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sabato 17 novembre 2018

BARI. tre giovani di BARI e BAT presentano il loro progetto di valorizzazione di prodotti pugliesi all'AgriAcademy di Ismea.

AgriAcademy di Ismea per tre giorni a Bari con i progetti dei giovani imprenditori agricoli 

Tra i partecipanti anche Rosa Pileri e Giuseppe Fanizzi di Bari e Francesco La Porta di Barletta con Apulian Foodun brand di prodotti pugliesi destinati alla Russia


Bologna, 17 novembre 2018 - Dopo la tappa romana e bolognese, arriva a Bari l'AgriAcademy di Ismea, il progetto di alta formazione realizzato in collaborazione con il Mipaaft con l'obiettivo di avvicinare gli agricoltori under 40 alle tematiche dell'Agricoltura 4.0, della digital transformationdell'export management e del marketinglavorando alla costruzione di veri progetti. 
Circa 50 i giovani imprenditori presenti che, nel primo giorno della maratona, hanno presentato 16 concept di agricoltura innovativa, diventati 4 dopo una selezione non competitiva effettuata dagli stessi imprenditori. 

Al termine della 3 giorni, i concept si trasformeranno in veri progetti di impresa, con il dettaglio di tutti gli aspetti del modello di business, dalla proposta di valore alla strategia di posizionamento di mercato. Il tutto grazie al contributo del gruppo e ai preziosi consigli dei mentori e degli esperti di service design di #RuralHack.

Tra i progetti selezionati anche Apulian Food, firmato a più mani da 4 giovani agricoltori delle province di Bari, BAT e Taranto, che hanno lavorato in team. Sono Rosa Pileri di Bari, Vincenzo Crescente di Grottaglie (TA), Francesco La Porta di Barletta e Giuseppe Fanizzi di Conversano (BA). Ma vediamo di cosa si tratta. 

Apulian Food è un progetto di marchio collettivo che mette in rete più agricoltori e li valorizza sotto il mantello di un unico brand finalizzato a promuovere prodotti pugliesi di qualità, certificati da una vera e propria carta d'identità. Per tutelare il consumatore finale, ma soprattutto per promuovere le produzioni locali con un progetto di rete di maggior forza e impatto, in grado di guardare con più forza a mercati nazionali e internazionali, come la Russia.

"Il nostro progetto è nato dalla necessità comune e condivisa di fare rete - spiegano gli ideatori – mettendo insieme le singole forze per guardare ai mercati nazionali ed internazionali con più forza. Pensiamo in particolare al mercato russo perché esiste un rapporto già consolidato tra la Russia e la Puglia, fatto di intensi scambi culturali, religiosi e commerciali già molto forti. Un mercato difficile da raggiungere come singoli ma che insieme possiamo affrontare, forti della notorietà del Made in Italy. Creando una nuova opportunità per tutti".

Della loro esperienza ad AgriAcademy dicono: "Per tutti noi AgriAcademy ha rappresentato un'opportunità di crescita personale e aziendale. Abbiamo scoperto cose che non conoscevamo e che ci saranno utili in futuro perché ci hanno aperto a una visione più globale dell'agricoltura".

COS'E' #AgriAcademy     
È il programma di alta formazione su innovazione, internazionalizzazione e marketing promosso in collaborazione con il Ministero delle Politiche agricole alimentari forestali e del turismo e rivolto, in totale, a 200 giovani imprenditori agricoli vincitori del bando "Promuovere lo spirito e la cultura d'impresa". Si è svolto in due sessioni, una estiva e una autunnale, in tre sedi: Roma, Bologna e Bari. La sessione autunnale è partita il 18 ottobre a Roma ed è terminata con la tappa di Bari del 16/18 novembre. La prima fase si è svolta tra giugno e luglio.  

L'AgriAcademy di Ismea si avvale della collaborazione con l'Università di Brescia, il Politecnico di Milano, la Sapienza di Roma, l'Università del Sannio, l'Osservatorio Smart Agrifood, il team del programma di ricerca/azione RuralHAck e con gli innovatori sociali di Vazz'ap. Vede tra i docenti: professori universitari, ricercatori, esperti di settore, economisti e direttori di aziende molto note.

sabato 20 ottobre 2018

AGRIACADEMY di Ismea, primo premio assegnato al progetto CombEEnazioni

Roma, la maratona di formazione su innovazione, marketing ed export per agricoltori 4.0, chiude i battenti

AgriAcademy di Ismea, primo premio assegnato al progetto 4,0 CombEEnazioni 

Roma, 20 ottobre 2018– La tre giorni romana di AgriAcademy, il progetto di alta formazione ideato e sviluppato da ISMEA in collaborazione con il Mipaaft, chiude i battenti e decreta il progetto vincitore: si tratta ComBEEnazioni (foto allegata), unprogetto che nasce da un'idea dell'imprenditrice agricolaMilena Zarbà, e che nei tre giorni si è arricchita del contributo di altri 6 giovani innovatori del settore agrifood.

