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sabato 16 maggio 2026

MODENA - IL VIDEO. AUTO SU FOLLA. 14 FERITI, DUE SONO GRAVI


Auto sui pedoni in centro a Modena: diversi feriti, fermato il conducente

Paura oggi pomeriggio nel centro storico di Modena, dove un’auto ha investito diversi pedoni lungo via Emilia Centro, una delle strade più frequentate della città. L’episodio è avvenuto nelle ore di maggiore afflusso e ha provocato scene di panico tra passanti e commercianti.

Secondo le prime ricostruzioni diffuse dai media locali e nazionali, il conducente avrebbe percorso un tratto della via ad alta velocità travolgendo più persone prima di perdere il controllo del veicolo e terminare la corsa contro la vetrina di un negozio del centro.

Il bilancio provvisorio parla di almeno sette feriti, alcuni dei quali in condizioni gravi. Sul posto sono intervenuti rapidamente sanitari del 118, forze dell’ordine e vigili del fuoco. Diverse persone sono state soccorse direttamente sull’asfalto davanti ai negozi e ai portici della zona.

Testimoni raccontano di urla, persone in fuga e attimi di forte confusione. Alcuni passanti avrebbero aiutato gli agenti a bloccare il conducente subito dopo l’impatto. Le autorità hanno confermato il fermo dell’uomo, un 31enne, ora sotto interrogatorio.

Nelle fasi successive all’incidente sarebbe comparso anche un coltello, elemento che ha aumentato la tensione e portato gli investigatori ad approfondire ogni possibile ipotesi. Al momento gli inquirenti non escludono alcuna pista: dall’atto volontario a un possibile gesto legato a problemi personali o psichici. Non risultano ancora conferme ufficiali su un eventuale movente.

L’area è stata isolata per consentire rilievi tecnici e raccolta delle testimonianze. La viabilità nel centro cittadino ha subito rallentamenti e numerose attività commerciali sono rimaste temporaneamente chiuse.

Le autorità invitano a evitare la diffusione di informazioni non verificate mentre proseguono gli accertamenti per chiarire con precisione la dinamica dell’accaduto.


Marco Nicoletti 


GARLASCO - UN CASO RIMASTO SEMPRE APERTO. COSA ACCADE OGGI

 Garlasco, il caso che torna a scuotere l’Italia: nuove prove, intercettazioni e scenari ancora aperti.


Il delitto di Garlasco torna ancora una volta al centro dell’attenzione pubblica e giudiziaria. A quasi vent’anni dall’omicidio di Chiara Poggi, la Procura di Pavia ha chiuso una nuova fase investigativa indicando Andrea Sempio come presunto autore del delitto, aprendo così la strada a una possibile richiesta di rinvio a giudizio.

La novità più rilevante delle ultime settimane riguarda però non soltanto le consulenze genetiche, ma anche una serie di intercettazioni considerate dagli investigatori particolarmente importanti per ricostruire il quadro accusatorio.

Secondo la Procura, il nuovo fascicolo si basa su diversi elementi convergenti: le tracce genetiche trovate sotto le unghie di Chiara Poggi, la cosiddetta “impronta 33” individuata vicino alla scala della cantina e alcune conversazioni e registrazioni attribuite ad Andrea Sempio.

Tra queste, gli inquirenti ritengono significativa soprattutto un’intercettazione ambientale del 2025 nella quale Sempio, da solo in auto, pronuncerebbe frasi giudicate compatibili con un forte stato di tensione emotiva legato al caso. Per gli investigatori alcune espressioni avrebbero un valore quasi autoaccusatorio, tanto da essere inserite tra gli elementi centrali della nuova ricostruzione.

La difesa respinge però questa interpretazione e sostiene che le frasi siano state decontestualizzate. Gli avvocati di Sempio parlano infatti di conversazioni ambigue, prive di ammissioni esplicite e interpretate in modo forzato dagli investigatori.

Il punto tecnico che ha consentito la riapertura del caso resta comunque il DNA. Le tracce rinvenute anni fa sotto le unghie della vittima erano state considerate troppo degradate per essere utilizzate con attendibilità. Oggi, grazie a nuove tecnologie e consulenze genetiche, la Procura ritiene invece possibile attribuire quei profili biologici ad Andrea Sempio.

Resta aperta anche la questione dell’impronta trovata nei pressi della cantina della villetta di via Pascoli. Gli investigatori sostengono che possa avere un collegamento diretto con la dinamica dell’omicidio, mentre la difesa sottolinea che non si tratterebbe di un’impronta insanguinata e che non esisterebbe una prova certa della sua attribuzione.

