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lunedì 2 novembre 2026

USA: Midterm una sfida per il mandato presidenziale di Trump

Le elezioni di Midterm rappresentano per il presidente degli stati uniti una valutazione del suo operato nei suoi 2 anni di mandato . Il voto del 3 novembre 2026 che coinvolge 335 milioni di americani è considerato dagli analisti politici un vero referendum sulle politiche dell’amministrazione Trump degli ultimi 2 anni. Con le elezioni di midterm viene rinnovato il congresso americano (camera) ed il senato oltre che 19 governatori dei 50 stati americani. I due organi popolari americani in atto sono sotto il controllo del presidente che come coalizione repubblicana ha al congresso 218 rappresentanti mentre i democratici ne hanno 214, ogni deputato al congresso rappresenta 770.000 cittadini americani . Al senato la falce di rappresentanza è più ristretta infatti 53 seggi sono repubblicani mentre 47 sono democratici in considerazione del fatto che ogni stato elegge 2 senatori a prescindere dalla popolazione si denota l’importanza dei seggi utili.

Per meglio capire quale importanza hanno i due rami di rappresentanza americana analizzeremo le funzioni dei due poteri. Il senato ha la possibilità di nominare i ministri, decidere sulla nomina alla carica dei giudici della corte suprema e nominare gli ambasciatori americani nel mondo. Il congresso invece ha il potere di indagare su tutte le segnalazioni prodotte provenienti da Fbi o altre fonti di intelligence, sentire testimoni ed avviare anche un impeachment nei confronti dello stesso presidente. Decide anche quali leggi devono essere discusse e dà autorizzazioni su finanziamenti vari e inizio di guerre o altro.

Attualmente il controllo delle dei due rami ha favorito il Presidente Trump in molte scelte di governo ma lo ha anche tenuto lontano dalla scottanti situazioni sul coinvolgimento degli affari sostenuti da Epstein e sulle tante morti sospette ad alti livelli che sono avvenute durante le indagini Fbi oltre che sulla morte dello stesso Epstein in carcere. Situazioni che hanno visto coinvolgere dal congresso anche l’ex presidente Clinton. Aprire tutte le pagine tracciate in nero e desecretate per motivi di sicurezza nazionale può diventare altamente pericoloso per la stessa immagine americana e del suo presidente oltre che per la First Lady. La stessa infatti in valutazione di una lettera che faceva parte dei file Epstein in cui Melania era nominata ha dovuto con una estemporanea conferenza stampa per smentire che la sua conoscenza con il presidente Trump non è derivata dai gruppi Epstein e da tutto il suo giro di pedofilia e prostituzione di alto bordo.

Una verità quella dell’impeachment che affligge Trump oberato anche dai sondaggi negativi che lo danno solo al 33-36% con una probabilità di conquistare il congresso da parte dei Dem del 92% e del 66 % riguardo il senato. Alla camera sono 22 i seggi in bilico per una maggioranza di 218 con 197 sicuri i dem e 195 per i repubblicani. Questo il cuore di queste elezioni e per poter vincere Trump ha investito milioni di dollari per contrastare il voto dei democratici in vari stati in bilico dove sono stati spesi in pubblicità contraria ai candidati Dem circa 137 milioni di dollari.

Parlando di denaro gran parte dei finanziamenti sulla campagna elettorale dei repubblicani arriva dai Big Tech americani che hanno avuto dall’amministrazione Trump il via libera sulla costruzione in tutta l’America di 120 data center dedicati all’intelligenza artificiale con un investimento globale di 600 miliardi di dollari . Secondo il presidente tutto questo si è reso necessario per contrastare la Cina. Molti cittadini non la pensano in questa maniera e in tutto il paese sono iniziate proteste che hanno bloccato molti progetti ed in New Jersey è una vera rivoluzione pubblica che contesta la costruzione e tutti gli effetti collaterali relativi all’inquinamento acustico ed al grande assorbimento di energia elettrica senza dimenticare la grande quantità di acqua che occorre per raffreddare i mega computer. Altro Stato in rivolta il Tennessee dove Elon Musk costruirà un mega data center per l’intelligenza artificiale. In Georgia invece Meta raderà al suolo per concessione statale una intera foresta per la costruzione di un data center.

I fattori che allontaneranno gli elettori dal partito repubblicano oltre ai data center sono vari e tutti collegati alle politiche dell’amministrazione Trump ed a certi favoritismi nella famiglia. Gli americani puntano il dito sulla corruzione e vogliono sapere come mai in un momento di crisi la famiglia Trump abbia guadagnato circa 1 miliardo di dollari senza considerare che lo stesso presidente ha raggiunto una capitalizzazione di 1000 miliardi di dollari di patrimonio. L’elettorato americano inoltre non ha mai voluto la guerra con l’Iran che tanto ha fatto male all’economia del paese e si chiede come un paese di 10 milioni di abitanti Israele possa decidere le scelte di guerra di un paese di 335 milioni di abitanti. Ma la telefonata dei giorni scorsi di Netanyhu è chiarificatrice sul vero legame con il presidente e la sua guerra “ Dobbiamo finire quello che abbiamo iniziato “ sono le parole di Netanyhu. Una contestazione che è arrivata anche al congresso americano che non ha mai dato autorizzazione ad iniziare una guerra con l’Iran e che ha determinato un effetto globale sui prodotti petroliferi che solo in America hanno portato la benzina da 2.80 al gallone a 4,29 dollari ed i diesel a 6,56 dollari.

