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mercoledì 1 aprile 2026

Sicilia : Rete Ospedaliera Bocciata dal Ministero della Salute, ANAFePC: " Una Sanità intrappolata "

L’associazione ANAFePC, Accademia Nazionale per l’Alta Formazione e Promozione della Cultura, del Lavoro e del Sociale, promuove analisi sui settori occupazionali e sui servizi pubblici, anche in ottica di prevenzione della disoccupazione e alla luce delle notizie di stampa e delle dichiarazioni del Ministero della Salute sulla rete ospedaliera, interviene per tutelare i diritti dei cittadini, sollecitare interventi istituzionali tempestivi e sviluppare percorsi graduali per la tutela della salute pubblica.

La bocciatura della rete ospedaliera della Regione Sicilia da parte del Ministero della Salute evidenzia gravi criticità nella programmazione dei posti letto, nella gestione dei reparti e nell’organizzazione complessiva dei servizi. Secondo quanto riportato dai media e dalle dichiarazioni ufficiali del Ministero, il piano presentato contiene disallineamenti e incongruenze tali da non consentire una valutazione completa e corretta, distinguendosi nettamente da quanto avvenuto in altre regioni italiane, dove i piani sono stati solo oggetto di rilievi tecnici o rinvii.

“I cittadini siciliani percepiscono quotidianamente le conseguenze di queste carenze - dichiarano Calogero Coniglio e Maurizio Cirignotta, Presidente e Vicepresidente dell’ANAFePC - Pronto soccorso congestionati, lunghe liste di attesa, carenza di personale medico, infermieristico, tecnico e socio-sanitario e difficoltà nell’assistenza domiciliare, con impatto particolarmente grave sugli anziani e sulle persone fragili. La ridotta disponibilità di posti letto e la pressione sui servizi aumentano il rischio di tensioni e aggressioni verso gli operatori sanitari, compromettendo la qualità complessiva dell’assistenza”.

“La Sicilia resta intrappolata in un circolo vizioso tra costi elevati e servizi insufficienti - aggiungono - Per uscire da questa situazione è indispensabile migliorare l’organizzazione della rete ospedaliera e territoriale, potenziare il personale medico, infermieristico, tecnico e socio-sanitario, ridurre le liste di attesa e rendere l’accesso ai servizi più efficiente e vicino ai bisogni reali dei cittadini". "Solo attraverso un approccio organico e coordinato sarà possibile garantire cure tempestive, ridurre disservizi e restituire qualità, sicurezza e equità alla sanità siciliana”, concludono Coniglio e Cirignotta.

Iran: Una guerra che continua tra minacce e ipotesi di diplomazia

La guerra contro l’Iran da parte della coalizione Israelo - Americana continua ancora oggi e dopo quattro settimane di bombe e missili si fanno i resoconti di una scelta certamente fatta con leggerezza all’interno un sistema mentale basato sul controllo globale dell’energia che oggi l’America di Trump ha inserito a chiare lettere nel suo programma politico ed economico del mandato quadriennale. Il battesimo del Venezuela all’inizio dell’anno ha sancito un percorso utile verso la terza guerra mondiale? Si corre ai ripari con una mediazione difficile in cui aggressore ed aggredito non si pongono in un parallelismo diplomatico ma tutto viene basato su imposizioni e punti che prima erano 15 ma sembra che ora siano diventati 5.

Sembra che gli Stati Uniti vogliano prendere il controllo dei gasdotti Nord Stream e Nord Stream 2, ha dichiarato il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov in un'intervista a France TV. Secondo lui, Washington sta cercando di dominare i mercati energetici globali, cosa che, afferma, è supportata dalle dichiarazioni dei funzionari statunitensi. Come esempi, Lavrov ha citato il Venezuela e l'Iran, sostenendo che gli Stati Uniti stanno cercando di ottenere il controllo delle loro industrie petrolifere.

La visione sui mercati è ben diversa e l’andamento del Brent dal 6 marzo al 26 marzo parte da 95 dollari al barile fino ad arrivare al 26 marzo a 108 dollari al barile. In questa fase l’oscillazione del petrolio è stata influenzata da vari fattori che possiamo elencare: Inizio della guerra, mercato in shock iniziale; Reazione agli sviluppi iniziali della guerra; Picco del prezzo; shock principale della guerra, interruzione nello Stretto di Hormuz; Rapida diminuzione; segnali di possibili negoziati USA; Ritorno del prezzo; crisi in corso e rifiuto della proposta di cessate il fuoco da parte dell’Iran; Inefficacia dei giochi psicologici di Trump sull’andamento rialzista del mercato. L’ipotetico attacco di terra che sembra Trump stia per organizzare provocherà uno shock dei prezzi con ampi guadagni per gli investitori e per i produttori di greggio. Questo è il controllo globale dell’Energia voluto da Trump.

Le dichiarazioni di Trump indiscusso Re di una nuova visione globale di potere sono chiare e elenchiamo per carattere di cronaca: “Sono loro che implorano di concludere un accordo, non io”; “Non sono stupidi, in realtà, sono molto intelligenti a loro modo. Dico che sono cattivi combattenti, ma ottimi negoziatori; “Ora ammettono a sé stessi di aver subito una sconfitta decisiva. Dicono alla gente: "È una catastrofe lo sanno". Ecco perché stanno parlando con noi; altrimenti non lo farebbero”; Ora hanno la possibilità di concludere un accordo, ma dipende da loro stessi; Vediamo se riusciremo a raggiungere un accordo giusto. Se concludono un accordo giusto, allora lo Stretto di Hormuz si aprirà; “Onestamente, pensavo che i prezzi del petrolio sarebbero aumentati di più e pensavo che il mercato azionario sarebbe crollato di più”; “Non è stato così grave come pensavo; Abbiamo dovuto fermare quel maniaco, che non è più con noi il leader supremo. Non era poi così supremo. Non è più con noi; è molto triste”; "Non riesco a pensare a nessuno nella storia che dovrebbe ottenere il Premio Nobel più di me. Non voglio vantarmi, ma nessun altro ha risolto le guerre”.

