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venerdì 10 novembre 2023

La pubblicità online attira anche i cartomanti

La dimensione virtuale ha ormai definitivamente occupato uno spazio significativo nelle scelte pubblicitarie delle imprese e dei professionisti a tal punto da attrarre gran parte dei loro investimenti finalizzati all'acquisizione di una buona visibilità mediatica. La velocità con cui ogni individuo è attualmente abituato a individuare prodotti e informazioni sul web ha indotto perfino i cartomanti a realizzare qui campagne promozionali capaci di accendere la curiosità del vasto pubblico di internet. 

La lettura dei tarocchi, un tempo destinata ad essere reclamizzata in giornali e televisioni locali, diviene attraverso la smisurata amplificazione offerta dalla rete oggetto di attenzione anche da parte di coloro che nutrivano nei confronti dell'universo della cartomanzia una solida indifferenza. La possibilità di inserire messaggi efficaci sull'attività esoterica in vetrine generaliste o specialistiche, nei social e all'interno dei propri siti personali ha permesso ai protagonisti di questo antico mestiere di intercettare un'amplissima platea di utenti. 

Ogni dato generato dall'analisi online di questo particolare mercato attesta infatti l'enorme fascino suscitato nella gente dalle pratiche esoteriche che in realtà mai nei secoli hanno perso il loro forte richiamo. Del ricorso ad un cartomante nei momenti più salienti della vita privata o pubblica di un individuo si parla addirittura nei libri di storia con riferimento a personaggi politici e dello spettacolo. 

La tentazione di ascoltare pareri indicati da coloro che vantano formidabili qualità intellettuali nel prevedere il futuro ha coinvolto dunque persone illustri che hanno con la loro condotta manifestato il desiderio, insito nell'essere umano, di scoprire in anticipo le trasformazioni provocate dal destino. Sia pure soggetti a giudizi spietati sulla scarsa affidabilità dei loro responsi, i cartomanti hanno tuttavia goduto sempre di una stima silenziosa che oggi trova nel successo ottenuto sulla rete la sua straordinaria espressione.

L'alto consenso acquisito sul web dagli operatori esoterici

A chiunque navighi su internet alla ricerca di aziende e professionisti sarà capitato di visualizzare link sponsorizzati dedicati alla lettura dei tarocchi sui motori di ricerca, nei social e in quei blog che presentano ai loro follower notizie riguardanti ogni aspetto della vita sociale e lavorativa. 

L'attività dei cartomanti, poi, è promossa attraverso profili sulle più famose piattaforme social generalmente gestiti da consulenti di web marketing o da imprese che forniscono ai loro clienti un'interpretazione delle carte al telefono. Le eccezionali capacità di predizione che non pochi operatori esoterici dichiarano di possedere, li rendono agli occhi dei loro sostenitori delle guide indispensabili in grado di intuire quel quid sovrumano che influenza le decisioni individuali. 

Convinti quindi che la propria volontà sia condizionata da energie occulte che soltanto la lettura dei tarocchi può cogliere, i clienti ritengono essenziale interpellare quotidianamente il loro cartomante di fiducia. Le crisi sentimentali rappresentano senza dubbio il tema più frequentemente affrontato nel dialogo con gli operatori esoterici che in questo contesto si assumono la responsabilità di segnalare al cliente ogni elemento comportamentale utile al superamento dei dissidi amorosi. 

Siccome il fallimento di una relazione risulta essere un evento traumatico per ciascun individuo che lo incontra, il ruolo del professionista dell'arte del predire si inserisce in una situazione profondamente malata. Pertanto deve tener conto del fatto che il punto di vista da lui espresso andrà ad incidere sul destino della storia d'amore al collasso. Il che significa che laddove i suoi consulti di cartomanzia risultino insufficienti ad offrire ulteriori interpretazioni sulla precaria vita di una coppia, l'operatore esoterico avrà l'obbligo morale di comunicare correttamente al cliente i limiti invalicabili della sua indagine conoscitiva.

Adesioni e critiche destinate su internet al mondo della cartomanzia

Anche sul web si ripete a proposito dell'universo dei cartomanti la diatriba mai risolta tra la fazione di chi difende la credibilità dei suggerimenti derivanti dalla lettura dei tarocchi e quella di coloro che al contrario ridicolizzano qualsiasi opinione espressa dagli operatori esoterici. Resta il fatto che allo stato attuale la nascita di aziende che propongono ai loro clienti al telefono un'interpretazione delle carte rivela la diffusa richiesta che tra la gente circola sull'esigenza di interrogare i tarocchi. 

Esistono numerosi esempi di imprese che promuovono tali servizi sulla rete a testimoniare che le previsioni sul futuro da parte degli operatori esoterici, riscuotendo un largo consenso, si sono tradotte addirittura in oggetto societario. I lauti guadagni che tali imprese a fine anno raggiungono sono lo specchio di una voglia più o meno mascherata di chi ha bisogno di mantenere viva la speranza di riavvicinare il proprio partner.


Foto di Lucas Pezeta da pexels.com

martedì 16 giugno 2020

L’importanza del search intent nella strategia di comunicazione digitale

Riuscire a comprendere quale sia il ‘search intent’ (ovvero l’intento di ricerca) degli utenti in Rete è la chiave di volta dell’intero processo di marketing digitale, con le sue strategie e tecniche sempre più performanti. Stiamo parlando di quel bisogno particolare che è stato percepito e che ha spinto la persona a fare una determinata ricerca su motori quali Google
Un elemento che deve essere intrecciato con la personale aspettativa, relativamente alla soddisfazione di quella che viene identificata come una necessità.


Il search intent guida l’utente quando effettua la ricerca, ecco perché è importante capire come il motore reagisca per soddisfare la richiesta. Comprenderlo sarà utile per progettare e ottimizzare ad hoc sia il portale che i contenuti da offrire attraverso di esso. 
Per riuscire a ottenere risultati interessanti sia per quanto riguarda la visibilità del sito che in relazione al posizionamento nella SERP bisogna dunque andare a inserire nella strategia lo studio dell'intento di ricerca. 

