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giovedì 9 aprile 2026

TELEFONO AZZURRO: Giornata nazionale dell'Ascolto dei Minori 2026

Giornata Nazionale dell’Ascolto dei Minori 2026: il protagonismo dei bambini e degli adolescenti al centro del dialogo tra istituzioni e società civile promosso da Telefono Azzurro

 

 

Roma, 9 aprile 2026 – Si è conclusa da poco in diverse città italiane la seconda edizione della Giornata Nazionale dell’Ascolto dei Minori, promossa dalla Fondazione S.O.S. Il Telefono Azzurro ETS con il patrocinio del Senato della Repubblica, della Camera dei Deputati, della Presidenza del Consiglio dei Ministri, dei Ministeri della Difesa, dell’Istruzione e del Lavoro, e della RAI. L’iniziativa, intitolata Un bambino ascoltato sarà un adulto sereno, ha visto un’ampia partecipazione di rappresentanti delle istituzioni, esperti, studiosi e – soprattutto – ragazzi e ragazze tra i 12 e i 17 anni provenienti da diverse scuole italiane. L’appuntamento principale ha avuto luogo a Roma, presso la sede del Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro (CNEL), mentre iniziative parallele sono state organizzate anche in altre città, tra cui Milano, presso Palazzo Lombardia e in collaborazione con il CoreCom, e Palermo, presso la Biblioteca dell’Archivio Storico Comunale.

 

Al centro dei lavori, il valore dell’ascolto come strumento di tutela, prevenzione e crescita, in un momento storico in cui i dati confermano un aumento significativo del disagio psicologico tra i giovani. L’evento ha rappresentato non solo un’occasione di confronto, ma anche un esercizio concreto di partecipazione: gli studenti sono stati parte attiva del dibattito, ponendo domande dirette ai relatori e contribuendo con riflessioni e testimonianze sul proprio vissuto quotidiano.

 

I DATI DI TELEFONO AZZURRO: OLTRE UN TERZO DEI CASI RIGUARDA IL DISAGIO PSICOLOGICO

Il Professor Ernesto Caffo, Presidente della Fondazione SOS Il Telefono Azzurro ETS, ha condiviso i dati più recenti del Dossier 2025 del Servizio di Ascolto 1.96.96, che nel corso del 2025 ha registrato un quadro di forte complessità e crescita delle domande di aiuto. Il rapporto delinea un quadro critico in cui la salute mentale, le difficoltà relazionali e i rischi del mondo digitale rappresentano i principali motori della richiesta di aiuto tra i più giovani.

 

Secondo il Dossier, quasi l’88% dei casi gestiti dal servizio si concentra su quattro aree chiave: salute mentale (35,3%), difficoltà relazionali (28,5%), abuso e violenza (18,2%) e rischi legati a Internet (6,1%). Aumentano, inoltre, le situazioni multidimensionali, in cui più forme di disagio si intrecciano: un caso su cinque combina disagio psicologico, fragilità relazionali e vulnerabilità online.

 

Il rapporto evidenzia, infatti, l'emergere di nuove forme di vulnerabilità legate all'Intelligenza Artificiale Generativa. Tra i rischi segnalati figurano la produzione di immagini e video realistici a scopo di umiliazione (come foto generate tramite IA che ritraggono i minori in pose sensuali o esplicite) e l'uso di strumenti IA come surrogati relazionali o supporti emotivi.

 

«Ascoltare non è mai un atto neutro: è il momento in cui il silenzio diventa parola e il disagio può finalmente emergere. Riconoscere bambini e adolescenti come soggetti di diritto e di ascolto significa offrire loro uno spazio reale in cui essere compresi prima che la sofferenza si radicalizzi. Oggi più che mai, di fronte a un disagio sempre più complesso tra salute mentale, relazioni e dimensione digitale, l’ascolto rappresenta un presidio essenziale di tutela, prevenzione e costruzione del futuro», ha dichiarato il Professor Ernesto Caffo, Presidente della Fondazione SOS Il Telefono Azzurro ETS.

