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martedì 12 febbraio 2019

Politica ed elezioni: perché non possiamo più astenerci


Elezioni  amministrative.
In Abruzzo ha vinto l’astensionismo.
E i cittadini hanno perso. 
E  abbiamo perso tutti quanti, perché non possiamo più pensare e dire che “tanto nulla cambia e sono tutti uguali”.

Questi non sono uguali.
Questi solo il peggio del peggio.

Arrivisti, cialtroni, incapaci di costruire qualsiasi cosa.
E sono pericolosi per il danno mastodontico che stanno recando all’economia.
Per il veleno che stanno spargendo in questo clima d’odio diffuso verso tutti, dallo straniero all’italiano con altre idee.
Per questi “tutti gli altri” sono nemici.
E mentre urlano costantemente i loro slogan da perenne campagna elettorale, non pensano al Paese, ai terremotati, ai disabili, ai quarantenni disoccupati, ai pensionati mal ridotti.

Non pensano ai guai che combinano con le loro chiacchiere sparate al vento.
Che, tra l’altro, sono capaci di smentire il giorno dopo, con una semplicità disarmante. Ma il guaio intanto è fatto.

Questi non pensano agli atavici problemi dell’Italia, mafie, corruzione, clientelismo, evasione fiscale, mancanza di qualsiasi politica di sviluppo.
Non pensano all’analfabetismo di ritorno o al tasso di natalità da popolo in estinzione.

Lo stesso Salvini strumentalizza i temi del razzismo solo perché sono efficaci.
Avere un “nemico comune” è un collante che compatta le masse.
Non importa se prima i nemici erano tutti gli italiani sotto il Po ed ora sono i migranti africani.

A loro importa solo la poltrona.
Come e peggio dei politici venuti prima, che - tra il “magna e fotti” - almeno qualcosa sapevano fare.

E di fronte al peggior governo della Storia italiana (dittatura esclusa, ovviamente) la cosa drammatica è che continua a mancare una concreta alternativa politica.

andrea pietrarota

domenica 4 marzo 2018

Attivista Femen contesta Silvio Berlusconi a seno nudo.

Risultati immagini per Attivista contesta Berlusconi a torso nudo.

"Berlusconi sei scaduto!"
Attivista Femen irrompe al seggio elettorale e contesta Silvio Berlusconi a seno nudo.

È la prima volta che il cavaliere del bunga bunga vede un paio di tette senza pagarle.

Non ci sono più le Olgettine di una volta.

venerdì 2 marzo 2018

Comunismo vs. Fascismo, ha ancora senso questa contrapposizione?


Per fortuna non siamo più in tempi di guerra civile.

Ma l’Italia non ha mai 
davvero fatto i conti col passato. 

La Resistenza partigiana ha avuto tantissimi meriti, difeso ideali e pagato un pesante tributo di sangue. 

Purtroppo però quegli anni furono anche di atroce guerra civile.

E sotto le bandiere ideologiche si consumarono stragi e omicidi che poco avevano a che fare col cosiddetto diritto di guerra e gli ideali di liberazione.

L’aver riconosciuto solo in ritardo e parzialmente questo lato oscuro della liberazione partigiana non ha mai agevolato la più piena riappacificazione sociale.

E a oltre settant'anni ci troviamo ancora una contrapposizione ideologica tra comunismo e fascismo che oggi non ha più alcun senso.

Penso questo perché, di fatto, il comunismo storico è stato un tradimento del pensiero marxista così come degli ideali di comunione e uguaglianza auspicati dal pensiero socio-filosofico ed economico teorizzato dal comunismo.

Il comunismo storico, cioè l’unico che si è concretamente realizzato nella realtà dei fatti, ha dato vita a dittature crudeli in cui sono più i punti in comune con le dittature fasciste che quelli di differenza.

Il comunismo storico è stato il tradimento di qualsiasi ideale comunista.

Non bastasse, le analisi economiche di Marx si sono rivelate errate: con lo sviluppo industriale il proletariato anziché aumentare il proprio potere, ha perso posizioni non solo nei confronti del capitalismo ma anche dell’emergente ceto medio.

Oggi con la finanza globalizzata, la rivoluzione digitale, l’automatizzazione dei processi produttivi vediamo che il proletariato del terzo millennio perde ancora di più potere.

Il comunismo che non si è mai realizzato, oggi è definitivamente morto.

I regimi che ancora si etichettano di rosso fanno tutto tranne che sviluppare la comunione dei beni e l’uguaglianza sociale.

Al contrario, io ritengo, il fascino malvagio del fascismo è sempre vivo e pericoloso.

A differenza del comunismo, che dove è nato è stato per sanguinosi colpi di Stato e mai in regimi democratici, i regimi fascisti hanno conquistato il potere per lo più nel pieno delle democrazie da cui sono nati.

Ne sono la naturale conseguenza quando il popolo è esasperato e rancoroso verso una politica flaccida che non risponde più alle esigenze della società civile.

Il fascismo si nutre della rabbia del popolo inferocito contro il “disordine” della mala politica, delle ingiustizie sociali, della criminalità, dell’imbarbarimento di Costumi e Valori.

Finché si arriva ad un punto di rottura in cui si è disposti a perdere libertà e diritti pur di veder colpiti i “colpevoli” (qualunque essi siano in effetti e/o nella percezione).
Si invoca un uomo della provvidenza che dica “basta!” e metta tutti in riga.

Da quel momento il passo verso la dittatura diventa breve.

E non c’è dittatura senza violenza, soprusi, abolizione delle regole della democrazia e delle libertà civili.

Questo per me significa fascismo. 

Ed è per questo che il fascismo è sempre il pericolo delle democrazie in crisi.

In Italia, succubi ancora della contrapposizione fascismo-comunismo, l’abbiamo poi traslata in destra vs. sinistra.

Non ci siamo evoluti in un partito conservatore e uno progressista, oppure non contrapponiamo il pensiero di chi crede, per esempio, ad una più o meno rigida economia di Stato a quello di chi punta tutto sulla libera imprenditoria privata.

Siamo, invece, tuttora schiavi di bandiere che ci fanno sentire più opposti ad un “nemico” comune che appartenenti ad un gruppo sociale col quale riconoscere forti affinità.

Le manifestazioni antifasciste 
- avvenute nel febbraio 2017 - nel giorno della memoria delle foibe sono state un fatto gravissimo. 

Non solo per gli ignobili episodi di inaccettabile violenza, ma anche e soprattutto perché le vittime delle foibe non sono i morti pianti soltanto da chi è di destra (
estrema o meno). 

Quei morti devono ricordare a tutti cosa succede nelle guerre. Quelle vittime sono piante da chiunque abiuri la violenza.

Quindi il gesto vigliacco contro l’esponente di FN in Sicilia deve essere condannato senza se e senza forse.

Il pericolo di rigurgiti di fascismo non si combatte con azioni fasciste.

Anzi è proprio il modo per far forza al fascismo.
Per me la violenza è un attributo fascista e non è mai accettabile. 


Oltretutto è anche estremamente stupida perché finisce col giustificare chi si chiede perché sia reato l'apologia del fascismo.

21/02/2017

Sandro Pertini - Democrazia e fascismo



andrea pietrarota

mercoledì 20 maggio 2009

Celleno: Carlo Conticchio e la sua lista riscuotono grande simpatia dai cellenesi


Grande successo martedì sera alla presentazione di Candidati e Programma della Lista Civica "Celleno Viva Viva Celleno".

Nella sala conferenze del Palazzo della Cultura, si sono assiepate numerosissime persone tanto da occupare tutte le poltrone disponibili ed un folto pubblico ha assistito in piedi alla presentazione della Lista.

Il candidato a Sindaco Carlo Conticchio ha tenuto incollati ad ascoltare tutti i convenuti parlando approfonditamente del progetto di Lista Civica che ha accomunato inizialmente il gruppo promotore della "Celleno Viva" e poi via via si è materializzato fino al completamento della rosa di candidati.

"Candidati che - spiega Carlo Conticchio - vengono dalla società civile, con un forte e riconosciuto ruolo nella comunità e l'interesse a far sì che il Paese cresca, si strutturi, metta a frutto le numerose opportunità che gli sono congenite: la vicinanza a Viterbo, un territorio collinare molto bello dal punto di vista naturalistico, la presenza della S.P. Teverina, la prospettiva dell'Aeroporto Civile di Viterbo.

E' stato proiettato un video con le principali disfunzioni che hanno caratterizzato la vita pubblica di Celleno in questi ultimi cinque anni, destando molto interesse al pubblico tanto da strappare numerosi e spontanei applausi nei vari passaggi programmatici.

Nel corso della serata sono stati presentati due graditi ospiti, il sig. Duilio Ponzianelli, artista ed artigiano nel restauro di orologi e meccanismi per Torri e Palazzi Civici, il quale ha proposto di aprire proprio nel Borgo Antico di Celleno una Scuola Nazionale per orologiai, unica in Italia, che avrebbe il supporto di un numeroso gruppo di studenti provenienti da tutto lo stivale ( si calcola che le torri ed i palazzi con orologi sono oltre diecimila ) e che porterebbe nel piccolo centro della Teverina posti di lavoro ed opportunità di reddito.

