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mercoledì 25 agosto 2021

Connessi e protetti: consigli per navigare in sicurezza da PC e cellulare


Internet ha arricchito le nostre vite con un'offerta sconfinata di servizi, opportunità lavorative e di svago. Con alcuni semplici accorgimenti, è possibile usufruire di tutte le potenzialità della rete senza mettere a rischio i nostri dati sensibili. Le elaborate reti cloud o sistemi di connessione Wi-Fi veloce sono il presente e il futuro delle realtà aziendali, delle istituzioni ma anche dei sistemi di connessione privati, ed è per questo che il settore della cybersecurity è diventato di prioritaria importanza, coadiuvando gli sforzi verso una sempre più efficace digitalizzazione. 

Siti sicuri o potenzialmente rischiosi

Come riconoscere un sito dove poter navigare in sicurezza da uno con potenziali rischi per la privacy? Una delle tecniche più semplici è quella di controllare il cosiddetto “protocollo http”. Si tratta della prima parte dell'indirizzo del sito, un'informazione che è spesso celata subito prima del “www” e che quindi, se si vuole accedere a un dominio, non è necessario inserire manualmente nel browser, ma che poi diventa visibile una volta che si arriva sulla pagina iniziale. I domini che utilizzano il protocollo “https://” sono considerati sicuri, mentre quelli a protocollo “http://”, invece, non garantiscono la completa protezione dei dati. Ovvero, non sono da considerarsi necessariamente pericolosi, ma potrebbero essere più facilmente soggetti ad attacchi hacker. 

Probabilmente avrete già sentito parlare di “phishing”, una parola che identifica quei domini che in qualche modo traggono in inganno l'utente, facendogli credere di accedere ad un certo dominio, ma, in realtà, indirizzandoli verso un sito potenzialmente dannoso. Un classico esempio di tentativo di phishing è costituito da messaggi di testo che arrivano al cellulare e che invitano ad accedere alla propria banca per determinati (e fantomatici) aggiornamenti. La mail sembra provenire da una fonte attendibile, ma in realtà non è così, e, una volta che tali dati verranno inseriti, l'hacker avrà accesso al conto bancario dell'utente. Un consiglio: prima di eseguire le operazioni di login, bisogna sempre assicurarsi che il nome del dominio sia esatto. 

Per controllare l'affidabilità di un sito, ad esempio, di e-commerce, è opportuno leggere le recensioni degli utenti su siti di terze parti e verificare la presenza e completezza della pagina dei contatti (è indice di serietà e trasparenza). Se si vogliono conoscere informazioni dettagliate sul proprietario del dominio, è possibile consultare il database di WHOIS. Se si nutrono ancora dubbi, si può fare una ricerca con il servizio di Google Safe Browsing, che avvisa di eventuali criticità e, in più, viene costantemente aggiornato. 

Quando la protezione dei dati è fondamentale

Ci sono alcuni ambiti nei quali la sicurezza e la salvaguardia della privacy sono di primaria importanza. In linea di massima, le piattaforme online e i siti web frequentati da un gran numero di utenti mettono in campo misure molto efficaci per garantire chi vi ha accesso la massima tranquillità. È il caso, ad esempio, dei servizi bancari online, che spesso richiedono l'autenticazione a due fattori, oppure degli e-commerce più importanti, come i colossi Amazon e Ebay, a cui si affida la gestione dei dati della propria carta di credito. 

Uno degli aspetti della cyber sicurezza che si è maggiormente evoluto riguarda i dispositivi mobili. Grazie alla connessione veloce, è possibile usare il cellulare per divertirsi al tavolo verde, avvalendosi di piattaforme e siti web che assicurano una completa protezione dei dati degli utenti durante la navigazione. Anche le app più note per lo streaming di film e serie TV, come Netflix o Amazon Prime, sono considerate sicure e prive di rischi. 


Una soluzione hardware: il router di sicurezza

Fino a qualche anno fa, era molto diffusa la tecnica del wardriving, che veniva effettuata allo scopo di poter navigare a spese di utenti che utilizzavano una rete non protetta. Il metodo era semplice. L’hacker si spostava per le strade di un centro abitato con lo scopo di individuare queste reti e poter avere accesso così, in modo indisturbato, alla navigazione. Anche se, nella maggior parte dei casi, il perpetratore di tali effrazioni si limitava semplicemente ad usare la connessione, poteva però, attraverso i “buchi” nella sicurezza di alcuni sistemi operativi, entrare nelle reti casalinghe e consultare i dati dei malcapitati titolari della fornitura di servizi internet. Ad oggi, la maggior parte delle reti sono abbastanza protette da password e crittografia da impedire questa pratica, ma possono esistere ancora alcune criticità. 

La soluzione può essere costituita dai cosiddetti router di sicurezza, un dispositivo hardware che ha la funzione di crittografare in modo efficace tutto il traffico in uscita, compresi i dati sensibili che vengono immessi nei siti che richiedono un accesso con inserimento di informazioni anagrafiche, indirizzi email o password. In altre parole, un router di sicurezza nasconde i dati degli utenti a potenziali hacker. Mentre un antivirus impedisce a virus e malware l'ingresso ai nostri dispositivi, il router non permetterà che le nostre attività in uscita siano intercettate.

giovedì 3 maggio 2018

NTT DATA: Registrati il doppio degli attacchi nel settore finanziario secondo il Global Threat Intelligence Report 2018.

NTT DATA Italia: pubblicato il Global Threat Intelligence Report 2018

Il settore finanziario è il settore più soggetto ad attacchi, stimate perdite per 8 trilioni di euro entro il 2022

Milano, 3 maggio 2018 – Il Gruppo NTT ha pubblicato il Global Threat Intelligence Report 2018, uno studio che raccoglie circa 6,1 trilioni di logs e 150 milioni di attacchi da parte di hacker di tutto il mondo. 

Secondo il report, il settore finanziario risulta il più colpito, con una percentuale del 26% rispetto al 14% dello scorso anno, mentre il livello di virus ransomware ha raggiunto uno sconcertante 350%, pari al 7% del malware globale del 2017.

Dolman Aradori, Vice President Cyber Security NTT DATA Italia, ha dichiarato: "La cyber security sta diventando sempre più parte del tessuto culturale delle grandi imprese, che ne colgono il valore e la riconoscono come fattore differenziante. Notiamo invece che nelle piccole e medie imprese c'è ancora poca sensibilità sui reali benefici della cyber security, anche se l'imminente avvento della GDPR sta facilitando una lenta conversione nei comportamenti anche in realtà più piccole."

Questa normativa Europea spingerà ad un cambio di approccio alla tematica, assisteremo a una maggiore consapevolezza dei rischi e a una crescente necessità di prevenzione, risultato in parte sia delle alle alte sanzioni in cui si potrà incorrere che dell'obbligo di comunicazione agli organismi competenti di avvenute violazioni ai propri sistemi informatici."

Il rapporto illustra come il volume degli attacchi alle aziende tecnologiche sia aumentato del 25%, una tendenza che porta il settore al secondo posto subito dopo quello finanziario, con un volume pari al 19%. 

Dall'altro lato, i governi non sono più così bersagliati come lo erano in passato, gli attacchi nei loro confronti hanno subito un del 5%. Finanza, retail e settore manufatturiero risultano essere tra i primi 5 settori più colpiti, in quasi tutte le aree geografiche analizzate.  

