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domenica 25 ottobre 2026

Luigi Grimaldi torna il libreria con “ L’Innocente , il dubbio oltre il giudicato”

 

ROMA  - LUIGI GRIMALDI, IL GIORNALISTA CHE TORNA SUL CASO GARLASCO: «L’INNOCENTE», UN LIBRO PER INTERROGARE LE CERTEZZE

Dalle inchieste televisive al delitto di Chiara Poggi, il giornalista d’inchiesta firma un volume che invita a rileggere le prove, le perizie e i ragionamenti alla base della condanna di Alberto Stasi. Al centro, una domanda che va oltre il singolo caso: quanto è importante continuare a interrogarsi quando una verità giudiziaria sembra ormai definitiva?

Ci sono vicende giudiziarie che, nonostante il trascorrere degli anni e le sentenze pronunciate nelle aule di tribunale, continuano a suscitare interrogativi nell’opinione pubblica. Il delitto di Chiara Poggi, uccisa il 13 agosto 2007 nella sua abitazione di Garlasco, è senza dubbio una di queste.

Una storia che ha attraversato stagioni diverse della cronaca italiana, diventando uno dei casi giudiziari più discussi degli ultimi decenni. Ed è proprio intorno a questa vicenda che si sviluppa il nuovo lavoro editoriale del giornalista d’inchiesta Luigi Grimaldi, autore del libro Garlasco. L’innocente. Il dubbio oltre il giudicato.

Un titolo che non passa inosservato e che racchiude il senso di un’indagine giornalistica dedicata a esaminare criticamente gli elementi sui quali si è costruita la vicenda processuale di Alberto Stasi, condannato in via definitiva per l’omicidio della sua fidanzata.

CHI È LUIGI GRIMALDI

Giornalista, autore e documentarista, Luigi Grimaldi ha maturato una lunga esperienza nel campo dell’informazione e delle inchieste su vicende controverse della cronaca italiana e internazionale.

Nel corso della sua carriera ha lavorato anche per il programma televisivo Le Iene, occupandosi di approfondimenti e investigazioni giornalistiche. Ha inoltre collaborato con Chi l’ha visto? e con diverse testate della carta stampata, seguendo storie complesse nelle quali la ricostruzione dei fatti richiede tempo, studio e un confronto continuo con documenti e testimonianze.

Tra gli argomenti affrontati nel suo percorso professionale figurano vicende come il caso di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin, il disastro del Moby Prince e altri episodi che hanno segnato la cronaca italiana.

Il suo lavoro sul caso Garlasco si inserisce in questo percorso: tornare sulle carte, analizzare gli elementi disponibili e mettere alla prova ricostruzioni che, nel tempo, si sono consolidate nel dibattito pubblico.

«L’INNOCENTE»: NON SOLTANTO UN LIBRO SU GARLASCO

Il volume di Grimaldi non si limita a ripercorrere la storia del delitto di Chiara Poggi. Il suo obiettivo è affrontare il modo in cui gli indizi sono stati interpretati e collegati tra loro durante il procedimento che ha portato alla condanna di Alberto Stasi.

L’autore prende in esame diversi aspetti della vicenda: le tracce ematiche, le impronte, il DNA, le scarpe, il computer di Stasi, la ricostruzione temporale degli eventi e gli elementi emersi dalle nuove indagini.

Il punto centrale non è soltanto il singolo reperto, ma il ragionamento utilizzato per attribuirgli un significato.

In un processo indiziario, infatti, un elemento raramente può essere considerato isolatamente. È necessario valutarlo insieme agli altri dati, verificare le ipotesi alternative e stabilire se l’insieme degli elementi sostenga davvero una determinata ricostruzione.

È su questo terreno che Grimaldi sviluppa la propria analisi, interrogandosi sulla solidità di alcuni passaggi logici e sulla possibilità che determinati elementi possano essere interpretati diversamente rispetto alla lettura accusatoria.

Il libro propone dunque una rilettura critica della vicenda processuale, esprimendo una posizione precisa dell’autore. Le sue conclusioni, tuttavia, vanno distinte dagli accertamenti giudiziari e dalle eventuali decisioni che potranno essere assunte nelle sedi competenti.

IL PESO DEGLI INDIZI E IL RISCHIO DI CERCARE SOLTANTO CONFERME

Uno dei temi più interessanti affrontati nel volume riguarda il cosiddetto bias di conferma: la tendenza a privilegiare le informazioni che sostengono un’ipotesi già formulata, attribuendo minore importanza a quelle che sembrano contraddirla.

