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sabato 19 settembre 2026

Sicilia : 11 Comuni rispondono al FOIA di ANAFePC. Nuova istanza a Schifani sulle dighe e denuncia per il caso Maddalusa

Si amplia l'azione di trasparenza promossa dall'Accademia Nazionale per l'Alta Formazione e Promozione della Cultura, del Lavoro e del Sociale (ANAFePC). Salgono a 11 le Amministrazioni comunali siciliane che hanno dato riscontro all'istanza di accesso civico generalizzato (FOIA) notificata a 21 Enti: ai primi dati trasmessi da Caltanissetta e Piazza Armerina si aggiungono oggi i riscontri formali di Licata, Favara, Gela, Siracusa, Misterbianco, Cefalà Diana, San Cataldo, Termini Imerese ed Enna. I Comuni hanno inviato la documentazione su perdite strutturali, cantieri e turnazioni, sanando la posizione rispetto ai ricorsi inoltrati da ANAFePC ad ANAC, Assessorato e Corte dei Conti.

Contestualmente, l'Associazione ha inviato un'interpellanza istituzionale al Presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, per fare chiarezza sulla reale capacità utile degli invasi e sul livello di insabbiamento dei fondali, richiedendo verifiche ispettive straordinarie sui collaudi delle dighe e sulla gestione delle reti.

I vertici dell'Associazione intervengono direttamente per fare il punto sulla situazione:

“Accogliamo con favore lo spirito di cooperazione dimostrato dalle Amministrazioni comunali che hanno scelto la via della trasparenza fornendo i dati richiesti. Ora la palla passa alla Regione: è indispensabile fare chiarezza tecnica sui volumi reali d'acqua disponibili negli invasi rispetto a quelli teorici dei bollettini, per comprendere le vere cause dei razionamenti che stanno mettendo in ginocchio interi territori”, dichiara Calogero Coniglio, Presidente ANAFePC.

Parallelamente alla verifica contabile e burocratica, ANAFePC solleva una netta denuncia sulla gestione dell'emergenza a Maddalusa, frazione costiera di Agrigento, dove circa duemila residenti si trovano senza acqua corrente da oltre 130 giorni consecutivi.

Il silenzio delle istituzioni di fronte al dramma di Maddalusa è intollerabile. Non si può assistere passivamente a una crisi idrica che è ormai un'emergenza umanitaria e di sanità pubblica. Abbiamo già depositato tre proposte concrete durante il Consiglio Comunale aperto dello scorso 27 agosto: serve un piano straordinario di approvvigionamento tramite autobotti per tutte le famiglie, non solo per i soggetti fragili. Invitiamo i cittadini a segnalare i disservizi tramite il nostro modulo anonimo per trasformare la sete del territorio in un atto di accusa formale”, aggiunge Maurizio Cirignotta, Vice Presidente ANAFePC.

ANAFePC reitera la richiesta di attivazione immediata di moduli di stoccaggio centralizzati e cisterne condominiali per garantire il fabbisogno primario della popolazione e invita la cittadinanza a compilare il modulo per il Censimento Nazionale al link: https://forms.gle/aVu5xKZpvNwoD9Ac9.

venerdì 18 settembre 2026

Amianto, Tribunale di Lecce: definitiva la condanna della Difesa per la morte di un ex dipendente per oltre 40anni dell’Arsenale di Taranto

 AMIANTO, TRIBUNALE LECCE - DEFINITIVA LA CONDANNA DELLA DIFESA PER MORTE EX DIPENDENTE PER OLTRE 40 ANNI ALL'ARSENALE DI TARANTO

Ai figli 692 mila euro di risarcimento. Il padre era stato colpito da mesotelioma pleurico diffuso e inoperabile

 

17 settembre 2026 - È definitiva la condanna con cui il Tribunale di Lecce impone al Ministero della Difesa il risarcimento complessivo di 692.247 euro in favore dei tre figli di un uomo di Monteiasi (TA), per oltre quarant’anni dipendente civile della Marina Militare presso l’Arsenale di Taranto, morto il 15 maggio 2019 per un mesotelioma pleurico causato dall’esposizione all’amianto.

Uploaded ImageLa decisione, passata in giudicato, ha riconosciuto a ciascuno il danno non patrimoniale per la perdita del padre. Il Ministero è stato inoltre condannato al pagamento delle spese di lite e della consulenza tecnica d’ufficio.

L’uomo aveva trascorso quasi tutta la propria vita lavorativa all’Arsenale della Marina Militare di Taranto. Entrato giovanissimo alla Scuola Allievi Operai nel 1959, aveva poi lavorato alle dipendenze civili della Marina fino al pensionamento, nel marzo del 2006, prima come tipografo e successivamente come impiegato amministrativo. Un percorso durato oltre 44 anni, interrotto soltanto dai 18 mesi del servizio militare di leva come meccanico attrezzista presso l’Arsenale di La Spezia. Nel corso della sua lunga attività alle dipendenze della Difesa era stato esposto all’amianto.

Nel 2018 si manifesta il mesotelioma pleurico diffuso e inoperabile. Le condizioni dell’uomo peggiorano progressivamente fino alla morte, avvenuta nella sua Monteiasi il 15 maggio 2019, all’età di 74 anni.

La consulenza tecnica d’ufficio individua nel mesotelioma la causa preponderante del decesso e ne riconosce il rapporto causale con l’esposizione all’amianto. Nel quantificare il danno subito dai tre figli, il Tribunale tiene conto dell’età della vittima e dei familiari, attribuendo specifico rilievo anche all’intensità della relazione familiare.

Uploaded ImageMa proprio sull’esposizione alla fibra killer il Tribunale si sofferma con un passaggio particolarmente significativo. Nella sentenza si legge che emerge con chiarezza il contatto del lavoratore con le sostanze nocive, «nonostante fosse fatto notorio la pericolosità dell’esposizione a sostanze altamente tossiche quali l’amianto».

«C’è un dato che le sentenze stanno facendo emergere con sempre maggiore chiarezza – dichiara Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto –: la pericolosità dell’amianto era già conosciuta e questi lavoratori avevano diritto a essere protetti. Non possiamo continuare a considerare quanto accaduto come il risultato di un rischio imprevedibile. Parliamo di uomini che hanno trascorso una parte importante della propria vita al servizio dello Stato e che, a distanza di anni, ne hanno pagato le conseguenze con la malattia e, troppo spesso, con la vita. È una verità con la quale le istituzioni devono confrontarsi.»

