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martedì 10 marzo 2026
ANAFePC a Corleone per ricordare Rizzotto. Sindacalista ucciso dalla mafia per difendere i lavoratori
giovedì 5 marzo 2026
GARLASCO - SEMPIO E LE SUE AMNESIE . DAL CELLULARE AL LIBRO .
GARLASCO — Nel mosaico complesso delle indagini sull’omicidio di Chiara Poggi, avvenuto il 13 agosto 2007 nella villetta di via Pascoli a Garlasco, uno degli aspetti finiti sotto la lente degli investigatori negli anni riguarda le dichiarazioni di Andrea Sempio sui suoi spostamenti nella mattina del delitto.
Nelle prime fasi delle verifiche investigative, Sempio avrebbe spiegato di essersi recato a Vigevano quella mattina con l’intenzione di acquistare un telefono cellulare. In un secondo momento, però, la versione fornita sarebbe cambiata: lo stesso Sempio avrebbe indicato come motivo della sua presenza in città l’acquisto di un libro.
Un dettaglio che attirò l’attenzione degli inquirenti perché collegato alla fascia oraria in cui, secondo le ricostruzioni investigative, si consumò l’omicidio della giovane nella casa di famiglia. Per questo motivo furono avviati diversi accertamenti per ricostruire con precisione gli spostamenti di quella mattina.
Tra gli elementi esaminati vi furono documenti e possibili riscontri oggettivi, come gli scontrini e gli orari di apertura dei negozi di Vigevano. In particolare venne analizzato anche uno scontrino relativo a un parcheggio cittadino, ritenuto utile per verificare la presenza di Sempio in città in una determinata fascia oraria.
Il caso giudiziario relativo al delitto di Garlasco ha avuto comunque un esito definitivo nel 2015 con la condanna di Alberto Stasi per l’omicidio di Chiara Poggi. Negli anni successivi il nome di Andrea Sempio è tornato all’attenzione degli investigatori nell’ambito di ulteriori verifiche, ma la sua posizione è stata archiviata nel 2017.
A distanza di tempo, il delitto di Garlasco continua a essere uno dei casi di cronaca nera più discussi in Italia, segnato da una lunga sequenza di indagini, perizie e ricostruzioni che hanno cercato di chiarire ogni dettaglio di quella mattina d’estate.
GARLASCO - EMERGE DAL 2007 LA TAC DI CHIARA POGGI
Le immagini radiologiche del 2007 potrebbero ancora nascondere indizi sulla dinamica dell’omicidio
A quasi vent’anni dall’omicidio di Chiara Poggi, il caso del Delitto di Garlasco continua a far discutere l’opinione pubblica e gli addetti ai lavori. Tra gli elementi tecnici tornati al centro del dibattito negli ultimi tempi c’è la cosiddetta “famosa TAC” eseguita sul corpo della giovane subito dopo il ritrovamento, avvenuto il 13 agosto 2007 nella villetta di famiglia a Garlasco, in provincia di Pavia.
Si tratta di un esame radiologico effettuato nelle prime fasi dell’indagine, prima dell’autopsia, che ha consentito ai medici legali di analizzare in modo dettagliato le lesioni riportate dalla vittima. Ancora oggi quelle immagini rappresentano uno dei documenti scientifici più importanti dell’intero fascicolo processuale.
Le immagini che raccontano la violenza dell’aggressione
La tomografia assiale computerizzata mostrò un quadro estremamente grave di traumi cranici. Dalle scansioni emersero diverse fratture del cranio e lesioni compatibili con colpi inferti con un oggetto contundente.
Le immagini permisero agli specialisti di studiare la distribuzione dei colpi e di formulare ipotesi sulla dinamica dell’aggressione. In particolare, la TAC fornì indicazioni utili per comprendere la posizione della vittima durante le varie fasi dell’attacco e la direzione dei colpi ricevuti.
Nonostante le numerose perizie svolte nel corso degli anni, l’arma del delitto non è mai stata individuata con assoluta certezza. Diverse ipotesi sono state avanzate dagli esperti, ma nessuna è stata confermata in modo definitivo.
Il mistero delle micro-particelle
Uno dei dettagli che negli anni ha attirato maggiormente l’attenzione degli specialisti riguarda la possibile presenza di minuscole particelle nei frammenti ossei del cranio. Secondo alcune interpretazioni tecniche, queste tracce potrebbero essere di natura metallica.
Se confermata, una presenza di questo tipo potrebbe fornire indicazioni sull’oggetto utilizzato per colpire la giovane. Tuttavia, al momento delle prime indagini non fu possibile determinare con precisione la composizione delle particelle né collegarle con certezza a una specifica arma.
Proprio per questo motivo la TAC è rimasta nel tempo uno dei documenti più analizzati dai consulenti tecnici coinvolti nel caso.
Tecnologie moderne per rileggere le prove
Negli ultimi anni il progresso tecnologico ha aperto nuove possibilità nell’analisi dei reperti scientifici. Software di elaborazione delle immagini sempre più avanzati permettono oggi di riesaminare materiali raccolti anche molti anni fa.
In questo contesto, anche le scansioni della TAC di Chiara Poggi sono tornate sotto la lente degli esperti. L’obiettivo è verificare se una rilettura con strumenti più moderni possa far emergere dettagli che all’epoca non erano individuabili.
