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martedì 2 giugno 2026

Guerra in Iran: Cessate il fuoco e negoziati in bilico, una futura pace non è accettabile per Israele, Hormuz richiude ?.

Ancora una volta la diplomazia viene posta in secondo piano e si cerca di dare spazio alle azioni di guerra che rappresentano solo forza e potere politico. La guerra tra Usa e Iran resta in bilico perché la parte americana non vuole cedere sugli asset iraniani attualmente stimati in miliardi di dollari e congelati, naturalmente segue il problema dell’arricchimento dell’uranio, infine il nodo Hormuz ed il suo controllo. Le ultime notizie non fanno presuppone un non continuazione dei colloqui nessun cessate il fuoco non è più in vigore viste le continue violazioni infatti in seguito agli attacchi indiscriminati che Israele continua ad attuare in Libano con la conquista via terra di territori.

L’Iran ha avvertito che le azioni in Libano sono collegate agli accordi di pace. L'Iran avverte i residenti del nord di Israele di fuggire se Israele attacca i sobborghi di Beirut. Il comando militare centrale iraniano ha avvertito i residenti del nord di Israele di abbandonare le proprie case qualora Israele mettesse in atto la minaccia di colpire i sobborghi meridionali di Beirut. In una dichiarazione diffusa dall'agenzia di stampa governativa IRNA, il comandante del quartier generale centrale di Khatam al-Anbiya ha affermato che l'avvertimento era una risposta all'ordine di sfollamento forzato emesso dall'esercito israeliano per Dahiyeh. "Considerate le ripetute violazioni del cessate il fuoco da parte del regime, qualora questa minaccia venisse attuata, avvertiamo i residenti delle regioni settentrionali e degli insediamenti militari nei territori occupati di abbandonare la zona se non vogliono subire danni", ha affermato.

Lo stesso Mohammad Bagher Ghalibaf, presidente del parlamento iraniano e principale negoziatore, ha accusato gli Stati Uniti di aver violato il cessate il fuoco con l'Iran, incluso il fatto di aver continuato il blocco dei porti iraniani e di non essere riusciti a fermare il suo alleato Israele dall'escalation sugli attacchi in Libano. Tutte condizione che portano hanno portato a chiudere eventuali colloqui e riaprire il blocco dello stretto di Hormuz. Le dichiarazioni del ministro degli esteri iraniano Esmail Baghaei (fonte Ansa) non fanno presagire niente di buono: 'Non esiteremo ad agire in qualsiasi modo per aiutare la resistenza libanese contro l'aggressione illegale e l'ingerenza del regime sionista'

Il contenuto dell’eventuale accordo ipotetico secondo Axios che cita come fonte due funzionari statunitensi anonimi comprende i seguenti punti: 1) Lo stretto di Hormuz stabilirà una navigazione senza restrizioni, niente pedaggi o molestie e l’Iran dovrà rimuovere tutte le mine. Il blocco navale americano viene revocato e una serie di sanzioni contro l’Iran saranno revocate consentendo all’Iran di poter vendere il proprio petrolio. 2) L’Iran si impegna a non lavorare alla costruzione di un’arma nucleare. L’arricchimento dei 440 Kg di Uranio non dovranno superare il 5%. Gli Stati Uniti vorrebbero che queste scorte venissero loro consegnate, ma l'Iran ha respinto l'idea. La scorsa settimana, è stato riportato che la Guida Suprema iraniana Mojtaba Khamenei ha emesso una direttiva secondo cui l’uranio arricchito iraniano non dovrebbe essere inviato all'estero in alcun modo.

3) Aiuti e sanzioni verso l’Iran Secondo quanto riferito, il memorandum d'intesa contiene un meccanismo che prevede la ricezione di aiuti umanitari da parte dell'Iran. Inoltre, gli Stati Uniti si impegneranno a discutere la revoca delle sanzioni e lo sblocco dei beni iraniani all'estero. L'Iran oggi è uno dei paesi più pesantemente al mondo, essendo soggetto a sanzioni statunitensi da decenni. La revoca di alcune di queste sanzioni, prevista dall'accordo sul nucleare del 2015, è stata annullata quando Trump si è ritirato dall'accordo storico. Di conseguenza, miliardi di dollari di beni iraniani rimangono congelati in banche estere.

4) Secondo quanto riportato dai media, la guerra di Israele contro il Libano, dove ha occupato gran parte del sud del paese, si concluderà in virtù dell’accordo. Il memorandum d’intesa prevede infine la cessazione di ogni ostilità per un periodo di 60 giorni durante il quale Stati Uniti e Iran negozieranno su altre questioni, come quelle relative all'uranio arricchito e alla revoca delle sanzioni. L’America inoltre chiede all’Iran di sostenere la pace verso i suoi alleati regionali come Hezbollah in Libano, gli Houthi in Yemen e diversi gruppi armati in Iraq e Siria

Le ultime schermaglie sporadiche ma incisive alimentano comunque la guerra e l’ultima in termini di tempo è data dal Comando Centrale degli Stati Uniti che ha dichiarato di aver "messo fuori uso" una nave mercantile battente bandiera gambiana con un attacco missilistico Hellfire nel Golfo dell'Oman, mentre tentava di dirigersi verso un porto iraniano. Note di guerra che seguono l’attacco sferrato dagli americani in pieno cessate il fuoco che secondo l'agenzia iraniana Fars ha visto il lancio di missili da parte americana nella zona di Bandar Abbas e nello Stretto di Hormuz dove si sono uditi spari, probabilmente colpi di avvertimento delle forze navali iraniane contro alcune navi, riferiscono i media.

La risposta iraniana non si è fatta aspettare e a seguito dell'aggressione condotta all'alba dei giorni scorsi dall'esercito invasore statunitense contro una località alla periferia dell'aeroporto di Bandar Abbas utilizzando proiettili aerei, la base aerea americana in Kuwait che ha servito come origine dell'aggressione, missili anche contro una nave americana. Abbattuto dalla moderna difesa aerea iraniana il 25 maggio un drone americano MQ che ha violato lo spazio aereo nella regione del golfo persico. Tutte le basi americane sono in pericolo di attacco in risposta all’aggressione americana.

Il principale attore responsabile di una guerra infinita in medio oriente e di un processo di destabilizzazione globale è proprio Israele che continua a sabotare la diplomazia in maniera plateale, il ministro della difesa Katz ha ancora avanzato piani per spostare forzatamente i palestinesi dalla Striscia di Gaza nell'ambito di quella che Israele afferma essere una “emigrazione volontaria", tra le continue violazioni del cessate il fuoco sostenute dagli Stati Uniti. Il Ministro israeliano Ben-Gvir afferma che il governo israeliano non permetterà a Trump di firmare un "accordo pessimo" con l'Iran. "Che cos'è un accordo pessimo? Un accordo che può danneggiare lo Stato di Israele, e non permetteremo che ciò accada." Ben-Gvir sta sabotando così apertamente la diplomazia. Ne fa eco Netanyahu: Israele non è più solo una potenza regionale ma è già una potenza globale. E perché una potenza globale? Perché possediamo tecnologie di livello mondiale. Oggi, lo vedono nel Golfo e altrove. Ora siamo in una posizione utile per sfruttare la nostra potenza in molte direzioni.

Facendo il punto sulla storia capiamo che il progetto del Grande Israele parte da lontano. Uno dei sopravvissuti all'Olocausto un certo Avraham "Yair" Stern, un leader paramilitare sionista, fondatore della Stern Gang (Lehi) che ha combattuto su Mandato britannico in Palestina negli anni '30 e '40. Stern è considerato un eroe nazionale nell'Israele moderno. È anche l'uomo che si è letteralmente alleato con gli estremisti. Tra le prove documentate l’Offerta di alleanza nazista (1941): Stern propose un patto militare con Hitler, offrendo "partecipazione attiva alla guerra dalla parte della Germania" contro la Gran Bretagna. In cambio, voleva che la Germania riconoscesse uno Stato ebraico.

