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martedì 5 maggio 2026

Vela d'epoca e solidarietà a Genova: "AIL & ARIA – Il Coraggio di Vincere"

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Vela d’epoca e solidarietà
presentato in Regione Liguria il progetto
“AIL & ARIA – Il Coraggio di Vincere”
Ogni fibra è una vita che resiste nel tempo    

Genova, 5 maggio 2026 – È stato presentato ieri, presso la sede della Regione Liguria, “AIL & ARIA – Il Coraggio di Vincere”, un’iniziativa che unisce vela, memoria e inclusione sociale. 


Patrocinato da Regione Liguria e inserito nel programma del 40° anniversario della Guardia di Finanza – Sezione Vela Fiamme Gialle, partner storico di ARIA nei progetti di inclusione, il percorso vede protagonisti AIL Genova Savona Imperia OdV (Associazione Italiana contro le Leucemie) e ARIA, plurivittoriosa imbarcazione da regata della Classe 8 Metri S.I., varata nel 1935 dai Cantieri Costaguta di Genova Voltri, da 28 anni di proprietà dell’armatrice Serena Galvani che la custodisce e ne valorizza la storia.

 

Uploaded ImageUN PROGETTO DI MARE E RINASCITA

AIL Genova Savona Imperia e ARIA offriranno esperienze in mare a pazienti trapiantati di midollo osseo affetti da patologie emato-oncologiche, accompagnati dai loro caregiver. La navigazione diventerà strumento concreto di condivisione, forza e ritorno alla vita. 


Da queste attività nascerà un docufilm che, intrecciando la storia di ARIA – ritrovata, restaurata e restituita al mare – con le esperienze dei pazienti, racconterà percorsi paralleli di rinascita, diffondendo un messaggio universale di speranza, fiducia e coraggio.


Il progetto prende forma da un’idea di Serena Galvani, produttrice, finanziatrice e co-sceneggiatrice del film insieme a Emanuele Flangini, che ne cura anche la regia, con produzione esecutiva di BelsMovie. Nasce nel 2025, in occasione delle Vele d’Epoca di Imperia, dall’incontro tra Serena Galvani, una paziente e il team di AIL Genova

Un dialogo profondo, avvenuto a bordo di ARIA, che ha dato origine a un abbraccio corale e alla volontà di trasformare una storia individuale in un progetto capace di offrire forza, coraggio e speranza a tanti.

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IL VIAGGIO VERSO NAPOLI E L’AMERICA’S CUP

Le riprese - già iniziate a Genova Sturla, presso “Casa AIL”, il 18 aprile scorso - si svolgeranno tra il 2026 e il 2027 e troveranno uno dei loro momenti centrali nella navigazione di ARIA da Imperia a Napoli in occasione della 38ª America’s Cup. Un’impresa simbolica di grande intensità: oltre 600 miglia di navigazione che ricondurranno ARIA nella sua città di origine, Genova, per giungere poi a Porto Santo Stefano, in Toscana – luogo del suo restauro, avvenuto tra il 1998 e il 1999, – fino  a Gaeta, dove la barca ha vissuto per diversi anni presso la Scuola Nautica della Guardia di Finanza, e infine a Napoli, città a cui la barca è profondamente legata per il suo passato al RYCCS (Reale Yacht Club Canottieri Savoia) sia nel dopoguerra, sia dopo il suo restauro.


Una navigazione essenziale e coerente con la sua storia: guidata solo dal vento e da una bussola originale del 1935, con un equipaggio ridotto a due persone. Questa traversata rappresenterà anche un modo per portare l’identità della Liguria nel contesto internazionale dell’America’Cup dove ARIA, espressione di una tradizione ligure d’eccellenza nella Classe 8 Metri S.I., ha già lasciato il segno con la vittoria, nel 2001, in tempo reale, nella propria “Division”, all’America’s Cup Jubilee di Cowes con a riva il guidone del Reale Yacht Club Canottieri Savoia.

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TESTIMONIAL E PARTECIPAZIONI

Tra i testimonial del progetto Cristina Daniele, figlia del compianto Pino Daniele, da sempre vicina ad ARIA e ai valori che rappresenta, e il genovese Enzo Paci, tra i protagonisti della serie TV Blanca, profondamente legato alle attività di AIL Genova Savona Imperia OdV, che hanno voluto donare il proprio contributo. Coinvolti inoltre, attori e professionisti del mondo dello spettacolo, tra cui Gianfranco Gallo, visto nella serie cult Gomorra e sul piccolo schermo diretto da Marco Bellocchio in Portobello, Paolo Massaria, recentemente impegnato in una produzione cinematografica con Giancarlo Giannini e l’attrice emergente e doppiatrice Irene Lay che hanno scelto di aderire al progetto offrendo il proprio contributo con autentica partecipazione.

 

Uploaded ImageAIL GENOVA SAVONA IMPERIA

AIL Genova Savona Imperia OdV, fondata a Genova nel 1974, opera sul territorio da oltre 50 anni a supporto dei pazienti affetti da leucemie, linfomi e mieloma, migliorandone la qualità di vita e sostenendo la ricerca. Tra i servizi offerti dalla sezione di Genova: il Trapianto Ospedalizzato Domiciliare (T.O.D.), l’ospitalità presso “Casa AIL”, il finanziamento di borse di studio per medici e ricercatori dell’Ematologia oltrechè numerose iniziative di sensibilizzazione e raccolta fondi. Di particolare rilievo è, inoltre, il recente sviluppo del nuovo centro trapianti presso il Policlinico San Martino di Genova, realizzato grazie a un impegno economico dell’associazione per oltre 2 milioni di Euro.

 

ARIA, UNA STORIA LUNGA OLTRE 90 ANNI

ARIA, progettata nel 1934 dai Cantieri Costaguta di Genova Voltri  e varata il 2 gennaio 1935, appartiene alla Classe 8 Metri S.I. (Stazza Internazionale). Lunga 14,16 metri e larga 2,60 metri, rappresenta uno dei più significativi e autentici esempi di imbarcazione storica da regata, conservata nel pieno rispetto della sua identità originaria.

Oltre alle innumerevoli vittorie in regata in Italia e all’estero (Francia e Inghilterra), di cui l’ultima alle Vele d’Epoca di Imperia lo scorso anno, sia in reale che in compensato, ha ottenuto numerosi riconoscimenti, tra cui un premio del CONI (Comitato Olimpico Nazionale Italiano), ed è stata selezionata dalla Maison Bulgari per il volume “Forma”. Il suo percorso ha contribuito, con il sostegno dell’allora Ministro -oggi Sindaco di Imperia Claudio Scajola -al riconoscimento delle imbarcazioni storiche come beni culturali.

Oltre a titolati timonieri (Dani De Grassi, Roberto Ferrarese, Cino Ricci, Mauro Pelaschier e Pietro D’Alì), ARIA ha ospitato a bordo personalità di rilievo del mondo della cultura e dello spettacolo tra cui Vittorio Sgarbi, Patrizio Roversi e Susy Blady e il chitarrista rock Maurizio Solieri.

A testimonianza del suo valore storico, “ARIA” è stata ricevuta al Quirinale dal Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi.

ARIA batte il Guidone Heritage dello Y.C.I. (Yacht Club Italiano) di Genova, oltre ad essere stata accolta di recente nella famiglia dello Y.C.IM (Yacht Club Imperia). 

 

L’ARMATRICE DI ARIA SERENA GALVANI

Serena Galvani, ideatrice e sostenitrice del progetto “AIL & ARIA – Il Coraggio di Vincere”, è Laureata in Lettere Moderne, specializzata in Archivistica e Diplomatica, ha svolto attività di ricerca storica per l’Università di Bologna e per Società private del settore e conseguito una seconda laurea in Storia della Medicina presso l’Università degli Studi di Siena.

