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martedì 23 ottobre 2018

Privacy, come affrontare il percorso verso la sicurezza in 4 fasi. Securbee illustra la case history Mediagraf

Privacy, come affrontare il percorso verso la sicurezza in quattro fasi

Gli specialisti di Securbee illustrano la case history di Mediagraf

Piccoli step, formazione e condivisione con i dipendenti: così, per l'azienda di stampa di Padova con oltre 150 risorse, mettersi in regola con il GDPR diventa l'occasione per fare un salto culturale. Securbee individua i passi necessari, li traduce in realtà e prepara l'azienda a gestire privacy e sicurezza dati nel tempo

Dal 19 settembre, con l'emanazione del Decreto Legislativo 101 per l'adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni del regolamento (UE) 2016/679, il GDPR assume un ruolo ancor più determinante nel contesto italiano, ribadendo che le aziende hanno l'obbligo di seguire le nuove norme sulla privacy e sulla protezione dei dati


Se non adeguate, le imprese rischiano sanzioni (fino a 20 milioni di euro o il 4% del fatturato totale) e, negli ultimi mesi, c'è stata la corsa a mettersi in regola, spesso in modo grossolano. Non ha fatto così Mediagraf, azienda di stampa roto-offset, offset e digitale di Noventa Padovana, con oltre 150 dipendenti, che ha deciso di prendere sul serio la questione: «Fra le imprese si era creato un certo clima di "terrorismo" – ammette Angelo Juliani, HR Manager di Mediagraf –. Subito dopo l'entrata in vigore del Regolamento Europeo, il 25 maggio, circolavano informative incomprensibili e molti punti sono stati chiariti solo con il recente decreto attuativo. Data la complessità della materia noi di Medigraf abbiamo deciso di muoverci in modo ragionato, andando oltre la mera questione burocratica e cogliendo l'occasione di realizzare un vero cambiamento culturale».

Per affrontare l'adeguamento Mediagraf ha cominciato a documentarsi e informarsi sui fornitori per l'information security e la GDPR compliance nello specifico. La scelta è caduta su Securbee, società di Udine che si occupa di consulenza e servizi nell'ambito della cyber sicurezza, raggruppando al suo interno alcuni dei maggiori specialisti del settore. Insieme, Mediagraf e Securbee hanno impostato un percorso in quattro fasi che ha permesso di lavorare in modo efficace e con benefici per tutta l'organizzazione.

Fase 1: valutazioni preliminari – Il primo passo è stato quello della valutazione dello stato di maturità degli aspetti di privacy presenti in azienda, per cui Securbee fornisce un apposito servizio di GDPR Check Assessment: si tratta di capire quanti e quali dati personali sono presenti all'interno dell'organizzazione, per quale motivo sono raccolti, dove si trovano e chi li gestisce. «Questa fase è importante anche per evitare all'azienda dispendi inutili di energie e risorse, individuare i passi realmente necessari e le persone che occorre coinvolgere – spiega Manuel Cacitti, CEO di Securbee –. Con Mediagraf siamo partiti dall'acquisizione di tutti i documenti utili, primo fra tutti il Documento programmatico sulla sicurezza; successivamente abbiamo realizzato interviste ai responsabili dei diversi reparti e infine abbiamo fornito un report che evidenziava i gap da colmare per l'adeguamento al GDPR».



Fase 2: implementazione dei nuovi processi – Per la fase operativa Mediagraf ha continuato a collaborare con Securbee, forte di un team che era al corrente dello stato dell'arte all'interno dell'organizzazione e quindi poteva attuare interventi veloci e consapevoli. In questa fase, oltre a definire la propria politica di protezione dati, Mediagraf ha predisposto il registro dei trattamenti: «Uno strumento non obbligatorio, nel caso specifico di questa organizzazione, ma indispensabile per riassumere tutte le attività di trattamento di dati personali eseguite in azienda e facilitare il rapporto con gli organi di controllo in caso di ispezione» spiega Manuel Cacitti. Sempre in questa fase, Mediagraf ha predisposto l'accordo sindacale in vista del provvedimento del garante sulla videosorveglianza, accordo necessario in presenza di telecamere anche quando i dipendenti non vengono ripresi sulle loro postazioni di lavoro.

