Lunedì 3 agosto 2026, alle ore 19:30, il suggestivo scenario del Cinevillage Marconi – Interno 4 River, sul Lungotevere di Pietra Papa, ospiterà "Magia di Stelle – Cinema e Poesia al tramonto", un reading aperto al pubblico che unisce il fascino del grande schermo alla forza evocativa della parola poetica.
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sabato 1 agosto 2026
Magia di stelle al Cinevillage Marconi
Lunedì 3 agosto 2026, alle ore 19:30, il suggestivo scenario del Cinevillage Marconi – Interno 4 River, sul Lungotevere di Pietra Papa, ospiterà "Magia di Stelle – Cinema e Poesia al tramonto", un reading aperto al pubblico che unisce il fascino del grande schermo alla forza evocativa della parola poetica.
giovedì 30 luglio 2026
AMIANTO IN AERONAUTICA. TRIB. DI NAPOLI CONDANNA LA DIFESA: 468 MILA EURO AI FAMILIARI MILITARE DI NAPOLI MORTO DI MESOTELIOMA
30 luglio 2026 - Era napoletano e aveva dedicato la propria vita al servizio dello Stato, quasi quarant'anni in Aeronautica Militare lavorando ogni giorno a contatto con velivoli e componenti che all'epoca contenevano amianto.
Anni dopo è arrivata la diagnosi di mesotelioma pleurico, una delle patologie più gravi provocate dall'esposizione alle fibre di asbesto. Oggi, a distanza di oltre dieci anni dalla scoperta della malattia e undici dalla sua morte, il Tribunale di Napoli ha riconosciuto la responsabilità del Ministero della Difesa, condannandolo a risarcire la famiglia con oltre 468 mila euro, oltre rivalutazione e interessi.
La sentenza, pubblicata il 28 luglio 2026, riguarda il maresciallo C.M., motorista e tecnico manutentore dell'Aeronautica Militare, che ha prestato servizio in diverse basi italiane, tra cui Capodichino, Pratica di Mare, Grosseto, Gioia del Colle e Grazzanise.
Secondo il Tribunale, proprio quell'attività lavorativa ha determinato l'esposizione all'amianto che ha causato il mesotelioma pleurico diagnosticato nel 2013 e il successivo decesso, avvenuto nel luglio 2015.
Nelle motivazioni, il giudice del Tribunale di Napoli, nel riconoscere il diritto al risarcimento della vedova e dei due figli, mette nero su bianco un principio che fa giurisprudenza: la lunga sofferenza vissuta dai familiari comincia ben prima della morte, dal lungo percorso della malattia segnato da cure e ricoveri, quando sono costretti ad assistere giorno dopo giorno al progressivo peggioramento e aggravamento delle condizioni di salute del proprio caro.
Il Tribunale ha inoltre respinto l'eccezione di prescrizione sollevata dal Ministero della Difesa, ritenendo tempestiva l'azione promossa dai familiari e che il termine per agire non decorresse dalla diagnosi della malattia o dal decesso del maresciallo, ma dal momento in cui hanno acquisito la piena consapevolezza del nesso tra il mesotelioma e l'esposizione all'amianto durante il servizio, successivamente riconosciuto anche con il conferimento dello status di Vittima del Dovere.
Il Tribunale ha inoltre respinto l'eccezione di prescrizione sollevata dall'Amministrazione, che aveva già riconosciuto il maresciallo Vittima del Dovere per la patologia contratta durante il servizio, ritenendo tempestiva l'azione promossa dai familiari dopo il riconoscimento ufficiale del nesso tra la malattia e l'attività svolta nell'Aeronautica Militare.