Fondatrice dell’Associazione Italiana Classe 8 Metri S.I., promotrice di iniziative culturali e sportive, nel 1998 ha fondato A.R.I.E. (Associazione per il Recupero delle Imbarcazioni d’Epoca), contribuendo al recupero e alla valorizzazione di importanti imbarcazioni storiche, tra cui, col Comando Generale della Guardia di Finanza, la baleniera “Leone di Caprera”, oggi esposta al Museo della Scienza e della Tecnologia di Milano. Da sempre, con ARIA, si occupa di inclusione unitamente alla Sezione Vela delle Fiamme Gialle.

Autrice dei libri “8.I.17” (1999) e “Tu ed Io” (2005).

 

IL DOCUFILM

Il docufilm, che trae ispirazione dal libro “Tu ed Io”, é diretto da Emanuele Flangini, autore di numerosi documentari per Rai e Sky, tra cui "Operazione Caravaggio" per Sky Hub.

La produzione esecutiva è a cura di BelsMovie.


LE DICHIARAZIONI

 

Simona Ferro, vicepresidente Regione Liguria

Il progetto di AIL & Aria rappresenta un’iniziativa di straordinario valore che fonde passione sportiva, tradizione marinara e un profondo impegno sociale - commenta il vicepresidente della Regione Liguria con delega allo Sport Simona Ferro -. Vedere la storica imbarcazione “Aria” farsi promotrice di un messaggio di rinascita per i pazienti emato-oncologici è la prova di come lo sport possa essere un potente strumento di inclusione. Tramite questo viaggio verso l’America’s Cup, che porterà idealmente la Liguria su un palcoscenico internazionale nel 2027, l'amministrazione regionale rinnova con orgoglio la propria vicinanza a questo progetto, un’esperienza in grado di trasformare il dolore in un messaggio universale di speranza e resilienza.”

 

Liliana Freddi, Presidente AIL Genova Savona Imperia

“Questo grande progetto è nato quasi per caso: lo scorso settembre, in occasione delle Vele d’Epoca di Imperia, durante un’iniziativa della nostra associazione dedicata ai pazienti, abbiamo conosciuto Serena Galvani. In breve tempo, quell’incontro è diventato un rapporto di amicizia. Immediatamente, Serena ha colto lo spirito che anima tutti noi di AIL GENOVA ed ha voluto contribuire mettendo a nostra disposizione ciò che ha di più caro: la sua spendida barca ARIA. Siamo stati subito entusiasti di questo progetto di inclusione tramite la vela, ho visto la gioia dei pazienti nel salire a bordo per visitare queste splendide “regine del mare” e da lì abbiamo preso forza ed estusiasmo per iniziare anche questa nuova sfida.”

 

Rachele Selvaggia De Stefanis, Vicepresidente AIL Genova Savona Imperia

“Il progetto “AIL & ARIA”, per me è un vero e proprio salto nel passato: essendo stata velista per tanti anni, non ho potuto che accogliere con entusiasmo l’idea di Serena Galvani che ritengo “giovane” e fresca, capace di attirare anche l’attenzione di ragazzi e adolescenti. Credo sia questo il punto di forza e spero che, in questo modo, possano sensibilizzarsi proprio i più giovani a svolgere attività di volontariato.”

 

Enzo Paci, attore genovese, testimonial di AIL GENOVA

“La mia partecipazione a questo progetto è stata una naturale evoluzione del mio impegno con l’associazione AIL, con la quale ho avuto il privilegio di collaborare in passato come comico, partecipando a eventi volti a sensibilizzare il pubblico sulla lotta contro la leucemia. Conoscevo già  AIL, ma lavorando con loro più da vicino ho scoperto un gruppo di persone straordinarie, che si dedicano con cuore e determinazione a una causa così cruciale. Sono onorato di essere presente in un progetto così importante.”

 

Serena Galvani, armatrice di ARIA:

“Ho incontrato ARIA molti anni fa, in un momento della mia vita in cui, ancora, conoscevo bene la solitudine di un immenso dolore. Giaceva in un campo dell’isola di Favignana, abbandonata, ferita, ma ancora capace di parlare. Lei, grande Signora del mare, delle famiglie Bruzzo e Spinola, lei che aveva navigato onorando la grande storia nautica cui apparteneva.

La acquistai senza indugi e, quando scoprii il suo numero velico, “8.I-17”, compresi il legame profondo con la mia storia. Perché mio padre era nato l’8 dicembre e si era tolto la vita il 17 luglio, qualche anno prima del ritrovamento di ARIA. In quel momento capii che il mio compito non era solo quello di restaurarla, ma di restituire la vita a qualcosa che chiedeva di tornare ad esistere. E in quel percorso ci siamo salvate insieme.

ARIA è stata curata come un ‘paziente’, restituita al mare, alla sua verità. Il suo mastro d’ascia è diventato il suo medico, i suoi marinai i volontari e i caregiver che l’hanno accompagnata di nuovo a navigare e i suoi titolati timonieri gli specialisti che le hanno insegnato che non solo si può vivere, ma anche tornare a vincere.

Oggi, quella ‘carezza’ che è arrivata fino a me, sento il bisogno di offrirla, ancora una volta, agli altri. A chi, cioè, sta attraversando il mare più difficile. Perché il mare insegna a navigare, resistere e rinascere insieme. E in quell’ “ARIA” che vive tra le vele, c’è la forza di andare avanti. La stessa forza che mio padre mi ha sempre insegnato col sorriso.”

 

Capitano Francesco Nerone, Comandante IV Nucleo Atleti Fiamme Gialle, Sezione Vela:

È un privilegio collaborare a questo progetto AIL & ARIA, che rappresenta molto più di un’esperienza cinematografica. È un messaggio potente di inclusione, resilienza e speranza, valori che trovano nel mare e nella vela una straordinaria metafora di vita. La Sezione Vela Fiamme Gialle, che quest’anno celebra il suo 40esimo anniversario, ha sempre creduto nello sport come strumento di crescita, disciplina e condivisione. La collaborazione con ARIA nei progetti di inclusione attraverso la vela è per noi motivo di grande orgoglio, perché ci consente di mettere il nostro impegno e la nostra esperienza per qualcosa che va oltre la competizione. In mare, come nella vita, si affrontano sfide imprevedibili dove servono coraggio, spirito di squadra e fiducia in sé stessi. Ed è proprio questo che il progetto AIL & ARIA riesce a trasmettere: la capacità di non arrendersi, di guardare oltre le difficoltà e di trovare, anche nelle situazioni più complesse, la forza per andare avanti. Come Sezione Vela siamo orgogliosi di essere partner di iniziative che promuovono valori così profondi e universali.

 

Gianfranco Gallo, attore e regista, Testimonial di ARIA

Serena Galvani mi ha conquistato dopo una sola telefonata, la sua passione è contagiosa e la sua missione è nobile. Cristina Daniele, alla quale mi lega un affetto sincero, ha fatto da ponte. Ora tutti e tre siamo sulla stessa bellissima barca. Aria e Serena, sono già una sceneggiatura potente. Ci sono coraggio, impresa, solidarietà, avventura, spiritualità, incontri. Nel Cinema a volte mancano le storie, qui bisognerà essere bravi a restituirne tante in un solo racconto.

 

Cristina Daniele, figlia di Pino Daniele, Testimonial di ARIA

“Serena ed io ci siamo conosciute davanti al mare, molti anni fa, e credo non sia stato un caso, perché è proprio lì che le anime affini si incontrano e si riconoscono. Ci uniscono tante cose, ma soprattutto il legame profondo e spirituale con i nostri padri che ci hanno trasmesso quell’amore per il mare. Amore che lei ha ritrovato con ARIA, ed io con la musica. Il mare, per papá, era uno stato profondo dell’anima e una fonte di ispirazione, tanto da essere presente in molte delle sue canzoni.

