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mercoledì 5 gennaio 2011
SACCHETTI di PLASTICA ADDIO. WWF: DOPO 50 ANNI LA RIVINCITA DELLA SPORTA ECOLOGICA
martedì 21 dicembre 2010
Flavio Cattaneo, ad Terna: “Da cinque anni fortemente impegnati sul fronte ambientale e della tutela della biodiversità ”
Qualcuno volò sui nidi di Terna.
Ogni anno oltre un migliaio di giovani rapaci prende il volo dai nidi artificiali installati sui tralicci.
Le linee elettriche possono contribuire positivamente alla tutela della biodiversità: ogni anno oltre un migliaio di giovani gheppi prende il volo dagli oltre 350 nidi artificiali posizionati sui tralicci della rete di alta tensione.
Grazie alla collaborazione con l’associazione Ornis Italica, negli ultimi anni Terna ha installato sui propri tralicci del Lazio, Toscana, Umbria ed Emilia-Romagna oltre 350 cassette per la nidificazione dei rapaci. Con esito positivo sin dall’inizio: i nidi artificiali hanno infatti attratto moltissimi volatili la cui presenza, con il passare del tempo, è aumentata ulteriormente.
Secondo gli esperti il 94% delle cassette è stata occupata da coppie di gheppi, una specie di falco di piccole dimensioni che si è adattata a vivere in ambienti antropizzati. Curiosamente i gheppi non costruiscono i propri nidi, ma occupano quelli di altre specie. È per questo che le cassette, allestite e collocate sui tralicci hanno rappresentato un’attraente opportunità di nidificazione consentendo al 96% dei nuovi nati di involarsi senza essere predati da altri uccelli.
«Terna da cinque anni è fortemente impegnata sul fronte ambientale e della tutela della biodiversità in maniera concreta – ha commentato Flavio Cattaneo, Amministratore Delegato di Terna.
Gli accordi con WWF Italia e LIPU e la collaborazione con l’Associazione Ornis Italica confermano le politiche di sostenibilità messe in atto dalla società. Realizzare infrastrutture elettriche significa non solo dialogo con il territorio e le comunità locali, ma anche attenzione per la natura e l’avifauna che interagisce con i nostri elettrodotti. L’appartenenza a un gruppo molto selezionato di imprese che creano valore sociale e ambientale, oltre che finanziario, non è solo motivo di orgoglio e soddisfazione ma anche elemento di crescente attrazione agli occhi degli investitori socialmente responsabili».
Nel 2009 Terna ha installato oltre 50 nidi per ghiandaie marine, assioli e passeri. Di questi il 60% è stato occupato per la nidificazione. Nell’anno in corso la specie della ghiandaia marina ha trovato alloggio in 15 nidi, 21 sono stati i giovani inanellati e 46 involati. 5 invece i nidi occupati da assioli, con 13 pulli inanellati e 23 involati.
Complessivamente, dall’inizio del progetto “Nidi sui tralicci” sono stati inanellati oltre 3.500 gheppi, 60 allocchi, 25 ghiandaie marine e 24 assioli. La pratica dell’inanellamento ha permesso ai ricercatori di Ornis Italica di scoprire che le coppie di gheppi di stagione in stagione ritornano nello stesso nido.
(Fonte: Milano Finanza)
Social Media Communication
Phinet
Roma Italia
Alessandra Camera
a.camera@phinet.it
martedì 14 dicembre 2010
Cartucce per stampanti e carta? Per non sprecarle arriva .wwf, il formato digitale ecologico
Serve per evitare quella miriade di fogli e documenti che invadono uffici e scrivanie, spesso inutilmente. Serve per tagliare meno alberi e consumare meno cartucce per stampanti e toner. Serve per porsi, anche nei piccoli gesti quotidiani, il problema dell’ambiente che se ne va ramengo. Velleitario, si, ma educativo.
Peccato che il WWF abbia pensato solo ai computer Apple, per la diffusione gratuita del suo software. E’ vero, la versione per Windows è annunciata, ma non si poteva attendere il lancio contestuale? La campagna SAVE AS WWF avrebbe avuto maggiore e migliore impatto.
(da http://risorse-naturali.blogspot.com/2010/12/wwf-un-formato-digitale-ecologico.html)
mercoledì 24 giugno 2009
DOSSIER WWF: "LE BALENE DIMENTICATE" - I PICCOLI CETACEI CHE STANNO SCOMPARENDO CHIEDONO AIUTO AL SUMMIT DELLE BALENE
Dossier WWF – "LE BALENE DIMENTICATE"
"I PICCOLI CETACEI CHE STANNO SCOMPARENDO
CHIEDONO AIUTO AL SUMMIT DELLE BALENE"
Le piccole balene stanno scomparendo dagli oceani e dai corsi d'acqua di tutto il mondo, vittime degli attrezzi da pesca, dell'inquinamento e della perdita degli habitat, e la situazione è aggravata dalla mancanza di puntuali misure per la loro conservazione paragonabili a quelle sviluppate per le grandi balene. Mentre le grandi balene oggi sono relativamente protette perché interessate dalla moratoria internazionale sulla caccia commerciale alle balene, di fatto dal 1986 la caccia ai piccoli cetacei è continuata in tutto il pianeta, senza essere gestita né controllata a livello globale dalla comunità internazionale.
E' quanto afferma il nuovo studio WWF "I piccoli cetacei: le balene dimenticate", presentato oggi a livello internazionale mentre a Madeira, Portogallo, è in corso l'International Whaling Commission (IWC) che si concluderà venerdì 26 giugno.
Lo studio dimostra che le attuali inadeguate misure di conservazione stanno spingendo verso l'estinzione i piccoli cetacei – delfini, focene e piccole balene come il delfino dell'Irrawaddi o il platanista del Gange - perché la loro sopravvivenza è messa in ombra dagli sforzi fatti per salvare i loro "fratelli" maggiori.
"Anche se le specie di grandi cetacei presenti al mondo non sono certo al sicuro e richiedono ancora un serio sforzo di conservazione, la situazione è ancora più critica per molte delle specie più piccole e quasi dimenticate – ha dichiarato Massimiliano Rocco, responsabile Specie del WWF Italia.