I genocidi per Israele non sono una novità e le azioni che descrive Tucker Carlson nei fatti avvenuti contro in Ruanda nel 1994. Il regime Israeliano è stato uno degli attori principali di quella strage sigillata da documenti classificati per seppellire la complicità nel 2016 dalla Corte Suprema Israeliana. Prove di armi: I rapporti dettagliano proiettili, fucili e granate di fabbricazione israeliana catturati dall'Egitto nel 1973 e trasferiti alle forze Hutu, anche attraverso l'Albania. Il genocidio ruandese (aprile-luglio 1994) è stato il più rapido della storia moderna, con 500.000-800.000 Tutsi e Hutu moderati massacrati in circa 100 giorni. Nonostante l'embargo delle Nazioni Unite, il flusso di armi è continuato

La guerra con l’Iran ripercorre la storia e attraverso il Mossad costruisce anche l’attuale guerra in cui si è impantanata l’America che ora cerca di uscirne non perdendo la faccia. Secondo i media Israeliani I media escono rivelazioni che ci fanno capire come il Mossad abbia costruito una rete segreta all'interno dell'Iran prima di lanciare attacchi. Quelli che inizialmente sembravano essere agenti israeliani nei filmati rilasciati durante le prime ore della prima guerra contro l'Iran (la guerra di 12 giorni) sono stati ora identificati dal quotidiano israeliano Yedioth Ahronoth come agenti iraniani reclutati e addestrati dal Mossad.

Secondo il rapporto, gli agenti sono stati addestrati all'interno di Israele prima di tornare in Iran, dove hanno vissuto vite civili ordinarie in attesa di ordini. Nel corso di diverse settimane, il Mossad ha inviato loro componenti che non destavano sospetti, che hanno successivamente assemblato in droni, missili e testate esplosive utilizzando le competenze acquisite durante il loro addestramento. Il rapporto afferma che l'obiettivo era quello di colpire e disabilitare i sistemi di difesa aerea iraniani dall'interno dell'Iran prima che gli aerei israeliani iniziassero i loro attacchi.

Tra condanne e inefficienze internazionali a subire gli effetti di questa guerra è certamente il Libano che oggi vive una vera invasione da parte Israeliana. Il primo ministro libanese Nawaf Salam ha accusato Israele di perseguire una "politica della terra bruciata" mentre le forze israeliane espandono l'invasione di terra. Le forze israeliane uccidono un paramedico nel Libano meridionale e continuano ad avanzare verso la città di Nabatieh e altre, mentre Hezbollah rivendica ulteriori attacchi nel nord di Israele. Israele sta bombardando a tappeto Tiro nel Libano meridionale, colpendo deliberatamente case, quartieri e infrastrutture civili. Una città di 5.000 anni di storia viene spazzata via davanti agli occhi del mondo. Beirut è sotto assedio. E non c'è stata alcuna reazione da parte della comunità internazionali complici.

La Francia è l’unica nazione a convocare il consiglio di sicurezza Onu. Ma come sappiamo questa istituzione è in totale sofferenza economica l’Onu oggi è in crisi e futuro incerto, secondo il Wall Street Journal, le Nazioni Unite affrontano una grave crisi finanziaria a causa dei ritardi nei contributi di Stati Uniti e Cina, i suoi principali finanziatori. Washington ha accumulato oltre 4 miliardi di dollari di arretrati, mentre Pechino rallenta i versamenti, alimentando interrogativi sul futuro dell'organizzazione. Tra tagli, riforme e crescente perdita di influenza, il dibattito sul ruolo dell'ONU nel nuovo ordine mondiale è più aperto che mai.

Infine tra gli effetti collaterali di una crisi globale il prezzo del petrolio tornerà ai livelli record pesando sulle tasche degli italiani nelle prossime settimane. Secondo ExxonMobil, il Brent potrebbe raggiungere i 150-160 dollari al barile. Tuttavia, molti analisti invitano alla prudenza: le grandi compagnie hanno interesse a sostenere aspettative di prezzi elevati e il mercato resta fortemente influenzato dalla speculazione collegata ai fatti del medio oriente con le borse che oramai sono impazzite.

lunedì 1 giugno 2026

La storia di Lehi e della razza superiore una similitudine odierna ?

La Leḥi , acronimo di Loḥamei Ḥerut Israel, Combattenti per la Libertà d'Israele), meglio nota come Banda Stern, fu un' organizzazione paramilitare di matrice sionista. Operò durante il mandato britannico della Palestina ed ebbe come obiettivo l'esautorazione e l'allontanamento dell'autorità mandataria della Gran Bretagna sulla Palestina , mediante ricorso alla forza, consentendo un'immigrazione senza restrizioni di ebrei e la formazione di uno Stato ebraico. L'organizzazione ammetteva di mirare a istituire uno Stato ebraico o, secondo le sue stesse parole, "una nuova repubblica ebraica totalitaria".

La ‘Razza superiore” parola che troviamo nelle pubblicazioni di Lehi definivano esplicitamente gli ebrei una "razza superiore" e gli arabi una "nazione di schiavi” sostenendo l'espulsione o l'annientamento di massa dei palestinesi. La liberazione di Rommel: Quando i carri armati nazisti si avvicinarono alla Palestina, il gruppo di Stern si preparò ad accogliere Erwin Rommel, il maresciallo di campo nazista, come un liberatore, sperando che la conquista tedesca distruggesse il dominio britannico.

I Tentativi di assassinio contro gli alleati: Lehi tramò di uccidere Winston Churchill durante la seconda guerra mondiale mentre gli ebrei venivano sterminati in Europa. Il Progetto per le autobombe: Stern usò tattiche come rapine in banca, assassinii urbani e bombe sui veicoli importando il terrorismo occidentale nel Medio Oriente. Dal Nilo all'Eufrate: Il suo manifesto chiedeva un impero ebraico che si estendesse dall'Egitto all'Iraq, rifiutando qualsiasi presenza araba.

Molte le similitudini storiche con quello che oggi stà avvenendo in medio oriente dove vediamo Israele impegnato nel suo progetto totalitario di conquista il "Grande Israeale"  

Maurizio Vincenzo Cirignotta

Sostenibilità e competitività: la leva green per l' impresa, il 17 giugno arriva il webinar

Sostenibilità e competitività: la leva green per l' impresa,  il 17 giugno arriva un webinar gratuito  della Camera di commercio

"Green Claims: dall’enforcement alla governance", arriva un webinar gratuito,  mercoledì 17 giugno dalle ore 14.30 alle ore 16.30. La comunicazione ambientale è entrata in una nuova fase: non è più solo una leva di posizionamento, ma un’area ad alta “contendibilità” regolatoria e competitiva. Autorità, competitor, associazioni e stakeholder qualificati possono oggi contestare un green claim chiedendo evidenze, metodologie, perimetri e coerenza tra messaggio, prodotto e filiera. Il webinar propone un approccio “decision-grade”: progettare un modello di governance e architettura decisionale della comunicazione ambientale che renda i claim credibili, dimostrabili e difendibili, riducendo il rischio di greenwashing e, al tempo stesso, abilitando una comunicazione sostenibile coerente con la strategia dell’impresa. Informazioni e iscrizioni al link.

giovedì 28 maggio 2026

Il supereroe del riciclo approda a Milano: dal 4 al 6 giugno 2026, al Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia, torna Capitan Acciaio

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Il supereroe del riciclo approda a Milano: dal 4 al 6 giugno 2026, al Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia “Leonardo da Vinci”, torna Capitan Acciaio. L’iconico ambasciatore di Ricrea – Consorzio Nazionale Riciclo e Recupero degli Imballaggi in Acciaio – sarà tra i protagonisti del Green & Blue Festival, il grande evento promosso da GEDI dedicato a sostenibilità, clima, ambiente e futuro.

