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martedì 16 giugno 2026

Guerra in Iran: Un via definitivo al memorandum di Pace che comprende anche il Libano e Hormuz.

Nell’altalenante turbinio di notizie che si susseguono sia da parte americana che da parte iraniana sembra che il processo di pace che interessa la guerra iniziata da Israele e Usa sia dirittura d’arrivo dopo 107 giorni di guerra caratterizzati da ampie violazioni di cessate il fuoco e da un bellicismo triangolare che ha visto protagonista Israele in più territori tra cui il libano oggi si parla di accordo e la pace in Libano rientra nel memorandum d’intesa.

Un conflitto che sebbene possa finire solo sulla carta denota comunque molte criticità dovute al suo allargamento già in essere in libano e nel vicino Iraq, in Giordania sede di basi americane, alla Cis Giordania governata dai coloni israeliani, ma anche la stessa Palestina che ogni giorno viene bombardata. La guerra infatti ha favorito la crescita e lo sviluppo di gruppi estremisti quali Hezbollah in Libano uno attore di contrapposizione nella conquista del sud da parte di Israele, molte le fazioni Jihadiste anche in Iraq che alimentando focolai prima non esistenti. Una situazione che vede anche la Siria in primo piano nel processo di organizzazione di bande armate sovvenzionate dall’America che cerca di non intervenire direttamente dopo una eventuale pace in medio oriente ma solo per delega.

Una guerra che si è unita nella fonte religiosa mussulmana unico baluardo di coesione nel medio oriente una divisione non è riuscita a dividere ma che ha favorito in molte aree del medio oriente una comune azione di guerra contro l’aggressore Israeliano e Americano. Gli accordi firmati sono stati pubblicizzati ai fini di una vittoria elettorale di medio mandato del novembre 2026 e denotano ampie criticità accumulati nei 107 giorni di guerra. La tanto acclamata vittoria Americana la possiamo considerare usando un analogismo storico e solo simile a quella di Pirro.

Il campo di battaglia per l’America e Israele non è stato appannaggio di grandi vittorie ma di un rafforzamento Iraniano nell’area e gli ultimi attacchi missilistici alle basi americane e ad Israele con l’abbattimento di un elicottero USA che tanto ha fatto discutere gli americani. L'Iran ha dichiarato di aver vinto contro gli Stati Uniti sul campo di battaglia. Il capo del Ministero degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha dichiarato che la Repubblica islamica ha vinto contro gli Stati Uniti in uno scontro militare. Secondo lui, Washington si è trovata di fronte a una resistenza ostinata e coraggiosa delle forze armate e del popolo iraniano.

"Il momento migliore per porre fine alla guerra è quando abbiamo il vantaggio. Abbiamo davvero vinto sul campo di battaglia", ha citato Abbas Araghchi la televisione di Stato iraniana. Il Ministro ha sottolineato la stretta connessione tra i successi militari e la diplomazia, osservando che Teheran spera in condizioni migliori per la pace con gli americani. L'accordo di Trump con l'Iran diventerà una "pillola amara" per Netanyahu, secondo Axios. Trump ha chiamato Netanyahu e lo ha messo di fronte al fatto compiuto. "Il presidente degli Stati Uniti ha dato al primo ministro israeliano una notizia che quest'ultimo non voleva certamente sentire: Trump ha delegato alla firma il vice presidente Vance con un accordo con l'Iran che nei prossimi giorni sarà operativo con Hormuz in primo piano. 'Questo è un ottimo accordo e è giunto il momento di porre fine a questa guerra', ha detto Trump a Netanyahu, secondo quanto riferito da un alto funzionario americano".

Netanyahu sperava che le azioni militari avrebbero portato a un cambio di regime a Teheran. Tuttavia, questo non è accaduto. Ora Netanyahu viene criticato per aver trasformato il Paese in uno "Stato vassallo" poiché sta semplicemente accettando i termini di pace proposti da Trump. L'edizione afferma inoltre che Netanyahu ha cercato di ostacolare l'accordo tra Stati Uniti e Iran, incluso pianificando attacchi contro l'industria energetica iraniana, ma Trump lo ha fermato.

L’analisi del memorandum firmato nella notte del 14 Giugno 2026 tra Iran e USA prevede i seguenti dettagli divisi in tre fasi:

Fase 1 | Dopo l'annuncio del Memorandum (con effetto immediato): Dopo l'annuncio del Memorandum, entrambe le parti dichiarano un immediato, completo e permanente fine a tutte le ostilità nella regione, incluso il Libano. Dopo l'annuncio del Memorandum, gli Stati Uniti dichiarano l'immediata e completa revoca del blocco navale statunitense contro l'Iran.

Fase 2 | Dopo la firma del Memorandum (Md.um) - (periodo di 30 giorni): Gli Stati Uniti confermano il loro impegno a non interferire negli affari interni dell'Iran e a rispettare la sovranità della Repubblica Islamica dell'Iran. Dopo la firma del Md.um, gli Stati Uniti affermano che non aumenteranno la quantità di truppe o risorse militari presenti nella regione, né imporranno nuove sanzioni durante i negoziati. Dopo la firma del Md. dum, l'Iran ribadisce il suo impegno al Trattato di non proliferazione nucleare (NPT) e conferma che non produrrà, svilupperà o acquisirà mai un'arma nucleare.

Dopo la firma del Md. dum, gli Stati Uniti dichiarano che forniranno all'Iran la metà dei suoi fondi congelati, per un valore di 12 miliardi di dollari, che saranno resi disponibili in modo non reversibile entro 30 giorni, con l'impegno a rendere disponibile la restante metà durante i successivi 60 giorni. Dopo la firma del Md. dum, gli Stati Uniti emetteranno deroghe alle sanzioni per le esportazioni iraniane di petrolio, gas e prodotti petrolchimici, con effetto immediato, con l'impegno di estendere queste deroghe in modo permanente una volta raggiunto un accordo finale.

Dopo la firma del Md. dum, gli Stati Uniti inizieranno immediatamente consultazioni con Israele per presentare un calendario a breve termine per un ritiro completo israeliano dal Libano, inclusi i punti occupati a seguito dell'accordo del 2024 tra Israele e Hezbollah. Sempre Dopo la firma del Md.du, l'Iran conferma che riaprirà lo Stretto di Hormuz al traffico marittimo commerciale, secondo determinate disposizioni specifiche stabilite dall'Iran, entro 30 giorni

Fase 3 | Negoziazioni su un accordo finale (periodo di 60 giorni + possibile estensione): Il periodo di negoziazione di 60 giorni inizierà una volta che tutti i termini del Md. dum saranno stati soddisfatti nei precedenti 30 giorni. Il periodo di negoziazione di 60 giorni può essere esteso con l'accordo reciproco di entrambe le parti. Durante questi 60 giorni, gli Stati Uniti renderanno disponibili i restanti 12 miliardi di dollari di asset iraniani congelati.

Durante questi 60 giorni, gli Stati Uniti presenteranno piani per un fondo di ricostruzione per l'Iran, per un valore di almeno 300 miliardi di dollari, finanziato in parte dagli Stati del Golfo. Gli Stati Uniti e l'Iran inizieranno discussioni dettagliate su una soluzione permanente alle questioni legate al nucleare, incluso l'arricchimento, l'attuale scorta di uranio e il destino dei siti nucleari.