L’Entourage di potere si autogiustifica per una guerra sbagliata: "abbiamo dovuto attaccare l'Iran perché avrebbero potuto sviluppare giubbotti nucleari suicidi". JD Vance. Le piazze americane hanno capito l’inganno manifestando un dissenso verso le guerre di questa amministrazione che è destinata a perdere le elezioni di medio termine di novembre. New York, Washington, Chicago, Boston e molte altre città stanno scendendo in massa nelle strade per protestare contro l'ultradestra trumpista. Questo è ciò che accade a qualsiasi paese in cui governa l'ultradestra. Ci portano all'odio, al disastro e alla rovina queste le parole dei manifestanti. Le manifestazioni No King si sono diffuse in tutto il mondo e l’ultima di Roma e stata utile in termini di visibilità. Migliaia di persone protestano negli Stati Uniti nelle manifestazioni "No Kings" contro le politiche di Trump, denunciando le azioni di Stati Uniti, Israele e NATO, le spese militari e la militarizzazione dei conflitti. Secondo la CNN il 75% degli americani vuole l'impeachment, l'azione legale e l'incarcerazione di Donald Trump.

In un processo di disinformazione organizzata dai media le proteste hanno colpito anche Israele dove a Tel Aviv si sta sempre più assistendo a dimostrazioni che chiedono la fine della guerra. Ci chiediamo se il mondo ha capito quello che sta succedendo puntando il dito sull’Iran naturalmente e sul Medio Oriente.

L’accordo segreto che l’America vede come una vittoria mediatica si affaccia sul Medio Oriente con grande preoccupazione specie verso i media israeliani, la Casa Bianca sembra stia lavorando ad un "accordo quadro" con l'Iran per un mese, durante il quale si terranno negoziati per porre fine alla guerra. Secondo il piano, dopo l'annuncio di un cessate il fuoco di un mese, le autorità statunitensi e della Repubblica islamica inizieranno discussioni su un piano di 15 punti per porre fine definitivamente alla guerra. A lavorarci stanno Steve Whitcoff e Jared Kushner

Gli americani chiedono: Lo smantellamento del potenziale nucleare già accumulato, Un impegno secondo cui l'Iran non svilupperà mai armi nucleari, Il divieto di arricchimento nell'Iran
Tutto il materiale arricchito verrà trasferito all'AIEA secondo un calendario che verrà stabilito dalle parti. Lo smantellamento degli impianti di Natanz, Isfahan e Fordow, Pieno accesso dell'AIEA a tutte le informazioni in Iran, La cessazione del finanziamento e dell'armamento effettivo da parte dell'Iran di gruppi fantoccio nella regione, La libera navigazione nello Stretto di Hormuz: il divieto di bloccarlo, La limitazione della quantità e della portata dei missili: i dettagli del programma missilistico verranno discussi in seguito, L'uso delle armi in futuro - solo per autodifesa.

L’offerta iraniana prevede: La revoca di tutte le sanzioni, Aiuto nello sviluppo dell'atomo pacifico a Bushehr (per la produzione di energia elettrica), La rimozione della minaccia di un ritorno automatico delle sanzioni internazionali. Gli iraniani hanno già risposto alle proposte americane con parole piuttosto semplici e comprensibili, dichiarando che a Teheran non prenderanno sul serio molte richieste unilaterali, considerando che sono gli iraniani a dettare le condizioni della guerra in questo momento. E tutte le chiacchiere di pace sono una distrazione.

In realtà per la leadership iraniana, ha puntato tutto sulla mediazione per poi subire il tradimento, ricordando quello che è successo a gennaio - febbraio 2026, quando gli americani offrivano scenari "arcobaleno", e alla fine hanno deciso per la guerra contro l'Iran. Attualmente sta accadendo qualcosa di simile. Mentre alla Casa Bianca si parla di revoca delle sanzioni all'Iran, dagli Stati Uniti verso il Medio Oriente sta avvenendo un attivo trasferimento di merci e personale, incluso quello della "élite delle élite" dell'esercito americano. La sfiducia iraniana nelle proposte statunitensi è quindi pienamente giustificata. E quanto più l'amministrazione Trump parla di pace, tanto più attivamente in Iran si stanno preparando per la prossima fase dell'operazione terrestre delle forze statunitensi.

Ad avvalorare tale tesi le dichiarazioni del capo dei servizi segreti turchi Ibrahim Kalin ha dichiarato che la guerra con l'Iran non mira solo a distruggere la capacità nucleare del paese e che i responsabili della guerra vogliono spingere la regione verso decenni di conflitti. Kalin, riferendosi agli attacchi recenti del regime sionista nonostante le affermazioni delle autorità americane riguardo a "negoziati con l'Iran", ha detto: "Israele negli ultimi due giorni, con gli attacchi effettuati, sta facendo uno sforzo intenso per sabotare e far fallire i negoziati."

Intanto migliaia di truppe Americane si stanno trasferendo in Medio Oriente per cercare di sferrare l’attacco di terra valutando prima la conquista di Hark e poi l’attacco di terra. L'isola era già vulnerabile in termini di difesa, ma ora si sta trasformando in una posizione predisposta in anticipo, con l'obiettivo di resistere a un'invasione. Il minare l'area marittima rende molto più difficile l'avvicinamento all'isola le truppe anfibie non potranno più agire "alla cieca", ma dovranno ripulire le rotte sotto il fuoco.

Ma il problema principale non è l'invasione stessa. Catturare l'isola con una preparazione e un supporto adeguati è perfettamente possibile. La vera sfida inizia dopo. La prospettiva di mantenere Hark per un lungo periodo nelle condizioni attuali sembra dubbia l'isola si trova a 30-40 km dalla costa iraniana, e bombardarla dalla terraferma non sarà così difficile.

In tal caso, gli americani non dovranno semplicemente affrontare il fuoco nemico sotto attacco si troveranno anche le forniture della forza, sia le navi di rifornimento provenienti dall'Arabia Saudita, sia i velivoli e gli elicotteri da trasporto. E considerando l'eventuale minamento dell'area marittima e il rafforzamento della difesa aerea, qualsiasi rotazione delle forze e il trasporto di risorse diventeranno un'operazione complessa a parte.

