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venerdì 3 luglio 2020

Cambio al vertice di MiR, nuovo CEO dal 1° Agosto

Cambio al vertice di MiR, nuovo CEO dal 1° Agosto

Søren E. Nielsen assumerà la carica di Presidente di Mobile Industrial Robots A/S. A soli due anni e mezzo dal suo ingresso in MiR in qualità di CTO, Søren E. Nielsen è stato nominato Presidente dell'azienda pioniera nella produzione di robot mobili.

Odense, 3 Luglio 2020 - Teradyne, proprietaria di Mobile Industrial Robots (MiR), ha nominato Søren E. Nielsen Presidente di MiR a partire dal 1° agosto 2020. Grazie ai 2 anni e mezzo di esperienza come CTO di MiR, Søren E. Nielsen ha maturato una vasta conoscenza dell'azienda e della sua organizzazione. Mark Jagiela, CEO di Teradyne, ha commentato positivamente la nomina di Søren E. Nielsen:

"Søren E. Nielsen si è dimostrato un'eccellente guida e attraverso il nuovo incarico garantirà la continuità della nostra strategia e la costante crescita commerciale. MiR è una realtà a ancora giovane, che però offre a migliaia di aziende in tutto il mondo l'opportunità di ottimizzare la loro logistica, il che potrebbe potenzialmente cambiare il modo in cui funziona il mondo".

"In qualità di Presidente di MiR, Søren E. Nielsen porterà avanti la passione, l'innovazione e la visione che ha portato MiR al suo attuale status di leadership. Il nostro nuovo Presidente è un leader carismatico, in grado di conciliare l'organizzazione e i processi in modo pragmatico per portare a termine efficacemente le attività e far crescere il nostro business. Ha un raro equilibrio nel risolvere le esigenze immediate dei clienti nella vita reale e nel creare una roadmap ponderata per sviluppare l'innovazione e la leadership a lungo termine. La sua esperienza aiuterà a valorizzare professionalmente chi lavora in MiR". Conclude Jagiela.

Crescita costante nonostante la crisi del coronavirus

Søren dovrà confrontarsi con la sfida di leadership che è pronto ad affrontare a testa alta, avendo maturato esperienza ricoprendo diverse posizioni manageriali presso importanti aziende internazionali come Danfoss e Siemens.

"Nonostante la situazione attuale, MiR ha registrato anche nel 2020 una costante crescita. Non abbiamo mai rallentato, e questo ci ha garantito un vantaggio rispetto agli altri operatori del settore. I nostri prodotti aiutano le industrie globali, il settore dell'healthcare e della logistica, a compensare le perdite di fatturato aumentando l'efficacia e l'efficienza con l'utilizzo di robot flessibili. Con i nostri robot mobili, adatti ad applicazioni medicali e logistiche le aziende sono state in grado di compensare il calo dovuto alla situazione di emergenza. Rivoluzioniamo la supply chain nella logistica interna, garantendo al tempo stesso un miglioramento nell'organizzazione interna, alleggerendo il personale dalle attività ripetitive", spiega Søren E. Nielsen.

"Durante la pandemia, il nostro tasso di assunzione è diminuito. Tuttavia, il numero dei nostri collaboratori è cresciuto in modo esponenziale sin dalla fondazione della società. Ciò significa che siamo stati in grado di consolidare la nostra organizzazione e di ottimizzare i processi di produzione. Ne abbiamo raccolto i benefici e sono orgoglioso di dire, senza esitazioni, che MiR, di cui mi assumo la responsabilità generale a partire dal mese di agosto, è più forte che mai" ha proseguito Søren E. Nielsen, che è stato il cinquantesimo dipendente a entrare in azienda. Ora i dipendenti sono 220, la maggior parte dei quali si trova presso la sede centrale di Odense.

Una delle sfide principali per Søren sarà quella di mantenere lo spirito e la cultura aziendale: MiR è caratterizzata da una costante volontà di affermarsi, unita a un sano spirito competitivo e di squadra. 

Da "Mister MiR" a uno stile più easy

In pochi anni, MiR è diventata un'azienda molto conosciuta e rinomata in Danimarca e a livello mondiale con Thomas Visti come front man mediatico. 

"È stato "Mister MiR" a cedermi il comando. Ho un compito davvero difficile da portare avanti, poiché Thomas Visti è stato estremamente abile nel brandizzare MiR su scala globale, il che significa che abbiamo avuto molta più esposizione mediatica di quanto ci si potesse aspettare da un'azienda della nostra dimensione. Come persona, non amo le luci della ribalta, tuttavia farò del mio meglio" ha dichiarato Søren Nielsen.

L'attuale CEO di MiR, Thomas Visti, è davvero soddisfatto della scelta del suo successore.

"Quando Søren è entrato a far parte dell'azienda, avevamo bisogno di un dirigente con esperienza internazionale nel settore. Ha dato un significativo contributo all'ottimizzazione dei nostri processi e delle procedure interne. Quindi, sono molto felice di cedere le redini a Søren" ha affermato Thomas Visti.