Parallelamente, il nuovo sviluppo dell’inchiesta potrebbe avere effetti anche sulla posizione di Alberto Stasi, condannato in via definitiva a sedici anni di carcere. I suoi legali stanno infatti valutando la possibilità di chiedere una revisione del processo alla luce delle nuove indagini.

Nel frattempo, il caso continua a dividere opinione pubblica e mondo giudiziario. Tra programmi televisivi, approfondimenti e ricostruzioni mediatiche, il delitto di Garlasco resta uno dei casi più controversi della cronaca italiana recente.

Ad oggi, però, i fatti concreti sono questi: la Procura ha chiuso le nuove indagini, Andrea Sempio è il principale nuovo indagato e le intercettazioni, insieme alle nuove analisi genetiche, rappresentano uno dei pilastri su cui si fonda la nuova ipotesi accusatoria.


COSA ACCADE ORA ? LE POSSIBILI PROSSIME MOSSE DELLA PROCURA DI NAPOLEONE. 

Dopo la chiusura delle indagini sul caso di Garlasco, i prossimi passi della Procura di Pavia potrebbero essere questi:

  1. Richiesta di rinvio a giudizio di Andrea Sempio
    È l’ipotesi più probabile. Significa che i pm chiederanno al giudice dell’udienza preliminare di mandare Sempio a processo per l’omicidio di Chiara Poggi.
  2. Udienza preliminare
    In questa fase il GUP dovrà decidere se:
    • archiviare;
    • pronunciare il non luogo a procedere;
    • oppure disporre il processo vero e proprio.
  3. Nuove consulenze tecniche
    Prima dell’eventuale processo potrebbero essere chiesti:
    • ulteriori accertamenti sul DNA;
    • nuove analisi sulle impronte;
    • approfondimenti sulle intercettazioni;
    • ricostruzioni digitali e cronologiche della scena del crimine.
  4. Incidente probatorio
    La Procura o la difesa potrebbero chiedere di “cristallizzare” alcune prove tecniche davanti a un giudice, soprattutto su DNA e reperti biologici, per evitare contestazioni future.
  5. Possibili nuovi testimoni o confronti
    Potrebbero essere sentite di nuovo persone già ascoltate anni fa oppure emergere nuovi testimoni indiretti.
  6. Posizione di Alberto Stasi
    Se il nuovo quadro accusatorio dovesse rafforzarsi, la difesa di Stasi potrebbe presentare:
    • richiesta di revisione del processo;
    • oppure richiesta di sospensione degli effetti della condanna in attesa di nuovi giudizi.
  7. Strategia della difesa di Sempio
    La difesa probabilmente punterà a:
    • smontare l’attendibilità scientifica del DNA;
    • contestare il valore delle intercettazioni;
    • dimostrare che le prove sono interpretative e non definitive;
    • evidenziare eventuali errori investigativi.

Il punto centrale, adesso, sarà capire se le nuove prove reggeranno davvero in aula. Finora il caso è ancora nella fase accusatoria: non esiste alcuna nuova condanna né una sentenza che ribalti quella contro Alberto Stasi.


Marco Nicoletti 


venerdì 15 maggio 2026

Oltre 40mila studenti per la prima edizione di Missione Eco-Green: Estra porta la sostenibilità nelle scuole di tutta Italia.

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Oltre 40mila studenti per la prima edizione di Missione Eco-Green: Estra porta la sostenibilità nelle scuole di tutta Italia

Il progetto educativo ha coinvolto 857 istituti e 1.845 classi su tutto il territorio nazionale. Dal 18 al 22 maggio le cerimonie di premiazione nelle scuole vincitrici

15 maggio 2026 – Si chiude la prima edizione di “Missione Eco-Green – Scopri. Gioca. Cambia!”, il progetto educativo sulla sostenibilità promosso da Estra in collaborazione con Straligut Teatro. Coinvolte 857 scuole, 1.845 classi e più di 40.500 studenti di scuole dell’infanzia, primarie e secondarie di primo grado su tutto il territorio nazionale, con quasi 1.200 elaborati caricati sulla piattaforma dedicata www.missioneecogreen.it.

Attraverso il gioco interattivo CercaTrova, le classi hanno esplorato quattro grandi temi – risparmio energetico, spreco alimentare, raccolta differenziata e mobilità sostenibile – trasformando alunne e alunni in veri e propri eco-detective. Ogni classe ha poi elaborato le proprie “Missioni Eco-Green”: impegni concreti da portare nella vita quotidiana.

