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Nel confronto promosso da TELT Lyon Turin sul tema “La persona al centro delle infrastrutture DEL e PER il futuro” AIS, Associazione Infrastrutture Sostenibili riafferma il ruolo di "pioniere coraggioso" per accelerare la transizione green e valorizzare i principi dello stakeholder engagement nella realizzazione delle grandi opere europee. Un incontro per parlare di sostenibilità e del ruolo della persona nella progettazione delle infrastrutture del futuro.
“Le linee guida dello sviluppo sostenibile e la realizzazione delle grandi infrastrutture richiedono una governance responsabile, aperta all’ascolto e trasparente, capace di affiancare alle competenze ingegneristiche quelle umanistiche e sociali”. È il messaggio emerso mercoledì 26 agosto al Padiglione del MASE al Meeting di Rimini durante la tavola rotonda “La persona al centro delle infrastrutture DEL e PER il futuro”, promossa da TELT in collaborazione con AIS, Associazione Infrastrutture Sostenibili.
L'evento ha visto l'intervento conclusivo del Presidente di AIS, Lorenzo Orsenigo, che ha tirato le fila del dibattito incentrato sulla necessità di passare da un mero approccio burocratico a una trasformazione culturale dell'intera filiera infrastrutturale.
L'intervento del Presidente AIS Lorenzo Orsenigo
Richiamando il messaggio rivolto da Papa Leone al Meeting 2026 sulla necessità di "pionieri coraggiosi" nell’ora delle responsabilità, Orsenigo ha ricordato le origini e la missione di AIS, fondata nel giugno 2020 nel pieno della crisi pandemica. Nata con soli quattro soci fondatori, AIS oggi riunisce 150 tra i più autorevoli player della filiera — che esprimono oltre il 3% del PIL nazionale — con l'obiettivo di accelerare la sostenibilità infrastrutturale. In questo concetto si inserisce anche una corretta gestione dello Stakeholder Engagement cui AIS ha dedicato il position paper 6 Stakeholder Engagement e infrastrutture sostenibili, finalizzato a migliorare le relazioni e la governance, riducendo conflittualità, tempi e costi per generare valore condiviso.
“La corretta gestione dello Stakeholder Engagement è essenziale per affrontare le complesse sfide legate alle infrastrutture in modo efficiente e lungimirante”, ha dichiarato Lorenzo Orsenigo nel suo intervento. “Grazie al contributo di stazioni appaltanti e imprese tra le più grandi e specializzate in Italia, AIS ha individuato un approccio che non solo migliora la qualità delle relazioni e la governance di progetto, riducendo le conflittualità, ma è in grado di ridurre significativamente tempi e costi di realizzazione delle opere, generando processi virtuosi di crescita economica e sociale che vanno oltre la dimensione dell’infrastruttura stessa. In quest’ottica la Torino Lione è indubbiamente un laboratorio di innovazione, un banco di prova per la sostenibilità, quale chiave di volta per il cambio di paradigma: da impatto a valore. Lo dimostra la sua storia, lo dimostrano le dimensioni e la peculiarità che contraddistingue i cantieri, dichiarati di interesse strategico nazionale”.
Il coinvolgimento dei portatori d’interesse rappresenta quindi sempre più un aspetto determinante nella pianificazione e nella realizzazione delle infrastrutture, assumendo un’importanza centrale per attrarre e attivare investimenti in infrastrutture sostenibili in grado di generare sviluppo e valore condiviso e sostenibile nel lungo termine.
I documenti tecnici AIS presentati all'evento
Nel corso del panel, oltre al PP su Stakeholder Engagement e infrastrutture sostenibili, sono stati approfonditi anche altri due documenti strategici sviluppati da AIS per dotare committenze, imprese e istituzioni della necessaria "cassetta degli attrezzi":
Il PP #9 - Sicurezza sul lavoro: focalizzato sull'evoluzione della cultura della sicurezza tramite soluzioni digitali, partecipazione e sostenibilità nei cantieri e il PP #5 - Il Cantiere Sostenibile: la linea guida per la misurazione oggettiva dei criteri di sostenibilità nei bandi e nell'esecuzione dei lavori, divenuta ad inizio 2025 la prassi di riferimento UNI PdR 172.
Durante la tavola rotonda sono stati sottolineati anche i risultati più significativi del lavoro di AIS, come l’introduzione della relazione di sostenibilità dell'opera nel nuovo Codice dei Contratti Pubblici (D.Lgs. 36/2023) fortemente promossa e indirizzata dal contributo tecnico dell’Associazione, con l'obiettivo di rendere la sostenibilità un parametro strutturale e misurabile.