MiR è grata a Thomas per il tempo e gli sforzi dedicati sin dal 2014 alla crescita dell'azienda, per averla condotta da startup ad azienda affermata sul mercato con 220 dipendenti in tutto il mondo.



mercoledì 1 luglio 2020

Energia. Eni effettua una nuova scoperta a gas nel Mar Mediterraneo Egiziano


Eni effettua una nuova scoperta a gas nel Mar Mediterraneo Egiziano

 

San Donato Milanese (Mi), 1 luglio 2020 – Eni (operatore del Blocco), assieme ai partner nel blocco BP e Total, ha perforato con successo il primo pozzo esplorativo nella licenza di North El Hammad, nelle acque convenzionali egiziane del Delta del Nilo, sul prospetto denominato Bashrush.

 

La nuova scoperta si trova in 22 metri di profondità d'acqua, a 11 chilometri dalla costa, 12 chilometri a nord-ovest del giacimento di Nooros e circa 1 chilometro a ovest del giacimento di Baltim South West, entrambi già in produzione.

Il pozzo ha attraversato una unica colonna verticale mineralizzata a gas di 152 metri nelle arenarie di età Messiniana della formazione Abu Madi con eccellenti proprietà petrofisiche. Il pozzo verrà testato alla produzione.

 

La scoperta di Bashrush è una ulteriore conferma del grande potenziale a gas e condensati nelle formazioni Messiniane in questo settore delle acque poco profonde dell'offshore egiziano. La scoperta estende verso ovest il potenziale a gas delle stesse sequenze mioceniche della formazione Abu Madi di quella precedentemente definita come "Great Nooros Area".

 

Eni avvierà, assieme ai partners BP e Total e in coordinamento con l'Egyptian Petroleum Sector, le opzioni di sviluppo della nuova scoperta che saranno mirate ad accelerare la rapida messa in produzione mediante la massima sinergia con le infrastrutture già presenti nell'area.

In parallelo alle attività di delineazione e sviluppo di questa nuova scoperta, Eni continuerà anche l'esplorazione nella "Great Nooros Area" con la perforazione nell'anno di un altro pozzo esplorativo denominato Nidoco NW-1 DIR, situato nella concessione Abu Madi West.

 

La scoperta di Bashrush è una nuova conferma di come la strategia esplorativa "incrementale", mirata su opportunità ad alto valore e capaci di garantire un rapido sviluppo delle nuove scoperte attraverso le infrastrutture esistenti, stia continuando a fornire risultati concreti e tangibili.

 

Nella concessione di North El Hammad, che è in partecipazione con Egyptian Natural Gas Holding Company (EGAS), Eni detiene il 37,5 % di interesse nella concessione e il ruolo di operatore, BP detiene il 37,5 % e Total il 25% della quota del gruppo Contrattuale.

 

Eni è presente in Egitto dal 1954, dove opera tramite IEOC Production BV. Nel 2020 la produzione netta di Eni nel paese è stata di circa 280.000 barili di olio equivalente al giorno.



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MINSAIT (INDRA) mette le tecnologie digitali al servizio dell'ambiente potenziando il database ed i canali online di GREENPEACE

MINSAIT METTE LE TECNOLOGIE DIGITALI AL SERVIZIO DELL'AMBIENTE POTENZIANDO IL DATABASE E I CANALI ONLINE DI GREENPEACE ITALIA

 

  • La società svilupperà, insieme alla sua digital boutique Softfobia, una nuova piattaforma digitale per la gestione delle donazioni dell'ufficio italiano di Greenpeace

 

  • Questo investimento permetterà all'organizzazione ambientalista di rafforzare il rapporto con i propri sostenitori, ottimizzare le sue attività e aumentare le risorse per le sue campagne per proteggere il pianeta

 

  • La nuova piattaforma, che sarà disponibile alla fine di quest'anno, permetterà a donatori e volontari di partecipare e contribuire alle campagne di Greenpeace Italia in modo più semplice e intuitivo e con sistemi innovativi di pagamento, adattati al mercato italiano e completamente sicuri

 

  • Il rafforzamento del rapporto con i donatori e gli utenti attraverso i canali online – come evidente nell'attuale contesto di emergenza sanitaria – ha acquisito un'importanza strategica in tutti i settori. È per questo che Greenpeace ha da tempo deciso di attivare un programma di digital transformation del quale la nuova piattaforma è un pilastro essenziale

 

Roma, 01 luglio 2020.- La digitalizzazione e le tecnologie all'avanguardia di customer experience al servizio della tutela dell'ambiente e del pianeta. Greenpeace rafforza i propri canali digitali in Italia con una nuova piattaforma digitale per gestire le donazioni sviluppata da Minsait, la società di Indra, insieme alla sua digital boutique Softfobia, società sarda del gruppo Indra specializzata in digital marketing.

