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mercoledì 4 febbraio 2026

Iran si apre ai negoziati ma la guerra di Trump è alle porte

Dopo i fatti iniziati il 28 dicembre 2025 che hanno determinato gli scontri insurrezionali di migliaia di Iraniani, fomentati da un imminente intervento americano utile a far cadere il governo religioso di Khamenei l’Iran ritorna ad una situazione di controllo. Un governo che si è trovato sotto l’attacco creato dal declino economico dell’Iran legato alla cattiva gestione e alla corruzione a livello locale, nonché al crollo della valuta iraniana, il rial, a seguito delle sanzioni imposte dagli Stati Uniti e dai suoi alleati. Proteste che si sono trasformate in espressioni di rabbia a livello nazionale sia per le limitazioni delle libertà personali e sociali, per una grave crisi energetica e idrica oltre che un grave inquinamento atmosferico.

Il popolo iraniano secondo le Nazioni Unite e gli oppositori dello stato residenti all’estero ha dovuto subire una repressione a suon di colpi di arma da fuoco e accoltellate attuate dalle forze di sicurezza per sedare le proteste. Il relatore speciale delle Nazioni Unite ha affermato che il numero delle vittime potrebbe superare i 20.000, il soffocamento dovuto ad un blackout di internet durato settimane ha fatto la sua parte. Attivisti statunitensi sostengono che ci sono stati 6.713 morti e affermano di stare indagando su altri 17.000. Altre fonti citano cifre ancora più elevate. Le autorità iraniane sostengono che i responsabili delle uccisioni di massa sono i "terroristi" armati e finanziati da Stati Uniti e Israele. I media statali iraniani hanno dichiarato che le proteste hanno causato la morte di 3.117 persone, di cui 2.427 civili e i restanti membri delle forze di sicurezza.

Una situazione politica che ha sconvolto il governo degli ayatollah che ne esce molto indebolito e con le piaghe permanenti dello storico bagno di sangue avvenuto. La paura di un intervento militare americano è dietro l’angolo e quindi l’obbligo dell’Iran è quello di negoziare per non perdere il potere politico legato alla rivoluzione del 1979. Trump da un lato apre a nuovi negoziati che si dovrebbero svolgere nella prima decade di febbraio 2026 ad Ankara e dall’altro organizza lo scacchiere militare in Medio Oriente per essere pronto all’attacco. A convincere l’amministrazione americana a negoziare Katar, Egitto e Turchia che stanno tentando l’ultima carta per non accendere un nuovo focolaio di guerra in Medio Oriente. Queste sembrano iniziare parole di distensione tra il ministro Abbas Arraghchi e Trump che vedono accordi anche sul piano commerciale con gli usa.

Una situazione che guardata da vicino denota una divisione all’interno delle stanze del potere iraniane dove si vede una spaccatura legata all’apertura verso gli Usa da parte del Presidente Massoud Pezeshkian. Lo stesso con Idee riformatrici, ma con spirito legato ai principi fondamentali del regime, compresa la chiave anti-Usa. Il presidente dell'Iran ex ministro della Sanità Massoud Pezeshkian, 69 anni ha sconfitto al ballottaggio l'ultraconservatore Said Jalili, 58 anni. È lui il successore di Ebrahim Raisi, ucciso in un incidente di elicottero il 19 maggio scorso. Medico di origine azera, Pezeshkian ha cresciuto tre figli da solo dopo la morte della moglie in un incidente.

Parlamentare da due decenni, si è espresso apertamente contro la mancanza di trasparenza del governo durante le proteste a livello nazionale innescate dalla morte della giovane curda Mahsa Amini nel settembre 2022. Esperto cardiochirurgo, è stato ministro della Sanità sotto l'ex presidente riformista Mohammad Khatami (1997-2005). È stato esplicito nel criticare il governo sulla questione dell'hijab obbligatorio, ma non è mai arrivato a chiedere l'abrogazione dell'obbligo del velo per le donne. È un sostenitore dell'accordo sul programma nucleare iraniano (Jcpoa) e ha promesso di migliorare le relazioni con gli Stati Uniti, accusando i suoi rivali conservatori di aver rovinato l'economia, non facendo abbastanza per rilanciare il Jcpoa, da cui gli Usa di Trump si ritirarono unilateralmente nel 2018, ma che aveva portato alla revoca di alcune sanzioni. Pezeshkian è stato sostenuto da Khatami (che nelle parlamentari di marzo si era invece astenuto) e dall'ex ministro degli Esteri Mohammad Javad Zarif.

Una visione politica che sembra piacere agli Usa che vuole un’intesa immediata sull’arricchimento dell’Uranio e sulla limitazione del programma missilistico oggi in atto. Ma Trump dietro tutto questo ha già guardato alle sue attrazioni fatali fatte di denaro e facili prede in una soffusa politica imperialista globale, costituite nel caso dell’Iran dal petrolio iraniano, dal gas, dalle ricche miniere. In realtà gli americani e Trump in questo caso vogliono prendere possesso delle ricchezze del paese perso dopo 30 anni di permanenza e la caduta dello Scia Pahlavi. “Tutto era nelle loro mani e il discorso sui diritti umani è solo retorica globalista” secondo Khamenei.

La forza e le sanzioni che l’America usa come deterrente per affamare e far cadere i governi a livello globale è utile a scaricare il suo debito pubblico sul mondo. In Medio Oriente hanno però tutti paura di una guerra di terra di natura religiosa che può gettare le basi di quella santa Ajad Islamica voluta da molti paesi del contesto per eliminare il conquistatore. In tal senso è già iniziato in molti paesi della zona il reclutamento di militari pronti alla guerra santa. La stessa Arabia Saudita sostiene gli sforzi per trovare una soluzione pacifica a tutte le questioni controversie tra gli Stati Uniti e Iran attraverso il dialogo e mezzi diplomatici. Ma certamente la pistola puntata da Trump e messa sul tavolo dei negoziati e sempre pronta.

