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lunedì 18 marzo 2019

#IOTHINGS annuncia #iothingmilan: appuntamento per la Digital Transformation of Things

Leading the Digital Transformation of Things

#iothingmilan

Ultimi preparativi per il ritorno a Milano, il 3-4 aprile, di #IOTHINGS, l’evento italiano di riferimento per la Digital Transformation of Things.


Milano, 18 marzo 2019. Manca poco ad IOTHINGS Milano, edizione primaverile dell’evento organizzato da #Innovability, totalmente dedicato all’IoT e alla Digital Transformation of Things, che si ripete in autunno a Roma.

Sono attesi oltre duemila partecipanti che incontreranno nei convegni, nell'area expo e nei business meetings 94 aziende sponsor, espositori e partner provenienti da tutta Europa e circa 200 speaker nelle 39 sessioni di conferenza e nei vari workshop; anche quest’anno l’evento ha ottenuto l’attenzione e il sostegno di molte realtà dell’imprenditoria, delle Istituzioni, dell’innovazione e dei media di settore, così come la partecipazione di numerosi esperti e innovatori nel campo delle tecnologie connesse all’Internet of Things.

IOTHINGS Milan 2019 avrà luogo il 3-4 aprile nell’iconica cornice offerta dal nuovo MIND – Milano Innovation District, includendo un programma ancora più ricco di conferenze dedicate ai molti temi d’attualità nell’ambito dell’Internet of Things.

Nel corso della sessione IOTHINGS, si cercherà di delineare le principali direzioni di sviluppo della Digital Transformation of Things, dall’Industry 4.0 alla creazione di una vera Smart City (con un focus particolare anche sulle soluzioni per lo Smart Lightning), alla creazione di Digital Strategy sostenibili, il tutto nell'ottica di un'offerta multi-tecnologica di soluzioni per le reti terresti / satellitari e di uno scenario normativo in evoluzione.

Durante la sessione EMBEDDED IOT, invece, l’accento sarà posto sui trend tecnologici e di mercato prevalenti per la componentistica fondante delle tecnologie 4.0, dalle soluzioni Cloud alle reti LPWAN e NB-IoT, all’architettura EDGE, ma anche dalle sfide poste dalla gestione dei Big Data e dalla sicurezza dei dispositivi, ormai da garantirsi “by design”; tematiche, questi, affrontabili solo all'interno di un ecosistema sempre più collaborativo.

Tema fondante della sessione IOENERGY sarà invece l’applicazione di soluzioni abilitanti IoT-based per la gestione e l’incremento dell’efficienza energetica; in particolare, la sinergia fra progesso tecnologico e trend di consumo meno ecoimpattanti sarà al centro di una nuova edizione dell'ESCO Tech Forum curato in collaborazione con ASSOESCO, mentre il Lombardy Energy Cleantech Cluster illustrerà lo stato dell'arte dell'efficientamento energetico nel nostro Paese, anche alla luce dei recenti programmi di incentivi.

La sessione CYBERSECURITY OF THINGS, a sua volta, sarà dedicata allo scenario attuale e alle soluzioni disponibili per garantire la massima sicurezza alle infrastrutture ultraconnesse e ai dati da esse prodotti e utilizzati, con un’attenzione particolare alla normativa introdotta dalla GDPR.

Inoltre, in riconoscimento dello strettissimo legame fra la tecnologia IoT e le altre innovazioni abilitanti della Digital Transformation, nelle sessioni di conferenza saranno inclusi i tre eventi ITALIA 5G, AI+BOTS WORLD e BLOCKCHAIN NOW – una combinazione unica tra gli eventi di settore in Italia.

E proprio gli aspetti operativi legati alle comunicazioni “smart”, all'Intelligenza Artificiale e alla blockchain saranno il centro degli hosted events tenuti in collaborazione con aziende partner.  
In aggiunta, grande attenzione verrà riservata alla “disruption” degli attuali modelli di business e organizzazione aziendale grazie al contatto con l’ecosistema emergente delle startup, a loro volta ben rappresentate all’evento, attraverso appositi programmi di Open Innovation.