La nuova piattaforma, che sarà disponibile entro la fine di quest'anno, permetterà ai donatori e ai volontari di contribuire alle campagne dell'organizzazione in modo più semplice e intuitivo e con sistemi di pagamento completamente sicuri. Potranno inoltre ricevere informazioni specifiche sull'utilizzo dei loro contributi, nonché sul loro impatto finale in ambito sociale, economico e sulla protezione dell'ambiente.

La nuova piattaforma di gestione delle donazioni consente un rapporto più stretto ed efficace tra l'organizzazione ambientalista e i propri sostenitori. L'integrazione con strumenti di ascolto sociale e di Marketing Automation permetterà a Greenpeace di ottimizzare le proprie campagne raggiungendo nuovi gruppi di popolazione e i sostenitori più interessati ad ogni iniziativa, che riceveranno contenuti più efficaci, pertinenti e personalizzati. Il tutto aumentando i contributi e le risorse per le iniziative di tutela ambientale.

"Con questo progetto, Greenpeace applica le più avanzate tecnologie digitali per migliorare il rapporto con i propri donatori e volontari, potenziando i canali online e attivando strumenti digitali che le consentiranno di ottimizzare campagne e risorse per le proprie iniziative, più che mai necessarie. In Minsait siamo estremamente orgogliosi di poter contribuire con la nostra esperienza e tecnologia a migliorare il nostro pianeta, sposando appieno la causa di Greenpeace.", ha dichiarato Stefano Omiccioli, responsabile Customer & Digital Experience di Minsait in Italia.

Il nuovo sistema di gestione del rapporto con donatori e sostenitori, realizzato da Minsait, la società di Indra leader nell'Information Technology e nella Trasformazione Digitale, insieme a Softfobia, si è basato sull'implementazione del modulo NPSP di Salesforce (No Profit Success Pack), integrato con un sistema di pagamento digitale sicuro sviluppato dalla società Findock. Inoltre, Minsait si occuperà della progettazione ed integrazione dei nuovi applicativi con gli attuali sistemi legacy, proponendosi allo stesso tempo come partner per la ottimizzazione e realizzazione dei contenuti per le campagne basati sull'ascolto attivo sui social network e sui canali online.

Il rafforzamento dei canali online come priorità nel contesto di COVID-19

Il rafforzamento delle relazioni con i clienti e gli utenti attraverso i canali online ha acquisito, come evidente nell'attuale contesto di emergenza sanitaria, un'importanza strategica in tutti i settori, compreso il terzo settore, costituito da associazioni e organizzazioni no profit come Greenpeace Italia. Lo sviluppo della nuova piattaforma rappresenta un pilastro essenziale dell'ambizioso programma di digital transformation di Greenpeace.

"La sfida nel business di oggi è nel disegnare una customer experience emozionale. Nel contesto specifico Greenpeace ha dei contenuti molto emotivi, Minsait l'esperienza per massimizzare l'impatto sui donatori potenziali e non. Inoltre l'efficienza operativa e l'utilizzo del budget nelle funzionalità a valore, gioca un ruolo cruciale ed è la chiave del successo digitale", afferma Stefano Omiccioli, che sottolinea come oggi più che mai "è necessario avere una presenza online professionale e completa con una customer experience d'eccellenza".

Questa esigenza non riguarda solo i negozi e le aziende impattate dal confinamento e distanziamento sociale, ma anche tutti coloro che, con il cambiamento di scenario determinato da COVID-19, hanno riflettuto sull'importanza di dotarsi di maggiori e migliori risorse digitali rafforzando la loro presenza online con piattaforme più agili e potenti.

Leadership nell'e-commerce e nelle piattaforme di pagamento sicure

La scelta di Minsait da parte di Greenpeace Italia è stata determinata dalla leadership e dall'esperienza della società di consulenza nello sviluppo di tecnologie digitali volte a migliorare l'esperienza degli utenti.

Minsait ha recentemente lanciato la propria piattaforma di e-commerce basata su Salesforce Commerce Cloud, che consente a tutte le industrie, imprese e associazioni di avere, in sole otto settimane, un sistema di e-commerce con valore differenziale in grado di incrementare le vendite digitali e di rafforzare le relazioni con i clienti.

La proposta è una modalità agile con funzionalità di base che Minsait ha integrato con uno dei suoi prodotti della suite Onesait Payments, specializzata nei pagamenti online. Questo aggiunge alla soluzione una gestione delle vendite, delle spedizioni e della fatturazione molto più veloce, integrata e sicura.

In questo modo la soluzione rafforza il posizionamento online con una piattaforma tecnologica solida e versatile, che permette alle aziende e alle associazioni di gestire cataloghi complessi in modo più dinamico, attivare promozioni rapide e personalizzate, controllare il multi-stock off-site, integrarsi con altri sistemi di gestione, facilitare i pagamenti centralizzati e sicuri e semplificare il rapporto con gli operatori logistici, tra le altre funzionalità.