Tra gli esempi di una protesta popolare diffusa possiamo ricordare lo stato del Texas dove il candidato Dem Talarico sembra in vantaggio sul candidato repubblicano , lo stato è sempre stato in mano ai repubblicani da sempre. Lo stesso Elon Musk è intervenuto in aiuto di Trump con 180 milioni di dollari proprio in Texas dove ha intenzione di occupare 9 milioni di ettari per il progetto Terrafor sull’intelligenza artificiale.

Altro punto debole dei repubblicani riguardo al senato è il Michigan dove un medico ex direttore della sanità pubblica di Detroit candidato al senato Abdul El Sayed mussulmano sembra essere avanti nei sondaggi. .Lo stesso ha avuto l’appoggio anche di Obama . Definito da Trump una persona pericolosa per le sue origini.

Elezioni certamente chiave quelle del 3 novembre 2026 e tutte in salita per l’amministrazione Trump che sfoggia però milioni di dollari in un sistema che può essere altamente corruttibile con la promessa di 5000 dollari a testa da elargire dopo la vittoria dei repubblicani ad ogni cittadino specie negli stati in bilico. Il presidente comunque in caso di sconfitta ha dalla sua parte la possibilità di veto sulle leggi e la sua rimozione richiede i 2/3 del senato in caso di impeachment.




giovedì 29 ottobre 2026

Svolta trasparenza sulla crisi idrica in Sicilia: la Regione accoglie il ricorso di ANAFePC e interviene sui comuni. Atti al vaglio dei legali.

Si registrano sviluppi significativi nella mobilitazione dell'Accademia Nazionale per l'Alta Formazione e Promozione della Cultura, del Lavoro e del Sociale (ANAFePC) sulla crisi idrica in Sicilia, con lo sblocco dell'accesso alla documentazione sull'emergenza.

L’Assessorato regionale delle Autonomie Locali ha infatti accolto il ricorso dell'associazione, emanando una direttiva formale che ingiunge alle amministrazioni comunali l'immediato rilascio dei documenti richiesti. Sotto la lente dei legali dell'organizzazione si trovano ora anche il caso Maddalusa ad Agrigento e le criticità registrate in diversi enti locali del Nord Italia.

I legali di ANAFePC sono già al lavoro per incrociare i dati ottenuti dopo mesi di mobilitazione, al fine di individuare le precise responsabilità dei gestori, dei Comuni e della Regione per i gravissimi disservizi idrici nell'isola. In precedenza, l'ente aveva attivato le procedure di accesso civico generalizzato (FOIA) presso 21 amministrazioni comunali. Di fronte al silenzio della quasi totalità dei destinatari, l'associazione aveva investito della questione la Corte dei Conti, l'ANAC e il competente Assessorato regionale, estendendo la denuncia anche ai Ministeri dell'Ambiente, delle Infrastrutture e della Salute. L'intervento della Regione ha infine sbloccato l'inerzia iniziale, spingendo la maggior parte delle autorità locali a trasmettere gli atti.

"La trasparenza sull'acqua è un pilastro democratico non opzionale", dichiara il presidente di ANAFePC, Calogero Coniglio. "L'intervento della Regione conferma la bontà della nostra battaglia. Utilizzeremo questi dati per tutelare i cittadini, individuare le precise responsabilità di gestori ed enti, e fare piena luce anche sul drammatico nodo delle dighe incompiute e sulla gestione degli invasi. Continueremo a vigilare senza sconti fino all'accertamento di ogni verità".

Sul piano territoriale, ANAFePC ha inoltrato una dettagliata nota al Prefetto di Agrigento, provincia maggiormente colpita dall'emergenza, sollecitando un intervento urgente per il quartiere di Maddalusa, dove la popolazione versa in una condizione di grave disagio igienico-sanitario e sociale. Nel documento si chiede di fare chiarezza sullo stato amministrativo della "Zona A" e su eventuali ordinanze di demolizione pendenti, spesso utilizzate come alibi burocratico. L'associazione invoca inoltre la condivisione degli esiti dei tavoli tecnici con la Protezione Civile e un impulso reattivo verso i Sindaci per l'adozione di ordinanze contingibili e urgenti volte ad attivare presidi stabili di distribuzione, interventi strutturali sulle reti e allacci temporanei d'emergenza.

A sottolineare il raggio d'azione dell'iniziativa è il vicepresidente di ANAFePC, Maurizio Cirignotta: "La nostra azione di monitoraggio non si ferma alla Sicilia, ma si estende anche alle criticità del Nord Italia, dove registriamo già i primi riscontri formali, come quello giunto dal Comune di Garlasco (PV). La crisi idrica è una vertenza nazionale: dalle emergenze di quartiere come Maddalusa ai razionamenti nel settentrione, chiediamo interventi strutturali immediati, ordinanze contingibili per l'approvvigionamento e lo stop ad alibi burocratici che penalizzano le comunità".

Israele : Le elezioni del 27 Ottobre , bocciano la coalizione di Netanyahu che non raggiunge la maggioranza della Knesset,vincono le liste arabe.

