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venerdì 17 agosto 2018

CASTELLABATE - IL CAVALCAVIA DI ZONA LAGO A RISCHIO COME A GENOVA




CASTELLABATE - Si sta parlando tanto in questi giorni della tragedia immane che ha colpito Genova causando la morte di decine di persone ( molte ancora da rinvenire sotto le grosse macerie del Morandi crollato alla vigilia di Ferragosto) , qui a Castellabate anche noi nel nostro “piccolo” pur non avendo autostrade abbiamo il nostro “ponticello - viadotto “ a grande rischio appurato e percorso ogni giorno da migliaia di auto e mezzi di tutti i  tipi  e portata che collega le varie frazioni con gli svincoli per il nord e il sud della bassa costa del cilento  . Ovviamente stiamo parlando del viadotto che sovrasta via Beato Simeone sulla Strada Provinciale 237 della frazione Lago di Castellabate ( FOTO ) poichè la struttura di cemento risulta visibilmente deteriorata e compromessa oramai da anni . Sottolineamo che nel 2016/2017 è già stata segnalata alla Provincia questa grave situazione da parte del sindaco Spinelli che ha scrisse  più volte al Presidente Giuseppe Canfora e al Dirigente del Settore Viabilità e Trasporti Domenico Ranesi. Il cavalcavia in questione come abbiamo sottolineato è soggetto in questo periodo estivo da un traffico intenso poiché rappresenta l’arteria principale che collega la località balneare di Lago con le varie frazioni del comune. «Ho segnalato alla provincia lo stato di pericolo del cavalcavia per la pubblica e privata incolumità già nel mese di marzo, ascoltando da subito i numerosi solleciti dei cittadini, allarmati dalla presenza di profonde e visibili crepe sul ponte di cemento», spiega il Sindaco Costabile Spinelli: «La situazione è peggiorata, aggravandosi progressivamente nell’ultimo anno e desta non poche preoccupazioni, per questo ho inviato un ulteriore sollecito che mi auguro non resti lettera morta come si sta verificando per la SP 61». Intanto da oggi è partito il senso unico alternato sul tratto in questione a seguito del provvedimento disposto dalla Provincia di Salerno per via dello stato in cui si presenta la struttura di cemento. Inoltre la Provincia ha ordinato alcuni controlli sul cavalcavia per verificarne il reale stato di pericolosità dopodichè si deciderà se operare sul ponte o provvedere direttamente alla sua demolizione e costruzione. Il nuovo provvedimento rischia di creare non pochi disagi alla circolazione poichè ogni giorno tanti sono gli automobilisti che percorrrono quel tratto di strada. Per tali ragioni sono necessari interventi rapidi per poter ripristinare la normalità ed evitare eventuali difficoltà.

Sull’onda emotiva causata dal crollo di Genova non si può non avere forte timore di questo viadotto come tanti , troppi a rischio che in Italia vengono percorsi a tutte le ore del giorno e della notte soprattutto da gente che si sposta per lavoro . 


Marco Nicoletti 


@castellabatelive24 / Pagina Facebook 


giovedì 16 agosto 2018

CASTELLABATE - LA “VERGOGNA” DELLA GUARDIA MEDICA CHIUSA AD ORARI

CASTELLABATE - Basterebbe solo allegare la foto che vedete , non ci sarebbe bisogno di scrivere altro . Ma no , è un dovere aggiungere qualcosa . Le dobbiamo a noi stessi , ai nostri figli e soprattutto ai tanti anziani che necessitano di cure che spesso un ospedale lontano non fa a tempo a somministrare. 
Un cartone triste  con altrettanto tristissimo e vergognoso avviso , la guardia mediaca nel comune di Castellabate è attiva dal lunedì al venerdì dalle 8 di mattina alle 20 di sera , in pratica è vietato averne urgenza il sabato e la domenica fuori da questi orari . 
Questo è il prodotto , questo è il conto da pagare voluto da “venditori di chiacchiere elettorali” !
La solidarietà va a tutti gli operatori sulle ambulanze del 118 che in questi mesi estivi ( e non solo ) si spaccano la schiena tra urgenze ed emergenze cercando di garantire sempre ed indistintamente un diritto alla salute che oramai qui a Castellabate si è perso da sempre , in questo periodo dell’anno soprattutto quando la popolazione aumenta triplicando , se non di più . 