Il panorama della cybersecurity globale ha subito numerose trasformazioni negli anni; si osservano cambiamenti sia nei target che vengono colpiti, sia nelle fonti e nelle destinazionioni dei profili d'attacco. 

L'aumento del tasso del ransomware del 350% è indice del fatto che gli hacker stanno sviluppando tecniche sempre più attendibili per attaccare soggetti vulnerabili di alto profilo, come, ad esempio WannaCry che si è propagato con tale rapidità da introdurre un nuovo standard di velocità: 400.000 macchine colpite in un solo giorno in 150 paesi. 

Il perimetro di attacco, alimentato dal cloud e dalla mobilità, ha continuato ad espandersi. L'identità diventa dunque il nouvo perimetro tramite il quale avanzare la necessità di adottare l'autenticazione multi-fattoriale.

Gli spyware rappresentano la maggior parte dei malware globali, raggiungendo il 26%; questi rappresentano una modalità di attacco tipica del settore della finanza, a dimostrazione del fatto che gli hackers puntano ad una presenza a lungo termine per raccogliere informazioni. Al secondo posto i trojan /droppers (25%) mentre I virus/worms al terzo (23%).

Contrariamente ai cambiamenti registrati, rimane costante l'uso, da parte dei cybercriminali, di fonti regionali per effettuare i propri attacchi – l'attribuzione dell'attacco rimane quindi una delle sfide più grandi. I dati raccolti da NTT Security dimostrano - sia a livello globale sia a quello regionale – che un numero cospiquo di attacchi ha origine nella stessa area e spesso nello stesso paese della vittima,  mentre l'hacker solitamente agisce da luoghi completamente diversi. 

Per esempio, mentre I Paesi Bassi figurano fra i top sei dei paesi in cui hanno origine gli attacchi in tutte le regioni in cui è stato condotto lo studio, è più probabile che i cybercriminali stiano utilizzando delle fonti olandesi pur operando da fuori. 

Sistemi compromessi, la praticai kit dell'outsourced exploit ed i botnets stanno facilitando gli hackers nella massimizzazione delle risorse locali  e a nascondere le proprie tracce.

Riassunto degli altri risultati chiave:
                  Paesi maggiormente attaccati: Stati Uniti (27%), Cina (19%), Olanda (4%)
                  Il Ransomware è passato dal rappresentare l'1% dei malware globali nel 2017 a costituirne circa il 7%
                  Il tasso di risposta relative agli incidenti Ransomware è sceso dal 22% degli incidenti nel 2016 a circa il 5% nel 2017
                  I servizi professionali sono entrati nella lista dei primi cinque settori industriali colpiti a livello globale in terza posizione al 10%
                  Il settore dei giochi è stato il più bersagliato dal ransomware nel 2017 con il 20%, seguito da servizi aziendali e professionali con il 17%, assistenza sanitaria e settore manifatturiero entrambi al 12% e tecnologia all'11%
                  I servizi finanziari (18%) e sanitari (15%) sono stati i due settori che più spesso hanno cercato aiuto per rispondere agli attacchi
NTT DATA Italia
NTT DATA Italia fa parte della multinazionale giapponese NTT DATA, uno dei principali player a livello mondiale nell'ambito della Consulenza e dei Servizi IT. Digitale, Consulenza, Cyber Security e System Integration sono solo alcune delle principali linee di business. La nostra missione è creare valore per i nostri clienti attraverso l'innovazione. NTT DATA conta su una presenza globale in oltre 50 paesi, 100.000 professionisti e una rete internazionale di centri di ricerca e sviluppo a Tokyo, Palo Alto e Cosenza. NTT DATA è presente in Italia con oltre 2700 dipendenti e 8 sedi: Milano, Roma, Torino, Genova, Treviso, Pisa, Napoli e Cosenza.




Redazione del CorrieredelWeb.it

mercoledì 15 giugno 2016

Il report McAfee Labs rivela nuove minacce che sfruttano la collusione tra app

Gli aggiornamenti software ritardati permettono ai criminali informatici di sfruttare le app mobile; il ritorno del trojan Pinkslipbot con nuove funzionalità

IN PRIMO PIANO
·  McAfee Labs identifica oltre 5.000 versioni di 21 app mobile consumer che includono codice colluso in grado di perpetrare diverse attività dannose
·  Una nuova specie di trojan Pinkslipbot include crittografia multi-livello per eludere le analisi
·  Il nuovo ransomware è aumentato del 24% trimestre su trimestre nel primo trimestre 2016
·  I ricercatori hanno registrato un aumento del 17% trimestre su trimestre dei nuovi campioni di malware mobile nel primo trimestre 2016
·  Il malware Mac ha raggiunto un picco nel primo trimestre principalmente a causa di un aumento dell'adware VSearch

SANTA CLARA, Calif., 15 giugno 2016 – Intel Security ha pubblicato oggi il suo Report McAfee Labs: giugno 2016, che spiga le dinamiche del fenomeno della collusione tra app mobile, in base al quale i criminali informatici manipolano due o più app per orchestrare attacchi contro i proprietari di smartphone. 

 McAfee Labs ha osservato tale comportamento su oltre 5.056 versioni di 21 app progettate per fornire agli utenti servizi utili come streaming video mobile, monitoraggio dello stato di salute e pianificazione di viaggi. 

Sfortunatamente, il fatto che gli utenti non implementino con regolarità gli aggiornamenti software essenziali per queste 21 app aumenta la possibilità che le versioni obsolete possano essere "requisite" e sfruttate per attività dolose.

Ampiamente considerate una minaccia teorica per molti anni, le app mobile colluse svolgono attività dannose congiuntamente sfruttando le capacità di comunicazioni tipiche dei sistemi operativi mobile. 


Questi ultimi incorporano molte tecniche per isolare le app all'interno di sandbox, limitare le loro funzionalità e controllare di quali autorizzazioni dispongono in modo piuttosto granulare. 

Sfortunatamente, le piattaforme mobile includono anche modalità pienamente documentate che permettono alle app di comunicare l'una con l'altra nei limiti delle sandbox. Operando congiuntamente, le app colluse possono sfruttare tali funzionalità di comunicazione inter-app a scopo di dolo.

McAfee Labs ha identificato tre tipi di minacce risultanti dalla collusione delle app mobile:
·        Furto di informazioni: una app con accesso a informazioni sensibili o riservate che collaborano, volenti o nolenti con una o diverse app per inviare informazioni al di fuori del dispositivo
·        Furti finanziari: una app invia informazioni a un'altra app che può eseguire transazioni finanziarie o effettuare una chiamata API di tipo finanziario per perseguire obiettivi simili
·        Abuso di servizi: una app controlla un servizio di sistema e riceve informazioni o comandi da una o più app per orchestrare una serie di attività dannose.

La collusione di app mobile richiede almeno una app con autorizzazione ad accedere a informazioni o servizi ad accesso riservato, una app senza tale autorizzazione ma che possa accedere a risorse esterne al dispositivo e la capacità di comunicare l'una con l'altra. Le app potrebbero collaborare volontariamente o involontariamente a causa di una fuga accidentale di dati o per l'inserimento di una libreria dannosa o di un kit di sviluppo software. Tali app possono utilizzare uno spazio condiviso (file consultabili da chiunque) per scambiare informazioni sui privilegi concessi e per stabilire quale sia meglio posizionato per essere utilizzato come punto d'ingresso per i comandi remoti.