L’edizione 2026 del Festival si riconosce nella parola chiave “NOI”, un invito a considerare la sostenibilità come una sfida collettiva che coinvolge persone, comunità, territori, istituzioni e imprese. In questo contesto, Capitan Acciaio porterà il suo messaggio educativo e positivo sull’importanza del riciclo degli imballaggi in acciaio e sul valore dell’economia circolare.

Per tre giorni, grandi e piccoli potranno partecipare ad attività ludiche, momenti di sensibilizzazione ed esperienze interattive pensate per raccontare in modo semplice e coinvolgente il ciclo virtuoso dell’acciaio, materiale riciclabile al 100% e all’infinito. Scatolette, bombolette, barattoli, latte, fusti e tappi corona, se correttamente conferiti nella raccolta differenziata, possono infatti tornare a nuova vita trasformandosi in nuovi oggetti e risorse per la comunità.

Capitan Acciaio sarà presente all’interno di un programma ricco di incontri, workshop, mostre e spettacoli che vedrà alternarsi alcune delle più autorevoli voci del panorama scientifico, culturale e istituzionale internazionale. Tra gli ospiti annunciati figurano Michael Oppenheimer, Kate Marvel, Carlo Buontempo, Giulio Boccaletti, Toby Kiers e Andy Haines – vincitori del Tyler Prize, la più importante onorificenza scientifica dedicata al clima – oltre al Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica Gilberto Pichetto Fratin.

Ampio spazio sarà dedicato anche alle città e alle comunità come protagoniste della transizione ecologica, con la partecipazione dei sindaci Silvia Salis, Stefano Lo Russo e Sara Funaro, che porteranno sul palco esperienze e politiche urbane orientate alla sostenibilità e alla qualità della vita.

Il Festival offrirà inoltre un’esperienza immersiva tra collegamenti con la stazione artica Dirigibile Italia, incursioni nello Spazio con esperti dell’Agenzia Spaziale Europea, focus su biodiversità, energia, salute e alimentazione, oltre a spettacoli serali con Marco Paolini, Andrea Pennacchi e Giobbe Covatta. Venerdì 5 giugno è inoltre prevista una serata danzante aperta al pubblico con il live dei Niños du Brasil e il DJ set di Hyperverbena.

I principali appuntamenti saranno trasmessi in diretta streaming su repubblica.it, con un’ampia copertura editoriale su tutte le testate GEDI.

Un grande evento aperto a tutti, per promuovere consapevolezza ambientale, corretta informazione sul clima e partecipazione attiva.

Per partecipare ai workshop e alle attività di Capitan Acciaio e iscriversi gratuitamente al Festival:
https://eventi.greenandblue.it/26


CLIMA: ITALY FOR CLIMATE, LAZIO LEADER NELLA CRESCITA DELLE RINNOVABILI


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 CLIMA: ITALY FOR CLIMATE, LAZIO LEADER NELLA CRESCITA DELLE RINNOVABILI

Dati CIRO: già raggiunto il 56% del target 2030 e primato nelle auto elettriche; positivi i consumi industriali, ma criticità su edifici in classe A e consumo di suolo

 

Il Lazio si afferma come una delle regioni più dinamiche nel percorso di transizione energetica in Italia, distinguendosi per la forte crescita delle fonti rinnovabili e per le buone performance sulle emissioni. Il quadro restituito da CIRO (Climate Indicators for Italian RegiOns) - la piattaforma sviluppata da Italy for Climate in collaborazione con ISPRA che analizza le performance ambientali regionali attraverso 27 indicatori chiave - vede la regione al primo posto per quota di conseguimento del target al 2030, avendo già raggiunto il 56% (contro il 31% della media nazionale).

La regione è leader anche per nuovi impianti installati in rapporto alla superficie e detiene il primato nazionale nelle immatricolazioni di auto elettriche (5,4% contro il 4% della media). Con circa 5 tonnellate di gas serra pro capite, il Lazio vanta la seconda miglior performance emissiva del Paese. Risultati positivi emergono anche nell'industria, con consumi energetici per valore aggiunto tra i più bassi d’Italia, anche se la quota di consumi elettrici resta fra le più basse in Italia. 

Accanto ai punti di forza, permangono debolezze strutturali. La quota complessiva di rinnovabili sui consumi finali resta tra le più basse del Paese (11,8%) a causa di un mix energetico ancora storicamente dipendente dai fossili. Nel settore edilizio, sebbene i consumi medi siano contenuti, la quota di edifici in classe A è solo del 6%, tra i valori minimi nazionali. Sul fronte della vulnerabilità, si registrano livelli elevati di consumo di suolo e perdite della rete idrica superiori alla media nazionale.

“Attraverso la piattaforma CIRO abbiamo voluto fornire alle regioni uno strumento per misurare le proprie performance in materia di clima e transizione energetica attraverso 8 temi, 27 indicatori e un'unica metodologia in grado di garantire la comparabilità dei risultati. L'obiettivo non è quello di fare delle classifiche, quanto piuttosto di far emergere le peculiarità spesso uniche dei singoli territori, mostrarne punti di forza e punti di debolezza e aiutare così le amministrazioni ad individuare le proprie priorità di azione. Ma CIRO ha anche l'obiettivo di promuovere nei territori un dibattito sulla transizione informato e basato su dati quanto più possibile attendibili e scientificamente fondati, frutto del costante lavoro di confronto con i tecnici di Ispra e con altre istituzioni scientifico di rilievo nazionale.”dichiara Andrea Barbabella Responsabile scientifico  di Italy for Climate (I4C).

 

Lazio

EMISSIONI: con 5 tonnellate di gas serra pro capite, il Lazio ha la seconda performance migliore d’Italia in termini di emissioni, molto al di sotto della media nazionale, mentre gli assorbimenti naturali in relazione alla superficie della regione sono in linea con la media.

ENERGIA: il Lazio è fra le regioni con i più bassi consumi finali di energia pro capite mentre il mix energetico è peggiore della media nazionale, con più carbone (10%), più petrolio (48%), e meno rinnovabili.

RINNOVABILI: il Lazio è la prima regione italiana per quota di conseguimento del target 2030 sulle rinnovabili (nel 2025 ha già raggiunto il 56%, contro la media nazionale del 31%), ed è la prima regione anche in termini di kW di nuovi impianti installati nel 2025, in rapporto alla superficie. Tuttavia, la sua quota di rinnovabili sui consumi totali di energia resta ancora fra le più basse in Italia (11,8% contro il 18% della media nazionale), mentre il numero di Comunità Energetiche attivate è in linea con la media nazionale.

EDIFICI: le performance del settore sono piuttosto positive, complici anche alcune caratteristiche climatiche e di struttura dell’economia; la quota sui consumi elettrici è tra le più alte d’Italia (41% nel 2023, contro una media nazionale del 31%), i consumi medi degli edifici sono piuttosto inferiori alla media, come anche le emissioni pro capite. Meno positivo è il dato sulla quota di edifici in classe A (6%), fra i più bassi d’Italia.

INDUSTRIA: i consumi di energia in rapporto al valore aggiunto sono tra i più bassi in Italia ed è positiva anche la performance in termini di emissioni del settore, essendo il Lazio anche una delle regioni che più le ha ridotte dal 1995, complice anche la graduale eliminazione della produzione elettrica da carbone. Ciononostante, la quota di consumi elettrici nell’industria (pari a 31%) resta di molto inferiore alla media nazionale.