Fase 3: valutazione dei fornitori – Terminata la prima fase di lavoro e designato internamente il soggetto per il trattamento dei dati, un'operazione importante e delicata per Mediagraf consiste nel replicare queste attività per i responsabili (esterni). «La nostra azienda lavora con una serie di indirizzari per il recapito di riviste e altri materiali, e talvolta si rivolge a terzi per alcuni processi comeimbustamento e cellophanatura: questo ha rappresentato un aspetto critico nella gestione dei dati personali – spiega Angelo Juliani –. Dobbiamo quindi accertarci che i nostri fornitori siano in grado di trattare le informazioni dei clienti in sicurezza». Per farlo, Mediagraf ha messo a punto con Securbee un formulario e una serie di processi di verifica per assicurarsi della compliance dei fornitori.

Fase 4: aggiornamento delle politiche di IT security – Mediagraf possiede già un sistema di sicurezza dati e, nella quarta e ultima fase del lavoro sulla GDPR compliance, valuterà assieme a Securbee eventuali altre implementazioni tecnologiche per aumentare il livello di protezione, soprattutto in merito a data breach o portabilità degli stessi, cioè del trasferimento dei dati dei clienti a un altro fornitore.

In tutto questo percorso, la condivisione con i dipendenti e la formazione sono stati nodi cruciali. La funzione HR dell'azienda ha quindi lavorato di concerto con i responsabili IT, operando con una visione strategica. «Abbiamo affrontato la sfida non tanto per evitare sanzioni, ma per riordinare alcuni processi aziendali, e abbiamo deciso di fare le cose bene e con i tempi giusti – conclude Juliani –. Di questo vediamo effetti positivi già ora, con la crescita della consapevolezza dei dipendenti verso il business, a 360 gradi. E, per il futuro, mi aspetto ulteriori benefici».
L'attenzione alla sicurezza, inoltre, è un elemento importante per la competitività. «In Italia il cyber crimine, secondo il Rapporto Clusit 2018, causa danni per 10 miliardi di euro l'anno – sottolinea il CEO di Securbee Manuel Cacitti –. E al danno economico diretto per le aziende si aggiunge anche quello reputazionale, presso clienti, partner e fornitori che subiscono interruzioni del servizio o scoprono che i dati che li riguardano sono stati persi o trafugati».


securbee è una società nata nel 2017 che si occupa di consulenza e servizi nell'ambito della cyber security, raggruppando al suo interno alcuni dei maggiori specialisti del settore. Con sedi a Udine, Treviso, Trieste, Bologna e Bergamo, Firenze, Ferrara, securbee è un punto di riferimento per numerosi clienti che operano nel mercato dei servizi finanziari, della sicurezza e della tecnologia, a conferma dell'autorevolezza che la giovane società ha già acquisito anche presso aziende partner e di settori affini.

Manuel Cacitti, uno dei fondatori e CEO di securbee, è Cybersecurity Specialist e IT Security Auditor. Ha esperienza pluriennale come consulente, docente e formatore in ambito IT. È socio ItaSForum (Centro Studi per la Sicurezza), ISACA, AIP, AICA, AIIC, IISFA, Federprivacy ed è Research Fellow di IIP (Istituto Italiano per la Privacy e la Valorizzazione dei Dati). Ha conseguito le certificazioni, CISA, ITIL, ed è Lead Auditor ISO 27001e 9001.

Mediagraf S.p.A. rappresenta la risposta più efficace e innovativa nel campo della stampa tipografica e della stampa digitale, affiancando soluzioni altamente professionalizzate di comunicazione integrata e multimediale. Le radici di Mediagraf poggiano sulla secolare tradizione del Messaggero di S. Antonio e della tipografia Antoniana, pionieri nelle arti grafiche in Europa. La storia recente dell'azienda comincia oltre 30 anni fa e porta Mediagraf oggi a essere una tra le principali realtà nella stampa roto-offset e offset e dei servizi integrati per l'editoria, la grande distribuzione, la comunicazione e il terzo settore. Alla stampa tradizionale Mediagraf affianca servizi di stampa digitale e personalizzata ad alto livello tecnologico, e ricerca soluzioni creative innovative per integrare la carta stampata alle infinite potenzialità dell'ambiente web.

venerdì 25 maggio 2018

#GDPR: Guarda Dobbiamo Proprio Romperti...


25th May, 2018: the GDPR Day is now.

#GDPR, ovvero: Guarda Dobbiamo Proprio Romperti... le balle

...per chiederti se possiamo continuare a rompertele in ogni caso.

