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domenica 22 febbraio 2026

Teatro Parioli Costanzo Omaggio a Maurizio Costanzo per il terzo anniversario della scompars

🎭 Teatro Parioli Costanzo

Omaggio a Maurizio Costanzo

Anniversario della scomparsa di Maurizio Costanzo

Roma, 20 febbraio 2026

Nel giorno del terzo anniversario della scomparsa di Maurizio Costanzo - il 24 febbraio - il teatro che porta il suo nome e ne custodisce l'eredità culturale rende omaggio a una delle figure più autorevoli e incisive del panorama italiano.

Giornalista, autore, uomo di parola e di teatro, Costanzo ha attraversato epoche e linguaggi contribuendo a ridefinire il racconto pubblico del nostro Paese. Se la televisione lo ha reso popolare, è nel teatro che la sua scrittura ha trovato una dimensione più intima e profonda: il confronto diretto con il pubblico, la centralità della parola, la costruzione di uno spazio di pensiero condiviso.

Per onorarne la memoria in modo concreto e progettuale, il Teatro Parioli Costanzo annuncia che, a partire dalla prossima stagione teatrale, porterà in scena ogni anno uno spettacolo ideato e prodotto internamente, tratto da un suo libro o da una sua opera teatrale.

Sarà un lavoro di rilettura contemporanea, rispettoso dello spirito originario ma capace di dialogare con il presente, con l'obiettivo di restituire al pubblico la forza della sua scrittura, la lucidità dell'analisi sociale e l'ironia che ne hanno fatto un protagonista assoluto della cultura italiana.

L'iniziativa si inserisce in un percorso più ampio di valorizzazione del patrimonio artistico legato alla figura di Costanzo, affinché il teatro non sia soltanto luogo di memoria, ma spazio vivo di continuità e creazione.

Come per il Premio Maurizio Costanzo nelle Carceri, giunto alla sua seconda edizione e la cui celebrazione è prevista il prossimo 20 maggio, anche questo progetto nasce come omaggio concreto alla sua vita artistica e sociale.

Ricordarlo significa non limitarlo al passato, ma assumere la responsabilità di farne risuonare ancora la voce.
Sul palcoscenico. Davanti a un pubblico. Nella forma che più gli apparteneva: la parola che incontra lo sguardo.

"Il teatro è il luogo dove non puoi mentire: il pubblico ti guarda negli occhi."
"Il teatro è un atto d'amore collettivo."

Due dediche d'amore di Maurizio al teatro — dichiara Fabrizio Musumeci, Amministratore Unico del Teatro Parioli e socio onorario dell'Associazione Maurizio Costanzo.

Un teatro non eredita un nome: eredita un compito.
Il nostro è quello di non trasformare la memoria in celebrazione immobile, ma in atto vivo.

Lui non amava le frasi comode, ma quelle necessarie. L'impegno, non la commemorazione, è il vero omaggio, perché trasforma la memoria in responsabilità.

Per ulteriori informazioni sulla produzione e sul calendario della prossima stagione, seguiranno aggiornamenti ufficiali.



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L’acqua dolce nasce dalle alghe (e dal calore che sprechiamo): dal Politecnico di Torino una nuova tecnologia per la dissalazione

L'acqua dolce nasce dalle alghe (e dal calore che sprechiamo): dal Politecnico di Torino una nuova tecnologia per la dissalazione

La ricerca dell'ateneo torinese, pubblicata su Cell Reports Physical Science, mostra come un idrogel ricavato da alghe brune possa desalinizzare usando calore di scarto a bassa temperatura, con prospettive di integrazione energetica e multi-generazione, anche per il raffrescamento

La disponibilità di acqua dolce sta diventando uno dei temi più urgenti del nostro tempo, anche per l'Europa e per l'Italia. Le ondate di calore, le siccità sempre più frequenti e l'aumento della domanda idrica stanno mettendo sotto stress fiumi, invasi e falde, mentre in molte aree costiere l'acqua di mare resta una risorsa enorme ma ancora difficile da trasformare in acqua potabile in modo sostenibile.

