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venerdì 25 maggio 2018

#GDPR: Guarda Dobbiamo Proprio Romperti...


25th May, 2018: the GDPR Day is now.

#GDPR, ovvero: Guarda Dobbiamo Proprio Romperti... le balle

...per chiederti se possiamo continuare a rompertele in ogni caso.

Dunque sappi che:


se non ci rispondi, allora ci stai tacitamente autorizzando a rompertele come sempre sino ad oggi, ma forse anche un po' più di prima;


se ci rispondi di no, promettiamo che ti invieremo sempre una preventiva email per chiederti il consenso per spedirti quella che ti avremmo inviato in ogni caso se tu avessi avuto il buon sensi di fare a meno di rispondere a questa email del c@z#o!

Perché NOI
ci teniamo a rispettare la tua privacy.

mercoledì 16 maggio 2018

BOLOGNA, GIOCO LECITO "SOTTO SFRATTO", IL CONSIGLIO DELL'AVVOCATO: «RICORSO SUBITO»


BOLOGNA, GIOCO LECITO "SOTTO SFRATTO", IL CONSIGLIO DELL'AVVOCATO: «RICORSO SUBITO»

ROMA, 16/05/2018 - Fare ricorso, e subito: questo il consiglio agli operatori bolognesi da parte dell'avvocato amministrativista Filippo Boccioletti, che sta collaborando con Astro nel monitorare l'applicazione della legge regionale antiludopatia in Emilia Romagna. L'appello dell'avvocato cade due giorni dopo l'approvazione del regolamento sui giochi del Comune di Bologna, che riporta la mappatura dei luoghi sensibili.

Due documenti che, secondo Boccioletti, rappresentano la «condanna alla chiusura di tutti gli operatori (sale giochi, gestori di attività con apparecchiature ecc.) che si trovino a meno di 500 metri dai numerosissimi luoghi sensibili censiti dal Comune. Si tratta di atti amministrativi con cui l'amministrazione comunale individua, seppur senza identificarli uno per uno, tutti gli imprenditori che dovranno chiudere o trasferirsi».

A giudizio dell'avvocato, «la lesività diretta del regolamento (che entrerà in vigore il 29 maggio, ndr) e della allegata mappatura è pacifica. Per questo motivo, al fine di evitarne l'accettazione, il regolamento e i relativi allegati devono essere impugnati da chi si trova a meno di 500 metri dai luoghi sensibili e non voglia chiudere o trasferirsi».

Il singolo operatore non troverà il proprio nome nei documenti approvati dal Comune e non vi sarà un elenco specifico delle attività da chiudere, ma questo non deve indurre gli interessati ad evitare o posticipare il ricorso: «L'Amministrazione Comunale, infatti, qualora non venisse impugnato il suo atto deliberativo ritualmente pubblicato sull'albo pretorio, potrà sempre eccepire l'acquiescenza a detto atto, vanificando ulteriori azioni e iniziative giudiziarie».

Vero è che il prossimo step sarà la comunicazione di chiusura o di trasferimento inviata ad ogni operatore, «ma il Comune – prosegue Boccioletti - potrebbe strategicamente posticipare questo adempimento oltre i termini di impugnazione della propria delibera. Ciò renderebbe inutile il ricorso avverso la comunicazione formale diretta ad informare dell'obbligo di chiusura o delocalizzazione, in quanto la tardiva impugnazione della delibera rischierebbe di qualificare inammissibile detto ricorso, con conseguente "irrevocabilità" dell'ordine di chiusura o di delocalizzazione».

Il termine per l'impugnazione al Tar è di 60 giorni, decorrenti all'entrata in vigore della deliberazione del Consiglio Comunale; il ricorso dovrà, pertanto, essere notificato entro e non oltre il 28 luglio 2018.


venerdì 23 marzo 2018

Dati personali: Logical System anticipa il D-Day del GDPR


Dati personali: Logical System anticipa il D-Day del GDPR 


Jesi, 23 marzo 2018 – Risponde al D-Day del 25 maggio 2018, previsto dal nuovo regolamento generale europeo per la protezione dei dati personali, il cosiddetto Gdpr, con soluzioni pratiche di gestione e con una consulenza "realtime". 

Logical System di Jesi, leader italiano nel settore dell'ITC, vede e rilancia la sfida imposta dalla normativa comunitaria. Il brand accoglierà nella sua sede marchigiana (viale dell'Industria 50, Jesi – AN) lunedì 26 marzo, dalle 15 alle 18.30, l'evento "GDPR Logical System Support" "un'occasione imperdibile, ricca di spunti e contributi, apportati anche da Giuseppe Serafini, consulente legale DPO & Privacy Expert, dello studio legale omonimo di Perugia, per chiarire doveri e opportunità derivati dall'introduzione del regolamento" precisa il presidente Filippo Moscatelli.

