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sabato 1 novembre 2008

IPHONE VODAFONE: SPECIALE PRESIDENZIALI USA 2008



Vodafone - Speciale Presidenziali USA 2008

Chi sara' il 44esimo presidente degli Stati Uniti d'America?

Tutte le news e le notizie dell'ultim'ora su my live!

Per scoprire in tempo reale chi sara' il nuovo presidente degli Stati Uniti d'America, rimanere aggiornati sulle mosse dei candidati, leggere l'ultima indiscrezione, avere sempre sottomano le ultime news sulla campagna elettorale piu' seguita del mondo, Vodafone Italia ha realizzato un nuovo servizio. Presidenziali 2008, che permette di seguire gli ultimi giorni della corsa alle presidenziali americane gratuitamente sul proprio iPhone 3G e sulla pagina web personale di my live! l'applicazione di Vodafone sviluppata ad hoc per l'iPhone.

Per accedere al servizio e leggere in tempo reale tutte le notizie sulla sfida per la Casa Bianca aggiornate all'ultimo minuto e' sufficiente visitare la pagina web http://mylive.vodafone.it e selezionare il widget PRESIDENZIALI 2008, all'interno della categoria Informazione, o semplicemente lanciare l'applicazione Vodafone my live! su iPhone 3G e selezionare il widget PRESIDENZIALI 2008.

Vodafone my live!

Vodafone my live! e' l'esclusivo software realizzato da Vodafone per personalizzare al meglio il proprio iPhone 3G. Con Vodafone my live! e' possibile raggruppare e rendere disponibile sin da subito tutti i propri servizi d'informazione preferiti (dalle news, all'oroscopo allo sport, alla posta elettronica e tanto altro). E' possibile scaricare Vodafone my live! su iPhone dall'Apple Store o da iTunes. Vodafone my live! e' accessibile anche dal browser del MAC o PC, all'indirizzo: http://mylive.vodafone.it

domenica 8 giugno 2008

iPhone a 90 euro. Italia, prossima settimana decisiva?

Tecnologia: Accordo fra Apple e la compagnia Telefonica.

Forse lunedì la data dell'arrivo in Italia

L'iPhone a 90 euro. E la Spagna batte tutti

Corriere.it - MADRID - Quanto? Quando? Per saperlo gli italiani dovranno aspettare fino a lunedì sera, forse martedì. Gli spagnoli lo sanno già: a partire da luglio Telefónica venderà in esclusiva l'iPhone in terra iberica a un prezzo «sovvenzionato » che oscillerà tra gli 80 e i 100 euro. La notizia viene dal quotidiano economico Expansión. Le due aziende interessate confermano. Per averlo a questa cifra gli utenti dovranno accettare un contratto fino a due anni (più è lungo, meno paghi l'apparecchio) con la compagnia telefonica. Anche in questi termini, il prezzo ridotto (lo smart phone della Apple è venduto negli Stati Uniti tra i 400 e i 600 dollari) rappresenta una novità. Tanto più che la Spagna non dovrebbe costituire un'eccezione nel panorama europeo.

I ribassi non sono dovuti ai venti di crisi che soffiano su Madrid. Si tratta di un cambio di marcia — e di portafoglio—che va oltre i Pirenei. Basta «craccare» l'iPhone. Anche in altri Paesi il prezzo dovrebbe aggirarsi sui 100 euro a quanto scrive Expansión. In Gran Bretagna sarebbe un po' più alto (100 sterline, secondo le indiscrezioni raccolte dal Times). Lo sbarco in Europa dell'ultimo nato della casa di Cupertino costituisce un mutamento di strategia. Tutto per raggiungere l'obiettivo prefissato di 10 milioni di pezzi venduti nel mondo entro la fine del 2008.

A sbarcare in Europa per l'estate sarà il nuovo iPhone, quello che Steve Jobs, ad di Apple, non ha ancora presentato. Dovrebbe farlo lunedì, dalla California, intervenendo a una conferenza degli «sviluppatori» dell'azienda. Il nuovo iPhone 3G, quello che sarà messo in vendita in Italia sia da Telecom, attraverso Tim, che da Vodafone. Quando? I primi annunci dicevano «fine giugno». Ma non c'è nulla di ufficiale, anche per quanto riguarda il costo e le condizioni di vendita. Due i modelli: uno da 8 e uno da 16 giga, disponibili in più colori, e non solo in nero. A differenza degli Usa e di altri Paesi, in Italia Apple dovrebbe rinunciare al modello di revenue sharing, cioè al guadagno non solo sulla vendita dell'hardware, ma anche sui servizi offerti dagli operatori. Ma non è ancora chiaro se questi ultimi bloccheranno la Sim sui telefoni Apple, per evitare la «migrazione» immediata dei clienti.

Sarà Jobs a rivelare nel dettaglio le specifiche del nuovo apparecchio, che dispone di uno schermo touch screen, combina le funzioni di un telefono con quelle di un lettore di musica digitale e di un'agenda elettronica. Rispetto alla prima versione, la 3G sarà più veloce e in grado di lavorare sulle reti di terza generazione. Permetterà di accedere a tutti i servizi con una rapidità maggiore rispetto alla versione originale Edge, prevalente negli Usa, e a quella equivalente 2G, in vendita da alcuni mesi in Paesi europei come la Germania (ma che si trova anche, col chip «sbloccato», in alcuni negozi in Italia, con un prezzo superiore ai 450 euro). In Spagna gli apparecchi così «craccati» sarebbero circa 10 mila (in Cina 600.000). Da luglio arriveranno nei negozi quelli nuovi pronti all'uso a prezzi sovvenzionati. Ma bisogna mettersi in coda. Già nei prossimi giorni sul sito Internet di Movistar si apriranno le liste di attesa.

M. Fa.
07 giugno 2008(ultima modifica: 08 giugno 2008)

martedì 18 settembre 2007

Lulu.com scrive un nuovo capitolo nel libro del Self Publishing


Nuovo sito e nuove funzionalità per Lulu 2.0

RALEIGH, NC, 18 settembre 2007
– Cinque anni e oltre un milione di utenti registrati, hanno fatto di Lulu.com uno dei siti Internet a maggiore crescita e la piattaforma leader per i nuovi contenuti digitali sul Web. Cosa fa, quindi, Lulu per un bis? Prende il sito, lo scompone e lo migliora!

Lulu allarga il proprio bacino di utenza attraverso un nuovo design, un’esperienza migliorata per i navigatori, così come funzionalità implementate e ulteriori risorse per il marketing, rendendo così la pubblicazione ancora più semplice e divertente che mai.

“Il successo di Lulu è il risultato diretto della creatività di centinaia di migliaia di autori, fotografi, musicisti e registi”, ha dichiarato Bob Young, fondatore e CEO di Lulu.com. “Questi singoli e le aziende, stanno creando un nuovo lavoro che arricchisce le vite dei loro lettori, clienti e spettatori. Questo rilancio completo del nostro sito permetterà agli utenti di Lulu di creare, acquistare vendere e condividere contenuti migliori in maniera più veloce, e di arricchire le vite di tutti noi nel mondo.”

Cosa c’è di realmente nuovo? Implementando la già innovativa tecnologia di Lulu, la nuova funzionalità del sito – Lulu 2.0 - include una nuova interfaccia, un processo del Wizard migliorato e più semplice, così come il continuo impegno nella localizzazione e nella costante crescita della comunità globale di Lulu.

“Abbiamo voluto rendere le molteplici caratteristiche del nostro sito più facili da trovare per i nostri utenti,” ha detto Young, “Il nostro nuovo sito ha spostato Lulu dalla posizione di fornitore di servizi – come libri o CD – a fornitore di soluzioni – come libri di poesie, manuali tecnici e guide per i viaggi – per i nostri utenti.”

Cos’altro chiedi? Lulu.com ha migliorato il modo in cui gli utenti controllano e interagiscono con i propri progetti, introducendo il Lulu Studio™, uno strumento basato su Flash che non fornisce solo uno strumento basato su Web per la composizione, ma anche una piattaforma che permette agli utenti – per la prima volta – di incorporare immagini concesse in licenza nelle proprie opere in maniera flessibile ed efficace dal punto di vista dei costi.

La release di Lulu Studio™ porta nuovi temi, più opzioni per la carta, costruzione delle pagine e template per le copertine, con un processo di stampa delle foto a maggiore risoluzione. Questi Album Fotografici di maggiore qualità sono la prima offerta del Lulu Studio™, insieme ai calendari, aggiunti proprio in tempo per la stagione delle feste.

Lulu, inoltre, offre la possibilità di arricchire i propri contenuti, grazie all’accesso di materiale concesso in licenza della vasta libreria di Getty Images, tramite utilizzo “pay-per-image” che verrà incluso nel costo del libro. Getty Images, il fornitore online leader a livello mondiale di immagini concesse in licenza, ha reso disponibile agli autori di Lulu una libreria di oltre 100.000 immagini, al prezzo ‘pay-per-image’ di 1 Euro per l’utilizzo delle immagini in copertina e di 0.50 Euro per le pagine interne.

