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venerdì 20 febbraio 2026

Il punto di Cambium: Mobile Device Management e sicurezza

Mobile Device Management: proteggere smartphone e tablet aziendali nell'era del lavoro ibrido.

A cura di Cambium Networks

L'evoluzione del mondo del lavoro ha trasformato radicalmente il modo in cui le aziende gestiscono la tecnologia. Smartphone tablenon sono più semplici strumenti accessori, ma veri e propri dispositivi di lavoro essenziali che accompagnano i dipendenti ovunque. Questa trasformazione ha portato innegabili vantaggi in termini di produttività e flessibilità, ma ha anche creato nuove vulnerabilità che i cybercriminali sono pronti a sfruttare. Il Mobile Device Management rappresenta oggi una risposta strategica a questa sfida. Non si tratta semplicemente di un sistema di controllo, ma di un approccio integrato che permette alle aziende di proteggere i propri dati sensibili mantenendo al contempo la produttività dei dipendenti e garantendo un'esperienza utente fluida e non invasiva.

La nuova frontiera del rischio: i dispositivi mobili come bersaglio

Negli ultimi anni, sempre più utenti accedono alle risorse aziendali utilizzando i propri dispositivi personali: è la pratica del BYOD (Bring Your Own Device), che rende evidente quanto sia critica la necessità di proteggere questi endpoint. La sicurezza dei dispositivi mobili aziendali non può più essere considerata una questione secondaria o un'estensione delle politiche IT tradizionali. Connessioni Wi-Fi pubbliche, reti domestiche non protette, spostamenti internazionali: ogni scenario presenta rischi specifici che devono essere gestiti in modo proattivo. A questo si aggiunge il rischio fisico dello smarrimento o del furto del dispositivo.

La complessità della sicurezza mobile: perché serve un approccio strutturato

La gestione della sicurezza dei dispositivi mobili presenta sfide uniche che la differenziano nettamente dalla protezione dei sistemi desktop tradizionali. I dispositivi mobili devono essere sempre connessi e disponibili, caratteristica che li rende particolarmente esposti a minacce continue. A differenza di un computer desktop che può operare in una rete aziendale protetta, smartphone e tablet attraversano costantemente ambienti di rete diversi, ognuno con i propri livelli di sicurezza. Senza un sistema di gestione centralizzata, i dispositivi mobili diventano vettori ideali per malwarespyware e altre minacce informatiche. Le applicazioni non autorizzate possono introdurre vulnerabilità, i sistemi operativi non aggiornati possono contenere falle di sicurezza note, e le configurazioni inadeguate possono esporre dati sensibili.

Il valore strategico del Mobile Device Management

Implementare una soluzione MDM per la sicurezza aziendale significa adottare un framework che garantisca che solo dispositivi conformi alle policy di sicurezza possano accedere alle risorse aziendali. Questo controllo preventivo rappresenta la prima linea di difesa contro le minacce. Prima ancora che un dispositivo possa connettersi alla rete aziendale o accedere alle applicazioni critiche, il sistema MDM verifica che rispetti tutti i requisiti di sicurezza definiti dall'organizzazione. La capacità di intervento remoto costituisce uno degli aspetti più efficaci del Mobile Device Management. In caso di smarrimento o furto, gli amministratori possono immediatamente bloccare il dispositivo e, se necessario, cancellare tutti i dati aziendali contenuti, proteggendo informazioni sensibili da accessi non autorizzati. L'implementazione di autenticazione forte e crittografia dei dati garantisce che, anche in caso di compromissione fisica del dispositivo, le informazioni rimangano protette.

Gestione centralizzata dei device mobili: efficienza e riduzione dei costi

Per i team IT, la gestione centralizzata dei dispositivi mobili rappresenta un cambiamento paradigmatico che trasforma radicalmente l'approccio operativo. L'automazione delle configurazioni, degli aggiornamenti e del monitoraggio riduce significativamente il carico di lavoro del team IT, mentre il supporto remoto diventa particolarmente prezioso in un contesto di lavoro distribuito. Inoltre, la conformità alle normative come il GDPR e altri standard di sicurezza, diventa gestibile attraverso un sistema MDM ben implementato.