È un meccanismo studiato in diversi ambiti, dalla psicologia alla ricerca scientifica, che assume particolare rilevanza quando si devono ricostruire fatti complessi sulla base di prove indirette.

Nel caso Garlasco, Grimaldi si chiede se alcuni elementi siano stati interpretati in maniera eccessivamente orientata verso l’ipotesi accusatoria e se determinate incongruenze siano state affrontate con sufficiente attenzione.

Si tratta di interrogativi che l’autore sviluppa attraverso la propria lettura degli atti e delle risultanze investigative. Non costituiscono, di per sé, la dimostrazione di un errore giudiziario, ma rappresentano il terreno sul quale si misura la sua tesi.

La questione investe un principio fondamentale: una ricostruzione giudiziaria deve essere valutata sulla base della qualità delle prove e della solidità dei ragionamenti che le collegano, non soltanto sulla capacità di costruire una narrazione apparentemente coerente.

UNA CONDANNA DEFINITIVA E IL SIGNIFICATO DEL DUBBIO

Alberto Stasi è stato condannato in via definitiva a sedici anni di reclusione per l’omicidio di Chiara Poggi. La definitività di una sentenza rappresenta un principio essenziale per garantire certezza del diritto e stabilità delle decisioni giudiziarie.

Questo, tuttavia, non significa che il sistema giudiziario sia teoricamente incapace di correggere eventuali errori: l’ordinamento prevede strumenti straordinari, come la revisione del processo, disciplinati da specifici presupposti e requisiti.

È importante distinguere il dubbio espresso da un giornalista, una nuova ipotesi investigativa e un elemento che possa effettivamente assumere rilevanza giuridica ai fini di una revisione.

Sono piani differenti, che non devono essere confusi.

Il merito del lavoro di Grimaldi, nella prospettiva proposta dal libro, è quello di riportare l’attenzione sulla necessità di verificare le premesse di una ricostruzione giudiziaria, senza considerare automaticamente ogni interrogativo come una prova di innocenza o di colpevolezza.

Perché mettere in discussione un ragionamento non equivale necessariamente a dimostrarne l’erroneità. Allo stesso modo, la presenza di una sentenza definitiva non elimina il valore di un esame critico condotto con metodo e sulla base di elementi verificabili.

CHIARA POGGI, IL CENTRO DI UNA STORIA CHE NON PUÒ ESSERE DIMENTICATA

In una vicenda tanto discussa, esiste un punto che non dovrebbe mai essere relegato in secondo piano: Chiara Poggi, la giovane donna la cui vita è stata spezzata nell’agosto del 2007.

Il rischio, quando un caso giudiziario diventa un fenomeno mediatico, è che la persona uccisa finisca progressivamente sullo sfondo, mentre il dibattito si concentra sulle contrapposizioni, sulle ipotesi e sulle figure coinvolte nel processo.

La ricerca della verità, invece, dovrebbe mantenere al centro la vittima e il diritto dei suoi familiari a ottenere giustizia.

È un aspetto che richiama anche la responsabilità di chi racconta la cronaca: informare significa distinguere i fatti accertati dalle ipotesi, evitare conclusioni affrettate e non trasformare una tragedia reale in uno spettacolo costruito sulle emozioni del pubblico.

UN LIBRO CHE INVITA A LEGGERE, CONFRONTARE E APPROFONDIRE

Con Garlasco. L’innocente. Il dubbio oltre il giudicato, Luigi Grimaldi propone una lettura critica di uno dei casi giudiziari più controversi della storia recente italiana.

Il volume si rivolge a chi desidera approfondire gli elementi del procedimento, comprendere le questioni tecniche sollevate dall’autore e riflettere sul rapporto tra indizi, interpretazione e certezza giudiziaria.

Non è necessario condividere tutte le conclusioni di un libro per riconoscere l’importanza di confrontarsi con le argomentazioni che propone. È proprio attraverso il confronto tra tesi differenti, purché fondato sui fatti e sul rispetto delle regole, che può svilupparsi una discussione pubblica più consapevole.

Il caso Garlasco, del resto, non riguarda soltanto il passato. Solleva questioni più ampie sul funzionamento della giustizia, sull’affidabilità delle ricostruzioni investigative e sul ruolo dell’informazione quando una vicenda giudiziaria torna al centro dell’attenzione collettiva.

Il lavoro di Grimaldi si inserisce in questo spazio, con una tesi dichiarata e una domanda che attraversa il libro: quanto è importante continuare a verificare le basi di una verità processuale, soprattutto quando emergono nuovi elementi o nuove interpretazioni?