Questo accordo permetterà ai creatori di accedere ad immagini professionali, in precedenza disponibili solo per migliaia di Euro. Gli autori di Lulu potranno includere queste immagini nei propri libri al costi di pochi centesimi per ogni libro venduto, permettendo loro di creare prodotti a valore aggiunto e più vendibili.

La nuova sezione di servizi per il Marketing rende più semplice la promozione e la vendita di libri, calendari, musica o video. Hai bisogno di suggerimenti per il tuo comunicato stampa? Ti interessa rendere disponibile il tuo libro per delle recensioni? Trovi tutto e molto altro nella sezione “Servizi per il Marketing”.

Lulu rende già semplice per gli autori raggiungere tutti i lettori di ebook, offrendo il servizio di ottimizzazione eBook, che trasforma i testi in file Sony Reader pronti da scaricare. Ma Lulu 2.0 espande la propria offerta rendendo disponibile, per ogni libro, la formattazione del testo pronto da leggere su iPhone. Un tempo disponibile solo per le grandi case editrici, ora i singoli autori possono pubblicare e vendere i propri libri sia come download che agli utenti iPhone.

Come ha dichiarato Bob Young, “Le caratteristiche sono straordinarie, ma i benefici sono maggiori. Dare il potere a chiunque di creare e trarre profitto dalle proprie opere è ciò che Lulu ha fatto sin dall’inizio. “Lulu 2.0” pone strumenti migliori nelle mani dei nostri utenti per rendere più semplice che mai il portare le proprie opere al pubblico di riferimento.”

A proposito di Lulu.com:

Lulu.com è il mercato leader per i nuovi contenuti digitali su Internet, con oltre 300.000 titoli pubblicati e oltre 4.000 nuovi titoli aggiunti ogni settimana, creati da persone provenienti da 80 diversi paesi del mondo. Con oltre 1 milione di utenti registrati, Lulu sta cambiando il mondo dell’editoria, permettendo ai creatori di libri, video, giornali, file multimediali e altri contenuti, di pubblicare i propri lavori con il completo controllo editoriale e dei diritti. Lulu permette a singoli e aziende di creare prodotti di alta qualità da vendere direttamente ai propri clienti e al resto del mercato di Lulu.com. Con vetrine virtuali fornite, così come un’assistenza di marketing, i creatori sono pienamente supportati per trarre profitto dai propri lavori. Con uffici negli Stati Uniti, Canada ed Europa, gli utenti di Lulu possono raggiungere tutto il mondo.

# # #
Per ulteriori informazioni su Lulu.com:
Eleonora Gandini
PR Manager Italy Lulu.com
egandini@lulu.com
tel.+39 348 0528567
oppure europe_pr@lulu.com

venerdì 6 luglio 2007

iPhone Apple arriverà in Italia nel 2008

iPhone, in autunno il lancio europeo.

Ma in Italia non arriverà prima del 2008

L'indiscrezione del Financial Times: "iPhone a novembre solo in Francia, Germania e UK"
Ma Telefonica, che con O2 dovrebbe occuparsi del lancio inglese, smentisce


 iPhone, in autunno il lancio europeo Ma in Italia non arriverà prima del 2008 LONDRA - Gli italiani non potranno mettere le mani sull'iPhone prima del prossimo anno, anche se il lancio europeo è previsto per questo autunno. Secondo indiscrezioni raccolte dal Financial Times, la Apple avrebbe deciso di rimandare lo sbarco nel nostro paese per concentrarsi su mercati più grandi e lucrativi. Già quest'autunno, infatti, l'ibrido cellulare-iPod della Apple sarà lanciato in Francia, Inghilterra e Germania. Con buona pace degli altri.

"Come quando nel caso dell'iTunes Store - si legge sul Financial Times - Apple limiterà le vendite dell'iPhone a Francia, Inghilterra e Germania. Il resto dell'Europa dovrà aspettare il 2008. La mossa ha un senso, visto che nessun operatore europeo copre tutto il continente. Così hanno scelto di stipulare accordi con i maggiori operatori dei tre mercati più importanti". Per la precisione, Orange in Francia, T-Mobile in Germania e O2 in Inghilterra.

I fan della Mela nostrani, però, non perdano ancora le speranza. Per quanto la fonte dell'indiscrezione - il Financial Times - sia autorevole, non ci sono state conferme. E Telefonica, la telecom spagnola che possiede l'inglese O2, nega di aver raggiunto un qualsiasi accordo con Apple. Che, a sua volta, non "commenta sulle indiscrezioni". Anche la filiale italiana della Apple è all'oscuro di tutto: "Noi non sappiamo ancora nulla - fa sapere la responsabile italiana Tiziana Scanu - e da Cupertino non è arrivata alcuna comunicazione al riguardo. Tutto ciò che riguarda il lancio europeo è ancora top-secret". Ed in effetti, non esiste ancora nessuna data ufficiale per il lancio europeo. Se non un generico "fine 2007" trapelato a gennaio scorso durante la presentazione del cellulare. Che poi non sarebbe molto lontano dall'inizio del 2008 prospettato da Financial Times.


Origine: Repubblica

domenica 1 luglio 2007

Super-cellulare Apple: Negli Usa è il giorno dell'iPhone.

Negli Usa è il giorno dell'iPhone. L'ultimo trionfo di Steve Jobs

Alle 18 negli Usa (la mezzanotte in Italia) è iniziata la vendita del nuovo gioiello
In migliaia, anche per giorni, hanno atteso davanti ai negozi di Apple e At&t



 Negli Usa è il giorno dell'iPhone L'ultimo trionfo di Steve Jobs Ci sono voluti 5 mesi, 20 giorni e qualche ora. Ma l'iPhone, il supertelefonino multimediale della Apple, è arrivato: ha esordito sul mercato statunitense alle 18:00 di ieri, ora locale, la mezzanotte in Italia, in un clima di attesa frenetica. Saranno contenti i fan statunitensi della mela che aspettavano davanti ai negozi ormai da giorni. E sarà contento anche Steve Jobs, che è riuscito, letteralmente, a mettere in fila l'intera America. Merito di una campagna di ghost-marketing senza precedenti nella storia della telefonia.

"E' la storia, e voglio farne parte", dice Nicholas Haubrich, uno dei primi fortunati ad aver messo le mani su un iPhone. In fila come lui tanti altri: per le nove del mattino, di fronte al cubo di cristallo del negozio Apple su Fifth Avenue si era creata una fila di circa 160 persone. Anche Steve Wozniak, detto Woz, co-fondatore della Apple, ha aspettato come tutti gli altri. "E' da 30 anni che non faccio una fila così lunga - ha spiegato l'altro Steve, che indossava una maglietta con scritto "la fila comincia qui" - dall'ultimo concerto dei Rolling Stones a cui sono andato".

"Non ci sono trattamenti di favore", spiegano da Cupertino. E neanche le star sono sfuggite alle legge della fila. Il pr di Cher è stupito: "Ma Oscar e Grammy - si chiede scherzosamente - non ti garantiscono la precedenza?". E così, anche la superstar (o meglio, il suo assistente) è stata costretta ad aspettare, come tutti gli altri.

Adesso che l'iPhone è nelle mani degli acquirenti, però, si dicono tutti soddisfatti. "Non l'ho neanche provato, l'ho solo acceso - ammette fred Sagemore, da San Francisco - ma è il gadget più bello che abbia mai visto". Niente ferma i fan. Neanche il prezzo, non proprio accessibile: tra i 499 e i 599 dollari. "Mi sto giocando lo stipendio del prossimo mese - dice Jerry Taylor, 54 anni, appena uscito dallo store di New York - ma ne vale la pena. E' un Apple!"

I principali produttori di telefonini e di palmari sono preoccupati, e hanno tutti gli occhi puntati sul nuovo prodotto della casa dalla mela, che punta a entrare da big player nel mercato della telefonia: "Vogliamo vendere 10 milioni di unità entro il 2008", ha annunciato Jobs. E a alcuni analisti si spingono anche oltre prevedendo che iPhone potrebbe raggiungere quota 45 milioni in appena due anni. In Europa, però, arriverà solo alla fine del 2007.

Per Steve Jobs è l'apice. Il trionfo per cui ha lavorato da quando è rientrato, nel '97, alla Apple. Lo avevano estromesso nel 1986, perchè il consiglio d'amministrazione riteneva che la sua politica "visionaria" danneggiasse l'azienda. Dal suo rientro, però, ha mietuto un successo dopo l'altro. Proprio grazie alle sue visioni. Con l'iMac, ad esempio, il primo computer all-in-one. E con il famosissimo, vendutissimo iPod, il cui mercato ha ormai un valore di 10 miliardi di dollari. E, adesso, con l'iPhone. Che già prima di essere messo in vendita ha fatto salire del 30% il valore delle azioni Apple. Solo oggi, il giorno dell'immissione nel mercato, i titoli di Cupertino sono volati a più di 122 dollari, segnando un +1,23%. Figuriamoci dopo.