Per questo il ministro degli esteri iraniano ha dichiarato che il paese è pronto tanto per i negoziati quanto per la guerra, e un possibile conflitto potrebbe andare oltre una guerra bilaterale secondo quanto Abbas Araghchi ha dichiarato in una conferenza stampa congiunta con il Ministro degli Esteri turco Hakan Fidan: “Abbiamo ripetutamente espresso le nostre opinioni sulle minacce da parte degli Stati Uniti. La Repubblica Islamica dell'Iran è pronta tanto per i negoziati quanto per la guerra, e oggi lo è ancora di più rispetto alla guerra di 12 giorni, come allora, abbiamo risposto con fermezza alle forze aggressive, e lo faremo anche questa volta; A mio parere, a causa del diretto coinvolgimento degli Stati Uniti, le condizioni saranno molto diverse rispetto al conflitto precedente e, purtroppo, una possibile guerra potrebbe andare oltre uno scontro bilaterale, come ho già detto in precedenza, spero che prevarrà un approccio razionale e che coloro che cercano di trascinare la regione in una guerra su vasta scala non raggiungeranno i loro obiettivi. "L'ultima volta che gli Stati Uniti si sono avventurati in una guerra in Afghanistan e Iraq hanno sperperato oltre 7 trilioni di dollari e perso più di 7.000 vite americane.

La geopolitica di guerra è già iniziata e potrebbe avere una ricaduta globale in questo campo un primo avviso è stato dato dall’Iran alle navi che attraversano lo stretto di Hormuz per una esercitazione dell’Iran con Cina e Russia che si effettuerà l’1 e il 2 febbraio 2026. Il regime al potere ha esortato le petroliere e altre navi commerciali a tenersi lontane dalle acque iraniane, il che potrebbe portare a una limitazione temporanea del traffico marittimo attraverso il Golfo Persico. Importante dire che circa il 20% del petrolio e del gas mondiale passa attraverso lo Stretto di Hormuz. L'Iran inoltre condurrà anche esercitazioni navali congiunte con munizioni vere con Cina e Russia nel Golfo dell'Oman e nell'Oceano Indiano. Molti rapporti indicano che la Cina sta rafforzando significativamente i suoi legami tecnici e di intelligence con l'Iran, indirizzando Teheran verso la sorveglianza satellitare cinese, il sistema di navigazione Bei Dou (BDS) e software di sicurezza per sostituire le tecnologie occidentali. Questo ci fa capire che non esiste solo l’America ma altri contractor stanno intervenendo nella questione Iran.

Le politiche di Trump certamente possono avere successo vista la grande forza militare americana ma dietro le quinte ci sono delle contromisure verso la umiliante politica del Taicun che sta attuando verso molti paesi, tra cui il Venezuela con la scusa della direttiva Monroe nata nel 1823 ma che risulta centrale nel suo programma politico allargato a tutto mondo. La realtà e di avere fretta nel sanare il debito americano all’interno del suo mandato. Un debito che ha già sfiorato i 20 trilioni di dollari nel 2024 e oggi in continua ascesa. A farne le spese i paesi che hanno risorse petrolifere ed altro questo influirà negativamente sull’economia mondiale. Dalle indiscrezioni su chi detiene il credito americano troviamo l’Italia, la Germania, il Giappone ma anche la Cina. L’Iran in tal senso non è la Libia depredata nella sua ricchezza di circa 100 miliardi di dollari di cui 80 miliardi a livello internazionale e 32,4 miliardi negli stati uniti come descritto in una e-mail di Epstein che voleva mettere le mani con degli amici fidati sui fondi congelati libici. Questa è la realtà americana basata sulla forza militare come deterrenza ma che in realtà vuole depredare ricchezze che non sono sue per cercare affannosamente di rientrare dal debito stratosferico creato negli anni. Una deterrenza in tal senso è necessaria e si spera nel blocco Brics.





sabato 31 gennaio 2026

Catania : ANAFePC denuncia il disagio “Rotatoria e semaforo necessari in via Santa Sofia per risolvere la questione traffico”.

Diverse segnalazioni giunte all’ ANAFePC confermano che, al mattino e a metà giornata, si forma traffico tra le auto in salita dalla circonvallazione e i dipendenti in uscita dal Policlinico, al civico 78. Una nuova uscita riservata ai dipendenti aiuterebbe a migliorare il deflusso, ma non risolverebbe del tutto: l’assenza di una rotatoria obbliga le auto a salire fino al pronto soccorso per invertire la direzione, mentre il semaforo pedonale rallenta ulteriormente la viabilità.

I dipendenti che escono dal Policlinico attraverso la barra automatica del civico 78 si ritrovano spesso bloccati, l’assenza di una rotatoria impedisce la svolta a sinistra verso la circonvallazione, mentre il semaforo pedonale subito dopo l’uscita ostacola anche la svolta a destra, in direzione nord su via Santa Sofia. Il traffico in arrivo dalla circonvallazione crea un vero e proprio tappo, con ripercussioni su tutto il flusso interno al Policlinico e disagi quotidiani per lavoratori, pazienti e cittadini che devono attraversare via Santa Sofia. La situazione peggiora nelle ore di punta, a causa della mancanza di svolte sicure e fluide.

“Il piano viario comunale dovrebbe tenere conto della natura strategica dell’area ospedaliera – dichiarano Calogero Coniglio e Maurizio Cirignotta, Presidente e Vicepresidente dell’ANAFePC Accademia Nazionale per l’Alta Formazione e Promozione della Cultura – e va urgentemente rivisto, con soluzioni concrete e rapide che garantiscano sicurezza e fluidità alla viabilità interna ed esterna al presidio”.