Molto apprezzato inoltre l'intervento del campione sportivo Alessandro Conticchio, gloria del calcio viterbese avendo militato in importanti club di livello nazionale ed internazionale come Inter, Torino, Lecce, Avellino, il quale ha dato la propria preziosa disponibilità nel mettersi a disposizione per un progetto di levatura nazionale che veda negli impianti sportivi di Celleno, il fulcro di iniziative quali campus estivi per ragazzi, collegato a primari club nazionali; Tornei e Meeting tematici per giovani, aziende, club europei ed altre iniziative che prenderanno finalmente piede a Celleno.

I giudizi emersi al termine della manifestazione vanno decisamente verso la volontà di un cambio di amministrazione in quanto quella attuale ha tradito le aspettative per le quali aveva ottenuto l'avallo della popolazione, sembrerebbe capire che esistano quest'anno tutte le prerogative per un passaggio positivo verso una gestione amministrativa più in linea con le aspettative della comunità di Celleno.

Celleno, 20 maggio 2009

martedì 21 aprile 2009

Elezioni europee: Patto per i consumatori

PARLAMENTO EUROPEO: UN PATTO PER I CONSUMATORI
Clausole vessatorie nei contratti, tutele nei viaggi a pacchetto, garanzie dei prodotti. Bruxelles non è lontana, e le decisioni a livello comunitario ricadono sulla nostra quotidianità. Oggi l'85% della normativa che stabilisce le regole per i consumatori è definita nella capitale belga.
In vista delle prossime elezioni europee il Beuc, il Bureau Européen des Unions de Consommateurs, organismo che riunisce 42 associazioni indipendenti di 30 Paesi, con Altroconsumo per l'Italia (il presidente, Paolo Martinello, è anche presidente del Beuc stesso), propone un'iniziativa in vista del voto di giugno: la sottoscrizione di un "Patto" tra Parlamento europeo e consumatori.
Il Patto riassume i temi chiave per i consumatori europei e le sfide principali che attendono i deputati, invitati a firmare il documento e a rispettarlo una volta eletti.
Otto i punti individuati:
  • Energia e sostenibilità. Garantire che tutti i consumatori europei abbiano accesso a beni di consumo, servizi ed energia senza compromettere le necessità delle generazioni future;
  • Servizi finanziari. Garantire l'accesso a servizi finanziari sicuri e trasparenti;
  • Contratti con i consumatori. Rafforzare i diritti dei consumatori nell'ambito dell'acquisto di beni e servizi;
  • Prodotti alimentari. Contribuire alle scelte informate, migliorando l'accesso a cibi sicuri e sani;
  • Universo digitale. Consentire ai consumatori di avere un ruolo centrale in un mercato digitale sicuro, equo e competitivo;
  • Salute. Porre la salute al primo posto, promuovendo informazioni e servizi sanitari di qualità per tutti;
  • Sicurezza. Garantire prodotti sicuri e ridurre l'esposizione di consumatori e ambiente a sostanze chimiche pericolose.
  • Class action. Rimborsare coloro che hanno subito danni causati dallo stesso operatore commerciale.
Sul www.consumerpact.eu e www.altroconsumo.it gli otto punti-chiave in esteso e l'elenco dei candidati che hanno sottoscritto il Patto.
Per informazioni: ufficio stampa Altroconsumo - Liliana Cantone - tel. 02.66890205-279-334 335.7372294 press@altroconsumo.it

mercoledì 4 febbraio 2009

MENTRE LAMPEDUSA SOFFRE, I PARTITI SI REGALANO LO SBARRAMENT


venerdì 19 dicembre 2008

Barack Obama ha usato l'ipnosi in campagna elettorale?

In discussione l'esito delle elezioni? Tutti i retroscena in un ebook edito da Bruno Editore

Roma, 19 Dicembre 2008 – Digitare le chiavi di ricerca “Obama” e “hypnosis” su Google riserva sorprese. I risultati mostrano infatti una serie di documenti, che rivelerebbero una stupefacente verità sul 44° presidente degli Stati Uniti: Barack Obama avrebbe utilizzato l’ipnosi nella sua lunga e vincente campagna elettorale. Ne hanno già parlato le principali testate americane e adesso la voce si è diffusa come un tam tam inarrestabile anche su Internet.

A parlare del caso sarà per la prima volta in Italia un ebook di Bruno Editore in uscita in questi giorni, dal titolo Ma Obama ha usato l'Ipnosi?

Si tratta di un saggio curato da Charlie Fantechi. Psicologo e Psicoterapeuta di fama mondiale, Fantechi è specializzato in Ipnosi e Psicoterapia Ericksoniana, è Trainer di Programmazione Neuro Linguistica, certificato presso la NLP University di Robert Dilts a Santa Cruz (USA). “Nel mio ebook – ha dichiarato Fantechi – i lettori troveranno un’analisi approfondita delle tecniche del linguaggio ipnotico, con tanto di video reali delle campagne elettorali di Obama. E potranno farsi autonomamente un’idea sulle questioni chiave da cui sono partito: Obama ha usato l’ipnosi? Lo ha fatto volontariamente?”.

E’ da tener presente che le leggi americane vietano espressamente l'uso dell'ipnosi nelle campagne elettorali e di conseguenza, secondo alcuni analisti, potrebbe addirittura essere messo in discussione l'esito delle elezioni. Per questo motivo l'ebook su Obama si preannuncia come una di quelle pubblicazioni destinate a introdurre un salto nelle normali chiavi di interpretazione socio-politiche, spesso viziate da conformismo.

"La nostra casa editrice – ha sottolineato Giacomo Bruno, presidente di Bruno Editore – si occupa di formazione da molti anni e il nuovo ebook svela le tecniche di comunicazione ipnotica di uno dei migliori comunicatori al mondo. Quindi i nostri clienti e tutti gli appassionati di formazione potranno trovare una serie di spunti di grande interesse per la propria crescita personale. Ma da qui a pensare che l’ebook possa avere conseguenze politiche naturalmente ce ne corre. Certamente l'ipnosi e la persuasione sono strumenti che tutti i grandi comunicatori utilizzano quotidianamente, che ne siano consapevoli o meno. E' parte integrante della nostra comunicazione."

Le previsioni di diffusione dell’ebook Ma Obama ha usato l’iponosi? parlano di 20.000 copie già nei primi 7 giorni di lancio.

www.giacomobruno.it/index.php/2008/12/16/ma-obama-ha-usato-lipnosi

Bruno Editore è la casa editrice leader nel settore degli ebook, di cui detiene il 90% nel mercato italiano e il 3% nel mercato mondiale. Il modello "Bruno Editore" si fonda sul portale della casa editrice, tra i primi 100 siti italiani, con oltre 275.000 utenti registrati e più di 8 milioni di visitatori all’anno. Per essere aggiornati sulle ultime novità dal mondo degli ebook clicca sul sito www.BrunoEditore.it.

Distribuzione comunicati stampa internet
Maleva srl
www.maleva.it/marketing/
fabrizio.pivari (at) maleva.it

giovedì 6 novembre 2008

Obama, marketing e informazione vincono le presidenziali americane

Gli Stati Uniti hanno eletto il nuovo presidente: Barack Obama.

Con un'affluenza record alle urne, Obama ha rilanciato il sogno americano con una vittoria schiacciante sull'avversario John McCain.

Una grande vittoria per il candidato democratico, soprattutto se consideriamo che si tratta del primo presidente nero della storia. Ma non solo.

Circa 20 giorni fa Obama è stato nominato da Advertising Age marketer dell'anno, dopo aver incontrato i consensi di centinaia di professionisti e agenzie del settore che l'hanno classificato primo davanti ad aziende come Apple. Marketer dell'anno. Un uomo politico. Un presidente. Un presidente che ha insegnato alle agenzie pubblicitarie, troppo spesso statiche, come vendere la propria immagine attraverso Internet, Social Network, Video sharing, Web marketing, email marketing, search marketing, gaming, iPhone applications. Durante la campagna elettorale, Obama aveva schernito McCain accusandolo di non saper usare il computer e di non essere nemmeno in grado di scrivere una mail.

Direi che gli è costato caro. Ma Obama, o meglio il marketing di Obama, non è stato l'unico vincitore, con lui ha trionfato Internet, rendendo queste elezioni le prime del 21° secolo, quelle che saranno ricordate come il successo dell'informazione online.

Non si era mai visto, prima d'ora, che alle conferenze stampa durante la campagna elettorale, i posti occupati da blogger e citizen-journalists superassero quelli occupati dai giornalisti tradizionali.

Sarah Palin è stata sconfitta da un videogioco che ha spopolato in Rete rendendola particolarmente ridicola mentre il quiz Glassbooth di Facebook, un po' più propositivo, aiutava gli utenti a identificare i programmi politici più consoni ai loro interessi. E che dire della notte appena trascorsa durante la quale i media tradizionali sono stati inchiodati davanti al Web per mantenersi aggiornati su dati, sondaggi e risultati?