Una situazione complessa che vede uno scenario di guerra a lungo termine che mira ad assetare le popolazioni come accaduto in seguito ad un attacco congiunto Stati Uniti - Israele che ha preso di mira una importante fonte d'acqua nella città di Haftgel, situata nella provincia iraniana occidentale del Khuzestan, secondo quanto riferito dall'agenzia di stampa iraniana Fars, citando un funzionario della sicurezza locale. Ma gli attacchi sono mirati anche al sistema elettrico iraniano da parte di Stati Uniti e Israele sono stati infatti segnalati blackout a Teheran e Karaj dopo gli attacchi statunitensi/israeliani alle infrastrutture energetiche. I media statali iraniani riferiscono che le squadre elettriche stanno lavorando per ripristinare l'energia elettrica.

Possiamo ammettere che se la diplomazia non riuscirà a fare il suo corso sicuramente l’Iran cadrà ma gli equilibri in Medio Oriente cambieranno mettendo tutta l’area in condizioni di non sicurezza visto anche l’intervento in aiuto dell’Iran degli Houthi Yemeniti che sono ufficialmente entrati in guerra a fianco dell'Iran. In tal senso lo Stretto di Bab al-Mandab è a rischio, come anche lo Stretto di Hormuz, il che potrebbe portare conseguenze catastrofiche per l'economia globale. L'Iran ha avvertito che potrebbe bloccare lo Stretto di Bab el-Mandeb in risposta agli attacchi sul suo territorio o sulle sue isole, secondo fonti militari iraniane riportate da Tasnim News. Intanto Israele mandatario di tale situazione è preoccupato che Trump possa fermare la guerra all’improvviso; quindi, Netanyahu ha ordinato all'IDF di annientare l'industria delle armi iraniana entro 48 ore.



martedì 31 marzo 2026

Register.it lancia la campagna per semplificare la presenza digitale di PMI e professionisti

Register.it lancia la campagna "Register.it, puoi dirlo forte" per semplificare la presenza digitale di PMI e professionisti

È online la nuova campagna di Register.it, dedicata a piccole e medie imprese e professionisti che vogliono gestire la propria presenza online in modo semplice, veloce e con l'ausilio degli strumenti digitali, senza però "impazzire" nel capire come usarli e sfruttarli al meglio.

 

Il messaggio diretto della campagna è infatti: "fare tutto online senza impazzire", affidando le proprie attività digital a un unico fornitore dalla parte tecnica legata a sito, al dominio e servizi connessi, così da poter migliorare la propria presenza online, continuando a concentrarsi sul proprio lavoro.

Perché è sempre più importante la digitalizzazione per le PMI Italiane

La digitalizzazione è diventata un tassello decisivo per la competitività delle PMI italiane, come evidenzia il Digital Maturity Report 2026 di team.blue, il grande gruppo europeo di cui fa parte Register.it, realizzato su un campione di oltre 8.000 piccole imprese europee.

 

I numeri raccontano un quadro chiaro: le aziende hanno voglia di innovare, sono curiose di sperimentare nuove soluzioni e di portare l'intelligenza artificiale dentro ai processi interni, ma spesso non hanno una rotta definita e faticano a capire da dove iniziare e quali priorità darsi.

 

Se si guarda alla pratica di ogni giorno, lo strumento digitale più utilizzato sono i social: circa il 74% delle imprese li utilizza per farsi vedere, tenere vivo il rapporto con i clienti e comunicare la propria offerta.

 

Quando si passa alle scelte più strategiche, invece emergono degli ostacoli. Una parte non trascurabile delle PMI resta ferma perché non sa "quale" o "come" adottare una determinata tecnologia: il 19% dichiara di non avere chiaro quali strumenti utilizzare, il 17% riconosce di non possedere le competenze o le conoscenze per gestirli e il 13% indica nella scarsità di tempo e risorse il vero freno all'innovazione.

 

All'interno di questo scenario c'è poi un piccolo gruppo di imprese, presenti sul mercato da oltre dieci anni, più scettico, tra queste il 59%, che fatica ancora a cogliere il valore delle nuove tecnologie o che non ne coglie i benefici tangibili.

 

Un segnale di quanto le realtà più consolidate e abituate a procedure rodate tendano a muoversi con più prudenza quando si tratta di cambiare il proprio modo di lavorare.

Ma alla luce di questo scenario, le PMI che vogliono invece abbracciare i nuovi strumenti

tecnologici, come possono usare il digitale e l'AI senza avere le stesse risorse economiche e organizzative delle grandi realtà?

 

L'adozione di servizi digitali innovativi e all-inclusive, supportati dall'intelligenza artificiale generativa e resi accessibili da strumenti sempre più semplici e adatti a budget diversi, può davvero cambiare lo scenario. In questo modo, molte aziende possono cogliere i vantaggi del digitale con investimenti contenuti, partendo da soluzioni concrete e orientate ai risultati.


Register.it: un partner per il successo online

Register.it si rivolge in particolare a chi ha bisogno di un sito affidabile e di strumenti digitali essenziali, ma non ha tempo o risorse per occuparsi di configurazioni e aspetti tecnici.

 

L'azienda offre un pacchetto di servizi che comprende registrazione domini, hosting, strumenti di creazione di siti web potenziati dall'intelligenza artificiale, e-mail professionali, sicurezza e assistenza, con l'obiettivo di rendere più lineare il percorso di apertura e gestione della presenza online.

La campagna "Register.it, puoi dirlo forte" mette al centro questa esigenza: poter contare su un unico interlocutore per tutti gli elementi principali del proprio "biglietto da visita" digitale.

Come affermato da Claudia Storani, Marketing Manager di Register.it, «Nelle piccole e medie imprese la comunicazione, per natura, non è l'attività principale, ma oggi è diventata decisiva per essere visibili e raggiungibili online. Gli strumenti basati su intelligenza artificiale, un tempo appannaggio di pochi specialisti, sono ora alla portata di realtà medio/piccole, senza competenze tecniche avanzate, permettendo di costruire una presenza sul web in tempi molto più brevi rispetto al passato.»

Strumenti per una presenza online semplice e veloce

L'offerta di Register.it è pensata per permettere alle imprese di partire in tempi rapidi, con soluzioni che accompagnano dalla registrazione del nome a dominio alla messa online del sito, fino alla gestione della posta elettronica e degli aspetti più tecnici.

