Corriere del Web

Cerca nel blog

giovedì 21 giugno 2018

Fake news. La foto del bimbo in gabbia tra bufale online e drammatica realtà


Questa fotografia non appartiene al contesto delle misure prese in Texas dal Presidente degli USA Trump contro i migranti provenienti dal Messico.

Ma i bambini messicani in gabbia ci sono finisti sul serio.


La foto virale è partita da un tweet del giornalista Jose Antonio Vargas

La foto non è stata scattata all'interno di una delle strutture del governo americano coinvolte nello scandalo.

Il debunker David Puente racconta la genesi di questo scatto nell'ambito di una protesta inscenata il 10 giugno 2018 davanti al Municipio di Dallas

Ma era d'impatto ed è stata utilizzata con un modo di fare (dis)informazione che io non apprezzo. 

Perché l'effetto boomerang che provoca è di far insinuare il dubbio che il fatto non sia mai avvenuto, come purtroppo è stato e come drammaticamente testimoniano per esempio queste tristi immagini:


La foto, che è stata subito condivisa viralmente su tutti i Social, è un'immagine usata per comodità e/o efficacia espressiva che però proviene da archivi fotografici. 

E' un'immagine utilizzata per suscitare emozioni, per trasmettere la drammaticità dell'avvenimento. 

Un po' come si narra che sia nata la famosa fotografia di Robert Capa del miliziano morente (che in scatti successivi appariva vivo e vegeto). 

Ma la foto del bambino resta un falso che il Giornalismo non dovrebbe consentirsi nella Fake Age.

Il portiere della Roma Alisson vince i Mondiali sui media

Risultati immagini per alisson becker as roma
IL PORTIERE BRASILIANO ALISSON VINCE I MONDIALI SUI MEDIA
Secondo il monitoraggio di Mediamonitor.it su oltre 1500 fonti di informazione, tra i più citati calciatori di squadre di club italiane selezionati per il Mondiale ci sono anche il laziale Milinkovic-Savic e lo juventino Gonzalo Higuain
Il portiere della Roma Alisson ha già vinto i suoi Mondiali, almeno quelli sui media, totalizzando dal 14 al 20 giugno 498 citazioni, il 23% in più del laziale Milinkovic-Savic (404) e il 26% in più dello juventino Higuain (396). 

A mettere in evidenza questo risultato è il monitoraggio svolto su oltre 1.500 fonti d’informazione fra carta stampata (quotidiani nazionali, locali e periodici), siti di quotidiani, principali radio, tv e blog da Mediamonitor.it, che utilizza tecnologia e soluzioni sviluppate da Cedat 85, azienda attiva da 30 anni nella fornitura dei contenuti provenienti dal parlato. 

Mediamonitor.it ha rilevato le citazioni avute dal 14 al 20 giugno sui media nazionali e locali dai 64 calciatori di squadre italiane che partecipano ai mondiali con le rispettive nazionali.
A spingere sui mezzi di informazione il “numero 1” brasiliano hanno contribuito anche le voci di mercato che lo vogliono in partenza verso il Real Madrid, così come a portare in alto Milinkovic-Savic nella classifica di Mediamonitor.it hanno influito le notizie di un interessamento della Juventus per il giocatore serbo.
Al terzo posto della graduatoria elaborata da Mediamonitor.it c’è lo juventino Gonzalo Higuain (396 citazioni), che nella partita pareggiata dall’Argentina con l’Islanda ha giocato poco meno di 10 minuti. 

Nella prima settimana dei Mondiali, i media nazionali hanno dato molto spazio anche al calciatore portoghese del Milan, André Silva (386 citazioni), e allo juventino Paulo Dybala (372), in panchina nella partita d’esordio della Selecion.

Al sesto posto della classifica dei calciatori “italiani” al mondiale più nominati sui mezzi di informazione c’è anche il brasiliano “juventino” Douglas Costa (322 menzioni), che precede di un soffio il  giocatore del Napoli Dries Mertens (321), autore del gol vittoria del Belgio sul Panama. 