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Tecnologia contro la crisi, per l’ad di Cisco Italia Santoni: “Le priorità per uscire dalla crisi sono creare reti pronte al futuro e puntare all’inclusione digitale”

TECNOLOGIA CONTRO LA CRISI, PER L'AD DI CISCO ITALIA SANTONI: "LE PRIORITÀ SONO CREARE RETI PRONTE AL FUTURO E PUNTARE ALL'INCLUSIONE DIGITALE"

Su "Genio & Impresa", il web magazine di Assolombarda, l'amministratore delegato di Cisco Italia mette in luce la centralità di permettere a tutti di avere accesso al digitale per uscire dalla crisi. A questo si aggiunge la necessità di potenziare le reti esistenti e garantirne la sicurezza.

 

"Dietro alla pandemia ci sono altre sfide che daranno forma al nostro futuro: il cambiamento climatico e l'impatto delle attività umane sull'ambiente, l'urbanizzazione, lo sviluppo economico e umano, la debolezza di infrastrutture, servizi e sistemi che credevamo più resilienti": è sul domani che si snoda la riflessione di Agostino Santoni, Amministratore Delegato di Cisco Italia pubblicata su "Genio & Impresa". Come spiega sul web magazine di Assolombarda, la situazione generata dallo scoppio del Coronavirus impone una riflessione sulla rete, strumento che nei mesi dell'emergenza si è rivelato vitale: "Mai come oggi è emersa l'importanza di creare reti pronte al futuro, una necessità che può materializzarsi d'improvviso sotto la spinta di fenomeni nuovi. Da qui il bisogno di lavorare per eliminare le disparità di accesso alla rete e porre fine al digital divide culturale". Cambiare è fondamentale, soprattutto perché la situazione attuale è destinata a durare secondo l'AD di Cisco Italia: "Ogni azienda deve rendersi conto che la "nuova normalità" è qui per restare ed è importante affrontarla insieme". Come fare dunque per far fronte a questo mutamento epocale? Prosegue Santoni: "Le competenze devono evolversi. Non possiamo più permetterci né l'esclusione economica, culturale e infrastrutturale dall'accesso alle reti e alle possibilità che offrono, né di non sfruttare il potenziale delle persone, delle comunità, della trasformazione sociale che è possibile alimentare anche attraverso la tecnologia". Non solo, l'AD di Cisco Italia ritiene centrale il potenziamento delle reti per supportare il lavoro da remoto: "Solo nella prima settimana di lockdown il traffico online è aumentato del 33%. Sono necessarie reti che sappiano offrire la fluidità e le caratteristiche utili a sfruttare con efficacia gli strumenti di comunicazione e collaborazione in video. È importante poter accedere in modo efficace e scalabile alle risorse in cloud". Un altro fattore fondamentale secondo Santoni è la sicurezza, dal momento che più si amplia l'accesso alla rete tanto più aumenta la superficie di attacco. Sulla ricetta per uscire dalla crisi Agostino Santoni sembra avere le idee chiare: "Se vogliamo che il nostro sistema economico e il sistema Paese recuperino e mantengano la competitività, dobbiamo fare leva su un digitale disponibile per tutti e moltiplicarne il valore grazie al nostro ricco capitale umano e alla nostra creatività. È necessario che tutte le controparti adottino una visione collettiva nello sviluppo del loro business, puntino sulle competenze delle persone, si considerino cittadine di una comunità in cui il digitale diventi il motore per costruire un futuro più inclusivo e al contempo per avere un business più competitivo". Cogliere questa sfida e saper trarre vantaggio dalla situazione attuale diventa quindi un imperativo: "È un'occasione che non possiamo perdere. Il digitale offre alle aziende la possibilità di ripensare i propri processi e la propria operatività, ottenere più efficienza, produttività e tagliare i costi. Con il cloud è possibile ottenere le soluzioni più evolute senza "importare" nell'azienda la complessità, con l'IOT si possono far "parlare" gli asset delle nostre imprese, raccogliere dati e informazioni con cui alimentare i processi decisionali, avere tecnologie di rete sempre più autonome, intelligenti e intrinsecamente sicure".



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martedì 30 giugno 2020

SANTA MARIA DI CASTELLABATE - INCIVILI LASCIANO PER STRADA RIFIUTI A POCHI PASSI DAI CESTINI


SANTA MARIA DI CASTELLABATE-   L’inciviltà regna sovrana anche nell’estate del coronavirus.  Nella bellissima cornice di Marina Piccola , celebre spiaggia di Santa Maria ( che ha fatto da scenografia al film di Siani e Bisio ) c’è poco da esultare con “ Benvenuti Al Sud” . Chiamiamola indecenza , chiamatela maleducazione, chiamatela come volete ma resta un dato di fatto che la razza umana resta ad oggi  un autolesionista per eccellenza .  Eppure ci sono tanti cestini tanti , punti di raccolta rifiuti messi a disposizione anche da attività ricettive su ambedue i lungomare  ma la domanda che ci si fa è “ costa tanta fatica dopo aver bivaccato gettare i rifiuti nei cestini “ ?   