Marco Nicoletti 
@castellabatelive24 / Pagina Facebook 




martedì 14 agosto 2018

L'agricoltura 4.0 chiama i giovani: tecnologia e apporto umano rendono il sistema Italia più competitivo

L'agricoltura 4.0 chiama i giovani: tecnologia e apporto umano rendono il sistema Italia più competitivo

A Lignano Sabbiadoro (UD) nel secondo incontro di Economia sotto l'Ombrellone, le indicazioni di importanti operatori vitivinicoli e del settore primario per il futuro

 

Lo sviluppo di nuovi mercati e la rivoluzione digitale offrono importanti possibilità di crescita alle aziende vitivinicole e notevoli opportunità di lavoro per i giovani nel settore primario. Capacità di lavorare in squadra per aggredire i nuovi mercati e responsabilità sociale saranno due caratteristiche imprescindibili per le aziende che vorranno crescere in un settore fondamentale per l'economia regionale e nazionale. Lo hanno affermato i relatori intervenuti alla seconda puntata dell'ottava edizione di Economia sotto l'Ombrellone svoltasi ieri, lunedì 13 agosto, al Beach Aurora di Lignano Pineta sul tema "Prospettive della produzione vitivinicola, possibilità occupazionali e attività sociali" che ha visto intervenire Carlo Feruglio, titolare dell'azienda agricola La Ferula e presidente della Bcc di Staranzano e Villesse, Giulio Gregoretti, direttore della fondazione Villa Russiz che unisce la produzione di vini alta qualità alla gestione di una casa famiglia per minorenni in difficoltà, e Marco Tam, presidente del Gruppo Greenway attivo nella produzione di bioenergie e che, su 40 ettari, sta avviando una produzione vitivinicola mirata all'esportazione verso i mercati emergenti.

«L'evoluzione tecnologica e la rivoluzione digitale – ha spiegato Feruglio – stanno già aiutando e potranno aiutare ancor di più in futuro le aziende vitivinicole italiane, che mediamente hanno un'ottima qualità, ma sono piccole, sia a smaltire in modo più semplice e veloce l'enorme carico burocratico, sia a svolgere tanti compiti che oggi nel settore primario sono ancora svolti con metodi tradizionali. L'impatto del 4.0 sulle aziende agricole non è e non sarà facile perché si tratta di un settore piuttosto non molto aperto all'innovazione. L'arrivo dei giovani, che tornano a essere attratti dai lavori agricoli e portano con sé una naturale confidenza con le nuove tecnologie, potrà aiutare le aziende a cogliere le fondamentali opportunità offerte dalla rivoluzione tecnologica».
«Nella pratica quotidiana – ha aggiunto Tam – l'introduzione delle tecnologie digitali e dell'Iot in agricoltura permette, attraverso l'uso di sensori, droni e piccole telecamere, un controllo continuato e a distanza di ogni singolo appezzamento di terreno, di ogni singola produzione, consentendo così di gestire molti dati e grazie a essi tutta una serie di processi da remoto riducendo di tempi, costi e trattamenti fitosanitari in vigna. Allo stesso modo, consentirà ai mezzi agricoli di rilevare, mentre lavorano, tutta una serie di dati fondamentali (umidità, produttività, qualità del prodotto, ecc), nonché, grazie ad alcune sperimentazioni già in atto, di gestire i mezzi agricoli dal computer, senza bisogno del guidatore».
Per Gregoretti, «sono due gli aspetti fondamentali della rivoluzione digitale applicata all'agricoltura e al vitivinicolo: il primo è l'aspetto informativo a livello regionale e nazionale, perché il settore primario è visto spesso come un settore arretrato, mentre nella realtà quotidiana odierna svolge spesso attività molto avanzate e la raccolta molto più agevole di dati e informazioni consentirà a tutti di avere informazioni molto più attuali e dettagliate e, quindi, di individuare politiche più adeguate ed efficaci. Il secondo è l'aspetto legato all'introduzione delle tecnologie "in campo" che permetterà di utilizzare sistemi, assolutamente rispettosi dei cicli produttivi e dell'ambiente, e che consentono di coadiuvare le tradizionali attività agricole. Penso, ad esempio, alle macchine fotografiche digitali ad alta risoluzione: possiamo fotografare gli acini e, a seconda del timbro cromatico dell'acino, possiamo predire quale sarà l'aroma presumibile della raccolta dell'uva, ma anche ai collegamenti satellitari che ci consentono di mappare dettagliatamente l'andamento delle produzioni su ogni singolo appezzamento di terreno».

