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venerdì 19 ottobre 2018

MALTEMPO, È L’ANNO PIU’ CALDO DI SEMPRE IN EUROPA

MALTEMPO: COLDIRETTI, È L'ANNO PIU' CALDO DI SEMPRE IN EUROPA

Clima tropicale con violenti nubifragi, sale conto danni in Sardegna

 

Nonostante le violente manifestazioni temporalesche che a macchia di leopardo hanno colpito  la Penisola, il caldo anomalo di questi giorni lungo lo Stivale segna un 2018 si classifica fino ad ora come l'anno piu' caldo di sempre in Europa dove le temperature sono risultate superiori di 1,86 gradi alla media storica (1910-2000). È quanto emerge dalle elaborazioni Coldiretti relativa ai primi nove mesi dell'anno sulla base della banca dati Noaa, il National Climatic Data Centre dai quali si evidenzia peraltro che a livello planetario il 2018 si colloca al quarto posto tra gli anni più bollenti facendo registrare una temperatura media sulla superficie della Terra e degli oceani, addirittura superiore di 0,77 gradi rispetto alla media del ventesimo secolo.

 

La tendenza al surriscaldamento – sottolinea la Coldiretti - è evidente anche in Italia dove non si sono mai registrate temperature così elevate dal 1800 con valori superiori di 1,53 gradi la media storica. E l'anomalia – precisa la Coldiretti – è stata ancora più eclatante a settembre che ha fatto registrare temperature superiori di ben 1,82 gradi e precipitazioni inferiori del 61% la media storica di riferimento (1971-2000). Ora le condizioni metereologiche quasi estive nel pieno dell'autunno, la cosiddetta ottobrata, non sono – continua la Coldiretti – un fenomeno raro ma quest'anno si inseriscono in una quadro generale che conferma la tendenza al cambiamento climatico. La classifica degli anni interi più caldi da oltre due secoli si concentra infatti nell'ultimo periodo e comprende nell'ordine – precisa la Coldiretti – anche il 2015, il 2014, il 2003, il 2016, il 2007, il 2017, il 2012, il 2001 e poi il 1994.

 

Un processo che è accompagnato da una progressiva tropicalizzazione del clima con il moltiplicarsi di eventi estremi che hanno provocato solo quest''anno fino ad ora danni per 600 milioni di euro all'agricoltura secondo la Coldiretti. Ma il conto rischia di essere ancora piu' salato con l'ultima ondata di maltempo in Sardegna che ha già subito perdite in agricoltura per 5 milioni di euro dalla recente alluvione secondo la Coldiretti.

 

Gli effetti del clima tropicale – sostiene la Coldiretti - sono visibili sull'ambiente, non cadono le foglie dalle piante che per il caldo non sono entrate nella fase di riposo vegetativo caratteristico della stagione ma in giro ci sono ancora mosche e zanzare a testimoniare un autunno pazzo, con temperature ben al di sopra delle medie. Nelle case e nelle campagne è in atto una vera invasione di sciami di cimici che si stanno moltiplicando nel nord Italia costringendo nei centri abitati i cittadini a barricarsi in casa con porte e finestre chiuse mentre nelle campagne si contano i danni provocati da questi insetti insaziabili che stanno colpendo soia, mais, pere, mele, pesche e kiwi con danni fino al 40% dei raccolti nei terreni colpiti.

 

A preoccupare in questa fase – continua la Coldiretti – è anche l'eventuale brusco arrivo del maltempo con un forte abbassamento delle temperature che troverebbe le piante impreparate a difendersi con un conto ancora più salato per le campagne.

 

L'agricoltura è l'attività economica che più di tutte le altre vive quotidianamente le conseguenze dei cambiamenti climatici ma è anche il settore più impegnato per contrastarli" afferma il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo nel sottolineare che "i cambiamenti climatici impongono una nuova sfida per le imprese agricole che devono interpretare le novità segnalate dalla meteorologia e gli effetti sui cicli delle colture, sulla gestione delle acque e sulla sicurezza del territorio.