La risposta non può essere affidata al tifo, alla suggestione o alle convinzioni personali. Richiede documenti, competenza, verifiche e rispetto per il lavoro della magistratura.

Perché il dubbio, quando nasce da domande precise e viene sottoposto al controllo dei fatti, non è necessariamente il contrario della verità. Può essere uno degli strumenti attraverso i quali si cerca di comprenderla.


Marco Nicoletti 

  

giovedì 22 ottobre 2026

Da oggi in vigore il diritto alla riparazione: cosa cambia per i consumatori

Diritto alla riparazione: dal 22 ottobre garanzia più lunga e nuovi obblighi per i produttori

Da oggi, 22 ottobre, entrano in vigore le nuove regole introdotte dalla Direttiva europea sul diritto alla riparazione. Attenzione però: alcune novità si applicano solo sui prodotti venduti dal 31 luglio 2026. 

Ecco allora su quali prodotti vale la nuova normativa, cosa non possono più fare i produttori, entro quando la riparazione deve essere effettuata e cosa è previsto sui pezzi di ricambio. 

Con l’obiettivo di allungare la vita dei prodotti, ridurre gli sprechi e limitare il ricorso alla sostituzione di beni ancora riparabili, il decreto legislativo di recepimento (in vigore dal 22 ottobre) introduce un regime favorevole che si applica solo alla riparazione dei prodotti elettrici ed elettronici più diffusi obbligando i produttori a ripararli gratuitamente o a prezzi ragionevoli, a mettere a disposizione i pezzi di ricambio e a condividere le informazioni tecniche con riparatori indipendenti e consumatori. Regole di trasparenza su costi, tempi e modalità dell’intervento, riguardano invece tutti i prodotti fuori garanzia.


Le nuove regole renderanno più trasparente il mercato delle riparazioni, prevedendo strumenti che aiuteranno i consumatori a confrontare costi, tempi e modalità degli interventi. Tra questi c’è una piattaforma europea che consentirà di individuare facilmente riparatori, venditori di prodotti ricondizionati, operatori che acquistano beni difettosi per recuperarli e iniziative come i repair café. La piattaforma, però, non sarà disponibile prima del luglio 2027.

La direttiva invita inoltre gli Stati membri ad adottare misure per incentivare la riparazione, come voucher, contributi o agevolazioni fiscali. Al momento, tuttavia, il decreto legislativo italiano non prevede alcun incentivo economico per incoraggiare i consumatori a scegliere la riparazione anziché l’acquisto di un nuovo prodotto.


Che cos'è il diritto alla riparazione?

Il diritto alla riparazione punta a rendere più semplice riparare i prodotti anche dopo la scadenza della garanzia legale, favorendo la riparazione rispetto alla sostituzione.

È il diritto di ottenere la riparazione anche nei casi in cui il difetto non è coperto dalla garanzia legale. I produttori dovranno quindi rendere possibile la riparazione oltre il periodo di garanzia, gratuitamente oppure a un prezzo e in tempi ragionevoli, mettendo inoltre a disposizione le informazioni tecniche e i pezzi di ricambio necessari.


Vale per qualsiasi prodotto?

No. Gli obblighi riguarderanno, almeno inizialmente, solo alcune categorie di prodotti elettrici ed elettronici individuate dalla normativa. Si tratta di:

  • lavatrici;
  • lavasciuga;
  • frigoriferi;
  • lavastoviglie;
  • aspirapolveri;
  • display elettronici;
  • telefoni cordless;
  • cellulari;
  • tablet;
  • asciugatrici per uso domestico;
  • apparecchiature di saldatura;
  • server e prodotti di archiviazione dati;
  • beni che incorporano batterie per mezzi di trasporto leggeri;
  • apparecchi per il riscaldamento d’ambiente locale a uso domestico.

 

Per ciascuna di queste categorie le norme europee stabiliscono specifici requisiti di riparabilità, che consentiranno di smontare e riparare il prodotto in modo più semplice ed efficiente. Definiscono inoltre quali pezzi di ricambio dovranno essere resi disponibili e per quanto tempo i produttori saranno tenuti a fornirli.

L’elenco dei prodotti soggetti a questi obblighi è destinato ad ampliarsi progressivamente, man mano che saranno approvati nuovi regolamenti europei. Altroconsumo chiede che l’estensione riguardi al più presto anche altre categorie di beni di largo consumo.