"Il GDPR modificherà il modo in cui le aziende raccolgono, elaborano e proteggono i dati personali degli utenti - continua Moscatelli - ed è bene che le imprese applichino i corretti adeguamenti ai sistemi informativi e che siano in grado di dimostrare la loro conformità per arrivare puntuali, o meglio in anticipo, all'appuntamento del 25 maggio".

Il regolamento prevede norme che sensibilizzino e proteggano gli interessati quando rendono disponibili i propri dati personali e responsabilizzino le imprese private e le autorità pubbliche che li utilizzano nella loro attività.

"Essere informati è mai come oggi necessario" sia perché l'apparato sanzionatorio previsto è particolarmente gravoso per le aziende (nel caso di una non corretta applicazione o della non ottemperanza degli obblighi previsti, nonostante un primo provvedimento restrittivo, sono previste ammende amministrative fino a 20.000.000€ o, se superiore, pari a un massimo del 4% del fatturato mondiale totale annuo dell'esercizio precedente), sia perché ogni azienda, spinta dalla nuova normativa, è chiamata ad attivare le azioni necessarie entro breve tempo, con dei ritorni che andranno al di là degli adempimenti obbligatori e saranno di più ampia portata: se ne avvantaggeranno infatti il brand aziendale e la salute del business.

Logical System ha elaborato, in questo senso, soluzioni che abbinano efficienza e snellezza, capaci di rivedere i processi di sicurezza digitale interni e le applicazioni delle aziende in tempi celeri e con modalità performanti. 

Un sostegno importante che verrà presentato durante "GDPR Logical System Support", appuntamento che prevede anche un focus sull'analisi della normativa a cura dell'avvocato Giuseppe Serafini che sottolinea: "Il GDPR avrà effetti pervasivi su ogni tipo di attività economica, dalla piccola bottega alla multinazionale e influirà sulle azioni quotidiane dei privati e delle persone giuridiche.

L'attività propedeutica che è necessario le imprese svolgano entro il 25 maggio è la verifica di coerenza, completezza ed adeguatezza alla normativa della protezione dati - definita dal GDPR 2016/679 'AUDIT PRIVACY' - che generalmente è svolta da un team di professionisti. I costi di questa prestazione sono molto variabili perché subiscono le variabili del numero di dipendenti, di clienti, di interazioni, di complessità dell'azienda".

La normativa si rivolge a tutte le tipologia di impresa dell'Unione Europea che trattano dati personali. 


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www.CorrieredelWeb.it

mercoledì 30 agosto 2017

Barletta sul futuro del gioco pubblico: ancora riflessioni sul "già fatto" e sul "da farsi"



Chi è anche solo un poco a conoscenza delle “faccende dei giochi” che da parecchi mesi infervorano politica ed addetti ai lavori, sa che il sottosegretario Baretta, riportato anche su Casinosicurionline.net
, crede fortemente nella proposta di riordino che il Governo ha messo in campo, così come crede nel percorso che è stato iniziato relativamente alla diminuzione dell'offerta del prodotto gioco che, oggi, ha preso “il sopravvento sui territori”. 


Questo argomento, e la riduzione delle apparecchiature da intrattenimento, è costato tantissime ore di lavoro, di impegno, di ricerche, di mediazione: sarebbe veramente assurdo che, ora, al prossimo 7 settembre tutto venisse vanificato da qualsivoglia argomentazione.

L'attuale Esecutivo deve rispondere al mandato affidatogli dal Parlamento e questo ha fatto anche se con grande ritardo: ma con l'ultima proposta di riordino presentata agli Enti Locali, Baretta ritiene di avere fatto notevoli passi avanti verso una diversa e nuova concezione del gioco nella vita dei cittadini e lasciare “perdere tutto” sarebbe veramente un fallimento. 

A Pier Paolo Baretta dispiacerebbe, innanzitutto, che non si sia voluta comprendere la novità della riforma che consiste nel trovare un nuovo equilibrio tra la tutela della salute pubblica, senza dubbio a lungo sottovalutata e sulla quale vi sono “lavori in corso” con il Ministero della Salute, la lotta alla criminalità, che resta sempre un'emergenza, e le entrate erariali che saranno soggette ad oscillazioni.

In una sorta di esame di coscienza, il sottosegretario dimostra autocritica senza dubbio, ma anche un grande senso dello Stato e lo ha dimostrato demandando agli Enti Locali il potere di gestire il gioco sul territorio: viene rafforzato da questo riordino del gioco (se verrà concretizzato)  il “concetto di esclusiva dello Stato” nel concetto più ampio di Repubblica che comprende, quindi, il potere delle istituzioni decentrate. 

Mentre il regime concessoria regola, come è giusto che sia, le modalità di gestione del gioco pubblico.