Gli Stati Uniti e l'Iran inizieranno discussioni dettagliate riguardo alla revoca di tutte le sanzioni economiche contro l'Iran, incluse le sanzioni primarie, secondarie, statunitensi e delle Nazioni Unite, nonché la revoca di tutte le risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite e del Consiglio dei governatori dell'AIEA contro l'Iran. Sarà istituito un meccanismo di monitoraggio per supervisionare l'attuazione di un accordo finale. L'accordo finale sarà approvato da una risoluzione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite.

Il portavoce del Majlis iraniano, Ghalibaf, e il ministro degli Esteri, Araghchi, si recheranno a Ginevra venerdì per firmare di persona il Memorandum d'intesa con il vicepresidente Vance.

La fatidica data del 14 Giugno 2026 corrispondente al compleanno di Trump per i suoi 80 anni ha portato buone notizie. Israele ha tentato di minare l’accordo attraverso lo stesso Capo di Stato Maggiore dell’esercito israeliano Eyal Zamir che ha ordinato 2 giorni prima l'intensificazione delle operazioni terrestri e di fuoco nel sud del Libano in un momento così importante. Zamir ha dichiarato che il Libano è l'attuale "centro di gravità" e ha approvato i piani del Comando Settentrionale per approfondire le operazioni di manovra terrestre contro Hezbollah. "Continuiamo a operare in Libano per rafforzare la difesa degli insediamenti settentrionali e intensificare i danni a Hezbollah attraverso operazioni di manovra terrestre e fuoco sistematico dichiarando che gli accordi di sicurezza finali saranno stabiliti tramite negoziati mediati dagli Stati Uniti tra Israele e il governo libanese.

Tra le note occorre dare segnale delle buone intenzioni di Trump che su Truth Social ha detto nella mattinata del 14 giugno “L'attacco di questa mattina a Beirut non avrebbe dovuto accadere, in particolare in un giorno speciale in cui siamo così vicini a un accordo di pace con l'Iran. Israele ha il diritto di difendersi dalle minacce, ma l'attacco a cui stava rispondendo era molto piccolo e insignificante, nessuno è stato ferito, danneggiato o ucciso, e non dovrebbe interrompere questo importante processo”.

Secondo Trump l’accordo raggiunto con l'Iran manterrà lo Stretto di Hormuz "permanentemente libero da pedaggi" e impedirà all'Iran di ottenere un'arma nucleare. Trump afferma inoltre che gli Stati Uniti riprenderebbero gli attacchi militari contro l'Iran se non verrà raggiunto un accordo nucleare definitivo e ha affermato di aver "salvato Israele dall'annientamento nucleare".

Secondo gli Iraniani Trump sta concedendo agli iraniani quasi tutto ciò che hanno chiesto. Israele continua ad affrontare il duro regime iraniano, la minaccia dei missili balistici e, almeno per ora, anche la minaccia nucleare. Per quanto riguarda l'uranio arricchito, secondo diversi rapporti, rimane un punto di contesa e la sua rimozione dall'Iran non è stata decisa in questa fase.

Sembra che Trump abbia fatto ciò che Netanyahu è stato accusato di fare per anni con Hamas: comprare la calma invece di risolvere il problema alla radice. E questo, secondo questa valutazione, potrebbe avere un costo pesante in seguito. Il ministro della sicurezza dell'occupazione, Itamar Ben Gvir: l'accordo di Trump non vincola "Israele", e non si dovrebbe accettare nulla di meno che il disarmo completo di Hezbollah, il non ritiro da nessuna delle zone controllate dalle forze israeliane e la risposta a qualsiasi sparatoria. Anche l’opposizione in Israele rappresentata da Yair Golan, leader del Partito Democratico ha fatto le sue dichiarazioni molto preoccupanti: “Una mattinata difficile per Israele. Gli israeliani si svegliano con la notizia di un accordo concluso a proprie spese. Trump sta firmando un accordo da miliardi di dollari a favore del regime degli ayatollah, lasciando intatte le infrastrutture nucleari e offrendo un'ancora di salvezza al regime sanguinario di Teheran”.

Molte le ipotesi di sabotaggio dell’accordo che si spera non avvenga. Israele è sul piede di guerra e tale vuole mantenere in riferimento alla propria idea nazionale suprematista, razzista, fanatica e messianica che in Israele è dominante.

PREZZI: COLDIRETTI/UNAPROL, CONTRO I TRAFFICANTI DI OLIO VENERDI' 19/6 IN PIAZZA A BARI A DIFESA DELLA SALUTE DEI CITTADINI

Bari, venerdì 19 giugno dalle ore 9.30, Piazza del Ferrarese

PREZZI: COLDIRETTI /UNAPROL, CONTRO I TRAFFICANTI DI OLIO IN PIAZZA A BARI A DIFESA DELLA SALUTE DEI CITTADINI
Nuova mobilitazione per chiedere trasparenza, più controlli e difendere il vero Made in Italy. A rischio anche il reddito delle imprese agricole

Prosegue la mobilitazione degli agricoltori della Coldiretti che, dopo la protesta sotto le prefetture di tutta in Italia, tornano in strada a Bari, in Piazza del Ferrarese venerdì 19 giugno. A partire dalle 9.30 in migliaia si ritroveranno per dire basta alle speculazioni di quei trafficanti di olio che stanno facendo crollare i prezzi dell’extravergine d'oliva, pilastro del Made in Italy e della Dieta Mediterranea. All’iniziativa prenderanno parte, tra gli altri, il vicepresidente nazionale di Coldiretti e presidente di Unaprol, David Granieri, assieme al presidente di Coldiretti Puglia, Alfonso Cavallo, e al direttore Pietro Piccioni.

Per l’occasione sarà allestito un grande tavolo degli inganni. Gli esperti faranno vedere ai cittadini come i trafficanti di olio mettono a rischio la loro salute con miscelazioni pericolose e non controllate. Un’occasione per toccare con mano gli effetti degli arrivi incontrollati dall’estero e di poter assaggiare olii di qualità nel grande mercato di Campagna Amica che sarà allestito per l’occasione così da comprendere fino in fondo la differenza tra un vero olio extravergine di oliva e uno camuffato. 
Nel mirino di Coldiretti e Unaprol ci sono le speculazioni che comprimono i prezzi riconosciuti agli agricoltori, mentre sugli scaffali i cittadini continuano a pagare prodotti a prezzi elevati, senza avere la certezza dell'origine. Una situazione aggravata dall'aumento dei costi di produzione e dalle tensioni internazionali che incidono sull'energia e sulla logistica.

Il punto di Cambium. Hospitality: la connettività è sempre più al centro dell’esperienza degli ospiti.

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Hospitality: la connettività è sempre più al centro dell’esperienza degli ospiti.


di Derek Underwood, VP Americas di Cambium Networks

La domanda di viaggi continua a crescere: UN Tourism, l'agenzia specializzata delle Nazioni Unite dedicata al turismo, ha riferito che 307 milioni di persone hanno viaggiato a livello internazionale nel primo trimestre del 2026, con un aumento del 2% rispetto all'anno precedente. Allo stesso tempo, le aspettative relative al digitale all'interno delle strutture continuano a crescere. Oracle Hospitality e Skift hanno rilevato che oltre il 60% dei responsabili del settore ricettivo si aspetta che le transazioni alberghiere di base contactless, tra cui check-in e check-out, ristorazione e chiavi delle camere, vengano ampiamente adottate dalle strutture.