Dunque sappi che:


se non ci rispondi, allora ci stai tacitamente autorizzando a rompertele come sempre sino ad oggi, ma forse anche un po' più di prima;


se ci rispondi di no, promettiamo che ti invieremo sempre una preventiva email per chiederti il consenso per spedirti quella che ti avremmo inviato in ogni caso se tu avessi avuto il buon sensi di fare a meno di rispondere a questa email del c@z#o!

Perché NOI
ci teniamo a rispettare la tua privacy.

martedì 15 maggio 2018

GDPR: una importante occasione

Il 25 maggio 2018 è la data fissata per l'applicazione del General Data Protection Regulation (GDPR), la normativa Europea che regolamenta l’utilizzo dei dati personali in ogni azienda di clienti, fornitori e dipendenti.

Non bisogna vedere questa data come una mannaia ma come una opportunità per ragionare sulla gestione tecnica e legale di informazioni utente che vanno tutelate anche dal punto di vista della privacy.

Servizi ritenuti gratuiti che sfruttano, spesso all'insaputa, i dati utente hanno scatenato l’esigenza di una fase di chiarimento. E’ giusto che l'utente possa capire che a volte pagare è meglio di regalare le "proprie abitudini".

Come per la legge sulla Qualità piano piano ci si renderà conto della necessità del GDPR e di quanto sia importante per un'azienda essere certifica "etica" nel trattamento dei dati personali.

Il DPO, “Data Protection Officer”, è la figura che dovrebbe avere le giuste conoscenze per poter dimostrare che l’azienda è conforme alla normativa, facendo da tramite tra il Top Management e gli attori esterni.

Questa figura deve essere un legale? Deve essere una figura tecnica?
Maleva, azienda che opera da un decennio nell'ambito sicurezza informatica, presso importanti realtà nazionali utilizzando software corporate di security e gestione dei dati, e l'avvocato Nicolò Ghibellini, specializzato da un lustro nella parte legale informatica legata alla sicurezza, ritengono che solo una cooperazione tra le due figure tecnica/legale possano trasformare il GDPR in una reale opportunità aziendale. 

Il DPO può anche essere una figura aziendale dirigenziale supportata però, all’esigenza, da preparate figure tecniche e legali anche esterne.

MALEVA azienda con esperienza decennale e verticale sulla Protezione del Dato si occupa di Sicurezza nell’ambito IT, con certificazioni Security+, CASP, CISSP, ed Audit ISO 27001.
info @ maleva.it


Avvocato Nicolò Ghibellini del Foro di Rovigo
Cultore della materia in informatica giuridica presso la Facoltà di Giurisprudenza dell'Università di Ferrara.

Docente di Elementi di Informatica presso la Scuola di Specializzazione per le Professioni Legali presso la Facoltà di Giurisprudenza dell' Università di Padova

Specializzato in diritto delle nuove tecnologie, proprietà industriale e intellettuale, e privacy.
Membro LES - Italy (Licensing Executives Society).

Attestato di competenza conseguito al“Master Privacy officer e consulente della privacy” organizzato da Federprivacy e Wolters Kluwer - ed. 2017. nicolo @ avvghibellini.com

giovedì 3 maggio 2018

IKN Italy annuncia la prima edizione di Big Data & Analytics nel Retail


IKN Italy annuncia la prima edizione di  
Big Data & Analytics nel Retail

Milano, 27 giugno 2018


3 Maggio 2018 – “Valorizzare i dati e generare insight per una relazione multicanale personalizzata con il cliente”: è questo l’argomento principale che sarà approfondito in occasione della prima edizione di BIG DATA & ANALYTICS NEL RETAIL, l’evento organizzato dalla Community OnRetail di IKN Italy.

La giornata, in programma il prossimo 27 giugno a Milano all’Hilton Garden Inn Milan North, propone una serie di focus tematici:

Ø    Data & Forecasting: è davvero possibile prevenire il rischio abbandono attraverso una corretta aggregazione del dato?
Ø    Data & Investments: stimare il reale beneficio di una promo con il numero dei clienti aggiuntivi e il carrello di spesa generato è sufficiente per la valutazione dell’investimento?
Ø    Data & Privacy: GDPR ai blocchi di partenza. Le aziende hanno già identificato un Data Protection Officer?
Ø    Data & Business Development: come sviluppare nuovi servizi e prodotti in base ai modelli predittivi?
Ø    Data Visualization e Storytelling: come velocizzare le decisioni strategiche con il supporto di dati complessi?
Ø    Data & Organization: serve veramente un Data Scientist in Azienda per fare la differenza? Se sì, dove collocarlo in organigramma?