TRASPORTI: il Lazio detiene il primato per immatricolazioni di auto elettriche con il 5,4% nel 2024, contro una media nazionale del 4%. Positivo è anche il numero di passeggeri trasportati dal trasporto pubblico locale in rapporto alla popolazione; tuttavia, le emissioni pro capite di questo settore restano fra le più elevate d’Italia, mentre il tasso di motorizzazione è in linea con la media nazionale.

AGRICOLTURA: la performance del settore è generalmente positiva, con emissioni agricole pro capite particolarmente basse e un basso numero di capi bovini allevati; anche la quota di agricoltura biologica (27%) è migliore della media nazionale (20%) mentre la quota di uso di fertilizzanti è in linea con il dato nazionale. 

VULNERABILITA’: la quota di popolazione esposta a rischio alluvione è piuttosto bassa (3% contro una media nazionale dell’11,5%) e gli eventi estremi in rapporto alla superficie hanno registrato nel 2024 un dato in linea con la media nazionale. Il Lazo resta, tuttavia, una tra le regioni con il più alto tasso di consumo di suolo e le perdite della rete idrica sono più alte della media nazionale.

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Italy for Climate è il centro studi su transizione energetica e clima della Fondazione per lo sviluppo sostenibile, in partnership con Enea, Ispra ed RSE, promosso da A2A, Chiesi, Davines, Dolomiti Energia, Edison, Elettricità Futura, Italian Exhibition Group, Montello.

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Sicurezza domestica: i nuovi sistemi smart Dom-e antintrusione e videosorveglianza di Beghelli

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Sicurezza domestica, Beghelli lancia i nuovi sistemi smart Dom-e antintrusione e videosorveglianza in vista delle vacanze estive


Con l’arrivo dell’estate e l’aumento delle partenze per le vacanze, torna puntuale anche una preoccupazione diffusa tra gli italiani: la sicurezza delle proprie abitazioni durante i periodi di assenza. Nei mesi estivi, infatti, si registra un incremento dei furti tra il 25% e il 35% rispetto alla media annuale (fonte Censis). Tra viaggi programmati e fine settimana fuori porta, lasciare la casa vuota continua quindi a rappresentare un tema sensibile per molte famiglie. Oggi, però, la tecnologia offre soluzioni semplici e accessibili per proteggere la casa e partire davvero senza pensieri. Sistemi di allarme intelligenti e videocamere connesse permettono di tenere tutto sotto controllo, anche a distanza, e di scoraggiare eventuali intrusioni. 


È proprio in questo contesto che Beghelli amplia la gamma di dispositivi smart Dom-e dedicati alla sicurezza residenziale con il nuovo Dom‑e kit di allarme antintrusione e le videocamere Mini Plus,Motion Plus e Outdoor Plus a batteria. Si tratta di soluzioni Wi‑Fi progettate per garantire protezione, controllo e semplicità d’uso negli ambienti domestici, che integrano tecnologie evolute, gestione da remoto e dialogo tra dispositivi. Un sistema completo e modulare, pensato per rispondere in modo affidabile e intuitivo alle esigenze dell’abitare contemporaneo, tutelando persone e spazi.

 

Dom‑e sistema di allarme antintrusione wireless: nuova idea di sicurezza domestica

In un mercato diviso tra soluzioni essenziali e sistemi professionali complessi, Dom-e Beghelli apre una nuova strada: un sistema di allarme evoluto, accessibile e intuitivo, progettato per rispondere alle esigenze concrete dell’abitare contemporaneo. Non necessita di cablaggi od opere di muratura e può essere installato in autonomia, senza l’intervento di un elettricista.


Cuore del sistema è la tecnologia LoRa, che garantisce una comunicazione radio affidabile, sicura e a lungo raggio tra la centrale e tutti i dispositivi, riducendo al minimo i consumi energetici e assicurando prestazioni stabili anche in contesti complessi o abitazioni di grandi dimensioni. Il nuovo sistema di allarme antintrusione Dom‑e nasce per essere semplice da installare e immediato da utilizzare. 


Il kit, composto da centrale d’allarme, sensore per porte e finestre, sensore volumetrico e due telecomandi con tasto SOS, è pronto all’uso, con dispositivi già abbinati alla centrale e caratterizzati da un design discreto, pensato per integrarsi armoniosamente negli spazi domestici. Il sistema può essere ampliato nel tempo fino a configurazioni più articolate, mantenendo sempre un’esperienza d’uso chiara e intuitiva. La centrale con display touch da 7”, la sirena integrata, il controllo tramite app o SMS e la compatibilità con Alexa e Google Hometrasformano la sicurezza in un gesto quotidiano, naturale e perfettamente integrato nella vita di casa. 


Accanto alla funzione antintrusione, il sistema amplia il concetto di sicurezza domestica introducendo una funzione SOS dedicata alla protezione personale, attivabile tramite app, telecomando o direttamente dalla centrale. Pensata sia per le situazioni di pericolo sia per le emergenze mediche, la funzione consente, alla pressione del pulsante, l’invio automatico delle chiamate ai numeri di soccorso e l’attivazione della comunicazione vivavoce, permettendo di entrare subito in contatto con l’interlocutore che risponde.


Il sensore per porte e finestre e il sensore volumetrico con rilevazione del movimento fino a 6 metri con angolo a 110° sono entrambi collegati via radio 433 MHz LoRa con la centrale, hanno una portata massima in assenza di ostacoli di 300 metri e sono alimentati a batteria. 


Il sistema si può completare con una sirena da esterno con pannello solare, collegata alla centrale tramite radio LoRa a 433 MHz, con una portata massima fino a 300 metri in campo libero. Dotata di batteria integrata, può essere alimentata sia tramite rete elettrica a 230V sia attraverso il pannello solare da 10W, entrambi inclusi nella dotazione, garantendo massima libertà di installazione. La sirena offre segnalazioni luminose e sonore per l’inserimento e il disinserimento dell’allarme, oltre al lampeggio di segnalazione a sistema attivo, con la possibilità di personalizzare e abilitare o disabilitare i feedback visivi e acustici in base alle esigenze dell’utente.

 

Il nuovo sistema antrintusione Dom-e è disponibile al prezzo di 329 euro online sullo store www.beghelli.it. È inoltre acquistabili sulle principali piattaforme e‑commerce, nei negozi di elettronica di consumo e nei centri specializzati nel fai da te.

Smart e sicure: le nuove videocamere Beghelli

Affidabili, intelligenti e facili da installare: Mini Plus, Motion Plus, Outdoor Plus a batteria sono le tre nuove videocamere Beghelli gestibili da remoto tramite l’app gratuita dom‑e, con risoluzione Full HD, visione notturna fino a 10 metri con infrarossi, sensore di movimento, sirena integrata, vivavoce e rilevamento animali. Compatibili con Alexa e Google Home, supportano registrazione su MicroSD o cloud per una protezione continua, ovunque ci si trovi.

Dom-e videocamera Mini Plus: la compatta dalle alte prestazioni

Dalle dimensioni compatte, la nuova Mini Plus da interno controllabile dallo smartphone tramite la rete Wi-fi domestica e app Dom-e promette alte prestazioni in termini di sicurezza: la videocamera invia notifiche in caso rilevi movimenti e grazie alla sirena interna funziona da antifurto. Ha risoluzione FullHD 3MP e audio a due vie, l’app inoltre consente di impostare l’area di inquadratura che si desidera controllare. Come tutte le nuove videocamere Beghelli, è dotata di visione notturna fino a dieci metri, sensori di suoni, movimento e rilevamento pet e funziona con gli assistenti vocali Alexa e Google Home. Inoltre, grazie all’app Dom-e, permette di vedere in diretta o registrare filmati e foto direttamente sullo smartphone. Le registrazioni possono essere salvate su una MicroSD anche offline o in modalità continua sulla scheda di memoria o su cloud (funzioni opzionali). Mini Plus è alimentata a cavo e fissabile a parete o a soffitto. 