La dissalazione è già oggi una tecnologia strategica, ma richiede spesso ingenti quantità di energia elettrica o calore ad alta temperatura, con costi, impatti e complessità che ne limitano la diffusione su larga scala. Proprio per affrontare questi limiti, un nuovo studio del Politecnico di Torino, pubblicato sulla prestigiosa rivista Cell Reports Physical Science, propone un'innovazione nello stato dell'arte della dissalazione termica: un materiale ottenuto da alghe brune, in grado di produrre acqua dolce valorizzando anche il calore a bassa temperatura che oggi, in molti processi industriali, viene semplicemente disperso.

"Da anni lavoriamo su tecnologie che mettano insieme acqua ed energia in modo intelligente – spiega Eliodoro Chiavazzo, docente del Dipartimento Energia-DENERG del Politecnico di Torino (laboratorio SMaLL) e coordinatore della ricerca – La domanda è semplice: quanta energia stiamo perdendo ogni giorno sotto forma di calore a bassa temperatura, e quanto valore potremmo ricavarne? Se trasformiamo anche solo una parte di quel calore per produrre acqua dolce, apriamo una strada nuova per la resilienza idrica, soprattutto dove l'accesso all'energia elettrica non è scontato o dove i costi energetici rendono le soluzioni tradizionali meno praticabili".

La dissalazione non è infatti solo una questione idrica: è un processo energivoro, e la possibilità di alimentarlo con calore a bassa temperatura cambia le regole del gioco perché trasforma una fonte spesso inutilizzata in una risorsa. In pratica, significa immaginare impianti in cui una parte dell'energia termica oggi dissipata venga recuperata e utilizzata per produrre acqua dolce, riducendo il fabbisogno elettrico e migliorando il bilancio complessivo di sostenibilità.

La ricerca ruota attorno ad un protagonista inatteso: un idrogel di alginato di calcio, materiale bio-derivato a base di alginati presenti naturalmente nelle pareti cellulari delle alghe brune. In laboratorio gli autori lo hanno realizzato sotto forma di piccole sfere con una proprietà cruciale per la dissalazione termica di nuova generazione: sono infatti capaci di assorbire rapidamente grandi quantità di vapore acqueo e di rilasciarlo quindi in modo controllato quando viene fornito calore.

"Il mio lavoro si è concentrato sulla sintesi del materiale e sui test sperimentali – racconta Matteo Calò, dottorando al DENERG e primo autore dello studio – Quello che ci ha colpito è la combinazione di prestazioni elevate e sostenibilità. In condizioni tipiche (30° gradi e 70% di umidità relativa), questo idrogel assorbe fino a 1,28 grammi di acqua per grammo di materiale. Si tratta di un valore nettamente superiore a quello di sorbenti comuni, come i silica-gel o altri materiali innovativi attualmente in fase avanzata di studio, che nelle stesse condizioni si fermano a meno della metà di questa capacità. Questo aspetto è cruciale: maggiore è l'acqua caricata dal materiale, più veloce è il processo con cui avviene, e maggiore è l'acqua purificata che possiamo produrre".

Per comprendere la portata di questo risultato, occorre guardare alla dissalazione non come a una tecnologia unica, ma come a un insieme di soluzioni diverse, ciascuna con caratteristiche, vantaggi e limiti specifici. La più nota è l'osmosi inversa, estremamente efficace e oggi molto diffusa, che però richiede energia elettrica e impianti in grado di gestire alte pressioni, con sistemi spesso complessi da manutenere. Esistono poi approcci termici che separano il sale facendo evaporare e successivamente ricondensare l'acqua, ma in genere necessitano di sorgenti di calore a temperature più elevate, quindi più costose o meno facilmente disponibili. Il lavoro del Politecnico punta invece su una via emergente: la dissalazione basata su adsorbimento, che può operare a temperature decisamente più basse, trasformando in risorsa quel calore "di scarto" che abbonda nell'industria, in alcuni impianti energetici e, sempre più spesso, anche in infrastrutture moderne.