Per esempio, la caccia di almeno 16.000 focene di Dall ogni anno in Giappone è oramai più che insostenibile e rischia di compromettere seriamente la sopravvivenza di questa specie. Ciò nonostante molte delle nazioni favorevoli alla caccia alle balene che questa settimana stanno partecipando all'International Whaling Commission (IWC) non accettano di discutere la conservazione dei piccoli cetacei.
Il WWF ricorda che i piccoli cetacei svolgono un ruolo fondamentale per l'ambiente, stabilizzando l'ecosistema e assicurandone la salute e la produttività. Essi sono anche responsabili del più proficuo settore del "whale and dolphin watching", ovvero l'avvistamento di balene e delfini, che ogni anno genera un traffico di oltre 1,5 miliardi di dollari.
"E' ora che l'IWC e i suoi membri si assumano la piena responsabilità per la conservazione futura di tutte le balene, grandi e piccole. L'IWC – e il mondo intero – devono smettere di ignorare i piccoli cetacei esistenti al mondo prima che sia troppo tardi per molti di loro" ha continuato Massimiliano Rocco.
Uno tra i diversi svantaggi significativi che ancora oggi devono affrontare le specie di piccoli cetacei rispetto alle grandi balene è una desolante e preoccupante mancanza di dati puntuali sullo status delle loro popolazioni, sui loro numeri significativi e sulle loro abitudini. Quaranta delle 69 specie di piccoli cetacei, ovvero il 58%, sono classificate dall'IUCN (Unione Internazionale per la Conservazione della Natura) con l'indicazione "dati insufficienti", e questo significa che non ci sono abbastanza informazioni disponibili nemmeno per determinare se sono minacciate oppure no.
"Non bisogna mai credere che la mancanza di dati significa che la specie non è minacciata. Significa piuttosto che i più importanti scienziati del mondo semplicemente non lo sanno e quindi non si può sapere niente sulla loro reale condizione " sottolinea lo studio.
Solo 4 su 15 specie di grandi balene, ovvero il 27%, sono classificate con "dati insufficienti", anche se molte delle ragioni per cui è difficile studiare le specie più piccole riguardano anche le grandi balene.
Stando alla Lista Rosta delle specie minacciate redatta dall'IUCN, i trend delle popolazioni – ovvero se la specie sta numericamente aumentando o decrescendo – sono sconosciuti per 60 delle 69 specie di piccoli cetacei. Le nove per cui abbiamo questo dato sono in declino.
Le grandi balene ricevono anche maggiore protezione dall'impegno internazionale per la loro conservazione. Quasi tutte le specie di grandi balene, per esempio, hanno il più alto livello di protezione offerto dalla CITES – la convenzione sulla conservazione che regola il commercio internazionale delle specie selvatiche protette – contro appena il 17% dei delfini e delle focene. Inoltre, la Convenzione sulle Specie Migratorie (CMS) protegge l'87% delle specie di grandi balene, ma meno della metà di quelle piccole.
"Se i piccoli cetacei non sono messi al centro delle negoziazioni sull'industria baleniera che ancora oggi miete decine di migliaia di vittime tra queste specie, è possibile che i successi raggiunti nella conservazione delle grandi balene si tradurranno semplicemente in uno spostamento dei problemi dalle grandi balene ai piccoli cetacei" conclude il rapporto.
Roma, 24 giugno 2009
Ufficio Stampa WWF Italia 06 84497377, 265, 213
venerdì 5 giugno 2009
GIORNATA MONDIALE DELL'AMBIENTE-IL WWF INAUGURA UNA TORRE DI RILEVAMENTO CHE REGISTRA 'IL RESPIRO DEL BOSCO' NELL'OASI DI ALVIANO IN UMBRIA
ANNO DEL CLIMA – GIORNATA MONDIALE DELL'AMBIENTE
IL WWF INAUGURA UNA TORRE DI RILEVAMENTO CHE REGISTRA
'IL RESPIRO DEL BOSCO' NELL'OASI DI ALVIANO IN UMBRIA
Al suo secondo anno di vita, il progetto 'Osservatorio clima' nelle Oasi del WWF indica la strada per combattere gli impatti dei cambiamenti climatici sugli ecosistemi naturali
Un progetto promosso dalla Facoltà di Agraria dell'Università della Tuscia di Viterbo, Dipartimento di Scienze dell'Ambiente forestale e delle sue Risorse, con la collaborazione di Microsoft Italia, l'Università di Roma Tre, il Museo di Zoologia di Roma e il Corpo Forestale dello Stato
Boschi e aree naturali sono tra gli ambienti fondamentali per combattere l'innalzamento della temperatura globale, soprattutto se riusciamo a mantenerli in buono stato di salute.
Basti pensare che 1 ettaro di bosco è capace di neutralizzare almeno 6 tonnellate di CO2 (gas serra, primo responsabile del riscaldamento globale) in un anno, ovvero, le emissioni di un'automobile di piccola cilindrata che percorre circa 43.000 km, oppure quelle determinate dai consumi elettrici medi di 4 famiglie italiane.
Per conoscere la capacità di assorbimento di Co2 delle nostre aree naturali, e renderle sempre più capaci di adattarsi ad un clima destinato a modificare profondamente l'ambiente, il WWF ha oggi inaugurato un altro 'tassello' di ricerca e divulgazione sul ruolo delle aree protette per la lotta ai cambiamento climatici.
Si tratta dell'inaugurazione della prima stazione di misurazione dei gas serra (una torre alta 13 metri) in un bosco di pianura in area protetta, nell'Oasi umida del WWF di Alviano, in Umbria, che contribuirà ad una serie di rilevamenti utili alla misurazione dei gas serra negli ecosistemi delle oasi. L'iniziativa si è svolta per celebrare la Giornata mondiale dell'ambiente che quest'anno l'ONU ha voluto dedicare al tema del clima. La torre, oltre agli aspetti prettamente scientifici, avrà anche un alto valore didattico per il fatto che i visitatori potranno osservare in diretta l'andamento del respiro del bosco e quindi scoprirne concretamente il valore. La torre, insieme a supporti informativi e didattici, costituirà un importante Centro dimostrativo sul monitoraggio dei gas serra.
