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mercoledì 25 agosto 2021

Connessi e protetti: consigli per navigare in sicurezza da PC e cellulare


Internet ha arricchito le nostre vite con un'offerta sconfinata di servizi, opportunità lavorative e di svago. Con alcuni semplici accorgimenti, è possibile usufruire di tutte le potenzialità della rete senza mettere a rischio i nostri dati sensibili. Le elaborate reti cloud o sistemi di connessione Wi-Fi veloce sono il presente e il futuro delle realtà aziendali, delle istituzioni ma anche dei sistemi di connessione privati, ed è per questo che il settore della cybersecurity è diventato di prioritaria importanza, coadiuvando gli sforzi verso una sempre più efficace digitalizzazione. 

Siti sicuri o potenzialmente rischiosi

Come riconoscere un sito dove poter navigare in sicurezza da uno con potenziali rischi per la privacy? Una delle tecniche più semplici è quella di controllare il cosiddetto “protocollo http”. Si tratta della prima parte dell'indirizzo del sito, un'informazione che è spesso celata subito prima del “www” e che quindi, se si vuole accedere a un dominio, non è necessario inserire manualmente nel browser, ma che poi diventa visibile una volta che si arriva sulla pagina iniziale. I domini che utilizzano il protocollo “https://” sono considerati sicuri, mentre quelli a protocollo “http://”, invece, non garantiscono la completa protezione dei dati. Ovvero, non sono da considerarsi necessariamente pericolosi, ma potrebbero essere più facilmente soggetti ad attacchi hacker. 

Probabilmente avrete già sentito parlare di “phishing”, una parola che identifica quei domini che in qualche modo traggono in inganno l'utente, facendogli credere di accedere ad un certo dominio, ma, in realtà, indirizzandoli verso un sito potenzialmente dannoso. Un classico esempio di tentativo di phishing è costituito da messaggi di testo che arrivano al cellulare e che invitano ad accedere alla propria banca per determinati (e fantomatici) aggiornamenti. La mail sembra provenire da una fonte attendibile, ma in realtà non è così, e, una volta che tali dati verranno inseriti, l'hacker avrà accesso al conto bancario dell'utente. Un consiglio: prima di eseguire le operazioni di login, bisogna sempre assicurarsi che il nome del dominio sia esatto. 

Per controllare l'affidabilità di un sito, ad esempio, di e-commerce, è opportuno leggere le recensioni degli utenti su siti di terze parti e verificare la presenza e completezza della pagina dei contatti (è indice di serietà e trasparenza). Se si vogliono conoscere informazioni dettagliate sul proprietario del dominio, è possibile consultare il database di WHOIS. Se si nutrono ancora dubbi, si può fare una ricerca con il servizio di Google Safe Browsing, che avvisa di eventuali criticità e, in più, viene costantemente aggiornato. 

Quando la protezione dei dati è fondamentale

Ci sono alcuni ambiti nei quali la sicurezza e la salvaguardia della privacy sono di primaria importanza. In linea di massima, le piattaforme online e i siti web frequentati da un gran numero di utenti mettono in campo misure molto efficaci per garantire chi vi ha accesso la massima tranquillità. È il caso, ad esempio, dei servizi bancari online, che spesso richiedono l'autenticazione a due fattori, oppure degli e-commerce più importanti, come i colossi Amazon e Ebay, a cui si affida la gestione dei dati della propria carta di credito. 

Uno degli aspetti della cyber sicurezza che si è maggiormente evoluto riguarda i dispositivi mobili. Grazie alla connessione veloce, è possibile usare il cellulare per divertirsi al tavolo verde, avvalendosi di piattaforme e siti web che assicurano una completa protezione dei dati degli utenti durante la navigazione. Anche le app più note per lo streaming di film e serie TV, come Netflix o Amazon Prime, sono considerate sicure e prive di rischi. 


Una soluzione hardware: il router di sicurezza

Fino a qualche anno fa, era molto diffusa la tecnica del wardriving, che veniva effettuata allo scopo di poter navigare a spese di utenti che utilizzavano una rete non protetta. Il metodo era semplice. L’hacker si spostava per le strade di un centro abitato con lo scopo di individuare queste reti e poter avere accesso così, in modo indisturbato, alla navigazione. Anche se, nella maggior parte dei casi, il perpetratore di tali effrazioni si limitava semplicemente ad usare la connessione, poteva però, attraverso i “buchi” nella sicurezza di alcuni sistemi operativi, entrare nelle reti casalinghe e consultare i dati dei malcapitati titolari della fornitura di servizi internet. Ad oggi, la maggior parte delle reti sono abbastanza protette da password e crittografia da impedire questa pratica, ma possono esistere ancora alcune criticità. 

La soluzione può essere costituita dai cosiddetti router di sicurezza, un dispositivo hardware che ha la funzione di crittografare in modo efficace tutto il traffico in uscita, compresi i dati sensibili che vengono immessi nei siti che richiedono un accesso con inserimento di informazioni anagrafiche, indirizzi email o password. In altre parole, un router di sicurezza nasconde i dati degli utenti a potenziali hacker. Mentre un antivirus impedisce a virus e malware l'ingresso ai nostri dispositivi, il router non permetterà che le nostre attività in uscita siano intercettate.

mercoledì 3 ottobre 2018

Blockchain e criptovalute: nasce il primo fondo d'investimento europeo regolamentato

Consulcoin: primo fondo europeo regolato al mondo
La sfida agli exchange, svolta per le cripto su sicurezza, trasparenza e costi
ora si investe in un sistema regolamentato

Approvato a Malta il fondo operante sulle criptovalute di "Magiston Funds Sicav Plc"
L'Autorità di Sicurezza Finanziaria di Malta ha rilasciato la licenza per la costituzione di ConsulCoin Cryptocurrency Fund, il primo fondo d'investimento europeo regolato al mondo dedicato a società quotate e prodotti finanziari basati sulla tecnologia Blockchain e sulle principali criptovalute. 
Si tratta dell'ultimo progetto di "Magiston Funds Sicav Plc", una società di investimento a capitale variabile (SICAV) regolata e con sede a Malta. Il fondo è stato creato grazie all'expertise di Consulcesi Tech, hi-tech company leader nell'ambito della Blockchain e della Cybersecurity, nata come spin-off all'interno di Consulcesi Group, la più grande realtà in Europa dedicata ai professionisti del settore medico sanitario, con un'esperienza decennale nei servizi tecnologici, finanziari, legali e assicurativi.