Per informazioni e assistenza ONA: Numero verde 800 034 294 – www.osservatorioamianto.it 

giovedì 17 settembre 2026

Ragusa: IX convegno internazionale di studi, “Rotte di Mare dal mondo antico al premoderno”

Sarà Ragusa ad ospitare un importante convegno internazionale di studi storici. Il convegno si svolgerà il 03 e 04 ottobre 206 e viene organizzato dal Laboratorio degli Annali di Storia di Ragusa con la collaborazione dell’Università degli Studi di Bari “Aldo Moro”, dell’Università di Siena, dell’Unitelma-Sapienza, dell’Università degli studi di Roma, dell’Università degli studi Internazionali di Roma, dell’Università degli studi di Macerata.

Il tema del convegno tratterà delle rotte di mare dal mondo antico al premoderno, con tematiche sui viaggi di mare che hanno caratterizzato viaggi navi e tecnologie e che hanno connesso culture dal lontano nord fino al mediterraneo ed il pacifico.

L’evento rappresenta il nono appuntamento che il laboratorio degli annali di Ragusa organizza nel suo processo di valorizzazione storico e culturale. Con uno sguardo sui commerci ma anche sulle guerre per mare che hanno modificato le geopolitiche di molti continenti. Il convegno sarà anche l’occasione per attuare un forum scientifico di ampia prospettiva storica in cui si confronteranno vari luminari italiani e internazionali collegati alle varie università.

La direzione scientifica del convegno è affidata al Prof. Carlo Ruta, storico di fama internazionale e Direttore del Laboratorio degli Annali di storia di Ragusa e organizzatore del convegno.

Le relazioni inizieranno il 03 ottobre 2026 con il Prof. Carlo Ruta che attuerà l’apertura del convegno dando le ampie linee programmatiche di discussione, seguiranno quelle di Sandra Origone già docente di Storia Medioevale all’Università di Genova, Carmela Panella giurista e docente ordinario di Giurisdizione di Diritto Internazionale all’Università degli Studi di Messina, Giulia Recchia Paleontologa e docente di Paleontologia all’università degli studi di Roma, Sergio Severino Sociologo docente ordinario di Sociologia Generale università di Enna , Concetta Sipione filologa, ricercatrice di Filologia Germanica università degli studi di Catania, Claire Somaglino storica dell’Antico Egitto docente di egittologia all’Università Sorbonne di Parigi ,Giuseppa Tamburello docente di Lingua e Letteratura Cinese università degli studi di Palermo, Maristella Trombetta docente a contratto università degli studi di Bari, Università degli studi di Matera, Giuseppe Varnier epistemologo e docente di Epistemologia Generale e Filosofia della Scienza all’università di Siena.

La giornata del 04 ottobre sarà dedicata ad una tavola rotonda che porterà riflessioni e contributi aggiuntivi al dibattito post convegno.

mercoledì 16 settembre 2026

Guerra in Iran e il doppio canale Hormuz e stretto di Bab el Mandab

La guerra in Iran assume nuovi orizzonti che vedono un doppio canale di guerra quello su Hormuz e quello sulla via del mar rosso legato agli Houti ed al vicino Yemen. Un Territorio confinante con l’Arabia Saudita che logisticamente mira ad espandersi a tutto lo Yemen e che attualmente è spaccato in due dal controllo degli Houti e dall’esercito dello Yemen finanziato proprio dai Sauditi.

La nuova geopolitica di guerra ma anche commerciale legata al petrolio assume aspetti comuni con la mira di un controllo totale delle vie di mare legate al mar rosso e allo stretto di Hormuz. Un fattore determinante per il mantenimento del costo del petrolio che dopo l’accordo che sarà firmato tra l'Iran e l’Oman troverà un approccio congiunto allo Stretto di Hormuz al di fuori delle mire americane. Presto il prezzo del petrolio raggiungerà i 102 dollari a causa delle azioni di Trump che dice di controllare tutto ma che in realtà non ha il completo controllo di Hormuz e con i suoi attacchi aumenta la situazione di caos attualmente presenti nell’area.

Nel merito i fatti del 30 agosto 2026 che hanno visto nuovi attacchi Americani all’isola di Larak come indicato dal Comando Centrale degli Stati Uniti (CENTCOM) che ha dichiarato di avere effettuato un attacco mirato contro forze del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (IRGC) che secondo fonti stavano preparando il lancio di razzi con mine navali nello Stretto di Hormuz. Secondo gli americani la risposta militare come indicato anche dal capitano Tim Hawkins è stata effettuata in risposta a una minaccia imminente al traffico marittimo civile e commerciale nello stretto. (Fonte Bloomberg).

L’attacco ha determinato la morte di due persone e altre due feriti. In risposta, l'Iran ha lanciato attacchi missilistici contro le basi aeree americane di King Hussein e Al-Azraq in Giordania. La difesa aerea del regno sembra avere intercettato 8 missili iraniani. L'IRGC ha anche dichiarato di aver abbattuto un drone di ricognizione e attacco americano MQ-9 Reaper sopra lo stretto di Hormuz e di aver colpito le basi di stazionamento di aerei da combattimento americani in Giordania. In precedenza, negli Stati Uniti avevano dichiarato che attraverso lo stretto di Hormuz stava iniziando a passare più petrolio, ora le petroliere sono di nuovo ferme e questo è il risultato dell’attacco americano.

Altri attacchi sono stati effettuati anche nella raffineria di di Al-Dawra, a sud di Baghdad, capitale dell'Iraq da parte dell’Iran. Nel frattempo "Una petroliera, che poche ore prima aveva intenzione di attraversare illegalmente una rotta a sud dello Stretto di Hormuz, è stata colpita da due mine marine, causando ingenti incendi e il completo blocco della nave". In tal senso l'Iran smentisce le affermazioni di Trump sul completo sminamento dello Stretto di Hormuz e conferma l'impercorribilità della rotta, ancora sotto il controllo iraniano. La Marina della Guardia Rivoluzionaria Islamica ribadisce che il rispetto delle normative vigenti nello Stretto di Hormuz è obbligatorio; non lasciatevi ingannare dagli Stati Uniti. Anche L'UKMTO (United Kingdom Maritime Trade Operations) ha comunicato che, prima dell'alba, una petroliera è stata colpita da tre proiettili di origine sconosciuta a 17 miglia nautiche a est di Khasab, in Oman, mentre stava uscendo dallo Stretto di Hormuz.

