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giovedì 23 aprile 2026
SLA e assistenza domiciliare, il progetto europeo RECROSS forma caregiver e operatori
Si è conclusa a Roma la prima edizione di Fuori Campo
Un programma di incubazione di progetti cinematografici, promosso da CNA di Roma - Cinema e Audiovisivo in collaborazione con SIAE - Società Italiana degli Autori ed Editori e con il supporto tecnico di Cuntura
Si è conclusa con successo e grande partecipazione la prima edizione del progetto Fuori Campo, un programma di incubazione di progetti cinematografici, promosso da CNA di Roma - Cinema e Audiovisivo in collaborazione con SIAE - Società Italiana degli Autori ed Editori e con il supporto tecnico di Cuntura.
Non un semplice percorso formativo, ma un laboratorio intensivo, un matching mirato, un percorso di mentoring e tutoraggio che favorisce la nascita di nuove alleanze professionali tra chi scrive e chi produce, due mondi che raramente trovano spazi strutturati di dialogo.
L’evento finale, nel corso del quale sono stati presentati i 4 progetti finalisti, selezionati tra i 168 giunti da tutta Italia, e il teaser del progetto vincitore, si è svolto presso la Casa del Cinema di Roma e si è rivelato una concreta occasione di networking tra produttori e principali player dell’audiovisivo, tra broadcaster e piattaforme streaming.
Durante l’iniziativa sono stati presentati i progetti finalisti: La Cava di Mario Ricci (autore), insieme a Stefano Trucco, in rappresentanza di Mediterraneo Cinematografica; Salame (Non è solo quello che hai tra le gambe) di Giorgio Picinni Leopardi (autore), con Stefano Blasi e Antonella Sabatino per Gogoframes; La rivoluzione nel giardino di Francesco Filippini (autore), con Fabrizio Muscia per Video Artists.
Con la partecipazione di Alice Urciuolo, scrittrice e sceneggiatrice, e di Michele Pellegrini, sceneggiatore, è stato inoltre presentato il teaser del progetto vincitore: Komorebi di Gisella Grandis e Marco Serra (autori), insieme a Lorenza Torge per Diero Film.
Sono intervenuti Marco Luca Cattaneo, Presidente di CNA Cinema e Audiovisivo Roma e Lazio; Giordano Rapaccioni, Segretario CNA Roma; Licia Del Greco, Chief Operations Officer Audiovisual, Membership & International Relations SIAE; Andrea Marzulli, Director Audiovisual SIAE e Lorenza Lei, Amministratore Delegato Fondazione Roma Lazio Film Commission.
“Iniziative come Fuori Campo – ha sottolineato Giordano Rapaccioni, Segretario di CNA di Roma - dimostrano come investire nelle filiere creative significa sostenere non solo la cultura, ma anche sviluppo economico, occupazione e valorizzazione dell’identità dei territori. Al centro deve esserci il ruolo dei giovani: il talento, da solo, non basta. Va accompagnato con strumenti adeguati, competenze aggiornate e occasioni concrete di accesso al mercato del lavoro, evitando che energie preziose si disperdano o restino ai margini. In questo senso, CNA di Roma lavora ogni giorno per ridurre la distanza tra il mondo della formazione e quello produttivo, mettendo in relazione imprese e nuove generazioni. Per questo servono alleanze stabili tra associazioni, istituzioni, enti come SIAE e sistema formativo: i progetti funzionano quando diventano ecosistemi e non iniziative isolate.”
“Con Fuori Campo – dichiara inoltre Salvatore Nastasi, Presidente della SIAE - abbiamo accompagnato un percorso che ieri alla Casa del Cinema ha trovato il suo compimento nella presentazione dei progetti finalisti e nella premiazione del vincitore. Per SIAE sostenere iniziative come questa significa investire concretamente nei giovani autori under 35, offrendo loro non solo strumenti e visibilità, ma soprattutto occasioni reali di incontro con il mercato. Mettere in relazione il talento creativo con chi può svilupparlo e produrlo è fondamentale per rafforzare l’intero settore audiovisivo. Fuori Campo dimostra quanto sia strategico creare spazi strutturati di confronto tra autori e produttori, capaci di trasformare idee in opere e opportunità professionali. È in questo dialogo tra creatività e industria che nascono nuove storie, nuove visioni e il futuro del nostro cinema".