ConsulCoin Cryptocurrency Fund si pone l'obiettivo di superare il vecchio sistema degli exchange, che ha mostrato notevoli criticità soprattutto nell'ambito della sicurezza, proponendo in alternativa uno strumento in grado di garantire trasparenza e convenienza per gli investitori
Inoltre, l'uso delle nuove tecnologie come la blockchain riduce in modo sostanziale le commissioni di ogni singola transazione. Tutto questo, in un contesto regolamentato, può fornire agli investitori istituzionali una soluzione che potrebbe aggiungere un'interessante diversificazione al loro portafoglio.

«Il momento è particolarmente favorevole per investire nel settore delle criptovalute – spiega Massimo Tortorella, Presidente di Consulcesi che si è fatta promotrice del fondo. L'entry point è estremamente favorevole perché le quotazioni hanno ormai superato la volatilità degli ultimi mesi, garantendo agli investitori un sostanziale equilibrio: quest'anno la soglia non è mai scesa sotto i 5mila dollari andando quasi a doppiare quella di 3,5mila dollari del 2017. Secondo gli economisti e gli esperti, il settore dovrebbe essere analizzato nel medio-lungo periodo e – in base ai dati di Bloomberg - dal 2015 ad oggi il Bitcoin ha registrato un incremento che supera il 1400% mentre dal 2014 questo dato cresce addirittura oltre il 2000%. Siamo confidenti di operare in un settore con prospettive di crescita concrete. Questo grazie al fondo ConsulCoin, la cui regolamentazione consente agli investitori istituzionali di puntare sulla tecnologia garantendo investimenti trasparenti e soggetti alle tassazioni vigenti a tutela di tutte le parti».

Negli ultimi 18 mesi Consulcesi Tech, insieme a un gruppo di esperti internazionali, ha effettuato un'analisi approfondita del mercato criptografico focalizzandosi in particolare sulla volatilità dei prezzi di valutazione del mercato e sugli investitori intrinseci e sui rischi di regolamento.

Tra gli esperti fintech coinvolti figurano: Core Asset Management SA, società con oltre 20 anni d'esperienza nella gestione patrimoniale in Svizzera; Aurum Trust & Finance SA, Family Office indipendente svizzero con una vasta esperienza in consulenza, innovazioni finanziarie e strategie di gestione del patrimonio; Mashfrog SpA, tra le principali aziende nell'industria fintech con una grande expertise nella generazione di Token blockchain e nella realizzazione di smart contract che ha lanciato la prima ICO europea dei RoboAdvisor; Link CampusUniversity, ateneo leader nel panorama italiano e internazionale che da anni investe nella formazione dei massimi esperti di Blockchain.

Questo team di specialisti continuerà a monitorare la rapida evoluzione del mercato fintech, creando preziose sinergie nell'asset allocation, nella gestione degli investimenti e nella gestione del rischio dei portafogli di criptovaluta. Consulcesi Tech in futuro trarrà profitto da questa esperienza e ritiene che un processo di investimento rigoroso e strutturato possa generare rendimenti continui e la riduzione della volatilità.

Per diffondere la consapevolezza della portata della rivoluzione tecnologica che si prospetta, Consulcesi Tech è impegnata anche in progetti formativi per spiegare che cos'è la Blockchain e come cambierà radicalmente le nostre vite. Per questo Andrea e Massimo Tortorella, rispettivamente Ceo di Consulcesi Tech e Presidente di Consulcesi Group, hanno scritto il saggio "Cripto-svelate. Perché da Blockchain e monete digitali non si torna indietro" (edito da Paesi Edizioni), con l'influente contributo dell'economista Edward Luttwak, che ha firmato la prefazione.
 
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martedì 15 maggio 2018

GDPR: una importante occasione

Il 25 maggio 2018 è la data fissata per l'applicazione del General Data Protection Regulation (GDPR), la normativa Europea che regolamenta l’utilizzo dei dati personali in ogni azienda di clienti, fornitori e dipendenti.

Non bisogna vedere questa data come una mannaia ma come una opportunità per ragionare sulla gestione tecnica e legale di informazioni utente che vanno tutelate anche dal punto di vista della privacy.

Servizi ritenuti gratuiti che sfruttano, spesso all'insaputa, i dati utente hanno scatenato l’esigenza di una fase di chiarimento. E’ giusto che l'utente possa capire che a volte pagare è meglio di regalare le "proprie abitudini".

Come per la legge sulla Qualità piano piano ci si renderà conto della necessità del GDPR e di quanto sia importante per un'azienda essere certifica "etica" nel trattamento dei dati personali.

Il DPO, “Data Protection Officer”, è la figura che dovrebbe avere le giuste conoscenze per poter dimostrare che l’azienda è conforme alla normativa, facendo da tramite tra il Top Management e gli attori esterni.

Questa figura deve essere un legale? Deve essere una figura tecnica?
Maleva, azienda che opera da un decennio nell'ambito sicurezza informatica, presso importanti realtà nazionali utilizzando software corporate di security e gestione dei dati, e l'avvocato Nicolò Ghibellini, specializzato da un lustro nella parte legale informatica legata alla sicurezza, ritengono che solo una cooperazione tra le due figure tecnica/legale possano trasformare il GDPR in una reale opportunità aziendale. 

Il DPO può anche essere una figura aziendale dirigenziale supportata però, all’esigenza, da preparate figure tecniche e legali anche esterne.

MALEVA azienda con esperienza decennale e verticale sulla Protezione del Dato si occupa di Sicurezza nell’ambito IT, con certificazioni Security+, CASP, CISSP, ed Audit ISO 27001.
info @ maleva.it


Avvocato Nicolò Ghibellini del Foro di Rovigo
Cultore della materia in informatica giuridica presso la Facoltà di Giurisprudenza dell'Università di Ferrara.