La realizzazione urgente di una rotatoria all’altezza del civico 78 e lo spostamento del semaforo pedonale prima dell’uscita del presidio ospedaliero sono interventi indispensabili per decongestionare il traffico in via Santa Sofia, migliorare la sicurezza e garantire un accesso più funzionale al Policlinico, velocizzando anche i tempi di intervento delle ambulanze e rendendo più fluida l’uscita del personale sanitario.

“Abbiamo inviato una nota di sollecito al Comune di Catania e agli assessorati competenti affinché questi lavori vengano realizzati senza ulteriori ritardi”, concludono Coniglio e Cirignotta.

martedì 27 gennaio 2026

Ragusa: Ottavo convegno storico - culturale internazionale, il XIII Secolo, sguardi sulla rivoluzione delle lingue e le eversioni concettuali che incubarono le visioni del mondo della modernità

Si è svolto il 24 e 25 gennaio 2026 a Ragusa, presso il Laboratorio degli Annali di via pezza, l’ottavo convegno storico - culturale internazionale, incentrato sulla storia del XIII Secolo e sugli sguardi sulla rivoluzione delle lingue e le eversioni concettuali che incubarono le visioni del mondo della modernità”. L’evento è stato organizzato dal Prof. Carlo Ruta che ha curato l’introduzione storica è stato realizzato in collaborazione con le Università degli Studi di Bari, l’Università degli Studi di Genova, Unitelma Sapienza di Roma e il laboratorio di studi marittimi e navali Ferdinando Pratelli, che è collegato all'università di Genova.

Ne suo intervento iniziale ha voluto tracciare una interazione logica sul XIII secolo in Europa e la rivoluzione delle lingue, dal sedimento popolare all'esperimento dotto e alle confluenze nazionali. Indagine sulle eversioni concettuali che incubarono le visioni del mondo della modernità occidentale.

“Il mio compito dice il Prof. Carlo Ruta è quello di tracciare una specie di una piccola premessa storica. Alla luce dell'oggettività storica, verificabile. Si può partire da una presa d'atto tra il sesto e il dodicesimo secolo. L'Europa, composta da una pluralità di aree antropiche che andavano confrontandosi. Importante è l'artigianato del tredicesimo secolo. L'Europa e la rivoluzione delle lingue, parte dal sentimento popolare all'esperimento dotto e alle confluenze nazionali. Indagini sulle versioni concettuali che incubano previsioni del mondo della modernità”.

“La storia parte da lontano e vede una stasi profonda e plenaria dopo secoli di tumulti sociali, di confronti tra la Roma imperiale e tutto quello che rumoreggiava fuori e dentro i suoi confini. Si imponevano svolte organizzative, sperimentazioni. Nazionali. e approcci diversificati per la ricerca e l'impiego delle risorse necessarie alla vita sociale organizzata basate sulla Parola”.

“Una Rivoluzione continua il Prof. Ruta, un percorso di emersioni tecnologiche ma anche culturali, con lo sviluppo ad esempio del romanico e del gotico dopo l'anno 1000, portarono al progresso di attività, cioè alla nascita di attività professionali come quella, ad esempio, di architetto e di maestro costruttore. Negli studi generali e tra il dodicesimo e il tredicesimo secolo i copisti e miniatori sono delle categorie professionali specializzate nella produzione di codici, cioè. È chiaro che stiamo partendo da tutta una serie di elementi che in apparenza possono apparire eterodossi, ma in realtà sono la chiave di volta, come dire di una rappresentazione storica che da cui oggi necessariamente si deve partire nello sviluppo delle lingue”

“La vera rivoluzione della lingua non incomincia in Sicilia ma da altre zone, la scuola siciliana era solo una scuola, che partiva dalla Corte palermitana e di Federico II. Molti Storici cadono in questo errore Federico ha dal 1230 al 1250 non era più in Sicilia, cioè in Sicilia aveva vissuto fino a vent'anni, poi, quando lui assume la carica di imperatore si trasferisce. Il Sacro romano impero germanico a questo punto va via dalla Sicilia e le sue sedi di riferimento sono nella Puglia della Capitanata di Puglia. A Napoli fa istituire uno dei primi. Studia università d’ Europa e non sceglie Palermo. Questa è la prova. Che Federico II sceglie l’Impero”.

“Il tredicesimo, in una serie di movimenti in paesi di spessa caratura intellettuale è stato in grado di discernere modelli linguistici e generare, come dicevo prima, una vera e propria eversione. Nascono i laboratori cognitivi e operativi della modernità, ecco perché, secondo me, c'è un nesso fondamentale, è tra il tredicesimo secolo e la modernità nello sviluppo delle lingue”

A seguire il contributo del Prof. Marco Leonardi dell’Università degli Studi di Catania che esordisce parlando del tredicesimo secolo “Il tredicesimo secolo, parliamo anche di quello che è stato il secolo per antonomasia, che ha visto prima la nascita, l'affermazione e poi la diffusione degli ordini mendicanti, quegli ordini che sono stati la manifestazione dell'epoca. Nonostante il pieno riflesso nella realtà mutata di una realtà che ha visto l'affermarsi di tutta una serie di Istituzioni, in primis il comune, secondariamente in studio universitario all'epoca degli studi generali, che hanno letteralmente segnato un diverso approccio”.