I premi – un buono da 500 euro in materiale didattico o formazione per i docenti – sono stati assegnati tramite sorteggio tra le scuole più attive, che hanno caricato le proprie azioni-impegno in tutte le sezioni della piattaforma. Per le cinque scuole dei territori storici di Estra (Abruzzo, Marche, Molise, Toscana e Umbria) il riconoscimento si arricchisce di una mattinata di premiazione con laboratorio teatrale a cura di Straligut Teatro. Le cerimonie si terranno dal 18 al 22 maggio.

Gli istituti, su oltre 850 partecipanti, che si sono aggiudicati il riconoscimento sono:

•          I.C. “Luciani SS. Filippo e Giacomo”, Scuola Primaria – Ascoli Piceno

•          I.C. “Mosciano S. Angelo-Bellante”, Scuola Primaria – Bellante (TE)

•          I.C. “G. Barone”, Scuola Primaria – Baranello (CB)

•          I.C. “B. Bonfigli”, Scuola dell’Infanzia – Corciano (PG)

•          I.C. “Leonardo da Vinci”, Scuola Secondaria di I Grado – Anghiari (AR)

•          Scuola Secondaria di I Grado “F. Turati” – Cantù (CO)

•          Scuola Primaria “Antonio Modica” – Arquà Polesine (RO)

•          Scuola dell’Infanzia “Scurpiddu” – Agrigento

“Siamo orgogliosi dei risultati di questa prima edizione di Missione Eco-Green: più di 40mila ragazze e ragazzi che hanno trasformato la consapevolezza ambientale in azione concreta, ogni giorno – commenta Francesco Macrì, presidente esecutivo di Estra –. Estra da anni sceglie la scuola come luogo privilegiato del cambiamento, perché crediamo che educare le nuove generazioni alla sostenibilità significhi investire nel futuro del territorio e del Paese. Questa risposta straordinaria ci conferma che la strada è quella giusta: costruire, insieme alle famiglie e alle comunità, una cultura della responsabilità ambientale che parta dai gesti più semplici e quotidiani”.

Missione Eco-Green si inserisce nel percorso pluriennale di educazione ambientale che Estra porta avanti da anni nelle scuole, proseguendo l’esperienza di “Scuole Viaggianti”. Il progetto è stato realizzato con il supporto didattico di Docenti e Formazione, ente di formazione accreditato al Ministero dell’Istruzione e del Merito, e la partnership creativa di Straligut Teatro.

TAP Air Portugal introduce maggiore flessibilità nelle prenotazioni

TAP AIR PORTUGAL INTRODUCE MAGGIORE FLESSIBILITÀ NELLE PRENOTAZIONI

Cambio gratuito delle prenotazioni per tutti i biglietti emessi fino al 15 giugno


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Roma, 15 maggio 2026 – TAP Air Portugal annuncia l’azzeramento delle penali per il cambio di prenotazione su tutti i biglietti emessi tra oggi, 15 maggio, e il 15 giugno 2026, offrendo ai passeggeri la possibilità di prenotare i voli e modificare i propri piani di viaggio con la massima flessibilità.

L’iniziativa è valida in tutti i mercati serviti dalla compagnia e si applica ai viaggi con partenza entro il periodo di validità originario del biglietto, garantendo ai passeggeri maggiore tranquillità e libertà nella pianificazione dei propri spostamenti.

Con questa iniziativa TAP rafforza il proprio impegno nel porre flessibilità, comfort e fiducia al centro dell’esperienza di viaggio, consentendo ai passeggeri di organizzare vacanze, city break e trasferte di lavoro con maggiore serenità e senza timori legati a eventuali cambi di programma dell’ultimo minuto.

La modifica della prenotazione dovrà essere effettuata entro il periodo di validità originario del biglietto e comunque non oltre sette giorni prima della partenza del volo di andata. L’esenzione si applica esclusivamente alla penale di cambio. Qualora la classe tariffaria inizialmente acquistata non fosse prenotata non fosse più disponibile, il biglietto verrà riemesso con l’eventuale adeguamento tariffari e delle relative tasse.


TAP AIR PORTUGAL

TTAP Air Portugal è la compagnia aerea portoghese leader di mercato e dal 2005 è membro di Star Alliance. Operativa dal 1945, TAP Air Portugal ha il proprio hub a Lisbona, un punto di snodo privilegiato da e per l’Europa, all'incrocio con l’Africa e le Americhe.

La compagnia aerea portoghese è leader mondiale nei collegamenti tra Europa e Brasile.TAP offre oltre 1.250 voli settimanali verso 88 città: 10 in Nord America, 15 in Sud America, 13 in Africa e Medio Oriente, sette in Portogallo e 43 nel resto d'Europa (oltre al Portogallo).