"Non sorprende che gli avversari abbiano risposto alle iniziative di sicurezza in ambito mobile con nuove minacce che cercano di nascondersi," spiega Vincent Weafer, vice president del gruppo McAfee Labs di Intel Security Il nostro obiettivo è rendere sempre più difficile per le app dannose trovare un appiglio sui nostri dispositivi personali, sviluppando strumenti e tecniche più intelligenti per rilevare le app mobile colluse".

"Per proteggere gli utenti da queste minacce sono disponibili sul mercato delle soluzioni che proteggono tablet e smartphone effettuando la scansione e il blocco delle singole app mobili dannose e che sono anche in grado di rilevare comportamenti ostili, come le richieste di autorizzazioni sospette, e consentire all'utente di bloccare completamente tali app," aggiunge Ferdinando Torazzi, Regional Director Italy and Greece, Intel Security.

"Per le aziende che desiderano proteggersi dalle app mobili colluse, raccomandiamo di usare solo quelle provenienti da siti web e sviluppatori affidabili. Infine un appello ai venditori di app affinché includano filtri anticollusione per bloccare la pubblicazione di tali app, impostino una policy intelligente sulle comunicazioni inter-app e proibiscano esplicitamente gli sviluppatori che violano le limitazioni del sistema operativo con i metodi di collusione. Ancora una volta sottolineiamo l'estrema necessità nel mondo della security di modelli e alleanze veramente efficaci per la condivisione delle informazioni sulle minacce."

Il report McAfee Labs prende in esame le attività di ricerca lungimiranti volte a creare strumenti - inizialmente utilizzati manualmente dai ricercatori sulle minacce ma nel tempo da automatizzare - per rilevare le app colluse. Una volta identificate, le app colluse possono essere bloccate utilizzando la tecnologia di sicurezza mobile. Il report suggerisce una gamma di approcci da parte dell'utente per minimizzare la collusione delle app mobile, tra cui il download di app mobile solo da fonti affidabili, evitare le app con pubblicità incorporata, non effettuare il "jailbreaking" dei dispositivi mobile e, ancor più importante, mantenere sistema operativo e app sempre aggiornati.


Per suggerimenti per la sicurezza online, su come i consumatori possono proteggersi dalle minacce menzionate nel presente report, visitare Consumer Safety Tips Blog.

Il report di questo trimestre, registra inoltre il ritorno del trojan W32/Pinkslipbot (noto anche come Qakbot, Akbot, QBot). Questo trojan backdoor con funzionalità simili a quelle di un worm è stato lanciato nel 2007 e si è velocemente conquistato la fama di famiglia malware con un elevato livello di pericolosità, in grado di rubare credenziali bancarie, password della posta elettronica e certificati digitali. Il malware Pinkslipbot è poi riemerso alla fine del 2015 con funzionalità migliorate come funzioni di crittografia multi-livello e anti-analisi per contrastare le attività di disamina e reverse engineering dei ricercatori. Il report fornisce inoltre i dettagli del meccanismo di aggiornamento automatico ed esfiltrazione dei dati del trojan, e le attività di McAfee Labs per il monitoraggio in tempo reale delle infezioni e furto di credenziali da parte di Pinkslipbot.

Infine, McAfee Labs valuta lo stato delle funzioni comuni di hashing, e sollecita le aziende a mantenere i propri sistemi aggiornati con gli standard di hashing più recenti ed efficaci.

Minacce – Le statistiche del primo trimestre 2016
·        Ransomware. I nuovi esemplari di ransomware sono aumentati del 24% nel corso di questo trimestre a causa del costante ingresso di criminali con competenze relativamente di basso livello all'interno della comunità del crimine dedicata al ransomware. Questo trend è il risultato della diffusa adozione dei kit exploit per distribuire il malware.
·        Mobile. I nuovi esemplari di malware mobile sono aumentati del 17% trimestre su trimestre nel corso del primo trimestre del 2016. Il numero complessivo di esemplari di malware mobile è aumentato del 23% trimestre su trimestre e del 113% nel corso degli ultimi quattro trimestri.
·        Malware Mac OS. Il malware Mac OS è cresciuto rapidamente nel corso del primo trimestre, principalmente a causa dell'aumento dell'adaware VSearch.  Mentre il numero assoluto di esemplari Mac OS samples è ancora basso, il numero complessivo di esemplari è aumentato del 68% trimestre su trimestre e del 559% nel corso degli ultimi quattro trimestri.
·        Malware delle macro. Il malware delle macro continua a crescere dall'inizio del 2015 facendo registrare un aumento del 42% trimestre su trimestre dei nuovi esemplari di malware delle marco. La nuova specie di malware delle macro continua ad attaccare le reti aziendali principalmente attraverso campagne spam complesse che sfruttano le informazioni raccolte tramite tecniche di social engineering per sembrare legittime.
·        Botnet Gamut. La botnet Gamut è deiventata la botnet di spam più produttiva nel primo trimestre, incrementando il proprio volume di circa il 50%. Campagne di spam diffuse offrono schemi per diventare ricchi rapidamente e la fornitura di medicinali contraffatti. Kelihos, la botnet di spam più prolifica nel corso del quarto trimestre 2015, è scesa al quarto posto.

Per maggiori informazioni sulle minacce sopradescritte o ulteriori dati relativi al panorama delle minacce per il primo trimestre 2016, visitare http://www.mcafee.com/it/resources/reports/rp-quarterly-threats-may-2016.pdf per scaricare il report completo.

Per indicazioni e suggerimento su come le aziende possono proteggersi al meglio dalle minacce dettagliate nel report di questo trimestrale, consultare Enterprise Blog.
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A proposito di McAfee Labs
McAfee Labs è la divisione di ricerca delle minacce informatiche di Intel Security e uno dei più autorevoli laboratori a livello mondiale per la ricerca e l'informazione sulle minacce e per la sicurezza informatica. I team di più di 400 ricercatori di McAfee Labs correlano i dati reali raccolti da milioni di sensori che sorvegliano i vettori chiave delle minacce: file, web, messaggi e reti; quindi inviano le informazioni in tempo reale alle soluzioni di sicurezza McAfee per endpoint e reti strettamente integrate con il servizio di intelligence delle minacce basato su cloud, McAfee Global Threat Intelligence. McAfee Labs sviluppa inoltre tecnologie di rilevamento delle minacce al di sotto del sistema operativo -come la tecnologia McAfee DeepSAFE sub-sistema operativo, insita nei processori, profiling delle applicazioni e gestione delle graylist che sono inclusi nel più ampio portafoglio di prodotti di sicurezza nel settore. http://www.mcafee.com/us/mcafee-labs.aspx

A proposito di Intel Security
Intel Security, con la propria linea di prodotti McAfee, è impegnata per rendere il mondo digitale più sicuro e più protetto per tutti. www.intelsecurity.com. Intel Security è una divisione di Intel.

lunedì 16 novembre 2015

News Alert Intel Security: attenzione ai regali di Natale a maggior rischio hacker


Attenzione ai regali di Natale a maggior rischio hacker


Milano, 16 novembre 2015 – Poco più di un mese a Natale, ed ecco i suggerimenti di Intel Security per rendere più sicuri i regali tecnologici a maggior rischio hacker di quest’anno. 