In ambito SEO ci sono alcune classificazioni, all’interno delle quali si vanno a inserire le possibili query (le ‘interrogazioni’ della Rete). Si tratta di quattro macro aree di intenti, di tipo:
     informazionale, quando si vogliono acquisire concetti attraverso la visualizzazione e la lettura di certi approfondimenti su temi più o meno generici (è il più diffuso);
     commerciale, l’intenzione qui è compiere un acquisto dunque vengono effettuate delle ricerche che poi orientano il modo in cui viene compiuta la scelta;
     navigazionale, l’utente sa già prodotto e marchio (o direttamente il portale) che vuole cercare. Non fa altro che digitare il dominio o le parole che possano identificarlo;
     transazionale, si compie un’azione che potrebbe condurre in un momento successivo a compiere un acquisto (si cercano info su beni e servizi ai quali si è interessati).

I contenuti di qualità si offrono di rispondere alle domande degli utenti

Capire chi sono i propri potenziali utenti consente di conoscere quali motivi li spingono a cercare determinati prodotti e servizi. L’obiettivo è strutturare le migliori risposte alle loro domande, specie attraverso la creazione di contenuti di qualità che possano essere esaustivi. Pianificare una strategia di content marketing con una web agency rappresenta un passaggio chiave. Analizzando correttamente le query e gli intenti di ricerca sarà possibile individuare le keyword, grazie alle quali ottimizzare contenuti interessanti. 

Gli esperti di content marketing si troveranno così a produrre materiale sicuramente stimolante per gli utenti target, agevolando la conversione. Sarà importante pianificare una regolare e periodica pubblicazione di questi contenuti, da inserire in un piano editoriale ad hoc. Quest’ultimo potrà essere predisposto con un anticipo ampio anche di un mese, affinché il risultato sia il più accurato possibile (in base pure a quelle che sono le esigenze connesse al business). 
In un futuro non troppo lontano l’importanza del search intent per il digital marketing raggiungerà livelli altissimi. Con l’obiettivo di riuscire a comprendere sempre meglio quali siano le necessità e le richieste del pubblico in modo da offrire risposte pertinenti e che si posizionano in alto nella SERP.

lunedì 20 gennaio 2020

Settemari: al via la Campagna B2C


SETTEMARI LANCIA “VIP – VERY IMPORTANT PICCOLI”, LA SORPRENDENTE CAMPAGNA B2C PER I BAMBINI GRATIS

Iniziativa di respiro nazionale che interessa stampa, web e radio.

Concept ad alto tasso creativo, ironico e fortemente impattante.

Torino, gennaio 2020 Cambiare le regole per segnare una visione innovativa del mercato. Ancora una volta Settemari fa proprio questo approccio strategico e lancia la campagna B2C “VIP – Very Important Piccoli”, tassello conclusivo del mosaico di azioni messo a punto per favorire il target famiglie, grazie alla gratuità per il primo bambino, senza contingenti né adeguamenti. Al via oggi, l’articolato piano media che abbraccerà stampa, web e radio nazionali.

 Il concept, sviluppato dall’agenzia True Company su input della divisione marketing dell’operatore guidata da Chantal Bernini, prende spunto da un trend attuale: le strutture turistiche offrono vacanze completamente gratuite a VIP e personaggi famosi. Per Settemari, invece, cambiando le regole, i bambini sono i veri VIP, "Very Important Piccoli", celebrities a cui regalare, letteralmente, tutto il meglio della vacanza!

L’idea è stata tradotta in un visual tipicamente estivo: sulla sabbia di una spiaggia è stata disegnata una stella in stile “Walk of Fame” che racchiude il nome di un Very Important Piccolo e le impronte dei suoi piedini. La stella è accompagnata da un pass che richiama quelli generalmente riservati alle celebrità e che inviata a prenotare la propria vacanza in agenzia di viaggi entro il 29 febbraio.

Lo stesso concetto è stato ironicamente adattato per lo spot radio attraverso un dialogo incentrato sulla presenza in un club vacanze di numerosi VIP che non pagano il loro soggiorno. Allo scambio di battute tra la voce maschile e quella femminile fa da controcanto il commento in coro di due bambini: al posto del solito voice over istituzionale, dicono di essere loro i VIP Settemari, sottolineando che, prenotando entro il 29 febbraio, avranno volo e soggiorno gratuiti anche ad agosto.  

Per massimizzare la redemption, l’operatore ha puntato sulla crossmedialità con pagine su testate dalla forte readership come “Grazia”, “Donna moderna”, “TV Sorrisi e Canzoni” e “Starbene”; banner, skin e masthead su numerosi siti, tra cui figurano, solo per citarne alcuni, giallozafferano .it, panorama .it e meteo .it; spot di differente durata su Radio Italia e su due circuiti di radio a copertura locale, gruppo Company in Veneto e gruppo GRP in Piemonte.


“L’azienda ha dedicato importanti risorse alla promozione che garantisce realmente volo e soggiorno gratis ai bambini, senza limitazioni. Per questo, abbiamo voluto sostenere le ultime settimane dell’iniziativa con una campagna impattante, ad alto tasso di creatività e divertente. È stata pensata per evocare con il suo concept ironico la capacità di innovare di Settemari che ancora una volta spariglia le carte del mercato per fornire alle agenzie di viaggi un asset di vendita molto forte. Grande soddisfazione per la strategia del piano media, messa a punto anche in funzione del rafforzamento su scala nazionale la nostra brand awareness”, commenta Chantal Bernini, Marketing Manager Settemari.

giovedì 21 novembre 2019

OLTRE LA WEB TAX - Analisi e riflessioni sulle asimmetrie competitive nel commercio moderno - La ricerca del Professor Gambaro

OLTRE LA WEB TAX

Analisi e riflessioni sulle asimmetrie competitive nel commercio moderno

L'avvento delle piattaforme multinazionali di intermediazione commerciale online ha dato vita a nuove forme distributive e a nuove strutture di organizzazione del commercio. Affinché queste trasformazioni possano rappresentare una vera opportunità – non solo per i consumatori ma anche e soprattutto per il Paese – è necessario che tutti gli operatori usufruiscano di pari condizioni competitive o quantomeno – ove non sia oggettivamente possibile applicare le medesime norme – di regolamentazioni simmetriche.