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Deposit Solutions entra a far parte del World Economic Forum Center

Deposit Solutions è la prima società Fintech europea che farà parte del World Economic Forum Center per la Quarta Rivoluzione Industriale

 

• Il World Economic Forum Center funge da centro di competenza globale per massimizzare i benefici della tecnologia

• Deposit Solutions è la prima società Fintech europea selezionata dal Centro

• Il pioniere dell'Open Banking ha recentemente chiuso un nuovo round di investimento da 100 milioni di dollari che ha portato la valutazione a 500 milioni di dollari

 

Amburgo, 16 ottobre 2018 - Deposit Solutions, pioniere dell'Open Banking e principale piattaforma internazionale per i depositi a risparmio, è entrata a far parte del World Economic Forum Center di San Francisco con focus sulla Quarta Rivoluzione Industriale. Il Centro collabora con primarie aziende, governi, società civile ed esperti di tutto il mondo con l'ambizione di supportare la definizione della governance della Quarta Rivoluzione Industriale. Deposit Solutions, che ha appena chiuso un nuovo round di investimento da 100 milioni di dollari, è la prima società Fintech europea a diventare membro di questo hub globale.

 

Murat Sönmezcapo del Network del Centro sulla Quarta Rivoluzione Industriale, ha dichiarato: "La Quarta Rivoluzione Industriale sta influenzando tutti i settori e sta cambiando il modo in cui le persone fanno businessIl settore bancario così come il fintech non fanno eccezione. Siamo lieti di avere Deposit Solutionsnel nostro network globale per contribuire a fornire input preziosi alla discussione sull'Open Banking e sul futuro del settore."

 

Con la sua piattaforma di Open Banking, Deposit Solutions ha introdotto un'importante innovazione nel settore bancario retailInfatti, il modello Banking-as-a-Service di Deposit Solutions per i depositi consente alle banche sia di accedere ai depositi dei clienti di altri partner senza dover implementare alcuna infrastruttura proprietaria, sia di offrire ai propri clienti una selezione di depositi di terze parti. A loro volta, i clienti delle banche possono accedere facilmente alle migliori offerte di deposito e massimizzare i loro risparmi, senza dover aprire nuovi conti bancari. Deposit Solutions sta creando un mercato internazionale per il risparmio che avvantaggia banche, risparmiatori e sistema finanziario in generale, eliminando le inefficienze nella catena del valore.

 

Tim Sievers, fondatore e CEO di Deposit Solutions, ha dichiarato: "Deposit Solutions condivide i principi del World Economic Forum Centersiamo convinti che la tecnologia finanziaria possa potenzialmente avvantaggiare tutti i partner coinvolti e che la collaborazione sia la chiave per guidare l'innovazione. Non vediamo l'ora di contribuire al dialogo e siamo onorati di far parte del Centro".

 

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Deposit Solutions

Deposit Solutions è una società FinTech riconosciuta a livello mondiale e una piattaforma Open Banking per i depositi.Lasua tecnologia proprietaria Open Banking fornisce un'infrastruttura per il mercato dei depositi globale, stimato in circa $ 50 trilioni, che avvantaggia banche e risparmiatori allo stesso tempo.   che sta trasformando. Deposit Solutions oggi collega oltre 70 banche dislocate in 16 Paesi e opera attraverso i Points-of-Sale B2C proprietari (ZINSPILOT e SAVEDO) che offrono direttamente ai risparmiatori le offerte di deposito delle banche partner. Fondata nel 2011 da Tim Sievers, Deposit Solutions ha l'headquarter ad Amburgo, in Germania, e filiali a Berlino, Londra e Zurigo. La società oggi impiega un team composto da oltre 250 dipendenti ed è sostenuta da investitori quali e.venturesVitruvian Partners, GreycroftFinLab , Kinnevik, Peter Thiel, Top Tier Capital Partners, Apeiron Investment Group e Angel Investor Stefan Wiskemann

