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mercoledì 25 agosto 2021

Connessi e protetti: consigli per navigare in sicurezza da PC e cellulare


Internet ha arricchito le nostre vite con un'offerta sconfinata di servizi, opportunità lavorative e di svago. Con alcuni semplici accorgimenti, è possibile usufruire di tutte le potenzialità della rete senza mettere a rischio i nostri dati sensibili. Le elaborate reti cloud o sistemi di connessione Wi-Fi veloce sono il presente e il futuro delle realtà aziendali, delle istituzioni ma anche dei sistemi di connessione privati, ed è per questo che il settore della cybersecurity è diventato di prioritaria importanza, coadiuvando gli sforzi verso una sempre più efficace digitalizzazione. 

Siti sicuri o potenzialmente rischiosi

Come riconoscere un sito dove poter navigare in sicurezza da uno con potenziali rischi per la privacy? Una delle tecniche più semplici è quella di controllare il cosiddetto “protocollo http”. Si tratta della prima parte dell'indirizzo del sito, un'informazione che è spesso celata subito prima del “www” e che quindi, se si vuole accedere a un dominio, non è necessario inserire manualmente nel browser, ma che poi diventa visibile una volta che si arriva sulla pagina iniziale. I domini che utilizzano il protocollo “https://” sono considerati sicuri, mentre quelli a protocollo “http://”, invece, non garantiscono la completa protezione dei dati. Ovvero, non sono da considerarsi necessariamente pericolosi, ma potrebbero essere più facilmente soggetti ad attacchi hacker. 

Probabilmente avrete già sentito parlare di “phishing”, una parola che identifica quei domini che in qualche modo traggono in inganno l'utente, facendogli credere di accedere ad un certo dominio, ma, in realtà, indirizzandoli verso un sito potenzialmente dannoso. Un classico esempio di tentativo di phishing è costituito da messaggi di testo che arrivano al cellulare e che invitano ad accedere alla propria banca per determinati (e fantomatici) aggiornamenti. La mail sembra provenire da una fonte attendibile, ma in realtà non è così, e, una volta che tali dati verranno inseriti, l'hacker avrà accesso al conto bancario dell'utente. Un consiglio: prima di eseguire le operazioni di login, bisogna sempre assicurarsi che il nome del dominio sia esatto. 

Per controllare l'affidabilità di un sito, ad esempio, di e-commerce, è opportuno leggere le recensioni degli utenti su siti di terze parti e verificare la presenza e completezza della pagina dei contatti (è indice di serietà e trasparenza). Se si vogliono conoscere informazioni dettagliate sul proprietario del dominio, è possibile consultare il database di WHOIS. Se si nutrono ancora dubbi, si può fare una ricerca con il servizio di Google Safe Browsing, che avvisa di eventuali criticità e, in più, viene costantemente aggiornato. 

Quando la protezione dei dati è fondamentale

Ci sono alcuni ambiti nei quali la sicurezza e la salvaguardia della privacy sono di primaria importanza. In linea di massima, le piattaforme online e i siti web frequentati da un gran numero di utenti mettono in campo misure molto efficaci per garantire chi vi ha accesso la massima tranquillità. È il caso, ad esempio, dei servizi bancari online, che spesso richiedono l'autenticazione a due fattori, oppure degli e-commerce più importanti, come i colossi Amazon e Ebay, a cui si affida la gestione dei dati della propria carta di credito. 

Uno degli aspetti della cyber sicurezza che si è maggiormente evoluto riguarda i dispositivi mobili. Grazie alla connessione veloce, è possibile usare il cellulare per divertirsi al tavolo verde, avvalendosi di piattaforme e siti web che assicurano una completa protezione dei dati degli utenti durante la navigazione. Anche le app più note per lo streaming di film e serie TV, come Netflix o Amazon Prime, sono considerate sicure e prive di rischi. 


Una soluzione hardware: il router di sicurezza

Fino a qualche anno fa, era molto diffusa la tecnica del wardriving, che veniva effettuata allo scopo di poter navigare a spese di utenti che utilizzavano una rete non protetta. Il metodo era semplice. L’hacker si spostava per le strade di un centro abitato con lo scopo di individuare queste reti e poter avere accesso così, in modo indisturbato, alla navigazione. Anche se, nella maggior parte dei casi, il perpetratore di tali effrazioni si limitava semplicemente ad usare la connessione, poteva però, attraverso i “buchi” nella sicurezza di alcuni sistemi operativi, entrare nelle reti casalinghe e consultare i dati dei malcapitati titolari della fornitura di servizi internet. Ad oggi, la maggior parte delle reti sono abbastanza protette da password e crittografia da impedire questa pratica, ma possono esistere ancora alcune criticità. 

La soluzione può essere costituita dai cosiddetti router di sicurezza, un dispositivo hardware che ha la funzione di crittografare in modo efficace tutto il traffico in uscita, compresi i dati sensibili che vengono immessi nei siti che richiedono un accesso con inserimento di informazioni anagrafiche, indirizzi email o password. In altre parole, un router di sicurezza nasconde i dati degli utenti a potenziali hacker. Mentre un antivirus impedisce a virus e malware l'ingresso ai nostri dispositivi, il router non permetterà che le nostre attività in uscita siano intercettate.

giovedì 8 febbraio 2018

Wi-Fi pubblico: il piano WIFI4EU dell'Unione Europea è in partenza.

Wi-Fi pubblico: il piano WIFI4EU dell'Unione Europea è in partenza. 

La Commissione Europea lancia un programma di sovvenzioni per portare free Wi-Fi nei comuni di tutta Europa e Cambium Networks è pronta a supportare i comuni italiani, dalla fase di partecipazione ai bandi sino alle scelte tecnologiche.
Milano, 7 Febbraio 2018 - La Commissione europea ha lanciato un importante programma pluriennale di sovvenzioni per fornire connettività Wi-Fi gratuita a comuni e associazioni di comuni in tutta Europa. 


Questi contributi copriranno sino al 100% delle infrastrutture necessarie, con l'obiettivo di offrire ai cittadini connettività gratuita di alta qualità in edifici e aree pubbliche cittadine, come parchi, piazze, musei, biblioteche, centri sanitari, e così via.

Il meccanismo prevede che i costi di infrastruttura e installazione saranno coperti al 100%, mentre abbonamento mensile all'operatore e la manutenzione saranno a carico degli enti pubblici. 


Per l'iniziativa WiFi4EU sono stati stanziati complessivamente circa 120 milioni di EUR. Si prevede che, entro il 2020, tale dotazione potrà sostenere tra le 6.000 e le 8.000 comunità locali, con un valore massimo per ciascun voucher di 15.000 EUR.

Ogni comune può ricevere un solo buono per l'intera durata dell'iniziativa e gli hotspot WiFi4EU saranno installati in aree in cui non sono già presenti offerte analoghe di connettività Wi-Fi gratuita. Per ottenere il finanziamento, i comuni candidati potranno fare domanda su un sito internet apposito, dopo aver compilato un semplice modulo di registrazione. 


