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sabato 8 maggio 2021

CASTELLABATE - PARTE L'INIZIATIVA " PORTAMI CON TE" OBIETTIVO SPIAGGE PULITE


Castellabate - Stamattina il Sindaco f.f, Luisa Maiuri, e l'Assessore con delega ad demanio, Marco Di Biasi, hanno incontrato i promotori dell'iniziativa #portamiconte presso la spiaggia Marina Piccola di Santa Maria.

Portami con te: si tratta dell'installazione di una piccola colonnina in legno, costruita con materiali riciclati e posta all’ingresso dei vari arenili, dove sono presenti dei sacchi per la raccolta dei rifiuti così da invogliare cittadini e turisti a raccogliere i materiali spiaggiati o abbandonati lungo la costa.

Alessandro Meola, l'ideatore dell'iniziativa ambientalista, dichiara: "Abbiamo effettuato varie raccolte soprattutto durante il periodo invernale, quando vengono trasportati dalle correnti marine i rifiuti in plastica e adesso stiamo ampliando le postazioni sul territorio - e aggiunge - chiunque fosse interessato a supportare il progetto, anche attraverso la donazione di dispenser, può contattarci sulla pagina Facebook Portami con te ".

Entusiasti anche il Sindaco f.f., Maiuri e l'Assessore Di Biasi, che commentano: "Siamo sempre pronti ad accogliere positivamente tutte le iniziative che mirano a tutelare la nostre risorse più importanti quali il mare e la natura, per questo intendiamo promuovere questa idea per sensibilizzare ulteriormente la cittadinanza sui temi ambientali".

Ad oggi è possibile trovare le colonnine di #portamiconte a Castellabate presso gli arenili:
-Pagliarella
-Campo dei Rocchi
-Marina Piccola
-Lido S.Maria
-Spiaggia del Pozzillo (100 scalini)
-lido Solarium Florida
-spiaggia la Grotta
-spiaggia Baia Arena
-spiaggia ristorante Da Carmine
-la Bella
-porto di Licosa

venerdì 7 maggio 2021

Catania: Sit-in di protesta contro i licenziamenti dell’ex Istituto musicale Bellini . Fsi-Usae: "Solleciteremo un urgente incontro con Sindaco e Prefetto"

Si è svolto stamattina un sit in di protesta davanti l’istituto musicale “V. Bellini” di Catania in via Etnea, organizzato dalla Fsi-Usae Federazione Sindacati Indipendenti organizzazione costituente della confederazione Unione Sindacati Autonomi Europei. Alla base della protesta le gravi incertezze che si sono create per il mancato reintegro di 16 lavoratori, pulizieri e custodi.

Sono trascorsi più di due anni da quando, il 30 settembre 2018, sono stati licenziati 16 giovani dipendenti di due ditte appaltatrici che si occupavano del servizio di vigilanza e pulizie all'istituto Bellini, sostituiti dal personale della Pubbliservizi. Impegni e rassicurazioni in questi anni sono stati mostrati dall’amministrazione comunale dall’Assessore Fabio Cantarella prima, che aveva annunciato nelle sedi istituzionali di ricollocare gli ex lavoratori e dal Sindaco Salvo Pogliese il 31 marzo scorso . Oggi questi lavoratori sono ancora disoccupati. Sulla drammatica questione, la Fsi-Usae torna così ad intervenire con un sit-in per chiedere formalmente un incontro alla direzione dell’istituto musicale.

“Una battaglia lunga che come sindacato abbiamo deciso di portare avanti fin dal il 2 ottobre 2018 – si legge nella nota a firma di Calogero Coniglio, Maurizio Cirignotta, Salvatore Bellia, Gaetano Zappalà, Domenico Muscia e Biagio Cirino, rispettivamente segretario regionale e territoriale Catania e componenti della segreteria territoriale della Fsi-Usae - in questi due anni, abbiamo organizzato numerosi sit-in, incontri in Prefettura, all’Ispettorato del lavoro e al centro per l’impiego, senza mai abbassare la guardia e non dimenticato i lavoratori licenziati.

La Fsi-Usae oggi è stata ricevuta presso la direzione dell’Istituto musicale e si è fatta chiarezza in presenza del direttore didattico dott. Epifanio Comis e del direttore amministrativo facenti funzioni dott. Omar Moricca. Per la Fsi-Usae presenti all’incontro Calogero Coniglio e due ex lavoratori del Bellini in rappresentanza di tutti i colleghi. In tale circostanza si è discusso sulle procedure adottate e in corso, e si rimane in attesa di ulteriori sviluppi legati alla situazione degli ex lavoratori impiegati nei settori di pulizia e portierato.