 

World Economic Forum Center per la Quarta Rivoluzione Industriale

Il network globale di Centri per la Quarta Rivoluzione Industriale riunisce governi, aziende leader, società civile ed esperti di tutto il mondo per co-progettare approcci innovativi e pilotare la policy e la governance della tecnologia. La sua vision è quella di modellare lo sviluppo e l'uso della tecnologia in modo da massimizzare i benefici e minimizzare i rischi. Il Network svilupperà, implementerà e ridimensionerà progetti pilota scalabili e centrati sull'uomo che possono essere adottati da policy-maker, legislatori e regolatori in tutto il mondo.



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Cravatta day, 10 curiosità per celebrare il simbolo dello stile nel mondo

 

CRAVATTA DAY, DIECI CURIOSITÀ SULLA CRAVATTA PER CELEBRARE IL SIMBOLO DELLO STILE E DELLA RAFFINATEZZA NEL MONDO 

Dov'è nata la cravatta? Chi è il "cravattaio del re"? Qual è la più costosa? E la più grande? Dalle origini al significato simbolico, passando per i record che ha collezionato nel corso degli anni, sono molte le curiosità che ruotano attorno a questa intramontabile striscia di tessuto, simbolo dell'eleganza per eccellenza che viene celebrata il 18 ottobre

 

Dagli scolari ai business men, ogni giorno sono centinaia di milioni le persone che indossano le cravatte in ogni parte del mondo. Una passione trasversale per questa striscia di tessuto che ha conquistato il collo di moltissimi gentlemen. Ed è a lei che, dal 2003, è stata dedicata una giornata. Il 18 ottobre di ogni anno si festeggia infatti il Cravatta Day, data non casuale che coincide con il giorno in cui l'Academia Cravatica avvolse intorno all'arena romana di Pola, in Croazia, una gigantesca cravatta rossa, per rendere omaggio al simbolo della loro identità nazionale. La ricorrenza è stata ufficializzata nel 2008 quando il Parlamento Croato ha dichiarato all'unanimità il 18 ottobre il giorno della cravatta.

 

"Un tempo la cravatta era considerata un accessorio da indossare in momenti in cui l'eleganza e la formalità erano d'obbligo - afferma Stefano Bigi, amministratore unico di Bigi Cravatte Milano - Oggi tale tendenza è stata sdoganata e la cravatta, oltre a ricoprire un ruolo fondamentale nel vestire classico, ha iniziato ad essere utilizzata anche per donare un tocco di personalità ad outfit più casual ed informali, da sfoggiare durante il tempo libero, diffondendosi anche tra i giovanissimi".

 

Sono molte le curiosità che ruotano attorno a questa striscia di tessuto e, per celebrare il simbolo dell'eleganza per eccellenza, sono state raccolte quelle più significative:

 

1.       Nel 1661 il Re Luigi XIV istituì la carica di "cravattaio del re", gentiluomo al quale era assegnato il compito di aiutare il sovrano ad annodare la cravatta. Introdotta nella moda moderna dai soldati croati in servizio in Francia ai tempi della Guerra dei 30 anni (1618-1648), questo accessorio suscitò infatti grande interesse dei parigini, e in particolare del re di Francia, che iniziarono a utilizzarlo diffondendolo in tutto il mondo.

2.       La prima cravatta da club risale al 1880, quando gli studenti dell'Exeter College di Oxford decisero di togliere i nastri dai loro cappelli di paglia e di annodarli intorno al collo.

3.       Il rapporto tra le donne e la cravatta affonda le sue origini nel XVI secolo, ai tempi della monarchia francese, quando la Duchessa di La Vallière, per imitare il sovrano Luigi XIV, annodò con arte un nastro di preziosa stoffa attorno al collo indossando per la prima volta un accessorio fino ad allora destinato soltanto all'uomo.