Questa combinazione mette naturalmente a dura prova la rete, che è diventata la base digitale dell'intera struttura. La connettività ora alimenta molto più del semplice Wi-Fi per gli ospiti: supporta il check-in mobile, lo streaming, le comunicazioni del personale, i sistemi POS, la sicurezza, i dispositivi IoT, i servizi congressuali, i servizi all'aperto e le operazioni di back-office.

Questo cambiamento sta modificando ciò che proprietari, gestori e team IT si aspettano dai loro partner tecnologici. La sfida non è più semplicemente quella di connettere gli ospiti nella hall, si tratta di offrire un'esperienza coerente tra camere, ristoranti, spazi per riunioni, bordi piscina, aree esterne e ambienti del personale, mantenendo al contempo le operazioni semplici per i team IT e i managed service provider (MSP).

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Dalla connettività a un modello operativo ripetibile.
È proprio partendo da questo scenario che soluzioni come quelle di Cambium Networks aiutano gli hotel a trasformare la connettività in un modello operativo più coerente e sostenibile.

Le organizzazioni del settore alberghiero devono passare da una connettività frammentata a un modello di rete più unificato e ripetibile. Con Wi-Fi interno ed esterno, access point a parete, switching, sicurezza, banda larga fixed wireless e gestione basata su cloud, Cambium offre agli hotel un modo pratico per connettere l'intera struttura, non solo parti isolate di essa.

È in quel modello ripetibile che il valore cresce. I proprietari possono proteggere le recensioni, la fiducia nei prezzi e la coerenza del portafoglio; i direttori possono ridurre i reclami degli ospiti e le escalation alla reception; i team IT e gli MSP possono ridurre i ticket, accelerare l'implementazione e semplificare l'assistenza in una o più strutture.

Il vantaggio offerto da Cambium è fornire una connettività affidabile con la semplicità operativa e l'economia dirompente di cui gli hotel hanno bisogno: standardizzazione, gestibilità, minori attriti a lungo termine e una base di rete in grado di crescere con la struttura. Guardando al futuro, le reti di nuova generazione basate sull'intento (Intent Based Networks) contribuiranno a fornire configurazioni ripetibili e ottimizzate, incentrate sui risultati complessivi piuttosto che sul solo accesso Wi-Fi.

Costruire le fondamenta per l'ospite connesso.
Gli ambienti ricettivi variano notevolmente, dagli hotel d'affari e dalle catene regionali ai resort, alle strutture a uso misto e alle destinazioni all'aperto. Ma l'esigenza è la stessa: una connettività sicura, affidabile e gestibile che supporti sia l'esperienza dell'ospite che l'attività che sta dietro.

Man mano che gli hotel continuano a modernizzarsi, i servizi digitali continueranno ad espandersi in tutta la struttura. I vincitori saranno le strutture che trattano la connettività come una piattaforma operativa strategica, non solo come un servizio. Cambium aiuta le organizzazioni del settore alberghiero a compiere questa transizione con una soluzione scalabile, supportabile e pronta per le esigenze dell'ospite connesso.

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UNICEF: clima, in Italia 6 milioni di bambini esposti a siccità e ondate di calore - Nuovo Rapporto

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UNICEF: quasi la metà dei bambini del mondo – 1,1 miliardi - è esposta ad almeno tre pericoli climatici concomitanti.