Credit Foro Gerardo Guariglia 📷 

Copyright © Marco Nicoletti  2020
@castellabatelive24 / Pagina Facebook 

lunedì 29 giugno 2020

Intervista di Alessia Mocci al poeta russo Arsen Mirzaev: vi presentiamo Chiedo asilo poetico


“[…] amo anche staccarmi – strapparmi da questa celebre “esistenza letteraria” verso la natura – nel bosco, sui monti, al mare, nel deserto.... “I poeti devono vagare e cantare!” – con questa affermazione di Velimir Chlebnikov sono d'accordo al 200 %.” – Arsen Mirzaev

Il vagare dei poeti non può che far ricordare quei celebri versi dello stimato Ugo Foscolo (“Vagar mi fai co' miei pensier su l'orme/ che vanno al nulla eterno; e intanto fugge/ questo reo tempo, […]”) che contemplavano e cantavano alla sera ringraziandola per la pace prodotta proprio da questo vagare. Ed ancora ricorda quel vagare dell’Islandese in continuo dialogo con la Natura in contrapposizione ad un poeta che lasciò di rado la sua biblioteca sita a Recanati.

Nato a San Pietroburgo nel 1960, Arsen Mirzaev è poeta, critico e studioso di letteratura. All’attivo ha collaborazioni con diverse case editrici e riviste letterarie, con pubblicazioni di versi ed articoli.
La sua prima silloge è stata pubblicata nel 1994 ed è intitolata “Un altro respiro” (Drugoe dychanie), seguono nel 1996 “Oltre al resto” (Pomimo pročego), nel 2000 “I versi e i canti di Anton Kompotov (Stichi i pesni Antona Kompotova), nel 2001 “La musica della conversazione di innamorati sordomuti” (Muzyka razgovora vljublënnych gluchonemych), nel 2008 “L’albero del tempo” (Derevo vremeni) e nel 2015 “Vita a ¾” (Zizn' v ¾).

Da circa 15 anni organizza rinomate serate letterarie presso lo storico albergo Old Vienna situato dietro l’angolo rispetto ad uno dei monumenti più interessanti dell’arte russa la Cattedrale di Sant’Isacco costruita dal 1818 al 1858.

“Chiedo asilo poetico” è stato pubblicato nel 2020 dalla casa editrice Macabor Editore nella collana “I fiori di Macabor”, l’elaborazione grafica della copertina di Giorgio Ferrarini. Paolo Galvagni ne ha curato la nota finale e la precisa traduzione.

tutti/ tutti/ tutti si istupidiscono con gli anni// eccetto alcuni/ alcuni/ in verità –/ è una grandezza/ infinitamente piccola

A.M.: Salve Arsen, sono lieta di poter approfondire la sua conoscenza con questa intervista e la ringrazio per il tempo che mi dedicherà. Vorrei, se è possibile, geolocalizzare il poeta, chiedendole: San Pietroburgo è una città attiva artisticamente oppure lei è una delle poche eccezioni?
Arsen Mirzaev: Sono felice di salutarLa! Ringrazio per l'interesse che ha mostrato verso la mia modesta persona e il mio libro, tradotto da Paolo.
A Pietroburgo ci sono tanti poeti. Validi, anche vari. Ce ne sono di vivi, interessanti e di talento. E ci sono scribacchini, parolai e grafomani. I primi, mi pare, sono molto meno... Ahimè.
Così, San Pietroburgo. La città in cui sono nato, ma vi ho abitato solo dopo aver completato la scuola media a Vorkuta (il Nord, il Polo, negli anni '60 Vorkuta era davvero una città di banditi, una delle “capitali” criminali – come Kolyma e Magadan). Cioè dal 1977. E solo a San Pietroburgo (allora, certo, Leningrado) ho cominciato a capire che cosa fosse la vera poesia (anche se avevo provato a scrivere versi a scuola – avevo studiato non solo a Vorkuta, ma anche a Mosca, e a Gelendžik – e durante il servizio militare tra le file dell'esercito sovietico, in una cittadina nei pressi di Zagorsk). All'Istituto Geologico di Leningrado (LGI), a cui mi sono iscritto sotto l'influenza di mio padre geologo, parallelamente allo studio, dal primo anno, sono iniziate le lezioni al LITO (unione letteraria) del LGI, che era guidato da Michail Jasnov, noto poeta per l'infanzia e traduttore di poesia francese.  Poi ho avuto: il lavoro nella Casa degli scrittori leningradese; lo studio alla Libera Università (cattedra di poesia: 1989-1991); il lavoro come redattore (dall'inizio degli anni '90) – nell'organico e non – praticamente in tutte le case editrici pietroburghesi; comporre e redigere la rivista artistica letteraria samizdat “Sumerki” (1989-1995); il lavoro in giornali e riviste – pubblicista, giornalista e redattore; lo studio dell'eredità creativa dell'avanguardia russa dell'inizio del XX secolo (prima di tutto – Velimir Chlebnikov, Vladimir Majakovskij, Elena Guro, Tichon Čurilin, di cui ho preparato libri, commentandoli e pubblicandoli per varie case editrici di Mosca e San Pietroburgo); la partecipazione a conferenze scientifiche internazionali, dedicate all'avanguardia e alla letteratura contemporanea; la preparazione di varie antologie di poesia pietroburghese contemporanea; la cura e la conduzione di serate letterarie (letture poetiche, presentazioni di riviste e case editrici, serate di prosa, festival) – dal 2005. E così via. Non ricorderò tutto ed elencare tutto sarebbe troppo lungo. Ma, in un modo o nell'altro, tutta la mia vita è stata legata alla letteratura, ai libri, alla poesia. E tutti i miei amici in gran parte sono poeti, artisti, musicisti.
E la nostra vita era e continua a essere del tutto viva. Probabilmente alle peregrinazioni e ai viaggi (non sono solo festival poetici in diverse città e paesi, ma anche semplicemente viaggi “per il mondo”) dedichiamo non meno tempo che alla lettura di libri e composizione di versi nei nostri appartamenti e studi.