Il risultato arriva dopo una lunga maratona non stop, una sorta di bootcamp creativo, in cui i giovani imprenditori agricoli partecipanti, con l'aiuto del team di #Ruralhack, sotto la guida di Alex Giordano dei mentor dell'Osservatorio SmartAgrifood, hanno sviluppato i loro progetti di impresa, dagli aspetti propriamente di business, a quelli di design arrivando a proporre anche dei prototipi dell'idea progettuale. 
Quella di Roma, che ha avuto luogo dal 18 al 20 ottobre, è la prima delle tre tappe autunnali dell'AgriAcademy che approderà nei prossimi giorni anche a Bologna e Bari, con lo stesso identico format, ispirato alle metodologie del design thinkinge della progettazione user-centrica, e l'obiettivo di premiare i progetti migliori con un tutoraggio personalizzato in azienda
La giuria, composta da Andrea Bacchettidirettore dell'Osservatorio Smart Agrifood, Fulvio Pellegrinidell'Università la Sapienza di Roma, Roberto Millettidi Ismea ha decretato come progetto vincitore dell'edizione romana dall'Agriacademy ComBEEnazioni; ora, la possibilità per i vincitori di essere seguiti passo dopo passo dalle Università partner del progetto, nella realizzazione del loro "sogno nel cassetto".
Ma vediamo in cosa consiste il progetto scelto: ComBEEnazioni mette al centro l'alveare e le api con un progetto di monitoraggio ambientale e dell'alveare stesso attraverso strumentazioni tecnologiche, da utilizzare per certificare il prodotto finale. L'obiettivo è migliorare la vita delle api e, conseguentemente, il miele, da offrire al consumatore in modo certificato. La raccolta di dati di monitoraggio ambientale diventa anche fonte di informazioni per le comunità locali e gli enti pubblici che possono fruirne attraverso sistemi informatici (app o sito). Progetto di Milena Zarbà di Bergamo, Sergio Fronteddu, Antonello Garra, Giuseppina Solinas, Rocco Vallorani, Luca Rando, Michele Aliotta.

Ecco invece la proposta degli altri 3 finalisti: 
ORTO DEI MIRACOLI è un kit pronto «made in Tuscany», composto di piante e semi certificati biologici, terriccio e concimi autoprodotti dagli scarti organici aziendali, e finalizzato a diffondere le piante da orto biologiche tra hobbisti e appassionati. È un prodotto che risponde principalmente all'esigenza di naturalità delle città e offre qualità di ogni componente del kit. Il progetto non finisce con l'acquisto ma prosegue con la nascita di una comunità sostenibile tra i clienti, attraverso social e app dedicata.Progetto di Marco Calcaprina di Pisa e Federico Falzarano di Pistoia.

DISTILLERIA ITALIANADai prodotti autoctoni della Tuscia e dell'alto Lazio, ma anche di altri territori, come fico d'india, melograno, frutta e carciofi, mirto, fiori e piante aromatiche, ricavare grappe e brandy destinati a un mercato di nicchia soprattutto estero. Nel territorio non ci sono distillerie e i viaggiatori hanno la possibilità di portare a casa un pezzo di Tuscia. Progetto di Alberto Di Florio di Chieti, Giulia Maggini di Viterbo, Caterina Barbaro di Reggio Calabria ed Efisiangelo Curreli di Cagliari.
BOSCO AUMENTATO propone un nuovo modo di utilizzo, valorizzazione e gestione del bosco che coniuga sport, agricoltura e tecnologia. L'idea è di trasformare un grosso problema per gli agricoltori, il bosco, in una risorsa attraverso l'uso della legna, la promozione dei prodotti spontanei, le attività didattiche ed esperienziali di vario tipo. Il tutto senza eccessivi interventi umani e sviluppando un'economia forestale e del legno sostenibile a ogni livello. Obiettivo finale è mettere i boschi italiani in rete e farli diventare un franchising di valorizzazione. Progetto di Nunzia Cerino Conte di Salerno, Marta Giampiccolo di Perugia, Davide Minicozzi di Benevento.

COS'E' #AgriAcademy

È il programma di alta formazione su innovazione, internazionalizzazione e marketing promosso in collaborazione con il Ministero delle Politiche agricole alimentari forestali e del turismo e rivolto, in totale, a 200 giovani imprenditori agricoli vincitori del bando "Promuovere lo spirito e la cultura d'impresa". Prevede due sessioni, una estiva e una autunnale, in tre sedi: Roma, Bologna e Bari. La sessione autunnale che parte il 18 ottobre a Roma, segue la prima fase che si è svolta tra giugno e luglio. 
L'AgriAcademy di Ismea si avvale della collaborazione con l'Università di Brescia, il Politecnico di Milano, la Sapienza di Roma, l'Università del Sannio, l'Osservatorio Smart Agrifood, il team del programma di ricerca/azione RuralHAck e con gli innovatori sociali di Vazz'ap. Vede tra i docenti: professori universitari, ricercatori, esperti di settore, economisti e direttori di aziende molto note.
Le prossime tappe di AgriAcademy si terranno a Bari, dal 9 all'11 novembre e a Bologna, dal 16 al 18 novembre. 

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