Le Oasi WWF, con un programma avviato da un anno, denominato Osservatorio Clima, sono diventate ormai vere e proprie stazioni di monitoraggio sui cambiamenti del clima e di sperimentazione di progetti di gestione adattativa, in un progetto che vede uniti WWF e Università della Tuscia, con la collaborazione di Microsoft Italia e la partecipazione, tra gli altri, del Corpo Forestale dello Stato e del Museo di Zoologia di Roma.
"La torre di rilevamento nell'Oasi di Alviano – dice Riccardo Valentini, professore all'Università della Tuscia dove dirige il Laboratorio di Ecologia Forestale e presidente della Commissione CNR sui cambiamenti globali – è la prima installata in un'area naturale umida e ci consentirà letteralmente di 'ascoltare' il respiro del bosco, quanta CO2 assorbe e quanto ossigeno rilascia. Questo impianto nasce come Centro dimostrativo per far conoscere al pubblico come funziona il monitoraggio dei gas serra e il ruolo fondamentale degli ecosistemi forestali nell'assorbimento di CO2 e, quindi, dimostrare quanto questi ecosistemi siano essenziali per mantenere la temperatura media globale al di sotto dei 'fatidici' 2°C".
Assieme alla torre di rilevamento di Alviano, ad una rete di centraline meteo e al monitoraggio di alcuni importanti indicatori biologici, il software messo a disposizione da Microsoft, da anni impegnata a livello internazionale nello studio del cambiamento climatico presso il laboratorio di ricerca informatica Microsoft Research di Cambridge, consentirà di creare un database che servirà ad effettuare delle previsioni a medio-lungo termine per attivare specifiche misure di adattamento e conservazione della biodiversità nelle Oasi del WWF e in generale in Italia.
"Per far fronte alle minacce poste dai cambiamenti climatici, oggi il mondo si trova davanti all'esigenza di ridurre drasticamente le emissioni di CO2 entro il 2050 – dichiara Carlo Intorno, Direttore Corporate Social Responsibility - A tale scopo, l'information technology può giocare un ruolo rilevante concorrendo alla messa in efficienza di altri settori carbon intensive e fornendo un valido supporto alla ricerca scientifica applicata a qualunque campo. Per questo, Microsoft Italia aiuterà il WWF a costruire un sistema informativo super-efficiente con le nostre tecnologie ed insieme al WWF osserveremo l'evoluzione del Sistema delle Oasi, che rappresenta il più importante progetto di conservazione del WWF Italia".
Da un anno il progetto è attivo in 20 Oasi sparse su tutto il territorio nazionale, ma è già previsto un aumento delle aree coinvolte negli studi e delle azioni di monitoraggio.
"Le Oasi del WWF – più di 100 disseminate su tutto il territorio nazionale – sono laboratori naturali dove è normale 'leggere' i cambiamenti climatici in atto, dove è possibile sperimentare azioni sia di mitigazione che di gestione adattativi - dice Antonio Canu, direttore di WWF Oasi - L'Italia sta cambiando faccia e i segnali li stiamo monitorando attraverso, per esempio, lo studio dei lepidotteri notturni (ci sono popolazioni di specie tipiche di areali meridionali che migrano verso nord favoriti dal riscaldamento climatico), o la conferma della rarefazione e perfino il rischio di estinzione che corre la gran parte degli anfibi (come l'ululone dal ventre giallo appenninico che è in una situazione ormai critica ovunque o la salamandra pezzata che è in estrema rarefazione nel centro Italia e si è quasi estinta nel Lazio). Sono tutti fenomeni che osserviamo e studiamo nell'ambito del progetto Osservatorio e non fanno altro che confermare l'innalzamento della temperatura nel nostro paese.".
Dal confronto tra i valori attuali delle variabili bioclimatiche nelle Oasi WWF e quelli previsti per il futuro (secondo uno scenario il raddoppio dell'anidride carbonica) emerge chiaramente che il 95% delle Oasi WWF avrà un aumento di temperatura media annua compreso tra 1 e 3°C ed il 90% subirà una riduzione delle precipitazioni annue compresa tra 27 e 113mm.
Dall'osservazione delle trasformazioni in atto dovute al riscaldamento globale appare chiaro che, fin da subito, è necessario impegnarsi, oltre che per tutte le azioni mirate a ridurre drasticamente le emissioni di gas serra in atmosfera (il 2009 è un anno cruciale da questo punto di vista perché la 15° Conferenza delle Parti della Convenzione Quadro sui Cambiamenti Climatici che si terrà a dicembre a Copenaghen dovrà chiudere il nuovo accordo globale sul clima) anche alle azioni mirate a 'mitigare' e 'adattarsi'.
Roma, 5 giugno 2009
WWF Italia
Ufficio stampa 06.84497377-265-463-213
Calcola quanti alberi servono per assorbire i tuoi spostamenti su http://www.respirodelbosco.altervista.org/Publication1.htm
mercoledì 13 maggio 2009
WWF: CORALLI ADDIO? IN GIOCO LA SOPRAVVIVENZA DI MILIONI DI PERSONE
sabato 18 aprile 2009
WWF: "TUTTI PAZZI PER I PANDA!" - 1600 panda di cartapesta invitano gli italiani alla giornata Oasi di domani
WWF: "TUTTI PAZZI PER I PANDA!"
1600 panda di cartapesta a Piazza del Popolo a Roma stanno invitando gli italiani
alla Giornata Oasi WWF di domani, con aree naturali aperte gratis e iniziative in tutta Italia
Per avere un panda: da lunedì 20 sul sito www.wwf.it
e dal 27 all'asta su eBay.it con gli autografi di personaggi come Totti, i Pooh, Fabrizio Frizzi…
ATTIVA ANCHE LA DONAZIONE TRAMITE SMS O RETE FISSA AL 48544
Obiettivo entro domani: 50.000 SMS - "PIU' SIAMO PIU' NATURA SALVIAMO"
Entusiastica accoglienza per i 1600 panda di cartapesta che oggi hanno invaso Piazza del Popolo a Roma per invitare tutti domani, domenica 19, alla Giornata delle Oasi WWF, la grande festa della natura con oltre 100 aree protette dell'Associazione aperte gratuitamente in tutta Italia e con eventi e iniziative per tutte le età (programmi e info su www.wwf.it o 06 844971).
