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giovedì 21 novembre 2019

OLTRE LA WEB TAX - Analisi e riflessioni sulle asimmetrie competitive nel commercio moderno - La ricerca del Professor Gambaro

OLTRE LA WEB TAX

Analisi e riflessioni sulle asimmetrie competitive nel commercio moderno

L'avvento delle piattaforme multinazionali di intermediazione commerciale online ha dato vita a nuove forme distributive e a nuove strutture di organizzazione del commercio. Affinché queste trasformazioni possano rappresentare una vera opportunità – non solo per i consumatori ma anche e soprattutto per il Paese – è necessario che tutti gli operatori usufruiscano di pari condizioni competitive o quantomeno – ove non sia oggettivamente possibile applicare le medesime norme – di regolamentazioni simmetriche.

L'analisi dello scenario complessivo, promossa da Aires e Ancra Confcommercio con un focus particolare sul settore dell'elettronica di consumo, si propone di esplorare le aree in cui la mancanza di questa parità di condizioni sta creando distorsioni della concorrenza e danni per tutta la collettività.
La ricerca "La Concorrenza Asimmetrica" oggi presentata, realizzata dal professor Gambaro, docente di Economia presso l'Università Statale di Milano, è dunque una interessante fotografia della situazione sopra descritta.

Il Mercato dell'Elettronica di Consumo è tra i settori che più subiscono questa situazione di concorrenza asimmetrica e per il quale il problema si pone in maniera particolarmente stringente. Ogni anno gli Italiani spendono in prodotti elettrici ed elettronici (compresi i giocattoli) – dato Gfk 2018 – quasi 18 miliardi di Euro, di cui circa il 18% venduti tramite canali online, pari a 3,2 miliardi di Euro. Di questi oltre 3 miliardi, circa il 60%, sono generati da vendite che transitano attraverso piattaforme multinazionali di intermediazione digitale, e ovviamente queste percentuali sono destinate a ampliarsi.

Al netto della Web Tax, tema estremamente attuale e dibattuto quando si pensa alla vendita online, sono numerose le discrasie evidenti nel confronto non tra commercio tradizionale e commercio elettronico, ma tra moderni rivenditori omnicanale e piattaforme multinazionali di intermediazione online.

La Web Tax dunque non esaurisce il tema della regolamentazione delle piattaforme multinazionali di intermediazione online, anzi è solo uno dei molti profili critici di una situazione per la quale è necessario intervenire non solo a livello fiscale ma anche e soprattutto dal punto di vista delle norme di sistema e di politica economica.


Nella foto, da sinistra: Dario Donato - Giornalista Economico e Conduttore TGCOM 24; prof. Marco Gambaro - Docente di Economia Università Statale di Milano; Andrea Scozzoli - Presidente Aires Confcommercio; On. Luca Squeri - Commissione Attività Produttive; On. Andrea Dara - Commissione Attività Produttive; Dario Bossi - VicePresidente Vicario Ancra Confcommercio.


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www.CorrieredelWeb.it

martedì 31 ottobre 2017

AIRES-Confcommercio: "Le Telco smettano di imporre il proprio modem agli utenti"

LIBERO MODEM IN LIBERA RETE
Le Telco smettano di imporre il proprio modem agli utenti, compromessa la neutralità di internet

Quando si sottoscrive un contratto per l'acqua potabile, viene forse imposto l'acquisto di un rubinetto di proprietà della società fornitrice ?  

La Rai, Mediaset o La 7 impongono di comprare antenne, decoder o televisori di una sola marca per ricevere il Digitale Terrestre ?

Sarebbe assurdo e inaccettabile.
Parlando di accesso a Internet, la situazione è invece è proprio questa: la quasi totalità delle società di telecomunicazioni impone al cliente l'acquisto di un modem venduto da loro stesse che ha spesso funzionalità limitate rispetto ad altre apparecchiature disponibili sul mercato.

Questo atteggiamento, non solo lede la libertà di scelta dei consumatori che non possono utilizzare per la loro connessione Internet il terminale che soddisfa meglio le loro esigenze di qualità e funzionalità, ma è anche foriero di una serie di altre pesanti conseguenze:

·        mina la concorrenza sul mercato;
·        non incentiva la spinta innovativa dei produttori di modem (che non sono interessati a sviluppare prodotti più performanti);
·        rende difficoltoso il cambio di gestore di rete;
·        crea problemi che riguardano la sicurezza e la protezione dei dati;
·        è contrario al principio di neutralità di rete, intesa come principio di accesso aperto e non discriminatorio.

Nella legge italiana è presente il diritto di connessione (indiretto) per le apparecchiature terminali di telecomunicazione: l'Art. 7(3) del Decreto Legislativo 9 maggio 2001, n. 269 asserisce che gli operatori di reti pubbliche di telecomunicazione non devono rifiutare di collegare apparecchiature terminali, qualora siano conformi ai requisiti fondamentali

Dal 30 aprile 2016, in virtù dell'entrata in vigore di regolamenti dell'Unione Europea negli Stati membri, anche gli utenti finali italiani hanno il diritto esplicito di "utilizzare apparecchiature terminali di loro scelta" (cfr. articolo 3(1) dell'Ordinanza (UE) 2015/2120).

Tuttavia vi sono diverse ambiguità nel quadro normativo, che permettono ai gestori di ridefinire, in base alle proprie esigenze, il concetto di punto terminale di rete, che rappresenta il confine tra rete di telecomunicazione pubblica e rete domestica privata: infatti, l'assenza di definizione per il punto terminale di rete come "presa a muro" è la carenza normativa che può dare adito a evidenti forzature logiche.

"Anche dopo l'appello alla AGCOM reso noto nei giorni scorsi insieme ai colleghi della Associazione Europea VTKE, siamo fiduciosi nella sensibilità e nell'attenzione di AGCOM affinché definisca un quadro regolatorio chiaro, che assicuri il diritto di connessione" commenta Davide Rossi, Direttore Generale e Consigliere della AIRES-Confcommercio.

"Gli operatori non devono più imporre l'acquisto obbligatorio di un'apparecchiatura terminale se i prodotti venduti da altri operatori sono sviluppati secondo standard tecnici ampiamente utilizzati e largamente condivisi dai produttori. Ci sembra urgente la definizione di un quadro normativo che garantisca all'utente la piena libertà di scelta tra le diverse soluzioni presenti sul mercato, in relazione alle proprie specifiche esigenze.
Auspichiamo, infine, che i grandi media nazionali, nonostante il ruolo di importanti investitori pubblicitari ricoperto dagli operatori di telecomunicazione, si interessino all'argomento portando all'attenzione pubblica un tema così delicato e che interessa milioni di Italiani".

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