Come tutti gli anni quando si avvicina il periodo Natalizio e inizia la corsa al regalo perfetto, le novità tecnologiche sono in cima alle liste dei desideri per accontentare i nostri cari. E Sempre più si tratta di dispositivi connessi a Internet o ad altri dispositivi, il che porta in primo piano l’argomento sicurezza. 

E tra i doni più in voga in questa stagione ecco quelli più ‘hackerabili’, ovvero quelli che presentano i rischi maggiori per la nostra sicurezza, se non sono adeguatamente protetti.

Le liste dei desideri quest’anno si stanno popolando di smartwatch, fitness tracker, action cam e droni, l’unico problema è che non piacciono solo a noi, ma anche ai criminali informatici.

Per fortuna, questi doni popolari possono essere protetti, con poche semplici precauzioni, iniziando per esempio informandosi su quali sono i rischi e prestando la massima attenzione alla protezione dei nostri nuovi "giocattoli" digitali.

Diamo uno sguardo ai regali a maggior rischio hacker di quest'anno, e a come renderli più sicuri.

Smartwatch e Fitness Tracker
Questo è l'anno dei dispositivi wearable. Smartwatch e fitness tracker hanno portato l’Internet degli Oggetti alla portata di tutti, e promettono di essere ai primi posti in molte liste dei desideri di questo Natale. Poiché la maggior parte dei dispositivi indossabili oggi manca di un qualsiasi tipo di sicurezza integrata nel dispositivo stesso, si possono trasformare in bersagli molto allettanti per i criminali informatici.

Ora, la maggior parte dei dispositivi indossabili in realtà non contiene molto in termini di dati utilizzabili per i criminali informatici, ma la maggior parte di essi consente la connessione sia allo smartphone che al computer. Sfruttando questo collegamento, i criminali informatici possono estrarre informazioni personali dai dispositivi e, in alcuni casi, installare malware (software pericoloso: malware= malicious software). 

Molti consumatori sottovalutano la quantità di dati che i dispositivi indossabili possono raccogliere, quindi è importante essere consapevoli di quante informazioni personali si stanno dando a qualsiasi applicazione associata a un dispositivo indossabile, nell’evenienza che un account o un dispositivo venga compromesso.

Gli esperti di Intel Security suggeriscono di prestare molta attenzione e di rendersi conto del fatto che i criminali informatici siano in grado di sfruttare i punti deboli della connessione Bluetooth per rubare i dati. Inoltre, alcuni dispositivi utilizzano password predefinite per l’accoppiamento Bluetooth, come ad esempio 0000 o 1234, cosa che consente ai criminali informatici di accedere facilmente a un dispositivo. 

Quando i criminali informatici riescono a carpire il nome utente e l'indirizzo email della persona, possono utilizzare questi dati per lanciare attacchi spear phishing - dove i criminali informatici impersonano la vittima nel tentativo di rubare dati sensibili o addirittura l’identità di amici e parenti.

Smartphone e Tablet
L’emozione all’arrivo dei nuovi dispositivi, ci confonde e spesso, come bambini, apriamo la confezione e vogliamo subito iniziare a usare il nostro regalo senza prenderci il tempo per configurarlo in modo corretto. Ad esempio, come abbiamo visto, alcuni dispositivi utilizzano password predefinite per l’accoppiamento Bluetooth, consentendo ai criminali informatici di ottenere l'accesso a un dispositivo. Anche in questo caso, i malintenzionati potrebbero utilizzare questa connessione per acquisire dati sensibili e diffondere malware.

Droni e videocamere
Droni e videocamere telecomandate sono idee regalo molto popolari quest'anno. Secondo la Consumer Electronics Association, il mercato statunitense dei droni dovrebbe contare 105.000.000 $ di fatturato nel solo 2015. Ma le videocamere telecomandate e i droni possono essere obiettivi interessanti anche per molti hacker. Senza una sicurezza adeguata, questo tipo di dispositivi può dare l'accesso ai dati personali che non si vorrebbe certo condividere con le persone sbagliate.

Anche in questo caso, le password di default possono permettere ai criminali informatici di accedere al dispositivo. Molti utenti semplicemente se ne dimenticano, oppure non sanno come modificare le password dopo il primo accesso al dispositivo. Ancora una volta, il suggerimento è quello di leggere sempre con attenzione le istruzioni, o fare riferimento alle guide online, e modificare immediatamente l'impostazione predefinita delle password.

Giochi elettronici per bambini e ragazzi
Infine, quest'anno ci saranno molti giochi per bambini collegati a Internet. Ciò significa che i genitori dovranno prendersi il tempo per capire come il giocattolo - sia esso un’auto telecomandata o una bambola o una consolle di videogame – si collega e interagisce con il mondo online. Se il giocattolo stesso ha la connettività Internet, è indispensabile imparare come si può cambiare la sua password di default o gestire le impostazioni per limitare quello che il giocattolo trasmette via Internet.

Quindi, cosa si può fare per mantenere regali tecnologici più sicuri?
Gli esperti di sicurezza di Intel Security offrono alcuni semplici suggerimenti per renderli più sicuri e passare le vacanze più tranquille:

Modificare le password di default. Questo è probabilmente uno dei modi migliori per proteggere i nostri dispositivi, per queste feste e in ogni altro momento. Semplicemente cambiando la password preimpostata nel dispositivo con una password complessa – composta da almeno otto caratteri con numeri, simboli e lettere maiuscole e minuscole – avremo un approccio alla sicurezza notevolmente migliorato.

Mantenere il software aggiornato. I dispositivi intelligenti richiedono quasi sempre aggiornamenti software di routine. Spesso, questi aggiornamenti includono dei miglioramenti della sicurezza progettati per proteggere l'utente dai criminali informatici. Il suggerimento è aggiornare sempre i propri dispositivi, non appena gli aggiornamenti vengono resi disponibili.


Proteggere i dispositivi principali. Se anche capitasse che un hacker prendesse il controllo del drone o del fitness tracker, Intel Security consiglia di impedire loro di accedere al proprio smartphone, tablet o computer portatile. Le soluzioni di sicurezza come McAfee LiveSafe™ possono contribuire a proteggeci da software e attività dannosi.




Informazioni su Intel Security
McAfee Labs è ora parte di Intel Security. Con la propria strategia Security Connected, l’approccio innovativo alla sicurezza potenziata dall’hardware e l’ineguagliato servizio Global Threat Intelligence, Intel Security è impegnata senza sosta nello sviluppo di soluzioni e servizi di sicurezza proattiva comprovati che proteggono sistemi, reti e dispositivi portatili per l’utilizzo aziendale e personale a livello mondiale. Intel Security combina l’esperienza e la competenza di McAfee con l’innovazione e le prestazioni comprovate di Intel per rendere la sicurezza un ingrediente essenziale di ogni architettura e di ogni piattaforma di elaborazione. La missione di Intel Security è di assicurare a chiunque la tranquillità di vivere e lavorare in modo sicuro e protetto nel mondo digital odierno. www.intelsecurity.com.

lunedì 20 ottobre 2014

G DATA: Un nuovo malware ogni 8,6 secondi


Il traguardo dei 3,5 milioni di nuovi programmi malware sarà per la prima volta superato nel 2014. I Trojan bancari in grande sviluppo.