All’ottavo posto della graduatoria di Mediamonitor.it troviamo lo juventino Khedira (309), centrocampista della nazionale tedesca, che supera il compagno di squadra bianconero Wojciech Szczęsny (299), portiere della Polonia, e l’interista Joao Miranda (297), difensore del Brasile.
Dall’inizio dei Mondiali al 20 giugno, il difensore del Napoli e del Senegal Koulibaly ha raccolto sui mezzi d’informazione italiani 295 citazioni, il 5% in più del croato “juventino” Mario Mandzukic (281) e il 7% in più del polacco Milik (276), attaccante anche lui del Napoli.

mercoledì 20 giugno 2018

I Mondiali di calcio e la loro improbabile somiglianza al GDPR

I Mondiali di calcio e la loro improbabile somiglianza al GDPR


di 
Edwin Passarella, Technical Services Manager di Commvault in Italia


In molti si chiederanno "Mondiali di calcio e GDPR, che cosa hanno in comune???"

Molto più di quanto si possa pensare. Entrambi condividono la necessità di definire piani, strategie e tattiche per vincere; il dolore e il danno di immagine che deriva dalla sconfitta, e la differenza tra vincere e perdere che nasce da un duro lavoro quotidiano in preparazione al torneo. 
Entriamo maggiormente nel dettaglio…

Essere conformi al GDPR al 100% è praticamente impossibile. 
È un'affermazione forte, ma il regolamento contiene troppe espressioni non quantificate (grande, ragionevole, etc.), molto simili a quanto si verifica nella realtà di tutti i giorni, e di conseguenza anche su un campo di calcio. 
Quindi, cosa fare? 
Ne ho parlato con CIO, CDO (Chief Data Officer) e altri senior manager e tutti concordano che sia necessario trovare una "posizione difendibile" per l'azienda, mantenerla e, se possibile, migliorarla. Qui è dove il GDPR inizia a essere un poco più simile al gioco del calcio. 

Mantenere la difesa
Partiamo con la difesa, la cui ultima linea è il portiere. Il Data Protection Officer è il portiere. Entrambi possono vedere il pericolo in arrivo davanti a sé, ma urlare e dare consigli dell'ultimo minuto ai difensori si rivela spesso una mossa della disperazione.  Ricordate, una volta che la palla supera la linea di porta, è l'arbitro (o il regolatore, nel caso del GDPR) che convalida la rete. E questo determinerà il comportamento dei fan (clienti) e, in alcuni casi, addirittura la loro fedeltà.

Quello che si desidera è che i giocatori in difesa abbiano l'opportunità di vedere la minaccia del goal man mano che si avvicina, e siano in grado di affrontarla come squadra, ancor prima che la palla si avvicini alla porta. Nelle aziende o nel settore pubblico, questi difensori sono i responsabili di dipartimento – ciascuno con la responsabilità della propria posizione, ma con lo sguardo rivolto agli altri per supportarsi ed evitare disguidi. 

Una buona efficacia della difesa sta quindi alla base di tutto. Ma per molti allenatori (a cominciare da Klopp) la difesa inizia da attaccanti e centrocampisti consapevoli dei rischi, che bloccano le minacce il "più in alto possibile", prima che la palla si avvicini all'obiettivo. Lo stesso vale per le imprese: la prima linea di difesa deve essere costituita dal personale di vendita, di marketing e delle risorse umane che gestiscono dati personali sensibili ogni giorno.

Gli avversari
Il rischio più grande è rappresentato dalla squadra avversaria o dalla possibilità di farsi un autogoal?

Anche giocando a uno sport di fantasia e scegliendo i giocatori migliori per il proprio team, non si avrà mai garanzia di perfezione. Gli avversari potrebbero avere un momento di abilità imprevedibile, impossibile da pianificare. Lo stesso vale per gli hacker. Gli arbitri possono annullare un goal, ma se parliamo di GDPR, saranno necessarie ottime prove per arrivare comunque al risultato e, a differenza del calcio, bisognerà fornirle in modo incontestabile.   

Tuttavia, è più probabile che ci siano buchi in difesa - una condivisione cloud non sicura, controlli di accesso inadeguati o un laptop smarrito - che causeranno il danno, e che nemmeno la compassione dell'arbitro potrà evitare. È altrettanto probabile un autogol da parte di un attaccante (vendite o marketing) che cerca di aiutare la squadra, ma riesce maldestramente a mandare la palla nella propria porta. Sono tanti gli esempi che hanno fatto il giro sui social media prima del 25 maggio. Quando è stato inviato l'avviso sulla privacy, alcune aziende poco attente hanno addirittura inserito tutta la lista dei contatti in copia conoscenza (non nascosta), mostrando così tutti gli indirizzi dei destinatari.