Docente di Elementi di Informatica presso la Scuola di Specializzazione per le Professioni Legali presso la Facoltà di Giurisprudenza dell' Università di Padova

Specializzato in diritto delle nuove tecnologie, proprietà industriale e intellettuale, e privacy.
Membro LES - Italy (Licensing Executives Society).

Attestato di competenza conseguito al“Master Privacy officer e consulente della privacy” organizzato da Federprivacy e Wolters Kluwer - ed. 2017. nicolo @ avvghibellini.com

mercoledì 9 maggio 2018

L'App FD FIDUCIARIA DIGITALE su Google Play e Apple Store


L'APP FD FIDUCIARIA DIGITALE DISPONIBILE SU GOOGLE PLAY E APPLE STORE, UN'OPERATORE FINANZIARIO SEMPRE A PORTATA DI SMARTPHONE


Grazie al riconoscimento dell'identità a distanza e alla videofirma, l'app rende possibile amministrare il proprio patrimonio in modo ancora più semplice e veloce, in mobilità e in totale sicurezza

Milano, 9 Maggio – FD Fiduciaria Digitale, società del Gruppo ARC, annuncia oggi la disponibilità su Google Play e Apple Store della propria applicazione ufficiale, che rende possibile amministrare il proprio patrimonio in mobilità e in totale sicurezza. 
Dopo il lancio ufficiale del servizio a Marzo 2018, oggi la disponibilità dell'app – sviluppata da Vis à bit – costituisce un tassello fondamentale per incrementare ulteriormente la sicurezza, grazie a un punto di accesso diretto ai servizi e a canali di comunicazione criptati.
FD Fiduciaria Digitale è la prima fiduciaria italiana digitale autorizzata dal Ministero dello Sviluppo economico per attività di amministrazione e custodia dei valori mobiliari, che unisce i vantaggi e la sicurezza di un operatore vigilato alla praticità di un ambiente completamente digitalizzato. 
Il servizio, basato su avanzati sistemi di riconoscimento dell'identità a distanza e videofirma, opera su canali di comunicazione cifrata e rende possibile la gestione dei propri risparmi e investimenti in mobilità, superando il vincolo dell'obbligo d'incontro fisico tra mandante e operatore fiduciario.
Le recenti disposizioni della Banca d'Italia[1] sull'operatività a distanza e le procedure di video-identificazione, hanno proprio stabilito che grazie all'evoluzione della tecnologia le ipotesi di operatività a distanza non sono più qualificate come ad alto rischio automatico, confermando la possibilità per gli intermediari di procedere in sicurezza all'identificazione e alla verifica del cliente attraverso sessioni audio/video protette dalla cifratura dei canali. 
FD Fiduciaria Digitale opera in piena conformità con tali direttive e rende possibile l'avvio di un mandato fiduciario con semplicità e in totale sicurezza: dopo la registrazione dell'utente, viene effettuata una videointervista per provvedere all'identificazione dell'identità e alle necessarie autorizzazioni; raccolte le disposizioni, l'utente sottoscrive in via definitiva i documenti mediante l'inserimento di un OTP – One Time Password – fornito da FD Fiduciaria Digitale S.r.l.  Per garantire ulteriormente la sicurezza e la tutela del cliente, ogni disposizione o contratto firmati attraverso FD Fiduciaria Digitale è automaticamente conservato digitalmente presso un ente terzo certificato, che ne attesta l'immodificabilità e la validità a fini probatori.
Dopo il lancio della piattaforma web avvenuto nel Marzo 2018, la società mette ora a disposizione dei propri clienti l'applicazione FD Fiduciaria Digitale fornendo un punto d'accesso diretto ai propri servizi di operatività a distanza. 
L'applicazione – sviluppata da Vis à bit, una società del Gruppo ARC – permette di effettuare una videocall prenotata con un consulente in completa sicurezza, attraverso cui dare disposizioni alla Fiduciaria e di accedere alla propria documentazione online, disponibile 24h su 24h.


[1] Banca D'Italia – Disposizioni in materia di adeguata verifica della clientela – documento per la consultazione Aprile 2018




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giovedì 3 maggio 2018

NTT DATA: Registrati il doppio degli attacchi nel settore finanziario secondo il Global Threat Intelligence Report 2018.

NTT DATA Italia: pubblicato il Global Threat Intelligence Report 2018

Il settore finanziario è il settore più soggetto ad attacchi, stimate perdite per 8 trilioni di euro entro il 2022

Milano, 3 maggio 2018 – Il Gruppo NTT ha pubblicato il Global Threat Intelligence Report 2018, uno studio che raccoglie circa 6,1 trilioni di logs e 150 milioni di attacchi da parte di hacker di tutto il mondo. 

Secondo il report, il settore finanziario risulta il più colpito, con una percentuale del 26% rispetto al 14% dello scorso anno, mentre il livello di virus ransomware ha raggiunto uno sconcertante 350%, pari al 7% del malware globale del 2017.

Dolman Aradori, Vice President Cyber Security NTT DATA Italia, ha dichiarato: "La cyber security sta diventando sempre più parte del tessuto culturale delle grandi imprese, che ne colgono il valore e la riconoscono come fattore differenziante. Notiamo invece che nelle piccole e medie imprese c'è ancora poca sensibilità sui reali benefici della cyber security, anche se l'imminente avvento della GDPR sta facilitando una lenta conversione nei comportamenti anche in realtà più piccole."

Questa normativa Europea spingerà ad un cambio di approccio alla tematica, assisteremo a una maggiore consapevolezza dei rischi e a una crescente necessità di prevenzione, risultato in parte sia delle alle alte sanzioni in cui si potrà incorrere che dell'obbligo di comunicazione agli organismi competenti di avvenute violazioni ai propri sistemi informatici."

Il rapporto illustra come il volume degli attacchi alle aziende tecnologiche sia aumentato del 25%, una tendenza che porta il settore al secondo posto subito dopo quello finanziario, con un volume pari al 19%. 