Nella prima fase non sarà necessario fornire specifiche tecniche o quotazioni: tutto quello che occorre sarà indicare le aree che si intende coprire e il numero di AP previsti (tanti più saranno gli AP installabili con il budget di 15.000 EUR, meglio sarà per l'assegnazione). Le infrastrutture di backhaul non sono comprese nel voucher.

Indicativamente la prima fase di registrazione si aprirà a fine gennaio, mentre la fase successiva di partecipazione avrà inizio a fine febbraio. (date soggette a modifiche).

Attraverso la sua rete di partner commerciali distribuita in tutta Italia, Cambium è pronta ad affiancare i comuni italiani e fornire tutta l'assistenza necessaria con l'obbiettivo di metterli nelle migliori condizioni per cogliere questa straordinaria opportunità.

Va sottolineato che le specifiche tecniche sinora indicate per il bando (standard 802.11ac Wave 1, supporto 802.1x , capacità di gestire almeno 3 SSID, poter supportare senza nessun problema di rendimento almeno 50 utenti) sono pienamente soddisfatte dai prodotti presenti nel portafoglio Cambium Networks.

"Si tratta di una opportunità imperdibile" - commenta Marco Olivieri, Regional Sales Manager per l'Italia di Cambium Networks. - "Il Wi-Fi pubblico trova nel piano WIFI4EU una occasione di crescita che il nostro paese non deve perdere. Grazie al nuovo portafoglio prodotti dedicato all'Enterprise Wi-Fi, il nostro canale è pronto a mettere in campo la migliore tecnologia oggi disponibile e tutta la sua competenza ed esperienza per supportare i comuni che vorranno partecipare ai bandi"

Cambium Networks è il produttore di riferimento a livello globale per le tecnologie di trasmissione wireless, ed è in grado di fornire infrastrutture Wi-Fi di qualsiasi dimensione e potenza, veloci da installare nonché semplici e, soprattutto, economiche da gestire.

Per ulteriori informazioni e per essere affiancati nella richiesta dei finanziamenti è possibile registrarsi al link:

www.cambiumnetworks.com/WIFI4EU_Ita/

Cambium Networks
Cambium Networks è un leader globale nella fornitura di soluzioni wireless a banda larga. Grazie al suo ampio portafoglio di piattaforme Wi-Fi affidabili, scalabili e sicure, e wireless a banda larga Punto-Punto (PTP) e PuntoMultiPunto(PMP) gestiti da software cloud-based, Cambium Networks permette a tutti i service provider, aziende, enti governativi e militari, compagnie petrolifere, gas e utility, internet service provider e ai corpi di pubblica sicurezza di costruire reti di comunicazioni ad alte prestazioni potenti e sostenibili. 

Cambium Networks attualmente ha installato oltre cinque milioni di radio per l'accesso e il backhaul in migliaia di reti in più di 150 paesi. 
Con sede a Chicago e con centri di ricerca e sviluppo negli Stati Uniti, nel Regno Unito e in India, Cambium Networks vende attraverso una serie di distributori globali di fiducia.


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www.CorrieredelWeb.it

giovedì 28 settembre 2017

L’UE investe due milioni di euro in Clairy, il “Vaso Smart” Made In Italy

L'Unione Europea investe 2 milioni di euro in Clairy, il "Vaso Smart" Made In Italy

L'idea di Paolo Ganis, Alessio D'Andrea e Vincenzo Vitiello, fondatori della start-up friulana, selezionata fra oltre 2000 progetti


Clairy, vaso tecnologico che fonde natura, tecnologia e design ricercato, è un sistema di purificazione naturale per ambienti indoor capace di connettersi attraverso wi-fi a tutti i device e gestibile attraverso una App dedicata.

Le potenzialità e l'innovatività di questa start-up sono state riconosciute dall'Unione Europea che ha deliberato di investire, attraverso il veicolo Horizon2020 SME2, 2 milioni di euro nel progetto imprenditoriale.

Il "Vaso Smart" Made In Italy è realizzato interamente in ceramica e coniuga le naturali proprietà di purificazione delle piante, un design ricercato ed un cuore tecnologico. 
Queste specificità posizionano Clairy come una soluzione innovativa, ecologica ed unica nel suo genere.

Clairy nasce dall'idea dei tre fondatori di Laboratori Fabbrici srl - Paolo Ganis, Alessio D'Andrea e Vincenzo Vitiello – inventori di una soluzione tecnologica e di design che rende un oggetto in uso dalla "notte dei tempi", uno strumento per abbattere l'inquinamento indoor e avere un feedback direttamente sul proprio smartphone.

Il progetto fu presentato in occasione del CES di Las Vegas nel 2016 ed è stato selezionato per un percorso di accelerazione di 3 mesi in Silicon Valley presso Plug and Play Ventures, uno dei più importanti investitori al mondo (vanta investimenti in Google, Paypal, Dropbox e molti altri).

Il successo di questa iniziativa è stato talmente enorme che, non solo ha raggiunto circa 400 mila Euro in pre-ordini durante la prima campagna di crowfunding su Kickstarter ed Indiegogo ma, ha anche raccolto ulteriori 400 mila euro da investitori privati.

Il "Vaso Smart" ha anche ottenuto un European Design Award ed il CEO, Paolo Ganis, ha partecipato al G20 in Germania come finalista del premio Global Youth Entrepreneur Award, che premia i migliori imprenditori under 30 a livello globale.

"Siamo molto soddisfatti per la fiducia che il team di esperti di Horizon2020 SME2 ha voluto riporre nel nostro progetto. L'iter di selezione è stato molto complesso, eravamo in competizione con più di 2000 progetti – ha dichiarato Paolo Ganis, CEO di Clairy – Il risultato ottenuto premia il grande impegno che abbiamo profuso in questo progetto. Il finanziamento ci permetterà di assumere nuovo personale e di aumentare gli investimenti in ricerca e sviluppo al fine di passare dalla fase di start-up a quella di scale-up."


sabato 1 luglio 2017

VPN Hoxx: come sbloccare siti in pochi secondi, prendersi cura della vostra privacy su Internet, nascondere la propria posizione, e ottenere la protezione da siti Web dannosi.

Hoxx Vpn
Il Servizio VPN Hoxx può essere utilizzato per bypassare siti web filtrati o bloccati come Netflix, Hulu, Spotify o siti che sono stati bloccati dal governo o per motivi di licenza.

È inoltre possibile utilizzare Hoxx VPN per nascondere le tracce e/o proteggere le informazioni personali quando ci si collega ai servizi pubblici di Wi-Fi.

Già, perché, ogni volta che ci si collega da luoghi pubblici di Internet la sicurezza dei propri dati personali è ulteriormente soggetta a rischi di intercettazione proprio perché si sta condividendo una stessa rete.