Si deve prendere atto che si è troppo esagerato nell'offerta di gioco, pur rendendosi conto che tutto ciò che si è studiato e messo in opera nell'arco degli anni è stato fatto per combattere il gioco illegale: ma il risultato, oggi, è che gli Enti Locali hanno intrapreso dei percorsi per autotutelarsi e per gestire i loro territori, mentre il settore ludico è sulla difensiva perché si sente sempre penalizzato dagli interventi, sia pratici che finanziari, e l'ultima “manovrina” ne è la riprova.

E come, poi, dimenticarsi poi dei ”famigerati bandi” per le scommesse ed il bingo

Ora che le Regioni ed i Comuni dovranno decidere sulla collocazione dei punti di vendita di gioco, dovranno tenere conto che la loro distribuzione geografica dovrà assolutamente garantire l'operatività, partendo naturalmente dagli investimenti già realizzati ed evitando che ampie zone ne siano prive, concentrando il gioco nelle periferie, dando vita a veri e propri quartieri “a luci rosse” del gioco. 

Ovviamente, gli operatori da parte loro si dovrano adeguare alle nuove regole e qualificare innanzitutto l'offerta.

Baretta, da parte del Governo, incontrerà nuovamente le principali Associazioni dei gestori in modo da avviare un confronto relativo agli effetti industriali della riforma. 

E, naturalmente, se la riforma “provocherà” una crisi del settore andrà affrontata con tutti gli strumenti idonei ed, a questo punto, sarà anche un bene che gli Enti Locali, in virtù delle loro nuove responsabilità derivanti dalla riforma, ne siano coinvolti.

mercoledì 1 marzo 2017

Eutanasia. Il caso di dj Fabo. Della vita e della morte.





In questi giorni suifaceboook e socisal si è accesa la polemica sul triste caso di dj Fabo che ha riportato alla ribalta la questione dell'eutanasia

Da un punto di vista religioso, il rifiuto della vita, quale che sia, sia dal punto di vista del dolore fisico e della sofferenza psicologica, è un peccato tra i più gravi immaginabili (se esiste una classifica dei peccati).

Dal punto di vista normativo-sociale un suicidio è un auto-omicidio, un reato anche perchè le ripercussioni non ricadono solo su se stessi. 

Poi se chi vi sopravvive (per fortuna o sfortuna, lo saprà solo lui) non andrà sotto processo, ma ideologicamente sarebbe da considerare una sorta di assassinio di se stesso. 

Dal punto di vista etico-umano - quello cui in realtà tengo di più - è una delle più drammatiche scelte individuali che - giuste o sbagliate - che possano essere mai prese. 

Trovandomi al posto di dj Fabo, un caso estremo di una persona ormai incapace di esercitare la propria volontà, pur mantenendo tutto il suo raziocinio, io non so quale sarebbe stata la cosa più giusta da fare per me, cosa io avrei voluto per il mio destino senza alcun ombra di dubbio.

Forse sì, ma credo che siano situazioni in cui la nostra opinione può incredibilmente cambiare quando i casi della vita ti pongono di fronte a quel tipo di dramma.

Da parte nostra, di tutto il resto del mondo che ne sta discutendo, però, auspicherei che se ne parlasse con molto più rispetto. 

Il rispetto. Dj Fabo Era una persona, un normale ragazzo, di fronte ad un baratro senza fine.


Online sui Social si è scatenata una discussione cui tutti si sono messi a sentenziare con toni spesso davvero aspri.


Per me sarebbe stato meglio tacere. Il dolore dei singoli resti individuale e bisogna averne rispetto.

Io non ho certezze, ma anche io mi interrogo sulla drammatica vicenda, più per esplicitare i miei dubbi che volontà di affermare chissà quali miei granitici valori.


Perciò mi chiedo: se non si ha il dono della Fede (o comunque la disperazione è così insuperabile, tanto da sperare comunque nella misericordia divina, pur facendola finita), perché non si può avere il diritto all'autodeterminazione di porre fine a delle inaudite sofferenze che non diminuiranno mai, se non con la morte? 

Perché nel momento più drammatico della propria esistenza lo Stato e la Società ci devono abbandonare alle nostre miserie cui non siamo in grado di porre fine? 

Non potrò mai auspicare "più eutanasia per tutti", ma sicuramente vorrei una normativa che arrivasse a prevedere questi casi. 

Perché purtroppo ogni giorno ci sono tante persone che versano in quelle condizioni, persone che meriterebbero di non dover ricorrere al reato di qualcuno per porre fine al proprio dolore.

La vita è un valore assoluto, nessuno ha alcun dubbio.
Nessun dubbio... anche per chi, al contrario, non perde occasione di invocare – soprattutto sui Social -  la pena di morte contro chi si macchia dei reati di violenza più efferata.

Ma non si può continuare a voltare la faccia a persone come dj Fabo,  abbandonarle al proprio destino in nome della difesa ad oltranza del valore della vita.

La vita è un bene assoluto, va bene, ma deve poter essere prevista, normata e regolamentata, anche la possibilità di esercitare il diritto alla morte per chi versa in condizioni di estrema sofferenza.