Perfino i principali quotidiani statunitensi hanno ceduto alla Web-maratona, garantendo continui aggiornamenti online, col Washington Post che dava la possibilità di essere informati via e-mail, sms e, addirittura, Twitter. Nessuno si è scollegato.
Nessuno ha spento il pc per poter leggere il proprio giornale preferito.
Rigorosamente il giorno dopo.

http://www.pamelaferrara.com


Pamela Ferrara
Marketing Manager

info@pamelaferrara.com
skype: pamela.fe

www.pamelaferrara.com

mercoledì 5 novembre 2008

Elezioni USA. Furio Colombo: "Gasparri si sforzi di essere meno ignobile"


Elezioni USA/Furio Colombo: "Gasparri si sforzi di essere meno ignobile"

"Spero che le dichiarazioni di Gasparri facciano il giro dell'America, perché si deve sapere che grado infimo ha toccato la politica italiana con dichiarazioni come quelle. Non solo sono volgari e stupide, ma sono fatte da un personaggio che ha molto peso. Nessuno mi ha mai spiegato perché Gasparri debba comparire in ogni straccio di tg che va in onda in questo paese. Qualcuno dovrebbero però avvertirlo che dovrebbe sforzarsi di essere meno ignobile e anche un po' meno stupido, perché l'affermazione fatta lo mette fuori da tutta la classe politica europea, che non è di alto livello ma non è così bassa." A dirlo è Furio Colombo, giornalista e deputato PD, nel corso di un'intervista a Econews [si prega di citare la fonte], commentando le parole di Maurizio Gasparri sull'elezione di Obama.

"Alla camera", racconta inoltre Colombo, "ho chiesto oggi la parola per dire che esiste nel parlamento italiano la tradizione di occuparci brevemente di commentare i grandi eventi, e questa volta non era stato fatto. Per fortuna dirigeva Fini, che è di gran lunga il più liberal di tutti i presidenti della camera (Rosy Bindi, ad esempio, non mi ha mai concesso la parola), e ho potuto parlare: ho voluto avvertire i nostri colleghi della Lega che il nuovo presidente degli Stati Uniti è nero e figlio di immigrati. I leghisti hanno reagito chiedendo la mia punizione in base all'art. 58 del regolamento per averli insultati. Fini, che si è confermato il più liberal, ha chiarito che non c'è stato nessun insulto."

Ufficio Stampa

Econews Agenzia Radiofonica

067005706

uff.stampa@agenziaeconews.it

Piazza San Giovanni in Laterano, 40. Roma

WWF: BENVENUTO OBAMA. DA OGGI IL PIANETA POTRÀ RESPIRARE UN'ARIA NUOVA?

Il WWF da il benvenuto al nuovo Presidente degli Stati Uniti d'America

DA OGGI IL PIANETA POTRÀ RESPIRARE UN'ARIA NUOVA?

Le elezioni presidenziali americane non riguardano unicamente le sorti di una nazione, ma scandiscono il tempo e dettano le regole di convivenza nel mondo intero. E' quindi tempo, occasione di bilanci ed auspici.

I primi segnali di un vero cambiamento, secondo il WWF, si vedranno dai comportamenti della nuova amministrazione americana sul clima. Il nuovo Presidente, per fare la differenza, deve rendere i cambiamenti climatici la priorità della politica interna ed estera. "L'America dovrà riprendere la leadership degli sforzi globali per arrivare ad un nuovo trattato sui cambiamenti climatici – dichiara il WWF - ed il primo segnale in questo senso ce lo attendiamo con la nomina di un nuovo negoziatore in vista della conferenza di Poznan, a Dicembre".

Per il WWF, andrebbe archiviata l'ossessione della sicurezza mondiale intesa in termini puramente ed esclusivamente militari, che ha profondamente influenzato e condizionato le attitudini, i comportamenti e le scelte dell'intera umanità per quasi un decennio. La minaccia di Al Qaeda, l'intervento bellico in Iran e in Afghanistan e l'intera politica estera statunitense: tutto è stato fortemente marcato dall'azione militare, ignorando invece le cause fondamentali – di natura sociale, economica, ambientale – alla radice di molti degli attuali conflitti che, se non adeguatamente affrontate, sicuramente costituiranno una minaccia alla sicurezza globale ben più devastante di quanto non sia stata la minaccia terroristica.

Metà della popolazione mondiale vive con meno di un dollaro al giorno e sopravvive solo grazie – e a spese – delle risorse naturali forniti da un ambiente già messo sotto stress dall'inquinamento, dai cambiamenti climatici e da un 'impronta ecologica insostenibile; le prospettive nel medio termine non sono destinate a migliorare, ed un numero sempre più consistente di nazioni ambisce ad entrare in quella che definiamo la "classe media globale", determinando cambiamenti epocali nella quantità e nella struttura dei consumi a livello planetario. In questo scenario, gli incidenti a cui abbiamo avuto modo di assistere in molte capitali mondiali, a causa del rincaro dei prezzi alimentari, sono solo un assaggio di ciò che può accadere se continueremo a non affrontare con il dovuto senso d'urgenza e serietà il crescente squilibrio tra quanto consumiamo e quanto una natura sotto stress riesce a produrre.

Secondo il WWF, i dati forniti nell'ultimo Living Planet Report (2008) parlano chiaro, e testimoniano di come il pianeta e l'intera umanità stia vivendo ben al di sopra delle proprie possibilità, in una preoccupante situazione di "ecological crunch", di stretta ecologica, di "bolla" ambientale non sostenibile nel tempo. E' per questo che i cambiamenti climatici, l'esaurimento delle risorse naturali ed il collasso degli ecosistemi planetari costituiscono le vere minacce, profonde e permanenti, alla pace e alla sicurezza nel 21° secolo. Ed è per questo che l'intera umanità è in attesa di una svolta decisa e radicale nella politica estera americana – e quindi mondiale – , ed auspica che la nuova presidenza sia artefice di una politica nuova nei suoi fondamentali, una politica che affronti le minacce globali che indeboliscono la nostra sicurezza collettiva in un mondo globalizzato e sempre più interdipendente.

"Per poter fare ciò, è fondamentale riportare i dati e le ragioni della conoscenza scientifica nei luoghi che contano e al centro delle decisioni politiche" - sostiene il WWF – "marcando con determinazione e forza le

distanze da un negazionismo che ha fornito troppi e dannosi alibi all'inazione e al perdurare dello status quo, in presenza e a dispetto di dati ed informazioni senza precedenti sullo stato dell'ambiente planetario".

Roma, 05 novembre 2008

Ufficio Stampa WWF Italia

06 84497377, 373, 265, 216, 463, 213


sabato 1 novembre 2008

IPHONE VODAFONE: SPECIALE PRESIDENZIALI USA 2008



Vodafone - Speciale Presidenziali USA 2008

Chi sara' il 44esimo presidente degli Stati Uniti d'America?

Tutte le news e le notizie dell'ultim'ora su my live!

Per scoprire in tempo reale chi sara' il nuovo presidente degli Stati Uniti d'America, rimanere aggiornati sulle mosse dei candidati, leggere l'ultima indiscrezione, avere sempre sottomano le ultime news sulla campagna elettorale piu' seguita del mondo, Vodafone Italia ha realizzato un nuovo servizio. Presidenziali 2008, che permette di seguire gli ultimi giorni della corsa alle presidenziali americane gratuitamente sul proprio iPhone 3G e sulla pagina web personale di my live! l'applicazione di Vodafone sviluppata ad hoc per l'iPhone.

Per accedere al servizio e leggere in tempo reale tutte le notizie sulla sfida per la Casa Bianca aggiornate all'ultimo minuto e' sufficiente visitare la pagina web http://mylive.vodafone.it e selezionare il widget PRESIDENZIALI 2008, all'interno della categoria Informazione, o semplicemente lanciare l'applicazione Vodafone my live! su iPhone 3G e selezionare il widget PRESIDENZIALI 2008.

Vodafone my live!

Vodafone my live! e' l'esclusivo software realizzato da Vodafone per personalizzare al meglio il proprio iPhone 3G. Con Vodafone my live! e' possibile raggruppare e rendere disponibile sin da subito tutti i propri servizi d'informazione preferiti (dalle news, all'oroscopo allo sport, alla posta elettronica e tanto altro). E' possibile scaricare Vodafone my live! su iPhone dall'Apple Store o da iTunes. Vodafone my live! e' accessibile anche dal browser del MAC o PC, all'indirizzo: http://mylive.vodafone.it

domenica 19 ottobre 2008

TRA RECESSIONE E MANCANZA DI STRATEGIE DI SVILUPPO.

IN ATTESA DELLE ELEZIONI IN U.S.A. TRA RECESSIONE E MANCANZA DI STRATEGIE DI SVILUPPO.

di: Raffaele Pirozzi e Giuseppe Biasco


Napoli, 19/10/08. Adesso abbiamo la conferma di quello che avevamo sempre sospettato: Berlusconi e Tremonti non hanno mai seguito nessuna teoria economica, ma hanno utilizzato quella che serve al momento per garantire al mondo degli affari e della finanza italiana, ed a se stessi, ingenti guadagni.