Vincere la coppa
Esiste un trofeo per la conformità al GDPR? No, e non esiste neanche una finale, perché il GDPR è un processo costante. Ma c'è comunque una vittoria.

Per un'azienda, avere una base clienti (fan) che le affida i propri dati, la aiuterà a fidelizzarli e a ottenerne di nuovi che valorizzano privacy e fiducia. Inoltre, per ottenere una "posizione difensiva" è importante comprendere quali dati si stiano gestendo. In questo modo, la maggiore efficienza ottenuta permetterà di ottenere risparmi tangibili e di offrire ai clienti nuovi modelli di business o servizi migliorati.

Non vorrete perdere all'ultimo momento, o addirittura ai rigori?


Regolatore µModule da 40V, 2,5A, 150°C, pinout conforme ai criteri FMEA, in package BGA di 6,25mm x 6,25mm

Regolatore µModule da 40V, 2,5A, 150°C, pinout conforme ai criteri FMEA, in package BGA di 6,25mm x 6,25mm 



Analog Devices annuncia l'LTM8002 Power by Linear™, un regolatore µModule® (power module) DC/DC step-down con tensione d'ingresso di 40V (42V max. ass.) e corrente di uscita di 2,5A continui (3,5A di picco), in package BGA di 6,25mm x 6,25mm x 2,22mm. L'LTM8002 include il controllore switching, gli switch di potenza, l'induttore e altri componenti di supporto. Per completare il progetto sono necessari solamente i condensatori di filtro in ingresso e uscita e due resistenze.

La disposizione dei pin dell'LTM8002 è conforme ai criteri FMEA (failure mode effects analysis) per cui, in caso di corto circuito verso GND, corto circuito verso un pin adiacente, o pin floating, la tensione in uscita viene mantenuta a un valore di sicurezza uguale o inferiore a quello di regolazione. La massima temperatura di giunzione è di 150°C per il grado H e di 125°C per il grado I. La versione di grado H dell'LTM8002 può fornire 2,8A di corrente in uscita fino a una temperatura ambiente di 105°C senza dissipatore o ventilazione, nella condizione da 12VIN a 5VOUT. L'ampio intervallo di tensioni d'ingresso, la conformità FMEA del pinout, il funzionamento in alta temperatura e le dimensioni contenute della soluzione ne fanno il regolatore "point-of-load" ideale per le applicazioni più esigenti in termini di affidabilità e durata, come nel caso degli apparati automotive e industriali.

La frequenza di commutazione è regolabile con una resistenza o sincronizzabile con un clock esterno tra 200kHz e 3MHz, per evitare le interferenze dovute all'uso del dispositivo in corrispondenza di specifiche frequenze o intervalli di frequenza utilizzate dal sistema. L'LTM8002 ha quattro modalità operative: Burst Mode®, pulse-skipping, pulse-skipping con spread spectrum e sincronizzazione esterna. La corrente a riposo in modalità Burst Mode è di 25µA, ideale per sistemi alimentati a batteria, in particolar modo per quelli che richiedono la funzione "keep alive".

La tensione in uscita è regolabile da 0,97V a 18V con una resistenza, oppure fissa a 3,3V. Questa ampia gamma di tensioni di uscita conferisce a un unico prodotto la versatilità di utilizzo nel generare tensioni di bus di sistema di 3,3V, 5V, 12V e 15V.

L'LTM8002 può funzionare da –40°C a 125°C o da –40°C a 150°C.

Per ulteriori informazioni, visitate il sito di Analog Devices.

Riepilogo delle caratteristiche: LTM8002
  • Pinout conforme ai criteri FMEA
  • Ampia gamma di tensioni d'ingresso: da 3,4V a 40V
  • Architettura Silent Switcher® a basso rumore
  • Ampio intervallo di tensioni di uscita: da 0,97V a 18V
  • Corrente in uscita 2,5A continui, 3,5A di picco
  • Temperatura massima di funzionamento 150°C (Grado H)
  • Frequenza di commutazione regolabile: da 200kHz a 3MHz
  • Sincronizzazione esterna
  • Bassa corrente a riposo: 25µA (5VOUT)
  • Soft-Start programmabile
  • Package BGA di 6,25mm × 6,25mm × 2,22mm

RS Components inserisce a catalogo la nuova Ultimaker S5 per la stampa 3D professionale