“Il progetto Fuori Campo – ha evidenziato Marco Luca Cattaneo, Presidente di CNA Cinema e Audiovisivo Roma e Lazio - dimostra quanto sia fondamentale creare occasioni concrete per far emergere nuovi talenti e accompagnarli in un percorso di crescita professionale. Il settore dell’audiovisivo ha bisogno di energie nuove, ma soprattutto di strumenti, reti e opportunità che permettano ai giovani autori di trasformare le proprie idee in progetti reali. In questo senso, la collaborazione tra CNA Cinema e Audiovisivo e SIAE rappresenta un modello efficace, capace di mettere in connessione creatività, impresa e sviluppo del territorio.”
L’evento è stato l’occasione per annunciare il rinnovo del progetto Fuori Campo da parte di CNA di Roma e Lazio e SIAE, con il lancio della seconda edizione che partirà nelle prossime settimane.
mercoledì 22 aprile 2026
ASI E MIMIT: AL VIA IL PERCORSO SULL’UMANESIMO SPAZIALE PER LA PERMANENZA UMANA OLTRE LA TERRA
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Un patto per il mare e la sicurezza pubblica: a La Spezia la gestione corretta dei dispositivi pirotecnici nautici diventa modello

A La Spezia, una collaborazione virtuosa tra Acam Ambiente, Guardia Costiera e il consorzio CoGePir fornisce una risposta chiara. La preparazione della barca in vista della bella stagione porta con sé una domanda importante per ogni diportista attento: come gestire correttamente le dotazioni di sicurezza una volta scadute?
Un razzo di segnalazione, essenziale per la salvezza in mare, non può essere semplicemente gettato tra i rifiuti comuni.
La sua natura richiede un percorso di smaltimento specifico, pensato per tutelare l'ambiente e garantire la sicurezza delle persone e delle infrastrutture a terra.
Per rispondere a questa esigenza in modo costruttivo e capillare, alla Spezia è nata un'alleanza strategica tra Acam Ambiente, la Capitaneria di Porto e il consorzio nazionale CoGePir.
L'iniziativa, dal nome evocativo "In mare salvano, a terra no", si propone come un vero e proprio modello di governance integrata per la sicurezza pubblica e ambientale, puntando sulla corretta informazione e sulla responsabilità di tutti gli attori della filiera, in un momento cruciale come l'avvio della stagione nautica.
Un fronte comune per la sicurezza
La forza del progetto spezzino risiede nella sinergia tra tre attori con competenze diverse ma complementari.
Ognuno gioca un ruolo fondamentale per chiudere il cerchio della gestione sicura di questi particolari rifiuti.
Acam Ambiente, in qualità di gestore ambientale del territorio, è in prima linea per promuovere la corretta informazione. Le parole del Presidente Massimo Gianardi chiariscono la missione: «Questa iniziativa nasce per promuovere comportamenti responsabili tra i diportisti e ridurre in modo concreto i conferimenti impropri, che rappresentano un rischio per la sicurezza di tutti. È fondamentale il contributo di tutta la filiera, a partire dai rivenditori, nel rispetto delle normative vigenti. Vogliamo raggiungere in modo capillare gli utenti attraverso il coinvolgimento di porti turistici, rimessaggi, cantieri nautici e associazioni di categoria. Il messaggio è chiaro: i razzi nautici scaduti devono essere restituiti esclusivamente ai rivenditori autorizzati e mai conferiti nei rifiuti urbani.»