“E’ una situazione drammatica quella che queste famiglie stanno vivendo, il dissesto e i buchi di bilancio sono stati creati dal “sistema” politico e per la Fsi-Usae spetta allo stesso” sistema” risolvere la problematica garantendo un’occupazione a queste famiglie. Come sindacato, alla luce delle informazioni ricevute, solleciteremo un urgente incontro con Sindaco e Prefetto" conclude la Fsi-Usae.


                                                                                                                            MCV
  


Test rapido per il coronavirus: Risposte alle domande più frequenti

A scuola o sul posto di lavoro, i test rapidi giocano un ruolo sempre più importante nella gestione della pandemia. Non c’è quindi da meravigliarsi che la gente abbia una lista di domande e preoccupazioni in aumento, come ad esempio se i tamponi sono pericolosi. Thomas Zander, il CEO di nal von minden GmbH della Germania, ha fornito risposte alle più importanti domande formulate di recente. Il test rapido per il coronavirus di nal von minden GmbH, il ‘NADAL COVID-19 Ag Test’ è approvato per essere utilizzato in tutta Europa.


Alcuni medici otorinolaringoiatra raccomandano di usare uno spray nasale prima di effettuare il test. Funziona?

Zander: L’uso dello spray nasale decongestionante è un mezzo per dilatare il naso in modo che un tampone nasofaringeo, o nasofaringeo superiore, possa essere eseguito più comodamente. Tuttavia, i recenti sviluppi dimostrano che ora c’è un’alternativa più agevole. Per la nuova generazione di test rapidi, è sufficiente un tampone preso dal passaggio nasale inferiore. Questo significa che l’uso di uno spray nasale decongestionante non è più utile o necessario. È meglio invece soffiarsi leggermente il naso prima per trasportare le secrezioni nasali al passaggio nasale inferiore. Gli spray nasali possono diluire il tampone e portare a risultati errati del test.

I tamponi sono sterilizzati con ossido di etilene, che è cancerogeno. Sono quindi pericolosi?

Zander: No, non sono pericolosi. La sterilizzazione con ossido di etilene (EO) è il metodo standard per rendere sterili i prodotti medici. Questo metodo è stato usato in tutto il mondo per decenni, e c’è tutta una serie di prodotti diversi che vengono sterilizzati in questo modo. Per esempio, il kit di primo soccorso nel retro della tua auto: Tutte le bende sterili confezionate sono state molto probabilmente sterilizzate con l’EO. Questo funziona nel seguente modo: Una volta confezionati, i prodotti sono esposti al gas EO incolore e inodore. L’OE penetra nella confezione e uccide tutti i potenziali germi al suo interno. In seguito, i gas EO vengono sostituiti dall’azoto. Questo viene fatto diverse volte fino a quando tutti i gas EO sono completamente rimossi dal prodotto. L’intero processo è strettamente monitorato da ispettori qualificati e il prodotto viene rilasciato solo quando tutto è in ordine. I nostri tamponi sono confezionati in modo tale che nessun germe possa penetrare (quindi rimangono sterili), ma l’EO estremamente volatile può evaporare. Ulteriori analisi hanno dimostrato che nessun OE è rilevabile nel momento in cui il tampone raggiunge l’utente finale.

Ma cosa succede se si usa il test rapido in modo sbagliato – l’ossido di etilene può causare danni?

Zander: No. L’ossido di etilene (EO) è cancerogeno solo in alte concentrazioni e se si è esposti al gas o ai suoi residui per un lungo periodo di tempo. Questo non è il caso quando si tratta di utilizzare i test rapidi per il coronavirus. I prodotti medici sono – come già detto – liberati dai residui di OE prima di essere utilizzati. Secondo la norma ISO 10993-7, il limite di OE è di 4 mg/giorno per un contatto a breve termine (fino a 24 ore). Naturalmente, i nostri tamponi una volta sterilizzati, sono controllati secondo la norma ISO 10993-7 “Biological evaluation of medical devices – Part 7: Ethylene oxide sterilisation residues”. Tali controlli hanno stabilito valori inferiori a 0,010 mg, il che significa che i residui sui tamponi sono ben al di sotto dei limiti prescritti. Inoltre, i tamponi non rimangono nel naso per 24 ore, ma solo pochi secondi. Anche se si lasciasse accidentalmente un tampone nel naso per qualche minuto, non farebbe alcun danno. Naturalmente, bisogna sempre seguire le istruzioni corrette: Per ottenere risultati corretti del test, il tampone deve solo essere ruotato mentre viene spostato avanti e indietro alcune volte lungo la narice interna.