Il principio è intuitivo, anche se realizzarlo in modo efficiente ed economico richiede ricerca e ingegneria. In una camera sotto vuoto l'acqua salata evapora anche a temperature moderate; il vapore viene catturato dall'idrogel; poi, scaldando il materiale, il vapore viene rilasciato e fatto condensare come acqua dolce in un'altra zona del sistema, dove può essere raccolto. In questo passaggio il sale resta indietro, nella soluzione di partenza: un modo diverso di "separare" acqua e sale, che non punta a forzare l'acqua attraverso una membrana ad alta pressione, ma a guidare un ciclo di evaporazione, cattura e rilascio del vapore a bassa temperatura.

La novità più concreta e promettente in ottica applicativa riguarda le prestazioni del prototipo sperimentale, che ha dimostrato la capacità di produrre acqua dolce già con una sorgente a 45 °C. Si tratta di una temperatura molto comune: è quella di molti flussi di calore residuo industriale, di alcune soluzioni solari termiche a bassa temperatura e di diverse applicazioni in cui oggi il calore viene semplicemente dissipato. In condizioni ottimali, con una sorgente a 60 °C, gli autori riportano una produttività giornaliera specifica di circa 6 metri cubi di acqua al giorno per tonnellata di materiale impiegato, collocando il sistema tra le soluzioni più interessanti per applicazioni di piccola scala alimentata da calore a temperature moderate. Anche l'efficacia della separazione è stata confermata: a partire da un'acqua con salinità paragonabile a quella marina, si raggiunge una rimozione del sale superiore al 99%.

In questo contesto emerge un aspetto centrale dal punto di vista energetico: quando un sistema è alimentato da calore a bassa temperatura, la vera opportunità non consiste soltanto nella produzione di acqua dolce, ma nella possibilità di integrarla con altri usi termici, aumentando l'efficienza complessiva dell'impianto. La dissalazione può così diventare parte di un'architettura di "multi-generazione", in cui una stessa sorgente termica alimenta più servizi in modo sinergico. "Dal punto di vista energetico, l'aspetto interessante è l'integrazione – osserva CalòSe hai una sorgente di calore a bassa temperatura, puoi pensare a un sistema capace di produrre acqua dolce e, al tempo stesso, contribuire a servizi come il raffrescamento, migliorando il fattore di utilizzo del calore disponibile".

Il collegamento con il raffrescamento è particolarmente attuale, perché la domanda di freddo sta crescendo in molte aree del mondo proprio a causa dell'aumento delle temperature. In diversi contesti, soprattutto in regioni costiere calde, i bisogni di acqua dolce e di raffrescamento crescono insieme. Le tecnologie basate su adsorbimento sono interessanti anche per questo: possono essere impiegate non solo per la dissalazione, ma anche per cicli di raffrescamento termicamente attivati, riducendo il ricorso a compressori elettrici nelle ore più critiche.

"Quando si confrontano tecnologie, è fondamentale partire dai vincoli reali: energia disponibile, manutenzione, infrastrutture, impatto ambientale e contesto d'uso – sottolinea Vincenzo Gentile, ricercatore del DENERG e coautore dello studio – In questo lavoro abbiamo ragionato in modo non troppo diverso da quanto si fa nel riciclo dei rifiuti, provando a rivalorizzare qualcosa che per decenni è stato considerato uno scarto, se non addirittura un problema da smaltire, ovvero il calore disperso nei processi industriali".

