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mercoledì 24 giugno 2026

Caldo estremo, l'allarme dello psichiatra: "A rischio la salute emotiva, serve ridisegnare le città"

Caldo estremo, l'allarme dello psichiatra: "A rischio la salute emotiva, serve ridisegnare le città"

Vincenzo Barretta (centro Noesis): "Motivi fisici e chimici reali, ai quali si aggiungono il rischio isolamento e la solitudine. Bisognerebbe ridisegnare per intero città e spazi sociali".

 

NAPOLI — Non è solo una sensazione di malessere. Quando le temperature salgono, il caldo agisce sul cervello e sulla psiche attraverso meccanismi precisi, fisiologici e neurochimici. A lanciare l'allarme è Vincenzo Barretta, psichiatra e direttore scientifico del centro Noesis di Napoli, che invita ad allargare il campo: non sottovalutare l'impatto delle ondate di calore sulla salute mentale, certo, ma anche valutare le conseguenze sulla salute emotiva e comportamentale, soprattutto delle persone più fragili, in correlazione a come gli eventi meteorologici estremi impattino sempre più fortemente sulla vita e le relazioni delle persone.

«Il caldo attiva i termorecettori e induce uno stato di allarme che aumenta la produzione di cortisolo, l'ormone dello stress, e altera i neurotrasmettitori che regolano l'umore, come serotonina e dopamina» spiega Barretta. «A questo si aggiunge un sovraccarico cognitivo: per mantenere costante la temperatura corporea, l'organismo dilata i vasi e la pressione cala, generando affaticamento mentale, irritabilità, perdita di concentrazione e minore tolleranza alle frustrazioni. Le notti calde, infine, ostacolano il sonno e le sue fasi di recupero, acuendo ansia e sintomi depressivi».

L'effetto è particolarmente marcato su chi convive già con un disturbo psichico. Durante l'ondata di calore del luglio 2023, gli accessi ai pronto soccorso sono aumentati in media del 30%, con punte maggiori nelle città del Centro-Sud, un fenomeno ripresentatosi anche negli anni successivi. Uno studio pubblicato su Scientific Reports nel 2024 ha analizzato gli accessi ai pronto soccorso in Campania nelle estati dal 2016 al 2019, rilevando un aumento statisticamente significativo durante le ondate di calore, già al raggiungimento dei 39 °C di temperatura percepita.

«Le temperature estreme aumentano gli accessi al pronto soccorso per attacchi di panico e acutizzano la depressione. Nel disturbo bipolare il caldo è correlato a un incremento degli episodi maniacali, mentre nella schizofrenia e nelle psicosi, dove la capacità di termoregolazione è ridotta, possono aumentare gravità dei sintomi, ricoveri e persino la mortalità» avverte lo psichiatra. «C'è poi un nodo spesso ignorato: alcuni psicofarmaci come litio, antipsicotici e antidepressivi ostacolano la sudorazione o inibiscono lo stimolo della sete, aumentando il rischio di disidratazione. Nei mesi più caldi serve una supervisione medica per eventuali aggiustamenti di dosaggio».

Ma per Barretta il problema non si esaurisce nei meccanismi neurochimici e nelle interazioni farmacologiche. C'è una dimensione che la cronaca dell'emergenza estiva tende a trascurare, e che invece pesa quanto i gradi sul termometro.

«Ai motivi fisici e chimici, che sono reali e documentati, si aggiunge un fattore che chiamerei ambientale nel senso più ampio: il rischio di isolamento e di solitudine» spiega lo psichiatra. «Il caldo svuota gli spazi pubblici, costringe in casa chi è più fragile, interrompe le relazioni quotidiane, e questo sulla salute emotiva e comportamentale dell’individuo pesa eccome. L'anziano che non esce, la persona con un disturbo psichico che salta gli appuntamenti, chi vive solo e smette di vedere qualcuno per giorni: sono tutte situazioni in cui il caldo non agisce solo sul corpo, ma erode la rete di contatti che tiene insieme una persona. E l'isolamento, lo sappiamo, è esso stesso un fattore di rischio per la salute».

È qui che, secondo Barretta, l'approccio puramente sanitario mostra i suoi limiti. «Ogni estate ci attrezziamo per resistere: bollettini, numeri verdi, raccomandazioni a bere e a stare all'ombra. Sono misure necessarie, ma restano una risposta d'emergenza a un problema che ormai è strutturale. Continuiamo a trattare il caldo come un evento eccezionale, quando è diventato una condizione ricorrente con cui dovremo convivere per decenni». La proposta dello psichiatra sposta il piano del discorso dalla medicina all'urbanistica. «Bisognerebbe ridisegnare per intero le città e gli spazi sociali. Penso all'ombra come a un bene pubblico da progettare, non lasciato al caso: alberature vere, verde diffuso, percorsi che permettano di muoversi senza esporsi. Penso a luoghi di socialità accessibili e freschi, dove chi è solo possa continuare a incontrare gli altri anche quando il termometro sale. Penso a una città che protegga la salute emotiva e comportamentale dei suoi abitanti più fragili invece di costringerli a rinchiudersi».

Una visione che intreccia salute mentale, politiche climatiche e progettazione degli spazi. «La salute non si difende solo in ambulatorio» conclude Barretta. «Si difende anche con un albero piantato nel posto giusto, con una piazza che resta vivibile a luglio, con servizi territoriali capaci di raggiungere le persone a casa prima che finiscano in pronto soccorso. Il punto non è più resistere all'estate un anno dopo l'altro, ma progettare luoghi in cui, anche quando fa caldo, si possa stare bene».


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Guerra in Iran: L’ America annuncia ritiri limitati dal Libano, i negoziatori continuano il loro percorso per attuare le varie fasi dell’accordo .

Sebbene in medio oriente le difficoltà della guerra Tra Iran-Israele e America potrebbero minare i colloqui di pace i negoziatori con a capo Vance - Ghalibaf ed il Primo Ministro Pakistano tirano dritto per raggiungere un risultato definitivo per la stabilizzazione dell’area.

Fonti diplomatiche riferiscono che le delegazioni iraniana e statunitense terranno un incontro d’emergenza in Svizzera, a margine dei negoziati in corso, per affrontare l’escalation delle tensioni in Libano. Al centro del confronto vi saranno i recenti attacchi israeliani sul territorio libanese e il loro impatto sulla stabilità regionale. Secondo diverse fonti, la questione libanese è diventata uno dei temi principali dei colloqui tra Washington e Teheran.

La cessazione delle operazioni militari che veniva previsto dal punto 1 dei 14 punti del memorandum che indicava che: “Gli Stati Uniti e l'Iran e i loro alleati nella guerra attuale dichiarano l'immediata e permanente cessazione delle operazioni militari su tutti i fronti, incluso in Libano, e si impegnano d'ora in poi a non avviare alcuna guerra o operazione militare l'uno contro l'altro, e ad astenersi dalla minaccia o dall'uso della forza l'uno contro l'altro, e a garantire l'integrità territoriale e la sovranità del Libano” ha determinato delle schermaglia di identità domenica 21 Giugno che hanno visto lasciare l’aula dai negoziatori iraniani che si sono visti traditi all’interno di un percorso già firmato nei giorni scorsi.

Il portavoce del Ministero degli affari esteri iraniano Baghaei ha sottolineato che l'obiettivo principale della delegazione iraniana in questi negoziati è garantire l'attuazione dei 14 impegni assunti dagli Stati Uniti nei confronti dell'Iran." La violazione del primo punto avrebbe messo in discussione l'intero accordo, a meno che l'altra parte non adotti definitivamente misure necessarie e stiamo parlando di Israele che ancora oggi mantiene le sue posizioni in Libano. Nel merito occorre puntualizzare che l’atteggiamento di Trump non ha favorito le cose e la sua dichiarazione bellicistica collegata alla non capacità missilistica di Theran, secondo Trump è stata distrutta per l’84-85 % della sua capacità. Ponendo l’Iran in posizione di difetto come stato perdente nei negoziati.

Ma quello che preoccupa è la posizione sul Libano di Trump e le sue dichiarazioni:” Sono deluso che Israele non riesca a eliminare Hezbollah. ‏Non possono fare nulla senza demolire edifici. ‏ Sono vicino a consegnare il fascicolo di Hezbollah alla Siria perché farà un lavoro più preciso”. Una accettazione chiara di quello che stà succedendo nell’area a sud del Libano che funge da comando per le operazioni Israeliane. Secondo le ammissioni di Trump notiamo una alienazione fuori dalla reale situazione. “L'Iran deve immediatamente impedire ai suoi proxy ben pagati in Libano di causare problemi. Se non lo faranno, colpiremo di nuovo l'Iran molto duramente, proprio come abbiamo fatto la settimana scorsa, solo più duramente!!”. Parole che hanno il sapore di una guerra nel pieno dei negoziati.