Anche una nave appartenente al governo di Golan pochi giorni fa da parte della Guardia Rivoluzionaria Islamica, e stata colpita con precisione, causando la morte di una persona e il completo blocco della nave. Hormuz visti i fatti descritti in pratica continua a non essere sicuro agli attraversamenti e rappresenta l’esempio di un “terrorismo economico globale" dettato dagli stati uniti contro Teheran ma anche contro altri stati, misure che costituiscono solo complicità in violazione del diritto internazionale e dell'uguaglianza sovrana degli Stati.

Guardando il gas europeo ed il suo mercato la crisi nello Stretto di Hormuz e non è misurata solo in base al prezzo del petrolio. Il conglomerato qatariano Qatar Energy ha comunicato all'azienda italiana Edison che non potrà effettuare ulteriori cinque consegne di gas naturale liquefatto (GNL). Questo estende il caso di forza maggiore previsto nel contratto fino all'inizio di novembre. In totale, a partire da aprile, 29 consegne di GNL, per un volume totale di circa 3,8 miliardi di metri cubi di gas, sono state interessate da casi di forza maggiore:

L'entità del problema è chiara: Qatar Energy deve consegnare a Edison circa 6,4 miliardi di metri cubi di gas all'anno. Le consegne mancanti corrispondono già a circa il 60 percento del volume annuale previsto dal contratto. La causa è la guerra tra gli Stati Uniti e l'Iran e i problemi ad essa associati per le spedizioni che attraversano lo Stretto di Hormuz. Il Qatar può produrre GNL, ma una parte significativa delle sue esportazioni deve fisicamente passare attraverso lo stretto.

Finora, l'Italia è riuscita a far fronte alla situazione. Edison afferma che l'azienda ha già sostituito 21 consegne annullate con consegne alternative, per un volume di circa 2 miliardi di metri cubi di gas, e promette di adempiere ai propri obblighi nei confronti dei clienti. Tuttavia, l'architettura energetica europea sta nuovamente dimostrando la sua vulnerabilità. Dopo la decisione di rinunciare alla maggior parte del gas proveniente dai gasdotti russi, l'Europa si è affidata in particolare al GNL. Ora si scopre che uno dei principali fornitori alternativi si trova dall'altra parte dello Stretto di Hormuz.

Ma uno degli effetti collaterali dell’attacco americano è proprio l’Iran che avverte che le esportazioni di petrolio nella regione si fermeranno se le spedizioni energetiche di Teheran saranno bloccate. A dirlo
Mohammad Bagher Ghalibaf, presidente del parlamento iraniano, ha avvertito che nessun paese della regione potrà esportare petrolio se le spedizioni energetiche di Teheran continueranno a essere bloccate a causa di pressioni esterne, rispondendo alle recenti minacce del comandante del CENTCOM americano, Brad Cooper.

Ripetendo una sua precedente dichiarazione sui social media, Ghalibaf ha sottolineato che l'equazione strategica che guida il conflitto è inequivocabile, affermando: "L'equazione di questa guerra è molto chiara: o tutti sono al sicuro, o nessuno." Secondo l'agenzia IRNA, Ghalibaf ha affermato che qualsiasi minaccia alla sicurezza nazionale dell'Iran renderà insicure le infrastrutture regionali vitali, aggiungendo che la stabilità a lungo termine nello Stretto di Hormuz dipende strettamente dal completo ritiro delle forze statunitensi. Infine, ha ribadito che questo importante corridoio marittimo non tornerà mai alla sua condizione precedente alla guerra nelle attuali circostanze.

Le minacce americane si contrastano con il fatto che L'Iran ha ripristinato tutte le sue attività di produzione di missili dopo gli attacchi statunitensi, afferma il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (CGRI). Il CGRI ha dichiarato che tutte le strutture che erano state precedentemente colpite dagli attacchi americani sono state ricostruite e trasferite in luoghi sicuri. Il CGRI ha sottolineato che l'Iran intende continuare la produzione di missili anche in caso di un conflitto prolungato. "Continueremo a produrre missili, anche se questa guerra dovesse durare anni", ha dichiarato l'ente

Dall’altra parte la nuova geopolitica del Mar Rosso e i venti di guerra hanno determinato un rovesciamento della situazione sul campo dando parola alla vittoria netta degli Houti sul governo Yemenita nel controllo in uscita dallo stretto di Bab el Mandab. Il governo yemenita, sostenuto dall'Arabia Saudita, ha annunciato ufficialmente il suo ritiro dall'isola di Perim e dallo stretto di Bab el Mandab. Lo stretto di Bab el Mandab è ora ufficialmente completamente sotto l'autorità di Ansar Allah dello Yemen.

A seguito della loro avanzata sulla costa occidentale yemenita, le forze Houthi hanno mostrato in video ingenti quantità di equipaggiamento militare catturato alle forze del generale Tariq Saleh (sostenute dall'Arabia Saudita), tra cui veicoli corazzati statunitensi Oshkosh M-ATV e mezzi blindati NIMR di produzione emiratina, oltre ad artiglieria e munizioni abbandonate durante la ritirata da Mokha e dalle aree circostanti. Gli Ansa Allah hanno conquistato Jabal Jirdad, a sud-ovest di Ta'izz, e di conseguenza sono entrati nell'area di Bani Omar, di fondamentale importanza. Le forze yemenite assicurano il controllo della costa occidentale dopo aver preso il controllo, poco fa, di alcune colline che collegano le alture di Taizz alla zona costiera. Gli Houthi hanno completato la conquista dell'intera costa yemenita sul Mar Rosso, arrivando a controllare lo stretto di Bab al-Mandeb, snodo cruciale per le esportazioni petrolifere saudite.

L'avanzata segue giorni di scontri intensi con le forze del governo riconosciuto internazionalmente e arriva mentre attacchi iracheni hanno già costretto l'Arabia Saudita a fermare un oleodotto chiave. Riyadh utilizzava sempre più la rotta del Mar Rosso come alternativa dopo il blocco dello Stretto di Hormuz da parte dell'Iran, attraverso cui passava circa un quinto del petrolio mondiale. Secondo il Washington Post, un funzionario yemenita ha definito l'evento "il primo giorno in cui l'Iran ha davvero iniziato a vincere la guerra". Un membro dell'ufficio politico Houthi ha invece assicurato che la libertà di navigazione nel Mar Rosso e a Bab al-Mandeb resta garantita per il traffico internazionale.
Fonte: Washington Post, Al Jazeera, NBC News

Ma la preoccupazione che il processo di conquista sembra allargarsi verso l’interno ed il particolar modo a Taiz e Marib grande città petrolifera del centro-est in Yemen. Durante questi scontri sono stati uccisi due ufficiali di alto rango delle forze pro-saudite di Tariq Saleh: Farouq Al-Khawlani (o Al-Kholani), generale e comandante del fronte di Hodeidah / 1ª Divisione. È caduto sul corridoio Hays–Al-Khawkhah mentre dirigeva i combattimenti. Mohammed Maqsa (Mohammed Saleh Moqsa), generale di brigata e comandante della 13ª Brigata della Guardia Repubblicana. È stato ucciso nel collasso delle posizioni vicino a Mocha(Al-mokha)..