Una vaccinazione contro la SARS-CoV-2 causa risultati positivi nei test?

Zander: No. Tutti i vaccini approvati finora in Europa causano la produzione da parte del corpo di parti di una proteina di superficie, la cosiddetta “proteina spike” del virus SARS-CoV-2. Il corpo forma poi anticorpi protettivi, tra le altre cose. Tuttavia, i nostri test rapidi identificano la proteina V2 del nucleocapside, che si trova all’interno del virus, come marcatore di un’infezione da SARS-CoV-2. Nel contesto di una vaccinazione, non vengono prodotti componenti delle proteine del nucleocapside. Questo esclude risultati falsi positivi specifici del vaccino quando si utilizzano i nostri test rapidi.

A che punto del corso dell’infezione la rilevazione dell’antigene è positiva? 

Zander: La regola generale è che più alta è la carica virale, più alta è la probabilità di un rilievo positivo dell’antigene. Per quanto ne sappiamo, la carica virale è massima nei seguenti momenti: Alcuni giorni prima della comparsa dei sintomi (fase prodromica) fino a 4-5 giorni dopo. La carica virale diminuisce poi con il progredire della malattia. Questo significa che, soprattutto nelle fasi iniziali, i test rapidi sono efficaci nell’individuare coloro che potrebbero essere infetti. È particolarmente importante durante questa fase, perché la trasmissione dell’infezione ad altre persone può essere prevenuta in tempo.

Come si smaltisce il test una volta che è stato usato?

Zander: I rifiuti dei test rapidi per il coronavirus – come i tamponi usati, le provette riempite o le cassette di test usate – devono essere raccolti in un sacchetto non strappato, resistente all’umidità e a prova di perdite (come un piccolo sacchetto della spazzatura o un sacchetto per il congelatore). Potete poi smaltirli come normali rifiuti domestici. I componenti non sono più contaminanti. Qualsiasi materiale virale potenzialmente presente viene disattivato dalla soluzione tampone.

Informazioni sull’azienda

nal von minden GmbH. nal von minden GmbH, con sede a Moers (Germania) è una azienda specializzata nel campo della diagnostica medica da 38 anni. Il suo portfolio comprende test rapidi e test di laboratorio per diagnosi affidabili nei settori della tossicologia, batteriologia, cardiologia, ginecologia, malattie infettive e urologia. L’azienda ha circa 230 dipendenti in 9 sedi in Europa. www.nal-vonminden.com 

contatto stampa: 
Hellwig PR
Gabriele Hellwig
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D- 22455 Hamburg
Tel.: +49 40 38 66 24 80
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mercoledì 5 maggio 2021

Randstad Employer Brand 2021: gli italiani sognano di lavorare in Ferrari. Media, automotive e servizi di spedizione i settori più ambiti

RANDSTAD EMPLOYER BRAND 2021: GLI ITALIANI SOGNANO DI LAVORARE IN FERRARI

AL DATORE DI LAVORO IDEALE CHIEDONO WORKLIFE BALANCE E ATMOSFERA PIACEVOLE. 

La casa di Maranello vince il premio Randstad basato sull'indagine globale di employer branding. Media, automotive e servizi di spedizione i settori più ambiti. 

Nell'anno della pandemia conciliazione vita-lavoro e atmosfera piacevole i fattori più ricercati dai dipendenti, ma i datori di lavoro puntano su solidità finanziaria e reputazione del brand. 

Il Covid19 ha cambiato le condizioni di lavoro concrete del 49% dei dipendenti. Il 30% teme di perdere il posto. Un italiano su cinque ha intenzione di cambiare lavoro nei prossimi sei mesi. 