In America il 61 % non vuole la guerra e sembra che solo Vance se ne sia accorto. Le dichiarazioni di Obama pongono il dilemma di una situazione americana peggiorata. L'ex presidente degli Stati Uniti: Siamo entrati in una guerra, abbiamo speso miliardi di dollari, abbiamo messo molta pressione sul nostro esercito e molte persone hanno perso la vita. Sembra che siamo tornati di nuovo al punto in cui eravamo prima dell'inizio della guerra, con la differenza che forse la situazione è un po' peggiore. Il New York Times, riferendosi agli alti costi della guerra contro l'Iran per gli Stati Uniti e Secondo Moody's Analytics, analizza il costo della guerra per i contribuenti e i consumatori americani che sembra essere stimato in almeno 132 miliardi di dollari. Questa cifra include i costi militari, l'aumento dei prezzi dell'energia e delle materie prime, nonché i tassi di interesse.

Il Proxy americano in medio oriente, Israele, secondo un'indagine di Al Jazeera e un'analisi di esperti rivelano stà ridisegnando i confini concordati nell'ambito degli accordi di cessate il fuoco nella Striscia di Gaza, in Libano e in Siria per imporre zone cuscinetto non annunciate. Dopo che Netanyahu ha annunciato di rafforzare la sua presenza in Siria: L'occupazione nemica israeliana installa torri di guardia, telecamere di sorveglianza e dispositivi di monitoraggio sulla cima di Tell Ahmar nella campagna siriana di Quneitra. Israele è determinato a combattere in Libano secondo il Capo di Stato Maggiore dell'esercito israeliano. Tesori storici e siti archeologici risalenti all'era a.C. a Yater e Wadi Maryamin, situati nel distretto di Bint Jbeil nel sud del Libano, sono stati gravemente danneggiati da attacchi aerei israeliani. Le antichità distrutte includono tombe antiche, sculture, bacini, presse e strutture residenziali che abbracciano i periodi cananeo, romano e siriaco.

Dopo la firma del memorandum le forze israeliane hanno aperto il fuoco contro i civili e l'esercito libanese mentre entravano nella città di Hadatha nel sud del Libano. Negli ultimi 24 ore, gli israeliani hanno attaccato il sud del Libano 18 volte. Un bombardamento israeliano con fosforo bianco ha colpito la città di Kafr Tibnit, nel sud del Libano, mentre le forze dell'esercito di occupazione tentavano di avanzare.

Secondo Hezbollah ed alla luce delle accuse che il nemico israeliano continua a promuovere riguardo alle affermazioni che lo stesso abbia violato l'accordo di cessate il fuoco, nel tentativo di giustificare la sua continua aggressione contro il Libano e i massacri che sta commettendo contro i civili, L'Ufficio per le Relazioni con i Media di Hezbollah afferma che queste accuse sono completamente infondate e rientrano nel quadro degli sforzi continui del nemico per ingannare l'opinione pubblica, nonché del suo tentativo chiaro e palese di sabotare l'accordo tra la Repubblica Islamica dell'Iran e gli Stati Uniti d'America. Il numero di violazioni e attacchi israeliani documentati dalla mattina di venerdì ha superato i 300 incidenti di aggressione, inclusi attacchi aerei di aerei da guerra e droni, bombardamenti di artiglieria di vario calibro e il lancio di munizioni al fosforo contro più di 25 città e villaggi, inclusa la città di Nabatieh. Questi attacchi hanno provocato il martirio di oltre 111 persone e il ferimento di altre 176.

Di conseguenza, la piena responsabilità ricade sull'occupazione israeliana, i cui funzionari dichiarano ripetutamente e pubblicamente il loro rifiuto degli accordi esistenti e la loro riluttanza a ritirarsi dal territorio libanese occupato. Tutti i paesi e i funzionari, primo fra tutti gli Stati Uniti d'America, devono esercitare pressioni sull'entità occupante per costringerla a implementare gli accordi e cessare i suoi attacchi, invece di indirizzare accuse in ogni direzione. Hezbollah afferma che il Libano, il suo popolo e la sua Resistenza hanno il diritto di difendere la loro terra e la loro sovranità di fronte agli attacchi e alle violazioni israeliani in corso.

Nell’ambito del percorso negoziale che continua e si è svolto in sede separata presso un Hotel svizzero dopo le minacce di Trump, è stata prodotta una bozza di esenzione temporanea dalle sanzioni imposte al petrolio iraniano che è stata completata. La questione del Libano è stata al centro delle negoziazioni di oggi, e ha ricevuto più attenzione di qualsiasi altra questione nei meeting bilaterali, multilaterali e principali. Le altre clausole del memorandum d'intesa non entreranno in vigore fino a quando non sarà stata presa una decisione sulla fine della guerra in Libano.

In tal senso il Libano è stato informato dalla parte americana che Israele effettuerà ritiri limitati dal sud del Libano come gesto di buona volontà in vista del round di negoziati La delegazione iraniana sta lasciando la Svizzera e tra i principali progressi che sono stati raggiunti: Israele è stato costretto ad accettare di ritirarsi parzialmente dalle zone in Libano e di consegnarle all'esercito libanese. Il vicepresidente statunitense JD Vance ha dichiarato che sono stati compiuti "progressi molto significativi" nei negoziati con l'Iran, aggiungendo che è stato elaborato un meccanismo volto a garantire la continuità della navigazione attraverso lo Stretto di Hormuz.

Secondo la notizia che l’l'Iran avrebbe accettato l'invito a consentire visite degli ispettori dell'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica (AIEA). L'Iran respinge le affermazioni dell'amministrazione Trump riguardo a nuovi impegni con l'AIEA. Il portavoce del Ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baghaei, ha dichiarato che la cooperazione con l'AIEA continuerà nell'ambito del quadro esistente e in conformità con le decisioni prese dal parlamento iraniano e dal Consiglio Supremo di Sicurezza Nazionale. Ha sottolineato che l'Iran non ha assunto nuovi impegni riguardo alle ispezioni dell'AIEA e ha affermato che i partecipanti ai colloqui USA-Iran durati 18 ore in Svizzera hanno confermato che il dossier nucleare iraniano non è stato discusso e che non sono stati assunti nuovi impegni.

È stato inoltre annunciato un meccanismo destinato a monitorare e sostenere il cessate il fuoco in Libano tra Israele e Hezbollah. Il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti ha ufficialmente emesso una deroga alle sanzioni di 60 giorni sul petrolio iraniano, i prodotti petrolchimici e il gas che sarà ora in vigore fino al 21 agosto, con possibile estensione fino a quando i negoziati continueranno e verrà raggiunto un accordo finale

giovedì 18 giugno 2026

Amianto. Muore di mesotelioma dopo aver lavorato nelle Officine ferroviarie di Foggia: dopo 17 anni la famiglia ottiene giustizia definitiva

Uploaded ImageMuore di mesotelioma dopo aver lavorato nelle Officine ferroviarie di Foggia: dopo 17 anni la famiglia ottiene giustizia definitiva

La Corte di Cassazione conferma la condanna delle Ferrovie dello Stato. 

Oltre un milione di euro alla famiglia.

 

18 giugno 2026 - Ci sono voluti diciassette anni dalla morte di Rocco A. e oltre undici anni di battaglia giudiziaria perché la sua famiglia ottenesse una verità definitiva.

La Corte di Cassazione ha confermato la condanna a carico delle Ferrovie dello Stato per la morte dell'ex ferroviere delle Officine Grandi Riparazioni (OGR) di Foggia, esposto all'amianto durante il lavoro e deceduto il 28 marzo 2009 a causa di un mesotelioma.

Una vicenda che non racconta soltanto una tragedia professionale, ma anche il lungo percorso di una famiglia costretta ad affrontare anni di processi per vedere riconosciute responsabilità già accertate dalla magistratura.

Rocco A., nato a Orta Nova e residente a Foggia, aveva lavorato alle dipendenze di RFI tra il 1969 e il 1971 come aggiustatore meccanico nella manutenzione dei rotabili ferroviari, intervenendo su motori, tubazioni, impianti elettrici e componenti che contenevano amianto. Le lavorazioni venivano svolte in ambienti privi di adeguata aerazione e senza efficaci misure di protezione, con una continua dispersione di polveri e fibre nell'aria. Nel dicembre 2006 arrivarono i primi segnali della malattia. Dopo la diagnosi di mesotelioma, il decorso fu rapido e drammatico. Il 28 marzo 2009 Rocco morì all'età di 68 anni, lasciando la moglie e due figli. Da quel momento iniziò una lunga battaglia per ottenere giustizia. Nonostante l'INAIL avesse riconosciuto fin da subito l'origine professionale della malattia, la famiglia ha dovuto affrontare un articolato percorso giudiziario per vedersi riconoscere integralmente i danni subiti.