Gli oltre cento server VPN del plugin Hoxx sono in grado di risolvere questo problema con pochi semplici clic.

Per ottenere un account Hoxx basta una registrazione rapida e gratuita con la quale si può navigare in totale sicurezza.

Non è richiesta alcuna configurazione speciale; tutto ciò che serve è un account Hoxx valido e si può iniziare immediatamente.

Hoxx è gratuito per tutti. Non sono richieste carte di credito o altro.

Solo chi vuole servizi ulteriormente più performanti può decidere di passare ad una versione premium. Scelta facoltativa.

Hoxx riesce a crittografare tutti i collegamenti durante la navigazione da browser come per esempio Firefox o Chrome, impedendo a chiunque di rubare le informazioni personali, o anche ad altre persone di sapere cosa si sta facendo.




lunedì 31 agosto 2009

Manli ION-ITX: nuova scheda madre mini-ITX NVIDIA ION con Wi-Fi integrato

Manli Technology Group Ltd (Manli) http://www.manli.com/, uno dei principali produttori mondiali di schede video, schede madri, netbook e prodotti multimediali presenta oggi la nuova ION-ITX Wi-Fi, una scheda madre in formato Mini-ITX basata sulla piattaforma NVIDIA ION caratterizzata da un processore grafico ad alte prestazioni ed un processore Intel Atom 1,6GHz Dual Core a basso consumo energetico.

Piccola e potente

Grazie al processore grafico ad alte prestazioni NVIDIA ION ed al processore Intel Atom 330 Dual Core, la nuova Manli ION-ITX Wi-Fi è perfetta per la riproduzione di video in alta definizione (HD). Il chipset NVIDIA ION integra un sottosistema grafico GeForce 9400M IGP, operante alla frequenza di 450MHz (GPU) e 16 stream processors a 1100MHz. Sono inoltre presenti due alloggiamenti per memorie DIMM DDR2, con supporto fino a 4GB di RAM 667MHz/800MHz.

E’ disponibile inoltre come accessorio opzionale un alimentatore esterno da 90W, da collegare direttamente alla scheda madre, per ridurre ulteriormente l’ingombro e rendere il sistema assolutamente silenzioso.

La scheda madre ION-ITX di manli include il supporto Wi-Fi, connettori HDMI, DVI e VGA che permettono di riprodurre filmati in alta definizione (HD) fino ad una risoluzione di 1920x1200 pixels. Inoltre, grazie alla tecnologia NVIDIA PureVideo HD, è possibile riprodurre con fluidità anche i nuovi titoli nel formato Blu-Ray.

Piattaforma eco-compatibile

Sviluppata per venire incontro ai più alti standard in fatto di risparmio energetico, la ION-ITX Wi-Fi di Manli integra un processore Intel Atom330 Dual Core ad alta efficienza. Oltre a ridurre sensibilmente il calore, il processore Intel Atom rende il sistema completamente silenzioso, ideale per applicazioni home theatre o chattare e navigare su internet.

Il modello base, la ION-ITX di Manli è caratterizzata invece da un processore Intel Atom 230 a 1,6GHz con piattaforma NVIDIA ION IGP. Entrambi i modelli ION-ITX Wi-Fi e ION-ITX di Manli sono disponibili da subito

Maggiori informazioni sono disponibili visitando la pagina del prodotto al seguente link:

http://www.manli.com/eng_products_detail.php?pCatId=49&productId=147

Per maggiori informazioni sui prodotti Manli potete contattare l’ufficio stampa CyberMedia Marketing scrivendo a lb@cybermediapr.it

Se siete invece interessati alla distribuzione dei prodotti Manli in Italia potete scrivere un’email a stella@manli.com.hk

A proposito di Manli

Manli Technology Group Ltd, fondata nel 1996 e membro del gruppo PC Partner, sviluppa e produce schede grafiche, schede madri, Netbooks e prodotti multimediali venendo incontro alle richieste del mercato IT.

Grazie ai severi controlli di qualità e all’innovativo team di ricerca e sviluppo, i prodotti Manli sono sinonimo di qualità, prestazioni, affidabilità e sono conformi ai più alti standard qualitativi del mercato. L’obbiettivo di Manli è quello di proporre prodotti affidabili ad un prezzo competitivo.

Contatti – Ufficio Stampa Manli

Per maggiori informazioni potete visitare il sito http://www.manli.com/ o contattare l’ufficio stampa CyberMedia Marketing scrivendo a lb@cybermediapr.it.

giovedì 19 marzo 2009

WI-MAX: DIGITAL DIVIDE MA NON SOLO. IL FUTURO NELLE APPLICAZIONI MACHINE TO MACHINE

A un anno dall’assegnazione delle licenze, si discute ancora del futuro del WiMax.

Wlan Business Forum e M2M Forum offrono un momento di approfondimento per analizzarne applicazioni e possibili sviluppi in nuove aree come il machine to machine.

L’appuntamento con gli esperti del settore è il 7 aprile a Milano

“Che futuro avrà il WiMax?” Questo sarà il tema principe oggetto dei dibattiti, delle tavole rotonde e dei seminari che si terranno a WLAN Business Forum 2009 e a M2M Forum 2009, organizzati entrambi per martedì 7 aprile presso il Crowne Plaza Hotel di Milano.

Un anno fa, una gara pubblica assegnava le licenze in ambito WiMax. Oggi, dopo 12 mesi e nel pieno turbine della crisi economica mondiale, è opportuno capire le reali potenzialità e le possibili applicazioni della tecnologia WiMax. Quali siano le integrazioni tra WiMax e le altre tecnologie, quale il roll-out consigliato (Voice and data connectivity, video, data sharing…) e quali le killer application capaci di riportare le aziende a interessanti livelli produttivi e competitivi sono aspetti che si alterneranno in un vivace confronto fra gli operatori e i professionisti del settore.

Si tratta di un dibattito che non solo troverà ampio spazio nella sua naturale sede, a Wlan Business Forum 2009, ma sarà ampiamente trattato anche da M2M Forum 2009. La tecnologia WiMax si presenta, infatti, con un potenziale quasi inesplorato nel comparto strettamente produttivo del machine to machine.

Negli ultimi anni, il mercato della applicazioni M2M ha registrato una forte crescita e mostrato enormi potenzialità con soluzioni che spaziano dalla gestione degli impianti industriali ai servizi per le utilities, dal monitoraggio e telecontrollo alla manutenzione. Potrebbe il WiMax trovare uno sviluppo anche nel settore delle reti che gestiscono servizi di pubblica utilità? In ambito europeo gli esempi non mancano: servizi di videosorveglianza, controllo del territorio (inquinamento, traffico, ecc.), gestioni delle utilities (luce, acqua, ecc.). Le infrastrutture per i servizi pubblici necessitano, infatti, di reti territoriali sicure per il monitoraggio e il controllo di servizi indispensabili e ad alta criticità. In questi ambiti il WiMax potrebbe risultare la soluzione indicata.

