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martedì 25 luglio 2017

IKN ITALY presenta RISK INTEGRATION E COMPLIANCE

12 ottobre 2017, Milano Novotel Cà Granda

Da sfida a opportunità nella Risk Integration e Compliance per preservare la reputazione aziendale, la fiducia del cliente e contenere i costi di continuità
Giugno 2017 – IKN Italy presenta la prima edizione di Risk Integration e Compliance, l’evento che si svolgerà il prossimo 12 ottobre al Novotel Cà Granda di Milano e che indagherà sulla trasformazione da sfida a opportunità nella Risk Integration e Compliance per preservare la reputazione aziendale, la fiducia del cliente e contenere i costi di conformità.

L’agenda prevede la mattinata in Sessione Plenaria che prenderà il via con un confronto su: “Banche e Assicurazioni tra svolta digitale e rischi sottovalutati: come si stanno preparando Banche e Assicurazioni alla IV Rivoluzione Industriale? 

Il pomeriggio prevede due Sessioni Parallele, Compliance e Risk Management. L’appuntamento presenterà tutte le scadenze normative 2017/2018 per Banche e Assicurazioni con particolare focus sulle seguenti tematiche:
  • Esaminare attraverso le esperienze aziendali le strategie adottate e gli scenari evolutivi in vista dell’entrata in vigore delle normative:
    MIFID II
    (Direttiva 2014/65/UE)
    IAS/IFRS-9, Data Protection (Regolamento Europeo Privacy Ue 2016/679)
    Antiriciclaggio (Direttiva 849/2015/UE cd. IV)
  • Comprendere come i ruoli del Chief Risk Officer e del Chief Compliance Officer misurano gli impatti sull’organizzazione e sui processi di controllo delle novità normative
  • Illustrare come la Risk culture generi valore all’interno dell’azienda
  • Analizzare gli impatti della funzione del Chief Risk Officer sulla Corporate Governance
  • Approfondire le possibilità di scelta di gestione della Data Governance e definirne responsabilità e costi di manutenzione per la gestione delle minacce cyber e per la conduzione del business digitale
I temi saranno analizzati attraverso la presentazione di case studies ed esperienze di aziende di elevato prestigio: Banca Mediolanum, Deutsche Bank, Unicredit, Banca Sistema, HSBC Bank, Widiba, UBI Banca, Banca Popolare di Milano, Banca Popolare di Sondrio, BPer Banca, Bancassurance Popolari, Banca Carim, Banca Carige, BNP Paribas, Società Reale Mutua di Assicurazioni, Intesa Sanpaolo, Generali Italia, Zurich Insurance, BHK Bausparkasse AG e Banca Mediocredito del Friuli Venezia Giulia.
Per informazioni e approfondimenti sul programma: http://www.ikn.it/eventi-italia/risk-integration-e-compliance/




Company Profile

Istituto Internazionale di Ricerca, alla vigilia del suo 30° compleanno, diventa IKN Italy– Institute of Knowledge & Networking per rispecchiare le trasformazioni del business e guidare il cliente verso l’innovazione.

IKN Italy è l’acronimo di:

-          Institute: realtà riconosciuta nel mondo della Formazione e del Content Networking. Competenza ed eccellenza dimostrate negli anni per le seguenti aree di business: Farmaceutico, Sanitario, Energy & Utilities, Assicurativo, Retail & GDO, Bancario, Logistico, Food, Sviliuppo e Amministrazione del personale, Industrial, Information Technology, Legale e Fiscale, Marketing e Vendite, Project Management e Amministrazione. Questo ha permesso all’Azienda di creare le proprie communities, luoghi fisici e virtuali che racchiudono contenuti esclusivi condivisi da figure dello stesso settore.
-          Knowledge: punto di raccolta dei dinamici bisogni dei clienti che vengono soddisfatte attraverso una continua ricerca e analisi del mercato per offrire temi e programmi sempre up-to-date e innovativi, e attraverso una Faculty di esperti in grado di portare un sapere unico e internazionale. Questo permette alle aziende clienti di restare aggiornate e informate su tutte le trasformazioni del proprio settore. Attraverso canali tradizionali, digital e social l’Azienda da la possibilità di condividere conoscenze, esperienze aziendali, best practice e innovazioni.         
-          Networking: teatro esclusivo di incontro che mette in contatto i professionisti. La creazione di communities specializzate consente di costruire una fitta rete di relazioni e interazioni tra tutti gli esponenti del settore, attraverso grandi appuntamenti in cui confrontarsi con partner, colleghi e protagonisti di spicco. L’azienda studia e sviluppa continuamente nuovi
formati per i propri eventi che favoriscano il networking per le aziende partecipanti creando e implementando numerose occasioni di business.