Una rivoluzione digitale, dunque, che può davvero impattare in modo significativo sull'agricoltura e il vitivinicolo italiano, ma il nostro Paese, nonostante l'entusiastico ritorno all'agricoltura di molti giovani, nativi digitale, rischia di scontare la mancanza di personale adeguatamente preparato al cambiamento. «In Friuli e nel Nordest – ha affermato Tam – abbiamo diverse scuole e università di eccellenza volte a formare i futuri operatori del mondo agricolo, ma l'applicazione della rivoluzione digitale in agricoltura è ancora una novità e al momento non si vedono tanti ragazzi che siano validi agronomi o periti agrari e al contempo conoscano bene l'elettronica, l'informatica, le tecnologie digitali e che abbiano quelle competenze trasversali, soft skill, che servono per applicare al meglio la rivoluzione 4.0. C'è, poi, una preoccupante resistenza di una parte degli imprenditori agricoli che non comprendono che nel prossimo futuro in agricoltura serviranno sempre meno braccia e sempre più teste».
«Oggi – ha sostenuto Gregoretti -, rispetto al passato, in agricoltura c'è una prospettiva più interessante per i giovani che si è creata grazie a tutto lo sviluppo dei social che sono diventati uno strumento commerciale fondamentale per le aziende vitivinicole. Ai giovani che vogliano impegnarsi in agricoltura non basta essere nativi digitali, ma servono voglia di fare, buone conoscenze del settore acquisite anche attraverso la pratica in campo e un'ottima conoscenza di almeno due lingue».

Mentre la rivoluzione digitale è in atto anche in agricoltura, il mercato sta cambiando sensibilmente e nuovi Paesi di sbocco, nuovi consumatori, soprattutto in Asia, si affacciano sul mercato del vino. Ma l'approccio a quei mercati è tutt'altro che semplice e l'Italia è in ritardo rispetto a concorrenti come la Francia o il Cile. «C'è bisogno – hanno spiegato i relatori – di creare un "brand" del Paese Italia nel vino, di forti investimenti in marketing e non si può pensare che gli operatori debbano continuare a muoversi da soli. Rispetto ai francesi, poi, scontiamo il fatto di non avere grandi operatori della Gdo capaci di portare il prodotto nazionale in tutto il mondo, nonostante si verifichi un aumento della vendita di vini di qualità nella stessa Gdo. In Friuli, inoltre, che sul mercato globale conta pochissimo e che è solo il 3% della produzione vitivinicola nazionale, serve avere una capacità promozionale di gruppo, lavorando insieme per mettere al centro il territorio e cercando di recuperare per la coda un mercato che rischia di sfuggirci. In tal senso non è certamente confortante che secondo un'indagine del progetto "Mervino" il 61% delle aziende intervistate non abbia un piano di marketing strutturato».

Tutti i relatori si sono trovati d'accordo nel dire che la responsabilità sociale sia un elemento fondamentale per chi opera nel settore alimentare. Accanto al rispetto dell'ambiente, la trasparenza della filiera e l'attenzione al territorio, Villa Russiz unisce un progetto spiccatamente sociale. «Da 150 anni – ha spiegato Gregoretti – utilizziamo le risorse prodotte dall'azienda vitivinicola per aiutare ragazzi e ragazze in difficoltà. Oggi abbiamo una casa famiglia in cui lavorano 9 operatori specializzati, che ospita 15 ragazzi e ragazze che arrivano da situazioni di abbandono o di estremo disagio familiare. Stiamo anche portando avanti una attività per avviare quei ragazzi e ragazze all'attività lavorativa una volta compiuti i 16 anni».
«La responsabilità sociale di impresa – ha concluso Feruglio – oggi è imprescindibile, come aziende, e nel nostro caso come Banca di credito Cooperativo, dobbiamo assolutamente cercare di destinare all'aiuto del territorio una parte degli utili realizzati con le nostre attività. Se per una Bcc questa attività è da sempre normale e fa parte dello statuto, oggi è importante che tutte le aziende, a prescindere dal campo in cui operano, siano attente a restituire qualcosa al territorio sui cui operano».