Quali obblighi avrà il produttore per favorire le riparazioni di questi prodotti?

Per i prodotti soggetti alla normativa, i produttori dovranno garantire la riparazione anche dopo la scadenza della garanzia, direttamente oppure tramite altri professionisti. Dovranno inoltre pubblicare, in un sito liberamente accessibile ai consumatori e ai riparatori, le informazioni sul servizio di riparazione e i prezzi indicativi degli interventi più comuni.

Saranno inoltre tenuti a mettere a disposizione dei consumatori e dei riparatori indipendenti le informazioni tecniche, i pezzi di ricambio e gli strumenti necessari per effettuare le riparazioni. Non potranno rifiutare una riparazione per motivi esclusivamente economici, ad esempio sostenendo che l’intervento sarebbe troppo costoso. Se la riparazione risulterà impossibile, potranno proporre al consumatore un prodotto ricondizionato.

Infine, non potranno rifiutare la riparazione soltanto perché il bene è già stato riparato in passato da un tecnico indipendente o dallo stesso consumatore.


Quali comportamenti sono esplicitamente vietati al produttore?

I produttori non potranno inserire nei propri prodotti sistemi hardware o software che ostacolino la riparazione, ad esempio componenti non smontabili oppure codici e password proprietari che impediscano la diagnosi del guasto. Il divieto non si applicherà quando queste limitazioni saranno giustificate da esigenze legittime e oggettive, come la sicurezza o la tutela della proprietà intellettuale.

Il decreto legislativo chiarisce inoltre che il produttore non può vietare, neppure attraverso clausole contrattuali, che il consumatore o un tecnico indipendente effettuino la riparazione. Per favorire la concorrenza, i produttori non potranno neppure impedire ai riparatori indipendenti di utilizzare ricambi originali, usati, compatibili o realizzati mediante stampa 3D, purché rispettino le norme sulla sicurezza e sulla proprietà intellettuale.


Quali sono i costi delle riparazioni?

La direttiva non stabilisce un prezzo massimo per le riparazioni né per i pezzi di ricambio. Prevede però che il costo dei ricambi e degli strumenti necessari non debba scoraggiare la riparazione e che gli interventi siano offerti gratuitamente oppure a un prezzo ragionevole.


L’obiettivo è favorire una maggiore concorrenza tra i riparatori. Quando le nuove regole entreranno in vigore, i produttori dovranno infatti rendere più accessibili le riparazioni, condividendo informazioni tecniche, ricambi e strumenti anche con i riparatori indipendenti. Un mercato più aperto dovrebbe contribuire a ridurre i costi per i consumatori.


Entro quando la riparazione deve essere effettuata?

Un termine preciso non è fissato: le riparazioni dovranno essere eseguite entro un periodo di tempo ragionevole dal momento in cui il produttore prenderà fisicamente in carico il bene o ne otterrà l’accesso.

Se la riparazione dovesse richiedere tempi incompatibili con le esigenze del consumatore, il produttore potrà mettere a disposizione un bene sostitutivo, gratuitamente oppure a un costo ragionevole, per tutta la durata dell’intervento.


Queste regole valgono anche per i prodotti provenienti da paesi extra Ue?

Se il produttore ha sede fuori dall’Unione europea, gli obblighi del fabbricante previsti dalla direttiva ricadranno sul suo rappresentante autorizzato nell’Unione. Se questo manca, la responsabilità passerà all’importatore e, in ultima istanza, al distributore del bene.


Cosa si prevede per i pezzi di ricambio?

Le nuove regole rafforzeranno anche il diritto di accesso ai pezzi di ricambio. I produttori dovranno renderli disponibili non solo ai riparatori e ai ricondizionatori indipendenti, ma anche ai consumatori finali, nei casi previsti dalla normativa. I ricambi dovranno inoltre poter essere sostituiti utilizzando attrezzi di uso comune, senza provocare danni permanenti al prodotto.

Per ciascuna delle categorie di prodotti soggette agli obblighi di riparazione, le norme europee stabiliscono per quanto tempo i ricambi dovranno rimanere disponibili. Nella maggior parte dei casi il periodo minimo sarà compreso tra sette e dieci anni dalla commercializzazione dell’ultima unità del modello. La durata varierà in base al tipo di prodotto e, in alcuni casi, anche a chi effettua la riparazione. Ad esempio, le maniglie dei frigoriferi dovranno essere disponibili anche per i consumatori per almeno sette anni, mentre i motori delle lavatrici dovranno essere forniti esclusivamente ai riparatori professionisti per almeno dieci anni dalla commercializzazione dell’ultima unità del modello.