La via di mare del mar rosso si assomma a quella di Hormuz in un processo di controllo delle vie petrolifere ma anche commerciali, condizione che sicuramente continuerà ad alimentare le già critiche situazioni legate al prodotto petrolio raffinato ed al prezzo della benzina specie in Europa. La prima a farne le spese come comunicato dal Ministero dell'Interno del Bahrein è una imbarcazione da pesca Bahreiniana che è stata attaccata nel Golfo Persico, dopodiché la nave e il suo carico sono stati sequestrati.

In tal senso il conflitto scatenato dall’America non ha raggiunto l’obbiettivo di trasformare ogni tipo di differenza razziale, culturale, sociale, economica, politica e geografica in pretesti per creare divisioni tra i popoli musulmani in Iran e in ogni altro paese islamico, in modo da poter rimanere a guardare mentre la comunità musulmana si frammenta, e la sua forza diminuisce gradualmente, e poi, al momento opportuno, imporre la loro dominazione su di essa. Un concetto di “Democrazia Deviata” che mira non al benessere dei popoli ma ad una percezione basata su guerra, riarmo, poteri finanziari e scelte strategiche che possono sfuggire alle loro stesse capacità decisionali con ritorsioni inaspettate e danni collaterali inaccettabili.

lunedì 14 settembre 2026

Il contributo di Ernesto Caffo, Presidente di Telefono Azzurro, al confronto internazionale su Intelligenza Artificiale e sviluppo umano, promosso dalle Nazioni Unite e ospitato alla Pontificia Università Gregoriana.


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AI E SVILUPPO UMANO, CAFFO PORTA ALL’ONU LA PROSPETTIVA DEI MINORI

Intelligenza Artificiale e sviluppo umano: Telefono Azzurro al confronto ONU: il superiore interesse del minore guidi l’innovazione

"L'ecosistema digitale coniughi innovazione e piena tutela dei diritti dei più giovani". Il Presidente di Telefono Azzurro, Prof. Ernesto Caffo, porta all'attenzione della comunità internazionale il rapporto tra Intelligenza Artificiale e infanzia e adolescenza

 

Roma, 12 settembre 2026 – Mettere il superiore interesse del minore al centro dello sviluppo dell’Intelligenza Artificiale, affinché innovazione tecnologica, tutela dei diritti e dignità umana procedano insieme. È la posizione portata da Telefono Azzurro al confronto internazionale promosso dalle Nazioni Unite il 4 e 5 settembre a Roma presso la Pontificia Università Gregoriana, al quale ha preso parte il Presidente della Fondazione, Prof. Ernesto Caffo.

L’appuntamento romano è stato il quarto incontro di una serie globale dedicata all’Intelligenza Artificiale e allo sviluppo umano, dopo quelli di Cairo, Città del Messico e Xi’an. Convocato sotto la guida della Vice Segretaria Generale delle Nazioni Unite Amina J. Mohammed e ospitato dall’UN Office for Partnerships, il confronto ha riunito leader di pensiero, decisori pubblici, esperti di tecnologia, accademici, rappresentanti religiosi e professionisti dello sviluppo attorno a tre grandi dimensioni: AI and Human Civilization, AI and Human Development e AI and Human Dignity.

Nel corso dei lavori sono stati approfonditi gli effetti dell’AI sull’educazione, sull’apprendimento, sulle relazioni umane, sulla fiducia e sulla coesione sociale, insieme alla necessità che governance, istituzioni e principi etici siano in grado di accompagnare la rapidità del cambiamento tecnologico. Un dibattito che le Nazioni Unite hanno ricondotto alla necessità di un approccio fondato sui diritti umani, sull’inclusione e sul rispetto della dignità della persona.

In questo quadro, Caffo ha richiamato la necessità di guardare all’Intelligenza Artificiale anche dalla prospettiva specifica dell’infanzia e dell’adolescenza. Per Telefono Azzurro, la protezione dei più giovani non può essere affidata esclusivamente alla capacità dei bambini, degli adolescenti o delle loro famiglie di difendersi dai rischi, ma deve essere incorporata nella progettazione e nella governance delle tecnologie secondo un approccio di Child Rights & Safety by Design.

“Non possiamo permetterci che lo sviluppo dell'Intelligenza Artificiale proceda più rapidamente della capacità di tutelare bambini e adolescenti: la sicurezza e la protezione dei minori devono essere pensate fin dalla progettazione dei sistemi, non aggiunte a posteriori. Ascoltare i più giovani e farli partecipare alle scelte che li riguardano deve porsi come una condizione necessaria per costruire un ecosistema digitale realmente rispettoso dei loro diritti, in grado di sostenere il loro benessere”.Ha dichiarato il Prof. Ernesto Caffo, Presidente di Telefono Azzurro.

Il confronto di Roma si inserisce nel più ampio percorso internazionale promosso dalle Nazioni Unite sull’AI e sullo sviluppo umano, destinato a proseguire nell’ambito dell’81ª sessione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. La serie contribuisce ai processi globali di riflessione sulla governance dell’Intelligenza Artificiale, dal Pact for the Future all’Independent International Scientific Panel on Artificial Intelligence, con l’obiettivo di rafforzare la cooperazione internazionale e orientare lo sviluppo tecnologico al servizio delle persone.

Per Telefono Azzurro, il contributo a questo percorso rappresenta un ulteriore passaggio dell’impegno che Telefono Azzurro sta conducendo a livello nazionale e internazionale sul rapporto tra Intelligenza Artificiale e tutela dei minori, costruito su un corpus aggiornato di fonti istituzionali, normative e scientifiche. Un impegno che si traduce in proposte concrete rivolte alla Strategia italiana per l'Intelligenza Artificiale, tra cui standard specifici per chatbot e companion AI, un protocollo nazionale di human escalation verso il supporto umano nelle situazioni di rischio, il contrasto al materiale di abuso sessuale sui minori generato o alterato con l'IA, e un principio guida per la scuola: l'Intelligenza Artificiale come potenziatore dell'apprendimento, non come sua protesi.