In un momento di recessione economica come quello attuale, ogni investimento in nuove tecnologie è estremamente delicato, e spesso, si preferisce implementare le strutture esistenti invece di dare spazio all’innovazione. Wlan Business Forum 2009 e M2M Forum 2009 si preannunciano come un momento di grande attualità per delineare i possibili scenari di questo mercato, in grado di offrire ai presenti un panorama completo delle potenzialità della tecnologia WiMax come strumento integrabile e multifunzionale, capace di ridurre i costi operativi e massimizzare l’investimento.

Un recente survey condotta da Senza Fili Consulting, società di ricerca statunitense fondata da Monica Paolini, e intitolata “Expanding the Reach of Health Care in Developping Nations with WiMax”, mostra come le connessioni broadband real-time WiMax consentano di raccogliere le informazioni sanitarie di un paziente, condividerle tra il personale medico e paramedico anche a grandi distanze, senza sprechi di tempo e costi. In un’area rurale in Nigeria, per esempio, è stata creata una rete tra i centri abitativi e l’ospedale centrale così da coordinare le chiamate delle ambulanze e migliorare l’assistenza in regime d’urgenza. In 7 anni il numero dei pazienti che hanno potuto usufruire di un pronto intervento è aumentato da 59 a 352. Inoltre, il numero di pazienti che hanno ricevuto un’assistenza diretta, senza la necessità di un ricovero è raddoppiata. In termini economici il risultato è altrettanto interessante: i costi di installazione e il 50% del capitale iniziale sono stati completamente recuperati in meno di sei anni.

L’efficienza in termine di costi e sicurezza raggiungibile nel settore medico grazie alla tecnologia WiMax, è un risultato concretamente raggiungibile in ogni comparto, sia esso pubblico o privato, di servizi o produttivo.

Di questo, e non solo, si parlerà a Wlan Business Forum e M2M Forum, con approfondimento su temi di grande interesse e attualità.

Per informazioni e aggiornamenti: www.wlanforum.eu e www.m2mforum.com, dove è anche possibile, per gli operatori del settore, registrarsi gratuitamente all’evento.

Informazioni su WIRELESS

WIRELESS è il punto di riferimento italiano della filiera di operatori nel settore delle tecnologie ICT e multimedia. Wireless anticipa scenari e soluzioni, descrive esperienze e prodotti concreti, offre occasioni di dibattito, confronto, scambio commerciale e networking tra aziende, istituzioni e mercati, realizzando eventi, conferenze, convegni e seminari formativi (www.gowireless.it).

Contatti

Michela Gnemmi
mgnemmi@gowireless.it

WIRELESS Srl
Via Monte Rosa, 11 – 20149 Milano
Tel 02/48517925 - Fax 02/460015

Francesca Tolimieri

ftolimieri@gowireless.it

Astralys

Via Matteotti, 77 – 20041 Agrate Brianza (MI)

Tel/Fax 0396210037

giovedì 8 gennaio 2009

Roma: Rete Provincia Wi-Fi

E' partita poco prima di Natale la sperimentazione del piano "Rete Provincia Wi-Fi", il cui ambizioso obiettivo dichiarato nelle linee guida del "Piano Innovazione" della Provincia di Roma è l'installazione di circa 500 hotspot Wifi all'interno del territorio provinciale entro il prossimo 2010.

Il progetto prevede di dotare ogni comune della provincia di almeno un punto di accesso gratuito a internet senza fili. L'obiettivo è alquanto ambizioso dal momento che siamo in presenza del più grande progetto italiano per la diffusione del wifi per numero di Comuni coinvolti (ben 121), estensione del territorio (5.000 Kmq) e numero di abitanti (4 milioni di persone).

L'avvio sperimentale del progetto ha già raggiunto con successo 30 comuni: gli hot-spot per queste reti wireless metropolitane sono stati installati in diverse aree pubbliche come centri per l' occupazione, uffici di informazione turistica, piazze, parchi, biblioteche comunali e in diversi esercizi pubblici che ne hanno fatto richiesta per facilitare l'accesso a internet dei propri clienti.

Per accedere alla rete è sufficiente trovarsi a 100/150 metri circa di distanza da un hot-spot con un dispositivo dotato di tecnologia Wifi (computer portatili, Smart phone, palmari, etc..); il primo accesso al servizio - nel rispetto del decreto Pisanu – prevede una registrazione gratuita che consente l'accesso ad internet fino ad un'ora cumulativa al giorno (almeno durante la fase di test).

Grazie a questo progetto promosso con fervore dal presidente della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti, il territorio romano sarà uno dei più tecnologicamente avanzati d'Italia, ergendosi a esempio della democratizzazione su larga scala di infrastrutture altamente tecnologiche contro quel digital divide che è alla radice della lentezza con cui il nostro paese si è avviato sulla strada della modernità telematica.

martedì 18 novembre 2008

POPWIFI: a Trento e Bologna per Natale regalati l’adsl senza fili!

Si allarga la copertura wireless proposta da PopWiFi: Trento e Bologna ora connesse



Per i residenti di Trento e Bologna questo Natale c’è un’idea regalo in più: una connessione ADSL senza fili a costi concorrenziali.

L’offerta è proposta da PopWiFi, marchio della società ASDASD srl, che già da vari anni opera nel networking e nella consulenza informatica.

PopWiFi è uno dei servizi di punta dell’azienda che si è già fatto ben conoscere in Triveneto e Toscana, dove ha portato connessioni a banda larga tanto attese da residenti e aziende rimaste scoperte dagli altri operatori.

La rete ASDASD per PopWiFi dispone già di punti di accesso in fibra ottica nelle maggiori città (Milano, Venezia, Padova, Treviso, Belluno, Arezzo, Firenze) e di una rete all'avanguardia, che unita alla tecnologia WiFi permette di fornire accesso a larga banda ai clienti direttamente, senza problematiche di ultimo miglio e a costi molto interessanti.

Costi ora accessibili anche a tutti i clienti delle province di Trento e Bologna così come consultabile sulle rispettive pagine del sito del servizio: http://popwifi.it/trentino/ e http://popwifi.it/bologna/

Il nuovo servizio ad oggi attivo permette infatti di accedere a costi contenuti ad una connettività stabile e veloce, appoggiata su una tecnologia semplice da attivare per qualsiasi utente e grazie al supporto dei competenti tecnici di PopWiFi.

Con Trento e Bologna la copertura della rete PopWiFi diventa sempre più ampia e raggiunge due nuove importanti aree che vengono così servite anche nelle zone periferiche della provincia non raggiunte via cavo.

