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Fermo pesca 2025: le organizzazioni chiedono la proroga al 31 luglio per la presentazione delle domande di indennità
Le organizzazioni rappresentative della pesca e dell'acquacoltura — AGCI Pesca e Acquacoltura, Confcooperative FedAgriPesca, Legacoop Agroalimentare, Coldiretti Pesca, Federpesca, FLAI-CGIL, FAI-CISL e UILA Pesca — hanno inviato oggi una nota congiunta alla Ministra del Lavoro e delle Politiche Sociali, On. Marina Elvira Calderone, e al Ministro dell'Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, On. Francesco Lollobrigida, per chiedere la proroga della scadenza del 30 giugno per la presentazione delle domande di indennità per il fermo pesca 2025.
La richiesta è di spostare il termine al 31 luglio 2025.
«Ad oggi non sono ancora disponibili i modelli da compilare, le procedure non sono state comunicate in maniera completa e il decreto non è ancora stato pubblicato. In queste condizioni è impossibile chiedere agli operatori di presentare domanda entro il 30 giugno» dichiarano congiuntamente le organizzazioni firmatarie. «Chiediamo ai Ministri un intervento immediato per evitare che lavoratori e imprese vengano penalizzati a causa di ritardi che non dipendono da loro.»
Le organizzazioni evidenziano inoltre che il periodo individuato coincide con una fase particolarmente intensa sul piano amministrativo e fiscale, con scadenze concomitanti che gravano su imprese, consulenti e associazioni di categoria, aggravando ulteriormente le difficoltà operative già presenti.
«Un mese in più è il minimo indispensabile per garantire che tutti i soggetti aventi diritto possano accedere all'indennità senza incorrere in errori procedurali o esclusioni ingiuste» aggiungono i firmatari. «Confidiamo nella sensibilità dei Ministri e attendiamo un riscontro rapido» concludono le organizzazioni.
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La Posidonia oceanica spiaggiata non può essere rimossa liberamente perché è considerata una componente fondamentale dell’ecosistema costiero, ed è protetta da norme europee, nazionali e regionali.
Perché è importante lasciarla sulla spiaggia
Le “banquettes” di posidonia (gli accumuli marroni che si vedono sulla battigia):
Rimuoverla completamente può accelerare l’erosione della spiaggia, soprattutto in inverno.
È una legge?
Sì. La Posidonia oceanica è tutelata da diverse normative ambientali europee e italiane. In molte regioni italiane la rimozione è consentita solo:
Molti comuni adottano infatti la “movimentazione temporanea”: la spostano durante la stagione balneare e la riportano in spiaggia in inverno.
Però a volte la tolgono
Succede soprattutto nelle località turistiche, perché:
Ma oggi le linee guida ambientali spingono verso una gestione più sostenibile, evitando l’asportazione definitiva e lo smaltimento in discarica.
Fa male o è inquinata?
Normalmente no. La posidonia morta non è pericolosa né segno di mare sporco. L’odore deriva dalla decomposizione organica naturale, soprattutto quando resta umida e compressa.

Alba, 21 maggio 2026 – L’Italia conferma il proprio ruolo tra i Paesi europei più avanzati nell’economia circolare, ma mostra segnali sempre più evidenti di ritardo nella transizione energetica. È quanto emerge dal Rapporto 2026 “TRANSIZIONE ENERGETICA, DECARBONIZZAZIONE, ECONOMIA CIRCOLARE: EUROPA AVANTI PIANO, ITALIA INDIETRO TUTTA” a cura di DUCCIO BIANCHI (Istituto Ambiente Italia) che sarà presentato durante l’undicesima edizione di Circonomia, il Festival dedicato all’economia circolare e alla sostenibilità in programma ad Alba dal 21 al 23 maggio.
Secondo l’analisi, che comprende un set di 23 indicatori, l’Italia occupa quest’anno la quarta posizione tra gli Stati dell’Unione Europea, preceduta da Danimarca, Olanda e Austria. Nelle passate edizioni del Rapporto era risultata a lungo sul podio. Nel blocco degli indicatori di circolarità e gestione dei rifiuti il nostro Paese conferma la sua tradizione consolidata di eccellenza nel riciclo e nell’uso efficiente delle risorse. Invece l’Italia va decisamente male negli indicatori energetici e climatici: qui guidano la classifica Svezia e Danimarca, nonostante il loro “svantaggio” climatico rispetto ai Paesi mediterranei che li obbliga a consumi energetici per riscaldamento elevati, mentre l’Italia si colloca sotto la media europea e registra un peggioramento rispetto allo scorso anno. Un dato su tutti fotografa questo ritardo: in Italia tra il 2019 e il 2024 il consumo energia da fonti non rinnovabili, essenzialmente da fonti fossili, si è ridotto appena del 4% rispetto ad una riduzione media del 13% in UE.