«Questa sentenza conferma ancora una volta che troppo spesso i servitori dello Stato non hanno perso la vita sul campo di battaglia, ma per un nemico invisibile presente negli ambienti di lavoro. L'amianto ha continuato a colpire uomini che hanno dedicato la propria esistenza alle istituzioni e le cui famiglie sono state costrette ad affrontare anni di sofferenza e lunghi percorsi giudiziari per ottenere giustizia. È un fuoco amico che continua a lasciare ferite profonde e che impone di non abbassare mai l'attenzione sulla tutela della salute di chi serve il Paese», sottolinea l’avv. Ezio Bonanni, presidente dell'Osservatorio Nazionale Amianto e legale della famiglia. «Per chi ha lavorato per anni sugli aeromobili militari, questa sentenza rappresenta un riconoscimento importante. È una decisione che offre una speranza concreta ai tanti ex militari che ancora attendono di vedere accertata la verità sulla malattia contratta durante il servizio», aggiunge Nicola Panei, maresciallo dell'Aeronautica Militare, componente del Direttivo nazionale dell'ONA e vittima dell'amianto.
L’ONA offre servizio di consulenza legale e medica gratuita tramite il numero verde 800 034 294 e il sito www.osservatorioamianto.it
martedì 28 luglio 2026
Emergenza acqua in Sicilia: ANAFePC propone il "modello Pugliese" e lancia un piano d'azione per salvare l'isola dalla sete.
Guerra in Iran e Geopolitica medio orientale, una tregua sul conflitto
lunedì 27 luglio 2026
Integrity360 e FBD Insurance: sicurezza gestita per i dati di 550.000 clienti
Dublino, 27 luglio 2026 – FBD Insurance, la principale compagnia di assicurazioni irlandese, ha affidato a Integrity360 la gestione di servizi di cybersecurity complementari tra loro:
- un managed firewall service, sviluppato insieme ai partner tecnologici di Integrity360, che copre il perimetro difensivo e ne assorbe la gestione quotidiana;
- un servizio gestito di threat and vulnerability management, pensato in modo specifico per rafforzare l'allineamento ai requisiti DORA;
- un monitoraggio continuo, ventiquattro ore su ventiquattro, con presa in carico immediata in caso di incidente.
FBD Insurance ha oltre 500.000 clienti in Irlanda. Fondata negli anni Sessanta da agricoltori per gli agricoltori, l'azienda è oggi un operatore di primo piano nei rami auto, casa, business, agricoltura e veicoli commerciali. Opera dalla sede centrale di Dublino attraverso una rete di 34 filiali sul territorio nazionale e un contact centre di grandi dimensioni a Mullingar, con circa 1.000 dipendenti.
FBD si trovava di fronte a una duplice pressione: da un lato l'evoluzione delle tecniche di attacco, dall'altro un quadro regolamentare in espansione, in particolare il regolamento DORA (Digital Operational Resilience Act) sulla resilienza operativa digitale del settore finanziario.
L'irrigidimento normativo, pur alzando gli standard complessivi del comparto, aggiunge un livello di complessità alle operazioni quotidiane, e FBD aveva bisogno di aumentare visibilità e controllo sui propri strumenti difensivi senza gravare ulteriormente sui team interni, già impegnati su diverse priorità strategiche.
Le soluzioni implementate da Integrity360 sono progettate per monitorare e mitigare i rischi di cybersecurity in modo proattivo, e scalare insieme alla crescita dell'azienda. Esse offrono:
- Protezione dei dati – I dati riservati di oltre mezzo milione di clienti irlandesi sono protetti su tutte le linee di business: casa, auto, viaggi e vita.
- Conformità normativa – La soluzione garantisce l'aderenza a un panorama regolamentare in evoluzione, che include DORA, e riduce l'onere di un adeguamento continuo.
- Visibilità e controllo – FBD dispone di un controllo molto più granulare sugli strumenti difensivi, affiancato da consulenza specialistica.
- Analisi e decisioni informate – Insight e analytics più profondi supportano il processo decisionale in materia di sicurezza.
- Efficienza operativa – La riduzione del carico sui team interni consente ai 1.000 dipendenti di FBD di concentrarsi sulle priorità strategiche.