L'ottava edizione di Economia sotto l'Ombrellone è organizzata da Eo Ipso - comunicazione ed eventi, ha il patrocinio del Comune di Lignano Sabbiadoro e di Turismo FVG. Main sponsor: Sky Gas & Power, CrediFriuli, Bcc Pordenonese, Bcc Staranzano e Villesse, Banca di Udine. La rassegna ha il contributo di: Confindustria Udine, Ramberti attrezzature balneari, GLP - intellectual property office, Gruppo Greenway Bionenergie, San Daniele bioenergia, Real Comm, Idea Prototipi, SecurBee e Servizi 4.0. Sponsor tecnici: Scriptorium Foroiuliense, Fondazione Villa Russiz, Beach Aurora, Lignano Pineta, Hotel Ristorante President e Porto Turistico Marina Uno.

I prossimi appuntamenti di Economia sotto l'Ombrellone

Lunedì 20 agosto ore 18.30
"Come investire i propri risparmi in un mondo che cambia"
Leonardo Balconi – Responsabile Area finanza di Credifriuli
Mario Fumei – Consulente finanziario
Andrea Paderni – Consulente finanziario di Copernico SIM
Nicola Rotondo – Direttore generale Investitori Associati Consulenza SIM

Lunedì 27 agosto ore 18.30
"Occasioni di lavoro dal recupero di antichi mestieri"
Vincenza Crimi – Corniciaia
Michele Della Mora – Restauratore di libri e stampe antichi
Roberto Giurano – Direttore Scriptorium Foroiuliense

Al termine degli incontri sarà offerto un aperitivo dalla Fondazione Villa Russiz

L'ingresso è libero e gratuito.



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IN ITALIA 525 MILIONI D’EURO L’ANNO SPESI PER GUASTI ASCENSORI

IN ITALIA 525 MILIONI D'EURO L'ANNO SPESI PER GUASTI ASCENSORI

l'Italia è il Paese con il parco ascensori più anziano in Europa: circa il 40% degli impianti in funzione ha più di 30 anni e oltre il 60% non è dotato di tecnologie moderne che garantiscano un livello assoluto di sicurezza

 

In Italia ci sono circa 462mila edifici con ascensore per cui si spendono ogni anno 525 milioni di euro in manutenzione con la Liguria che registra la spesa procapite più alta (15,7 euro/abitante). È quanto risulta da una analisi di thyssenkrupp Elevator Italia, azienda specializzata in ascensori e scale mobili.

 

"L'ascensore - afferma Luigi Maggioni, amministratore delegato di thyssenkrupp Elevator Italia - è oggi il mezzo più usato al mondo: i 12 milioni di impianti esistenti sono usati da un miliardo di persone. E' stato stimato che ogni anno in Italia si accumulano 11 milioni di ore di fuori servizio. Questo significa che un ascensore sta fermo per guasti mediamente 4 giorni e mezzo all'anno. Ecco perchè – continua Maggioni - il servizio di manutenzione predittiva e preventiva per gli ascensori può ridurre del 50% i tempi di fermo impianto. Collegando in rete tutti gli ascensori è possibile monitorare da remoto lo stato di salute e intervenire tempestivamente".

 

Secondo l'analisi di thyssenkrupp elevator dopo la Liguria le regioni dove la spesa procapite in riparazioni è maggiore sono il Piemonte (11,8 euro/abitante) e il Lazio (10), seguite dalla Puglia (9,7) e dalla Lombardia (9,6). La manutenzione impatta in misura minore in Basilicata (5 euro/abitante), Veneto (5,5), Toscana e Calabria (entrambe 5,7).

 

La media della spesa procapite italiana si aggira sugli 8,5 euro, una cifra data dal fatto che il parco ascensori italiano è il più vasto, ma anche il più "anziano" in Europa. Circa il 40% degli impianti in funzione ha più di 30 anni e oltre il 60% non è dotato di tecnologie moderne capaci di garantire un livello assoluto di sicurezza agli utenti. Gli impianti installati prima del 1999 non sono dotati delle moderne tecnologie in grado di garantire il livello di sicurezza minimo richiesto dagli standard Europei (Nuova Direttiva Ascensori 2014/33/UE). Si pensi ad esempio ai sistemi di chiamata d'emergenza, ai sistemi di chiusura delle porta automatiche e al livellamento tra pavimento e cabina.