TAP si è assunta il chiaro impegno di modernizzare la propria flotta e offrire ai propri clienti il miglior prodotto del settore. La compagnia portoghese opera una delle flotte più giovani al mondo, composta esclusivamente da aeromobili NEO di nuova generazione di Airbus: A320neo, A321neo, A321LR e A330neo, che garantiscono maggiore efficienza e una riduzione delle emissioni. TAP utilizza anche 19 aeromobili Embraer nella propria flotta regionale (TAP Express).

Nel 2026 TAP è stata riconosciuta da Airline Ratings come una delle 20 compagnie aeree più sicure al mondo.

TAP Air Portugal è stata riconosciuta e premiata come Migliore Compagnia Aerea Europea per l’Africa e Migliore Compagnia Aerea Europea per il Sud America ai World Travel Awards negli anni 2014, 2015, 2016, 2017, 2018, 2019, 2020, 2021, 2022, 2023, 2024 e 2025.

Porchettiamo, Festival delle porchette d’Italia a Todi dal 22 al 24 maggio

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Porchettiamo, il festival delle porchette d’Italia

16esima edizione

22 – 23 - 24 maggio 2026

Todi (Perugia)

 

Nel cuore "rosa" d’Italia la porchetta si fa cultura: Porchettiamo sceglie Todi e il Festival delle porchette d’Italia conquista il centro storico del borgo umbro


Dal 22 al 24 maggio, la sedicesima edizione trasforma la città in un palcoscenico del gusto con mastri-porchettai in arrivo da varie regioni italiane.


Non solo street food, ma un manifesto di identità gastronomica: tra grandi vini e birrifici artigianali, show cooking internazionale con lo chef Hiro (Ramen alla porchetta), il festival celebra l’unione tra tradizione e contemporaneità

Nel cuore “rosa” d’Italia, la porchetta torna regina. Dal 22 al 24 maggio 2026 sarà Todi ad accogliere la 16/a edizione di Porchettiamo, il Festival delle Porchette d’Italia, in un momento in cui questo cibo popolare – umile, sontuoso, conviviale – chiede ancora una volta di essere riconosciuto per quello che è: cultura gastronomica viva, patrimonio da custodire, identità da raccontare.

Perché Porchettiamo non è solo un evento: è un manifesto. E questa sedicesima edizione arriva con un passaggio simbolico e concreto insieme: il festival cresce, cambia scenario e conquista per la prima volta una città come Todi, trasformandone il centro storico in un grande palcoscenico del gusto, tra degustazioni, spettacoli, incontri e appuntamenti diffusi che si intrecciano con la pietra, le piazze e la storia millenaria della città.

Giovedì 14 maggio a Roma, nella sala stampa della Camera dei Deputati, è stata illustrata alla stampa nazionale l’edizione 2026 con gli interventi di Antonino Ruggiano, sindaco di Todi, Anna Setteposte, ideatrice e organizzatrice dell’evento, l’onorevole Catia Polidori, Giorgio Tenneroni, presidente ANCI Umbria Giovani, Roberto Azzocchi, presidente Consorzio Porchetta di Ariccia IGP, e Claudio Ranchicchio, vicepresidente strada dei vini del Cantico e Consigliere nazionale Città del Vino.

Il cuore pulsante sarà come sempre la “Piazza delle Porchette”, in Piazza del Popolo, uno dei luoghi più iconici della città, dove i migliori mastri porchettai italiani porteranno le loro interpretazioni regionali: un viaggio nella tradizione che unisce l’Italia, dall’Umbria alla Toscana, dal Lazio alle Marche, fino a Sicilia e Calabria. Qui la porchetta non è solo assaggio, ma racconto orale, gesto antico, tecnica tramandata, identità territoriale che si confronta senza perdere autenticità.

Ma accanto alle porchette ci sarà anche molto di più: In Punta di Porchetta®️ – il panino degli chef, il panino gluten free, la Birroteca artigianale, l’Aperol corner e soprattutto una grande novità che racconta il territorio con eleganza: una vera e propria enoteca con 30 cantine, curata dalle associazioni Strada dei Vini del Cantico e Todi Terre di Vino, ospitata sotto i Voltoni di Piazza del Popolo. Un percorso che non è solo degustazione, ma dialogo tra vino e territorio, tra produttori e visitatori, tra cultura contadina e visione contemporanea.