Lasciando tutto come sta non si annullerà il problema.

venerdì 3 luglio 2009

No alle leggi razziali



Oltre 9000 firme in un giorno contro il ddl sicurezza

"No alle leggi razziali"

Oltre 10mila firme contro il ddl sicurezza

Camilleri, Tabucchi, Maraini, Fo, Rame, Ovadia, Scaparro, Amelio, Wu Ming: Appello contro il ritorno delle leggi razziali in Europa



Alla cultura democratica europea e ai giornali che la esprimono

Le cose accadute in Italia hanno sempre avuto, nel bene e nel male, una straordinaria influenza sulla intera società europea, dal Rinascimento italiano al fascismo.
Non sempre sono state però conosciute in tempo.
In questo momento c'è una grande attenzione sui giornali europei per alcuni aspetti della crisi che sta investendo il nostro paese, riteniamo, però, un dovere di quanti viviamo in Italia richiamare l'attenzione dell'opinione pubblica europea su altri aspetti rimasti oscuri. Si tratta di alcuni passaggi della politica e della legislazione italiana che, se non si riuscirà ad impedire, rischiano di sfigurare il volto dell'Europa e di far arretrare la causa dei diritti umani nel mondo intero.
Il governo Berlusconi, agitando il pretesto della sicurezza, ha imposto al Parlamento, di cui ha il pieno controllo, l'adozione di norme discriminatorie nei confronti degli immigrati, quali in Europa non si vedevano dai tempi delle leggi razziali.
È stato sostituito il soggetto passivo della discriminazione, non più gli ebrei bensì la popolazione degli immigrati irregolari, che conta centinaia di migliaia di persone; ma non sono stati cambiati gli istituti previsti dalle leggi razziali, come il divieto dei matrimoni misti.
Con tale divieto si impedisce, in ragione della nazionalità, l'esercizio di un diritto fondamentale quale è quello di contrarre matrimonio senza vincoli di etnia o di religione; diritto fondamentale che in tal modo viene sottratto non solo agli stranieri ma agli stessi italiani.
Con una norma ancora più lesiva della dignità e della stessa qualità umana, è stato inoltre introdotto il divieto per le donne straniere, in condizioni di irregolarità amministrativa, di riconoscere i figli da loro stesse generati. Pertanto in forza di una tale decisione politica di una maggioranza transeunte, i figli generati dalle madri straniere irregolari diverranno per tutta la vita figli di nessuno, saranno sottratti alle madri e messi nelle mani dello Stato. Neanche il fascismo si era spinto fino a questo punto. Infatti le leggi razziali introdotte da quel regime nel 1938 non privavano le madri ebree dei loro figli, né le costringevano all'aborto per evitare la confisca dei loro bambini da parte dello Stato.
Non ci rivolgeremmo all'opinione pubblica europea se la gravità di queste misure non fosse tale da superare ogni confine nazionale e non richiedesse una reazione responsabile di tutte le persone che credono a una comune umanità. L'Europa non può ammettere che uno dei suoi Paesi fondatori regredisca a livelli primitivi di convivenza, contraddicendo le leggi internazionali e i principi garantisti e di civiltà giuridica su cui si basa la stessa costruzione politica europea.
È interesse e onore di tutti noi europei che ciò non accada.
La cultura democratica europea deve prendere coscienza della patologia che viene dall'Italia e mobilitarsi per impedire che possa dilagare in Europa.
A ciascuno la scelta delle forme opportune per manifestare e far valere la propria opposizione.

Andrea Camilleri, Antonio Tabucchi, Dacia Maraini, Dario Fo, Franca Rame, Moni Ovadia, Maurizio Scaparro, Gianni Amelio

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http://temi.repubblica.it/micromega-online/camilleri-tabucchi-maraini-fo-rame-ovadia-scaparro-amelio-appello-contro-il-ritorno-delle-leggi-razziali-in-europa/

domenica 19 aprile 2009

Hyper Ambiente News aprile 2009



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Novità ed approfondimenti
n.3, aprile 2009

Ambiente


Approfondimenti

Trasporto di rifiuti in conto proprio

Storia (breve) di un obbligo
Lo Stato italiano si è adeguato alle conclusioni della sentenza della Corte di giustizia europea del 9 giugno 2005 con il d.lgs. n. 152/2006 e successve modifiche.
di M. Casadei e A. Da Lio

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MUD 2009. Sintesi delle principali novità

Con il d.P.C.M. 2 dicembre 2008 è stata rivista ed integrata tutta la modulistica prevista per la dichiarazione annuale "MUD" , ma per la dichiarazione dei dati 2008 rimane tutto invariato.....
di E. Bonafè

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Gestione delle terre e rocce da scavo riutilizzate nel sito di escavazione