 

Liguria, Piemonte e Abruzzo sono le prime tre regioni per presenza di ascensori in Italia. Secondo un'analisi di thyssenkrupp Elevator Italia, azienda specializzata in ascensori e scale mobili, in Liguria è presente un edificio con ascensore ogni 70 abitanti, in Piemonte uno ogni 106 e in Abruzzo uno ogni 109. La Lombardia è la regione con il maggior numero assoluto di ascensori, sono oltre 80mila gli edifici che ne hanno almeno uno.

 

thyssenkrupp Elevator Italia rileva che gli ascensori più vecchi si trovano in Puglia, con una media di quasi 19 anni di età. Hanno un'età media elevata anche in Valle d'Aosta (14 anni) e Veneto (13 anni). Le regioni dove thyssenkrupp Elevator Italia ha registrato il maggior numero di interventi di manutenzione sono la Puglia con 6 interventi in media per ascensore all'anno, Lazio e Toscana con 4.

 

           

La spesa procapite per la manutenzione  degli ascensori nelle regioni italiane

 

Fonte: Dati Istat rielaborazione thyssenkrupp Elevator italia

 

 


 

 

 

La presenza di edifici con ascensori nelle regioni italiane

 

Fonte: Dati Istat rielaborazione thyssenkrupp Elevator italia

 

La presenza di edifici con ascensori nelle province italiane

 

Fonte: Dati Istat rielaborazione thyssenkrupp Elevator italia

 

La presenza di edifici con ascensori nelle città italiane

                                  Fonte: Dati Istat rielaborazione thyssenkrupp Elevator italia

 


thyssenkrupp Elevator

La divisione Elevator Technology racchiude tutte le attività del Gruppo thyssenkrupp nei sistemi di trasporto passeggeri. Con un fatturato di 7,5 miliardi di euro nell'anno fiscale 2015/2016 e clienti in 150 Paesi, thyssenkrupp Elevator è una società leader a livello mondiale nel settore ascensoristico. Con più di 50.000 dipendenti altamente qualificati, l'azienda offre prodotti innovativi  a basso consumo energetico progettati per soddisfare le esigenze di ogni cliente. La gamma di prodotti comprende sistemi elevatori per passeggeri e merci, scale e tappeti mobili, montacarichi, ponti di imbarco per gli aerei, e servizi a valore aggiunto per ogni tipologia di prodotto. Le 900 sedi dislocate in tutto il mondo forniscono una rete capillare di vendita e di servizi che garantiscono la vicinanza ai clienti.



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lunedì 13 agosto 2018

Roncadin, entra in funzione la nuova linea produttiva: oggi il primo ciclo produttivo completo con quindici lavoratori, a pieno regime sfornerà 150 mila pizze al giorno


Roncadin, entra in funzione la nuova linea produttiva: oggi il primo ciclo produttivo completo con quindici lavoratori, a pieno regime sfornerà 150 mila pizze al giorno

Nell'azienda di Meduno (PN), colpita dall'incendio dieci mesi fa, è partita la nuova linea numero 7, nello stabilimento ricostruito in tempo record di sei mesi. Dopo una fase di avviamento a bassi regimi, la linea produrrà fino a 150 mila pizze al giorno.
A fine 2018 pronta anche la linea numero 8.

Open day il 22 settembre per festeggiare un anno di ripartenza

 

 

Alla Roncadin di Meduno è arrivato il momento che tutti aspettavano da più di dieci mesi: questa mattina (lunedì 13 agosto) è entrata in funzione la linea produttiva numero 7 nel nuovo stabilimento costruito dopo l'incendio del 22 settembre scorso. Oggi alle 12 quindici dipendenti Roncadin che fanno parte del nuovo team varcheranno la soglia del nuovo stabilimento per il primo turno di completo ciclo della produzione, di sette ore giornaliere, su cinque giorni settimanali (lunedì-venerdì). Da settembre si aggiungerà un turno anche per la mattina.
«Si concretizza quello per cui, fin dal primo secondo dopo lo spegnimento delle fiamme, abbiamo lavorato senza sosta in questi mesi tutti insieme: proprietà, dipendenti e attori del territorio – commenta l'amministratore delegato Dario Roncadin –. I nostri sforzi hanno sempre avuto un unico obiettivo: ricostruire e ripartire, prima possibile. E adesso è un'emozione indescrivibile vedere le macchine che si rimettono in moto e il nuovo stabilimento che prende vita. Dopo la fase di test della scorsa settimana, si tratta ovviamente – precisa Roncadin – di una fase iniziale di collaudo, avviamento e messa a regime, tecnicamente molto delicata, che prevede un incremento graduale della produzione fino a raggiungere la capacità standard a fine settembre».