L'analisi dello scenario complessivo, promossa da Aires e Ancra Confcommercio con un focus particolare sul settore dell'elettronica di consumo, si propone di esplorare le aree in cui la mancanza di questa parità di condizioni sta creando distorsioni della concorrenza e danni per tutta la collettività.
La ricerca "La Concorrenza Asimmetrica" oggi presentata, realizzata dal professor Gambaro, docente di Economia presso l'Università Statale di Milano, è dunque una interessante fotografia della situazione sopra descritta.

Il Mercato dell'Elettronica di Consumo è tra i settori che più subiscono questa situazione di concorrenza asimmetrica e per il quale il problema si pone in maniera particolarmente stringente. Ogni anno gli Italiani spendono in prodotti elettrici ed elettronici (compresi i giocattoli) – dato Gfk 2018 – quasi 18 miliardi di Euro, di cui circa il 18% venduti tramite canali online, pari a 3,2 miliardi di Euro. Di questi oltre 3 miliardi, circa il 60%, sono generati da vendite che transitano attraverso piattaforme multinazionali di intermediazione digitale, e ovviamente queste percentuali sono destinate a ampliarsi.

Al netto della Web Tax, tema estremamente attuale e dibattuto quando si pensa alla vendita online, sono numerose le discrasie evidenti nel confronto non tra commercio tradizionale e commercio elettronico, ma tra moderni rivenditori omnicanale e piattaforme multinazionali di intermediazione online.

La Web Tax dunque non esaurisce il tema della regolamentazione delle piattaforme multinazionali di intermediazione online, anzi è solo uno dei molti profili critici di una situazione per la quale è necessario intervenire non solo a livello fiscale ma anche e soprattutto dal punto di vista delle norme di sistema e di politica economica.


Nella foto, da sinistra: Dario Donato - Giornalista Economico e Conduttore TGCOM 24; prof. Marco Gambaro - Docente di Economia Università Statale di Milano; Andrea Scozzoli - Presidente Aires Confcommercio; On. Luca Squeri - Commissione Attività Produttive; On. Andrea Dara - Commissione Attività Produttive; Dario Bossi - VicePresidente Vicario Ancra Confcommercio.


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www.CorrieredelWeb.it

giovedì 31 ottobre 2019

Sfide del nuovo millennio: online il sito web che spiega come affrontarle

Come potenziare la propria leadership e la rapidità decisionale, attraverso le migliori condizioni psicofisiche. 
Sfide del nuovo millennio: online il sito web che spiega come affrontarle
Su davideferretti.com le soluzioni del mental coach per affrontare con coraggio e sicurezza ostacoli che appaiono insuperabili. 
Un punto di riferimento per manager, professionisti e sportivi.
Superare le sfide del “ring” della vita, imparando ad allenare la mente prima ancora che il corpo, attraverso tecniche innovative dedicate ai manager e professionisti del terzo millennio: è online il nuovo sito davideferretti.it, il portale web del mental coach Davide Ferretti, docente e artista marziale, uno dei massimi esperti internazionali di discipline da combattimento che da anni addestra, come istruttore e consulente esterno, squadre Speciali anti-terrorismo, militari e di polizia che operano in condizioni estreme, oltre che professionisti le cui decisioni sono determinanti in situazioni difficili.
Dedicato a manager, imprenditori, sportivi e a chiunque deve scontrarsi con scenari in continua evoluzione - in cui lucidità e rapidità nelle decisioni, fondamentali per un bravo atleta come per un leader, sono determinanti per superare con successo ogni situazione -, il nuovo sito offre soluzioni per apprendere come agire, gestire e affrontare realtà complesse e sovrastare ostacoli che appaiono insuperabili. 
Dai suggerimenti per trasformare la paura in coraggio, alle dieci regole per migliorare la propria leadership in ogni campo, il portale è un utile strumento online per comprendere le potenzialità che ognuno di noi può esprimere scoprendo le innovative tecniche che Davide Ferretti mette a disposizione delle persone che ricoprono ruoli decisionali, nella professione come nella vita.
Tra le varie funzioni, il sito offre un calendario costantemente aggiornato con corsi e seminari in programma - promossi da istituzioni, università e aziende, con cui Ferretti collabora abitualmente – a cui è possibile partecipare per capire come sviluppare abilità di leadership più idonee alle sfide che attendono il professionista del terzo millennio: dai mercati che si evolvono rapidamente ai veloci cambiamenti che spingono a decidere e agire sempre più rapidamente e in condizioni complicate. Non solo ostacoli, è importante anche capire come trasformare in risultati gli ambiziosi obiettivi che ognuno di noi si prefigge. Tanti gli appuntamenti e gli eventi di interesse in agenda, come il seminario in programma il 4 novembre presso la sede della LUISS a Roma, Via Parenzo, organizzato da ELSA The European Law Students Association in cui vengono affrontati argomenti come Motivazione, Problem Solving, Decision Making, a apprendimento di tecniche decisionali e gestione delle situazioni complesse. 
Entrando nelle varie sezioni del menu, traspare la pluriennale esperienza e le autorevoli testimonianze di aziende, manager e istituzioni che, a vario titolo, hanno testato le competenze e i risultati raggiunti grazie alla professionalità di Davide Ferretti. Fondamentale e ribadita più volte è la consapevolezza di dover imparare ad allenare la mente, prima ancora che il corpo, attraverso tecniche innovative dedicate ai manager e professionisti del terzo millennio. 
Un metodo di disciplina raccontato dal mental coach anche nelle pagine del suo libro “Il potere dell’azione. Come affrontare le sfide e vincerle”, edito da Paesi Edizioni: un saggio motivazionale che intende accompagnare il lettore in un percorso di consapevolezza, finalizzato ad accrescere la fiducia in sé e nei propri mezzi. Condensando il “metodo Ferretti” in trenta capitoli, l’autore spiega come affrontando il ring, cioè la vita, si possa imparare a confrontarsi con qualsiasi avversario ritrovando coraggio e fierezza, con l’attitudine di chi sogna di vincere e con i pugni serrati di chi è disposto a battersi per raggiungere lo scopo. Se nel ring s’impara a incassare i colpi, a cadere e rialzarsi, in queste pagine dense di esperienze vissute in prima persona, s’impara a credere nei propri mezzi. All’interno del saggio spunti di riflessione e di esercizi mnemonici e pratici, che ne fanno una guida indispensabile per manager, imprenditori, sportivi e per chiunque deve affrontare sfide che appaiono insuperabili e desidera trovare le soluzioni migliori per agire, superando le proprie paure e diventando artefici del proprio destino.

martedì 17 settembre 2019

Salute: un nuovo disagio sociale: gli Hikikomori, ma chi sono?