“L’immagine che emerge è quella di un ‘bicchiere relativamente pieno’, rappresentato dalla circolarità, affiancato da un “bicchiere semivuoto”, quello della transizione energetica - dichiara Roberto Della Seta, Direttore Scientifico di Circonomia -. Il ritardo italiano nella decarbonizzazione energetica è un grande problema non solo nella lotta alla crisi climatica: è un danno all’interesse generale del Paese, perché continuare a dipendere dai fossili nel mondo impazzito di oggi significa mettere a rischio la nostra sovranità e indipendenza”.
A livello europeo, per il quarto anno consecutivo, quasi tutti gli indicatori ambientali mostrano in Europa segnali di miglioramento, seppur molto rallentati rispetto agli anni precedenti: si riducono i consumi energetici procapite e quelli da fonti non rinnovabili, mentre cresce la quota di energie rinnovabili sia nei consumi complessivi sia nella produzione elettrica. L’unica eccezione riguarda l’aumento delle emissioni medie di CO₂ delle nuove automobili immatricolate.
In questo quadro generale, l’Italia registra performance più deboli della media europea e, in diversi casi, un netto peggioramento. La frenata appare evidente soprattutto osservando il periodo 2019-2024: l’evoluzione positiva che aveva portato l’Italia tra i leader di circolarità e transizione ecologica si è ormai stabilmente interrotta e dal 2022 la crescita italiana è risultata sistematicamente inferiore a quella della media UE e degli altri Paesi leader della transizione energetica. Negli ultimi 10 anni i miglioramenti dell’Italia, complessivi e per singolo indicatore, sono stati tra i più bassi in Europa.
Particolarmente critici risultano i dati sui consumi energetici e sulle fonti fossili. Nel periodo 2019-2024 i consumi energetici procapite italiani sono diminuiti rispetto alla media europea (-9% vs -12%), mentre come detto il consumo da fonti non rinnovabili si è ridotto molto meno che nella media UE. Anche la crescita delle energie rinnovabili appare insufficiente: nello stesso periodo la quota italiana di rinnovabili sui consumi finali è aumentata del 7%, contro il 27% europeo (e del 30% in Germania, del 35% in Francia e del 42% in Spagna).
Nel settore solare, tra il 2019 e il 2025, l’Italia ha poco più che raddoppiato la propria capacità fotovoltaica (+111%), mentre l’insieme dell’UE l’ha quasi triplicata (+173%). La crescita italiana risulta inferiore sia a quella di Paesi già fortemente sviluppati come la Germania (+140%), sia a quella di Paesi emergenti nel settore come la Spagna (+372%).
L’Italia rimane eccellente a livello europeo in termini di circolarità e riciclo dei rifiuti (93%), nettamente superiore alla media UE (61%). Anche il riciclo dei rifiuti urbani supera leggermente la media europea (52,3% vs 48,1%) e negli ultimi cinque anni è cresciuto nella media UE (+1,7% vs 1,9%).
Eni rafforza la propria strategia globale nel GNL con accordi di fornitura a lungo termine in Indonesia
San Donato Milanese (Milano), 21 maggio 2026 – Eni ha firmato tre accordi a lungo termine per l’acquisto di gas naturale liquefatto in Indonesia con sellers di GNL dei progetti South Hub e North Hub, entrambi operati da Eni con un interesse partecipativo che supera complessivamente l’80%. Questi contratti rafforzano ulteriormente il portafoglio globale di GNL di Eni e consolidano il ruolo dell’Indonesia come fornitore strategico per i mercati regionali e internazionali.
Gli accordi a lungo termine riguardano volumi di GNL provenienti dai progetti di sviluppo del gas operati da Eni nel bacino dei Kutei e prevedono un volume cumulativo di circa 2 milioni di tonnellate all’anno (MTPA). Il GNL sarà fornito attraverso gli impianti esistenti di Bontang LNG nel Kalimantan Orientale, anche tramite la riattivazione di un treno rimasto inattivo per diversi anni, massimizzando così l’utilizzo delle infrastrutture energetiche esistenti in Indonesia.
