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venerdì 27 marzo 2026

Guerra in Iran: Carenza di fertilizzanti e catena alimentare a rischio.

La guerra Iran - Usa -Israele non è solo energia pura ma anche un deterrente importante per una futura crisi alimentare globale. Una minaccia che viaggia in maniera silenziosa che potrebbe avere effetti importanti per la catena alimentare del mondo. Parlare di petrolio e di prodotti gassosi o raffinati derivati è stata una prassi dovuta che abbiamo dilaniatamene puntato sullo stretto di Hormuz e sui suoi collegamenti marittimi ma ci sono altri effetti collaterali nascosti e poco pubblicizzati dai media.

L’industria dei fertilizzanti svolge un ruolo cruciale nel migliorare la produttività agricola, garantire la sicurezza alimentare e sostenere le economie globali. I fertilizzanti forniscono nutrienti essenziali alle colture, portando ad un aumento dei rendimenti e ad una migliore qualità. Con la crescita della popolazione mondiale, la domanda di cibo si intensifica, rendendo l’industria dei fertilizzanti una componente vitale per soddisfare le esigenze agricole.

Una valutazione attenta pone l’attenzione su una crisi che possiamo definire parallela al petrolio che incombe sulla sicurezza alimentare globale quella della carenza di fertilizzanti utili per la produzione alimentare. Notiamo infatti che la metà dell'urea commercializzata a livello mondiale e di altri grandi quantità di fertilizzanti vengono esportate proprio dai paesi del Golfo ed attraverso lo Stretto di Hormuz, rendendo l'agricoltura globale altamente vulnerabile a qualsiasi interruzione in quella zona.

La recente crisi specie delle forniture di gas e dei trasporti marittimi hanno già costretto gli impianti di produzione di fertilizzanti, che utilizzano il gas naturale per la loro produzione, nel Golfo e altrove, a chiudere o ridurre la propria produzione. Uno dei paesi più colpiti è il Qatar che in questi giorni attraverso la Qatar Energy ha comunicato l’interruzione della produzione nel più grande impianto di produzione di Urea al mondo dovuto al blocco dell’erogazione del gas.

Questa tipologia di produzione è collegata al GNL del Qatar in tal senso l’India ha ridotto la produzione di tre dei suoi impianti di urea. Anche il Bangladesh ha chiuso quattro dei suoi cinque stabilimenti di fertilizzanti. Negli Stati Uniti si registra già una carenza di fertilizzanti pari a quasi il 25% rispetto al fabbisogno previsto per questo periodo dell'anno.

Un danno che viene aggravato dall’aumento dei prezzi di esportazione dell'urea dal Medio Oriente è aumentato di circa il 40%, passando da poco meno di 500 dollari a poco più di 700 dollari per tonnellata metrica nei giorni scorsi, secondo Argus, un'agenzia specializzata nella rilevazione dei prezzi di energia e materie prime. Il prezzo attuale è di quasi il 60% superiore rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso.

Il Golfo Persico secondo Signal Group (società di spedizione internazionale) ha chiarito che il 20% di tutti i fertilizzanti mondiali proviene proprio dal Golfo persico, mentre il 46% della fornitura globale di urea proviene dallo stesso bacino. La Qatar Fertiliser Company (QAFCO), considerata il più grande fornitore di urea al mondo, da sola fornisce il 14% dell'urea mondiale. Sono in pericolo in seguito alla guerra secondo un’analisi condotta da Kpler (società di analisi di dati) fino a un terzo del commercio globale di fertilizzanti e il commercio potrebbe essere interrotto se la chiusura dello Stretto di Hormuz persiste, solo a poche navi battenti bandiera indiana, pakistana e cinese è stato consentito il transito in sicurezza.

L’agenzia di stampa Reuters che ha intervistato l'analista di Morningstar Seth Goldstein, i prezzi dei fertilizzanti azotati potrebbero raddoppiare rispetto ai livelli attuali, mentre quelli dei fosfati potrebbero aumentare di circa il 50%. Secondo Kpler, nel 2024 i paesi asiatici erano i più dipendenti dalle esportazioni di fertilizzanti del Golfo, ricevendo il 35% delle esportazioni di urea, il 53% delle esportazioni di zolfo e il 64% delle esportazioni di ammoniaca.

Le esportazioni di fertilizzanti provenienti dal golfo Persico sono vitali per i principali mercati agricoli, soprattutto India, Brasile e Cina, con volumi significativi destinati anche a Marocco, Stati Uniti, Australia e Indonesia. L'India dipende in particolare dal Medio Oriente per i fertilizzanti, da cui si approvvigiona oltre il 40% dei suoi fertilizzanti a base di urea e fosfati. Nel frattempo, il Brasile dipende quasi interamente dalle importazioni per l'approvvigionamento di fertilizzanti, quasi la metà dei quali transita attraverso lo Stretto di Hormuz.