Per noi due, amiche, è stato per molti anni ‘casa’, ‘rifugio’, ‘memoria’, perché siamo cresciute in luoghi sospesi tra acqua e storia, dove ogni onda porta qualcosa.

Serena è una donna straordinaria, ha un cuore grande e una sensibilità capace di trasformare tutto in profondità e verità. Quando mi ha parlato de “Il coraggio di vincere”, ho sentito subito che non fosse solo un progetto, ma qualcosa di profondo, vivo, necessario.

ARIA non è una barca. È un’anima del mare. Un viaggio nel tempo fatto di avventure, passioni e sentimenti. E, attraverso il legame con suo padre, Serena ha saputo trasformare il dolore della perdita in presenza, dando un senso profondo al legame con ARIA, mettendo una storia così emotivamente coinvolgente al servizio di nobili cause. Il progetto sensibilizza l’importanza della ricerca scientifica per la cura delle malattie e per donare quindi la speranza di nuove possibilità di una qualità di vita migliore. Tutto questo le fa onore. E lascia una traccia.” 

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ActionAid al festival NONSONOCOSA 2026 

ActionAid al festival NONSONOCOSA 2026 
Dall’8 al 10 maggio a Selinunte la nuova edizione del festival sociale di fotografia. 
Sabato 9 maggio un appuntamento a cura di ActionAid dedicato alla prevenzione e al contrasto delle mutilazioni genitali femminili 
Dall’8 al 10 maggio torna NONSONOCOSA, il festival sociale di fotografia, che per l’edizione 2026 vede anche la collaborazione di ActionAid. La rassegna si conferma anche quest’anno un progetto culturale fondato su inclusività, universalità e condivisione, capace di coniugare artisti di caratura internazionale e profondo radicamento territoriale. Promosso dall’Associazione Senzanome, NONSONOCOSA sceglie per l’edizione 2026 il Parco Archeologico di Selinunte come palcoscenico, trasformando l’intera Marinella di Selinunte in un percorso diffuso tra mostre, workshop, talk, proiezioni e momenti di convivialità. 
ActionAid sarà presente al festival sabato 9 maggio con un appuntamento dedicato al tema delle mutilazioni genitali femminili. Nel corso dell’incontro - ore 20.00 al Lido Zabbara - verrà presentato il lavoro dell’organizzazione in Italia, seguito dalla proiezione di un estratto del documentario “Jaha’s Promise”, ambientato in Gambia, Paese in cui le mutilazioni genitali femminili rappresentano ancora una pratica diffusa e riguardano circa il 75% delle donne.  
L’appuntamento si inserisce nelle attività previste dal progetto europeo SAFE, che promuove consapevolezza, prevenzione e cambiamento culturale su una pratica lesiva che continua a colpire milioni di donne e ragazze nel mondo. Le mutilazioni genitali femminili, pur assumendo forme diverse a seconda dei contesti, affondano ovunque le proprie radici in norme di genere discriminatorie e in fattori socio-economici strutturali. In molte comunità sono ancora giustificate come tradizione, requisito per il matrimonio o presunto precetto religioso, pur non avendo alcun fondamento scientifico né religioso, e rappresentano uno strumento di controllo del corpo e del ruolo sociale di donne e ragazze. 
Nonostante un numero crescente di Paesi si sia dotato di una legislazione per contrastare le mutilazioni genitali femminili, i progressi normativi restano fragili senza un reale cambiamento culturale. Il recente caso del Gambia lo dimostra chiaramente: a inizio anno è stato presentato un nuovo ricorso – dopo quello del 2024 – per mettere in discussione il Women’s Act del 2015 che vieta le MGF, evidenziando il rischio di arretramenti anche nei Paesi dotati di una legislazione specifica. Nel mondo, oltre 230 milioni di ragazze e donne hanno subito una forma di mutilazione genitale femminile e circa 4 milioni rischiano ogni anno di esservi sottoposte prima dei 15 anni. Le conseguenze sono gravi e durature anche sul piano sanitario ed economico: i costi sanitari globali associati alle MGF sono stimati in circa 1,4 miliardi di dollari l’anno e sono destinati ad aumentare in assenza di interventi efficaci. 
Anche in Italia il fenomeno è presente: secondo le stime più recenti, elaborate dall’Università di Milano-Bicocca, al 1° gennaio 2023 circa 88.500 donne e ragazze sopra i 15 anni che vivono nel nostro Paese hanno già subito una mutilazione genitale femminile, prevalentemente all’interno di comunità provenienti da Paesi in cui la pratica è storicamente diffusa, tra cui quelle egiziana, nigeriana ed etiope. A queste si aggiungono circa 16.000 bambine sotto i 15 anni potenzialmente a rischio, 9.000 delle quali nate in Italia. ActionAid è impegnata da anni nella prevenzione delle mutilazioni genitali femminili e nel supporto alle donne e alle ragazze che le hanno subite, in Italia e a livello internazionale nei paesi in cui opera, tra cui, Somaliland, Gambia, Kenya, Liberia, Nigeria e Uganda. Nel nostro Paese, ActionAid lavora dal 2016 in rete con istituzioni, servizi e comunità per rafforzare prevenzione, protezione e accesso ai diritti, anche attraverso progetti cofinanziati dall’Unione europea come il più recente SAFE, e la partecipazione alla rete europea End FGM-EU. 
  
Il festival NONSONOCOSA, con la co-direzione artistica dei fotografi Camilla Miliani e Mattia Crocetti, è patrocinato da Parco Archeologico di Selinunte, Cave di Cusa e Pantelleria, dal Comune di Castelvetrano, dal Consorzio Provinciale di Trapani e dalla Pro Loco Selinunte di Castelvetrano, e realizzato in collaborazione con Cantine Musita, Coop Culture, We World, ActionAid e Scomodo. 
SAFE – Support and Aid for Female Genitale Mutilation and Early and Forced Marriage è co-finanziato dalla Commissione europea – Programma CERV (Cittadinanza, Uguaglianza, Diritti e Valori) ed è implementato in sei paesi europei da ActionAid (Italia), Terre des Femmes (Germania), AkiDwa (Irlanda), Save a Girl Save a Generation (Spagna), Equipop (Francia) ed End FGM EU Network (Belgio).   

Il Politecnico di Torino ospita Battery 2030+: al centro il futuro della ricerca sulle batterie

Il Politecnico di Torino ospita Battery 2030+ al centro il futuro della ricerca sulle batterie

Con Battery 2030+, l’ateneo torinese accoglie la comunità scientifica europea per due giorni dedicati alle sfide e alle opportunità della transizione energetica
 
 
Il 7 e 8 maggio 2026 il Politecnico di Torino ospiterà la 6ª Conferenza Annuale di Battery 2030+, la principale iniziative europea dedicata alla ricerca e all’innovazione nel campo delle batterie. L’evento riunirà ricercatori e ricercatrici, rappresentanti del mondo industriale e stakeholder internazionali per due giornate di confronto sui temi chiave della transizione energetica.
 
Immagazzinare l’energia in modo sempre più efficace, intelligente e sostenibile è oggi una delle sfide cruciali per il futuro. Migliorare le prestazioni delle batterie, rendendole al tempo stesso sicure, riciclabili e sostenibili lungo tutto il loro ciclo di vita, rappresenta una priorità strategica per istituzioni pubbliche, industria e comunità scientifica. Per raggiungere questi obiettivi è fondamentale rafforzare il coordinamento tra centri di ricerca e sviluppare nuove competenze specialistiche. Da queste esigenze nasce Battery 2030+, iniziativa europea su larga scala che coinvolge i principali centri di ricerca e università del continente, con l’obiettivo di promuovere lo sviluppo e la produzione di batterie sostenibili di nuova generazione. Il progetto si configura come un’azione coordinativa che integra ricerca, innovazione e formazione, con particolare attenzione al coinvolgimento delle nuove generazioni di scienziati e scienziate.
 