4.       Per dare una svolta creativa alla vestizione quotidiana, il matematico svedese Mikael Vejdemo-Johansson ha individuato 177.147 possibili nodi elaborati grazie a teorie logiche e modelli matematici complessi. Il ricercatore ha persino creato un generatore online di nodi random realizzati in base alle sue regole logiche. Ovviamente tra la teoria e la pratica il passo non è così breve.

5.       La cravatta più costosa del mondo è la cravatta Suashish, creata dallo Studio Satya Paul Design in collaborazione con lo Suashish Diamond Group, al prezzo di quasi 200.000 euro. La cravatta è realizzata in pura seta di altissima qualità ed è impreziosita con 150 grammi d'oro e 271 diamanti, che la rendono sicuramente lussuosa ma non altrettanto discreta.

6.       Nel 2003 l'Academia Cravatica avvolse intorno all'arena romana di Pola, in Croazia, una gigantesca cravatta rossa, lunga 808 metri e larga 25, per rendere omaggio al simbolo della loro identità nazionale. Da allora il record della cravatta più grande del mondo è rimasto imbattuto.

7.       La cravatta si è trasformata in opera d'arte nel celebre ritratto realizzato dalle sapienti mani di Amedeo Modigliani Donna con la cravatta e al collo di uomini senza volto tracciati dal pennello di Magritte. E ancora alla Biennale di Venezia 2017 un'intera stanza è stata tappezzata con 45 tonnellate di cravatte dall'artista di origini israeliane Michal Cole. Un'opera di denuncia contro il maschilismo.

8.       L'emblema dell'eleganza rivela la sua anima più divertente ed estrosa al collo dei personaggi più amati dei cartoon: dal goffo Armando, inseparabile amico della Pimpa, al primitivo Fred Flintstone; elemento distintivo del popolarissimo Orso Yoghi e simbolo della cultura manga nel fumetto del ladro gentiluomo per eccellenza, Lupin.

9.       E al cinema? Tra le cravatte più famose del grande schermo, un posto sul podio è sicuramente riservato al mito dei The Blues Brothers: camicia bianca, vestito nero, cappello nero, occhiali da sole e cravattino uguale. Immancabile è anche la cravatta al collo paffuto di Ollio, compagno di avventure di Stanlio. Simbolo di potere e benessere è la cravatta indossata da uno spregiudicato Leonardo DiCaprio in The Wolf of Wall Street mentre tra le cinquanta sfumature della cravatta di Christian Grey si insinua il desiderio di milioni di donne. E ancora la cravatta nei tipici colori della Casa di Grifondoro indossata da Harry Potter, il maghetto ideato da J.K Rowling che ha lasciato un segno indelebile nel mondo letterario e in quello cinematografico.

10.   Da sempre l'uomo ha avvertito l'esigenza di legarsi della stoffa intorno al collo. Già gli antichi egizi erano soliti legare un lembo di stoffa con il nodo di Iside intorno al collo dei defunti, in segno di protezione. Una sorta di bandana la si vede al collo dei guerrieri di Xian, in Cina, e anche a quello degli ufficiali dell'esercito romano.



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SIDIEF: LA LOCAZIONE “DOPPIA” LE COMPRAVENDITE IN ITALIA, MA LA DOMANDA SUPERA 2,4 MILIONI DI CASE

LA LOCAZIONE "DOPPIA" LE COMPRAVENDITE IN ITALIA, MA LA DOMANDA SUPERA 2,4 MILIONI DI CASE

Il convegno Sidief-Banca d'Italia sulle nuove tipologie di offerta per la crescente domanda in affitto

 

La locazione residenziale diventa sempre più importante nella realtà delle città italiane e dei comportamenti delle famiglie e degli operatori economici. C'è una domanda residenziale aggregata di giovani, studenti e lavoratori immigrati che oscilla tra 2,4 milioni e 2,8 milioni di persone, e di questi si stima la metà sia in grado di pagare un canone di circa 500 euro al mese. Il mercato della locazione è di circa 670mila case l'anno, a cui se ne aggiungono altre 730mila usate per la locazione breve (da un giorno a un anno). Si tratta di oltre il doppio delle compravendite. Questi sono alcuni dei dati emersi oggi a Roma nel corso del convegno "Una casa da vivere - Offerte innovative per nuovi modi di abitare" organizzato da Sidief e Banca d'Italia.