Un mondo che già soffriva di una carenza di Gas a basso costo proveniente dalla Russia dopo la guerra in Ucraina del 2022 oggi viene dilaniato dalla guerra in corso. Pechino da parte sua ha limitato le esportazioni di fertilizzanti, tra cui l'urea, per garantire innanzitutto le forniture agli agricoltori cinesi. I fertilizzanti fanno parte a pieno titolo della catena alimentare valutando che India, Brasile e Cina sono i maggiori produttori alimentar al mondo. Valutando l’India come maggior produttore agricolo di riso, grano, legumi e frutta. Nel 2024, il riso indiano ha rappresentato circa un quarto delle esportazioni mondiali di riso.

Altro importante attore è il Brasile che secondo il Dipartimento dell'Agricoltura degli Stati Uniti, il Brasile rappresenta ormai quasi il 60% delle esportazioni mondiali di soia. Il Paese esporta anche zucchero e mais. La Cina è un importante produttore di tè, che rifornisce il mondo intero di foglie di tè, oltre ad altri prodotti agricoli di base come aglio e funghi. Il pericolo che si pone in seguito alla carenza di fertilizzanti e dovuto al fatto che il suo aumento dei prezzi potrebbe indurre alcuni agricoltori a rinunciare completamente all'utilizzo di fertilizzanti. Ciò ridurrebbe i raccolti.

Molte colture di base che sono utili alle popolazioni vedi quella di riso, grano, mais e soia possono essere ridotte con un’offerta mondiale che rappresenta delle criticità. Infine, possiamo anche considerare l’aumento dei prezzi dei prodotti alimentari finiti creando potenzialmente carenze localizzate, soprattutto nei paesi molto dipendenti dalle importazioni.

 

CASTELLABATE - AL VIA LE RIPRESE DI “ BENTORNATI AL SUD”

Castellabate si prepara a vivere una nuova stagione da protagonista del cinema italiano. Prenderanno infatti il via a fine maggio e proseguiranno fino alla fine di giugno le riprese di Bentornati al Sud, sequel della fortunata commedia Benvenuti al Sud, che vedrà nuovamente insieme Alessandro Siani e Claudio Bisio, protagonisti di una storia che ha saputo conquistare milioni di spettatori.


La produzione tornerà quindi nel cuore del Cilento, scegliendo ancora una volta Castellabate e le sue bellezze paesaggistiche come scenario principale del nuovo capitolo.



Il ritorno nella piazza simbolo del film



Tra le location principali ci sarà ancora la suggestiva Piazza X Ottobre 1123, nel centro storico del capoluogo. Proprio qui si trova l’ufficio postale reso celebre dal primo film, diventato nel tempo un vero simbolo cinematografico e una tappa obbligata per i tanti turisti e appassionati che ogni anno visitano il borgo.


La piazzetta, ormai legata indissolubilmente alla pellicola, rappresenta uno dei luoghi più riconoscibili della storia e continuerà a essere il cuore della narrazione anche in questo nuovo progetto.



Un’occasione di promozione per il territorio



L’arrivo della troupe rappresenta anche una significativa opportunità per l’economia e la promozione turistica locale. Le riprese, infatti, porteranno visibilità nazionale al territorio, contribuendo a valorizzare ulteriormente il patrimonio storico, culturale e paesaggistico di Castellabate e dell’intero Cilento.


Non manca già l’entusiasmo tra cittadini e operatori turistici, consapevoli dell’importanza che il primo film ha avuto nel far conoscere il territorio al grande pubblico.



L’attesa per il nuovo capitolo



Al momento resta il massimo riserbo sulla trama del film, ma l’attesa è già molto alta tra i fan della commedia. L’obiettivo sarà quello di replicare il successo del primo capitolo, riportando sullo schermo lo stesso mix di comicità, emozione e racconto delle differenze culturali italiane che ne hanno decretato la fortuna.


Con l’inizio delle riprese ormai alle porte, Bentornati al Sud si candida già come uno dei titoli italiani più attesi delle prossime stagioni cinematografiche.


giovedì 26 marzo 2026

Fine vita, come "Libera" anche la triestina Martina Oppelli aveva i requisiti per il suicidio assistito ma è stata costretta ad andare in Svizzera: Cappato e i 3 che l'hanno aiutata si sono autodenunciati

FINE VITA, ARCHIVIATA LA DENUNCIA DI MARTINA OPPELLI ALLA ASL. CAPPATO E I DISOBBEDIENTI DOPO L'AUTODENUNCIA: "SE LA CONDOTTA DELLA ASL È CONSIDERATA LEGITTIMA, ALLORA LA NOSTRA NON LO E' STATA: INDAGATE.  L'Associazione sta seguendo un'altra persona a Trieste per la richiesta di accesso al "suicidio assistito": come Martina Oppelli possiede tutti i requisiti ma ha già ricevuto un diniego dalla parte della azienda sanitaria. 