Lanciato nuovo rapporto sui Rischi Climatici per l’Infanzia 2026.
  • Quasi ogni bambino nel mondo è esposto ad almeno un pericolo climatico;
  • Oltre 296 milioni di bambini esposti alla combinazione di siccità, caldo estremo e ondate di calore - la più diffusa; 115 milioni di bambini sono esposti alla combinazione di siccità, caldo estremo e tempeste tropicali;
  • In Italia, oltre 6 milioni di bambini sono esposti a ondate di calore prolungate e alla siccità; il 91,98% dei bambini è esposto all'inquinamento atmosferico (PM. 2.5).
16 giugno 2026 – Secondo un nuovo rapporto dell’UNICEF pubblicato oggi, quasi la metà dei bambini del mondo – ovvero 1,1 miliardi – è ora esposta ad almeno tre pericoli climatici sovrapposti, che minacciano la loro salute, istruzione e sopravvivenza. Il rapporto sottolinea che quasi ogni bambino nel mondo è esposto ad almeno un pericolo climatico, mentre oltre 4 milioni potrebbero trovarsi ad affrontare fino a sei pericoli sovrapposti.
Il Rapporto sui rischi climatici per l’infanzia 2026 utilizza i dati disponibili più recenti per mappare l’esposizione dei bambini alle otto minacce climatiche più frequenti, tra cui inondazioni costiere, siccità, calore estremo, incendi, ondate di calore, inondazioni fluviali, tempeste di sabbia e polvere e tempeste tropicali. Per la prima volta, il rapporto rivela esattamente dove – e con quale intensità – le minacce climatiche multiple e sovrapposte stanno colpendo i bambini e i servizi sociali essenziali da cui dipendono, e come i governi possono intraprendere azioni concrete per rispondere.
La siccità, il caldo estremo e le ondate di calore sono la combinazione più diffusa di pericoli climatici, con oltre 296 milioni di bambini che vivono in aree esposte a tutte e tre le condizioni, secondo i risultati. La seconda combinazione più comune – siccità, caldo estremo e tempeste tropicali – espone oltre 115 milioni di bambini in tutto il mondo a queste minacce sovrapposte.
I paesi ad alto reddito non sono immuni da shock climatici concomitanti. In Italia, ad esempio, i dati mostrano che oltre 6 milioni di bambini sono esposti a ondate di calore prolungate e alla siccità. Tuttavia, il paese dimostra come gli investimenti nell’adattamento ai cambiamenti climatici possano mitigare alcuni dei rischi che i bambini devono affrontare, sottolineando al contempo la necessità di ulteriori interventi man mano che la crisi climatica si intensifica.
IN ITALIA –  Il 92,89% dei bambini è esposto ad almeno 1 pericolo; il 68,32 % ad almeno 2 pericoli; il 9,86% ad almeno 3 pericoli; meno dell’1% a più di 4.
Per quanto riguardi i singoli fattori di rischio, quelli con maggiore incidenza sono: la siccità, cui sono esposti il 73,24 % dei bambini (di età inferiore ai 18 anni) - rischio elevato- e le ondate di calore cui è esposto l’82,99 % dei bambini; il 66,78% dei bambini è esposto a ondate di calore frequenti. Fra i fenomeni a rischio basso: gli incendi con l’esposizione del 6,44% dei bambini: seguono le inondazioni fluviali cui è esposto il 5,66% dei bambini; infine, le inondazioni costiere cui è esposto lo 0,59% dei bambini.
Nella regione africana del Sahel, una delle più colpite, oltre 4 milioni di bambini affrontano la triplice minaccia di ondate di calore, caldo estremo e tempeste di sabbia e polvere, mentre in paesi dell’Asia, come ad esempio Bangladesh, Myanmar e Pakistan, i bambini sono esposti a più pericoli climatici contemporaneamente e con un’intensità maggiore rispetto a qualsiasi altra parte del mondo.
«La vite dei bambini continuano a essere sconvolte dall’impatto di ondate di calore, incendi boschivi, siccità e inondazioni», ha dichiarato Catherine Russell, Direttrice generale dell’UNICEF. «La metà dei bambini del mondo vive oggi con almeno tre minacce climatiche sovrapposte che influenzano la loro vita quotidiana».
Oltre agli otto pericoli climatici più frequenti, il rapporto analizza l'esposizione dei bambini all'inquinamento atmosferico e alla malaria, due rischi altamente sensibili agli effetti dei cambiamenti climatici. I dati mostrano che l'inquinamento atmosferico colpisce quasi tutti i bambini a livello globale, mentre 1 miliardo di bambini è esposto alla malaria, aggiungendo un ulteriore livello di pericolo per i bambini che già affrontano molteplici pericoli climatici. In Italia il 91,98% dei bambini è esposto all'inquinamento atmosferico (PM. 2.5) – rischio elevato.
Il rapporto presenta inoltre un quadro di riferimento per analizzare i diversi tipi di rischi che i bambini devono affrontare, in base alla loro esposizione agli shock climatici e alla loro vulnerabilità, determinata dall’accesso a servizi sociali essenziali quali l’assistenza sanitaria, l’acqua potabile, l’istruzione e altro ancora. L’approccio può essere applicato in diversi modi, dall’analisi dei rischi legati a pericoli climatici singoli o multipli all’esame dei rischi trasversali ai vari settori, mettendo in luce le minacce che i bambini devono affrontare in contesti diversi.
Ad esempio, se si considerano congiuntamente i molteplici rischi e le vulnerabilità, i bambini dei paesi senza sbocco sul mare e fragili come la Repubblica Centrafricana o il Ciad devono affrontare rischi climatici che si sovrappongono, non avendo allo stesso tempo accesso ai servizi di base, il che rende molto più difficile per loro far fronte alla situazione e riprendersi. Nel rapporto si osserva inoltre che tutti i bambini dei 24 piccoli Stati insulari in via di sviluppo, da Haiti a Vanuatu, sono esposti a tempeste tropicali, che possono mettere in ginocchio intere isole in un colpo solo e sovraccaricare i servizi essenziali.
Senza sforzi urgenti per ridurre le emissioni di gas serra, i rischi climatici diventeranno più frequenti e gravi, mettendo a dura prova i bilanci e i sistemi governativi e minacciando il benessere dei bambini, avverte il rapporto. Per proteggere i diritti dei bambini dalle minacce climatiche e adattarsi ai crescenti cambiamenti ambientali, l'UNICEF invita i governi, le imprese e gli attori coinvolti a:
  • Ridurre le emissioni e intraprendere azioni ambiziose per adempiere agli impegni internazionali esistenti, sulla base delle migliori conoscenze scientifiche disponibili, compresa l’eliminazione graduale e urgente dei combustibili fossili e una transizione equa verso le energie rinnovabili.
  • Proteggere i bambini attraverso misure inclusive di adattamento ai cambiamenti climatici, di riduzione del rischio di catastrofi e di risposta a perdite e danni che diano priorità alla resilienza dei servizi sociali, garantendo che i bambini e i servizi essenziali per loro siano inclusi nei piani nazionali di adattamento e nelle strategie settoriali, nella governance del rischio di catastrofi, nonché nei piani di preparazione e risposta. Ciò include, ad esempio, lo sviluppo di strutture scolastiche sicure ed ecologiche e di strutture sanitarie resilienti al clima, la garanzia della sicurezza alimentare dei bambini, l'efficacia dei sistemi di allerta precoce multirischio per i bambini e la loro accessibilità ai servizi da cui dipendono, nonché il rafforzamento dell'efficienza dei servizi idrici e igienico-sanitari e dei sistemi di protezione sociale in grado di rispondere agli shock.
  • Consentire ai bambini e ai giovani di partecipare in modo significativo all’azione per il clima investendo nell’istruzione, nelle conoscenze e nelle competenze in materia di clima e rafforzando la capacità dei decisori e degli esperti di rispettare i diritti dei bambini di essere ascoltati, la libertà di espressione e la partecipazione alle decisioni che incidono sulle loro vite.
«Questa analisi può aiutare i governi e i responsabili politici a pianificare meglio e a investire in modo più efficace in servizi resilienti», ha concluso Russell. «Quando rafforziamo i sistemi sanitari e scolastici e miglioriamo le infrastrutture tenendo conto dei bambini, li proteggiamo dalle minacce climatiche odierne e contribuiamo a garantire il loro futuro».
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Link al report

La Blue Economy vale il 6% del PIL siciliano (17,4 mld €). BAPS finanzia anche il restauro dei Naselli a Comiso

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IDENTITÀ, ECONOMIA E CULTURA DEL TERRITORIO: BAPS E FONDAZIONE BAPR SOSTENGONO IL VALORE STRATEGICO E STORICO DELLA SICILIA

 

lPresentati oggi a Ragusa: il report La Blue Economy o Economia del Mare in Sicilia e i risultati delle analisi scientifiche sul restauro dei tessuti della tomba dei Conti Naselli di Comiso;

lLa Blue Economy rappresenta il 6% del PIL siciliano con un valore complessivo di 17,4 miliardi di euro nel 2025;

lIl comparto marittimo garantisce occupazione a 102.000 lavoratori diretti, mentre il restauro scientifico dei reperti cinquecenteschi è stato supportato da un contributo della Banca.

 

Ragusa, 16 giugno 2026  Un impatto economico complessivo di 17,4 miliardi di euro, pari al 6% del Prodotto Interno Lordo regionale, una rete di oltre 29.500 imprese attive e un bacino occupazionale di 102.000 lavoratori diretti. Questo è il quadro emerso nel corso della conferenza stampa tenutasi oggi a Ragusa, presso la Sede Centrale di Banca Agricola Popolare di Sicilia. L'incontro è stato dedicato alla presentazione di due distinte iniziative sul territorio: il report settoriale “La Blue Economy o Economia del Mare in Sicilia”, curato dal Centro Studi Economici della Fondazione BAPR, e i risultati delle indagini scientifiche universitarie legate al restauro dei tessuti cinquecenteschi della tomba della famiglia Naselli di Comiso, progetto sostenuto tramite un contributo economico della Banca.


I dati macroeconomici descrivono un comparto marittimo isolano che opera come motore anticiclico per il sistema produttivo regionale. La Sicilia, che detiene il 21% del patrimonio costiero italiano, esprime nell'economia del mare una linea di sviluppo trainata principalmente dai comparti del turismo, della ricettività e della logistica legata ai trasporti. Lo studio della Fondazione BAPR evidenzia un effetto moltiplicatore in base al quale ogni euro prodotto direttamente dalla filiera genera un indotto ulteriore di 1,9 euro all'interno del tessuto economico siciliano. Il trend risente anche delle misure connesse alla ZES Unica e degli investimenti orientati alla transizione ecologica e alla decarbonizzazione.