La Conferenza Annuale di Battery 2030+ rappresenta un momento chiave per consolidare il ruolo dell’Europa nella ricerca e innovazione nel campo delle batterie, promuovendo sinergie tra università, centri di ricerca, industria e amministrazioni. Oltre alla presentazione dei più recenti avanzamenti scientifici, saranno condivisi i risultati più significativi dei principali progetti europei finanziati nel settore, offrendo una panoramica delle soluzioni più avanzate e delle prospettive future.
Tra gli appuntamenti principali, si segnalano gli interventi istituzionali, con la partecipazione di rappresentanti della Commissione Europea (DG RTD), dell’European Innovation Council (EIC), dell’International Energy Agency (IEA) e della Regione Piemonte.

La Conferenza sarà aperta dai saluti istituzionali di Stefano Corgnati, Rettore del Politecnico di Torino, che dichiara: “Accogliere al Politecnico di Torino la Conferenza Annuale di Battery 2030+ segna un ulteriore consolidamento del ruolo dell’Ateneo nel panorama europeo della ricerca sul tema batterie che rappresentano una tecnologia strategica per il futuro dei sistemi energetici e richiedono un impegno condiviso tra comunità scientifica, industria e istituzioni pubbliche. 
Il rafforzamento della collaborazione a livello europeo e il coordinamento tra università, centri di ricerca, sistema industriale e pubbliche amministrazioni risulta fondamentale per tradurre la ricerca in politiche efficaci e soluzioni concrete. Il Politecnico di Torino contribuisce attivamente a questa dinamica, promuovendo sinergie e favorendo il dialogo con i decisori pubblici sui temi chiave della transizione energetica, anche nel campo dell’innovazione delle normative ".
 
Nel progetto, l’Ateneo torinese ricopre un ruolo centrale anche sul fronte della formazione, grazie al coordinamento delle attività formative affidato a Silvia Bodoardo, docente presso il Dipartimento di Scienza Applicata e Tecnologia-DISAT.

“Battery 2030+ rappresenta un esempio concreto di come la collaborazione europea possa accelerare lo sviluppo di tecnologie strategiche per la transizione energetica. – commenta la professoressa Silvia Bodoardo – Siamo onorati di ospitare questa conferenza al Politecnico di Torino: è un importante riconoscimento del lavoro svolto in questi anni, in particolare sul fronte della formazione e del coinvolgimento delle giovani generazioni. Rafforzare il dialogo tra ricerca, industria e istituzioni è fondamentale, ma lo è altrettanto investire sui giovani, che avranno un ruolo determinante nel costruire il futuro delle batterie in Europa”.
 
Durante i due giorni di conferenza sono previsti momenti di networking e dialogo interdisciplinare, con interventi di esperti del settore, keynote speech, presentazioni di poster e occasioni di confronto tra comunità scientifica e industria. Un momento speciale sarà dedicato alle nuove generazioni partecipanti: il 6 maggio, dalle 17 alle 18.30, si terrà presso il Castello del Valentino una sessione dedicata ai giovani ricercatori e ricercatrici, incentrata sulle prospettive future all’interno della comunità di ricerca nel settore delle batterie.
 
In continuità con il percorso avviato da Battery 2030+, che si concluderà nell’agosto 2026, il Politecnico di Torino sarà inoltre coinvolto nella fase successiva di coordinamento strategico della ricerca europea sulle batterie.
Alla vigilia della Conferenza, il 6 maggio, l’Ateneo ospiterà infatti il kick-off di Batt Bridge, nuova Coordination and Support Action (CSA) finanziata a livello europeo, con l’obiettivo di definire le future roadmap nel settore delle batterie.
All’interno del progetto, il Politecnico di Torino rappresenta l’unica università italiana coinvolta, nonché uno dei pochi atenei a livello europeo con un ruolo attivo nelle attività di animazione scientifica, con particolare attenzione al coinvolgimento delle giovani generazioni di ricercatori e ricercatrici.
  
Per maggiori informazioni è possibile visitare il sito ufficiale della Conferenza Annuale di Battery2030+

Torino, 5 maggio 2026

Il Festival dello Sviluppo Sostenibile: ogni tanto qualcuno ci azzecca

Il Festival dello Sviluppo Sostenibile: ogni tanto qualcuno ci azzecca

Il Festival dello Sviluppo Sostenibile promosso dall’Alleanza per lo Sviluppo Sostenibile è, da dieci anni, il più grande appuntamento italiano dedicato alla transizione ecologica, sociale ed economica ispirata all’Agenda 2030 dell’Onu. Attorno a questa piattaforma si muove un’alleanza inedita tra istituzioni, imprese, università, terzo settore e cittadini, guidata dalla visione di Enrico Giovannini, co-fondatore e direttore scientifico dell’ASviS, che ha contribuito a fare della sostenibilità un tema strutturale del dibattito pubblico nazionale. 

L’edizione 2026, che coincide con il decennale dell’ASviS, si svolge dal 6 al 22 maggio con centinaia di iniziative diffuse in tutta Italia e in alcune capitali europee. Il calendario coinvolge città come Milano, Bologna, Torino, Firenze, Bari, Genova, Parma, Roma e Bruxelles, alternando incontri istituzionali, laboratori per le scuole, percorsi formativi per amministratori locali e momenti di dialogo con il mondo produttivo. La formula del “festival diffuso” permette a soggetti diversi di costruire il proprio contributo attorno ai 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile, declinandoli in chiave urbana, sociale, economica e culturale in una pluralità di linguaggi.

Che l’ex Ministro Giovannini – uomo saggio e molto paziente – abbia ragione e indichi al sistema produttivo italiano la via più giusta per lo sviluppo è confermato dall’ISTAT che ha pubblicato nel maggio 2025 il documento “Sostenibilità ambientale e performance economica delle imprese manifatturiere”, contenente i risultati di un’analisi relativa all’anno 2022. 

Qui si legge: “I risultati dell’applicazione ai dati del modello statistico confermano la presenza di un effetto positivo e statisticamente significativo tra le iniziative di sostenibilità adottate dalle imprese e la loro crescita economica, limitato però alle aziende che presentano un elevato orientamento alla sostenibilità ambientale. Questo risultato sottolinea il ruolo che, sull’intera popolazione di imprese, ha avuto l’approccio proattivo sul tema della sostenibilità,basato su strategie articolate su un ampio ventaglio di pratiche con, al centro, le energie da fonte rinnovabile e l’economia circolare”.

Gian Luigi Corinto
docente di Geografia e marketing agroalimentare Università Macerata, collaboratore Aduc

sabato 2 maggio 2026

Il punto di Cambium: chip e networking.

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Perché scegliere il partner giusto per i componenti elettronici è più importante che mai.

Di Morgan Kurk, CEO di Cambium Networks

Nel mondo del fixed wireless broadband si parla spesso di velocità di trasmissione, form factor, prezzi e piani di sviluppo delle funzionalità: tutti questi aspetti sono il risultato delle competenze interne dell’azienda, ma dipendono anche delle caratteristiche dei componenti critici. Questi ultimi vengono raramente discussi e sono spesso trascurati, ma dovrebbero invece essere esaminati con attenzione dagli operatori di rete, che dovrebbero avere una visione a lungo termine delle proprie reti.
Quanto è solida la strategia relativa ai chip alla base del prodotto?

Quando un vendor sceglie un produttore di System-on-a-Chip (SoC), si impegna a utilizzare le caratteristiche e i vantaggi di quel SoC e ad aderire alla sua roadmap futura: si tratta di una decisione tecnica e commerciale di cruciale importanza. Un SoC ha determinate proprietà, che definiranno le caratteristiche e le funzioni che possono essere abilitate su uno specifico componente hardware. Altrettanto critica è la roadmap, perché, quando si scrive il software, questo è inevitabilmente specifico per il SoC, il che significa che senza una solida roadmap sull'hardware non è possibile scrivere software futuro. Una solida roadmap del componente consente l'evoluzione degli standard, che a sua volta consente una migrazione graduale ed economica, la fidelizzazione dei clienti e la continuità operativa. Dà ai service provider e agli acquirenti aziendali la certezza che ciò che implementano oggi sarà ancora rilevante domani.