Ma non solo: in questa edizione, ad IOTHINGS MILAN si affiancano in co-location due nuovi eventi nell'ambito della nuova piattaforma INNOVABILITY HUB (www.innovabilityhub.it): IoMOBILITY World, sempre il 3 e 4 aprile, dedicato all'impatto della Digital Transformation della Mobility eXperience; e MAKER 4.0, il 5 aprile, ideato per connettere le aziende utenti partecipanti al crescente ecosistema delle startup e maker pro.

Infine, nel corso dei diversi eventi l’area espositiva e l’area meeting saranno animate dalla presenza di importanti attori internazionali e di aziende specializzate rappresentative della completa filiera IoT, nelle componenti hardware, software e servizi integrati; inoltre, l’esclusiva location di MIND sarà la cornice ideale per le prove che avranno luogo nella area Live Experience, dove i visitatori potranno sperimentare in prima persona le applicazioni più innovative.

Vi aspettiamo quindi al MIND – Milano Innovation District.

Per informazioni e per registrarsi: www.iothingsmilan.com

Informazioni su INNOVABILITY
Innovability dal 2000 è il punto di riferimento italiano della filiera di operatori nel settore delle tecnologie digitali “disruptive” - in particolare Internet of Things, Robotics, AI, Blockchain e Wearable - e organizzatore di manifestazioni fieristiche, eventi, convegni e seminari formativi che offrono occasioni di dibattito, confronto, scambio commerciale e networking tra aziende, istituzioni e mercati. 

Nel 2002 Innovability ha creato M2M Forum il primo evento a livello internazionale sulle tecnologie Machine-2-Machine (antesignane dell’IoT) che viene ancora organizzato annualmente. Per questo motivo Innovability ha sviluppato in particolare una profonda e continua conoscenza del mercato M2M/IoT e di tutti i principali player e stakeholder, sia a livello italiano sia internazionale che permette di offrire alle aziende anche servizi di marketing, ricerca, consulenza attraverso il proprio ampio database e con la collaborazione di prestigiosi partner scientifici, associativi e industriali italiani ed esteri.

SOCIAL MEDIA:  
hashtag #iothingsmilan
IOThings Milan @iothingsmilan

sabato 17 novembre 2018

BARI. tre giovani di BARI e BAT presentano il loro progetto di valorizzazione di prodotti pugliesi all'AgriAcademy di Ismea.

AgriAcademy di Ismea per tre giorni a Bari con i progetti dei giovani imprenditori agricoli 

Tra i partecipanti anche Rosa Pileri e Giuseppe Fanizzi di Bari e Francesco La Porta di Barletta con Apulian Foodun brand di prodotti pugliesi destinati alla Russia


Bologna, 17 novembre 2018 - Dopo la tappa romana e bolognese, arriva a Bari l'AgriAcademy di Ismea, il progetto di alta formazione realizzato in collaborazione con il Mipaaft con l'obiettivo di avvicinare gli agricoltori under 40 alle tematiche dell'Agricoltura 4.0, della digital transformationdell'export management e del marketinglavorando alla costruzione di veri progetti. 
Circa 50 i giovani imprenditori presenti che, nel primo giorno della maratona, hanno presentato 16 concept di agricoltura innovativa, diventati 4 dopo una selezione non competitiva effettuata dagli stessi imprenditori. 

Al termine della 3 giorni, i concept si trasformeranno in veri progetti di impresa, con il dettaglio di tutti gli aspetti del modello di business, dalla proposta di valore alla strategia di posizionamento di mercato. Il tutto grazie al contributo del gruppo e ai preziosi consigli dei mentori e degli esperti di service design di #RuralHack.

Tra i progetti selezionati anche Apulian Food, firmato a più mani da 4 giovani agricoltori delle province di Bari, BAT e Taranto, che hanno lavorato in team. Sono Rosa Pileri di Bari, Vincenzo Crescente di Grottaglie (TA), Francesco La Porta di Barletta e Giuseppe Fanizzi di Conversano (BA). Ma vediamo di cosa si tratta. 