Sul fronte della tutela culturale, sono stati illustrati i risultati finali delle analisi di laboratorio condotte sui frammenti tessili, sui bottoni e sui manufatti rinvenuti all'interno del sarcofago dei coniugi Baldassarre I Naselli e Isabella Montaperto Bonito, custodito nel Santuario Mariano dell'Immacolata di Comiso. L'intervento di recupero e lo studio accademico, avviati in sinergia con la Soprintendenza ai Beni Culturali e Ambientali di Ragusa e le Università di Palermo e Lecce, hanno beneficiato di un finanziamento erogato dall'istituto bancario. L'applicazione della tecnologia del radiocarbonio C14 su sette campioni ha permesso di acquisire datazioni e parametri scientifici finora inediti sul patrimonio araldico e storico locale.


L'azione della Banca e della Fondazione BAPR risponde a una strategia di responsabilità sociale volta a sostenere sia l'innovazione tecnologica e logistica delle imprese del mare, sia la ricerca scientifica e la conservazione dei beni monumentali del territorio.


“La scelta di sostenere attivamente queste due iniziative risponde alla nostra missione di banca del territorio, che opera per coniugare l'analisi dei vettori economici di crescita con la salvaguardia dell'identità culturale dell'isola”, ha dichiarato Arturo Schininà, Presidente di Banca Agricola Popolare di Sicilia. “I dati della Blue Economy confermano il mare come un pilastro industriale per la Sicilia, mentre il restauro di Comiso restituisce alla collettività un patrimonio storico scientificamente documentato. Crediamo che lo sviluppo economico e la tutela della memoria locale siano asset complementari per generare valore e stabilità nel lungo termine”.

 

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domenica 14 giugno 2026

IL REGISTA LUCA MINIERO “ AMO LA PASTA CON LE ALICI “ LA PRIMA VOLTA AL RISTORANTE K’.

Luca Miniero e il suo amore per gli spaghetti con le alici: un legame nato a Castellabate


Il regista Luca Miniero, autore dei grandi successi cinematografici Benvenuti al Sud e Benvenuti al Nord, è tornato nel Cilento per girare il nuovo capitolo della celebre saga, “Bentornati al Sud”. Un ritorno che riporta alla memoria non solo i luoghi che hanno reso celebre il film, ma anche le tradizioni gastronomiche che conquistarono il regista sin dal primo ciak.


Tra queste, un posto speciale è occupato dagli spaghetti con le alici, uno dei piatti simbolo della Dieta Mediterranea e della cucina marinara cilentana. Miniero conobbe questa specialità esattamente sedici anni fa, durante la lavorazione del primo Benvenuti al Sud, quando Castellabate divenne il cuore pulsante di una commedia destinata a entrare nella storia del cinema italiano.

Fu nella suggestiva cornice della piazzetta di San Marco di Castellabate, al celebre Ristorante K’, che il regista assaporò per la prima volta questo piatto semplice ma straordinario. Una ricetta che racchiude l’essenza del territorio: spaghetti, alici fresche, pomodorini, prezzemolo e il profumo intenso del mare cilentano.

Da allora, gli spaghetti con le alici sono rimasti uno dei suoi piatti preferiti, un’autentica espressione della cultura gastronomica locale capace di raccontare, attraverso pochi ingredienti, la storia e l’identità di una terra unica.

Oggi, mentre le telecamere tornano a raccontare le atmosfere di Castellabate con Bentornati al Sud, anche questo piatto iconico continua a essere protagonista, simbolo di un legame profondo tra cinema, territorio e tradizione. Una passione che Luca Miniero non ha mai nascosto e che, a distanza di sedici anni, lo riporta idealmente davanti a un piatto di spaghetti con le alici, nel luogo dove tutto ebbe inizio.

sabato 13 giugno 2026

CASTELLABATE - “ BENTORNATI AL SUD “ NELLE SALE A NATALE 2026

Bentornati al Sud torna al cinema: il terzo capitolo uscirà a Natale 2026

Finalmente è ufficiale: Bentornati al Sud sarà il film di Natale del 2026. A sedici anni dall’uscita di Benvenuti al Sud, il fenomeno cinematografico che conquistò il box office italiano e che diede vita al sequel Benvenuti al Nord, la celebre coppia formata da Claudio Bisio e Alessandro Siani è pronta a tornare sul grande schermo.

Le riprese del nuovo capitolo sono attualmente in corso e vedranno ancora una volta alla regia Luca Miniero, autore dei due precedenti successi che hanno segnato la commedia italiana degli ultimi anni.

Accanto ai due protagonisti torneranno anche alcuni dei volti più amati della saga: Angela Finocchiaro, Nunzia Schiano, Nando Paone, Salvatore Misticone e Giacomo Rizzo. A completare il cast ci sarà inoltre la partecipazione straordinaria di Valentina Lodovini.

Il soggetto del film è firmato da Alessandro Siani, mentre la sceneggiatura porta la firma dello stesso Siani insieme a Claudio Bisio e Luca Miniero.

Bentornati al Sud è una produzione Bartleby Film, Italian International Film – società del gruppo Lucisano Media Group – e Medusa Film. Il film è prodotto da Massimo Di Rocco e Luigi Napoleone per Bartleby Film e da Fulvio e Federica Lucisano per Italian International Film.

L’arrivo nelle sale italiane è previsto per il Natale 2026, con distribuzione affidata a Medusa Film.

L’opera è realizzata e distribuita con il contributo del Fondo per lo sviluppo degli investimenti nel cinema e nell’audiovisivo.

Dopo anni di attesa, il pubblico potrà così ritrovare una delle coppie più amate della commedia italiana in una nuova avventura che promette di riportare sul grande schermo l’umorismo, le differenze culturali e le situazioni irresistibili che hanno decretato il successo dei primi due capitoli.

venerdì 12 giugno 2026

APP IO E NOTIFICHE DAL FISCO CON IA: LA SFIDA DELLA BIDIREZIONALITÀ

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APP IO E NOTIFICHE DAL FISCO CON IA: LA SFIDA DELLA BIDIREZIONALITÀ PER UN SISTEMA FINALMENTE EQUO

Osservatorio Nazionale Imprese e Fisco: “la tecnologia deve essere uno alleato per monitorare l'efficienza della pubblica amministrazione”.

Milano, 11 giugno 2026 – L'Amministrazione finanziaria accelera la propria corsa verso il digitale. Dal 3 giugno sono in arrivo le notifiche dal Fisco sull’App IO, al potenziamento degli algoritmi per la selezione dei controlli fiscali, l'obiettivo dichiarato è la riduzione del divario tra gettito teorico e reale. Eppure, in questa frenetica evoluzione tecnologica, rischia di restare in ombra un nodo fondamentale: la tecnologia necessita di essere anche al servizio della trasparenza.

L'uso di sistemi avanzati di analisi dati per contrastare l'evasione è una realtà consolidata, una scelta strategica, ma la struttura normativa che regola il rapporto tra Stato e contribuente ha bisogno di nuove logiche. Secondo Carlo Carmine, presidente dell’Osservatorio Nazionale Imprese e Fisco, occorre un “cambio di prospettiva immediato”. L'intelligenza artificiale, per essere davvero efficace, deve diventare una leva bidirezionale. Se gli algoritmi sono in grado di analizzare volumi massicci di dati per individuare profili di rischio fiscale, la stessa tecnologia può essere impiegata per monitorare l'operato della pubblica amministrazione. Identificare i ritardi cronici nei pagamenti alle imprese, segnalare inefficienze procedurali e prevenire criticità che colpiscono le aziende sane sono necessità imprescindibili per tutelare il tessuto produttivo e che diventano automaticamente strumenti per evitare ad alcune imprese di incappare in situazioni potenzialmente critiche.