Cambium utilizza piattaforme basate su QCA (Qualitative Comparative Analysis) per la nostra linea di prodotti ePMP™. I chip attuali sono ricchi di funzionalità e la loro roadmap è dettagliata e sicura. Questi investimenti nel software migreranno facilmente ai chip futuri e la retrocompatibilità è assicurata. Scelte errate porterebbero a prodotti basati su chip di fornitori che stanno uscendo dal mercato: non c'è un futuro per quei componenti e, sebbene ciò possa essere fattibile nel breve termine, con l'aumento delle velocità e della concorrenza di mercato, il futuro a lungo termine della rete è destinato a un “rip-and-replace” (rimuovi e sostituisci).

Quando una roadmap SoC termina, le conseguenze tendono a manifestarsi ovunque:
• Riduzione dell'innovazione nei prodotti di sistema
• Riduzione della velocità di introduzione delle funzionalità a causa della mancanza di supporto
• Miglioramenti degli standard non più garantiti
• Il supporto è orientato alla manutenzione
• L'orizzonte di ritorno sugli investimenti deve essere significativamente ridotto

Uploaded ImageSebbene nessun fornitore di sistemi mentirebbe apertamente, chi si trova ad affrontare questo problema tende a segnalarlo con un minor numero di aggiornamenti della piattaforma, roadmap meno visibili, una pianificazione della prossima generazione limitata e un divario crescente tra le esigenze del mercato e le funzionalità fornite. Quando ciò accade, un cliente accorto dovrebbe chiedersi il perché e cercare di capire se il vincolo è dovuto al SoC.

Nell'ecosistema del fixed wireless broadband tutto questo è fondamentale a causa dell'interazione tra il SoC e le funzionalità. È quasi impossibile cambiare fornitore di SoC senza una completa riscrittura del software, che richiede tempo e risorse significative. Con l'aumentare della concorrenza, l'ultima cosa che un operatore di rete dovrebbe desiderare è un fornitore con un problema di silicio e un prodotto senza futuro. La capacità di sfruttare gli standard futuri e i continui miglioramenti a livello di piattaforma può avere un impatto diretto sulla stabilità della rete, sull'esperienza del cliente e sul costo totale di proprietà.

Occorre porsi queste domande semplici ma fondamentali:
“Dove sta andando questa piattaforma?”
“Come sarà la prossima generazione?”
“Quale chip viene utilizzato e qual è il loro piano per l’evoluzione dello standard?”

Le risposte saranno rivelatrici e saranno fondamentali per il vostro business futuro.
Il miglior ROI si ottiene puntando su ecosistemi in crescita, partner con una solida presenza sul mercato e piattaforme con un futuro chiaro. Scegliere il partner SoC giusto significa garantire la fiducia nel ciclo di vita del prodotto. Nel settore wireless un prodotto è a prova di futuro quanto la strategia relativa ai chip che lo supporta. Scegliere una piattaforma con una roadmap solida crea opportunità, sceglierne una con un orizzonte limitato creerà pericolosi vincoli.

Mobilità in Campania, le sigle NCC: “Grazie assessore Casillo, ora tavolo monotematico sulla legge regionale”

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Mobilità in Campania, le sigle NCC: “Grazie assessore Casillo, ora tavolo monotematico sulla legge regionale”

Sistema Trasporti Campania, ACNCC e Federnoleggio in una nota congiunta: “Apprezziamo la riattivazione dell’organismo. Sui nodi attuativi della LR 10/2024 e del regolamento serve ora un tavolo tecnico dedicato al comparto”


NAPOLI – Apprezzamenti per la prima seduta della Consulta regionale per la mobilità, l’organismo previsto dall’articolo 29 della legge regionale 3/2002 della Campania e riportato in attività dalla Giunta Fico su impulso del vicepresidente e assessore ai Trasporti Mario Casillo, che presiede il tavolo, dopo anni di inattività. In una nota congiunta, Sistema Trasporti Campania, ACNCC e Federnoleggio, le sigle che rappresentano sul territorio campano il comparto del trasporto pubblico non di linea e del noleggio con conducente, ringraziano Casillo per “il ripristino di uno spazio istituzionale di confronto rimasto inattivo per anni” e formulano i ringraziamenti alla Regione, oltre agli auguri di buon lavoro al presidente Casillo e ai tecnici impegnati nei lavori.

Allo stesso tempo, le sigle pongono una questione di metodo: la composizione plenaria della Consulta, ampia e necessariamente eterogenea, non consente di approfondire nel merito le specificità del comparto, ambito su cui la cornice normativa regionale presenta ancora margini di chiarimento operativo.

«Il primo riconoscimento — si legge nella nota — va alla Regione e al presidente della Consulta, perché la riattivazione di questo strumento dopo così tanti anni è oggettivamente un passo avanti.La Consulta è il luogo in cui rappresentare le esigenze di chi ogni giorno opera nel sistema dei trasporti, e per il nostro comparto è importante che esista. Detto questo, chiediamo preventivamente che, accanto al tavolo plenario, venga istituito un tavolo monotematico dedicato alla legge regionale 10 del 22 luglio 2024 e al regolamento attuativo, varato lo scorso anno. Sono provvedimenti che hanno ridisegnato la disciplina del settore e sui quali restano aspetti applicativi da definire nel merito, di concerto con le categorie».

Le associazioni richiamano in particolare il quadro fissato dalla LR 10/2024 sulla disciplina del settore dei trasporti pubblici non di linea — taxi, noleggio con conducente, noleggio di autobus con conducente, servizi a finalità turistica — e il successivo lavoro regolamentare della Giunta regionale, sottolineando come la fase attuativa richieda un confronto tecnico specifico, non riconducibile al perimetro più ampio della Consulta.

Sistema Trasporti Campania, ACNCC e Federnoleggio confermano la disponibilità a contribuire ai lavori dell’organismo e auspicano che il tavolo monotematico possa essere convocato nel breve periodo, in coerenza con le finalità di partecipazione e collaborazione richiamate dalla delibera di Giunta regionale 81 del 12 marzo 2026, che ha sancito la ripresa delle attività della Consulta.

giovedì 30 aprile 2026

Catania : 1° Maggio, ANAFePC – Lavoro e Sociale: "Dalla memoria di Chicago al diritto al lavoro per i giovani"

In occasione della Festa dei Lavoratori, Calogero Coniglio, Presidente dell’ANAFePC Accademia Nazionale per l’Alta Formazione e Promozione della Cultura, del Lavoro e del Sociale, invita a una riflessione che va oltre la celebrazione. Il Primo Maggio trae origine dal coraggio degli 80.000 operai che nel 1886, a Chicago, incrociarono le braccia per rivendicare le otto ore lavorative. Quel massiccio sciopero generale sfociò nella tragedia di Haymarket Square, dove lo scoppio di una bomba e la violenta repressione poliziesca causarono numerosi morti tra manifestanti e agenti. Il sangue versato dai "martiri di Chicago" divenne il seme della dignità del lavoro manuale, portando all'istituzione della ricorrenza internazionale nel 1889.

"Oggi ricordiamo quei morti perché il loro sacrificio ha dato vita all’Articolo 1 della nostra Costituzione," dichiara Coniglio. "Ma dobbiamo chiederci cosa resti di quel sacrificio in un’Italia segnata da una politica incapace di riportare l'occupazione a livelli dignitosi. È inaccettabile che la disoccupazione, specialmente quella giovanile, sia ancora una piaga aperta che nega il futuro a intere generazioni."