Dom-e videocamera Motion Plus: la cam orientabile tramite app

Le funzioni di rotazione da 0 a 355° e di inclinazione da -10° a +40° della nuova Motion Plus da interno di Beghelli con connessione Wi-Fi si gestiscono da remoto tramite la rete Wi-fi domestica e app Dom-e. Unite alla risoluzione FullHD 3MP garantiscono una visuale completa con dettagli incredibilmente nitidi. Dotata di sirena interna, audio a due vie e visione notturna fino a dieci metri, integra sensori di suoni, movimento e rilevamento pet e funziona con gli assistenti vocali Alexa e Google Home. Inoltre, grazie all’app Dom-e, permette di vedere in diretta o registrare filmati e foto direttamente sullo smartphone. Le registrazioni possono essere salvate su una MicroSD anche offline o in modalità continua o sulla scheda di memoria o su cloud (funzioni opzionali). Motion Plus è alimentata a cavo e fissabile a parete o a soffitto. 

Dom-e videocamera Outdoor Plus con pannello solare 5W: più sicurezza anche in esterno

Outdoor Plus è la nuova videocamera da esterno di Beghelli dotata di batteria ricaricabile 5200 mAh e rivestimento in metallo impermeabile IP65 per prestazioni sicure e affidabili (supporto a muro incluso). Controllabile dallo smartphone tramite la rete Wi-fi domestica e app Dom-e, permette di incrementare il livello di sicurezza fuori casa grazie alla luce di dissuasione e alla sirena interna integrate. La nuova Outdoor Plus di Beghelli può essere collegata tramite cavo di 3 metri al pannello solare Beghelli da 5W (15x15 cm), per offrire una soluzione ecologica ed efficiente, in grado di monitorare la proprietà senza dipendere dalla rete elettrica.


Dotata di audio a due vie e visione notturna fino a dieci metri, questa cam da esterno integra anche sensori di suoni, movimento e rilevamento pet e funziona con gli assistenti vocali Alexa e Google Home. Inoltre, grazie all’app Dom-e, permette di vedere in diretta o registrare filmati e foto direttamente sullo smartphone. Le registrazioni possono essere salvate su una MicroSD anche offline o in modalità continua o sulla scheda di memoria o su cloud (funzioni opzionali). 


Le nuove videocamere Beghelli Dom-e sono disponibili online sul sito di Beghelli al prezzo di 24,90 euro per Mini Plus, 32,90 euro per Motion Plus e 64,90 euro per Outdoor Plus, quest’ultima disponibile anche nella versione kit a 84,90 euro con pannello solare incluso. Sono inoltre acquistabili sulle principali piattaforme e‑commerce, nei negozi di elettronica di consumo e nei centri specializzati nel fai da te.

CEMENTO E ACCIAIO, LA SFIDA CLIMATICA CORRE SUI BINARI: CON I MATERIALI GREEN LE EMISSIONI DELLE FERROVIE CALANO FINO AL 66%

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CEMENTO E ACCIAIO, IL COSTO CLIMATICO NASCOSTO DELLE FERROVIE: CON I MATERIALI GREEN EMISSIONI GIÙ FINO AL 66%

 

Il Rapporto BESA3 di Fondazione Ecosistemi presentato al Forum Compraverde in corso a Roma: con acciaio low-carbon e cementi alternativi CO₂ giù fino al 66%. 
L’Italia tra i sistemi siderurgici più avanzati d’Europa grazie al riciclo


Roma, 28 maggio 2026 – La transizione ecologica delle infrastrutture europee si giocherà sempre meno soltanto sull’energia e sempre più sui materiali. Perché il vero costo climatico delle ferrovie non riguarda solo i consumi energetici dei treni o l’elettrificazione delle reti, ma soprattutto l’enorme quantità di acciaio, cemento e calcestruzzo necessaria per costruire e mantenere binari, traversine, stazioni, ponti, gallerie e infrastrutture ferroviarie.

Ogni anno i governi europei e OCSE investono circa 120 miliardi di euro nelle infrastrutture di trasporto, uno dei comparti più esposti al tema delle emissioni incorporate nei materiali da costruzione. Oggi circa l’80% delle emissioni delle infrastrutture di trasporto – ferrovie, strade, ponti, gallerie e reti pubbliche di mobilità – deriva infatti proprio da acciaio, cemento e calcestruzzo. Due comparti che da soli rappresentano rispettivamente il 5% e il 4% delle emissioni complessive di gas serra dell’Unione Europea.

È il quadro che emerge dal progetto BESA3 di Fondazione Ecosistemi, dedicato all’analisi del carbonio incorporato nei materiali ferroviari e alle possibili strategie di decarbonizzazione delle infrastrutture europee. Il tema centrale riguarda infatti non soltanto le emissioni prodotte durante l’utilizzo delle infrastrutture, ma anche quelle generate a monte per produrre acciaio, cemento e materiali da costruzione.

Secondo le elaborazioni contenute nello studio, l’utilizzo di acciaio e cemento a minore intensità carbonica consentirebbe di ridurre le emissioni fino al 66,7% nel caso dell’acciaio e del 42,3% nelle traverse ferroviarie in cemento armato precompresso.

I numeri raccontano la dimensione industriale del fenomeno. Nel solo 2024, nell’ambito delle infrastrutture ferroviarie italiane, sono state gestite 259.250 tonnellate di acciaio per armamento ferroviario e 149.077 tonnellate di traverse in cemento armato precompresso.

Nel settore ferroviario europeo il fabbisogno annuo raggiunge invece circa 2,2 milioni di tonnellate di acciaio e 5,5 milioni di tonnellate di cemento.

Il peso nascosto delle infrastrutture ferroviarie

Quando si parla di mobilità sostenibile, l’attenzione si concentra quasi sempre sui benefici ambientali del trasporto ferroviario rispetto a quello su gomma o aereo. Molto meno visibile è invece il peso climatico dei materiali utilizzati per costruire e mantenere infrastrutture, binari, traverse e sistemi ferroviari. L’acciaio rappresenta da solo circa il 75% del carbonio incorporato delle infrastrutture ferroviarie europee. Una quota enorme che deriva soprattutto dai processi produttivi tradizionali basati sugli altoforni BF-BOF, ancora fortemente dipendenti dal carbone coke. Sul fronte del cemento, invece, il principale responsabile delle emissioni è il clinker contenuto nel cemento Portland, che genera circa l’80% delle emissioni associate alla produzione del calcestruzzo. Secondo lo studio, però, il margine di riduzione delle emissioni è già oggi molto significativo grazie a tecnologie e materiali alternativi già disponibili sul mercato. Nel caso delle traverse ferroviarie in cemento armato precompresso, l’utilizzo di cemento alternativo a minore impatto emissivo consentirebbe — rispetto ai dati di approvvigionamento 2024 delle ferrovie italiane — di ridurre la CO₂ prodotta da 17.710 tonnellate a 12.397 tonnellate, con un risparmio superiore alle 5.300 tonnellate di CO₂. Se si considerano insieme cemento e acciaio utilizzati per le traverse ferroviarie, il confronto tra materiali “best practice” e materiali ad alta intensità emissiva mostra una differenza molto netta: 15.379 tonnellate di CO₂ contro 26.655 tonnellate.