Metà dei dipendenti italiani ha lavorato da remoto nella pandemia. Il 39% dei lavoratori è attratto dalla possibilità di Smart Working anche in futuro

 

Milano, 5 maggio 2021 – Tra chi ha lavorato di meno e chi di più, chi è stato messo in cassa integrazione e chi purtroppo ha perso il posto, il Covid19 ha cambiato concretamente le condizioni di lavoro del 49% dei dipendenti italiani. Ma, ancora di più, ha rimesso in discussione valori e significato del lavoro stesso. Sebbene cresca la paura di perdere il posto (che oggi è reale per un lavoratore su tre) e aumenti la fedeltà alle aziende che hanno sostenuto il personale durante la pandemia, ben il 21% dei dipendenti ha in previsione di cambiare lavoro entro i prossimi 6 mesi. E nell'anno dell'emergenza sanitaria e dello smart working di massa, gli italiani cercano nel datore di lavoro ideale prima di tutto conciliazione tra vita privata e professionale, atmosfera di lavoro piacevole, insieme a un buon stipendio. Il 51% di chi ha continuato a lavorare durante l'emergenza lo ha fatto da remoto e lo smart working è certamente destinato a restare: 4 dipendenti su 10 sono interessati a lavorare con modalità agili. 

È quanto emerge dalla ricerca del Randstad Employer Brand 2021, che ha incoronato Ferrari come datore di lavoro più ambito in Italia, sulla base della più completa e rappresentativa indagine globale sull'employer branding. Condotta da Randstad su oltre 190.000 persone in 34 Paesi del mondo, con quasi 6500 aziende analizzate in modo indipendente (nessuna si può iscrivere volontariamente per partecipare), la ricerca misura il livello di attrattività delle aziende come datori di lavoro percepita dall'opinione pubblica. In Italia sono state intervistate 6.581 persone di età compresa tra 18 e 65 anni, per indagare i fattori determinanti nella scelta del datore di lavoro ideale, oltre che l'impatto del Covid19 sui lavoratori. 

"Di fronte all'emergenza sanitaria e l'esplosione del lavoro da remoto, gli italiani chiedono ai loro datori di lavoro soprattutto conciliazione vita-lavoro e un clima aziendale sereno e produttivo, evidenziando una rinnovata attenzione alla salute e al benessere che non passa solo dalla sicurezza, ma anche da relazioni umane, coinvolgimento e identificazione, alla ricerca di una nuova normalità a livello professionale - commenta Marco Ceresa, Amministratore Delegato di Randstad Italia -. Ancora di più oggi, l'employer branding è un fattore cruciale per la competitività delle aziende, determinante per attrarre e trattenere i migliori talenti. Il 50% dei candidati non lavorerebbe anche in caso di aumento per un datore di lavoro con una cattiva reputazione e le imprese con un employer brand forte hanno tempi di assunzione 1-2 volte più veloci. Comprendere il divario tra i desideri dei lavoratori e la percezione del proprio brand offre alle aziende informazioni preziose per costruire la migliore Employee Value Proposition".

 

Top employer. Con il 74,3% di italiani che la indicano come datore di lavoro ideale, Ferrari è il vincitore del Randstad Employer Brand 2021. Dai risultati del sondaggio, la casa di Maranello è in assoluto la più attrattiva in Italia, ma anche quella che - secondo la percezione degli italiani - offrirebbe le migliori condizioni per work-life balance, atmosfera di lavoro piacevole, retribuzione & benefits, sicurezza del posto di lavoro, reputazione del brand, posizionandosi al primo posto in questi specifici fattori. 

"Questo premio conferma la vicinanza degli italiani a Ferrari e riconosce il nostro impegno per un ambiente di lavoro dove ciascuno possa esprimere la sua passione, creatività e talento – ha commentato Michele Antoniazzi, Chief Human Resources di Ferrari –. Formazione, inclusione e benessere sono i temi su cui attualmente siamo più focalizzati, oltre a quelli emersi nella ricerca. Ne sono esempi recenti il programma "Back on Track", che ha consentito di far ripartire in sicurezza l'attività produttiva nel difficile contesto della pandemia, la certificazione della parità salariale fra donne e uomini ottenuta lo scorso anno e le crescenti opportunità formative per le nostre persone". 

Il settore in cui gli italiani preferirebbero lavorare è quello dei media, seguito dall'automotive e dei servizi di spedizione. Poi ancora, nei beni di largo consumo, nell'industria aeronautica, nell'ICT, nell'elettronica, nel farmaceutico, nell'eCommerce e nel manifatturiero. 