L’Azienda è certificata UNI EN ISO 9001 : 2008 e qualificata per la presentazione di piani formativi a organi istituzionali e fondi interprofessionali che si occupano delle richieste di finanziamento e della gestione dei processi burocratici

«Cose nostre» Rai Uno, le vite di giornalisti «scomodi»

Vale sempre la pena di dare uno sguardo alle inchieste di «Cose nostre»: una bella operazione di Rai Uno che lungo il corso dell’anno ha raccontato la professione e le vite di giornalisti «scomodi», che lavorano con coraggio in zone difficili, spesso sollevando il velo sulle attività di mafie di vario tipo (senza perdersi in distinzioni lessicali).


Un ritratto della professione giornalistica come dovrebbe essere, nei suoi ideali più alti. E insieme ai giornalisti ci sono altre persone, manager pubblici, collaboratori di giustizia, semplici cittadini, che sempre rischiando molto si sono opposti alle mafie. Venerdì in prima serata è andato in onda un episodio speciale con un respiro diverso, a cura di Emilia Brandi.
A due giorni dall’anniversario della strage di via d’Amelio, in cui morirono il giudice Paolo Borsellino e i cinque agenti della sua scorta, «Cose Nostre» ha dedicato un approfondimento alla figura di Matteo Messina Denaro, definito il «padrino invisibile», ultimo boss delle prime linee della mafia siciliana in latitanza da più di 25 anni. L’inchiesta si è concentrata in particolare su Trapani, la terra di origine di Messina Denaro in cui si rese protagonista di molti episodi criminali, ricostruiti attraverso interviste a chi visse quegli spaventosi anni di guerra aperta (poliziotti, magistrati, pentiti). Molto toccante il racconto dell’ex magistrato Carlo Palermo, scampato a un attentato dinamitardo che costò tragicamente la vita a una mamma e ai suoi due figli piccoli. Per tutta la serata, è serpeggiata l’ombra pesante di contatti da parte delle istituzioni con i referenti mafiosi, uno dei punti più oscuri della storia della Repubblica. Riecheggiano le parole di Leonardo Sciascia: «Continuo ad essere convinto che la Sicilia offra la rappresentazione di tanti problemi, di tante contraddizioni, non solo italiani ma anche europei, al punto da poter costituire la metafora del mondo odierno».


FONTE: www.corriere.it

OptoForce prosegue la sua attività di sviluppo e annuncia il lancio di nuovi prodotti e applicazioni


L'azienda entra a far parte della IFR (International Federation of Robotics)