I fatti del 7 ottobre hanno rappresentato per Israele l’inizio di una guerra di conquista della Palestina con l’annessione di fatto della striscia di Gaza e della Cis Giordania e con un occhio anche al sud del Libano. Un asse di guerra che prevede un ulteriore attacco verso l’Iran dopo le elezioni di Midterm in America e Donald Trump in chiara difficoltà alla camera. L’ex primo ministro Netanyahu è stato il leader di una destra estrema per 19 mandati negli ultimi 30 anni ed ha voluto con forza rappresentare le posizioni espansionistiche di Israele verso i paesi limitrofi attraverso azioni militari e distruttive che hanno determinato migliaia di morti , solo a Gaza circa 75.000 persone hanno perso la vita e in Cis Giordania proprio in questi giorni vediamo una vera guerra tra coloni per la conquista e la distruzione del raccolto delle olive principale frutto di sostentamento economico dei palestinesi che continuamente vengono diseredati delle proprie terre.

La tornata elettorale del 27 ottobre che ha visto dopo venti anni una partecipazione al voto del 77,7% avrebbe dovuto rappresentare una riconferma per Netanyahu che oggi invece si trova in una posizione certamente difficile avendo ottenuto dopo il 100 % delle schede scrutinate e ad eccezione di quelli contenuti nelle urne speciali , 53 seggi e non avendo raggiunto i 61 seggi utili per governare si dovrà quindi confrontare con il candidato dell’opposizione Eisenkot che ha conquistato 47 seggi utili nella Knesset per avere la maggioranza e con la grande performance dei partiti arabi che hanno raggiunto i 19 seggi ma che ora possono dire la loro in merito alle politiche guerrafondaie del primo ministro che abbiamo visto negli ultimi anni.

E’ proprio il capolista della lista unita araba che indica necessaria una alternativa di governo. «Chiunque voglia offrire un'alternativa sostanziale e autentica al governo sanguinario di Netanyahu dovrà parlare con noi per spianare la strada al cambiamento che il popolo israeliano desidera ardentemente»: lo ha dichiarato il presidente della Lista Unita (che riunisce tre partiti arabi) Yousef Jabareen, intendendo dire che qualsiasi partito aspiri a sostituire il governo di Benjamin Netanyahu dovrà dialogare con la sua fazione, dato che i risultati parziali delle elezioni mostrano che i partiti a guida araba potrebbero conquistare un numero senza precedenti di 19 seggi alla Knesset.

Sempre Yousef Jabareen, leader della Lista Unita, ha definito le elezioni una "giornata storica" ​​e ha affermato che gli elettori hanno inviato un messaggio "chiaro e inequivocabile". “Abbiamo dimostrato di essere una forza politica che non può essere ignorata e che non si può costruire un futuro qui senza la nostra voce.”Mansour Abbas, leader di Ra'am, o Lista Araba Unita, ha accolto con favore i risultati previsti. "Trasformeremo il mandato ricevuto in una nuova realtà per il Paese", ha dichiarato Abbas ai giornalisti, secondo quanto riportato dal Canale 12 israeliano.

Una posizione scomoda per ambedue i contendenti principali che sembra non vogliono allearsi con i partiti arabi che rappresentano i veri vincitori di questa tornata elettorale ma che sicuramente dovranno confrontarsi con una realtà chiara voluta dall’elettorato israeliano e palestinese . Le strategie dell’ex primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu iniziano subito dopo il voto con delle affermazioni che mirano ad isolare i partiti arabi : “I partiti di destra hanno ottenuto una "maggioranza decisiva"tra l'opinione pubblica sionista e ha chiesto la formazione di un "governo nazionale di destra", «Non dobbiamo mettere in pericolo Israele e instaurare un governo che si basi su partiti arabi antisionisti».

Gadi Eisenkot, ha lanciato un velato avvertimento a Netanyahu, il quale, secondo alcuni osservatori, potrebbe sfruttare un nuovo attacco all'Iran per prolungare il suo mandato da primo ministro «Netanyahu, non osare usare la sicurezza di Israele per i tuoi scopi politici», ha detto Eisenkot, definendolo «un primo ministro ad interim senza mandato né fiducia da parte del popolo». Eisenkot condivide molte delle posizioni di Netanyahu in materia di "sicurezza" e ha appoggiato la guerra genocida contro i palestinesi di Gaza. Tuttavia, ha promesso di creare un clima più inclusivo all'interno di Israele e di frenare i coloni violenti nella Cisgiordania occupata.“Il popolo ha votato per il cambiamento. Un leader degno accetterebbe il voto di sfiducia del popolo e annuncerebbe oggi stesso il suo ritiro dalla vita politica”, ha affermato.

Secondo Yair Lapid, l'attuale leader dell'opposizione, ha espresso un parere simile. «Non lasciatevi ingannare da nessuno», ha detto. «Il blocco Netanyahu ha subito una sconfitta schiacciante. È un crollo totale e il pubblico ha detto loro di tornarsene a casa».

Yair Golan, leader dei Democratici all'opposizione, ha invece affermato che gli elettori israeliani hanno "licenziato il governo Netanyahu", impegnandosi a collaborare con i partner politici per formare una nuova amministrazione. "Abbiamo ricevuto un'opportunità storica per instaurare un vero governo del cambiamento in Israele e non abbiamo alcuna intenzione di lasciarcela sfuggire", ha scritto su X.

Yousef Jabareen, leader della Lista Unita, ha definito le elezioni una "giornata storica" ​​e ha affermato che gli elettori hanno inviato un messaggio "chiaro e inequivocabile". "Il 'governo del sangue' deve andarsene!", ha dichiarato in un comunicato. “Abbiamo dimostrato di essere una forza politica che non può essere ignorata e che non si può costruire un futuro qui senza la nostra voce.”Mansour Abbas, leader di Ra'am, o Lista Araba Unita, ha accolto con favore i risultati previsti. "Trasformeremo il mandato ricevuto in una nuova realtà per il Paese", ha dichiarato Abbas ai giornalisti, secondo quanto riportato dal Canale 12 israeliano.