A quel punto ci sarà spazio per una grande festa, con il tradizionale open day per i familiari dei dipendenti che Roncadin ha scelto di tenere proprio il 22 settembre, ad un anno esatto dal rogo: «Quella data terribile si trasformerà così in una giornata di gioia, dedicata alla ripartenza che è stata resa possibile dallo straordinario lavoro di tutti» dichiara Dario Roncadin.

La linea produttiva numero 7 è la prima di quelle costruite per sostituire le linee 1, 2, 3 e 4 colpite dall'incendio. In questi mesi le linee superstiti, la 5 e la 6 (più recenti e performanti rispetto a quelle andate distrutte) hanno lavorato a pieno regime, 24 ore su 24 e 7 giorni su 7, per garantire i volumi di produzione necessari al proseguimento delle attività di Roncadin. In parallelo l'azienda ha proceduto con la costruzione delle nuove strutture del polo produttivo di Meduno: uno stabilimento tecnologicamente all'avanguardia concepito per ospitare le linee 7 e 8 (quest'ultima pronta a fine anno), con possibilità di ampliamento per costruire la numero 9, a partire dai primi mesi del 2019.
«La linea numero 7, a pieno regime potrà sfornare 150 mila pizze al giorno – prosegue Dario Roncadin –. Anche se non ci sono più le linee 1,2,3,4, abbiamo deciso di battezzarla con un numero progressivo rispetto alle linee esistenti, per rimarcare la nostra volontà di guardare avanti verso il futuro e, contemporaneamente, per ricordare questo momento difficile, che non è riuscito a fermarci».

Roncadin, dunque, può guardare con ottimismo ai prossimi mesi: « A ricostruzione completata ed entro un quinquennio, il nostro obiettivo è di arrivare a raddoppiare, raggiungendo circa 200 milioni di euro di fatturato e di produrre 1 milione di pizze al giorno».
Non solo, spiega sempre Dario Roncadin: «Il progetto a lungo termine è di avere un polo produttivo tecnologicamente all'avanguardia, ecosostenibile e visitabile dal pubblico, per portare nella nostra area uno sviluppo anche turistico».

 

 

Roncadin SpA con sede a Meduno (Pordenone), nasce nel 1992 per la produzione di pizza italiana di qualità per la grande distribuzione nazionale ed internazionale. Oggi in azienda lavorano oltre 500 persone e il fatturato 2018 è stato di 108 milioni di euro. Pizze e snack sono realizzati con un esclusivo metodo brevettato e con l'impiego del 100% di energia sostenibile.



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FERRAGOSTO IN ROSA AD ORSOGNA TRA VINO E MUSICA


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ORSOGNA IL 14 AGOSTO SI TINGE DI ROSA

 

Cantina Orsogna 1964 mette in scena una magica notte di degustazioni, musica e arte per tutti i wine lovers e gli appassionati del gusto
 
"Green is GlamPink!" è l'inno di questa settima edizione in omaggio alle proposte biologiche dell'Azienda

 


 
Orsogna, 6 Agosto 2018_ Cantina Orsogna 1964 svela la settima edizione della Notte Rosé, l'annuale festa itinerante all'insegna del buon vino e della femminilità in scena il 14 Agosto nel suggestivo centro storico di Orsogna, in provincia di Chieti.
 
Dalle 20.30 fino all'alba, artisti, trampolieri, musicisti e sommelier animeranno tutti i vicoli addobbati per l'occasione. Una notte di brindisi con i migliori vini rosati e non solo, proposti da Cantina Orsogna 1964 che ogni anno invita il grande pubblico alla sua festa di mezza estate dedicata ai sogni, alla femminilità, alla convivialità e al buon vino.


Lo slogan di quest'anno sarà "GREEN IS GLAMPINK"in omaggio alle nuove linee di vino biologico PATCH WINE e PIC NIC WINE, esempi glamour e innovativi di un modo di vivere etico e rispettoso dell'ambiente, da sempre caro all'Azienda, senza rinunciare al piacere. Al debutto la nuova BIGA, la prima BIRRA Italian Grape Ale BIOLOGICA a base mosto di uva Malvasia e birra BLANCHE.
 