La legge 28 gennaio 2009, n. 2 ha apportato alcune modifiche al regime delle terre e rocce da scavo previsto dal d.lgs. n. 152/2006 cd. "Codice ambientale".
di L. Passadore

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Approfondimenti di carattere regionale

Indirizzi della Regione Veneto per l'applicazione della normativa in materia di Valutazione di Impatto Ambientale

La Giunta Regionale del Veneto ha adottato due deliberazioni la n. 308 del 10 febbraio 2009 e la n. 327 del 17 febbraio 2009 con le quali è stata definita la disciplina regionale applicabile in materia di Valutazione di Impatto Ambientale a seguito della completa entrata in vigore delle disposizioni previste dalla Parte Seconda del cosiddetto "Codice ambientale" .
di L. Passadore

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Agro-energia. Incentivi per una filiera rispettosa dell'ambiente

Biomasse: la Regione Veneto finanzia i nuovi impianti
Al via la "seconda fase" del programma straordinario di intervento per l'attuazione della direttiva nitrati nel Veneto.
di M. Fiorese

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Sicurezza nei luoghi di lavoro


Approfondimenti

Decreto "Correttivo" al Testo unico sulla Sicurezza nel lavoro

Pillole sul "correttivo"
Prime anticipazioni sul decreto "correttivo" al d.lgs. 9 aprile 2008, n. 81, c.d. Testo Unico della sicurezza del lavoro.
di F. Bacchini


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Sicurezza sul lavoro nella Pubblica Amministrazione

Datori di lavoro, dirigenti e preposti
La ripartizione intersoggettiva dell'obbligo di sicurezza e salute sul lavoro nelle Pubbliche Amministrazioni a rapporto di lavoro privatizzato.
di F. Bacchini

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Novità editoriali


La disciplina generale relativa a La gestione dei rifiuti aziendali (a cura di Bonafè, Casadei e Da Lio) abbinata al MUD 2009, guida alla compilazione del Modello Unico di Dichiarazione Ambientale" (a cura di P. Pipere e M. Franco).

Il primo volume permette alle imprese che producono e trasportano i propri rifiuti di superare le problematiche tecniche e burocratiche derivanti da un quadro normativo piuttosto complesso (revisionato dal d.lgs n. 4/2008), fornendo indicazioni sulla classificazione e corretta attribuzione della codifica CER e sui conseguenti obblighi a carico dell'impresa.

Il secondo volume delinea poi, più specificatamente, le norme per la compilazione del MUD da presentare entro il 30 aprile 2009 con riferimento alle attività svolte nel 2008. Esso anticipa inoltre le principali novità introdotte dal DPCM 2 dicembre 2008 sulle modalità di dichiarazione e comunicazione previste per il MUD 2010.

Due strumenti operativi che consentono una gestione completa ed integrata dei principali adempimenti legislativi in materia ambientale.

"MUD 2009"
Guida alla compilazione del Modello Unico di Dichiarazione Ambientale 2009
a cura di P.Pipere e M. Franco
Edizione marzo 2009

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"La gestione dei rifiuti aziendali"
a cura di Bonafè, Casadei e Da Lio
Edizione marzo 2009

» vai al negozio sul nostro sito



Informazioni di servizio

  • in una veste grafica completamente rinnovata il sito Hyper offre nuovi strumenti di consultazione.
    Gli editoriali, notizie flash e approfondimenti dei nostri autori.
    Le novità del nostro catalogo di pubblicazioni e le particolari iniziative promosse.
    Il club "MyHyper" per l'accesso in modo privilegiato alle informazioni di aggiornamento ed integrazione dei testi della Collana 2009 che sarà presto disponibile ed a tutti gli strumenti di sviluppo della nostra redazione.

  • è nostra priorità ovviamente offrire dei servizi che siano da voi realmente desiderati e quanto più rispondenti alle vostre specifiche esigenze.
    Per questo, vi invitiamo a iscrivervi gratuitamente al nostro servizio di newsletter, indicando i settori di vostro interesse.
    Se deciderete di stringere questa mano che vi stiamo tendendo, sarete sempre aggiornati sulle nostre ultime novità editoriali e sulle diverse – ci auguriamo – stimolanti iniziative che porremo in essere: dei mezzi imprescindibili per chi vuole attraversare con perizia l'ambito del rispetto ambientale e della salute.