Gli esperti dei G DATA SecurityLabs hanno scoperto ben 1,8 milioni di nuovi attacchi malware per computer nella prima metà del 2014. Questo significa in pratica che ogni 8.6 secondi viene scoperto un nuovo malware. Gli esperti di G DATA hanno rilevato un aumento in due categorie che offrono elevati riscon-tri finanziari – il malware focalizzato sulle frodi all’online banking e l’adware. Lo sviluppo mondiale nel settore dei Trojan bancari è osservato con preoccu-pazione dagli esperti che si aspettano un ulteriore aumento in questa categoria di malware entro la fine dell’anno. Le previsioni per l’intero 2014 sono chiare: il traguardo dei 3,5 milioni di nuovi programmi malware sarà per la prima volta superato. Un’analisi dei primi 25 obbiettivi nel settore bancario mostra che il target principale è rappresentato dalle banche americane e dai servizi di pagamento con una percentuale del 48%. Bank of America è al primo posto, subito seguita da PayPal. Il fatto preoccupante è che l’80% delle misure di sicurezza raccomandate dalle banche in tutto il mondo sono inadeguate e espongono il cliente al rischio di Trojan bancari che possono manipolare le transazioni senza che il cliente se ne accorga.

“Nella prima metà del 2014 è stato il raggiunto il più alto livello di rilevamento di Trojan bancari. Questo ci ha indotto a porre maggiore attenzione agli obbiettivi di questi attacchi. Le nazioni di lingua inglese sono un target privilegiato (l’analisi è stata condotta su 3.521 Trojan bancari). Delle prime 25 banche e servizi finanziari presi di mira, il 48% sono situati negli USA”, dichiara Ralf Benzmüller, Head of G DATA SecurityLabs.
“I Trojan bancari sono un business molto lucrativo e un punto fisso dell’economia underground. Per la fine dell’anno ci aspettiamo uno sviluppo molto dinamico in questo settore.”

Gli esperti dei G DATA Security Labs hanno identificato esattamente 1.848.617 nuovi tipi di malware nella prima metà del 2014. Questo significa che il traguardo dei 3,5 milioni potrebbe essere superato entro la fine dell’anno.

Lo scenario di attacco dei Trojan bancari ha registrato dei cambiamenti nel 2014. Oltre a utilizzare gli exploit kit, i cyber criminali hanno tentato di usare massicce ondate di spam come punto iniziale per infettare un grande numero di computer. La valutazione e l’analisi del malware e die suoi obbiettivi ha fornito i seguenti risultati: degli 825 obbiettivi dei Trojan bancari in tutto il mondo, Bank of America e i suoi clienti sono i più esposti agli attacchi dei criminali online , il 13% in percentuale. Il 48% delle banche e die servizi di pagamento presi di mira nella Top 25 degli obbiettivi si trova negli USA, il 24% in UK e il 16% in Canada.
In molte nazioni i computer sono protetti in modo inadeguato. Secondo gli esperti il 40% delle misure di sicurezza obbligatorie per i clienti dell’online banking sono esposte ai keylogger, mentre l’80% ai Trojan bancari.

Adaware in continua crescita
Un rapido aumento del malware è stato osservato nella prima metà del 2014. Fin dalla seconda metà del 2012 il numero delle nuove tipologie di malware in questa categoria è aumentato con un coefficiente 16. L’adware attualmente rappresenta il 14% di tutte le nuove variante di firme virali. Questi cosiddetti Potentially Unwanted Programs (PUPs) non sono malware nel senso tradizionale del termine, ma gli utenti li trovano fastidiosi. Una volta installatosi dentro il sistema, l’adware è difficile da cancellare. Per i distributori di questi software c’è un ritorno economico con un piccolo sforzo.

Previsioni per la fine del 2014

- Livello record di nuove stringhe di malware: entro la fine dell’anno si supererà il traguardo dei 3,5 milioni di nuove tipologie di malware
- Adaware in continua crescita: il settore degli adaware è ormai un punto fermo tra i criminali e questa tipologia continuare a infastidire gli utenti con pop up pubblicitari non voluti.
- Sviluppo tra i Trojan bancari: i Trojan bancari sono un business lucrativo e un punto fermo dell’economia underground. Perciò negli ultimi mesi dell’anno ci si aspetta un aumento del tasso di crescita.

lunedì 19 dicembre 2011

G Data: i trend del malware nel 2012

Nel mirino dei cyber criminali dispositivi mobili, attacchi mirati, grandi eventi e online banking
Il 2012 è alle porte, le feste di Natale stanno per iniziare, ma per i cyber criminali non è certo tempo di ferie. Oltre agli attacchi mirati per le festività natalizie i criminali online stanno già programmando le loro strategie per il 2012. Gli esperti dei G Data Security Labs hanno analizzato i dati in loro possesso ed individuato quelli che saranno i probabili trend del 2012 in fatto di malware.

"Il 2012 sarà l’anno dei targattacks, ovvero attacchi mirati in cui l’attenzione dei cybercriminali si rivolgerà verso tutti i tipi di organizzazioni, grandi aziende ma anche imprese di piccole dimensioni. Le piccole imprese non hanno misure di sicurezza sempre appropriate e sono pertanto molto più vulnerabili. I grandi eventi come i Giochi Olimpici (Regno Unito) o le elezioni presidenziali (Stati Uniti) saranno punti di attacco designati per le minacce informatiche.”, ha dichiarato Eddy Willems, G Data Security Evangelist. “Un altro grande campo strategico per il crimine informatico saranno i dispositivi mobili Android dal momento che la quota di commercializzazione di questo sistema operativo e la base di utenti è in grandissima crescita. Altri problemi sorgeranno a causa del crescente utilizzo di nuovi metodi di pagamento mobile come NFC e denaro virtuale. I Trojan bancari aumenteranno sempre più continuando a minacciare in maniera diretta i consumatori; altri obiettivi imminenti saranno le tv collegate a Internet e le console di gioco. Negli ultimi anni il numero di minacce è cresciuto drammaticamente, e sembra che questa tendenza continuerà nel 2012. I malware rimarranno la migliore arma usata dai cybercriminali per guadagnare denaro, per il cyberespionage e persino l’hacktivism."

Mobile malware
Il 2011 ha visto un grande sviluppo del malware per dispositivi mobili: una tendenza che si confermerà anche in tutto il 2012 grazie a una sempre maggiore diffusione di tablet e smartphone equipaggiati con sistema operativo Android.
Nell’ultimo trimestre del 2011, infatti, tale sistema operativo ha letteralmente dominato il mercato mobile con una quota del 52,2%, distaccando in maniera sensibile Symbian (16,9%) e Apple (15,0%). Numeri che non lasciano dubbi su quale sarà l’obbiettivo preferito dai cyber criminali.
In tale ottica le App saranno uno degli strumenti privilegiati per la diffusione di codice maligno. I criminali online continueranno a sviluppare false applicazioni ad imitazione di quelle originali e più popolari per ingannare gli utenti affinché le installino sul proprio dispositivo. Una volta che la falsa app viene installata, il malware da essa veicolato può danneggiare l’utente in vari modi: ad esempio inviando SMS, iscrivendosi a un servizio premium di invio messaggi, rubando i dati personali o altro ancora.
Al momento le applicazioni maligne devono essere installate dagli stessi utenti una volta che sono stati ingannati o convinti in maniera surrettizia. Non è però escluso che, viste le potenzialità degli attuali dispositivi mobili, siano presto sviluppati software in grado di generare attacchi automatici in cui gli utenti stessi non siano parte attiva.
È dunque probabile che nella prima parte del 2012 assisteremo ad attacchi di questo tipo, probabilmente sotto forma di infezioni drive-by.