I panda, un vero divertimento per i romani, i turisti, i bambini accorsi per fotografarli, hanno già invaso diverse piazze europee e martedì 21 arriveranno al Ponte Ubertino di Siracusa per accogliere il G8 dei ministri dell'Ambiente che si terrà nella città siciliana dal 22 al 24 aprile e che sarà seguito da una delegazione WWF in loco.
I panda cercano casa! Da lunedì 20 chi vuole potrà aggiudicarsi un panda facendo una donazione attraverso il sito www.wwf.it mentre dal 27 aprile alcuni panda autografati da personaggi famosi saranno in vendita su eBay.it nella sezione Aste di Beneficienza www.ebay.it/charity. Tra loro Francesco Totti, i Pooh, Fabrizio Frizzi, Alessandro Preziosi, Francesco Facchinetti, Antonello Dose e Marco Presta del Ruggito del Coniglio, Sveva Sagramola, il Trio Medusa e molti altri.
E' attiva anche un'iniziativa di raccolta fondi inviando un sms del valore di 2 euro al numero 48544 dal proprio cellulare personale Tim, Vodafone, 3 e Wind, o chiamando da telefono fisso Telecom. Molti hanno già contribuito. L'obiettivo è di arrivare a 50.000 SMS entro la fine della Giornata Oasi di domani.
I fondi raccolti saranno destinati a sostenere importanti progetti di tutela della natura italiana in cinque aree particolarmente minacciate (Oasi di Valpredina, Alviano, Monte Arcosu, Astroni, Policoro), oltre al Progetto WWF per l'Abruzzo, che prevede tra l'altro l'accoglienza di 90 persone colpite dal terremoto nelle foresterie di Oasi del WWF in Abruzzo e nelle Marche, un'assistenza ai più piccoli negli alberghi e nelle tendopoli grazie agli educatori ambientali dell'Associazione e delle cooperative legate al WWF, e 100 campi estivi per i ragazzi in aree naturali italiane.
FOTO, VIDEO E APPROFONDIMENTI SU GIORNATA OASI DISPONIBILI PER LA STAMPA http://upload.wwf.it/
martedì 7 aprile 2009
WWF Italia: Stefano Leoni, nuovo Presidente
IL WWF ITALIA RINNOVA I PROPRI VERTICI
Stefano Leoni eletto nuovo Presidente
Il WWF rinnova i propri organi di governo sulla base del nuovo Statuto dell'associazione. Il nuovo Presidente del WWF è Stefano Leoni.
Stefano Leoni è consulente legale nel settore ambientale, ha maturato un'esperienza pluridecennale in questo campo. E' stato docente presso l'Università "Alma Mater Studiorum" di Bologna e lo è attualmente presso l'Università Piemonte Orientale "Amedeo Avogadro" (corso di legislazione ambientale). E' stato insignito della Laurea specialistica honoris causa in studio e gestione degli ambienti naturali e antropizzati presso la facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali dell'Università degli Studi del Piemonte Orientale "Amedeo Avogadro.
La sua attività all'interno del WWF risale al 1988 in cui iniziò la sua collaborazione come attivista. Successivamente divenne referente delle guardie venatorie del WWF contribuendo alla creazione dell'Ufficio Legale del WWF e seguendo le campagne refendarie sulla caccia. Ha seguito per il WWF Italia il progetto UE di creazione di parchi in Albania e di studi sulla tutela delle aree umide del Mediterraneo. E' stato Membro del Consiglio Nazionale del WWF dal 2005 e vice presidente fino ad 2009.
E' stato Commissario di Governo realizzando la bonifica dell'Acna di Cengio e della Valle Bormida e per il Ministro dell'Ambiente ha provveduto all'istituzione di alcuni Parchi nazionali come il Gennargentu, l'Asinara, le 5 Terre e il Tosco Emiliano oltre ad alcune Riserve dello Stato. E' stato membro di gruppi di lavoro per la redazione delle riforme della normativa sulle acque, sui rifiuti e sulla bonifica dei siti contaminati. E' stato membro della Commissione Tecnico-Scientifica del Ministero dell'Ambiente e membro della Commissione VIA-VAS. Si è occupato della gestione dei rifiuti e come consulente del Commissario ha redatto il piano di gestione per la chiusura dell'emergenza rifiuti in Puglia.
Stefano leoni ha 48 anni, sposato, una figlia da poco maggiorenne, ama spostarsi in bicicletta soprattutto nei tragitti in città. Tra le passioni i lunghi trekking in natura e i viaggi.
A Stefano Leoni gli auguri del Presidente uscente, Enzo Venini, e del Presidente onorario e fondatore dell'Associazione, Fulco Pratesi. Per affiancare il nuovo Presidente nel suo mandato triennale il Consiglio Nazionale ha nominato due Vice-presidenti, Raniero Maggini, presidente uscente del WWF Lazio e Gustavo Gandini, docente di genetica animale dell'Università statale di Milano. Mantiene il ruolo di Presidente onorario Fulco Pratesi che resta così fermamente a fianco dell'Associazione.
Presidio territoriale, impegno volontario, stretta collaborazione con il mondo scientifico (rappresentato già all'interno del Consiglio ma ancor più organizzato con uno specifico Comitato di esperti) e capacità di dialogo continueranno ad essere i pilastri dell'attività del WWF all'interno di una più vasta azione globale per la tutela della biodiversità - dai cambiamenti climatici all'impronta ecologica – condivisa con la famiglia internazionale, al quale il WWF Italia saldamente appartiene.
