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venerdì 15 maggio 2026

Galileo e l'Inquisitore il nuovo saggio storico del Prof. Carlo Ruta

Il Prof. Carlo Ruta nella sua nuova opera libraria avente per titolo "Galileo e l'inquisitore" ripensa il conflitto tra scienza, potere e modernità europea. Un saggio storico che Carlo Ruta dedica a uno dei passaggi più delicati e simbolici della storia europea quello del rapporto tra la nascita della scienza moderna e i sistemi religiosi, politici e culturali del Seicento.

Il volume affronta la vicenda galileiana sottraendola sia alla retorica celebrativa sia alle semplificazioni ideologiche che per lungo tempo hanno ridotto il processo fatto a Galileo Galilei a un semplice scontro tra “scienza” e “religione”. Il libro propone una ricostruzione più ampia e complessa, collocando il caso Galileo dentro il grande laboratorio storico della modernità europea.

Attraverso un percorso che attraversa Roma, Venezia, la Spagna, la Francia, l’Inghilterra e i mondi germanici del XVII secolo, Carlo Ruta mostra come il conflitto apertosi attorno alla nuova scienza sperimentale fosse in realtà parte di una trasformazione molto più profonda: il mutamento dei criteri della verità, del rapporto tra esperienza e autorità, delle culture giuridiche e delle forme del potere.

Nel libro emergono così figure centrali del tempo: Galileo, Bellarmino, Paolo Sarpi, Campanella, Giordano Bruno, ma anche inquisitori, giuristi, teologi e pensatori che in diverse parti d’Europa contribuirono alla nascita di nuovi orientamenti culturali. Particolare rilievo assumono le riflessioni sulla crisi delle pratiche inquisitoriali, sulle culture razionalistiche europee e sulla progressiva affermazione di un sapere fondato sull’osservazione, sull’esperimento e sulla matematizzazione dei fenomeni naturali.

Uno dei nuclei più originali del saggio riguarda proprio il modo in cui la Chiesa post-tridentina cercò di governare il cambiamento storico e culturale senza riuscire a controllarne completamente gli effetti. In questo quadro, il processo a Galileo appare non come un episodio isolato, ma come il punto di emersione di tensioni profonde che attraversavano l’intera Europa del Seicento.

Il volume insiste inoltre su un elemento spesso trascurato: la modernità non nasce da una rottura improvvisa con il passato medievale, ma da una lunga e contraddittoria trasformazione interna alle culture europee, religiose e laiche insieme. La vicenda galileiana diventa così il simbolo di una nuova idea di conoscenza, fondata non più soltanto sull’autorità della tradizione, ma sulla verificabilità dell’esperienza.

Tra le citazioni più significative richiamate nel libro compare quella celebre attribuita a Galileo: «Non basta il dire “io l’ho visto”, ma bisogna vederlo in modo che altri ancora lo veggano». È una formula che sintetizza efficacemente la svolta epistemologica della scienza moderna e il nuovo rapporto tra prova, osservazione e verità.

Storico e saggista, Carlo Ruta si è occupato a lungo della formazione delle culture europee e dei processi di trasformazione della modernità, dedicando studi ai saperi medievali, alla rivoluzione scientifica, alle culture giuridiche e ai rapporti tra potere, religione e società. Collabora con università e centri di ricerca italiani ed esteri ed è autore di numerosi saggi storici.

Con Galileo e l’inquisitore, Ruta propone un lavoro di forte rigore storiografico ma insieme accessibile e narrativamente coinvolgente, capace di rivolgersi sia agli studiosi sia a un pubblico più ampio interessato alla storia delle idee, alla nascita della scienza moderna e alle radici culturali dell’Europa contemporanea. Il libro edito da Libri mediterranei,Palermo uscirà il 20 maggio 2026.

Anticiclone africano verso l'Italia: ecco quando arriva il primo caldo estivo










Le previsioni meteo di Daniele Ingemi, meteorologo e redattore per Meteored Italia (ilmeteo .net).

Anticiclone africano verso l’Italia: ecco quando arriva il primo caldo estivo

Secondo le previsioni, da questa data il tempo potrebbe cambiare anche in Italia con l’arrivo di masse d’aria calda dall’Africa e temperature dal sapore estivo.

Se questa linea di tendenza verrà confermata dalle nuove emissioni dei modelli, le temperature massime potrebbero avvicinarsi o localmente sfiorare i +29°C +30°C al Sud, valori che supererebbero le medie climatiche del periodo di diversi gradi.

14 maggio 2026.- Dopo settimane segnate da instabilità, piogge soprattutto al Nord e temperature sotto la media stagionale, le ultime proiezioni meteo indicano un possibile cambio di scenario nell’ultima parte di maggio. I modelli intravedono infatti un rinforzo dell’anticiclone subtropicale africano, che potrebbe favorire condizioni più stabili, più sole e un aumento delle temperature, in particolare al Centro-Sud e sulle Isole maggiori.

L’anticiclone africano, in risalita dal Sahara verso il Mediterraneo centrale, potrebbe riportare condizioni più stabili sull’Italia. Attesi cieli in prevalenza sereni e un graduale aumento delle temperature grazie all’afflusso di aria calda subtropicale.