 

Il datore di lavoro ideale. Secondo i lavoratori italiani, i fattori più importanti per un datore di lavoro sono il bilanciamento tra vita privata e professionale (indicato dall'66% degli intervistati) e l'atmosfera del lavoro piacevole (64%), seguiti da retribuzioni e benefits competitivi (61%), sicurezza del posto di lavoro (58%), visibilità del percorso di carriera (54%), solidità finanziaria dell'azienda (51%) e – novità di quest'anno – un ambiente di lavoro "covid safe" (45%), ma anche un contenuto di lavoro interessante (42%) e la possibilità di lavorare da remoto (39%). Ma queste priorità non coincidono con quelle dei datori di lavoro. Secondo l'opinione dei lavoratori, le aziende italiane invece puntano soprattutto su solidità finanziaria, buona reputazione, ambiente Covid safe e sicurezza del posto, dando poca rilevanza al worklife balance e al clima aziendale, elementi fondamentali per la scelta dell'azienda in cui lavorare.

Ci sono però profonde differenze per età. I più giovani, appartenenti alla fascia d'età (18-24 anni), ricercano soprattutto aziende con un'atmosfera di lavoro piacevole, realtà che offrono possibilità di carriera e ottima formazione; il segmento 25-34 anni guarda prioritariamente alla retribuzione ed ai benefits; gli adulti della fascia 35-54 anni cercano prima di tutto work-life balance, che risulta al primo posto anche per i 55-64enni, tra cui però c'è simile interesse anche per sicurezza del posto e solidità finanziaria dell'azienda.  

 

Chi cambia lavoro. L'8% dei lavoratori ha cambiato impiego negli ultimi 6 mesi. Per questi si confermano gli stessi fattori per la scelta del datore di lavoro, ma chi ha appena cambiato lavoro dà meno importanza alla sicurezza del posto (50%) rispetto a chi è rimasto con l'azienda attuale (60%). La pandemia però sembra mettere in discussione alcuni equilibri e priorità nel lavoro. Se quasi un italiano su dieci ha cambiato datore di lavoro nel recente passato, ben uno di cinque (il 21%) ha in previsione di farlo entro i prossimi 6 mesi. E tra i lavoratori colpiti dal Covid19 la previsione di cambiare datore di lavoro sale al 30%. Il canale prevalente per la ricerca di un nuovo lavoro sono i contatti personali, adottati da un terzo degli italiani (32%), seguito dalle Agenzie per il lavoro (23%) e da LinkedIn (20%). Poi altri canali digitali come Infojobs.it (18%), Subito.it (17%), Google (17%), portali di lavoro (17%), social media (13%) e i siti aziendali (12%). 

 

L'effetto Covid19. Il Covid19 ha cambiato concretamente le condizioni di lavoro di metà dei dipendenti italiani (il 49% del totale). In particolare, tra questi il 19% degli intervistati ha perso il lavoro, il 14% ha lavorato ad orario e salario ridotto, il 7% ha lavorato più ore del normale, il 4% è stato messo in cassa integrazione. Solo il 43% ha continuato a lavorare normalmente (più gli uomini che le donne, e più dipendenti con istruzione universitaria che gli altri). Il modo in cui i datori di lavoro italiani hanno sostenuto i propri dipendenti e gestito la pandemia però ha avuto un impatto molto positivo sulla fedeltà. Complessivamente, il 50% dei dipendenti si sente oggi più fedele al proprio datore di lavoro e solo l'11% meno fedele. L'impatto sulla lealtà è indipendente dal genere, dall'età o dal livello di istruzione. E riguarda sia i lavoratori che in questi mesi hanno deciso in autonomia di lavorare da casa (56% di sente più fedele) che quelli obbligati a farlo (51%). 

 

Il lavoro da remoto. Ben metà dei dipendenti che durante la pandemia hanno continuato a lavorare (il 51% del totale) lo ha fatto da remoto. Di questi, il 33% lo ha fatto in parte (andando in sede/ufficio almeno occasionalmente), il 18% esclusivamente da remoto. Circa un lavoratore da remoto su due è stato coinvolto nella decisione, gli altri non hanno avuto scelta. Della restante metà di lavoratori che non ha lavorato da remoto, il 23% non lo ha fatto solo perché era impossibile per la sua attività, appena il 2% perché il datore di lavoro non lo ha permesso (anche se sarebbe stato possibile). La possibilità di lavorare da remoto è considerata da una buona fetta degli italiani, anche se non dalla maggioranza: il 39% si dice attratto dalla possibilità di Smart Working anche in futuro, un interesse che è maggiore tra le donne e i dipendenti con alto livello di istruzione. 