Ce ne sarà per tutti i gusti quindi, sarà sufficiente lasciarsi guidare in questo divertente percorso suddiviso per aree tematiche proprio per agevolare il pubblico nella degustazione. Le aree dedicate saranno:
 
- i vini storici a marchio ORSOGNA WINERY
- i vini biodinamici certificati Demeter a marchio LUNARIA,
- i vini naturali biodinamici, senza solfiti aggiunti, a marchio ZEROPURO
- i vini biologici con certificazione di biodiversità a marchio VOLA VOLÈ

- i nuovi vini biologici e vegani della linea PATCH WINE e PIC NIC WINE
- gli esclusivi di Cantina Orsogna
 
Per l'edizione 2018 la Cantina ha riservato un'area ai suoi prodotti esclusivi: lo spumante con metodo ancestrale, i vini pinot grigio con il caratteristico colore ramato, il primo primitivo terre di Chieti e il progetto vini Vola Volé da fermentazione con lieviti selezionati dal polline e certificati per la biodiversità.


Non mancherà la bollicina finale con l'atteso spumante rosé in versione limited edition: solo 600 bottiglie realizzate ad hoc per questo settimo appuntamento.
 
Gli amanti della tradizione popolare, potranno invece lasciarsi affascinare dal "Teatro dei Lupi e degli Incanti" che ospiterà un racconto teatrale in musica fatto di storie di uomini e di lupi, momenti di puro folclore abruzzese con la "saltarella del fuoco" e i balli con le fate luminose.
 
>LE NOVITA' CHE STRIZZANO L'OCCHIO ALL'AMBIENTE
 
Tra le new entry troveremo quindi i PATCH WINE che sono 8 vini biologici in bottiglia "vestiti" con alcune delle texture più amate dalla moda italiana: dal classico pied de puole al denim, passando per il tartan e il tweed, fino al gessato.
 Mentre i PIC NIC WINE sono dei coloratissimi BAG IN BOX da 5 litri disponibili in 11 referenze pensati per la stagione del gusto e del divertimento "a portata di cestino", un invito a momenti di convivialità all'aria aperta, a contatto con la natura. Molto attesa la grande novità di BIGA, la prima BIRRA BLANCHE MALVASIA BIOLOGICA stile Italian Grape Ale (IGA), completamente biologica, frutto dell'esperienza e del guizzo creativo di Cantina Orsogna e  del Birrificio artigianale Mezzopasso. L'eccellenza della birra artigianale sposata all'inconfondibile tipicità di un vitigno autoctono e il risultato è tutto da assaporare.
 
L'appuntamento da segnare in agenda con Cantina Orsogna 1964 è per il 14 Agosto dalle 20.30 nel centro storico della città per la settima edizione della Notte Rosé: un brindisi sotto le stelle al rosa della vita e allo splendore della nostra Terra.




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Stay tuned!
#notterose #cantinaorsogna #greenisglampink
 
 
CANTINA ORSOGNA 1964
 
Cantina Orsogna 1964 – circa 500 soci, operativi su 1200 ettari di vigneto - è una cooperativa che nasce nell'omonimo comune, in provincia di Chieti, per volere di un gruppo di viticoltori decisi ad investire su questo territorio. Situata a 15 chilometri dal mare Adriatico e alle pendici del Parco Nazionale della Majella, l'azienda - i cui vigneti sorgono circa a 450 m sopra il livello del mare - oggi annovera i brand Lunaria, Orsogna Winery, Vola Volè e Zeropuro. Con oltre l'85% dei vigneti certificati biologici, Cantina Orsogna 1964 è attualmente il principale produttore di uva biologica in Italia. Il 35% dei vigneti è a uve biodinamiche e certificato Demeter, questo la rende un player di primo piano a livello internazionale per quanto concerne la produzione di vini biodinamici.
L'azienda oggi produce circa 1.500.000 bottiglie l'anno, con importanti margini di crescita. La base ampelografica dei vigneti è costituita dal Montepulciano per circa il 30% e la restante parte da Trebbiano d'Abruzzo, Sangiovese, Malvasia, Chardonnay e Moscato, oltre ai vitigni autoctoni Passerina, Cococciola e Pecorino. Il 60% della produzione viene esportato in 30 paesi nel mondo. Il primo mercato di riferimento è la Germania, seguito da Stati Uniti e Penisola Scandinava. L'azienda aderisce ogni anno ad iniziative a supporto della comunità locale e a tutela dell'ambiente, è inoltre attenta al rispetto dell'ambiente nella scelta dei prodotti da utilizzare.
I vini di Cantina Orsogna 1964 sono l'esatta firma di questo territorio: vigneti posizionati ad altezze spesso al confine con la neve, una natura integra, espressa nelle scelte produttive del biologico e biodinamico, uomini e donne di pazienza e coraggio, che privilegiano l'ascolto del vento e i ritmi lenti della natura.




