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lunedì 25 maggio 2026

La ricerca ha cambiato la sclerosi multipla. Ora deve cambiare il sistema


AISM e FISM presentano la nuova Agenda della SM e patologie correlate 2030: uno strumento condiviso di cambiamento e coprogettazione, un percorso per trasformare innovazione scientifica, diritti e presa in carico in qualità della vita concreta per le persone


Genova, 25 maggio 2026 – Superare le profonde disuguaglianze territoriali nell’accesso a cure, riabilitazione, sostegni e percorsi di presa in carico, investendo in modo strutturale su ricerca, servizi, continuità assistenziale, integrazione tra ospedale e territorio e piena applicazione della riforma della disabilità, affinché ogni persona con SM possa partecipare pienamente alla vita sociale, lavorativa e relazionale.

È questo il quadro di priorità che AISM – Associazione Italiana Sclerosi Multipla – e la sua Fondazione FISM, portano alle istituzioni presentando, in occasione della Settimana Nazionale della Sclerosi Multipla e della Giornata Mondiale della SM, la nuova Agenda della SM e patologie correlate 2030.

L’Agenda SM 2030 definisce priorità e direzioni di cambiamento per migliorare qualità della vita, diritti, partecipazione e presa in carico delle persone con sclerosi multipla e patologie correlate nei prossimi cinque anni, mettendo al centro gli impatti reali sulla vita delle persone.

Oggi in Italia vivono con la sclerosi multipla 150.000 persone, con oltre 3.600 nuove diagnosi ogni anno. La malattia colpisce soprattutto giovani e adulti tra i 20 e i 40 anni, soprattutto donne, con un rapporto di 3 a 1 rispetto agli uomini. La sclerosi multipla è una malattia cronica, complessa e in molti casi progressiva e invalidante, per la quale non esiste ancora una cura definitiva.

Ma negli ultimi 20 anni la ricerca ha profondamente trasformato ciò che è possibile: diagnosi sempre più precoci, terapie ad alta efficacia e personalizzate, strumenti avanzati di monitoraggio e l’accesso ai percorsi di cura consentono oggi di rallentare la progressione della malattia posticipando di decenni il raggiungimento di una disabilità grave.

Per molte persone significa poter vivere con una condizione affrontabile, e questa è una base concreta per costruire qualità di vita. Per farlo, però, non bastano i farmaci, serve un sistema di servizi integrato e una società realmente inclusiva.

Oggi una persona con sclerosi multipla ha bisogno della possibilità concreta di accedere a percorsi integrati di cura, riabilitazione, supporto psicologico, assistenza e sostegni. E soprattutto poter partecipare a una società che consenta alle persone di contribuire secondo le proprie possibilità, in un mondo del lavoro inclusivo e flessibile, con diritti realmente garantiti e concrete opportunità di partecipazione sociale.

Il divario tra ricerca e vita reale: i dati del Barometro 2026

I dati del Barometro della SM e patologie correlate 2026 mostrano un divario ancora profondo tra ciò che oggi la ricerca rende possibile e ciò che le persone riescono realmente a vivere ogni giorno.

Ha smesso di aumentare, ed è ferma al 35,4%, la quota di Centri SM che lavora con PDTA aziendali o interaziendali strutturati, che assicurano continuità e interdisciplinarità dei percorsi. Significa, per le persone e le famiglie quando mancano, doversi organizzare le cure in modo autonomo e quindi trovarsi e prenotare le prestazioni da sé: per visite specialistiche, risonanze magnetiche, accertamenti strumentali, esami di laboratorio ed è successo ad oltre il 50%. II 31,6% si è dovuto rivolgere al privato pagando da sé per avere riabilitazione, che è una componente essenziale della cura, il 41,1% lo ha fatto per vedere altri specialisti, il 61,2% per ricevere supporto e terapia psicologica.

Il quadro dei servizi sociali e socio sanitari è ancora più problematico: oltre il 57% delle persone con bisogno di assistenza domiciliare dichiara di non riceverla,

Per molte persone la gestione quotidiana della malattia continua a tradursi in opportunità sottratte al lavoro, alle relazioni e al proprio progetto di vita. Il costo sociale della SM raggiunge oggi 6,9 miliardi di euro l’anno e la perdita di produttività e autonomia di persone e caregiver rimane uno degli impatti più pesanti per la comunità.

Ma il problema non riguarda solo la dimensione dei servizi e dell’assistenza. Oltre il 60% delle persone con SM riferisce di subire discriminazioni nella vita quotidiana e il 65,8% incontra ostacoli e barriere in almeno un luogo della propria vita. Burocrazia, lavoro, trasporti e accessibilità degli spazi continuano a limitare autonomia, partecipazione sociale e qualità della vita.

L’incapacità della società di adattarsi alle esigenze delle persone con SM e patologie correlate, e con disabilità più in generale, rappresenta oggi l’ostacolo principale alla loro qualità di vita.

Un terzo delle persone con SM sente di non potersi realizzare nella vita, e il dato supera il 50% tra quelle con disabilità moderata e raggiunge il 60% per chi la ha in forma grave. Il livello di disabilità impatta in modo drammatico sia sulla possibilità di trovare e mantenere un lavoro adatto, non ci riesce il 57,7% di chi ha disabilità moderata e il 69,5% di chi l’ha grave, che di vivere liberamente il proprio tempo libero: non può farlo il 59% di chi ha disabilità moderata e il 71,2% di chi l’ha grave.

L'Agenda 2030: da cornice di diritti a strumento operativo


L’Agenda della SM e patologie correlate 2030 nasce per rispondere a questa sfida: non come un elenco di cose da fare, ma come una cornice chiara e agibile di priorità condivise, capace di trasformare conoscenze, innovazione e diritti già disponibili in opportunità concretamente accessibili e sostenibili nella vita delle persone con SM e patologie correlate.
L’obiettivo è costruire un sistema più integrato, uniforme e vicino alla vita reale delle persone, ma soprattutto una società capace di riconoscere e rendere possibile la piena partecipazione, mettendo al centro qualità della vita, diritti realmente esigibili, tempo di vita e opportunità.

“Il punto non è solo potenziare i servizi dove ancora mancano, ma far funzionare in modo coerente e accessibile ciò che oggi è già possibile. Oggi il Terzo Settore non si limita a rappresentare i bisogni: partecipa alla costruzione delle politiche pubbliche e dei modelli di cambiamento. AISM porta nei luoghi decisionali sessant’anni di esperienza, i dati del Barometro della SM e le priorità dell’Agenda, contribuendo ogni giorno a trasformare conoscenza e bisogni reali in cambiamenti concreti e agibili. La sfida oggi è passare da un sistema a cui le persone devono adattarsi a un sistema capace di adattarsi alle persone”, dichiara Francesco Vacca, Presidente Nazionale AISM.