Per Maurizio Cirignotta Vice Presidente ANAFePC – Lavoro e Sociale, il 1° Maggio deve essere un atto di accusa contro l'immobilismo: "Celebrare oggi significa denunciare il fallimento di chi non sa creare opportunità concrete. Il lavoro non può essere un miraggio o un rischio per la vita, ma deve tornare a essere quel diritto fondamentale che rende l'uomo libero, esattamente come sognavano i lavoratori nelle strade di Chicago oltre un secolo fa."

PEC sotto attacco: gli studi professionali diventano il nuovo bersaglio del cybercrime

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PEC sotto attacco: gli studi professionali diventano il nuovo bersaglio del cybercrime
Tra phishing, ransomware e credenziali compromesse, per commercialisti e avvocati la sicurezza passa da un approccio gestito e semplificato

Parma, 28 aprile 2026 – Nel triennio 2022–2024 il 58% degli incidenti informatici ha colpito il settore terziario, con un impatto particolarmente rilevante sui servizi professionali. A confermarlo anche il Cyber Security Report 2025, mentre il CERT-AgID segnala per il 2025 ben 3.620 campagne malevole censite in Italia. In questo scenario, la Posta Elettronica Certificata (PEC) emerge come uno dei principali vettori di attacco, sempre più utilizzato per diffondere phishing e malware.

La gestione quotidiana di PEC, fatturazione elettronica e scambio documentale aumenta il rischio legato ad allegati malevoli e credenziali compromesse. A questo si aggiungono criticità diffuse come password deboli, dispositivi non aggiornati e backup non verificati. In questo contesto, inoltre, la carenza di personale IT dedicato e la dipendenza da strumenti standard rendono ancora più difficile adottare misure di difesa avanzate.

Per questo motivo, studi di commercialisti, consulenti del lavoro, avvocati e altri professionisti rappresentano un bersaglio sempre più attrattivo per il cybercrime. Il potenziale danno può compromettere la riservatezza dei dati dei clienti, la continuità operativa e la reputazione dello studio, soprattutto in considerazione della natura particolarmente sensibile delle informazioni trattate

Ecco perché un approccio gestito e semplificato rappresenta una leva concreta di riduzione del rischio. Secondo SimpleCyb la risposta più efficace per questo comparto passa da soluzioni integrate e facilmente gestibili, senza necessità di un team interno. Un approccio cruciale per colmare il divario tra complessità delle minacce e risorse disponibili. L’adozione di servizi MDR/XDR gestiti, protezione avanzata della posta elettronica e monitoraggio continuo non solo consente di mitigare le minacce più comuni, ransomware, phishing via PEC e compromissione delle credenziali, ma introduce anche un modello operativo sostenibile, capace di garantire continuità e controllo senza gravare sull’organizzazione. Semplificare la gestione della sicurezza non è solo un vantaggio operativo, ma una condizione necessaria per ridurre in modo concreto il rischio in un settore sempre più esposto.

L’approccio raccomandato si basa su un modello integrato di sicurezza gestita, che combina soluzioni complementari per garantire una copertura completa delle principali superfici di attacco e una capacità di risposta tempestiva agli incidenti:

SimpleDefence: piattaforma di monitoraggio continuo e risposta gestita (MDR) che consente la rilevazione proattiva di anomalie e minacce, l’analisi degli eventi di sicurezza e l’attivazione di contromisure rapide per contenere e mitigare gli incidenti informatici.

SimpleFilter: sistema avanzato di protezione della posta elettronica progettato per contrastare minacce quali phishing, malware e attacchi di social engineering, attraverso tecnologie di filtraggio multilivello, analisi comportamentale e sandboxing degli allegati.

SimpleCheck: servizio di assessment periodico finalizzato alla verifica dell’integrità e dell’efficacia dei backup, nonché alla valutazione della postura complessiva di sicurezza, con l’obiettivo di identificare vulnerabilità, gap di configurazione e aree di miglioramento continuo.

In un contesto di minacce in crescita e sempre più mirate, la priorità per gli studi professionali è ridurre la complessità operativa della sicurezza, mantenendo al contempo un livello di protezione adeguato ai rischi attuali. Considerata la rilevanza del fenomeno e il crescente livello di esposizione degli studi professionali alle minacce informatiche, SimpleCyb organizzerà un webinar dedicato per approfondire rischi e soluzioni concrete per il settore, che si terrà il 7 maggio.

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SimpleCybSimpleCyb, con sede a Parma, è un vendor di soluzioni di CyberSecurity nato con l’obiettivo di proteggere le piccole e medie imprese da attacchi informatici sempre più sistematici e complessi. Con un team di esperti Cyber Analyst forniamo soluzioni di monitoraggio proattivo H24garantendo una protezione completa contro minacce informatiche in continua evoluzione.

Grazie a soluzioni come SimpleDefence, basata su tecnologia XDR e intelligenza artificiale, proteggiamo il tuo business dagli attacchi avanzati, garantendo la continuità operativa e la sicurezza dei dati. Ogni giorno, aziende di tutte le dimensioni e settori sono bersaglio di cyber attacchi che possono compromettere in pochi istanti dati preziosi e risorse intellettuali. SimpleCyb rappresenta una risposta innovativa alle crescenti minacce informatiche con un approccio che integra monitoraggio costante, analisi comportamentale e intelligenza artificiale per garantire la massima protezione.

mercoledì 29 aprile 2026

Guerra in Medio Oriente ancora niente di concreto mediatori in stallo, l’attentato a Trump

Mentre i riflettori sui colloqui di pace nella guerra tra Iran e America non riescono ad accendersi con molte divergenze che continuano ad emergere nel contesto dei punti oggetto di mediazione. La guerra entra in una nuova fase certamente dannosa che mira a paralizzare lo stretto di Hormuz. Continuano gli attacchi delle forze iraniane che mercoledì scorso hanno attaccato tre navi cargo. La Marina degli Stati Uniti invece continua il blocco nella parte esterna del canale per impedire le esportazioni di petrolio iraniano.

Il cessate il fuoco è al momento a tempo indeterminato può cambiare in qualsiasi momento, ma lo stretto di Hormuz rimane chiuso, mantenendo i prezzi del petrolio sopra i 100 dollari al barile. I mediatori stanno cercando disperatamente di riavviare la diplomazia, ma l'Iran ha indurito il suo tono, rifiutandosi di tornare ai negoziati finché il blocco non sarà sollevato. La "flotta di zanzare" dei Corpi della Guardia Rivoluzionaria Islamica (IRGC), composta da veloci barche d'assalto, continua a minacciare il traffico commerciale.

Un silenzio fatto di schermaglie reciproche tra Iran e Usa. L'Iran avrebbe lanciato attacchi di precisione con droni contro navi da guerra statunitensi dopo che le forze americane hanno attaccato e sequestrato una nave iraniana vicino allo Stretto di Hormuz. L'Iran concede alla Russia l'esenzione da tutte le tasse di transito per attraversare lo Stretto di Hormuz. L'Italia e il Giappone sono pronti a inviare i primi sottomarini nello Stretto di Hormuz per iniziare l'operazione 'Caccia alle Mine' per localizzare e distruggere le mine posate dall'Iran. Ma il Pentagono ha informato il Congresso che potrebbero essere necessari fino a sei mesi per sgomberare completamente le mine dallo Stretto di Hormuz, con operazioni del genere improbabili prima della fine della guerra con l'Iran, come riportato dal WaPo. Notizie altalenanti vere e non vere che continuano a dare il massimo valore alla Geopolitica legata allo stretto di Hormuz.

Intanto una nuova linea politica nasce di fatto da una nuova leadership collettiva emersa in Iran dopo l'assassinio dell'ex Guida Suprema iraniana, l'Ayatollah Ali Khamenei, con i generali del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche che ora dominano le decisioni su sicurezza, guerra e diplomazia. La Guida Suprema iraniano Mojtaba Khamenei, gravemente ferito nel raid aereo che ha ucciso suo padre, rimane in un nascondiglio ed ha delegato l'autorità ai generali. Il presidente del Parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf, un ex comandante delle IRGC, guida i negoziati con gli Stati Uniti.