RS Components inserisce a catalogo la nuova Ultimaker S5 per la stampa 3D professionale
Una soluzione semplice e affidabile per stampare prototipi funzionali, attrezzi di produzione e parti destinate all'utilizzo finale

RS Components, distributore multicanale globale di prodotti di elettronica e manutenzione, ha annunciato la disponibilità della nuova stampante 3D a marchio Ultimaker. La Ultimaker S5 si rivolge al mercato professionale e soddisfa esigenze tecniche per diverse applicazioni, dalla creazione di prototipi alla realizzazione di componenti e parti di tipo industriale per l'impiego finale. Tra le caratteristiche principali della Ultimaker S5 figurano il funzionamento continuo, un volume di stampa elevato, connettività avanzata, doppia estrusione, un sistema a filamento aperto e la possibilità di stampare una vasta gamma di materiali, tra cui filamenti di terze parti.

La Ultimaker S5 combina l'approccio olistico a 360° tipico del marchio con l'integrazione di hardware, software e materiali. Il risultato è una soluzione di facile utilizzo e alta affidabilità, che consente l'allineamento completo delle impostazioni per soddisfare le esigenze di ingegneri, progettisti e tecnici che operano in settori diversi, tra cui architettura e medicale, oltre che di scuole e università.

La stampante, caratterizzata da un TOC ridotto e adatta per diversi impieghi, utilizza motori passo-passo silenziosi che la rendono la soluzione ideale per uffici e studi professionali. Un altro aspetto fondamentale è la sua piattaforma aperta e flessibile che consente di allineare la stampante con i processi già esistenti, in modo da creare un flusso di lavoro molto efficiente.

Tra le caratteristiche principali della stampante figurano un volume di stampa di 330 x 240 x 300 mm, ideale per stampare oggetti di grandi dimensioni, e il sistema di livellamento attivo a più punti del vassoio. Quest'ultimo monitora il flusso di materiale e garantisce un primo strato perfetto, compensando le variazioni della topografia della piastra di stampa e correggendo automaticamente gli errori durante il processo, garantendo la realizzazione di parti di qualità elevata.

La stampante può utilizzare una vasta gamma di materiali, tra cui PLA e PLA duro, oltre che materiali plastici avanzati, come nylon, PC e materiali compositi. Tra gli altri materiali utilizzabili si trovano ABS, CPE, CPE+, TPU 95A, PP, PVA e materiali da rimuovere meccanicamente. Grazie alla profonda conoscenza di Ultimaker in fatto di materiali e il suo innovativo software di stampa 3D Cura la macchina è in grado di lavorare praticamente qualsiasi tipo di filamento industriale.

La piastra di stampa della S5 resiste a temperature fino a 140°C, caratteristica indispensabile per trattare materiali come il PC. Oltre alla tradizionale piastra di stampa in vetro è disponibile una piastra in alluminio più resistente, che consente di realizzare oggetti di grandi dimensioni con materiali tecnici quali ABS o PC.

La stampante S5 Ultimaker è ora disponibile da RS e va a completare la sua vasta gamma di stampanti 3D per la prototipazione rapida e la produzione di parti.

MIGRANTI. Sistema d'asilo europeo, Amnesty scrive al primo ministro Conte

SISTEMA D'ASILO EUROPEO, AMNESTY INTERNATIONAL ITALIA SCRIVE AL PRIMO MINISTRO GIUSEPPE CONTE

"Il rispetto degli obblighi internazionali, la cooperazione e la solidarietà devono essere al centro delle attività di soccorso in mare e della riforma del sistema d'asilo europeo".

Con queste parole inizia la lettera che il direttore generale di Amnesty International Italia, Gianni Rufini, ha inviato al primo ministro Giuseppe Conte questa mattina, prima dell'incontro col presidente del Consiglio europeo Donald Tusk.

Rufini ha auspicato che l'Italia resti esempio di generosità e umanità nel soccorrere rifugiati e migranti nel Mediterraneo centrale e nell'offrire loro protezione e si faccia promotrice di una riforma del sistema d'asilo europeo più equa e solidale verso i paesi, come proprio l'Italia, che hanno maggiormente contribuito ad affrontare i flussi migratori degli ultimi anni.