E poi c’è l’altra anima del festival: quella più giovane, dinamica, trasversale. Al Parco della Rocca Beverly Pepper prenderà vita Porchettiamo & Friends, lo spazio dedicato allo street food regionale, alla musica, al relax, ai cocktail e a un’atmosfera da festival contemporaneo, con dj set, area bambini, area relax firmata Aperol e una programmazione pensata per vivere la città fino a sera. È qui che la tradizione si apre al presente, senza perdere il proprio lessico, ma cambiando ritmo.

Umbria, con la sua identità gastronomica forte e stratificata, diventa ancora una volta il contesto naturale di questo racconto. Non è un caso che Porchettiamo continui a crescere proprio qui: perché l’Umbria è terra di equilibrio tra misura e intensità, tra ruralità e cultura, tra piccoli borghi e grandi visioni.

Porchettiamo continua così a fare ciò che sa fare meglio: raccontare la porchetta in tutte le sue varianti, senza mai dimenticare l’anima. Quella di un prodotto che affonda le radici nella civiltà contadina e che nel tempo si è trasformato in simbolo di festa, aggregazione, identità. E lo fa ancora una volta nel modo più autentico: mescolando tradizione e innovazione, qualità e ironia, sapienza artigiana e contaminazioni.

Uploaded ImageIn questa edizione, però, emerge con ancora più forza il tema della consapevolezza gastronomica. La porchetta non è più solo “street food iconico”, ma diventa oggetto culturale, elemento identitario, leva di turismo esperienziale. Non si consuma soltanto: si osserva, si ascolta, si interpreta. E soprattutto si racconta. 

Tra gli appuntamenti più attesi di questa edizione ci sarà lo show cooking “Porchetta Ramen” con Chef Hiro (Hirohiko Shoda), volto iconico della cucina giapponese in Italia, che proporrà una rilettura contemporanea e internazionale di uno dei nostri simboli gastronomici più amati. Un incontro tra mondi lontani che non si scontrano, ma si riconoscono nella stessa grammatica del gusto: brodo, carne, tecnica, memoria.

E poi l’esperienza surreale e irresistibile della Porkettaterapia, una degustazione teatralizzata dedicata al racconto del panino perfetto, tra assaggi guidati e diagnosi “alimentari” ironiche e interattive. Qui il cibo diventa linguaggio performativo, quasi una piccola messa in scena del piacere.

Ma Porchettiamo è anche cultura, territorio, scoperta. Le visite guidate come il percorso sul processo alla strega Matteuccia da Todi riportano il pubblico dentro la storia più profonda del territorio, mentre trekking urbani tra arte e contemporaneo e bike tour dentro le mura trasformano la città in un organismo vivo da attraversare, non solo da guardare.

Il festival costruisce così una narrazione multilivello: da una parte il gusto immediato, dall’altra la stratificazione culturale. Da una parte il panino, dall’altra il contesto che lo rende possibile. È in questo equilibrio che Porchettiamo trova la sua forza.

Non manca poi il dialogo con altre eccellenze del territorio: degustazioni dedicate al Grechetto e ai grandi rossi locali, incontri con i Giovani dell’Olio Dop Umbria, momenti di confronto tra produttori, chef e pubblico. La filiera corta diventa racconto lungo, e il prodotto si trasforma in esperienza condivisa.

Un festival, dunque, che non si limita a portare stand e panini: porta una visione. Porta l’idea che il cibo possa diventare racconto collettivo, esperienza, turismo, identità condivisa. E lo fa con un approccio inclusivo, che non separa ma unisce: generazioni, territori, linguaggi.

Gli organizzatori parlano di un’edizione della crescita: più espositori, più qualità, più consapevolezza. “Non crescita solo numerica, ma culturale. Un festival che non vuole sostituirsi alle sagre locali, ma dialogare con esse, creare rete, mettere insieme territori e tradizioni senza campanilismi, sotto un’unica bandiera: quella della porchetta artigianale italiana”.

Anche le istituzioni sottolineano il valore di questo percorso. Il sindaco di Todi Antonino Ruggiano evidenzia come Porchettiamo rappresenti “un evento nazionale capace di qualificare e valorizzare una città già protagonista di un forte slancio turistico e culturale, aggiungendo un tassello importante alla narrazione enogastronomica umbra”.

E forse è proprio questo il punto: Porchettiamo non è solo un festival del cibo, ma un dispositivo culturale che usa il cibo per parlare di territori, comunità, economie locali e identità. È un racconto che parte dalla porchetta ma arriva molto più lontano. Nel tempo, questo evento ha dimostrato che anche un prodotto apparentemente semplice può diventare complesso nella sua narrazione. Può diventare ponte tra tradizione e contemporaneità, tra locale e globale, tra artigianato e linguaggi creativi.