Apulian Food è un progetto di marchio collettivo che mette in rete più agricoltori e li valorizza sotto il mantello di un unico brand finalizzato a promuovere prodotti pugliesi di qualità, certificati da una vera e propria carta d'identità. Per tutelare il consumatore finale, ma soprattutto per promuovere le produzioni locali con un progetto di rete di maggior forza e impatto, in grado di guardare con più forza a mercati nazionali e internazionali, come la Russia.

"Il nostro progetto è nato dalla necessità comune e condivisa di fare rete - spiegano gli ideatori – mettendo insieme le singole forze per guardare ai mercati nazionali ed internazionali con più forza. Pensiamo in particolare al mercato russo perché esiste un rapporto già consolidato tra la Russia e la Puglia, fatto di intensi scambi culturali, religiosi e commerciali già molto forti. Un mercato difficile da raggiungere come singoli ma che insieme possiamo affrontare, forti della notorietà del Made in Italy. Creando una nuova opportunità per tutti".

Della loro esperienza ad AgriAcademy dicono: "Per tutti noi AgriAcademy ha rappresentato un'opportunità di crescita personale e aziendale. Abbiamo scoperto cose che non conoscevamo e che ci saranno utili in futuro perché ci hanno aperto a una visione più globale dell'agricoltura".

COS'E' #AgriAcademy     
È il programma di alta formazione su innovazione, internazionalizzazione e marketing promosso in collaborazione con il Ministero delle Politiche agricole alimentari forestali e del turismo e rivolto, in totale, a 200 giovani imprenditori agricoli vincitori del bando "Promuovere lo spirito e la cultura d'impresa". Si è svolto in due sessioni, una estiva e una autunnale, in tre sedi: Roma, Bologna e Bari. La sessione autunnale è partita il 18 ottobre a Roma ed è terminata con la tappa di Bari del 16/18 novembre. La prima fase si è svolta tra giugno e luglio.  

L'AgriAcademy di Ismea si avvale della collaborazione con l'Università di Brescia, il Politecnico di Milano, la Sapienza di Roma, l'Università del Sannio, l'Osservatorio Smart Agrifood, il team del programma di ricerca/azione RuralHAck e con gli innovatori sociali di Vazz'ap. Vede tra i docenti: professori universitari, ricercatori, esperti di settore, economisti e direttori di aziende molto note.

giovedì 31 maggio 2018

Teamleader: Un anno di successi a supporto della digital transformation delle PMI italiane

Teamleader
1 ANNO DI SUCCESSI A SUPPORTO DELLA DIGITAL TRANSFORMATION DELLE PMI ITALIANE
La scale-up più veloce d'Europa spegne oggi la prima candelina a Milano

Fondata a Ghent (Belgio) nel 2012, Teamleader - la scale-up belga più veloce e premiata d'Europa - festeggia oggi il primo anno di vita della sede italiana - un anno stimolante, sfidante e contraddistinto dal raggiungimento di ambiziosi obiettivi e svariati successi.

Sono nove i giovani professionisti italiani impegnati tutti i giorni nell'aiutare le nostre PMI ad aumentare la propria produttività e gestire al meglio la propria attività, promuovendo la digitalizzazione d'impresa attraverso strumenti software e di consulenza specifici. 

Teamleader propone, infatti, in modalità SaaS, una piattaforma CRM grazie alla quale agganciare soluzioni per il project management, la fatturazione e l'invoicing.

 "Possiamo dirci molto orgogliosi dei 560 clienti - in prevalenza appartenenti al settore dei servizi, delle agenzie di marketing e comunicazione e degli studi professionali di qualsiasi genere e tipo - serviti nel nostro Paese nel giro di un solo anno. Siamo una realtà in crescita a livello internazionale e locale e intendiamo continuare a cavalcare l'onda di questo successo costellato, tra le altre cose, di numerosi premi e riconoscimenti internazionali", afferma Lorenzo Tiberi, Sales Manager Teamleader. "Il nostro è un mondo molto competitivo, ma la nostra soluzione integrata e modulare per il CRM, la fatturazione e la gestione dei progetti - incentrata sul fornire consulenza aziendale per la ristrutturazione dei processi interni assieme a un software cloud da noi progettato per gestirli da un'unica piattaforma - è stata in grado di distinguerci e renderci altamente flessibili e vantaggiosi da un punto di vista dell'offerta".