La Capitaneria di Porto della Spezia ha aderito con convinzione, sottolineando come l'iniziativa si sposi perfettamente con le sue funzioni istituzionali. La loro prospettiva è chiara: «Lo smaltimento improprio dei segnali pirotecnici di soccorso, interseca, infatti, diversi nostri ambiti di competenza: razzi e fuochi, se conservati a bordo in cattivo stato o scaduti, oltre a non assolvere alla loro funzione, possono rappresentare un pericolo per il diportista, oltre che un serio danno per l’ambiente, ove scelleratamente abbandonati in mare o comunque smaltiti fuori dalle filiere autorizzate. L’obiettivo è quello della promozione della cultura della sicurezza attraverso il coinvolgimento e la responsabilizzazione di tutti gli operatori del settore, dai rivenditori specializzati fino all’utente finale, il diportista».
La responsabilità della filiera e la sfida dei "rifiuti orfani"
Il CoGePir (Consorzio Gestione Pirotecnici) fornisce l'architettura legale e operativa a livello nazionale, basata sul principio di responsabilità estesa del produttore.
Tuttavia, il sistema funziona solo se i prodotti sono immessi legalmente sul mercato.
Il Direttore Generale Piervittorio Trebucchi offre una visione completa della filiera e delle sue criticità:
«Per evitare la dispersione dei dispositivi pirotecnici nautici, e non solo, è importante il corretto comportamento da parte dei diportisti e consumatori in generale, che devono restituire i prodotti scaduti al rivenditore all'acquisto dei nuovi, oppure portarli direttamente presso i depositi esplosivi convenzionati, nel caso in cui la restituzione non avvenga contestualmente all'acquisto del prodotto nuovo sostitutivo. Tuttavia, è fondamentale che a monte produttori e importatori operino nella legalità, garantendo la tracciabilità dei prodotti immessi sul mercato. Il contributo ambientale che finanzia il CoGePir, che è il sistema nazionale di gestione dei rifiuti esplodenti, ovvero l'unico riconosciuto dal Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica ed operante senza scopo di lucro, copre i costi per la gestione dei soli articoli pirotecnici di legittima immissione sul mercato. Prodotti immessi illegittimamente sul mercato, ovvero immessi da aziende che non sono associate al CoGePir, creano "rifiuti orfani" che, pur mantenendo la loro carica esplosiva, non dispongono di accantonamenti finanziari per il loro smaltimento a fine vita, ed il detentore si troverà nella situazione di non vederseli ritirati dal rivenditore, o del deposito convenzionato con il CoGePir. È quindi cruciale - conclude Trebucchi - che le Autorità di controllo verifichino fin dall'origine la legittima immissione sul mercato da parte dei produttori e la loro obbligatoria iscrizione al Consorzio. Solo con l'accantonamento garantito dall'eco contributo si assicura una corretta e sicura gestione del fine vita di questi prodotti, tutelando ambiente e sicurezza pubblica».
L'iniziativa della Spezia, quindi, va oltre la semplice campagna di sensibilizzazione. Diventa un caso di studio su come la collaborazione tra pubblico e privato e la responsabilità condivisa siano gli strumenti più efficaci per gestire rifiuti complessi, trasformando una necessità operativa in un esempio di economia circolare e sicurezza integrata.
Guerra in Iran: Si allontana la pace, la crisi globale è dietro l’angolo.