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FISCO: SMS SALVA-CARTELLE, DUE SU TRE PAGANO ENTRO 30 GIORNI. AGENZIA RISCOSSIONE, 265 MILA ISCRIZIONI A “SE MI SCORDO”


FISCO: SMS SALVA-CARTELLE, DUE SU TRE PAGANO ENTRO 30 GIORNI

AGENZIA RISCOSSIONE, 265 MILA ISCRIZIONI A "SE MI SCORDO"

 

Quasi due contribuenti su tre, che hanno chiesto ad Agenzia delle entrate-Riscossione di ricevere un messaggio sul telefonino oppure una e-mail per ricordare le scadenze dei pagamenti, versa il dovuto entro 30 giorni. E tre contribuenti su quattro "salvano" una rateizzazione dopo essere stati avvisati del possibile rischio di decadenza.

È il bilancio del servizio SMS "Se Mi Scordo", attivo da circa 18 mesi, che consente di essere informati tramite un sms o una e-mail relativamente a irregolarità nel pagamento di un piano di rateazione (preavviso per scadenza delle rate e preavviso di imminente decadenza), ma anche sul prossimo arrivo di una cartella di pagamento, o di una comunicazione di presa in carico da parte di Riscossione di un avviso di accertamento (AVE) emesso da Agenzia delle Entrate oppure di un avviso di addebito (AVA) emesso dall'INPS. 

Ma vediamo i numeri nel dettaglio. 

LE ISCRIZIONI AL SERVIZIO. Al 30 giugno 2018 complessivamente sono 264.923 le iscrizioni al servizio SMS "Se Mi Scordo" (molti contribuenti hanno richiesto l'attivazione del servizio per più tipologie di avviso), di cui 168.408 (63,5% del totale) riguardano il promemoria via email mentre 96.515 (36,5%) il messaggio sms.

Sul totale delle iscrizioni al servizio, 114.863 (43,3%) riguardano i messaggi per le scadenze delle rateizzazioni, 101.709 (38,4%) l'arrivo di una nuova cartella o avviso e 48.351 (18,3%) le scadenze dei pagamenti della definizione agevolata.

La distribuzione territoriale degli iscritti vede il Lazio in testa, con il 24,1% del totale, seguito da Lombardia (15,2%) e Campania con il 13,8% delle iscrizioni al servizio.

SCADENZE DI PAGAMENTO. Per quanto riguarda gli alert che ricordano la decadenza di un piano di rateizzazione, il 65% di chi lo ha ricevuto ha pagato entro 30 giorni e solo 1 su quattro ha effettivamente lasciato decadere la rateizzazione, mentre per il preavviso delle scadenze di pagamento si è riscontrato che il 60% dei richiedenti il servizio ha provveduto al pagamento della rata in scadenza nei giorni successivi il messaggio.

Nel Lazio e in Campania la percentuale di pagamento entro i 30 giorni dal promemoria via sms o email è del 58%, in Lombardia sale al 64%, mentre quote ancora più elevate si registrano nelle regioni di dimensioni più piccole con picchi in Umbria (77%), Friuli Venezia Giulia (72%) e Basilicata (70%).

ARRIVO DI NUOVE CARTELLE. Il 67% di coloro che hanno attivato il servizio per essere preavvisati dell'arrivo di una nuova cartella, hanno provveduto ad attivarsi tempestivamente con un pagamento, oppure con una dichiarazione di adesione alla definizione agevolata, o con una richiesta di rateazione o attraverso una verifica presso l'ente impositore delle somme richieste. In un caso su quattro la soluzione viene trovata prima della notifica della cartella e, con alta probabilità, proprio a seguito del promemoria via sms o email.

Nel Lazio la percentuale di coloro che si attivano per definire la propria situazione a seguito del promemoria ricevuto è stata del 61,8%, in Campania sale al 66,6% mentre la Lombardia supera la media nazionale con 71,2%, preceduta solo da Puglia (71,8%), Friuli Venezia Giulia (72,9%) e dalla Basilicata (74,4%).

 

Roma, 13 agosto 2018

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