Il ruolo dell'infrastruttura di rete nella sicurezza mobile

Una rete aziendale sicura e ben gestita costituisce il secondo livello di difesa che lavora in sinergia con le policy MDM. Le soluzioni di security e SD-WAN come l'NSE 3000 di Cambium Networks offrono funzionalità avanzate che si integrano perfettamente con le strategie MDM. Questi gateway di sicurezza creano perimetri protetti che verificano e filtrano tutto il traffico proveniente dai dispositivi mobili prima che possa raggiungere le risorse aziendali critiche. La segmentazione della rete permette di isolare il traffico dei dispositivi mobili da altri sistemi critici, contenendo potenziali compromissioni e impedendo la propagazione laterale di minacce. Le soluzioni Wi-Fi enterprise di Cambium Networks offrono funzionalità specifiche per supportare ambienti BYOD sicuri, con autenticazione avanzata basata su certificati, supporto per standard come 802.1X, e la possibilità di creare SSID multipli con policy di accesso differenziate. Tutto ciò permette di fornire connettività wireless ai dispositivi mobili mantenendo al contempo rigorosi controlli di sicurezza.

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Foto di Acrelia su Unsplash 




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3000 miliardi a rischio: il danno economico delle esperienze negative

3000 miliardi a rischio: il danno economico delle esperienze negative

Un'analisi Qualtrics rivela che quasi metà dei clienti insoddisfatti riduce la spesa. La startup Humassistant propone un approccio alternativo: centralizzare prima, automatizzare dopo

Quasi 3.000 miliardi di dollari di vendite sono a rischio nel 2026 a causa di esperienze cliente negative. Il dato emerge dall'indagine "$3 Trillion is at Risk due to Bad CX in 2026" pubblicata dal Qualtrics XM Institute, che ha analizzato il comportamento dei consumatori su scala globale. L'11% delle interazioni con il servizio clienti viene percepito come negativo e, di queste, il 47% porta a una riduzione della spesa da parte dell'acquirente.

L'impatto economico stimato si suddivide in oltre 2.100 miliardi di dollari in minori acquisti e 865 miliardi in spesa completamente interrotta. Un dato che, per dimensioni, riguarda trasversalmente tutti i settori e tutti i mercati.

Il cliente che se ne va in silenzio

A rendere il quadro più critico è un fenomeno spesso sottovalutato: il feedback mancato. Secondo la stessa ricerca Qualtrics, meno di un cliente su tre segnala un'esperienza negativa — un dato in calo di 7,5 punti percentuali rispetto al 2021. Nella maggior parte dei casi, il consumatore semplicemente smette di acquistare e si rivolge a un concorrente, senza che l'azienda ne abbia consapevolezza.

Il danno, in sostanza, resta invisibile nei report aziendali tradizionali.

Dietro il disservizio: canali disconnessi, non tecnologia mancante

Diverse analisi di settore convergono su un punto: la causa principale delle esperienze negative non è la mancanza di strumenti, ma la frammentazione dei canali di comunicazione. E-mail, chat, WhatsApp, social e telefono vengono spesso gestiti come sistemi separati, generando rallentamenti, perdita di contesto e un'esperienza discontinua per il cliente.

Secondo un'analisi Trengo, il 60% delle aziende non condivide in tempo reale il contesto delle conversazioni tra team e strumenti. Dati di SQM Group confermano che oltre la metà dei clienti è costretta a ripetere la propria richiesta quando passa da un canale all'altro. Il risultato è significativo: i sistemi omnicanale realmente integrati raggiungono livelli di soddisfazione del 67%, contro il 28% di quelli disconnessi.

Sul fronte della fidelizzazione, la dinamica si conferma: secondo dati McKinsey/Aberdeen Group, le aziende con strategie omnicanale strutturate raggiungono l'89% di retention, contro il 33% di quelle con approcci frammentati.

L'intelligenza artificiale non basta se i flussi sono disordinati

Di fronte al problema, molte aziende hanno introdotto soluzioni di AI direttamente sui singoli canali. Ma i risultati non sono stati all'altezza delle aspettative. Sempre secondo Qualtrics, un consumatore su cinque non trae alcun beneficio dall'AI nel customer service, con un tasso di fallimento quattro volte superiore a qualsiasi altro ambito di applicazione dell'intelligenza artificiale.

A questo si aggiungono dubbi da parte degli utenti: il 53% teme un uso improprio dei propri dati nell'automazione, mentre il 50% teme di perdere l'accesso al supporto umano.