"Il rafforzamento normativo porta a standard migliori e a un maggiore allineamento nel settore dei servizi finanziari, ma aggiunge un nuovo livello di complessità alle operazioni quotidiane. Integrity360 unisce la profonda competenza nella cybersecurity a una solida conoscenza dei settori fortemente regolamentati come quello assicurativo, per cui la partnership è stata una scelta naturale. Oggi abbiamo maggior controllo e visibilità sugli strumenti difensivi, e possiamo accedere in qualsiasi momento a una consulenza esperta. Questo ci permette di restare competitivi in un settore in rapido movimento e di offrire ai clienti un servizio sicuro", ha affermato Enda Kyne, Chief Technology and Operations Officer di FBD Insurance
Con l'evolvere delle minacce, Integrity360 e FBD prevedono di estendere la collaborazione a due aree ulteriori: threat intelligence avanzata e cloud security.
Integrity360 è uno dei principali specialisti indipendenti di cybersecurity e PCI, attivo in Europa, Africa, Caraibi e Nord America. L'azienda dispone di sedi in Irlanda, Regno Unito, Bulgaria, Italia, Svezia, Spagna, Lituania, Ucraina, Africa, Caraibi e Canada, supportate da sei Security Operations Centre (SOC) a Dublino, Sofia, Madrid, Stoccolma, Roma e Città del Capo. Con oltre 850 dipendenti, di cui più di 585 professionisti dedicati alla cybersecurity, Integrity360 offre una gamma completa di servizi di sicurezza professionali, di supporto e gestiti, lungo l'intero ciclo di vita del rischio informatico: dall'identificazione alla prevenzione, fino a rilevamento, risposta e ripristino. Integrity360 supporta aziende che operano in settori quali servizi finanziari, assicurazioni, pubblica amministrazione, sanità, retail, telecomunicazioni e utility. Fondata nel 2005, nel giugno 2021 Integrity360 ha ricevuto un importante investimento strategico dalla società di private equity londinese August Equity. Guidato dal CEO e Presidente Ian Brown, il gruppo prosegue l'espansione internazionale nell'ambito di una strategia di crescita globale a lungo termine.
venerdì 24 luglio 2026
CASTELLABATE - “ IN ESTATE PORTO IN TAVOLA LA FRESCHEZZA DEL TAGLIOLINO AL PESTO DI LIMONE E GAMBERETTI” .
Ci sono piatti che riescono a racchiudere in un solo assaggio i profumi del Mediterraneo e l’anima del Cilento. È il caso dei Tagliolini al pesto di limoni e gamberetti, una delle creazioni più apprezzate della chef Maria Rossi del Ristorante K di San Marco di Castellabate.
Una ricetta che nasce dall’incontro tra il pescato del nostro mare e gli agrumi della Costiera Cilentana, dando vita a un piatto raffinato ma allo stesso tempo semplice, dove ogni ingrediente trova il suo perfetto equilibrio.
I tagliolini vengono avvolti da un delicato pesto di limoni, fresco e profumato, che esalta la dolcezza dei gamberetti senza coprirne il sapore. Il risultato è un primo piatto cremoso, elegante e ricco di profumi, capace di conquistare il palato già dal primo assaggio.
Per la chef Maria Rossi la cucina è soprattutto rispetto della materia prima e valorizzazione dei prodotti del territorio. Una filosofia che trasforma ogni piatto in un’esperienza autentica, rendendo i Tagliolini al pesto di limoni e gamberetti uno dei simboli del Ristorante K, meta sempre più apprezzata da residenti e turisti che scelgono San Marco di Castellabate per vivere un viaggio tra gusto e tradizione.
La ricetta della chef Maria Rossi
Ingredienti per 4 persone
- 320 g di tagliolini freschi
- 300 g di gamberetti sgusciati
- 2 limoni non trattati
- 50 g di basilico fresco
- 40 g di mandorle pelate
- 50 g di Parmigiano Reggiano grattugiato
- 30 g di Pecorino grattugiato
- Olio extravergine d’oliva q.b.
- Sale e pepe q.b.
- Qualche fogliolina di menta fresca
- Stracciatella di burrata (facoltativa, per una versione gourmet)
Preparazione
Lavare accuratamente i limoni, grattugiarne la scorza e ricavarne anche un po’ di succo.