I produttori non possono impedire ai riparatori indipendenti di utilizzare ricambi originali, usati, compatibili o realizzati mediante stampa 3D, purché rispettino le norme europee sulla sicurezza e sulla proprietà intellettuale. Nel rispetto dei brevetti e dei segreti industriali, dovranno inoltre mettere a disposizione le informazioni tecniche e gli strumenti necessari per effettuare le riparazioni, compresi quelli per la diagnosi dei guasti, a condizioni ragionevoli e non discriminatorie e per il periodo previsto dalla normativa europea applicabile al prodotto.


Come potranno orientarsi i consumatori nella scelta del riparatore?

I consumatori possono consultare direttamente i siti dei produttori e dei riparatori per confrontare costi, servizi e condizioni offerte. Inoltre, entro il 31 luglio 2027 la Commissione europea dovrà attivare una piattaforma online dedicata alla riparazione, con una sezione specifica per ciascuno Stato membro. L’accesso sarà gratuito e consentirà di individuare più facilmente riparatori, venditori di prodotti ricondizionati, operatori che acquistano beni difettosi per recuperarli e iniziative come i repair café.

In Italia il punto di contatto sarà il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, che supporterà la registrazione degli operatori, collaborerà con la Commissione europea e verificherà le informazioni pubblicate nella sezione nazionale della piattaforma.

Prima di accettare un’offerta di riparazione, il consumatore potrà inoltre chiedere il modulo europeo di informazioni sulla riparazione, un documento standard che il professionista potrà fornire gratuitamente prima della conclusione dell’accordo. Si tratta di una sorta di preventivo standardizzato, che contiene tutte le informazioni essenziali per valutare l’offerta. Potrà essere richiesto sia online sia presso il punto vendita e dovrà essere fornito su un supporto durevole. L’offerta contenuta nel modulo avrà una validità di 30 giorni e il professionista non potrà ritirarla prima della scadenza.


Per quali prodotti può essere chiesto il modulo europeo di informazioni?

Il modulo europeo di informazioni sulla riparazione può essere richiesto per la riparazione di qualsiasi prodotto fuori garanzia.

Il professionista non è obbligato a fornirlo. Se deciderà di utilizzarlo, però, dovrà compilare il modulo con tutte le informazioni essenziali sull’intervento proposto, tra cui il tipo di riparazione, il prezzo, il tempo necessario per completarla, l’eventuale disponibilità di un bene sostitutivo e i relativi costi, il luogo di consegna del bene, gli eventuali servizi di rimozione e installazione e tutti i costi a carico del consumatore. Se non sarà possibile indicare fin da subito un prezzo preciso, il modulo dovrà riportare le modalità di calcolo del costo e l’importo massimo che potrà essere richiesto. Una volta accettato dal consumatore, il modulo avrà valore contrattuale e vincolerà entrambe le parti.


Cosa cambia per i prodotti nuovi?

Per i prodotti acquistati dal 31 luglio 2026, la riparabilità diventa un requisito di conformità del prodotto. Ciò significa che un bene dovrà essere progettato in modo da poter essere smontato e riparato e che dovranno essere disponibili i pezzi di ricambio e gli strumenti necessari per effettuare gli interventi.

Se un prodotto non rispetterà questi requisiti, il consumatore potrà far valere la garanzia legale di conformità anche in assenza di un vero e proprio difetto di funzionamento.


Cosa cambia se il prodotto è in garanzia o se non lo è più?

La differenza principale riguarda i costi della riparazione. Se il prodotto è coperto dalla garanzia legale di conformità, il consumatore ha diritto alla riparazione senza alcuna spesa. Se invece il bene è fuori garanzia, la riparazione, pur essendo favorita dalle nuove regole, resterà nella maggior parte dei casi a pagamento.

Cambia anche il soggetto a cui rivolgersi. Durante il periodo di garanzia il referente resta il venditore, che è responsabile della garanzia legale di conformità. Una volta scaduta la garanzia, invece, il consumatore dovrà rivolgersi al produttore o a un riparatore di propria scelta.


Se un prodotto si guasta in garanzia, spetta la venditore offrire la garanzia di conformità che consente al consumatore di ottenere la riparazione, o la sostituzione senza affrontare nessun costo. La garanzia di conformità, infatti, copre anche i costi di traporto, i pezzi di ricambio e la manodopera.


