Cerca nel blog

giovedì 9 luglio 2026

Amianto nell'Arma dei Carabinieri: giustizia per il Maresciallo Capo di Fano morto a soli 56 anni per un mesotelioma.

Uploaded Image
Amianto nell'Arma dei Carabinieri: giustizia per il Maresciallo Capo di Fano morto a soli 56 anni per un mesotelioma. 

E’ Vittima del Dovere. Dopo 13 anni di battaglia ora una sentenza definitiva del Tribunale di Pesaro condanna il Ministero dell’Interno a risarcire la famiglia con oltre 500mila euro.

9 luglio 2026 - Ha servito lo Stato per quasi trent'anni, affrontando ogni missione con il senso del dovere che aveva giurato di onorare. Quando gli fu diagnosticato il mesotelioma pleurico sapeva che difficilmente avrebbe vinto quella battaglia, ma non perse mai la dignità né l'orgoglio di aver indossato l'uniforme dell'Arma dei Carabinieri. 

Morì per un mesotelioma pleurico a soli 56 anni. Da quel giorno iniziò una seconda battaglia combattuta dalla moglie e dai figli, questa volta nelle aule di tribunale, per ottenere ciò che ritenevano un diritto: il riconoscimento che quella morte era stata causata dal servizio prestato per il Paese. 

Oggi, dopo tredici anni, quella battaglia si è conclusa perché il Tribunale di Pesaro ha riconosciuto il Maresciallo Capo G.G. vittima del dovere di Fano (PU), accertando che il mesotelioma che lo ha ucciso è stato causato dall'esposizione all'amianto durante gli anni trascorsi nell'Arma dei Carabinieri. 

Il Ministero dell'Interno è stato condannato a riconoscere agli eredi i benefici previsti dalla legge. La sentenza, ormai definitiva perché non impugnata, restituisce finalmente giustizia alla famiglia.

Una vita al servizio dello Stato - Entrato nell'Arma nel 1975, il Maresciallo G.G. ha prestato servizio fino al 2002. Tra gli episodi che hanno segnato la sua carriera c'è anche l'intervento immediatamente successivo alla strage mafiosa di via dei Georgofili a Firenze, nella notte del 27 maggio 1993, quando fu tra i primi Carabinieri a scavare tra le macerie per cercare i sopravvissuti.

Proprio in quei luoghi devastati dall'esplosione era presente anche amianto disperso nell'aria, che si aggiungeva alle esposizioni già subite nel corso degli anni durante le esercitazioni, nelle caserme e attraverso materiali allora comunemente utilizzati, come guanti e panni contenenti amianto impiegati per la manutenzione delle armi che, secondo il Tribunale e la consulenza tecnica d'ufficio, hanno determinato l'insorgenza della malattia che ne ha causato la morte.

Per la moglie e i figli il dolore della perdita si è trasformato in una lunga battaglia giudiziaria che è andata avanti per oltre un decennio e che solo oggi trova piena accoglienza. 

Il Tribunale ha dichiarato il Maresciallo Capo vittima del dovere con invalidità del 100%, e ha condannato il Ministero dell'Interno a riconoscere agli eredi tutti i benefici economici previsti per le vittime del dovere, tra cui la speciale elargizione di circa 290.000 euro, gli assegni vitalizi di 2300 mensili, e i relativi arretrati maturati nel corso degli anni per un importo complessivo di circa 500 mila euro.

Questa sentenza non restituisce una vita spezzata troppo presto, né cancella il dolore di una famiglia che per tredici anni ha dovuto lottare per vedere riconosciuta una verità che era sotto gli occhi di tutti. Questa sentenza restituisce dignità alla memoria del Maresciallo Capo G.G. che non è morto per una tragica fatalità, ma per aver servito il proprio Paese in condizioni che lo hanno esposto all'amianto. Oggi la giustizia afferma un principio fondamentale: chi sacrifica la propria salute per il Paese non può essere dimenticato. Auspico che questa decisione rappresenti un punto di svolta per tutti gli appartenenti alle Forze dell'Ordine e alle Forze Armate che attendono ancora il riconoscimento dei propri diritti” – dichiara l’avvocato Ezio Bonanni, Presidente dell'Osservatorio Nazionale Amianto e difensore della famiglia.

L’ONA offre servizio di consulenza legale e medica gratuita tramite il numero verde 800 034 294 e il sito www.osservatorioamianto.it.

Nessun commento:

Posta un commento

Disclaimer

Protected by Copyscape


Il CorrieredelWeb.it è un periodico telematico nato sul finire dell’Anno Duemila su iniziativa di Andrea Pietrarota, sociologo della comunicazione, public reporter e giornalista pubblicista, insignito dell’onorificenza del titolo di Cavaliere al merito della Repubblica Italiana.

Il magazine non ha fini di lucro e i contenuti vengono prodotti al di fuori delle tradizionali Industrie dell'Editoria o dell'Intrattenimento, coinvolgendo ogni settore della Società dell'Informazione, fino a giungere agli stessi utilizzatori di Internet, che così divengono contemporaneamente produttori e fruitori delle informazioni diffuse in Rete.

Da qui l’ambizione ad essere una piena espressione dell'Art. 21 della Costituzione Italiana.

Il CorrieredelWeb.it oggi è un allegato della Testata Registrata AlternativaSostenibile.it iscritta al n. 1088 del Registro della Stampa del Tribunale di Lecce il 15/04/2011 (Direttore Responsabile: Andrea Pietrarota).

Tuttavia, non avendo una periodicità predefinita non è da considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n.62 del 07/03/2001.

L’autore non ha alcuna responsabilità per quanto riguarda qualità e correttezza dei contenuti inseriti da terze persone, ma si riserva la facoltà di rimuovere prontamente contenuti protetti da copyright o ritenuti offensivi, lesivi o contrari al buon costume.

Le immagini e foto pubblicate sono in larga parte strettamente collegate agli argomenti e alle istituzioni o imprese di cui si scrive.

Alcune fotografie possono provenire da Internet, e quindi essere state valutate di pubblico dominio.

Eventuali detentori di diritti d'autore non avranno che da segnalarlo via email alla redazione, che provvederà all'immediata rimozione oppure alla citazione della fonte, a seconda di quanto richiesto.

Per contattare la redazione basta scrivere un messaggio nell'apposito modulo di contatto, posizionato in fondo a questa pagina.

Modulo di contatto

Nome

Email *

Messaggio *