Un cordiale saluto dallo staff di Hyper.

lunedì 19 gennaio 2009

WWF SU ORDINANZA BOCCONI AVVELENATI - "IL GIRO DI VITE" DEL MINISTERO DELLA SALUTE E' UN GRANDE SEGNO DI CIVILTA' - OGNI ANNO VITTIME 'ILLUSTRI' COME COME ORSI, LUPI E GRIFONI

WWF SU ORDINANZA CONTRO BOCCONI AVVELENATI

"IL GIRO DI VITE" DEL MINISTERO DELLA SALUTE E' UN GRANDE SEGNO DI CIVILTA' - OGNI ANNO VITTIME ILLUSTRI COME ORSI, LUPI E GRIFONI"

Il WWF plaude e ringrazia dell'iniziativa il sottosegretario al Ministero della Salute Francesca Martini: da oggi, infatti, entra in vigore grazie alla sua pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale lo stop deciso dal sottosegretario all'uso e detenzione di bocconi avvelenati. Intervenire e porre un freno all'uso sconsiderato ed incivile di veleni di qualsiasi tipo volutamente utilizzati per uccidere cani , gatti e la fauna selvatica in generale è una priorità da affrontare a livello nazionale. I bocconi avvelenati sono, infatti, una vera e propria piaga del nostro paese: si tratta di 'esche' spesso create con i più svariati prodotti disponibili sul mercato, dai topicidi agli anticrittogamici, sostanze mortali che mietono 'indistintamente' tutte le specie animali ai vertici della catena alimentare e a seguire quelle che se ne possono cibare; proprio per la loro estrema pericolosità e presenza ingannevole sul territorio i bocconi avvelenati costituiscono anche un serio pericolo per la salute pubblica. Auspichiamo che l'ordinanza consenta finalmente di intervenire rapidamente anche per la tutela della nostra fauna selvatica visto che la principale minaccia e la prima causa di morte per gli ultimi esemplari di Orso bruno marsicano e di Lupo sull'Appennino sono proprio i veleni, ma anche avvoltoi, come grifoni e gipeti, quasi scomparsi dalla nostra penisola e reintrodotti con progetti difficili e costosi che rischiano di essere vanificati di colpo dal gesto criminale di qualche sconsiderato.

Intervenire prontamente come proposto dal sottosegretario e arrivare a normare l'uso e la commercializzazione dei veleni è un segno di grande civiltà e forse ci consentirà di salvare dall'imminente estinzione l'ultima popolazione di orso bruno dell'Appennino centrale, che solo negli ultimi 14 mesi ha dovuto registrare la perdita di 8 esemplari, quasi tutti vittima dei più svariati veleni.

Il WWF si augura che questa nuovo strumento legislativo sia solo il primo passo di un lavoro puntuale che il Governo è chiamato a svolgere per tutelare in maniera incisiva la nostra biodiversità .

Roma, 19 gennaio 2009

Ufficio stampa – tel. 06-84497.377, 265, 213, 463

mercoledì 7 gennaio 2009

Prontuario ambientale Hyper: edizione speciale Moleskine


Il prontuario ambientale Hyper in edizione speciale Moleskine®.

Una preziosa memoria tascabile.


Un utile e pratico prontuario dei limiti e dei parametri ambientali unito alla garanzia di un'agenda, la Moleskine®, capace di raccontare il mito che avvolge i molti artisti e intellettuali che nel passato l'hanno scelta come inseparabile compagna di vita.

Tra le mani solidi e irrinunciabili punti di riferimento, ai quali dovranno necessariamente fare seguito delle concrete azioni atte a favorire il rispetto ambientale e la salute pubblica.

Non rimane quindi che riempire le pagine ancora bianche: la penna è la vostra!


Per informazioni:
http://www.hyperedizioni.com/on-line/Home/articolo1676.html

NUOVO DECRETO SUI CERTIFICATI VERDI

PUBBLICATO IL NUOVO DECRETO SUI CERTIFICATI VERDI

Assosolare: compiuto il primo passo attendiamo ora gli altri decreti fondamentali per lo sviluppo del settore fotovoltaico

Le rinnovabili possono contare oggi su un nuovo decreto e Assosolare accoglie con favore l'impegno del Governo nel voler regolamentare i meccanismi di incentivazione della produzione di energia da fonti rinnovabili. Attendiamo ora la pubblicazione dei prossimi decreti che coinvolgeranno direttamente il fotovoltaico, previsti a breve tra cui, prima di tutti, l'innalzamento a 200kW dello scambio sul posto.

Tasselli importanti per tutto il settore che chiede al Governo un coordinamento forte a livello nazionale, poichè a livello locale è spesso minacciato da un disinteresse generale o da un immobilismo dettato da lotte tra partiti, o da leggi emanate solo per mostrare una certa attivita' ma che poi non tengono conto delle reali esigenze. Non mancano fortunatamente esempi positivi come la Regione Puglia che ha fatto chiarezza ed ha tarato le regole del gioco sulla base dell' esperienza maturata, la Regione Calabria che ha appena adottato un piano regionale per lo sviluppo delle rinnovabili e la Basilicata, dove per gli impianti fotovoltaici dai 500 ai 1000 kW è richiesta solo la DIA.