"L'affitto era considerato un investimento 'residuale' fino a pochi anni fa - ha commentato Mario Breglia, Presidente di Sidief - mentre oggi, anche per il forte incremento della 'locazione breve', aumenta la redditività degli immobili e ha creato un nuovo mercato. Le famiglie sono i maggiori proprietari di alloggi per oltre l'84 per cento in Europa e il 92 per cento in Italia. Questo ha determinato l'assenza di una offerta in locazione strutturata per categorie sociali più deboli o per chi, come gli immigrati, ha difficoltà ad accedere al mercato dei privati. Solo di recente sono nate iniziative per realizzare residenze specializzate per studenti o per giovani laureati. Un fenomeno del tutto nuovo, esploso nell'ultimo triennio - ha concluso Breglia - è quello della locazione breve per usi turistici o lavorativi. A fine 2018 si stima che almeno un milione di alloggi, raddoppiati in due anni, siano affittati per periodi durante l'anno, con una media di 4,5 mesi a livello nazionale ma di oltre 9 nelle città turistiche. Questo ovviamente riduce il mercato della locazione tradizionale e della compravendita, acuendo le difficoltà delle categorie più deboli".

"La gestione degli immobili ad uso residenziale - ha sottolineato Fabrizio di Lazzaro, Professore Ordinario di Economia Aziendale Luiss Guido Carli - richiede un'attività di trasformazione e riqualificazione dell'esistente per adattarlo alle mutate richieste del mercato. Tuttavia, questa attività di gestione, prettamente di natura industriale, non può essere utilmente esercitata nella forma giuridica più confacente, quale quella delle società commerciali, a motivo dei vincoli fiscali e giuridici che ne caratterizzano l'operatività. In particolare, l'impossibilità di dedurre le quote di ammortamento degli immobili residenziali locati sfavorisce gli investimenti necessari alla riconversione e riqualificazione del patrimonio esistente. La gestione dei patrimoni residenziali, conseguentemente, rimane appannaggio di veicoli di natura finanziaria fiscalmente più efficienti, come Siiq, Sicav, Sgr, ecc., che per vocazione, però, non sono focalizzati sul processo industriale. Per rilanciare l'investimento nel comparto immobiliare residenziale, è auspicabile, quindi, che tutti gli immobili siano considerati, anche fiscalmente, a carattere strumentale, prevedendo, quindi, che partecipino al reddito imponibile in base ai costi e ricavi effettivi. Occorre eliminare la distinzione fiscale tra immobili strumentali e non strumentali, favorendo i processi di gestione immobiliare di tipo industriale su larga scala: questo incentiverebbe anche le aggregazioni o l'incremento della dimensione degli operatori economici".