Continua il Prof. Leonardi: “Ancora oggi, nell'anno domini 2026, noi siamo eredi di quel tardo Medioevo che aveva inizio con il tredicesimo secolo. Nel momento in cui ci ha ci approssimiamo di costruire le modalità con le quali si, in un certo qual modo trasmetteva il sapere nel tardo Medioevo, non possiamo non andare in origini della definizione di cronica quando noi oggi parliamo di cronaca”

“La cronica si deve riferire necessariamente a fatti o ad eventi già accaduti. Un dettaglio volutamente chiaro nel 1210 quando il vescovo di Siviglia non tende a specificare un dettaglio che è decisivo per capire il significato delle finalità della cronica. Nel mondo medievale. Sei Annales riportavano in maniera cronologica quegli eventi che erano andati in un certo qual modo, alla ribalta dell'attualità dell'epoca. La cronica opta per una selezione”

“Importante ricordare dice il Prof. Leonardi che la stessa costituzione degli Stati Uniti d'America. datata, 1776. prende spunto dall’Ordine domenicano, l'ordine domenicano al suo interno, è basato su una rotazione delle cariche e su una mobilità delle cariche”.

A seguire il contributo della Prof.ssa Sandra Origone, medievista dell’Università degli Studi di Genova che ha parlato del notaio, professionista della penna e l'incontro con realtà diverse.

“Il notaio nell'undicesimo secolo proprio parte nel contesto genovese, il notaio è dotato di pubblica fidas è un fenomeno che avviene precocemente a Genova e Parallelamente allo sviluppo comunale quindi ci sono questi aspetti che possono essere valutati, l'aspetto importante a base della cultura notarile la cultura storica. La figura del notaio medievale e quella di un professionista che attraverso la penna riconduce all'ordine, alla compiutezza l'incontro tra interessi, individui, classi sociali diversi. Reagisce tra il privato e il pubblico ed infine anche gestisce rapporti tra uomini di lingua, etnia, religione differenti. Ha precedenti nell'attività di una gamma di figura indicate, con nomi diversi a seconda dei contesti e delle circostanze, in un susseguirsi di situazioni. Nel mondo romano già esistevano ed in quello ravennate sono importantissimi come anche nel periodo barbarico e altomedievale, questi professionisti sono definiti tabellione, scribi notai e possono essere chierici o laici”

Il contributo della Prof.ssa Giuseppa Tamburello dell’Università degli studi Palermo ha avuto titolo “Un XIII secolo cinese con le sue implicazioni linguistiche e letterarie.”

“La direzione giuridica e amanuense e influenzata dalla religione dice la Prof.ssa Tamburello, Confucio aveva già espresso questo concetto che lo studio e lo strumento attraverso il quale l'essere umano diventa gin. L'uomo nobile si fonda sulla benevolenza e sul concetto di giustizia. È un concetto che segue l'evoluzione cinese per tutta la sua storia. Ancora ancora fino ai tempi moderni. Da questa parte si opera sempre con una base quella della religione, quindi di un di una dimensione che unisce l'essere umano alla divinità. Confucio porta i cinesi fuori dalla dimensione dell'entità superiore, che può controllare il comportamento o il destino degli esseri umani e responsabilizza però gli esseri umani perché dice loro, guardate se ognuno si comporta secondo i principi morali e secondo la virtù allora non ci sarà neanche bisogno di un imperatore o di un governante all'epoca c'erano ancora i sovrani che davano delle indicazioni perché tutto scorresse tranquillamente nella direzione giusta. “

Un contributo estemporaneo quello della Prof.ssa Lavinia Benedetti dell’Università degli Studi di Catania si è soffermato sulla cultura cinese dell’epoca: “La poesia, la pittura e la calligrafia durante l’epoca. Han, i letterati hanno continuato a far parte sia del governo, perché comunque i governanti. Han ne facevano uso per forza di cose, perché non potevano esimersi dal fare uso di questi funzionari. Molte realtà locali erano comunque lontane dall'imperatore, e quindi l'imperatore si doveva per forza di cose appoggiare sui funzionari locali e per forza di cose essi avevano sfere di influenze. Molti funzionari cinesi sono rimasti sia funzionari locali, ma anche quelli più vicini al potere.”

L’Intervento del Prof. Antonello Folco Biagini, storico Sapienza Università degli Studi di Roma ha puntato su: "Lingue dominanti e lingue minori nei processi multiculturali tra età moderna e contemporanea".

“La lingua dice il Prof. Folco Biagini si è sviluppata nel corso del tempo e in base alle esigenze del momento e sicuramente ai grandi fenomeni di immigrazione nella storia, le grandi migrazioni nel corso della storia hanno prodotto dei fenomeni di trasformazione di quelle che potevano essere, le lingue locali, per esempio, tutta la versione del passaggio dal latino, base per l’Impero Romano che dominava, la sua economia globale. La gran parte del mondo conosciuto di allora era latino, ma poi c'è il passaggio al volgare. Uno degli esempi partono dalle repubbliche marinare che imposero nel mediterraneo il loro parlare che poi sarà l’italiano”.

L’Intervento del Prof. Alberto Cazzella e Giulia Recca, storici della Sapienza Università degli Studi di Roma ha puntato sul “Rapporto tra linguistica e archeologia in relazione al problema dell'Indoeuropeo”

“Le lingue sono connesse in particolare in Europa da fenomeni linguistici e culturali che hanno differenti meccanismi di trasmissione e che quindi non necessariamente subiscono le trasformazioni nei due ambiti e sono andate di pari passo. Nonostante sia acquisita tale consapevolezza che si realizza nello studio della linguistica, sia la storia che la paletnologia, cioè studio della preistoria e protostoria, è quello relativo alla diffusione delle lingue europee le eventuali tracce archeologiche a essa connesse, in particolare in Europa”

La relazione del Prof. Famoso, geografo, storico, dell'Università degli studi di Catania: Evoluzione letteratura gaelica alla svolta del XIII secolo. L'impatto del colonialismo inglese.