 

I pacchetti disponibili (attualmente con sconti interessanti, come Hosting per WordPress a partire da 2,22 € /mese + IVA. E gli sconti del 70% sul piano Start e del 50% su altri piani disponibili) consentono di creare siti aziendali, siti vetrina, blog o pagine di presentazione del business in modo guidato, riducendo al minimo gli ostacoli legati alla configurazione iniziale e alla manutenzione.

Questo approccio permette a chi fa impresa di dedicare più energie al contenuto e al rapporto con i propri clienti, sapendo di poter contare su una base tecnologica stabile e su un supporto continuativo.

 

L'obiettivo è offrire alle PMI la possibilità di migliorare e aggiornare facilmente la propria comunicazione online, sperimentare nuove idee e mantenere un'immagine professionale senza dover diventare esperti di infrastrutture digitali.

Colmare il gap di maturità digitale delle PMI italiane

La campagna si inserisce in un contesto in cui molte PMI italiane riconoscono l'importanza del digitale, ma faticano ancora a trasformare questa consapevolezza in progetti strutturati e continui.

Spesso mancano tempo, risorse e persone dedicate, e la gestione del sito o dei servizi online finisce in fondo alle priorità quotidiane.

 

Ed è qui che subentra la proposta di Register.it che vuole essere una risposta concreta: soluzioni pronte all'uso, supporto continuativo e percorsi chiari per aiutare le imprese a fare il "salto" verso una presenza online più matura.

«La crescita della tecnologia, e in particolare dell'intelligenza artificiale, procede a un ritmo che molte piccole imprese faticano a seguire, - afferma Claudio Corbetta, Group CEO di team.blue -


"Dai dati emerge chiaramente che non manca l'ambizione, ma piuttosto orientamento su come tradurla in azione. Quando semplifichiamo il percorso e rendiamo gli strumenti accessibili, l'AI

diventa un catalizzatore di creatività e crescita. L'opportunità è aiutare le piccole imprese non solo ad adottare l'AI, ma a plasmarne le potenzialità.».

Questa è una visione che si traduce in servizi pensati che sono pensati per le PMI e che sono strutturati in modo tale da essere scalabili. Le diverse soluzioni, infatti, possono crescere insieme all'azienda, adattandosi nel tempo a nuove esigenze, nuovi mercati e nuovi obiettivi di comunicazione.

 

 

   Register.it 

Register.it è da oltre 25 anni un punto di riferimento nel panorama digitale italiano, supportando migliaia di professionisti e PMI nella creazione, promozione e tutela della propria presenza online. Parte del gruppo europeo team.blue, che riunisce oltre 60 brand specializzati in soluzioni digitali, Register.it unisce la conoscenza del mercato locale con l'innovazione internazionale, offrendo servizi affidabili e scalabili basati su tecnologie all'avanguardia.

lunedì 30 marzo 2026

CARO GASOLIO, AN.BTI - CONFCOMMERCIO: “GASOLIO FINO A 2,7 € AL LITRO! BUS TURISTICI RISCHIANO CRISI STRUTTURALE”

CARO GASOLIO, AN.BTI - CONFCOMMERCIO: "GASOLIO FINO A 2,7 € AL LITRO! BUS TURISTICI RISCHIANO CRISI STRUTTURALE"

Il Presidente e il Direttore di An.bti - Confcommercio, Riccardo Verona e Andrea Camertoni, hanno commentato l'ultima mappatura nazionale diffusa dal Codacons che vede il gasolio superare in alcuni distributori i 2,7 euro al litro al 'servito': "Col perdurare dell'instabilità internazionale e del caro carburanti oggi c'è una situazione sempre più preoccupante sul fronte della domanda. Stiamo registrando con crescente frequenza disdette e mancate prenotazioni per i mesi futuri. I nuovi preventivi, inevitabilmente influenzati dall'aumento dei carburanti, risultano più elevati e rendono i servizi meno competitivi e meno appetibili per i clienti."

Il problema si manifesta quindi su un doppio livello:
• da un lato, i servizi già contrattualizzati, basati su costi ormai superati, che stanno erodendo i margini delle imprese;
• dall'altro, una contrazione delle prenotazioni future, con clienti che rinunciano o scelgono soluzioni alternative.

"Il caro carburante – proseguono Verona e Camertoni – sta compromettendo seriamente la tenuta economica dell'intera categoria. Senza un intervento immediato, il rischio è quello di una crisi strutturale del settore".

AN.BTI - Confcommercio chiede quindi con urgenza misure concrete, a partire dall'estensione dell'accisa agevolata e dalle misure di compensazione per i maggiori costi sostenuti e per le perdite di questo periodo di crisi.




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www.CorrieredelWeb.it

STORIEUS. - CASO EPSTEIN, PARLA LA 'VITTIMA MINORENNE NR.1': "STUPRATA A 14 ANNI, IN QUEI FILE C'E' LA VERITA'. TRUMP? SA COME SI MANIPOLANO LE PERSONE"

CASO EPSTEIN, PARLA LA "VITTIMA MINORENNE NR.1": "STUPRATA A 14 ANNI, IN QUEI FILE C'E' LA VERITA'. TRUMP? SA COME SI MANIPOLANO LE PERSONE"


In una lunga intervista esclusiva concessa a  STORIEUS. , il format sui grandi temi internazionali prodotto da Alanews e condotto da Andrea EusebioMarina Lacerda, sopravvissuta agli abusi di Jeffrey Epstein, racconta  la sua battaglia, condivisa con tante altre "Survivors", per la piena verità sugli abusi perpetrati dall'uomo e dalla sua rete di contatti.

Marina, infatti, è la donna identificata per anni nei fascicoli processuali come "minor victim 1" (vittima minorenne 1, ndr). Ha rivelato la propria identità nel settembre 2025 davanti al Campidoglio di Washington. Nell'intervista racconta la meccanica degli abusi, il sistema di reclutamento, l'incontro con Ghislaine Maxwell e molto altro ancora.