A.M.: Nella nota finale della raccolta “Chiedo asilo poetico”, il suo traduttore Paolo Galvagni scrive: “Siamo di fronte a una persona, la cui vita è legata in modo fatale alla poesia e si è tramutata in “esistenza letteraria”: non sa dove scappare. Quasi tutti i suoi versi sono organica-mente iscritti nella vita letteraria della Pietroburgo contem-poranea, coi suoi innumerevoli saloni letterari e altre amenità poetiche.” Si rispecchia in questa immagine?
Arsen Mirzaev: Dell'“esistenza letteraria” ho già scritto tanto, rispondendo alla prima domanda. Ma è solo una parte di me e della mia vita. Sì, sono “iscritto” alla letteratura, inserito in essa (anche ufficialmente: come membro delle unioni di scrittori, come portatore di cultura, compositore di antologie, redattore di riviste, membro di diverse giurie professionali, etc), si può dire che sia radicato in essa dalla testa ai piedi nei 35 anni della mia “letteraturovita” (la mia esistenza nella letteratura), occupandomi all'infinito di tutti i possibili studi, della preparazione di libri, conducendo ogni anno una quantità infinita di serate poetiche. Ma amo anche staccarmi – strapparmi da questa celebre “esistenza letteraria” verso la natura – nel bosco, sui monti, al mare, nel deserto.... “I poeti devono vagare e cantare!” – con questa affermazione di Velimir Chlebnikov sono d'accordo al 200 %.  

A.M.: Nella lirica “Il giorno di San Valentino” si legge “[…] – diventare/ uno stupido geniale,/ […]” (“[…] – стать/ гениальным придурком,/ […]”), con questa immagine intende menzionare lo jurodivyj, figura del mondo ortodosso russo con significato di “folle in Cristo” o “santo idiota”?
Arsen Mirzaev: No, qui non avevo alcuna intenzione di fare un accenno agli “jurodyvie” russi, anche se mi interessano tanto. Avevo in mente un motivo di Van Gogh, la celebre storia col suo orecchio tagliato (abbastanza ironico e autoironico) la estrapola sull'“amato se stesso” l'eroe lirico di questa poesia.

A.M.: Da studioso di letteratura si è occupato dell’opera del poeta russo Velimir Chlebnikov (Oblast' di Astrachan', 9 novembre 1885 – Santalovo, 28 giugno 1922). Una breve poesia recita: “Preposto al servizio delle stelle,/ Io giro, come una ruota,/ Che s'invola all'istante sull’abisso,/ Che finisce sull'orlo del precipizio,/ Io imparo le parole.” Vorrei soffermarmi su “stelle”, “abisso” e “parole”: la vertigine è una condizione necessaria per il poeta?
Arsen Mirzaev: La mia “storia” con Chlebnikov, il grande Futurista, è cominciata circa quaranta anni fa, quando a me, studente della facoltà geologica dell'LGI, hanno chiesto di tenere una lezione su Velimir per gli studenti stranieri dell'Istituto geologico. Era il 1981 o 1982.
Nel 1986 ho partecipato alla conferenza (Fortezza di Pietro e Paolo, San Pietroburgo), dedicata al centenario di Velimir Chlebnikov. Poi ho prese parte a numerosi festival e conferenze scientifiche dedicate a Chlebikov e all'avanguardia letteraria dell'inizio del XX secolo, tenute a San Pietroburgo, a Mosca, a Parigi, a Helsinki, a Velikij Novgood, ad Astrachan', a Kazan', a Čeljabinsk, a Tver' e in altre città. Nel 2005 ho avuto la fortuna di pubblicare il libro Velimir Chlebnikov – serto al poeta (33 omaggi poetici a Velimir: ora ho preparato per la stampa la versione completa del Serto – più di 100 nomi di poeti noti, che hanno dedicato poesie al “Re del Tempo”). E tre anni fa il libro, da me composto e commentato “Il tempo – misura del tempo” (la cosiddetta “piccola prosa”: articoli, note, proclami, manifesti, diari, etc). Ho preparato altri progetti editoriali, legati ai Futuristi, che per vari motivi non erano ancora usciti.
A suo tempo il poeta Osip Mandelštam ha detto: “In Chlebinikov c'è tutto!”. – Per me era proprio così. “Il nostro tutto” – non è solo Puškin, ma anche Chlebnikov. E anche prima di tutto – Chlebnikov. Proprio lui mi ha fatto sentire che cosa sia la vera poesia, capire che cosa costituisce la sua essenza, amarla “per tutta la vita rimanente”. Una sola sua frase – per esempio, “Con un sorriso è chiaro, semplice/ Sollevo la vita/ ad altezza della mia statura” – poteva sconvolgermi, rafforzarmi – dall'esistenza (vitale, non letteraria), dalle “porcherie plumbee della vita”.     