Dall'altro lato, i governi non sono più così bersagliati come lo erano in passato, gli attacchi nei loro confronti hanno subito un del 5%. Finanza, retail e settore manufatturiero risultano essere tra i primi 5 settori più colpiti, in quasi tutte le aree geografiche analizzate.  

Il panorama della cybersecurity globale ha subito numerose trasformazioni negli anni; si osservano cambiamenti sia nei target che vengono colpiti, sia nelle fonti e nelle destinazionioni dei profili d'attacco. 

L'aumento del tasso del ransomware del 350% è indice del fatto che gli hacker stanno sviluppando tecniche sempre più attendibili per attaccare soggetti vulnerabili di alto profilo, come, ad esempio WannaCry che si è propagato con tale rapidità da introdurre un nuovo standard di velocità: 400.000 macchine colpite in un solo giorno in 150 paesi. 

Il perimetro di attacco, alimentato dal cloud e dalla mobilità, ha continuato ad espandersi. L'identità diventa dunque il nouvo perimetro tramite il quale avanzare la necessità di adottare l'autenticazione multi-fattoriale.

Gli spyware rappresentano la maggior parte dei malware globali, raggiungendo il 26%; questi rappresentano una modalità di attacco tipica del settore della finanza, a dimostrazione del fatto che gli hackers puntano ad una presenza a lungo termine per raccogliere informazioni. Al secondo posto i trojan /droppers (25%) mentre I virus/worms al terzo (23%).

Contrariamente ai cambiamenti registrati, rimane costante l'uso, da parte dei cybercriminali, di fonti regionali per effettuare i propri attacchi – l'attribuzione dell'attacco rimane quindi una delle sfide più grandi. I dati raccolti da NTT Security dimostrano - sia a livello globale sia a quello regionale – che un numero cospiquo di attacchi ha origine nella stessa area e spesso nello stesso paese della vittima,  mentre l'hacker solitamente agisce da luoghi completamente diversi. 

Per esempio, mentre I Paesi Bassi figurano fra i top sei dei paesi in cui hanno origine gli attacchi in tutte le regioni in cui è stato condotto lo studio, è più probabile che i cybercriminali stiano utilizzando delle fonti olandesi pur operando da fuori. 

Sistemi compromessi, la praticai kit dell'outsourced exploit ed i botnets stanno facilitando gli hackers nella massimizzazione delle risorse locali  e a nascondere le proprie tracce.

Riassunto degli altri risultati chiave:
                  Paesi maggiormente attaccati: Stati Uniti (27%), Cina (19%), Olanda (4%)
                  Il Ransomware è passato dal rappresentare l'1% dei malware globali nel 2017 a costituirne circa il 7%
                  Il tasso di risposta relative agli incidenti Ransomware è sceso dal 22% degli incidenti nel 2016 a circa il 5% nel 2017
                  I servizi professionali sono entrati nella lista dei primi cinque settori industriali colpiti a livello globale in terza posizione al 10%
                  Il settore dei giochi è stato il più bersagliato dal ransomware nel 2017 con il 20%, seguito da servizi aziendali e professionali con il 17%, assistenza sanitaria e settore manifatturiero entrambi al 12% e tecnologia all'11%
                  I servizi finanziari (18%) e sanitari (15%) sono stati i due settori che più spesso hanno cercato aiuto per rispondere agli attacchi
NTT DATA Italia
NTT DATA Italia fa parte della multinazionale giapponese NTT DATA, uno dei principali player a livello mondiale nell'ambito della Consulenza e dei Servizi IT. Digitale, Consulenza, Cyber Security e System Integration sono solo alcune delle principali linee di business. La nostra missione è creare valore per i nostri clienti attraverso l'innovazione. NTT DATA conta su una presenza globale in oltre 50 paesi, 100.000 professionisti e una rete internazionale di centri di ricerca e sviluppo a Tokyo, Palo Alto e Cosenza. NTT DATA è presente in Italia con oltre 2700 dipendenti e 8 sedi: Milano, Roma, Torino, Genova, Treviso, Pisa, Napoli e Cosenza.




Redazione del CorrieredelWeb.it

mercoledì 11 aprile 2018

SCANDALO FACEBOOK: UN TEAM DI COACH A FIANCO DI ZUCKERBERG PER PREPARARLO ALL’AUDIZIONE DAVANTI AL CONGRESSO

SCANDALO FACEBOOK: UN TEAM DI COACH A FIANCO DI ZUCKERBERG PER PREPARARLO ALL'AUDIZIONE DAVANTI AL CONGRESSO

Dopo il caso Cambridge Analytica, il Ceo di Facebook si prepara ad affrontare le domande della Commissione con il supporto di coach per il public speaking e di legali

Milano, 11 Aprile 2018 – A poco meno di un mese dallo scandalo di Cambridge Analytica, Mark Zuckerberg si trova a fare i conti davanti ai parlamentari del Congresso negli USA. Niente più timidezza e senso di costrizione di fronte alle domande che gli verranno poste, questo è l'auspicio, o almeno l'effetto che desidera ottenere il gruppo di esperti da lui assunti per prepararlo su cosa dire e come muoversi. 
"Ed è proprio questo il nodo: saper gestire situazioni inattese senza lasciarsi sopraffare, ma sviluppando doti di adattamento", spiega Roberto Re, l'Anthony Robbins italiano, pioniere del coaching e fondatore di HRD Training Group, società leader in Italia che dal 1992 si occupa di corsi di formazione a più livelli, aziendale, imprenditoriale e personale.
"Il compito dei coach in questo caso mira ad 'allenare' la mente di Mark Zuckerberg e predisporla al cambiamento improvviso di mentalità e credibilità riguardo il suo operato - continua Re - Le difficoltà a cui si cerca di far fronte anche attraverso il coaching e con un impiego più consapevole delle proprie risorse, sono comuni e trasversali, e colpiscono indistintamente tutti: i ventenni come i cinquantenni 'attivi'. Ogni business man, anche il più apparentemente perfetto e impeccabile, può trovarsi in circostanze come queste ed ecco che un'accurata preparazione mentale, emozionale e comportamentale può essere fondamentale per affrontare le conseguenze nel modo corretto e lucido."
In un mondo sempre più competitivo e imprevedibile dunque non si può prescindere da un'attività di formazione come quella erogata da coach esperti in questo campo. 
Non c'è da stupirsi pertanto se uno degli uomini più ricchi e famosi del mondo, il Ceo di Facebook, anche se forzato dagli ultimi eventi che lo hanno visto protagonista, abbia assunto un team di esperti per imparare a gestire al meglio la vicenda, sia attraverso un buon controllo della gestualità che delle emozioni, che per fornire risposte convincenti ai parlamentari.
Una riflessione riguarda infine quella che Roberto Re definisce l'epoca della formazione costante: "Il mercato cambia velocemente e incessantemente: oggi, a differenza di soli vent'anni fa, è impensabile non tenersi costantemente aggiornati. E soprattutto è impensabile pensare che vada sempre tutto bene, come ci siamo programmati. La formazione in questo senso deve essere continua, pena l'espulsione dal mondo dei generatori di reputazioni positive".