Infatti, in queste ore, in cui la crisi economica rischia di sconvolgere il mondo della finanza e della impresa internazionale, l'imprenditore e il professore, hanno abbracciato, convinti la teoria dello Stato che interviene in economia.

Solo pochi mesi fa, spiegavano in campagna elettorale, che bastava abrogare l'ICI e detassare gli straordinari per rimettere in cammino la crescita economica del nostro paese; oggi si appellano allo Stato per aiutare le Banche in crisi di liquidità e per sostenere le imprese che già da tempo risentono degli effetti della crisi.

Si è raggiunto il paradosso che i teorici del liberismo, come il nostro Ministro della Economia e il Presidente del Consiglio vengono tacciati di essere dei socialisti dal giornale: "Libero", mentre l'ex comunista Veltroni viene descritto come un difensore del libero mercato.

Quando si trattava di fare affari con le cartolarizzazioni del patrimonio immobiliare dello Stato, sostenute da Unicredit, erano tutti liberisti e pronti a morire per garantire la libertà degli individui e della impresa. Adesso che la crisi americana ha scaricato tutti i suoi effetti negativi, costringendo la Banca di Profumo ad una sottoscrizione di capitale di 6,5 miliardi di euro, sono tutti convinti assertori dell'intervento dello Stato in economia per salvare il risparmio dei cittadini ed il futuro economico della impresa italiana.

Nel frattempo che questo viene affermato dal patriota Berlusconi, che denuncia la possibilità di scalate straniere alle nostre aziende, l'Unicredit vede aumentare la presenza dei fondi libici nel suo capitale sociale fino al 4,25% del totale.

Con questa operazione i fondi libici sono diventati possessori di una quota rilevante del pacchetto azionario dell'Unicredit, il secondo in ordine di grandezza, assumendo un ruolo di controllo notevole per gli equilibri societari. Meno male che Gheddafi è amico del nostro Presidente !

L'ingresso dei libici ha fatto registrare una ripresa del titolo in Borsa, dopo il crollo e la sospensione delle vendite dei giorni scorsi.

Mentre tutto questo succede, la famosa Compagnia Aerea Italiana, non è ancora quotata in Borsa e sono in corso frenetiche trattative con un partner estero per potere finalmente "volare".

Il nuovo volto di Berlusconi è quello dell'amico affezionato di Bush, del riferimento personale di Putin in Europa, del difensore del diritto delle imprese italiane ed europee di continuare ad inquinare senza pagare dazio, mentre approva senza problemi la proposta del laburista inglese Gordon Brown di intervenire in economia con aiuti di Stato alla finanza in crisi di liquidità.

Tutto ed il contrario di tutto al tempo stesso, il Governo ed il suo leader si muove senza una rotta, senza una strategia per il futuro, con una spudoratezza ed una spregiudicatezza che nascondono il fatto che non hanno ancora capito niente di quello che sta succedendo e di come andrà a finire.

Eppure, gli italiani stanno passando dal consenso elettorale ad un appoggio acritico al suo operato. Sembra che più si comporta da cialtrone e più piace. I sondaggi lo danno in continua crescita. Gli italiani gli perdonano perfino, di non essere andato alla assemblea dell'ONU, perché doveva andare nella beuty farm per un tagliando di bellezza.

In questa atmosfera di paura per il presente e per il futuro, in cui viviamo, Berlusconi è rassicurante, sembra essere sempre in grado di fare la cosa giusta al momento giusto, l'impressione di tutti che si inventerà sempre qualche cosa per uscire dai guai, anche se in dispregio delle regole e della morale, con la furbizia di sempre.

Del resto, tutti sono in attesa delle elezioni per il nuovo Presidente degli Stati Uniti, per conoscere in che modo il paese guida del sistema capitalistico occidentale affronterà la crisi e quali proposte saranno presentate dal nuovo Presidente, che sicuramente rappresenteranno una svolta importante per l'economia internazionale.

Tra poco la crisi arriverà fin dentro le famiglie italiane, bisognerà parlare di salario e di lavoro stabile, altrimenti i sogni di grandezza moriranno miseramente, bisognerà essere veramente socialisti per uscire da questa nuova grande emergenza sociale che si annuncia epocale.

lunedì 22 settembre 2008

Elezioni USA: la star Obama contro il guerrafondaio McCain

A 6 settimane dal voto (il 4 novembre) la corsa alla Casa Bianca si è trasformata in una guerra a colpi di strategie di marketing e diventa sempre più entusiasmante.

A questo punto la competizione non è nemmeno più tra Obama e McCain ma tra David Axelrod e Steve Schmidt, gli strateghi dei rispettivi candidati: il primo fa parte di quei pochissimi e strapagati consulenti politici capaci di rovesciare completamente il dibattito politico in favore di Obama, il secondo è un vero e proprio guerrigliero della comunicazione capace di insinuare nei cittadini qualunque dubbio possa andare a vantaggio di McCain.

Obiettivo comune: far apparire l'avversario come estraneo ai valori dell'americano medio. Così Obama diventa troppo superficiale, una star che va in palestra tre volte al giorno, mangia barre proteiche e beve the biodinamico; mentre McCain è un miliardario guerrafondaio, fa parte di un'élite che non è in grado di capire il dramma delle famiglie messe in ginocchio dalla crisi economica.

Che poi tutto questo sia vero o meno non importa a nessuno, è inutile perdere tempo con la verità quando questa può essere creata a tavolino, come sostengono gli esperti di management della percezione. Non so se ci avete fatto caso ma la comunicazione di questo scontro raramente si focalizza sui temi politici della campagna: è più che altro concentrata nel mettere in (cattiva) luce il carattere dell'avversario.

E gli elettori? Stanno al gioco. Bill Tancer, direttore di una delle principali agenzie di monitoraggio del Web, ha recentemente pubblicato uno studio sulla navigazione degli utenti americani, che sono risultati ossessionati dalla celebrità e dalle star, ossessione che avrebbe contagiato anche il modo di vedere la politica.

Secondo i dati, molti utenti sono stati sedotti da Sara Palin, candidata come vicepresidente repubblicano, ma più che sostenere i suoi programmi politici e apprezzare le sue idee conservatrici, gli internauti sono attratti dalle sue foto e dalle notizie che riguardano il suo personale passato.

Stesso discorso per Barack Obama: i navigatori vogliono conoscere dati personali del candidato democratico come la sua altezza o informazioni che riguardano la sua famiglia piuttosto che comprendere quali riforme vuole realizzare una volta diventato Presidente degli Stati Uniti. Contenti loro.

E allora avanti tutta, a suon di marketing, di slogan, di pubblicità. Vincerà chi riuscirà ad imporre come reale la propria visione dell'avversario. C'è solo un piccolo problema: che tutta questa messinscena non aiuterà a decidere chi sarà il presidente migliore.

Pamela Ferrara www.pamelaferrara.com info(at)pamelaferrara.com

lunedì 8 settembre 2008

FORLI': CASE POPOLARI DA ASSEGNARE DIVERSAMENTE


IN VISTA DELLE PROSSIME AMMINISTRATIVE

“LIBERTA’ E FUTURO” LANCIA LA SFIDA


Daniele Baldini coordinatore di “LIBERTA’ E FUTURO”, movimento presente alle prossime amministrative a Forlì, non lascia dubbi sulle linee di programma relative alle politiche sociali legate alla casa.
“Innanzitutto – esordisce Baldini- serve aumentare a 20mila euro la soglia minima di reddito per essere ammessi alle graduatorie. I limiti troppo bassi penalizzano le fasce sociali deboli. Del resto, un dipendente che guadagna 1.200 euro al mese non credo sia da considerare abbiente. Inoltre, ritengo sia doveroso –sottolinea Baldini- riservare una quota del 20%, oltre al già programmato in base alle percentuali di residenti tra italiani e stranieri, per gli under 35 che si apprestano a formare una nuova famiglia. Un segnale “ tangibile” rivolto ai giovani che sempre più spesso non si uniscono in matrimonio a causa del problema casa.Altra quota del 10 % -continua Baldini- riservato agli appartenenti delle Forze di Polizia. Sarebbe un segnale di attenzione per coloro che quotidianamente operano per la sicurezza di tutti i cittadini. Un agente che guadagna 1.300 euro al mese e deve mantenere una famiglia, che il più delle volte non essendo del posto non può nemmeno beneficiare dell’aiuto dei genitori e pertanto la moglie è costretta a non lavorare per accudire i figli, è costretto a cercare soluzioni abitative più economiche nell’hinterland della città. Fenomeno che genera pendolarismo ed assenza di poliziotti nella vita cittadina al di fuori dal servizio e un senso di minor tranquillità del cittadino”.
Così conclude Baldini in merito alla filosofia di assegnazione degli appartamenti:
“Per quanto concerne le aliquote delle case popolari per gli extracomunitari, ritengo sia giusto valutare il rapporto percentuale dei residenti rispetto agli italiani.
Nel 2007, su 37 alloggi ben 18 (50% circa) sono stati assegnati a stranieri pur essendo solo l’8,3% della popolazione totale. C’è qualcosa che non quadra”.