Le differenti procedure amministrative regionali e le difficolta' di cui sopra, stanno causando notevoli rallentamenti nella realizzazione dei progetti aumentando la sfiducia degli investitori, soprattutto esteri. A tal proposito, l'introduzione dell'ICI per gli impianti fotovoltaici a terra che sarà oggetto di un prossimo incontro tra Assosolare e i funzionari dell'Agenzia del Territorio. Secondo uno studio McKinsey, l'Italia, insieme alla California, è il Paese più vicino di tutti alla "grid parity". Lo studio prevede che il 2012 (o il 2015) sarà l'anno in cui la produzione di energia da fotovoltaico costerà come quella tradizionale e non avrà più bisogno di incentivi statali. Per arrivare a questo importante risultato chiediamo quindi che vi siano certezze e semplificazioni normative e si incentivino gli investimenti nell'industria del settore nel nostro paese.

Per informazioni alla stampa

Lucia Navone – ufficio stampa Assosolare

Mob. 348/3151022 – stampa@assosolare.org

martedì 9 dicembre 2008

AGe Toscana: Piace alle scuole il Test informativo sulla riforma


A.GE. TOSCANA: PIACE ALLE SCUOLE

IL TEST INFORMATIVO SULLA RIFORMA

Le scuole hanno dimostrato di apprezzare il test informativo sulla Riforma messo a punto dall'Associazione Genitori A.Ge. Toscana: diffuso da pochi giorni, il test ha raccolto numerosi consensi sia dalle scuole toscane, che l'hanno ricevuto in visione, sia da altri appassionati di scuola, che l'hanno scaricato dalla rete.

"Docenti e dirigenti hanno apprezzato soprattutto la serietà dell'iniziativa e la nostra partecipazione, da genitori, alle problematiche complesse derivanti dalla nuova normativa –dichiara Rita Manzani Di Goro, presidente dell'A.Ge. Toscana- I genitori dal canto loro sono rimasti soddisfatti di poter avere finalmente un'informazione accessibile, completa e soprattutto non di parte".

All'A.Ge. Toscana sono giunti apprezzamenti anche da altre regioni: alcune scuole hanno manifestato l'intenzione di diffondere il test fra i genitori, segno che questo non facile lavoro di semplificazione della normativa è stato apprezzato per l'accessibilità e per il rigore.

Poiché l'iter di riforma della scuola sembra lungi dall'essere completato, il test sarà aggiornato di pari passo con le nuove determinazioni parlamentari e resterà disponibile sul sito www.agetoscana.it alla voce Normativa per Genitori.

agetoscana@age.it

www.agetoscana.it

Cell: 328 8424375

mercoledì 12 novembre 2008

LICENZIATO OGGI DECRETO RECEPIMENTO DIRETTIVA PILE



Roma, 12 novembre 2008


Un sistema di raccolta e riciclo di pile e accumulatori che concilia tutela dell’ambiente e libera concorrenza sul mercato
Licenziato oggi pomeriggio dalle Commissioni di Camera e Senato il testo di recepimento della Direttiva 66/2006 su raccolta e riciclo di pile e accumulatori.


Confermata dalle Commissioni Ambiente della Camera e del Senato l’impostazione dello schema di decreto per il recepimento della Direttiva Europea 66/2006 per la gestione dei rifiuti di pile e accumulatori, presentata dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, di concerto con il Ministero dello Sviluppo Economico.

Il testo licenziato oggi con parere favorevole dalle due commissioni, si fonda su 4 punti salienti:

1. Libera iniziativa economica:
viene enfatizzata la libertà di iniziativa economica, poiché qualunque operatore potrà organizzare autonomamente un’attività di raccolta e riciclo dei rifiuti di pile e accumulatori.

2. Ruolo ambientale del Cobat
Per non disperdere l’esperienza ventennale del Cobat, viene confermato in capo al Cobat, sia il ruolo di salvaguardia ambientale che di monitoraggio dei flussi dei rifiuti.

3. Ruolo sussidiario del Cobat:
Il Consorzio Obbligatorio Batterie Esauste interverrà nelle fasi della raccolta e del riciclo solo in via sussidiaria, nei casi in cui venga meno l’interesse economico delle società presenti nel mercato, ad esempio per il calo del valore delle materie prime riciclate, come nel caso del piombo.

4. Finanziamento:
Viene confermato in capo ai produttori di pile e accumulatori il finanziamento mediante il Contributo Ambientale, da versare al Cobat, parte del quale sarà restituito alle imprese che svolgono attività di raccolta e di avvio al riciclo dei rifiuti di pile e accumulatori.

Il Sistema dovrà garantire al 2012 un tasso di raccolta minimo del 25% del quantitativo immesso sul mercato; al 2016 la raccolta dovrà raggiungere almeno il 45%.

Inoltre, il testo del decreto conferma il divieto dell’immissione sul mercato di pile ed accumulatori che non soddisfino i requisiti che minimizzano il contenuto di mercurio (non superiore allo 0,0005% in peso) e cadmio (non più dello 0,002% in peso).