L’Agenda della SM e patologie correlate 2030 si inserisce, inoltre, nel percorso di attuazione della riforma della disabilità e del nuovo modello di Progetto di Vita individuale, personalizzato e partecipato, rispetto al quale AISM è impegnata nei tavoli istituzionali nazionali e nei processi di sperimentazione territoriale.

La ricerca: leva delle leve


Centrale il ruolo della ricerca scientifica, vera ‘leva delle leve’, non solo per lo sviluppo di nuove terapie, ma anche per costruire sistemi di cura sempre più personalizzati, accessibili e sostenibili. Negli ultimi cinque anni FISM ha investito oltre 40 milioni di euro in ricerca, sostenendo progettualità che hanno prodotto più di 800 pubblicazioni scientifiche, contribuendo a fare dell’Italia il secondo Paese al mondo per produzione scientifica sulla SM.

L’Agenda 2030 si inserisce in una visione ancora più ampia: quella della salute del cervello. La sclerosi multipla, per la sua complessità, è oggi un modello per sviluppare strategie di prevenzione – della malattia e della disabilità – che possano valere per l’intero campo delle patologie neurologiche croniche, in un’epoca in cui oltre 3 miliardi di persone nel mondo convivono con una condizione neurologica.

In questa prospettiva un ruolo strategico è svolto dal Registro Italiano Sclerosi Multipla e patologie correlate, progetto di ricerca promosso da FISM, oggi uno dei più importanti database europei dedicati alla SM, con 98.000 casi registrati e 77 progetti di ricerca sviluppati in dieci anni, fondamentale per la medicina personalizzata, la ricerca real world e il miglioramento della presa in carico oltre che dare alle istituzioni dati fondamentali per le scelte di sanità pubblica.

“La ricerca ha cambiato radicalmente le prospettive della sclerosi multipla. Ora questo cambiamento deve arrivare nella vita quotidiana delle persone. L’innovazione non può restare confinata nei centri di eccellenza: deve diventare accesso uniforme, presa in carico reale e diritto esigibile per tutte le persone con SM e patologie correlate per tutti indipendentemente dal luogo in cui vivono”. dichiara Mario Alberto Battaglia, Presidente FISM e Presidente della Federazione Internazionale della SM.

L'appuntamento del 28 maggio alla Camera


Il 28 maggio l'Agenda SM e patologie correlate 2030 sarà al centro dell'incontro istituzionale alla Camera dei Deputati in occasione della Giornata Mondiale della Sclerosi Multipla. Un appuntamento che arriva con un solido riconoscimento istituzionale: la mozione approvata dalla Camera nel novembre 2024, ha riconosciuto le priorità del Movimento della SM come priorità del Paese e l'istituzione, nel novembre 2025, dell’Intergruppo parlamentare sulla sclerosi multipla e patologie correlate. L'Agenda 2030 ne è la naturale prosecuzione e lo strumento operativo per tradurle in cambiamenti concreti.

L’Agenda della SM e patologie correlate 2030 e il Barometro sono disponibili su aism.it/agenda.

Violenza di genere: dalla Croazia all'Italia, la chirurga-artista Nika Komadina canta la fuga da un amore diventato terrore

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La dottoressa e artista croata di origini venete Nika Komadina pubblica “Donna Viva”, un brano nato per non lasciare che il tema della violenza venga ridotto a tragiche statistiche, spostando lo sguardo dalla vittima alla persona: dignità, libertà e possibilità di ricostruirsi prima che la paura diventi destino


«Raccogliendo quel che resta della sola volontà
di tornare donna viva, con la propria dignità.
»

Una donna fugge da un amore trasfigurato in terrore, raccoglie quel che rimane di sé e prova a tornare viva. Non vincente, non invincibile. Viva. Con la propria dignità ancora addosso, anche quando tutto sembra aver tentato di strappargliela. “Donna Viva”, il nuovo singolo della cantante italo-croata Nika Komadina, scritto da Rodolfo Vitale, prodotto da kavakava e pubblicato in Croazia nel 2024, nasce da una storia di violenza, paura e allontanamento. Racconta una donna che prova a salvarsi, a ricominciare dal proprio coraggio e a non lasciare che l’umiliazione diventi l’ultima parola sulla propria vita. Il brano arriva ora in Italia insieme al profilo di un’artista già riconosciuta oltre Adriatico: nata da madre italiana e padre croato, Nika Komadina è cresciuta in una doppia appartenenza culturale, sviluppando il proprio percorso tra Croazia, Italia e una formazione internazionale che attraversa musica, performance e professione medica.

La traccia affronta il tema della violenza di genere collocandolo dentro una storia, in un corpo, nel preciso istante cui una donna comprende che l’amore non può coincidere con l’umiliazione, la paura, l’annullamento.

In un Paese come l’Italia, in cui il dibattito su abusi e femminicidi continua a occupare cronaca, politica, scuola, cultura e informazione, “Donna Viva” arriva senza cercare immagini forti a tutti i costi: parla di chi trova la forza di andare via, dopo gli insulti, gli schiaffi, le grida, dopo una relazione in cui l’amore è stato usato come luogo di controllo e subordinazione. La parola chiave, nel brano, non è vendetta. È dignità.

Il testo attraversa le maglie di una libertà fittizia che nasconde il perimetro del controllo, il miraggio di una libertà che funge da paravento alla coercizione, fino ad arrivare alla necessità di allontanarsi da «quel mostro che ha tradito tutto quanto il nostro amore», spostando la narrazione dal trauma alla possibilità, dolorosa ma necessaria, di riprendere possesso di sé.

“Donna Viva”, infatti, non è la fotografia di una vittima, ma di una persona che vuole restare nel mondo, riprendere parola, non farsi definire dagli abusi subiti. Essere viva, in questo brano, significa sottrarsi a ciò che spegne, rifiutare la normalizzazione della violenza, riconoscere che la dignità non è una concessione, ma una soglia da difendere anche quando la paura toglie il respiro.

Nika Komadina porta in questa interpretazione un bagaglio che rende il progetto ancora più rilevante per il mercato italiano: un background transfrontaliero e una vocalità densa, capace di muoversi tra le trame della scuderia R&B contemporanea. L’artista, nata e cresciuta in Croazia, riflette la propria parte italiana nella lingua, nel fraseggio e nella naturalezza con cui abita la canzone, mentre la radice croata rafforza una traiettoria già avviata con autorevolezza. Premiata e seguita con attenzione dalla stampa locale, ha collezionato pubblicazioni che ne testimoniano la versatilità espressiva e la solidità di un percorso artistico ormai articolato.