"Il Consiglio regionale del Friuli-Venezia Giulia, smentito dalla Consulta sull'incostituzionalità della legge regionale Liberi Subito proposta da oltre 8000 cittadini, ne riprenda subito la discussione" 

QUI la VIDEO dichiarazione di Marco Cappato



Marco Cappato insieme all'avv. Filomena Gallo e i 3 disobbedienti dopo l'autodenuncia a Trieste



La denuncia-querela che Martina Oppelli aveva depositato nei confronti dell'azienda sanitaria locale ASUGI prima di andare in Svizzera per ricorrere al suicidio assistito è stata definitivamente archiviata: il GIP del tribunale di Trieste ha accolto la richiesta della procura, ritenendo che le valutazioni della commissione medica, che non aveva ritenuto Oppelli in possesso dei requisiti per l'aiuto alla morte volontaria, rientrino nella discrezionalità tecnica e non integrino profili di rilevanza penale.

Dopo questa decisione, Marco Cappato insieme a Claudio Stellari, Matteo D'Angelo e Felicetta Maltese – che hanno aiutato Martina Oppelli a raggiungere la struttura svizzera – si sono presentati oggi presso la questura di Trieste per autodenunciarsi.


I quattro disobbedienti, il giorno successivo alla morte di Oppelli, avevano già reso pubblico l'aiuto fornito, mettendosi a disposizione dell'autorità giudiziaria. Tuttavia, fino a oggi non sono mai stati contattati né risulta avviato alcun procedimento penale nei loro confronti.

Dichiarazione di Marco Cappato, presidente dell'associazione Soccorso Civile e Tesoriere dell'Associazione Luca Coscioni: "Martina Oppelli ha chiesto per mesi che venissero verificate le sue condizioni secondo quanto previsto dalla Corte costituzionale. Di fronte a dinieghi e ritardi, è stata costretta ad andare in Svizzera. Se questa condotta da parte della ASL è stata ritenuta legittima, allora è necessario chiarire anche la nostra: abbiamo aiutato Martina a fare ciò che in Italia le è stato impedito nella convinzione che lei rientrasse pienamente nei requisiti per accedere all'aiuto alla morte volontaria in Italia. Per questo ora ci autodenunciamo: chiediamo che la magistratura accerti se abbiamo commesso un reato nell'aiutare Martina".

Dichiarazione di Filomena Gallo, avvocata di Martina Oppelli e Segretaria Nazionale dell'Associazione Luca Coscioni: "Questa archiviazione dimostra che in Italia esiste una frattura tra i diritti riconosciuti dalla Corte costituzionale e la loro applicazione concreta. Le sentenze della Corte sono vincolanti e devono essere applicate, non reinterpretate. Invece le aziende sanitarie continuano a introdurre letture restrittive che limitano l'accesso a diritti già riconosciuti, trasformando una garanzia costituzionale in un percorso a ostacoli. Martina Oppelli è l'esempio di questa frattura: una persona cui un diritto era riconosciuto sulla carta ma negato nei fatti, fino a costringerla nelle sue fragili e delicate condizioni a lasciare il Paese. Quando accade questo, non siamo di fronte a un vuoto normativo, ma a una responsabilità precisa del potere pubblico. E questa responsabilità oggi non può più essere elusa".


L'Associazione Luca Coscioni sta seguendo un'altra persona a Trieste per la richiesta di accesso al "suicidio assistito": come Martina Oppelli possiede tutti i requisiti ma ha già ricevuto un diniego dalla parte della azienda sanitaria. L'Associazione torna dunque a chiedere al Consiglio regionale del Friuli-Venezia Giulia la discussione della legge Liberi Subito, che quasi due anni fa era stata affossata, ignorando le firme di 8.266 cittadini e cittadine della Regione. Il Consiglio, che aveva dichiarato la legge incostituzionale, è infatti stato smentito dalla Corte costituzionale che, nella sentenza dello scorso dicembre 2025, ha chiarito che le Regioni possono legittimamente intervenire per organizzare il Servizio sanitario e rendere effettivi i diritti già riconosciuti dalla sentenza n. 242 del 2019, anche in assenza di una legge nazionale sul fine vita.