Previsioni di Daniele Ingemi, meteorologo di Meteored Italia

Ondata di caldo africano: le stime su tempi e possibile arrivo

Daniele Ingemi – Secondo le ultime elaborazioni dei modelli meteo, l’anticiclone africano potrebbe affacciarsi sul Mediterraneo centrale nella parte finale di maggio. A favorire questa evoluzione sarebbe una ondulazione della corrente a getto polare, capace di spingere aria calda di origine tropicale dal Sahara verso l’Europa meridionale.

“Se questa linea di tendenza verrà confermata dalle nuove emissioni dei modelli, le temperature massime potrebbero avvicinarsi o localmente sfiorare i +29°C +30°C al Sud, valori che supererebbero le medie climatiche del periodo di diversi gradi. Mentre in Sicilia non si possono escludere picchi isolati di +34°C +35°C.”

Il rialzo termico dovrebbe risultare più marcato al Centro-Sud, mentre al Nord gli effetti dell’anticiclone sarebbero più contenuti ma accompagnati da tempo più stabile e mite. Attese condizioni dal sapore estivo, con aria più calda, possibili velature di polvere sahariana e maggiore afa soprattutto nelle aree urbane e costiere del Sud.

Quanto è probabile questo scenario?

Le proiezioni restano ancora a medio-lungo termine e necessitano di ulteriori conferme nei prossimi aggiornamenti dei modelli, in particolare dell’ECMWF. La variabilità tipica della fine della primavera potrebbe infatti favorire nuovi impulsi atlantici e un ritorno dell’instabilità.

Al momento, però, la tendenza indica un possibile ritorno del caldo nell’ultima parte di maggio, anticipo di un giugno che potrebbe portare con sé temperature decisamente più alte.

Chi sta programmando attività all’aperto dovrebbe seguire gli aggiornamenti meteo: dopo un maggio altalenante, il primo caldo stagionale potrebbe affacciarsi e l’Italia potrebbe iniziare a intravedere scenari più estivi, anche se con la tipica incertezza delle previsioni a medio termine.

Cos’è Meteored

Meteored è diventato uno dei progetti di informazione meteorologica leader al mondo, con oltre 20 anni di esperienza. Attualmente le nostre previsioni, i modelli meteorologici e le notizie sono offerti in tutto il mondo attraverso diversi siti e piattaforme. È grazie alla nostra esperienza, qualità e dedizione che milioni di persone si affidano a noi per pianificare la propria giornata.

Meteored ha anche una redazione internazionale, dislocata in vari paesi del mondo. I nostri esperti in meteorologia, meteorologi e giornalisti hanno il compito di tenerci informati sui più importanti eventi meteorologici attuali, nonché di illustrare e spiegare le situazioni più significative che devono ancora verificarsi.

giovedì 14 maggio 2026

ECCO I CRITERI CON I QUALI VIENE ASSEGNATA LA BANDIERA BLU ALLE LOCALITÀ

 Bandiera Blu: non conta solo il mare pulito, ma la qualità dell’intero territorio. 


Ogni anno l’assegnazione delle Bandiere Blu richiama l’attenzione di turisti, amministrazioni locali e operatori del settore balneare. Per molti rappresenta semplicemente il simbolo di un mare cristallino, ma in realtà il riconoscimento internazionale tiene conto di criteri molto più ampi e articolati.


La Bandiera Blu viene assegnata dalla Foundation for Environmental Education (FEE), organismo internazionale che valuta le località costiere e gli approdi turistici sulla base di rigorosi parametri ambientali e qualitativi.


Il primo requisito riguarda naturalmente la qualità delle acque. Le località candidate devono garantire standard definiti “eccellenti” per più anni consecutivi, attraverso controlli microbiologici e verifiche costanti sull’assenza di scarichi inquinanti o criticità ambientali.


Ma il mare pulito, da solo, non basta. Tra i criteri fondamentali rientrano anche la gestione dei rifiuti, l’efficienza dei sistemi di depurazione, la pulizia delle spiagge e la tutela dell’ambiente costiero. Vengono valutate inoltre le politiche di sostenibilità adottate dai Comuni, comprese le iniziative per limitare l’impatto del traffico e favorire una migliore vivibilità urbana.


Grande attenzione è riservata anche ai servizi offerti ai cittadini e ai turisti. Le spiagge devono essere dotate di sistemi di salvataggio, punti di primo soccorso, servizi igienici adeguati e accessibilità per le persone con disabilità. Non meno importante è la presenza di informazioni chiare sulla sicurezza e sulla qualità ambientale del territorio. 


Tra gli elementi presi in considerazione figurano anche le attività di educazione ambientale. Le amministrazioni locali devono promuovere campagne informative, iniziative dedicate alla tutela del mare e percorsi di sensibilizzazione rivolti a residenti e visitatori.



Negli ultimi anni, inoltre, il riconoscimento tiene conto sempre più della mobilità sostenibile: piste ciclabili, aree pedonali, trasporto pubblico efficiente e qualità complessiva dell’arredo urbano rappresentano fattori determinanti nella valutazione finale.


In Italia il coordinamento del programma è affidato a FEE Italia, che ogni anno pubblica l’elenco ufficiale delle località premiate.


La Bandiera Blu, dunque, non certifica soltanto la bellezza di una spiaggia, ma fotografa il livello complessivo di attenzione ambientale, organizzazione e qualità della vita di un intero territorio costiero.