Alfonso Aloisi
alfonsoaloisi@virgilio.it
Cell.: 340-9858493

venerdì 13 giugno 2008

MARTIRI VECCHI E NUOVI, MARTEDÌ 17 COMMEMORAZIONE A CATANIA E RANDAZZO

MOVIMENTO PER L'INDIPENDENZA DELLA SICILIA
fondato nel 1943


- CUMUNICATU STAMPA -

MARTIRI VECCHI E NUOVI, MARTEDÌ 17 COMMEMORAZIONE A CATANIA E RANDAZZO

Ancora martiri siciliani. I caduti di Mineo, e il giovane precipitato oggi dall'impalcatura a Termini Imerese nel suo ultimo giorno di contratto, e tutti quelli che li hanno tragicamente preceduti, sono vittime dell'Italia.

Non si spiega altrimenti questa incessante mattanza dei migliori siciliani che prosegue, apparentemente inarrestabile, certamente inarrestata, ogni giorno sui posti di lavoro, sulle strade, negli ospedali.

Un malcelato sterminio che, sommandosi alla mai cessata ed oggi incrementata emigrazione verso l'Italia e gli altri paesi esteri, punta dritto a privare la Sicilia della forza dei suoi giovani, dei suoi più valorosi figli.

Questo autentico genocidio si arresterà solo quando i Siciliani riprenderanno possesso della propria terra e torneranno ad esercitare direttamente la propria inviolabile ed inderogabile sovranità. Si arresterà quindi quando la Sicilia tornerà stato indipendente, libero e sovrano. Si arresterà, quindi, presto, molto presto.

Nonostante i bavagli, gli ostacoli, le negazioni mediatiche, gli inganni ("autonomistici" e non), le congiure, gli attentati.

Come quello ordito alla lista del Movimento per l'Indipendenza della Sicilia per le elezioni comunali di Catania, come quello teso ai vertici dell'EVIS quel 17 giugno del 1945. Quando il piombo italiano stroncò tre valorosi Patrioti Siciliani su una desolata stradella, senza però riuscire a spegnere la lotta dei siciliani per la libertà.

E martedì 17 giugno il MIS ricorderà martiri vecchi e nuovi a partire dalle ore 16, presso il Cimitero Monumentale di Catania sito in via Acquicella, ove il prof. Antonio Canepa, fondatore e comandante dell'Esercito Volontario per l'Indipendenza della Sicilia, unitamente a Carmelo Rosano, Giuseppe Lo Giudice e Francesco Ilardi (questi ucciso appena cinque giorni dopo in uno scontro a fuoco da alcuni banditi), riposa nel "viale degli uomini illustri".

A seguire nel pomeriggio la delegazione indipendentista si trasferirà a Randazzo, in contrada Murazzu Ruttu, sulla SS120, per rendere ancora omaggio ai propri eroi caduti per la Sicilia proprio sul luogo dell'agguato teso dai Carabinieri, ove sorge un Cippo commemorativo. Saranno graditi omaggi floreali quanto messaggi, testimonianze e bandiere siciliane giallo-rosse.

Ricorderemo, quindi, tanto Canepa, Rosano, Lo Giudice, Ilardi, e ancora gli altri indipendentisti caduti per l'Idea fra i quali ricordiamo Di Liberto, Macaione, Spampinato, quanto i nuovi martiri siciliani, i Tumino, Smecca, Zaccaria, Sofia, Palermo, Pulici, e ancora i Linguanti, Caracausi, Maganuco, Berretta, e Domenico Cagnina, l'ultima ignara vittima.

E questo mentre il tonante baraccone elettorale non si ferma. Sarebbe stata gradita, da parte di tutte le forze (e non solo da parte nostra e dei nostri candidati, che la stanno applicando autonomamente) la fine anticipata della campagna elettorale, 24 ore in memoria e rispetto di chi è morto mentre si guadagnava di che campare. E invece no. Tutto prosegue, indifferente seppur non ignaro.

Il MIS coglie l'occasione per ricordare che domenica 15 e lunedì 16 giugno milioni di siciliani saranno chiamati per rinnovare 8 (dei 9 in totale) enti pubblici assolutamente ABUSIVI ed ILLEGALI. Infatti le cosiddette "province regionali" non sono altro che la reintroduzione truffaldina (e costosissima, per le tasche dei cittadini) di quelle province che attualmente lo Statuto Speciale d'Autonomia per la Sicilia (scritto proprio con il sangue dei Patrioti Siciliani), che è parte integrante della Costituzione Italiana, considera ABOLITE.

Infatti l'art.15 dello Statuto sancisce: «Le circoscrizioni provinciali e gli organi ed enti pubblici che ne derivano sono soppressi nell'ambito della Regione Siciliana. L'ordinamento degli enti locali si basa nella Regione stessa sui Comuni e sui liberi Consorzi comunali, dotati della più ampia autonomia amministrativa e finanziaria.
Nel quadro di tali princìpi generali spetta alla Regione la legislazione esclusiva e l'esecuzione diretta in materia di circoscrizione, ordinamento e controllo degli enti locali».

Lo Statuto quindi aveva, nell'ottica del mai realizzatosi autogoverno della Sicilia (e introducendo uno strumento di efficienza e concordia più affine alle tradizioni siciliane quali sono i consorzi comunali), eliminato quelli strumenti del centralismo borbonico, sabaudo e italico quali sono le amministrazioni provinciali, i consigli provinciali, le prefetture (come anche la "competenza territoriale" delle questure).

Oggi, queste strutture, autentici stipendifici e fabbriche di oppressione coloniale e clientelismo, permangono in forza di una leggina regionale che non può e non deve, in alcun modo, derogare ad una legge costituzionale, facendo rientrare dalla finestra quanto i siciliani, con orgoglio e sacrificio, lottando per l'indipendenza avevano fatto uscire fuori dalla porta.

Un voto, quello per le elezioni "provinciali", inutile e dannoso, che noi indipendentisti suggeriamo di NON ESPRIMERE, sfiduciando di fatto la politica colonialista italiana.

E altrettanto inutile si annuncia il voto per le comunali di Catania, dalle quali il MIS è stato incluso per un mero pretesto ed una applicazione quanto meno errata di norme e sentenze, voto che certamente si dovrà ripetere in seguito all'annullamento che confidiamo verrà pronunziato dal TAR in seguito al nostro ricorso, che sosterremo con un sit-in il giorno della sentenza.

Ma non inutile si annuncia la messe di voti che i candidati e le liste promosse e sostenute dal MIS nei comuni di Piazza Armerina (lista "MIS - Liberal"), Santa Venerina (lista "Liberi Per") e ancora a Messina, Giarre, Riposto, S.Alfio. Un voto che annunci e dia vita alla rinascita della Sicilia proprio a partire dalle sue comunità locali.

Un voto pesante ed epocale come quello che il fiero Popolo Irlandese ha oggi opposto alla truffaldina riproposizione, sotto le spoglie del "Trattato di Lisbona", della defunta "Costituzione Europea". Capiamo bene come mai tutti i Paesi membri dell'UE, tranne l'unico (per l'appunto, l'Irlanda) obbligato per legge, abbiano negato ai propri cittadini la possibilità di decidere direttamente, tramite referendum, sulla perdita di sovranità e di esercizio del diritto di autodeterminazione comportata da quel trattato. Negando finanche la stessa esistenza di vibranti proteste inscenate da numerosi europarlamentari.

Gli irlandesi hanno deciso di non tradire i propri patrioti caduti per la libertà e l'indipendenza. Costi finanche, come prospettato dal Presidente italiano Napolitano, la fuoriuscita dall'UE. Siamo d'accordo, siamo pronti, come siciliani, ad uscire fuori tanto dalla Repubblica Italiana quanto dall'Unione Europea. Che, così com'è fatta, non può piacerci. Solo una Sicilia Indipendente potrà, successivamente, cooperare con gli altri paesi dello scenario euromediterraneo. Ma sempre, come scrisse il Martire Canepa, «senza tiranni e senza sfruttatori».

Catania, 13 Jugnu 2008

A cura dell'Ufficio Stampa, Comunicazione e Propaganda del M.I.S.


Movimento per l'Indipendenza della Sicilia

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«Noi vogliamo difendere e diffondere un’idea della cui santità e giustizia siamo profondamente convinti e che fatalmente ed ineluttabilmente trionferà».

Andrea Finocchiaro Aprile, 1944


(cc) 2008 Movimento per l'Indipendenza della Sicilia - Some rights reserved (Creative Commons license by-nc-nd 2.5 it)
QUESTO MESSAGGIO PUÒ ESSERE LIBERAMENTE E GRATUITAMENTE INOLTRATO, NELLA SUA INTEREZZA ED ATTRIBUENDONE L'ORIGINE, A CHIUNQUE RITENIATE POSSA ESSERE INTERESSATO AI CONTENUTI ESPRESSI E ALLE INIZIATIVE DEL M.I.S.

venerdì 30 maggio 2008

CATANIA, ELEZIONI: RICORSO AL TAR DEL MIS

MOVIMENTO PER L'INDIPENDENZA DELLA SICILIA
fondato nel 1943


- CUMUNICATU STAMPA -

CATANIA, ELEZIONI: RICORSO AL TAR DEL MIS

Il Movimento per l'Indipendenza della Sicilia informa che, a rettifica di quanto annunciato nei giorni scorsi da alcune testate, è stato costretto a proporre, con l'Avvocato Elena Cassella del foro di Catania, ricorso dinnanzi al TAR Catania avverso la delibera della Commissione Elettorale Circondariale di Catania che ha, per pretestuosi vizi di forma, escluso la lista del MIS dalla consultazione elettorale del consiglio Comunale di Catania del prossimo 15 e 16 giugno 2008.