UN INTEGRATION FUND DA 1 MILIONE DI EURO
Solo un anno fa Teamleader annunciava Marketplace - una comunità dove sviluppatori e clienti possono espandere in autonomia le funzionalità della piattaforma creando integrazioni con applicazioni di terze parti e collegando svariate applicazioni con i productivity software dedicati alle PMI - mentre oggi, in occasione dello spegnimento della prima candelina italiana, annuncia la disponibilità di un Integration Fund del valore di 1 milione di euro destinato a tech companies, developer, software house, distributori di piattaforme SaaS e startup europee per lo sviluppo e il miglioramento di integrazioni tra i loro prodotti e l'azienda stessa. 

Un fondo di integrazione che spinge i software vendor a sviluppare prodotti complementari ad altri software e che accompagna i clienti verso soluzioni easy-access per affrontare al meglio le sfide quotidiane. Si tratta di un importante passo avanti nell'evoluzione da prodotto a piattaforma, volto ad aiutare gli utenti a lavorare in modo ancora più intelligente, incoraggiando i software builder a unirsi all'ecosistema Teamleader e facilitando, al contempo, le aziende nell'adozione del cloud. 

Si stima, infatti, che nei prossimi cinque anni il cloud computing sarà in grado di aggiungere un fatturato complessivo di €449 miliardi al PIL dei 28 Paesi membri dell'UE. Ciò avrà un impatto positivo sulla creazione di nuovi posti di lavoro, dal momento che si prevede nasceranno 303 mila nuove realtà - in prevalenza PMI - grazie allo sviluppo e alla diffusione del cloud1. "Abbiamo iniziato a intraprendere la strada da prodotto a piattaforma alcuni anni fa e riteniamo che l'aggiunta di integrazioni utili a soddisfare gli specifici flussi di lavoro delle varie società sia essenziale per rendere questa transizione un successo", spiega Jeroen De Wit, CEO Teamleader. "E questo nell'interesse di tutti: vogliamo rappresentare un importante ingranaggio nella macchina che guida le PMI europee verso il cloud, in quanto riteniamo che l'adozione di quest'ultimo non possa che andare a beneficio di tutti, indipendentemente dagli obiettivi".

UNA NUOVA API A PROVA DI FUTURO
Ma non è tutto. "Parallelamente all'Integration Fund, presentiamo anche la nostra nuova API, che consentirà a terze parti di costruire integrazioni ancor migliori con Teamleader. Tutto ciò per sottolineare una volta di più il nostro impegno a diventare la piattaforma di riferimento per le operazioni quotidiane di qualsiasi piccola impresa. Di conseguenza, i nostri clienti potranno utilizzare uno strumento software migliore e più rapido e accederanno più velocemente alle integrazioni tra Teamleader e altri software. Il tutto sempre nell'ottica di una miglior produttività ed efficienza", aggiunge Tom Schouteden, CTO Teamleader.

 Questo fondo offre, inoltre, la possibilità di far funzionare perfettamente questi strumenti con i software preferiti, come quelli per la contabilità o gli strumenti di marketing. "Una tipica piccola impresa potrebbe, ad esempio, utilizzare Teamleader in combinazione con i big tool SaaS qual Dropbox o MailChimp", conclude Tiberi. "Non possiamo che dirci entusiasti di questo fantastico nuovo pilastro a supporto del nostro approccio locale". Una nuova API a prova di futuro, quindi, progettata tenendo a mente ogni possibile integrazione futura e che facilita agli sviluppatori esterni le integrazioni con Teamleader e che, di conseguenza, amplia la lista delle potenziali integrazioni.


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lunedì 16 ottobre 2017

Kantar TNS: connessi ma diffidenti: il #trust nei brand online

Risultati immagini per Connected

Sempre connessi ma progressivamente più diffidenti: i consumatori si dividono sul tema della fiducia   

- un consumatore su due in Italia si pone il problema di quanto siano affidabili le informazioni sui social network 
- il 57% dei consumatori italiani connessi e il 40% nel mondo si preoccupa della propria privacy in termini di dati personali di cui i brand dispongono 
- il 49% dei consumatori italiani considera irrilevanti i contenuti postati dai brand sui social media    

Il mondo connesso pone il tema della "fiducia" al centro e si divide nella relazione con i brand online, tra la diffidenza dei Paesi Sviluppati e gli atteggiamenti più aperti di quelli Emergenti, secondo la ricerca di Kantar TNS, ConnectedLife.