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www.CorrieredelWeb.it

mercoledì 25 marzo 2026

Giornata internazionale della visibilità transgender, la cantante Karin Ann ambassador con il suo brano


Giornata internazionale della visibilità transgender: la cantante Karin Ann, nella Top 40 USA con "I was never yours", sostiene la comunità LGBTQ+

 

In occasione della Giornata internazionale della visibilità transgender che ricorre il 31 marzo, l'artista slovacca Karin Ann si conferma non solo come una delle voci emergenti più interessanti della scena musicale internazionale, ma anche come una figura apertamente impegnata nel sostegno e nella rappresentazione della comunità LGBTQ+.

 

 

Il successo di "I was never yours" nelle classifiche USA

Reduce da un importante traguardo internazionale – l'ingresso nella classifica americana Alternative Airplay con il singolo "I was never yours", che ha raggiunto la Top 40 – Karin Ann incarna una nuova generazione di artisti indipendenti che coniugano autenticità artistica e impegno sociale. A soli 23 anni, e dichiaratamente queer, l'artista ha costruito il proprio percorso senza compromessi, portando al centro della sua musica temi come identità, salute mentale, uguaglianza di genere e relazioni tossiche.

Originaria di Žilina, in Slovacchia, Karin Ann ha saputo affermarsi a livello globale grazie a un linguaggio musicale intimo e riconoscibile, che fonde elementi folk e indie con una forte carica emotiva. Il suo album di debutto Through the telescope (2024) ha segnato un punto di svolta, affrontando con coraggio e trasparenza questioni spesso ancora marginalizzate nel panorama pop internazionale.

Il successo del singolo "I was never yours", scritto insieme a nomi di rilievo della scena musicale contemporanea, rappresenta oggi un ulteriore passo nella sua crescita artistica e nella diffusione di una narrazione inclusiva e rappresentativa. La sua presenza nelle classifiche statunitensi accanto ad artisti affermati dimostra come autenticità e qualità possano trovare spazio anche nei circuiti mainstream.

 

Visibilità, inclusione e diritti: la voce di Karin Ann

In occasione della Giornata internazionale della visibilità transgender del 31 marzo, Karin Ann ribadisce il proprio sostegno alla comunità LGBTQ+, utilizzando la propria piattaforma artistica per promuovere visibilità, inclusione e diritti. La sua musica e il suo percorso rappresentano un punto di riferimento per una nuova generazione che cerca storie vere, libere da stereotipi e convenzioni.

Con una fanbase in continua crescita e un tour internazionale in espansione, Karin Ann si conferma come una delle artiste più promettenti del panorama indie globale e una voce significativa nel dibattito culturale contemporaneo sui diritti e sull'identità.

Guerra Iran - Usa - Israele Trump ora vuole dialogare con Teheran,ma non piace Khomeini

La guerra che America ed Israele hanno iniziato il 28 di febbraio 2026 contro l’Iran si è dimostrata più difficile del previsto. Con un’aggressione in piena regola e contro ogni forma di diritto internazionale, le bombe hanno decapitato la guida suprema Khamenei e parte della sua famiglia oltre ad uccidere in maniera sconsiderata ben 175 bambine in una scuola pubblica. Una strategia di attacco e fuga che non ha funzionato in una guerra che avrebbe dovuto provocare secondo i progetti Americani una rivolta popolare. Il Popolo Iraniano ha capito bene il senso di unione in un momento difficile per il paese stringendosi forse oltre alle aspettative attorno ai nuovi martiri creati da Trump. Un vero effetto Bumerang contro le ideologie dell’obbiettivo del Grande Israele voluto da Netanyahu palesato nell’ultimo discorso pubblico di pochi giorni fa dove lo stesso chiede ad altri paesi di unirsi alla guerra contro l'Iran.

In questa guerra, gli esperti militari hanno certamente vagliato un allargamento del conflitto già regionale verso interessi esterni con un processo di degenerazione a catena di eventi che sono andati oltre il concetto di forza militare e di conflitto regionale. Le dichiarazioni di Ghalibaf sono chiare: "Da questo Paese usciranno migliaia di martiri come Khamenei, Larijani e Pakpour; non è un'esagerazione, basta guardare a come un'altra rivoluzione abbia travolto strada dopo strada. L'Iran era addormentato, e voi l'avete svegliato. Una tempesta si sta scatenando. Una tempesta!"