BIG DATA & ANALYTICS NEL RETAIL si svolgerà attraverso un Networking Breakfast, un Inspirational Speech, un Panel, due Interviste e tre Tavole Rotonde

La giornata di lavori vuole essere una full immersion su come la data economy sta stravolgendo le regole della shopping e selling experience, valutando il ROI degli investimenti, prendendo in analisi la personalizzazione delle campagne multicanale, sviluppando nuovi servizi o prodotti con il supporto dell’intelligenza artificiale e implementando nuove metriche di fidelizzazione.

Nel corso dell’evento si prenderà in esame come aggregare il dato dalle ricerche vocali e visive (che andranno sempre più a sostituirsi alla scrittura), come collegare le metriche del digital alle scelte di business, quali saranno le sfide in materia di sicurezza e privacy dei dati con il nuovo GDPR che entrerà in vigore nel corsi del mese di maggio. 

E’ previsto, inoltre, un focus sul demand planning e su come l’utilizzo di insight di valore possa portare benefici al forecasting e al riassortimento soprattutto in caso di promozioni.

I tavoli interattivi dedicati a come posizionare le nuove funzioni di Data Scientist e Data Analyst in azienda faciliteranno lo scambio di opinioni tra i partecipanti. Spesso infatti queste neonate figure rispondono al marketing ma non sempre sono funzionali alla sola attività di promozione e fidelizzazione. Da non perdere il benchmark con il settore calcistico e finanziario.

L’evento è rivolto alle seguenti figure aziendali: Chief Data Officer/Data Analyst/Data Officer/Data Scientist , Business Analyst/Business Intelligence Manager, Chief Digital Officer, CRM Manager, Digital Marketing Manager , E-Commerce Manager / E-Commerce Director, Marketing Director, Data Protection Officer, Logistic Manager/Demand Planning Manager, CIO e IT Manager, Project Manager, Business Development.

Per informazioni e aggiornamenti sul programma: www.onretailweb.it/evento/10324/big-data-analytics-nel-retail/home

Community OnRetail
OnRetail mette a disposizione dei professionisti del Retail contenuti e aggiornamenti continui con conferenze, formazione tecnica, articoli, interviste e video. 

Attraverso canali tradizionali, digital e social offre la possibilità di condividere conoscenze, esperienze aziendali, best practice e innovazioni grazie al contributo dell’Advisory Board e dei maggiori esperti del settore. 

OnRetail rappresenta lo strumento più adatto per costruire una fitta rete di relazioni e interazioni tra tutti i professionisti attraverso grandi eventi e appuntamenti in cui confrontarsi con partner, colleghi e protagonisti del settore.



Company Profile

IKN Italy è l’acronimo di:

“I” come INSTITUTE: IKN Italy nasce da Istituto Internazionale di Ricerca. Grazie all’esperienza maturata in 30 anni di attività, si posiziona all'interno di una rete internazionale in grado di proporre sia tematiche di grande attualità e interesse, sia relatori di alto livello. La reale fotografia di IKN la "scattano" i numeri di questi 30 anni: oltre 70.000 partecipanti, 20.000 aziende e 10.000 tra relatori e docenti; numeri che conclamano IKN leader indiscusso nel suo settore.

“K” come KNOWLEDGE: la società lavora in settori strategici. Ricerca continua e ascolto del mercato garantiscono a IKN la messa a punto di una formazione non standardizzata, costituita invece da contenuti unici, esclusivi e non "googlabili". 
I settori sui quali si concentra la società sono: Farmaceutico e Dispositivi Medici, Energy & Utilities, Sanità, Banca e Assicurazioni, Retail e GDO, Industrial, Logistica, Legale e Fiscale, Marketing e Vendite, Project Management.

“N” come NETWORKING:  IKN Italy opera all'interno di una rete che le permette di organizzare eventi e iniziative che diventano occasioni di incontro per condividere  esperienze uniche e sviluppare nuove partnership. Le iniziative di IKN Italy generano relazioni ad alto valore aggiunto, attraverso incontri B2B qualificati.