Per le tariffe si invita a consultare il sito PopWiFi alle pagine già segnalate: http://popwifi.it/trentino/ e http://popwifi.it/bologna/. Condizioni e caratteristiche dell’offerta come ivi indicate.



ASDASD [http://www.asdasd.it]
Azienda giovane e dinamica specializzata in networking e consulenza informatica. Offre servizi di telefonia, connettività, VPN, Housing e Hosting. Vanta tecnici che possono contare su un'esperienza pluriennale di consulenza e operatività nel settore, presso numerose aziende ed enti di diverso calibro, in qualità di amministratori di reti (su piattaforma Unix, Win32), sistemisti, programmatori di data base e sistemi complessi per web, sviluppatori di tecnologie avanzate per il networking e di sistemi informativi interattivi (sms, etc.).




Contatto Stampa:
Elena Ianeselli – Rossella Biondani
c/o Brain Emotion
Vicolo Calcirelli, 7 – 37122 Verona
Tel. 045/8106099
Fax 045/4850930
Email press@brainemotion.it

giovedì 2 ottobre 2008

Webnews.it svela il Wi-fi di Torino

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WEBNEWS.IT SVELA IL WI-FI DI TORINO

Il quotidiano on line di tecnologia rivela in anteprima i 15 hotspot già attivi per le strade di Torino


La rilevazione di un "captive portal" e la segnalazione di alcuni hotspot per le vie di Torino hanno offerto lo spunto per la scoperta di una rete WiFi pubblica che vede il capoluogo piemontese protagonista di un progetto di tutto interesse. Secondo quanto svelato da Webnews.it (http://www.webnews.it/news/leggi/9253/torino-e-pronta-per-il-wifi-pubblico/), la società AEMnet sta infatti implementando una piattaforma di rete a banda larga per le telecomunicazioni e 15 hotspot sarebbero già operativi.

Non solo: un bando è in via di definizione per la ricerca di un operatore che controlli la navigazione tramite tali hotspot, mentre l'accesso ai siti istituzionali rimarrà aperto e libero. In collaborazione con i poli universitari cittadini, infine, si avrà una base unica per gli account, così che uno studente possa collegarsi agli hotspot con gli stessi nomi e password utilizzati nelle reti degli atenei.



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Simona Falasca
Ufficio Stampa e PR

Gruppo HTML.it
Via Franco Angeli, 5
00155 - Roma - Italy
Tel. +39(0)6.2300082 - Fax +39(0)6.23218617
Utente Skype: simona.falasca

venerdì 11 aprile 2008

Wi-MAX: la nuova soluzione per la connessione e trasmissione senza fili

Wi-MAX: la nuova soluzione per la connessione e trasmissione senza fili

Wi-MAX (World Interoperability for Microwave Access), è una tecnologia basata sullo standard IEEE 802.16, conosciuto anche come WirelessMAN (wireless metropolitan area network). Oggi si pensa che possa rappresentare la nuova soluzione per la connessione e trasmissione senza fili d'accesso a banda larga con velocità e costi relativamente bassi da lasciar pensare anche ad una sua rapida diffusione nel mercato.

Mediante questa azione di article marketing si vuole denunciare il ritardo dell'Italia nell'implementare una tecnologia che ha l'enorme vantaggio di poter essere utilizzato su qualsiasi tipo di territorio, a prescindere dalla sua collocazione geografica, rendendolo competitivo sul mercato per ogni tipo di utenza, dal singolo cittadino all'intera azienda. Wi-MAX è in grado di operare sia su bande di frequenza sottoposte a licenza (cioè porzioni di bande assegnate ad uso esclusivo dalle istituzioni governative preposte a enti e aziende, solitamente dietro compenso) che su bande "libere" (cioè su frequenze per il cui utilizzo non vi è alcun pagamento).

Ci sono oggi due applicazioni principali di WiMAX: le applicazioni fisse di WiMAX, dette punto-punto multiplo, che permettono l'accesso a banda larga alle sedi fisse ed il WiMAX mobile che offre l'accessibilità completa dalle reti cellulari con le vere velocità della banda larga. Sia le applicazioni fisse che mobili di WiMAX sono state ideate per trasportare ovunque i servizi della rete senza fili a banda larga (quindi ad alto-rendimento) ad un basso costo.

WiMax o Wi-Fi?
Il WiMax rappresenta la svolta odierna. Il problema è che non esiste ancora un unico Wi-Max ma diverse tecnologie Wi-Max. Oggi la più consolidata è la 802.16:2004 che però non permette la mobilità mentre il vantaggio del --Fi è proprio consentire il 'nomadismo'. La mobilità potrebbe essere garantita dal Wi-Max noto come 802.16e, per il quale in Italia non ci sono ancora le licenze. Le due modalità di Wi-Max, per di più, non sono compatibili tra loro, quindi non avrebbe senso utilizzare ora quella disponibile per passare poi all'altra, visto che nel passaggio dovrebbero essere cambiati tutti gli apparati. Ma è soprattutto la mancanza di terminali provvisti di Wi-Max, a far propendere per il Wi-Fi: Ormai tutti i portatili, palmari e telefonini ne sono dotati. E per quanto riguarda i costi? Il Wi-Fi è ancora molto costoso, ma non vedo grandi vantaggi economici nel Wi-Max.

Una singola antenna può consentire (a livello teorico) la copertura di un area di 50 chilometri, con banda fino a 74 Mbps (Megabits per secondo). Ben superiore, dunque, come portata alle connessioni Wi-Fi, limitate a poche decine-centinaia di metri. Secondo il Wi-Max Forum, un consorzio di oltre 300 aziende, entro pochi anni questo standard si imporrà come alternativa economica alle linee xDSL e agli altri tipi di accesso ad Internet su cavo, incluse le altre soluzioni di connessione di tipo cablato o wireless, proposte attualmente per coprire l'«ultimo miglio».

Negli ultimi anni in paesi come la Francia, la Germania, la Spagna e il Regno Unito sono state lanciate offerte commerciali con velocità e prezzi paragonabili all'Adsl (velocità fino a 4 Mbps e tariffe flat di alcune decine di euro al mese).

L'uso del Wi-Max è considerato molto importante per ridurre il cosiddetto "digital divide" (divario digitale) in quelle aree del Paese in cui le tecnologie di accesso su cavo non sono state finora sostenibili per le aziende a causa dei costi del cablaggio.

In Italia il ritardo accumulato finora nel lancio della nuova tecnologia è dovuto essenzialmente alle frequenze su cui andrà a operare, poiché erano di proprietà del ministero della Difesa e destinate ad un uso militare. Vi è pure chi ritiene che un altro freno al lancio del Wi-Max in Italia sia costituito dai timori delle compagnie di telefonia mobile che hanno pagato a carissimo prezzo le licenze Umts e che temono la nuova tecnologia come loro potenziale rivale. C'è da ammettere, però, che rispetto al segnale Umts il Wi-Max è limitato nel passaggio dell'utente tra antenne diverse e, in particolare, potrebbe non funzionare su veicoli in movimento che viaggiano a oltre 120 km/h.