Hikikomori, facciamo chiarezza.
Un nuovo disagio che riguarda i giovani si affaccia oggi all'attenzione delle cronache: è quello dei giovani che si chiudono in casa e smettono di frequentare gli amici, la scuola, e vivono di notte occupandosi di videogiochi o attività solitarie.
Salute: un nuovo disagio sociale: gli Hikikomori, ma chi sono?
Chi sono gli hikikomori.
“Hikikomori” è un termine giapponese che significa letteralmente “stare in disparte”. Viene usato per fare riferimento ad adolescenti e giovani adulti che decidono di isolarsi dalla società, vivendo nella solitudine della propria stanza.
Dal momento che si tratta di un fenomeno che riguarda persone ritirate o disinteressate a interagire con gli altri, esso tende a rimanere invisibile al mondo esterno e, nonostante la sua grande diffusione, è ancora poco conosciuto.
L’autoreclusione volontaria degli hikikomori, se non affrontata, può durare anche molti anni e compromettere in modo irreversibile la vita dell’individuo. Trattandosi di un nuovo fenomeno sociale, le famiglie e le istituzioni si trovano impreparate, in parte per la carenza di informazione tra il personale, ma soprattutto per l'impossibilità di comunicare con un ragazzo refrattario a contatti con l'esterno.
È quindi importante che le istituzioni comincino a considerare con attenzione il problema e si dotino degli strumenti per fronteggiarlo.
Come si riconosce un hikikomori?
L’insorgenza delle manifestazioni di ritiro sociale avviene generalmente nel periodo della preadolescenza, dell’adolescenza o della prima età adulta. Tuttavia, in alcuni rari casi, può insorgere anche in terza età.
Il ritiro sociale può essere più o meno intenso, a partire da sporadici rifiuti a partecipare a eventi mondani, assenze scolastiche saltuarie, fino a forme di isolamento sociale sempre più severe e totalizzanti.
Il fenomeno hikikomori è diverso dal fenomeno dei NEET in quanto si contraddistingue con l’allontanamento progressivo dalla società. Si tratta di una forma di autoreclusione volontaria caratterizzata dal disinvestimento per le relazioni interpersonali e da un circolo vizioso di progressivo isolamento.
Tra i principali campanelli d’allarme possiamo identificare:
  • Ritiro scolastico
  • Disinteresse nelle interazioni reali, specialmente con i coetanei
  • Inversione del ritmo sonno veglia
  • Auto confinamento nella propria camera da letto
  • Preferenza per attività solitarie (di solito legate alle nuove tecnologie), spesso anche giochi online.
  • Il fenomeno colpisce soggetti di entrambi i sessi, con particolare incidenza su quello maschile
  • L’hikikomori ha diversi livelli di gravità ed un processo graduale che può portare più o meno rapidamente all’isolamento totale. L’isolamento può durare alcuni mesi o diversi anni, e generalmente non si risolve spontaneamente.
Perche’ si diventa hikikomori?
Non è stata identificata una relazione causa effetto. L’hikikomori è il risultato di una serie di concause caratteriali, sociali e familiari. Tuttavia ogni caso è profondamente diverso ed è difficile stabilire quale di questi tre aspetti incida maggiormente sulla scelta dell’isolamento.
Gli hikikomori sono nella maggior parte dei casi persone molto acute, profonde e introspettive, con una grande sensibilità nei confronti della vita. Hanno una lucidità e uno sviluppo cognitivo normale, se non addirittura sopra la media. Si trovano, tuttavia, in difficoltà nel sostenere e rielaborare episodi di esclusione o derisione da parte dei coetanei, a fronte dei quali sviluppano reazioni ingovernabili di ansia panico, con una conseguente difficoltà nell’instaurare relazioni sociali soddisfacenti e gratificanti.
Quanto dura l’hikikomori?
Non vi è un tempo limite. L’hikikomori non è una fase dell’esistenza, ma una modalità fortemente interiorizzata di fronteggiare e interpretare la realtà circostante. Se non affrontato adeguatamente, il ritiro sociale può durare potenzialmente anche tutta la vita.
Ecco alcune informazioni chiave:
  • Gli hikikomori NON sono malati mentali
  • Gli hikikomori hanno sviluppato una visione molto dolorosa degli effetti delle relazioni umane sul proprio benessere, per cui associano esperienze vissute come particolarmente negative a qualsiasi pratica di vita esterna. Il loro isolamento non origina da una psicopatologia, ma da una visione negativa della realtà circostante
Considerare l’hikikomori come un “malato mentale” significa, pertanto, banalizzare un disagio che ha radici profonde e complesse. 
Alcune recenti ricerche scientifiche hanno, inoltre, stabilito l’esistenza di un “hikikomori primario”, ovvero una condizione di isolamento sociale che non deriva da nessuna psicopatologia pregressa.
Il governo del Giappone (Paese dove il fenomeno è molto più diffuso e aggressivo rispetto all’Italia) ha stabilito con un documento ufficiale che “l’hikikomori non deve essere considerato una malattia”.
Gli hikikomori non sono dei fannulloni
Il pregiudizio che gli hikikomori siano pigri è il più comune. È quello che suppone che gli hikikomori si isolino per poter evitare la fatica dello studio o del lavoro e dedicarsi a attività ludiche. Si tratta di una assunzione completamente errata: i soggetti hikikomori sarebbero perfettamente in grado di affrontare gli impegni scolastici e lavorativi se non fossero scoraggiati dalle loro esperienze negative con le relazioni sociali e non si sentissero schiacciati dalle eccessive pressioni di realizzazione sociale trasmesse dalla società o dagli adulti rilevanti.
 