Nel corso degli anni la magistratura ha riconosciuto sia il danno sofferto direttamente dal lavoratore sia quello subito dai familiari per la perdita del proprio congiunto. Le diverse pronunce hanno portato al riconoscimento di circa 200 mila euro per i danni della vittima e di circa 850 mila euro per il danno da lutto patito dalla moglie e dai figli. Nel frattempo, però, la vedova è deceduta senza poter assistere alla conclusione definitiva della vicenda. Sono stati i due figli, oggi cinquantenni, a proseguire fino all'ultimo una battaglia iniziata insieme ai genitori, portando avanti la memoria del padre e la ricerca della verità.

La decisione della Corte di Cassazione assume un valore particolarmente importante perché rende definitiva la condanna e chiude una vicenda giudiziaria che rappresenta uno dei casi simbolo dell'esposizione all'amianto nel settore ferroviario. «Questa sentenza restituisce dignità a una famiglia che ha atteso troppo tempo per ottenere giustizia e conferma ancora una volta le responsabilità legate all'esposizione all'amianto nei luoghi di lavoro. È una decisione importante non solo per i familiari di Rocco, ma anche per tutti coloro che hanno lavorato nelle Officine Grandi Riparazioni di Foggia e per le loro famiglie», dichiara l'Avv. Ezio Bonanni, Presidente dell'Osservatorio Nazionale Amianto e legale dei familiari. La vicenda rappresenta una delle tante storie che testimoniano il prezzo pagato da centinaia di lavoratori esposti all'amianto nel comparto ferroviario, che continua a essere pagato anche dalle loro famiglie.

L’ONA ha aperto uno sportello di Assistenza Legale per le vittime nelle Ferrovie attraverso il sito https://www.osservatorioamianto.it o il numero verde 800 034 294.

Ragusa: Terzo Forum sulle stragi in Italia, la strage di Ustica e i terrorismi degli anni 80

Si svolgerà a Ragusa venerdì 26 giugno 2026 dalle ore 14,30 il terzo appuntamento dedicato alla storia delle stragi in Italia, oggetto del forum la strage di Ustica e i terrorismi degli anni 80. Ad organizzare l’evento il laboratorio degli annali diretto dal Prof. Carlo Ruta con la direzione tecnica di Giovanna Corradini responsabile dell’area multimediale. Lo stage di Ustica come ben sappiamo ha avuto tanti risvolti che si sono susseguiti per più di venti anni nelle aule dei tribunali ma sembra che ad oggi quello che è successo il 27 giugno del 1980 ad un Dc9 dell’Itavia numero di volo IH870 che si è trovato per sua sfortuna nei cieli del basso mar tirreno dove era in atto una guerra aerea.

L’aereo decollato da Bologna era diretto a Palermo e precipita in mare al largo dell’isola di Ustica e muoiono 81 persone tra cui i membri dell’equipaggio e i passeggeri. Tre settimane più tardi, sulla Sila, altopiano dell’appennino calabro, vengono ritrovati i resti di un aereo militare libico, un Mig 23. Le indagini sono andate per le lunghe tra mascherate soppressioni di prove a tutti i livelli istituzionali e pulitura della scatola nera. Solo una telefonata anonima quella del 6 maggio 1988 fatta a Rai 3 pone il dubbio sulla verità L’uomo al telefono si qualifica come “aviere in servizio a Marsala la sera dell'evento della sciagura del DC-9” e di quei tracciati dice: “Noi li abbiamo visti perfettamente. Soltanto che il giorno dopo, il maresciallo responsabile del servizio ci disse praticamente di farci gli affari nostri e di non avere più seguito in quella vicenda. La verità è questa: ci fu ordinato di starci zitti”.

A parlarne nel forum di Venerdì 26 giugno 2026 il prof. Carlo Ruta direttore del laboratorio degli annali di Ragusa che attuerà la sua relazione di base sui fatti storici, seguiranno nell’ordine Giuseppe Lumia già Presidente della Commissione Parlamentare d’inchiesta sul fenomeno delle Mafie, Stefania Limiti Giornalista saggista ed esperta dello stragismo Italiano, Stefania Campo Deputata all’Assemblea Regionale Siciliana, Corredo De fecondo Luogo Tenente in congedo della Guardia di Finanza, Corrado Fianchino ingegnere già docente dell’Università di Catania. Modererà l’incontro Gianluca Floridia Operatore Sanitario e Volontario Civile. L’evento sarà trasmesso in diretta via Facebook attraverso AMLAB (Area Multimediale degli annali di Storia).

mercoledì 17 giugno 2026

Inaugurazione NOTTI DI CINEMA A PIAZZA VITTORIO, XXVI edizione (18 giugno - ore 21:15)

Testo alternativo

NOTTI DI CINEMA A PIAZZA VITTORIO
Giovedì 18 giugno l'inaugurazione della 26ª edizione

 

Si alza il sipario sulla 26ª edizione di Notti di Cinema a Piazza Vittorio, la storica arena cinematografica dell'Esquilino e uno degli appuntamenti culturali più attesi dell'estate romana.

L'inaugurazione ufficiale si terrà giovedì 18 giugno alle ore 21:15 presso i Giardini Nicola Calipari di Piazza Vittorio, alla presenza di Leandro Pesci, Presidente di ANEC Lazio, Federico Mollicone, Presidente della Commissione Cultura della Camera dei Deputati, Sabrina Alfonsi, Assessora all'Agricoltura, Ambiente e Ciclo dei rifiuti di Roma Capitale e Erika Battaglia, Presidente della Commissione Capitolina Permanente XI - Scuola, Lavoro e Cultura.

A seguire sarà proiettato Una battaglia dopo l'altra di Paul Thomas Anderson, film vincitore di sei Premi Oscar, tra cui Miglior Film e Miglior Regia, scelto per aprire simbolicamente una nuova stagione di cinema sotto le stelle nel cuore della Capitale.

Notti di Cinema a Piazza Vittorio accompagnerà il pubblico per tutta l'estate, fino al 20 settembre, con una ricca programmazione di film, incontri con autori e protagonisti del cinema italiano, eventi culturali e appuntamenti speciali.

Greenwashing e sostenibilità verificabile: B Lab presenta i nuovi standard globali

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Contro il greenwashing, B Lab alza l’asticella della sostenibilità: arrivano i nuovi standard globali e l’Italia è tra i primi Paesi a testarli

 

Nel ventesimo anniversario del movimento B Corp, Xenia e NATIVA sono tra le prime nove aziende al mondo a ottenere la certificazione secondo i nuovi standard B Lab, sviluppati in quattro anni di consultazione internazionale per rafforzare trasparenza, responsabilità e verifica indipendente dell’impatto.

 

17 giugno 2026In un momento in cui la sostenibilità aziendale è sempre più sotto esame e il rischio di greenwashing spinge molte organizzazioni a ridurre o rendere più prudenti le proprie comunicazioni ambientali, B Lab sceglie una strada diversa: rendere gli standard più rigorosi, misurabili e verificabili.

Nel ventesimo anniversario del movimento B Corp, l'organizzazione non profit che promuove modelli di business orientati al beneficio comune, presenta la revisione più profonda mai realizzata della certificazione B Corp. I nuovi standard globali, sviluppati attraverso quattro anni di confronto con imprese, società civile, mondo accademico e decisori pubblici, introducono requisiti minimi di performance verificati indipendentemente in sette aree di impatto, dai diritti umani all'azione climatica, con obiettivi obbligatori di miglioramento nel tempo.

«Una grande leadership non si definisce in base a ciò che un'azienda dice, ma da ciò di cui è disposta ad assumersi la responsabilità», afferma Clay Brown, Chief Standards Officer di B Lab. «La sfida che ci attende è più grande di qualsiasi singola azienda. La prova decisiva di questo decennio è se le imprese riusciranno ad andare oltre l'azione individuale e ad alzare collettivamente l'asticella sulle questioni che contano di più per le persone e il pianeta.»