E se la porchetta unisce l’Italia da Nord a Sud, è proprio in Umbria – cuore “rosa” del Paese – che continua a trovare la sua casa ideale: un luogo dove custodirla, celebrarla e raccontarla nel modo più vero. Todi diventa così non solo scenografia, ma protagonista. Le sue piazze, le sue strade, le sue viste diventano parte integrante del gusto. E il festival, invece di occupare lo spazio, lo interpreta.

Porchettiamo 2026 non si limita quindi a tornare: evolve, si espande, si approfondisce. E nel farlo ricorda una cosa semplice e potente: che il cibo, quando è autentico, non ha bisogno di essere reinventato. Ha solo bisogno di essere raccontato bene.

 

L'organizzazione dell'evento, in collaborazione con il Comune di Todi, è curata dall'agenzia Anna7Poste Eventi&Comunicazione, con il patrocinio del Ministero dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste, della Regione Umbria e dell’Assemblea legislativa dell’Umbria.


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Galileo e l'Inquisitore il nuovo saggio storico del Prof. Carlo Ruta

Il Prof. Carlo Ruta nella sua nuova opera libraria avente per titolo "Galileo e l'inquisitore" ripensa il conflitto tra scienza, potere e modernità europea. Un saggio storico che Carlo Ruta dedica a uno dei passaggi più delicati e simbolici della storia europea quello del rapporto tra la nascita della scienza moderna e i sistemi religiosi, politici e culturali del Seicento.

Il volume affronta la vicenda galileiana sottraendola sia alla retorica celebrativa sia alle semplificazioni ideologiche che per lungo tempo hanno ridotto il processo fatto a Galileo Galilei a un semplice scontro tra “scienza” e “religione”. Il libro propone una ricostruzione più ampia e complessa, collocando il caso Galileo dentro il grande laboratorio storico della modernità europea.

Attraverso un percorso che attraversa Roma, Venezia, la Spagna, la Francia, l’Inghilterra e i mondi germanici del XVII secolo, Carlo Ruta mostra come il conflitto apertosi attorno alla nuova scienza sperimentale fosse in realtà parte di una trasformazione molto più profonda: il mutamento dei criteri della verità, del rapporto tra esperienza e autorità, delle culture giuridiche e delle forme del potere.

Nel libro emergono così figure centrali del tempo: Galileo, Bellarmino, Paolo Sarpi, Campanella, Giordano Bruno, ma anche inquisitori, giuristi, teologi e pensatori che in diverse parti d’Europa contribuirono alla nascita di nuovi orientamenti culturali. Particolare rilievo assumono le riflessioni sulla crisi delle pratiche inquisitoriali, sulle culture razionalistiche europee e sulla progressiva affermazione di un sapere fondato sull’osservazione, sull’esperimento e sulla matematizzazione dei fenomeni naturali.

Uno dei nuclei più originali del saggio riguarda proprio il modo in cui la Chiesa post-tridentina cercò di governare il cambiamento storico e culturale senza riuscire a controllarne completamente gli effetti. In questo quadro, il processo a Galileo appare non come un episodio isolato, ma come il punto di emersione di tensioni profonde che attraversavano l’intera Europa del Seicento.

Il volume insiste inoltre su un elemento spesso trascurato: la modernità non nasce da una rottura improvvisa con il passato medievale, ma da una lunga e contraddittoria trasformazione interna alle culture europee, religiose e laiche insieme. La vicenda galileiana diventa così il simbolo di una nuova idea di conoscenza, fondata non più soltanto sull’autorità della tradizione, ma sulla verificabilità dell’esperienza.

Tra le citazioni più significative richiamate nel libro compare quella celebre attribuita a Galileo: «Non basta il dire “io l’ho visto”, ma bisogna vederlo in modo che altri ancora lo veggano». È una formula che sintetizza efficacemente la svolta epistemologica della scienza moderna e il nuovo rapporto tra prova, osservazione e verità.

Storico e saggista, Carlo Ruta si è occupato a lungo della formazione delle culture europee e dei processi di trasformazione della modernità, dedicando studi ai saperi medievali, alla rivoluzione scientifica, alle culture giuridiche e ai rapporti tra potere, religione e società. Collabora con università e centri di ricerca italiani ed esteri ed è autore di numerosi saggi storici.