Origine: Repubblica

venerdì 29 giugno 2007

Ghost-marketing: Jobs suona la musica dell'iPhone

Jobs suona la musica dell'iPhone E' il maestro del ghost-marketing

L'ANALISI / Il lancio del cellulare-iPod è stato il trionfo della comunicazione
Non del prodotto, che ancora non c'era, ma del suo guru



 Jobs suona la musica dell'iPhone E' il maestro del ghost-marketing Ma si può davvero scrivere di tecnologia senza toccarla e viverla? Domanda molto seria in queste ore in cui leggerete, vedrete, ascolterete chilometri di presentazioni dell'iPhone. Ebbene la risposta è che no, non si può. La tecnologia - con questo intendendo sia gli oggetti che le forme dei servizi, dalla posta elettronica a una chat, da un blog a una community - la capisci bene e fino in fondo se "la vivi". E l'iPhone, che esce il 29 giugno negli Stati Uniti, chi se l'è mai vissuto? Chi l'ha visto? Chi l'ha toccato e usato a fondo? E se qualcuno sta aspettando di notte davanti a un negozio l'apertura e l'acquisto, questo significa solo che al mondo c'è qualcuno capace di suonare le persone come violini, come solo alle grandi star riesce di fare per i loro concerti.

E' il trionfo della comunicazione, non del prodotto, che materialmente non c'è. Il che non significa che il prodotto sia buono o cattivo. Significa che non c'è. La realtà è questo guscio di segni ed emozioni senza un dentro. Ora però se sei un giornalista, puoi bivaccare anche tu ai piedi dell'iPhone?. "E' una rivoluzione? Bene, arrivi, ne parleremo".

Lo so che non si può, ma dovrebbe essere questa la risposta di ogni giornalista serio all'approccio delle diverse case produttrici. E poiché alla presentazione, in gennaio, fatta a San Francisco c'erano migliaia di reporter, è evidente che ho torto io e la ragione sta dalla loro parte. Ma vorrei sapere se in termini di informazione qualcuno di loro sia riuscito a scrivere qualcosa di più efficace della presentazione di Steve Jobs, ancora reperibile sul sito Apple (Il link? Cercatevelo, non ci casco). Li c'era tutto, a zero ore di volo, e senza l'obbligo di applaudire adoranti ad ogni gesto del guru, non perché non meritasse l'applauso, ma perché nessuno merita di essere adorato.

A un certo punto della presentazione Jobs fa una telefonata. Cioè c'è una persona che dall'altra parte ha detto: pronto. Hanno applaudito.

C'è un sublime pezzo di bravura in YouTube, che ha avuto un gran successo negli ultimi mesi. Tutto ciò cui può servire un iPhone: può essere un computer, una calcolatrice, una caffettiera, un tritacarne, un fon per i capelli, un rasoio, un piatto dove mangiare, un vibratore, un penis enlarger, una bomba, e alla fine, ebbene sì, può servire a fare una telefonata. Ma questa è satira perdente, come i fotoritocchi proliferati a ridosso della campagna di Berlusconi, i famosi "meno tasse per Totti". Certificano solo il successo della campagna ed amplificano il brusio attorno al prodotto. Non è satira, è subalternità.

Sotto questo aspetto il lancio con sei mesi di anticipo dell'iPhone sarà nei manuali di marketing del 2012 un capitolo particolarmente importante: come si è riusciti ad usare per la prima volta la rete in ogni suo più piccolo ganglio, nodo, punto di aggregazione e interazione, per diffondere, disseminare, capillarizzare la conversazione attorno al prodotto senza che il prodotto fosse presente.

Il ghost-marketing è la concretizzazione di una legge umana fondamentale: che desideriamo e vogliamo intensamente tutto ciò che non abbiamo, mentre il possesso estingue il desiderio e apre la strada alla conoscenza critica, alla recriminazione, e, alla fine, al rifiuto.

Jobs non ha fatto l'errore di darci l'Oggetto. Ha lasciato che la nuvola dell'aspettativa si allargasse a dismisura non senza venarla delle cupezze del dubbio - per mesi blogger ispirati hanno alluso: "Ci sono problemi...." Quindi l'oggetto è stato dato a pochi, mirati e per la verità competentissimi giornalisti americani. I quali in queste ore ci hanno detto con serietà cose importanti, due almeno: che l'iPhone segna il punto più alto in cui computer e telefono si incontrano. E perché per fare tutto questo ci sarà bisogno di un utensile antico e sempre valido: la mano, che sceglie, naviga, seleziona e digita.

Hanno anche aggiunto un po' di dubbi che noi qui non raccogliamo, perché questo intervento non si occupa del prodotto (oddio, non che non siano cose vere: ha senz'altro importanza che usarlo dall'estero e in roaming costerà un botto di soldi, perché l'accordo è con una sola azienda telefonica. Ma del resto è già così, senza dover scomodare gli iPhone).

Ma torniamo al punto, che non è questo: stiamo forse parlando di qualcosa di reale, di un oggetto d'uso a noi noto? Per carità no: l'iPhone non esiste ancora, non fino al suo lancio nei negozi americani, e per noi europei anche oltre, a fine anno. Voglio vedere qual è il pirla che se lo compra a New York e lo porta qui senza che sia ancora in vigore un accordo con la Tim o Vodafone o sa Iddio chi. Davvero, in queste ore, è importante capire che non si parla di una cosa, ma si parla della parola, capire che i media raccontano "media-liti", reperti di comunicazione, e che sono obbligati a farlo. E la voce narrante, la musica è una sola. La sua.

Perché non è che il mondo abbia avuto altri che lui, SJ - lasciate stare i particolari, il Macintosh e poi l'iPod e poi iPhone. Il mondo ha avuto questo genio magro, ricco, che da ragazzo si faceva gli acidi e che ha scelto la mela, non a caso il simbolo più alto del Desiderio Implacabile. Oggi autore del rendez-vous che attendiamo da anni, della nascita del "settimo mass media", come qualcuno chiama il telefono dell'immediato futuro che chiama, il telefono che intrattiene, comunica e si collega. Abbiamo Steve Jobs, il grande Suggeritore, l'uomo che ha fatto della tecnologia una cultura del nostro tempo. E' lui la cosa, il prodotto, l'oggetto di cui parlare, è suo l'organetto che suona, noi le scimmiette che ballano sulla sua musica.


Origine: Repubblica

iPhone Apple: assalto ai negozi degli States

Usa, sale la febbre per l'iPhone nei negozi con la scorta armata

Cominciato l'assalto ai punti vendita di Apple e At&t in attesa del cellulare "rivoluzionario"
Verrà messo in vendita negli States il 29 giugno ma in tanti sono già in fila



 Usa, sale la febbre per l'iPhone nei negozi con la scorta armata "Un telefonino magico, rivoluzionario. Letteralmente cinque anni avanti rispetto a qualsiasi altro. Abbiamo reinventato il telefono". Macworld, 9 gennaio 2007, San Francisco. Durante la presentazione dell'iPhone, il cellulare Apple a lungo atteso dai fan, Steve Jobs, padre-padrone della società, non fece certo economia di aggettivi. Giurando: il nuovo dispositivo, un ibrido fra un iPod, un computer portatile e un cellulare, "rivoluzionerà" le comunicazioni telefoniche.

GUARDA LE IMMAGINI

L'idea di rivoluzione è stata sostenuta anche da una massiccia campagna di marketing. L'obiettivo era creare quello strano fenomeno che le persone dell'ambiente chiamano "hype". Un termine traducibile, se vogliamo, come "aspettativa ossessiva".

Ci sono riusciti. A torto o a ragione, milioni di persone hanno creduto alla "rivoluzione" promessa da Jobs, e si preparano all'avvento, previsto per il 29 giugno alle 6 del pomeriggio. Su Google, ricercando "iPhone", si ottengono più di 90 milioni di risultati. Ed è stato calcolato che, in poco più di 6 mesi, siano stati scritti 12mila articoli a riguardo.

E a New York, davanti al Cube, l'Apple Store di Manhattan, la fila si è cominciata a formare alle 5 di mattina del 24 giugno. Greg, il primo, ha già ottenuto i suoi 15 minuti di popolarità. "Voglio essere il primo al mondo ad avere l'iPhone - ha spiegato in un'intervista - sono pensionato e single, ho tempo da sprecare".

Non solo lui, evidentemente. Gli Stati Uniti sembrano letteralmente impazziti. Il trasporto dell'iPhone ai punti vendita è stato scortato da drappelli di uomini armati. Per evitare che qualche fan, ormai fuori di testa per l'attesa, tentasse l'assalto. I 1800 punti vendita della At&t, la compagnia telefonica che ha l'esclusiva con Apple, sono già assediati. Per il lancio - dicono i bene informati - è stato preparato uno stock di 3 milioni di iPhone. Ma qualcuno teme che non siano sufficienti.

I pochissimi eletti che hanno avuto la possibilità di testare il prodotto hanno giurato che tanta attesa, in parte, è giustificata. "E' all'altezza delle aspettative", scrive il New York Times. "E' il telefono più bello che si sia mai visto", giura Usa Today. Lodi anche dal Wall Street Journal, che lo descrive "come l'avanguardia dei computer portatili".