«Siamo lieti di celebrare le B Corp Xenia e NATIVA, prime in Italia a certificarsi secondo i nuovi standard B Lab e ad aprire la strada a una misurazione sempre più rigorosa dell’impatto», afferma Veronica Fervier, Country Manager di B Lab Italia. «Il vero passo avanti non è solo misurare il proprio impatto, ma riconoscere che ogni scelta aziendale è intrecciata con il futuro delle persone e del pianeta. Le B Corp che scelgono di mettersi in gioco con i nuovi standard dimostrano che la leadership oggi significa assumersi responsabilità condivise e contribuire, insieme, a riscrivere le regole dell’economia in chiave più equa, inclusiva, rigenerativa e soprattutto interdipendente.»

A testimoniare la portata di questo cambiamento, un primo gruppo di aziende in Europa e Nord America ha ottenuto la certificazione B Corp secondo gli Standard globali recentemente rivisti da B Lab — la revisione più significativa della certificazione nella sua storia. Tra queste figurano due realtà italiane: Xenia, gruppo alberghiero quotato su Euronext Growth Milano e già Società Benefit, e NATIVA, società di consulenza specializzata in sostenibilità, rigenerazione e creazione di valore.

Secondo B Lab, la sfida non è più limitata alle singole azioni aziendali, ma riguarda la capacità delle imprese di assumersi responsabilità condivise rispetto alle grandi questioni ambientali e sociali del nostro tempo. I nuovi standard nascono proprio con questo obiettivo: spostare il dibattito dalla comunicazione delle intenzioni alla dimostrazione dei risultati.

L'importanza dei nuovi standard emerge anche dal loro allineamento con la direttiva europea Empowering Consumers for the Green Transition, nata per contrastare dichiarazioni ambientali poco fondate e pratiche potenzialmente ingannevoli verso i consumatori. In questo contesto, la certificazione B Corp punta a offrire un modello basato su trasparenza, evidenze e verifica indipendente.

«I nuovi standard B Corp definiscono un punto di riferimento sempre più sofisticato per le organizzazioni impegnate a operare con trasparenza, responsabilità e risultati verificabili», afferma Ercolino Ranieri, Amministratore Delegato di Xenia. «Xenia ha scelto di adottarli sin dal momento in cui sono stati introdotti, in linea con il suo ruolo di Benefit Corporation quotata in borsa, per la quale la misurazione dell'impatto è parte integrante sia delle operazioni aziendali che del processo decisionale. Far parte della prima coorte di aziende certificate conferma questa direzione e il nostro impegno a creare valore per tutti gli stakeholder, in modo misurabile, trasparente e soggetto a verifica indipendente.»

«Fin dal 2013 abbiamo creduto nell’importanza e nel valore del movimento globale delle B Corp. Ora che gli standard sono diventati ancora più completi, continueremo a diffonderli e ad aiutare le imprese ad adottarli, come strumento di crescita e miglioramento continuo.» - hanno dichiarato Eric Ezechieli & Paolo Di Cesare - Co-founder di NATIVA.

L'Italia tra i Paesi più dinamici del movimento B Corp

L'ingresso di due aziende italiane nella prima coorte certificata rafforza il ruolo dell'Italia all'interno del movimento B Corp. Nel 2025 il numero di B Corp italiane è cresciuto del 23%, raggiungendo 374 aziende; oggi sono 389, impiegano oltre 41.000 persone e generano un fatturato superiore a 23,5 miliardi di euro.

Secondo B Lab Italia, questo risultato segnala come la sostenibilità verificabile stia diventando sempre più un elemento competitivo e non più una semplice iniziativa volontaria.

Le nove aziende pioniere

Sei paesi, oltre 20 mercati operativi, clienti in più di 50 paesi nel mondo: questo il perimetro della prima coorte certificata secondo i nuovi Standard.

         Xenia (Italia) — gruppo alberghiero fondato nel 1992, Società Benefit quotata su Euronext Growth Milano, gestisce la catena Phi Hotels in tutta Italia.

       NATIVA (Italia) - società di consulenza che opera in Italia dal 2010; supporta le aziende ad adottare modelli che mettono al centro sostenibilità e creazione di valore; lavora per creare ecosistemi per un impatto positivo; opera in Italia e in Brasile.

         Bolsius (Paesi Bassi) — produttore di profumi per la casa a conduzione familiare dal 1870, leader di mercato in Europa, venduto in oltre 50 paesi, in transizione verso cere vegetali e imballaggi riciclati.

         Ricola (Svizzera) — pastiglie alle erbe a conduzione familiare dal 1930, erbe da una rete di agricoltori svizzeri, venduta in più di 40 paesi.

         Lumene (Finlandia) — gruppo di bellezza nordico dal 1970, ingredienti artici riciclati da scarti dell'industria forestale e alimentare.

       Merkur Andelskasse (Denmark): Banca cooperativa socialmente responsabile, fondata nel 1982; di proprietà dei soci; finanzia progetti a beneficio della società e dell'ambiente.

         Rituals (Paesi Bassi) — cosmetici per la casa e per il corpo dal 2000, ricariche per tutte le collezioni, presente in più di 30 paesi.

         Wanderlust Life (Regno Unito) — studio di gioielleria di proprietà di donne dal 2013, pezzi fatti a mano sulla costa del Devon con oro e argento riciclati.

         Enharmonic Encounters (Stati Uniti) — servizi di traduzione e interpretariato di proprietà di persone di colore dal 2022, membro di 1% for the Planet.


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Vent'anni di B Corp: dalla visione alla trasformazione del mercato

Nato nel 2006 con 81 aziende pioniere, il movimento B Corp conta oggi oltre 10.800 aziende certificate in 102 Paesi e 163 settori, per più di un milione di lavoratori coinvolti. In vent'anni, il principio secondo cui un'impresa debba creare valore per tutti gli stakeholder e non soltanto per gli azionisti è passato da idea innovativa a riferimento normativo in decine di giurisdizioni nel mondo.

I numeri dell'Impact Report del 20° anniversario parlano chiaro: se tutte le aziende adottassero pratiche ambientali e climatiche allo stesso ritmo delle B Corp, l'aumento della temperatura globale potrebbe essere ridotto di 0,5 °C entro il 2100 — un contributo significativo all'Accordo di Parigi. E durante la pandemia di COVID-19, oltre il 95% delle B Corp ha continuato a operare, contro l'88% delle aziende comparabili: la prova che la governance degli stakeholder non è solo una scelta etica, ma anche una leva di resilienza e competitività.

In un'epoca in cui il mercato richiede prove concrete delle performance ambientali e sociali, i nuovi standard B Lab rappresentano un tentativo di rispondere alla crescente domanda di accountability e di contrastare il rischio di greenwashing attraverso criteri sempre più rigorosi, pubblici e verificabili.


Informazioni su B Lab: B Lab™ è l'organizzazione no profit alla base del movimento B Corp. Crea standard, politiche, strumenti e programmi per reinventare il capitalismo e costruire un nuovo sistema economico a beneficio delle persone e del pianeta. Ad oggi, la comunità B Corp conta oltre 10.800 aziende certificate in 102 paesi e 163 settori, che impiegano complessivamente più di un milione di persone. 

Informazioni su B Lab Italia: Parte del network non profit globale B Lab, B Lab Italia ha come obiettivo la ridefinizione del concetto di successo nel business attraverso la creazione di una comunità di aziende impegnate, la sensibilizzazione e la crescita della consapevolezza sul movimento B Corp e l'influenza sul cambiamento dell'economia italiana. 

Informazioni sulla certificazione B Corp: Le aziende certificate B Corp hanno dimostrato di soddisfare gli standard di B Lab in materia di performance sociale e ambientale, trasparenza e responsabilità. Gli standard costituiscono il fondamento dei requisiti per la certificazione e degli strumenti di gestione dell'impatto di B Lab.

Marketing, svelata la classifica delle 30 migliori aziende in Italia che si distinguono per la qualità della leadership

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MARKETING, SVELATA LA CLASSIFICA DELLE 30 MIGLIORI AZIENDE IN ITALIA CHE SI DISTINGUONO PER LA QUALITÀ DELLA LEADERSHIP

Great Place to Work Italia, ascoltando le opinioni espresse da oltre 81mila collaboratori di 126 organizzazioni italiane, ha stilato la prima edizione del ranking Best Workplaces For Trusted Leadership 2026 che premia le 30 migliori realtà lavorative che si distinguono per l’efficacia e l’affidabilità della propria leadership. 

Realtà d’eccellenza in cui lindicatore che misura la qualità dei comportamenti di leadership all'interno dell’organizzazione si attesta all'85%, con una differenza di ben 43 punti percentuali nel confronto con il dato della norma italiana (42%). 