«Se automatizzi il caos, ottieni solo un caos automatizzato. La maggior parte delle aziende non perde clienti perché risponde male: li perde perché non sa nemmeno cosa gli hanno scritto. Il primo passo non è aggiungere un altro chatbot, è mettere ordine».

Francesco Sganga, founder di Humassistant

Humassistant: centralizzare i canali prima di automatizzarli

Humassistant è una piattaforma SaaS italiana nata a Torino che affronta il problema dalla base: prima di introdurre qualsiasi forma di automazione, unifica tutti i canali di comunicazione — chat web con voce integrata, WhatsApp Business, e-mail, social e telefono — in un'unica inbox operativa.

L'approccio è volutamente sequenziale: solo dopo che i flussi sono centralizzati e il contesto condiviso in tempo reale tra gli operatori, vengono attivati assistenti AI configurabili. L'obiettivo dichiarato è ridurre i tempi di risposta, eliminare la perdita di informazioni tra canali e rendere il customer care più sostenibile nel tempo, in particolare per le PMI italiane e le aziende B2B.

Chi è Humassistant

Humassistant è una piattaforma SaaS italiana dedicata alla centralizzazione della comunicazione
aziendale. Consente di gestire in un'unica inbox chat web, WhatsApp Business, email e telefono,
integrando assistenti AI configurabili dopo la strutturazione dei flussi. Si rivolge a PMI e aziende B2B.
Fondata a Torino da Francesco Sganga.



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Sanremo 2026: quando la musica italiana ferma il Paese e il mondo per cinque notti storiche

Sanremo 2026: quando la musica italiana ferma il Paese e il mondo per cinque notti storiche

Di Renata Bueno, ex parlamentare italiana, avvocata e imprenditrice

Pochi eventi riescono ad attraversare le generazioni, plasmare identità culturali e restare rilevanti nell'era dello streaming. Il Festival di Sanremo è uno di questi. Molto più di una competizione musicale, Sanremo è un rituale collettivo, uno specchio della società italiana e uno dei più importanti palcoscenici di lancio delle tendenze musicali in Europa.

Come discendente di italiani, italo-brasiliana, avvocata internazionale ed ex parlamentare italiana, seguo il Festival non solo come spettatrice, ma come persona che riconosce in esso un simbolo profondo della cultura, della memoria e dell'evoluzione dell'Italia. Sanremo traduce in musica ciò che gli italiani sentono, discutono e sognano, dentro e fuori dal Paese.

La 76ª edizione del Festival sta per iniziare e promette di entrare nella storia. Dal 24 al 28 febbraio 2026, il tradizionale Teatro Ariston, nella città di Sanremo, in Liguria, tornerà a essere il centro dell'attenzione con cinque intense serate di musica, emozioni e grandi performance.

La conduzione di questa edizione sarà affidata a Carlo Conti, che torna come direttore artistico e presentatore principale, affiancato dalla star internazionale Laura Pausini, co-conduttrice in tutte le serate. La scelta non è casuale: Pausini è uno dei simboli più forti della dimensione globale di Sanremo, avendo iniziato la propria carriera proprio al Festival nel 1993. Nel corso delle serate, la coppia sarà affiancata da ospiti speciali come Can Yaman, Achille Lauro e Lillo Petrolo, tra gli altri nomi che promettono di sorprendere il pubblico.

Il Festival nacque nel 1951 al Casinò di Sanremo, inizialmente trasmesso solo alla radio, quando la televisione italiana muoveva ancora i primi passi. In quella prima edizione, solo tre artisti interpretarono le canzoni: Nilla Pizzi, Achille Togliani e il Duo Fasano. L'obiettivo era chiaro e visionario: rilanciare il turismo invernale nella Riviera Ligure e valorizzare la canzone italiana in un Paese che si stava ricostruendo dopo la Seconda Guerra Mondiale.

Da allora, Sanremo ha accompagnato le trasformazioni della società italiana. Negli anni '50 e '60 ha lanciato classici intramontabili come "Nel blu dipinto di blu" di Domenico Modugno, brano divenuto celebre nel mondo come "Volare" e capace di influenzare premi internazionali come i Grammy Awards. Nei decenni successivi ha dato spazio a voci straordinarie come Mia Martini, Lucio Dalla ed Eros Ramazzotti.