Marco Nicoletti 

@castellabatelive24 / Pagina Facebook 

CASTELLABATE CONQUISTA LA SUA 28ª BANDIERA BLU

Castellabate conquista la 28ª Bandiera Blu: confermata l’eccellenza del mare e dei servizi

Ancora un importante riconoscimento per Castellabate, che ottiene per il ventottesimo anno consecutivo la Bandiera Blu, il prestigioso vessillo assegnato dalla Foundation for Environmental Education ai comuni costieri che si distinguono per qualità delle acque, tutela ambientale, servizi e accoglienza turistica.

Un traguardo che conferma il valore ambientale e turistico del territorio cilentano, da anni considerato tra le mete balneari più apprezzate della Campania. La Bandiera Blu rappresenta infatti non soltanto un simbolo di qualità del mare, ma anche il riconoscimento di un percorso fondato su sostenibilità, attenzione al territorio e valorizzazione del patrimonio naturale.

Per la comunità di Castellabate, il ventottesimo riconoscimento consecutivo assume un significato ancora più profondo: un risultato che parla di identità, impegno collettivo e amore per il mare. Negli anni, quel vessillo blu è diventato parte integrante dell’immagine del territorio, sinonimo di bellezza, natura incontaminata e qualità dell’accoglienza.

Il riconoscimento premia il lavoro condiviso tra amministrazione, cittadini, operatori turistici e associazioni locali, protagonisti quotidiani nella tutela e nella promozione di uno dei patrimoni più preziosi del Cilento.

“Da 28 anni quel blu racconta la nostra storia”, è il sentimento che accompagna l’ennesimo successo di Castellabate, che continua a guardare al futuro mantenendo saldi i valori della sostenibilità e della valorizzazione ambientale.


Marco Nicoletti 

@castellabatelive24/ Pagina Facebook 


📸 in foto il sindaco di Castellabate Marco a Rizzo e l’assessore ai lavori pubblici Nicoletta Guariglia 




 

È un'operaia in un'azienda del settore pubblico la titolare della vincita VinciCasa di una casa + 200.000€ realizzata a Roma. Ecco la storia di "Gioia"


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È UN’OPERAIA IN UN’AZIENDA DEL SETTORE PUBBLICO

LA TITOLARE DELLA VINCITA DI UNA CASA + 200.000€

REALIZZATA IL 23 MARZO A ROMA (RM) 

Ecco la storia di “Gioia” (nome di fantasia scelto dalla vincitrice) 

“Acquisterò una casa più grande per la mia famiglia e farò un viaggio ai Caraibi”

Milano, 14 maggio 2026 – È stata presentata, per l’incasso, la vincita del concorso n. 82 di lunedì 23 marzo di VinciCasa, il gioco della famiglia Win for Life di Sisal che mette in palio un premio concreto e tangibile: la casa.

Il "5" è stato centrato a Roma (RM) presso il punto di vendita Sisal di Baldacci Luigi situato in Via Ermanno C./Via F. Paolini, 35/41.

La combinazione vincente: 7 – 17 – 23 – 27 – 35.

Il premio, costituito da 500.000 €, sarà così ripartito:

  • 200.000€ corrisposti subito, in denaro, che il vincitore potrà utilizzare come preferisce, senza alcun vincolo;
  • la restante parte dedicata all’acquisto di uno o più immobili sul territorio italiano.

È “Gioia” (nome di fantasia scelto dalla vincitrice) a raccontarci la storia della sua vincita e dei suoi progetti per il futuro.

Nata a Roma, sposata e impiegata come operaia in un’azienda del settore pubblico, Gioia ha raccontato di aver sempre condotto una vita semplice, con gli affetti e il lavoro al centro di ogni sua scelta quotidiana.

La giocata vincente è stata fatta durante una giornata di riposo dal lavoro, quando la mente lascia spazio ai sogni e ai progetti, e non più solo alle incombenze domestiche e al lavoro .

Le poche volte in cui gioca Gaia ha dichiarato mettere in campo sempre la stessa combinazione. I numeri della schedina vincente, infatti, non sono frutto di una scelta recente: “Tempo fa avevo giocato una schedina casuale. Semplicemente mi erano piaciuti quei numeri arrivati per caso e, quando gioco, continuo con quelli, per abitudine e semplicità”. 

Circa un’ora dopo l’estrazione, controllando l’esito tramite l’app, è arrivata per Gioia la scoperta della vincita. “Ero emozionata, incredula, gioiosa. Non riuscivo a crederci”, ha dichiarato.

La notizia è stata condivisa immediatamente con la famiglia, primo punto di riferimento nella sua vita. “Ho chiamato subito i miei familiari, dovevo dirglielo. Per me loro sono tutto”, ha spiegato.

Tra i progetti per il futuro, Gioia ha indicato come priorità l’acquisto di una casa più grande, in grado di rispondere meglio alle esigenze dell’intero nucleo familiare. “Da tempo desideravo una casa più spaziosa, adatta a tutti noi”, ha detto. “Un progetto che ora mi riempie il cuore di gioia!”

Non manca poi uno sguardo al tempo libero: tra le idee, infatti, c’è quella di concedersi un viaggio ai Caraibi. “Mi piacerebbe fare un bel viaggio, magari ai Caraibi, per staccare e vivere un’esperienza davvero diversa e che mi affascina… immagino già le spiagge di sabbia bianca, le acque turchesi, le barriere coralline e il clima caldo tutto l'anno. Un paradiso!”, ha concluso Gioia.