Ma cosa ci si può aspettare realisticamente dal nuovo oggetto del desiderio "made in Apple"? Il dispositivo è un ibrido, la convergenza, cioè, di tre oggetti solitamente distinti fra loro. E' un iPod video, un telefono cellulare quadriband (GSM EDGE) con connettività Wi-Fi e Bluetooth e dotato di fotocamera da 2 megapixel e un palmare di nuova concezione con sistema operativo derivato da Mac OS X.

Può scattare foto alla risoluzione di 2 megapixel, visualizzare film e suonare musica. E, soprattutto, può navigare in Internet e spedire e-mail come un computer 'vero'. Possiede uno schermo wide da 3,5 pollici multi-touch, che permette l'immissione di dati con il tocco delle dita. E' piccolo, sexy, elegante. Ma ha i suoi difetti. Non può girare video, e si affida a un protocollo di trasmissione - l'EDGE - che in molti reputano già sorpassato. Non brilla neanche come capacità: 4 o 8 gigabyte al massimo.

Ma le limitazioni non fermano i fan, che continuano ad ammassarsi davanti ai punti vendita. Dopotutto, non si sono fatti intimorire neanche dal price-point del prodotto, non proprio popolare: 499 dollari la versione base, 100 di più per avere il top della gamma. Ma, si sa, ogni rivoluzione ha il suo prezzo.


Origine: Repubblica

mercoledì 23 maggio 2007

L'Authority Usa dice sì all'iPhone e l'Apple rialza la testa in Borsa

Le azioni dell'azienda di Cupertino erano cadute dopo una falsa mail
che annunciava uno slittamento del lancio del telefonino


L'Authority Usa dice sì all'iPhone e l'Apple rialza la testa in Borsa
NEW YORK - Le autorità Usa danno il via libera a iPhone, il
telefono-palmare-lettore digitale di Apple, e di riflesso i titoli
della società di Steve Jobs trovano al Nasdaq i massimi di sempre,
chiudendo a quota 110,02 dollari (+0,53%), per una capitalizzazione
complessiva di 95 miliardi.

La Federal Communications Commission (Fcc), l'agenzia che regola il
settore delle tlc, ha dato il via libera alla commercializzazione
dell'ultimo prodotto della società di Cupertino che sarà sui mercati a
giugno, secondo le previsioni, al prezzo di atteso di circa 500
dollari.

"Il telefono che reinventerà il telefono", come lo ha presentato a
gennaio Jobs, sarà all'inizio distribuito in esclusiva dalla At&t, il
primo operatore di telefonia mobile e fissa degli Usa, che ha già reso
noto di aver ricevuto prenotazioni dalla propria clientela per oltre 1
milioni di iPhone.

"Siamo in perfetta tabella di marcia per presentare il nuovo
prodotto", precisa Natalie Kerris, portavoce di Apple, mentre Mark
Siegel, per conto di Cingular (la società di tlc mobile di At&t), dice
che il lancio ci sarà "a fine giugno".

L'approvazione della Fcc, in particolare, dopo che mercoledì una mail
pirata è costata alla Apple un tonfo di oltre il 2% in Borsa, per
circa 2,5 miliardi di dollari mandati in fumo. Nella missiva
elettronica camuffata come una comunicazione interna della compagnia e
pubblicata da Engadget.com (uno dei siti di fan del prodotti mondo
Apple), si annunciava non solo il rinvio a ottobre di iPhone, ma anche
lo slittamento da ottobre a gennaio 2008 di Leopard, il nuovo sistema
operativo in via di completamento per i computer Mac.

Gli analisti di Bear Stearns hanno poi contribuito a sostenere i corsi
del titolo spiegando giovedì di stimare il rispetto dei tempi oltre a
reiterare il giudizio 'outperform' dopo un incontro con il management
della compagnia. Sull'episodio, nonostante i no comment ufficiali,
starebbe cercando di far luce anche la Securities and Exchange
Commission (Sec), la Consob americana.


Origine: http://masterworld.org/news/news.php?id=24352

giovedì 18 gennaio 2007

iSupply prevede che l'iPhone Apple genererà un margine di quasi il 50 per cento

Melafonino: la versione da 4 Giga a 499 dollari, quella ad 8Gbyte a 599$.
In Italia l'arrivo è previsto per fine autunno... speriamo nell'euro forte...



EL SEGUNDO, California, Ciascun i- Phone Apple venduto produrrà un margine lordo di quasi il 50 per cento Apple Inc. e il suo partner Cingular Wireless, traducendosi in un solido profitto per le due società e dando loro ampi margini di riduzione futura del prezzo. Tutto questo è quanto emerso da una stima preliminare della distinta dei materiali prodotta da iSuppli Corp.
"iSuppli stima che la versione da 4 Gbyte dell'i-Phone Apple comporterà costi di produzione e una distinta dei materiali hardware di US$229,85 e una spesa totale di US$245,83, producendo un margine del 49,3 per cento su ciascun apparecchio venduto al prezzo al pubblico di US$499," ha dichiarato Andrew Rassweiler, responsabile dei servizi di teardown e analista senior presso iSuppli. "La versione da 8 GByte comporterà invece costi hardware di US$264,85 e una spesa complessiva di US$280,83, producendo un margine del 46,9 per cento a fronte del suo prezzo al pubblico di US$599."
Sebbene iSuppli abbia un alto livello di fiducia nelle proprie conclusioni, questi dati sono da considerarsi preliminari fino a che non avremo avuto l'opportunità di eseguire le analisi e il teardown fisico effettivi dell'apparecchio. Per Apple questo notevole profitto sull'hardware è un dato ormai famigliare, avendo la società già conseguito margini del 45 per cento o più su prodotti tra cui l'iMac e l'iPod nano, sempre secondo iSuppli. Tuttavia Apple deve fronteggiare un'intensa concorrenza nel mercato dei telefoni musicali, e potrebbe trovarsi in futuro a dover ridurre i prezzi e con essi i relativi margini.
"Partendo da un margine lordo del 50 per cento, Apple è posizionata in modo da poter ridurre i prezzi in futuro in modo aggressivo," ha dichiarato il dott. Jagdish Rebello, direttore e capo-analista presso iSuppli.
iSuppli ha stilato la sua stima funzionale preliminare di distinta dei materiali sulla base della capacità e delle caratteristiche dell'i-Phone Apple, combinati con le informazioni sui materiali rilasciate dalla società, fonti interne ad Apple e pubblicazioni di altre società. Per contribuire a determinare il contenuto dell'i-Phone Apple, iSuppli ha fatto leva sulla
profonda conoscenza del suo servizio di analisi del teardown.
La società ha inoltre fatto uso di dati ricavati dal modello del costo degli apparecchi cellulari e dallo strumento di previsione del design, entrambi di sua proprietà. La stima differisce dalla tipica analisi di tipo teardown di dispositivi elettronici di iSuppli, che comporta la dissezione fisica di ciascun dispositivo onde effettuare osservazioni dirette su
hardware e design.
Per una versione completa del presente comunicato, corredata da illustrazioni che spiegano in maggiore dettaglio le problematiche qui esaminate, potete visitare:
www.isuppli.com/news/default.asp?id=7308&m=1&y=2007 .

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lunedì 15 gennaio 2007

Apple rilancia, nuovo modo di vedere la tv e l'iPod che si trasforma in cellulare


Al MacWorld expo Steve Jobs svela le grandi novità della mela
"Con l'iPhone abbiamo reinventato il telefono". Costerà 500 dollari

 Apple rilancia, nuovo modo di vedere la tv e l'iPod che si trasforma in cellulare SAN FRANCISCO - L'incantatore tecnologico ancora una volta ha sorpreso tutti. Andando - se possibile - oltre le aspettative. Era stato lui, Steve Jobs, ad annunciare in estate che sarebbe arrivata la iTv, ovvero uno scatolotto digitale in grado di fare vedere sul televisore di casa i filmati acquisiti da internet e in particolare acquistati su iTunes, il tutto senza fili. Ebbene, è arrivata ma adesso si chiama AppleTv, con il simbolo della mela morsicata.

In molti, analisti finanziari in testa, sostenevano che i tempi erano maturi per l'arrivo di un iPhone, ovvero un dispositivo che racchiudesse più funzioni in una: l'ascolto di musica, la possibilità di chiamare e la possibilità di essere in rete come un piccolo computer nelle nostre mani. Alla fine, dopo tanto parlare, l'iPhone è comparso, lasciando la platea a bocca aperta e lanciando il titolo dell'azienda a Wall Street. Nelle mani del padre di Apple - e nel grande schermo del Moscone Center, dove Jobs ha inaugurato il MacWorld Expo - si è visto un gadget decisamente innovativo, nel design e soprattutto nelle funzioni. Questa, insieme alla AppleTv, è la risposta della casa di Cupertino alla Microsoft di Bill Gates, che due giorni fa aveva illustrato a Las Vegas la sua visione della tecnologia prossima ventura.