Marina aveva quattordici anni quando un'amica la portò per la prima volta nell'appartamento di Epstein, ad Upper East Side. La premessa era semplice: "Mi disse che avrei dovuto solo praticargli un massaggio. Nient'altro. Guadagnare 300 dollari in quaranta minuti". Ma fin dal primo incontro la realtà fu diversa: "Quando si girò in quella sala, le sue zone intime erano esposte. Ho scosso la testa. Lui ha preso il mio top e ha detto: sarai presto a tuo agio con me, ci vorrà solo un po' di tempo". Marina era sola, al terzo piano, in una casa che non conosceva: "Non sapevo dove fossero le scale, non sapevo dove fosse l'ascensore. Avevo paura". Ci tornò due settimane dopo, spinta dalla disperazione economica. "Vivevamo in una stanza, io, mia madre e mia sorella. Avevo affittato tutte le altre camere. Ero disperata". Da quel momento il rapporto si protrasse per tre anni, fino ai diciassette.

Uno dei passaggi più pesanti dell'intervista riguarda la scoperta, avvenuta solo due anni fa, di essere stata violentata. Marina, che era già stata abusata dal suo patrigno dagli 8 ai 12 anni, aveva cancellato quei momenti dalla memoria: "Fino a poco tempo fa non ricordavo nemmeno che Epstein mi avesse violentata. L'avevo completamente rimosso dalla mia testa. È quello che fa il cervello con un trauma: ti protegge". È stata un'amica a farle ricostruire ciò che era accaduto. E il ricordo che è tornato è preciso: "Chiamava almeno tre o quattro ragazze. Mi prendeva e mi metteva sopra di lui, e diceva loro: è così che si fa. Questo è quello che fa una brava ragazza quando mi ascolta. Le faceva guardare mentre mi stuprava". Ammette: "Ero sotto shock quando ho dovuto sentire da qualcun altro che ero stata violentata. Non me lo ricordavo".

Marina spiega con chiarezza come funzionasse il meccanismo di reclutamento di Epstein: "Aveva ragazze che gli portavano altre ragazze, in modo che non dovesse farlo lui. E le ragazze si fidano tra loro: sapeva cosa stava facendo". Era esattamente il ruolo che aveva avuto l'amica che l'aveva portata da lui per la prima volta. Col tempo, Epstein aveva iniziato a chiedere la stessa cosa a Marina: "Voleva che portassi ragazze più giovani. Quando gliene ho portata una di diciotto anni si è arrabbiato: era vecchia per lui. Mi ha detto di portare le carte d'identità, così da poter controllare di suo pugno". Quando Marina ha smesso di riuscire a procurargli ragazze abbastanza giovani, il rapporto si è chiuso. La frase con cui Epstein l'ha congedata: "Non sei più divertente. Stai invecchiando con me". Lei aveva diciassette anni: "Ormai mi truccavo e depilavo, a lui non stava bene".

Marina descrive l'unico incontro con Ghislaine Maxwell come qualcosa che ha rimosso nei dettagli, ma di cui ricorda la struttura: "Jeffrey ci portò nella sua camera da letto. C'erano lenzuola bianche. Si voltò e disse: si unisce un'amica. Ghislaine è entrata. Eravamo in quattro. Sono successe molte cose orribili. Non ricordo i dettagli, il trauma, penso, è una buona cosa in questo senso". Per anni aveva visto le foto di quella donna in casa Epstein senza sapere chi fosse: "Pensavo fosse sua moglie. L'ho riconosciuta solo dopo, al telegiornale". Sulla richiesta di grazia presidenziale avanzata da Maxwell, Marina non usa mezze misure: "Assolutamente no. Questa donna dovrebbe liberarsi di questo e dire la verità. Non è così che funziona, ha avuto una faccia tosta anche solo a chiederlo".

Nel 2008, nell'ambito dell'inchiesta in cui gran parte degli abusi di Epstein fu insabbiata, l'FBI bussò alla porta di Marina, la quale chiamò la segretaria di Epstein, Leslie Groff. Lui la richiamò: "Mi disse: non chiamarmi, ti faccio trovare un avvocato. Io risposi: se non mi trovi un avvocato, dico all'FBI tutto quello che so". Gli avvocati arrivarono, ma con un messaggio che la lasciò senza parole: "Mi dissero che potevo andare in prigione. Avevo quattordici anni quando è iniziato. Ho chiesto: perché sono io nei guai e non lui?".  Da lì a poco, l'accordo con il procuratore della Florida Acosta, poi nominato Segretario del Lavoro da Trump. A Marina non fu detto nulla: "Entrai nel loro ufficio e mi dissero: non preoccuparti, è tutto sistemato. Dimentica tutto. Sei libera di andare".

Marina sceglie di non pronunciarsi sulla morte di Virginia Giuffrè, la sopravvissuta che più di tutte aveva combattuto il sistema Epstein e che nel 2024 è morta in circostanze che molti non considerano chiarite. "I miei pensieri sono inclini alle teorie cospirazioniste, quindi preferisco tenerli per me. Non la conoscevo: se l'avessi conosciuta potrei percepirlo. Ma non voglio dire qualcosa che venga usato per far dubitare della mia storia". 

Durissima la valutazione su Pam Bondi, procuratrice generale nominata da Trump: "Ci ha totalmente disumanizzate, dimenticando che siamo sopravvissute. Ha dichiarato di avere una comunicazione chiara con noi: è assolutamente falso. Abbiamo cercato di parlarle. Non vogliono avere niente a che fare con noi". Sui 3 milioni di file ancora nelle mani del Dipartimento di Giustizia: "Non stanno facendo assolutamente nulla. Il punto era aprire gli occhi dell'America. Il popolo americano non reagisce: è una vera delusione". E sulla possibile funzione della guerra in Iran come distrazione: "Di solito quando succedono le guerre vogliono distrarci. Ma i file di Epstein non spariranno durante la notte". Infine, su Donald Trump:" La Florida è uno Stato repubblicano: lui ha la residenza a Mar-a-Lago, Epstein l'aveva a West Palm, Acosta  e Bondi vengono da lì. Trump è un uomo di potere ed è ricco, sa come si manipolano le persone". 

L'impegno con le altre vittime non è solo per la verità sul Caso Epstein: "C'è una vita oltre all'abuso, chiunque ne è vittima deve parlare per poter combattere insieme. Le donne devono essere unite e non accettare queste dinamiche nella propria vita: se se la prendono tra loro gli uomini si sentiranno legittimati a non rispettarle".