Preparare il pesto frullando basilico, scorza di limone, mandorle, Parmigiano, Pecorino e abbondante olio extravergine fino a ottenere una crema liscia e profumata.
In una padella scottare i gamberetti con un filo d’olio per uno o due minuti, aggiungendo qualche goccia di succo di limone.
Cuocere i tagliolini in abbondante acqua salata, scolarli al dente e mantecarli con il pesto di limoni, aggiungendo un mestolino di acqua di cottura per ottenere una consistenza cremosa.
Impiattare disponendo i gamberetti sopra la pasta, completare con qualche fogliolina di menta fresca e, per chi ama una nota ancora più vellutata, aggiungere qualche ciuffo di stracciatella di burrata.
Il risultato è un piatto che racchiude tutta l’essenza del Cilento: il profumo degli agrumi, la freschezza del mare e la qualità delle materie prime, interpretati con la sensibilità e l’eleganza della chef Maria Rossi. Un invito a sedersi a tavola e lasciarsi conquistare dai sapori autentici di Castellabate.
giovedì 23 luglio 2026
Viareggio, la "bomba" in autostrada: 150 kg di esplosivo in auto
Viareggio, la "bomba" in autostrada: cosa c'è dietro il maxi-sequestro
- Un'auto trasformata in un arsenale mobile con 150 kg di esplosivo.
- Il blitz della Polizia di Stato sulla A12 svela un inquietante traffico illecito di materiale pirotecnico.
- Il CoGePir (Consorzio Gestione Pirotecnici) avverte: "È un mercato nero che mette a rischio la vita dei cittadini".
Viareggio, 21 luglio 2026 – Una scena che ha dell'incredibile quella che si è presentata agli agenti della Polizia Stradale sulla A12, vicino a Viareggio.
Un'auto con targa francese, fermata per un controllo di routine a causa dell'assetto anomalo, nascondeva al suo interno una vera e propria bomba a orologeria: circa 1.000 razzi di segnalazione navale, per un potenziale esplosivo di 150 kg netti.
L'operazione ha scoperchiato un vaso di Pandora, rivelando l'esistenza di un mercato nero di articoli pirotecnici che opera nell'ombra, minacciando la sicurezza pubblica.
Un carico di morte nell'abitacolo
All'interno del veicolo, guidato da due cittadini francesi, il materiale era accatastato senza alcuna precauzione. Non si trattava di fuochi d'artificio per feste, ma di dispositivi di emergenza marittima, scaduti ma ancora potentissimi.
Questi razzi, che per legge sono equiparati ad armi da fuoco, contengono balistite, un esplosivo ad alto potenziale. Il quantitativo sequestrato sarebbe stato sufficiente a causare una strage. La domanda che ora tutti si pongono è: chi erano i destinatari di questo carico di morte e per quale scopo illecito doveva essere utilizzato?
La pista del traffico illecito
A far luce sulla vicenda è il CoGePir, il Consorzio Gestione Pirotecnici, ente no profit istituito dal Ministero dell'Ambiente e subito allertato dalle Forze dell'Ordine per la messa in sicurezza dell'esplosivo.
«La domanda fondamentale – spiega Piervittorio Trebucchi, Direttore Generale del CoGePir – è come i due soggetti siano entrati in possesso di tali artifizi, la cui vendita è strettamente riservata ad armatori e comandanti di navi. L'ipotesi più probabile, data la natura di prodotti scaduti (che mantengono intatta la loro capacità esplodente), è che provengano da un circuito illegale. Si ritiene che un rivenditore/provveditore nautico si sia approvvigionato operando al di fuori della legalità, ovvero acquistando da produttori o importatori non aderenti al sistema CoGePir, e quindi abbia accumulato ingenti quantitativi di razzi scaduti ritirati dai clienti. Non potendoli avviare a distruzione tramite la filiera controllata, avrebbe scelto la via criminale di reimmetterli sul mercato nero, cedendoli a soggetti ambigui con piena consapevolezza della gravità del reato».