A partire dagli anni '90, con il consolidamento della televisione e l'espansione internazionale del Festival, sono emersi artisti diventati icone globali, come la stessa Laura Pausini, Giorgia, Andrea Bocelli e Tiziano Ferro. Oggi Sanremo è un fenomeno sociale capace di dettare tendenze musicali, di moda e di costume, oltre ad alimentare anche il dibattito pubblico. Molte delle canzoni vincitrici rappresentano l'Italia all'Eurovision Song Contest, confermando il Festival come base del più grande evento musicale europeo.

In un'epoca di consumo rapido e playlist effimere, Sanremo mantiene la propria rilevanza perché unisce le generazioni. Nonni e nipoti condividono lo stesso divano, cantando i classici e scoprendo nuovi artisti nelle categorie Big e Nuove Proposte. Sono 30 i concorrenti principali, oltre ai giovani talenti, in serate tematiche che includono duetti, reinterpretazioni e omaggi alla storia della musica italiana.

Nel 2026, il Festival si svolgerà eccezionalmente alla fine di febbraio per evitare la concomitanza con i Giochi Olimpici Invernali di Milano-Cortina 2026. Lo spostamento di calendario ha aumentato ulteriormente l'attesa. La presenza costante di Laura Pausini sul palco assume un valore simbolico speciale: dalla giovane vincitrice degli anni '90 alla star globale che oggi rappresenta l'Italia nel mondo.

Per i brasiliani con radici italiane, Sanremo è molto più di un semplice intrattenimento. È un legame vivo con la storia, la lingua e le emozioni della terra degli antenati. Molte famiglie in Brasile sono cresciute ascoltando canzoni nate su quel palco dai classici intramontabili ai successi pop contemporanei mantenendo viva un'identità che attraversa gli oceani.

Se amate la musica italiana, preparatevi: dal 24 al 28 febbraio seguite il Festival sulla RAI o in streaming internazionale. Saranno cinque serate di canzoni che emozionano, sorprendono e restano nella memoria.

E voi, qual è la vostra canzone di Sanremo preferita di tutti i tempi? Scrivetelo nei commenti. La musica porta sempre con sé delle storie, e meritano di essere condivise.




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giovedì 19 febbraio 2026

Emergenza idrica a Canicattì: azioni, non parole, ora mappatura e interventi.

Duemila anni fa gli antichi Romani costruivano reti idriche e fognarie ispezionabili, progettate per essere controllate e manutenute nel tempo, e se in epoca antica esisteva questa cultura della gestione e della manutenzione oggi a Canicattì la domanda è inevitabile: perché non si è ancora partiti dalla cosa più elementare. Dopo settimane di emergenza e gravi disagi non risulta ancora avviata una mappatura completa della rete da parte di personale specializzato, perché non si può intervenire solo nei punti segnalati dai cittadini o dove emergono perdite visibili in strada, ma serve un controllo sistematico su tutta la città con tecnici che ispezionino la rete e una squadra operativa pronta a intervenire. Senza iniziare non si risolverà mai nulla e ogni giorno perso significa acqua e fiducia perdute.

Calogero Coniglio e Maurizio Cirignotta, rispettivamente presidente e vicepresidente di ANAFePC, dichiarano: “Sugli allacci è stato chiesto l’intervento della Regione Siciliana, poiché una criticità così grave richiede un livello istituzionale superiore. Riteniamo che il riferimento istituzionale per garantire il diritto all’acqua ai cittadini di Canicattì sia proprio la Regione Siciliana, alla quale spetta assicurare che un servizio essenziale venga erogato con continuità e dignità, perché nell’emergenza prima di tutto si deve garantire acqua a tutti in modo dignitoso, poi si analizzano le cause, si definiscono le azioni correttive e, solo se emergono responsabilità, queste vengono accertate”.

Non si può chiedere alle famiglie di allacciarsi regolarmente se l’acqua arriva ogni 10-15 giorni, serve la certezza di avere acqua tutti i giorni come avviene normalmente nel resto d’Italia, così da permettere alle famiglie di organizzarsi e ricostruire la fiducia. Non è accettabile che oltre alla bolletta si debbano sostenere anche i costi dell’autobotte privata ed è evidente che negli anni molti cittadini abbiano disdettato il contratto proprio a causa della discontinuità del servizio. Per chi non è ancora allacciato e deve affrontare interventi onerosi come scavi e lavori strutturali necessari al collegamento, si ritiene necessario consentire la rateizzazione dei costi in bolletta per rendere sostenibile l’accesso alla rete.

