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mercoledì 21 ottobre 2026
L’Europa si schiera con la guerra in Ucraina e contro la Cina, mentre le proteste dei cittadini europei stanno devastando le varie capitali Europee.
lunedì 19 ottobre 2026
Tumori, quando la filantropia rende accessibili le cure del futuro: a Brescia una nuova frontiera della radioterapia
TUMORI, QUANDO LA FILANTROPIA PORTA L'INNOVAZIONE AI PAZIENTI: A BRESCIA UNA NUOVA FRONTIERA DELLA RADIOTERAPIA
Fondazione Guido Berlucchi e Fondazione Poliambulanza insieme per le cure oncologiche. Un progetto da 10,8 milioni di euro, sostenuto anche dalla filantropia, introduce una tecnologia che permette di adattare il trattamento alle condizioni del paziente grazie all'intelligenza artificiale.
Brescia, 19 ottobre 2026 – Trasformare i progressi della ricerca in opportunità concrete di cura. È questo l'obiettivo della collaborazione tra Fondazione Guido Berlucchi e Fondazione Poliambulanza, struttura sanitaria non profit convenzionata con il Servizio Sanitario Nazionale, che ha portato al rinnovamento del Centro di Radioterapia e Radiochirurgia Guido Berlucchi di Brescia. Un progetto del valore complessivo di 10,8 milioni di euro, al quale la Fondazione Guido Berlucchi ha contribuito, confermando il ruolo della filantropia nel sostenere l'innovazione sanitaria.
«L’innovazione nella lotta contro il cancro corre veloce, proprio per questo la vera sfida è fare in modo che i suoi progressi diventino opportunità concrete di cura per i pazienti. Portare a Brescia una delle prime tecnologie in Italia per la radioterapia adattiva supportata dall’intelligenza artificiale significa compiere un passo importante in questa direzione. È qui che la filantropia può fare la differenza: sostenere investimenti capaci di avvicinare le scoperte scientifiche alla pratica clinica e rendere disponibili strumenti sempre più avanzati. Questa è la visione che Guido Berlucchi ci ha lasciato e che continua a guidare le scelte della nostra Fondazione» dichiara Giambattista Bruni Conter, presidente della Fondazione Guido Berlucchi.
Il Centro è il primo in Italia a mettere in funzione un acceleratore Elekta Evo Adaptive, che consente, nei casi indicati, di modificare il piano radioterapico anche immediatamente prima della seduta. Attraverso immagini tridimensionali e strumenti di intelligenza artificiale, gli specialisti possono tenere conto delle variazioni anatomiche del paziente, con l'obiettivo di colpire il tumore con maggiore precisione e proteggere gli organi sani.
L'intervento comprende due nuovi acceleratori lineari, un bunker e la riqualificazione degli spazi assistenziali, inclusa l'area dedicata alla radiochirurgia Gamma Knife, con ambienti più confortevoli e percorsi di assistenza rinnovati.
La collaborazione tra le due Fondazioni risale a oltre 25 anni fa. Da allora, Fondazione Guido Berlucchi, impegnata nella ricerca oncologica, ha accompagnato lo sviluppo del Centro, contribuendo all'introduzione di nuove apparecchiature e al miglioramento dei servizi.
Fino a giugno 2026, il Centro ha effettuato 11.660 cicli di radioterapia e 3.869 trattamenti Gamma Knife. Numeri che testimoniano un'attività consolidata, oggi rafforzata da un modello in cui sanità non profit e impegno filantropico concorrono al progresso delle cure.
Amianto nella Marina a Taranto: il Tribunale di Lecce condanna la Difesa, 138mila euro all'orfano di un militare morto di mesotelioma

16 ottobre 2026 – Il Tribunale di Lecce ha condannato il Ministero della Difesa a risarcire con 138.801 euro, oltre interessi, il figlio di un ex militare della Marina Militare morto di mesotelioma pleurico. Il padre aveva prestato servizio presso la base di Taranto ed era stato imbarcato sulla nave Sagittario, svolgendo mansioni di fuochista e motorista navale, in un contesto caratterizzato dalla presenza di materiali contenenti amianto, all'epoca largamente impiegati negli impianti e negli ambienti navali.
Un'esposizione avvenuta durante il servizio militare, le cui conseguenze si sono manifestate dopo oltre mezzo secolo. L'uomo, infatti, ha sviluppato un mesotelioma pleurico, una grave neoplasia correlata all'inalazione delle fibre di amianto, che ne ha provocato la morte nel novembre 2016.
Il giudice ha riconosciuto il collegamento tra l'esposizione all'amianto e la malattia, accertando la responsabilità del Ministero della Difesa per la mancata adozione di adeguate misure di protezione e per l'assenza di informazioni sui rischi ai quali il militare era esposto.