 

 

Fondazione S.O.S. Il Telefono Azzurro ETS

Telefono Azzurro è impegnato dal 1987 nella promozione dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza. Attraverso ascolto, intervento in emergenza, prevenzione, formazione, ricerca, segnalazione qualificata e advocacy istituzionale, la Fondazione opera per garantire a ogni bambino e adolescente il diritto a essere ascoltato, protetto e accompagnato.

ROMA, GUIDA ERRANTE NELLA BELLEZZA NASCOSTA: il trek tour nella Capitale intorno al nuovo libro di Carlo Coronati (Edizioni il Lupo)

ROMA, GUIDA ERRANTE NELLA BELLEZZA NASCOSTA:

Carlo Coronati porta il suo nuovo libro in giro per la Capitale

 

Dal 18 settembre al 27 ottobre un calendario di presentazioni, urban trek e passeggiate per scoprire sul campo la Roma “fuori rotta” raccontata nel nuovo volume di Edizioni il Lupo

 

Non soltanto presentazioni in librerie e spazi culturali, ma camminate, esplorazioni urbane e incontri nei quartieri: Roma, guida errante nella bellezza nascosta, il nuovo libro di Carlo Coronati pubblicato da Edizioni il Lupo, comincia il suo viaggio attraverso la Capitale con un fitto calendario di appuntamenti dal 18 settembre al 27 ottobre 2026.

 

Un modo per raccontare il volume seguendone fino in fondo lo spirito: uscire dai percorsi consueti e mettersi fisicamente in cammino, attraversando quella Roma meno evidente che si nasconde dietro le grandi direttrici monumentali e turistiche.

 

Il libro propone infatti 13 trekking urbani a piedi o in bicicletta, tutti all’interno del Grande Raccordo Anulare, attraverso periferie, borghetti, parchi e giardini, scalinate, ciclabili e murales. Una Roma plurale da attraversare con lo spirito del flâneur, concedendosi anche il lusso della deviazione e dell'incontro, perché proprio allontanandosi dalla strada prevista può arrivare la scoperta più sorprendente.

 

Il viaggio partirà venerdì 18 settembre alle 19.15 da Alta Quota, in via Girolamo Benzoni 37, nei pressi della Metro B Garbatella, con la prima presentazione ufficiale del volume. I posti sono limitati ed è richiesta la prenotazione scrivendo a info@edizioniillupo.it o chiamando il 329 974 8092.

 

Già il giorno successivo il racconto si trasformerà in esperienza. Sabato 19 settembre alle 15.15, in collaborazione con Il Talento di Roma, partirà da Piazza San Giovanni di Dio, all'angolo con via Ozanam, un mini-trek monteverdino. La passeggiata terminerà alle 17.15 a Piazza Santa Cecilia, dove si terrà la presentazione del libro.

 

Domenica 20 settembre alle 9.30 sarà invece la volta di un vero e proprio Urban Trek, realizzato in collaborazione con Massimo Pacifici: partendo dalla Piramide, i partecipanti percorreranno un tratto del periplo delle Mura di Roma, protagonista del tredicesimo capitolo del volume. L'itinerario, di circa 10 chilometri, terminerà alle 15 a Castel Sant'Angelo. Il libro dedica infatti il suo ultimo percorso proprio al periplo integrale delle Mura, dopo aver attraversato nei precedenti itinerari i diversi quadranti della città, da Monte Mario all'Insugherata, da Fidene a Nuovo Salario, da Rebibbia a Ponte Mammolo fino a Garbatella, Corviale e al Trullo.

 

Il calendario proseguirà giovedì 24 settembre alle 18.30 con una nuova presentazione presso Photography Courses – Inforidea, in viale Giulio Agricola 33, nei pressi della fermata Metro A Giulio Agricola.

 

Ancora cammino e racconto sabato 26 settembre, con partenza alle 15.15 dalla stazione Nuovo Salario per un nuovo mini-trek. Alle 18.00, al Mercato Serpentara 2, presso il punto ristoro Signora Gioelia, seguiranno la presentazione del volume e un aperitivo, al costo di 10 euro. L'appuntamento vede la partecipazione e l'organizzazione di F. Senatore.

 

A ottobre Roma, guida errante nella bellezza nascosta entrerà poi nel programma di “Leggere Niente Male, Festa del Libro Verde”, manifestazione a cura di dei Merangoli Editrice, ospitata nella Sala Espositiva del Centro E. Nathan, in via di San Crisogono 39, a Trastevere, da venerdì 2 a domenica 4 ottobre. Nell'ambito della manifestazione, venerdì 2 ottobre alle 18.30, Carlo Coronati presenterà il suo nuovo volume. La Festa sarà aperta venerdì dalle 16 alle 20 e sabato e domenica dalle 10.30 alle 20.

 

A chiudere questo primo ciclo di appuntamenti sarà la presentazione di martedì 27 ottobre alle 17.00 al Punto Touring Roma, in Piazza Santi Apostoli 62/65.

 

Un calendario che rispecchia così la natura stessa di un libro nato per essere letto, ma soprattutto percorso. Il verde è uno dei fili conduttori degli itinerari, con parchi, ville e giardini utilizzati come corridoi attraverso cui ricomporre il mosaico urbano; circa ottanta pagine sono inoltre dedicate alla street art, raccontata come una nuova chiave di lettura delle periferie e delle trasformazioni della Capitale, attraverso le fotografie di Filippo Pompili.

ROMA, GUIDA ERRANTE NELLA BELLEZZA NASCOSTA
di Carlo Coronati
Edizioni il Lupo
Prezzo: 20 euro
ISBN 9791281596115
Disponibile in libreria da metà settembre

Link per acquisto:

www.edizioniillupo.it/product/roma-guida-errante-nella-bellezza-nascosta/

L’AUTORE

 

 

Carlo Coronati, romano di origine e vita, ma oggi anche mezzo valdostano, ha vagabondato per l’Appennino centrale e le Alpi Occidentali seguito da fidati amici e altri appassionati, accompagnan­do gruppi sia a piedi che con gli sci da escursioni­smo e telemark. Sta per raggiungere le 20 guide scritte, faticosamente, perché frutto di scrupolosi sopralluoghi, lasciandosi trascinare da inguari­bile curiosità. Essere stato maestro elementare, sempre a fianco dei bambini, lo aiuta a muoversi con entusiasmo. Da dieci anni affronta i cammini romani e le esplorazioni di questa città, che non finisce mai di stupire, con l’insaziabile voglia di raccontare questo tessuto di umanità, sorprese, e spe­rimentazione dove la bellezza, l’armonia e il silenzio dei tanti parchi e bor­ghetti affascinano e attirano il camminatore lento ma incline alla scoperta. Appassionato di “street art” cerca di essere sempre aggiornato sulle novità, almeno quelle romane. Fatica inutile.