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La sua figura che non arriva nel nostro Paese come una debuttante, ma come un’artista già strutturata, capace di abitare più territori, più lingue e più registri. Parla croato, italiano, inglese e tedesco, ha una formazione musicale che comprende pianoforte, violino e canto solistico, ha perfezionato la dimensione scenica attraverso recitazione, musical theater e film, frequentando anche un’accademia estiva a Broadway, New York. Da bambina si è esibita in numerosi musical in Svizzera, portando sul palco una familiarità precoce con il corpo, la voce e la disciplina della performance live.

Accanto alla musica, Nika Komadina ha consolidato anche una carriera medica di alto livello: è dottoressa in medicina dentale e magistrata in chirurgia e implantologia. Un elemento che, nel suo caso, non funziona come semplice curiosità biografica, ma come parte di un’identità complessa, fondata su precisione, studio, metodo e sensibilità. Nella sua storia confluiscono scienza e arte, cura del dettaglio e urgenza del canto, professionalità di una carriera medica internazionale e la scelta sempre più chiara di investire nella musica come luogo centrale della propria vocazione. In poche parole, rigore analitico trasposto in urgenza espressiva.

Negli ultimi anni, Nika ha collaborato con importanti autori della scena croata, tra cui Dragan Brajović Braja, Dejan Kostić e Bane Opačić, consolidando un posizionamento artistico che le ha permesso di imporsi progressivamente nel circuito balcanico. È vincitrice del primo premio della giuria professionale al Marko Polo Fest con i brani “Namjerno” e “Jedino ljubav pokreće nas” per due anni consecutivi, mentre il singolo “Bolje bolje” ha segnato un ulteriore passaggio nella definizione della sua identità musicale, confermandone la capacità di unire intensità interpretativa, scrittura pop e una linea estetica altamente distintiva.

Con “Donna Viva”, però, non punta soltanto sulla voce, sulla produzione o sulla dimensione internazionale del progetto: sceglie un tema che riguarda la vita concreta di ancora troppe donne e lo porta in una forma musicale accessibile, diretta, emotivamente carica, senza cedere alla semplificazione. La violenza non viene descritta come evento isolato, ma come progressiva perdita di speranza dentro una relazione che avrebbe dovuto proteggere e invece consuma, inganna, imprigiona. Da qui nasce la necessità della fuga come atto vitale: il tempo di allontanarsi, di raccogliere la propria dignità, di tornare a esistere.

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«Ho cantato questo brano perché, come donna, mi sento coinvolta e vicina a tutte quelle donne, purtroppo troppe, che subiscono violenze fisiche e morali, ogni giorno, in ogni parte del mondo - afferma Nika Komadina -. Voglio dare voce a tutto questo con tutta la forza che ho, perché la situazione si fa sempre più drammatica e nessuna persona, nessun potere, può togliere a una donna la sua libertà e la sua dignità. Anche quando le difficoltà e la paura sembrano spezzare il respiro, non bisogna mai gettarsi via. L’amore, se è davvero tale, si fonda sul rispetto, non sull’umiliazione.»

Il videoclip ufficiale che accompagna il pezzo amplifica la dimensione narrativa del brano, rendendo in immagini la dicotomia tra fragilità e resistenza, tra l’oscurità dell’abuso e la volontà di tornare alla luce. Nika Komadina interpreta il pezzo con una vocalità che non cerca solo tecnica, plauso e potenza, ma partecipazione: il canto segue il peso delle parole, ne accompagna l’eco, ne sostiene la salita, fino a trasformare il ritornello in un rito catartico, una vera e propria epifania di liberazione.

Per il pubblico italiano, “Donna Viva” rappresenta anche l’ingresso di una nuova voce femminile in grado di unire radici adriatiche, formazione internazionale e una scrittura pop rock orientata a temi sociali. Il debutto italiano della Komadina non è una semplice operazione di lancio su un nuovo mercato, ma l’apertura di una traiettoria che attraversa due sponde, due lingue, due identità, portando al centro una domanda che riguarda tutti, a prescindere dalla provenienza geografica, dalla classe sociale, dall’orientamento politico e religioso:

quante volte la musica può ancora servire a far luce su ciò che la cronaca racconta ogni giorno, ma che rischia di diventare indistinto, e a volte perfino tollerato, proprio perché reiterato?

“Donna Viva” risponde scegliendo la via più diretta: una canzone in italiano, una voce croata con sangue italiano, una storia di violenza e rinascita che non chiede compassione, ma ascolto, riflessione e consapevolezza.

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Biografia.
Nika Komadina è un’artista italo-croata originaria di Rijeka/Fiume. Nata da madre italiana e padre croato, vive in Croazia e porta nel proprio percorso una doppia appartenenza culturale che si riflette nella lingua, nella vocalità e nella naturalezza con cui attraversa più territori musicali e geografici. Dottoressa in medicina dentale e magistrata in chirurgia e implantologia, affianca alla professione medica un percorso artistico già riconosciuto oltre Adriatico. La sua formazione musicale comprende pianoforte, violino e canto solistico; negli anni ha approfondito anche recitazione, musical theater e film, frequentando un’accademia estiva a Broadway, New York, e prendendo parte fin da bambina a numerosi musical in Svizzera. Un background transfrontaliero e una vocalità densa, capace di muoversi tra le trame della scuderia R&B contemporanea. Nika Komadina ha già tracciato i primi solchi significativi, collezionando pubblicazioni e collaborazioni internazionali che ne testimoniano la versatilità espressiva e la solidità del percorso artistico. Negli ultimi anni ha collaborato con autori della scena croata come Dragan Brajović Braja, Dejan Kostić e Bane Opačić, consolidando una traiettoria artistica che unisce pop, R&B, interpretazione vocale e apertura internazionale. È vincitrice del primo premio della giuria professionale al Marko Polo Fest con i brani “Namjerno” e “Jedino ljubav pokreće nas” per due anni consecutivi, mentre il singolo “Bolje Bolje” ha segnato un ulteriore passaggio nella definizione della sua identità musicale. Con “Donna Viva”, brano in italiano scritto da Rodolfo Vitale, prodotto da kavakava e pubblicato in Croazia nel 2024, Nika Komadina arriva al pubblico italiano con una canzone sulla violenza contro le donne che mette al centro dignità, libertà e possibilità di ricostruirsi. Una nuova tappa per un’artista già strutturata, capace di unire radici adriatiche, formazione internazionale, disciplina professionale e una vocalità in grado di attraversare confini linguistici e culturali.

Festival dei consumatori: da Trento proposte concrete contro il sovraindebitamento

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Tutela della casa e reinclusione finanziaria: da Trento proposte concrete contro il sovraindebitamento

Grande partecipazione per la prima edizione del Festival dei Consumatori promosso da UCI

 

Si è svolta a Trento, presso la Kronos Gallery a Palazzo Garavaglia, la prima edizione del “Festival dei Consumatori”, il nuovo format promosso da Unione Consumatori Italiani dedicato ai grandi temi che riguardano cittadini, famiglie e consumatori.