Vi è sempre una grande paura di fondo nel doversi confrontare con gli altri. Scherno, risa, commenti, o anche solo semplici sguardi che possano farli sentire giudicati, sono causa di grande vergogna e malessere.
Gli hikikomori NON hanno avuto una educazione permissiva
Spesso si presume che i genitori del soggetto ritirato non siano in grado di garantire una buona educazione dei figli e non sappiano istituire un modello di regole chiare che indichino al giovane il corretto comportamento sociale, i doveri e le responsabilità. Eppure, la letteratura sul fenomeno rileva che l’educazione permissiva non si riscontra con regolarità nei soggetti colpiti dal fenomeno e, soprattutto, non con una incidenza maggiore rispetto ad altre problematiche.
Non punirli o costringerli
È importante ribadire che l’isolamento di un hikikomori non è mai frutto di una causa di forza maggiore, ma è una scelta conscia e fortemente interiorizzata, dovuta a un vissuto di esperienze sociali e relazionali particolarmente negative. Usando le maniere forti su questi ragazzi si ottiene solamente ulteriore contrasto e chiusura. Bisogna invece mostrarsi comprensivi nei loro confronti, cercando sempre il dialogo e provando ad aiutarli a migliorare la visione profondamente negativa che hanno sviluppato nei confronti delle relazioni e della società.
Non basta staccare Internet
Hikikomori e dipendenza da Internet sono due condizioni molto diverse. La realtà da cui fuggono i ragazzi hikikomori è quella del confronto sociale e del connesso rischio di mortificazione e vergogna. Tale stato di isolamento autoimposto spinge l’hikikomori a cercare rifugio nel Web e a utilizzarlo come unico mezzo di contatto con il mondo esternoL’eventuale abuso di Internet è, dunque, una conseguenza dell’isolamento e non una causa scatenante. Impedire loro di usare la rete significa condannarli a un isolamento totale. 
Hikikomori e propensione al suicidio
La condizione del ritiro sociale volontario NON è necessariamente un fattore di rischio per la propensione al suicidio, anzi, può costituire una difesa messa in atto dal ragazzo per allontanare pensieri di autodistruzione. Tuttavia il ritiro volontario, se prolungato e non riconosciuto e affrontato può consolidarsi e portare a conseguenze di tipo psicopatologico. Per questi motivi è importante fare informazione corretta presso famiglie, operatori, istituzioni e riconoscere il fenomeno sin dai suoi esordi per intervenire e abbassare il livello di pressione e di conflittualità.
Una associazione di genitori per aiutare i ragazzi
L’Associazione Hikikomori Italia Genitori, nata nel giugno 2017 all’interno del progetto Hikikomori Italia, raccoglie (e accoglie) oggi già molte centinaia di famiglie in tutta Italia, e da allora ha attivato diverse iniziative per fronteggiare il ritiro sociale:
  • Organizza per gli associati incontri gratuiti di supporto per genitori in presenza di uno psicologo, in tutte le località di Italia. Moltissimi casi di associati ci testimoniano che il tipo di approccio di buone prassi adottato dall’associazione sta ottenendo risultati incoraggianti nel miglioramento della comunicazione tra hikikomori e genitori e nel graduale riavvicinamento dei ragazzi alla società.
  • Ha sottoscritto e avviato con l’Ufficio Scolastico Regionale e la Regione Piemonte un protocollo di intesa per fronteggiare l’hikikomori.
  • Partecipa ad un tavolo tecnico voluto dal MIUR per la redazione di linee guida per le scuole di secondo grado.
  • Svolge attività con enti pubblici e privati.
  • Organizza eventi di diffusione. 
Per informazioni:
www.hikikomoriitalia.it
www.facebook.com/HikikomoriItalia
www.hikikomoriitalia.it/p/gruppo-genitori.html
Hikikomori Italia Genitori ONLUS
Via Monfalcone, 2
Nerviano (MI) 

giovedì 4 aprile 2019

La nuova piattaforma Younified per avere tutta la tua azienda in un'unica dashboard. Roma, Officine Farneto, giovedì 4 aprile 2019, ore 17:30

THINGS TO DO 

Dipendenti, fornitori, clienti, appuntamenti, scadenze, bollette, progetti:
quante volte sei stato assalito dalla paura che nella lista infinita di “things to do” qualcosa sia sfuggito al tuo controllo? 

Nella sequela quotidiana di ricordati, chiama, decidi, organizza”, una banale dimenticanza può generare un problema per la tua azienda, la cui risoluzione, nella migliore delle ipotesi, sottrae energie che potevi destinare a sviluppare il tuo business.

Ma un modo c’è per rendere più efficace e integrata la gestione della tua società: YOUNIFIED PLATFORM di SMI TECHNOLOGIES & CONSULTING, la nuova piattaforma sviluppata dalla società̀ di consulenza e progettazione IT, che consente di avere in un’unica dashboard tutte le tue applicazioni gestionali e di servizio e farle dialogare tra di loro.

GIOVEDÌ 4 APRILE 2019 | ore 17:30
Officine Farneto
Via dei Monti della Farnesina, 77 - Roma

Gli esperti di SMI presenteranno la piattaforma e cosa può fare per la tua azienda, con la testimonianza anche di chi la utilizza già, per mostrarti concretamente come la piattaforma sia versatile e adattabile a ogni tua esigenza.

Ti aspettiamo giovedì 4 aprile per mostrarti come si può avere tutto sotto controllo, ma senza ossessione! 

A seguire, SMI è lieta di offrire un aperitivo sulla terrazza delle Officine Farneto agli ospiti presenti.

RSVP: 06 400 445 84 – 347 33 59 814 - eventi@smi-cons.it


SMI TECHNOLOGIES & CONSULTING
SMI www.smi-cons.it offre servizi di consulenza e progettazione IT, con l’obiettivo di creare valore aggiunto per i propri clienti. 
Con il costante studio delle tecnologie in evoluzione e l’attenta analisi della situazione specifica del cliente, SMI offre un'assistenza personalizzata per ogni tipo di realtà aziendale, attraverso una variegata gamma di servizi, tra cui: l'assistenza e la manutenzione delle postazioni di lavoro; la conduzione e gestione degli impianti, i servizi di fleet management e project management, la progettazione di infrastrutture IT ed IoT.

giovedì 28 marzo 2019

Gli italiani passano 2 ore al giorno online da Smartphone/Tablet; il Mobile Advertising supera 1,4 miliardi di € (quasi 50% di tutta pubblicità web) | Dati Osservatori Politecnico di Milano


Osservatori Digital Innovation del Politecnico di Milanowww.osservatori.net
Osservatorio Mobile B2C Strategy

In media ogni navigatore da Smartphone (Mobile Surfer) ha installato 22 App, ma ne utilizza meno della metà (12), un numero che scende a 9 se si considerano le App usate nell’ultimo mese e a 4,5 usate nell’ultimo giorno.Tra i Mobile Surfer è in forte aumento la percentuale di coloro che hanno digitalizzato almeno un contenuto del portafoglio attraverso un’Applicazione (Mobile Wallet): dal 49% di inizio 2018 al 63% di inizio 2019; chi riceve Sms di marketing e di servizio da parte delle aziende di cui è cliente (Mobile Messaging) nel 44% dei casi considera tali comunicazioni un’opportunità.