Una vincita che, per Gioia, si traduce in un cambiamento costruito attorno agli affetti più stretti e a progetti rimandati nel tempo, ora pronti a prendere forma.

www.vincicasa.it:

Per controllare le probabilità di vincita, i numeri vincenti e verificare le giocate, così come comprendere il modo di riscuotere le vincite, o leggere tutte le curiosità sui vincitori, si potrà accedere al sito informativo www.vincicasa.it o sul portale informativo di GiochiNumerici.info. Nella sezione Vincitori sarà entusiasmante poter scoprire progressivamente dove sono state vinte le case.

Come si ritira il premio di prima categoria:

Per riscuotere il premio, i vincitori potranno presentare la ricevuta vincente presso gli Uffici Premi Sisal di Milano (Via Ugo Bassi, 6) o di Roma (V.le Sacco e Vanzetti, 89). 


Da 80 anni Sisal è uno dei principali operatori internazionali nel settore del gioco regolamentato, attualmente attivo in Italia, Marocco e Turchia, con un’offerta che comprende lotterie, scommesse, giochi online e apparecchi da intrattenimento.

Sisal si è classificata al 14° posto nella classifica Most Valuable Italian Brands 2026 di Kantar BrandZ, tra i riferimenti internazionali nella misurazione del valore dei brand.

Dal 4 agosto 2022 Sisal è parte di Flutter Entertainment plc, il più grande operatore al mondo di scommesse sportive online e iGaming, con un portafoglio di marchi riconosciuti a livello globale e quotato sia alla Borsa di New York che di Londra. 

mercoledì 13 maggio 2026

Torna in scena MINCHIA SIGNOR TENENTE, spettacolo cult degli ultimi anni scritto e diretto da Antonio Grosso, dal 21 al 24 maggio alla Sala Umberto-Roma

Uploaded ImageMINCHIA SIGNOR TENENTE

scritto e diretto da

ANTONIO GROSSO

con
in o.a. ADRIANO AIELLO,  GASPARE DI STEFANO, FRANCESCO NANNARELLI, DELIA ODDO, ANTONELLO PASCALE, GIUSEPPE RENZO, PAOLO ROBERTO RICCI, FRANCO SCASCITELLI, MARIANO VIGGIANO, MARTINA ZUCCARELLO

e con
NATALE RUSSO
scenografie ALESSANDRO CHITI,
costumi FRANCESCA GAROFALO
light designer GIANLUCA CAPPELLETTI
foto di scena TOMMASO LE PERA
esecuzione musicale MAESTRO ANDREA BIANCHI
aiuto regia SALVATORE RIGGI
foto locandina MATTEO CASILLI
organizzazione GIORGIA RADICE
distribuzione 3ATRO PRODUZIONE E DISTRIBUZIONE
service audio&luci COLTIVARTE SALS

capo macchinista DANIELE GRATISSI
direttore di scena PATRIZIO LIOI
capo elettricista DANIELE SANTANGELI
scenotecnica LT COSTRUZIONI

un ringraziamento A DIEGO CACCAVALLO


DAL 21 AL 24 MAGGIO al SALA UMBERTO-ROMA

 

Uploaded ImageTorna in scena, a grande richiesta, dal 21 al 24 maggio alla Sala Umberto, MINCHIA SIGNOR TENENTE, spettacolo scritto e diretto da Antonio Grosso che, tra ironia e riflessione, pone lo sguardo sulla piaga della mafia.

Sicilia, 1992. Su un cucuzzolo di montagna, in un paesino dove il tempo sembra essersi fermato, sorge una piccola caserma dei carabinieri. 

Cinque militari, ognuno proveniente da una regione diversa, condividono turni, scherzi, sfottò, e un’unica certezza: il massimo dell’emergenza, lì, sono i ladri di galline. 

Tra assurde denunce da parte di Parerella, il matto del paese, amori proibiti (uno dei carabinieri è fidanzato con una ragazza del posto, in barba al regolamento), paradossi quotidiani e una sorprendente armonia, il gruppo si sente ormai più simile a una famiglia che a una squadra militare. 

Tuttavia, l’arrivo di un nuovo tenente – rigido, severo, deciso a rimettere tutti in riga – rischia di stravolgere quell’equilibrio fragile e prezioso.

Uploaded Image"MINCHIA SIGNOR TENENTE" è la commedia cult degli ultimi 20 anni, che ha raggiunto il record di 620 repliche. 

Si parla di mafia, ma in maniera totalmente ironica e originale, facendo sì che la risata porti alla riflessione ma soprattutto al modo di porsi verso le ingiustizie. 

E questo per far si che ognuno di noi possa avere uno sguardo dritto senza mai voltarsi, affrontando con coraggio e leggerezza tutto ciò che la vita ci offre.

"La libertà è l'essenza di ogni individuo, l'espressione più autentica di ogni persona. 

È ciò che ci rende veramente vivi. 'Minchia Signor Tenente' esplora il concetto di libertà attraverso l'amore, l'amicizia e l'onestà, raccontando una storia universale che ognuno di noi può vivere e soffrire nella propria esistenza. 