A.M.: Oltre al futurismo ed alla avanguardia russa si è interessato di futurismo italiano? Quali sono gli artisti e poeti che ha apprezzato maggiormente e quali differenze ha potuto notare tra esponenti in Russia ed esponenti in Italia?
Arsen Mirzaev: Sì, certo, non si può trascurare la figura, potente, creativa e in molto contraddittoria, di Marinetti! Anche se da noi lo conoscevano proprio poco. E praticamente non lo pubblicavano. Ma ora sono pubblicati non solo i suoi proclami e manifesti, ma anche la poesia e la prosa – in russo. Cosa che non può non allietare. Sulle differenze tra i futuristi italiani e russi si è scritto più volte. Se approfondissi anch'io questo tema, sarebbe superfluo e occuperebbe troppo spazio e tempo. Ma voglio notare che anche l'avanguardia letteraria e artistica italiana mi interessa molto.
Nominerò solo alcuni nomi: Umberto Boccioni, Giacomo Balla, Fortunato Depero, Carlo Carra, Enrico Prampolini, Luigi Russolo, Antonio Sant’Elia, Gino Severini, Ardengo Soffici.
Non è il primo anno che con alcuni slavisti italiani tengo rapporti di amicizia. Oltre a Paolo Galvagni, a Lei noto, si tratta di Massimo Maurizio, Gabriella Imposti e Marco Sabbatini. Conosco altri slavisti solo da lontano: Stefano Garzonio, Carla Solivetti. Be', certo, bisogna anche aggiungere al tema “italiano” il fatto che nel 2018 per la mini antologia di poesia italiana contemporanea “Essere delle foto”, mi è capitato di tradurre i testi di Alfonso Maria Petrosino e Marco Miladinovic.

A.M.: Perché ci sono così pochi poeti buoni e vari?” почему же так мало поэтов хороших и разных?
Arsen Mirzaev: Avendo una certa esperienza di traduzione poetica da varie lingue, immagino bene come sia complesso rendere l'intonazione di un testo in lingua straniera (la cosa più semplice è il senso, se nella poesia è più o meno “trasparente”). Qui, in questi testi (come in molti miei altri versi) svolgono un ruolo significativo l'ironia e l'autoironia. È abbastanza complesso da spiegare. O si percepisce nel testo, oppure no.

A.M.: Successivamente alla pandemia ha intenzione di presentare “Chiedo asilo poetico” in Italia?
Arsen Mirzaev: Anch'io spero che prossimamente (tra un mese? due?) le frontiere saranno aperte e potremmo tutti relazionarci con libertà e apertamente – come prima. Sostengo in ogni modo l'idea di fare una presentazione in Italia. Ovvio, la presentazione (forse, più di una) deve avvenire anche in Russia. Possiamo organizzarla nel mini hotel letterario “Antica Vienna” nel centro di Pietroburgo, dove dal 2005 conduco le “Serate letterarie”, ormai diventate di culto per molti.

A.M.: Salutiamoci con una citazione…
Arsen Mirzaev: Nel contesto di quanto detto sopra, di certo si confà congedarsi con questa quartina “antipandemica”: “Il gelo cosmico nella notte./ Alle finestre s'erge la sventura./ E da me il fuoco nella stufa,/ Il tè sul tavolo e nel cuore la felicità” (Vladlen Gavril'čik, poeta e artista, 1953).
E se permettete, con un'autocitazione: “i versi sono un bastone/ su di esso mi appoggio/ camminando/ in questa vita”.

A.M.: Arsen ringrazio per la schiettezza delle sue risposte e la saluto anche io con due citazioni. Prendo in prestito le parole di un suo connazionale fortemente ammirato in Europa, Fëdor Michajlovič Dostoevskij “Colui che mente a se stesso e dà ascolto alla propria menzogna arriva al punto di non saper distinguere la verità né dentro se stesso, né intorno a sé e, quindi, perde il rispetto per se stesso e per gli altri.” ed infine: “Il segreto dell’esistenza umana non sta soltanto nel vivere, ma anche nel sapere per che cosa si vive.”