Tra le organizzazioni con oltre 500 collaboratori trionfano Hilton, Bending Spoons e Cisco, mentre tra quelle che hanno tra i 100 e i 499 collaboratori spiccano Jet HR, Fenix Pharma e Quantyca. “Le aziende e i leader che investono sulla cultura aziendale propagano l’effetto virtuoso con un impatto su tutti gli aspetti organizzativi. Tutto parte dall’esempio e dai comportamenti della leadership, elementi che contribuiscono a creare ambienti di lavoro eccellenti” dichiara Beniamino Bedusa, presidente di Great Place to Work Italia

Le organizzazioni che si distinguono per l’efficacia e l’affidabilità della propria leadership ottengono performance straordinarie indipendentemente dalle dimensioni, dal settore o dall'area geografica. È quanto emerge dalla prima edizione del ranking Best Workplaces for Trusted Leadership, stilato da Great Place To Work, società leader nell’analisi della employee experience, ascoltando il parere espresso da oltre 81mila collaboratori di ben 126 organizzazioni italiane, suddivise in 2 categorie in base al numero di collaboratori (tra 100 e 499 e oltre 500). Analizzando nel dettaglio il ranking, basato sui risultati del Great Place To Work Trust Index, emerge un dato inequivocabile: il Leadership Index, l'indicatore che misura la qualità dei comportamenti di leadership all’interno di un’organizzazione, raggiunge quota 85% nelle realtà d’eccellenza, contro una norma italiana, calcolata come valore medio fatto registrare dalle aziende italiane sui principali indicatori di Great Place To Work, ottenuto tramite il report European Workforce Study, che si ferma al 42% (+43%).

 L’esempio e i comportamenti virtuosi della leadership contribuiscono a creare ambienti di lavoro eccellenti. I maggiori gap tra le aziende great place to work e la norma italiana si registrano in alcune aree specifiche che compongono l’indice di leadership, tra cui: la capacità di guidare i dipendenti dando l’esempio (Lead by example), misurata in termini di coerenza e affidabilità manageriale, che registra l’84% nelle best contro il 37% della norma nazionale (+47%), la capacità di creare partecipazione mediante il coinvolgimento decisionale e l’ascolto attivo (81% contro il 35%, +46%) e la trasparenza (86% contro il 39% registrato dalla media italiana, +47%), intesa come imparzialità ed etica manageriale.

Uploaded ImageI manager dei migliori ambienti di lavoro si distinguono, infatti, per l'eccezionale capacità di creare un ambiente di fiducia, partecipazione e crescita condivisa. “Le aziende e i leader che investono sulla cultura aziendale propagano l’effetto virtuoso con un impatto su tutti gli aspetti organizzativi – commenta Beniamino Bedusa, presidente di Great Place to Work Italia. In questo modo riescono ad ottenere performance straordinarie e risultati eccellenti nella maggior parte delle le metriche interne, indipendentemente dalle dimensioni, dal settore o dall'area geografica dell’azienda. 

Tutto parte dall’esempio e dai comportamenti della leadership, elementi che contribuiscono a creare ambienti di lavoro eccellenti”. Il Trust Index misura infatti la fiducia che hanno i collaboratori nella direzione e nei responsabili in relazione alla chiarezza della visione, alla competenza del management, all'accessibilità dei leader e all'interesse autentico per le persone, valorizzando chi adotta comportamenti chiave come la comunicazione trasparente e il riconoscimento del lavoro svolto.

Ma quali sono le migliori realtà italiane in termini di leadership? Per la categoria delle aziende con oltre 500 collaboratori, il gradino più alto del podio è occupato da Hilton, società leader nel settore dell'ospitalità con un portafoglio di 22 marchi di livello mondiale che comprende quasi 7.400 proprietà e oltre 1,1 milioni di camere, in 124 paesi e territori. “In Hilton, il nostro modello di leadership si basa su una semplice convinzione: l’ospitalità parte dalle nostre persone – dichiara David Kelly, Senior Vice President Continental Europe Hilton – Ciò che lo contraddistingue è che ci aspettiamo che i leader non si limitino a perseguire i risultati, ma che creino fiducia, legami e opportunità. La nostra presenza globale ci garantisce coerenza e forza, mentre i nostri leader locali danno vita alla nostra cultura in modi personali, pertinenti e affidabili. 

Per noi, leadership significa creare un ambiente in cui ogni membro del team si senta apprezzato, ascoltato e incoraggiato a dare il proprio contributo, in modo da poter crescere, creare esperienze eccezionali per i nostri ospiti e per i colleghi e costruire un futuro significativo”. Segue Bending Spoons, una delle principali aziende europee nel settore dell'information technology. “La nostra leadership si fonda sulla meritocrazia, sulla trasparenza radicale e sulla massima assunzione di responsabilità – spiega Luca Ferrari, CEO di Bending Spoons – I membri di Bending Spoons operano con ampia autonomia e responsabilità diretta, guidati da standard di eccellenza fuori dal comune. Da noi, i contributi vengono riconosciuti, la responsabilità si conquista attraverso la competenza e la crescita deriva dall’affrontare sfide ambiziose al fianco di colleghi eccezionali.” Chiude il podio Cisco, leader mondiale nelle tecnologie che trasformano il modo con cui le persone si connettono, comunicano e collaborano, attraverso reti intelligenti e architetture che integrano prodotti, servizi e piattaforme software. Completano il ranking: AbbVie (biotecnologie e farmaceutica), TP (servizi professionali), ConTe.it (servizi finanziari e assicurazioni), Micron Technology (manifattura e produzione), Esprinet (IT), Open Fiber (telecomunicazioni), Verisure (servizi professionali), Mondelez (manifattura e produzione), UNOX (manifattura e produzione), Salesforce (IT), KIABI (retail) e Agos (servizi finanziari e assicurazioni).

Guardando invece alle organizzazioni tra i 150 e i 499 collaboratori, domina la vetta Jet HR, innovativa startup in ambito HR Tech, che con la sua piattaforma digitale sta rivoluzionando la gestione del personale e delle buste paga attraverso l'automazione, con la precisa missione di eliminare la burocrazia per le imprese italiane. "Odiamo la burocrazia e i processi inutili, che creano solo opacità. Abbiamo deciso di eliminarla dentro Jet HR con una trasparenza totale e un approccio orizzontale e informale. Quando tratti le persone con responsabilità e dai loro piena visibilità sull’azienda, la partecipazione e i risultati diventano una conseguenza naturale." commenta Marco Ogliengo, CEO & Co-founder Jet HR. Seguita da Fenix Pharma s.c.p.a., prima società cooperativa italiana che opera nella distribuzione di medicinali, dispositivi medici e integratori alimentari. 

“La peculiarità della leadership in Fenix è legata al fatto che nasce da un’esperienza traumatica di “taglio” aziendale, nasce dal basso, da chi ha vissuto in prima persona cosa significa essere trattati come un “costo” ed ha memoria della crisi – commenta Salvatore Manfredi, CEO Fenix Pharma scpa – Abbiamo messo al centro principalmente la stabilità, lo sviluppo, il rispetto e la fiducia nelle persone come leva competitiva. Non è un modello basato su slogan, ma sul fatto che chi guida ha già vissuto cosa succede quando le persone non contano. Il nostro modello è più da PMI imprenditoriale che non da filiale di multinazionale, con processi decisionali semplici, veloci, team working e condivisione delle strategie”. Chiude il podio Quantyca, società di consulenza IT specializzata in data management, advanced analytics e data streaming. Completano la classifica: adesso .it (IT), ISSIMA (energia), Aton S.p.A. Società Benefit (IT), Prestiter (servizi finanziari e assicurazioni), Olympus (biotecnologie e farmaceutica), Octopus Energy (energia), Continental (manifattura e produzione), Cofidis Group (servizi finanziari e assicurazioni), MetLife (servizi finanziari e assicurazioni), ServiceNow (IT), Sector Alarm Italy SRL (servizi professionali) e Agile Lab (IT)

martedì 16 giugno 2026

Guerra in Iran: Un via definitivo al memorandum di Pace che comprende anche il Libano e Hormuz.

Nell’altalenante turbinio di notizie che si susseguono sia da parte americana che da parte iraniana sembra che il processo di pace che interessa la guerra iniziata da Israele e Usa sia dirittura d’arrivo dopo 107 giorni di guerra caratterizzati da ampie violazioni di cessate il fuoco e da un bellicismo triangolare che ha visto protagonista Israele in più territori tra cui il libano oggi si parla di accordo e la pace in Libano rientra nel memorandum d’intesa.