25 Luglio 2017, Budapest (Ungheria) – OptoForce, azienda specializzata nel settore della robotica, prosegue nella sua crescita e annuncia il lancio di due nuove versioni del suo sensore multiassiale: HEX-E e HEX-H. Contemporaneamente a questo lancio, OptoForce distribuirà un serracavi e un'unità di elaborazione, nonché metterà a disposizione applicazioni per i suoi sensori per l'inserimento di lampade e connettori. 
Caratterizzati dalle più recenti innovazioni realizzate dall'azienda, i due sensori sono leggeri, robusti e facili da installare. Una volta installati, questi sensori a 6 assi OptoForce introducono il senso del tatto nei robot che, in questo modo, possono eseguire lavori ad alta precisione, come la lucidatura o l'inserimento di bulloni. 
I sensori HEX-E e HEX-H presentano funzioni di calibrazione migliorate, a garanzia di una maggiore precisione, inoltre sono dotati di una piastra di montaggio, in grado di sostenere un sovraccarico 5 volte maggiore (in precedenza era doppio), e di una nuova unità di elaborazione più potente che li rende compatibili con i dispositivi di Universal Robots, KUKA e ABB. 
Disponibili allo stesso prezzo delle versioni precedenti, questi sensori arriveranno sul mercato all'inizio di Agosto e andranno a sostituire i vecchi modelli. Tutte le applicazioni esistenti saranno compatibili con i sensori, esattamente come le nuove (inserimento di una lampadina o un connettore).
"Abbiamo aggiornato i nostri sensori con l'obiettivo di offrire ai nostri utenti un'esperienza ai massimi livelli. Ogni sensore sarà caratterizzato da una maggiore protezione contro i sovraccarichi e nuove piastre di montaggio integrate che renderanno i sensori compatibili con i robot a marchio KUKA e ABB. La nuova unità di elaborazione garantisce una potenza di elaborazione maggiore", ha dichiarato Ákos Dömötör, CEO di OptoForce.
Oltre ai nuovi sensori, OptoForce fornirà un serracavo, ruotato di 90°, per proteggere i cavi da danneggiamenti, e un'unità di elaborazione che sostituisce i vecchi convertitori Ethernet, con conseguente miglioramento della potenza di elaborazione.
La filosofia dietro ai suoi prodotti di qualità e una robotica avanzata hanno consentito a OptoForce di entrare a far parte della IFR (International Federation of Robotics) in qualità di fornitore. L'azienda parteciperà ai prossimi incontri della federazione, incentrati su argomenti che riguardano il settore dei robot e le relative statistiche... "L'adesione all'IFR è un ottimo modo per comprendere a fondo i vari mercati e le rispettive esigenze", ha concluso Ákos Dömötör, CEO di OptoForce.

La storia dei sensori OptoForce 
I fondatori di OptoForce, all'epoca studenti universitari, stavano lavorando a un robot deambulante, ma avevano diversi problemi relativi al peso, alla rigidità e al costo dei sensori di forza multiassiali allora disponibili. Per risolvere questi problemi, crearono un prototipo degli attuali sensori che utilizzava la luce infrarossa per rilevare le deformazioni del guscio siliconico. Questo approccio unico e radicalmente nuovo costituisce la base dell'attuale soluzione OptoForce e garantisce misurazioni precise anche con sovraccarichi del 200%.  
Per maggiori informazioni: www.OptoForce.com 

Perché acquistare un’auto usata? Principali vantaggi

Oltre alla tua casa, un’automobile potrebbe risultare tra gli acquisti più costosi che tu abbia mai fatto. Se ami le belle auto, ma cerchi anche di gestire le tue finanze in modo sano e responsabile, l’acquisto di un veicolo presso una concessionaria di auto usate Lecce, Roma, Milano ecc. rappresenta una scelta economica, ma al tempo stesso di qualità.


Certo, è possibile trovare delle ottime offerte anche sui veicoli nuovi, ma non è solo il prezzo dell'auto che rende una macchina nuova meno conveniente. Le commissioni associate, i costi aggiuntivi e le perdite di valore (cioè il deprezzamento che subisce nel primo anno vita) ammontano a migliaia di euro.


D'altra parte, una vettura "leggermente usata" - quella che ha circa due anni e ha meno di 50 mila chilometri percorsi - può aiutarti a risparmiare denaro senza rinunciare alla qualità.
Al giorno d'oggi, le auto sono costruite per durare almeno 200mila chilometri, quindi non devi sacrificare l'affidabilità e la condizione generale per ottenere un buon affare su un'auto usata. È possibile ottenere un'auto usata senza graffi e in ottime condizioni meccaniche, praticamente come "nuove".


Tuttavia, se sei ancora diffidente, puoi contare sui programmi di certificazione e sulle garanzie di lunga durata delle auto che la maggior parte dei produttori di auto offrono. Quando compri un'auto usata presso una concessionaria o dal costruttore, è bene sapere che il veicolo è stato soggetto a rigorosi e severi controlli affinché rientri nei requisiti minimi di certificazione.