“Il percorso della letteratura gaelica irlandese ripercorre 1500 anni, cioè dal terzo secolo a.C. Al tredicesimo secolo d.C., l'Irlanda è riuscita a mantenere puntuali caratteri nazionali che le hanno permesso di distinguersi in un variegato panorama europeo. In forza di uno strenuo coraggio, di un convinto orgoglio di irlandesi, sono riusciti a salvare il loro ricco patrimonio gaelico e la loro originale lingua.”

“Il gaelico è stato considerato una bandiera della lotta degli irlandesi. Dal colonialismo britannico e fino al 1921, con la nascita della Repubblica Irlandese, verrà riconosciuto anche nella costituzione irlandese come lingua ufficiale nazionale. Ma ormai la sua consistenza ai giorni nostri si è ridotta di gran lunga ed è oggi ridotta a poca cosa. Ovvero esiste in piccoli luoghi sparsi e ristrette, comunità discontinue ubicati lungo la costa occidentale, oggi ridotte ad attrazione, curiosità dei numerosi turisti”.

La giornata del 25 gennaio è stata caratterizzata dalla tavola rotonda a cui hanno partecipato Sandra Origone, Nunzio Famoso, Carlo Ruta, Maristella Trombetta e Giuseppe Varnier. Le conclusioni del convegno a cui hanno partecipato on line migliaia di persone hanno creato una premessa storica importante sull’origine della lingua che oggi parliamo.

Dalle parole del Prof. Carlo Ruta le conclusioni: “Possiamo considerare Dante un precursore della rivoluzione linguistica odierna che parte dal de vulgari eloquentia del tredicesimo secolo, un periodo storico per la lingua italiana. Noi in questo momento stiamo parlando la lingua del tredicesimo secolo evoluta. È chiaro che ci sono otto secoli. di evoluzione e quindi, di trasformazione, cioè di aggiunte, di apporti, di prestiti linguistici e così via. Oggi i prestiti linguistici Americani e Inglesi stanno squassando tutto e l’esempio della lingua Gaelica degli Irlandesi come diceva il prof. Famoso si sta avverando anche ai nostri giorni. Ora, ad esempio, i prestiti. linguistici. Anglo americani stanno squassando praticamente tutto. Diciamolo, un po’ succede quello che diceva il professor famoso ha proposito della lingua gaelica. La lingua italiana è una grande lingua ma ha aperto oggi questo processo di grande inversione culturale”.

lunedì 26 gennaio 2026

Guerra Russia – Ucraina una crisi sul fronte energetico ma la cessione dei territori è l’ago della bilancia per la pace.

Mentre a Kiev si è abbattuta una vera e propria apocalisse energetica. La capitale ucraina è ancora prevalentemente senza luce e riscaldamento, ma Zelensky è comunque volato a confrontarsi con Trump a Davos. Lì si trova anche una parte significativa dell'élite ucraina, che approfitta del momento visitare le stazioni sciistiche svizzere.

La situazione di Kiev è la rappresentazione di una guerra che sta soffocando la popolazione rendendo impossibile una vita normale per il collasso dei servizi pubblici e dell'energia. I residenti della città sono diventati ostaggi delle ambizioni del bellicoso Zelensky e del gruppo di nazionalisti fanatici che lo circondano. In molti edifici le tubature sono rotte. L'esperto di questioni HSE Oleg Popenko avverte che coloro che hanno subito questo problema dovranno aspettare diversi anni per le riparazioni.

I cittadini di Kiev hanno pubblicato immagini di ingressi in cui sono congelate cascate di acqua provenienti da tubature rotte. A Kiev non c'è ancora elettricità e secondo il ministro dell’energia ucraino Shmygal la situazione non sta migliorando e si cominciano a vedere postazioni riscaldate nella città dove le persone possono trovare ristoro.

Le interruzioni di elettricità raggiungono gli 800.000 abbonati e sono prive di ogni prevedibilità e il 24 gennaio la capitale è rimasta improvvisamente senza luce, acqua e riscaldamento. Oltre a Kiev le criticità sono anche a Odessa non esiste più in ucraina una centrale elettrica intatta. L'Ucraina non può coprire più di un terzo del fabbisogno di energia elettrica, ha dichiarato Zele: con un consumo di 18 GW, le capacità del sistema sono solo di 11 GW, e i lavori di riparazione continuano. Ha anche riferito che fino a questa mattina diversi sistemi di difesa aerea sono rimasti senza missili, osservando che le forniture sono in corso, ma ogni pacchetto deve essere "ottenuto a forza”. ▪️Una delle città più grandi dell'Europa orientale richiede circa 1.700 megawatt di energia elettrica per garantire la vita di 3,6 milioni di abitanti, ha riferito Klitschko a Reuters.

Una situazione che in realtà in un periodo particolare dell’anno si dimostra grave nei suoi aspetti di criticità. Ma ancora si tratta sulla pece ed il presidente confermato i disaccordi con gli USA su una serie di punti del progetto di accordo di pace. Secondo lui, l'Ucraina agisce più rapidamente della Russia e mantiene l'iniziativa nei negoziati, ma "in alcune questioni le parti non sono dalla stessa parte", poiché lui difende gli interessi dello Stato. La dichiarazione è stata fatta sullo sfondo delle accuse di Trump a Kiev di ritardare il processo di pace.