Per il 43% dei Mobile Surfer il Mobile ha già sostituito o sta sostituendo il Pc e il Mobile Advertising supera gli 1,4 miliardi di € (+28% rispetto al 2017, raggiunta quasi la metà di tutti gli investimenti pubblicitari sul Web)

A livello di formati pubblicitari continua a prevalere il Display Advertising (video esclusi) che vale il 39% del mercato (+19% rispetto al 2017) seguito dal formato Video, che cresce con un tasso superiore a quello del mondo digital (+40%) e arriva a valere il 34% del mercato; laSearch cresce quasi in linea con il mercato (+25%) e mantiene lo stesso peso del 2018(22%)Le grandi imprese italiane razionalizzano il numero di App disponibili negli store e ottimizzano il proprio sito per il piccolo schermo. La metà della popolazione che naviga da Smartphone utilizza già comandi vocali, oltre un terzo (il 34%) si rivolge ai chatbot per migliorare la relazione con i brand e ricevere supporto in tempo reale, il 42% accede alle App attraverso parametri biometrici (come impronta digitale e riconoscimento facciale) che sostituiscono le password.

Segui gli Osservatori Digital Innovation del Politecnico di Milano anche su Twitter: @Osserv_Digital
#OMBS19


Milano, 28 marzo 2019 - Oltre 32 milioni di italiani utilizzano ogni mese dispositivi mobili (Smartphone e Tablet) per collegarsi a Internet, pari all’82% della popolazione online. Inoltre, ben il 41% di questi individui naviga solo da Mobile.[1] L’advertising via Mobile supera 1,4 miliardi di euro e arriva a pesare quasi la metà (47%) degli investimenti pubblicitari online e il 17% del totale mezzi (tv, stampa, radio, Internet). 

Queste alcune delle evidenze emerse dall’Osservatorio Mobile B2c Strategy della School of Management del Politecnico di Milano*, che si pone l’obiettivo di fotografare lo stato di adozione e il grado di maturità strategica nell’utilizzo del Mobile nella gestione della relazione con i propri consumatori da parte delle imprese italiane. 

“Il Mobile non è più una “moda” per le imprese italiane, che dimostrano una maturità crescente nell’utilizzo di questo canale a supporto delle proprie strategie di comunicazione, marketing, vendita e customer care”afferma Raffaello Balocco, Responsabile Scientifico dell'Osservatorio Mobile B2c Strategy del Politecnico di Milano “Il Mobile è la chiave per chiudere il cerchio tra mondo digitale e fisico: consente, ad esempio, di intercettare l’utente in prossimità di un punto vendita, di usare applicazioni che migliorino l’esperienza in negozio, di fornire dati a supporto della pianificazione su mezzi pubblicitari tradizionali come le affissioni. Per questo, grazie allo sfruttamento delle molteplici tipologie di dati presenti sul mercato e all’opportunità della geo-localizzazione, nel 2018 sono cresciuti gli investimenti con obiettivi di drive to store e si sono diffusi modelli di misurazione dell’impatto delle campagne pubblicitarie e promozionali sul punto vendita (o di interesse) fisico”. 

Gli italiani navigano sempre più da Mobile con impatti positivi anche sul Mobile Commerce
Secondo Comscore, sono oltre 32 milioni gli italiani che ogni mese utilizzano dispositivi mobili (Smartphone e Tablet) per collegarsi a Internet, pari all’82%della popolazione online. Inoltre, ben il 41% di questi individui naviga solo da Mobile. Complessivamente i navigatori Mobile spendono 60 ore al mese (quindi circa 2 ore al giorno) collegati a Internet da dispositivi mobili, pari al 75% del tempo speso online. Stando all’indagine svolta dall’Osservatorio in collaborazione con Doxa, per il 43% dei Mobile Surfer (ossia i navigatori da Smartphone) lo Smartphone ha già sostituito o sta sostituendo per molte attività il Pc, in particolare per quanto riguarda l’utilizzo a scopo privato (mentre il Pc rimane dominante nel contesto lavorativo). 

Relativamente alle attività svolte da Mobile, è in aumento la percentuale di utenti che usa lo Smartphone in tutte le categorie analizzate (come leggere e scrivere email, andare sui Social, fruire contenuti video, ecc.); degno di nota è l’incremento di 10 punti percentuali dell’uso di Applicazioni di aziende di cui si è cliente (dichiarato dal 58% dei Mobile Surfer contro il 48% di un anno fa). Invece, per quanto riguarda gli acquisti il Pc rimane dominante: solo il 17% dei Mobile Surfer afferma infatti di fare acquisti online prevalentemente da Smartphone. 

I numeri del Mobile Commerce (ossia l’eCommerce B2c da Smartphone) crescono comunque in maniera significativa: nel 2018 in Italia sono stati superati gli 8,4 miliardi di euro, con un incremento del 40% rispetto al 2017. Gli acquisti online generati attraverso questo dispositivo costituiscono così il 31% dell’eCommerce totale (era il 25% nel 2017 e il 4% nel 2013). 