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lunedì 19 febbraio 2018

GDPR: Innovazione italiana, una nuova crittografia per proteggere i dati dagli hackers e per evitare la data breach notification

Smooker data encryption è una novità assoluta nel panorama della protezione dei dati, non si tratta di un software ma di un nuovo sistema che permette di crittografare i dati in modo veloce, semplice  e sicuro,  il tutto reso possibile con una card.
Si chiama Smooker data encryption ed è una novità assoluta nel panorama della protezione dei dati.
Non si tratta di un software ma di un nuovo sistema che permette di crittografare i dati in modo veloce, semplice e sicuro, utilizzando una card contactless.
I recenti episodi di attacchi da parte di criminali informatici hanno messo in luce il problema della sicurezza dei sistemi informativi e del crescente pericolo del furto dei dati.
Gli hacker attaccano privati, pubbliche amministrazioni e aziende con l’unico scopo di poter estrarre i dati, per poi analizzarli e decidere se utilizzarli per ricatti o per rivenderli.
Il GDPR, efficace a partire dal 25 maggio, richiede la notifica al Garante entro 72 ore in caso di violazione, ma specifica che la procedura non è necessaria nel caso in cui i dati siano stati precedentemente crittografati.
La crittografia è l’unica tecnica che permette di mantenere i dati in sicurezza, peccato che, in ogni sistema di crittografia, è sempre necessario utilizzare una password per criptare o per leggere i files. Gli hackers conoscono molte tecniche per impossessarsi delle nostre password, e di certo, anche i software di crittografia non sono immuni.  

Per questo motivo nasce Smooker data encryption (www.smooker.it), un’idea tutta italiana che rivoluziona il modo di fare crittografia. 

Smooker parte dal presupposto di voler eliminare la procedura di digitazione della password, incorporandola in una card che la trasmette al software solo se sottoposta ad una determinata radiofrequenza generata da un apposito lettore. 

Smooker non è quindi solo un software ma un sistema completo che include sia il software che contiene l’algoritmo di crittografia, sia alcuni componenti hardware che hanno la funzione di controllo : una card, un lettore di card e una chiavetta USB. 
 
Il concetto è del tutto nuovo! Si legge sul sito di Smooker: “
Come un sarto realizza un abito su misura, anche Smooker è compilato e realizzato in unica copia per ogni cliente! L’unicità del prodotto e l’assenza di password innalza notevolmente il livello di sicurezza complessiva del sistema, portandola al di sopra ogni altro analogo software.
 
E’ l’unico prodotto anti hackers, infatti nessuno potrà intervenire da remoto.

Anche se avessimo a disposizione: la password, il file criptato e il software Smooker, un particolare meccanismo di controllo permette di agire sul file criptato solo dal computer nel quale è inserita la chiavetta USB.
Una bella scocciatura per i criminali informatici che pensavano di sfruttare internet per agire a distanza ma, al contempo, Smooker semplifica la vita per l’utilizzatore, riducendo il tutto al semplice passaggio della card sul lettore.

E’ un prodotto orientato alla facilità d’uso e all’immediatezza, utilizzabile in ogni contesto dove è richiesto un alto grado di sicurezza e di riservatezza delle informazioni.

E’ sicuramente un valido aiuto nel caso di trattamenti di dati sensibili (riferiti allo stato di salute, religiosi, politici, etnici ...) o dati di carattere giudiziario, entrambi che per legge devono essere mantenuti criptati, ma è anche un'ottima soluzione per gli studi legali o di consulenza fiscale oppure per proteggere brevetti o documenti importanti nelle aziende.

Smooker è acquistabile sul sito
www.smooker.it e ha un costo compreso tra € 140 e € 180 iva esclusa a seconda della versione scelta.

venerdì 6 ottobre 2017

Allnet.Italia e i suoi alleati nella lotta al crimine informatico

Casalecchio di Reno (BO), 6 ottobre 2017 – Nell'attuale mondo iperconnesso, in cui internet è diventato ormai una necessità prima ancora che una risorsa, è fondamentale prestare la dovuta attenzione ai rischi che le nuove tecnologie di rete comportano. 

La cyber security è, dunque, un punto cruciale non solamente per le aziende, ma anche per gli individui. In tal senso, Allnet.Italia- distributore ad alto valore aggiunto, specializzato in soluzioni innovative, nell'informatica e nelle telecomunicazioni- è in grado di offrire un'ampia gamma di servizi e soluzioni per la sicurezza.

Si sta consumando proprio in queste settimane il Celebgate 3.0, ovvero una fuga di contenuti riservati e personali, indebitamente sottratti a volti noti del mondo del cinema e della musica. 

I cyber-criminali, in questi casi, con scaltrezza creano dei sistemi tecnologicamente sofisticati sottoveste di comunicazioni banali per appropriarsi delle credenziali di accesso ai cloud privati delle loro vittime. 