Questa storia attraversa un'Italia che ha conosciuto momenti bui, ma anche una profonda resilienza.” - dichiara Antonio Grosso

Uploaded Image“La drammaturgia si fonde con un disegno di luci poetico ed essenziale, una scenografia che evoca il passato senza perdere la modernità, e una recitazione semplice e profonda, molto naturale. 

Dopo vent'anni, ritorno alla regia di questo cult teatrale italiano, cercando di fondere comicità, poesia, dramma e verità. 

Ho cercato di mettere insieme vent'anni di storia di questo spettacolo straordinario, sperando di esser stato all'altezza.”




Teatro Sala Umberto

Via della Mercede,50 Roma

Spettacoli ore 20:30, domenica ore 16

Biglietti da 25 euro 

https://teatrosalaumberto.eventim-inhouse.de/ticketshop/webticket/eventlist?production=976

   
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Industria, Federbeton alla Camera su IAA: "Valorizzare gli standard europei per sostenere decarbonizzazione filiera costruzioni"

INDUSTRIAL ACCELERATOR ACT, FEDERBETON: «VALORIZZARE GLI STANDARD AMBIENTALI EUROPEI PER SOSTENERE LA DECARBONIZZAZIONE DELL’INTERA FILIERA DELLE COSTRUZIONI»

Roma, 13 maggio 2026 – Federbeton, la Federazione di Confindustria che rappresenta la filiera del cemento e del calcestruzzo, ha partecipato alle audizioni odierne alla Camera sulla proposta di Regolamento sull’Industrial Accelerator Act (IAA). Si tratta di un provvedimento atteso dal settore del cemento europeo e in particolare da quello italiano, oggi fortemente esposto alla concorrenza delle importazioni e al rischio di carbon leakage. Federbeton condivide i principi della proposta, ma ritiene che le misure che riguardano l’industria del cemento non siano efficaci.

«Quanto proposto nella prima bozza attualmente in discussione appare inefficace e quasi irrilevante per la filiera del cemento e del calcestruzzo. La previsione di una quota minima del 5% di calcestruzzo e malte prodotti con materiali “made in EU” non produrrebbe alcun impatto concreto, ma rappresenterebbe, di fatto, un’occasione persa. Federbeton chiede pertanto di valorizzare gli standard ambientali della produzione europea», ha dichiarato il Direttore Generale di Federbeton, Nicola Zampella. «È essenziale introdurre nelle opere pubbliche un requisito sull’origine del clinker, il principale componente del cemento e la fonte di quasi tutte le emissioni dirette del settore. Il clinker utilizzato dovrebbe provenire al 100% da Paesi soggetti al sistema ETS europeo o a sistemi di riduzione delle emissioni di gas serra riconosciuti equivalenti dalla Commissione europea. Questa misura sarebbe più efficace per sostenere la decarbonizzazione del cemento e, di conseguenza, dell’intera filiera delle costruzioni. Il punto è importante per garantire che tutti i materiali utilizzati nelle opere pubbliche abbiano gli stessi standard ambientali, anche se provenienti da Paesi extra-EU».

«Il sistema ETS come molti stanno evidenziando anche a livello politico, non è da solo sufficiente a garantire la sopravvivenza di un’industria strategica com’è quella della produzione di cemento sul suolo italiano. In un periodo di forti tensioni geopolitiche, risulta più che mai necessario assicurare alle nostre imprese l’approvvigionamento di un materiale fondamentale, vitale per dotare il Paese di costruzioni sostenibili e a chilometro zero, evitando non solo una crescente dipendenza dalle importazioni ma anche la messa a rischio di posti di lavoro» ha concluso Zampella.

 

Federbeton

Federbeton è, in ambito Confindustria, la Federazione di settore delle Associazioni della filiera del cemento, del calcestruzzo, dei materiali di base, dei manufatti, componenti e strutture per le costruzioni, delle applicazioni e delle tecnologie ad essa connesse nell'ambito della filiera sopra indicata. I suoi principali obiettivi sono quelli di diffondere la cultura dello sviluppo sostenibile promuovendo comportamenti virtuosi all’interno della filiera dell’edilizia e sostenere la qualificazione dei processi produttivi, la sicurezza sui luoghi di lavoro e l’innovazione delle pratiche costruttive, contribuendo a ridurre il consumo di risorse naturali non rinnovabili, nel solco della sostenibilità ambientale e dell'efficienza energetica.


Innovazione, cooperazione e rigenerazione: così evolve la Responsabilità Sociale d'Impresa


Dalle campagne di Legambiente e AzzeroCO2 emerge un modello operativo che crea sinergie tra imprese, comunità e territori per trasformare le sfide ambientali e sociali in opportunità di sviluppo

Milano, 13 maggio 2026 - Energia pulita e condivisa che nasce dai tetti delle case popolari, ortofrutteti solidali che coltivano l’inclusione, ecosistemi rigenerati che rendono i territori più resilienti.

Azioni concrete che si rivelano tasselli di un modello di Responsabilità Sociale d'Impresa (CSR) che si sta facendo strada in Italia, basato su collaborazioni strategiche capaci di generare valore condiviso.  

Una fotografia che si basa sui risultati delle tre campagne nazionali di CSR promosse da Legambiente e AzzeroCO2 - EnergyPOP, Ortofrutteto Solidale Diffuso e Mosaico Verde - che in sette anni, grazie al sostegno di oltre 60 aziende e 200 partner tra enti locali e associazioni, hanno realizzato complessivamente 293 progetti, dimostrando come la Responsabilità Sociale d’Impresa possa contribuire al miglioramento del benessere collettivo e alla tutela del patrimonio naturale.