Nell’ultima settimana l’Iran ha attaccato ben nove paesi colpendo bersagli reali in Israele i missili hanno colpito il centro di Israele. Due morti a Ramat Gan e alti attacchi. In Qatar 14 missili balistici lanciati hanno colpito il centro energetico di Ras Laffan. "Danni estesi" confermati da Qatar Energy. Negli Emirati Arabi Uniti 6 missili balistici e 21 droni d'attacco intercettati. Verso gli Impianti energetici minacciati da attacchi imminenti. In Arabia Saudita e stata colpita la Raffineria Samref e il Complesso Petrolchimico di Jubail: ordini di evacuazione formali emessi. Con attacchi avvenuti in poche ore.

Gli Houthi sono ufficialmente entrati in guerra a fianco dell’Iran e le loro prime dichiarazioni sono preoccupanti “Lanceremo attacchi contro le navi americane nel Mar Rosso. Questa guerra è una guerra di tutta l'umma musulmana", ha dichiarato l'organizzazione. Lo Yemen chiuderà lo stretto di Bab al Mandab se le forze statunitensi tenteranno di catturare l'isola iraniana di Kharg. Ciò causerà conseguenze economiche devastanti - Tasnim

Il South Pars dell'Iran (condiviso con il Qatar) dove Israele ha colpito per primo il più grande giacimento di gas del mondo. Serbatoi di gas in fiamme. Raffineria colpita e Lavoratori fuggiti. In Bahrain, Basi militari statunitensi prese di mira durante tutta la guerra. Le stesse sono sotto minaccia continua oggi. In Giordania. parte della compagnia multinazionale sono in corso di attacchi. In Kuwait i missili balistici intercettati hanno preso di mira le basi statunitensi. In Oman sono stati effettuati attacchi di droni su zone industriali. Lavoratori uccisi. Un effetto collaterale sganciato dalla guerra conto il sistema energetico mondiale. l'Iran ha lanciato oltre 500 missili balistici e quasi 2.000 droni

Mentre Trump su truth dichiara la vittoria sulla guerra in Iran. La politica americana si trova poco coesa su questa guerra evocando 20 anni di menzogne per tutte le guerre fatte o intentate solo sulla base di menzogne (quello che è successo per l’Atomica Iraniana) che hanno provocato migliaia di morti innocenti. A rivelarlo Joe Kent che ammette: 20 anni di guerra basati su una menzogna; anche l'Iran è la ripetizione dello stesso copione. Un funzionario dimissionario del settore lotta al terrorismo degli Stati Uniti, dopo due decenni di presenza nelle guerre in Medio Oriente, dice: quando ho capito che ci avevano mentito e che queste guerre non portavano benefici vitali all'America, ho deciso di non mandare mai più i giovani in tali conflitti Avverte che l'America si trova in un "punto critico" nei confronti dell'Iran e sottolinea: Non vogliamo altri 20 anni di spargimenti di sangue; il popolo deve far sentire la propria voce ai leader e fermare la continuazione di queste guerre.

Molte le voci che danno L’Iran vincente. Secondo George Galloway. "L'Iran ora ha la meglio” afferma che l'Iran sta guadagnando potere e influenza all'interno del Sud Globale dimostrando la sua forza militare e sopraffacendo la Cupola di Ferro di Israele con i suoi missili balistici. Attenderemo con impazienza che la Spagna sia il primo paese in Europa a interrompere totalmente le relazioni diplomatiche con Israele, afferma anche David Miller.

La guerra, inoltre, si sta dirigendo verso un dualismo di deterrenza atomica che vede le parti in gioco Iran e Israele colpirsi a vicenda. Attacco al sito nucleare di Natanz in Iran ha fatto intervenire L’Agenzia che hanno comunicato che non è stato segnalato alcun aumento delle radiazioni fuori dal sito. Il direttore generale dell'Agenzia ha nuovamente chiesto moderazione militare per evitare qualsiasi rischio di incidente nucleare. Purtroppo, l’effetto speculare era nell’area e alcuni missili sono stati inviati a dimora sito Nucleare Israeliano che potrebbe provocare un impatto radioattivo in Egitto, Siria, Nord dell’Arabia Saudita, Palestina.

Il vero effetto collaterale della guerra forse pari ad una bomba atomica è l’acqua. Lo stesso Trump ha paura di questo e nel suo Truth dove avrebbe voluto agire nelle 48 ore nel distruggere le centrali elettriche Iraniane ha fatto un passo indietro valutando che la risposta iraniana di colpire tutti i centri di desalinizzazione del Medio Oriente come ritorsione e di notevole gravità. Il Dipartimento della Guerra degli Stati Uniti ha rinviato "tutti gli attacchi militari contro le centrali elettriche e le infrastrutture energetiche iraniane" per cinque giorni, a seguito di due giorni di "conversazioni molto buone e produttive riguardanti una risoluzione completa e totale".