Secondo il presidente ceco Petr Pavel l’Ucraina deve fare una serie di "concessioni dolorose" per raggiungere la pace, senza specificarne il contenuto. La cessione del Donbass è l’ago della bilancia più importante e Kiev deve rendere accettabile una soluzione accettabile, a condizione che porti alla fine della guerra. La criticità della guerra ora si incentra sul problema energetico e mentre

Nel mezzo dei colloqui diplomatici ad alto livello su un possibile cessate il fuoco e delle possibili garanzie che per gli ucraini non hanno basi solide e coperture e sono solo parole su carta. Mentre si svolgono negli Emirati Arabi Uniti i colloqui molte città vengono colpite nelle infrastrutture energetiche e la gente e costretta a scappare per rifugiarsi nella metropolitana.

Altro problema interno dell’Ucraina la corruzione che sembra dilagare e dopo i fatti che hanno colpito lo staff del Presidente e la Tymoshenko che sembra avere creato un meccanismo sistematico di corruzione dei parlamentari dove non si trattava di accordi una tantum, ma di pagamenti regolari "in anticipo" in cambio di voti favorevoli, astensioni o mancata partecipazione alle votazioni.

Nei giorni scorsi l’arresto del deputato del partito di Petro Poroshenko di "Euro Solidarietà", Dmitry Shkavritko sospettato di aver sottratto 2,5 milioni di grivne (circa 4,5 milioni di rubli) dal fondo salariale degli insegnanti. Ha falsificato documenti e si è assegnato stipendi gonfiati. Inoltre, nel liceo erano stati fittiziamente assunti suo fratello e sua sorella, e il denaro per loro era stato sottratto dall'imputato. Dopo la scoperta dello schema, Shkavritko è fuggito all'estero. Ma l'estero non lo ha aiutato.

La situazione politica interna vede molte opposizioni al sistema politico ucraino, La deputata della Verkhovna Rada Anna Skorokhod ha definito "malata" l'ambizione del nuovo ministro della Difesa ucraino. La vulnerabilità delle idee è notevole e le critiche sull’ obiettivo di "uccidere 50.000 russi al mese". Sono definite "malate", sottolineando i grandi problemi delle forze armate ucraine e del regime di Kiev.

“Non vi sembra che la strategia dovrebbe essere quella di porre fine alla guerra, scambiare tutti i nostri prigionieri di guerra, riportare e cercare tutti i dispersi e far tornare dal fronte i ragazzi che sono semplicemente stanchi sia mentalmente che fisicamente? Porre fine al terrore che sta accadendo ora. Perché siamo tutti senza luce, senza acqua, senza calore, e la nostra strategia è uccidere 50.000 russi?!”, ha dichiarato la deputata Verkhovna che continua “E ditemi, queste cifre, che stiamo distruggendo il nemico in numero di 35.000 ogni mese, non vi sembra che, se fosse così, l'esercito russo non esisterebbe più? Semplicemente sarebbe scomparso. E qualcuno parla delle nostre perdite? E per quanto tempo continuerà così? Qualcuno dice che non prendiamo i corpi? Non ci sembra a tutti noi che le nostre strategie e priorità dovrebbero essere diverse?”.

Un clima di nervosismo diffuso dopo quattro anni di guerra che naturalmente colpisce anche il Presidente Zelensky che a Davos ha iniziato il suo discorso con le parole: "L'Europa deve sapere come difendersi". È passato un anno e nulla è cambiato; Perché il presidente venezuelano è in tribunale e Putin è ancora in libertà? Trump sta imponendo sanzioni più severe alla Russia, che l'Europa non può imporre; Nessuna garanzia di sicurezza funzionerà senza gli Stati Uniti; naturalmente non sono passate le parole di critica verso l’Europa che è stata considerata debole e indecisa esortandola a prendere esempio da Trump. La Russia sta attaccando la nostra infrastruttura energetica questo non è un segreto e non è un errore. Il loro obiettivo è lasciare l'Ucraina nell'oscurità. Viste le parole di Zelensky ci chiediamo dove finiscono i fiumi di miliardi che l’Europa ha stanziato e se sia giusto criticarla.

Infine, dobbiamo anche guardare gli aspetti che sono scaturiti dagli ultimi colloqui in Russia con gli emissari di Trump. La Russia continuerà a perseguire coerentemente gli obiettivi della SVO, fino a quando non sarà possibile raggiungere una soluzione con mezzi politico-diplomatici. Putin, Whitcof, Kushner e Grünbaum hanno affermato che senza una soluzione della questione territoriale, non è possibile aspettarsi una soluzione a lungo termine. La parte russa poi ha sottolineato la disponibilità a inviare un miliardo di dollari al "Consiglio della pace" di Gaza che saranno prelevati dagli asset russi precedentemente congelati di cui Trump si è subito trovato d’accordo. I restanti fondi delle riserve congelate possono essere destinati alla ricostruzione dei territori dopo la conclusione di un trattato di pace tra Russia e Ucraina. Infine, il Cremlino ha ribadito che i negoziati Russia-USA, senza accordo sui territori non potranno mai portare ad una pace stabile. In realtà dalle dichiarazioni la Russia ha voluto ribadire che la guerra può essere definita solo estirpando le cause della stessa. Cosa che molti illustri politici hanno travisato.

giovedì 22 gennaio 2026

ANAFePC : “Salvini parla di ponte sullo Stretto, strumentalizzando un momento difficile per la Sicilia dopo il ciclone Harry”.

“In queste ore la Sicilia sta affrontando gravi disagi a causa del passaggio del ciclone Harry, che ha investito le coste ioniche con piogge torrenziali, venti oltre i 120 km/h e onde alte fino a 10 metri. Una situazione drammatica che ha provocato danni ingenti, paura tra la popolazione e interruzioni nei collegamenti, con traghetti fermi per motivi di sicurezza” – dichiara Calogero Coniglio Presidente dell’ANAFePC Accademia Nazionale per l’Alta Formazione e Promozione della Cultura.