Guardando oltre il prezzo di vendita e considerando il costo totale dell'acquisto di veicoli nuovi, puoi avere un'idea migliore di quanto veramente stai pagando per il privilegio di essere il primo proprietario della tua prossima auto. Potresti dover trascorrere un po 'di tempo aggiuntivo per la ricerca del veicolo, ma l’acquisto di un’automobile usata con pochi chilometri e in buone condizioni potrebbe rivelarsi una delle scelte più efficaci della tua vita.

lunedì 24 luglio 2017

Cisco 2017 Midyear Cybersecurity Report

Cisco 2017 Midyear Cybersecurity Report: l'IoT sarà la nuova frontiera in cui "buoni e cattivi" si scontreranno mentre sul vecchio campo di battaglia si fanno strada i DeOS  

Nessuno è immune: la convergenza tra IT e OT impone a tutti i settori di migliorare il livello di sicurezza generale


San Jose, CA, 24 luglio 2017 - Ecco arrivato un appuntamento importante per Cisco, il rilascio del Midyear Cybersecurity Report (MCR). Partiamo subito con la notizia più preoccupante: i "cattivi" stanno sferrando attacchi ancora più sofisticati e il loro obbiettivo non è solo colpire bensì distruggere per impedire a chi si difende di ripristinare i propri sistemi e dati. Abbiamo coniato un nuovo nome per questi attacchi: destruction of service (DeOS).

Gran parte dei trend legati alla sicurezza che abbiamo esplorato in questa edizione del report sono proprio legati ai DeOS. Ad esempio, gli attaccanti stanno evolvendo e innovando le campagne ransomware e DDoS in modo che siano realmente in grado di distruggere le reti delle aziende. Così facendo, viene danneggiata anche la capacità dell'azienda di riprendersi dall'attacco.

Nella loro battaglia per guadagnare tempo e spazio per agire, gli avversari cercano continuamente nuovi modi per eludere i sistemi di rilevamento, di solito cambiando velocemente approccio quando la tattica utilizzata non funziona. Come spiegato nel report, stanno facendo un cambio di rotta abbandonando gli strumenti più recenti per tornare a quelli più vecchi, ad esempio allontanandosi dagli exploit kit e riutilizzando attacchi di tipo social engineering, come i "Business email compromise" (BEC). 

Si sta inoltre ampliando la superficie d'attacco, la portata e l'impatto di queste minacce. I recenti attacchi, come ad esempio WannaCry e Nyetya, sono la dimostrazione della rapidità con cui si diffondono e dell'effetto distruttivo di attacchi che sembrano i "soliti" ransomware che conosciamo, ma che in realtà sono molto più distruttivi. 

Ciò di cui possiamo essere certi, e che emerge chiaramente dal report, è che l'IInternet of Things (IoT), e la sua miriade di dispositivi e sistemi con numerose debolezze pronte per essere sfruttate, avranno un ruolo centrale nel far sì che l'impatto di queste campagne sia maggiore. L'IoT è quindi il nuovo confine in cui "buoni e cattivi" si scontreranno. 

La misurazione dell'efficacia delle procedure di sicurezza di fronte a questi attacchi è fondamentale. E in questo Cisco garantisce tempi di rilevamento delle minacce ("time to detection" TTD) unici. Tempi rapidi di rilevamento sono essenziali per limitare da una parte lo spazio di manovra di chi attacca e dall'altra le interruzioni del business. Da novembre 2015, il tempo medio di rilevamento Cisco (TTD) è diminuito da 39 ore a circa 3,5 ore registrate nel periodo tra novembre 2016 e maggio 2017. 
Panorama delle minacce: chi sale e chi scende
I ricercatori Cisco hanno osservato come si è evoluto il malware durante la prima metà del 2017 e hanno individuato nuove modalità con cui gli avversari stanno personalizzando le loro tecniche di distribuzione, di offensiva e di evasione. L'approccio è sempre più quello di spingere le vittime ad attivare una minaccia cliccando un collegamento o aprendo un file dannoso. Stanno inoltre sviluppando un tipo di malware 'fileless' che risiede nella memoria ed è più difficile da rilevare o investigare perché si cancella al riavvio del dispositivo. Infine, gli avversari si basano su infrastrutture anonime e decentrate, come il servizio di proxy Tor, per oscurare le attività di comando e controllo.