È quanto emerso dal convegno "Connessioni sostenibili. Affrontare le sfide ambientali e sociali: dal contesto all’azione", che si è tenuto oggi, 13 maggio, a Milano presso il Talent Garden, dal quale si delinea una chiara evoluzione: la sfida si è ormai spostata dal se investire” al “come farlo” in modo efficace e con effetti duraturi.  

È nella convergenza di tre pilastri, fondamentali per le strategie ESG, che prende forma questo paradigma di Responsabilità Sociale d’Impresa: innovazione, rigenerazione e cooperazione. Elementi che qualificano e rafforzano l’azione di CSR, traducendola in interventi coerenti con gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite e capaci di promuovere progresso e crescita inclusiva.

Innovazione: la tecnologia al servizio della transizione energetica

Il primo pilastro è l'innovazione, intesa soprattutto come capacità di ripensare strumenti consolidati per rispondere alle emergenze socio-ambientali del nostro tempo. Un'innovazione che promuove una sostenibilità sistemica con l’obiettivo di non lasciare indietro nessuno.

È proprio nell'affrontare sfide complesse come la povertà energetica che questa strategia rivela tutta la sua efficacia. A delineare con precisione i contorni di questa emergenza è stata, nel corso dell’incontro, Paola Valbonesi, Presidente dell'Osservatorio Italiano sulla Povertà Energetica (OIPE). Durante il suo intervento, ha illustrato come nel 2024 la povertà energetica abbia raggiunto il picco storico del 9,1%, coinvolgendo 2,4 milioni di famiglie

Di queste, 1,3 milioni si trovano in una condizione di spesa energetica eccessiva rispetto al reddito, mentre ben 1,1 milioni vivono in una condizione di "povertà energetica nascosta" ovvero sono costrette a rinunciare al riscaldamento per contenere i costi. Un dato particolarmente allarmante riguarda l'impatto sui più giovani: sono oltre 1 milione i minori esposti a questa forma di vulnerabilità.

In risposta a questo scenario, i cui dati sono fondamentali per orientare le politiche di welfare e sviluppare interventi mirati, la campagna EnergyPOP impiega il fotovoltaico come un mezzo per ridurre le disuguaglianze. 

Ad oggi sono stati installati oltre 70 kW di potenza fotovoltaica su quattro edifici di edilizia residenziale pubblica a Firenze, Empoli, Catania e Santarcangelo di Romagna (RN), oltre che sul tetto di uno degli edifici della Cooperativa Sociale Agricoltura Capodarco a Grottaferrata (RM), portando energia pulita e accessibile a 154 nuclei familiari e 17 lavoratrici e lavoratori della cooperativa sociale.  L'impatto è duplice: da un lato si agisce per rispondere a un bisogno primario di accesso all’energia; dall'altro, si contribuisce alla transizione energetica, evitando l'emissione di oltre 28.450 kg di CO2 all'anno, grazie alla produzione di energia pulita.

L'essenza dell'innovazione si sposta quindi dall'oggetto alla sua funzione, facendo del pannello fotovoltaico uno strumento di equità sociale.

Rigenerazione: andare oltre la conservazione per ricostruire gli ecosistemi dalla terra al mare

Il secondo pilastro, la rigenerazione, si fonda sulla necessità di rispondere ai rischi climatici, la cui gravità è stata illustrata durante il convegno da Luca Mercalli, Presidente della Società Meteorologica Italiana

Nel suo intervento, ha spiegato come il mancato rispetto dell'Accordo di Parigi possa condurre a un aumento termico globale fino a 5 gradi entro la fine del secolo, con una conseguente intensificazione di siccità, eventi estremi e innalzamento del livello del mare

L'analisi descrive un'umanità che, nell'era dell'Antropocene, sta superando i limiti planetari, mettendo a rischio la sopravvivenza delle generazioni future. La possibilità di ridurre i danni però esiste, ma richiede un impegno collettivo.

La rigenerazione attiva, ovvero interventi mirati a ricostruire la funzionalità, la ricchezza e la capacità di adattamento del capitale naturale, assume quindi un ruolo centrale per fronteggiare queste sfide. 

A tradurre in pratica questo principio è la campagna Mosaico Verde che con oltre 341.000 piante messe a dimora, 336 ettari di territorio rigenerato e 243 progetti realizzati in 19 regioni, si afferma come la più grande iniziativa nazionale per la rigenerazione ambientale e il ripristino degli ecosistemi. 

Un'azione capillare il cui beneficio economico e sociale è stimato in oltre 1,7 milioni di euro per ogni anno di vita degli impianti arborei e arbustivi messi a dimora.

Mosaico Verde è un progetto di rigenerazione ambientale che si applica a sistemi ecologici diversificati. Si spazia dalla messa a dimora di alberi in aree verdi urbane e boschive, a interventi a tutela di specie vegetali e animali a rischio, come nel progetto di salvaguardia dell'orso bruno marsicano nel Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. 

L'impegno si estende anche alla protezione degli habitat marini, con interventi che hanno permesso di recuperare oltre 5 quintali di reti fantasma a Santo Stefano al Mare (IM) e Polignano a Mare (BA), e con l’iniziativa per il ripristino della posidonia oceanica all’Isola del Giglio.