"Il WWF ritiene che l'uscita dall'attuale grave crisi economica non possa prescindere da una riacquisita centralità della tutela dell'ambiente e della conservazione dei sistemi naturali comuni a tutte le specie viventi. Il ruolo che il WWF vuole assumere è di sfida e proposizione rispetto ad un momento di crisi culturale e di rappresentanza dei temi ambientali nel contesto politico-sociale – ha dichiarato Stefano Leoni - Assistiamo al tentativo di una progressiva marginalizzazione delle tematiche ambientali all'interno dell'attuale dibattito politico italiano, situazione che ha già aperto varchi pericolosi per l'introduzione di proposte ormai 'vecchie' e dannose per il paese, dal nucleare al reiterato schema di grandi opere, dalla deregulation sulla caccia alla recrudescenza dell'aggressione al territorio fino ai recenti tentativi di accreditamento istituzionale del negazionismo scientifico tramite le aule parlamentari. Eppure la sensibilità ambientale è ben presente nella nostra società, l'Italia è ricca di esperienze ed iniziative economiche che proprio dalla crisi economica potrebbero trarre lo stimolo per un nuovo modello di sviluppo. Il WWF vuole cogliere queste opportunità, valorizzarne le potenzialità, dallo sviluppo delle energie rinnovabili alle pratiche sostenibili in agricoltura, e farle crescere non solo come modello economico ma soprattutto come spinta culturale".
"Assumo l'impegno consegnatomi dal nuovo Consiglio Nazionale mettendo a frutto la mia esperienza pluridecennale all'interno del WWF e quale Presidente regionale uscente della Sezione Lazio. Seguiremo con grande attenzione le tante emergenze sul territorio cercando l'aiuto e il coinvolgimento non solo di quanti nel WWF hanno già affiancato le nostre battaglie ma anche di coloro che vorranno condividere le nostre sfide" – ha dichiarato Raniero Maggini.
"La capacità e l'esperienza di analisi scientifica dei problemi ambientali sono alla base dell'operato del WWF, in tal senso come docente di Medicina Veterinaria intendo contribuire a rinnovare quella tradizione che nell'Associazione unisce professionalità ad una incondizionata passione per la Natura – ha dichiarato Gustavo Gandini - Credo che la protezione dell'ambiente dagli abusi legati ad alcune scelte della società di oggi si realizzerà attraverso una solida concertazione tra approfondimento scientifico, capacità di rapido intervento e rispetto appassionato per la natura".
Roma 7 aprile 2009
Ufficio stampa WWF Italia – tel. 06-84497377
martedì 31 marzo 2009
WWF: EUROPEI CONTRO COMMERCIO DI LEGNAME ILLEGALE
WWF: "IL 92% DEI CITTADINI EUROPEI VUOLE UNA LEGGE
CONTRO IL COMMERCIO DI LEGNAME ILLEGALE.
L'EUROPA AGISCA SUBITO"
Presentato oggi a livello europeo il sondaggio commissionato da WWF e Amici della Terra
Una schiacciante maggioranza dei cittadini europei vuole più stretti controlli sul commercio del legname per stroncare il fenomeno del legname illegale: è l'inequivocabile risultato di un recente sondaggio d'opinione commissionato dal WWF e dagli Amici della Terra. Il 92% degli intervistati ritiene infatti importante introdurre una nuova legge europea per fermare il commercio di legname illegale e dei suoi prodotti derivati nel mercato comunitario. Sulla scorta di questi risultati, il WWF e gli Amici della Terra esortano quindi il Parlamento Europeo e i governi degli Stati Membri ad agire di conseguenza e adottare una forte e puntuale legislazione senza ulteriori indugi.
"Il sondaggio conferma come i cittadini europei siano consapevoli che abbiamo un solo Pianeta dove vivere e che questo vada adeguatamente tutelato per il futuro di noi tutti" dichiara Massimiliano Rocco, responsabile TRAFFIC e Timber Trade del WWF Italia "Le foreste vanno conservate ed adeguatamente gestite, rappresentano un serbatoio ineguagliabile di risorse vitali per noi tutti. Il taglio illegale del legname annulla la funzione protettiva delle foreste aumentando il rischio di catastrofi naturali, quali alluvioni e frane, e determina i grandi processi di deforestazione che oggi più che mai stanno sconvolgendo interi ecosistemi con particolare vigore in tutte le aree tropicali del nostro pianeta. La deforestazione selvaggia è inoltre una delle principali cause dei cambiamenti climatici, dato che il 20 % circa delle emissioni di gas serra nell'atmosfera sono dovute proprio alla distruzione delle foreste".
Dal sondaggio, che ha coinvolto cittadini di 14 Paesi, emerge che il 56% degli intervistati non crede che tutti i prodotti in legno acquistabili in Europa abbiano origine legale, con un ulteriore 19% che non ne è sicuro, una visione che rischia di compromettere gli sforzi di quelle imprese del legno che hanno invece preso seri provvedimenti contro l'introduzione di legname di origine illegale, mostrando notevole determinazione nel lavorare a favore di soluzioni efficaci e credibili promuovendo la certificazione della materia prima utilizzata.
"Il legname illegale rappresenta ancora un problema rilevante per il mercato europeo, si stima che il 16-19% del legname che arriva sul mercato europeo sia illegale o di origine sospetta" sostiene Anke Schulmeister, Forest Policy Officer del WWF Europeo. "In Europa abbiamo bisogno di una legge specifica ed efficace sul legname ed è evidente che i cittadini sono pronti a sostenerla".
In Bulgaria, dove ancora si assiste al taglio illegale e relativo commercio di legname, l'83% degli intervistati non crede che il legno che acquistano abbia origine legale, e una sorprendente maggioranza (97%) ritiene importante garantire la legalità, segno dell'urgente necessità di un'azione. I cittadini tedeschi, cechi e svedesi sono tra i più scettici sulla legalità del legname presente sul mercato europeo, con una percentuale superiore all'80% che afferma di non credere che il legno che acquistano sia legale o è molto dubbioso della sua origine.
E' nei paesi mediterranei che la necessità di legalità e di una nuova legislazione sul legname che la garantisca è alquanto unanime. Il 98% degli italiani e degli spagnoli, e il 99% dei portoghesi vuole essere sicuro che il legname che compra sia legale, e in media, il 97% degli intervistati è a favore dell'introduzione di una nuova normativa europea.