Il problema dell’acqua a Canicattì dura da oltre quarant’anni e ha attraversato amministrazioni di ogni colore politico senza essere risolto, mentre i cittadini hanno sopperito alle carenze strutturali a proprie spese realizzando cisterne e serbatoi mai rimborsati. Oggi il livello di esasperazione ha raggiunto un punto mai visto prima e un’emergenza di tale portata richiede un’azione immediata e coordinata tra istituzioni, perché quando manca un servizio essenziale non è più solo una questione locale ma di tutela sanitaria, ordine pubblico e diritti fondamentali, motivo per cui serve un tavolo tecnico con dati, tempi e responsabilità certi.

I rappresentanti dell’associazione aggiungono: “Non siamo interessati alla vita politica locale né a polemiche personali e di essere consapevoli che un sindaco non può risolvere un problema strutturale dall’oggi al domani. Proprio per questo riteniamo che, dopo aver appreso della manifestazione, avrebbe potuto compiere un atto di moderazione e responsabilità istituzionale, poiché un semplice messaggio di apertura e disponibilità a ricevere una delegazione avrebbe contribuito ad abbassare la tensione, considerando che la grande maggioranza dei cittadini è composta da persone civili e perbene che chiedono solo rispetto e soluzioni”.

L’acqua è un bisogno primario e, con senso di responsabilità, l’associazione si è data una tempistica prima di avviare azioni formali, ricordando che ha presentato esposti esclusivamente in situazioni gravi, dopo aver tentato ogni strada di buon senso. L’ANAFePC ribadisce che, qualora non si vedessero cambiamenti concreti, sarà costretta a presentare un esposto.

“Continueremo il nostro impegno come portavoce dei cittadini nel rispetto delle istituzioni e della legge, perché si tratta di un diritto essenziale che non può più attendere”.

mercoledì 18 febbraio 2026

Cisgiordania la conquista silenziosa , lo stato palestinese viene delegittimato

Sotto gli occhi dei grandi si sta sgretolando lo stato palestinese ,questa è la realtà che si nasconde dietro il processo di pace voluto da Trump attraverso il Board di Gaza che nella realtà maschera obbiettivi ben diversi che nella facciata sono collegati alla pace. Dietro le quinte di una falsa facciata la ricostruzione del potere israeliano all’interno dei territori palestinesi. Naturalmente parliamo di controllo economico e logistico dei territori oramai conquistati e che da tempo fanno parte di un processo geopolitico espansionistico che Israele ha portato avanti negli anni.

Il concetto di stato che la risoluzione ONU del settembre 2025 ha sostenuto il riconoscimento di uno stato palestinese indipendente con la previsione di una soluzione a due stati e votato da 193 membri dell'organismo mondiale con 142 Paesi che hanno votato a favore della Dichiarazione di New York e 10 contro tra cui Usa e Israele. e 12 si sono astenuti. La risoluzione, presentata da Francia e Arabia Saudita, prevede che l'Autorità Palestinese governi e controlli tutto il territorio palestinese, con un comitato amministrativo transitorio istituito immediatamente dopo il cessate il fuoco a Gaza. "Hamas avrebbe dovuto deve porre fine al suo dominio a Gaza e consegnare le sue armi all'Autorità Palestinese", così si legge nella dichiarazione, aggiungendo la liberazione degli ostaggi.

Sempre la risoluzione suggerisce l'invio di una missione sostenuta dalle Nazioni Unite per proteggere i civili palestinesi e per fornire garanzie di sicurezza sia ai civili palestinesi che a quelli Israeliani, sostenere il trasferimento pacifico del governo all'autorità palestinese e monitorare il cessate il fuoco e un futuro accordo di pace.

Il concetto di controllo sui territori palestinesi tra cui la Cisgiordania è stata dichiarata da Israele che ha respinto la risoluzione dando una dichiarazione che poniamo in calce “."Questa dichiarazione unilaterale non sarà ricordata come un passo verso la pace, ma solo come un altro gesto vuoto che indebolisce la credibilità di questa Assemblea", ha dichiarato l'ambasciatore israeliano alle Nazioni Unite Danny Danon..Il più stretto alleato di Israele, gli Stati Uniti, si è opposto, con il consigliere della missione statunitense Morgan Ortagus che l'ha definita una "trovata pubblicitaria sbagliata e inopportuna che mina i seri sforzi diplomatici per porre fine al conflitto".