L’Italia tra i modelli europei della siderurgia low-carbon

Nel quadro europeo emerge anche un elemento particolarmente rilevante per il sistema industriale italiano. A differenza di molti Paesi europei ancora fortemente legati alla produzione tradizionale da altoforno, l’Italia si colloca tra le siderurgie più avanzate sul piano dell’economia circolare grazie alla prevalenza della produzione da forno elettrico alimentato da rottame ferroso riciclato. Secondo i dati riportati nello studio, oltre l’85% dell’acciaio italiano è infatti prodotto da acciaio secondario, contro una media europea del 44%. Grazie a questo modello produttivo, la siderurgia italiana è oggi tra quelle con la minore intensità emissiva al mondo: circa 0,7 tonnellate di CO₂ per tonnellata di acciaio prodotto, contro una media globale pari a 1,5 tonnellate.

L’analisi sottolinea come questo patrimonio industriale possa rappresentare un vantaggio competitivo strategico nella futura trasformazione green delle infrastrutture europee.

Il settore resta però esposto alla pressione delle importazioni extra-UE. Dal 2008 la produzione europea di acciaio è diminuita del 30%, mentre le importazioni da Paesi esterni all’Unione hanno superato i 30 milioni di tonnellate annue. Parallelamente, le importazioni europee di cemento da Paesi extra-UE sono cresciute del 260% dal 2016.

Secondo l’analisi, senza una strategia europea capace di premiare materiali low-carbon e filiere circolari, il rischio è che la transizione ecologica finisca per rafforzare produzioni ad alta intensità emissiva localizzate fuori dall’Europa.

La leva degli appalti pubblici

Uno dei punti centrali dello studio riguarda il ruolo strategico del Green Public Procurement, cioè gli “appalti pubblici verdi”: il sistema attraverso cui la pubblica amministrazione utilizza bandi e gare per premiare prodotti, materiali e servizi a minore impatto ambientale.

Gli appalti pubblici rappresentano infatti tra il 14% e il 20% del PIL europeo e incidono già oggi sul 15% delle emissioni globali.

Secondo le stime riportate nell’analisi, l’implementazione sistematica del Green Public Procurement consentirebbe una riduzione delle emissioni del 21% nel settore del cemento e del 18% in quello dell’acciaio.

In Paesi come Svezia, Francia e Norvegia, i criteri di sostenibilità sono già obbligatori negli appalti ferroviari pubblici.

Secondo Fondazione Ecosistemi, la decarbonizzazione delle infrastrutture non riguarda quindi soltanto l’energia utilizzata dai treni, ma sempre più anche il carbonio incorporato nei materiali impiegati per costruire reti, binari e opere pubbliche.

La transizione delle infrastrutture europee, conclude lo studio, non dipenderà soltanto da tecnologie future o nuove fonti energetiche, ma dalla capacità di utilizzare su larga scala materiali, filiere industriali e strumenti di procurement già oggi disponibili. Ed è proprio su acciaio, cemento e appalti pubblici che potrebbe giocarsi una parte decisiva della competitività industriale europea dei prossimi decenni.

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Il Teatro Drammatico di Plovdiv porta in scena due capolavori di Alessandro Baricco al Teatro Brancaccio, 9 e 10 giugno

Il Teatro Drammatico di Plovdiv porta in scena per la prima volta in Italia due capolavori di Alessandro Baricco:
Silk (Seta) e Without Blood (Senza Sangue).

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Il Teatro Drammatico di Plovdiv porta in scena per la prima volta al Teatro Brancaccio di Roma, il 9 e il 10 giugno prossimi, la trasposizione teatrale di due capolavori letterari di Alessandro Baricco: Silk (Seta) e Without Blood (Senza Sangue).

Proposte con tutta la potenza della musicalità della lingua bulgara e dall’incontro suggestivo tra la musica e la danza, le due opere raccontano la riconciliazione e la rivoluzione interiore da diversi punti di vista. Mentre Silk (Seta) affronta il tema del viaggio e dell’autenticità dell’amore come forza trasformatrice, Without Blood (Senza Sangue) mette a nudo il dramma della violenza e la potenza della memoria, come strumenti per interrompere il ciclo della vendetta.


In entrambe le trasposizioni, dirette da Diana Dobreva con l’adattamento di Alexander Sekulov, il teatro si fonde con la musica e la danza. Questo intreccio permette alla lingua bulgara (supportata  in scena dai sottotitoli in italiano) di farsi ritmo e corpo, diventando parte integrante della performance.

L’operazione consolida idealmente lo storico dialogo culturale tra Italia e Bulgaria, un legame che ha trovato il suo culmine nel 2019, quando i due Paesi hanno condiviso il titolo di Capitale Europea della Cultura.


La visita a Roma è realizzata con il sostegno della Fondazione Plovdiv 2019, del Comune di Plovdiv e dell’Istituto bulgaro di cultura a Roma.

SILK (Seta)

dal romanzo di Alessandro Baricco

 

Traduzione del romanzo: Tolya Radeva

Adattamento autoriale: Alexander Sekulov

Regia: Diana Dobreva


Interpreti

IVANA PAPAZOVA, MARGITA GOSHEVA, ELENA KABASAKALOVA, PATRIZIA PANDEVA, MARIA SOTIROVA, IVANA KRUMOVA, MARIANA YOTOVA, BORIANA BRATOEVA, BORIANA MANOILOVA, RADINA DUMANYAN, KONSTANTIN ELENKOV, SIMEON ALEKSIEV, TROYAN GOGOV, KRASIMIR VASILEV, TODOR DARLIANOV, ALEXEY KOZHUHAROV, VENELIN METODIEV, DIMITAR BANCHEV, IVAYLO HRISTOV, STOYAN SARDANOV.


Scenografia: Mira Kalanova  Costumi: Marina Raychinova  Musica: Petya Dimanova

Sound design: Yavor Karagitliev  Video design: Petko Tanchev  Fotografia: Georgi Vachev

Trailer: Zhoro Stavrev e Georgi Vachev Zhoro


WITHOUT BLOOD (Senza Sangue)

dal romanzo di Alessandro Baricco

 

Traduzione del romanzo: Tolya Radeva

Adattamento autoriale: Alexander Sekulov

Versione teatrale e regia: Diana Dobreva


Interpreti

MARGITA GOSHEVA, VASIL ZAFIRCHEV, KONSTANTIN ELENKOV, PATRIZIA PANDEVA, ISIDOR YOVANOVSKI, FILIP HRISTOVSKI, KRASIMIR VASILEV, GEORGI VACHEV, KETI BORISOVSKA, SIMEON ALEXIEV, ELENA KABASAKALOVA, KATRIN GACHEVA, ZLATKO SHARKOV, FILIP VASILEVSKI, ELENA DIMITROVA


Scenografia: Valentin Svetozarev  Costumi: Rade Vasilev e Elena Vangelovska 

Compositori: Yavor Karagitliev, Sashko Kostov  Musica dal vivo: Sashko Kostov 
Coreografia: Olga Pango  Fotografie: Alexander Thompson  Trailer: Georgi Vachev

Traduzione sottotitoli di Vera Petrova

mercoledì 27 maggio 2026

Ebola è emergenza OMS, in Italia non ci sono casi accertati

L'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha dichiarato l'ultima epidemia di Ebola nella Repubblica Democratica del Congo (RDC) e nella vicina Uganda un'"emergenza sanitaria pubblica di rilevanza internazionale" dopo che il virus ha causato quasi 90 decessi. L'epidemia, originatasi nella provincia orientale della Repubblica Democratica del Congo, di Ituri, è causata dal raro ceppo Bundibugyo del virus Ebola. Per questa variante non esistono vaccini o trattamenti approvati. L'OMS, tuttavia, si è astenuta dal dichiarare una pandemia, affermando che non sussistevano i criteri necessari. L'agenzia delle Nazioni Unite ha sconsigliato ai paesi di chiudere le frontiere o limitare gli scambi commerciali.