L'appello per la tracciabilità e la sicurezza
Il materiale, dopo essere stato messo in custodia giudiziale, sarà trasferito al deposito nazionale del Consorzio per essere distrutto in totale sicurezza. L'episodio, però, lascia una scia di preoccupazione.
«Questo gravissimo episodio, che avrebbe potuto causare una tragedia, dimostra ancora una volta quanto sia cruciale che l'intero ciclo di vita dei prodotti pirotecnici – dall'immissione sul mercato al recupero e smaltimento – avvenga all'interno di una filiera tracciata "dalla culla alla tomba", come imposto dalle normative europee (D.Lgs. 123/2015) e nazionali (DM 101/2016)» – sottolinea Piervittorio Trebucchi. «Purtroppo, queste norme sono troppo spesso ignorate. Nessun produttore o importatore può operare legalmente in Italia senza essere associato al CoGePir, l'unico sistema di gestione riconosciuto dal Ministero».
La risposta giusta è il DM 2 febbraio 2026 n. 32, ma senza un’accurata attività di prevenzione e controlli da parte delle Forze dell’Ordine, il compito del consorzio non può essere espletato al meglio, soprattutto se i prodotti non sono legali, certificati e quindi tracciabili.
L'efficacia del sistema, che nel 2025 ha gestito oltre 51.000 kg di rifiuti pirotecnici, è minata da un "sommerso" che solo il pugno duro dello Stato può sconfiggere.
Crisi Idrica in Sicilia , cresce la protesta. ANAFePC diffida 11 Comuni e allerta i Prefetti: “Ultimatum di 5 giorni, poi l'intervento sostitutivo”.
In conclusione, ANAFePC ribadisce che la tutela del diritto all'acqua in Sicilia richiede trasparenza, tempestività nelle segnalazioni e, soprattutto, il coinvolgimento diretto della cittadinanza nelle decisioni strategiche per la gestione delle risorse del territorio.
mercoledì 22 luglio 2026
Incidente di OpenAI, il commento di Commvault
“Questo evento dovrebbe mettere definitivamente a tacere l’idea che gli agenti di AI possano semplicemente essere 'confinati' con guardrail adeguati. Nonostante sia stato progettato come ambiente isolato, l’agente di AI ha comunque identificato e sfruttato un percorso non previsto verso il mondo esterno. Questo dimostra che anche le misure di contenimento progettate con cura possono lasciare debolezze nascoste che i sistemi autonomi alla fine riusciranno a scoprire. L’AI non è diventata malevola, ma è, per la sua progettazione, imprevedibile. L’adozione da parte delle aziende e le sperimentazioni nel mondo reale sono accelerate molto più rapidamente della preparazione operativa, della governance e della comprensione dei rischi da parte delle stesse imprese. Un agente AI che opera con credenziali legittime può muoversi a velocità macchina, sfruttando debolezze trascurate e intraprendendo azioni che nessun essere umano avrebbe previsto. È in quel momento che un piccolo errore o una vulnerabilità possono trasformarsi rapidamente in un incidente a livello aziendale. Le imprese devono superare una mentalità focalizzata solo sulla prevenzione e investire nella resilienza come capacità operativa fondamentale. Questo cambiamento di priorità e cultura è noto come Resilience Operations (ResOps). L’AI ha sfumato i confini tradizionali tra sicurezza, identità e recovery, eppure la maggior parte delle aziende continua a gestirli come discipline separate. Quando un agente autonomo si comporta in modo inaspettato, i rispettivi team devono operare come un’unica entità, rilevando rapidamente attività sospette, isolando i sistemi interessati, ripristinando dati puliti e affidabili e mantenendo le operazioni aziendali durante tutto l’incidente. Con i sistemi autonomi che iniziano a comportarsi sempre più come gli esseri umani, le aziende devono aspettarsi l’inaspettato e costruire la resilienza attorno a questa realtà. La fiducia nell’AI non dovrebbe mai essere implicita, ma deve essere continuamente verificata,” evidenzia Bastien Bobe, Field CTO di Commvault.
martedì 21 luglio 2026
Wi-Fi nello spazio: Cambium garantisce la connettività a bordo della Stazione Spaziale Internazionale.