Per maggiori informazioni: Article Marketing

martedì 10 aprile 2007

UMPC Raon Digital Vega: il PC nel palmo di una mano!

Siena – 10 Aprile 2007 – Moboutlet (www.moboutlet.it), uno dei principali distributori italiani di prodotti mobile annuncia la distribuzione esclusiva del nuovo UMPC (Ultra Mobile PC) Vega di Raon Digital (www.raondigital.com)


Caratterizzato da un design esclusivo, il nuovo Vega di Raon Digital dispone di un display LCD Touchscreen da 4,3’’ con una risoluzione video WVGA fino a 1920x1440.



Il tuo PC nel palmo di una mano!


Vega è più di un semplice PC Portatile: dotato di sistema operativo Windows XP Home Edition, permette di utilizzare le tipiche applicazioni per PC, sia per il lavoro che nel tempo libero.
Devi ultimare il tuo documento Word? Vuoi ascoltare la tua musica preferita? Vuoi avviare il tuo software GPS? Tutto nel palmo di una mano!


Connettività completa!


Con Raon Digital VEGA hai a disposizione connettività Wireless, Bluetooth, USB! Collegati ad Internet ovunque sia disponibile un hot spot wi-fi. Sincronizza o collegati ad Internet conil tuo cellulare o smartphone via bluetooth. Grazie alla porta USB inoltre, è possibile collegare qualsiasi dispositivo. Come se non bastasse è possibile collegare il VEGA ad un monitor o ad una TV grazie all’uscita VGA trasformandolo in una vera e propria stazione multimediale!

Piccolo ma potente!


Con soli 27mm di spessore ed un peso di 480 grammi inclusa la batteria standard (350 con la batteria slim), il Raon Digital Vega è uno dei più piccoli UMPC disponibili sul mercato. Al suo interno un processore AMD Geode LX800 da 500MHz caratterizzato da bassissimi consumi energetici in grado di ottimizzare al massimo la durata della batteria, che in normali condizioni si spinge oltre le 6 ore di autonomia.


Per lavoro e per svago


Il Vega di Raon Digital è ideale per lavoro ma anche il vostro tempo libero! Video, foto e musica nel palmo di una mano, utilizzando le casse integrate o l’uscita cuffie! Grazie al microfono integrato inoltre, il Vega è ideale anche come registratore vocale.


Specifiche tecniche


» CPU AMD Geode LX800. L1 64KB-1/64KB-D L2 128KB
» Velocità CPU 500MHz
» Sistema Operativo Microsoft Windows XP - Home Edition (Italiano)
» Memoria RAM 512MB SO-DIMM DDR400 (PC3200) 1x Slot
» Hard Disk Toshiba 1.8'' 30GB 4200rpm
» VGA Chipset High performance 2D graphics controller. Intel MMX + AMD 3Dnow
» Risoluzione VGA Fino a 1920x1440, 85Hz
» Display 4.3'' WVGA (93.6mm x 56.16mm) con tecnologia Touch-Screen
» Dispositivi di Input Schermo Touch-Screen / Tastiera USB (opzionale) / Mouse USB (opzionale)
» Interfacce Utente 1 x tasto di accensione, 1 x D-pad con tasto destro e sinistro del mouse, tasti multifunzione con supporto di: Pagina Sù, Pagina Giù, Blocco tasti, Controllo Volume, Spegnimento schermo LCD, etc. Cursore Synaptics Stick
» Connettività 1 x 802.11b/g WLAN (adattatore incluso), 1 x Bluetooth (adattatore incluso), 1 x VGA Port (adattatore incluso)
» Porte I/O 2 x USB 2.0, 1 x Cuffie, 1 x Microfono
» Audio RealTek ALC203 Stereo Speaker, Built-In 1Watt Speaker, jack 3.5mm per auricolare
» Case Case di materiale plastico
» Batteria Ioni di Litio ricaricabile da 3300mAh (durata 5,5 ore)
» Dotazione standard Adattatore AC, Cuffia Stereo, Pennino, Adattatore VGA, Adattatore WiFi, Adattatore Bluetooth, Manuale Utente (Inglese),
Utility CDs (Restore & Utilities)
» Dimensioni 160mm x 80mm x 27.5mm (L x A x P)
» Peso 480g con batteria standard
350g con batteria slim



Il nuovo UMPC Raon Digital VEGA è distribuito in esclusiva per l’Italia da Moboutlet


Il prezzo di vendita consigliato al pubblico è di € 799,00 fornito con sistema operativo Windows XP Home Edition in italiano preinstallato

Per avere maggiori informazioni o per sapere dove poter acquistare il prodotto potete conattare tecnosolution Marketing scrivendo a
info@tsmarketing.it o consultare il sito http://www.tsmarketing.it/


lunedì 15 gennaio 2007

Apple rilancia, nuovo modo di vedere la tv e l'iPod che si trasforma in cellulare


Al MacWorld expo Steve Jobs svela le grandi novità della mela
"Con l'iPhone abbiamo reinventato il telefono". Costerà 500 dollari

 Apple rilancia, nuovo modo di vedere la tv e l'iPod che si trasforma in cellulare SAN FRANCISCO - L'incantatore tecnologico ancora una volta ha sorpreso tutti. Andando - se possibile - oltre le aspettative. Era stato lui, Steve Jobs, ad annunciare in estate che sarebbe arrivata la iTv, ovvero uno scatolotto digitale in grado di fare vedere sul televisore di casa i filmati acquisiti da internet e in particolare acquistati su iTunes, il tutto senza fili. Ebbene, è arrivata ma adesso si chiama AppleTv, con il simbolo della mela morsicata.

In molti, analisti finanziari in testa, sostenevano che i tempi erano maturi per l'arrivo di un iPhone, ovvero un dispositivo che racchiudesse più funzioni in una: l'ascolto di musica, la possibilità di chiamare e la possibilità di essere in rete come un piccolo computer nelle nostre mani. Alla fine, dopo tanto parlare, l'iPhone è comparso, lasciando la platea a bocca aperta e lanciando il titolo dell'azienda a Wall Street. Nelle mani del padre di Apple - e nel grande schermo del Moscone Center, dove Jobs ha inaugurato il MacWorld Expo - si è visto un gadget decisamente innovativo, nel design e soprattutto nelle funzioni. Questa, insieme alla AppleTv, è la risposta della casa di Cupertino alla Microsoft di Bill Gates, che due giorni fa aveva illustrato a Las Vegas la sua visione della tecnologia prossima ventura.