MagicLand e Anas presentano DogLand, una delle prime aree per cani in un parco divertimenti


MagicLand e Anas presentano DogLand - Anas

Tra le prime aree cani ludico-ricreative in Europa in un parco divertimenti

 

 

A MagicLand gli amici a quattro zampe entrano con le famiglie nel Parco e diventano parte del divertimento.

Nasce così DogLand - Anas, tra le prime aree cani ludico-ricreative in Europa in un parco divertimenti. L'inaugurazione ufficiale si terrà il 3 aprile, in occasione dell'apertura della stagione 2026.

L'iniziativa nasce dalla collaborazione tra MagicLand e Anas (società del Gruppo Fs), da anni impegnata nella cultura della sicurezza stradale attraverso campagne di sensibilizzazione.

Anas, oltre a occuparsi della gestione e manutenzione della rete viaria nazionale, porta avanti un costante lavoro di prevenzione sui comportamenti a rischio, tra cui l'abbandono degli animali lungo le strade. Questo fenomeno rappresenta un grave atto di crudeltà verso gli animali e un serio pericolo per la circolazione.  

Con DogLand - Anas il messaggio è chiaro: gli animali non si abbandonano perché fanno parte della famiglia e partecipano a tutte le attività. Anche al parco divertimenti.

Situata in posizione centrale, a bordo lago, l'area è uno spazio verde e protetto dove i cani possono muoversi, giocare e rilassarsi in sicurezza, sempre accompagnati dalle famiglie. Completamente recintata e realizzata con erba sintetica di alta qualità, DogLand - Anas è dotata di zone ombreggiate, sedute e fontanella. Elemento distintivo è il "percorso agility" in legno a sei stazioni, progettato per stimolare movimento, gioco e interazione: pedana di attesa, pedana mobile, slalom, ostacolo regolabile, palizzata e anello fisso. Un tracciato dinamico che trasforma la visita al Parco in un momento di attività condivisa con i propri amici a quattro zampe.

DogLand - Anas rappresenta l'incontro tra due visioni complementari: da un lato l'impegno di Anas nella prevenzione dell'abbandono e nella sicurezza stradale, dall'altro la volontà di MagicLand di rendere il Parco sempre più inclusivo e vicino ai nuovi stili di vita delle famiglie, in cui l'animale domestico è a tutti gli effetti un membro del nucleo.

"Con DogLand - Anas vogliamo lanciare un messaggio semplice ma forte: i cani fanno parte della famiglia e non devono essere lasciati indietro, nemmeno quando si va al parco divertimenti" – dichiara Guido Zucchi, Amministratore Delegato di MagicLand. "Questa area nasce proprio per permettere alle persone di vivere il tempo libero insieme ai propri animali in modo responsabile, sicuro e sereno. I cani sono sempre stati i benvenuti a MagicLand, accompagnando le famiglie nella loro visita al parco. Tuttavia, finora non avevano uno spazio di svago pensato esclusivamente per loro. Con DogLand - Anas possiamo offrire anche a loro un'area dedicata al divertimento e al benessere, progettata su misura. Inoltre, la collaborazione con Anas, da anni in prima linea contro l'abbandono, rende questo progetto ancora più significativo".

"Da diversi anni collaboriamo con alcune associazioni per far fronte comune e promuovere campagne di sensibilizzazione a favore degli animali", ha dichiarato l'Amministratore Delegato di Anas, Claudio Andrea Gemme. "Partecipare a questa iniziativa con MagicLand ci rende orgogliosi perché è una nuova azione concreta che permette di proteggere e salvare vite. Anas salva in media un animale ogni cinque giorni dal pericolo di essere investito e ucciso. In Italia il fenomeno dell'abbandono degli animali lungo le strade rappresenta una grave emergenza perché mette a rischio la loro vita e quella degli utenti. Negli ultimi anni abbiamo intensificato le attività di monitoraggio e intervento in collaborazione con le autorità locali e le associazioni del settore" - ha aggiunto l'AD - "Solo attraverso un'azione collettiva possiamo ridurre gli incidenti. C'è comunque un dato positivo che vorrei sottolineare: la sensibilità degli utenti a segnalare ad Anas il fenomeno dell'abbandono è cresciuta di oltre il 30% negli ultimi anni, segnalazioni che consentono ai cantonieri di salvare con più rapidità e di conseguenza con maggior successo, gli animali vaganti".

Con DogLand - Anas, MagicLand e Anas trasformano un messaggio di responsabilità in un'esperienza concreta: un parco dove il divertimento si vive insieme, senza lasciare indietro nessuno.

sabato 28 marzo 2026

Roma Capitale sceglie l’urbanistica di genere: presentazione del primo “Quaderno della città che cambia”

ROMA CAPITALE SCEGLIE L'URBANISTICA DI GENERE IN DIALOGO CON LE GRANDI CITTÀ EUROPEE

Il primo "Quaderno della città che cambia" è uno strumento operativo che raccoglie dati, pratiche e linee guida per costruire una città più inclusiva, sicura e accessibile, frutto della collaborazione tra Roma Capitale – Assessorato all'Urbanistica, Human Foundation e Risorse per Roma.  

 

ROMA - 28 MARZO 2026 - Roma Capitale sceglie di ripensarsi attraverso lo sguardo di genere, riconoscendo che progettare a partire dall'esperienza delle donne significa costruire spazi, servizi e mobilità più equi, sicuri e accessibili per l'intera collettività, e lo fa con il primo dei Quaderni della città che cambia. "La prospettiva dell'urbanistica di genere a Roma. Come orientare lo sviluppo della città verso accessibilità, partecipazione, sicurezza e inclusione".

Roma si trova oggi davanti a una sfida cruciale: costruire una città più sostenibile e prossima, in linea con l'Obiettivo 11 dell'Agenda 2030. Le evidenze raccolte negli ultimi anni – dall'indagine sulla percezione della città Spatium Urbis (promossa da Roma Capitale tramite la Commissione Pari Opportunità, in collaborazione con Università La Sapienza di Roma) ai primi dati sulla mobilità di genere (raccolti nello studio La Mobilità a Roma di Roma Servizi per la Mobilità) – mostrano come donne, anziani, bambini, persone con disabilità, comunità LGBTQI+ e persone con background migratorio vivano la città con maggiori difficoltà in termini di sicurezza, mobilità e accesso ai servizi. Una condizione che riflette differenze strutturali nei vissuti urbani e una persistente sottorappresentazione delle donne nei processi decisionali e progettuali.