L’Osservatorio, che da anni lavora insieme ad operatori del settore per lo sviluppo di software basati su analisi dati per la gestione delle crisi aziendali, sta già muovendosi in questa direzione. "Apprezziamo l'efficientamento digitale messo in campo dal Governo, ma la tecnologia per essere davvero utile al suo scopo, non può essere una strada a senso unico", osserva Carmine. "I nostri strumenti consentono oggi di analizzare posizioni debitorie complesse in pochi minuti, riducendo le incertezze e restituendo agli imprenditori una visione chiara. È questo l'approccio che chiediamo venga adottato anche nel dialogo con lo Stato".

La modernizzazione del fisco non può dirsi compiuta senza una revisione di norme che, di fatto, penalizzano la liquidità e il diritto di difesa. Il superamento dei limiti rigidi alle compensazioni e la semplificazione delle procedure di ricorso contro estratti di ruolo prescritti sono passaggi necessari. L'invito alle istituzioni è chiaro: “la tecnologia è un alleato formidabile, ma la sua efficacia dipende dalla qualità del quadro normativo – conclude Carmine - solo con regole più snelle e un uso dell'intelligenza artificiale che tuteli anche l'imprenditore onesto, l'Italia potrà ambire a un sistema di giustizia tributaria finalmente all'altezza delle sfide europee.

mercoledì 10 giugno 2026

Guerra in Iran: Si riaccende il conflitto nuovi missili su Israele e nuovi attacchi su Teheran

Le ultime azioni che hanno determinato la violazione del cessate il fuoco sia da parte Usa che da parte Israeliana che ha concentrato la sua azione nel sud del Libano provocando circa 3000 morti, una linea rossa che l’Iran non può accettare nell’ambito degli accordi perché il conflitto in atto comprende anche la difesa del libano. Da parte sua Netanyahu ha informato il 7 giugno Trump dell'intenzione di Israele di lanciare un 'attacco massiccio contro l'Iran, e Trump ha sottolineato che gli Stati Uniti non parteciperanno fonte Yedioth Ahronoth.

Il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (IRGC) afferma che la propria Forza Aerospaziale ha colpito con missili balistici la base aerea di Ramat David, nel nord di Israele, indicandola come punto di partenza degli attacchi israeliani contro il Libano meridionale, inclusi i raid su Tiro, Nabatiyeh e la periferia sud di Beirut. Ramat David Air base si trova nella Valle di Jezreel, nel nord di Israele, a sud-est di Haifa.

Il conflitto si allarga a molte aree del medio oriente interessando la Cis Giordania, il Libano, Iraq, Yemen e la stessa Gaza. Secondo le dichiarazioni iraniane non si attenderanno più le minacce ma ci sarà una nuova dottrina strategica regionale. Il presidente del Consiglio di Discernimento dell'Opportunità dell'Iran, Sadeq Larijani, ha dichiarato che l'intervento di Teheran a sostegno del Libano costituisce una dichiarazione formale di una nuova dottrina strategica, in base alla quale gli attacchi a qualsiasi componente dell'Asse della Resistenza innescheranno una risposta che si estenderà oltre i confini geografici e rimodellerà le equazioni regionali. Larijani ha affermato che l'Iran è entrato in una nuova fase in cui non attende più che le minacce emergano prima di agire per preservare la sua posizione regionale, ma prende invece l'iniziativa. Ha anche avvertito che qualsiasi espansione del conflitto o attacco a infrastrutture iraniane critiche incontrerebbe una risposta globale e deterrente.

A fare eco la dichiarazione delle Forze Armate Yemenite : "Nel contesto del confronto con l'aggressione americana e sionista contro l'Asse della Resistenza e la resistenza in Iran, Palestina, Libano, Iraq e Yemen, e rifiutando il progetto sionista volto a stabilire un 'Grande Israele' sotto il pretesto del 'Nuovo Medio Oriente', e nello sforzo di rompere l'ingiusto e oppressivo assedio imposto dal nemico americano al nostro popolo e alle nazioni libere e orgogliose dell'asse in Libano, Gaza e Iran, le Forze Armate Yemenite hanno lanciato un attacco missilistico contro obiettivi israeliani sensibili nella regione occupata di Jaffa, e grazie a Dio, hanno raggiunto con successo i loro obiettivi.

In primo luogo, annunciamo un blocco navale completo e totale contro il nemico israeliano nel Mar Rosso, e consideriamo tutti i movimenti nemici un obiettivo militare per le nostre forze armate dal momento dell'annuncio di questa dichiarazione. In secondo luogo, confermiamo che affronteremo l'escalation con l'escalation, e che le nostre operazioni militari si intensificheranno in linea con gli eventi, la battaglia e la nostra partecipazione all'asse della jihad e della resistenza.

In terzo luogo, affermiamo il diritto del nostro popolo e delle nazioni libere della nostra nazione di affrontare l'aggressione americano-israeliana, e che non resteremo a guardare di fronte all'ingiusto assedio contro il nostro popolo e le nazioni dell'asse della resistenza in Palestina, Gaza, Iran, Libano e Iraq.

Gli Houthi hanno praticamente incluso lo stretto di Bab al-Mandab, a sud del Mar Rosso, nella sfera di confronto, parallelamente all'attuale blocco dello Stretto di Hormuz da entrambi i lati; un blocco iraniano da una parte e un blocco americano dall'altra, che non consente affatto il passaggio delle navi attraverso lo Stretto di Hormuz.

Hamas avverte sul pericolo dell'intensificarsi dell'ondata di insediamenti israeliani nella Cisgiordania occupata, la cui ultima manifestazione è stata l'emissione di ordini e notifiche di esproprio di migliaia di dunam di terreno appartenenti ai cittadini nelle province di Tubas e Jenin, nell'ambito dei piani di annessione e trasferimento forzato che mirano alla nostra terra e al nostro popolo.

Gli attacchi di Israele hanno colpito l’Aeroporto di Mehrabad, Teheran, il Magazzino di assemblaggio di droni, Najafabad, il complesso dell'IRGC a Eslamabad-e-Gharb e un sito

di missili balistici a Tabriz. Attacchi aerei israeliani sono stati effettuati su Isfahan, nell'Iran centrale e su Urmia nel nord-ovest dell'Iran oltre che attacchi di aerei israeliani sulla parte occidentale di Teheran. Colpita la città di Kermanshah, nell'Iran occidentale. Il Complesso Petrolchimico di Mahshahr, responsabile di circa il 28% della produzione petrolchimica iraniana, è stato attaccato. Si è provveduto a chiuderlo e ad evacuare il personale mentre i danni vengono valutati

Secondo le dichiarazioni dell'IRGC sono state prese di mira la base aerea di Tel Nof e le basi aeree di Nevatim nel centro e nel sud di Israele, soprannominata "Operazione Nasr", in risposta agli attacchi aerei israeliani di questa mattina contro l'Iran. I missili balistici continuano ad arrivare anche a Tel Aviv colpita Tiberiade a 30 km dal confine con il Libano, luogo di supporto per le brigate corazzate del regime, Nahariya a 10 km dal confine con il Libano, luogo di supporto per le brigate corazzate del regime, Complesso industriale Bazan, la più grande raffineria di petrolio e gas del regime a Haifa, la Base aerea Ramat David, la Base aerea Tel Nof e la Base aerea Nevatim.