L'iPhone. "Così Apple ha reinventato il telefono", ha ripetuto sornione Steve Jobs dal palco. Difficile dargli torto: sottile poco più di un centimetro, schermo da 3,5 pollici (quasi 9 centimetri), un altoparlante e un dock di connessione, proprio come per il lettore musicale di casa Apple, l'iPhone è un iPod widescreeen, poi si trasforma in un telefono con touch screen control e se necessario diventa un terminale intuitivo per connettersi alla rete. Tutto in un solo oggetto che quando è spento ha un bottone, uno solo, che dà il via. Jobs si è divertito a mostrare tutte le sue funzioni non disdegnando paragoni con i prodotti concorrenti. Ma per la Apple le cose sono sempre diverse, devono essere diverse: così l'iPhone è anche agenda e segreteria telefonica, è iPod video a tutto schermo, grazie ai suo 4 o 8 gigabyte di memoria, una macchina fotografica da 2 megapixel, e una postazione di email e navigazione web con il browser Safari (quello Apple) e al massimo della integrazione con il computer che si ha a casa. Sia esso Mac o Windows.

Insomma, un oggetto nato per vivere la mobilità nel segno di una tecnologia tecnologia spinta. Con la usuale attenzione di Apple per i dettagli, come i tre sensori: un accelerometro (se spostiamo il telefono lui sposta le immagini visualizzate), un sensore che spegne il display quando ci avviciniamo con l'orecchio all'altoparlante, e un sensore per la luce ambientale in chiave risparmio. E ancora: le fotografie che si zoomano e si spostano direttamente con le due dita, più o meno come faceva Tom Cruise nel film "Minority report". Tutto molto "cool", al punto che il ceo di Apple ha dovuto esclamare: "La killer application dell'iPhone? Beh, fare una telefonata: è così tutto innovativo".

E le cuffie? Sono bluetooth e quindi niente fili, in modo da poter ascoltare musica e nel caso telefonare senza intralci. Il design è accattivante, così come la semplicità d'uso che consente di cambiare il volto e l'anima di questo iPhone con naturalezza. Non a caso la prima telefonata fatta da Jobs con l'iPhone (per la cronaca alle 19.05 ora italiana) è stata fatta a Jon Ive, colui il quale l'iPod l'ha disegnato e al quale Jobs deve molto. Ancora, questo gioiello della tecnologia sarà Quad band, Gsm-EDGE, avrà capacità Wifi e basato su una versione ridotta del sistema operativo Mac Osx. L'autonomia? Forse rischia di essere il tallone d'achille di questo gioiello tecnologico: circa cinque ore in conversazione telefonica e 16 se si ascolta la musica. Detto questo, per poterlo toccare con mano si dovrà aspettare parecchio: giugno negli Usa (dove sarà venduto in esclusiva con la compagnia Cingular), fine anno per l'Europa e il 2008 per l'Asia. Prezzi in linea con la Apple, ovvero 499 dollari per il modello da 4 gigabyte e 599 per quello da 8 giga.

Jobs sembra avere le idee chiare e guarda lontano. Ha fatto due conti: considerato che i mercato della telefonia mobile sviluppa circa 950 milioni di pezzi all'anno, lui conta di venderne 10 milioni entro il 2008, ovvero una quota dell'1 per cento. Il che rappresenterebbe un risultato di assoluto rilievo. Del resto il lancio dell'iPhone e della AppleTv è piaciuto ai mercati, con il titolo della casa di Cupertino schizzato fino al 7 per cento nelle prime ore di contrattazione. Una spinta verso l'alto determinata anche dagli accordi annunciati con Yahoo! per la posta su

Apple tv. Se l'Iphone è stato il cuore di questo evento, AppleTv ha rappresentato la risposta al "nemico" Bill Gates, che ha deciso di puntare tutto sull'intrattenimento familiare multimediale. Jobs era salito sul palco del Macworld anticipato dalla note di "i feel good" di James Brown (omaggio al "re"del soul recentemente scomparso) ed è partito subito presentando il suo modo di intendere la televisione. Ovvero: voglia di semplificare. Così le immagini, grazie a questo nuovo prodotto, partono dal computer e quindi da iTunes, senza fili, per arrivare allo schermo della tv con film e serial. L'accordo con Paramount, tra l'altro, porta a 250 i film in catalogo di iTunes. AppleTv - uno scatolotto dalle forme che ricordano il mac mini, dispone di Usb2, ethernet, wifi b-g-n, possibilità di conservare e poi visualizzare film ad alta definizione grazie al suo hard disc da 40 gigabyte e processore Intel. Sarà disponibile già da febbraio a 299 dollari.


Origine: Repubblica

Contrappunti/ L'onda anomala di Apple

Contrappunti/ L'onda anomala di Apple

di Massimo Mantellini - Uno degli aspetti più interessanti dell'annuale keynote di Steve Jobs al MacWorld sta nel come colpisce al cuore la rete. E nel perché

lunedì 15 gennaio 2007 (PI) Roma - Fra gli eventi che accadono in rete ogni anno io trovo che il keynote di Steve Jobs al Macworld di San Francisco sia uno di quelli più divertenti e interessanti, anche per chi non è un amante dei prodotti della Mela. L'aspetto che colpisce maggiormente è infatti quello comunicativo. Apple nel tempo è riuscita a creare una sorta di affetto reiterativo nei confronti dei mille particolari che compongono lo show.

Un solo uomo sul palco per la maggioranza del tempo, anonima maglietta scura, jeans, scarpe da ginnastica, un enorme schermo alle sue spalle sul quale scorrono le immagini di una presentazione che lo aiuta a descrivere i nuovi prodotti. Un po' di musica rock a contorno. In platea, una platea pur in gran parte composta da giornalisti ed addetti ai lavori arrivati da tutto il mondo, il pubblico, a intervalli regolari, si abbandona a piccoli applausi liberatori e sommessi sospiri di ammirazione. Il keynote di Steve Jobs a San Francisco merita di essere visto non foss'altro per questo, perché assomiglia ad un rito pagano, ripete ogni anno un protocollo cerimonioso sempre uguale, come accade a pochi altri eventi: la messa di natale, il concerto di capodanno ecc.

Questo accade all'interno del Moscone Center ma gli aspetti comunicativi dell'evento verso l'esterno, la capacità che le informazioni (o anche le semplici battute) appena pronunciate da Jobs hanno di uscire in tempo reale da quel luogo fisico a San Francisco per raggiungere i quattro angoli della rete e del mondo, sono altrettanto impressionanti. Poiché il keynote non è supportato da alcuna diffusione ufficiale in diretta, le informazioni sui prodotti Apple appena presentati ci raggiungono solo attraverso i report live dei mille commentatori presenti.

Il patron della MelaDa un paio d'anni a questa parte, su alcuni dei blog tecnologici più seguiti la diretta dell'evento avviene in una sorta di riedizione delle radiocronache calcistiche di Niccolò Carosio agli esordi del periodo radiofonico italiano. Tu aggiorni la pagina del blog (in Italia numerosi blog hanno seguito l'evento in diretta, da Macity a Melablog) e trovi frasi del tipo "Ecco in questo momento si spengono le luci e Steve Jobs sta salendo sul palco.....". E la cosa in sé, nella sua essenzialità prototecnologica, ha qualcosa di affascinante (qualcosa di analogo mi accadde anni fa seguendo la "diretta" di un match a Wimbledon di Daniele Bracciali, cliccando in continuazione, in assenza di una TV nelle vicinanze, il tasto reload sulla pagina di live update del sito web del torneo). Quest'anno molti weblog come Engadget (che nel giorno del keynote ha avuto 10 milioni di contatti) o Macrumors, hanno anche corredato di immagini molto significative la diretta dell'evento. Molti utenti della rete hanno commentato in diretta sui sistemi di IM e chiacchierato su Twitter, dove era stato previsto un canale apposito per gli aggiornamenti live da San Francisco. Alcuni noti giornalisti italiani hanno poi eroicamente aggiornato i lettori del proprio blog semplicemente aggiungendo commenti spediti attraverso il telefonino.

Insomma, mentre le informazioni sui nuovi prodotti Apple uscivano come potevano attraverso i muri del centro congressi ed il rito si ripeteva sempre uguale e sempre diverso, mentre Eric Schmidt di Google o Jerry Yang di Yahoo raggiungevano il palco di corsa (letteralmente) dentro le loro tenute finto-casual (t-shirt sformata per Yang e camicia senza giacca con cravattone orrendo in puro stile yankee per Schmidt) per un discorso di ringraziamento di trenta secondi e due battute volanti con Jobs, a me impressionava invece l'aplomb vecchio stile del CEO di Cingular, Stan Sigman. Un signore in grisaglia, catapultato nel futuro della comunicazione con il suo foglietto da leggere al pubblico a capo chino, perfetto contraltare alle nuove prassi giovanilistiche che prevedono scioltezza e sorrisi ammiccanti, battute ad effetto e gestualità da stato pre-epilettico.