Gli access point Cambium Networks forniscono connettività wireless all’interno della cabina per le operazioni dell’equipaggio, per gli strumenti di bordo destinati alla raccolta dei dati e alle osservazioni e per le comunicazioni personali a bordo della ISS, dopo aver superato i rigorosi test di qualificazione spaziale della NASA.
Milano, 21 luglio 2026 – Le soluzioni Cambium Networks assicurano connettività wireless all’interno della Stazione Spaziale Internazionale (ISS), supportando le operazioni dell’equipaggio, la strumentazione scientifica e la connettività quotidiana che aiuta gli astronauti a rimanere in contatto con le loro famiglie sulla Terra.
Gli access point sono stati trasportati sulla ISS a bordo di una missione SpaceX Commercial Resupply Services per conto della NASA (CRS-30) e installati nei moduli Node 1 (Unity) e Node 2 (Harmony) della stazione. La tecnologia Cambium fornisce la dorsale wireless per quasi tutte le attività connesse all’interno della stazione, sostituendo gli access point 802.11n di generazione precedente, con prestazioni e capacità migliorate, il tutto gestito tramite cnMaestro X, il sistema centralizzato di gestione della rete di Cambium.
La rete supporta fino a 12 membri dell’equipaggio e decine di dispositivi operativi, IoT e personali. Gli astronauti utilizzano questa tecnologia durante tutta la giornata, attraverso i tablet che impiegano mentre fluttuano tra i moduli, oltre a telefoni, laptop, robot e altri dispositivi.
Certificati per l’ambiente ostile dello spazio.
Prima dell’installazione, gli access point hanno superato un rigoroso processo di qualificazione e valutazione iniziato più di due anni prima. I test hanno incluso l’esposizione alle radiazioni e agli ioni pesanti per confermare che le unità fossero in grado di soddisfare i requisiti della NASA per un funzionamento sicuro e affidabile nell’ambiente spaziale.
«Non esiste ambiente più impegnativo per una rete dello spazio, e siamo orgogliosi che il Wi-Fi di Cambium Networks abbia garantito la connettività all’equipaggio della ISS», ha affermato Morgan Kurk, CEO di Cambium Networks. «La stessa tecnologia di livello enterprise, utilizzata con fiducia nelle scuole, negli ospedali e nelle aziende di tutto il mondo, ha ora dato prova di sé a oltre 250 miglia sopra la Terra: una potente conferma dell’affidabilità e della qualità che i nostri clienti si aspettano da Cambium».
(foto) In questa fotografia, scattata all’interno del modulo Unity a bordo della Stazione Spaziale Internazionale, è visibile un access point wireless, ovvero il dispositivo hardware che aggiunge la funzionalità Wi-Fi a una rete cablata esistente. Crediti: NASA/Suni Williams
Nuovo videoproiettore Epson per education, aziende e istituzioni
Epson EB-L270F è il videoproiettore laser che rende più collaborativo l'apprendimento in aula e migliora il coinvolgimento negli spazi aziendali e istituzionali
Cinisello Balsamo, 21 luglio 2026 – Progettato per aule scolastiche, sale conferenze e sale riunione, il nuovo videoproiettore Epson EB-L270F ha una luminosità di 5.200 lumen e proietta immagini fino a 310 pollici. Questi valori lo rendono particolarmente adatto all’apprendimento collaborativo, dove i contenuti delle lezioni, le idee condivise, le risorse digitali e il lavoro di gruppo devono essere chiaramente visibili a tutti gli studenti presenti in aula.
A differenza degli schermi di dimensioni fisse, la proiezione su grandi superfici permette agli insegnanti di creare un’immagine che si adatta perfettamente allo spazio didattico disponibile, invece di limitare i contenuti alle dimensioni ridotte dello schermo. Questo aiuta a migliorare la visibilità in tutta l’aula, favorendo la partecipazione di tutta la classe e rendendo più facile per gli studenti interagire con i contenuti condivisi, che si tratti di presentazioni, video, materiali didattici o lavori di gruppo.