La Segreteria Nazionale del MIS ritiene infatti che tale esclusione sia da considerarsi indebita e teme che la stessa possa essere stata agevolata o finanche voluta e indotta da chi potrebbe temere il risveglio dello storico movimento indipendentista fondato nel 1943, da qualche anno riorganizzatosi e che va facendosi sempre più popolare e partecipato, ed il suo ritorno sulle schede elettorali proprio nella città di Catania, che dell'indipendentismo è uno dei principali focolai storici e che dalla colonizzazione italiana e del suo sistema di partiti italiani ed ascari patisce gravi sofferenze.

È quindi chiaro auspicio della dirigenza del MIS che tale esclusione vada invece attribuita semplicemente ad una cattiva applicazione di una normativa elettorale ormai palesemente obsoleta, e che costringe ad un autentico "tour de force" la Commissione Elettorale Circondariale, tenuta ad operare in tempi ristrettissimi affrontando una immane mole di lavoro. Sarebbe infatti gravissimo dover constatare che i peggiori timori circa la possibilità da parte di talune entità di penetrare e condizionare organi terzi e neutrali, realtà tra le più turpi che caratterizzano l'attualità siciliana e catanese e tra le motivazioni alla base del risorgere dell'indipendentismo siciliano e delle sue proteste e proposte, possano concretizzarsi proprio a danno di una voce di libertà, giustizia e verità quale è il MIS.

Catania, 30 Maju 2008

A cura dell'Ufficio Stampa, Comunicazione e Propaganda del M.I.S.


Movimento per l'Indipendenza della Sicilia

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Andrea Finocchiaro Aprile, 1944



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martedì 29 aprile 2008

Elezioni Roma e Provincia: ZINGARETTI, SARO' PRESIDENTE DI TUTTI


ZINGARETTI, SARO' PRESIDENTE DI TUTTI

"Grazie a tutti per quello che avete fatto. Non sono stato io a vincere ma noi, una squadra bellissima". Il neo-eletto presidente della provincia di Roma Nicola Zingaretti, accolto da un applauso, ha commentato così il risultato del voto che lo vedrà a Palazzo Valentini per i prossimi 5 anni. "Lo dico subito - ha aggiunto Zingaretti - sarò il presidente di tutti, anche di quelli che non mi hanno votato. Le istituzioni non sono di parte, la mia porta sarà sempre aperta a tutti".

"Sarò il sindaco di tutti i romani. Il mio pensiero va anche a coloro che non mi hanno votato, una scelta che rispetto. Garantisco che sarò anche il loro sindaco, senza posizioni pregiudiziali". Lo ha detto l'ormai sindaco di Roma in pectore Gianni Alemanno (Pdl) commentando i risultati, ormai quasi definitivi, da cui emerge la sua vittoria al ballottaggio contro il candidato del centrosinistra Francesco Rutelli.

BALLOTTAGGI

Si sono chiuse i seggi per i ballottaggi per l'elezione dei presidenti di 5 Province (Asti, Catanzaro, Foggia, Massa Carrara e Roma) e dei sindaci di 44 comuni, di cui 7 capoluoghi di provincia: Roma, Massa, Carrara, Pisa, Sondrio, Udine, Vicenza e Viterbo.

Quasi 6 milioni gli elettori che sono stati chiamati alle urne ieri e oggi, per un totale di 6.566 sezioni. Ieri sera alle 22, al momento della chiusura, si era registrato un forte calo nell'affluenza: per le comunali aveva votato il 46,2% contro il 58,7% del primo turno, il 13 e il 14 aprile; per le provinciali aveva votato il 39,8% mentre al primo turno l'affluenza era stata del 56,5%.

COMUNALI HA VOTATO IL 62,5%
Per i ballottaggi relativi alle elezioni comunali ha votato il 62,5 per cento degli aventi diritto, contro il 76,0 per cento registrato al primo turno.

PROVINCIALI, HA VOTATO IL 55,0%
Per i ballottaggi relativi alle elezioni provinciali ha votato il 55,0 per cento degli aventi diritto, contro il 73,6 per cento registrato al primo turno.

A ROMA HA VOTATO IL 63%
A Roma, al ballottaggio per l'elezione del sindaco della Capitale, ha votato il 63,0 per cento degli elettori. Al primo turno la percentuale era stata del 73,5 per cento.

lunedì 28 aprile 2008

W Alemanno: Tassisti in carosello contro Veltroni

Alemanno sindaco, i tassisti festeggiano contro Veltroni


Alemanno vince e i primi a far festa sono i tassisti. Un carosello in
giubilo di fronte al comitato per Gianni Alemanno sindaco. Decine di
auto bianche hanno sventolato bandiere del Pdl e suonato i clacson.
«Si apre un orizzonte nuovo per la città e per una categoria che con
la giunta Veltroni è stata oggetto di persecuzioni», ha detto il
leader dei tassisti e candidato al Parlamento per il Pdl Loreno
Bittarelli, leader della protesta contro le liberalizzazioni delle
licenze voluta da Bersani.

«Alemanno sindaco de Roma», è stato il coro da stadio scandito dai
suoi elettori. Alcuni di essi hanno sventolato bandiere dell'Italia
tricolori e dalle finestre del palazzo è stato srotolato un nastro
tricolore lungo una decina di metri. Sui davanzali delle finestre sono
state esposte bandiere del Pdl e d'Italia.

Clacson strombazzati e bandiere del Popolo della libertà sventolate
dai finestrini. I tassisti, in festa per la vittoria di Gianni
Alemanno al Campidoglio, sfilano anche davanti alla residenza romana
di Silvio Berlusconi. Caroselli di auto, anche con clienti a bordo,
passano davanti a palazzo Grazioli suonando a più riprese. Molti si
fermano anche in via del Plebiscito, scendono dalla macchina e urlano
in segno di vittoria.

Sulla porta di ingresso del comitato elettorale di Gianni Alemanno è
stato issato uno cartello con la scritta:«Al Campidoglio come al
governo si esce e si entra in taxi».

Da parte sua, le prime parole del neo sindaco Gianni Alemanno sono
state concilianti verso gli elettori di Rutelli. «Questa lunga
battaglia si è conclusa con la nostra vittoria. Quando si vince
bisogna essere generosi. Sarò sindaco si tutti i romani». «Credo di
aver raccolto anche i voti del centro sinistra che era stanco della
situazione che si viveva in città». «Si volta pagina, Roma comincia
una nuova fase. Finisce il vecchio sistema di potere. Oggi ha vinto
tutta Roma. Dedico questa vittoria a Tony Augello». «Sicurezza, lavoro
e socialità saranno le mie tre parole d'ordine per cominciare ad
amministrare la città». «La mia sarà una Roma più sicura, più
partecipata, con più rispetto nei confronti dei cittadini, con
dinamiche di sviluppo più profonde e nette e con molta socialità,
perché dovremo rispettare i diritti sociali di tutti i cittadini - ha
proseguito -. Voglio una città veramente europea e mediterranea».

Alemanno ha poi detto di aver ricevuto una telefonata di Rutelli che
gli ha fatto i complimenti per il risultato ottenuto.

A festeggiare alla sede del comitato di Alemanno è arrivato subito
anche un raggiante Gianfranco Fini. E anche lui ha subito voluto
ringraziare i tassisti: «Ringrazio tutti i tassisti per quanto hanno
fatto, per il loro impegno». La vittoria di Gianni Alemanno a Roma «è
una gioia enorme -commenta Fini mimando con le mani un enorme sorriso
sul volto -. È una delle pagine più belle in assoluto per il centro
destra e per Alleanza Nazionale». Accompagnato da Ignazio La Russa e
Andrea Ronchi, il presidente della Camera in pectore si lascia andare
ad un'ultima considerazione: «Per An questa è una vittoria storica».

Festeggia anche Berlusconi: «Il mio primo pensiero di fronte alla
storica vittoria di Alemanno, che per la prima volta porta il Popolo
della Libertà alla guida della capitale d'Italia, è un grazie commosso
ed entusiasta per gli elettori di Roma». Il successo di Gianni
Alemanno a Roma «completa la nostra vittoria del 13-14 aprile ed è di
stimolo per il grande impegno che ci attende nel governo dell'Italia
in una stagione non facile sul piano economico, e per questo ancora
più entusiasmante».