Attacchi mirati
Anche i cosiddetti “attacchi mirati” subiranno un sensibile incremento dal momento che le utenze business rappresentano un obbiettivo particolarmente lucrativo per i cyber criminali e i dispositivi mobili, ormai frequentemente usati in contesto professionale, sono un target appetibile in quanto utilizzati spesso per accedere a una gran numero di dati aziendali. La diffusione dello spyware DuQu nel 2011 ha dimostrato come le aziende e le grandi compagnie siano un obbiettivo privilegiato dei criminali online.
Non dimentichiamo, poi, ad esempio, l’attacco condotto contro il PlayStation network di Sony con il furto dei dati personali di ben 77 milioni di utenti. Dati che potrebbero essere usati per ulteriori attacchi in grado di ingannare i destinatari di mail di spam.

Grandi eventi
Il 2012 si preannuncia un anno ricco di grandi eventi sportivi e politici. Gli Europei di calcio in Polonia e Ucraina (8 giugno-1 luglio), le Olimpiadi di Londra (27 luglio-12 agosto) e le elezioni presidenziali negli Stati Uniti (6 novembre) sono appuntamenti di così grande richiamo da attirare l’interesse dei cyber criminali che potranno utilizzare diverse tipologie di attacchi.
Ci si aspetta, dunque, una nuova ondata di spam, piuttosto che la manipolazione dei motori di ricerca per frodi online con falsi siti Internet per la vendita di biglietti o gadget, nonché tentativi di entrare in possesso dei dati personali degli ignari utenti.
Gli stessi siti ufficiali dei grandi eventi sportivi potrebbero essere attaccati da hacker e, durante lo svolgimento degli stessi, non è escluso l’attacco alle reti Wi-Fi predisposte per i visitatori piuttosto che ai dispositivi mobili.
Nel caso delle elezioni presidenziali americane, invece, oltre alla manipolazione dei motori di ricerca per indurre gli utenti a cliccare su falsi siti Internet che replicano il layout di quelli ufficiali, sono probabili attacchi condotti attraverso la promessa di video o foto sensazionali sui candidati.

Trojan bancari
Nel 2011 uno dei sistemi più utilizzati per ottenere denaro è stato l’impiego dei cosiddetti Trojan bancari e non c’è nessun segnale al riguardo che faccia pensare a un’inversione di tendenza nel 2012 dal momento che il numero di coloro che utilizzano l’home banking è in continua crescita.

Soldi virtuali, Tv e console da gioco Internet-based
Il 2012 offrirà anche nuove possibilità per acquistare denaro virtuale. Le frodi potranno verificarsi soprattutto ai giochi online o alle community virtuali nelle quali il denaro reale può essere usato per acquisti in game o opzioni extra. In questo particolare segmento di mercato gli attacchi possono essere differenti e sofisticati.
Non dimentichiamo, infine, l’elettronica di consumo con TV e console da gioco collegate a Internet che potrebbero diventare un nuovo obbiettivo dei criminali online.

mercoledì 14 settembre 2011

G Data - Cyber criminali: focus sul mobile malware

G Data pubblica il suo Malware Report sulle attuali minacce per gli utenti Internet e Pc
I cyber criminali stanno sempre più focalizzandosi sui dispositivi mobili per distribuire malware. Una ricerca condotta dai G Data SecurityLabs mostra che la percentuale di malware per smartphone e tablet è cresciuta di quasi il 140% nella prima metà del 2011. In generale gli esperti osservano che i Trojan cross-platform stanno dominando il panorama del malware. Molti di questi sono progettati per favorire lo spamming o altre attività criminali tra le tanti presenti nel catalogo del cosiddetto eCrime. L’incremento nell’utilizzo di questi malware mostra che il mercato underground sta vivendo un vero e proprio boom. Nella prima metà dell’anno G Data ha registrato una nuova varietà di malware in media ogni 12 secondi. E non c’è nessuna fine in vista per questa ondata.

“Con i mobile malware i cyber criminali hanno scoperto un nuovo modello di business”, spiega Ralf Benzmüller, Responsabile dei G Data SecurityLabs. ”Al momento i criminali utilizzano soprattutto backdoor, programmi spia e costosi servizi di SMS per danneggiare le loro vittime. Anche se questo particolare segmento del mercato underground è ancora in fase di organizzazione, possiamo già evidenziare un enorme e potenziale rischio per i dispositivi mobili e i loro utenti. Ci aspettiamo pertanto un’ulteriore crescita nel settore dei mobile malware nella seconda metà dell’anno”.

I malware crescono ancora
I G Data SecurityLabs hanno registrato un nuovo record nella prima metà del 2011 con 1.245.403 nuovi programmi malware per computer. Una crescita del 15.7% in confronto alla seconda metà del 2010. Gli esperti di sicurezza si aspettano che questa crescita continui anche nei prossimi sei mesi. Entro la fine dell’anno si attendono per lo meno 2.5 milioni di nuove varietà di malware. Se lo scenario mostra una crescita più rilevante, si potrebbe addirittura superare la somma de malware diffusi tra il 2006 e il 2009.

I Trojan dominano ancora le categorie individuali. Questa crescita mostra che il business del cyber crime va a gonfie vele dal momento che include malware in grado di attivare l’esecuzione di servizi criminali come gli attacchi overload. Anche l’adware sta crescendo mentre il numero di backdoor e downloader ha subito una leggera flessione.

Il mobile malware si sta espandendo
Dal momento che gli smartphone e i tablet con sistema operativo Android stanno diventando sempre più popolari, i cyber criminali fanno sempre più affidamento sui dispositivi mobili per distribuire malware. Paragonato al precedente periodo, la percentuale di mobile malware è cresciuta di 3.7 volte. Per la seconda metà del 2011 gli esperti dei G Data SecurityLabs si aspettano un’ulteriore crescita al riguardo.

Due esempi di codici maligni per Android
L’app manipolata chiamata Zsone è stata diffusa attraverso il Google Android Market. Questo Trojan manda segretamente i dati di iscrizione a costosi numeri SMS cinesi. Poiché viene anche intercettata la conferma della registrazione, gli utenti possono scoprire questa truffa solo controllando la propria bolletta.