Un conflitto che sebbene possa finire solo sulla carta denota comunque molte criticità dovute al suo allargamento già in essere in libano e nel vicino Iraq, in Giordania sede di basi americane, alla Cis Giordania governata dai coloni israeliani, ma anche la stessa Palestina che ogni giorno viene bombardata. La guerra infatti ha favorito la crescita e lo sviluppo di gruppi estremisti quali Hezbollah in Libano uno attore di contrapposizione nella conquista del sud da parte di Israele, molte le fazioni Jihadiste anche in Iraq che alimentando focolai prima non esistenti. Una situazione che vede anche la Siria in primo piano nel processo di organizzazione di bande armate sovvenzionate dall’America che cerca di non intervenire direttamente dopo una eventuale pace in medio oriente ma solo per delega.

Una guerra che si è unita nella fonte religiosa mussulmana unico baluardo di coesione nel medio oriente una divisione non è riuscita a dividere ma che ha favorito in molte aree del medio oriente una comune azione di guerra contro l’aggressore Israeliano e Americano. Gli accordi firmati sono stati pubblicizzati ai fini di una vittoria elettorale di medio mandato del novembre 2026 e denotano ampie criticità accumulati nei 107 giorni di guerra. La tanto acclamata vittoria Americana la possiamo considerare usando un analogismo storico e solo simile a quella di Pirro.

Il campo di battaglia per l’America e Israele non è stato appannaggio di grandi vittorie ma di un rafforzamento Iraniano nell’area e gli ultimi attacchi missilistici alle basi americane e ad Israele con l’abbattimento di un elicottero USA che tanto ha fatto discutere gli americani. L'Iran ha dichiarato di aver vinto contro gli Stati Uniti sul campo di battaglia. Il capo del Ministero degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha dichiarato che la Repubblica islamica ha vinto contro gli Stati Uniti in uno scontro militare. Secondo lui, Washington si è trovata di fronte a una resistenza ostinata e coraggiosa delle forze armate e del popolo iraniano.

"Il momento migliore per porre fine alla guerra è quando abbiamo il vantaggio. Abbiamo davvero vinto sul campo di battaglia", ha citato Abbas Araghchi la televisione di Stato iraniana. Il Ministro ha sottolineato la stretta connessione tra i successi militari e la diplomazia, osservando che Teheran spera in condizioni migliori per la pace con gli americani. L'accordo di Trump con l'Iran diventerà una "pillola amara" per Netanyahu, secondo Axios. Trump ha chiamato Netanyahu e lo ha messo di fronte al fatto compiuto. "Il presidente degli Stati Uniti ha dato al primo ministro israeliano una notizia che quest'ultimo non voleva certamente sentire: Trump ha delegato alla firma il vice presidente Vance con un accordo con l'Iran che nei prossimi giorni sarà operativo con Hormuz in primo piano. 'Questo è un ottimo accordo e è giunto il momento di porre fine a questa guerra', ha detto Trump a Netanyahu, secondo quanto riferito da un alto funzionario americano".

Netanyahu sperava che le azioni militari avrebbero portato a un cambio di regime a Teheran. Tuttavia, questo non è accaduto. Ora Netanyahu viene criticato per aver trasformato il Paese in uno "Stato vassallo" poiché sta semplicemente accettando i termini di pace proposti da Trump. L'edizione afferma inoltre che Netanyahu ha cercato di ostacolare l'accordo tra Stati Uniti e Iran, incluso pianificando attacchi contro l'industria energetica iraniana, ma Trump lo ha fermato.

L’analisi del memorandum firmato nella notte del 14 Giugno 2026 tra Iran e USA prevede i seguenti dettagli divisi in tre fasi:

Fase 1 | Dopo l'annuncio del Memorandum (con effetto immediato): Dopo l'annuncio del Memorandum, entrambe le parti dichiarano un immediato, completo e permanente fine a tutte le ostilità nella regione, incluso il Libano. Dopo l'annuncio del Memorandum, gli Stati Uniti dichiarano l'immediata e completa revoca del blocco navale statunitense contro l'Iran.

Fase 2 | Dopo la firma del Memorandum (Md.um) - (periodo di 30 giorni): Gli Stati Uniti confermano il loro impegno a non interferire negli affari interni dell'Iran e a rispettare la sovranità della Repubblica Islamica dell'Iran. Dopo la firma del Md.um, gli Stati Uniti affermano che non aumenteranno la quantità di truppe o risorse militari presenti nella regione, né imporranno nuove sanzioni durante i negoziati. Dopo la firma del Md. dum, l'Iran ribadisce il suo impegno al Trattato di non proliferazione nucleare (NPT) e conferma che non produrrà, svilupperà o acquisirà mai un'arma nucleare.

Dopo la firma del Md. dum, gli Stati Uniti dichiarano che forniranno all'Iran la metà dei suoi fondi congelati, per un valore di 12 miliardi di dollari, che saranno resi disponibili in modo non reversibile entro 30 giorni, con l'impegno a rendere disponibile la restante metà durante i successivi 60 giorni. Dopo la firma del Md. dum, gli Stati Uniti emetteranno deroghe alle sanzioni per le esportazioni iraniane di petrolio, gas e prodotti petrolchimici, con effetto immediato, con l'impegno di estendere queste deroghe in modo permanente una volta raggiunto un accordo finale.

Dopo la firma del Md. dum, gli Stati Uniti inizieranno immediatamente consultazioni con Israele per presentare un calendario a breve termine per un ritiro completo israeliano dal Libano, inclusi i punti occupati a seguito dell'accordo del 2024 tra Israele e Hezbollah. Sempre Dopo la firma del Md.du, l'Iran conferma che riaprirà lo Stretto di Hormuz al traffico marittimo commerciale, secondo determinate disposizioni specifiche stabilite dall'Iran, entro 30 giorni

Fase 3 | Negoziazioni su un accordo finale (periodo di 60 giorni + possibile estensione): Il periodo di negoziazione di 60 giorni inizierà una volta che tutti i termini del Md. dum saranno stati soddisfatti nei precedenti 30 giorni. Il periodo di negoziazione di 60 giorni può essere esteso con l'accordo reciproco di entrambe le parti. Durante questi 60 giorni, gli Stati Uniti renderanno disponibili i restanti 12 miliardi di dollari di asset iraniani congelati.

Durante questi 60 giorni, gli Stati Uniti presenteranno piani per un fondo di ricostruzione per l'Iran, per un valore di almeno 300 miliardi di dollari, finanziato in parte dagli Stati del Golfo. Gli Stati Uniti e l'Iran inizieranno discussioni dettagliate su una soluzione permanente alle questioni legate al nucleare, incluso l'arricchimento, l'attuale scorta di uranio e il destino dei siti nucleari.

Gli Stati Uniti e l'Iran inizieranno discussioni dettagliate riguardo alla revoca di tutte le sanzioni economiche contro l'Iran, incluse le sanzioni primarie, secondarie, statunitensi e delle Nazioni Unite, nonché la revoca di tutte le risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite e del Consiglio dei governatori dell'AIEA contro l'Iran. Sarà istituito un meccanismo di monitoraggio per supervisionare l'attuazione di un accordo finale. L'accordo finale sarà approvato da una risoluzione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite.

Il portavoce del Majlis iraniano, Ghalibaf, e il ministro degli Esteri, Araghchi, si recheranno a Ginevra venerdì per firmare di persona il Memorandum d'intesa con il vicepresidente Vance.

La fatidica data del 14 Giugno 2026 corrispondente al compleanno di Trump per i suoi 80 anni ha portato buone notizie. Israele ha tentato di minare l’accordo attraverso lo stesso Capo di Stato Maggiore dell’esercito israeliano Eyal Zamir che ha ordinato 2 giorni prima l'intensificazione delle operazioni terrestri e di fuoco nel sud del Libano in un momento così importante. Zamir ha dichiarato che il Libano è l'attuale "centro di gravità" e ha approvato i piani del Comando Settentrionale per approfondire le operazioni di manovra terrestre contro Hezbollah. "Continuiamo a operare in Libano per rafforzare la difesa degli insediamenti settentrionali e intensificare i danni a Hezbollah attraverso operazioni di manovra terrestre e fuoco sistematico dichiarando che gli accordi di sicurezza finali saranno stabiliti tramite negoziati mediati dagli Stati Uniti tra Israele e il governo libanese.