Nel merito si denota che in Kuwait il 90% di TUTTA l'acqua potabile proveniente dalla desalinizzazione. Un attacco rappresenta zero acqua per l'intero paese. In Oman l’86% è dipendente e non esiste una fornitura di backup. Israele è dipendente al 75%. Già obiettivo delle minacce di rappresaglia dell'Iran. Arabia Saudita per 70% dipendente. La più grande capacità di desalinizzazione al mondo. E anche il più grande obiettivo. Il Bahrain per il 60% dipendente. Gli impianti di desalinizzazione sono stati colpiti nelle ultime due settimane. Il Qatar per 50% dipendente. Il complesso energetico di Ras Laffan è già stato colpito. Gli Emirati Arabi Uniti per il 42-50% dipendente. Sede di alcuni degli impianti più grandi del mondo. Una catastrofe che colpirebbe circa 100.000.000 persone che non possono sopravvivere senza desalinizzazione. Queste sono nazioni deserte. Nessun fiume. Nessun lago. Nessun acquifero che possa sostituire ciò che la desalinizzazione fornisce. L'ONU ha avvertito di una "bancarotta idrica globale" a gennaio.

Naturalmente non possiamo mettere in secondo piano la problematica petrolio, Farmaci, Fertilizzanti la cui lievitazione dei prezzi è nota nel dettaglio: Petrolio: +21%, Carburante per aerei: +87%, GNL: +106%, Tariffe per le petroliere VLCC: +201%, Tariffe per le metaniere: +529%, Alluminio: +20%, Fertilizzanti: +36%, Nafta: +26%. Con Hormuz in primo piano in un processo di escalation mondiale altro che protezione viaria navale.

Come abbiamo visto il quadro della guerra contro l’Iran è molto complesso e nessuno degli attori invisibili si tirerà indietro di fronte ad un attacco di terra. Secondo il colonnello Macgregor si prevede che Putin abbia già consegnato un ultimatum terrificante a Netanyahu: se Israele oserà usare un'arma nucleare in Medio Oriente, la Russia sgancerà un'arma nucleare su Israele. Gli Stati Uniti non hanno idea di cosa li aspetta. Infine, secondo le ultime notizie date dal The Wall Street Journal, l'Iran ha lanciato due missili balistici a medio raggio verso la base militare congiunta statunitense-Britannica a Diego Garcia nell'Oceano Indiano, a circa 3.800 chilometri dall'Iran, rendendola uno degli obiettivi a più lungo raggio della guerra. Forse le capitali europee ostili e amiche di Israele potrebbero essere colpite?

lunedì 23 marzo 2026

CASTELLABATE- GRU SI RIBALTA OPERAIO IN OSPEDALE CON ELI-SOCCORSO




 Castellabate - Una gru si ribalta: operaio di 44 anni ferito ed elitrasportato a Salerno

Sono stati momenti di paura questo pomeriggio a Castellabate, nei pressi dell’impianto di depurazione, dove una gru si è ribaltata durante alcuni lavori tecnici. L’operaio alla guida è stato sbalzato dal mezzo, cadendo da un’altezza di circa quattro metri.

Sul posto sono intervenuti i Vigili del Fuoco per mettere in sicurezza l’area, insieme ai sanitari del 118 e all’elisoccorso. L’uomo, rimasto sempre cosciente, ha riportato traumi lombari e alle caviglie ed è stato trasferito all’ospedale “Ruggi” di Salerno per ulteriori accertamenti. Secondo le prime informazioni, non sarebbe in pericolo di vita.

La dinamica dell’incidente è in fase di ricostruzione da parte dei carabinieri: dalle prime valutazioni, potrebbe trattarsi di un incidente sul lavoro.

Video Ornella Durazzo tramite la pagina Facebook @castellabatelive24 

Claudio "Greg" Gregori in GREG CELEBRITY ROAST, il 1° Aprile al Teatro Olimpico

domenica 22 marzo 2026

Topo Gigio arriva al Teatro Brancaccio dal 24 marzo.

Estremo: il 2025 della cybersecurity secondo Clusit - L'opinione di Integrity360

"Estremo": il 2025 della cybersecurity secondo Clusit

Il Rapporto Clusit 2026 sulla Cybersecurity in Italia e nel Mondo descrive la gravità di alcune minacce nel 2025 introducendo 'Extreme' tra le categorie di Severity, per identificare quegli incidenti meno frequenti, ma con impatti particolarmente gravi e di lunga durata.

commento di Fabrizio Cassoni, Integrity360

I numeri lo sostengono. Nel 2025 Clusit ha registrato 5.265 incidenti significativi a livello globale, con un aumento del 48,7% rispetto al 2024 – il maggiore nei 14 anni di storia del rapporto –, una media mensile che è passata da 171 incidenti nel 2021 a 439 nel 2025 (+256% in 5 anni), e con l'84% degli incidenti che è stato classificato come "Elevato" o "Critico".