Lo studio ha ascoltato 70.000 individui in 56 paesi nel mondo ed è stato arricchito da 104 interviste qualitative in profondità. La ricerca copre diversi aspetti della digital transformation e quest'anno ha deciso di approfondire il tema della fiducia dei consumatori verso i brand in relazione a quattro temi: tecnologia, contenuto, dati ed e-commerce. 

I risultati mostrano che, mentre la fiducia nei brand da parte dei consumatori europei e statunitensi è stata compromessa dalla diffusione esasperata di pubblicità e contenuti online, i consumatori dei paesi dell'Asia e dell'Africa, al contrario, sembrano accogliere con fiducia i messaggi delle marche.

Si evince, inoltre, che molti consumatori stanno oggi scegliendo la privacy a scapito della comodità, preferendo avere maggiore voce in capitolo nelle decisioni che li riguardano, anche se ciò significa compromettere la velocità o la semplicità del proprio operato online: il 48% dei consumatori in Italia e il 43% nel mondo si oppone a dispositivi connessi che controllano le loro attività, anche se ciò rende più facile la loro vita.

La ricerca rivela che in molti mercati, ma non in tutti, prevale la diffidenza. Mentre solo il 14% dei consumatori italiani connessi considera affidabile il contenuto che vede sui social media, in Indonesia il 61% dei consumatori si fida delle informazioni cui accede su queste piattaforme.

Anche la fiducia nei grandi brand globali varia notevolmente tra i mercati emergenti e quelli sviluppati: in Cina e Nigeria, più della metà dei consumatori (rispettivamente il 57% e il 54%) ha fiducia nelle grandi marche globali, ma questa diminuisce nei mercati sviluppati come USA e Italia, dove solo il 21% e il 20%, rispettivamente, si fidano di loro. 

Commentando i risultati, Federico CapeciChief Digital Officer& CEO, Insights - Kantar, ha dichiarato:

"I consumatori sono sempre più diffidenti invece che aperti ed accoglienti nei confronti dei contenuti online, e questo è il risultato di una maggior consapevolezza degli utenti ma anche di ciò che il marketing ha prodotto. Il mondo connesso, con la proliferazione di user generated contents non controllati, i casi recenti e ormai frequenti di fake news così come la proliferazione di digital adv che sembrano voler inseguire i consumatori più che instaurare una relazione, hanno progressivamente impattato sugli atteggiamenti nei confronti della fruizione online. Nei paesi sviluppati le nuove opportunità offerte dalla tecnologia per connettersi ai propri consumatori - condividendo contenuti di marca, targettizzandoli in base ai loro dati personali o ampliando l'ambito dell'e-commerce – sembrano erodere la fiducia più che contribuire a crearla."

"Nei paesi emergenti i consumatori si fidano della tecnologia e dei canali social perché sperimentano i potenti effetti di entrambi nella loro vita. Quando si tratta di dati, hanno ancora aspettative reali dai brand, miglior servizio/esperienza, "ricompensein cambio delle loro informazioni personali. È un quadro molto diverso da quello presente nei mercati sviluppati, dove la competizione è serrata, i consumatori richiedono di più e si aspettano che i brand in cambio di dati trasformino drasticamente la "customer experiencecomplessiva, mettendo il Cliente al centro delle proprie strategie di Brand. Alcuni player poi hanno ormai imboccato seriamente questa strada, dimostrandone la concretezza, diventando in qualche modo dei benchmark di riferimento altamente sfidanti"

"Le implicazioni sono diverse, regionalmente, ma il punto rimane quello di riuscire a cambiare il proprio modello di comunicazione. Uno stimolo ci viene dall'osservazione delle nuove generazioni, Millennials e Centennials, che elaborando i nuovi paradigmi della Digital Transformation nella loro vita quotidiana, hanno aperto un nuovo corso nell'ambito del Marketing. Emerge ormai chiara, la necessità di andare oltre al tradizionale modello A.I.D.A., TV -centrico e massificato, per abbracciare un modello più aperto, relazionale, che ragiona con il mindset delle nuove Generazioni. Una proposta è sicuramente quella del Post Millennial Marketing*, che esorta all'utilizzo di un sistema basato sul contenuto, sul servizio, sull'experience, sulla generazione di valore per sé e per gli altri. Un approccio che è focalizzato sui momenti e sulla rilevanza dei contenuti, sulla profilazione e sullo scambio paritetico". 