Le funzionalità di NickiBot includono la possibilità di spiare le sue vittime. Una variante del malware chiamato Google++, è disponibile come applicazione per il social network Google+ e registra rumori di background e chiamate. Il malware utilizza un sito per mandare queste informazioni, tra i cui i dati del tracciamento GPS, a chi ha condotto l’attacco. Questo consente ai criminali di accedere alle informazioni personali e determinare dove l’utente si trovi in qualsiasi momento.

giovedì 9 giugno 2011

G Data: Malware Report di Maggio: i maggiori danni causati dalla mancanza di aggiornamenti software

Le vecchie falle di sicurezza sono sempre più popolari tra i criminali online. Un problema causato dagli utenti Pc che non aggiornano con regolarità il software installato.
Quando si tratta di infettare un Pc i criminali online traggono un grande vantaggio dalla mancanza di aggiornamenti del browser e dei suoi componenti. A questo riguardo le ricerche condotte dai G Data Security Labs evidenziano che le falle di sicurezza non ancora chiuse presenti nei plug-in dei browser sono ancora molto di moda presso i cyber criminali. Questo modello di distribuzione significa che le attuali falle di sicurezza sono ben lontane dall’essere le uniche sfruttate dai criminali online, come evidenziato dall’analisi del malware più diffuso nel mese di maggio 2011. Soltanto nel mese precedente quattro dei programmi malware inseriti nella Top Ten prendeva di mira falle di sicurezza Java per le quali Oracle stava già offrendo aggiornamenti da Marzo 2010. G Data ha notato un altro incremento nel malware che installa adware o cerca di ingannare gli utenti per indurli ad installare falsi programmi antivirus.

Secondo le stime degli esperti di G Data l’industria del malware si sta focalizzando sulle falle di sicurezza di Java fin dallo scorso anno. Questo tipo di malware sta già dominando il panorama e ha recentemente soppiantato le falle di sicurezza dei file PDF nella Top Ten. “Anche se un enorme numero di aggiornamenti è stato reso disponibile, gli utenti non dovrebbero commettere l’errore di disattivare la funzione di aggiornamento automatico. Questa non si applica solo a Java, ma in generale a tutti i plug-in dei browser e alle altre applicazioni presenti sul Pc”, raccomanda Ralf Benzmüller, Head of G Data SecurityLabs. Gli utenti possono andare sul sito www.java.com e fare un rapido controllo per verificare se hanno installato la versione più aggiornata di Java e tutti i relativi update.

Potentially Unwanted Programs (PUP) Gli esperti dei G Data SecurityLabs hanno evidenziato un altro aumento, questa volta nel malware che installa su Pc software non voluto, i cosiddetti PUP. Negli ultimi mesi due tipologie di malware appartenenti a questa categoria hanno fatto il loro ingresso nella Top Ten: Variant.Adware.Hotbar.1 and Trojan.FakeAlert.CJM.

I programmi funzionano in maniera differente l’uno dall’altro, spaziando dal mostrare pubblicità non richiesta all’installare spyware per proporre falsi programmi antivirus (scareware). Per esempio, il Trojan.FakeAlert.CJM fa credere agli utenti che il loro computer sia infetto e che lo possano ripulire solo acquistando il programma antivirus che viene pubblicizzato. Le vittime che cadono in questa trappola finiscono con l’acquistare un software non solo inutile, ma addirittura dannoso perché, anziché offrire protezione, scarica ed installa ulteriore malware con il fine di rubare i dati dell’utente.

G Data Top Ten Malware Maggio 2011
Java.Trojan.Downloader.OpenConnection.AO
Questo Trojan downloader si trova in applet Java manipolate presenti su alcuni siti Internet. Quando l’applet viene scaricata, viene generato un URL. Il downloader lo utilizza per scaricare un file eseguibile maligno sul Pc dell’utente e lo lancia. Questo downloader sfrutta la vulnerabilità CVE-2010-0840 per eludere il Java sandbox e così scrivere dati localmente.

Trojan.Wimad.Gen.1
Questo Trojan si presenta come un normale file audio .wma che può essere ascoltato solo dopo aver installato uno speciale codec/decoder in windows. Se questo file viene aperto, viene installato nel malware. Questo file audio infetto è solitamente distribuito attraverso i network P2P.

Gen:Variant.Adware.Hotbar.1
Questo adware viene di solito installato segretamente come parte di pacchetti software gratuiti per programmi quali VLC, XviD, etc., scaricabili da fonti diverse. I supposti sponsor di questi software si chiamano 'Clickpotato' e 'Hotbar'. Tutti questi pacchetti sono firmati digitalmente come "Pinball Corporation" e l’adware viene lanciato automaticamente ogni volta che Windows si avvia, integrando se stesso come un’icona systray.

Worm.Autorun.VHG
Questo programma malware è un worm che utilizza la funzione autorun.inf nei sistemi operativi Windows per distribuire se stesso. Utilizza sistemi di archiviazione removibili come le stick USB o gli Hard disk portatili. È un internet e network worm che sfrutta la vulnerabilità CVE-2008-4250.

Java.Trojan.Downloader.OpenConnection.AI
Questo Trojan downloader si trova in applet Java manipolate presenti su alcuni siti Internet. Quando l’applet viene scaricata, viene generato un URL. Il downloader lo utilizza per scaricare un file eseguibile maligno sul Pc dell’utente e lo lancia. Questo downloader sfrutta la vulnerabilità CVE-2010-0840 per eludere il Java sandbox e così scrivere dati localmente.

Trojan.AutorunINF.Gen
Questo è un software generico di riconoscimento che identifica file maligni autorun.inf, conosciuti o sconosciuti. I file autorun.inf sono file di auto start che vengono sfruttati per distribuire malware attraverso stick USB, periferiche rimovibili di archiviazione, CD e DVD.

Java.Trojan.Downloader.OpenConnection.AN
Questo Trojan downloader si trova in applet Java manipolate presenti su alcuni siti Internet. Quando l’applet viene scaricata, viene generato un URL. Il downloader lo utilizza per scaricare un file eseguibile maligno sul Pc dell’utente e lo lancia. Questo downloader sfrutta la vulnerabilità CVE-2010-0840 per eludere il Java sandbox e così scrivere dati sul sistema.

Java:Agent-DU [Expl]
Questo malware basato su Java è un’applet scaricabile che cerca di sfruttare la falla di sicurezza hole (CVE-2010-0840) per eludere il meccanismo di protezione sandbox e scaricare malware addizionale sul Pc. Una volta che l’applet ha ingannato la sandbox, può scaricare direttamente e avviare file ti tipo .exe. Questo è qualcosa che, di norma, una semplice applet non può fare perché la sandbox Java lo impedisce.

Trojan.FakeAlert.CJM
Questo programma malware invita gli utenti a scaricare un falso programma antivirus. Nel fare questosi presenta sottoforma di un sito che imita Windows Explorer e finge di rilevare numerosi file infetti sul Pc. Non appena l’utente clicca su questo sito viene offerto un file da scaricare che contiene il falso programma antivirus

HTML:Downloader-AU [Expl]
Questo malware basato su Java è un’applet che scarica una pagina HTML che a sua volta utilizza una falla di sicurezza (descritta in CVE-2010-4452) per scaricare un componete Java da un determinato URL sulla vulnerabile Java VM. In questo modo viene bypassato il meccanismo di protezione della VM.

Metodologia
La Malware Information Initiative (MII) si basa sulla forza della community online e tutti i clienti che acquistano le soluzioni di sicurezza di G Data ne possono fare parte. Il prerequisito è quello di attivare tale funzione nel proprio software G Data. Se viene lanciato un attacco malware, un report completamente anonimo di questo evento viene redatto dai G Data SecurityLabs che lo elabora da un punto di vista statistico.

martedì 19 aprile 2011

G Data: Il 50% della top 10 del malware di Marzo prende di mira le falle di sicurezza di Java

I plug-in dei browser pieni di falle per la sicurezza diventano una minaccia reale.