Una premessa altamente valida per la nascita del nuovo organismo del Board di Gaza che baypassa questa risoluzione e pone l’Onu in un piano di secondo livello contrastando le decisioni di molti paesi e ponendosi in alternativa chiara ad un organismo di garanzia rappresentato dall’ONU .Quello che oggi stà succedendo in Cisgiordania chiarifica le idee sul reale obbiettivo della ricostruzione perché Israele cerca di espandere ugualmente ed in maniera diversa il suo potere geopolitico nella zona oggetto di uno stato palestinese. La prima riunione convocata per il 19 febbraio a Washington avrà la legittimazione di un processo di potere mondiale diverso certamente non collegato all’Onu. L’Italia in tal senso è stata convocata come osservatore.

Ritornando alla conquista silenziosa della Cis Giordania (Ipotetico Stato Palestinese) di cui nessuno parla, Israele ha annunciato con la sua recente azione legislativa il controllo della Cisgiordania in maniera autocratica. Il testo non è stato reso noto ma sia la stampa locale che quella internazionale ne hanno divulgato le linee guida. In pratica Israele ripercorre la sua storia e facilita l’acquisizione di terre palestinesi da parte di coloni israeliani, attraverso l’abrogazione di un divieto decennale sulla vendita diretta di terreni della Cisgiordania con la de classificazione dei registri catastali locali.

Una risoluzione su territori non Israeliani che porta i coloni Israeliani a conoscere le identità dei proprietari palestinesi, un modo per prendere di mira i palestinesi proprietari obbligandoli e forzandoli a vendere ai coloni israeliani i propri terreni. Fino ad ora i coloni potevano acquistare case solo da società registrate e su terreni controllati dal governo israeliano. Le nuove misure autorizzano in pratica le forze militari israeliane a condurre operazioni di controllo e demolizioni anche nelle zone A e B della Cis Giordania che secondo gli accordi di Oslo sono sotto il controllo dell’autorità palestinese (ANP). Tutto deciso a porte chiuse dal gabinetto di sicurezza di Benjamin Netanyahu e naturalmente non è stata data una entrata in vigore e potranno essere applicate subito senza nessun altra approvazione.

Ci troviamo di fronte ad una annessione di fatto della Cisgiordania un vero cambio di passo rispetto al passato per raggiungere un controllo totale sia sulla legislazione, sulla pianificazione e sulla sicurezza della Cisgiordania. Una delle misure introdotte è la cancellazione del “Permesso di Transazione”per completare ogni acquisto immobiliare favorendo così frodi ed abusi nei confronti dei palestinesi che non vogliono vendere. Inoltre la consultazione pubblica dei registri catastali rendono i palestinesi dei bersagli utili ad un forzata vendita della loro proprietà.. Nasce in maniera autoritaria un nuovo controllo sui territori delle zone A e B che rappresentano il 40% della Cis Giordania sulla carta sotto il controllo dell’Autorità Nazionale Palestinese. La risoluzione pone anche sotto il controllo dell’ IDF tutti i territori della Cisgiordania con la prerogativa di demolire allontanare i palestinesi e i loro siti di culto e le loro risorse idriche.

Una condizione di potere militare che determinerà il collasso dell’ANP con una annessione di fatto che rappresenta un vero furto delle terre palestinesi in Cisgiordania. Secondo in New York Time i promotori della legge hanno definito gli accordi di Oslo del 93 degli ostacoli legali che vengono ora cancellati arbitrariamente. La dichiarazione di Smotrich è stata inconfutabile : “Stiamo radicando le nostre radici in ogni parte della Terra di Israele e seppellendo l’idea di uno Stato palestinese”.