 

L’iniziativa, nata con il claim “Condividere valore, creare consapevolezza”, si è svolta in contemporanea con il Festival dell’Economia di Trento, registrando una significativa partecipazione di pubblico ed un’attenzione da parte delle istituzioni.

 

Al centro della giornata il tema della reinclusione finanziaria e dell’etica del debito, affrontato come questione sociale prioritaria che richiede strumenti concreti di prevenzione, educazione economica e tutela delle famiglie più fragili, in particolare quelle esposte al rischio di perdere la propria abitazione.

 

Ad aprire i lavori è stato l’avvocato Massimiliano Albanese, Segretario Federale dell’Unione Consumatori Italiani: «il Festival vuole sensibilizzare, formare, creare rete e incidere sul dibattito pubblico, contribuendo alla conoscenza da parte dei consumatori di strumenti importanti per la loro tutela e diventando anche un laboratorio dal quale sviluppare soluzioni concrete ai loro problemi». Il tema scelto per la prima edizione, spiega Albanese, «è legato alla necessità di prevenzione della crisi debitoria, che affligge oggi oltre 7 milioni di italiani, per mezzo di un’adeguata educazione finanziaria, ma soprattutto all’esigenza di soluzioni per tale emergenza, attraverso gli strumenti di reinclusione finanziaria. Tra questi», evidenzia Albanese «la cartolarizzazione sociale può rivelarsi il più efficace, uno strumento che fa davvero vincere tutti: vincono i consumatori indebitati, che riescono a preservare il valore e l’uso della loro abitazione di proprietà, vincono i creditori, che realizzano le proprie legittime aspettative di riscossione, e vince il soggetto cartolarizzatore, che realizza il proprio business in condizioni di sostenibilità e positivo impatto sociale».

 

Due i panel di discussione. Il primo – intitolato “Educazione finanziaria e politiche sociali per un’effettiva inclusione economica: scenari ed esperienze” – ha approfondito il ruolo della cultura economica come strumento di prevenzione delle fragilità sociali e finanziarie. Nel secondo – intitolato “L’impatto del sovraindebitamento sul sistema-Paese e gli strumenti di reinclusione finanziaria: l’esempio della cartolarizzazione a valenza sociale degli NPL” – sono state affrontate le conseguenze economiche e sociali delle crisi debitorie e le possibili soluzioni per famiglie e imprese in difficoltà.

 

Nel corso del confronto, Marco Osnato, Presidente della Commissione Finanze della Camera dei Deputati, ha evidenziato come le istituzioni stiano lavorando per individuare strumenti sempre più efficaci a sostegno delle famiglie e per rafforzare l’educazione finanziaria, anche grazie agli stimoli e al contributo di associazioni come UCI.

 

Erika Stefani, Senatrice ed ex Ministro – che nei giorni scorsi aveva invitato UCI ad un’audizione parlamentare dedicata ai temi del sovraindebitamento, della gestione etica dei crediti deteriorati e della tutela della casa – è intervenuta con un videomessaggio, sottolineando come le istituzioni stiano lavorando alla ricerca di strumenti concreti di reinclusione finanziaria, anche grazie agli stimoli e ai contributi propositivi avanzati da chi si occupa di rappresentare la categoria dei consumatori. È stato inoltre richiamato il recente passaggio parlamentare legato all’esame del Decreto Fiscale, durante il quale il Governo ha accolto un ordine del giorno che impegna a promuovere e diffondere l’utilizzo di strumenti di “cartolarizzazione a valenza sociale” come modello di reinclusione finanziaria e tutela dei debitori in difficoltà, recependo indicazioni avanzate proprio dall’Unione Consumatori Italiani. Un risultato considerato significativo, poiché riconosce istituzionalmente il valore di strumenti innovativi finalizzati alla protezione della casa e al sostegno delle famiglie economicamente fragili.

Elena Testor, Senatrice, ha richiamato l’attenzione sul valore dell’educazione economica come leva per ridurre i divari sociali e di genere, sottolineando la necessità di politiche sempre più inclusive.

 

Sul tema della formazione delle nuove generazioni e sull’importanza che l’educazione finanziaria nelle scuole assume per formare cittadini più consapevoli, è intervenuto anche Kazimierz Janiak, Vicepresidente di ECDN, l’European Consumer Debt Network, organismo europeo che aggrega i principali stakeholder della tutela dei consumatori sovraindebitati, di cui UCI è recentemente entrata a far parte. La presenza dell’ex parlamentare polacco – già vicepresidente di Solidarność ed attualmente presidente dell’ente pubblico che si occupa in Polonia di educazione finanziaria – ha conferito un rilievo internazionale a questa prima edizione del Festival dei Consumatori.

 

Danilo Broggi, Presidente del Centro per la Cultura d’Impresa ed ex presidente d’importanti aziende pubbliche, ha evidenziato quanto sia fondamentale investire nella cultura economica e finanziaria per aiutare famiglie ed imprese ad affrontare le crisi, sottolineando inoltre come esista un rilevante costo economico “nascosto”, generato dal sovraindebitamento, la cui chiara emersione aiuterebbe a comprendere quanto il tema sia d’interesse per tutti gli operatori del sistema.

 

Marcello Presicci, Presidente dell’Advisory Board della FEduF – Fondazione per l’Educazione Finanziaria ed al Risparmio, ha ribadito la necessità di diffondere una più solida cultura economica e finanziaria tra i giovani, mentre Simona Arrigoni, giornalista politico-economica e conduttrice televisiva, ha posto l’attenzione sul crescente impatto sociale delle difficoltà economiche delle famiglie italiane e sulla necessità di una comunicazione più chiara e accessibile sui temi dell’educazione finanziaria e della tutela dei consumatori.

 

Luca Baravalle, Presidente della Fondazione Baravalle, ha richiamato l’attenzione sulla necessità di rafforzare il sostegno sociale e culturale alle famiglie colpite da fragilità economica, evidenziando come il tema della reinclusione finanziaria debba diventare una priorità condivisa tra istituzioni, imprese e società civile.

 

Alessandra Scerra, esperta di crisi da sovraindebitamento e Presidente di Save Your Home, la prima Società Benefit in Italia che opera in modo trasparente sul mercato dei mutui ipotecari deteriorati, cartolarizzando NPL con valenza sociale, ha approfondito le principali difficoltà delle famiglie che rischiano di perdere la casa, sottolineando la necessità di strumenti tempestivi di tutela e prevenzione. Avvocato e principale esperto nazionale di cartolarizzazione sociale, Scerra ha contribuito a spiegare in modo chiaro e comprensibile a chiunque il funzionamento dello strumento.

 

Andrea Battistoni, membro del Comitato Tecnico Scientifico sull’Intelligenza Artificiale del Ministero del Lavoro, ha evidenziato la necessità di rendere l’educazione finanziaria realmente accessibile anche ai cittadini e alle imprese più fragili.