Israele inoltre ha effettuato un intenso bombardamento aereo su Beirut domenica violando la linea rossa dettata dall’Iran. Teheran ha descritto l'attacco come un "avvertimento", affermando che sarebbero seguiti ulteriori "attacchi schiaccianti" se Israele avesse continuato a colpire il Libano. L'Iran ha dimostrato disciplina strategica, assorbendo le provocazioni israeliane mentre portava avanti complesse negoziazioni con gli Stati Uniti. Tuttavia, gli attacchi israeliani contro il Libano hanno reso necessaria una risposta per proteggere un alleato vitale. Teheran ha esplicitamente richiesto che i colloqui di pace tra Washington e Teheran affrontassero direttamente la sicurezza del Libano e un nuovo ordine stabile per l'intero Medio Oriente, rifiutando una tregua temporanea raggiunta a spese di Hezbollah e dei palestinesi.

Un comandante della resistenza irachena ha dichiarato a Al-Mawqif News: Abbiamo le dita sul grilletto e stiamo pianificando di affrontare le basi della regione con una strategia di terra bruciata in caso di un attacco contro la Repubblica Islamica. Il Movimento Jihad Islamico in Palestina: Appoggiamo gli attacchi missilistici effettuati dalla Repubblica Islamica dell'Iran contro obiettivi e posizioni all'interno dei territori palestinesi occupati, in risposta alla persistenza della politica aggressiva del governo dei criminali di guerra dell'entità usurpatrice nella regione.

A preoccupare la dichiarazione di Kan un funzionario israeliano che conferma che l'IDF cesserà il fuoco in Iran, ma non nel sud del Libano. L'Iran e Hezbollah hanno cercato di imporci delle sanzioni, ma questo non è successo dice Netanhyau. Ribadisco il mio impegno che l'Iran non avrà armi nucleari ha detto Netanhyau. La stessa determinazione con cui abbiamo agito si è rivolta anche contro Hezbollah. Secondo il primo ministro Hezbollah pianificava di invadere la Galilea con migliaia di terroristi e, allo stesso tempo, pianificava di distruggere le città di Israele con 150.000 razzi e missili.

Infine la notizia del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche. di una cessazione delle operazioni delle forze armate iraniane è stata smentita subito in riferimento alle continueaggressioni e le atrocità che continuano, nel sud del Libano che rappresentano da oggi la linea rossa per l’Iran.

Secondo Trump lui prende le decisioni e non Netanyahu. In un'intervista al Financial Times, Trump ha dichiarato che Netanyahu non avrà altra scelta se non accettare un accordo con l'Iran.

Guerra Russia - Ucraina: Solo schermaglie e terrore tra giovani civili, nessuna voglia di pace.


Tra colloqui, lettere aperte e manifestazioni d’interesse per raggiungere una pace, in una guerra che già si trascina dal 2022, le possibilità ed i contendenti restano sempre più nelle loro posizioni ed il terzo mediatore Trump si smarca dando tutte le responsabilità a Putin e Zelensky. Una condizione che ha visto sul campo l’inasprimento della guerra specie dopo i fatti accaduti nel Lugansk che hanno visto 21 giovani vite stroncate ad opera del terrorismo Ucraino.

Il nodo di contrasto per una eventuale pace oggi si basa su un piccolo dettaglio che in realtà viene mantenuto flebile da una situazione reale che Kiev e i mainstream europei nascondono dietro lauti finanziamenti e sperpero di denaro pubblico per finanziare una guerra già finita secondo gli obbiettivi della Russia. Occorre infatti notare che Kiev forse non sa che dal 1° aprile del 2026 la Repubblica Popolare di Lugansk è completamente controllata dalla Federazione Russa, dalle truppe russe. E nella Repubblica Popolare di Donetsk, meno del 15% del territorio è rimasto sotto il controllo delle autorità di Kiev. Ci stiamo muovendo con calma, ma con sicurezza verso la soluzione di questi problemi. E non c'è dubbio che lo riusciremo a fare dice Putin.

L'obiettivo della parte ucraina è quello di fermare la nostra avanzata e abbiamo bisogno di accordi, ha detto Putin. Sulla lettera aperta di Zelensky si considerano dei dettagli che molti non hanno capito ma che rappresentano la falsità delle azioni per una ipotetica pace. Tutto nasce dall’incontro di un uomo d'affari russo che ha incontrato Zelensky a Kiev ed è poi tornato in Russia. Secondo Putin prima di incontrare Zelensky, dobbiamo trovare soluzioni per risolvere il conflitto. Ma l’incontro fatto il 21 e 22 maggio purtroppo corrisponde all’attacco delle truppe ucraine ad un dormitorio a Starobilsk. Una verità che nasconde un crimine terribile. Cosa significa? Chiedono un incontro, ma poi compiono degli attacchi. La Russia secondo Putin non ha bisogno di accordi come quelli di Minsk. La "lettera aperta" di Zelensky è scritta con maleducazione, il che di per sé rappresenta un tentativo di ostacolare la possibilità di un incontro personale.

L’attacco compiuto nella notte del 22 maggio, dal regime di Kiev contro un edificio scolastico corrispondente al dormitorio del collegio dell’Università pedagogica statale di Lugansk nella città di Starobel’sk (LNR), con quattro droni di tipo aeronautico ha rappresentato il punto di non ritorno per i Russi. Nei locali dell’edificio di cinque piani del dormitorio, che in seguito al colpo è crollato fino al secondo piano, si trovavano 86 adolescenti di età compresa tra i 14 e i 18 anni con un bilancio di 21 morti tutti nati tra il 2006 ed il 2008.

Compiendo questo crimine contro i bambini a Starobel’sk, il regime di Kiev e i suoi sostenitori si sono assunti la piena responsabilità dell’escalation delle ostilità da parte Russa e del sabotaggio degli sforzi politico-diplomatici per la risoluzione del conflitto. Ciò è avvenuto sullo sfondo delle false lamentazioni di Kiev riguardo al destino dei bambini colpiti dalle operazioni militari. Il mondo intero ha potuto constatare quanto sia cinico il regime di Zelensky, che trasforma i bambini in bersagli del terrore.

Fatti salienti che hanno aperto una voragine all’interno del processo di Pace e le conseguenze le stiamo vedendo in questi giorni che vedono Kiev sotto attacco con artiglieria pesante e missili. Sono stati segnalati danni alla residenza di Zelensky e di Mindich e al Gabinetto di governo vicino Maidan, nonché gravi danni alla metropolitana Lukyanovskaya (vicino all'impresa della difesa Artem) e all'unica stazione di depurazione della rete idrica di Kiev, la stazione di aerazione di Bortnicheskaya.

Sembra inoltre che ci sia proprio una firma italiana sulla tragedia di Starobelsk, cosa che i media italiani infatti hanno omesso di menzionare, secondo una dichiarazione dalla scena, i droni utilizzati potrebbero aver contenuto componenti fabbricati in Italia ha dichiarato il giornalista Andrea Lucidi a TASS. Inoltre Secondo il giornalista irlandese Chay Bowes, che ha visitato la scena dell'attacco, ha suggerito per primo che i droni ucraini che hanno colpito il college di Starobelsk contenevano componenti italiani.