La riparazione fuori garanzia, invece, non è necessariamente gratuita. Per i prodotti soggetti a specifiche norme europee di riparabilità, il produttore deve offrirla gratuitamente o a un prezzo ragionevole. Per tutti gli altri prodotti, invece, non esiste un obbligo di riparazione del produttore, per cui costi e disponibilità dei ricambi dipendono dal tipo di bene e dalle condizioni applicate dal singolo produttore o riparatore.


Il decreto introduce anche alcune novità per i prodotti ancora coperti dalla garanzia legale. Il consumatore continuerà a poter scegliere tra riparazione e sostituzione del bene non conforme nei primi due anni dalla consegna. Se però opterà per la riparazione, la garanzia legale sarà prorogata di un ulteriore anno.

Sarà inoltre possibile chiedere, in sostituzione del prodotto non conforme, un bene ricondizionato. Infine, quando la riparazione richiederà tempi particolarmente lunghi, il venditore potrà mettere gratuitamente a disposizione un bene sostitutivo, che il consumatore dovrà restituire al termine dell’intervento.


Alcuni riparatori rifiutano di riparare un pezzo che sia stato "manipolato da terzi". Cosa cambia?

Rifiutare una riparazione soltanto perché il prodotto è stato in precedenza riparato da un tecnico indipendente o dallo stesso consumatore è una pratica ancora piuttosto diffusa.

Con le nuove regole si stabilisce chiaramente che questa pratica non è lecita. Il produttore potrà rifiutare la riparazione solo se il precedente intervento avrà causato danni tali da rendere impossibile effettuare una nuova riparazione.


Quali incentivi alla riparazione sono previsti?

Ogni stato dell’Unione dovrebbe adottare almeno una misura per incentivare la riparazione dei prodotti dopo la scadenza della garanzia legale. Tra gli strumenti indicati figurano voucher o contributi per le riparazioni, agevolazioni fiscali, campagne informative, corsi dedicati alla riparazione e il sostegno a iniziative come i repair café. Al momento, però, il decreto legislativo italiano di recepimento non prevede alcun incentivo economico a favore dei consumatori.

Altroconsumo ritiene che, senza misure concrete capaci di ridurre il costo delle riparazioni, il diritto alla riparazione rischi di rimanere solo parzialmente efficace. Per questo chiede al Governo di introdurre strumenti che rendano la riparazione una scelta realmente conveniente e accessibile, in linea con gli obiettivi della direttiva europea.


Quando entrano in vigore le nuove regole?

Le nuove regole sono entrate in vigore dal 22 ottobre 2026, ma la possibilità di aumentare di 12 mesi il diritto alla garanzia dei prodotti riparati, si applica solo ai prodotti acquistati dal 31 luglio 2026, per quei prodotti la durabilità diventa  requisito essenziale di conformità.


Cosa chiede Altroconsumo

Altroconsumo considera il diritto alla riparazione un passo avanti importante per ridurre gli sprechi, contenere i rifiuti e allungare la vita dei prodotti. Perché queste nuove regole siano davvero efficaci, però, occorre accompagnarle con misure che rendano la riparazione una scelta concreta e conveniente per i consumatori.

In particolare, chiediamo di:

  • estendere progressivamente l’obbligo di riparazione a un numero maggiore di prodotti;
  • introdurre incentivi economici efficaci, come voucher, contributi per le riparazioni, agevolazioni fiscali, corsi dedicati alla riparazione e sostegno ai repair café;
  • garantire prezzi trasparenti e realmente accessibili per riparazioni, ricambi e diagnosi;
  • valorizzare la rete dei riparatori indipendenti, assicurando un accesso non discriminatorio alle informazioni tecniche, agli strumenti e ai pezzi di ricambio;
  • rendere la sezione italiana della futura piattaforma europea semplice da utilizzare e integrata con le iniziative già presenti sul territorio;
  • rafforzare il coinvolgimento dei consumatori e delle loro associazioni nell’Osservatorio nazionale;
  • consentire al consumatore di rivolgersi direttamente al produttore anche quando il prodotto è ancora coperto dalla garanzia legale, superando l’attuale distinzione tra responsabilità del venditore durante la garanzia e obblighi del produttore dopo la sua scadenza.

 

Chiediamo inoltre di rafforzare la garanzia legale sui prodotti. Oggi, se un difetto emerge entro il primo anno dall’acquisto, si presume che fosse già presente al momento della consegna. Vogliamo che questa presunzione sia estesa a tutti i due anni di durata della garanzia, evitando che, dopo il primo anno, sia il consumatore a dover dimostrare l’origine del difetto.