A seguito della vicenda della nave di soccorso Aquarius, ha notato Rufini, il sistema di ricerca e soccorso nel Mediterraneo centrale è entrato in una fase caratterizzata da una pericolosa imprevedibilità. L'Italia dovrebbe discutere urgentemente e in modo solidale e cooperativo con gli altri governi europei come gestire i salvataggi e gli sbarchi di rifugiati e migranti in modo rispettoso del diritto internazionale e che assicuri la sicurezza di tutti coloro che sono coinvolti da operazioni di salvataggio, nonché l'accesso alla protezione e una condivisione più equa delle responsabilità per l'accoglienza e l'esame delle domande di protezione.

Al prossimo Consiglio europeo di fine giugno l'equa condivisione delle responsabilità sarà al centro delle discussioni sulla riforma del sistema di Dublino. Amnesty International ritiene che tutti gli stati dell'Unione europea debbano accettare un equo meccanismo di distribuzione delle persone bisognose di protezione, cui tutti gli stati membri contribuiscano in maniera solidale.

L'attuale sistema d'asilo europeo, nella sua attuale configurazione, non risponde alle esigenze di coloro che fuggono da guerre e persecuzioni e che hanno urgente bisogno di protezione. Si tratta di un sistema che smembra le famiglie, incoraggia gli stati a scaricare le proprie responsabilità gli uni sugli altri anziché incentivare la cooperazione, e che è gravato da procedure eccessivamente burocratiche che rallentano l'accesso all'asilo. Gli stati europei di frontiera come l'Italia ne soffrono le più gravi conseguenze a causa della regola dello stato di primo arrivo.

"Una riforma radicale del sistema di Dublino è perciò urgentemente necessaria. Il Parlamento europeo ha adottato la propria posizione sulla riforma di Dublino nel novembre scorso con il supporto di un'ampia maggioranza di tutti i gruppi politici. La posizione del Parlamento europeo fa della solidarietà e dell'equità attraverso la condivisione delle responsabilità una componente fondamentale della riforma, cambiando l'attuale ingiusta logica che assegna ogni responsabilità allo stato di primo arrivo. Amnesty International considera la posizione del Parlamento europeo un passo decisivo e positivo nella giusta direzione, che offre un nuovo paradigma che merita l'attenta considerazione del Consiglio europeo", si legge nella lettera indirizzata al presidente Conte.

"La creazione di un nuovo sistema di equa distribuzione delle responsabilità tra stati membri per i richiedenti asilo è l'unica giusta soluzione di lungo termine per tutti gli stati interessati e per i rifugiati. Creare un sistema che sia più equo ed efficace è possibile. Le popolazioni europee e coloro che fuggono verso l'Europa meritano un sistema migliore dell'attuale: un sistema equo e sostenibile che sia coerente con i principi di rispetto per la dignità umana su cui l'Unione europea si fonda", conclude la lettera.

                                                        
Roma, 20 giugno 2018

CorrieredelWeb.it

CASO IVAN CIULLO: I GENITORI DENUNCIANO LA PM

A TRE ANNI DALLA MORTE DI IVAN CIULLO LA VERITA' E' ANCORA LONTANA, MA I GENITORI NON SI ARRENDONO E DENUNCIANO LA PROCURA DI LECCE.

Il 12 luglio l'udienza del GIP.

Acquarica del Capo, 20 giugno 2018. A tre anni esatti dalla morte di Ivan Ciullo, in arte "Navi", il deejay trovato impiccato il 22 giugno del 2015 ad un ulivo nelle campagne tra Taurisano e Acquarica del Capo (LE), nessuno sa cosa sia accaduto realmente. Alla tenacia e al coraggio dei genitori – Rita e Sergio - che non si sono arresi le istituzioni hanno innalzato un muro, un muro di omissioni, di errori investigativi, troppo gravi e troppo frequenti da non chiedersi PERCHE'? Troppi gli interrogativi che non hanno avuto risposte in questi 36 mesi.

Pieno di vita, di interessi: cantautore, DJ, speaker radiofonico, produttore musicale, fonico ed infine la passione per la scrittura, il legame fortissimo con mamma Rita e papà Sergio, una nuova relazione sentimentale: nessun motivo per togliersi la vita.

Eppure, fin dall'inizio, il caso è stato liquidato frettolosamente come un suicidio, sulla base del fatto che accanto al corpo è stata trovata una lettera di addio ai genitori. Lettera scritta al computer, le uniche parole autografe sono nella intestazione della busta - "Per mamma e Sergio" - e NON è la scrittura di Ivan. Lo ha dichiarato anche un perito, ma in via informale, perché la PM non ha mai voluto autorizzare la perizia calligrafica sull'originale della busta. PERCHE'?