Da segnalare che i primi movimenti civici dedicati alla pace iniziano il loro lavoro dopo gli esiti della tornta elettorale vedi quello del movimento Standing Together che ha lanciato una petizione per un'alleanza arabo-israeliana utile al cambiamento. Standing Together è un movimento di attivisti palestinesi-ebraici per la pace, che chiede all'opposizione guidata dagli ebrei di unire le forze con le liste guidate dagli arabi. "È questa l'esigenza del momento: tradurre la maggioranza ebraica araba che ha votato per il cambiamento in un governo ebraico-arabo di cambiamento", come si legge su X. "L'unica questione è se i leader del blocco del cambiamento collaboreranno con il popolo arabo e con i rappresentanti del popolo arabo alla Knesset", ha affermato il movimento, aggiungendo che la voce dei cittadini palestinesi "vale esattamente quanto la voce ebraica!". "Pertanto, chiediamo ora a Eizenkot, Bennett, Jabarin, Lapid, Golan, Abbas e Lieberman: un governo arabo-ebraico, subito!", una chiara richiesta ai leader dell’opposizione che hanno un’occasione storica per spodestare Netanyahui.

Infine possiamo affermare che la nuova era israeliana è di svolta verso le azioni del precedente governo e che la pace forse gratificherebbe molti evitando molti effetti collaterali come la morte dei tanti giovani al fronte oltre che l’impegno dell’attuale governo in una guerra a tre teste che coinvolge la Palestina il Libano ma anche l’Iran. Di questo Israele ne deve prendere atto visto che si stanno creando coalizioni militari per creare una pace in medio oriente ultima quella fra i responsabili militari di vertice di Turchia, Iran, Arabia saudita e Pakistan avvenuta proprio a Teheran.



SLA, nuovi indizi sull'evoluzione della malattia dalla risonanza magnetica cerebrale

SLA, nuovi indizi sull'evoluzione della malattia dalla risonanza magnetica cerebrale

Uno studio dell'IRCCS Istituto Auxologico Italiano e dell'Università degli Studi di Milano, pubblicato sulla prestigiosa rivista scientifica Brain, ha analizzato 399 pazienti, individuando un legame tra alcune alterazioni cerebrali, la gravità della malattia e la sopravvivenza. I risultati suggeriscono un possibile ruolo dei piccoli vasi sanguigni del cervello nella SLA.

 

 

Milano, 29 ottobre 2026. Perché la sclerosi laterale amiotrofica (SLA) progredisce rapidamente in alcune persone, mentre in altre ha un decorso più lento? Comprendere le ragioni di questa variabilità è una delle principali sfide della ricerca su questa grave malattia neurodegenerativa, che colpisce i neuroni responsabili del controllo dei muscoli.

 

Una nuova risposta potrebbe arrivare dalla risonanza magnetica cerebrale. Uno studio condotto dai ricercatori dell'IRCCS Istituto Auxologico Italiano e dell'Università degli Studi di Milano, appena pubblicato sulla rivista internazionale Brain, ha individuato un'associazione tra alcune alterazioni del tessuto cerebrale, generalmente legate alla sofferenza dei piccoli vasi sanguigni, e la gravità e l'evoluzione della SLA.

 

Analizzando le risonanze magnetiche di 399 pazienti, i ricercatori hanno osservato che una maggiore presenza di queste alterazioni è associata a difficoltà motorie e cognitive più marcate e a stadi più avanzati della malattia. Inoltre, i pazienti con alterazioni particolarmente evidenti in alcune regioni cerebrali presentavano una sopravvivenza più breve, anche tenendo conto di altri fattori prognostici noti.

 

Tradizionalmente la SLA viene studiata concentrandosi soprattutto sui motoneuroni, le cellule nervose che controllano il movimento e che progressivamente degenerano nel corso della malattia. Negli ultimi anni, tuttavia, è emersa l'importanza dell'ambiente che circonda queste cellule, compresi i piccoli vasi sanguigni che contribuiscono al loro nutrimento e al loro funzionamento.

 

«Siamo abituati a pensare alla SLA come a una malattia che colpisce principalmente i neuroni responsabili del movimento. Questo studio ci ricorda che i neuroni non vivono isolati: la loro salute dipende anche dall'ambiente che li circonda, compresi i piccoli vasi sanguigni», spiega il Prof. Nicola Ticozzi, Direttore dell'Unità Operativa di Neurologia dell'IRCCS Istituto Auxologico Italiano e Professore Associato di Neurologia all'Università degli Studi di Milano. «Il fatto che alcune alterazioni cerebrali associate alla sofferenza dei piccoli vasi siano collegate alla gravità della malattia e alla sopravvivenza suggerisce che la componente vascolare possa contribuire a spiegare, almeno in parte, perché la SLA abbia un decorso così diverso da paziente a paziente. Non abbiamo dimostrato un rapporto di causa ed effetto, ma individuato un elemento che potrebbe aiutarci a comprendere meglio i meccanismi della malattia».