 

La paura di perdere il posto. La maggioranza dei dipendenti (il 41%) non ha paura di perdere il lavoro, ma un numero considerevole (il 30%) pensa che ciò accadrà nel 2021. Un timore che ha effetto anche sulla prospettiva di mobilità: il 27% dei dipendenti che teme di perdere il lavoro prevede di cambiarlo nei prossimi 6 mesi (contro l'11% di chi non lo teme). A temere di perdere il posto nel corso dell'anno sono più le donne che gli uomini e dipendenti con un livello di istruzione medio. Tra le varie aree del Paese, appaiono decisamente più preoccupati di perdere il posto nel Sud Italia, rispetto a Nord Est, Nord Ovest e Centro.


In foto Marco Ceresa (AD Randstad Italia) e il logo del Randstad Employer Brand Research



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www.CorrieredelWeb.it

Capitale Mobile: come trasformare un’idea in una Startup di successo

 


La cosa più importante per un imprenditore è di raccogliere un’idea su qualcosa che ama davvero, lavorarci, e trasformarla in un business solo quando è sicuro che funziona.– Mark Zuckerberg

Non serve presentare l’autore di questa affermazione essendo uno degli uomini più famosi al mondo per inventiva e per capacità di business. Certamente alla base di qualsiasi buona idea c’è la passione, l’amore verso una visione di innovazione che potrà realizzarsi solo per una adeguata sincronizzazione, cioè con un adeguato accordo temporale di fasi. 

E, per cercare questa concordanza, occorre non solo aver la vista acuta così da osservare la società attuale per comprendere l’esigenza dell’immediato od anche del prossimo futuro con il vantaggio di vedere ciò che tutti hanno visto ma che non si è ancora pensato, ma è necessario ed ugualmente determinante aver un gruppo di lavoro valido che sia motivato nel rendere possibile la realizzazione dell’idea originaria.

Trovare investitori, individuare locali ed immobili in posizioni strategiche, cercare consulenti e dipendenti specializzati (e non), aver accesso ad una banca dati di incontro tra domanda ed offerta di risorse umane e materiali: ecco alcuni temi primari da tenere presente per poter iniziare a comprendere come proseguire.

Senza investitori anche se l’idea è ottima si andrà a rilento per la creazione di una Startup rischiando che qualcun altro possa muoversi in anticipo con qualcosa di simile: bisogna sempre tenere a mente che viviamo in una società fatta di persone e di materiali, dunque è fondamentale basarsi sulle persone e sul capitale intellettuale e materiale che possono avere per contribuire alla realizzazione di un progetto di impresa.

Diventa opportuno rivolgersi ad una piattaforma che si occupa degli step sopra elencati (trovare investitori, individuare spazi, cercare consulenti, etc.) e provvista di utenti che condividono interessi e capacità. Fortunatamente nel vasto mondo del web queste piattaforme sono una realtà vincente che con impegno ed ambizione hanno velocizzato, con grande risparmio di tempo e denaro, la creazione di Startup di impresa. 

Capitale Mobile è uno di questi luoghi virtuali nel quale si ha la possibilità di avere a disposizione risorse multi-settoriali per incontrare le competenze di altri e poter, così, realizzare i propri progetti imprenditoriali.

A differenza di altri portali è facilissimo accedere a Capitale Mobile perché la registrazione è gratuita sia se si ha un progetto da proporre sia se si possiede una risorsa.

Se si ha un’idea ma si cercano competenza, un immobile, servizi, prodotti o semplicemente un investitore bisogna caricare il proprio progetto sulla sezione “Hai un Progetto?” che si trova direttamente in Homepage del sito.

Se, invece, si possiede un’azienda, un’immobile sfitto oppure in vendita, se si possiedono competenze per un qualsiasi progetto od anche se si ha un capitale di denaro che si vuole investire in progetti innovativi bisogna cliccare su “carica la risorsa” in “Hai una risorsa?”.

Un network di utilizzo immediato con connessioni pensate in modo semplice ed intuitivo anche grazie alle categorie e sottocategorie presenti sul sito: Investitori, Aziende, Immobili, Risorse umane, Vendita.

È anche possibile avviare una simulazione per la ricerca delle risorse per realizzare il proprio progetto così da fare un primo test delle funzionalità della piattaforma e capire se è conforme ai propri interessi.

“Perfeziona ogni dettaglio, e riduci il numero di dettagli da perfezionare.” – Jack Dorsey

Dorsey, noto per essere il creatore di Twitter, pone l’attenzione sui dettagli che non devono essere trascurati perché sono la chiave per conoscere il proprio progetto meglio di chiunque altro così da poterlo spiegare in modo ottimale anche alle altre persone per avviare quella fase che da ideale trasforma il piano di lavoro in reale.