Articolo realizzato o aggiornato nell’ambito del progetto REPper, finanziato dal programma Interreg Euro-MED dell'Unione europea e volto a incentivare la riparazione dei prodotti. 

 


ROMA, GUIDA ERRANTE NELLA BELLEZZA NASCOSTA: i prossimi appuntamenti tra librerie e urban trekking

Roma, la bellezza nascosta si scopre camminando: Carlo Coronati porta la sua guida per gli itinerari della Capitale

 

Dal 27 ottobre al 1° novembre quattro appuntamenti tra presentazioni, trekking urbani e street art. Un viaggio fuori dalle rotte consuete per conoscere la città attraverso il libro Roma, guida errante nella bellezza nascosta, pubblicato dalle Edizioni il Lupo.

 

Una guida da leggere, consultare, ma soprattutto da portare con sé, per attraversare Roma con occhi nuovi. Prosegue il viaggio di Carlo Coronati alla scoperta della Capitale meno conosciuta, con un calendario di appuntamenti che supera la formula tradizionale delle presentazioni editoriali e porta i lettori direttamente nei luoghi raccontati nel suo ultimo libro, Roma, guida errante nella bellezza nascosta, edito dalle Edizioni il Lupo.

 

Dal 27 ottobre al 1° novembre sono in programma quattro incontri: una presentazione al Punto Touring di Roma e tre trekking urbani che attraverseranno alcuni dei territori più sorprendenti della città, dall'EUR alla Garbatella, dal Trullo a Corviale, fino ai quartieri del quadrante nord-est, dove la street art è diventata uno straordinario linguaggio di espressione e trasformazione urbana.

 

Il libro non è soltanto il racconto di una Roma alternativa, ma uno strumento concreto per imparare a esplorarla in autonomia. Con 13 itinerari percorribili a piedi o in bicicletta, 13 mappe dettagliate e una mappa generale, la guida invita ad abbandonare le rotte più battute per scoprire borghetti, periferie, parchi, architetture inattese e luoghi spesso estranei ai circuiti turistici tradizionali. Un'attenzione particolare è riservata alla street art, protagonista di circa 100 pagine che ne raccontano opere, linguaggi e relazioni con i territori.

 

Per Coronati, al suo quarto libro dedicato al trekking urbano dopo tredici anni di esplorazioni, camminare è un modo per leggere la città, riconoscerne le trasformazioni, avvicinarsi alle sue contraddizioni e incontrare forme di bellezza che spesso sfuggono a uno sguardo frettoloso. È uno «spirito montano» applicato alla metropoli: il piacere della scoperta, la curiosità per ciò che si trova fuori rotta e la convinzione che anche una grande città possa essere attraversata con il passo e l'attenzione dell'escursionista.

 

I trekking in programma diventano così presentazioni itineranti del libro, occasioni per percorrerne concretamente le pagine, riconoscere i luoghi sulle mappe, approfondirne le storie e sperimentare un diverso modo di vivere Roma. Un invito a utilizzare la guida non soltanto durante gli appuntamenti accompagnati, ma anche per costruire nuove esplorazioni personali.

Il calendario degli appuntamenti

 

Martedì 27 ottobre, ore 17 – Presentazione al Punto Touring di Roma

Il ciclo di appuntamenti si apre al Punto Touring di Roma, in piazza dei Santi Apostoli 62/65, con una presentazione del volume. Carlo Coronati dialogherà con Valentino Sani, storico e musicista, accompagnando il pubblico in un viaggio ideale attraverso la Roma che si cela oltre i percorsi più conosciuti.

Partecipazione gratuita, prenotazione obbligatoria.

Tel. 06 36005281 – libreria.ptroma@touringclub.it

 

Giovedì 29 ottobre, ore 14 – Dall'EUR alla Garbatella, per i vent'anni di Alta Quota

Un trekking urbano speciale, organizzato in occasione dei vent'anni del negozio di montagna Alta Quota, ripercorrerà l'itinerario numero 10 della guida. Dal razionalismo dell'EUR al verde delle Tre Fontane e di Tor Marancia, fino ai celebri murales del quartiere e ai lotti storici della Garbatella. L'arrivo al negozio Alta Quota sarà accompagnato da un momento conviviale e di ricordi.

Partenza dalla fermata Metro B Magliana alle ore 14; arrivo alla Metro B Garbatella. Percorso di 13 km, circa 5 ore.

Partecipazione gratuita, senza prenotazione.