L’Azienda è certificata UNI EN ISO 9001 : 2008 e qualificata per la presentazione di piani formativi a organi istituzionali e fondi interprofessionali che si occupano delle richieste di finanziamento e della gestione dei processi burocratici

lunedì 16 ottobre 2017

Kantar TNS: connessi ma diffidenti: il #trust nei brand online

Risultati immagini per Connected

Sempre connessi ma progressivamente più diffidenti: i consumatori si dividono sul tema della fiducia   

- un consumatore su due in Italia si pone il problema di quanto siano affidabili le informazioni sui social network 
- il 57% dei consumatori italiani connessi e il 40% nel mondo si preoccupa della propria privacy in termini di dati personali di cui i brand dispongono 
- il 49% dei consumatori italiani considera irrilevanti i contenuti postati dai brand sui social media    

Il mondo connesso pone il tema della "fiducia" al centro e si divide nella relazione con i brand online, tra la diffidenza dei Paesi Sviluppati e gli atteggiamenti più aperti di quelli Emergenti, secondo la ricerca di Kantar TNS, ConnectedLife.

Lo studio ha ascoltato 70.000 individui in 56 paesi nel mondo ed è stato arricchito da 104 interviste qualitative in profondità. La ricerca copre diversi aspetti della digital transformation e quest'anno ha deciso di approfondire il tema della fiducia dei consumatori verso i brand in relazione a quattro temi: tecnologia, contenuto, dati ed e-commerce. 

I risultati mostrano che, mentre la fiducia nei brand da parte dei consumatori europei e statunitensi è stata compromessa dalla diffusione esasperata di pubblicità e contenuti online, i consumatori dei paesi dell'Asia e dell'Africa, al contrario, sembrano accogliere con fiducia i messaggi delle marche.

Si evince, inoltre, che molti consumatori stanno oggi scegliendo la privacy a scapito della comodità, preferendo avere maggiore voce in capitolo nelle decisioni che li riguardano, anche se ciò significa compromettere la velocità o la semplicità del proprio operato online: il 48% dei consumatori in Italia e il 43% nel mondo si oppone a dispositivi connessi che controllano le loro attività, anche se ciò rende più facile la loro vita.

La ricerca rivela che in molti mercati, ma non in tutti, prevale la diffidenza. Mentre solo il 14% dei consumatori italiani connessi considera affidabile il contenuto che vede sui social media, in Indonesia il 61% dei consumatori si fida delle informazioni cui accede su queste piattaforme.

Anche la fiducia nei grandi brand globali varia notevolmente tra i mercati emergenti e quelli sviluppati: in Cina e Nigeria, più della metà dei consumatori (rispettivamente il 57% e il 54%) ha fiducia nelle grandi marche globali, ma questa diminuisce nei mercati sviluppati come USA e Italia, dove solo il 21% e il 20%, rispettivamente, si fidano di loro. 

Commentando i risultati, Federico CapeciChief Digital Officer& CEO, Insights - Kantar, ha dichiarato:

"I consumatori sono sempre più diffidenti invece che aperti ed accoglienti nei confronti dei contenuti online, e questo è il risultato di una maggior consapevolezza degli utenti ma anche di ciò che il marketing ha prodotto. Il mondo connesso, con la proliferazione di user generated contents non controllati, i casi recenti e ormai frequenti di fake news così come la proliferazione di digital adv che sembrano voler inseguire i consumatori più che instaurare una relazione, hanno progressivamente impattato sugli atteggiamenti nei confronti della fruizione online. Nei paesi sviluppati le nuove opportunità offerte dalla tecnologia per connettersi ai propri consumatori - condividendo contenuti di marca, targettizzandoli in base ai loro dati personali o ampliando l'ambito dell'e-commerce – sembrano erodere la fiducia più che contribuire a crearla."