La tavola rotonda è stata coordinata da Manuela Rocca – Direttore Generale Aggiunto, TELT ed ha visto la partecipazione dei soci AIS Giuseppe Amaro – fondatore e direttore tecnico GAe Engeneering Srl e Patrizia Vianello – fondatrice e Dirigente di Ambiente SPA e del contributo scientifico di Edoardo Favari, Docente, Dipartimento di Ingegneria Gestionale presso il Politecnico di Milano.

27 agosto 2026 - Per anni ha cercato il riconoscimento di ciò che era accaduto a suo padre. Oggi Benedetta Ricci ha ottenuto dal Tribunale di Roma un risarcimento complessivo di oltre 410 mila euro per la morte di Luigi Ricci, ex Sergente della Marina Militare stroncato a 78 anni da un mesotelioma dopo essere stato esposto all’amianto durante il servizio.
Un risultato importante per la figlia, che ha visto riconosciuto il legame tra quella esposizione e la malattia che ha ucciso suo padre.
“Per me non è mai stata una questione di cifre. Volevo che fosse riconosciuto ciò che è accaduto a mio papà. Ha servito lo Stato con onore, dedizione e amore. Amava la Marina e tutto ciò che gli aveva insegnato e fatto vivere. L'ha servita dai 17 ai 23 anni e, nonostante le difficoltà e la durezza del lavoro e della vita a bordo delle navi, era grato alla Marina per tutti i paesi lontani nel mondo che gli aveva dato la possibilità di conoscere. La scoperta della malattia a distanza di decenni e della sua genesi professionale lo ha sconvolto profondamente. Questo riconoscimento restituisce dignità alla sua storia e dà un senso al percorso che ho deciso di portare avanti per lui”, racconta Benedetta. Luigi Ricci viveva a Roma, e dal settembre 1960 al dicembre 1966 aveva prestato servizio nella Marina Militare come meccanico elettricista, prima a terra presso La Maddalena e poi a bordo di Nave San Marco, Nave Artigliere, Nave Intrepido e Nave Montecuccoli.
Lavorava alla manutenzione delle macchine e degli impianti elettrici, attività durante le quali, secondo quanto ricostruito nel giudizio, entrò in contatto con polveri e fibre di amianto. Un'esposizione i cui effetti si sono manifestati molti decenni più tardi, come può accadere nel mesotelioma a causa dei lunghi tempi di latenza della malattia.
Il 12 agosto 2019 a Ricci viene diagnosticato un mesotelioma maligno epitelioide. Seguono oltre due anni di malattia, fino alla morte, avvenuta il 20 dicembre 2021.
Aveva 78 anni. Il collegamento con il servizio militare viene riconosciuto dalla stessa Amministrazione: nel maggio 2022 il Comitato di Verifica per le Cause di Servizio riconosce la dipendenza dell’infermità da causa di servizio e, il 7 giugno successivo, il Ministero della Difesa formalizza il riconoscimento.
È su questa storia che interviene la sentenza n. 1202/2026 del Tribunale di Roma. Il giudice ritiene provato il collegamento causale tra l’esposizione all’amianto durante il servizio nella Marina e la patologia che ha portato Luigi Ricci alla morte, riconoscendo la responsabilità del Ministero della Difesa per la mancata adozione delle necessarie misure di protezione.
A Benedetta, figlia ed erede, vengono riconosciuti circa 410.000 euro, oltre interessi e rivalutazione, di questa somma, 280.000 euro riguardano i danni subiti direttamente da Luigi durante la malattia e trasmessi alla figlia come erede.
Per la perdita del padre il Tribunale aveva invece quantificato il danno di Benedetta in 259.857 euro, decidendo poi di dimezzarlo a 129.928 euro per la mancata prova della convivenza. Ed è soltanto qui che la vicenda giudiziaria torna ad avere per la donna una dimensione personale.
Perché dopo che il Ministero della Difesa a fine luglio ha appellato la sentenza sulla parte risarcitoria chiedendo una riduzione delle somme liquidate, Benedetta ha deciso di impugnare il dimezzamento chiedendo il pieno riconoscimento del danno provocato dalla perdita del padre.
“È difficile spiegare il valore del rapporto tra un padre e una figlia così come il dolore per la sua perdita. Il lungo percorso, protrattosi per più di due anni, di supporto alle cure dalla prima diagnosi all'assistenza che poi si è trasformata in un accompagnamento verso il fine vita. La consapevolezza maturata insieme a lui sulla natura della malattia asbesto correlata è stata devastante e scoprire che il Ministero ha impugnato la sentenza negando la convivenza mi ha colpita duramente ed anche dato la misura di un'assoluta superficialità nel comprendere il gravissimo danno che ho subìto. Pertanto ho scelto anche io di andare avanti e chiederne il pieno riconoscimento”, spiega Benedetta.