Tra le note occorre dare segnale delle buone intenzioni di Trump che su Truth Social ha detto nella mattinata del 14 giugno “L'attacco di questa mattina a Beirut non avrebbe dovuto accadere, in particolare in un giorno speciale in cui siamo così vicini a un accordo di pace con l'Iran. Israele ha il diritto di difendersi dalle minacce, ma l'attacco a cui stava rispondendo era molto piccolo e insignificante, nessuno è stato ferito, danneggiato o ucciso, e non dovrebbe interrompere questo importante processo”.

Secondo Trump l’accordo raggiunto con l'Iran manterrà lo Stretto di Hormuz "permanentemente libero da pedaggi" e impedirà all'Iran di ottenere un'arma nucleare. Trump afferma inoltre che gli Stati Uniti riprenderebbero gli attacchi militari contro l'Iran se non verrà raggiunto un accordo nucleare definitivo e ha affermato di aver "salvato Israele dall'annientamento nucleare".

Secondo gli Iraniani Trump sta concedendo agli iraniani quasi tutto ciò che hanno chiesto. Israele continua ad affrontare il duro regime iraniano, la minaccia dei missili balistici e, almeno per ora, anche la minaccia nucleare. Per quanto riguarda l'uranio arricchito, secondo diversi rapporti, rimane un punto di contesa e la sua rimozione dall'Iran non è stata decisa in questa fase.

Sembra che Trump abbia fatto ciò che Netanyahu è stato accusato di fare per anni con Hamas: comprare la calma invece di risolvere il problema alla radice. E questo, secondo questa valutazione, potrebbe avere un costo pesante in seguito. Il ministro della sicurezza dell'occupazione, Itamar Ben Gvir: l'accordo di Trump non vincola "Israele", e non si dovrebbe accettare nulla di meno che il disarmo completo di Hezbollah, il non ritiro da nessuna delle zone controllate dalle forze israeliane e la risposta a qualsiasi sparatoria. Anche l’opposizione in Israele rappresentata da Yair Golan, leader del Partito Democratico ha fatto le sue dichiarazioni molto preoccupanti: “Una mattinata difficile per Israele. Gli israeliani si svegliano con la notizia di un accordo concluso a proprie spese. Trump sta firmando un accordo da miliardi di dollari a favore del regime degli ayatollah, lasciando intatte le infrastrutture nucleari e offrendo un'ancora di salvezza al regime sanguinario di Teheran”.

Molte le ipotesi di sabotaggio dell’accordo che si spera non avvenga. Israele è sul piede di guerra e tale vuole mantenere in riferimento alla propria idea nazionale suprematista, razzista, fanatica e messianica che in Israele è dominante.

PREZZI: COLDIRETTI/UNAPROL, CONTRO I TRAFFICANTI DI OLIO VENERDI' 19/6 IN PIAZZA A BARI A DIFESA DELLA SALUTE DEI CITTADINI


Bari, venerdì 19 giugno dalle ore 9.30, Piazza del Ferrarese

PREZZI: COLDIRETTI /UNAPROL, CONTRO I TRAFFICANTI DI OLIO IN PIAZZA A BARI A DIFESA DELLA SALUTE DEI CITTADINI
Nuova mobilitazione per chiedere trasparenza, più controlli e difendere il vero Made in Italy. A rischio anche il reddito delle imprese agricole

Prosegue la mobilitazione degli agricoltori della Coldiretti che, dopo la protesta sotto le prefetture di tutta in Italia, tornano in strada a Bari, in Piazza del Ferrarese venerdì 19 giugno. A partire dalle 9.30 in migliaia si ritroveranno per dire basta alle speculazioni di quei trafficanti di olio che stanno facendo crollare i prezzi dell’extravergine d'oliva, pilastro del Made in Italy e della Dieta Mediterranea. All’iniziativa prenderanno parte, tra gli altri, il vicepresidente nazionale di Coldiretti e presidente di Unaprol, David Granieri, assieme al presidente di Coldiretti Puglia, Alfonso Cavallo, e al direttore Pietro Piccioni.

Per l’occasione sarà allestito un grande tavolo degli inganni. Gli esperti faranno vedere ai cittadini come i trafficanti di olio mettono a rischio la loro salute con miscelazioni pericolose e non controllate. Un’occasione per toccare con mano gli effetti degli arrivi incontrollati dall’estero e di poter assaggiare olii di qualità nel grande mercato di Campagna Amica che sarà allestito per l’occasione così da comprendere fino in fondo la differenza tra un vero olio extravergine di oliva e uno camuffato. 
Nel mirino di Coldiretti e Unaprol ci sono le speculazioni che comprimono i prezzi riconosciuti agli agricoltori, mentre sugli scaffali i cittadini continuano a pagare prodotti a prezzi elevati, senza avere la certezza dell'origine. Una situazione aggravata dall'aumento dei costi di produzione e dalle tensioni internazionali che incidono sull'energia e sulla logistica.

Il punto di Cambium. Hospitality: la connettività è sempre più al centro dell’esperienza degli ospiti.

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Hospitality: la connettività è sempre più al centro dell’esperienza degli ospiti.


di Derek Underwood, VP Americas di Cambium Networks

La domanda di viaggi continua a crescere: UN Tourism, l'agenzia specializzata delle Nazioni Unite dedicata al turismo, ha riferito che 307 milioni di persone hanno viaggiato a livello internazionale nel primo trimestre del 2026, con un aumento del 2% rispetto all'anno precedente. Allo stesso tempo, le aspettative relative al digitale all'interno delle strutture continuano a crescere. Oracle Hospitality e Skift hanno rilevato che oltre il 60% dei responsabili del settore ricettivo si aspetta che le transazioni alberghiere di base contactless, tra cui check-in e check-out, ristorazione e chiavi delle camere, vengano ampiamente adottate dalle strutture.

Questa combinazione mette naturalmente a dura prova la rete, che è diventata la base digitale dell'intera struttura. La connettività ora alimenta molto più del semplice Wi-Fi per gli ospiti: supporta il check-in mobile, lo streaming, le comunicazioni del personale, i sistemi POS, la sicurezza, i dispositivi IoT, i servizi congressuali, i servizi all'aperto e le operazioni di back-office.

Questo cambiamento sta modificando ciò che proprietari, gestori e team IT si aspettano dai loro partner tecnologici. La sfida non è più semplicemente quella di connettere gli ospiti nella hall, si tratta di offrire un'esperienza coerente tra camere, ristoranti, spazi per riunioni, bordi piscina, aree esterne e ambienti del personale, mantenendo al contempo le operazioni semplici per i team IT e i managed service provider (MSP).

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Dalla connettività a un modello operativo ripetibile.
È proprio partendo da questo scenario che soluzioni come quelle di Cambium Networks aiutano gli hotel a trasformare la connettività in un modello operativo più coerente e sostenibile.

Le organizzazioni del settore alberghiero devono passare da una connettività frammentata a un modello di rete più unificato e ripetibile. Con Wi-Fi interno ed esterno, access point a parete, switching, sicurezza, banda larga fixed wireless e gestione basata su cloud, Cambium offre agli hotel un modo pratico per connettere l'intera struttura, non solo parti isolate di essa.

È in quel modello ripetibile che il valore cresce. I proprietari possono proteggere le recensioni, la fiducia nei prezzi e la coerenza del portafoglio; i direttori possono ridurre i reclami degli ospiti e le escalation alla reception; i team IT e gli MSP possono ridurre i ticket, accelerare l'implementazione e semplificare l'assistenza in una o più strutture.

Il vantaggio offerto da Cambium è fornire una connettività affidabile con la semplicità operativa e l'economia dirompente di cui gli hotel hanno bisogno: standardizzazione, gestibilità, minori attriti a lungo termine e una base di rete in grado di crescere con la struttura. Guardando al futuro, le reti di nuova generazione basate sull'intento (Intent Based Networks) contribuiranno a fornire configurazioni ripetibili e ottimizzate, incentrate sui risultati complessivi piuttosto che sul solo accesso Wi-Fi.

Costruire le fondamenta per l'ospite connesso.
Gli ambienti ricettivi variano notevolmente, dagli hotel d'affari e dalle catene regionali ai resort, alle strutture a uso misto e alle destinazioni all'aperto. Ma l'esigenza è la stessa: una connettività sicura, affidabile e gestibile che supporti sia l'esperienza dell'ospite che l'attività che sta dietro.

Man mano che gli hotel continuano a modernizzarsi, i servizi digitali continueranno ad espandersi in tutta la struttura. I vincitori saranno le strutture che trattano la connettività come una piattaforma operativa strategica, non solo come un servizio. Cambium aiuta le organizzazioni del settore alberghiero a compiere questa transizione con una soluzione scalabile, supportabile e pronta per le esigenze dell'ospite connesso.