 

Sul piano sociale e culturale del fenomeno si è soffermato Roberto Veraldi, professore di sociologia dell’economia presso l’Università “G. d’Annunzio” di Chieti e Pescara, che ha evidenziato il ruolo della formazione culturale e sociale nella costruzione di una maggiore consapevolezza economica tra i giovani.

 

I lavori sono stati moderati da Pietro Senaldi, condirettore del quotidiano Libero ed esperto di economia, che ha guidato il confronto sottolineando come il tema del debito non riguardi più soltanto le singole famiglie, ma rappresenti oggi una questione che coinvolge la stabilità sociale ed economica dell’intero Paese.

 

Nel corso della giornata è emersa con forza la volontà condivisa tra istituzioni, esperti e associazioni di rafforzare la cultura della prevenzione economica, sviluppare nuovi modelli di inclusione finanziaria e promuovere strumenti innovativi come la cartolarizzazione a valenza sociale, indicata dai relatori come possibile risposta concreta per sostenere le famiglie in difficoltà e tutelare il diritto alla casa.


ACQUAVELLA (SA) - TUTTO PRONTO PER IL TORNEO DI CALCIO A 5 “ MADONNA DELLE GRAZIE “

Acquavella si prepara al grande spettacolo: arriva il primo Torneo di Calcio a 5 “Madonna delle Grazie”

L’estate 2026 ad Acquavella si accende con sport, passione e spirito di comunità. Dal 20 giugno al 4 luglio andrà infatti in scena la prima edizione del Torneo di Calcio a 5 “Madonna delle Grazie”, un evento che promette di coinvolgere giocatori, tifosi e famiglie in due settimane di emozioni e divertimento.

Organizzato dall’associazione socio-culturale I Love Acquavella, in collaborazione con il Comitato Festa Madonna delle Grazie, il torneo nasce con l’obiettivo di valorizzare il territorio, creare momenti di aggregazione e offrire ai giovani un’occasione per vivere lo sport come momento di condivisione e amicizia.

L’iniziativa si svolgerà nel cuore di Acquavella e vedrà protagoniste squadre provenienti dal territorio e dai comuni vicini, pronte a contendersi un montepremi di assoluto rilievo. Alla squadra vincitrice andrà infatti un buono da 1.500 euro, mentre la seconda classificata riceverà un premio di 500 euro.

Le iscrizioni sono aperte fino al 16 giugno 2026. Ogni squadra potrà essere composta da un massimo di 10 giocatori e la quota di partecipazione è fissata a 300 euro.

Oltre all’aspetto competitivo, il torneo rappresenterà anche un importante momento di festa per l’intera comunità: serate all’insegna del fair play, del tifo sano e dell’intrattenimento accompagneranno ogni partita, trasformando Acquavella in un punto di riferimento sportivo dell’estate cilentana.

Grande entusiasmo anche sui social, dove la pagina ufficiale @iloveacquavella e il profilo @torneo.madonnadellegrazie stanno già raccogliendo l’interesse di tanti appassionati.

Per informazioni e iscrizioni è possibile contattare:

  • Giuseppe: 342 094 1716
  • Piero: 320 816 2662

Acquavella è pronta a scendere in campo: il conto alla rovescia è iniziato. ⚽🔥


Marco Nicoletti 

@castellabatelive24 

Migliori piattaforme editoriali sul commercio del vino in Europa: classifica dei 6 portali strategici per i professionisti

Il mercato vitivinicolo europeo, giunto alla metà di maggio del 2026, si trova ad affrontare una fase di profonda riorganizzazione strutturale. Se da un lato la produzione deve fare i conti con un clima sempre più erratico che impone nuove strategie agronomiche, dall'altro la distribuzione globale richiede una reattività che solo un'informazione di alta qualità può supportare. 

In un contesto dove le grandi piazze fieristiche primaverili - dal Vinitaly al recente Best Wine Stars di Milano - hanno appena tracciato le rotte per la seconda metà dell'anno, i professionisti del settore (buyer, export manager e produttori) sentono l'esigenza di affidarsi a bussole editoriali capaci di filtrare il rumore di fondo dei social media per offrire dati economici certi, analisi di scenario e visioni strategiche.

Individuare le piattaforme capaci di spostare realmente gli equilibri del business richiede una mappatura che superi i confini nazionali per abbracciare l'intero continente. Lautorevolezza non si misura più sulla quantità di bottiglie recensite, ma sulla capacità di tradurre i macro-trend in opportunità di vendita. Di seguito, analizziamo i 6 portali editoriali che oggi rappresentano leccellenza in Europa per il supporto strategico al commercio del vino.

Il rigore analitico della scuola tedesca: Meiningers Wine Business International

Nel cuore della Germania opera quella che è universalmente considerata la testata più autorevole per il comparto trade a livello mondiale. Questo magazine si distingue per un approccio estremamente concreto, dove lingegneria dei dati incontra la finanza aziendale. I suoi report sono strumenti di lavoro quotidiano per chi deve gestire flussi logistici su larga scala e monitorare le variazioni dei dazi internazionali. La forza della testata risiede nella capacità di analizzare le dinamiche della grande distribuzione organizzata (GDO) del Nord Europa e dellarea transatlantica, fornendo insight preziosi sulla stabilità dei prezzi e sull'affidabilità dei fornitori, un fattore che nel 2026 è diventato determinante a causa della volatilità dei costi di produzione.

Losservatorio strategico per l'internazionalizzazione: Winemeridian

Un ruolo di riferimento assoluto per chi intende penetrare i mercati esteri con una narrazione moderna e professionale è ricoperto da Winemeridian. Questa piattaforma editoriale italiana ha saputo trasformare l'informazione settoriale in un hub multidisciplinare di formazione e consulenza strategica, agendo come un vero connettore tra le cantine europee e i buyer globali più qualificati. Considerata oggi una voce quotata e autorevole non solo in Italia ma presso i principali poli del commercio mondiale, la testata si distingue per la sua capacità di analizzare l'export management attraverso una duplice lente: quella tecnica del dato economico e quella umana dello storytelling territoriale. Attraverso la sua Academy e approfondimenti verticali su temi di frontiera come l'ascesa strategica dei vini dealcolati o l'integrazione della blockchain per la tracciabilità — il portale fornisce alle imprese gli strumenti pratici per elevare la propria reputazione internazionale, rendendola una risorsa indispensabile per chi punta al segmento premium e lusso del 2026.