La dichiarazione di "emergenza sanitaria pubblica di rilevanza internazionale" da parte dell'OMS rappresenta il secondo livello di allerta più elevato previsto dalle normative sanitarie internazionali. L'agenzia ha sottolineato che l'epidemia al momento non raggiunge la soglia per un'emergenza pandemica, il livello più alto introdotto dopo il COVID-19.

Secondo il direttore generale dell'OMS, Tedros Adhanom Ghebreyesus, nella Repubblica Democratica del Congo ad oggi sono stati identificati oltre 900 casi sospetti di infezione da Ebola. Di questi, 101 sono stati confermati. La situazione relativa al virus Ebola in Congo sta peggiorando e il Paese sta già cancellando i voli, riporta Bloomberg, citando dati delle autorità locali e delle agenzie sanitarie africane. Secondo i loro dati, a venerdì, 867 persone in Congo erano state infettate dal virus e 204 erano morte. Tuttavia, solo un quinto dei 1.745 contatti identificati con persone infette è stato rintracciato. L'epicentro dell’epidemia viene confermato nella provincia di Ituri, al confine con l'Uganda.

Il sistema sanitario già fragile del Congo ma anche dell’Uganda è stato messo a dura prova e costringe le autorità a fare molto affidamento su misure di salute pubblica di base, poiché non esiste un vaccino o una terapia anticorpale approvata per questo raro tipo di virus", scrive Bloomberg. Gli esperti sanitari locali lamentano la mancanza di vaccini e di nuovi metodi di trattamento. Nonostante lo stanziamento di milioni di dollari da parte di organizzazioni internazionali, i medici non dispongono nemmeno delle forniture più basilari, come i dispositivi di protezione individuale. C'è anche il rischio che il virus si diffonda nei paesi limitrofi a causa delle frontiere scarsamente protette tra i paesi africani: Congo, Uganda e Sud Sudan.

Un'epidemia di febbre Ebola nei paesi africani ha già portato a oltre 500 possibili casi della malattia e, presumibilmente, a 204 decessi causati dalla malattia, ha affermato il direttore generale dell'OMS, Tedros Adhanom Ghebreyesus. Ha ricordato che finora ci sono 32 casi confermati di Ebola: 30 nella Repubblica Democratica del Congo e due in Uganda, entrambi con individui ugandesi infetti arrivati ​​nel paese dalla Repubblica Democratica del Congo. L'epidemia è stata causata da una variante del virus Ebola, denominata Bundibugyo.

L'epidemia è iniziata a Mongwalu, una zona mineraria molto frequentata. Le persone infette si sono poi spostate fuori dalla zona, hanno cercato cure in altri luoghi e hanno diffuso la malattia. L'Africa CDC ha avvertito che gli spostamenti della popolazione, la debolezza delle infrastrutture sanitarie e le violenze perpetrate da gruppi armati nell'Ituri potrebbero complicare gli sforzi di contenimento.

Il paziente zero dell'epidemia è stata un'infermiera che si è presentata in una struttura sanitaria a Bunia, capitale dell'Ituri, il 24 aprile, manifestando sintomi simili a quelli dell'Ebola, ha dichiarato il ministro della Salute della Repubblica Democratica del Congo, Samuel-Roger Kamba. Nel frattempo, l'Uganda ha registrato due casi confermati in laboratorio e collegati a viaggiatori provenienti dalla Repubblica Democratica del Congo, tra cui un decesso nella capitale, Kampala. Un rappresentante di medici senza frontiere Trish Newport ha dichiarato: "Nell'Ituri, molte persone faticano già ad accedere all'assistenza sanitaria e vivono in una situazione di costante insicurezza, pertanto un intervento rapido è fondamentale per impedire un'ulteriore escalation dell'epidemia".

Secondo il ministero della salute Italiano i contatti con il virus ebola sono stati 3 di cui 2 a Milano e 1 sarà ricoverato allo Spallanzani di Roma. Ultimo caso è quello di un medico oggetto di contatto con il virus ebola che sarà accompagnata dopo l’arrivo all'Istituto Spallanzani per "la necessaria quarantena e la sorveglianza attiva". Nell'ambito della sua attività, nel centro di salute di Salamat (Bunia- Ituri), il chirurgo è entrato in contatto il 16 maggio con pazienti risultati poi positivi.

Si tratta quindi, secondo il ministero, di un caso di contatto diretto. Il 18 maggio scorso, si legge nella nota del ministero, il medico ha anche eseguito un intervento chirurgico salvavita d'urgenza su un bambino vittima dell'esplosione di una granata. Il bambino è un caso sospetto di Ebola il cui test non è ancora disponibile. Il ministero della Salute ricorda inoltre che "non ci sono casi di Ebola al momento in Italia", che" l'allarme è molto basso nel nostro Paese". Il ministero, prosegue la nota, che "è attivo sin dal primo momento per tutte le attività di preparazione e sorveglianza" e sta proseguendo il monitoraggio dell'evoluzione del quadro epidemiologico in raccordo con i territori e con le autorità sanitarie nazionale e locali". (fonte Ansa)

La malattia è provocata dal virus ebola che si è dimostrato a virulenza grave ed il più delle volte fatale fu identificato per la prima volta nel 1976 vicino al fiume Ebola, nell'attuale Repubblica Democratica del Congo. Si ritiene che il virus abbia origine negli animali selvatici, in particolare nei pipistrelli, prima di diffondersi all'uomo. La malattia si diffonde attraverso il contatto diretto con fluidi corporei come sangue, vomito, sperma o altri materiali contaminati, inclusi lenzuola e indumenti. Le persone diventano contagiose una volta comparsi i sintomi.

I sintomi sono caratterizzati da febbre, vomito, diarrea, forte debolezza, dolori muscolari e, nei casi più gravi, emorragie interne ed esterne. Il periodo di incubazione può durare da due a 21 giorni. L'attuale epidemia è causata dal ceppo Bundibugyo, identificato per la prima volta in Uganda nel 2007. Ha un "tasso di letalità molto elevato, che può raggiungere il 50%", ha dichiarato Kamba sabato scorso. "Non esiste un vaccino né una cura specifica per il ceppo Bundibugyo", ha aggiunto.

ANAFePC : Il Turismo in Sicilia, un paradosso tra flussi da record e collasso idrico-infrastrutturale.

La Sicilia del turismo supera il tetto storico dei 22,5 milioni di presenze grazie al boom di visitatori stranieri. Tuttavia, questo straordinario potenziale economico rimane ostaggio di un cronico deficit infrastrutturale e di una palese incapace gestione che rischiano di compromettere definitivamente la credibilità internazionale della regione scrive ANAFePC Accademia Nazionale per l’Alta Formazione e Promozione della Cultura, del Lavoro e del Sociale.

Il primo paradosso riguarda la mobilità interna. "E' inaccettabile che una meta globale sconti ancora tempi ferroviari biblici, una totale assenza di alta velocità e collegamenti scarsi verso scali isolati come Comiso e Trapani - dichiara Calogero Coniglio presidente ANAFePC, Accademia Nazionale per l’Alta Formazione e Promozione della Cultura - Questa inefficienza costringe i turisti al noleggio forzato di auto private, esponendoli a tariffe speculative per poi trovarsi intrappolati in una rete stradale devastata da cantieri infiniti e deviazioni, con gravi ripercussioni anche sul congestionamento e sulle difficoltà di accesso a mete d'élite come Taormina, dove l'insufficienza dei parcheggi rende estremamente difficile e stressante raggiungere il centro".