 

LE ISTITUZIONI: L’ASCOLTO COME BENE PUBBLICO

La Giornata ha visto gli interventi di numerose autorità politiche e accademiche.

Renato Brunetta, Presidente del CNEL, ha aperto i lavori sottolineando l’importanza di “una società capace di ascoltare e valorizzare la parola dei più giovani come parte integrante del processo democratico”.

 

Sono giunti anche i messaggi dei vertici istituzionali: a Roma, il Presidente del Senato, Ignazio La Russa, ha ribadito il valore dell’ascolto “come cardine della tutela dei diritti dei bambini e degli adolescenti” e per “costruire insieme un percorso di responsabilità, tutele e sicurezze” dovute alla “complessità delle insidie e dei pericoli a cui i nostri giovani sono quotidianamente esposti”. Il Presidente della Camera, Lorenzo Fontana, nel suo messaggio ha definito l’ascolto come presupposto essenziale affinché “famiglie, scuole e istituzioni possano intercettare tempestivamente segnali di malessere o pericolo e rispondere in modo efficace alle richieste di aiuto dei ragazzi”, evidenziando come la cultura del dialogo permetta ai giovani di partecipare attivamente allo sviluppo democratico del Paese.

 

 

IL DIBATTITO: BENESSERE, TECNOLOGIA E NUOVE SFIDE EDUCATIVE

Durante i dibattiti di Roma, Milano e Palermo, articolati in tre sessioni tematiche – Benessere psicologico, Generazioni in trasformazione e Social media e intelligenza artificiale – i ragazzi delle scuole di tutta Italia hanno dialogato con rappresentanti delle istituzioni, esperti di media education, psicologi, docenti e membri del mondo associativo. Tra i temi affrontati, il rapporto tra salute mentale e vita digitale, le transizioni generazionali e la necessità di contrastare il rischio di isolamento, sfiducia e solitudine nei più giovani.

Nel corso dell’evento, Alberto Siracusano, Presidente del Consiglio Superiore di Sanità, ha sottolineato come il tema dell’ascolto e della presenza affettiva siano strettamente connessi alla salute mentale dei più giovani, ambito in cui è necessario promuovere un approccio sempre più ampio, inclusivo e continuativo. In questa prospettiva, accordi come quello istituito tra il Ministero dell’Istruzione e Telefono Azzurro lo scorso dicembre, volto a sviluppare un’azione congiunta che porti nelle scuole progetti educativi e percorsi formativi dedicati ai diritti dei minori, sono indispensabili per consolidare buone pratiche di ascolto all’interno delle scuole.

È stata inoltre evidenziata la sfida che le istituzioni sono chiamate ad affrontare: riconoscere i giovani non solo come destinatari di politiche, ma come protagonisti attivi nelle scelte che li riguardano. Un impegno che richiede di costruire spazi di partecipazione reale, in cui le nuove generazioni possano esprimersi e contribuire concretamente all’indirizzo delle azioni future.

Proprio sulla base di queste considerazioni, il Professor Caffo ha delineato le priorità operative per rendere la tutela dei minori sempre più tempestiva e vicina ai ragazzi. La strategia futura punta su un’alleanza sistematica tra istituzioni, famiglie, scuola, aziende e mondo della comunicazione. In questo modello, il digitale assume un ruolo cruciale come "ponte" verso l'aiuto, capace di abbassare la soglia di accesso per i più giovani utilizzando linguaggi a loro familiari e garantendo una presenza più continua nel passaggio dalla richiesta di supporto alla tutela effettiva. L'obiettivo strategico è trasformare l'ascolto da ricezione passiva a risposta attiva, creando un ecosistema sicuro e non giudicante dove ogni segnale di disagio possa essere accolto e trasformato in un percorso di crescita condivisa e protezione concreta.

Ogni voce ascoltata” ha concluso Caffo, “è un passo concreto verso un futuro più giusto e più umano. Un bambino ascoltato sarà davvero un adulto sereno.

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