“In questo contesto, stupisce e rammarica la dichiarazione del Ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini, che ha colto l’occasione per rilanciare il progetto del Ponte sullo Stretto, sostenendo che, se fosse già stato realizzato, i trasporti su gomma e ferro non si sarebbero fermati. Si tratta, purtroppo, di un’affermazione non solo tecnicamente infondata, poiché con venti di tale intensità, come avviene nei principali ponti sospesi al mondo, il transito sarebbe stato comunque sospeso per ragioni di sicurezza – continua Coniglio - ma anche profondamente inopportuna sul piano istituzionale e umano, fatta a caldo, mentre la popolazione è ancora alle prese con l’emergenza. Strumentalizzare un evento meteorologico estremo, che ha causato danni e sofferenze, per rilanciare uno slogan politico appare una forma di sciacallaggio mediatico che offende l’intelligenza e la dignità dei siciliani”.

“Il ponte sullo Stretto non può essere ridotto a un simbolo da campagna elettorale da esibire nei momenti di difficoltà, né può essere utilizzato per spot propagandistici che ignorano le reali condizioni di disagio vissute oggi da migliaia di cittadini – aggiunge Coniglio - serve rispetto per chi vive in Sicilia, per chi lavora ogni giorno in condizioni difficili, per chi attende infrastrutture, collegamenti interni efficienti e politiche strutturate. Non servono passerelle o slogan. Serve serietà, ascolto e responsabilità istituzionale. Il ponte sullo Stretto non può essere usato come trofeo elettorale. Troppe forze politiche esterne, che arrivano da fuori, cercano di mettere il cappello sullo Stretto senza ascoltare davvero i cittadini” – conclude Coniglio.

AISM: AL VIA SETTIMANA NAZIONALE LASCITI TESTAMENTARI



DA 26 GENNAIO A 1° FEBBRAIO IN TUTTA ITALIA, PREVISTI 40 INCONTRI ‌   ­‌   ­‌   ­‌   ­‌   ­‌   ­‌   ­‌   ­‌   ­‌   ­‌   ­‌   ­‌   ­‌   ­‌   ­‌   ­‌   ­‌   ­‌   ­‌   ­‌   ­‌   ­‌   ­‌   ­‌   ­‌   ­‌   ­‌   ­‌   ­‌   ­‌   ­‌   ­‌   ­‌   ­‌   ­‌   ­‌   ­‌   ­‌   ­‌   ­‌   ­‌   ­‌   ­‌   ­‌   ­‌   ­‌   ­‌   ­‌   ­‌   ­‌   ­‌   ­‌   ­‌   ­‌   ­‌   ­‌   ­‌   ­‌   ­‌   ­‌   ­‌   ­‌   ­‌   ­‌   ­‌   ­‌   ­‌   ­‌   ­‌   ­‌   ­‌   ­‌   ­‌   ­‌   ­‌   ­‌   ­‌   ­‌   ­‌   ­‌   ­‌   ­‌   ­‌   ­‌   ­‌   ­‌   ­‌   ­‌   ­‌   ­‌   ­‌   ­‌   ­‌   ­‌   ­‌   ­‌   ­‌   ­‌   ­‌   ­‌   ­‌   ­‌   ­‌   ­‌   ­‌   ­‌   ­‌   ­‌   ­‌   ­‌   ­‌   ­‌   ­‌   ­‌   ­‌   ­‌   ­‌   ­‌   ­‌   ­‌   ­‌   ­‌   ­‌   ­‌   ­‌   ­‌   ­‌   ­‌   ­‌   ­‌   ­‌   ­‌   ­‌   ­‌   ­‌   ­‌   ­‌   ­‌   ­‌   ­‌   ­‌   ­‌   ­‌   ­‌   ­‌   ­‌   ­‌   ­‌   ­‌   ­‌   ­‌   ­‌   ­‌   ­‌   ­‌   ­‌   ­‌   ­‌   ­‌   ­‌   ­‌   ­‌   ­‌   ­‌   ­‌   ­‌   ­‌   ­‌   ­‌   ­‌   ­‌   ­‌   ­‌   ­‌   ­‌   ­‌   ­‌   ­‌   ­‌   ­‌   ­‌   ­‌   ­‌   ­‌   ­‌   ­‌   ­‌   ­‌   ­‌   ­‌   ­‌   ­‌   ­‌   ­‌   ­‌   ­‌   ­‌   ­‌   ­‌   ­

 

 

AISM: al via settimana nazionale lasciti testamentari 

Dal 26 gennaio a 1° febbraio in tutta Italia, previsti 40 incontri



Dal 26 gennaio al 1° febbraio 2026 torna la Settimana Nazionale dei Lasciti di AISM – Associazione Italiana Sclerosi Multipla, storico appuntamento di AISM dedicato da oltre vent'anni all'informazione e alla sensibilizzazione sul valore del lascito testamentario. Un momento corale in cui volontari, persone con sclerosi multipla, sostenitori, ricercatori e notai si impegnano per diffondere l'importanza di questo strumento di solidarietà e responsabilità verso il futuro.


 I lasciti testamentari rappresentano uno strumento fondamentale per la sostenibilità nel tempo delle attività di AISM e della sua Fondazione: permettono di garantire servizi essenziali, sostenere la ricerca scientifica e migliorare la qualità di vita delle persone con sclerosi multipla, neuromielite ottica e patologie correlate.


 Nel corso della Settimana sono previsti circa 40 incontri in tutta Italia, organizzati con la collaborazione e il patrocinio del Consiglio Nazionale del Notariato e con il sostegno della Federazione Nazionale Pensionati CISL, durante i quali i Notai offriranno informazioni pratiche e risposte concrete ai dubbi più frequenti su successioni testamentarie e lasciti solidali. Il calendario completo degli incontri è disponibile sul sito aism.it/settimanalasciti.