Sarà stato forse per questa anomalia che mentre i giorni successivi all'evento guardavo il video del keynote dal quale discendono queste note, mi è venuto in mente che Cingular è l'azienda che qualche tempo fa voleva registrare l'utilizzo delle emoticons nei messaggi di testo e che anche la battaglia legale appena nata per il trademark "iPhone" fra Cisco e Apple, mal si adatta al clima amicale ed informale trasmesso dal filmato. Come a dire: questo è cinema, il business - signori miei - è altrove.

Noi, in un giorno di gennaio, ci sediamo di fronte ad un computer (oppure se siamo molto fortunati saliamo su un aereo e andiamo a San Francisco a seguire in diretta l'evento), ascoltiamo con sussiego le parole dell'uomo che ai tempi del Macintosh ha mutato la nostra vita tecnologica (e che in cambio ogni volta che può ce lo sottolinea vigorosamente) interessati certo alla presentazione dei nuovi prodotti (per la cronaca spicciola quest'anno Apple ha dichiarato di aver "reinventato" il telefono, staremo a vedere) ma anche e forse maggiormente all'evento in sé, alle reazioni che scatena, alla fenomenale capacità di attirare attenzione in un periodo nel quale l'attenzione è un bene prezioso e terribilmente scarso.

Tutto è perfetto, ma basta un signore robusto che legge il suo fogliettino sul palco, un tizio che desiderava cavar soldi dalla combinazione di tasti duepunti-trattino-parentesichiusa, per farci tornare sulla terra. In attesa del keynote del prossimo anno, delle sue magie, delle sue fascinazioni e - come in ogni evento mediatico che si rispetti - dei suoi piccoli grandi inganni.

Massimo Mantellini
Manteblog


Gli editoriali di M.M. sono disponibili a questo indirizzo

venerdì 12 gennaio 2007

iPhone, the days after

iPhone, the days after

Il melafonino ha scatenato le intelligenze in rete che tutto commentano in un susseguirsi di dettagli, precisazioni e gustose rivelazioni sulle strategie di Jobs. C'è chi critica, ma gli applausi sono globali


Roma - Migliaia di articoli su notiziari, quotidiani, blog, newsgroup e forum hanno salutato in questi due giorni l'arrivo del telefonino multimediale "smart" presentato da Steve Jobs al MacWorld: una simile ondata di reazioni per un dispositivo ad alta tecnologia si era registrata solo dopo il lancio di iPod, il lettore multimediale di Apple che ha sostituito il termine "walkman" nel definire la musica in mobilità.

Engadget fa sapere che Steve Jobs e i massimi dirigenti Apple hanno adottato sofisticate tecniche di depistaggio negli ultimi due anni e mezzo per evitare che trapelassero all'esterno della Mela dettagli preziosi su iPhone. Jobs avrebbe utilizzato prototipi fasulli e schemi tecnici non corrispondenti al vero progetto non solo nei contatti con i vari partner ma persino con molti dipendenti Apple. I dirigenti di Cingular Wireless, l'operatore con cui iPhone prenderà il largo, in più occasioni hanno visto l'iPhone prima del lancio, ma non era l'iPhone che è stato effettivamente lanciato.

"Bellissimo ma lento", sentenzia InformationWeek, che mette l'accento sulle funzionalità Edge del dispositivo, capacità di rete che non sono di terza generazione e che quindi potrebbero penalizzare chi cerca connessioni veloci in un dispositivo di connessione che è anche un computer portatile. Altri in Italia scrivono che le caratteristiche di iPhone sono tutto meno che rivoluzionarie, al contrario di quello che ha dichiarato l'azienda: "Dov'è il futuro? Nel sensore di luminosità, caratteristica che aveva il mio vecchio Nokia 7650 nel 2002? Non c'è nessuna compatibilità con Office, nessuna possibilità di usare Skype, MSN Messenger. Certo alcune caratteristiche come il multi - touch sono interessanti, ma leggendo le reazioni in rete e sulla stampa l'iPhone è la dimostrazione, se ancora ne servivano, che Steve sarebbe in grado di vendere sabbia ad un beduino nel deserto". Squonk arriva a scrivere che "almeno per i prossimi sei mesi, farà ogni sforzo permessogli dalla sua debole fibra per non parlare del nuovo aggeggio di Steve Jobs - sì, quello capace di vendere ghiaccio agli eschimesi, sabbia ai beduini e post ai blogger".

Ma le critiche non mancano anche oltreoceano, con Internet Patrol che si chiede cosa abbia spinto Apple ad annunciare un prodotto che sul mercato arriverà non prima di sei mesi, con la conseguenza che "molta gente è molto frustrata, e si sente un po' tradita dall'annuncio secondo cui iPhone non sarà disponibile ancora per molto tempo".

"Che il design di iPhone sia meraviglioso non ci sono dubbi - dichiarano blogger americani - Ma non siamo dinanzi ad una rivoluzione per l'industria della telefonia mobile". "IPhone, devi proprio essere così sexy?" titola Outstanda. Eppure qualcuno dubita che il design di iPhone sia originale: OFlaherty cita il post di Engadget in cui si sostiene che iPhone sia molto simile, decisamente simile, al cellulare Ke850 di LG: "Le somiglianze tra questi due telefonini non dicono molto delle capacità di Apple di innovare quanto invece della sua abilità nel copiare".

Ed è citatissima in queste ore anche la lettera aperta a Steve Jobs firmata da Alec Saunders, che vorrebbe demolire il nuovo gioiellino di casa Apple sostenendo che non è una novità da nessun punto di vista, attaccando allo stesso tempo la presentazione dello stesso Jobs (qui il video). Prese di posizione forti, che hanno più a vedere con la comunicazione Apple che con il prodotto, che si accompagnano a chi elenca nei propri post le debolezze di iPhone, pur senza averlo mai provato: il punto chiave per tutti rimane il prezzo, ritenuto troppo elevato.

Molti riportano anche della denuncia di Cisco contro Apple sull'uso del termine iPhone ma, nonostante gli scontenti e i delusi, quello che è interessante registrare è invece l'onda crescente degli entusiasti. Si va da considerazioni ragionevoli sulle novità apportate da iPhone alle richieste di un iPhone mini subito fino addirittura al minuto di onanismo annunciato dal blogger italiano Giavasan. C'è anche tra i blogger italiani chi ritiene che iPhone faccia parte di una raffinata ulteriore strategia con i computer sullo sfondo: "L'idea penso sia: le persone si comprano l'Ipod ma non il mac perché hanno paura, facciamogli un ipod che funziona come un mac e poi per loro sarà più facile cambiare computer".

Ma la franca ammirazione che pervade buona parte degli articoli e dei post pubblicati in queste ore è dovuta anche alle dichiarazioni di chi ha messo effettivamente le mani su iPhone, come Antonio Dini su Macitynet o David Pogue del New York Times: quest'ultimo, scrive lui stesso, ci ha potuto giocare per un'oretta e ne è uscito con la convinzione che il nuovo dispositivo sia qualcosa di totalmente nuovo, a partire da come si "sente" in mano, fino all'uso del touch screen.

Qualche difficoltà nella scrittura, problemi di cui però sembra in grado di prendersi cura il software di gestione del testo. La cam di iPhone non ha fatto impazzire il reporter del Times ma Jobs lo ha già detto: quando arriverà sul mercato sarà un prodotto più potente. Ma ciò che ha colpito nel segno è la navigazione Internet: stante la qualità della connessione Edge, scrive Pogue, "l'esperienza di browsing è incredibile. Si visualizza l'intera pagina web sullo schermo dell'iPhone. Con un doppio colpetto su qualsiasi punto si va in zoom. Oppure basta allontanare l'una dall'altra due dita sullo schermo per ingrandire l'immagine".

Non è finita qui, e molto ancora si parlerà di iPhone. Un buon modo per capire di che si tratta può essere trastullarsi con i video in circolazione, come questo qui sotto, un servizio della CBS che illustra nel dettaglio il nuovo melafonino:


Canali: Apple Attualità Telefonia mobile

fonte: http://punto-informatico.it/p.aspx?id=1844821

Apple/ iPhone e non solo iPhone

Apple/ iPhone e non solo iPhone

di D. Galimberti - Protagonista assoluto del MacWorld Expo, iPhone potrebbe influenzare da vicino l'evoluzione degli smartphone e non soltanto. Ma val la pena commentare anche il nuovo nome di Apple, segno del cambiamento

(Punto-informatico.it) Roma - "I primi 30 anni sono solo l'inizio. Benvenuti nel 2007". È con questa frase ad effetto che Steve Jobs, nel discorso d'apertura tenuto martedì al MacWorld Expo, ha dato il benvenuto ai 4mila partecipanti dell'atteso evento di San Francisco. Un evento che, come ormai sarà noto a tutti, ha svelato chicche come iPhone e AppleTV, ma che è stato anche occasione per l'annuncio, passato un po' in sordina, del cambio di nome della società.