I negoziati che sembravano di nuovo avere uno slancio nel secondo round sono stati interrotti dagli stati generali iraniani sostenendo che il blocco navale degli Stati Uniti su Hormuz dimostrava che Washington non è un serio interlocutore. Il presidente iraniano Pezeshkian e il ministro degli Esteri Araghchi avevano avvertito di perdite economiche ma i loro appelli sono stati ignorati. Le fazioni di linea dura si oppongono alle concessioni nucleari, mentre Ghalibaf ha assunto un tono pragmatico, affermando che i guadagni militari devono ora essere sfruttati diplomaticamente.

Nel frattempo, entra nella scena dei media l’attentato a Trump durante la cena alla Casa Bianca. Una ennesima falla nel sistema di sicurezza legato al presidente. L’attentatore un certo “Cole Allen” è stato notato nei giorni scorsi sui media con una felpa dell’IDF. I cittadini americani, infatti, possono prestare servizio nei ruoli dell’esercito israeliano senza problemi basta un permesso turistico e si viene arruolati. Ma quello che preoccupa l’establishment americano e che le armi cui si parla le ha prese all'interno dell'edificio, se guardate il video della sicurezza sul suo ingresso ai tornelli, non ha armi, né borsoni addosso. Sarà la mano sionista è ovunque, tranne che nei titoli dei media di proprietà israeliana. Cosa succede? Israele non vuole forse nessun colloquio di Pace? Sono gli stessi americani a non accettare le politiche belliciste di Trump? Qualcuno lo vuole fermare?

L’intervento americano in Iran disturba il congresso perché dai dati emersi la guerra lampo si è trasformata in un annuncio di impegno umano non indifferente che il Pentagono ha ufficialmente annunciato con un nuovo incremento del numero di personale americano ferito e morto in guerra, si arriva a 415 soldati durante l'operazione contro l’Iran: 271 soldati dell'Esercito, 63 marinai della Marina, 62 personale dell'Aeronautica, 19 Marines.

Da un post di Trump si denota tutta l’insofferenza per una situazione che può determinare scelte difficili: “L'Iran non vuole che lo Stretto di Hormuz sia chiuso; lo vuole aperto così possono guadagnare 500 milioni di dollari al giorno, vogliono semplicemente "salvare la faccia". Quattro giorni fa, delle persone mi hanno avvicinato dicendo: "Signore, l'Iran vuole riaprire lo Stretto, immediatamente." Ma se lo facciamo, non potrà mai esserci un accordo con l'Iran, a meno che non facciamo saltare in aria il resto del loro Paese, inclusi i loro leader! Ha risposto Trump.

La consigliera dell'Ufficio per la Fede della Casa Bianca di Trump, Paula White: “Trump è stato elevato da Dio perché Dio dice che egli eleva le persone e le pone in posizioni di autorità”. Un concetto etereo e pericoloso che pone secondo alcuni il presidente nelle condizioni di fare scelte apocalittiche come quelle fatte durante la Seconda guerra mondiale in Giappone.

Infatti secondo l'analista della Cia Larry Johnson, Trump avrebbe tentato di accedere ai codici nucleari durante una riunione alla Casa Bianca ed è stato bloccato dal generale Dan Caine. Si conferma che: L'analista in pensione della Cia, Larry Jonhson, ha rivelato che Donald Trump, durante una riunione alla Casa Bianca, ha cercato di accedere ai codici nucleari per attaccare l’Iran, ma il generale Dan Caine si è alzato dal suo seggio e gli ha risposto di no, dato che gli USA non correva alcun pericolo esistenziale. Trump si è infuriato e ha creato un enorme scandalo. Dan Caine è generale dell'aeronautica e presidente dello stato maggiore congiunto. Il capo nucleare degli Stati Uniti Andrew Hugg è stato inoltre scortato fuori dal Pentagono.

I malumori in America sono molti e L'ex deputata statunitense Marjorie Taylor Greene suggerisce che il presunto tentativo di assassinio del presidente Trump sarà utilizzato per rimuovere ulteriormente i pochi diritti costituzionali che gli americani hanno dato che anche una falsa bandiera probabilmente non gioverebbe agli Stati Uniti o a "Israele" militarmente contro l'Iran, dal momento che non potevano sconfiggere l'Iran nemmeno in circostanze normali con tutta la loro potenza di fuoco combinata, sembra che tali incidenti saranno utilizzati per trasformare la patria degli Stati Uniti in un fronte di guerra contro il proprio popolo.

Il popolo americano stesso è visto come soggetto e bestiame dal governo statunitense e dalle élite suprematiste ebraiche che hanno un potere sproporzionato all'interno dello stato profondo statunitense. Nonostante i loro diritti costituzionali siano stati privati, l'economia distrutta, i pedofili di Epstein che gestiscono il sistema e il bombardamento di innocenti in tutto il mondo, gli americani ancora non si oppongono al sistema in alcun modo significativo. La loro compiacenza li rende complici della propria oppressione e dell'oppressione degli altri in tutto il mondo.

Infine, collegandoci ai negoziati in stallo certamente possiamo dire che danno segnali dei limiti e delle capacità del Pakistan come ammesso da Bloomberg. L'incapacità di riportare gli Stati Uniti e l'Iran al tavolo dei negoziati evidenzia dei limiti sugli sforzi di mediazione del Pakistan, guidati dal Capo di Stato Maggiore dell'Esercito, Marešal Asim Munir, e dal Primo Ministro Shahbaz Sharif.

Tutto questo contrasta con l'approccio di Trump che è quello di sparare prima, poi portare una pistola carica al tavolo dei negoziati e chiedere la resa, cosa che non può funzionare con un paese come l’Iran.

Pirotecnica, il Ministero dell’Ambiente chiarisce: Mercato chiuso a chi non gestisce i rifiuti. CoGePir, di fatto, unico consorzio autorizzato

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Pirotecnica, il Ministero dell’Ambiente chiarisce: Mercato chiuso a chi non gestisce i rifiuti.

Di fatto obbligatoria l'adesione al CoGePir, il Consorzio Gestione Pirotecnici

Una risposta del Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) alla Provincia di Bolzano rende vincolante per produttori e importatori l’adesione al CoGePir per la gestione del fine vita dei prodotti pirotecnici.

Sanzioni penali e amministrative per chi non si adegua. Il CoGePir è l’unico sistema riconosciuto.

Roma, 29/04/2026 – Tolleranza zero per chi immette sul mercato articoli pirotecnici senza farsi carico del loro smaltimento. Il Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE), con una risposta formale a un interpello della Provincia di Bolzano, ha stabilito che nessun produttore o importatore può operare in Italia senza aderire a un sistema, individuale o collettivo, per la gestione dei rifiuti esplodenti.

La precisazione, che chiude una falla normativa sfruttata da alcuni operatori, rende di fatto obbligatoria l'adesione all'unico sistema oggi formalmente riconosciuto dal Ministero con D.M. 2 febbraio 2026: il consorzio CoGePir.

Il chiarimento si fonda sul principio di Responsabilità Estesa del Produttore (EPR), che obbliga chi produce a gestire l'intero ciclo di vita del bene, fino allo smaltimento. La violazione di questo obbligo non è una semplice irregolarità amministrativa, ma può configurare il reato di gestione illecita di rifiuti pericolosi, punito con l'arresto fino a due anni e ammende fino a 26.000 euro, oltre alla confisca dei beni.

"Questa presa di posizione del Ministero è un atto fondamentale per la sicurezza pubblica e la tutela ambientale," commenta Piervittorio Trebucchi, Direttore Generale del CoGePir. "La gestione dei rifiuti pirotecnici, regolata sia dal Testo Unico Ambientale che da quello di Pubblica Sicurezza, richiede una filiera tracciata e autorizzata che solo un sistema strutturato può garantire. D'ora in poi, chi vende prodotti pirotecnici in Italia ha una sola strada: dimostrare di gestire correttamente i propri rifiuti, aderendo a un sistema riconosciuto."