Un processo basato sulle non regole internazionali che sempre più si sta diffondendo a livello globale anche se Washington sembra essere contraria all’annessione della Cisgiordania ad Israele. Naturalmente solo parole che non collimano con quello che in realtà sta succedendo perché gli insediamenti in Cisgiordania si sono espansi con rapidità. L’Onu nella sua timida considerazione ha solo dichiarato che la violazione degli accordi di Oslo e una flagrante violazione del diritto internazionale ed ha invitando Israele a revocare la norma . Una situazione molto controversa che oggi vede senza contare Gerusalemme est, circa tre milioni di palestinesi che vivono in Cisgiordania e 700 mila israeliani che vivono in insediamenti illegali in base al diritto internazionale.

lunedì 16 febbraio 2026

“Semplicemente Anna”: teatro, poesia e musica in omaggio ad Anna Magnani


Madrid – Sabato 21 febbraio alle 18:30, l’Istituto Italiano di Cultura di Madrid ospita Semplicemente Anna, uno spettacolo che intreccia teatro, poesia e musica per rendere omaggio ad Anna Magnani, icona del cinema italiano e simbolo della romanità del Novecento.

sabato 14 febbraio 2026

Roma. Protezione Civile, Allerta Meteo ARANCIONE e ORDINANZA n.2/2026





Comunicazione di Protezione Civile
Allerta ARANCIONE E ORDINANZA n.23/2026


Dalle prime ore di domani, sabato 14 Febbraio 2026, e per le successive 12-18 ore, si prevedono sul Lazio precipitazioni da sparse a diffuse, anche a carattere di rovescio o temporale. I fenomeni saranno accompagnati da rovesci di forte intensità, frequente attività elettrica e forti raffiche di vento.

Il Sindaco, al fine di prevenire ed eliminare gravi pericoli per l'incolumità pubblica, ha emanato a carattere precauzionale l'Ordinanza n.23 de 13 febbraio 2026, un provvedimento di limitazione di talune attività, a carattere ludico, ricreativo, sportivo o di intrattenimento, che si palesano come incompatibili con l'intensità delle piogge attese, le condizioni idrogeologiche del territorio e con i pericoli per le persone, e pertanto

ORDINA
al fine di prevenire pericoli per la sicurezza delle persone, per l'intera giornata del 14 febbraio 2026 e comunque fino a cessazione dell'allerta "arancione", sull'intero territorio capitolino:
 
  1. il divieto di svolgimento di attività aggregative ludico-ricreative o a carattere sportivo (non agonistiche), su aree pubbliche o su aree aperte al pubblico esposte ai fenomeni meteorici;
  2. il divieto di accesso, transito o circolazione alle aree verdi, ai giardini, ai parchi e alle ville storiche;
  3. il divieto di svolgimento di qualunque attività, già preventivamente autorizzata, nelle aree sottostanti ai carichi sospesi ed alla chioma delle alberature e nel raggio di loro potenziale caduta;
  4. la chiusura al pubblico dei cimiteri cittadini, fatta salva l'esigenza di assolvimento di adempimenti improcrastinabili concernenti i servizi funebri e le attività di polizia mortuaria;
  5. il divieto di accesso e pratica dei parchi fluviali e delle aree prospicienti a fiumi e corsi d'acqua per il pericolo di possibili piene
RACCOMANDA

alla cittadinanza di non esporsi a rischi e adottare i comportamenti di autoprotezione qui di seguito descritti:
 
  1. evitare sottopassi, argini di fiumi, fossi o canali e zone a rischio allagamento;
  2.  in casa, evitare seminterrati e non sostare a lungo sui balconi;
  3. all'aperto, cercare un luogo elevato e riparato ma non sotto le alberature o sotti i carichi pendenti;
  4. cercare di rimanere in una posizione riparata, evitando così di essere colpiti dall'eventuale caduta di oggetti;
  5. evitare l'attraversamento e la sosta nelle aree verdi e strade alberate per il possibile verificarsi di rotture di rami, anche di grandi dimensioni, o cadute di alberi che potrebbero colpire le persone o intralciare le strade;
  6. prestare cautela nell'avvicinarsi alle zone costiere e ai litorali evitando di sostare su pontili e moli;
  7. prestare cautela alla guida di autoveicoli –specie se telonati e caravan- e motoveicoli, al fine di evitare possibili sbandamenti a causa delle raffiche di vento, all'occorrenza, fermarsi;
  8. tenersi informati sull'evoluzione della situazione e seguire le indicazioni fornite dalle Autorità.

Per maggiori informazioni consulta le pagine web del sito istituzionali di Roma Capitale e le video pillole su cosa sapere e cosa fare in caso di emergenza meteo:

https://www.comune.roma.it/web/it/informazione-di-servizio.page?contentId=IDS1533218


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