Questi volumi addizionali di GNL contribuiranno a diversificare e rafforzare ulteriormente il portafoglio globale integrato di Eni, sostenendo l’obiettivo della società di raggiungere oltre 20 MTPA di GNL contrattualizzato entro il 2030.
Gli accordi confermano la strategia di crescita integrata di Eni, che combina lo sviluppo del gas nell’upstream, l’utilizzo efficiente delle infrastrutture di GNL e l’accesso ai mercati globali, contribuendo al contempo a sostenere la crescente domanda energetica della regione e la transizione energetica attraverso forniture affidabili a minore intensità carbonica.
Eni è presente in Indonesia dal 2001 e detiene un portafoglio upstream diversificato che copre attività di esplorazione, sviluppo e produzione. La produzione netta è di circa 90.000 barili equivalenti di petrolio al giorno, provenienti principalmente dai giacimenti offshore di Jangkrik e Merakes nel Kalimantan Orientale.
Ci sono figure che appartengono alla storia e altre che, con il passare del tempo, entrano nel mito. Jackie Kennedy appartiene senza dubbio alla seconda categoria. A oltre trent’anni dalla sua morte, avvenuta il 19 maggio 1994, Jacqueline Kennedy Onassis continua a rappresentare un simbolo universale di eleganza, intelligenza e dignità. Non soltanto la moglie di un presidente americano, ma una donna capace di attraversare tragedie personali e trasformarsi in un’icona senza tempo.
Nata Jacqueline Lee Bouvier nel 1929, Jackie crebbe in un ambiente colto e privilegiato, sviluppando presto una forte passione per la letteratura, l’arte e la cultura europea. Prima ancora di diventare first lady, lavorò come fotografa e giornalista, mostrando quella curiosità intellettuale che avrebbe caratterizzato tutta la sua vita. L’incontro con John Fitzgerald Kennedy cambiò il suo destino e nel 1961, a soli 31 anni, entrò alla Casa Bianca diventando una delle first lady più amate della storia americana.
Con Jackie, la Casa Bianca cambiò volto. Non si limitò a interpretare il ruolo istituzionale con grazia: volle trasformare la residenza presidenziale in un centro culturale, promuovendo restauri storici e ospitando artisti, musicisti e intellettuali. Il suo stile raffinato conquistò il mondo, ma dietro l’immagine glamour si nascondeva una donna determinata, colta e profondamente consapevole del peso del proprio ruolo pubblico.
La sua immagine rimarrà però per sempre legata al dramma del 22 novembre 1963. Jackie era accanto al marito a Dallas quando il presidente Kennedy venne assassinato. Le fotografie di quel giorno fecero il giro del mondo: il celebre tailleur rosa, lo sguardo smarrito, il dolore trattenuto con una compostezza quasi irreale. In quei momenti Jackie divenne qualcosa di più di una first lady. Divenne il simbolo della dignità davanti alla tragedia.
Dopo l’assassinio di Kennedy, cercò di allontanarsi dall’attenzione mediatica. Nel 1968 sposò l’armatore greco Aristotle Onassis, scelta che suscitò molte polemiche negli Stati Uniti ma che per lei rappresentava probabilmente un bisogno di protezione e stabilità. Rimasta vedova una seconda volta, tornò a New York e intraprese una nuova vita lavorando nel mondo editoriale, lontana dai riflettori della politica ma sempre circondata dalla cultura e dai libri che aveva amato fin da giovane.
Negli ultimi anni affrontò con grande riservatezza la malattia che la avrebbe portata alla morte: un linfoma non Hodgkin. Morì a 64 anni nel suo appartamento di Manhattan, lasciando dietro di sé non soltanto un’eredità di stile, ma un’immagine femminile capace di attraversare le generazioni.
Ancora oggi Jackie Kennedy continua a esercitare un fascino straordinario. Le sue fotografie, il suo modo di parlare, la sua eleganza sobria e mai ostentata sono entrati nell’immaginario collettivo. Ma il motivo per cui il mondo continua a ricordarla non è soltanto estetico. Jackie rappresenta la capacità di mantenere classe e umanità anche nei momenti più difficili.
In un’epoca in cui tutto viene mostrato e consumato rapidamente, Jackie Kennedy resta un mistero elegante e irripetibile. Ed è forse proprio questa sua capacità di sfuggire completamente al tempo che continua, ancora oggi, a renderla immortale.