martedì 21 aprile 2026
Roma: weekend tra natura, eccellenza, gusto e i primi passi a cavallo per i bambini. Sir La Farnesina 25-26 aprile
The Sir Selection - Spring Edition sabato 25 e domenica 26 aprile
al Centro Sportivo SIR La Farnesina
“Roma in versione spring: nel cuore verde della Capitale un weekend tra natura, eccellenza, gusto e primi passi a cavallo per i bambini”
Video Inchiesta shock in onda su Report a Rai 3: polli cannibalizzati, carcasse in decomposizione e rischi sanitari
Inchiesta shock in onda su Report a Rai 3: polli cannibalizzati, carcasse in decomposizione e rischi sanitari
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Milano, 21 aprile 2026 - Sono immagini raccapriccianti quelle che provengono da un allevamento di polli riproduttori e andate in onda nella puntata di Report di domenica 12 aprile nell’inchiesta di Giulia Innocenzi. I video – consegnati in esclusiva all’associazione animalista Essere Animali da un ex dipendente – sono stati raccolti in circa 30 giorni tra dicembre 2025 e gennaio 2026 e mostrano tutte le gravissime problematiche di un sistema basato su razze selezionate per una crescita rapida, come gli enormi problemi di salute e i maltrattamenti sistematici. L’allevamento si trova in provincia di Verona, alleva circa 40 mila animali e fa parte della principale filiera italiana di carne di pollo, che rifornisce praticamente tutti i principali supermercati del nostro paese.
Le immagini andate in onda sulla RAI sono le prime in Italia, le seconde in Europa, che mostrano dall’interno la gestione di una struttura intensiva di riproduttori di polli, quella fase del ciclo nella quale gli animali vengono fatti accoppiare per produrre le uova da cui nasceranno i pulcini allevati per la produzione di carne. Si tratta di una genetica ben precisa, quella dei polli a rapida crescita, che si porta dietro una serie di gravissime problematiche di benessere, anche nella fase dei riproduttori.
I video mostrano violenze da parte degli operatori nei confronti dei polli, ma anche problematiche strutturali dovute alla mala gestione dell’allevamento e altre invece legate proprio alla selezione genetica delle razze a rapido accrescimento, in particolare:
Polli sottoposti a una severa restrizione alimentare durante tutto il ciclo riproduttivo, per evitare l’insorgere di gravi problemi di salute tipiche proprio di queste razze a rapido accrescimento, come zoppie, malattie cardiovascolari e bassa fertilità.
Le immagini più dure sono quelle che mostrano diversi animali mentre vengono letteralmente mangiati vivi dagli altri compagni: decine di polli con profonde ferite sul corpo, principalmente sulla pancia e sotto le ali, vengono cannibalizzati da altri animali mentre sono ancora vivi e coscienti. Questo causa dolore straziante e prolungato ed è dovuto proprio alla restrizione alimentare a cui sono sottoposti.
Polli maschi con zampe mutilate, in violazione delle raccomandazioni EFSA che sconsiglia fortemente questo genere di pratica, animali incastrati nelle partizioni e lasciati morire oltre a chiari segni di ferite e violenze sui corpi dei polli ancora vivi.
Polli colpiti ripetutamente con una pala di plastica dura nel tentativo di raggrupparli vicino agli abbeveratoi e ai nidi per la deposizione delle uova, causando alti livelli di stress e paura e possibili lesioni, ferimenti e fratture.
Animali maneggiati in maniera inadeguata e scaraventati contro le strutture dell’allevamento per distanze di almeno 3 metri, con il rischio concreto di provocare gravi ferite e fratture, in particolare alle zampe e allo sterno.
Abbattimenti irregolari con operatori che prendono gli animali per il collo facendoli roteare: si tratta di una procedura inadeguata che causa agli animali enormi sofferenze e non garantisce una morte rapida e indolore come invece previsto dalle linee guida.
Un recente parere scientifico dell’EFSA (Autorità europea per la sicurezza alimentare) sul benessere dei polli broiler afferma che la restrizione a cui sono sottoposti i riproduttori nella fase di accrescimento può raggiungere addirittura il 20-25% della quantità di cibo che assumerebbero se potessero nutrirsi a volontà. Questo causa uno stato di fame cronica e prolungata, che porta i polli a becchettare ripetutamente qualsiasi cosa abbia un aspetto riconducibile al cibo, incluse penne e parti arrossate o ferite sul corpo di altri animali, portando a veri e propri episodi di cannibalismo come quelli mostrati nelle immagini.
