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lunedì 13 luglio 2026

Crisi idrica dal Po alla Sicilia: ANAFePC chiede Consigli comunali aperti in 11 Comuni siciliani.

Dopo l'esposto alle nove Procure della Repubblica siciliane e ai Ministeri competenti sulle criticità strutturali della rete idrica, le condotte colabrodo e le grandi incompiute che da decenni penalizzano la Sicilia, ANAFePC (Accademia Nazionale per l'Alta Formazione e Promozione della Cultura, del Sociale e del Lavoro) avvia una seconda fase di mobilitazione istituzionale a tutela dei cittadini e dei territori colpiti dalla crisi idrica.

La crisi idrica non riguarda solo la Sicilia. Anche nel Nord Italia la situazione del Po dimostra che le cause non dipendono esclusivamente dai cambiamenti climatici, ma anche da criticità gestionali e infrastrutturali. La rete idrica disperde grandi quantità d'acqua, mentre agricoltura e industrie a monte effettuano prelievi significativi. L'assenza di una gestione unitaria della risorsa consente alle regioni a monte di trattenerla, lasciando il delta in sofferenza. Inoltre, i vecchi scavi industriali hanno abbassato il fondale del fiume, favorendo la risalita dell'acqua marina.

Nell'ambito di questa nuova iniziativa, ANAFePC ha inviato una richiesta urgente ai Sindaci e ai Presidenti dei Consigli comunali di Agrigento, Sciacca, Canicattì, Racalmuto, Licata, Caltanissetta, Gela, Enna, Piazza Armerina, Termini Imerese e Caltagirone affinché convochino un Consiglio comunale straordinario e aperto, ai sensi dell'art. 50 del D.Lgs. 267/2000, con la partecipazione dei cittadini, dei rappresentanti del comparto agricolo e delle parti sociali.

L'iniziativa nasce dalla consapevolezza che la grave carenza idrica stia compromettendo i servizi essenziali, le abitazioni, le attività produttive e l'intero settore agricolo.

“Non possiamo più considerare questa crisi una semplice emergenza né attribuirla esclusivamente al cambiamento climatico”, dichiara il Vice Presidente Maurizio Cirignotta di ANAFePC. “Famiglie e agricoltori hanno diritto a soluzioni strutturali. Chiediamo ai sindaci di fare fronte comune con i cittadini per avanzare una richiesta unitaria al Governo regionale e nazionale”.

Poiché i Comuni subiscono direttamente gli effetti di una rete infrastrutturale che necessita di interventi urgenti, ANAFePC, Lavoro e Sociale, ritiene indispensabile coinvolgere formalmente il tessuto sociale, aprendo le aule consiliari a chi vive quotidianamente i danni economici e sociali dell'emergenza.

“I Consigli comunali aperti rappresentano lo strumento democratico più idoneo per raccogliere le esigenze dei territori e definire un documento condiviso”, afferma il Presidente Calogero Coniglio. “Solo un atto ufficiale, sottoscritto da undici importanti Comuni siciliani, potrà avere la forza politica e istituzionale necessaria per ottenere fondi straordinari e l'immediata apertura dei cantieri sulle reti idriche”.

L'obiettivo finale dell'iniziativa è l'approvazione di un documento congiunto da trasmettere al Governo della Regione Siciliana e al Governo nazionale, con la richiesta di stanziare fondi straordinari e di accelerare i lavori sulle infrastrutture idriche. La politica locale ha il dovere di affrontare questa emergenza nelle sedi istituzionali, garantendo il coinvolgimento diretto di tutti i soggetti che stanno subendo i danni economici e sociali della crisi idrica.

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