La condanna riguarda il risarcimento del danno subito da uno dei figli per la perdita del padre. La sentenza, passata in giudicato, rappresenta un importante risultato nella lunga battaglia giudiziaria intrapresa dalla famiglia, che comprende ulteriori procedimenti per il riconoscimento dei diritti degli altri familiari. La vicenda riporta l'attenzione sull'esposizione all'amianto negli ambienti militari e navali di Taranto e sulle conseguenze che possono emergere anche a molti decenni di distanza, quando il servizio è ormai un ricordo lontano e le persone coinvolte hanno costruito la propria vita lontano dai luoghi dell'esposizione.
«Taranto è una città che conosce profondamente le conseguenze dell'amianto, ma troppo spesso l'attenzione si concentra soltanto sulle esposizioni industriali, lasciando in secondo piano quelle che hanno interessato il personale della Marina Militare. Anche i militari hanno lavorato per anni in ambienti contaminati, senza adeguate protezioni e senza essere informati dei rischi per la propria salute», dichiara l'avvocato Ezio Bonanni, presidente dell'Osservatorio Nazionale Amianto e legale della famiglia. «Taranto deve essere al centro di un impegno concreto per la tutela delle vittime dell'amianto, comprese quelle della Marina Militare, affinché nessuno venga lasciato solo nella ricerca della verità e della giustizia», conclude.
L'ONA offre assistenza e tutela alle vittime dell'amianto e dei loro familiari.
Per informazioni e assistenza: numero verde 800 034 294 – www.osservatorioamianto.it.
mercoledì 14 ottobre 2026
martedì 13 ottobre 2026
Petrolio : Un accordo che divide o che unisce ?
VACCINI, ESPERTI: IN PIANO NAZIONALE INSERIRE RSV E RAFFORZARE HPV
| RSV, IN ITALIA OGNI ANNO 290 MILA CASI IN OVER 60 E 1.800 DECESSI |
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sabato 10 ottobre 2026
AMIANTO TRA FIAT MIRAFIORI E FIBRONIT, MUORE DI MESOTELIOMA: DOPO DIECI ANNI LA VEDOVA VINCE CONTRO L'INAIL
8 ottobre 2026 – Per anni aveva lavorato a Bari a contatto con l’amianto: prima come autista, occupandosi del trasporto e della movimentazione di materiali in amianto prodotti dalla Fibronit di Bari e, successivamente, esposto al cancerogeno svolgendo la stessa attività presso la cementifera barese S.A.M.I. Una lunga storia di esposizione professionale, iniziata già negli anni precedenti nelle fonderie FIAT di Mirafiori, riconosciuta dal Tribunale di Potenza nella sentenza oggi definitiva, che ha accertato il legame tra le fibre respirate durante la vita lavorativa e il mesotelioma pleurico che lo ha portato alla morte nel 2018. A ottenere giustizia è stata la moglie dell’operaio, che per dieci anni ha continuato la battaglia contro l’INAIL iniziata dal marito quando era ancora in vita.
Complessivamente il Tribunale ha accertato 16 anni e 7 mesi di esposizione professionale, ricostruendo un lungo percorso lavorativo segnato dal contatto con il cancerogeno. Quando nel 2016 gli venne diagnosticato il mesotelioma, il lavoratore chiese all’INAIL il riconoscimento della malattia professionale, ma la richiesta venne respinta perché l’Istituto riteneva insufficiente la documentazione prodotta.
Dopo la sua morte, avvenuta nel giugno 2018, la moglie, attualmente residente nel Potentino, ha scelto di portare avanti fino in fondo la battaglia che lui aveva iniziato quando era ancora in vita. Ma anche la nuova domanda venne respinta e nel 2021 la donna, assistita dall’avv. Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto, decise di rivolgersi al Tribunale. Una battaglia diventata per lei anche una questione di memoria e di giustizia.
Nel corso del processo, le testimonianze e gli accertamenti hanno confermato l’esposizione e il nesso causale con il mesotelioma. A dieci anni dall’inizio di quel percorso, la battaglia portata avanti dalla vedova si è conclusa con la sentenza definitiva del Tribunale di Potenza, che ha condannato l’INAIL a riconoscere quanto dovuto. Secondo i calcoli dell’ONA, gli arretrati ammontano a circa 150 mila euro, mentre alla vedova spetta una rendita ai superstiti di circa 1.500 euro al mese, oltre alle maggiorazioni previste dal Fondo per le vittime dell’amianto.