Le immagini radiologiche, infatti, conservano una grande quantità di informazioni e possono essere reinterpretate nel tempo senza subire deterioramenti, a differenza di molti altri reperti materiali.
Un caso che continua a dividere
Il delitto di Garlasco resta uno dei casi giudiziari più discussi della cronaca italiana. Per l’omicidio è stato condannato in via definitiva l’ex fidanzato della vittima, Alberto Stasi.
Nonostante la sentenza definitiva, il caso continua a riemergere periodicamente nel dibattito pubblico, soprattutto quando nuove analisi o riletture degli atti investigativi riaccendono l’attenzione su alcuni elementi chiave dell’inchiesta.
Tra questi, proprio la TAC eseguita nel 2007 continua a rappresentare un documento centrale. A distanza di quasi due decenni, quelle immagini potrebbero ancora contribuire a chiarire alcuni aspetti della dinamica dell’omicidio e di uno dei casi più complessi e controversi della cronaca italiana.
Marco Nicoletti
mercoledì 4 marzo 2026
Canicattì: emergenza idrica, ANAFePC: "Nessun intervento regionale, chiesta verifica sulla qualità dell’acqua ad Arpa e Asp".
GARLASCO - SEMPRE PIÙ DUBBI SULLA COLPEVOLEZZA DI STASI
Delitto di Garlasco, nuove analisi e scenari investigativi: il caso torna sotto i riflettori
Garlasco (Pavia), 4 marzo 2026 – A quasi diciannove anni dall’omicidio di Chiara Poggi, il delitto di Garlasco conosce una nuova fase di approfondimenti investigativi che riaccendono il dibattito giudiziario e mediatico. Pur in presenza di una sentenza definitiva che ha condannato Alberto Stasi a 16 anni di reclusione, la Procura di Pavia sta portando avanti ulteriori accertamenti tecnici su alcuni elementi rimasti controversi.
Il fronte del DNA e l’indagine su Andrea Sempio
L’attenzione degli inquirenti si concentra in particolare sulle tracce biologiche repertate nel 2007 sotto le unghie della vittima. Le nuove analisi genetiche, effettuate con metodologie più avanzate rispetto a quelle disponibili all’epoca del processo, hanno portato all’iscrizione nel registro degli indagati di Andrea Sempio, amico del fratello di Chiara.
Secondo quanto emerso, una parte del materiale genetico sarebbe compatibile con il suo profilo. La difesa di Sempio respinge con decisione ogni addebito e sostiene che l’eventuale presenza di tracce biologiche potrebbe essere spiegata da contatti indiretti o trasferimenti accidentali, sottolineando come il giovane frequentasse abitualmente l’abitazione.
Al momento non è stata formalizzata alcuna richiesta di rinvio a giudizio: l’indagine è ancora in fase preliminare e dovranno essere valutati in contraddittorio tutti gli esiti peritali.
L’impronta 33 e la rilettura della scena del crimine
Tra gli elementi tornati al centro dell’attenzione vi è anche la cosiddetta “impronta 33”, una traccia individuata all’epoca dei fatti nei pressi del corpo di Chiara. La sua attribuzione non è mai stata definitivamente chiarita e oggi viene riesaminata alla luce delle nuove tecniche di analisi.
Parallelamente, alcuni consulenti stanno rivalutando la dinamica dell’aggressione, con ipotesi differenti rispetto a quelle cristallizzate nelle sentenze: si discute, in particolare, del punto esatto dell’abitazione in cui sarebbe iniziata l’aggressione e della sequenza degli eventi che portarono alla morte della giovane.
Il nodo dell’orario del delitto
Un altro aspetto che torna in discussione è la collocazione temporale dell’omicidio. Alcuni esperti sostengono che l’orario potrebbe essere più ampio di quanto stabilito nei precedenti giudizi, mentre altri ritengono che i dati medico-legali già acquisiti offrano un quadro sufficientemente definito.
La questione dell’orario è centrale perché incide sulla compatibilità delle versioni fornite dai soggetti coinvolti e sulla presenza o meno di eventuali terze persone nella villetta di via Pascoli la mattina del 13 agosto 2007.
Le iniziative della difesa di Stasi
Sul fronte della difesa, i legali di Alberto Stasi hanno depositato nuove consulenze informatiche relative alla sera precedente il delitto. L’obiettivo è contestare alcune ricostruzioni riguardanti l’utilizzo del computer e il clima tra la coppia nelle ore antecedenti l’omicidio.
Secondo la difesa, i dati digitali confermerebbero una normale interazione tra i due, senza elementi che possano suggerire tensioni immediate. Anche su questo punto, tuttavia, le interpretazioni restano oggetto di confronto tra consulenti.
Un caso che continua a dividere
Il delitto di Garlasco rimane uno dei casi più complessi e discussi della cronaca giudiziaria italiana. La presenza di una condanna definitiva non ha impedito il riemergere di dubbi, nuove piste e richieste di approfondimento tecnico.
Ad oggi non vi sono ribaltamenti giudiziari, ma le nuove indagini potrebbero aprire ulteriori sviluppi nei prossimi mesi. Intanto, la vicenda continua a interrogare l’opinione pubblica, sospesa tra il peso delle sentenze e la possibilità che nuove analisi scientifiche possano offrire letture diverse di quanto accaduto in quella mattina d’estate del 2007.
Marco Nicoletti
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