Un metodo particolarmente diffuso, ad esempio, consiste nell'inviare email scam per il resettaggio della password di account email o iCloud, o, nel caso delle star di Hollywood, sono stati inviati messaggi di posta elettronica, riproducendo nei minimi dettagli le notifiche sulla sicurezza che gli Operatori Google o Apple mandano talvolta ai loro utenti.

I danni sono molto più seri quando sono le aziende a finire nel mirino, come nel caso di Equifax. La società americana, uno dei colossi nel controllo del credito, raccoglie una serie di informazioni finanziarie sui consumatori, con cui calcola il loro "credit score": un punteggio di affidabilità molto rilevante negli Stati Uniti. 

L'attacco di cui è stata vittima sia a maggio che a settembre di quest'anno, si stima abbia causato un accesso indiscriminato ai dati di 143 milioni di cittadini americani: oltre alle generalità, sono diventati disponibili i dettagli delle carte di credito di 209 mila individui e i documenti su contenziosi di 182 mila consumatori.

Kostas Papadopoulos, CTO di Allnet.Italia commenta: "La vicenda Equifax, lungi dall'essere ancora conclusa, non fa che confermare come la sicurezza informatica sia un elemento da non prendere alla leggera: sottovalutare la minaccia non fa che renderci vulnerabili ad attacchi. In Italia, nello specifico, i dati non sono molto incoraggianti e questo è da imputare alla scarsa attenzione che le aziende prestano al problema. In particolare, è stato stimato su un campione di 200 intervistati, che 9 fornitori di servizi IT su 10 negli ultimi 12 mesi hanno dovuto correre ai ripari di fronte a infezioni da cryptovirus". 

"La preoccupazione principale è il Ransomware, che per il 75% del campione, è un fenomeno destinato ad aumentare" continua Fabrizio Nuzzo, Product Manager & Tech Support Security Area in Allnet.Italia. "Anche in questo caso, la miglior cura è la prevenzione, e in tal senso non mancano misure e strategie a disposizione di aziende e privati. Allnet.Italia, in particolare, vanta accordi con partner, che offrono soluzioni complete e performanti, sia nella fase di prevenzione, che in caso di attacchi informatici".

Tra i principali partner di Allnet.Italia, Sophos ha lanciato InterceptX, un'innovativa tecnologia che, in abbinamento a Endpoint protection, permette di bloccare ransomware e attacchi Zero-day, disponibile sia in versione Cloud-management che on-premises. Tra i punti di forza di questa soluzione, la sua profonda capacità di analisi della causa alla base del problema e la disinfestazione profonda del sistema. 

Questo prodotto altamente performante comprende, inoltre, diverse funzioni, tra cui spiccano la Web Filtering integrata negli endpoint, sia che gli utenti siano collegati alla rete aziendale, sia che operino da remoto, e la DLP (Data Loss Prevention). 
Un'ulteriore proposta Sophos altrettanto sofisticata è XG Firewall, un pacchetto sicurezza di ultima generazione. In dettaglio, si tratta di un modello di criterio unificato che consente di gestire, visualizzare, filtrare e organizzare utenti, applicazioni e criteri di rete da un'unica schermata.

Acunetix, considerata come pioniera nelle tecnologie di scansione automatizzate, permette di analizzare l'intera struttura delle applicazioni web standard e personalizzate e di rilevare vulnerabilità software e falle di sicurezza. 
Acunetix Vulnerability Managment, infine, è in grado di individuare eventuali punti deboli, generando, al tempo stesso, un report ad hoc per coinvolgere i vari livelli aziendali nel processo di remediation.

Kostas Papadopoulos conclude: "Affidarsi a esperti del settore diventa fondamentale, se consideriamo che, come emerge dallo studio di Digital4Trade, sono pochissime le vittime che denunciano gli attacchi alle autorità: solo una su quattro. In aggiunta, è ormai consuetudine che persino il pagamento del riscatto, che si aggira intorno a 500 euro, non garantisca l'accesso ai dati sottratti: la stessa ricerca mostra che 1 fornitore su 3, pur avendo pagato la somma richiesta, non sia, poi, riuscito, a riaccedere alle sue stesse informazioni."


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sabato 1 luglio 2017

VPN Hoxx: come sbloccare siti in pochi secondi, prendersi cura della vostra privacy su Internet, nascondere la propria posizione, e ottenere la protezione da siti Web dannosi.

Hoxx Vpn
Il Servizio VPN Hoxx può essere utilizzato per bypassare siti web filtrati o bloccati come Netflix, Hulu, Spotify o siti che sono stati bloccati dal governo o per motivi di licenza.

È inoltre possibile utilizzare Hoxx VPN per nascondere le tracce e/o proteggere le informazioni personali quando ci si collega ai servizi pubblici di Wi-Fi.

Già, perché, ogni volta che ci si collega da luoghi pubblici di Internet la sicurezza dei propri dati personali è ulteriormente soggetta a rischi di intercettazione proprio perché si sta condividendo una stessa rete.

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martedì 27 giugno 2017

Cyber security: la partnership con Dimension Data moltiplica la sicurezza di Yoroi

CYBER SECURITY: LA PARTNERSHIP CON DIMENSION DATA AUMENTA IL POTENZIALE DIFENSIVO DI YOROI SUL TERRITORIO

Bologna/Milano, 27 giugno 2017 – Yoroi, società italiana riconosciuta per la qualità e l’affidabilità dei servizi di cyber security che propone al mercato, annuncia la propria Partnership con Dimension Data Italia, fornitore globale di soluzioni e servizi ICT specializzato nella realizzazione e gestione di infrastrutture ICT con particolare focalizzazione su cybersecurity, tecnologie di collaboration ed Hybrid IT.

Grazie a questa collaborazione, le due aziende si preparano a fornire al mercato gli strumenti necessari per affrontare le nuove sfide che si stanno delineando in ambito sicurezza con soluzioni di protezione all’avanguardia unite alle tecnologie più innovative. La partnership permetterà di soddisfare le esigenze dei clienti e di supportarli sia nella fase di prevenzione degli attacchi che nella fase di rilevazione e contenimento.