 

I ricercatori si sono concentrati sulle cosiddette iperintensità della sostanza bianca, piccole aree che appaiono più chiare nelle immagini di risonanza magnetica. Queste alterazioni sono frequenti soprattutto nelle persone anziane e vengono generalmente associate all'invecchiamento e a fattori di rischio vascolare, come l'ipertensione. Lo studio ha mostrato che, nelle persone con SLA, la loro presenza è associata anche ad aspetti specifici della malattia, tra cui la perdita di forza muscolare, le difficoltà cognitive e la prognosi.

 

«L'aspetto particolarmente interessante è che non abbiamo utilizzato esami sperimentali, ma immagini di risonanza magnetica come quelle che vengono già acquisite nella normale valutazione neurologica», sottolinea il Dott. Alessio Maranzano, neurologo e ricercatore dell'IRCCS Istituto Auxologico Italiano, autore corrispondente dello studio. «Abbiamo scoperto che alterazioni spesso considerate soprattutto una conseguenza dell'età o dei comuni fattori di rischio vascolare possono fornire informazioni rilevanti anche nel contesto della SLA. La loro associazione con la compromissione motoria, le difficoltà cognitive e la sopravvivenza suggerisce che meritino maggiore attenzione. Il prossimo passo sarà capire se queste osservazioni possano aiutarci, in futuro, a caratterizzare più accuratamente i diversi profili di malattia».

 

I risultati non significano che le alterazioni vascolari siano una causa della SLA, né che intervenire su di esse possa modificarne il decorso. Lo studio è infatti osservazionale e non permette di stabilire un rapporto diretto di causa ed effetto.

 

Saranno necessarie ulteriori ricerche, soprattutto studi che seguano i pazienti nel tempo, per comprendere meglio il ruolo di queste alterazioni e verificare se possano diventare indicatori utili per la valutazione prognostica.

 

La prospettiva è quella di comprendere meglio le differenze biologiche tra i pazienti, un passaggio importante per rendere sempre più precisa la caratterizzazione della SLA e, in futuro, favorire una migliore progettazione degli studi clinici.

 

La ricerca si inserisce nell'impegno dell'IRCCS Istituto Auxologico Italiano e dell'Università degli Studi di Milano nello studio delle malattie neurodegenerative, attraverso l'integrazione tra attività clinica, ricerca neurologica e tecnologie avanzate di neuroimaging, in collaborazione con centri di ricerca nazionali e internazionali.

 

Il lavoro scientifico si colloca nell'ambito delle linee di ricerca promosse dal progetto Dipartimenti di Eccellenza 2023–2027, finanziato dal Ministero dell'Università e della Ricerca e coordinato dal Dipartimento di Fisiopatologia Medico-Chirurgica e dei Trapianti dell'Ateneo milanese. «Il progetto, dedicato allo studio delle alterazioni del microcircolo e del loro ruolo in numerose patologie, comprese quelle neurologiche, punta a integrare competenze cliniche, tecnologie avanzate e ricerca biologica per comprendere meglio i meccanismi delle malattie e favorire lo sviluppo della medicina di precisione. I risultati pubblicati su Brain rappresentano un esempio concreto del valore di questo approccio interdisciplinare applicato allo studio della SLA» conclude Flora Peyvandi, direttrice del Dipartimento.



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mercoledì 28 ottobre 2026

Da Roma a Chiari: SBS Edizioni conquista il Marchio Microeditoria di Qualità 2026

Il riconoscimento al romanzo di Barbara Becheroni, Ho guardato la bellezza con i miei occhi. La casa editrice romana parteciperà alla XXIV Rassegna della Microeditoria Italiana con sei autori, il 7 e 8 novembre a Villa Mazzotti.

Un riconoscimento nazionale per un libro nato all'interno dell'editoria indipendente romana. SBS Edizioni ottiene il Marchio Microeditoria di Qualità 2026 grazie a Ho guardato la bellezza con i miei occhi, romanzo di Barbara Becheroni pubblicato nella collana Raccontando.

Il risultato premia un'opera che riporta al centro la figura del poeta tedesco August von Platen e rappresenta, al tempo stesso, un riconoscimento del lavoro editoriale che accompagna un manoscritto dalla selezione alla pubblicazione.

La consegna del Marchio si terrà sabato 7 novembre a Chiari, in provincia di Brescia, durante la XXIV Rassegna della Microeditoria Italiana. SBS Edizioni sarà presente alla manifestazione con sei autori, offrendo ai visitatori l'opportunità di conoscere da vicino le diverse proposte del suo catalogo.

Il Marchio Microeditoria di Qualità e il valore del lavoro editoriale

Il Marchio Microeditoria di Qualità costituisce un riconoscimento significativo per le realtà editoriali indipendenti. Il concorso, promosso dall'Associazione L'Impronta e dal Sistema Bibliotecario Sud Ovest Bresciano, valuta le opere considerando non soltanto il valore dei contenuti, ma anche la correttezza formale della scrittura, la qualità della stampa e la realizzazione della copertina.

Il giudizio nasce dal contributo dei lettori delle biblioteche e da una giuria composta da esperti del mondo culturale ed editoriale.

Si tratta dunque di una valutazione che riguarda il libro nel suo insieme e riconosce anche il lavoro, spesso poco visibile, che permette a un'opera di raggiungere il pubblico nella sua forma definitiva.

Per SBS Edizioni, casa editrice indipendente con sede a Roma, il risultato assume un significato particolare. La qualità editoriale non dipende necessariamente dalle dimensioni di una struttura, ma dalla capacità di costruire un progetto coerente, seguire gli autori e dedicare attenzione a ogni fase della pubblicazione.