PERCHE' il corpo è stato portato al nosocomio di Lecce, distante oltre 60 km da Acquarica, ed è stato trattenuto due giorni senza però effettuare l'autopsia? Si sono limitati ad una visita esterna, senza neppure effettuare esami tossicologici. Questo tipo di indagini avrebbero potuto farle in un qualsiasi ospedale più vicino. Cosa ha fatto cambiare loro idea? Qualcuno ha fatto pressione affinché non venisse effettuata l'autopsia? Nella decisione di non fare l'autopsia non sono stati interpellati i genitori. Nessuno quella mattina del 22 giugno si è recato da loro; hanno saputo della scomparsa del figlio casualmente. Lo ha capito papà Sergio, da solo, e da solo ha dovuto dare la notizia a mamma Rita. PERCHE'?

PERCHE', se come ha scritto il medico legale, sugli slip del giovane c'erano tracce di liquido seminale, il vestiario è stato gettato?
PERCHE' nessuno si è preoccupato di verificare che sotto la suola delle scarpe ci fosse la terra rossa del campo in cui è stato ritrovato il corpo senza vita? E perché anche le scarpe sono state gettate?

Ivan è stato trovato appeso al ramo di un albero di ulivo, ma le foto testimoniano che le estremità delle gambe erano bianche e questo non è compatibile con il suicidio. Il sangue in un corpo appeso si deposita verso il basso: i piedi avrebbero dovuto essere blu.
E PERCHE' sul corpo sono presenti ecchimosi dorsali? In un corpo appeso non dovrebbero esserci. Forse Ivan quando ha perso la vita era disteso?
Anche i segni dietro la nuca non sembrano affatto provocati dallo strisciamento del cavo, poiché risultano asimmetrici al nodo.

PERCHE', alla luce di questi elementi e, malgrado le ripetute richieste da parte dei legali dei genitori, non hanno ancora autorizzato la riesumazione e l'autopsia di Ivan?
Anche la posizione del corpo avrebbe dovuto destare sospetti: è stato rinvenuto con le gambe genuflesse e non penzolanti. Tale posizione è stata giustificata dagli inquirenti con il cedimento del "cavo elettrico". Ma non si tratta affatto di un cavo elettrico, bensì di un cavo microfonico che non cede o, se lo fa, si logora esternamente, ma le foto testimoniano che il cavo era integro. Lo sa bene papà Sergio che lo ha visionato, insieme ai legali e ai funzionari della Polizia di Stato di Taurisano: il cavo non presentava alcun cedimento né allungamento.

E che fine ha fatto il mazzo di chiavi che aveva con sé? e le videocamere, presenti nell'auto di Ivan al momento della scomparsa, dove sono finite?
I piedi dello sgabello, che è stato ritrovato accanto al corpo, sono solo appoggiati sul terreno e non affondano nella terra. E' scientificamente possibile? NO.

Il medico legale – pur non avendo fatto autopsia -ha dichiarato l'ora PRECISA della morte: h 18 del 21 giugno 2015. Così si legge nel suo referto, allegato alla prima richiesta di archiviazione. Poche pagine dopo, nello stesso fascicolo, la perizia sul cellulare di Ivan stabilisce che è stato spento definitivamente alle 18,40. PERCHE' la PM, malgrado questa evidente incongruenza, ha chiesto l'archiviazione? PERCHE' non le è venuto il dubbio che il telefono poteva essere stato spento da qualcun altro?

Alle 18,40 del 21 giugno è ancora giorno, il sole tramonta due ore dopo. L'albero in cui è stato ritrovato Ivan si trova ai margini di una strada asfaltata e abbastanza trafficata, anche se in campagna. Possibile che nessuno abbia visto il corpo fino alla mattina successiva? E se fosse stato portato lì dopo la sua morte, inscenando un suicidio?

A tutte queste domande non sono ancora state date risposte. I genitori non si sono mai arresi e continueranno la loro lotta per la verità. Di recente, difronte alla seconda richiesta di archiviazione presentata dalla PM e alle sue evidenti lacune, hanno presentato una formale denuncia-querela al Tribunale di Potenza nei confronti della PM della Procura di Lecce per il reato di omissione di atti d'ufficio.