Lo slogan "dei 30 anni" di Jobs fa riferimento all'anniversario di Apple, per lo meno come impresa commerciale. Se è infatti vero che la fondazione ufficiale di Apple risale al folkloristico 1 Aprile 1976, la nascita di Apple come azienda vera e propria (con il nome di Apple Computer Incorporation) è datata 3 gennaio 1977 (vedi qui), ed è dovuta all'imprenditore Armas Clifford Markkula, che tanto si appassionò alla creatura di Jobs e Steve Wozniak.

Nonostante il MacWorld sia stato quasi completamente dominato - e non poteva essere altrimenti - da iPhone, di cui non mancherò di parlare in seguito, non va sottovalutata l'importanza dell'annuncio finale di Jobs: la modifica della ragione sociale della società di Cupertino, che da Apple Computer Inc. diventa Apple Inc.

La cancellazione del termine "Computer", all'atto pratico, significa poco o niente: Apple continuerà infatti a percorrere quella strada, rivelatasi vincente, intrapresa diversi anni or sono. Il cambio di nome ha però un valore simbolico molto forte, perché riflette gli importanti cambiamenti che hanno interessato Apple in questi ultimi anni; cambiamenti che hanno diversificato il business dell'azienda, trasformando la casa della mela in ben più di un semplice produttore di computer.

Tralasciando alcune esperienze meno fortunate, il cambio di rotta attuale è iniziato nel 2001 con la presentazione del primo modello di iPod, a cui ha fatto seguito iTunes Music Store. Il successo di questi due prodotti ha spinto Apple a creare nuovi iPod con capacità video e portare sul proprio negozio virtuale, recentemente ribattezzato iTunes Store, anche videoclip musicali, serie televisive e film completi. A chiudere il cerchio è ora arrivato AppleTV, una sorta di media center che permette di fruire dei contenuti acquistati su iTunes nel proprio salotto e che, nelle intenzioni di Apple, è destinato a diventare il centro multimediale di ogni casa.

L'iPhone - sul cui nome si preannuncia battaglia legale tra Cisco ed Apple - si pone un po' trasversalmente su tutti i campi di competenza di Apple, aggiungendone di nuovi: utilizza Mac OS X, può funzionare come un iPod (col quale condivide il connettore standard), può essere utilizzato per visualizzare foto e film, e ovviamente è anche uno smartphone completo che permette di navigare in Internet e gestire le e-mail.

L'iPhone racchiude oltre 200 tecnologie coperte da altrettanti brevetti, e presenta un'interfaccia con un sistema di controllo innovativo: nessun tasto, nessuno stilo, tutto comandato attraverso movimenti delle dita che sfiorano lo schermo sensibile al tocco. Chi ha avuto la fortuna di provarlo conferma l'estrema reattività del sistema e l'immediatezza di utilizzo, mentre chi è preoccupato per i graffi potrà tirare un sospiro di sollievo sapendo che il vetro del display beneficia un particolare trattamento antigraffio.

La data di uscita di iPhone è ancora lontana per poter esprimere dei giudizi definitivi, ma in base alla specifiche finora note possiamo già evidenziare qualche pro e contro del nuovo gadget.

Tra i contro possiamo citare la mancanza, per chi ne sente il bisogno, dell'UMTS (mancanza che comunque sarà colmata al primo aggiornamento, probabilmente in occasione del lancio europeo), e la memoria disponibile, pari a quella di un iPod-nano, ma lontana dai 30-80 GB di iPod video. La batteria ha una buona durata (5 ore di conversazione, 16 di riproduzione musicale, non dichiarate le ore di stand-by) ma ufficialmente non è sostituibile dall'utente (anche se probabilmente, così come avviene per iPod, non mancheranno kit e tutorial per le sostituzioni fai-da-te).

Tra i pro, a parte la perfetta integrazione con iTunes (anche per chi utilizza Windows), vanno sicuramente evidenziati due elementi di rilievo: l'adozione della tecnologia multitouch e l'utilizzo di una versione ad hoc di Mac OS X.

La tecnologia multitouch permette di operare contemporaneamente con più dita sullo schermo del telefono, consentendo, per esempio, di ruotare o zoomare una fotografia prendendone due punti e muovendoli a piacere (si veda a tal proposito il video di presentazione di iPhone). Di sicuro non è una caratteristica indispensabile su un cellulare, ma ha senso considerare iPhone un semplice cellulare? Si tratta a tutti gli effetti di un oggetto che ha le potenzialità per rimpiazzare non solo gli smartphone, ma anche la maggior parte dei PDA in circolazione, e il fatto che utilizzi un sistema operativo derivato da Mac OS X non può che lasciare aperte numerose altre possibilità sotto questo aspetto, con applicazioni di ogni tipo.

Pensate inoltre a cosa si potrebbe realizzare sfruttando la tecnologia multitouch nell'utilizzo di un normale computer: l'interfaccia attuale prevede un'interazione con l'utente attraverso un solo "punto di contatto" (che sia il dito su uno schermo touch o la punta della freccia del mouse). La capacità di gestire la pressione contemporanea di più dita apre maggiori possibilità di interazione, soprattutto se si ha a che fare con dispositivi o situazioni dove non è possibile avere a disposizione tastiera e mouse. Tale caratteristica permette, ad esempio, di virtualizzare quegli strumenti musicali che richiedono accordi a più tasti; far lavorare più persone contemporaneamente sullo stesso schermo wide; spostare dati o maneggiare immagini e filmati "a due mani" un po' come avviene nel celebre film Minority Report. Le possibilità sono molteplici, tutto sta nella fantasia degli sviluppatori e nelle idee degli utilizzatori, e gli sviluppi di questa nuova tecnologia li vedremo solo tra qualche tempo.

Ma torniamo a parlare di Apple Inc. e del MacWorld Expo. Assodato che le intenzioni di Apple sono quelle di allargare i propri interessi (come evidenziato anche dagli accordi con Google e Yahoo), molti utenti sono rimasti delusi dalla mancanza di annunci riguardanti i Macintosh, Mac OS X Leopard e i canonici aggiornamenti delle applicazioni Apple. In realtà, con due prodotti completamente nuovi di cui parlare, l'AppleTV e l'iPhone, che rilevanza poteva avere nel contesto del keynote l'annuncio, per esempio, di un Mac-mini con un processore leggermente più veloce? In ogni caso è facile immaginare che anche gli aggiornamenti hardware non tarderanno ad arrivare, e qualcuno ha già parlato del 16 gennaio come possibile data della presentazione di nuovi prodotti.

Quello che Apple sta cercando di fare, e che a mio avviso è sempre stata la chiave vincente dei suoi prodotti, è di slegare il concetto di computer da quello di semplice box hardware per concentrarsi sulle applicazioni, le funzionalità e l'utilizzo semplice di tecnologie avanzate. Lo stesso concetto è in parte applicabile anche al sistema operativo: durante tutta la manifestazione non si è mai nominato Leopard, ma è quasi certo che la versione embedded di Mac OS X presente su iPhone (che occupa circa 200 MB dei 4 o 8 GB disponibili), e forse anche su AppleTV, derivi direttamente dalla futura release di Mac OS X. Gli indizi di queste supposizioni, a parte le scontate considerazioni sulle tempistiche del rilascio, risiedono in alcune caratteristiche di Leopard che ben si adattano a quanto mostrato su iPhone, ovvero la tecnologia Core Animation, che consente di ottenere in maniera semplice dei sofisticati effetti di animazione nelle applicazioni e nell'interfaccia, e la resolution indipendency, ovvero un'interfaccia indipendente dalla risoluzione dello schermo.

Proprio l'attesa del rilascio di Leopard potrebbe essere il motivo della mancata presentazione delle nuove release degli altri software Apple, in primis della nuova versione di iLife: come rinunciare alla possibilità di sfruttare le potenzialità di Core Animation per aggiungere nuove feature ad una suite che offre già molto più rispetto ad ogni altro software della stessa categoria?

iPhone ed AppleTV contribuiranno ad aumentare ulteriormente la visibilità di Apple, esattamente com'è successo con l'iPod, e questo potrebbe far aumentare in maniera considerevole la penetrazione di mercato di Mac OS X: già ora, secondo alcune proiezioni, il 20% dei portatili venduti nel 2007 potrebbe essere marchiato Apple.

Sarà interessante, in questa situazione, scoprire quale strategia intenderà adottare Apple, e soprattutto quale strategia intenderà utilizzare con la versione embedded di Mac O SX, che oltre all'iPhone potrebbe essere utilizzato su altri dispositivi, tra cui nuove versioni di iPod. Una notizia poco gradita (ma ancora da confermare) è quella secondo la quale sull'iPhone non sarà possibile installare liberamente applicazioni scritte da terze parti, un po' come accade già ora con i giochi per iPod, disponibili solamente attraverso iTunes Store: se così fosse le prospettive di utilizzare iPhone come PDA sarebbero limitate alle applicazioni che Apple renderà disponibili, ma in realtà potrebbe anche significare che l'intenzione di Apple è quella di "costringere" gli sviluppatori a vendere i propri applicativi attraverso iTunes, con corrispondente pagamento di una quota alle casse della neonata Apple Inc.