IL FOTOGRAFO

 

Filippo Pompili, già fotografo ufficiale al Senato, ha continuato a coltivare questa sua passione nei viaggi in luoghi remoti senza “legarsi” ad un unico genere. La fotografia lo accompagna nei 5 conti­nenti ma l’Asia e l’Africa, con i volti delle persone e delle realtà a volte dure, lo hanno portato a fis­sare col suo obiettivo storie di sofferenza e mar­ginalità. Scatti che comunque lo hanno segnato profondamente. Amante di paesaggi e natura, parchi e deserti, collabora con editori che punta­no a valorizzare la bellezza dei luoghi insoliti.

EDIZIONI IL LUPO

Infoline: +39 06 992 215 26 - +39 329 974 8092 - info@edizioniillupo.it

Sito ufficiale: edizioniillupo.it

venerdì 11 settembre 2026

Amianto nella Marina, muore di mesotelioma: il Tribunale di Roma riconosce la doppia ferita, affettiva ed economica, della famiglia

Uploaded ImageAmianto nella Marina, muore di mesotelioma: il Tribunale di Roma riconosce la doppia ferita, affettiva ed economica, della famiglia

Oltre 860mila euro di risarcimento. Il Ministero della Difesa impugna la sentenza

 

11 settembre 2026 – Muore per un mesotelioma pleurico maligno dopo aver lavorato per quasi diciannove anni nella Marina Militare in ambienti nei quali era presente amianto. Oggi la sua storia è al centro di una sentenza del Tribunale di Roma, che in primo grado ha accertato la responsabilità del Ministero della Difesa e disposto in favore della moglie e dei due figli un risarcimento complessivo di oltre 860mila euro. La decisione è stata appena impugnata.

C.C., che viveva con la famiglia a Valmontone (Rm), aveva prestato servizio nella Marina Militare con il grado di sottufficiale e mansioni di elettricista. Nel corso della sua lunga carriera aveva operato a bordo di diverse unità navali e presso strutture della Marina, tra cui Mariscuole e Marispedal, occupandosi del controllo, della riparazione e della manutenzione degli impianti elettrici e della relativa componentistica.

È proprio in quegli ambienti di lavoro che, secondo quanto ricostruito nel giudizio, entrò ripetutamente in contatto con polveri e fibre di amianto. La sentenza ricostruisce un’esposizione protratta nel tempo e rileva che non è stata fornita la prova dell’adozione di misure adeguate a proteggere il militare dal rischio.

La malattia si manifestò molti anni dopo. Nei primi mesi del 2015 comparvero i primi sintomi e il 6 marzo dello stesso anno gli venne diagnosticato un mesotelioma pleurico maligno. Da quel momento iniziò un lungo percorso di cure durato oltre cinque anni, fino alla morte nell’ottobre del 2020.

Il legame tra la patologia e il servizio prestato nella Marina era stato già accertato quando C.C. era ancora in vita: nel 2018 gli era stato riconosciuto lo status di vittima del dovere.

Dopo la sua morte, la moglie e i figli hanno chiesto il risarcimento dei danni subiti per la perdita del loro congiunto. Il Tribunale di Roma ha accolto la domanda, riconoscendo, per la vedova, anche il danno economico derivante dal venir meno del contributo che il marito avrebbe continuato ad assicurare alla famiglia.

«Dietro questa sentenza non ci sono soltanto cifre, ma la storia di una famiglia che ha perso un marito e un padre dopo cinque anni segnati dalla malattia e dalle cure. La decisione del Tribunale mette in luce anche un aspetto troppo spesso dimenticato: quando una persona si ammala e poi muore, alla sofferenza si aggiungono conseguenze economiche concrete per chi resta, che in questo caso il giudice ha espressamente considerato», dichiara l’avv. Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto. L’ONA offre servizio di consulenza tramite il numero verde 800 034 294 e il sito www.osservatorioamianto.it


giovedì 10 settembre 2026

Bambini non vaccinati. Assistenti sanitari: «Colmare i divari per proteggere tutti»

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Bambini non vaccinati. Assistenti sanitari: «Colmare i divari per proteggere tutti»

In Italia, il livello di protezione vaccinale varia da un territorio all’altro. Ci sono zone in cui la maggioranza dei bambini è stata vaccinata e altre dove la copertura resta bassa. Per colmare questo divario e rendere la prevenzione un diritto uguale per tutti, la Commissione di albo nazionale degli Assistenti sanitari della Fno Tsrm e Pstrp indica tre strade: “informare meglio le famiglie, ascoltare i dubbi e potenziare i servizi territoriali con personale specializzato”.

I dati 2025 del Ministero della salute -  sui nati nel 2023 - continuano a evidenziare un Paese a più velocità sulle vaccinazioni, con differenze significative tra i territori (possiamo inserire un paio di dati regionali?) Sono 13 le Regioni e Province autonome che non raggiungono la soglia del 95% per la vaccinazione esavalente, percentuale di copertura necessaria per garantire l’immunità di gregge.Le  situazioni più critiche si registrano in Sicilia (85,88%) e nella Provincia Autonoma di Bolzano (87,39%).“Significa che, a seconda del territorio in cui si vive, un bambino ha più o meno probabilità di essere protetto da malattie infettive pericolose” è il commento di Daniela Addis, presidente della Commissione di albo. 

Secondo gli Assistenti sanitari per rafforzare la copertura vaccinale le politiche di prevenzione devono perseguire tre direttrici specifiche.  

Per prima cosa va contrastata la disinformazione, promuovendo e rafforzando la Vaccine Literacy., mettendo le famiglie nelle condizioni di cercare, comprendere e valutare criticamente le informazioni sulle vaccinazioni e di riconoscere le fonti sanitarie affidabili. Per questo, è necessario sviluppare percorsi strutturati di alfabetizzazione sanitaria e digitale sul territorio, intercettando i bisogni informativi delle diverse fasce di popolazione, con una presenza costante e competente dei servizi sanitari, sia nelle attività quotidiane, che sul web.

La seconda priorità è valorizzare il colloquio pre-vaccinale, che non può essere considerato un passaggio burocratico. È un momento nel quale si costruisce fiducia, si ascoltano le preoccupazioni e si mettono le famiglie nelle condizioni di compiere una scelta informata. È anche un’occasione di educazione alla salute e di intercettazione dei bisogni. Per questo deve avere tempi, spazi e riconoscimento professionale adeguati.