Notevole il sostegno a favore di sanzioni contro i trasgressori, in particolare da parte dei cittadini della Bulgaria (96%), dei Paesi Mediterranei (97%), di Polonia e Francia (95%) e da uno dei maggiori fornitori di legname, la Finlandia (91%).
"E' inequivocabile il messaggio che i cittadini europei stanno lanciando ai loro governi" continua Massimiliano Rocco del WWF Italia "Gli italiani hanno fortemente ribadito e richiesto che vi sia un forte impegno per tutelare le foreste del pianeta, ci auguriamo che le nostre Istituzioni sappiano adoperarsi per garantire tutto ciò".
"I cittadini europei stanno dimostrando un serio sostegno alle necessità delle comunità locali dei paesi in via di sviluppo dove il taglio e commercio illegale è una pratica ormai quotidiana", dice Anne van Schaik degli Amici della Terra Olanda. "L'illegalità nel taglio e commercio del legname lasciano a queste comunità foreste distrutte e degradate, strutture sociali spezzate e minano la loro stessa sopravvivenza. E' ora che l'UE si assuma le proprie responsabilità ed emani una legislazione per garantire la legalità di tutti i prodotti in legno".
"Un regolamento europeo sul legname è al momento in discussione al Parlamento Europeo e al Consiglio dei Ministri e sarà votato nei prossimi mesi. I negoziatori devono necessariamente tener presente l'opinione pubblica e sostenere una legislazione che fornisca chiare indicazioni per gli operatori di tutta la catena di custodia su cosa si deve fare per provare la legalità del legname trattato" dice Massimiliano Rocco. "Per rispettare anche gli sforzi fatti da quelle compagnie che hanno sempre cercato di lavorare in modo etico, la legislazione deve definire e garantire "precise" sanzioni per coloro che continuano a infrangere le regole. Dai risultati del sondaggio emerge chiaro ed inequivocabile il messaggio per i Parlamentari europei e i politici dei singoli Stati Membri, perché ci sia una concreta azione politica".
Il WWF e gli Amici della Terra esortano il Parlamento Europeo e i governi europei a trovare un accordo su una legislazione forte, prima delle elezioni europee di giugno.
Roma, 31 marzo 2009
Ufficio Stampa WWF Italia, 06 84497213, 377, 265
domenica 29 marzo 2009
EARTH HOUR-WWF: CLIMA - CENTINAIA DI MILIONI DI PERSONE HANNO VOTATO PER LA TERRA - ORA TOCCA A CHI GOVERNA
EARTH HOUR 2009
WWF: "CLIMA – CENTINAIA DI MILIONI DI PERSONE HANNO VOTATO PER LA TERRA – ORA TOCCA A CHI GOVERNA"
Oggi all'incontro ONU sul clima di Bonn, WWF consegna simbolicamente i voti
Si è appena chiusa con lo spegnimento della strada dei Casinò di Las Vegas la maratona mondiale per il clima – Earth Hour – organizzata dal WWF. Centinaia di milioni di persone in più di 3929 città di 88 paesi hanno aderito spegnendo le luci per un'ora intera dando un fortissimo segnale di interesse per il futuro del pianeta e un'adesione altrettanto forte a un'azione globale contro i cambiamenti climatici. Il loro gesto rappresenta un vero e proprio "voto" mondiale a favore della terra contro il riscaldamento globale con una decisa richiesta ai leader mondiali perché agiscano subito.
Il WWF ringrazia tutti coloro che hanno partecipato anche in Italia a questa manifestazione: dalle massime cariche dello Stato che hanno voluto dare il proprio contributo spegnendo edifici simbolici quali il Quirinale, Montecitorio, Palazzo Madama, al Vaticano che ha spento la Basilica di San Pietro in un' atmosfera carica di emozione, dalle centinaia di amministrazioni locali grazie alle quali i monumenti della Bell'Italia hanno regalato la suggestione di un'ora di buio, alle migliaia di cittadini, dai testimonial alle aziende. Un ringraziamento speciale al mondo del calcio a fianco del WWF con la partecipazione di Totti e l'adesione di tutta la nazionale impegnata in Montenegro. Sui siti di tutto il mondo l'infinita sequenza di immagini fotografiche e video restituisce la grandiosità di un evento che non ha precedenti. Un fenomeno che soprattutto la rete ha saputo raccontare e rappresentare.
"Earth Hour ha dimostrato una reale volontà nelle persone di tutto il mondo per un'azione urgente contro il cambiamento climatico, e un mandato per i leader del pianeta per garantire un nuovo accordo sul clima a Copenhagen che definisca una efficace risposta globale – ha dichiarato James Leape, direttore generale del WWF Internazionale - Il nostro lavoro continua, perché nei prossimi otto mesi i leader del pianeta dovranno decidere come intenderanno affrontare questa sfida e dobbiamo, insieme, fare in modo che prendano le decisioni giuste."
Il 'testimone' dell'attenzione sui problemi del riscaldamento globale infatti ora passa a Bonn: si apre oggi, sotto il 'segno di Obama', il primo round di negoziati sul clima (che terminerà l'8 aprile) in vista di un accordo globale sul clima da siglare durante la Conferenza di Copenhagen a dicembre. La strada verso il nuovo "climate deal" non sarà facile ma va fatto ogni sforzo affinchè questo sia un accordo globale equo ed efficace, cioè in linea con le indicazioni di taglio delle emissioni suggerite dalla comunità scientifica. Per questo la pressione delle centinaia di milioni di persone che hanno partecipato a Earth Hour e dato il loro "voto" per la Terra continuerà a farsi sentire.
Per rafforzare il segnale appena raccolto da Earth Hour in tutto il mondo, all'inizio del meeting di Bonn il WWF insieme agli Scout tedeschi consegneranno simbolicamente i risultati di questo voto globale sotto forma di un'urna riempita di centinaia di milioni di "schede elettorali" a favore della Terra, a Yvo de Boer, Segretario Esecutivo del Trattato sui Cambiamenti Climatici dell'ONU (UNFCCC), e ai delegati governativi che partecipano ai negoziati.