Se da un lato vi è un notevole declino negli exploit kit, altri attacchi tradizionali stanno vivendo una ripresa:

  • Il volume dello spam è aumentato considerevolmente, poiché molti attacchi utilizzano metodi collaudati, come l'email, per distribuire malware e ricavare profitti. I ricercatori di sicurezza di Cisco prevedono che lo spam con allegati dannosi continuerà ad aumentare mentre l'andamento degli exploit  kit rimane costante.
  • Spyware e adware, spesso poco considerati dai professionisti della sicurezza, perché ritenuti più noiosi che dannosi, sono forme di malware che continuano a persistere e ad essere pericolosi per le imprese. Cisco ha monitorato 300 aziende per un periodo di quattro mesi e ha scoperto che 3 famiglie di spyware più di altre hanno infettato il 20% del campione. In un ambiente professionale gli spyware possono rubare le informazioni personali e aziendali, indebolire il livello di sicurezza dei dispositivi e aggravare le infezioni da malware.
  • I progressi del ransomware, come la disponibilità di Ransomware-as-a-Service, semplificano già di per sé gli attacchi dei criminali informatici, a prescindere dalla loro effettiva abilità. Ransomware non ha solo fatto notizia, ha fatto guadagnare oltre 1 miliardo di dollari nel 2016; potrebbe essere una stima al ribasso, essendo ancora molte le aziende che anche a fronte di perdite più elevate non ne danno notizia. La "truffa del Ceo", o Business email compromise (BEC), un attacco di social engineering in cui viene inviata un'email con l'intento di ingannare le aziende per far trasferire denaro agli aggressori, sta diventando molto redditizia. Secondo l'Internet Crime Complaint Center tra ottobre 2013 e dicembre 2016 sono stati rubati 5,3 miliardi di dollari con questo metodo.

Tutti i settori affrontano sfide comuni
I criminali informatici creano un numero crescente di minacce sempre più sofisticate, di fronte alle quali le imprese nei vari settori industriali sono chiamate a mettersi in pari con i requisiti basilari in materia di cybersecurity. Poiché Information Technology e Operation Technology convergono nell'Internet of Things, le aziende devono anche combattere contro la mancanza di visibilità e la complessità. Nell'ambito dello studio Security Capabilities Benchmark Study, Cisco ha intervistato circa 3.000 responsabili della sicurezza in 13 paesi e ha rilevato che i team di sicurezza sono sempre più sopraffatti dal volume degli attacchi in tutti i settori verticali. Questo fa sì che in molti applichino controlli di sicurezza in modo reattivo.

  • Non più di due terzi delle aziende analizza gli alert di sicurezza. In alcuni settori (come la sanità e i trasporti), la stima si avvicina al 50%.
  • Anche nei settori più reattivi (come la finanza e la sanità), le aziende mitigano meno del 50% per cento degli attacchi anche se sanno che si tratta di attacchi dannosi.
  • Le violazioni sono un campanello di allarme. Nella maggior parte dei settori, le violazioni hanno favorito un modesto miglioramento della sicurezza nel 90% delle aziende. Alcuni settori (come i trasporti) sono un po' meno reattivi, con il valore che scende a poco più dell'80%.

Principali risultati per settore:
  • Pubblica Amministrazione - Delle minacce analizzate, il 32% è identificato come minaccia dannosa, ma solo il 47% viene infine rimediato.
  • Retail – Il 32% degli intervistati afferma di aver perso fatturato a causa di attacchi nell'ultimo anno, con circa un quarto che dichiara di aver perso clienti o opportunità di business.
  • Manifatturiero – Il 40% dei professionisti della sicurezza in questo settore ha dichiarato di non avere una strategia di sicurezza definita e di non seguire standard di sicurezza informatica, come ISO 27001 o NIST 800-53.
  • Utility - I professionisti della sicurezza hanno riferito che gli attacchi mirati (42%) e le minacce persistenti avanzate, o APT (40%), rappresentano i rischi più rilevanti per la sicurezza delle loro aziende.
  • Sanità - Il 37% delle aziende di questo settore ha affermato che gli attacchi mirati rappresentano i principali rischi di sicurezza.