"La locazione residenziale - ha spiegato Carola Giuseppetti, Consigliere e Direttore Generale di Sidief - può rappresentare una importante asset class, in grado di catalizzare e attrarre l'attenzione degli investitori istituzionali, che guardano ora con interesse questo comparto. Il nostro Paese, tuttavia, sconta diversi problemi, tra cui uno importante legato alle caratteristiche dell'offerta, che è inadeguata in termini di qualità, comfort, dimensione delle abitazioni e soprattutto servizi sia gestionali che per l'abitare. Nei nostri edifici, considerando che a Roma gestiamo 64 palazzi, per 2.100 appartamenti, sono presenti spazi inutilizzati o sottoutilizzati, in particolare aree comuni, cortili, terrazzi, magazzini, negozi ed altri. Per dare un numero, si tratta di più di 20.000 mq di spazi comuni e commerciali solo nella Capitale. Da qui l'idea di valorizzare questi spazi, non solo per i propri abitanti ma anche per gli utenti del quartiere, e cominciare a viverli, per farli tornare ad essere luoghi di socializzazione, come nel passato. Alla base del nostro progetto c'è anche l'obiettivo di rendere 'facile' la fruizione di questi spazi e quindi ispirarsi al passato per i contenuti, ma utilizzando anche la nuova tecnologia digitale. Il progetto prevede di valorizzare e riutilizzare corti, cortili, magazzini, terrazze, depositi, ex case portieri e alcune unità commerciali, e trasformarli in luoghi per servizi per gli abitanti e per gli utenti, come aree giochi per i bambini, aree relax o spazi lettura, fitness, gioco all'aperto, gioco delle carte, per corsi o eventi, sale per feste, spettacoli musicali e proiezioni. Gli ambienti e i servizi potranno essere gestiti e prenotati grazie alla nuova app. Il meccanismo di condivisione sarà aperto ai clienti Sidief partendo da un progetto pilota di Roma per poi estendersi in tutta Italia creando un network nazionale e garantirà a tutti di condividere esperienze, possibilità̀ e spazi in tempo reale".

"In un arco di tempo molto lungo (1927-2015) il rendimento totale dell'attività residenziale è stato superiore a quello del mercato azionario. A questo maggior rendimento si è associata una più bassa volatilità", ha dichiarato nel corso del suo intervento Paolo Piselli di Banca d'Italia.



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Acquirente Unico-Federconsumatori, al via indagine su POVERTÀ E VULNERABILITÀ ENERGETICA

Energia

POVERTÀ E VULNERABILITÀ ENERGETICA: AL VIA INDAGINE ACQUIRENTE UNICO-FEDERCONSUMATORI

 

Roma, 18/10/2018 – Acquirente Unico e Federconsumatori avviano un'indagine sulla povertà e vulnerabilità energetica. I risultati saranno resi noti a giugno 2019.

L'indagine prevede la somministrazione di un questionario in forma anonima sulle abitudini di consumo energetico, sulla conoscenza del mercato,  associandole, nel pieno rispetto della privacy, ad alcune caratteristiche generali di tipo socio-economico dell'intervistato.

Il questionario mira a raggiungere migliaia di consumatori tra quanti si rivolgono quotidianamente a Federconsumatori per ricevere assistenza.

"L'indagine mira ad approfondire il fenomeno della povertà energetica, che riguarda milioni di Italiani, ma che è pure strettamente legato a quello più ampio di vulnerabilità energetica - ha dichiarato Andrea Péruzy, Presidente e AD di Acquirente Unico. Per questo, il questionario cerca di  comprendere le difficoltà determinate nei consumatori dall'impatto dei prezzi dell'energia sul loro bilancio famigliare complessivo, provando a verificarne al contempo anche l'attitudine nei confronti del mercato, mediante domande che cercano di coglierne il livello di conoscenza e partecipazione consapevole".

La survey è il primo passo di una collaborazione più ampia sul tema della povertà e vulnerabilità energetica siglata tra AU e Federconsumatori.

"Auspichiamo che i risultati dell'indagine incontreranno l'interesse dei decisori per la definizione di misure più efficaci a contrasto del fenomeno e a supporto di una maggiore consapevolezza dei consumatori vulnerabili" - ha affermato Emilio Viafora, Presidente di Federconsumatori.

Per AU, la collaborazione con Federconsumatori si inscrive nel contesto di un più ampio lavoro, già avviato, proprio su questi temi. Dal 2017, infatti, l'azienda, che approvvigiona circa 20 milioni di clienti in Maggior Tutela, è impegnata nel progetto europeo Assist per la ricerca sulla vulnerabilità energetica e la definizione di una misura europea di povertà energetica, oggi mancante, per politiche efficaci di contrasto.