«Questa pronuncia riconosce un punto fondamentale: Luigi Ricci è stato esposto all’amianto mentre prestava servizio nella Marina Militare e quella esposizione è stata riconosciuta come causalmente collegata al mesotelioma che lo ha portato alla morte. Parliamo di un uomo che ha servito lo Stato e che ha pagato, molti anni dopo, le conseguenze di quelle condizioni di lavoro», dichiara l’avv. Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto e legale di Benedetta Ricci - «Il risarcimento è un riconoscimento importante, ma nessuna somma può restituire un padre a una figlia. Continueremo quindi a tutelare Benedetta anche nel giudizio di appello», conclude Bonanni.
Tutti i cittadini possono rivolgersi all’ONA tramite il numero verde 800 034 294 e il sito www.osservatorioamianto.it
A San Marco di Castellabate, la cucina incontra la tradizione e la trasforma in un’esperienza gastronomica capace di raccontare il territorio.
È il caso del baccalà in olio cottura del Ristorante K, un piatto gourmet che richiede cura, tempo e una lavorazione attenta per valorizzare al meglio la materia prima.
Il baccalà, protagonista assoluto del piatto, viene cotto lentamente in olio, mantenendo una consistenza morbida e delicata. A completare la preparazione arrivano profumi e sapori che richiamano il Sud: l’olio extravergine, il pomodoro, le spezie e gli elementi aromatici si incontrano in un equilibrio che mette insieme i profumi del mare e il gusto della terra cilentana.
La presentazione, elegante e minimale, esalta il protagonista senza appesantirlo: il baccalà viene servito su una base intensa e profumata, accompagnato da elementi aromatici e da un tocco di freschezza che completa il piatto.
Non è semplicemente una preparazione a base di pesce. È una proposta che racconta una precisa filosofia di cucina: partire da un ingrediente della tradizione e reinterpretarlo attraverso tecnica, ricerca e attenzione ai dettagli.
Il risultato è un piatto raffinato, destinato a chi ama scoprire il pesce attraverso una cucina contemporanea, ma senza perdere il legame con i sapori del territorio.
Baccalà in olio cottura: per molti, ma non per tutti. 🐟
📍 Ristorante K – San Marco di Castellabate
Una proposta gourmet che porta nel piatto l’essenza del Sud: il mare, la terra e la passione per la buona cucina.
MAGICLAND, IL 29 AGOSTO LE MAGIC NIGHTS TORNANO CON PIPPO PALMIERI E LO ZOO DI 105
Parco aperto fino a mezzanotte con musica, attrazioni, street food e lo spettacolo Luminous.
Per la serata speciale promozione 2x1: due biglietti serali a soli 15,90 euro.

Dopo aver animato con grande successo l’estate di MagicLand, le Magic Nights tornano sabato 29 agosto con un nuovo imperdibile appuntamento.
Protagonista sarà Pippo Palmieri, storico DJ e voce dello Zoo di 105, pronto a portare sul palco tutta l’energia e lo stile irriverente che da anni contraddistinguono uno dei programmi radiofonici più conosciuti e seguiti d’Italia.
Una vera festa di fine estate, con il Parco aperto fino a mezzanotte tra attrazioni, musica, street food e chioschi a tema.
Il 29 agosto sarà inoltre una delle ultime occasioni per assistere a LUMINOUS, la produzione firmata MagicLand che durante l’estate ha emozionato grandi e piccoli. Sul lago situato nel cuore del Parco, giochi d’acqua, fuochi, luci e fontane danzanti danno vita a una scenografia mozzafiato, trasformando lo specchio d’acqua in un suggestivo palcoscenico a cielo aperto.
DUE BIGLIETTI SERALI A SOLI 15,90 EURO
Per la Magic Night del 29 agosto, MagicLand propone una speciale promozione 2x1: due biglietti serali a soli 15,90 euro complessivi, con ingresso al Parco a partire dalle ore 18:00.
I biglietti possono essere acquistati direttamente sul sito magicland.it entro le ore 23:59 del giorno precedente la visita. In alternativa, sempre entro le 23:59 del giorno precedente, sarà possibile scaricare dal sito il coupon dedicato alla promozione.
Un’occasione per vivere una delle ultime grandi notti dell’estate tra attrazioni, spettacoli, musica e tutta l’energia di Pippo Palmieri e dello Zoo di 105.
Le Magic Nights daranno poi appuntamento al pubblico per il gran finale della rassegna, sabato 5 settembre con “Voglio Tornare negli Anni ’90”.