Con Galileo e l’inquisitore, Ruta propone un lavoro di forte rigore storiografico ma insieme accessibile e narrativamente coinvolgente, capace di rivolgersi sia agli studiosi sia a un pubblico più ampio interessato alla storia delle idee, alla nascita della scienza moderna e alle radici culturali dell’Europa contemporanea. Il libro edito da Libri mediterranei, Palermo uscirà il 20 maggio 2026.

Anticiclone africano verso l'Italia: ecco quando arriva il primo caldo estivo










Le previsioni meteo di Daniele Ingemi, meteorologo e redattore per Meteored Italia (ilmeteo .net).

Anticiclone africano verso l’Italia: ecco quando arriva il primo caldo estivo

Secondo le previsioni, da questa data il tempo potrebbe cambiare anche in Italia con l’arrivo di masse d’aria calda dall’Africa e temperature dal sapore estivo.

Se questa linea di tendenza verrà confermata dalle nuove emissioni dei modelli, le temperature massime potrebbero avvicinarsi o localmente sfiorare i +29°C +30°C al Sud, valori che supererebbero le medie climatiche del periodo di diversi gradi.

14 maggio 2026.- Dopo settimane segnate da instabilità, piogge soprattutto al Nord e temperature sotto la media stagionale, le ultime proiezioni meteo indicano un possibile cambio di scenario nell’ultima parte di maggio. I modelli intravedono infatti un rinforzo dell’anticiclone subtropicale africano, che potrebbe favorire condizioni più stabili, più sole e un aumento delle temperature, in particolare al Centro-Sud e sulle Isole maggiori.

L’anticiclone africano, in risalita dal Sahara verso il Mediterraneo centrale, potrebbe riportare condizioni più stabili sull’Italia. Attesi cieli in prevalenza sereni e un graduale aumento delle temperature grazie all’afflusso di aria calda subtropicale.

Previsioni di Daniele Ingemi, meteorologo di Meteored Italia

Ondata di caldo africano: le stime su tempi e possibile arrivo

Daniele Ingemi – Secondo le ultime elaborazioni dei modelli meteo, l’anticiclone africano potrebbe affacciarsi sul Mediterraneo centrale nella parte finale di maggio. A favorire questa evoluzione sarebbe una ondulazione della corrente a getto polare, capace di spingere aria calda di origine tropicale dal Sahara verso l’Europa meridionale.

“Se questa linea di tendenza verrà confermata dalle nuove emissioni dei modelli, le temperature massime potrebbero avvicinarsi o localmente sfiorare i +29°C +30°C al Sud, valori che supererebbero le medie climatiche del periodo di diversi gradi. Mentre in Sicilia non si possono escludere picchi isolati di +34°C +35°C.”

Il rialzo termico dovrebbe risultare più marcato al Centro-Sud, mentre al Nord gli effetti dell’anticiclone sarebbero più contenuti ma accompagnati da tempo più stabile e mite. Attese condizioni dal sapore estivo, con aria più calda, possibili velature di polvere sahariana e maggiore afa soprattutto nelle aree urbane e costiere del Sud.

Quanto è probabile questo scenario?

Le proiezioni restano ancora a medio-lungo termine e necessitano di ulteriori conferme nei prossimi aggiornamenti dei modelli, in particolare dell’ECMWF. La variabilità tipica della fine della primavera potrebbe infatti favorire nuovi impulsi atlantici e un ritorno dell’instabilità.

Al momento, però, la tendenza indica un possibile ritorno del caldo nell’ultima parte di maggio, anticipo di un giugno che potrebbe portare con sé temperature decisamente più alte.

Chi sta programmando attività all’aperto dovrebbe seguire gli aggiornamenti meteo: dopo un maggio altalenante, il primo caldo stagionale potrebbe affacciarsi e l’Italia potrebbe iniziare a intravedere scenari più estivi, anche se con la tipica incertezza delle previsioni a medio termine.

Cos’è Meteored

Meteored è diventato uno dei progetti di informazione meteorologica leader al mondo, con oltre 20 anni di esperienza. Attualmente le nostre previsioni, i modelli meteorologici e le notizie sono offerti in tutto il mondo attraverso diversi siti e piattaforme. È grazie alla nostra esperienza, qualità e dedizione che milioni di persone si affidano a noi per pianificare la propria giornata.

Meteored ha anche una redazione internazionale, dislocata in vari paesi del mondo. I nostri esperti in meteorologia, meteorologi e giornalisti hanno il compito di tenerci informati sui più importanti eventi meteorologici attuali, nonché di illustrare e spiegare le situazioni più significative che devono ancora verificarsi.

giovedì 14 maggio 2026

ECCO I CRITERI CON I QUALI VIENE ASSEGNATA LA BANDIERA BLU ALLE LOCALITÀ

 Bandiera Blu: non conta solo il mare pulito, ma la qualità dell’intero territorio. 