Il Quaderno – presentato presso l'Urban Center Metropolitano (Viale Manzoni 34 – Roma) – segna un passaggio strategico in questa direzione e nasce dalla collaborazione tra Roma Capitale – Assessorato all'Urbanistica, Human Foundation e Risorse per Roma per affrontare il tema dell'urbanistica di genere come leva strategica per una città più equa e attenta ai bisogni delle persone e per fornire strumenti concreti di progettazione e intervento. Le indicazioni saranno testate nell'ambito del quartiere Spinaceto con interventi di urbanistica tattica orientati alla dimensione di genere, in continuità con l'intervento del Programma "15 Municipi, 15 progetti per la città in 15 minuti" a Largo Niccolò Cannella.

Il documento è arricchito dal contributo di istituzioni, università, architette, studiosi e studiose coinvolti in focus group dedicati. Il documento offre a funzionari e decisori pubblici un insieme di strumenti operativi – casi studio, indicazioni preliminari, domande guida – per integrare la prospettiva di genere in tutte le fasi delle politiche urbane, dalla pianificazione alla valutazione.

Con questo lavoro, Roma compie un passo decisivo verso una strategia sistemica di urbanistica di genere, allineandosi alle migliori pratiche italiane ed europee – da Parigi a Vienna, da Torino a Barcellona – e valorizzando esperienze locali come Spatium Urbis e HER WALKS (progetto di mappatura partecipativa con prospettiva di genere del quadrante Ostiense-San Paolo, realizzato grazie alla collaborazione tra VIII Municipio e Sex & The City), rafforzando in questo modo una visione di città più prossima, sicura e inclusiva.

L'incontro è stato un'occasione di confronto pubblico su come politiche urbane, progettazione degli spazi e processi partecipativi possano contribuire a costruire una Roma più vivibile, accogliente e in grado di garantire pari opportunità di accesso.

A dialogare sul tema Maurizio Veloccia, Assessore all'Urbanistica del Comune di Roma, Giovanna Melandri, Presidente di Human Foundation, insieme ad altre esperte ed esperti impegnati nella trasformazione urbana e nelle politiche di genere: Marta Rossi, (Coordinatrice dell'Area Rigenerazione Urbana di Human Foundation), Enrico Di Giuseppantonio (Presidente Commissione Pari Opportunità di ANCI), Héléne  Chartier (Director of Urban Planning and Design – C40), Michela Cicculli (Presidente Commissione Pari Opportunità Assemblea Capitolina), con la conduzione di Elena Andreoni dell'Assessorato all'Urbanistica di Roma Capitale.

L'urbanistica di genere diventa così una leva per ripensare spazi, servizi e mobilità con maggiore attenzione ai bisogni reali delle persone, a partire da quelli delle donne, riconoscendo che una città in cui le donne vivono pienamente è una città migliore per tutte e tutti.

Roma Capitale con il supporto tecnico di Human Foundation conferma così il proprio impegno nel promuovere modelli di sviluppo urbano innovativi e inclusivi, capaci di rispondere alle sfide sociali contemporanee e di generare valore per la collettività.

La riflessione su come rendere Roma una città più accessibile, inclusiva e sostenibile proseguirà il 22 aprile con la Masterclass di Giovanni Melandri, in programma nuovamente nella cornice dell' Urban Center Metropolitano.

"L'urbanistica non è mai neutrale: se una città non è progettata per tutti, finisce inevitabilmente per escludere qualcuno. La necessità di una maggiore inclusività per le diverse fasce della popolazione come, ad esempio, persone diversamente abili, anziani, bambini e donne, ci spinge a ripensare la conformazione dello spazio cittadino e dei suoi servizi. Il lavoro che abbiamo fatto insieme a Human Foundation nasce proprio dalla volontà di progettare una città più funzionale per le donne e per l'intera collettività individuando alcuni strumenti necessari: illuminazione adeguata, marciapiedi percorribili con i passeggini e trasporti pubblici capillari, che colleghino non solo i centri produttivi ma anche i servizi essenziali. Non è solo una questione di pari opportunità, ma di giustizia spaziale: trasformare lo spazio pubblico da luogo di transito o pericolo a luogo di partecipazione e libertà, dove il diritto alla città sia finalmente garantito a ogni cittadina e cittadino", spiega l'Assessore all'Urbanistica di Roma, Maurizio Veloccia.

"Le città non cambiano da sole la società, ma sono uno dei luoghi in cui si rendono visibili le priorità collettive e le disuguaglianze. Integrare la prospettiva di genere nella pianificazione urbana significa riconoscere che lo spazio pubblico deve essere progettato a partire dalla vita quotidiana delle persone: dalla mobilità legata ai tempi di cura, alla presenza di servizi accessibili, fino alla qualità degli spazi in cui sostare, incontrarsi e sentirsi al sicuro. Anche i gesti simbolici – come riequilibrare la rappresentazione di donne e uomini nello spazio pubblico – acquistano pieno significato quando fanno parte di una trasformazione più ampia: una città che offre servizi di prossimità, trasporti pensati per gli spostamenti reali delle persone e spazi urbani accoglienti e accessibili per tutte e tutti.

Per questo con Human Foundation abbiamo messo a disposizione le nostre competenze nel campo dello sviluppo locale ad impatto, per elaborare questo primo Quaderno  sull'urbanistica di genere per la città di Roma, capace di mettere a disposizione strumenti concreti per integrare questa prospettiva nelle politiche urbane, a partire dalle metodologie della impact economy: processi di coprogettazione con le comunità e strumenti di valutazione dell'impatto capaci di misurare come le scelte urbane incidono sulla qualità della vita di romane e romani", afferma la Presidente di Human Foundation, Giovanna Melandri.



Lina Sastri in Maria Maddalena o Della Salvezza, 3 e 4 aprile in Sala Umberto

venerdì 27 marzo 2026

Guerra in Iran: Carenza di fertilizzanti e catena alimentare a rischio.