 

Sabato 31 ottobre, ore 9.30 – Dal Trullo a Corviale, lungo la Valle dei Casali

Un percorso di 15 km nella Roma sud-occidentale, corrispondente all'itinerario numero 3 della guida. Dalla stazione di Villa Bonelli si attraverseranno il Trullo, con la sua street art e i poeti della borgata, Corviale, il Parco dei Caduti di Forte Bravetta e la Valle dei Casali, fino a Villa York e al Borghetto Silvestri. Arrivo sulla Circonvallazione Gianicolense.

Partenza ore 9.30 dalla stazione Villa Bonelli; appuntamento alternativo alle ore 9.45 al capolinea del bus 44, a monte della villa. Durata circa 5 ore, oltre alla pausa. Pranzo al sacco.

Quota di partecipazione: 10 euro, con rilascio di un buono per l'acquisto di libri delle Edizioni il Lupo, valido fino al 31 dicembre 2026. Non è necessaria la prenotazione.

 

Domenica 1° novembre, ore 9.30 – Tra i murales di Roma nord-est

Un'immersione nella street art del quadrante nord-orientale della Capitale, tra Tiburtino III, Ponte Mammolo, Casal de' Pazzi, il Parco di Aguzzano, San Basilio e Rebibbia. Una passeggiata anche fotografica, alla scoperta di circa 20 murales che raccontano identità, memorie e trasformazioni dei quartieri. Un percorso emblematico dell'attenzione che Coronati dedica all'arte urbana nel suo libro.

Partenza ore 9.30 dalla fermata Metro B Santa Maria del Soccorso; arrivo previsto alle ore 16 alla Metro B Rebibbia. Percorso di 14 km, circa 5 ore e mezza di cammino oltre alla pausa. Pranzo al sacco.

Quota di partecipazione: 10 euro, con rilascio di un buono per l'acquisto di libri delle Edizioni il Lupo, valido fino al 31 dicembre 2026. Non è necessaria la prenotazione.

Un libro per continuare a scoprire Roma

 

Informazioni e contatti

Edizioni il Lupo

Tel. 329 9748092

Email: info@edizioniillupo.it

Cell. 340 5364218 (solo il giorno dell'escursione)

Chi possiede già un buono acquisto delle Edizioni il Lupo, in scadenza il 31 dicembre 2026, ed è interessato a ritirare il volume in occasione di uno dei trekking, è invitato a comunicarlo anticipatamente, per consentire l'organizzazione della consegna alla partenza.

 

ROMA, GUIDA ERRANTE NELLA BELLEZZA NASCOSTA
di Carlo Coronati
Edizioni il Lupo
Prezzo: 20 euro
ISBN 9791281596115
Disponibile in libreria da metà settembre

Link per acquisto: 

https://www.edizioniillupo.it/product/roma-guida-errante-nella-bellezza-nascosta/

 

L’AUTORE

 

 

Carlo Coronati, romano di origine e vita, ma oggi anche mezzo valdostano, ha vagabondato per l’Appennino centrale e le Alpi Occidentali seguito da fidati amici e altri appassionati, accompagnan­do gruppi sia a piedi che con gli sci da escursioni­smo e telemark. Sta per raggiungere le 20 guide scritte, faticosamente, perché frutto di scrupolosi sopralluoghi, lasciandosi trascinare da inguari­bile curiosità. Essere stato maestro elementare, sempre a fianco dei bambini, lo aiuta a muoversi con entusiasmo. Da dieci anni affronta i cammini romani e le esplorazioni di questa città, che non finisce mai di stupire, con l’insaziabile voglia di raccontare questo tessuto di umanità, sorprese, e spe­rimentazione dove la bellezza, l’armonia e il silenzio dei tanti parchi e bor­ghetti affascinano e attirano il camminatore lento ma incline alla scoperta. Appassionato di “street art” cerca di essere sempre aggiornato sulle novità, almeno quelle romane. Fatica inutile.

 

IL FOTOGRAFO

 

Filippo Pompili, già fotografo ufficiale al Senato, ha continuato a coltivare questa sua passione nei viaggi in luoghi remoti senza “legarsi” ad un unico genere. La fotografia lo accompagna nei 5 conti­nenti ma l’Asia e l’Africa, con i volti delle persone e delle realtà a volte dure, lo hanno portato a fis­sare col suo obiettivo storie di sofferenza e mar­ginalità. Scatti che comunque lo hanno segnato profondamente. Amante di paesaggi e natura, parchi e deserti, collabora con editori che punta­no a valorizzare la bellezza dei luoghi insoliti.


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