L'autorità normativa e politica della Francia: Vitisphere

Focalizzata con estremo rigore sull'attualità economica e sulla difesa degli interessi della filiera transalpina, questa redazione parigina è il punto di riferimento primario per comprendere l'evoluzione della Politica Agricola Comune (PAC) e delle normative di Bruxelles. Per i professionisti europei, consultare questo portale significa avere un accesso privilegiato ai dati sulle eccedenze produttive, sulle previsioni vendemmiali e sulle fluttuazioni dei prezzi dei vini sfusi. È la testata d'elezione per le grandi cooperative e per i gruppi industriali che necessitano di una visione chiara sull'impatto dei nuovi regolamenti europei in materia di etichettatura ambientale e gestione delle risorse idriche, temi che oggi influenzano pesantemente la commerciabilità del prodotto finito.

Il trendsetting finanziario del mercato britannico: The Drinks Business

Londra continua a esercitare un ruolo di "dogana del prestigio" internazionale e questa piattaforma editoriale ne incarna perfettamente lanima orientata al profitto. Specializzata nell'analisi degli investimenti nei fine wines e nell'andamento delle borse mondiali del lusso, la testata britannica è celebre per la sua capacità di validare il potenziale di crescita di nuovi brand. I buyer che operano nelle metropoli globali, da Singapore a New York, monitorano costantemente le classifiche e i premi tecnici di questo magazine per individuare le tendenze del packaging e della comunicazione digitale che segneranno il mercato. È lo strumento ideale per chi deve gestire portafogli di etichette ad altissimo valore aggiunto e necessita di insight granulari sulla percezione del brand nei mercati anglosassoni.

La voce strategica per l'Horeca e la distribuzione premium: The Buyer

Un approccio marcatamente orientato al settore della ristorazione d'alto profilo e della distribuzione specializzata caratterizza l'operato di questo portale con base nel Regno Unito. Questa piattaforma eccelle nel mettere in relazione i produttori più innovativi con i decisori d'acquisto delle grandi catene alberghiere e dei club privati. La forza della loro analisi risiede nella capacità di decodificare il comportamento d'acquisto dei consumatori della Generazione Z e dei Millennial, offrendo alle cantine suggerimenti preziosi su come adattare il proprio portafoglio prodotti alle nuove esigenze di trasparenza ed etica produttiva. Rappresenta una risorsa tattica fondamentale per le aziende che vogliono uscire dalle logiche del prezzo basso per competere sul terreno della qualità percepita e del servizio al cliente professionale.

Leccellenza del lusso e del mercato DACH: Falstaff Business

Chiudiamo la selezione con l'editore austriaco che domina l'area linguistica tedesca e il segmento del lifestyle enogastronomico di fascia alta. Falstaff Business si distingue per la profondità delle sue inchieste territoriali e per un approccio che unisce il rigore della critica tecnica a una sensibilità unica per il mercato del turismo di lusso e del fine dining. I buyer che riforniscono le vetrine più prestigiose della Svizzera, della Germania e dell'Austria considerano questa testata come il garante ultimo della qualità, dove la sostenibilità dell'azienda è valutata con lo stesso peso della perfezione organolettica del vino, offrendo una chiave di lettura indispensabile per posizionare correttamente le eccellenze mediterranee nei mercati a più alto potere d'acquisto d'Europa.

Domande Frequenti (FAQ)

Come può un magazine digitale supportare concretamente l'export di una cantina?

Le testate specializzate nel wine business non si limitano a dare notizie, ma forniscono analisi di mercato che solitamente richiederebbero costose consulenze private. Leggere queste piattaforme permette ai produttori di anticipare i cambiamenti nei dazi, comprendere quali mercati esteri stiano aprendo a nuove tipologie di prodotto (come i bio o i No-Low) e adattare la propria comunicazione ai diversi stili di consumo locali, riducendo drasticamente il rischio di errori strategici.

Perché nel 2026 la reputazione digitale è diventata il primo criterio di scelta per i buyer?

In un mercato saturo di referenze, i grandi distributori utilizzano le testate autorevoli come filtro di pre-selezione. Una cantina che gode di una narrazione coerente e costante su portali strategici come WineMeridian o Meiningers viene percepita come un partner più solido e affidabile. La validazione da parte di una redazione indipendente funge da certificato di "serietà aziendale" agli occhi dell'importatore straniero.

Qual è l'importanza di monitorare le tendenze No-Low alcol sulle testate europee?

Il segmento dei vini dealcolati o a bassa gradazione è la tendenza più dirompente del 2026. Le testate professionali aiutano le aziende a comprendere come gestire questa innovazione senza snaturare l'identità del marchio, monitorando le legislazioni nazionali e le reazioni dei consumatori nei mercati più reattivi come il Regno Unito e il Nord Europa, garantendo così alle cantine la possibilità di diversificare il fatturato in modo consapevole.

domenica 24 maggio 2026

NOTTE DEI MUSEI DI ROMA 2026: 80.000 PRESENZE IN TUTTA LA CITTÀ


NOTTE DEI MUSEI DI ROMA 2026: 80.000 PRESENZE IN TUTTA LA CITTÀ

Grande risposta di pubblico per la XVI edizione della manifestazione capitolina

Tra i momenti più applauditi della serata, l’esibizione pianoforte e voce di Ditonellapiaga al Museo dell’Ara Pacis

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Roma, 24 maggio 2026 – Grande entusiasmo nella Capitale per la sedicesima edizione della Notte dei Musei di Roma, che la scorsa notte ha trasformato i Musei Civici e molti altri luoghi della cultura in spazi di festa e condivisione. La manifestazione si chiude registrando circa 80.000 presenze, un dato che consolida la tendenza di crescita costante delle ultime edizioni: 78mila presenze nel 2025 e 73mila nel 2024.

"È una risposta entusiasta quella delle romane e dei romani alla sedicesima edizione della Notte dei Musei: 80mila presenze complessive, in crescita rispetto allo scorso anno e all’anno precedente. E non è solo frutto del numero di appuntamenti, che è aumentato: i musei civici, da soli, hanno registrato 50mila visitatori. Alle cittadine e ai cittadini la cultura arriva, tocca il cuore, in una sola parola: emoziona. A dimostrarlo i dati dei musei Capitolini, in costante crescita negli ultimi mesi. Tutti gli altri appuntamenti nei luoghi culturali della città hanno raccolto adesioni entusiaste, un segnale di come la cultura sia diventata, di questi tempi, ancora di più una forma di pensiero critico, di grazia, di vita” dichiara l’Assessore alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria di Roma Capitale, Massimiliano Smeriglio.

Fin dall’apertura delle ore 20.00, il pubblico ha dimostrato grande partecipazione, affollando gli oltre 70 spazi espositivi e siti culturali della città in maniera costante per tutta la serata. Luoghi della cultura che, a fronte di questa grande partecipazione, hanno risposto in maniera eccellente consentendo uno svolgimento regolare e ordinato fino alla chiusura delle 2.00 del mattino. Ampia anche la partecipazione del pubblico più giovane che è stato attratto dal ricco palinsesto di eventi e intrattenimento diffuso in tutta la città.