“Siamo estremamente lieti di avere stretto questa partnership con un'azienda di riferimento del mercato come Dimension Data,” ha commentato David Bevilacqua, amministratore delegato di Yoroi

“La sicurezza è una priorità per qualsiasi azienda a prescindere dalle dimensioni o dal settore in cui opera, e sono certo che la soluzione e le competenze di Yoroi unite alla capacità di integrazione, l'attenzione al cliente e la competenza nell'erogare servizi di Dimension Data rappresentano una straordinaria opportunità per tutti quei clienti che vorranno cogliere i benefici della trasformazione digitale e dell'Industria 4.0 senza trascurare i rischi e le minacce del Cyber crime.”

“Siamo lieti di poter rafforzare la collaborazione con Yoroi”, ha aggiunto Paolo Panzanini, Country Manager di Dimension Data Italia. “Siamo certi che la partnership sarà per noi preziosa per supportare sempre meglio i nostri clienti fornendo loro le soluzioni tecnologiche e i servizi gestiti necessari per soddisfare le esigenze di un panorama in continua evoluzione e  nel conseguimento della conformità a normative internazionali”.


Informazioni su Yoroi
“Defence belongs to Humans”. Questo il credo che guida l’approccio alla sicurezza di Yoroi, azienda italiana fondata da Marco Ramilli, che fornisce servizi gestiti di sicurezza attraverso un approccio innovativo, che unisce intelligenza tecnologica e umana. 
Il Cyber Security Defence Center è la piattaforma tecnologica di Yoroi che protegge i clienti dell’azienda dagli attacchi informatici, mentre un team di specialisti effettua un’analisi costante delle minacce per mettere in campo contromisure tempestive e identificare nuove potenziali modalità di attacco. 
Yoroi ha sede a Bologna, Cesena e Milano ed è stata definita da Hakin9.org come una delle più straordinarie aziende create in Europa. 
www.yoroi.company

Informazioni su Dimension Data
Dimension Data sfrutta le potenzialità di trasformazione della tecnologia per aiutare le organizzazioni a cogliere le migliori opportunità dell’era digitale. 
Come uno dei membri del NTT Group, acceleriamo le ambizioni dei nostri clienti attraverso l’infrastruttura digitale, il cloud ibrido, il workspaces for tomorrow, la cybersecurity, e la rete come piattaforma. 
Con un fatturato di 7,5 miliardi di dollari, sedi in 58 paesi e 31.000 dipendenti, offriamo servizi ai clienti di tutto il mondo, in qualsiasi fase del loro percorso tecnologico evolutivo. 
Siamo orgogliosi di essere il Partner Tecnologico Ufficiale di Amaury Sport Organisation, organizzatore del Tour de France, e sponsor della squadra ciclistica Team Dimension Data for Qhubeka. 
http://www.dimensiondata.com 

mercoledì 27 luglio 2016

Intel Security: Studio globale rivela le imprese e i paesi più a rischio per la carenza di talenti nella sicurezza informatica

Studio globale rivela le imprese e i paesi più a rischio per la carenza di talenti nella sicurezza informatica

L’82% dei professionisti IT conferma la carenza di esperti di sicurezza informatica


  • Un nuovo report di Intel Security e CSIS rivela l’attuale carenza di personale qualificato esperto in cybersecurity in Australia, Francia, Germania, Israele, Giappone, Messico, Stati Uniti e Regno Unito.
  • La carenza di competenze di sicurezza informatica è più grave rispetto a quella di talenti in altre professioni IT.
  • La carenza di competenze di sicurezza informatica è responsabile di danni significativi.
  • I talenti più rari sono quelli con competenze altamente tecniche.
  • Il 76% degli intervistati ritiene che i governi non investano abbastanza nella formazione di personale qualificato in sicurezza informatica.
  • Seminari di formazione e formazione pratica sono percepiti come il modo migliore per sviluppare le competenze rispetto alle risorse didattiche tradizionali.

SANTA CLARA, California, 27 luglio 2016 . Intel Security, in collaborazione con il CSIS (Center for Strategic and International Studies), ha rilasciato oggi il report dal titolo Hacking the Skills Shortage, che delinea la carenza di talenti che sta interessando il settore della cybersecurity esponendo al rischio aziende e nazioni. 

La maggioranza degli intervistati (82%) ammette una carenza di competenze in sicurezza informatica, con il 71% degli intervistati che imputa a tale carenza la responsabilità diretta di danni concreti e misurabili alle imprese che per la mancanza di talenti diventano bersagli più appetibili per gli hacker.

"La carenza di personale con competenze di sicurezza informatica causa danni diretti alle aziende, tra cui la perdita di dati riservati e proprietà intellettuale", ha dichiarato James A Lewis, Senior Vice President e Director of the Strategic Technologies Program di CSIS. "Si tratta di un problema diffuso a livello globale; la maggioranza degli intervistati in tutti i paesi presi in esame potrebbe collegare la carenza di personale adeguato a danni subiti dalla propria impresa".

Nel 2015, nei soli Stati Unti sono rimaste vacanti(1) 209.000 posizioni di lavoro nel settore della sicurezza informatica. Nonostante un intervistato su quattro confermi che la propria azienda abbia subito un furto di dati rilevante a causa del gap di competenze di sicurezza informatica, non ci sono segni che questa carenza di forza lavoro sia destinata a diminuire nel breve termine. 

Gli intervistati prevedono in media che tra oggi e il 2020 il 15% delle posizioni di sicurezza informatica nelle loro aziende rimarrà scoperto. Con la crescita di cloud, mobile computing e dell’Internet delle cose, così come degli attacchi mirati avanzati e del cyber-terrorismo a livello globale, la necessità di personale formato con solide competenze in sicurezza informatica è quanto mai fondamentale.

"Il settore della sicurezza si è interrogato a lungo su come affrontare il dilagare di hacking e violazioni, ma il settore pubblico e privato non hanno affrontato la questione della carenza di talenti di sicurezza informatica con altrettanta urgenza", ha dichiarato Chris Young, Senior Vice President e General Manager di Intel Security Group. "Per far fronte a questa crisi, dobbiamo promuovere nuovi modelli di apprendimento, accelerare la disponibilità di opportunità di formazione e fornire soluzioni sempre più automatizzate affinché i talenti possano essere impiegati al meglio. Infine, è assolutamente necessario diversificare i ruoli nella cybersecurity”.