La situazione è diventata talmente grave che Clusit ha dovuto introdurre la nuova categoria di gravità "Estrema" per gli eventi con conseguenze che sono andate oltre la scala esistente, e che rappresentano già il 2,7% del totale.
L'Italia non è un'eccezione. Il Paese ha registrato 507 incidenti nel 2025, con un aumento del 42% rispetto al 2024, pari al 9,6% dell'intero campione globale: una quota sproporzionata per un'economia di medie dimensioni. I settori più colpiti a livello nazionale sono stati il manifatturiero, la pubblica amministrazione e i trasporti.

Il tema dominante dell'anno è stato la supply chain. Gli attacchi più devastanti hanno preso di mira le relazioni di fiducia tra le organizzazioni: fornitori, piattaforme integrate, e token Oauth.

Ad aprile, una campagna ransomware coordinata contro i principali retailer britannici – Marks & Spencer, Co-op e Harrods – è partita dalla compromissione di un solo fornitore terzo, e ha avuto conseguenze devastanti per M&S, il cui utile ante imposte è crollato da 391,9 milioni di sterline a 3,4 milioni in sei mesi.

Quattro mesi dopo, un attacco riconducibile alla stessa logica ha fermato la produzione di Jaguar Land Rover per cinque settimane in tre Paesi, coinvolgendo oltre 5.000 aziende lungo la catena di fornitura globale, con un costo stimato di 1,9 miliardi di sterline.

La violazione di SalesLoft, scoperta a luglio, ha dimostrato che la stessa vulnerabilità strutturale si applica all'ecosistema SaaS: sfruttando integrazioni OAuth collegate a Salesforce, gli aggressori hanno raggiunto i clienti di decine di organizzazioni, tra cui Google, Workday, Qantas e Chanel.

Le infrastrutture pubbliche hanno pagato un prezzo altrettanto alto.

A marzo, un attacco ransomware al sistema di check-in di Collins Aerospace ha costretto gli aeroporti di oltre venti Paesi europei – tra cui Heathrow, Francoforte e Amsterdam Schiphol – a tornare ai processi manuali, con migliaia di voli ritardati o cancellati.

A luglio, la città di St. Paul, Minnesota, ha dichiarato lo stato di emergenza dopo che il ransomware ha cifrato i sistemi di fatturazione, coordinamento delle emergenze e servizi ai cittadini. Il municipio è rimasto offline per più di due settimane, ed è stato necessario coinvolgere l'unità informatica della Guardia Nazionale.

Questi non sono episodi isolati. Sono la manifestazione visibile di vulnerabilità strutturali che il rapporto Clusit documenta con precisione e che restano in larga parte irrisolte:
    • il rischio legato alle terze parti rimane la superficie più esposta nella strategia di sicurezza della maggior parte delle organizzazioni;
    • l'espansione del cloud e la dipendenza dal SaaS crescono più rapidamente dei framework di governance;
    • gli ambienti di tecnologia operativa – produzione, logistica, aviazione, servizi pubblici – restano separati dalla visione IT, e gli aggressori hanno imparato a sfruttare questa separazione in modo metodico;
    • la sicurezza delle identità, causa di molti degli incidenti più gravi del 2025 con tecniche di social engineering e abuso di OAuth, viene ancora trattata da molte organizzazioni come un problema di configurazione IT e non come un rischio strategico.

Le organizzazioni che affronteranno meglio il 2026 non sono necessariamente quelle che spenderanno di più in sicurezza. Sono quelle che avranno abbandonato la mentalità perimetrale in favore di una mentalità orientata alla resilienza: che avranno mappato la propria esposizione verso terze parti, sottoposto a stress test i propri piani di risposta agli incidenti, rafforzato l'infrastruttura di identità e smesso di trattare la cybersecurity come un centro di costo da contenere al minimo.
Il termine "estremo" scelto da Clusit per le minacce più gravi non è un'iperbole ma una diagnosi. E una diagnosi è utile solo se porta all'azione.
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Fabrizio Cassoni è Cyber Security Specialist presso Integrity360, azienda con oltre vent'anni di esperienza nella consulenza di cybersecurity, con sede a Roma, dove si trova anche il SOC italiano
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Fonti: analisi di intelligence sulle minacce di Integrity360, e Rapporto Clusit 2026

EROINA: al Sala Umberto di Roma, Chiara Becchimanzi con il nuovo spettacolo tra teatro, attivismo e comicità. 13 aprile, ore 21.00