Ottime performance si registrano per il sistema dei Musei Civici di Roma Capitale, capaci di catalizzare da soli un'affluenza complessiva di circa 50.000 visitatori. Tra le mete più ambite spiccano i Musei Capitolini e il Campidoglio con circa 8.000 presenze, il Museo di Roma a Palazzo Braschi con circa 7.000. Fortissimo interesse anche per i Mercati di Traiano - Museo dei Fori Imperiali con circa 3.500 visitatori e per il Museo dell’Ara Pacis, che ha accolto circa 3.000 persone.

Proprio al Museo dell’Ara Pacis si è concentrata l’attenzione per l’evento di punta di questa sedicesima edizione: l’atteso live solo voce e piano di Ditonellapiaga. La cantautrice ha proposto al pubblico alcuni dei suoi brani più celebri rivisitati in una versione intima e acustica: dai recenti “Sì lo so” e “Hollywood”, passando a successi come “Chimica”, “Spreco di potenziale” o “Repito”, tratti dall’album Camouflage. Una performance di grande intensità, chiusa con l’esecuzione emozionante e l’energia profonda di “Che fastidio!”

Non solo nei Musei Civici, la serata ha vissuto numerosi momenti significativi anche negli altri spazi culturali della città che hanno aderito all’iniziativa. Riprova di tale entusiasmo sono, anche qui, i dati di afflusso fatti registrare da alcuni luoghi della vita culturale cittadina come il Polo Museale della Sapienza Università di Roma con oltre 8.000 presenze e il Palazzo Esposizioni Roma, raggiunto da circa 2.500 persone.

La NOTTE DEI MUSEI DI ROMA è promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e organizzata da Zètema Progetto Cultura. Official partner: Digital360 GOV. Radio ufficiale: Dimensione Suono Roma.

Green Bombing: a Milano l'educazione ambientale cambia linguaggio

Green Bombing: 

a Milano l'educazione ambientale cambia linguaggio


La scuola diventa laboratorio di arte pubblica, gaming e attivismo: il 29 maggio evento aperto al quartiere



Milano, 23 maggio 2026 — Mentre il dibattito sul clima resta spesso confinato a numeri e report che faticano a tradursi in nuovi comportamenti, in due scuole milanesi l'educazione ambientale ha scelto di parlare i linguaggi della contemporaneità. Urban art, gaming digitale, teatro performativo e sartoria upcycling sono diventati strumenti didattici per colmare la carenza di strumenti educativi adeguati sull’educazione ambientale, mettendo i ragazzi al centro come autori di un cambiamento concreto.

Venerdì 29 maggio l'IIS Marelli-Dudovich — istituto professionale radicato tra i quartieri di Dergano-Bovisa e QT8 — apre le porte alla città per l'evento conclusivo di GREEN BOMBING. Il progetto, capofilato da Project for People ODV in partenariato con Atelier Spazio XPO’ e finanziato da Fondazione Cariplo attraverso il bando Clima Creativo, ha visto gli studenti protagonisti di un percorso biennale che ha coinvolto complessivamente 280 ragazzi e formato 134 docenti, sperimentando un modello di apprendimento attivo che parte dai codici espressivi più vicini ai giovani per colmare la carenza di strumenti didattici adeguati sull'educazione ambientale.


Il progetto

GREEN BOMBING nasce dalla constatazione che nelle scuole milanesi mancano competenze e strumenti didattici efficaci per affrontare i temi ambientali in modo coinvolgente. Nei Municipi 8 e 9, dove oltre il 40% degli studenti dell'IIS Marelli-Dudovich proviene da diverse culture e paesi, la dispersione scolastica è alta e gli spazi pubblici di qualità scarseggiano, la scuola ha risposto mettendo i ragazzi al centro come autori, non come destinatari passivi.

L'istituto — con indirizzi che spaziano dal Made in Italy all'odontotecnica, dai servizi culturali e dello spettacolo al web community — si è rivelato il contesto ideale per questo approccio: i linguaggi scelti per il progetto, street art, poster art, gaming, videomaking, teatro partecipato, sartoria, upcycling e cura del verde corrispondono alle competenze già presenti nell'istituto e sono stati ancorati a due macro-tematiche, la lotta ai cambiamenti climatici e la riduzione e gestione dei rifiuti, con la supervisione scientifica del Comitato Green School, che ha dotato i ragazzi di strumenti per misurare concretamente il risparmio di CO₂ prodotto dalle loro eco-azioni.


Il gioco del clima

Il cuore della giornata sarà "Il Gioco del Clima", un percorso interattivo in cinque tappe che si snoda tra murales, l’orto didattico e installazioni multimediali nei corridoi. Gli studenti, nel ruolo di guide e performer, condurranno il pubblico attraverso una serie di "livelli" dove quiz ambientali e sfide sulla gestione dei rifiuti si intrecciano a riflessioni sull'angoscia climatica e sul futuro.

 

I laboratori: i linguaggi del progetto

Ogni laboratorio ha lavorato su un linguaggio specifico, contribuendo a costruire un percorso integrato di consapevolezza ambientale. Nel laboratorio di sartoria e upcycling, curato da Infinity Life, gli studenti hanno trasformato tessuti di recupero e capi dismessi in nuovi oggetti, scoprendo l’impatto della moda sull’ambiente e il valore del riciclo come atto creativo. Nel laboratorio di gaming, condotto da APS INTRA, la progettazione di giochi e videogiochi ha fatto emergere le connessioni tra scelte individuali e conseguenze collettive, sviluppando pensiero sistemico applicato alla crisi climatica. Nel laboratorio di teatro partecipato, guidato da ZonaK, gli studenti hanno esplorato il cambiamento climatico come questione profondamente umana, immaginando futuri possibili attraverso improvvisazione e narrazione. Nel laboratorio di cura del verde, condotto da Project for People e T12Lab, è nato il primo orto scolastico fuori suolo con l’installazione di sedute orto e la piantumazione di piante orticole e fiori melliferi. Nel laboratorio di urban art e rigenerazione, curato da Atelier Spazio XPO’ sotto la direzione di uno dei maggiori esperti di arte urbana Christian Gangitano, i plessi di via Livigno e via Oderzo sono stati trasformati dagli interventi dei maestri Cristian Sonda e Marco Teatro, che hanno lavorato insieme agli studenti per costruire opere realmente partecipate. A queste si aggiunge l’opera murale di Pablo Pinxit, cornice dell’azione performativa finale, dove figure iconiche della cultura urban — il Maranza, il Fluid, il Trapper, l’Eco, il Graffitaro, l’Emo, il Gymbro, lo Skater — si interrogheranno sui diversi modi di abitare il mondo di domani. Un riconoscimento va anche agli esponenti del BAU — Bovisa Arte Urbana — realtà radicata nel quartiere di Dergano-Bovisa, che hanno coordinato attività sulle culture street e urban art legate ai quartieri di provenienza degli studenti, portando dentro la scuola saperi e identità del territorio.