La terza direttrice riguarda una condizione indispensabile per rendere attuabili le prime due: la disponibilità di personale competente e adeguato ai bisogni della popolazione. Gli ambulatori dei Dipartimenti di prevenzione, , devono poter contare su risorse professionali commisurate ai bisogni della popolazione e ai carichi di lavoro. Il potenziamento degli organici con Assistenti sanitari può contribuire ad aumentare la capacità dei servizi di informare, intercettare i bisogni, accompagnare le persone e garantire una maggiore capillarità delle attività di prevenzione e vaccinazione.

“La prevenzione non può essere un diritto diverso a seconda del territorio in cui si vive”. Ribadiscono dalla Commissione di albo. Le tre direttrici proposte sono investimenti concreti per l’equità e per la salute pubblica. “Informare, ascoltare e rafforzare i servizi devono diventare elementi strutturali delle politiche di prevenzione vaccinale. Una strategia necessaria per ridurre i divari territoriali, consolidare la fiducia nel SSN e tutelare la salute collettiva” conclude la Presidente Addis.

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IBM e NASA, un nuovo modello AI open source per esplorare la Luna

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IBM e NASA rilasciano un modello di AI open source  per supportare l'esplorazione lunare

 

        Il NASA-IBM Lunar Foundation Model trasforma decenni di osservazioni della Luna in una base per nuove scoperte, aiutando gli scienziati a individuare correlazioni e modelli di dati in una scala mai raggiunta da un singolo strumento

        Il modello supera fino al 23% le metodologie oggi più diffuse nell'identificazione delle principali caratteristiche geografiche della superficie lunare, tra cui potenziali depositi di ghiaccio, crateri e formazioni vulcaniche, contribuendo agli obiettivi di una presenza umana sostenibile sulla Luna


YORKTOWN HEIGHTS, N.Y., 10 settembre 2026 – IBM e NASA hanno annunciato oggi il nuovo NASA-IBM Lunar Foundation Model, uno dei primi foundation model open source disponibili per l'esplorazione scientifica della Luna, accessibile da ora. Addestrato su un ampio dataset di osservazioni lunari curate da ricercatori IBM e NASA, il modello è progettato per aiutare la comunità scientifica a trasformare decenni di dati complessi provenienti da molteplici strumenti di osservazione in informazioni utili a supportare la creazione di una presenza umana sostenibile sulla Luna.

 

La topografia lunare è in continua evoluzione. Nel corso del tempo, la superficie della Luna ha visto la formazione di crateri, la distribuzione di depositi di ghiaccio e fenomeni di attività vulcanica. Per decenni, sensori e strumenti scientifici hanno monitorato costantemente il nostro satellite, generando petabyte di dati. Tuttavia, per studiarne la superficie, gli scienziati sono spesso costretti ad analizzare manualmente mappe e immagini oppure a utilizzare modelli di machine learning specifici per singole attività, con una risoluzione limitata. Questi approcci possono richiedere ingenti risorse computazionali e non sempre garantiscono il livello di accuratezza necessario per identificare e analizzare le caratteristiche geografiche della superficie lunare.

 

Il nuovo NASA-IBM Lunar Foundation Model consentirà ai ricercatori di accelerare il progresso scientifico individuando relazioni nascoste tra dati lunari di diversa natura e risoluzione.

 

Applicazioni del modello

I ricercatori potranno utilizzare il NASA-IBM Lunar Foundation Model per studiare diversi fenomeni lunari, tra cui:

 

Potenziali depositi di ghiaccio lunare: le zone permanentemente in ombra rappresentano alcuni degli ambienti più difficili da osservare sulla Luna ma potrebbero contenere ghiaccio nel sottosuolo, il che suggerisce la disponibilità di acqua e ossigeno, risorse considerate essenziali per future basi lunari e per la produzione di carburante destinato alle missioni su Marte. Il modello NASA-IBM combina osservazioni multimodali e multi-risoluzione per prevedere le aree in cui potrebbe essere presente del ghiaccio sulla superficie lunare. Un documento tecnico redatto da NASA-IBM mostra che il nuovo modello ha ridotto l’errore (RMSE) nell’identificazione di aree con un alto potenziale di ghiaccio lunare fino al 22% rispetto al modello SwinV2-B (ImageNet). [1]

 

Studio della storia vulcanica della Luna: gli scienziati analizzano particolari formazioni vulcaniche lunari, note come Irregular Mare Patches, per comprendere meglio la storia vulcanica e l'evoluzione termica della Luna. L'identificazione accurata di queste aree è inoltre strategica per le future operazioni sulla superficie lunare. Utilizzando etichette di addestramento non perfette, il modello è in grado di rappresentare l'estensione di queste formazioni vulcaniche con una precisione superiore del 3% rispetto al modello SwinV2-B (ImageNet), mantenendo livelli di accuratezza comparabili ma con maggiore efficienza e costi inferiori di fine-tuning. [2]

 

Rilevamento dei crateri: i crateri rappresentano una delle caratteristiche più distintive e rilevanti della Luna e possono fornire informazioni fondamentali sulla sua storia, come l'età dei diversi terreni, la loro geologia e la composizione chimica delle regioni interne primordiali. La mappatura dei crateri contribuisce inoltre alla selezione di siti di atterraggio sicuri, all'identificazione di potenziali rischi come pendii ripidi e massi e alla pianificazione di infrastrutture lunari di lunga durata. Grazie a questo modello, i ricercatori possono identificare, contestualizzare e classificare i crateri con risoluzione metrica, ottenendo risultati comparabili ai modelli più avanzati come SwinV2-B, ma con maggiore efficienza e minori costi di adattamento. A una risoluzione di contesto di circa 100 metri, il modello supera le prestazioni di SwinV2-B di quasi il 19%, utilizzando soltanto metà dei dati di addestramento. [3]

 

“La NASA ha impiegato decenni per costruire una straordinaria documentazione scientifica sulla Luna, ma la raccolta dei dati è solo una parte del lavoro", ha affermato Kevin Murphy, chief science data officer e chief data e AI officer ad interim presso la sede centrale della NASA a Washington. "Dobbiamo anche rendere i dati più accessibili e fruibili per gli scienziati. Il NASA- IBM Lunar Foundation Model dimostra cosa è possibile realizzare quando applichiamo l'intelligenza artificiale ai petabyte di dati scientifici della NASA. Questa è la vera opportunità che vediamo nell'AI: trasformare grandi quantità di dati in nuove scoperte”

 

"Svelare i misteri della Luna richiede la capacità di apprendere da un volume straordinario di dati scientifici", ha dichiarato Juan Bernabe-Moreno, Direttore di IBM Research Europe, UK e Irlanda. "Il NASA-IBM Lunar Foundation Model offre agli scienziati una piattaforma di riferimento per esplorare la Luna su larga scala, collegando osservazioni provenienti da diversi strumenti, evidenziando correlazioni difficili da individuare singolarmente e mettendo a disposizione della comunità scientifica globale una base aperta su cui costruire nuove scoperte."