Written by Alessia Mocci
Info
Sito Macabor Editore
http://www.macaboreditore.it/
Acquista Chiedo asilo poetico
http://www.macaboreditore.it/home/index.php/libri/hikashop-menu-for-categories-listing/product/110-chiedo-asilo-poetico

Fonte
https://oubliettemagazine.com/2020/06/25/intervista-di-alessia-mocci-al-poeta-russo-arsen-mirzaev-vi-presentiamo-chiedo-asilo-poetico/

INRETE lancia “INRETE DIGITAL” e punta su DIGITAL MARKETING e WEB TECHNOLOGY

INRETE SPINGE SU DIGITAL MARKETING E WEB TECHNOLOGY:

NASCE "INRETE DIGITAL"

 

L' agenzia full service supporta la crescita e il cambiamento delle aziende sul web con un approccio "Performance and people driven".

 

Milano, 9 giugno 2020 - Inrete raddoppia. Nell'anno che ha irreversibilmente messo in evidenza la centralità del digitale in ogni ambito professionale, la società di consulenza di Simone Dattoli punta ancora con più decisione sull'innovazione e porta a compimento un progetto che amplia l'approccio digitale di Inrete a Lobbying, Advocacy e Ceo Branding, con nuovi servizi digital "performance driven" e potenzialità date dalle più evolute tecnologie e strategie web: nasce Inrete Digital.

 

Inrete Digital è l'agenzia di digital marketing "full service" in grado di gestire tutte le attività necessarie per il design e lo sviluppo di percorsi digitali ad alto valore strategico, creativo e tecnologico; unisce all' affermata esperienza di Inrete nell'ambito della comunicazione corporate e istituzionale per grandi aziende e multinazionali, la professionalità di un team consolidato di oltre 15 professionisti specializzati in digital strategy, data intelligence, experience design e marketing technology.

 

L'obiettivo di questo nuovo progetto imprenditoriale è aiutare le aziende a guardare con fiducia al cambiamento, attraverso un miglioramento misurabile e costante delle performance dei loro processi e touchpoint digitali.

 

Ai servizi di online public relation di Inrete si aggiungono pertanto, con Inrete Digital, attività specifiche in ambito Tecnologia (sviluppo siti web, applicazioni e sistemi di marketing automation), Web Marketing (SEO e posizionamento, campagne di advertising Pay per Clic, ottimizzazione dei tassi di conversione e data Intelligence), Design (esperienza utente, grafica e multimedia).

 

La nuova realtà "full service" di cui Simone Dattoli è Presidente, vede nel ruolo di CEO e cofounder Teobaldo Semoli, imprenditore digitale con 10 anni di esperienza nello sviluppo di progetti web, già cofondatore di tre realtà digital, tra cui una startup con una community che oggi raccoglie oltre 2 milioni di utenti. Al suo fianco, Carlo Cazzaniga, per 7 anni Head of web marketing di Inrete e oggi cofondatore e Account Manager di Inrete Digital, responsabile dell'applicazione delle strategie di crescita aziendale, con una spiccata propensione all'innovazione.

 

Simone Dattoli, Presidente "Anticipare i trend e gli orientamenti del mercato di riferimento è sempre stata la nostra principale leva distintiva, e la nascita di Inrete Digital si muove esattamente in questa direzione. L'attività di Public Affairs e Advocacy è sempre più imprescindibilmente legata al digitale e all'utilizzo dei nuovi strumenti di comunicazione e creazione di consenso, da qui la scelta di investire su un team di giovani e brillanti talenti che facessero di questa specializzazione un'eccellenza".

 

Teobaldo Semoli, CEO "Dopo diversi anni di esperienza nell'ambito digitale, ho accettato con entusiasmo questa sfida che permette a Inrete - attraverso un approccio orientato a tecnologia, marketing e analisi dati- di portare innovazione in ogni attività, puntando sempre più a un alto livello di performance digitali nelle attività consolidate di Ceo Branding, Social Advocacy e Digital Communication. Sono infatti queste le attività consolidate hanno creato l'eccellenza di Inrete, alle quali si affiancherà lo sviluppo di nuovi servizi chiave, da efficaci campagne di web marketing, alla creazione di App e web design a elevate prestazioni".

 

Inrete Digital è strutturata in 5 divisioni (Project management, Sviluppo, Design, Grafica e Multimedia, Web Marketing) oltre a due business unit dedicate: Pharma, guidata da Luca Simonato, già Direttore Generale di Inrete, finalizzata alla creazione di progetti di disease awareness e allo sviluppo di piattaforme e app per il settore healthcare; e ID Performance, dedicata alla crescita e innovazione di Startup e PMI.

 

Un lavoro che valorizza dati e insights, analizza scenari, servendosi delle migliori tecnologie a disposizione. Un approccio che non è solo Performance oriented, ma anche People oriented: in grado di cogliere, comprendere e valorizzare la parte umana, irrazionale e creativa, che influenza trend e mercati. E arrivare alle Persone.



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