Marco Nicoletti
#Jfk #jackiekennedy #usa #johnkennedy
Milano, 19 maggio 2026 – Il dolore cronico è un’emergenza sanitaria globale, aggravata dagli effetti collaterali e dalla dipendenza causata dall'uso di oppioidi utilizzati per mitigarlo. Una nuova prospettiva nella lotta alle neuropatie (condizioni croniche causate da una lesione o dal malfunzionamento del sistema nervoso centrale o periferico) arriva dall’Università Statale di Milano, dove un team internazionale di ricerca ha messo a punto un approccio innovativo, individuando un nuovo bersaglio molecolare da inibire tramite un peptide sintetico, che potrebbe quindi superare i limiti delle terapie a base di oppioidi.
Lo studio è stato coordinato da Andrea Saponaro, ricercatore del Dipartimento di Scienze Farmacologiche e Biomolecolari, con la collaborazione del team di ricerca di Anna Moroni, docente di Fisiologia della Statale, con il contributo dell’Università della Florida, ed è stato pubblicato su The Journal of Physiology.
La ricerca ha individuato un bersaglio molecolare specifico, il cAMP (adenosina monofosfato ciclico), una sorta di “interruttore chimico” che modula il comportamento dei neuroni del dolore e che è direttamente correlato a specifici canali presenti in questi neuroni, chiamati canali HCN2. Il cAMP potenzia l’attivazione dei neuroni e li rende più suscettibili, aumentando la trasmissione dei segnali dolorosi e la loro persistenza nel tempo.
È quindi proprio il legame tra la molecola cAMP e il neurone HCN2 a rappresentare un meccanismo chiave alla base del dolore neuropatico: intervenire su questa interazione, impedendone l’azione, consente di ridurre l’iperattività dei neuroni e, di conseguenza, il dolore.
Per bloccare selettivamente questa interazione e ridurre l’iperattività neuronale, i ricercatori hanno sviluppato un peptide sintetico, che ha eliminato il potenziamento del dolore, producendo effetti analgesici senza le conseguenze collaterali date dall’uso di oppiodi e suggerendo quindi la possibilità di sviluppare approcci farmacologici innovativi in grado di agire in modo selettivo sui meccanismi alla base del dolore.
“Uno degli aspetti più rilevanti di questa ricerca è la possibilità di intervenire sul dolore neuropatico agendo in modo mirato sui meccanismi che lo generano, senza ricorrere agli oppioidi. Oggi queste terapie rappresentano una risposta diffusa ma problematica, per via degli effetti collaterali e del rischio di dipendenza: il nostro approccio apre quindi la strada a una nuova generazione di trattamenti, capaci di affrontare il dolore cronico in modo più sostenibile, agendo sulle cause biologiche e non solo sui sintomi”, conclude Saponaro.
La ricerca ha ottenuto il sostegno di Fondazione Cariplo e Fondazione Telethon.
ALBA SI ACCENDE CON CIRCONOMIA 2026: DAL 21 AL 23 MAGGIO TRE GIORNI DI INCONTRI, IDEE E FUTURO
Eventi gratuiti nel cuore della città con Luca Mercalli, Antonello Pasini, Dario Fabbri, Vito Mancuso, Vincenzo Schettini, Fulvio Marino, Edo Ronchi ed Elisa Tonda
Alba, 19 maggio 2026 – Mancano pochi giorni al via dell’undicesima edizione di Circonomia, il Festival dedicato all’economia circolare e alla transizione ecologica promosso da AICA (Associazione Internazionale per la Comunicazione Ambientale) in collaborazione con la Cooperativa ERICA e GMI (Greening Marketing Italia), in programma dal 21 al 23 maggio.
Per tre giorni il centro storico di Alba ospiterà incontri, dialoghi, spettacoli e momenti di approfondimento dedicati ai grandi temi del presente: crisi climatica, geopolitica, energia, sostenibilità, informazione e rapporto tra ambiente ed economia. Un programma ricco di ospiti nazionali e internazionali che porterà in città alcune delle voci più autorevoli del panorama scientifico, culturale e giornalistico italiano.
Il Festival si aprirà giovedì 21 maggio alle 17 alla Sala Beppe Fenoglio con un evento dedicato ai temi della circolarità, del riciclo e del ruolo strategico delle materie prime seconde negli equilibri economici globali, con ospiti come Edo Ronchi ed Elisa Tonda. Seguirà alle 18,30 un confronto dedicato alle città e alle sfide della sostenibilità urbana con amministratori locali provenienti da diverse realtà italiane come Ascoli Piceno, Pordenone e Cuneo.