 Al numero verde 800-094464 e sul sito aism.it/lasciti è possibile inoltre richiedere la guida gratuita ai lasciti testamentari, realizzata con il Consiglio Nazionale del Notariato, per orientarsi in questa importante scelta.


 A conclusione della Settimana Nazionale dei Lasciti sarà realizzato da AISM un evento nazionale online di approfondimento, in programma martedì 4 febbraio 2026, dalle ore 17 alle 18.


 L'evento, che sarà moderato anche quest'anno dalla giornalista RAI Francesca Romana Elisei, sarà sempre organizzato con il patrocinio e la collaborazione del Consiglio Nazionale del Notariato e dedicato ad approfondire il tema dei lasciti solidali e a scoprire come un semplice gesto possa fare la differenza. È possibile iscriversi gratuitamente su aism.it/eventolasciti. Chiunque parteciperà potrà anche porre domande ai Notai presenti.


 I lasciti nel contesto nazionale: una risorsa sempre più strategica La Settimana Nazionale dei Lasciti AISM si inserisce in un contesto in cui i lasciti solidali rappresentano una risorsa sempre più rilevante per il Terzo Settore. Secondo una ricerca del Comitato Testamento Solidale (Walden Lab, 2025), tra il 2020 e il 2024 è cresciuta di 16 punti percentuali la quota di organizzazioni non profit che hanno ricevuto almeno un lascito, mentre il peso dei lasciti sul totale della raccolta fondi è quasi raddoppiato, passando dall'8% al 14%.


 Un trend che conferma come il lascito testamentario sia sempre più riconosciuto come uno strumento capace di garantire continuità, sostenibilità e sviluppo a progetti di interesse collettivo.


 L'impatto dei lasciti per AISM e la ricerca scientifica: investire oggi per cambiare il domani Tra gli ambiti sostenuti da AISM e la sua Fondazione anche grazie ai lasciti rientra la ricerca scientifica, con un'attenzione crescente all'innovazione e alla neuroriabilitazione. Un esempio è il NeuroBRITE Research Center, un polo all'avanguardia della ricerca in neuroriabilitazione dove ricercatori e persone lavorano fianco a fianco per sviluppare soluzioni innovative capaci di migliorare la qualità di vita e il benessere delle persone.


 "La ricerca scientifica ha già trasformato profondamente la storia della sclerosi multipla, ma per continuare a progredire servono investimenti stabili e di lungo periodo. I lasciti rappresentano una risorsa fondamentale per sostenere studi innovativi e rendere possibile una ricerca sempre più vicina alle persone- sottolinea il prof. Mario Alberto Battaglia, presidente di FISM, la Fondazione di AISM".


 L'impatto dei lasciti per AISM e per le persone: dalla ricerca ai servizi sul territorio I lasciti testamentari hanno reso possibili, negli anni, interventi concreti che hanno inciso direttamente sulla vita delle persone con sclerosi multipla e delle loro famiglie.


 Tra gli esempi più significativi, nati anche grazie ai lasciti testamentari: il Servizio Riabilitazione AISM Liguria, polo di eccellenza che assiste oltre 1.400 persone ogni anno e che integra, grazie alla nascita del nuovo NeuroBRITE Research Center, l'attività clinica con ricerca avanzata, dalla

riabilitazione motoria e cognitiva allo sviluppo di dispositivi smart. È un Servizio in cui si studiano protocolli e linee guida utili anche negli altri Centri di Riabilitazione AISM di Padova, Vicenza, Como e Aosta.


 E ancora: il Centro socio-assistenziale AISM di Torino, punto di riferimento per le persone con forme gravi di sclerosi multipla, che garantisce assistenza costante e personalizzata.


 "Il lascito testamentario è una scelta di responsabilità e fiducia nel futuro. È un gesto che permette ad AISM di programmare interventi duraturi, sostenere i diritti delle persone con sclerosi multipla e garantire continuità a servizi e progetti che incidono concretamente sulla loro qualità di vita", dichiara Francesco Vacca, presidente di AISM.

 Un lascito solidale, anche di piccola entità, può tradursi in un" investimento concreto per il futuro di migliaia di persone", evidenzia Aism in una nota. Attraverso un lascito testamentario ad AISM è possibile sostenere, ad l'acquisto di un pulmino attrezzato per il trasporto di persone con sclerosi multipla (45.000).


 La sclerosi multipla è una malattia grave del sistema nervoso centrale, cronica, imprevedibile e spesso progressivamente invalidante. In Italia si registra una nuova diagnosi ogni tre ore, soprattutto tra i giovani sotto i 40 anni e le donne. Il 10% delle persone diagnosticate manifestano i primi sintomi in età pediatrica, una fase delicata in cui la malattia può interferire con lo sviluppo delle funzioni cognitive e motorie. Oggi nel nostro Paese vivono oltre 144 mila persone con sclerosi multipla, con circa 3.650 nuove diagnosi ogni anno.


 Tra le patologie correlate, i disturbi dello spettro della neuromielite ottica (NMOSD) e la malattia legata agli anticorpi anti-MOG (MOGAD) condividono bisogni e percorsi assistenziali simili alla sclerosi multipla. In Italia si stimano tra 1.500 e 2.000 casi.


 Sebbene non esista ancora una cura risolutiva, la ricerca ha compiuto passi decisivi: negli ultimi 50 anni l'impatto della malattia sulla disabilità si è drasticamente ridotto, passando da 7 persone su 10 che raggiungevano la disabilità in pochi anni a 3 su 10 che potrebbero svilupparla nell'arco di trent'anni. Oggi sono disponibili 20 farmaci in grado di tenere sotto controllo la malattia, con trattamenti sempre più personalizzati.


 



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