Maurizio Gasparri invece pontifica sulla situazione del
centrosinistra: «Credo che per Rutelli e per Veltroni sia una
sconfitta storica che li archivia. Per esempio potremmo mandare
Veltroni in Africa, Bettini in Thailandia e Rutelli può rimanere a
fare l'opposizione qui». «La sinistra - ha proseguito - ha molto da
meditare sulla sua arroganza, hanno fatto di tutto, hanno persino
utilizzato gli uffici stampa dei ministeri, come ha fatto la Bindi,
dicendo menzogne su di noi». «Credo - ha concluso - che questa città
debba conoscere una stagione di serenità e di dialogo e di operosità,
perché c'è molto da fare».

A festeggiare sono poi anche gli esponenti de La Destra, gli ex
colleghi di partito di Alemanno Daniela Santanché e Francesco Storace.

«Ho sempre creduto in Alemanno. Oggi è una giornata storica, bravo
Gianni». Si complimenta la Santanché. Su La7, la Santanché ha risposto
anche a una domanda su un'eventuale reunion con Alemanno: «Non siamo
stati mai divisi - ha risposto la Santanchè -. Alemanno sa bene che
alle politiche abbiamo assunto la nostra responsabilità. Per me oggi è
una giornata storica, sono emozionata e contenta che Alemanno sia
sindaco a Roma, la mia gioia va oltre ogni cosa e anche oltre la
politica».

Le fa eco Francesco Storace: «Nonostante il fango e la violenza
verbale gettati negli ultimi giorni da Rutelli, l'estrema sinistra e
soprattutto i romani lo hanno lasciato solo. Ringrazio tutti gli
elettori de La Destra che hanno seguito l'indicazione di voto del
partito votando per Gianni Alemanno. E l'Udc ha perso per miopia
politica un'opportunità storica».

Pubblicato il: 28.04.08
Modificato il: 28.04.08 alle ore 20.10 su
http://www.unita.it/view.asp?idContent=75008

sabato 19 aprile 2008

Elezioni 2008: SUICIDIO SINISTRA, NUOVO FASCISMO E LOTTA AL VERTRUSCONISMO


ELEZIONI 2008. LA SINISTRA SUICIDATA, IL NUOVO FASCISMO E LE FUTURE LOTTE CONTRO IL"VELTRUSCONISMO"

ovvero

Come predicare male, razzolare peggio ed essere bocciati dagli elettori



Il terremoto  politico-elettorale avvenuto nei giorni scorsi, ha provocato effetti a dir poco  devastanti, delineando un quadro parlamentare davvero  singolare e senza precedenti (se si eccettua l'unico precedente che risale al  Ventennio fascista).  

Uno  scenario  imprevisto ed imprevedibile,  almeno nella vastità e nelle proporzioni drammatiche in cui si è determinato. Un  disastro politico simile alla situazione di illegalità  e di messa al bando procurata dall'avvento al potere del partito fascista di Benito Mussolini, con l'instaurazione della dittatura  e l'espulsione violenta delle forze di opposizione presenti nel Parlamento  dell'epoca, in modo particolare del partito comunista e di quello socialista.  Con la differenza, non secondaria, che nel caso odierno non c'è stato bisogno di ricorrere a provvedimenti apertamente  reazionari e antidemocratici. In un colpo solo si è consumata la dissoluzione delle "sinistre", espulse in toto dal  Parlamento italiano.

Questo è, nei fatti, il risultato più evidente ed eclatante  del nuovo "fascismo" mascherato da "antifascismo", del nuovo "golpismo istituzionale"  camuffato da Partito Democratico + Popolo delle Libertà, che in sintesi si  chiama "Veltrusconismo". Il "golpe veltrusconiano" ha cancellato con una soluzione "morbida" e  "pacifica" tutti i partiti di sinistra. I quali non hanno fatto nulla per  impedire il proprio "suicidio" politico. Anzi, direi che le forze di "sinistra" hanno permesso tutte le  forme di autolesionismo possibile ed immaginabile, tutto ciò che si poteva  concedere all'avversario veltrusconiano per farsi male  in modo serio e (forse) irreparabile. Con gli esiti a dir poco catastrofici che  sono evidenti a tutti.

Ma vediamo in  quale modo si è tradotto l'autolesionismo della  sedicente "sinistra" (ex)parlamentare italiana. Una "sinistra"  ormai estinta, umiliata e declassata al rango di un movimento politico  extraparlamentare, senza possedere più alcun rapporto organico con i  soggetti della realtà sociale, senza avere più l'abitudine e tanto meno la  vocazione alla prassi e all'attività extraparlamentare.  

La  liquidazione della sinistra parlamentare borghese è stata una morte annunciata  da tempo, ma il principale responsabile del disastro si chiama (in)Fausto Bertinotti. Il quale ha raccolto  esattamente quanto ha seminato negli ultimi anni. Ma nemmeno la più pessimistica delle previsioni poteva prefigurare e vaticinare lo tsunami che ha annientato  totalmente la presenza della sinistra parlamentare in Italia.  

Senza dubbio l'astensionismo di sinistra ha inciso in modo consistente sull'esito del voto  che ha penalizzato duramente i dirigenti e i rappresentanti della cosiddetta  "sinistra radicale". In questi ultimi due anni la sinistra filo-governativa ha predicato male  e razzolato peggio. Per questo gli elettori hanno deciso di punirla  amaramente.

Nel contempo, il nuovo "fascismo veltrusconiano" ha contribuito all'estromissione dalla scena parlamentare della sinistra borghese, senza porre in essere procedimenti autoritari o violenti, ma facendo semplicemente ricorso ad una vasta e capillare campagna propagandistica a favore del "voto utile", che ha convinto non pochi elettori della "sinistra radicale" ad appoggiare il partito di Veltroni.  

La situazione  politica odierna è, di fatto, quella di un regime senza colpo di stato, un  fascismo privo della dittatura militare. Il nuovo Duce si  chiama Veltrusconi. Pasolini docet: "il fascismo potrà risorgere  a condizione che si chiami antifascismo".

Infatti, il  quadro politico-parlamentare determinato dalle ultime elezioni, risulta assai più inquietante e pericoloso del fascismo  propriamente inteso, per la semplice ragione che l'affossamento della sinistra  parlamentare borghese è avvenuto in una cornice di apparente democrazia, ovvero  senza l'avvento di un colpo di stato militare che abbia messo fuorilegge i partiti di sinistra. I quali si sono in pratica "suicidati"  (quasi) da soli. Gli avversari si sono limitati ad assecondare gli  eventi.

Tale risultato si è rivelato addirittura traumatico, inducendo alcuni osservatori e personaggi politici che sono in qualche misura riconducibili al  fronte dell'ultra-conservatorismo (quali, ad esempio, Giulio Tremonti) a temere l'attuale scenario, nella misura in cui le contraddizioni sociali e materiali, i conflitti di classe presenti nel mondo  del lavoro, le vertenze e i contrasti insiti nella realtà del paese, potrebbero assumere un carattere di insanabilità, in quanto non sarebbero più governabili e suscettibili di mediazioni politico-istituzionali.

In pratica si teme e si  paventa che l'assenza di rappresentanza parlamentare della sinistra possa generare antagonismi sociali esplosivi, fenomeni di recrudescenza politica difficilmente gestibili. Inoltre, con il quadro  parlamentare appena uscito dalle elezioni, mi pare assai facile prefigurare un  tentativo di stravolgere il testo della Costituzione attraverso una sorta di  "grande inciucio", ossia un'ampia intesa di stampo  "veltrusconiano" sul terreno delle cosiddette "riforme  costituzionali", tanto attese ed invocate non solo  dalla coalizione di centro-destra guidata da Berlusconi, Bossi e Fini.

Pertanto, le  elezioni si sono riconfermate un rito vuoto ed inutile, ma soprattutto un meccanismo assai pericoloso ed ingannevole, specie se tale pratica è scissa e distante dal corpo reale della società e della Politica (con la P maiuscola), divenendo un'appendice assolutamente funzionale agli interessi di parte delle forze  dominanti.

L'elettoralismo è dunque una malattia, che  infatti si manifesta attraverso i sintomi di un forte stato febbrile. L'elettoralismo è un potente sedativo in mano alla borghesia e ai poteri dominanti, una "droga" spirituale usata per addormentare la coscienza delle  masse. Le elezioni servono soprattutto a rincretinire le classi lavoratrici e a  distrarle dal loro compito rivoluzionario.

Deviare e allontanare le masse operaie dal terreno della lotta di classe, per incanalarle e impantanarle nella  palude melmosa dell'elettoralismo e del parlamentarismo borghese, è sempre stato  un obiettivo necessario per la salvaguardia e la  conservazione del potere detenuto dalla borghesia capitalista. Ma la democrazia borghese non è solo una truffa, un'illusione: essa è un'emanazione generata dallo stesso modo di produzione capitalistico-borghese che di fronte al mercato rende tutti uguali, ovvero omologati, tutti venditori e compratori allo stesso tempo. 

Un infame ingranaggio che  costringe le persone a produrre e consumare per un'intera esistenza e  infine crepare, condannandole a un destino miserabile e  degradante. Un sistema brutale ed alienante, fondato sull'economia di mercato, sull'aziendalismo  esasperato, sulla proprietà privata, sul principio (pericoloso e mistificante) dell'individualismo e della competizione sfrenata tra gli individui, messi l'uno  contro l'altro ("homo homini lupus").