Eroina – non solo stand up comedy show
di e con Chiara Becchimanzi

Reduce dai sold out della trilogia delle terapie, Chiara Becchimanzi alla Sala Umberto di Roma il 13 aprile con il nuovo tour, tra teatro, attivismo e comicità stand up, burlesque e rivoluzione ironica

13 aprile, ore 21.00 Sala Umberto Via della Mercede, 50, 00187 Roma RM

Penelope che attende e disfa. Circe che trasforma. Medea che si vendica. Arianna che salva e poi viene dimenticata. E se quei miti, quei disastri filosofici, quelle narrazioni fondative dell'immaginario occidentale fossero stati concepiti e raccontati da donne? Se quegli archetipi non fossero il riflesso di uno sguardo maschile ma la riscrittura di un'esperienza vissuta?

Da questa domanda prende forma "Eroina – non solo stand up comedy show", il nuovo spettacolo scritto, diretto e interpretato da Chiara Becchimanzi, che arriva il 13 aprile la Sala Umberto di Roma.

Reduce da decine di sold out in tutta Italia con la sua trilogia delle terapie ("Terapia di gruppo", "Terapia d'urto", "Terapia intensiva"), dopo il debutto al Teatro Martinitti di Milano e al festival (R)Esistenze di Terni, Chiara Becchimanzi torna in scena con un format inedito che mescola teatro, stand up comedy, burlesque e conferenza buffa. Un dispositivo scenico ibrido e stratificato che attraversa linguaggi e registri per indagare tutti i momenti in cui, suo malgrado, si è comportata come un'eroina classica, replicando inconsapevolmente schemi, sindromi, complessi ellenizzanti e copioni emotivi che affondano le radici nella mitologia e nella storia della psicanalisi.

"Eroina" non è soltanto uno show comico, ma un gioco serio – e seriamente esilarante – in cui epoche e percezioni si sovrappongono, le figure mitiche dialogano con le nevrosi contemporanee e il palco diventa spazio di analisi collettiva. Un'indagine ironica e spietata sugli archetipi che ancora ci abitano, sulle aspettative di genere, sulle narrazioni che abbiamo interiorizzato senza accorgercene. E una domanda che attraversa tutto lo spettacolo: se quei miti fossero stati scritti da donne, saremmo diverse? Saremmo diversi?

Chiara Becchimanzi è un'artista che sulla scena italiana si colloca oltre la performance e oltre il teatro, coniugando istanze contemporanee e pluralità di linguaggi. Attrice, autrice, regista, stand up comédienne, romanziera, attivista e content creator, è dal 2024 ospite fissa a "DiMartedì" su La7, voce di Radio 2 con "Matti da legare" e influencer con una community di quasi 200.000 follower su Instagram.

La sua carriera teatrale ultraventennale nasce nel solco del teatro di Eduardo De Filippo e si apre alla stand up comedy nel 2019. Tra i riconoscimenti: Premio Comedy Roma Fringe 2016, Coppa Solinas Roma Comic Off 2017, Eccellenze del Lazio 2018, Premio Giovani Festival La Giovane Scena delle Donne 2019. In televisione ha partecipato, tra gli altri, a "Battute" (Rai2), "Zelig C-Lab", "Stand up Comedy" (Comedy Central), "Audiscion" (Rai2), ed è stata autrice per "Boomerissima" e "Comedy Match".

Accanto alla tournée serale, porta avanti un intenso lavoro di divulgazione con il progetto "Rigenerazioni", un tour di matinée negli istituti superiori di tutta Italia che intreccia stand up comedy ed educazione sessuo-affettiva, in collaborazione con la psicoterapeuta Francesca Macciocca, coinvolgendo studenti e studentesse in un confronto diretto sugli stereotipi di genere. Collabora inoltre con università come UniRoma3 e l'Istituto Orientale di Napoli e con associazioni attive sui temi della parità, della pace e del contrasto alla violenza.

"Eroina – non solo stand up comedy show" segna così una nuova tappa di un percorso artistico e civile che fa della scena un luogo di riflessione, ribaltamento e possibilità. Un attraversamento ironico e politico dei miti fondativi, per riscrivere – ridendo – le storie che ci hanno insegnato a raccontarci.

Il tour prosegue il 15 aprile a Torino, l'11 maggio a Foligno, il 29 maggio a Verona e il 5 giugno a Cagliari.

Eroina – non solo stand up comedy show
di e con Chiara Becchimanzi
produzione Altrascena
costumi KB Project
vocal coaching Gabriella Aiello
Media partner: Comedy Central

Biglietti 16 / 22 euro, su https://linktr.ee/chiarabecchimanzi


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