«La giustizia è arrivata, anche se dopo dieci anni, perché una vedova ha trovato la forza di portare avanti da sola la battaglia iniziata insieme a suo marito. Una sentenza che restituisce alla donna un diritto e, insieme, rende giustizia alla sua memoria – dichiara Bonanni –. È inaccettabile che al dolore per la perdita si aggiunga il peso di anni trascorsi a dimostrare ciò che avrebbe dovuto essere riconosciuto molto prima. La tutela delle vittime dell’amianto deve essere concreta e tempestiva, perché dietro ogni pratica ci sono persone, famiglie e vite che non possono aspettare».
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giovedì 8 ottobre 2026
Iraq : L’esodo Americano dalle basi militari , un secondo Afganistan targato Trump.
martedì 6 ottobre 2026
KFC METTE IL POLLO FRITTO NELLA FOCACCIA: ARRIVA THE FOCACCIA, L’INCONTRO TRA ATTITUDE AMERICANA E GUSTO ITALIANO
KFC METTE IL POLLO FRITTO NELLA FOCACCIA:
ARRIVA THE FOCACCIA,
L’INCONTRO TRA ATTITUDE AMERICANA E GUSTO ITALIANO
La focaccia incontra il fried chicken in due nuove ricette che uniscono la tradizione italiana al gusto inconfondibile di KFC: bacon e cheddar per l’Americana, pomodoro, mozzarella e pesto per l’Italiana.
Cosa succede quando uno dei prodotti più amati della tradizione italiana incontra il pollo fritto americano? Nasce The Focaccia, la novità con cui KFC Italia porta nel proprio menu un grande classico del nostro Paese reinterpretandolo secondo il suo stile.
Un incontro tra due mondi gastronomici che parte proprio dalla focaccia, protagonista di un momento particolarmente positivo nei consumi degli italiani. Secondo i dati NielsenIQ, infatti, le specialità morbide – focacce – rappresentano oggi il 63,6% del fatturato della categoria “pizza e affini” nella GDO e hanno generato 105 milioni di euro nell’ultimo anno, registrando una crescita del 16% a valore e del 18% a volume.
KFC parte da questa icona tutta italiana e la porta nel suo universo, mettendo naturalmente al centro il suo ingrediente simbolo: il pollo fritto. Il risultato è The Focaccia, declinata in due diverse interpretazioni dello stesso incontro.
Da una parte c’è The Focaccia Americana, che abbina al pollo fritto KFC bacon e cheddar, per una versione dal carattere più intenso che richiama alcuni degli abbinamenti più iconici della cultura food americana.
Dall’altra, The Focaccia Italiana richiama immediatamente i sapori mediterranei grazie all’abbinamento di pomodoro, mozzarella e pesto, a cui si aggiunge il pollo fritto KFC. Un mix che parte da ingredienti familiari alla cucina italiana e li combina con la croccantezza che caratterizza il pollo del brand.
America o Italia? Le due ricette trasformano così la nuova proposta KFC anche in una piccola sfida di gusto: da una parte la combinazione americana di bacon e cheddar, dall’altra i sapori mediterranei di pomodoro, mozzarella e pesto. A fare da punto d'incontro tra le due anime sono la focaccia e, naturalmente, il pollo fritto KFC.
Con questo lancio KFC continua a reinterpretare il proprio prodotto simbolo, facendo dialogare il fried chicken con ingredienti, formati e abitudini gastronomiche diverse. Questa volta lo fa partendo proprio dall'Italia e da uno dei prodotti da forno più riconoscibili della sua tradizione, trasformandolo in un incontro tra Italian taste e American attitude.
“Con The Focaccia abbiamo voluto giocare con due immaginari gastronomici molto diversi ma immediatamente riconoscibili. Da una parte i sapori più tipicamente americani di bacon e cheddar, dall’altra quelli italiani di pomodoro, mozzarella e pesto. A unirli ci sono la focaccia e il nostro pollo fritto: due prodotti iconici che probabilmente non ci si aspetterebbe di trovare insieme, ed è proprio questo incontro a rendere la novità divertente e sorprendente”, dichiara Marzia Farè, CMO di KFC Italia.
A raccontare sui social la doppia anima di The Focaccia è Fabrizio Brienza, creator italo-americano scelto da KFC come protagonista di una campagna ironica, che gioca sull’incontro tra cultura italiana e americana, trasformando l’assaggio del nuovo prodotto in un racconto leggero, pop e tutto da condividere.
The Focaccia è disponibile dal 6 ottobre e in limited edition fino ad esaurimento scorte, nei ristoranti KFC in Italia e sulle piattaforme di delivery.
lunedì 5 ottobre 2026
Ragusa : XI convegno storico sulle “Rotte del Mare dal Mondo Antico al Premoderno”.
San Cono : 40° Sagra del Ficodindia un grande successo e migliaia di visitatori.
Disclaimer
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