A queste problematiche si sommano anche quelle legate alle norme igieniche. Gli episodi di cannibalismo non riguardano solo gli animali ancora vivi, costretti quindi a una lenta e atroce agonia, ma anche carcasse in stato avanzato di decomposizione abbandonate proprio in mezzo ai compagni vivi: una grave violazione delle norme igieniche e della biosicurezza perché le carcasse in decomposizione rappresentano serbatoi di patogeni che favoriscono la trasmissione di malattie tra gli animali.
«È estremamente grave che in una filiera con un grande volume d’affari e importante come quella dei polli da carne vi sia una situazione di così forte trascuratezza, sia per i rischi sanitari che per il benessere animale» afferma Elisa Bianco, responsabile corporate engagement di Essere Animali. «Tutto questo avviene all’interno di uno degli allevamenti che ricoprono un ruolo cruciale nella filiera di pollo AIA, azienda che rifornisce importanti insegne della grande distribuzione come Coop. L’unico modo per evitare queste sofferenze è che le aziende alimentari, a partire dai supermercati, si impegnino a eliminare le razze a rapido accrescimento, con tutte le conseguenze che queste portano con sé sia per il benessere animale sia per la qualità della carne».
Solo pochi mesi fa Essere Animali ha rilasciato un nuovo report proprio sui problemi legati alla qualità dei prodotti a base di carne di pollo venduti nei tre supermercati più amati dagli italiani secondo Altroconsumo e Coop, che vede AIA tra i fornitori di prodotti a proprio marchio, è risultata l’insegna con i risultati peggiori. Dal report è emerso, infatti, che tra i prodotti analizzati, quelli a marchio Coop presentano l’incidenza più alta di casi gravi di white striping, una malattia che si presenta sotto forma di strisce bianche, costituite da grasso e tessuto cicatriziale, sui petti di pollo e che è indice di scarsa qualità della carne e condizioni di allevamento assolutamente inadeguate.
Oltre a indicare chiaramente gravi problemi di benessere animale dovuti alla selezione genetica, il white striping è indice di bassa qualità della carne perché ne altera l'aspetto e la consistenza. La sua presenza, visibile a occhio nudo al momento dell’acquisto, comporta un aumento del contenuto di grassi (addirittura del 224% secondo alcuni studi) e ne riduce la quantità di proteine (fino al 9% in meno). Tutto questo sarebbe evitabile con il passaggio a razze a crescita più lenta, secondo le indicazioni scientifiche di EFSA e le richieste dello European Chicken Commitment (ECC), che rappresenta oggi lo standard minimo di riferimento per l’allevamento di polli in Europa, adottato da oltre 300 aziende e numerosi gruppi europei, tra cui i leader del mercato avicolo francese (Gruppo LDC e Terrena) e aziende italiane tra cui Cortilia, Eataly e Gruppo Fileni.
Elisa Bianco, responsabile corporate engagement di Essere Animali, aggiunge: «Non possiamo più accettare che l’industria si volti dall’altra parte, aziende come Coop, che si dichiarano attente al benessere animale, devono prendere le distanze da questo sistema e allinearsi con i competitor di Francia, Germania, Danimarca e Norvegia, impegnandosi ad adottare politiche in linea con le richieste dello European Chicken Commitment».
Essere Animali lavora con società, istituzioni e aziende per riconoscere tutele adeguate agli
animali allevati a scopo alimentare, garantendo loro di poter esprimere i propri bisogni
naturali. Lavoriamo per porre fine agli allevamenti intensivi e promuovere il passaggio a un
sistema alimentare sostenibile e che preveda la transizione a un'alimentazione a base
vegetale e senza sofferenza animale.
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Direttore Responsabile di Alternativa Sostenibile e CorrieredelWeb.it
email: apietrarota@gmail.com e direttore@alternativasostenibile.it

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