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lunedì 13 luglio 2026

Brescia, allarme esplosivo sventato: un'operazione da manuale

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Il ritrovamento di un potente esplosivo nel sito ex Caffaro ha fatto scattare un intervento immediato e perfettamente coordinato. 

La sinergia tra aziende private, il consorzio CoGePir e le Istituzioni ha trasformato una potenziale crisi in un modello di efficienza e sicurezza per la città.

Un'operazione condotta con tempismo perfetto e professionalità impeccabile ha sventato un grave pericolo nel cuore di Brescia. Il ritrovamento di circa 5 kg di acido picrico, un potente esplosivo, durante i lavori di bonifica del Sito di Interesse Nazionale (SIN) Brescia-Caffaro, ha attivato una macchina della sicurezza che ha funzionato come un orologio svizzero, proteggendo la cittadinanza e dimostrando l'efficacia del sistema italiano di gestione del rischio.

La scoperta e l'allerta immediata

Il primo, fondamentale passo è stato compiuto dagli operatori di ACR Reggiani, l'azienda incaricata della bonifica. Con grande lucidità e competenza, hanno riconosciuto la potenziale minaccia nel materiale rinvenuto e hanno immediatamente attivato il protocollo di emergenza, chiamando Vigili del Fuoco e Forze dell'Ordine e allertando il CoGePir (Consorzio Gestione Pirotecnici), l'ente no profit di riferimento nazionale istituito dal MASE (DM 02/02/2026 n. 32) per la gestione di questi rifiuti speciali.

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Una sinergia che garantisce la sicurezza

Da quel momento, la catena di comando ha funzionato senza la minima esitazione. Le parole del Direttore Generale del CoGePir, Piervittorio Trebucchi, chiariscono l'immediata percezione del pericolo: “Dalle foto inviatemi dall’ACR Reggiani, cui va riconosciuto il merito di aver immediatamente compreso la pericolosità della situazione e del prodotto rinvenuto, ho capito subito che eravamo di fronte a una bomba a orologeria. Ho chiesto di bloccare immediatamente il cantiere, allontanare il personale e ho chiesto di allertare immediatamente Artificieri e Vigili del Fuoco”.

La risposta delle Istituzioni, coordinate dalla Prefettura di Brescia, è stata altrettanto rapida. Vigili del Fuoco e Nuclei Artificieri hanno messo in sicurezza l'area, gestendo la situazione con tale efficienza da evitare l'evacuazione dei residenti. L'intervento ha visto il CoGePir agire come anello di congiunzione strategico, mettendo in campo i suoi specialisti della società Torpex S.p.A., tra cui il noto esperto Danilo Coppe, che hanno neutralizzato l'esplosivo sul posto. Successivamente, la Cigala Trasporti, altro anello della filiera CoGePir, ha trasportato il materiale in una cava per il brillamento finale in condizioni di massima sicurezza.

È emersa, tuttavia, una criticità procedurale: non trattandosi di un ordigno esplosivo improvvisato (IED), in quanto mancante di dispositivo di innesco, la rimozione non rientrava nei protocolli standard degli Artificieri.

Per colmare questo vuoto operativo, il CoGePir ha immediatamente messo a disposizione della Prefettura il proprio braccio operativo, la società Torpex S.p.A., con i suoi massimi esperti di fama internazionale, a partire da Danilo Coppe (“Mr. Dinamite” nella docuserie TV), che hanno neutralizzato sul posto e poi rimosso l’esplosivo, successivamente trasportato dalla Cigala Trasporti, storica azienda specializzata nel trasporto esplosivi da quasi un secolo, anch’essa parte della filiera CoGePir, in una cava parmense, appositamente evacuata, per il brillamento.

“Ieri potenzialmente si sono salvate delle vite. Questo caso dimostra l'importanza cruciale di un Sistema di Gestione come il CoGePir: subito disponibile, con alte competenze, capace di agire da anello di congiunzione tra Istituzioni e privati. Un plauso va al MASE, alle Istituzioni e alle aziende coinvolte, perché identificare correttamente il rischio e coinvolgere subito i soggetti competenti è stato fondamentale per evitare conseguenze drammatiche”, conclude Trebucchi.

Un modello virtuoso contro l'illegalità

Il successo di Brescia risalta ancora di più se paragonato alle recenti tragedie di Casalbordino e Rieti, avvenute in contesti produttivi illegali e non tracciati. L'episodio bresciano dimostra che dove c'è legalità, tracciabilità e collaborazione, la sicurezza dei cittadini e dei lavoratori è garantita. Il sistema CoGePir rappresenta proprio questo: un modello di prevenzione e gestione che funziona.

L'appello finale del consorzio è chiaro: intensificare i controlli per far emergere il sommerso e obbligare tutte le aziende del settore a iscriversi a un sistema di gestione riconosciuto. Come afferma Trebucchi, “Ogni esplosione in una fabbrica non a norma è una sconfitta per lo Stato. È ora di passare alla prevenzione sistematica”.

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