 

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° Acquirente Unico è la società pubblica alla quale, nell'ambito del processo di liberalizzazione del mercato elettrico, per legge è affidato il compito di acquistare elettricità per le famiglie e le piccole-medie imprese rimaste nel mercato tutelato - oltre 24 milioni di utenti (di cui circa 20 milioni domestici) - che non hanno quindi ancora scelto il loro fornitore sul mercato libero.

Nel 2017 l'azienda ha approvvigionato circa 56 TWh, pari a a circa il 17% del fabbisogno nazionale di energia elettrica.

Ad AU, che opera sulla base delle direttive del Ministero dello Sviluppo Economico e delle delibere dell' Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente, sono state poi affidate altre competenze, di fatto una "holding di servizi" indipendente per meglio tutelare i consumatori e per favorire il processo di liberalizzazione del mercato elettrico e del gas.

Tra queste, la gestione dello Sportello per il consumatore Energia a Ambiente per conto dell'Autorità per informare i consumatori sui propri diritti nei mercati dell'energia e supportarli nella risoluzione gratuita delle controversie con i propri fornitori, oltre che per supportare la stessa Autorità nell'individuazione delle anomalie di mercato; la realizzazione e gestione del SII-Sistema Informativo Integrato, prima piattaforma digitale per uno scambio sicuro e affidabile di dati tra tutti gli operatori per favorire lo sviluppo del mercato; il Servizio di Conciliazione clienti energia, per dirimere celermente le controversie tra consumatori e operatori senza ricorrere alla via giudiziaria e senza oneri; la gestione dell'OCSIT, l'organismo di gestione delle scorte petrolifere di sicurezza per assicurare in maniera efficace e sicura gli approvvigionamenti del Paese. 



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UNHCR: il suicidio di un richiedente asilo faccia riflettere sulle vulnerabilità

UNHCR: il suicidio di un richiedente asilo faccia riflettere sulle vulnerabilità

 
L'UNHCR, l'Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati, esprime profondo dolore per la morte di Amadou Jawo, 22 anni, originario del Gambia, che si è tolto la vita a Castellaneta Marina.

 

Secondo l'associazione che lo seguiva, il giovane, che lavorava come bracciante agricolo, soffriva di un disagio psicologico.

 

La sua domanda d'asilo aveva avuto un esito negativo e aveva presentato un ricorso, pur essendo disponibile ad un rimpatrio assistito.

 

Il suo gesto estremo dovrebbe far riflettere sul carico di responsabilità e sofferenza che i giovani richiedenti asilo, siano essi uomini, donne o addirittura bambini, portano con sé dal momento della partenza dai Paesi di origine sino all'arrivo nei Paesi di accoglienza.

 

Spesso, pur non partendo per motivi di persecuzione, lasciano situazioni di povertà e disperazione, e intere comunità ripongono in loro la speranza di un futuro migliore.

 

E' molto frequente poi che il senso di colpa per non essere riusciti a soddisfare le aspettative sia troppo pesante e divenga impossibile pensare ad un ritorno sereno, nonostante la possibilità di usufruire di formule di rimpatrio assistito.

 

Per tale motivo, l'UNHCR sottolinea la necessità di garantire ai richiedenti asilo l'effettivo accesso ai servizi essenziali, incluse le misure di supporto psico-sociale.



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Al via la IV edi. di UTILITY DAY

Milano, 25 ottobre 2018

E' ai blocchi di partenza la quarta edizione diUTILITY DAY

Technology & Consumer transforming the Energy Business
The Post-Utility Re-Invention


Ottobre 2018 – E' ai blocchi di partenza la quarta edizione di Utility Day che, quest'anno, propone un panel di relatori e diversi interlocutori che per la prima volta intervengono sul palco dell'evento con la volontà di condividere le proprie esperienze e creare una opportunità di confronto con i colleghi.