“La carenza globale di talenti preparati e qualificati in sicurezza informatica e cybersecurity aggrava il compito già impegnativo di difendere le imprese contro il volume e la sofisticatezza delle minacce avanzate,” ha aggiunto Ferdinando Torazzi, Regional Director Enterprise Italia e Grecia, Intel Security. “Questo studio offre informazioni preziose che possono aiutare aziende e governi a formare talenti ed esperti con le competenze necessarie per affrontare in modo efficace il mondo della cybersecurity e migliorare la sicurezza informatica globale nel suo complesso.”

La richiesta di professionisti di sicurezza informatica sta superando l'offerta di personale qualificato, e le competenze altamente tecniche sono le più desiderate in tutti i paesi oggetto della ricerca. 

Infatti, le competenze in aree quali il rilevamento delle intrusioni, lo sviluppo di software sicuro e la mitigazione degli attacchi sono considerate di gran lunga più preziose rispetto agli soft skill, tra cui la capacità collaborativa, la leadership e la comunicazione efficace.

Questo report prende in esame quattro parametri che compongono il quadro della carenza di talenti esperti in cybersecurity, tra cui:
  • Capacità di spesa nella cybersecurity: la dimensione e l’aumento dei budget di sicurezza informatica rivela come Paesi e imprese ritengano prioritaria la sicurezza informatica. Non sorprende, inoltre, che i Paesi e i settori industriali che investono maggiormente in sicurezza informatica siano posizionati meglio per affrontare la carenza di forza lavoro che, secondo il 71% degli intervistati, ha provocato danni diretti e misurabili alla propria organizzazione.
  • Istruzione e formazione: solo secondo il 23% degli intervistati i programmi di formazione stanno preparando gli studenti a entrare in questo settore. Questo report rivela come i metodi non tradizionali di apprendimento pratico, come seminari di formazione con prove pratiche, prove sotto forma di gioco, prove tecniche e hackathon, possono essere modi più efficaci per acquisire e far crescere le competenze di sicurezza informatica. Più della metà degli intervistati ritiene che la carenza di competenze di sicurezza informatica sia peggiore della carenza di talenti in altre professioni IT, ponendo l'accento sulla necessità di istruzione e di formazione continua.
  • Dinamiche aziendali: mentre lo stipendio è certamente il principale fattore motivante nel momento del reclutamento, altri incentivi sono importanti sia nel reclutamento sia quando si tratta di trattenere i talenti migliori, tra cui la formazione, le opportunità di crescita e la reputazione del dipartimento IT del datore di lavoro. Quasi la metà degli intervistati cita la mancanza di formazione o di programmi di qualificazione professionale, tra le ragioni più diffuse per la fuoriuscita dei talenti.
  • Settore pubblico: più dei tre quarti (76%) degli intervistati sostiene che il proprio governo non investa abbastanza nella formazione di talenti esperti di sicurezza informatica. Questa carenza è diventata una questione politica di primo piano quando lo scorso anno capi di stato negli Stati Uniti, Regno Unito, Israele e Australia hanno chiesto un maggiore supporto per il personale esperto in sicurezza informatica.

Raccomandazioni:
  • Ridefinire le credenziali minime per i ruoli di sicurezza informatica entry-level: riconoscere i metodi di istruzione non convenzionali
  • Diversificare il campo della cybersecurity
  • Consentire maggiori opportunità di training esterni
  • Identificare le tecnologie in grado di fornire sistemi di automazione intelligente della sicurezza 
  • Raccogliere i dati relativi agli attacchi e sviluppare metriche migliori per identificare rapidamente le minacce



Ulteriori informazioni sui risultati del report Hacking the Skills Shortage: A study of the international shortage in cybersecurity skills, e altre raccomandazioni proposte da Intel Security, sono disponibili al seguente indirizzo: http://mcafee.com/skillsshortage.

Infografica: http://www.mcafee.com/us/resources/misc/infographic-cybersecurity-workforce-deficit.pdf?cid=BHP-057


Metodologia della ricerca
La ricerca “Hacking the Skills Shortage” commissionata da Intel è stata condotta nel mese di maggio 2016 da Vanson Bourne, un fornitore indipendente di ricerche di mercato specializzato nel settore tecnologico. Sono stati intervistati complessivamente 775 responsabili delle decisioni IT coinvolti nella sicurezza informatica all'interno della propria organizzazione a livello globale, tra cui 100 nel Regno Unito, 100 in Francia, 100 in Germania, 75 in Australia, 75 in Giappone, 75 in Messico e 50 in Israele. Gli intervistati provenivano da organizzazioni con almeno 500 dipendenti, nei settori pubblico e privato. Le interviste sono state condotte online utilizzando un rigoroso processo di selezione a più livelli per garantire che solo i candidati idonei avessero la possibilità di partecipare.

Nota
(1) Ariha Setalvad, “Demand to fill cybersecurity jobs booming,” Peninsula Press, March 31, 2015 http://peninsulapress.com/2015/03/31/cybersecurity-jobs-growth/

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Informazioni su Intel Security
McAfee è ora parte di Intel Security. Con la propria strategia Security Connected, l’approccio innovativo alla sicurezza potenziata dall’hardware e l’ineguagliato servizio Global Threat Intelligence, Intel Security è impegnata senza sosta nello sviluppo di soluzioni e servizi di sicurezza proattiva comprovati che proteggono sistemi, reti e dispositivi portatili per l’utilizzo aziendale e personale a livello mondiale. Intel Security combina l’esperienza e la competenza di McAfee con l’innovazione e le prestazioni comprovate di Intel per rendere la sicurezza un ingrediente essenziale di ogni architettura e di ogni piattaforma di elaborazione. La missione di Intel Security è di assicurare a chiunque la tranquillità di vivere e lavorare in modo sicuro e protetto nel mondo digital odierno. www.intelsecurity.com.

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