"A ciò si sommano intollerabili squilibri territoriali per cui, mentre l'over tourism soffoca le coste, l'entroterra resta escluso dai circuiti per isolamento logistico - aggiunge Maurizio Cirignotta Vice Presidente ANAFePC - le stesse perle naturali della costa occidentale, come la Riserva dello Zingaro, pagano il prezzo di un totale isolamento dai mezzi pubblici di linea che costringe all'uso dei transfer o dell'auto privata e di una cronica gestione di traffico e parcheggi, con posti auto che a luglio e agosto si esauriscono già al mattino creando code e pesanti disagi. Emblematico resta il caso dell'area di Agrigento, che richiede oltre 90 minuti per raggiungere il primo aeroporto, un vuoto che il pur florido settore crocieristico non può colmare da solo". La mancanza di una ferrovia adeguata rende la linea su gomma tra Gela e Palermo lenta e per percorrere 180 km occorrono ben 3 ore. 

La criticità più allarmante, che assume ormai i contorni di una vera e propria emergenza civile, è però la gestione dei servizi essenziali, a partire dalla devastante crisi idrica che colpisce al cuore i territori a più alta densità turistica. "È emblematico e intollerabile il caso dell’agrigentino, una delle mete più visitate a livello internazionale - spiega Agata Giuffrida componente ANAFePC - qui, dove i flussi di viaggiatori si concentrano per ammirare la maestosità della Valle dei Templi e per affollare la costa e le sue località balneari, la grave carenza e mancanza d’acqua si manifesta con turni di erogazione esasperanti e rubinetti che spesso e molte volte restano a secco". "In questo quadro si inserisce l'assurda vicenda del Comune di Canicattì - precisa Coniglio - un caso ormai da oltre sei mesi senza soluzioni e finito alla ribalta della stampa e della TV nazionali; davanti a istituzioni locali che non riescono a trovare una quadra, il forte sospetto è che la complessa realtà di questo comune sia rimasta ai margini dell'agenda politica palermitana, quasi dimenticata dai tavoli decisionali regionali che dovrebbero governare l'emergenza".

Maurizio Vincenzo Cirignotta

BLUEY & BINGO MEET & GREET A MAGICLAND

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Bluey & Bingo Meet & Greet a MagicLand

Date: dal 30 maggio al 2 giugno 2026
Luogo: MagicLand, Valmontone (Roma) 

Panoramica dell’evento

Festeggia il ponte del 2 giugno con un’esperienza speciale pensata per tutta la famiglia: Bluey e Bingo arrivano a MagicLand. Le amatissime protagoniste della celebre serie animata saranno presenti nel parco, offrendo a grandi e piccoli l’opportunità di incontrare dal vivo i propri personaggi preferiti all’interno di un lungo weekend ricco di intrattenimento.

Cosa aspettarsi

• Incontri meet & greet con Bluey e Bingo
• Opportunità fotografiche per tutta la famiglia
• Esibizioni live a intervalli regolari durante la giornata in diverse aree del parco
• Un’esperienza coinvolgente e immersiva ispirata al mondo di Bluey

L’esperienza

L’arrivo di Bluey e Bingo rappresenta un momento speciale della stagione 2026 di MagicLand: i personaggi resteranno infatti nel parco anche oltre il ponte del 2 giugno, accompagnando gli ospiti per l’intera stagione. Questa iniziativa porta tutta la magia e l’energia della serie amata in tutto il mondo in un’esperienza reale e coinvolgente, arricchendo ulteriormente l’offerta family del parco in uno dei periodi più attesi dell’anno.


Roma capitale della difesa civica internazionale - Oltre 220 delegati da tutto il mondo

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Roma capitale della difesa civica internazionale: il Welcome degli Ombudsman in Campidoglio

Oltre 220 delegati da tutto il mondo accolti nella Sala della Protomoteca. Domani l’udienza con il Santo Padre, il 28 e 29 maggio la Conferenza internazionale alla Camera

 

Si è svolto nella serata del 26 maggio, presso la Sala della Protomoteca in Campidoglio, il Welcome Dinner istituzionale della Conferenza Internazionale degli Ombudsman, promosso dal Difensore Civico della Regione Lazio Marino Fardelli e dal Coordinamento Nazionale dei Difensori Civici Italiani, in vista della Conferenza internazionale in programma il 28 e 29 maggio presso la Camera dei Deputati.

L’iniziativa, organizzata grazie alla collaborazione di ANCI Lazio e al contributo dell’Istituto Alberghiero “Ugo Tognazzi” di Velletri, ha accolto oltre 220 delegati internazionali tra Ombudsman, Difensori civici, rappresentanti istituzionali e delegazioni provenienti da Europa, Africa, Asia e America, offrendo un momento di dialogo, accoglienza e valorizzazione delle eccellenze territoriali del Lazio.

Ad aprire la serata i saluti istituzionali del Presidente del Consiglio regionale del Lazio Antonello Aurigemma, del Presidente di ANCI Lazio Daniele Sinibaldi e del delegato del Sindaco di Roma Capitale Elio Tomassetti presidente del XII Municipio.

«Desidero ringraziare innanzitutto chi ha reso possibile l'evento odierno, in primis il Difensore Civico della Regione Lazio Marino Fardelli, e Anci Lazio. Ringrazio il Comune di Roma, che ci ospita in questa splendida cornice. Con molto piacere sono oggi qui, perché credo molto nella rilevanza strategica della difesa civica: come ho ripetuto in più occasioni, le attività del difensore civico vanno a colmare quel vuoto che spesso si crea tra istituzioni e cittadini», ha dichiarato Antonello Aurigemma, Coordinatore della Conferenza dei Presidenti delle Assemblee Legislative delle Regioni e delle Province Autonome. «Stiamo lavorando – ha aggiunto – per rafforzare questo ruolo, dotando di ulteriori strumenti i difensori civici, per cercare di affrontare con sempre maggior cognizione di causa le istanze della cittadinanza, in virtù anche dei cambiamenti che si sono registrati nella nostra società, a partire dall'innovazione tecnologica. La Conferenza internazionale dei difensori civici rappresenta quindi una valida occasione per portare avanti uno scambio di idee, esperienze e percorsi, per rafforzare la rete e una giusta sinergia».

«Questa Conferenza rappresenta un momento di straordinaria importanza per il sistema delle garanzie e per il futuro della difesa civica internazionale – dichiara Marino Fardelli –. Roma diventa in questi giorni il centro mondiale del confronto tra istituzioni indipendenti impegnate nella tutela concreta dei diritti dei cittadini. Il dialogo tra esperienze diverse rafforza le democrazie e contribuisce a costruire istituzioni sempre più vicine alle persone».

Nella giornata del 27 maggio le delegazioni internazionali hanno preso parte alla visita ufficiale e all’udienza con il Santo Padre, momento di particolare rilievo spirituale e istituzionale dedicato ai temi della pace, della dignità umana e della tutela dei diritti fondamentali.

La Conferenza entrerà quindi nel vivo il 28 e 29 maggio presso la Camera dei Deputati, dove si svolgeranno sessioni plenarie, tavole rotonde e incontri istituzionali con la partecipazione di Ombudsman, autorità indipendenti, rappresentanti delle istituzioni, esperti e studenti universitari provenienti da numerosi Paesi europei ed extraeuropei.

Con 275 partecipanti registrati, 67 relatori, 6 moderatori e 27 studenti universitari coinvolti, la Conferenza Internazionale degli Ombudsman si conferma uno dei più importanti appuntamenti internazionali dedicati alla difesa civica e alla cooperazione tra istituzioni indipendenti.

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