 

Questo lavoro è anche un tassello di una visione più ampia che il Politecnico di Torino porta avanti sul tema dell'acqua, con attività che uniscono ricerca sui materiali, chimica, termofluidodinamica, sistemi energetici e prototipazione. "Nel Clean Water Center lavoriamo per trasformare ricerca e prototipi in soluzioni che possano avere impatto – spiega Matteo Fasano, docente del DENERG e coautore dello studio – L'acqua è una questione tecnica, ma anche sociale ed economica: significa sicurezza alimentare, salute, stabilità dei territori. Una tecnologia che produce acqua dolce usando calore a bassa temperatura può essere utile in comunità costiere, in aree isolate, in situazioni emergenziali, ma anche in contesti industriali dove oggi si paga due volte: prima per generare energia e poi per disperderla. Se quell'energia residua diventa acqua, e potenzialmente contribuisce anche a servizi energetici come il raffrescamento, il bilancio cambia".

 

Gli autori sono chiari sui prossimi passi: il prototipo dimostra la fattibilità della soluzione, ma il passaggio alla scala applicativa richiede ulteriori sviluppi, dall'ottimizzazione dei cicli alla verifica della durata nel tempo, fino alla progettazione modulare e all'integrazione con specifiche sorgenti di calore, considerando fin dall'inizio l'architettura energetica complessiva. È il momento in cui un'idea promettente deve trasformarsi in una tecnologia solida, replicabile e adatta alle condizioni del mondo reale.

 

"La cosa importante è che i numeri ci dicono che la direzione è giusta – conclude Matteo CalòQuando un materiale sostenibile supera nettamente i sorbenti convenzionali e abilita la dissalazione a temperature così basse, non stiamo semplicemente migliorando un dettaglio: stiamo aprendo una nuova finestra tecnologica. E in un'epoca in cui acqua, energia e clima sono sempre più intrecciati, questa finestra potrebbe fare la differenza".




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Grandi eventi e connettività Wi-Fi.

Grandi eventi e connettività Wi-Fi.


Come Gayant Expo ha ampliato con facilità la copertura Wi-Fi per eventi di grande portata grazie alle soluzini Cambium Networks

Milano, 12 febbraio 2026 - Situato nell'area urbana di Douaisis, Gayant Expo Concerts è uno dei principali centri culturali e per eventi del nord della Francia. Con una superficie di oltre 15.000 metri quadrati, comprende tre sale modulari che possono ospitare più di 10.000 persone, oltre a sei sale adattabili per una varietà di eventi professionali e pubblici. Tra concerti, spettacoli, fiere e mostre, la programmazione diversificata della struttura richiede una connettività flessibile, performante e affidabile quanto lo spazio stesso.

Gayant Expo operava su un'infrastruttura di rete che aveva più di dieci anni: sufficiente in passato, ma sempre più messa a dura prova dalle moderne esigenze in termini di larghezza di banda, alta densità di utenti e controllo in tempo reale. La necessità dell'aggiornamento è diventata particolarmente evidente durante un evento molto importante. "Il concerto degli Indochine è stata una occasione esemplare", ricorda Maxime, direttore B2B di RIS France, un partner di integrazione. "Il personale della band è arrivato con la propria configurazione mesh, aspettandosi di dover installare tutto da soli. Ma la nuova rete era già pronta: in pochi minuti erano connessi e operativi".

Per modernizzare l'infrastruttura digitale del Gayant Expo, RIS France, un partner di integrazione di Cambium, ha implementato una rete unificata basata sulla piattaforma Cambium ONE Network.

La soluzione implementata ha previsto 47 access point Wi-Fi 6, tra cui XV2-T0X, XV2-2X, un access point Wi-Fi 6 dual-radio con throughput aggregato di 1,77 Gbps, ideale per ambienti ad alta densità, e gli XV2-21X, adatti per spazi interni densamente popolati

Sono stati inoltre installati switch cnMatrix: sei unità implementate in tutta la sede, con cinque switch aggiuntivi in standby per supportare future espansioni. La piattaforma di gestione cnMaestro™ fornisce una supervisione centralizzata dell'intera rete, inclusi i servizi Wi-Fi, di commutazione e WAN, da un'unica interfaccia. E' stata poi integrata la piattaforma Ucopia di Weblib, che offre portali captive personalizzati su misura per ogni evento con funzionalità di monetizzazione, attraverso pubblicità e contenuti sponsorizzati, nonché analisi in tempo reale sul comportamento e il coinvolgimento dei visitatori.