Alle 21 spazio a uno degli appuntamenti più attesi dell’intera edizione: “L’Italia e l’Ambiente negli ultimi 30 anni”, evento speciale organizzato in occasione del trentennale della Cooperativa ERICA, realtà albese nata nel 1996 e oggi attiva a livello nazionale nei campi della comunicazione ambientale, dell’educazione alla sostenibilità e della progettazione ambientale. Sul palco si alterneranno ospiti provenienti dal mondo delle istituzioni, dell’impresa, della cooperazione internazionale, della ricerca, dello sport e della cultura, in un racconto collettivo dedicato all’evoluzione del rapporto tra ambiente e società negli ultimi tre decenni. A chiudere la serata saranno Edo Ronchi e Luca Mercalli.
Venerdì 22 maggio, il Festival entrerà nel vivo del dibattito pubblico a partire 18 all’Arena Guido Sacerdote: il climatologo Antonello Pasini dialogherà con Roberto Giovannini e Roberto Cavallo sulle cause e le conseguenze della crisi climatica, mentre il giornalista e analista geopolitico Dario Fabbri approfondirà il tema della competizione internazionale per energia e materie prime insieme a Roberto Della Seta. La giornata si concluderà con un appuntamento dedicato all’ecoansia e al rapporto tra giovani e futuro.
Sabato 23 maggio al mattino spazio anche alla partecipazione attiva con Spazzamondo, la grande iniziativa collettiva di cura dell’ambiente urbano promossa da Fondazione CRC. A partire dalle 16 all’Arena Guido Sacerdote, il programma intreccerà sostenibilità, cultura e spiritualità a partire dalla figura di San Francesco, con incontri dedicati al cibo, agli elementi naturali e al rapporto tra uomo e ambiente con ospiti come Fulvio Marino e Vito Mancuso. Gran finale in serata, sempre all’Arena, con Vincenzo Schettini, protagonista di un appuntamento capace di unire divulgazione scientifica e linguaggi accessibili al grande pubblico.
L’organizzazione comunica inoltre che l’evento previsto il 5 giugno presso il Teatro Sociale “G. Busca” di Alba con il Procuratore Nazionale Antimafia e Antiterrorismo Giovanni Melillo è rinviato al mese di settembre a causa di improrogabili impegni istituzionali del Procuratore. La nuova data sarà comunicata nelle prossime settimane. Le iscrizioni all’evento già pervenute verranno considerate valide anche per la nuova data.
L’undicesima edizione di Circonomìa sarà patrocinata dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, dalla Regione Piemonte, dalla Provincia di Cuneo, dal Comune di Alba, da Confcooperative Piemonte, dalla Camera di Commercio di Cuneo, dalla Camera di Commercio di Torino, dal Consorzio Socio-Assistenziale Alba Langhe Roero, dall’Ente Turismo Langhe Monferrato Roero, dalla Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile, dal Movimento Laudato Si, Fondazione con il Sud e da ASVIS – Festival dello Sviluppo Sostenibile. Main Partner è Fondazione CRC; Conai, Confindustria Cuneo, Gruppo Iren e Montello SpA sono Gold Partner; Brezza, Dentis Recycling Italy e Morato Group sono Event Partner; ACA – Associazione Commercianti Albesi, Albasolar, Banca d’Alba, Biorepack, CiAl, CIC – Consorzio Italiano Compostatori, Confartigianato Cuneo, Greenhas Group, Renoils, Ricrea e Stroppiana SpA sono Partner; Montecolino e Consorzio per la Tutela dell’Asti sono Partner Tecnici.
Media Partner di CIRCONOMÌA saranno Envi.info, Gazzetta d’Alba, Radio Alba e Idea.
YouTube: @CirconomiaTV | Facebook, X, LinkedIn, Instagram: @circonomia
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“Green Days – nel tempo che resiste”
Rassegna teatrale Under 35 a cura di Dominio Pubblico con il sostegno del MiC e di SIAE, nell’ambito del programma “Per Chi Crea”
Kalergi! Il complotto dei complotti
uno spettacolo di Firmamento Collettivo
testo Luca D’Arrigo con il contributo di Firmamento Collettivo
regia Adele Di Bella
con Carmelo Crisafulli, Luca D’Arrigo, Martina Tinnirello e Giulia Trivero
registrazioni Gipo Gurrado
foto di scena Francesco Lurgo
produzione Zerkalo in collaborazione con Firmamento Collettivo
un ringraziamento a Ferrara Off
segnalato da Teatro e Critica nella rubrica “Il teatro e la danza che vorremmo rivedere nel 2025”
vincitore di Pillole #tuttoin12minuti 2024 di Fortezza Est – Roma
vincitore del bando Theatrical Mass 2023 di Campo Teatrale – Milano
vincitore della call OFFline 2022 di Ferrara Off Teatro
Sabato 30 Maggio 19:30 e Domenica 31 maggio 17:30
Argot Studio-Roma
All’Argot Studio, sabato 30 e domenica 31 maggio, va in scena Kalergi! Il complotto dei complotti, uno spettacolo di Firmamento Collettivo, ultimo appuntamento di “Green Days – nel tempo che resiste” la rassegna teatrale Under 35 curata, organizzata e pensata da Dominio Pubblico, con il sostegno del MiC e di SIAE, nell’ambito del programma “Per Chi Crea”, con tante novità e un importante consolidamento nelle scelte artistiche e organizzative.