Le Generazioni** che sono presenti oggi sul mercato hanno caratteristiche molto segmentanti nei valori di riferimento, che guidano i loro comportamenti di scelta e gli approcci ai Brand, così come la fruizione dei contenuti. Riconoscere la complessità della propria audience di riferimento e valutarne le diverse componenti nella definizione strategica della comunicazione e dei progetti di Marketing, permette di individuare modalità di engagement reale, migliorando l'efficacia degli investimenti.

Connected Life ha analizzato la fiducia dei consumatori nelle marche in quattro settori:

Fiducia nella tecnologia
La rapida evoluzione della tecnologia sta consentendo ai brand di sviluppare esperienze di customer service migliori e meno impattanti, ma una scarsa implementazione o una mancata soddisfazione delle esigenze di base possono compromettere la fiducia dei consumatori. 

I risultati di quest'anno mostrano per esempio che i consumatori connessi sono polarizzati nei confronti dell'intelligenza artificiale. Il 33% dei consumatori connessi italiani e il 39% a livello globale è disposto ad interagire con una macchina (ad esempio un chatbot) se il loro quesito viene risolto più rapidamente. Ciò ha enormi implicazioni per il ritmo al quale le aziende automatizzano le funzioni di supporto ai clienti, così come per i "momentiin cui lo fanno. I risultati di quest'anno hanno anche evidenziato che, mentre i progressi tecnologici hanno l'obiettivo di rendere più semplice e facile la vita dei consumatori, le persone si sentono sempre più distratte e infastidite dall'uso assiduo della tecnologia: in Italia il 43% dei consumatori e, a livello globale, un terzo (34%) della popolazione tra i 16-24 anni, pensa di utilizzare troppo i propri cellulari.

Fiducia nel contenuto
Molti brand si affidano alle piattaforme dei social media per raggiungere rapidamente e facilmente i consumatori, ma la ricerca di quest'anno evidenzia che il contenuto di tali canali è sempre meno valorizzato e screditato dalle notizie. In Italia il 49% dei consumatori connessi (e quasi un terzo - 32% - nel mondo) reputa irrilevanti i contenuti dei brand postati sui social media. Inoltre, c'è un livello di diffidenza elevato e crescente nelle piattaforme dei social media, con circa metàdei consumatori nordamericani, italiani e francesi che esprimono preoccupazione per il controllo, nei social network, su ciò che gli utenti vedono nei loro feed. Tuttavia, questi risultati contrastano notevolmente con i mercati asiatici dei paesi emergenti, come l'Indonesia e le Filippine, in cui rispettivamente solo l'8% e il 12% hanno espresso tale preoccupazione.

Fiducia nei dati
Quando si tratta di dati, le persone stanno diventando sempre più consapevoli del prezzo che stanno pagando per i loro stili di vita connessi e molti si sentono i perdenti di uno scambio sfavorevole. Il 40% degli intervistati a livello mondiale ha espresso preoccupazione per la quantità di loro dati personali nelle mani delle aziende, ma il livello è particolarmente elevato in alcuni mercati: quasi tre quarti (72%) dei consumatori polacchi se ne preoccupano - più di qualsiasi altra nazione – quasi il 60 % dei consumatori negli Stati Uniti, in Italia e in Corea del Sud condividono questa opinione. Tuttavia, le preoccupazioni sono molto più basse in altri mercati, tra cui Nigeria (32%), Cina (34%) e Indonesia (22%), dove i consumatori hanno più aspettative commerciali dai brand (ad esempio, premi in cambio di dati).