Secondo le ultime analisi condotte dai G Data SecurityLabs, i criminali online si stanno concentrando sempre di più sulle falle di sicurezza di Java per distribuire malware per computer. Questa tipologia di malware ha dominato le classiche per i primi mesi del 2011. Solo nel mese di Marzo ci sono state ad esempio cinque tipologie di Trojan nella Top 10 del malware che hanno preso di mira le vulnerabilità di Java o Javascript. G Data ha inoltre evidenziato un aumento della presenza di siti manipolati nelle classifiche dei motori di ricerca. L’obbiettivo in questo caso è ingannare gli utenti degli stessi motori di ricerca o dei social network facendo cliccare loro dei siti infetti. G Data si aspetta un ulteriore incremento di entrambe queste due strategie nei prossimi mesi.

Le falle di sicurezza nei plug-in dei browser stanno giocando un ruolo sempre più grande nell’infezione dei sistemi Windows. L’industria del malware si sta focalizzando sulle vulnerabilità di Java fin dalla fine dell’anno passato. “Per questo motivo gli utenti non dovrebbero disattivare la funzione di aggiornamento automatico di Java ed installare tutte le ultime patch. È facile e semplice controllare le versioni installate dei programmi Java utilizzando il sito http://www.java.com/en/download/installed.jsp,", spiega Ralf Benzmüller, Head of G Data SecurityLabs. "Per mesi abbiamo osservato un aumento nel malware che manipola i click sui siti Internet in modo tale da migliorarne il ranking. I cosiddetti attacchi 'clickjacking' fanno in modo che i siti di malware vengano considerati più affidabili nei motori di ricerca e nei social network.”


Clickjacking: Il Website ranking inganna gli utenti e li porta verso contenuti pericolosi

La manipolazione del ranking dei siti Internet nei motori di ricerca (SEO) o nei social network è recentemente diventata una pratica molto popolare tra i criminali online. Questi utilizzano il cosiddetto “clickjacking” nei social network per posizionare i siti infetti con malware nelle migliori posizioni in classifica. Trojan.JS.Clickjack è stato uno dei programmi malware di questo tipo ad entrare nella Top 10 del Malware di Marzo 2011. Quando dei siti idonei sono visitati questo programma genera click sul bottone “mi piace” di Facebook senza che l’’utente se ne accorga. Questo tipicamente consente ai siti delle presunte celebrità di entrare nelle prime posizioni in classica dei motori di ricerca per determinate parole chiave.

Metodologia
La Malware Information Initiative (MII) si basa sulla forza della community online community ed ogni utente delle soluzioni di sicurezza di G Data ne può far parte. L’unico prerequisito è quello di attivare questa funzione all’interno dei programmi G Data. Se un attacco malware viene respinto questo evento viene riportato in maniera completamente anonima ai G Data SecurityLabs dove i dati vengono archiviati ed analizzati statisticamente.

Informazioni sulla Top 10 del Malware – Marzo 2011

Trojan.Wimad.Gen.1
Questo Trojan si presenta come un normale file audio .wma che può essere ascoltato solo dopo aver installato uno speciale codec/decoder in windows. Se questo file viene aperto, viene installato nel malware. Questo file audio infetto è solitamente distribuito attraverso i network P2P.

Java.Trojan.Downloader.OpenConnection.AI
Questo Trojan downloader si trova in applet Java manipolate presenti su alcuni siti Internet. Quando l’applet viene scaricata, viene generato un URL. Il downloader lo utilizza per scaricare un file eseguibile maligno sul Pc dell’utente e lo lancia. Questo downloader sfrutta la vulnerabilità CVE-2010-0840 per eludere il Java sandbox e così scrivere dati localmente.

Win32.Ramnit.N
Win32.Ramnit.N è un classico file infector che infetta file eseguibili (.exe), librerie dinamiche (.dll) e file HTML contenuti nell’Hard Disk. Dope aver eseguito un file eseguibile infetto o aver caricato un file .dll infetto, un altro eseguibile viene copiato sul Pc. Viene quindi creata una funzione di auto start per lanciare il file infetto ad ogni reboot. L’infector si connette a molteplici server via http o https e scansiona ogni cartella presente sull’Hard Disk infettando molti, se non tutti, i file exe, .dll e HTML con un dropper. I file HTML infetti contengono uno script VB che copia il file infector quando un utente apre un sito utilizzando IE. Comunque dalla versione 6.0 IE chiede preventivamente se lo script debba essere lanciato.

Worm.Autorun.VHG
Questo programma malware è un worm che utilizza la funzione autorun.inf nei sistemi operativi Windows per distribuire se stesso. Utilizza sistemi di archiviazione removibili come le stick USB o gli Hard disk portatili. È un internet e network worm che sfrutta la vulnerabilità CVE-2008-4250.

Trojan.AutorunINF.Gen
Questo è un software generico di riconoscimento che identifica file maligni autorun.inf, conosciuti o sconosciuti. I file autorun.inf sono file di auto start che vengono sfruttati per distribuire malware attraverso stick USB, periferiche rimovibili di archiviazione, CD e DVD.

Java.Trojan.Downloader.OpenConnection.AN
Questo Trojan downloader si trova in applet Java manipolate presenti su alcuni siti Internet. Quando l’applet viene scaricata, viene generato un URL. Il downloader lo utilizza per scaricare un file eseguibile maligno sul Pc dell’utente e lo lancia. Questo downloader sfrutta la vulnerabilità CVE-2010-0840 per eludere il Java sandbox e così scrivere dati sul sistema.

JS:Redirector-EP [Trj]
Un redirector reindirizza I visitatori di un sito su un altro sito. Il tutto avviene sfruttando, per esempio, la funzione” obfuscation” di Javascript in modo che l’URL desiderato sia soltanto digitato nel browser dell’utente. Il redirector in se stesso non compromette il sistema, ma reindirizza l’utente su siti potenzialmente pericolosi senza che l’utente lo voglia.

Java:Agent-DM [Trj]
Questo programma malware basato su Java è un’applet di download che sfrutta una falla di sicurezza (CVE-2010-0840) per eludere i meccanismi di protezione sandbox e scaricare malware addizionale sul computer. Una volta che l’applet ha ingannato il sandbox, può direttamente scaricare e lanciare file .exe, cosa che una semplice applet non potrebbe fare perché bloccata dal Java sandbox.

Trojan.JS.Clickjack.A
Trojan.JS.Clickjack.A è un Javascript mascherato incorporato su alcuni siti Internet. Come suggerisce il nome stesso , utilizza tecniche di “clickjacking” per ingannare i visitatori dei sit Internet e farli cliccare su link o contenuti senza che questi siano avvisati. Un IFRAME invisibile viene generato sul sito Internet maligno contenente il bottone “mi piace” di Facebbok. Il Javascript muove continuamente questo IFRAME con la posizione del cursore e quando l’utente clicca sul sito (per esempio sul buttone “Play” di un sito di video) automaticamente, e senza accorgersene, clicca anche sul buttone “mi piace” e lo attiva.

Java.Trojan.Exploit.Bytverify.N
Questa minaccia sfrutta una falla di sicurezza presente in Java Bytecode Verifier e presente in applet Java manipolate su certi siti Internet. Questo codice maligno può, per esempio, avviare il download di Trojan, dopodiché è possibile prendere il controllo del computer della vittima.

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