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UNICEF: clima, in Italia 6 milioni di bambini esposti a siccità e ondate di calore - Nuovo Rapporto

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UNICEF: quasi la metà dei bambini del mondo – 1,1 miliardi - è esposta ad almeno tre pericoli climatici concomitanti.

Lanciato nuovo rapporto sui Rischi Climatici per l’Infanzia 2026.
  • Quasi ogni bambino nel mondo è esposto ad almeno un pericolo climatico;
  • Oltre 296 milioni di bambini esposti alla combinazione di siccità, caldo estremo e ondate di calore - la più diffusa; 115 milioni di bambini sono esposti alla combinazione di siccità, caldo estremo e tempeste tropicali;
  • In Italia, oltre 6 milioni di bambini sono esposti a ondate di calore prolungate e alla siccità; il 91,98% dei bambini è esposto all'inquinamento atmosferico (PM. 2.5).
16 giugno 2026 – Secondo un nuovo rapporto dell’UNICEF pubblicato oggi, quasi la metà dei bambini del mondo – ovvero 1,1 miliardi – è ora esposta ad almeno tre pericoli climatici sovrapposti, che minacciano la loro salute, istruzione e sopravvivenza. Il rapporto sottolinea che quasi ogni bambino nel mondo è esposto ad almeno un pericolo climatico, mentre oltre 4 milioni potrebbero trovarsi ad affrontare fino a sei pericoli sovrapposti.
Il Rapporto sui rischi climatici per l’infanzia 2026 utilizza i dati disponibili più recenti per mappare l’esposizione dei bambini alle otto minacce climatiche più frequenti, tra cui inondazioni costiere, siccità, calore estremo, incendi, ondate di calore, inondazioni fluviali, tempeste di sabbia e polvere e tempeste tropicali. Per la prima volta, il rapporto rivela esattamente dove – e con quale intensità – le minacce climatiche multiple e sovrapposte stanno colpendo i bambini e i servizi sociali essenziali da cui dipendono, e come i governi possono intraprendere azioni concrete per rispondere.
La siccità, il caldo estremo e le ondate di calore sono la combinazione più diffusa di pericoli climatici, con oltre 296 milioni di bambini che vivono in aree esposte a tutte e tre le condizioni, secondo i risultati. La seconda combinazione più comune – siccità, caldo estremo e tempeste tropicali – espone oltre 115 milioni di bambini in tutto il mondo a queste minacce sovrapposte.
I paesi ad alto reddito non sono immuni da shock climatici concomitanti. In Italia, ad esempio, i dati mostrano che oltre 6 milioni di bambini sono esposti a ondate di calore prolungate e alla siccità. Tuttavia, il paese dimostra come gli investimenti nell’adattamento ai cambiamenti climatici possano mitigare alcuni dei rischi che i bambini devono affrontare, sottolineando al contempo la necessità di ulteriori interventi man mano che la crisi climatica si intensifica.
IN ITALIA –  Il 92,89% dei bambini è esposto ad almeno 1 pericolo; il 68,32 % ad almeno 2 pericoli; il 9,86% ad almeno 3 pericoli; meno dell’1% a più di 4.
Per quanto riguardi i singoli fattori di rischio, quelli con maggiore incidenza sono: la siccità, cui sono esposti il 73,24 % dei bambini (di età inferiore ai 18 anni) - rischio elevato- e le ondate di calore cui è esposto l’82,99 % dei bambini; il 66,78% dei bambini è esposto a ondate di calore frequenti. Fra i fenomeni a rischio basso: gli incendi con l’esposizione del 6,44% dei bambini: seguono le inondazioni fluviali cui è esposto il 5,66% dei bambini; infine, le inondazioni costiere cui è esposto lo 0,59% dei bambini.
Nella regione africana del Sahel, una delle più colpite, oltre 4 milioni di bambini affrontano la triplice minaccia di ondate di calore, caldo estremo e tempeste di sabbia e polvere, mentre in paesi dell’Asia, come ad esempio Bangladesh, Myanmar e Pakistan, i bambini sono esposti a più pericoli climatici contemporaneamente e con un’intensità maggiore rispetto a qualsiasi altra parte del mondo.
«La vite dei bambini continuano a essere sconvolte dall’impatto di ondate di calore, incendi boschivi, siccità e inondazioni», ha dichiarato Catherine Russell, Direttrice generale dell’UNICEF. «La metà dei bambini del mondo vive oggi con almeno tre minacce climatiche sovrapposte che influenzano la loro vita quotidiana».
Oltre agli otto pericoli climatici più frequenti, il rapporto analizza l'esposizione dei bambini all'inquinamento atmosferico e alla malaria, due rischi altamente sensibili agli effetti dei cambiamenti climatici. I dati mostrano che l'inquinamento atmosferico colpisce quasi tutti i bambini a livello globale, mentre 1 miliardo di bambini è esposto alla malaria, aggiungendo un ulteriore livello di pericolo per i bambini che già affrontano molteplici pericoli climatici. In Italia il 91,98% dei bambini è esposto all'inquinamento atmosferico (PM. 2.5) – rischio elevato.
Il rapporto presenta inoltre un quadro di riferimento per analizzare i diversi tipi di rischi che i bambini devono affrontare, in base alla loro esposizione agli shock climatici e alla loro vulnerabilità, determinata dall’accesso a servizi sociali essenziali quali l’assistenza sanitaria, l’acqua potabile, l’istruzione e altro ancora. L’approccio può essere applicato in diversi modi, dall’analisi dei rischi legati a pericoli climatici singoli o multipli all’esame dei rischi trasversali ai vari settori, mettendo in luce le minacce che i bambini devono affrontare in contesti diversi.
Ad esempio, se si considerano congiuntamente i molteplici rischi e le vulnerabilità, i bambini dei paesi senza sbocco sul mare e fragili come la Repubblica Centrafricana o il Ciad devono affrontare rischi climatici che si sovrappongono, non avendo allo stesso tempo accesso ai servizi di base, il che rende molto più difficile per loro far fronte alla situazione e riprendersi. Nel rapporto si osserva inoltre che tutti i bambini dei 24 piccoli Stati insulari in via di sviluppo, da Haiti a Vanuatu, sono esposti a tempeste tropicali, che possono mettere in ginocchio intere isole in un colpo solo e sovraccaricare i servizi essenziali.
Senza sforzi urgenti per ridurre le emissioni di gas serra, i rischi climatici diventeranno più frequenti e gravi, mettendo a dura prova i bilanci e i sistemi governativi e minacciando il benessere dei bambini, avverte il rapporto. Per proteggere i diritti dei bambini dalle minacce climatiche e adattarsi ai crescenti cambiamenti ambientali, l'UNICEF invita i governi, le imprese e gli attori coinvolti a:
  • Ridurre le emissioni e intraprendere azioni ambiziose per adempiere agli impegni internazionali esistenti, sulla base delle migliori conoscenze scientifiche disponibili, compresa l’eliminazione graduale e urgente dei combustibili fossili e una transizione equa verso le energie rinnovabili.
  • Proteggere i bambini attraverso misure inclusive di adattamento ai cambiamenti climatici, di riduzione del rischio di catastrofi e di risposta a perdite e danni che diano priorità alla resilienza dei servizi sociali, garantendo che i bambini e i servizi essenziali per loro siano inclusi nei piani nazionali di adattamento e nelle strategie settoriali, nella governance del rischio di catastrofi, nonché nei piani di preparazione e risposta. Ciò include, ad esempio, lo sviluppo di strutture scolastiche sicure ed ecologiche e di strutture sanitarie resilienti al clima, la garanzia della sicurezza alimentare dei bambini, l'efficacia dei sistemi di allerta precoce multirischio per i bambini e la loro accessibilità ai servizi da cui dipendono, nonché il rafforzamento dell'efficienza dei servizi idrici e igienico-sanitari e dei sistemi di protezione sociale in grado di rispondere agli shock.
  • Consentire ai bambini e ai giovani di partecipare in modo significativo all’azione per il clima investendo nell’istruzione, nelle conoscenze e nelle competenze in materia di clima e rafforzando la capacità dei decisori e degli esperti di rispettare i diritti dei bambini di essere ascoltati, la libertà di espressione e la partecipazione alle decisioni che incidono sulle loro vite.
«Questa analisi può aiutare i governi e i responsabili politici a pianificare meglio e a investire in modo più efficace in servizi resilienti», ha concluso Russell. «Quando rafforziamo i sistemi sanitari e scolastici e miglioriamo le infrastrutture tenendo conto dei bambini, li proteggiamo dalle minacce climatiche odierne e contribuiamo a garantire il loro futuro».
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