La soluzione ha garantito:

• Efficienza operativa: RIS France gestisce l'intera rete da remoto, riducendo la necessità di interventi in loco.
• Efficienza dei costi: infrastruttura premium fornita a un costo competitivo.
• Migliore esperienza dei visitatori: Ucopia consente la personalizzazione della connettività in base all'evento, sbloccando al contempo nuovi flussi di entrate.
• Scalabilità: l'infrastruttura è costruita per supportare le espansioni future, in particolare nelle aree esterne.

"La soluzione è stata progettata pensando al futuro. Ci fornisce una base solida e flessibile", afferma Emmanuel Brehier, Direttore delle operazioni di RIS France.




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BABY BLUES, spettacolo scritto e diretto Chiara Boscaro, in scena il 28 febbraio e 1 marzo all'Altrove Teatro Studio-Roma


BABY BLUES

Di Chiara Boscaro

 

Dramaturg Marco Di Stefano

 

Regia Chiara Boscaro

 

Con Chiara Claudi e Marcello Seregni

 

Voce Giulio Forges Davanzati

 

Light design e ambiente sonoro Marcello Seregni

 

Un progetto La Confraternita del Chianti

 

Produzione Associazione Interdisciplinare delle Arti

 

28 febbraio e 1° marzo

Altrove Teatro Studio - Via Giorgio Scalia, 53 Roma

 

Va in scena il 28 febbraio e il 1° marzo all'Altrove Teatro Studio, BABY BLUES, spettacolo scritto e diretto da Chiara Boscaro.

Baby Blues è un monologo, o forse un dialogo muto, o forse un dialogo vero e proprio.

Baby Blues è un concerto, o forse la ricerca di un posto dove cantare, o forse ci prendiamo il microfono e basta. Baby Blues è una notte insonne, in una Roma un po' noir un po' vintage, tra velluti e mozziconi di sigarette. C'è una cantante che cerca un lavoro, ci sono un sacco di porte sbattute in faccia, ci sono uomini che non dicono niente e c'è una baby sitter a casa con la bambina, o forse no.

C'è tanta musica, di quella che si sente a notte tarda nei locali del centro, di quella che accarezza i cuori spezzati, di quella che ti calpesta con i tacchi a spillo e poi ti sputa in un vicolo che sa di piscio.

 

Un'autrice e una performer mamme da poco si trovano al tavolino di un bar milanese, sotto l'afa di luglio, a immaginare il primo spettacolo insieme. Tre anni dopo, il sipario si apre su una piovosa notte romana degli anni '90. Seguiamo una donna in auto, per strada, fuori dai locali dove ancora si fa musica dal vivo. Lei è una cantante, lei è una professionista, lei ha perso il giro. Lei parla tanto, parla con tanti uomini che non le rispondono, in uno spazio sospeso e semibuio come spesso sono i backstage, i magazzini, i vicoli di una città "che non ce li vuole, quelli come noi".


 

INFO

Spettacoli: sabato ore 20; domenica ore 17

Biglietti: Intero 15€_ Ridotto 10€

Altrove Teatro Studio - Via Giorgio Scalia 53, Roma
Per informazioni e prenotazioni: telefono 3518700413, email ipensieridellaltrove@gmail.com




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L’ISOLA DI LICOSA SI MOSTRA ALL’OBIETTIVO DI CARMELA RAGO

CASTELLABATE -Un tramonto che sembra dipinto con pennellate d’oro e di porpora, il mare che si distende calmo come seta e, all’orizzonte, il profilo inconfondibile dell’Isola di Punta Licosa. È questo lo scenario catturato dalla sensibilità artistica della fotografa Carmela Rago in uno scatto che sta già emozionando appassionati di fotografia e amanti del paesaggio.