Fiducia nell'e-commerce
Si è registrato un notevole aumento dei brand che offrono ai consumatori opzioni e-commerce, sia per i servizi di shopping mobile che per la possibilità di acquistare tramite piattaforme di social media. Le nuove tecnologie come i "pulsanti di acquistoe i pagamenti mobile stanno rendendo l'e-commerce più semplice che maima molti consumatori non riescono a sperimentarne i vantaggi. Se in Cina il 64% dei consumatori preferirebbe pagare tutto per mezzo del proprio mobile, i consumatori nei mercati occidentali sviluppati sono meno inclini ad accettare pagamenti mobile: il 57% dei consumatori in Francia e Germania, il 54% negli Stati Uniti e il 47% in Italia non vogliono pagare nulla con il proprio cellulare. 

Capeci conclude: "La fiducia è labile. Oggi i brand riscontrano livelli di trust più elevati nei paesi emergenti che in quelli sviluppati ma non si dovrebbe dare tutto ciò per scontato. Per costruire e proteggere la fiducia, i brand hanno bisogno di mettere il Cliente al centro. Ciò significa comprenderne le motivazioni, individuare i momenti giusti per interagire con loro, rispettando il loro tempo prezioso e diventando più trasparenti su "come"quandoraccolgono e utilizzano i lori dati personali. Soprattutto, questo significa mettere il Cliente al centro del proprio processo strategico, un processo che coinvolge tutti i reparti aziendali, dall'innovazione, alla produzione, dal customer service, al marketing e alla distribuzione - qualcosa che per molti Manager deve ancora diventare una priorità".



Fonti:
Connected Life è lo studio globale di KANTAR TNS che analizza le abitudini e i comportamenti di 70.000 utenti regolari di internet fra i 16 ed i 65 anni, di 56 paesi nel mondo. Con l'obiettivo di guidare le grandi sfide per gli specialisti del marketing, evidenzia come la connettività cambi il comportamento delle persone. 

Lo studio viene svolto osservando approfonditamente i consumatori e le connessioni esistenti tra loro, fornendo la guida strategica necessaria per coinvolgere e influenzare le persone che contano per il processo di crescita dei brand. I contenuti dello studio comprendono, fra l'altro: consumi media, infrastruttura tecnologica e device, attività digitali. 

La ricerca è stata effettuata online tra Maggio e Agosto 2017 – fieldItalia 20 giugno 2017 - 5 luglio 2017. Sono state anche condotte oltre 100 interviste in profondità in 12 Paesi nel mondo. Fra i contenuti analizzati: fruizione media, device posseduti, attività digitali, acquisto (on  offline), touchpoint di brand engagement, driver di eCommerce, deep dive nei social network ed attitudine verso brand e tecnologia. 


*Il modello del Post Millennial Marketing è sviluppato nel nuovo libro di Federico Capeci "Post Millennial Marketing. Marketing di nuova Generazione" – Franco Angeli ed., 2017.

** Boomers – oggi 51-75 anni, Gen X – oggi 36-50 anni, Gen Y – oggi 20-35 anni, Gen Z – oggi 10-19 anni

Kantar TNS è fra le agenzie di ricerche leader nel mondo, con esperti in più di 90 Paesi. Offriamo insight concreti ed azionabili che supportino le aziende in processi decisionali d'impatto, focalizzati sulla crescita dei brand. Attraverso specifiche expertise nell'innovazione, nell'area del brand e della comunicazione, shopper activation e customerrelationship, aiutiamo i nostri Clienti ad identificare, ottimizzare e stimolare l'attivazione nei "momenti chiave" per la crescita del loro business. Siamo parte di Kantar, una delle aziende leader a livello mondiale nell' insight, consulenza e data management. 

Kantar è una delle aziende leader nell' insight, consulenza e data management. Lavorando insieme trasversalmente all'intera gamma di discipline di ricerca e di consulenza, i suoi marchi specializzati, che impiegano 30,000 persone, forniscono intuizioni e strategie di business per clienti localizzati in 100 paesi. Kantar è parte del gruppo WPP e i suoi servizi sono utilizzati da oltre la metà delle aziende di Fortune Top 500. 


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