L'iPhone. "Così Apple ha reinventato il telefono", ha ripetuto sornione Steve Jobs dal palco. Difficile dargli torto: sottile poco più di un centimetro, schermo da 3,5 pollici (quasi 9 centimetri), un altoparlante e un dock di connessione, proprio come per il lettore musicale di casa Apple, l'iPhone è un iPod widescreeen, poi si trasforma in un telefono con touch screen control e se necessario diventa un terminale intuitivo per connettersi alla rete. Tutto in un solo oggetto che quando è spento ha un bottone, uno solo, che dà il via. Jobs si è divertito a mostrare tutte le sue funzioni non disdegnando paragoni con i prodotti concorrenti. Ma per la Apple le cose sono sempre diverse, devono essere diverse: così l'iPhone è anche agenda e segreteria telefonica, è iPod video a tutto schermo, grazie ai suo 4 o 8 gigabyte di memoria, una macchina fotografica da 2 megapixel, e una postazione di email e navigazione web con il browser Safari (quello Apple) e al massimo della integrazione con il computer che si ha a casa. Sia esso Mac o Windows.

Insomma, un oggetto nato per vivere la mobilità nel segno di una tecnologia tecnologia spinta. Con la usuale attenzione di Apple per i dettagli, come i tre sensori: un accelerometro (se spostiamo il telefono lui sposta le immagini visualizzate), un sensore che spegne il display quando ci avviciniamo con l'orecchio all'altoparlante, e un sensore per la luce ambientale in chiave risparmio. E ancora: le fotografie che si zoomano e si spostano direttamente con le due dita, più o meno come faceva Tom Cruise nel film "Minority report". Tutto molto "cool", al punto che il ceo di Apple ha dovuto esclamare: "La killer application dell'iPhone? Beh, fare una telefonata: è così tutto innovativo".

E le cuffie? Sono bluetooth e quindi niente fili, in modo da poter ascoltare musica e nel caso telefonare senza intralci. Il design è accattivante, così come la semplicità d'uso che consente di cambiare il volto e l'anima di questo iPhone con naturalezza. Non a caso la prima telefonata fatta da Jobs con l'iPhone (per la cronaca alle 19.05 ora italiana) è stata fatta a Jon Ive, colui il quale l'iPod l'ha disegnato e al quale Jobs deve molto. Ancora, questo gioiello della tecnologia sarà Quad band, Gsm-EDGE, avrà capacità Wifi e basato su una versione ridotta del sistema operativo Mac Osx. L'autonomia? Forse rischia di essere il tallone d'achille di questo gioiello tecnologico: circa cinque ore in conversazione telefonica e 16 se si ascolta la musica. Detto questo, per poterlo toccare con mano si dovrà aspettare parecchio: giugno negli Usa (dove sarà venduto in esclusiva con la compagnia Cingular), fine anno per l'Europa e il 2008 per l'Asia. Prezzi in linea con la Apple, ovvero 499 dollari per il modello da 4 gigabyte e 599 per quello da 8 giga.

Jobs sembra avere le idee chiare e guarda lontano. Ha fatto due conti: considerato che i mercato della telefonia mobile sviluppa circa 950 milioni di pezzi all'anno, lui conta di venderne 10 milioni entro il 2008, ovvero una quota dell'1 per cento. Il che rappresenterebbe un risultato di assoluto rilievo. Del resto il lancio dell'iPhone e della AppleTv è piaciuto ai mercati, con il titolo della casa di Cupertino schizzato fino al 7 per cento nelle prime ore di contrattazione. Una spinta verso l'alto determinata anche dagli accordi annunciati con Yahoo! per la posta su

Apple tv. Se l'Iphone è stato il cuore di questo evento, AppleTv ha rappresentato la risposta al "nemico" Bill Gates, che ha deciso di puntare tutto sull'intrattenimento familiare multimediale. Jobs era salito sul palco del Macworld anticipato dalla note di "i feel good" di James Brown (omaggio al "re"del soul recentemente scomparso) ed è partito subito presentando il suo modo di intendere la televisione. Ovvero: voglia di semplificare. Così le immagini, grazie a questo nuovo prodotto, partono dal computer e quindi da iTunes, senza fili, per arrivare allo schermo della tv con film e serial. L'accordo con Paramount, tra l'altro, porta a 250 i film in catalogo di iTunes. AppleTv - uno scatolotto dalle forme che ricordano il mac mini, dispone di Usb2, ethernet, wifi b-g-n, possibilità di conservare e poi visualizzare film ad alta definizione grazie al suo hard disc da 40 gigabyte e processore Intel. Sarà disponibile già da febbraio a 299 dollari.


Origine: Repubblica

giovedì 11 gennaio 2007

Partito Pirata: Wi-Max libero!

Partito PIrata: Liberate il Wi-MAX

Introduzione
Se siete interessati al Wi-Fi od al Wi-MAX, e vedete in queste tecnologie la possibilità di portare Internet là dove finora non è potuta arrivare, allora aiutateci: queste tecnologie stanno per esserci scippate dai soliti oligopolisti ed il nostro sogno di libertà potrebbe svanire in una nuvola di fumo. Solo a Dicembre 2006 si è raggiunto un accordo per liberalizzarle (Ministero Difesa).

Wi-Fi e Wi-MAX come strumento di libertà
Fino ad oggi, per collegare un nuovo utente ad Internet è sempre stato necessario fare arrivare fino a casa sua un cavo in rame (come quello del telefono) od in fibra ottica. Questo vuol dire che per collegare ad Internet un cittadino che abiti lontano dai principali punti di accesso ad Internet può essere necessario stendere chilometri di cavo e spendere cifre esorbitanti. Per questo motivo, quasi tutta la popolazione italiana che vive lontano dalle grandi città è sempre rimasta esclusa da questa tecnologia e da tutti i vantaggi che essa comporta (ad esempio l'abbattimento dei costi di comunicazione voce che sono resi possibili dall'uso di sistemi VoIP come Skype o Gizmo).

La necessità di stendere del cavo ha creato dei problemi enormi anche a chi abita in città. Dato che stendere nuovi cavi in città comporta dei lavori di costo molto elevato (ottenere licenze, spaccare strade, stendere cavi, chiudere strade, etc.), in pratica tutti gli operatori, tranne Fastweb, si limitano a noleggiare i cavi esistenti da Telecom. Telecom sa di agire in regime di monopolio e fa i prezzi che vuole, a tutto svantaggio del mercato.

Una prima soluzione a questo problema è stato l'uso di sistemi Wi-Fi. Con questa tecnologia sono già state collegate ad Internet intere città, come San Francisco e Bologna, ed intere vallate, anche in Italia. Il Wi-Fi, tuttavia, soffre di alcune limitazioni tecniche che ne impediscono l'uso su distanze “geografiche” (diciamo, oltre il chilometro di distanza, per intenderci) e con bacini di utenza di dimensioni “metropolitane” (una piccola città od un grosso paese).