La partecipazione alla rassegna di Chiari offre inoltre alla casa editrice un'occasione di confronto con altre realtà nazionali e con un pubblico interessato alla bibliodiversità e alla scoperta di nuove voci letterarie.

Barbara Becheroni racconta August von Platen e la ricerca della bellezza

Al centro del riconoscimento c'è Ho guardato la bellezza con i miei occhi, opera nella quale Barbara Becheroni ricostruisce la vicenda umana e artistica di August von Platen, poeta tedesco dell'Ottocento profondamente legato all'Italia.

Attraverso una narrazione che intreccia elementi biografici, ricostruzione letteraria e sensibilità poetica, l'autrice restituisce il ritratto di un uomo alla continua ricerca della bellezza, ma anche di uno spazio nel quale poter esprimere liberamente la propria identità.

L'Italia diventa uno dei luoghi centrali di questa ricerca, tra aspirazioni artistiche, inquietudini personali e desiderio di appartenenza.

Il libro invita a riflettere sul rapporto tra arte e libertà individuale, sulla necessità di essere riconosciuti per ciò che si è e sulla possibilità di trovare nella scrittura una forma di espressione autentica.

Temi che, pur attraversando una vicenda ambientata nell'Ottocento, conservano una forte attualità e permettono di avvicinare la figura di von Platen anche ai lettori contemporanei.

La cerimonia di assegnazione del Marchio Microeditoria di Qualità 2026 è prevista sabato 7 novembre, dalle ore 12, nel tendone allestito nel parco di Villa Mazzotti, alla presenza dell'autrice e dell'editore.

Sei autori SBS Edizioni alla Microeditoria di Chiari 2026

Il riconoscimento a Barbara Becheroni si inserisce in una partecipazione più ampia della casa editrice romana alla manifestazione.

Durante le giornate del 7 e 8 novembre, lo stand PP 24, al primo piano di Villa Mazzotti, nelle vicinanze della Sala Giunchi, ospiterà sei autori SBS Edizioni: Barbara Becheroni, Alessandra Esposito, Lea Da Ponte, Riccardo Franzoni, Chiara Domeniconi e Paolo Proietti Mancini.

Le loro opere rappresentano generi e percorsi letterari differenti, dalla narrativa contemporanea al romance, dal thriller al fantasy, fino alla poesia.

Alessandra Esposito sarà presente alla vigilia della pubblicazione di Il lieto intanto, prevista per il 9 novembre 2026. Dopo due precedenti opere pubblicate con SBS Edizioni, l'autrice affronta per la prima volta la forma del romanzo, segnando una nuova tappa del proprio percorso letterario.

Lea Da Ponte incontrerà i lettori con La sposa mancata, romance ambientato tra le colline della Toscana, mentre Riccardo Franzoni porterà La Panacea di Pimentel, spy thriller caratterizzato da una trama internazionale che si sviluppa attraverso tre continenti.

Chiara Domeniconi rappresenterà un percorso autoriale, dalla silloge poetica Mani in extasy al saggio Nebbia, capace di attraversare poesia e narrativa, offrendo ai visitatori l'occasione di approfondire le diverse espressioni della sua scrittura.

Paolo Proietti Mancini presenterà Cruor Aeternum, fantasy che figura tra le pubblicazioni più recenti del catalogo SBS Edizioni.

Barbara Becheroni, protagonista della cerimonia del 7 novembre, sarà inoltre disponibile per incontrare il pubblico e raccontare la genesi del romanzo dedicato ad August von Platen.

Da Roma a Chiari, un'occasione per l'editoria indipendente

La XXIV Rassegna della Microeditoria Italiana si svolgerà sabato 7 e domenica 8 novembre 2026 a Villa Mazzotti Biancinelli, in viale Giuseppe Mazzini 39, a Chiari, in provincia di Brescia.

L'edizione 2026, dedicata al tema Una, nessuna, centomila storie, riunirà editori indipendenti provenienti da tutta Italia, con un programma di incontri, presentazioni e iniziative culturali.

Gli stand saranno aperti dalle 9:30 alle 19:30, con ingresso gratuito.

La presenza di SBS Edizioni, insieme al Marchio Microeditoria di Qualità attribuito al libro di Barbara Becheroni, porta a Chiari un'esperienza dell'editoria romana e sottolinea il ruolo delle piccole case editrici nella valorizzazione della produzione letteraria italiana.

Il riconoscimento ottenuto e gli incontri con gli autori rappresentano due momenti complementari dello stesso percorso: da una parte la valutazione della qualità di un'opera, dall'altra il dialogo con i lettori, essenziale per dare continuità e visibilità al lavoro editoriale.

Marina Abramović a Roma per Alda Fendi - Arco di Giano 19 novembre 2026

Il potere rivoluzionario dell’arte: Marina Abramović e la Fondazione Alda Fendi - Esperimenti

 

Roma, 27 ottobre 2026

La Fondazione Alda Fendi - Esperimenti apre una nuova stagione del proprio percorso di ricerca e sperimentazione con una delle figure più radicali e visionarie dell’arte contemporanea: Marina Abramović. Grazie alla visione e alla determinazione di Alda Fendi, che ha fortemente voluto offrire alla città di Roma la possibilità di vivere senza barriere un gesto artistico unico per forza e suggestione, l’Arco di Giano diventa teatro di un incontro inedito tra arte contemporanea, archeologia e memoria.