Numerose le novità dell'edizione 2018:

- La Vision sulle sfide che i Decision Maker si troveranno ad affrontare nei prossimi 5 anni per innovare in un mercato Globale sempre più competitivo:. AD e CEO delle Utility si confrontano con AD e CEO degli altri Settori su Platform Economy & Consumer Transformation;

- La Vision dei CEO di Società di Distribuzione e Società di Vendita su quali sono i SERVIZI che le UTILITY possono abilitare per (e nell') intero Eco-sistema Energetico

Sessione Speciale ENERGY-as-an-ECO-SYSTEM

 

Gli approfondimenti di Utility Day 2018 si focalizzeranno suargomenti di estrema attualità, come: overview sul mercato di riferimento; i processi di Integrazione Business & IT e ChangeManagement & Cultural Shift; Data Science e Data Intelligence: Quali sono i dati veramente utili al business e come è possibile renderli intelligibili?; Soluzioni per l'integrazione delle Nuove Tecnologie con i Sistemi aziendaliArtificial Intelligence, RPA, ChatbotMarketing IntelligenceCustomer Intelligence e profilazione evoluta del cliente, Marketing Campaigns LoyaltyProgramsCustomer Experience & OmnicanalitàSistemi di pagamento.

Inoltre, si parlerà del ruolo e delle opportunità offerte dall'IntelligentGrid, di leve tecnologiche e organizzative e dei fattori tecnologici per i Distributori volti a realizzare una Rete Intelligente efficace.

 

In occasione dell'edizione 2018 sarà presente lo Startup Village, un'area interamente dedicata alla presentazione delle tecnologie innovative sviluppate da Startup selezionate sulla base di proposte che ben si sposano con le esigenze di innovazione e sviluppo delle Aziende del Settore Gas & Power. Inoltre, a partire dalle ore 11,20 si svolgerà l'Easy Talk Smart Home Servicesun confronto volto a facilitare la messa a fattor comune delle istanzeproposte e soluzioni tecnologiche disruptive su cui l'intero  eco-sistema di Business, formato dalle Utility Gas & Power,dalle Startup e dai Top Player tecnologici,  può contare a supporto delle nuove strategie di innovazione.

Per info e aggiornamenti sul programma: https://www.utilityday.it

 

 

Company Profile

Istituto Internazionale di Ricerca, alla vigilia del suo 30° compleanno, diventa IKN Italy– Institute of Knowledge & Networking per rispecchiare le trasformazioni del business e guidare il cliente verso l'innovazione.

 

IKN Italy è l'acronimo di:

 

"I" come INSTITUTE: IKN Italy nasce da Istituto Internazionale di Ricerca. Grazie all'esperienza maturata in 30 anni di attività, si posiziona all'interno di una rete internazionale in grado di proporre sia tematiche di grande attualità e interesse, sia relatori di alto livello. La reale fotografia di IKN la "scattano" i numeri di questi 30 anni: oltre 70.000 partecipanti, 20.000 aziende e 10.000 tra relatori e docenti; numeri che conclamano IKN leader indiscusso nel suo settore.

 

"K" come KNOWLEDGE: la società lavora in settori strategici. Ricerca continua e ascolto del mercato garantiscono a IKN la messa a punto di una formazione non standardizzata, costituita invece da contenuti unici, esclusivi e non "googlabili". 

I settori sui quali si concentra la società sono: Farmaceutico e Dispositivi Medici, Energy & Utilities, Sanità, Banca e Assicurazioni, Retail e GDO, Industrial, Logistica, Legale e Fiscale, Marketing e Vendite, Project Management.

 

"N" come NETWORKINGIKN Italy opera all'interno di una rete che le permette di organizzare eventi e iniziative che diventano occasioni di incontro per condividere  esperienze uniche e 

 

sviluppare nuove partnership. Le iniziative di IKN Italy generano relazioni ad alto valore aggiunto, attraverso incontri B2B qualificati.

 

L'Azienda è certificata UNI EN ISO 9001 : 2008 e qualificata per la presentazione di piani formativi a organi istituzionali e fondi interprofessionali che si occupano delle richieste di finanziamento e della gestione dei processi burocratici



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