"Nei paesi emergenti i consumatori si fidano della tecnologia e dei canali social perché sperimentano i potenti effetti di entrambi nella loro vita. Quando si tratta di dati, hanno ancora aspettative reali dai brand, miglior servizio/esperienza, "ricompensein cambio delle loro informazioni personali. È un quadro molto diverso da quello presente nei mercati sviluppati, dove la competizione è serrata, i consumatori richiedono di più e si aspettano che i brand in cambio di dati trasformino drasticamente la "customer experiencecomplessiva, mettendo il Cliente al centro delle proprie strategie di Brand. Alcuni player poi hanno ormai imboccato seriamente questa strada, dimostrandone la concretezza, diventando in qualche modo dei benchmark di riferimento altamente sfidanti"

"Le implicazioni sono diverse, regionalmente, ma il punto rimane quello di riuscire a cambiare il proprio modello di comunicazione. Uno stimolo ci viene dall'osservazione delle nuove generazioni, Millennials e Centennials, che elaborando i nuovi paradigmi della Digital Transformation nella loro vita quotidiana, hanno aperto un nuovo corso nell'ambito del Marketing. Emerge ormai chiara, la necessità di andare oltre al tradizionale modello A.I.D.A., TV -centrico e massificato, per abbracciare un modello più aperto, relazionale, che ragiona con il mindset delle nuove Generazioni. Una proposta è sicuramente quella del Post Millennial Marketing*, che esorta all'utilizzo di un sistema basato sul contenuto, sul servizio, sull'experience, sulla generazione di valore per sé e per gli altri. Un approccio che è focalizzato sui momenti e sulla rilevanza dei contenuti, sulla profilazione e sullo scambio paritetico". 

Le Generazioni** che sono presenti oggi sul mercato hanno caratteristiche molto segmentanti nei valori di riferimento, che guidano i loro comportamenti di scelta e gli approcci ai Brand, così come la fruizione dei contenuti. Riconoscere la complessità della propria audience di riferimento e valutarne le diverse componenti nella definizione strategica della comunicazione e dei progetti di Marketing, permette di individuare modalità di engagement reale, migliorando l'efficacia degli investimenti.

Connected Life ha analizzato la fiducia dei consumatori nelle marche in quattro settori:

Fiducia nella tecnologia
La rapida evoluzione della tecnologia sta consentendo ai brand di sviluppare esperienze di customer service migliori e meno impattanti, ma una scarsa implementazione o una mancata soddisfazione delle esigenze di base possono compromettere la fiducia dei consumatori. 

I risultati di quest'anno mostrano per esempio che i consumatori connessi sono polarizzati nei confronti dell'intelligenza artificiale. Il 33% dei consumatori connessi italiani e il 39% a livello globale è disposto ad interagire con una macchina (ad esempio un chatbot) se il loro quesito viene risolto più rapidamente. Ciò ha enormi implicazioni per il ritmo al quale le aziende automatizzano le funzioni di supporto ai clienti, così come per i "momentiin cui lo fanno. I risultati di quest'anno hanno anche evidenziato che, mentre i progressi tecnologici hanno l'obiettivo di rendere più semplice e facile la vita dei consumatori, le persone si sentono sempre più distratte e infastidite dall'uso assiduo della tecnologia: in Italia il 43% dei consumatori e, a livello globale, un terzo (34%) della popolazione tra i 16-24 anni, pensa di utilizzare troppo i propri cellulari.

Fiducia nel contenuto
Molti brand si affidano alle piattaforme dei social media per raggiungere rapidamente e facilmente i consumatori, ma la ricerca di quest'anno evidenzia che il contenuto di tali canali è sempre meno valorizzato e screditato dalle notizie. In Italia il 49% dei consumatori connessi (e quasi un terzo - 32% - nel mondo) reputa irrilevanti i contenuti dei brand postati sui social media. Inoltre, c'è un livello di diffidenza elevato e crescente nelle piattaforme dei social media, con circa metàdei consumatori nordamericani, italiani e francesi che esprimono preoccupazione per il controllo, nei social network, su ciò che gli utenti vedono nei loro feed. Tuttavia, questi risultati contrastano notevolmente con i mercati asiatici dei paesi emergenti, come l'Indonesia e le Filippine, in cui rispettivamente solo l'8% e il 12% hanno espresso tale preoccupazione.

Fiducia nei dati
Quando si tratta di dati, le persone stanno diventando sempre più consapevoli del prezzo che stanno pagando per i loro stili di vita connessi e molti si sentono i perdenti di uno scambio sfavorevole. Il 40% degli intervistati a livello mondiale ha espresso preoccupazione per la quantità di loro dati personali nelle mani delle aziende, ma il livello è particolarmente elevato in alcuni mercati: quasi tre quarti (72%) dei consumatori polacchi se ne preoccupano - più di qualsiasi altra nazione – quasi il 60 % dei consumatori negli Stati Uniti, in Italia e in Corea del Sud condividono questa opinione. Tuttavia, le preoccupazioni sono molto più basse in altri mercati, tra cui Nigeria (32%), Cina (34%) e Indonesia (22%), dove i consumatori hanno più aspettative commerciali dai brand (ad esempio, premi in cambio di dati).