Il
prossimo 19 novembre Marina Abramović presenta “Confession, 2026”, un progetto concepito per Roma e destinato, fino al 19 maggio 2027, a trasformare l’area archeologica in un luogo di esperienza, ascolto e partecipazione, nel segno di un’arte che non si limita a essere osservata, ma chiede di essere vissuta.

L’inaugurazione assume inoltre un particolare valore per la città perché coincide con una nuova, importante tappa nella storia dell’
Arco di Giano e della sua restituzione alla collettività. Dopo l’attentato mafioso del 1993 alla vicina chiesa di San Giorgio al Velabro, che danneggiò anche il monumento, l’Arco venne chiuso e protetto da una cancellata, interrompendo il rapporto diretto tra la città e uno dei luoghi più significativi dell’antico Foro Boario. Un primo importante intervento di restauro, concluso nel 2017, restituì in particolare la facciata rivolta verso Piazza della Bocca della Verità. Oggi, al termine di un ulteriore intervento di restauro e consolidamento finanziato nell’ambito del PNRR - Caput Mundi, che ha interessato anche la sistemazione delle aree circostanti, l’Arco torna a essere protagonista della vita culturale della città. È in questo momento simbolico che Confession entra fisicamente nel monumento: per sei mesi la nuova scultura di Marina Abramović sarà collocata sotto l’Arco, trasformando l’antico passaggio in uno spazio contemporaneo di incontro e partecipazione. Il monumento torna così alla sua originaria natura di luogo attraversato e vissuto, mettendo in relazione la Roma antica con il presente.

Il progetto si sviluppa attraverso tre opere strettamente connesse:
Confession, 2010, The Road to Confession, 2026 e la nuova opera site-specific Confession, 2026.

In un’anteprima assoluta per la
Fondazione Alda Fendi - Esperimenti, Marina Abramović torna su una delle opere più intime della propria ricerca: Confession, 2010, la performance nella quale l’artista, inginocchiata davanti a un asino - simbolo di umile bontà - condivideva con l’animale i ricordi dolorosi della propria infanzia, trasformando una confessione personale in un’esperienza di possibile liberazione.

Il percorso trova il proprio culmine in
Confession, 2026, simbolico atto alchemico attraverso il quale l’asino vivo si trasforma in un asino d’oro. È la prima scultura in bronzo di Marina Abramović, commissionata dalla Fondazione Alda Fendi - Esperimenti e realizzata con Factum Arte: un’opera a grandezza naturale composta da un asino in bronzo dorato e da una seduta metafisica, anch’essa in bronzo dorato, posta di fronte all’animale. Chiudendo il cerchio iniziato con Confession, 2010, la nuova opera trasferisce la confessione dall’esperienza individuale a una dimensione collettiva. Lo spettatore prende il posto dell’artista e, sedendosi davanti all’animale, è invitato ad affidargli ferite, traumi e fardelli. Gli occhi di vetro, profondi e immobili, invitano a sostenerne lo sguardo e ad abbandonarsi a un momento di confronto con la propria memoria e la propria storia. L’asino non risponde e non giudica: ascolta. Diventa il custode silenzioso delle confessioni e simbolicamente ne assume il peso. Ciò che nel 2010 era una relazione privata tra l’artista e l’animale diventa così, sedici anni dopo, un’esperienza aperta a tutti. Il progetto sarà inaugurato il 19 novembre con una action di Marina Abramović. L’artista si siederà davanti all’asino d’oro e inviterà alcune persone a prendere il suo posto. Non una performance conclusa in se stessa, ma il gesto inaugurale che consegna l’opera al pubblico e dà inizio alla sua vita partecipativa, destinata a rinnovarsi ogni volta che qualcuno sceglierà di sedersi di fronte all’animale.

Completa il progetto un’altra anteprima assoluta,
The Road to Confession, 2026, la nuova opera video concepita da Marina Abramović appositamente per il progetto. Girato all’alba dello scorso 30 giugno, diretto da Nabil Elderkin e realizzato con Factum Arte, il film mostra Marina non più inginocchiata davanti all’asino, ma mentre cammina al suo fianco, tenendolo con una semplice corda di canapa, attraverso le strade ancora deserte della città. Roma lentamente si risveglia. Il percorso conduce Marina e l’asino Paltò fino all’Arco di Giano, dove l’artista si siede davanti all’animale e i due si guardano negli occhi. In quello sguardo, la confessione diventa incontro e la liberazione apre la strada alla trasformazione. Dal 19 novembre l’installazione sarà aperta al pubblico con l’autorizzazione e la collaborazione della Soprintendenza Speciale Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Roma, diretta da Daniela Porro, partner istituzionale del progetto. La scultura e le opere video resteranno all’Arco di Giano fino al 19 maggio 2027. Le visite saranno consentite tutti i giorni dalle ore 17 alle 21. L’Arco sarà inoltre valorizzato dalla sapiente illuminazione di Vittorio Storaro, tre volte Premio Oscar e maestro assoluto della fotografia, realizzata grazie alla Fondazione Alda Fendi - Esperimenti.