Cisco suggerisce alcune azioni da intraprendere per la protezione degli ambienti aziendali
Per combattere gli attacchi odierni frutto di ablità sempre maggiori, le imprese devono affrontare la sicurezza con un atteggiamento proattivo. Cisco consiglia di:
  • Mantenere le infrastrutture e le applicazioni aggiornate in modo che gli aggressori non possano sfruttare le vulnerabilità note.
  • Combattere la complessità adottando una difesa integrata. Limitare gli investimenti a silos.
  • Rendere il management consapevole dei rischi, dei vantaggi e degli impatti economici per poi trasferire la consapevolezza all'intera azienda.
  • Stabilire metriche chiare. Usare i dati analizzati per convalidare e migliorare le pratiche di sicurezza.
  • Prendere in esame la formazione dei dipendenti in tema di sicurezza preferendo una formazione differenziata a seconda dei ruoli rispetto a una formazione universale per tutti.
  • Trovare un equilibrio tra difesa reattiva e risposta proattiva. I controlli o i processi di sicurezza non sono procedure del tipo "imposta e dimentica".

Nel MCR 2017, Cisco ha coinvolto un gruppo di 10 partner tecnologici per condividere i dati su cui elaborare congiuntamente le conclusioni sul panorama delle minacce. I partner che hanno contribuito al report includono Anomali, Flashpoint, Lumeta, Qualys, Radware, Rapid7, RSA, SAINT Corporation, ThreatConnect e TrapX. L'ecosistema di partner tecnologici nella security di Cisco è una componente essenziale della visione della società per offrire ai clienti una sicurezza semplice, aperta e automatizzata.

Dichiarazioni
"Come mostrano i recenti incidenti WannaCry e Nyetya, i nostri avversari stanno diventando sempre più creativi nel modo di architettare i loro attacchi. Mentre la maggior parte delle imprese ha intrapreso misure per migliorare la sicurezza a seguito di una violazione, le imprese di tutti i settori sono costantemente in lotta con chi effettua gli attacchi. L'efficacia della sicurezza inizia colmando le lacune più evidenti e rendendo la sicurezza una priorità".
 Steve Martino, Vice President and Chief Information Security Officer, Cisco

"La complessità continua a ostacolare gli sforzi di sicurezza di molte aziende. È ovvio che gli anni di investimento in prodotti singoli che non si integrano fra loro creano enormi opportunità per gli attaccanti che possono facilmente identificare vulnerabilità trascurate o lacune nelle procedure di sicurezza. Per ridurre efficacemente il tempo di rilevamento e limitare l'impatto di un attacco, il settore deve adottare un approccio più integrato e architettonico che aumenta visibilità e gestibilità, consentendo ai team di sicurezza di colmare le lacune".
‑ David UlevitchSenior Vice President and General Manager, Security Business Group, Cisco

Il Report
Il Cisco 2017 Midyear Security Report esamina i più recenti dati di intelligence delle minacce raccolti dagli esperti di sicurezza del Cisco Collective Security Intelligence. Il report fornisce informazioni basate sugli approfondimenti di mercato e le tendenze della cybersecurity nella prima metà dell'anno insieme a raccomandazioni di iniziative da intraprendere per migliorare il livello di sicurezza generale. Esso si basa su dati provenienti da una vasta gamma di prodotti, pari a oltre 40 miliardi di punti di telemetria analizzati quotidianamente. I ricercatori Cisco traducono poi i dati di intelligence in protezione in tempo reale per i prodotti e l'offerta dei servizi che vengono immediatamente distribuiti a livello globale ai clienti Cisco.

Cisco
Cisco (NASDAQ: CSCO) è il leader tecnologico mondiale che dal 1984 è il motore di Internet. Con le nostre persone, i nostri prodotti e i nostri partner consentiamo alla società di connettersi in modo sicuro e cogliere già oggi le opportunità digitali del domani. 

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