L'evoluzione del Wi-Fi nella direzione delle applicazioni “geografiche” e “metropolitane” è un nuovo standard noto come Wi-MAX. Questo standard permette di coprire una intera vallata alpina con un singolo ripetitore e di accontentare tutti i suoi abitanti.

Sfortunatamente, le frequenze usate da Wi-MAX sono di proprietà dell'esercito e solo a Dicembre 2006 si è raggiunto un accordo per liberalizzarle. Ora si pensa di assegnarle agli operatori commerciali con delle aste pubbliche molto simili a quelle usate per assegnare le frequenze dell'UMTS.

Perchè le aste sono una idea sbagliata?
Il caso dell'UMTS ha reso evidente il motivo per cui mettere all'asta le frequenze è una pessima idea: gli alti costi dell'asta devono poi essere scaricati sull'utente finale e, di conseguenza, trasformano in un prodotto di lusso, accessibile a pochi privilegiati, quella che avrebbe dovuto essere una soluzione tecnica destinata ad abbattere i costi di connessione ed a favorire i meno abbienti.

Non solo, questa situazione esclude dal mercato i piccoli operatori e, di conseguenza, rinforza ulteriormente la posizione di mercato ed i privilegi delle grandi aziende del settore.(Associazione Italiana Internet Providers).

Il fardello storico dell'UMTS
Nonostante il fatto che le aste siano una idea palesemente sbagliata, è molto probabile che venga intrapresa ugualmente questa strada per assegnare le frequenze del Wi-MAX. Il motivo è ovvio: se si liberalizzasse l'accesso alle frequenze del Wi-MAX, chiunque, con pochi soldi, potrebbe fare concorrenza alle grandi aziende che operano nel settore della telefonia e che usano lo standard UMTS. Queste aziende hanno pagato decine di milioni di euro per avere quelle frequenze e non vogliono certo vedersi rubare il mercato dai primi arrivati.

A questo punto, è chiaro che gli interessi di queste aziende sono palesemente in contrasto con gli interessi della comunità e dei consumatori. Di conseguenza, è necessario far sentire la propria voce per impedire che, ancora una volta, sia il più debole a dover soccombere.

Una modesta proposta
Una soluzione corretta ed intelligente al problema delle assegnazione delle frequenze esiste da tempo ed è già usata nella vita quotidiana: è la stessa soluzione legale usata per evitare la proliferazione delle antenne paraboliche sui tetti dei condomini.

Come probabilmente saprete, la legge prevede che non si possa (non si potrebbe...) installare liberamente una antenna parabolica sul tetto del palazzo se già esiste un impianto analogo. La legge prevede che il secondo arrivato abbia il diritto a collegarsi all'antenna esistente a patto che non crei problemi al proprietario e che gli versi una parte della cifra spesa per l'installazione dell'antenna, diciamo il 50%.

Quando viene applicata al Wi-MAX, questa soluzione funziona nel modo seguente.

  1. Il primo operatore che vuole coprire una certa area installa a sue spese l'antenna ed i ripetitori. Questi ripetitori usano una o più frequenze, scelte tra quelle disponibili.

  2. Chi arriva per secondo, ha il diritto (previsto per legge) di usare la stessa antenna, gli stessi ripetitori e le stesse frequenze per offrire lo stesso servizio ai suoi utenti. Ovviamente, è tenuto a pagare il 50% dei costi dell'antenna e dei ripetitori a chi l'ha installata. Il secondo arrivato è anche tenuto a non creare problemi a chi ha installato l'antenna ed i ripetitori. Di conseguenza, se il traffico che produce è tale da creare problemi, deve installare altri ripetitori a sue spese.

In questo modo è possibile servire una certa zona con una sola antenna che viene usata e condivisa da più operatori, massimizzando lo sfruttamento delle frequenze e degli impianti, senza ricorrere a meccanismi di assegnazione di tipo economico (aste) che favorirebbero i più forti.

La suddivisione del traffico tra i diversi operatori può avvenire a valle dell'antenna, sulla rete digitale, esattamente come avviene da tempo per la condivisione dello stesso cavo in rame tra i diversi operatori della telefonia.

Che fare?
Informatevi su questi temi. Maturate una vostra opinione. Diffondete le informazioni che avete raccolto e le opinioni che avete maturato. Solo la presenza di milioni di testimoni come voi, attenti e tecnicamente competenti, può costringere i nostri politici a rendere conto del loro operato e, di conseguenza, ad agire veramente nell'interesse della comunità e dei singoli cittadini/consumatori. Solo in questo modo si può evitare che vengano ulteriormente rafforzati i privilegi degli oligopolisti già esistenti.

Se potete, aiutateci in questo Google Bombing. Create una pagina web in cui parlate di Wi-Fi, di Wi-MAX o di altre tecnologie affini ed inserite da qualche parte un link HTML come questo:

http://www.partito-pirata.it/?q=node/49”>Wi-MAX

Oppure come questo (che linka la sola pagina, non il sito del Partito Pirata):

"http://www.partito-pirata.it/liberate_il_WIMAX.html">Wi-MAX

Se il numero di link di questo tipo sarà abbastanza alto, chiunque cercherà il termine Wi-MAX su Google nei prossimi mesi finirà per inciampare in questa pagina e sarà quasi costretto a conoscere le nostre opinioni su questo delicato tema. La nostra speranza è che leggano questo documento anche le persone che dovranno prendere decisioni in merito (politici e loro consulenti) e chi dovrà presentarle al pubblico (giornalisti).

Per qualunque necessità, potete contattarci attraverso la nostra mailing list:

http://www.piratpartiet.it/iscrizione.php

Oppure potete contattare direttamente l'autore di queste note a questo indirizzo:

alessandro.bottoni@infinito.it

martedì 9 gennaio 2007

COMUNICAZIONE - Wi-Fi, una rivoluzione anche per il volontariato

Se nel 2007 sarà estesa ai civili la tecnologia "Wi-max" (oggi usata dalla Difesa), che consente la connessione senza fili a internet entro un raggio di 50 chilometri, le telefonate utilizzando Skype si potranno fare anche con un moderno cellulare, scavalcando di colpo la telefonia mobile e a costi quasi irrilevanti.

- Parlare via Skype con il palmare si può, come ha dimostrato un esperimento di Redattore Sociale. Ecco quale può essere lo scenario dei prossimi mesi. E gli importanti vantaggi per il non profit, che ha già cominciato ad abbattere i costi delle bollette grazie ai nuovi software per le telefonate attraverso il web. vai>>

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Il magazine non ha fini di lucro e i contenuti vengono prodotti al di fuori delle tradizionali Industrie dell'Editoria o dell'Intrattenimento, coinvolgendo ogni settore della Società dell'Informazione, fino a giungere agli stessi utilizzatori di Internet, che così divengono contemporaneamente produttori e fruitori delle informazioni diffuse in Rete.

Da qui l’ambizione ad essere una piena espressione dell'Art. 21 della Costituzione Italiana.

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