“Un sogno sembra un sogno fino a quando non si comincia da qualche parte.” – Adriano Olivetti

Dalla concretizzazione di un brevetto innovativo ad una grande impresa multinazionale, da una startup appena nata all’apertura di una gelateria in un piccolo borgo d’Italia, da un’iniziativa artigianale fino alla richiesta di una singola risorsa per un servizio o prodotto, il software di Capitale Mobile è in grado di mettere in comunicazione domanda ed offerta così che possa iniziare quel sogno di cui racconta l’imprenditore italiano Adriano Olivetti.

Perché aspettare? Realizza il tuo progetto con l’aiuto di professionisti del settore grazie a Capitale Mobile Impresa di Imprese! E se non hai un progetto tuo da realizzare considera la possibilità di metterti in gioco guadagnando con le tue risorse (grazie al tuo immobile, ad una consulenza che potresti garantire, alla possibilità di investimento, etc.).

 

Info

Sito Capitale Mobile

https://www.capitalemobile.com/

 

Fonte

https://oubliettemagazine.com/2021/04/30/capitale-mobile-come-trasformare-unidea-in-una-startup-di-successo/

 

lunedì 3 maggio 2021

Richiesta di proroga per i nuovi regolamenti UE riguardanti la diagnostica in vitro

nal von minden, un’azienda di tecnologia medica tedesca, chiede una proroga per i nuovi regolamenti UE riguardanti la diagnostica in vitro. A causa del coronavirus, il calendario originale dell’UE non può essere rispettato. Allo stato attuale, tutte le aziende che vendono diagnostici in-vitro come i test rapidi devono registrare nuovamente i loro prodotti. Questo perché il nuovo e più severo regolamento UE per la diagnostica in vitro (IVDR) entrerà in vigore nel maggio 2022.

“Nell’interesse di tutti i cittadini, riteniamo che rinviare la scadenza di un altro anno sia realistico”, dice il dottor Gerd Hagendorff, capo del dipartimento Gestione della qualità alla nal von minden GmbH. “Sarebbe ideale se i nuovi regolamenti per la diagnostica in vitro entrassero in vigore nel 2023, invece di maggio 2022”.
In caso contrario, ci si può aspettare un blocco con certi prodotti, avverte il Dr. Hagendorff: “Produciamo 100 test che sono usati, per esempio, negli studi medici e negli ospedali. Questi includono test per attacchi di cuore e diagnosi di tumori. Se questi test non sono più disponibili in numero sufficiente, nel peggiore dei casi potremmo assistere a ritardi nelle diagnosi e nei trattamenti”.
Questo non riguarda solo nal von minden GmbH, ma anche molte altre aziende di piccole e medie dimensioni, così come le aziende più grandi in Germania e in tutta Europa. “Nonostante i migliori sforzi dei produttori, il nuovo IVDR non può essere implementato nel tempo che ci rimane”, dice il dottor Hagendorff.
Il calendario originale dell’UE era già un po’ ambizioso, critica il Dr. Hagendorff. I nuovi regolamenti per la diagnostica in vitro sono entrati in vigore in tutta l’UE il 26 maggio 2017. La causa scatenante è stato lo scandalo delle protesi mammarie, e la sicurezza per i cittadini dell’UE è stata voluta nel campo della tecnologia medica. Da allora, i produttori hanno avuto 5 anni per implementare cambiamenti molto lunghi e laboriosi.
Tuttavia, anche dall’inizio, non c’erano abbastanza cosiddetti “organismi notificati” per effettuare i test sui prodotti e con un tempo sufficiente. “Purtroppo ci sono solo 3 organismi notificati disponibili per tutti i produttori in Europa che distribuiscono diagnostici in vitro”, spiega il Dr. Hagendorff.  Anche per gli oltre 100 prodotti di nal von minden GmbH che devono essere registrati in IVDR, uno scenario ottimale richiederebbe oltre 100 settimane, poiché l’organismo notificato stima almeno 1 settimana per ogni prodotto. “Questo è quasi impossibile da realizzare entro maggio 2022”, spiega.
A causa della pandemia, il calendario non può più essere rispettato, dice il dottor Hagendorff. “Abbiamo messo in comune le nostre capacità per aiutare a contenere la pandemia di corona. Stiamo producendo milioni di test rapidi ogni mese, quindi non c’è stato tempo per lavorare sui regolamenti UE”.
“Siamo a favore dei nuovi regolamenti, ma non sotto sforzo e non a spese della popolazione”, spiega il dottor Hagendorff. Inoltre, le stesse regole dovrebbero essere applicate a tutte le aziende. L’anno scorso, in risposta diretta alla crisi del corona, il periodo di transizione per i dispositivi medici secondo il MDR (Medical Device Regulation, ad esempio per i pacemaker) è stato esteso di un anno.