Fiducia nell'e-commerce
Si è registrato un notevole aumento dei brand che offrono ai consumatori opzioni e-commerce, sia per i servizi di shopping mobile che per la possibilità di acquistare tramite piattaforme di social media. Le nuove tecnologie come i "pulsanti di acquistoe i pagamenti mobile stanno rendendo l'e-commerce più semplice che maima molti consumatori non riescono a sperimentarne i vantaggi. Se in Cina il 64% dei consumatori preferirebbe pagare tutto per mezzo del proprio mobile, i consumatori nei mercati occidentali sviluppati sono meno inclini ad accettare pagamenti mobile: il 57% dei consumatori in Francia e Germania, il 54% negli Stati Uniti e il 47% in Italia non vogliono pagare nulla con il proprio cellulare. 

Capeci conclude: "La fiducia è labile. Oggi i brand riscontrano livelli di trust più elevati nei paesi emergenti che in quelli sviluppati ma non si dovrebbe dare tutto ciò per scontato. Per costruire e proteggere la fiducia, i brand hanno bisogno di mettere il Cliente al centro. Ciò significa comprenderne le motivazioni, individuare i momenti giusti per interagire con loro, rispettando il loro tempo prezioso e diventando più trasparenti su "come"quandoraccolgono e utilizzano i lori dati personali. Soprattutto, questo significa mettere il Cliente al centro del proprio processo strategico, un processo che coinvolge tutti i reparti aziendali, dall'innovazione, alla produzione, dal customer service, al marketing e alla distribuzione - qualcosa che per molti Manager deve ancora diventare una priorità".



Fonti:
Connected Life è lo studio globale di KANTAR TNS che analizza le abitudini e i comportamenti di 70.000 utenti regolari di internet fra i 16 ed i 65 anni, di 56 paesi nel mondo. Con l'obiettivo di guidare le grandi sfide per gli specialisti del marketing, evidenzia come la connettività cambi il comportamento delle persone. 

Lo studio viene svolto osservando approfonditamente i consumatori e le connessioni esistenti tra loro, fornendo la guida strategica necessaria per coinvolgere e influenzare le persone che contano per il processo di crescita dei brand. I contenuti dello studio comprendono, fra l'altro: consumi media, infrastruttura tecnologica e device, attività digitali. 

La ricerca è stata effettuata online tra Maggio e Agosto 2017 – fieldItalia 20 giugno 2017 - 5 luglio 2017. Sono state anche condotte oltre 100 interviste in profondità in 12 Paesi nel mondo. Fra i contenuti analizzati: fruizione media, device posseduti, attività digitali, acquisto (on  offline), touchpoint di brand engagement, driver di eCommerce, deep dive nei social network ed attitudine verso brand e tecnologia. 


*Il modello del Post Millennial Marketing è sviluppato nel nuovo libro di Federico Capeci "Post Millennial Marketing. Marketing di nuova Generazione" – Franco Angeli ed., 2017.

** Boomers – oggi 51-75 anni, Gen X – oggi 36-50 anni, Gen Y – oggi 20-35 anni, Gen Z – oggi 10-19 anni

Kantar TNS è fra le agenzie di ricerche leader nel mondo, con esperti in più di 90 Paesi. Offriamo insight concreti ed azionabili che supportino le aziende in processi decisionali d'impatto, focalizzati sulla crescita dei brand. Attraverso specifiche expertise nell'innovazione, nell'area del brand e della comunicazione, shopper activation e customerrelationship, aiutiamo i nostri Clienti ad identificare, ottimizzare e stimolare l'attivazione nei "momenti chiave" per la crescita del loro business. Siamo parte di Kantar, una delle aziende leader a livello mondiale nell' insight, consulenza e data management. 

Kantar è una delle aziende leader nell' insight, consulenza e data management. Lavorando insieme trasversalmente all'intera gamma di discipline di ricerca e di consulenza, i suoi marchi specializzati, che impiegano 30,000 persone, forniscono intuizioni e strategie di business per clienti localizzati in 100 paesi. Kantar è parte del gruppo WPP e i suoi servizi sono utilizzati da oltre la metà delle aziende di Fortune Top 500. 


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