Ogni azione è un tassello per riattivare la funzionalità dei differenti ecosistemi dalla terra al mare, traducendo l'impegno locale in un concreto vantaggio per la resilienza nazionale.

Cooperazione: alleanze che generano opportunità condivise

Il terzo pilastro, la cooperazione, nasce dalla consapevolezza che la creazione di valore condiviso richieda la capacità di mettere in comune competenze, risorse e responsabilità. La CSR si configura così come uno spazio di raccordo tra aziende, enti locali e terzo settore, capace di superare la frammentazione e favorire percorsi partecipati che rafforzano progettualità già attive nei territori, creando le condizioni perché possano crescere, consolidarsi e accedere a nuove opportunità.

È da questa idea di cooperazione strutturata che si sviluppa la campagna Ortofrutteto Solidale Diffuso che, grazie al sostegno delle aziende partner e alla collaborazione con oltre 35 cooperative sociali, ha portato alla realizzazione di 59 ortofrutteti e alla messa a dimora di 4.960 piante. In tutti i progetti la tutela della biodiversità e la creazione di fonti di reddito alternative diventano il mezzo per sostenere l'inclusione sociale e lavorativa di donne e uomini in condizioni di svantaggio che vengono coinvolti in percorsi di formazione e reinserimento, pensati per restituire loro autonomia e fiducia. Tra questi, i detenuti del carcere di Sollicciano (FI), le detenute della Casa Circondariale di Genova Pontedecimo e le persone accolte dalla Coop. Sociale La Nuova Arca e dalla Cooperativa Terra Felix di Caserta, impegnata quest’ultima in progetti di agricoltura sociale su terreni confiscati alla criminalità organizzata.

È il concetto di ecologia integrale* che si fa azione, segnando la fine della separazione tra interventi sociali e ambientali. I progetti più efficaci sono infatti quelli che danno luogo a un "doppio impatto", tutelando la natura e favorendo al contempo l'inclusione di persone fragili. 

La cooperazione assume così una duplice dimensione: da un lato, mette in relazione imprese, enti locali e terzo settore; dall’altro, integra finalità ambientali e sociali all’interno di una visione comune. In questo modo, la Responsabilità Sociale d’Impresa supera la logica della somma di singoli progetti e si afferma come modello integrato di intervento, capace di amplificare l’efficacia delle iniziative e generare benefici concreti e diffusi per le comunità.

«Analizzando l’evoluzione dei progetti che in questi anni abbiamo realizzato, emerge come la CSR sia cambiata nel tempo: da iniziative una tantum a un sistema di 'welfare generativo', in cui l'obiettivo non è più semplicemente 'restituire' qualcosa alla comunità, ma 'co-investire' nel suo futuro per rafforzare il tessuto sociale e rigenerare il capitale naturale» spiega Sandro Scollato, Amministratore delegato di AzzeroCO2 . «Parallelamente, l'investimento in CSR è diventato uno strumento chiave di coinvolgimento. Il volontariato aziendale, in particolare, rafforza l’engagement perché crea un legame diretto tra dipendenti, impresa e territorio, generando un impatto più profondo e strutturato. Quando le persone si sentono parte attiva del processo, infatti, sostengono con più forza le soluzioni adottate e contribuiscono a creare una cultura diffusa di solidarietà e tutela ambientale».

E il futuro della CSR? Per provare a rispondere a questa domanda, in occasione del convegno si sono tenuti i "Greendates": tavoli di lavoro pensati per favorire il confronto e creare sinergie operative tra le 25 aziende partecipanti. Un’opportunità concreta per condividere best practice replicabili, immaginare progetti comuni e dare avvio a nuove partnership. Dal confronto è emerso che il 68% delle imprese presenti ha investito in progetti di CSR da almeno 5 anni. Tra gli strumenti e le pratiche già adottate figurano bilanci di sostenibilità, certificazioni e politiche di diversity & inclusion. Si evidenzia anche un quadro chiaro delle priorità future: per l’87% delle aziende gli ambiti di investimento prioritario saranno l'ambiente, l'inclusione sociale e il welfare aziendale.

«Il volto della Responsabilità Sociale d'Impresa sta cambiando, e le campagne che portiamo avanti con AzzeroCO2 ne sono la prova concreta. Le direttrici di innovazione, rigenerazione e cooperazione che le guidano rappresentano la strada maestra per accelerare la transizione ecologica del nostro Paese. Abbiamo infatti compreso sul campo che le due giustizie, ambientale e sociale, sono inscindibili. Per questo, il nostro agire punta a investire sulla resilienza complessiva, riconoscendo nella salute degli ecosistemi e nella coesione delle comunità le fondamenta del nostro futuro» ha dichiarato Stefano Ciafani, Presidente di Legambiente.

«Il nostro ruolo non è portare soluzioni calate dall'alto - ha concluso Barbara Meggetto, Presidente di Legambiente Lombardia ma essere alleati dei territori. Questo significa affiancarli e costruire insieme risposte concrete che nascono dall'ascolto e sono modellate sulle esigenze specifiche di ogni contesto. È proprio questa vicinanza la chiave dell'efficacia di ogni progetto, perché garantisce che l'impatto generato metta radici profonde, agendo sulle cause e non solo sui sintomi, diventando così un vero atto di cura e di sviluppo».