Informazioni sull’azienda: nal von minden GmbH
nal von minden GmbH, con sede a Moers, Germania, è specializzata nel campo della diagnostica medica da 38 anni. Il suo portfolio comprende test rapidi e test di laboratorio per diagnosi affidabili nei campi della batteriologia, della cardiologia, della ginecologia, delle malattie infettive, dell’urologia e della tossicologia. nal von minden GmbH ha un totale di circa 230 dipendenti in 9 sedi europee. www.nal-vonminden.com

Hellwig PR
Gabriele Hellwig
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Cantico d’Umbria: e-commerce delle eccellenze dei piccoli produttori umbri

Mai come in un momento come questo l’unione fa la forza. Mai come in un momento come questo è importante fare gruppo e valorizzare le nostre specificità, i nostri territori, le nostre filiere locali, la nostra unicità.

Da soli è sempre più  difficile, diventa essenziale unire il valore di tutti per creare strumenti comuni, passare dall’individualismo alla collaborazione e alla fiducia.

In un mondo globalizzato l’unico modo è quello di unirsi mettendo a fattore comune  il sapere e l’esperienza di  ognuno, valorizzare le eccellenze de piccoli per farli diventare insieme,  qualcosa di più grande della semplice somma.

E’ il percorso che hanno deciso d fare un gruppo di piccoli produttori di eccellenze enogastronomiche umbre  per creare un punto di riferimento per tutti quelli che amano questa meravigliosa regione, i suoi sapori e le sue atmosfere.

Obiettivo è di portare i migliori prodotti umbri  direttamente sulla tavola dei consumatori, dalle aziende nelle loro case. Valorizzare la passione e l’amore che mettono nel loro lavoro e far tornare la tipicità e la qualità  a fare parte della  spesa dei consumatori, della gioia di assaporare sapori veri, cibi sani e genuini e di vivere atmosfere uniche

Sulla base di questo valore già 40 produttori si sono aggregati e altri ne stanno arrivando per dare vita ad uno strumento comune.  Stanno creando un e-commerce  delle loro eccellenze “Cantico d’Umbria” per dare  voce e futuro alla ricchezza della tradizione gastronomica Umbra

Cantico d’Umbria non è solo vendita di  prodotti, ma  anche  un’esperienza completa alla scoperta del territorio umbro. E un voler far tornare le persone a vivere la natura, a godere il territorio, a riscoprire il valore delle cose semplici ma autentiche di cui abbiamo tanto bisogno e di cui l’Umbria è un esempio significativo.

Non solo acquisto di prodotti , ma anche occasione di contatto diretto , genuino e vero con il mondo  dei produttori attraverso percorsi di food experience:  degustazioni, partecipazione alle fasi culturali, corsi di cucina e soggiorni tra relax e cibo nelle azienda agricole, per dare la possibilità di vivere  in prima persona tradizione agricola e gastronomica.

Cantico d’Umbria è un esempio di come l’unione possa fare la forza e come l’aiuto reciproco, la collaborazione possa essere una leva essenziale, uno degli strumenti principi per il rilancio della nostra economia nel post-covid.

Collaborazione e supporto che i produttori umbri hanno voluto allargare a tutti quelli che si sentono vicini alla tradizione gastronomica del cuore verde d’Italia, e vogliono partecipare alla crescita di tale iniziativa ed iniziare e degustare le sue eccellenze.

E’ possibile, entrando nel sito   www.produzionidalbasso.com  alla pagina del progetto Cantico D’Umbria  (www.produzionidalbasso.com/project/cantico-d-umbria-l-eccellenza-gastronomica-umbra-sulla-tua-tavola/)  contribuire a far crescere il progetto e iniziare in cambio,  da subito,  a mangiare i prodotti della meravigliosa Umbria . Per qualsiasi informazione sul progetto è possibile contattare l’azienda Il Cantico della natura (www.ilcanticodellanatura.it)

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