In ogni caso è ancora presto per tirare le somme: il 2007 apre una nuova era per Apple, e ciò che abbiamo visto in questa expo di inizio anno potrebbe essere solo l'inizio di una nuova serie di prodotti Apple che scopriremo solo nei prossimi mesi.

Domenico Galimberti
(Per contattare l'autore scrivere alla redazione di Punto-informatico)

Apple Attualità HW Tecnologia Telefonia mobile

mercoledì 10 gennaio 2007

i-Phone di Apple è realtà


L'iPhone di Apple è realtà

La Mela ha svelato al MacWorld l'attesissimo dispositivo che incarna le caratteristiche che hanno reso celebre iPod con quelle di uno smartphone particolarmente innovativo. Come ciliegina, il touch-screen


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PI Telefonia - News) San Francisco (USA) - Dopo mesi e mesi di voci, indiscrezioni e pettegolezzi, Apple ha finalmente svelato il suo primo dispositivo con funzionalità di telefonia mobile. Se il suo nome, iPhone, è già celebre, le sue caratteristiche appaiono assai meno scontate.

Il nuovo gingillo, presentato ieri sera al MacWord Expo da Steve Jobs, CEO di Apple, non è un semplice ibrido tra un iPod e uno smartphone, come molti si aspettavano, ma la sintesi di almeno tre dispositivi differenti: un iPod widescreen con schermo sensibile al tocco, uno smartphone multimediale con fotocamera, e un Internet communicator. Il tutto in 135 grammi di peso e 11,6 millimetri di spessore.

"iPhone è un prodotto rivoluzionario e magico che è letteralmente cinque anni avanti rispetto a qualsiasi altro telefono cellulare", ha proclamato Jobs durante il proprio keynote. "Siamo tutti nati con il miglior puntatore - le nostre dita - e iPhone le utilizza per creare l'interfaccia utente più rivoluzionaria dai tempi del mouse".

Dell'iPod widescreen si vociferava da tempo, ma pochi si aspettavano che Apple l'avrebbe "fuso" con un telefono cellulare e condito con uno schermo touch-screen da 3,5 pollici. Schermo che, grazie ad un sensore di movimento, può essere utilizzato indifferentemente, e in modo del tutto automatico, sia in modalità orizzontale (wide o panoramica) che verticale: la prima, come si può intuire, è particolarmente adatta per la riproduzione del video.

Altri due sensori permettono all'iPhone di spegnere automaticamente lo schermo quando si accosta il telefono all'orecchio e di regolare la luminosità del display in base all'intensità della luce ambientale. Questi accorgimenti permettono di incrementare sensibilmente l'autonomia, che Apple dichiara intorno alle 5 ore di utilizzo intenso (telefonate, navigazione web, riproduzione video) e 16 ore di riproduzione audio.

Il dispositivo, che ha dimensioni di 115 x 61 x 11,6 mm, è dominato frontalmente dall'ampio display LCD con risoluzione di 320 x 480 pixel e 160 pixel per pollice, mentre in basso si trova un piccolo joypad.

Grazie al touch-screen, iPhone può fare a meno di bottoni (ce n'è solo uno, Home) e stilo. L'interfaccia del dispositivo, che utilizza icone grandi e ben definite, può essere controllata attraverso la pressione di una o più dita: a differenza dei tradizionali dispositivi con schemo touch-screen, l'iPhone riesce infatti a gestire la pressione multipla di più dita, così da rendere possibile, per mezzo delle cosidette gestures, una grande varietà di azioni.

L'iPhone non offre una funzionalità di riconoscimento della scrittura, del resto inusuale su uno smartphone, ma opta invece per una più classica tastiera QWERTY virtuale dotata di un sistema di scrittura predittivo, tipo T9.


Come telefono cellulare e Internet communicator, iPhone è in grado di supportare le reti mobili GSM+EDGE e le tecnologie wireless Wi-Fi e Bluetooth, e di fornire un browser web completo, derivato da Safari. Manca invece il supporto alle reti mobili 3G, quali UMTS, una lacuna abbastanza vistosa per uno smartphone dell'ultima generazione. Jobs ha però promesso che il 3G arriverà con il primo aggiornamento del dispositivo. Presente invece l'ormai immancabile fotocamera, il cui sensore ha una risoluzione di 2 megapixel.

Come iPod, iPhone è in grado di riprodurre musica e video a pieno schermo e di gestire playlist e cover. L'apparecchio è dotato di una presa cuffia standard.

Dal lato del software, l'iPhone fornisce tutte le funzionalità standard, come agenda, rubrica, e-mail (POP e IMAP), Web, e galleria multimediale, e in buona parte dei casi vi aggiunge funzionalità avanzate o inedite: gli SMS, ad esempio, vengono archiviati in modo sequenziale, in modo simile al log di una chat, mentre la funzione VisualVoice consente di gestire i messaggi vocali in modo simile a quanto si fa con i messaggi tradizionali. Il sistema può sincronizzare con un Mac, un PC o un servizio Internet come Yahoo! musica, video, foto, contatti, appuntamenti, note, segnalibri e messaggi.

Il sistema operativo è una versione ai minimi termini di Mac OS X, il che significa che l'ambiente è pienamente multitasking: si può scaricare la posta mentre si riceve una telefonata o navigare sul web mentre si fa girare un gioco in background. Apple afferma che l'uso del kernel di Mac OS X permette anche di far girare sul dispositivo "applicazioni vere e proprie", e un esempio è l'implementazione quasi integrale di iTunes.

Apple venderà iPhone in due versioni: una dotata di 4 GB di memoria, con prezzo di 499 dollari, ed una dotata di 8 GB di memoria, dal costo di 599 dollari. Va però tenuto conto che questi prezzi si riferiscono ad un bundle che in USA comprenderà anche 2 anni di abbonamento con l'operatore telefonico Cingular.

L'iPod-fonino arriverà a giugno in America, in autunno in Europa e nel 2008 in Asia. Ieri l'annuncio di iPhone ha contribuito a far impennare il titolo di Apple di oltre il 5%.

A proposito del nome iPhone, va notato come questo sia lo stesso utilizzato da Linksys per il suo recente smartphone musicale. Scontro legale in vista?

Al CES Jobs ha presentato anche il tanto anticipato iTV, ora ribattezzato AppleTV (dove la parola "Apple" è identificata dal famoso logo della mela morsicata). Si tratta di un media extender che permette di inviare video, audio e foto al televisore, via wireless o cavo. Il dispositivo, che ruota attorno ad un processore Intel, è dotato di un hard disk interno da 40 GB, uscita 720p video component e HDMI, due porte USB 2.0, un modulo Wi-Fi 802.11 b/g (con supporto a 802.11n) e un adattatore Ethernet.

AppleTV carica video e musica sincronizzandosi con un computer, PC o Mac, su cui è installato iTunes, e si controlla attraverso il telecomando tuttofare Apple Remote (incluso). È possibile collegare al dispositivo fino a 5 diversi computer, ma solo uno può fungere da repository per i file multimediali.

AppleTV è anche in grado di fare lo streaming di contenuti prelevati direttamente da Internet, contenuti che vengono contemporaneamente salvati su hard disk.

"Apple TV è come un DVD player del 21mo secolo - lo potete connettere al vostro sistema di entertainment proprio come un DVD player, ma riproduce i contenuti digitali che comprate da Internet, invece che dai DVD che si acquistano in un negozio fisico", ha affermato Steve Jobs, CEO di Apple. "Apple TV riproduce gli stessi contenuti iTunes che gli utenti ascoltano sugli iPod, così possono guardare parte di un film nel proprio salotto per poi finire di vederlo più tardi sul proprio iPod".

Il dispositivo sarà disponibile in Italia dal prossimo mese al prezzo di 299 euro.

martedì 9 gennaio 2007

Sognando Apple iPhone

Sognando Apple iPhone

Apple iPhone

Tornando a parlare di iPhone, una mania ricorsiva tornata in auge in questi giorni, tra di voi c'è stato un novello Jonathan Ive, che ci ha inviato questo suo progetto per un ipotetico cellulare made in Apple. Sto parlando del bellissimo lavoro a Photoshop di Davide "Folletto" Casali. Veramente elegante, ecco come ce l'ha raccontato:

In questi giorni mi è venuta in mente una idea curiosa: un modello di cellulare molto "lineare", che curiosamente si adatterebbe perfettamente alla linea Apple. Così ho preso una foto di un iPod Nano e ho fatto questo fotomontaggio. L'idea è che tutta la superficie superiore è un touchscreen, mentre il display è analogo alla serie NV-A3000 di Sony, ovvero OLED sotto la superficie trasparente del case. Quando il cellulare è spento tutta la superficie non mostra niente, all'accensione appare logo operatore e tastiera.

Beh, che dire? Fosse così io me lo prenderei subito! Nel frattempo mi accontento di premiare Davide con una di queste belle magliettine, mi sto già mettendo in contatto. Voi invece? Come lo immaginate il "vostro" iPhone? Se avete qualche idea siamo curiosi di vederla!

Fonte: http://www.melablog.it

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