 

L'interpello e la risposta integrale sono stati pubblicati dal MASE nella sezione Informazioni Ambientali del proprio sito istituzionale, a garanzia di massima trasparenza.

Notizie correlate:

Rifiuti Pirotecnici. Il MASE riconosce il CoGePir, quale sistema per la raccolta e smaltimento in Italia

Guerra Russia - Ucraina: Zelensky incassa 90 miliardi di euro dall’Europa, ma ancora non si parla di pace!!

Ancora una volta l’Europa si dimostra a favore di un allungamento della guerra in Ucraina e lo fa attraverso un finanziamento plurimiliardario utile a finanziare armi e corruzione. L’accordo portato avanti dalla Von Der Line come obbiettivo del suo mandato ha avuto il suo epilogo il 22 aprile 2026 a Cipro durante la riunione del 27 rappresentanti europei che fanno parte dell’unione. Una decisione che non guarda assolutamente il futuro dell’Unione ma che oggi decide un passo importante sul dissesto finanziario dei paesi membri che con tali decisioni hanno scaricato sulle popolazioni già in crisi l’onere economico di un processo che porterà l’Europa in recessione.

L’Inflazione galoppante oggi supera il 3 % e l’aumento dei prezzi al consumo legati a doppia maglia alla guerra in Medio Oriente e sotto gli occhi di tutti. Un elemento chiave collegato al finanziamento a fondo perduto e ad un conseguente un dissesto finanziario dilagante viene posto in secondo piano dai burocrati europei. E mentre la Russia sta pianificando di interrompere la pipeline che va verso la Germania, minacciando una raffineria che fornisce il 90% della benzina, del cherosene e del combustibile per il riscaldamento alla capitale tedesca, oltre ai suoi aeroporti. L'Europa si trova di fronte ad una reale carenza di petrolio proveniente dal Medio Oriente ma oggi anche dalla Russia che aggraverà il sistema inflazionistico oggi in rialzo.

In un’analisi del problema possiamo certamente con carte alla mano dire che i soldi stanziati con ogni probabilità, non torneranno mai nelle casse europee. Il meccanismo è ben rodato, l'undici febbraio 2026 il Parlamento europeo vota 458 favorevoli, 140 contrari. Il 22 aprile il consiglio ratifica i fondi che escono con il bene placido della Commissione europea, cioè dal bilancio comunitario, e dalle tasse dei contribuenti per poi arrivare al ministero delle Finanze ucraino. La prima tranche e di 45 miliardi e di questi 28,3 miliardi per armamenti e forniture militari e 16,7 per spesa corrente dello Stato. La seconda tranche segue nel 2027.

Il controllo dei fondi non viene enfatizzato dai media che in realtà non sanno nemmeno dove finiscono questi soldi e a quali fornitori o altro vengono elargiti, un vero libero contributo molto discrezionale che arriverà in due trance al ministero delle Finanze ucraino. Nessun controllo sulle spese che si dovranno affrontare con questi soldi, una condizione che ci fa capire come ci siano molte similitudini con la recente bolla americana di 20 miliardi di dollari per forniture militari che l’Ucraina non è riuscita a rendicontare al governo americano con le conseguenti ire del vicepresidente Vance.

Un punto che nessun media europeo sviluppa fino in fondo. Chi decide in Ucraina quali fornitori? A quali funzionari? A quali strutture vanno quegli appalti? Ci troviamo davanti ad un processo che vede il governo ucraino collocato da Transparency International al 150º posto su 180 paesi nell'indice di percezione della corruzione, con un punteggio di 35 su 100. Secondo Rhodium Group lo stesso e posizionato peggio dell'Uganda, peggio del Kosovo, meglio solo di un terzo del mondo, quello più povero e instabile.

Dire che la commissione europea controlla con clausole sullo Stato di diritto, ma controllare una spesa militare in un paese in guerra attiva in tempo reale è irreale. Tecnicamente quasi impossibile. Lo ammette lo stesso ufficio antifrode europeo OLAF nei suoi report, quello che succede in concreto, quello che succede sempre in questi contesti, lo racconta la storia dei conflitti finanziati dall'esterno. Una parte di quei miliardi non compra missili né ospedali, compra ville in Costa Azzurra. Apre conti a Dubai e Cipro, paga rette in università americane per figli di funzionari che non hanno mai lavorato un giorno nella vita pubblica Ucraina senza arricchirsi non è un'ipotesi moralista.

Una storia già documentata in Afghanistan, in Iraq e in ogni Stato in guerra rifornito di liquidità esterna senza controllo reale sul terreno. Nel frattempo, quei soldi non sono andati a ridurre le liste d'attesa negli ospedali italiani, o hanno ridotto l’Iva sui carburanti o non hanno sistemato le scuole tedesche, non hanno pagato gli infermieri francesi che scioperano da tre anni, sono evaporati in tasse, sono transitati per Bruxelles e una parte nessuno sa ancora quanta si materializzerà in qualche conto offshore.

Tra strette di mano e fotografie di rito Kiev ottiene il lauto finanziamento. Una storia che non è finità perché dietro l’angolo ci sono gli appalti per la ricostruzione che saranno i contratti più grandi del secolo e che non sono ancora pubblici. Un sistema quello dei burocrati Europei fatto di illusioni collegate ad un risarcimento dei 90 miliardi di euro e rimborsabili solo se la Russia pagherà le riparazioni di guerra. Probabilità concreta che tutto ciò accada? Nessuno o può mettere su carta, ma chiunque lavori sui numeri sa già la risposta. Questi soldi, con ogni probabilità. non torneranno mai più con buona pace per i bilanci europei che ancora puntano su una guerra fatta di soldi e di sanzioni contro la Russia.

Tra le contraddizioni di un sistema, quello europeo vi è la piena consapevolezza fatta di sguardi e di negazioni collegate all’adesione dell’Ucraina all’UE. Nessuno oramai si riesce a nascondersi dietro una figura chiave quella di Orban l’Ungherese che oramai non è più presente. «I leader, infatti, che si oppongono all'adesione dell'Ucraina non possono più nascondersi dietro la figura di Orbán», ha dichiarato un funzionario. «Quando i capi di stato e di governo dei paesi europei hanno cenato giovedì nel resort di Ayia Napa a Cipro, il senso di trionfo è svanito. Sebbene i leader potessero permettersi di non firmare una dichiarazione congiunta quella sera, la loro conversazione mentre mangiavano agnello e ravioli ha mostrato ancora una volta quanto sia difficile per loro accordarsi su una via da seguire.».

Infine, dovendo guardare alla guerra tra Russia e Ucraina oggetto di lauti finanziamenti e secondo le dichiarazioni dello stato maggiore Russo il 100% del territorio di Luhansk è stato "liberato", con il controllo su 80 insediamenti dall'inizio dell'anno. Le forze russe si stanno avvicinando a Sloviansk (12 km di distanza) e Kramatorsk (solo 7 km di distanza) da est. Le forze ucraine sono accerchiate sulla riva orientale del fiume Oskil a sud di Kupiansk sono state eliminate e l'area "Novo Donbas" è stata sgomberata. Circa il 70% di Krasnyi Lyman è sotto controllo, con i combattimenti che raggiungono le periferie di Kostiantynivka. Si riferisce che Kiev abbia perso oltre 3.000 combattenti e 160 pezzi di equipaggiamento militare durante le controffensive fallite di febbraio e marzo. Gerasimov ha anche preso in giro le narrazioni ucraine, affermando che Kiev sta cercando di coprire le battute d'arresto con affermazioni mediatiche sul recupero di 480 km², mentre la Russia continua ad avanzare su tutti i fronti.

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