Il mercato del Mobile Advertising in Italia vale quasi la metà dell’intera pubblicità online
Nel 2018 il mercato del Mobile Advertising in Italia cresce ancora in maniera significativa (+28%), raggiungendo un valore di poco superiore agli 1,4 miliardi di euro e arrivando a pesare quasi la metà (47%) degli investimenti dell’Internet Advertising e il 17% del totale mezzi.” Dichiara Marta Valsecchi, Direttore dell’Osservatorio Mobile B2c Strategy “Tutte le principali categorie di attori della filiera registrano un trend positivo, tuttavia ben il 95% della crescita è legata agli Over the Top (OTT): si tratta, infatti, di un mercato altamente concentrato (questi giganti detengono l’83% del mercato, quota ancora superiore a quella sul totale Internet Advertising che è pari al 75%)”. 

A livello di formati si registrano andamenti in linea con quanto accade sul mercato del digital Advertising: risulta predominante infatti la componente di Display Advertising (video esclusi) che vale il 39% del mercato (+19% rispetto al 2017): all’interno di questa fetta cresce in particolare, anche se  marginale in valore assoluto, il Native Advertising, grazie alla caratteristica dei formati di risultare meno invasivi agli occhi dell’utente e di ottenere in alcuni casi anche performance migliori rispetto al desktop. 

Il formato Video cresce con un tasso superiore a quello del mondo digital (+40%) e per il terzo anno consecutivo è tra i formati con l’incremento maggiore, arrivando a valere il 34% del mercato: all’interno di questa tipologia crescono sia la parte di video in-stream (ossia spazi pubblicitari all’interno di un contenuto video) sia quella di video out-stream (video interamente pubblicitari non contenuti in un altro video). Tali formati risultano particolarmente apprezzati dalle aziende per la loro capacità di ottenere un engagement dell’utente superiore agli altri, soprattutto se sviluppati con creatività adatte alla navigazione da Mobile. 

La Search cresce quasi in linea con il mercato (+25%) e mantiene lo stesso peso dell’anno scorso (22%). Infine, continuano ad avere quote marginali sul totale mercato gli investimenti in Classified (che valgono il 4% del mercato) e in Sms Advertising (1% del mercato). 

Una delle novità più interessanti del 2018 è la crescita degli investimenti in particolare su formati in App, grazie alla possibilità di sfruttare l’ampia disponibilità di dati specifici di questo mezzo per iper-profilare gli utenti. Un esempio sono gli investimenti con obiettivi di drive to store (ossia condurre l’utente in un punto vendita o di interesse)” conclude Marta Valsecchi. “Degno di nota è inoltre l’incremento di pianificazioni solo Mobile quando si mira a determinati target (soprattutto i giovanissimi) sfruttando creatività dedicate e canali specifici”. 

L’evoluzione degli Asset Mobile
Gli Asset attraverso cui erogare le diverse iniziative Mobile di marketing, vendita e customer care sono principalmente tre: Mobile Browsing, App (che include anche il Mobile Wallet) e Messaging. 

Nel corso della Ricerca è stata realizzata una mappatura e un’analisi delle Mobile App offerte ai consumatori da parte delle principali aziende italiane per fatturato in 14 differenti settori (o “incumbent”) e dei pure player digitali più rilevanti nelle medesime industry (o “digital”).

In media ciascuna azienda incumbent offre agli utenti 3,7 App sul Play Store. Se si considerano le sole realtà che erano state incluse anche nel medesimo censimento realizzato a fine 2017, si osserva una leggera riduzione del numero medio di App per ciascuna (4,3 contro le 5 dello scorso anno) e quindi una positiva tendenza alla razionalizzazione della propria presenza sugli Store attraverso l’eliminazione di quelle datate e non aggiornate da tempo. I principali canali[2] che influenzano la scoperta di un’App da parte dei Mobile Surfer sono: la ricerca sugli Store (13%), il consiglio da parte di amici e parenti (10%) e il sito web (7%). La pubblicità su canali tradizionali, che è marginale in termini di peso percentuale (3%), è però lo strumento che registra il maggior tasso di crescita rispetto al 2017 (+45%). In seguito al download dell’App, la sfida per le aziende riguarda la retention degli utenti. Dalla survey sui Mobile Surfer emerge, infatti, che a fronte di un numero medio di App possedute da ciascun utente pari a 22, quelle effettivamente utilizzate sono 12; tale numero scende a 9 se si considerano le App usate nell’ultimo mese e a 4,5 quelle usate nell’ultimo giorno. 

Anche l’usabilità deve essere tenuta sotto debito controllo dalle aziende: è, infatti, un fattore che incide sul rating delle Applicazioni e, inoltre, il 44% dei Mobile Surfer dichiara di aver utilizzato un’App di brand diversi per problemi di usability. 

Tra gli utenti è in forte aumento la percentuale di coloro che hanno digitalizzato almeno un contenuto del portafoglio attraverso un’Applicazione (Mobile Wallet): dal 49% del 2018 al 63% del 2019. Al primo posto, tra gli elementi dematerializzati, compaiono le carte fedeltà, seguite da strumenti di pagamento e buoni sconto. Inoltre, il 24% dei Mobile Surfer dichiara un alto interesse ad avere un’unica App che dematerializzi l’intero portafoglio (era il 13% a inizio 2018). 

Il Mobile è ormai un elemento imprescindibile nella strategia web delle principali aziende italiane: il 99% di queste ha, infatti, un sito ottimizzato per la fruizione dal piccolo schermo (Mobile Site), percentuale in crescita rispetto al 96% del 2017. I Mobile Surfer valutano discretamente (voto 7 su 10) la navigabilità dei siti da Mobile, ma poco meno della metà afferma che spesso o qualche volta ha dovuto cambiare sito per problemi di usabilità. Occorre, dunque, incrementare l’attenzione a questo aspetto anche per i siti e non solo per le App. 

Il 90% dei Mobile Surfer afferma di ricevere almeno sporadicamente Sms di marketing e di servizio da parte delle aziende di cui è cliente (Mobile Messaging) e considera tali comunicazioni un’opportunità nel 44% dei casi. Gli Sms ricevuti provengono principalmente da Telco (secondo il 54% degli utenti), da retailer di Abbigliamento e Accessori (42%) e da Banche (39%). Tra le imprese italiane continua a crescere l’utilizzo di Sms per l’invio di comunicazioni e messaggi di servizio (sia promozionali sia transazionali): nel 2018 sono stati inviati 4,2 miliardi di messaggi, con un incremento del 6% rispetto al 2017. 