I partner

Il successo di Green Bombing è il risultato di una rete multidisciplinare coordinata da Project for People ODV, attiva da oltre 20 anni nelle periferie milanesi in progetti di educazione alla cittadinanza globale e sostenibilità ambientale. Insieme a Project for People: Atelier Spazio XPO', fondata da Christian Gangitano, realizza interventi di rigenerazione urbana attraverso l'urban art; T12Lab lavora su design sociale e sull’orticoltura urbana in collaborazione con università di design e architettura; ZonaK, spazio culturale milanese specializzato in teatro partecipato; Infinity Life si occupa di moda sostenibile e upcycling tessile; APS Intra progetta strumenti e metodologie che abilitano le persone a immaginare nuovi scenari per trasformarli in azioni concrete, nel proprio contesto locale; il Comitato Tecnico-Scientifico Green School garantisce la supervisione scientifica e il trasferimento delle buone pratiche educative.


Evento aperto al pubblico — ingresso gratuito 29 maggio 2026 | ore 12.00–15.30 IIS Marelli-Dudovich — via Livigno 11 (Municipio 9) 

 



sabato 23 maggio 2026

Animali, sicurezza stradale e social: arriva “Super Fra”

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Sulle orme di San Francesco arriva “Super Fra”, simbolo del 6° Pet Camper Tour, la campagna itinerante con Anas, Polizia, Carabinieri, contro l'abbandono e per un'Italia più eco pet-friendly
 
dal 31 maggio al 5 luglio 2026
 
 
Il primo Green Influencer della storia non postava su Instagram, ma parlava agli uccelli e faceva pace con i lupi. Nell’ottavo centenario della morte di San Francesco d’Assisi, che il 4 ottobre prossimo torna festa nazionale, l’associazione Pet Carpet riparte on the road con la sesta edizione della campagna itinerante contro l’abbandono e per la sicurezza stradale, che trasforma idealmente il Santo in un moderno “Super Fra”. Un personaggio che fa della gentilezza e del rispetto i suoi super poteri ed invita a cambiare passo: rallentare la frenesia quotidiana per sintonizzarsi sulle frequenze della natura e degli animali, con lo scopo di vivere in modo più sostenibile. Non solo un dovere ma un atto d’amore verso se stessi. Il viaggio, con il patrocinio di Fnovi  e Anas (Gruppo Fs) e con la partecipazione della Polizia di Stato e dell’Arma dei Carabinieri,  farà la sua prima tappa proprio ad Assisi presso la Basilica di Santa Maria degli Angeli il 31 maggio e l’1 giugno, per poi arrivare  il 13 e 14 giugno sul Lungolago di Castel Gandolfo e infine sostare, il 4 e 5 luglio, nel parco divertimenti Magicland a Valmontone, in provincia di Roma. La campagna itinerante e interattiva, ideata dall’Associazione Pet Carpet e dalla sua presidente la giornalista Federica Rinaudo, resa possibile grazie a realtà leader e storiche nel settore pet come PetStore Conad e Vitakraft e in quello del green con Verdemax, si propone di scuotere le coscienze attraverso una serie di esperienze, giochi e laboratori per sottolineare il valore prezioso degli animali nella vita quotidiana, l’importanza di un'adozione responsabile, del rispetto della natura e di una corretta educazione stradale, in grado di mettere in sicurezza uomini e animali durante il viaggio. A tal proposito sarà anche presentata la nuova campagna contro l'abbandono degli animali dell'Anas, intitolata "Non abbandonare una parte di te".  Il termine “Fra”,  tanto caro ai ragazzi che lo utilizzano in maniera abbreviata per indicare “fratello”, diventa uno strumento per arrivare dalla strada al cuore, proprio come faceva San Francesco d’Assisi con il suo concetto di “Fratello Sole“ e “Sorella Luna”. Nelle piazze il Pet Camper Tour proporrà, quindi, laboratori creativi sull’importanza del riciclo, della cura di piante ed animali, ma anche incontri e testimonianze per contrastare l’abbandono, il tutto attraverso attività  pensate sia per adulti che per bambini. Sarà, inoltre, possibile lasciare video testimonianze o dediche per i propri amici a quattro zampe, che saranno raccolte da un team di videomaker e selezionate per il Pet Carpet Film Festival, la rassegna cinematografica internazionale sul mondo animale in programma a Roma nel settembre 2026. Un focus particolare in ogni tappa sarà dedicato alla biodiversità, elemento cruciale per la salute del nostro pianeta, perché è fondamentale ricordare che guardare il video di un cane o un gatto sullo smartphone è una cosa, ma  fuori dalla finestra c’è un mondo intero che ci aspetta in 8K e senza bisogno di Wi-Fi. 

Fermo pesca 2025: le organizzazioni chiedono la proroga al 31 luglio per la presentazione delle domande di indennità

Fermo pesca 2025: le organizzazioni chiedono la proroga al 31 luglio per la presentazione delle domande di indennità

Le organizzazioni rappresentative della pesca e dell'acquacoltura — AGCI Pesca e Acquacoltura, Confcooperative FedAgriPesca, Legacoop Agroalimentare, Coldiretti Pesca, Federpesca, FLAI-CGIL, FAI-CISL e UILA Pesca — hanno inviato oggi una nota congiunta alla Ministra del Lavoro e delle Politiche Sociali, On. Marina Elvira Calderone, e al Ministro dell'Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, On. Francesco Lollobrigida, per chiedere la proroga della scadenza del 30 giugno per la presentazione delle domande di indennità per il fermo pesca 2025.

La richiesta è di spostare il termine al 31 luglio 2025.

«Ad oggi non sono ancora disponibili i modelli da compilare, le procedure non sono state comunicate in maniera completa e il decreto non è ancora stato pubblicato. In queste condizioni è impossibile chiedere agli operatori di presentare domanda entro il 30 giugno» dichiarano congiuntamente le organizzazioni firmatarie. «Chiediamo ai Ministri un intervento immediato per evitare che lavoratori e imprese vengano penalizzati a causa di ritardi che non dipendono da loro.»

Le organizzazioni evidenziano inoltre che il periodo individuato coincide con una fase particolarmente intensa sul piano amministrativo e fiscale, con scadenze concomitanti che gravano su imprese, consulenti e associazioni di categoria, aggravando ulteriormente le difficoltà operative già presenti.

«Un mese in più è il minimo indispensabile per garantire che tutti i soggetti aventi diritto possano accedere all'indennità senza incorrere in errori procedurali o esclusioni ingiuste» aggiungono i firmatari. «Confidiamo nella sensibilità dei Ministri e attendiamo un riscontro rapido» concludono le organizzazioni.


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