La fotografia, realizzata al tramonto, racconta uno dei momenti più suggestivi della costa cilentana: quell’istante sospeso in cui il sole si tuffa nel mare e la luce avvolge ogni cosa in una tonalità calda e avvolgente. L’isola, piccolo gioiello naturalistico al largo della costa campana, emerge come una silhouette elegante, quasi misteriosa, capace di evocare storie antiche e leggende mediterranee.


Con grande maestria tecnica, Carmela Rago riesce a bilanciare luce e ombra, restituendo profondità e tridimensionalità alla scena. Il cielo si accende di sfumature vibranti, mentre il mare riflette i colori del crepuscolo in un gioco di rimandi cromatici che dona armonia e intensità all’immagine. Non è soltanto una fotografia paesaggistica: è un racconto visivo, un invito alla contemplazione.


L’Isola di Punta Licosa, già nota per la sua bellezza incontaminata e per il suo valore ambientale, trova in questo scatto una nuova dimensione poetica. L’obiettivo non si limita a documentare un luogo, ma ne interpreta l’anima, trasformando un momento naturale in un’esperienza emotiva condivisa.


Questo nuovo lavoro conferma la capacità della fotografa di cogliere l’essenza dei paesaggi italiani, valorizzandone identità e fascino. Lo scatto non è solo un omaggio al territorio, ma anche un invito a riscoprire il patrimonio naturalistico del Cilento attraverso uno sguardo attento, rispettoso e profondamente innamorato della luce.


In un’epoca in cui le immagini scorrono veloci sugli schermi, la fotografia di Carmela Rago ci ricorda il potere di fermarsi. Di osservare. Di lasciarsi attraversare dalla bellezza.


Marco Nicoletti 

@castellabatelive24/ Pagina Facebook 

 

IT'S A LITTLE BIT MESSY a cura di Fattoria Vittadini. Dal 26 febbraio


Abolire l’imposta extra sul porno

Abolire l'imposta extra sul porno
Abolire la tassa etica. E' il nome di una proposta di legge d'iniziativa popolare proposta da più forze politiche con a capo Radicali.it (1). Si tratta di abolire l'imposta addizionale del 25% su IRPEF e IRES, introdotta nel 2006, che colpisce i redditi derivanti dalla produzione, distribuzione e vendita di materiale pornografico e sessualmente esplicito (2). Questa imposta è incostituzionale perché viola principalmente l'articolo 53 della Costituzione: "Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva. Il sistema tributario è informato a criteri di progressività". Per capire: imprenditori e lavoratori del settore arrivano a pagare, per redditi imponibili anche molto bassi, imposte superiori a quelle pagate dai miliardari di altri ambiti economici. Visto che produzione e informazione pronoografica sono legali e disciplinati dalla legge, e visto che i minori non ci possono già accedere, la sua introduzione è motivata da un pregiudizio morale-etico che, in uno Stato non-confessionale, non dovrebbe ispirare e mettere in pratica i provvedimenti legislativi. Siamo consapevoli che una proposta del genere dovrà "soffrire" dell'usuale metodo parlamentare di non considerare l'iniziativa popolare. Per esempio una proposta di iniziativa popolare - sulla cannabis (Io Coltivo -3) - è ferma al Senato nonostante siano stati sforati i tre mesi dal deposito delle firme entro cui la legge prevede l'obbligo di discussione; i promotori al momento hanno formalmente diffidato il Senato perché rispetti le norme. Non si può escludere che tale trattamento potrebbe essere riservato anche alla proposta sulla "tassa etica". Intanto, però, è importante raggiungere il numero di firme necessarie (50mila) e depositarle in Parlamento. Qui per firmare: https://firmereferendum.giustizia.it/referendum/open/dettaglio-open/5600018 1 - https://radicali.it/campagne/stop-tassa-etica/ 2 - https://www.ilsole24ore.com/art/che-cos-e-tassa-etica-come-si-calcola-e-chi-deve-pagare-AIoaFzt 3 - https://megliolegale.it/iocoltivo-cosa-e-successo/ Vincenzo Donvito Maxia - presidente Aduc


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