"A Bonn i delegati dovranno mostrare le loro carte e lavorare per raggiungere il consenso in modo che, come programmato, a giugno ci sia la prima bozza di un accordo ambizioso e in linea con quanto indicato dalla comunità scientifica - ha detto Mariagrazia Midulla, responsabile Clima ed Energia del WWF Italia, che seguirà i negoziati in Germania - Sarà essenziale definire le opzioni su adattamento e taglio delle emissioni, il ruolo delle risorse finanziare che i Paesi sviluppati impegneranno per favorire il taglio delle emissioni e l'adattamento nei Paesi in Via di Sviluppo, la spinta alla diffusione delle tecnologie pulite, le modalità per fermare la deforestazione. Occorre lavorare per salvare il Pianeta dalla più grave minaccia mai affrontata dall'umanità, e questa è la strada per risolvere anche altri gravi flagelli, a partire dalla povertà causata dalla crisi economica".
La conferenza di Bonn è il primo di una serie di incontri intergovernativi in vista del nuovo trattato globale sul clima che sarà siglato nella Conferenza di Copenhagen a dicembre. Ed è anche il primo incontro del nuovo Governo degli Stati Uniti.
Destano speranza gli incontri del MEF (Major Economies Forum) che nascono sotto una chiara discontinuità con la precedente iniziativa di Bush con il MEM (Major Economies Meeting), e non solo per il cambio del nome. L'intento è chiaro: mentre Obama vuole creare un dialogo tra le nazioni e aiutare a generare la leadership politica necessaria per raggiungere un successo ai negoziati sul clima delle Nazioni Unite che si concluderanno a Copenaghen a dicembre, Bush voleva creare un percorso alternativo a quello multilaterale dell'ONU. E non è un caso che tra gli invitati del MEF ci sia la Danimarca, il paese che presiederà (in quanto ospitante) il Summit di Copenaghen.
"I Paesi industrializzati devono recuperare credibilità nel dimostrare una reale volontà di affrontare la sfida del cambiamento climatico, accettando di ridurre complessivamente le emissioni di almeno il 40% entro il 2020" conclude Midulla.
Roma, 29 marzo 2009
Ufficio stampa WWF Italia – 06-84497377, 265, 213.
OBAMA SUL CLIMA: SPERANZA PER IL PIANETA
"MESSAGGIO OBAMA SUL CLIMA:
UN SEGNALE DI SPERANZA PER IL PIANETA"
La notizia della convocazione di un vertice tra alcuni dei Paesi con ruoli chiave nelle trattative ONU da parte del presidente Obama costituisce un segnale di speranza, specie per l'intenzione, dichiarata, di creare un dialogo tra le nazioni e aiutare a generare la leadership politica necessaria per raggiungere un successo ai negoziati sul clima delle Nazioni Unite che si concluderanno a Copenaghen a dicembre.
La notizia dell'impegno, diretto e deciso, dell'Amministrazione Americana per concludere con un successo l'Anno del Clima corona la giornata di mobilitazione mondiale dell'Earth Hour, che sta vedendo i più rappresentativi simboli e monumenti mondiali e centinaia di milioni di persone per tutto il globo spegnere le luci per un'ora alle 20.30 locali.
Earth Hour ha chiesto che si fermino i cambiamenti climatici con un accordo globale: l'impegno di Obama, alla vigilia dell'avvio dei negoziati sul clima da lunedì a Bonn, in Germania, fa capire che la voce di centinaia di milioni di persone è arrivata, forte e chiara, ai leader della Terra.
Roma, 28 marzo 2009
Ufficio stampa WWF Italia - 06-84497377, 265
sabato 28 marzo 2009
EARTH HOUR 09.WWF: "E' INIZIATA L'ORA DELLA TERRA", LA 'OLA' DI BUIO E' PARTITA DALLE ISOLE CHATHAM
EARTH HOUR 2009
WWF: "E' INIZIATA L'ORA DELLA TERRA"
LA 'OLA' DI BUIO E' PARTITA DALLE ISOLE CHATHAM, SIDNEY E MELBOURNE,
sono le prime di 3929 città che hanno aderito in tutto il mondo, 160 in Italia
"IN 24 ORE RECORD DI CITTA' E ADESIONI NEL RUSH FINALE"
1081 nuove città, 5 nuovi Paesi, "Earth Hour" cercato in rete 4,7 milioni di volte
GLI EVENTI SPECIALI A ROMA E VENEZIA STASERA ALLE 20.30
- TOTTI 'SPEGNE' IL COLOSSEO, PALLONE AEROSTATICO A SAN PIETRO
- GONDOLE IN FIACCOLATA A PONTE DI RIALTO
- IL MESSAGGIO DI EARTH HOUR DURANTE LA PARTITA MONTENEGRO-ITALIA
L'INIZIATIVA:
"INVIA LE IMMAGINI DELLA TUA ORA DELLA TERRA AL SITO DEL WWF"
http://89.97.5.41/
E' scattata l'ora della Terra: la grande OLA di buio per il pianeta sta arrivando dagli antipodi del globoa. Tutto è partito dalle Isole Chatham, il luogo più lontano per noi, per proseguire con gli spegnimenti a Sydney e Melbourne. Earth Hour, la grande mobilitazione organizzata dal WWF, già conta numeri da record: nelle ultime 24 ore si sono aggiunte 1081 nuove città, 5 nuovi paesi mentre la parola è stata cercata in rete 4,7 milioni di volte. Attraversando 25 fasce orarie Earth Hour spegnerà le luci di monumenti, istituzioni, edifici simbolo, case e imprese, in più di 3900 città del mondo, tra cui 66 capitali nazionali e 9 tra le 10 metropoli più popolate del mondo, ma nella maggior parte dei Paesi c'è ancora tempo per aderire. L'invito è quello di lanciare un segnale fortissimo contro il riscaldamento globale da parte del mondo intero, in questo ANNO DEL CLIMA cruciale per il futuro del pianeta.