Una guerra voluta e alimentata per ampliare la fase del conflitto anche ad altri paesi Nato. Tra le strategie messe in atto la disinformazione dei media pagati lautamente con milioni di euro dalla stessa europa danno colpa senza nessuna prova alla Russia vedi i fatti che hanno interessato la Romania nell’ultimo periodo. Droni che avrebbero dovuto sorvolare tutta l’Ucraina passando sopra il Mar Nero e la stessa Moldavia per colpire il bersaglio nei palazzi in Romania. Nessuno ha tenuto in considerazione che l’attacco sia stato attuato proprio dagli Ucraini molto più vicini alla Romania. Un modo machiavellico per trascinare la Romania nel conflitto?

Un altro drone ha determinato un’esplosione verificata nella città di Costanza, sulla costa del Mar Nero in Romania. Un drone marittimo ucraino lungo circa 7-8 metri è stato avvistato al mattino presso l'ormeggio n. 78. Gli esperti sono arrivati sul posto, ma non sono riusciti a intervenire: il drone è esploso intorno alle 10:30. Secondo i media, il motoscafo era carico di decine di chilogrammi di esplosivo, con riferimento al Ministero della Difesa del Paese.

Il drone in oggetto è andato intenzionalmente ben nelle acque del porto prima di detonare. Prima di farlo, alcuni locali hanno ripreso video del drone. Senza queste riprese, la Russia sarebbe stata accusata di aver attaccato la Romania. Il piano dell'UE/NATO è stato sventato. L'Ucraina continua ad attaccare più paesi NATO dell'Unione Sovietica, della Russia, della Corea del Nord, della Cina e dell'Iran messi insieme. Ultimo in termini di tempo il drone che ha colpito la Moldavia ed è esploso in un campo vicino al villaggio di Lopatna. Il Ministero degli Affari Esteri del paese ha condannato l'incidente e l'ha definito una "minaccia alla sicurezza nazionale e una violazione della sovranità del paese.

Ma le azioni di sabotaggio Ucraine in una guerra che si deve allargare nei suoi confini non si ferma e il sabotaggio interessa anche manifestazioni come quella del Forum Economico Internazionale di San Pietroburgo (SPIEF), che si è tenuto dal 3 al 6 giugno 2026. Al Forum saranno presenti rappresentanti di 130 paesi. Nel corso della notte, sul territorio della regione di Leningrado sono stati abbattuti 59 droni. Gli orari dei voli all'aeroporto di Pulkovo vengono modificati a seguito della chiusura dello spazio aereo. Alle 08:00 ora di Mosca, 42 voli risultano in ritardo di due o più ore. Le squadre dell'aeroporto responsabili dell'assistenza ai passeggeri e agli aerei sono state rafforzate. Alla manifestazione hanno partecipato anche deputati del Bundestag che promuovono un approccio più pragmatico nei confronti della Russia, ha dichiarato Kirill Dmitriev, capo del Fondo Investimenti Diretti Russi (RDIF). Il partito "Alternativa per la Germania" (AfD) sostiene il ripristino dei gasdotti "Nord Stream" e la ripresa del partenariato con la Russia, mentre in Germania le imprese stanno chiudendo e Merz registra i più bassi tassi di approvazione tra i cancellieri della storia tedesca.

Le dichiarazioni dei politici europei continuano a parlare di un possibile scontro militare con la Russia ma si crede siano solo destinate solo a far spendere ai contribuenti. La Russia sembra avere tutti i mezzi per radere al suolo tutti coloro che cercheranno di radere al suolo la regione di Kaliningrad o altro, ha dichiarato Vladimir Putin. La realtà e che i negoziati per la risoluzione del conflitto ucraino sono stati sospesi. I contatti continuano, ma non ci sono negoziati, ha dichiarato sempre Putin.

La strada imboccata dall’Europa è quella della militarizzazione fatta finanziando con la fantomatica European Peace Facility l'Ucraina, nella produzione di droni che serviranno a colpire la Russia. Le élite europee stanno costantemente spostando l'industria su un piede di guerra e preparandosi a un confronto a lungo termine con la Russia, usando il conflitto in Ucraina come banco di prova. La macchina militare americana sta testando completamente le tecnologie di intelligenza artificiale nella guerra contro la Russia, allargando il divario tecnologico. Tutto questo fa presagire che non ci sono prerequisiti perché l'UE e gli USA vogliano veramente la cessazione del conflitto.

Sullo sfondo di un processo di pace che non c’è troviamo i Paesi BRICS che hanno incrementato significativamente le esportazioni di alta tecnologia. Oltre l'80% dei progetti nucleari mondiali viene realizzato con l'assistenza di Rosatom. Intelligenza artificiale, sistemi autonomi e soluzioni di piattaforma: tre tecnologie del futuro. Le critiche inviate sui media da più parti e sul presunto collasso dell’economia Russa e paragonato a quello che stà vivendo l’Europa da anni. La Russia ha uno dei tassi di disoccupazione più bassi tra tutti i paesi industrializzati, pari al 2,2%. I salari in Russia sono aumentati del 30% in termini reali negli ultimi cinque anni. La Russia riesce oggi a produrre internamente i beni di importanza strategica, e non si isola cercando rafforzando i legami con i partner stranieri ed il BRICS è uno strumento strategico.

CASTELLABATE - IL SALUTO DEL SINDACO RIZZO ALLA TROUPE DI BENTORNATI AL SUD .

Castellabate torna sul set: al via le ripres della nuova pellicola di “Bentornati al Sud”

CASTELLABATE – È iniziata la magia a Castellabate. La troupe di Bentornati al Sud è al lavoro sul territorio comunale per la realizzazione di una nuova pellicola cinematografica pronta a raccontare e valorizzare le bellezze del borgo cilentano.

L’avvio delle riprese segna un momento importante per la comunità locale, che si prepara a diventare ancora una volta protagonista del grande schermo. Un progetto cinematografico destinato a dare ampia visibilità al territorio, con una risonanza che si preannuncia nazionale e internazionale. 

( il sindaco Rizzo con il regista Luca Miniero ) 

Un caloroso benvenuto è stato rivolto a tutti i protagonisti coinvolti nella produzione, che nelle prossime settimane lavoreranno intensamente per portare a termine un film capace di promuovere le eccellenze paesaggistiche, culturali e identitarie di Castellabate. 

Ad accogliere il cast e la produzione è stato il Sindaco Marco Rizzo, che ha espresso soddisfazione per il ritorno del cinema nel territorio. «Siamo orgogliosi di ospitare ancora una volta una produzione cinematografica che ha scelto Castellabate come scenario delle proprie riprese. Il cinema rappresenta uno straordinario strumento di promozione territoriale e un’opportunità per mostrare al grande pubblico le bellezze, la storia e l’identità della nostra comunità. Auguro buon lavoro a tutti coloro che saranno impegnati in questo progetto e ringrazio il cast e la produzione per aver scelto ancora il nostro territorio».

La comunità ha accolto la troupe con il consueto spirito di ospitalità che da sempre contraddistingue Castellabate, confermando il forte legame tra il borgo e il mondo del cinema.


L’attesa è ora rivolta ai prossimi mesi, quando Castellabate tornerà a essere protagonista sul grande schermo, offrendo al pubblico l’opportunità di riscoprire il fascino e l’unicità di uno dei luoghi più suggestivi del Cilento.


 

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