Con 82 pazienti randomizzati, l’Istituto ha dato il maggiore contributo al trial internazionale INTerpath-001. «Un risultato che testimonia la forza del nostro lavoro multidisciplinare» sottolinea Michele Del Vecchio.
Milano, 24 agosto 2026 - La ricerca italiana ha avuto un ruolo da protagonista in un risultato di grande rilievo internazionale nella ricerca sul melanoma. L’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano è, infatti, il centro che ha randomizzato il maggior numero di pazienti al mondo nello studio internazionale di fase III INTerpath-001: 82 pazienti randomizzati su 128 sottoposti a screening, oltre 30 pazienti randomizzati in più rispetto al secondo Centro Australiano a livello mondiale. Lo studio, nato dalla collaborazione internazionale tra Moderna e Merck e condotto su 1.137 pazienti, ha valutato l’aggiunta del vaccino personalizzato a mRNA intismeran al pembrolizumab rispetto al solo pembrolizumab. I risultati annunciati hanno dimostrato un miglioramento statisticamente significativo di entrambi gli obiettivi primari dello studio: la recurrence-free survival (RFS), cioè il tempo libero da recidiva, e la distant metastasis-free survival (DMFS), il tempo libero dallo sviluppo di metastasi a distanza. «La nostra forza è essere stati il centro al mondo con la maggiore esperienza in termini di pazienti all’interno di questo studio – sottolinea Michele Del Vecchio, Direttore dell’Unità Oncologia Medica Melanomi, Dipartimento di Oncologia Medica dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano –. Un risultato che testimonia lo straordinario lavoro di tutto il gruppo multidisciplinare coinvolto nella sperimentazione (chirurghi, oncologi medici, anatomopatologi, infermieri di ricerca, data manager)».
Un vaccino costruito sul singolo tumore
Il trattamento è destinato a pazienti con melanoma completamente asportato chirurgicamente ma ad alto rischio di recidiva: pazienti con melanoma primitivo ad alto rischio, con metastasi nei linfonodi regionali o, in alcuni casi, con singole metastasi a distanza radicalmente asportate. Il vaccino è costruito a partire dal materiale tumorale del singolo paziente. Dopo un controllo di qualità, il tessuto viene analizzato attraverso un algoritmo computazionale in grado di identificare fino a 34 neoantigeni, cioè proteine specifiche delle cellule tumorali di quel paziente. L’mRNA che codifica per questi neoantigeni viene, quindi, incapsulato in nanoparticelle lipidiche, per favorire l’accesso alle cellule target. Una volta somministrato, il vaccino stimola l’espansione delle cellule T specifiche contro il tumore e una memoria immunologica capace di riconoscere e colpire eventuali cellule tumorali residue che esprimano gli stessi antigeni. «È una vera terapia personalizzata – spiega Del Vecchio – perché il vaccino viene costruito sulla base delle caratteristiche del tumore del singolo paziente. L’obiettivo è consentire al sistema immunitario di riconoscere ed eliminare anche eventuali microfocolai metastatici responsabili della ripresa della malattia». L’immunoterapia con pembrolizumab è già oggi in grado di ridurre significativamente il rischio di recidiva nei pazienti con melanoma ad alto rischio. L’aggiunta del vaccino ha dimostrato di aumentare ulteriormente questa capacità, riducendo in maniera statisticamente significativa sia il rischio di recidiva, sia quello di sviluppare metastasi a distanza. Particolarmente rilevante anche il profilo di sicurezza: l’aggiunta del vaccino non ha determinato un aumento apprezzabile della tossicità rispetto al solo pembrolizumab, un aspetto importante in un trattamento adiuvante, somministrato cioè a pazienti nei quali non è presente una malattia macroscopicamente evidente.
Dalla sperimentazione internazionale a un possibile nuovo standard
I dati completi dello studio saranno presentati al Congresso ESMO di ottobre a Madrid. Il protocollo dello studio prevede la prosecuzione del follow-up dei pazienti per valutare anche la sopravvivenza globale. «Se questi risultati saranno confermati – conclude Del Vecchio – questo approccio potrà diventare il nuovo standard di cura per il trattamento adiuvante dei pazienti con melanoma ad alto rischio. Per arrivare a questo obiettivo sarà fondamentale una collaborazione stretta tra varie figure professionali». La gestione di una terapia personalizzata di questo tipo richiede, infatti, una forte integrazione multidisciplinare: dalla qualità e analisi del materiale tumorale alla somministrazione del vaccino e al monitoraggio dei pazienti. È un percorso complesso che mette insieme competenze diverse e nel quale, e qui sta la differenza, l’esperienza maturata dall’Istituto dei Tumori di Milano, sia nel vaccino in questione sia in generale nella ricerca e cura del melanoma, rappresenta un elemento fondamentale.
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