La guerra Iran - Usa -Israele non è solo energia pura ma anche un deterrente importante per una futura crisi alimentare globale. Una minaccia che viaggia in maniera silenziosa che potrebbe avere effetti importanti per la catena alimentare del mondo. Parlare di petrolio e di prodotti gassosi o raffinati derivati è stata una prassi dovuta che abbiamo dilaniatamene puntato sullo stretto di Hormuz e sui suoi collegamenti marittimi ma ci sono altri effetti collaterali nascosti e poco pubblicizzati dai media.

L’industria dei fertilizzanti svolge un ruolo cruciale nel migliorare la produttività agricola, garantire la sicurezza alimentare e sostenere le economie globali. I fertilizzanti forniscono nutrienti essenziali alle colture, portando ad un aumento dei rendimenti e ad una migliore qualità. Con la crescita della popolazione mondiale, la domanda di cibo si intensifica, rendendo l’industria dei fertilizzanti una componente vitale per soddisfare le esigenze agricole.

Una valutazione attenta pone l’attenzione su una crisi che possiamo definire parallela al petrolio che incombe sulla sicurezza alimentare globale quella della carenza di fertilizzanti utili per la produzione alimentare. Notiamo infatti che la metà dell'urea commercializzata a livello mondiale e di altri grandi quantità di fertilizzanti vengono esportate proprio dai paesi del Golfo ed attraverso lo Stretto di Hormuz, rendendo l'agricoltura globale altamente vulnerabile a qualsiasi interruzione in quella zona.

La recente crisi specie delle forniture di gas e dei trasporti marittimi hanno già costretto gli impianti di produzione di fertilizzanti, che utilizzano il gas naturale per la loro produzione, nel Golfo e altrove, a chiudere o ridurre la propria produzione. Uno dei paesi più colpiti è il Qatar che in questi giorni attraverso la Qatar Energy ha comunicato l’interruzione della produzione nel più grande impianto di produzione di Urea al mondo dovuto al blocco dell’erogazione del gas.

Questa tipologia di produzione è collegata al GNL del Qatar in tal senso l’India ha ridotto la produzione di tre dei suoi impianti di urea. Anche il Bangladesh ha chiuso quattro dei suoi cinque stabilimenti di fertilizzanti. Negli Stati Uniti si registra già una carenza di fertilizzanti pari a quasi il 25% rispetto al fabbisogno previsto per questo periodo dell'anno.

Un danno che viene aggravato dall’aumento dei prezzi di esportazione dell'urea dal Medio Oriente è aumentato di circa il 40%, passando da poco meno di 500 dollari a poco più di 700 dollari per tonnellata metrica nei giorni scorsi, secondo Argus, un'agenzia specializzata nella rilevazione dei prezzi di energia e materie prime. Il prezzo attuale è di quasi il 60% superiore rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso.

Il Golfo Persico secondo Signal Group (società di spedizione internazionale) ha chiarito che il 20% di tutti i fertilizzanti mondiali proviene proprio dal Golfo persico, mentre il 46% della fornitura globale di urea proviene dallo stesso bacino. La Qatar Fertiliser Company (QAFCO), considerata il più grande fornitore di urea al mondo, da sola fornisce il 14% dell'urea mondiale. Sono in pericolo in seguito alla guerra secondo un’analisi condotta da Kpler (società di analisi di dati) fino a un terzo del commercio globale di fertilizzanti e il commercio potrebbe essere interrotto se la chiusura dello Stretto di Hormuz persiste, solo a poche navi battenti bandiera indiana, pakistana e cinese è stato consentito il transito in sicurezza.

L’agenzia di stampa Reuters che ha intervistato l'analista di Morningstar Seth Goldstein, i prezzi dei fertilizzanti azotati potrebbero raddoppiare rispetto ai livelli attuali, mentre quelli dei fosfati potrebbero aumentare di circa il 50%. Secondo Kpler, nel 2024 i paesi asiatici erano i più dipendenti dalle esportazioni di fertilizzanti del Golfo, ricevendo il 35% delle esportazioni di urea, il 53% delle esportazioni di zolfo e il 64% delle esportazioni di ammoniaca.

Le esportazioni di fertilizzanti provenienti dal golfo Persico sono vitali per i principali mercati agricoli, soprattutto India, Brasile e Cina, con volumi significativi destinati anche a Marocco, Stati Uniti, Australia e Indonesia. L'India dipende in particolare dal Medio Oriente per i fertilizzanti, da cui si approvvigiona oltre il 40% dei suoi fertilizzanti a base di urea e fosfati. Nel frattempo, il Brasile dipende quasi interamente dalle importazioni per l'approvvigionamento di fertilizzanti, quasi la metà dei quali transita attraverso lo Stretto di Hormuz.



Un mondo che già soffriva di una carenza di Gas a basso costo proveniente dalla Russia dopo la guerra in Ucraina del 2022 oggi viene dilaniato dalla guerra in corso. Pechino da parte sua ha limitato le esportazioni di fertilizzanti, tra cui l'urea, per garantire innanzitutto le forniture agli agricoltori cinesi. I fertilizzanti fanno parte a pieno titolo della catena alimentare valutando che India, Brasile e Cina sono i maggiori produttori alimentar al mondo. Valutando l’India come maggior produttore agricolo di riso, grano, legumi e frutta. Nel 2024, il riso indiano ha rappresentato circa un quarto delle esportazioni mondiali di riso.

Altro importante attore è il Brasile che secondo il Dipartimento dell'Agricoltura degli Stati Uniti, il Brasile rappresenta ormai quasi il 60% delle esportazioni mondiali di soia. Il Paese esporta anche zucchero e mais. La Cina è un importante produttore di tè, che rifornisce il mondo intero di foglie di tè, oltre ad altri prodotti agricoli di base come aglio e funghi. Il pericolo che si pone in seguito alla carenza di fertilizzanti e dovuto al fatto che il suo aumento dei prezzi potrebbe indurre alcuni agricoltori a rinunciare completamente all'utilizzo di fertilizzanti. Ciò ridurrebbe i raccolti.

Molte colture di base che sono utili alle popolazioni vedi quella di riso, grano, mais e soia possono essere ridotte con un’offerta mondiale che rappresenta delle criticità. Infine, possiamo anche considerare l’aumento dei prezzi dei prodotti alimentari finiti creando potenzialmente carenze localizzate, soprattutto nei paesi molto dipendenti dalle importazioni.

 

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