 

Nonostante l'enorme quantità di dati disponibili sulla Luna, finora non esisteva un dataset pubblico e unificato in grado di integrare informazioni multimodali e multi-risoluzione in un formato adatto alle moderne tecniche di machine learning. Parallelamente al modello, gli scienziati di IBM e NASA hanno realizzato il primo dataset lunare open source di questo tipo: una raccolta unificata e pronta per il machine learning che aggrega oltre 30 livelli spazialmente allineati provenienti da nove strumenti scientifici utilizzati in quattro missioni spaziali. Il dataset combina decine di migliaia di immagini e mappe che descrivono proprietà geofisiche della superficie lunare, provenienti dal Lunar Reconnaissance Orbiter (LRO) della NASA e dalla missione GRAIL, integrando inoltre dati complementari raccolti dalla missione giapponese SELENE/Kaguya della Japan Aerospace Exploration Agency. Il risultato è una visione ricca e multimodale della superficie e del sottosuolo lunare, messa a disposizione della comunità scientifica internazionale.

 

Il modello rappresenta l’evoluzione di una consolidata collaborazione tra IBM e NASA finalizzata a trasformare dati scientifici di grande valore in piattaforme aperte per la ricerca e la scoperta. Attraverso il rilascio open source del modello, scienziati e ricercatori di tutto il mondo possono accedere a sistemi di intelligenza artificiale avanzati per accelerare il progresso nell'esplorazione lunare. Il modello entra inoltre a far parte della famiglia Prithvi di foundation model aperti, che comprende applicazioni dedicate all'osservazione geospaziale della Terra, alla meteorologia, all'eliofisica e ora anche all'esplorazione della Luna. Nel loro insieme, questi modelli offrono una visione più ampia: invece di costruire un nuovo sistema algoritmico per ogni quesito scientifico, i ricercatori possono partire da un modello condiviso e adattarlo a nuovi compiti per accelerare le scoperte nei diversi ambiti.

 

[1]  “Multimodal-Multiresolution Foundation Model for Lunar Remote Sensing”, pg 17 (authored by IBM & NASA)

[2]  “Multimodal-Multiresolution Foundation Model for Lunar Remote Sensing”, pg 17 (authored by IBM & NASA)

[3]    “Multimodal-Multiresolution Foundation Model for Lunar Remote Sensing”, pg 15 (authored by IBM & NASA)

 


 

Informazioni su IBM

IBM è fornitore globale leader di cloud ibrido, intelligenza artificiale e competenze di consulenza. Aiuta i clienti in oltre 175 paesi a valorizzare le informazioni ricavate dai loro dati, ottimizzare i processi aziendali, ridurre i costi e ottenere un vantaggio competitivo nei loro settori. Più di 4.000 imprese pubbliche e private che operano in settori chiave dell’economia, come servizi finanziari, telecomunicazioni e sanità, si affidano alla piattaforma cloud ibrida IBM e Red Hat OpenShift per realizzare i loro progetti di trasformazione digitale in modo rapido, efficiente e sicuro. Le innovazioni di IBM nell'intelligenza artificiale, nell'informatica quantistica, nelle soluzioni cloud specifiche di settore e nella consulenza offrono alle imprese opzioni di offerta aperte e flessibili tra cui scegliere. Tutto questo è supportato dall'attenzione e impegno di lunga data di IBM verso i valori di fiducia, trasparenza, responsabilità, inclusione e servizio. 

Crisi idrica: il Comune di Palermo e il Sindaco Lagalla accolgono l’iniziativa di ANAFePC e concedono il patrocinio.

Una svolta istituzionale di fondamentale importanza investe la campagna per la trasparenza idrica promossa dall’Accademia Nazionale per l’Alta Formazione e Promozione della Cultura del Lavoro e del Sociale (ANAFePC). Il Comune di Palermo ha ufficialmente condiviso la sensibilità dimostrata dai cittadini, concedendo il patrocinio istituzionale al Censimento Nazionale dei Disservizi Idrici avviato in modo indipendente tramite i moduli online dell’associazione.

Il Presidente di ANAFePC, Calogero Coniglio, esprime il più profondo e sentito ringraziamento all’amministrazione della Città Metropolitana di Palermo e, in particolare, al Sindaco Roberto Lagalla per aver dimostrato un’altissima sensibilità civile di fronte a un’esigenza primaria della popolazione, legittimando uno strumento che punta a mappare scientificamente interruzioni, guasti e cali di pressione subiti da famiglie e imprese.

"Il Comune di Palermo fa da straordinario apripista a livello regionale", dichiara il Presidente di ANAFePC, Calogero Coniglio. "Mentre abbiamo dovuto trasmettere tre durissimi ricorsi ad ANAC, Assessorato Autonomie Locali e Corte dei Conti contro diciannove amministrazioni comunali rimaste in un inaccettabile silenzio-rifiuto, Palermo risponde con i fatti: il Comune e il Sindaco Lagalla accolgono l’azione di trasparenza di ANAFePC al fianco dei cittadini, offrendo un esempio virtuoso istituzionale".

Il vicepresidente Maurizio Cirignotta e la consigliera Agata Giuffrida aggiungono: "L’associazione ha formalmente richiesto il patrocinio a tutti i 391 Comuni della Sicilia. Ci auguriamo che l’esempio di grande trasparenza del Sindaco Lagalla sproni immediatamente i restanti 390 sindaci dell’isola a fare altrettanto, superando le logiche di palazzo e sostenendo questa battaglia di civiltà pura".

L’iniziativa di ANAFePC punta a centralizzare i dati in un unico database nazionale per accertare le responsabilità e richiedere interventi strutturali direttamente ad ARERA e ai Ministeri a Roma. I residenti di tutto il territorio possono continuare a compilare il modulo in meno di due minuti, in forma totalmente anonima, al link ufficiale (https://docs.google.com/forms/d/1cVw7gODnzPkwFhuy_KibChcbEIKPo1Yf_KsHzx_lw4A/edit )

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