Il Mobile e i nuovi trend tecnologici
L’utilizzo degli assistenti vocali da Smartphone è un nuovo importante trend. Sta, infatti, destando molto interesse, sia tra i consumatori, sia tra le imprese in ottica di marketing e servizio: quasi metà dei Mobile Surfer dichiara già di utilizzare abitualmente i comandi vocali.” dichiara Antonio Filoni (Head of Digital Offering, Doxa) Oltre un terzo (il 34%) dichiara interesse anche verso ichatbot per migliorare la relazione con i brand, in particolare per la possibilità di ricevere risposta alle domande e supporto in tempo reale, in qualsiasi momento della giornata. Di contro, la barriera principale all’utilizzo è la percezione di poco coinvolgimento in una chat automatizzata”. 

Un altro importante trend riguarda le soluzioni di biometria (impronta digitale e riconoscimento facciale) a supporto dei pagamenti e dell’autenticazione degli utenti nell’accesso ai servizi, con benefici in termini di comodità e rapidità: il 42% dei Mobile Surfer utilizza queste funzionalità per accedere alle Mobile App che lo consentono, in particolare Applicazioni degli ambiti Finance, Wallet e eCommerce. Tra questi due terzi la utilizza sempre o spesso come modalità di accesso e più della metà la considera più sicura della password e di altri sistemi. 

Al contrario, i Mobile Surfer sono scettici sulla realtà aumentata. Ben il 45% di loro non ha mai usato queste funzionalità e il 25% non sa nemmeno di cosa si stia parlando. Tra chi l’ha utilizzata in almeno un’occasione figurano gli ambiti: turismo e arte, gioco e intrattenimento, abbigliamento e accessori. 

Il 2018 è stato inoltre l’anno delle sperimentazioni pre-commerciali delle Telco sulle nuove reti 5G toccando i più svariati ambiti applicativi, tra cui il supporto alla digitalizzazione della filiera produttiva per l’Industria 4.0, la progettazione di nuovi servizi di comunicazione nel settore dell’assistenza sanitaria, lo sviluppo di soluzioni che coinvolgono la realtà aumentata per la valorizzazione del patrimonio naturalistico, artistico e culturale. 

*L'edizione 2018/2019 dell'Osservatorio Mobile B2c Strategy è realizzata con il supporto di: AdKaora, AppQuality, Beintoo, Doxa, Hic Mobile, Kaleyra, Ogury, RTI Business Digital, Stocard, Synesthesia, Toshiba Global Commerce Solutions; Comscore, Enel, GS1 Italy, JoinTag, Posytron, Rai/Rai Pubblicità, rdcom.it. 

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La School of Management del Politecnico di Milano, costituita nel 2003, accoglie le molteplici attività di ricerca, formazione e alta consulenza, nel campo dell’economia, del management e dell’industrial engineering che il Politecnico porta avanti attraverso le sue diverse strutture interne e consortili. La Scuola ha ricevuto, nel 2007, il prestigioso accreditamento EQUIS.  Nel 2009 è entrata per la prima volta nel ranking del Financial Times delle migliori Business School europee.  Nel 2013 ha ottenuto il prestigioso accreditamento internazionale da AMBA.  Dal 2015, la Scuola è membro di AACSB International. La Scuola è presente inoltre nei QS World University Rankings.  Nel 2017, la School of Management è la prima business school italiana a vedere riconosciuta la qualità dei propri corsi erogati in digital learning nei master Executive MBA attraverso la certificazione EOCCS. La Scuola è membro PRME, Cladea e QTEM. Fanno parte della Scuola: il Dipartimento di Ingegneria Gestionale e il MIP Graduate School of Business che, in particolare, si focalizza sulla formazione executive e sui programmi Master. Le attività della School of Management legate all’Innovazione Digitale si articolano in Osservatori Digital Innovation, che fanno capo per le attività di ricerca al Dipartimento di Ingegneria Gestionale, e Formazione executive e programmi Master, erogati dal MIP. Gli Osservatori Digital Innovation della School of Management del Politecnico di Milano nascono nel 1999 con l’obiettivo di fare cultura in tutti i principali ambiti di Innovazione Digitale. Oggi sono un punto di riferimento qualificato sull’Innovazione Digitale in Italia che integra attività di Ricerca, Comunicazione e Aggiornamento continuo. La Vision che guida gli Osservatori e che l’Innovazione Digitale sia un fattore essenziale per lo sviluppo del Paese. La mission è produrre e diffondere conoscenza sulle opportunità e gli impatti che le tecnologie digitali hanno su imprese, pubbliche amministrazioni e cittadini, tramite modelli interpretativi basati su solide evidenze empiriche e spazi di confronto indipendenti, pre-competitivi e duraturi nel tempo, che aggregano la domanda e l’offerta di Innovazione Digitale in Italia. Le attività sono svolte da un team di quasi 100 tra professori, ricercatori e analisti impegnati su oltre 30 differenti Osservatori che affrontano i temi chiave dell'Innovazione Digitale nelle Imprese (anche PMI) e nella Pubblica Amministrazione: Agenda Digitale, Artificial Intelligence, Big Data Analytics & Business Intelligence, Blockchain & Distributed Ledger, Cloud Transformation, Cloud nella PA, Contract Logistics, Digital Thinking for Business, Digital Transformation Academy, eCommerce B2c, eGovernment, Export Digitale, Fatturazione Elettronica & eCommerce B2b, Fintech & Insurtech, Food Sustainability, Gestione Progettazione e PLM (GeCo), Gioco Online, HR Innovation Practice, Industria 4.0, Information Security & Privacy, Innovazione Digitale in Sanità, Innovazione Digitale nei Beni e Attività Culturali, Innovazione Digitale nel Retail, Innovazione Digitale nel Turismo, Innovazione Digitale nell'Industria dello Sport, Internet Media, Internet of Things, Kids & Toys, Mobile B2c Strategy, Mobile Banking, Mobile Payment & Commerce, Multicanalità, Omnichannel Customer Experience, Professionisti e Innovazione Digitale, Smart Agrifood, Smart Working, Startup Hi-tech, Startup Intelligence, Supply Chain Finance, Tech Company - Innovazione nel Canale ICT.



[1] Fonte: Comscore, dicembre 2018.
[2] Fonte: comScore

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