Infine, ad un Comitato di Vigilanza e Controllo vengono assegnate le funzioni di monitoraggio sull’attuazione del decreto stesso; con relazioni periodiche, il Ministero dell’Ambiente trasmetterà alla Commissione Europea aggiornamenti sull’attuazione del provvedimento.




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giovedì 4 settembre 2008

Testo Unico Ambientale: perenni lavori in corso

Voglio segnalarvi un articolo pubblicato sulle pagine di Natura Giuridica, che offre alcuni spunti di riflessione: cosa ne pensate?


Con il Comunicato stampa n. 13 del 01 agosto 2008, la Presidenza del Consiglio dei Ministri ha informato che
su proposta del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, Stefania Prestigiacomo:
- due disegni di legge, da sottoporre al parere della Conferenza unificata, concernenti:
1. il conferimento al Governo di una delega a riordinare, coordinare ed integrare la legislazione esistente in materia ambientale, con particolare riferimento alla gestione dei rifiuti e dei siti contaminati, alla tutela delle acque dall’inquinamento e gestione delle risorse idriche, alla difesa del suolo, alla tutela dell’aria, alle procedure di valutazione d’impatto ambientale, anche strategica, e di autorizzazione ambientale integrata, alla tutela risarcitoria contro i danni all’ambiente;
2. un più incisivo contrasto alle massicce violazioni della normativa in materia di rifiuti che ha comportato gravi rischi di danno ambientale e compromissione dell’ecosistema; viene tra l’altro previsto che ove sussista un sospetto fondato di contaminazione, la provincia disponga l’accesso al sito anche senza il consenso del proprietario per il prosieguo delle necessarie operazioni di verifica;
Il Testo Unico Ambientale – Decreto Legislativo 3 aprile 2006, n. 152 "Norme in materia ambientale" – è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 88 del 14 aprile 2006 (Supplemento Ordinario n. 96), ed è entrato in vigore il 29 aprile 2006.

Le “modalità” e la fretta che spinsero l’allora uscente Governo a emanare il “testone” sono note a tutti.
Così come altrettanto note sono le estenuanti vicende che hanno caratterizzato lo stillicidio di modifiche, integrazioni, ripensamenti, pacchiani errori procedurali del successivo Governo, con lo “stesso identico (rectius, per gli amanti delle sfumature: analogo…) umore ma la divisa di un altro colore”…

Guarda a caso, ora, è ritornato a Palazzo Chigi il Governo cui va il “merito” dell’adozione di un provvedimento tanto auspicato ed aspettato che, tuttavia, nonostante lo “sforzo”, e al di là dei proclami, non è riuscito a rendere concrete le aspettative di semplificazione, razionalizzazione e coordinamento del coacervo di norme – prive di un disegno unitario – succedutesi negli ultimi quarant’anni in materia ambientale….

(Nuovo) Governo che, poco dopo essersi insediato, "spara "(di nuovo) su quanto fatto, proponendo di ricominciare di nuovo tutto da capo…
Ricominciare non un lavoro condiviso per la tutela (futura? futuribile?) dell’ambiente, ma il ben più prosaico valzer dei continui, e sterili, cambiamenti gattopardeschi…

Di politiche ambientali si è già parlato nelle pagine di Natura Giuridica, e si continuerà a farlo: nei post dedicati si è cercato di cominciare a delineare alcuni dei tanti lati oscuri della normativa (e, ahimè, anche del comportamento di tanti singoli…), ed è stata evidenziata la mancanza di un progetto condiviso,che crea gli sconquassi e l’incertezza che sono sotto gli occhi di tutti…

Nonostante i proclami, appunto, e la consapevolezza ciò quello che serve sono poche regole, ma chiare ed applicabili.
Nonostante sia “l’aspetto normativo-politico a rimanere, purtroppo, l’anello debole della filiera ambientale. La maggior parte degli operatori è infatti concorde nell’affermare che “in Italia mancano ancora politiche ad hoc e un quadro normativo chiaro e coerente”, come si leggeva anche nelle pagine del Sole 24 ore poche settimane fa..

Nella logica manichea (bipartisan) di chi contrappone ai velleitari (perché scoordinati) e inutili (perché non integrati, né condivisi) progetti altrui esclusivamente (più o meno) lunghe e ansiose attese, volte alla semplice prevaricazione, condita qua e là dall’eterno gioco del rimpallo delle colpe (sempre della fazione opposta, s’intende…), non sembra esserci spazio per un dialogo costruttivo.

Dialogo che dovrebbe aprire lo spiraglio per un progetto finalmente concreto che, lungi dall’aver come punto di riferimento interessi (quali?…) di parte, possa costruire ciò di cui abbiamo bisogno: un ambiente salubre, un cittadino consapevole e partecipe, una nuova economia (e un nuovo modello di consumo) che da queste nuove basi sappia trarre spunto e forza proiettarci verso un futuro anche semplicemente più civile.

Per il momento, però, a “far veglia” a questo deserto, vedo solo mille papaveri rossi...



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