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Ci sono incontri che sembrano arrivare nel momento esatto in cui devono accadere, come un allineamento delle stelle. Quello con Marina Abramović per me è uno di questi. Marina ed io abbiamo attraversato ottant’anni di vita seguendo strade diversissime, ma entrambe con la stessa ostinazione nel cercare, sperimentare, rischiare e non fermarci mai”, racconta Alda Fendi. “Quando ci siamo incontrate, Marina mi ha rivelato di aver avuto una sensazione quasi inspiegabile: come se ci conoscessimo già, come se ci fossimo incontrate in una vita precedente. E anche io la penso allo stesso modo. Marina è la personificazione stessa della performance: la porta nel corpo, nella visione, nella storia. E la performance appartiene profondamente anche all’identità della Fondazione Alda Fendi - Esperimenti. Sin dall’inizio non abbiamo voluto semplicemente esporre opere, ma produrre accadimenti: spettacoli, actions, esperimenti capaci di esistere in un luogo e in un momento preciso, per poi rimanere nella memoria di chi li ha vissuti. Per questo arrivare oggi a realizzare Confession insieme a Marina mi sembra quasi un approdo naturale. E non poteva esserci luogo più giusto dell’Arco di Giano. È un monumento al quale siamo legati da anni, che la Fondazione ha contribuito a restituire alla città attraverso la sua illuminazione e che oggi, appena restaurato, torna a essere un luogo vivo. Portare qui Marina significa mettere in relazione la sua forza contemporanea con la storia millenaria di Roma. A questo punto della nostra vita, forse Marina ed io sappiamo entrambe che il tempo è il materiale più prezioso che abbiamo. Confession parla anche di questo: della memoria, dell’esperienza, di ciò che resta. Per me realizzarlo oggi, insieme a lei, a Roma, sotto l’Arco di Giano, significa chiudere un cerchio e, nello stesso momento, aprirne uno nuovo”.

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O tempora, o mores!”, dice ancora Alda Fendi, “Endecasillabo struggente di mille possibilità non avute, di argomenti non trattati, di perdoni irrisolti. E per sempre noi, imperatori senza scettro, perfettamente lucidi ad annaspare nel mare inventato da una comune specie umana.”

In sintonia con la riflessione di Alda Fendi sulla spiritualità e sull’umanità come valori imprescindibili e sull’arte come bene necessario da condividere con la collettività, Marina Abramović affronta ancora una volta il difficile compito di risvegliare le coscienze. “
Confession 2010 è nata come un atto intimo - una confessione a un asino. Gli ho affidato le sofferenze e le ferite della mia infanzia. Cose che avevo portato dentro in silenzio per anni”, spiega Marina Abramović, Leone d’Oro come Miglior Artista alla Biennale di Venezia nel 1997 per Balkan Baroque. “Nella performance del 2010, l’asino ha ascoltato la mia storia e, dopo 4 ore e 50 minuti, se n’è andato. Ha preso la decisione di terminare la performance. Attraverso questa comunicazione silenziosa, sono riuscita a lasciar andare. Si è fatto carico del peso del mio dolore. Ora, dopo sedici anni, voglio condividere questo atto catartico con tutti. In Confession 2026, l’asino diventa una scultura e la mia sedia resta vuota. Tu siedi dove sedevo io. Guardi in quegli occhi belli, profondi, espressivi. Tu proietti, l’animale da soma assorbe. Roma ha poi conferito una nuova dimensione al progetto. Quando ho visto l’Arco di Giano, mi sono sentita in dovere di creare una nuova opera video. The Road to Confession è stato girato all’alba del 30 giugno. L’asino Paltò e io abbiamo vagato per le strade deserte di Roma, solo noi due, muovendoci attraverso questa antica città mentre iniziava lentamente a risvegliarsi. A Roma senti il passato ovunque, ma sei completamente nel presente. Quest’opera è la mia lettera d’amore a Roma. Passa attraverso il tempo - il passato diventa presente, l’inanimato è animato - tutto diventa chiaro… Paltò si è trasformato in bronzo e in questa metamorfosi io divento libera, sollevata! Quello che ne è seguito è stata la comunicazione più eloquente che io abbia mai avuto con me stessa. Il confine tra umano e non umano ha cessato di esistere. C’era un’altra presenza… una confessione perfetta… nessuna colpa. Ciò che è iniziato con la mia memoria e il mio dolore ora appartiene a chiunque entri in questo spazio. L’opera può proseguire e trasformarsi senza di me. Per me, questa è comunione attraverso la confessione”.

Riunendo scultura, cinema, performance e fotografia,
Confession, 2026 nasce dalla stretta collaborazione tra Marina Abramović, la Fondazione Alda Fendi - Esperimenti, Factum Arte e la Soprintendenza Speciale Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Roma. Il progetto trova nell’Arco di Giano non soltanto il proprio scenario, ma una parte essenziale del suo significato. Nell’antico Foro Boario - mercato del bestiame e crocevia attraversato per secoli da animali, mercanti, carri e viaggiatori - la figura dell’asino torna oggi sotto le arcate del monumento come presenza silenziosa e contemporanea. L’antico monumento torna così a essere luogo di passaggio, incontro e condivisione e non soltanto la cornice di Confession: diventa parte dell’opera stessa, mettendo in relazione memoria e presente, permanenza e trasformazione, storia individuale e memoria collettiva. Con Confession, la Fondazione Alda Fendi - Esperimenti rinnova così la propria vocazione a mettere in dialogo il patrimonio millenario di Roma con i linguaggi più radicali del presente, restituendo alla città non soltanto un’opera, ma un luogo da attraversare, abitare e vivere nuovamente.


Date
: 19 novembre 2026 - 19 maggio 2027
Sede: Arco di Giano, Roma
Opening pubblico: 19 novembre 2026, ore 18:00 – 20:00
Orari di apertura: Aperto tutti i giorni, ore 17:00–21:00
Progetto illuminotecnico: Vittorio Storaro



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