Il videoproiettore Epson EB-L270F unisce una risoluzione nativa di 1080p all’affidabilità della tecnologia laser e a opzioni di installazione versatili. Può essere installato a soffitto, a pavimento o a parete e può anche essere montato su un binario per luci, offrendo a scuole e aziende una maggiore libertà nell’adattare la tecnologia di visualizzazione a diversi ambienti e stili di insegnamento.
“Gli spazi dedicati all’istruzione stanno cambiando – ha dichiarato Brendan Hoare, di Epson Europe – e la tecnologia dei display deve supportare modalità di insegnamento più collaborative, flessibili e coinvolgenti. EB-L270F permette alle scuole di creare proiezioni Full HD luminose e di grandi dimensioni che ogni studente può vedere chiaramente, offrendo al contempo l’affidabilità, la manutenzione ridotta e la flessibilità di installazione di cui gli ambienti scolastici hanno bisogno.”
EB-L270F sostiene l’impegno più ampio di Epson a favore di una proiezione laser affidabile e che richiede meno manutenzione. Con i proiettori a lampada al mercurio destinati a uscire dal mercato da febbraio 2027 a causa delle normative RoHS, EB-L270F offre una soluzione laser competitiva nel segmento da 5.200 lumen per tutte quelle realtà (scuole, istituzioni e aziende) che stanno abbandonando la tecnologia a lampada.
Il proiettore offre diverse opzioni per la riproduzione dei contenuti, tra cui HDMI, riproduzione di contenuti locali tramite chiavetta USB, connettività wireless opzionale e Miracast tramite l’adattatore ELPAP11. È inoltre compatibile con i software Epson, tra cui Epson Creative Projection, Epson Projector Content Manager, Epson iProjection ed Epson Projector Management, che aiutano gli utenti a creare, gestire e condividere i contenuti più facilmente (è necessario l’adattatore ELPAP11).
Epson è leader di mercato nel settore dei proiettori dal 2001, grazie alla combinazione di esperienza, innovazione e comprovata qualità dell’immagine con soluzioni di visualizzazione flessibili e affidabili per i clienti del settore dell'istruzione e delle imprese.
Caratteristiche principali
− Nome: Epson EB-L270F
− Dimensioni schermo: Display scalabile fino a 310 pollici
− Risoluzione: Full HD 1080p nativo
− Luminosità: 5.200 lumen
− Sorgente luminosa: Laser
− Installazione: Installazione a soffitto, a pavimento, a parete o su binario per illuminazione
− Connettività: HDMI, Miracast, riproduzione di contenuti locali tramite scheda di memoria
− Wireless: Connessione wireless opzionale tramite adattatore ELPAP11
− Software compatibile: Epson Creative Projection, Epson Projector Content Manager, Epson iProjection, Epson Projector Management
− Mercati di riferimento: Istruzione e aziendale
− Vantaggi principali: Display luminoso di grandi dimensioni; versatile ed economico; ideale per l’apprendimento collaborativo, le lezioni, le aule e le riunioni aziendali
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Gruppo Epson - Epson è leader mondiale nel settore tecnologico e si impegna a cooperare per generare sostenibilità e per contribuire in modo positivo alle comunità facendo leva sulle proprie tecnologie efficienti, compatte e di precisione e sulle tecnologie digitali per mettere in contatto persone, cose e informazioni. L'azienda si concentra sullo sviluppo di soluzioni utili alla società attraverso innovazioni nella stampa a casa e in ufficio, nella stampa commerciale e industriale, nella produzione, nella grafica e nello stile di vita. Epson ha l‘obiettivo di diventare carbon-negative ed eliminare l'uso di risorse naturali esauribili, come petrolio e metallo, entro il 2050. Guidato da Seiko Epson Corporation con sede in Giappone, il Gruppo Epson genera un fatturato annuo di circa 1.000 miliardi di Yen.
Guerra in Iran: La fine del memorandum e l’inizio di una guerra allargata, Vance dice la sua.
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