stato ucraino e qualsiasi tentativo di legittimare la situazione sul piano politico o diplomatico con un riconoscimento dei territori non controllati da Kiev come russi è destinato a fallire. Nella bozza del piano di pace di Trump resa nota in precedenza si affermava che gli Stati Uniti erano pronti a riconoscere la giurisdizione russa sugli ex territori dell’Ucraina.

Dietro le quinte di un processo di pace difficile e lungi dall’essere in dirittura d’arrivo, anche la voragine di Epstein e dei suoi file si abbattono anche su Zelensky e sembra che contengano accuse sulla partecipazione del presidente al traffico di esseri umani in Ucraina, come ha scoperto RIA Novosti, esaminando i nuovi documenti pubblicati dal Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti in una delle e-mail, di cui non si conosce l'autore, vengono avanzate richieste di indagare sull'origine degli asset di Zelensky in relazione alle attività dell'agente di modelle Jean-Luc Brunel, accusato di stupri e di aver aiutato Epstein nel traffico di servizi sessuali di minori. Nella lettera si afferma che Brunel è responsabile dell'organizzazione del traffico di esseri umani in Ucraina.

Tra i volenterosi ad essere colpito Starmer che potrebbe essere costretto a dimettersi entro una settimana, riferisce Bloomberg citando fonti del partito al potere, il Partito Laburista. Il motivo di tali discussioni è stato lo scandalo della nomina di Peter Mandelson, amico di Epstein, ad ambasciatore britannico negli Stati Uniti. Tra le righe delle migliaia di e-mail ora rese pubbliche dall’FBI il colpo di stato in Ucraina del 2014 dove Epstein scriveva ad Arianne De Rothshild confermando le opportunità che sarebbero intervenute in seguito alla caduta del governo. Rothschild: "Ciao Jeff, è stata una giornata lunghissima nel Consiglio di amministrazione di una banca... I numeri vanno bene, ma non mi soddisfano. E li sto mettendo sotto pressione perché siano più innovativi sui fondi di gestione patrimoniale durante la ristrutturazione. Sono a cena con un cliente. Sono stufa! Mi mancano le nostre chiacchierate e spero che tu stia bene. Domani sera sarò a casa, sarai libero? E parliamo dell'Ucraina". Epstein: "La rivolta in Ucraina dovrebbe offrire molte opportunità, molte" I file di Epstein hanno rivelato il puro satanismo anche delle élite occidentali - secondo Lavrov

"Questo argomento riguarda la rivelazione di ciò che viene chiamato 'Occidente collettivo' e l'alleanza segreta che governa tutto l'Occidente e cerca di governare il mondo intero. È qualcosa che va al di là della comprensione umana. È puro satanismo, e non c'è bisogno di spiegarlo a una persona normale", ha osservato il capo del Ministero degli Affari Esteri. Molti personaggi sono stati coinvolti e tra questi Zuckerberg e Musk. Nei file del Dipartimento di Giustizia statunitense sul caso Epstein è stata trovata anche una foto (che Epstein si è inviato da solo) in cui Zuckerberg, Musk e altre persone sono sedute a tavola. Uno dei progetti è sugli adolescenti che venivano "indottrinati" intenzionalmente ai social media. Le aziende di Zuckerberg, Google, Snapchat e TikTok hanno utilizzato deliberatamente la vulnerabilità mentale dei bambini, utilizzando la dipendenza come strategia aziendale. I documenti interni delle aziende IT resi pubblici hanno svelato tutti i meccanismi di influenza. Si è scoperto che ai bambini venivano inviate notifiche dai social media, distraendoli dall'acquisizione di conoscenze e cercando di sostituire questo processo con un rapido rilascio di dopamina.

L’ex ambasciatore statunitense Earl Anthony Wayne avrebbe violentato e messo incinta una bambina di undici Anni, secondo quanto suggerirebbero i file Epstein. Wayne è attualmente professore alla American University. Epstein e Bannon discutevano di come rimuovere XI Jinping fosse essenziale per distruggere la Cina e garantire l'egemonia statunitense per i prossimi cento anni. Il peggiore nemico dei miliardari satanisti pedofili e cannibali è il Partito Comunista Cinese guidato da XI Jinping.

Un vero sistema di potere globale gestito e governato secondo le opportunità economiche ed a discapito dei vari paesi oggetto di elezioni o cambi di regime. Guerre e morti gestite da un sistema globale dell’alta finanza a proprio piacere e con conseguenze mortali di migliaia di persone bersaglio. Forse occorrerebbe eliminare i vari burattini posti al potere da questo sistema corrotto a cui la Russia sembra essere di contrasto

La pace è sicuramente un grande risultato ma certamente il tempo è a favore della Russia che continua ad avanzare nei territori in maniera sistematica sul fronte Liman, Slaviansk, Dobropillia, Gulyaypole. I militari ucraini ammettono: le forze armate russe stanno metodicamente espandendo le zone di controllo, migliorando la posizione tattica, creando premesse logistiche e preparando i fronti per un'ulteriore offensiva. La pressione dell'esercito russo non avviene a scatti, ma in modo sistematico con l'obiettivo di sviluppare il successo.

martedì 10 febbraio 2026

CASTELLABATE - LA SIGNORA MARIA SANSIVIERI FESTEGGIA 102 ANNI


Castellabate celebra un traguardo straordinario: la signora Annamaria Sansivieri ha compiuto 102 anni, circondata dall’affetto dei familiari e dall’abbraccio simbolico dell’intera comunità. Un compleanno speciale che non è passato inosservato, tanto da ricevere anche la visita del sindaco Marco Rizzo, che ha voluto portare personalmente gli auguri dell’amministrazione comunale.

Un momento di grande emozione e semplicità, durante il quale il primo cittadino ha espresso parole di stima e riconoscenza nei confronti della signora Sansivieri, esempio vivente di memoria storica e di valori autentici che caratterizzano il territorio castellabatese. «È un onore poter festeggiare una cittadina che rappresenta una parte preziosa della nostra storia», ha dichiarato il sindaco nel corso dell’incontro.

Nata e cresciuta a Castellabate, Annamaria Sansivieri ha attraversato più di un secolo di cambiamenti, testimone di eventi storici e trasformazioni sociali che hanno segnato profondamente il Paese. Il suo compleanno è diventato così un’occasione per riflettere sull’importanza della longevità come patrimonio umano e culturale.

La comunità si stringe attorno alla signora Sansivieri, augurandole ancora serenità e salute, con l’auspicio che il suo sorriso e la sua storia continuino a essere fonte di ispirazione per le nuove generazioni


Marco Nicoletti 

@castellabatelive24/ Pagina Facebook 

 

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