Dopo aver respinto l'iniziale richiesta di archiviazione, il giudice per le indagini preliminari, Vincenzo Brancato, il 27 febbraio 2017, aveva chiesto agli inquirenti un ulteriore approfondimento investigativo, procedendo all'acquisizione delle celle telefoniche agganciate sia dal cellulare in uso a Ivan sia da smartphone, tablet e utenze in uso all'uomo con cui Ivan aveva intrattenuto contatti fino all'ultimo, disponendo altresì di acquisire eventuali dati GPS. Già nel corso dell'udienza di discussione i legali dei genitori di Ivan avevano fatto presente la necessità di acquisire quei dati in tempi celeri, poiché, trascorsi due anni dal fatto, i dati telefonici sarebbero stati eliminati per sempre dalle varie compagnie telefoniche.

In effetti, accade che i due cellulari vengano sequestrati con urgenza il 15 marzo 2017, ma "l'acquisizione presso gli operatori di rete di accesso per le comunicazioni "Wind Spa", "Telecom Spa" e "Vodafone Omnitel spa" ed "H3G" mobili, di copia cartacea ed informatica della documentazione integrale del traffico storico, localizzazione delle celle impegnate, messaggi di testo ENTRANTE ed USCENTE dall'utenza radiomobile, con utenza ------------, dalle ore 00,00 del giorno 10.06.2015, alle ore 24.00 del giorno 01.08.2015" – in uso all'indagato – è stata richiesta dal PM in data 10.10.2017 e l'incarico al consulente tecnico venga assegnato solo il giorno 21 giugno 2017, ovvero il giorno del secondo anniversario della morte di Ivan.
Di conseguenza le compagnie telefoniche interessate, hanno comunicato che, essendo trascorsi i 24 mesi previsti dalla data della comunicazione dei dati di traffico telefonico, gli stessi erano stati distrutti.

Si tratta di una fatale casualità?
Sta di fatto che questo gravissimo ritardo ha comportato la perdita di elementi fondamentali per le indagini ed ad oggi irripetibili.
A questa seconda richiesta di archiviazione, il legale dei genitori - AVV.Francesca CONTE - ha presentato le loro opposizioni.
Il prossimo 12 luglio è prevista l'udienza di discussione davanti al GIP.



Follow by Email

Disclaimer

Protected by Copyscape


Il CorrieredelWeb.it è un periodico telematico nato sul finire dell’Anno Duemila su iniziativa di Andrea Pietrarota, sociologo della comunicazione, public reporter e giornalista pubblicista, insignito dell’onorificenza del titolo di Cavaliere al merito della Repubblica Italiana.

Il magazine non ha fini di lucro e i contenuti vengono prodotti al di fuori delle tradizionali Industrie dell'Editoria o dell'Intrattenimento, coinvolgendo ogni settore della Società dell'Informazione, fino a giungere agli stessi utilizzatori di Internet, che così divengono contemporaneamente produttori e fruitori delle informazioni diffuse in Rete.

Da qui l’ambizione ad essere una piena espressione dell'Art. 21 della Costituzione Italiana.

Il CorrieredelWeb.it oggi è un allegato della Testata Registrata AlternativaSostenibile.it iscritta al n. 1088 del Registro della Stampa del Tribunale di Lecce il 15/04/2011 (Direttore Responsabile: Andrea Pietrarota).

Tuttavia, non avendo una periodicità predefinita non è da considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n.62 del 07/03/2001.

L’autore non ha alcuna responsabilità per quanto riguarda qualità e correttezza dei contenuti inseriti da terze persone, ma si riserva la facoltà di rimuovere prontamente contenuti protetti da copyright o ritenuti offensivi, lesivi o contrari al buon costume.

Le immagini e foto pubblicate sono in larga parte strettamente collegate agli argomenti e alle istituzioni o imprese di cui si scrive.

Alcune fotografie possono provenire da Internet, e quindi essere state valutate di pubblico dominio.

Eventuali detentori di diritti d'autore non avranno che da segnalarlo via email alla redazione, che provvederà all'immediata rimozione oppure alla citazione della fonte, a seconda di quanto richiesto.

Per contattare la redazione basta scrivere un messaggio nell'apposito modulo di contatto, posizionato in fondo a questa pagina.

Modulo di contatto

Nome

Email *

Messaggio *