 

* Concetto cardine dell'enciclica Laudato si' di Papa Francesco

Il convegno è stato patrocinato dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica

 

AzzeroCO2 è una società di consulenza per la sostenibilità e l’energia fondata nel 2004 da Legambiente e Kyoto Club. Offre soluzioni personalizzate ad enti pubblici, aziende e privati per ridurre il proprio impatto ambientale sul territorio adottando un approccio resiliente e scientifico per ottenere risultati credibili e comunicarli in modo efficace. In collaborazione con i propri soci, realizza iniziative su scala nazionale e locale per promuovere la sostenibilità, le fonti rinnovabili e la responsabilità sociale d’impresa.

Legambiente è un’associazione senza fini di lucro, fatta di cittadini e cittadine che hanno a cuore la tutela dell’ambiente in tutte le sue forme, la qualità della vita, una società più equa, giusta e solidale. L’associazione ambientalista più diffusa in Italia è un grande movimento apartitico fatto di persone che, attraverso il volontariato e la partecipazione diretta, si fanno promotrici del cambiamento per un futuro migliore. 18 sedi regionali e 1000 gruppi locali sono il cuore dell’attivismo sui territori insieme a 115.000 tra soci e sostenitori. Più di 1.000 i giovani che ogni anno partecipano a un campo di volontariato, 30.000 le classi che aderiscono ai programmi di educazione ambientale. Oltre 200 gli avvocati dei Centri di azione giuridica al servizio delle vertenze. Legambiente ha fondato la sua missione sull’ambientalismo scientifico, raccogliendo migliaia di dati sul nostro ecosistema, che sono alla base di ogni denuncia e proposta. Da 41 anni si batte per un mondo migliore, combattendo contro l’inquinamento, l’illegalità e l’ingiustizia per la bellezza, la tutela e una migliore qualità della vita.

Nuove Poltrone: Adriana Valle, nuova Presidente del Consorzio Erion Care

Uploaded ImageADRIANA VALLE 

È IL NUOVO PRESIDENTE DEL CDA DI ERION CARE


Roma, 13 maggio 2026 – Erion Care, il Consorzio del Sistema Erion dedicato a contrastare l’abbandono dei rifiuti dei prodotti del tabacco nell’ambiente, ha nominato Adriana Valle, Corporate Affairs & Communication Director di JT International Italia, come nuovo Presidente del Consiglio di Amministrazione. Valle subentra a Davide Bigiavi di Philip Morris Manufacturing & Technology Bologna, in carica dal 2025.

Dopo aver conseguito un Master presso l’Università LUMSA, Adriana Valle ha maturato oltre 15 anni di esperienza nei settori regolatorio e istituzionale. Nel 2010 entra in JT, dove sviluppa un percorso nelle relazioni governative, assumendo incarichi di crescente responsabilità in Italia, a livello europeo e presso l’headquarter di Ginevra. Dal 2020 ha ricoperto ruoli sempre più strategici nella sede centrale svizzera, tra cui International Affairs Director e, più recentemente, External Affairs Reduced Risk Products Director.

Con la nomina del nuovo Presidente, Erion Care conferma il proprio impegno nella promozione di attività di sensibilizzazione e prevenzione dei comportamenti scorretti dal punto di vista ambientale, rafforzando il dialogo con istituzioni, enti locali e operatori del territorio.


«Assumere la Presidenza del Consorzio rappresenta per me un incarico di grande responsabilità e un’importante opportunità per contribuire concretamente alla tutela dell’ambiente e del territorio», ha dichiarato Adriana Valle. «Negli ultimi anni Erion Care ha portato avanti un lavoro significativo nella promozione di comportamenti più responsabili e nella costruzione di un dialogo costante con istituzioni e stakeholder. Continueremo a lavorare in questa direzione, con l’obiettivo di implementare pienamente il regime EPR anche nella filiera dei rifiuti dei prodotti del tabacco con filtri».

«Accogliamo con grande soddisfazione la nomina di Adriana Valle alla guida di Erion Care», ha dichiarato Letizia Nepi, Direttore Generale di Erion Care. «Siamo certi che le competenze sviluppate nel corso della sua esperienza professionale, sia in Italia sia a livello internazionale, rappresentino un contributo prezioso per accompagnare il Consorzio nel rafforzamento delle attività di sensibilizzazione ambientale e di prevenzione del littering dei prodotti del tabacco. A nome di tutto il Consorzio desidero inoltre ringraziare Davide Bigiavi per il lavoro svolto e per il contributo dato alla crescita di Erion Care».

Il Consiglio di Amministrazione di Erion Care ha, inoltre, nominato come nuovo Consigliere Andrea Guglielmo, Senior Manager External Affairs di Philip Morris Italia. Sono stati riconfermati: Davide Bigiavi, Head of Tax Cluster di Philip Morris Manufacturing & Technology Bologna; Marianna Buonomo, Corporate Affairs Manager di Imperial Brands Italia; Davide Calabresi, Government Relations Manager di JT International Italia, Andrea Di Paolo, Vice President & Corporate Affairs Directors di British American Tobacco Italia; Giacomo Mele, Finance Manager di Imperial Brands Italia e Ranieri Mercanti, Head of Commercial Finance di British American Tobacco Italia.

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