La democrazia  rappresentativa borghese concepisce la società come una somma di individui atomizzati, ognuno con i suoi criteri di scelta  e di giudizio, con una propria coscienza, con un proprio destino, senza alcun  legame di solidarietà, di interdipendenza e di condivisione con la coscienza e  il destino altrui.  

Il cretinismo  parlamentare, una delle principali caratteristiche degenerative della politica  democratico-rappresentativa borghese, consiste proprio  nel considerare il singolo individuo come il motore della storia, come l'agente  determinante dei possibili miglioramenti o  peggioramenti della vita sociale. Ma in cuor loro, le classi dominanti, benché  stordite dai loro stessi inganni, sanno che la realtà sociale segnata dalle  contraddizioni e dagli antagonismi di classe, si rivolterà inevitabilmente  contro di esse.  

Berlusconi e Veltroni, e le loro differenti alleanze politico-elettorali,  rappresentano sostanzialmente i due principali poli economico-finanziari  contrapposti. Col pretesto di combattere e scongiurare il rischio che il governo  cada nelle mani della "destra", tutti i "sinceri  democratici" tendono ad abbracciarsi e sostenersi a vicenda, recandosi alle urne  per votare la (falsa) "sinistra".  

Si pensi ad un partito sedicente "comunista"  come Ri(af)fondazione, diviso da sempre tra un'anima elettoralista e una vocazione governista, da un lato, e spinte  movimentiste ed operaiste dall'altro. Un partito la cui  direzione (non solo i quadri dirigenti, bensì  pure la base militante) mirava alla formazione di un blocco elettorale  di sinistra, il più aperto ed ampio possibile, per battere la destra berlusconiana.

Mai che qualcuno nel PRC avesse  solamente ipotizzato che l'epicentro della lotta per il potere reale fosse collocato all'esterno del gioco elettorale e parlamentare, ed implicasse la formazione di uno schieramento e di un blocco  di classe, non di votanti e relative schede elettorali. Non si tratta di  due strade praticabili  contestualmente, ma di due percorsi opposti e  divergenti. Infatti, le forze democratico-riformiste che hanno nella democrazia parlamentare il loro ossigeno non riescono a fuoriuscire da quello stato "ambientale" per misurarsi decisamente sul terreno di classe. Non si conoscono ancora esempi di partiti comunisti a carattere "anfibio".

Per ridestarsi da decenni di rincoglionimento e cretinismo elettorale e parlamentare (pseudo)democratico, il proletariato dovrà con ogni  probabilità essere scosso da terremoti economici e sociali di grandi dimensioni  e di grande intensità e profondità. Solo allora i  proletari massacrati in tutto il mondo ritroveranno  l'unica risposta di classe che la storia riserva loro. E manderanno al diavolo i parlamenti liberal-borghesi e le (inutili) schede  elettorali.

La vera  sinistra potrà risorgere solo se saprà fare una seria autocritica e ripartire  dai bisogni concreti e dalle vertenze reali della sua gente, ovvero i lavoratori. Il terreno più  fertile e congeniale per la sinistra di classe è da  sempre il mondo delle lotte e dei diritti del lavoro salariato, la base del  movimento operaio e sindacale. La vocazione  storica, la natura e l'attitudine della sinistra realmente antagonista,  coincidono con le lotte e le vertenze dei lavoratori, con le tendenze e i bisogni effettivi delle masse operaie, non con le competizioni elettorali e  tanto meno con le opzioni riformiste e governiste, che  invece non pagano e non ottengono mai nulla.

Concludo citando Ernesto Che Guevara, il quale sosteneva che le sconfitte,  specie quelle più amare e brucianti, possono rivelarsi nel tempo anche più utili  ed istruttive di una vittoria troppo facile ed esaltante. Non  a caso, la "vittoria" del 2006 ha arrecato molti danni preparando il terreno all'attuale disfatta, in quanto ha alimentato e favorito  un progressivo distacco della sinistra parlamentare dalla realtà drammatica e  dolorosa dei bisogni e delle lotte delle masse popolari.

Non sono pochi i  quadri dirigenti che si sono montati la testa, assumendo atteggiamenti di arroganza, superbia e cecità nei confronti del legittimo  dissenso espresso in diverse circostanze dalla base militante (soprattutto la  base operaia, che di conseguenza ha voltato le spalle), per cui molti attivisti  e simpatizzanti della cosiddetta "sinistra radicale" si sono disaffezionati e  allontanati in modo crescente, decidendo infine di astenersi dal voto per punire  duramente chi aveva deluso e tradito le attese e le speranze suscitate nel  popolo della sinistra proprio dalla "vittoria" ottenuta nel 2006. Sono trascorsi  appena due anni solari, eppure quella data sembra distante anni luce  dall'attuale momento storico.

 

Lucio Garofalo 

 garofaloluc@tiscali.it

AREA GIUGLIANESE: RIFLESSIONE SUI RISULTATI ELETTORALI

AREA GIUGLIANESE: UNA RIFLESSIONE SUI RISULTATI ELETTORALI

di Raffaele Pirozzi e Giuseppe Biasco

Napoli, 19/04/08. Le elezioni Amministrative nell'area Giuglianese ci consegnano un risultato non omogeneo:

  • nel Comune di Calvizzano ha vinto il centro-sinistra che subentra al centro –destra;
  • a Giugliano, il Comune più grande, il Sindaco di centro sinistra uscente Tagliatatela è stato sconfitto da Pianese del centro destra;
  • a Qualiano si è passato dal centro alla destra; a Melito si va al ballottaggio tra centro-destra e centro –sinistra.

Pur registrando questa articolazione amministrativa, il dato concreto ed ineludibile è che il PD ha registrato consensi tra il 12 ed il 15%.


Negli ultimi giorni di campagna elettorale, chi ha avuto la pazienza di leggerci, ha notato che abbiamo voluto partecipare e seguire la campagna elettorale con articoli di merito, che riguardavano lo sviluppo dell'intero territorio.


Dal commento alle vicende su Taverna del Re, agli articoli sulla Diossina e la Brucellosi che minavano l'immagine della mozzarella, alla Agenzia di Sviluppo territoriale, fino all'ultimo articolo che ricordava il convegno del 22 Aprile del 2007, in cui tracciavamo le linee di sviluppo politico sul quale poter impegnare gli ingenti finanziamenti previsti dalla Unione Europea.

Questi temi sono entrati poco nella campagna elettorale e si è preferito parlare del problema spazzatura e dei problemi general –generici.


Più volte si è tentato di avvertire l'opinione pubblica ed i partiti di centro sinistra, che il blocco sociale di potere legato alla speculazione immobiliare, al sacco del territorio, rappresentato da alcuni proprietari terrieri, imprenditori edili, commercianti di materiali per le costruzioni ed alcuni professionisti era intatto e cercava di condizionare lo svolgimento della campagna elettorale.


Tra abusivismo ed illegalità diffusa, si è strutturata una economia drogata fatta di assistenza, speculazione, lavoro nero e sommerso che alimentava il mondo della camorra e dei suoi traffici illeciti. Questo blocco di potere era stato scalfito ma mai sconfitto e si è ricostruito ed oggi è più forte di prima.


Nel voto erano insite le insidie che si sono rilevate, alla fine mortale, per il neonato Partito Democratico. Il blocco di potere vuole continuare nel sacco del territorio e spetta alle nuove amministrazioni che saranno formata dopo il 13/14 aprile porre un freno.

Non ignoriamo che intere campagne elettorali si sono svolte sulla costruzione dei nuovi insediamenti abitativi previsti: 20.000 alloggi a Varcaturo di Giugliano in Campania.


Coloro che si sono arricchiti con la distruzione della agricoltura di pregio, che hanno cementificato il territorio, che hanno ottenuto risorse ingenti per la discarica dei rifiuti e per il deposito delle balle di spazzatura pensano di continuare a fare quello che hanno sempre fatto.

L'interesse di "Lor signori", a discapito dei cittadini..


La responsabilità del centro sinistra è stata quella di immaginare di poter imbrigliare e contenere questo blocco di potere, di poter in qualche modo controllarlo e tenerlo a freno.

Una presunzione incredibile, perché basata su dirigenti che si sono distinti per limitatissime capacità di elaborazione di proposte e progetti di governo del territorio.


Nell'area Giuglianese, laddove si è lavorato politicamente con coerenza ed intelligenza i risultati non sono mancati, laddove si è semplicemente articolato un potere la sconfitta è bruciante.


In conclusione, i cittadini dell'area sono convinti che col voto del 13/14 aprile hanno sconfitto la cattiva amministrazione.

Quando tra qualche mese si cominceranno a vedere i risultati di queste elezioni e non si potrà tornare indietro..

Il centro-destra è abituato a chiedere le dimissioni degli altri, ma non si dimette mai.

Ricominciare dai cittadini, ricominciare dallo sviluppo e dalla difesa della democrazia, questo è il lavoro che si deve e si può fare, sapendo che già l'anno prossimo ci sono nuove elezioni.

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