Kalergi! Il Complotto dei Complotti prende forma dalla teoria, con l’intento di indagare le ragioni profonde, esistenziali, per cui nessun essere umano possa dirsi veramente immune al virus del complottismo, anche quando ritiene di possedere una buona dose di “anticorpi culturali”. Quella della sostituzione etnica - a differenza di altre più mainstream quali il falso allunaggio o il terrapiattismo - risulta essere tra le teorie del complotto con maggiori conseguenze dirette sulla realtà. Il sostegno di alcune frange politiche, che se ne servono per fomentare un clima di paura e sospetto nei confronti delle persone straniere, la rende un pericoloso strumento di manipolazione dell'opinione pubblica: fare leva su chi crede che i morti in mare siano manichini, infatti, non può che nascere dalla convinzione che quelle stesse persone appartengano a una categoria di umanità inferiore alla nostra.
La rassegna “Green Days – nel tempo che resiste” è interamente curata da una direzione artistica partecipata, composta da ragazzi e ragazze appartenenti alla GenZ, che fin dalla prima edizione si occupa di valutare e selezionare gli spettacoli secondo un modello già attuato da Dominio Pubblico allo Youth Fest, continua a interrogarsi su temi profondi legati all’identità personale e collettiva, al rapporto con le proprie radici, al cambiamento e alla costruzione di una nuova consapevolezza.
Dopo “Il futuro ha i giorni contati” e “Che ne sarà di noi?” gli under 25 di Dominio Pubblico, con “nel tempo che resiste” cercano quest’anno, attraverso gli spettacoli in programma, di dare una risposta agli interrogativi e alle preoccupazioni legate al futuro. In un mondo in continua trasformazione, resistere diventa oggi un gesto necessario e il teatro si fa spazio di incontro, di libertà e di rinascita, dove i giovani possono raccontare il presente e immaginare il futuro.
Un palinsesto che esplora tematiche quali l’importanza della memoria storica e collettiva, la responsabilità civile, le relazioni intergenerazionali e le sfide contemporanee e politiche dei giovani che ancora una volta scelgono di riflettere su problematiche lontane dal loro tempo, ma in qualche modo fortemente urgenti per capire l’oggi e il futuro, ponendo come obiettivo quello di creare uno spazio di riflessione, dialogo e confronto tra artisti e pubblico.
Per ogni spettacolo in rassegna sono previste due giornate di repliche e un TALK di approfondimento a cura della Redazione U25 di Dominio Pubblico: una possibilità di incontro e di scambio tra giovani, compagnie emergenti e pubblico.
Da sempre Argot Studio e Dominio Pubblico collaborano insieme per garantire spazio e visibilità a una nuova generazione di artisti. Lavorano su target e focus differenti facendo sempre dell'innovazione dei linguaggi e della ricerca il centro della loro mission.
Dominio Pubblico – che nasce nel 2013 dalla collaborazione di Argot Studio con il Teatro dell'Orologio – si distingue come un importante progetto di audience development e community engagement rivolto a giovani under 25 che si sperimentano in un percorso da spettatori attivi, finalizzato alla conoscenza della scena contemporanea e alla produzione, promozione e organizzazione di eventi culturali multidisciplinari. I giovani si avvicinano alla fruizione culturale della loro città e del territorio regionale attraverso la visione guidata di numerosi eventi legati al mondo dell’arte contemporanea, e grazie all'incontro con gli artisti coinvolti imparano a capirne le dinamiche interne e a raccontarle.
Biglietti e orari
intero: 8 euro / ridotto: 5 euro
sabato 19:30 / domenica 17:30
Via Natale del Grande, 27
talk con la compagnia dopo la replica della domenica
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