Ogni anno l’assegnazione delle Bandiere Blu richiama l’attenzione di turisti, amministrazioni locali e operatori del settore balneare. Per molti rappresenta semplicemente il simbolo di un mare cristallino, ma in realtà il riconoscimento internazionale tiene conto di criteri molto più ampi e articolati.


La Bandiera Blu viene assegnata dalla Foundation for Environmental Education (FEE), organismo internazionale che valuta le località costiere e gli approdi turistici sulla base di rigorosi parametri ambientali e qualitativi.


Il primo requisito riguarda naturalmente la qualità delle acque. Le località candidate devono garantire standard definiti “eccellenti” per più anni consecutivi, attraverso controlli microbiologici e verifiche costanti sull’assenza di scarichi inquinanti o criticità ambientali.


Ma il mare pulito, da solo, non basta. Tra i criteri fondamentali rientrano anche la gestione dei rifiuti, l’efficienza dei sistemi di depurazione, la pulizia delle spiagge e la tutela dell’ambiente costiero. Vengono valutate inoltre le politiche di sostenibilità adottate dai Comuni, comprese le iniziative per limitare l’impatto del traffico e favorire una migliore vivibilità urbana.


Grande attenzione è riservata anche ai servizi offerti ai cittadini e ai turisti. Le spiagge devono essere dotate di sistemi di salvataggio, punti di primo soccorso, servizi igienici adeguati e accessibilità per le persone con disabilità. Non meno importante è la presenza di informazioni chiare sulla sicurezza e sulla qualità ambientale del territorio. 


Tra gli elementi presi in considerazione figurano anche le attività di educazione ambientale. Le amministrazioni locali devono promuovere campagne informative, iniziative dedicate alla tutela del mare e percorsi di sensibilizzazione rivolti a residenti e visitatori.



Negli ultimi anni, inoltre, il riconoscimento tiene conto sempre più della mobilità sostenibile: piste ciclabili, aree pedonali, trasporto pubblico efficiente e qualità complessiva dell’arredo urbano rappresentano fattori determinanti nella valutazione finale.


In Italia il coordinamento del programma è affidato a FEE Italia, che ogni anno pubblica l’elenco ufficiale delle località premiate.


La Bandiera Blu, dunque, non certifica soltanto la bellezza di una spiaggia, ma fotografa il livello complessivo di attenzione ambientale, organizzazione e qualità della vita di un intero territorio costiero.


Marco Nicoletti 

@castellabatelive24 / Pagina Facebook 

CASTELLABATE CONQUISTA LA SUA 28ª BANDIERA BLU

Castellabate conquista la 28ª Bandiera Blu: confermata l’eccellenza del mare e dei servizi

Ancora un importante riconoscimento per Castellabate, che ottiene per il ventottesimo anno consecutivo la Bandiera Blu, il prestigioso vessillo assegnato dalla Foundation for Environmental Education ai comuni costieri che si distinguono per qualità delle acque, tutela ambientale, servizi e accoglienza turistica.

Un traguardo che conferma il valore ambientale e turistico del territorio cilentano, da anni considerato tra le mete balneari più apprezzate della Campania. La Bandiera Blu rappresenta infatti non soltanto un simbolo di qualità del mare, ma anche il riconoscimento di un percorso fondato su sostenibilità, attenzione al territorio e valorizzazione del patrimonio naturale.

Per la comunità di Castellabate, il ventottesimo riconoscimento consecutivo assume un significato ancora più profondo: un risultato che parla di identità, impegno collettivo e amore per il mare. Negli anni, quel vessillo blu è diventato parte integrante dell’immagine del territorio, sinonimo di bellezza, natura incontaminata e qualità dell’accoglienza.

Il riconoscimento premia il lavoro condiviso tra amministrazione, cittadini, operatori turistici e associazioni locali, protagonisti quotidiani nella tutela e nella promozione di uno dei patrimoni più preziosi del Cilento.

“Da 28 anni quel blu racconta la nostra storia”, è il sentimento che accompagna l’ennesimo successo di Castellabate, che continua a guardare al futuro mantenendo saldi i valori della sostenibilità e della valorizzazione ambientale.


Marco Nicoletti 

@castellabatelive24/ Pagina Facebook 


📸 in foto il sindaco di Castellabate Marco a Rizzo e l’assessore ai lavori pubblici Nicoletta Guariglia 




 

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