Alle 20.30 sarà l'ora dell'Italia con decine di monumenti storici, dalla Torre di Pisa alla Cupola di San Pietro, dalla Valle dei Templi alla Reggia di Caserta. Due gli eventi clou organizzati dal WWF: davanti al Colosseo Francesco Totti spegnerà il monumento simbolo della capitale mentre una fiaccolata sulle gondole animerà lo spegnimento del Ponte di Rialto a Venezia, simbolo del rischio dei cambiamenti climatici e che stasera subirà anche il fenomeno dell'acqua alta. Anche la nazionale di calcio, impegnata stasera con il Montenegro, è a fianco del WWF con il video-messaggio del suo Capitano, Fabio Cannavaro. Un messaggio per Earth Hour anche nel corso della diretta calcistica.
Record di adesioni tra i singoli cittadini, grazie soprattutto al web: finora il video di Earth Hour è stato visto 2 milioni di volte e Earth Hour ha 1,3 milioni di amici sulla rete dei social network.
Icone mondiali come le Piramidi di Giza, il Colosseo, l'Acropoli di Atene, la Cupola di san Pietro si spegneranno per 1 ora insieme a più di 800 monumenti simbolici: la Tour Eiffel a Parigi, la Torre CN a Toronto, lo Stadio Nido d'uccello a Pechino, la Statua del Cristo Redentore a Rio de Janeiro, la Tapei 101 (edificio più alto del mondo), la Torre di Londra e il London Eye – la grande ruota panoramica, lo Stadio del Millennium a Cardiff, l'Empire State Building a New York, l'Acropoli di Atene, le Cascate del Niagara, la Sagrada Famiglia di Gaudì a Barcellona, la Table Mountain a Città del Capo, il Merlion a Singapore, il Golden Gate di San Francisco, l'Arco dello Stadio di Wembley a Londra, l'Arco di Trionfo a Parigi, le Torri Sears a Chicago, il Teatro dell'Opera di Sydney, la Sinfonia di Luci a Hong Kong, le Torri Petronas a Kuala Lumpur, la Strada dei Casinò di Las Vegas, il Castello di Edimburgo.
Roma, 28 marzo 2009
Ufficio Stampa WWF Italia,
tel 06 84497377, 265
Al Colosseo: cell. Cristina Maceroni 329 8315725, Francesca Mapelli 349 0514472, 339 2948309
A Venezia: Sara Bragonzi 329 8315718
www.wwf.it/stampa
PER LA STAMPA:
FOTO E VIDEO disponibili per la stampa all'indirizzo http://89.97.5.41/
Per maggiori informazioni sull'iniziativa, http://www.wwf.it/oradellaterra/ (come aderire, elenco delle città coinvolte, materiali di promozione, etc.)
SCHEDA INFORMATIVA
EARTH HOUR: GLI ORARI DELLA OLA PLANETARIA (vedi tabella allegata)
Le prime a spegnersi, alle 7.45 ora italiana, sono state le isole Chatham, un piccolo arcipelago a 800 chilometri a est della Nuova Zelanda e circa 19.250 chilometri dal centro di Roma, seguite da Auckland (8.30 ora italiana) e poi Melbourne e Sidney (10.30). Sarà poi la volta di Seoul, Pechino, Singapore (13.30), Jakarta e Bankok (14.30), Nuova Delhi, (16.00), Mosca (18.30) e via attraverso l'Africa (Cape Town) e l'Europa (Roma, Parigi, Atene, Madrid, Budapest), l'America (Buenos Aires, Rio de Janeiro, New York, San Francisco), fino a Las Vegas che alle 5.30 di domani mattina (ora italiana) chiuderà questa maratona planetaria per il clima spegnendo la strada dei casinò.
L'EARTH HOUR IN ITALIA: EVENTI, MONUMENTI, TESTIMONIAL
Oltre ai principali monumenti storici italiani l'evento prevede due momenti clou nelle città di Roma e Venezia.
A ROMA: alle ore 20.30 davanti al Colosseo il Capitano della Roma, Francesco Totti, spegnerà il simbolo della sua città, insieme al Presidente onorario del WWF Italia, Fulco Pratesi, grazie ad un TOTEM/INTERRUTTORE che lascerà al buio il monumento per un'ora. Speciali candele Earth Hour verranno distribuite ai presenti. Sarà un'occasione per unire davvero tutti in un grande gesto pacifico a favore del pianeta, dai tifosi alle famiglie e a tutti coloro che vorranno unirsi al festeggiamento. Durante lo spegnimento è previsto un concerto della Stradabanda di Testaccio che intratterrà il pubblico con il suo repertorio di musica tradizional-popolare.
A VENEZIA: Una fiaccolata a bordo delle gondole sfilerà davanti al Ponte di Rialto che verrà simbolicamente spento da una delegazione del WWF accompagnata dal Comune della città simbolo dei cambiamenti climatici.
Fabio Cannavaro, Francesco Totti, Francesco Facchinetti, Beppe Braida e Camilla Raznovich hanno sostenuto l'Ora della Terra con video messaggi che hanno fatto il giro del web, e hanno aderito anche il premio Nobel Rita Levi Montalcini, l'astrofisica Margherita Hack, l'astronauta Roberto Vittori.
MONUMENTI ED EDIFICI CHE SI SPEGNERANNO IN ITALIA
Roma: Cupola di S. Pietro, Palazzo del Quirinale, Colosseo, Palazzo Madama, Palazzo Montecitorio
Venezia: Ponte di Rialto e Teatro La Fenice
Arena di Verona, Castello di Alboino e Torre del Castello a Feltre, Piazza Castello a Torino, Acquario di Genova insieme a Palazzo della Regione, Palazzo Comunale e la Fontana in Piazza De Ferrari; Arco di Traiano a Benevento, le due Torri (degli Asinelli e Garisenda) di Bologna, il Castello di Monteriggioni (Siena), la Torre di Pisa, Palazzo Sacrati Strozzi (sede della regione Toscana) e Palazzo Vecchio a Firenze, il Maschio Angioino, la Reggia di Caserta, lo Sferisterio di Macerata, la Valle dei Templi, il Castello Sforzesco a Milano, le mura di Città Alta e il Palazzo della Provincia a Bergamo, il Castello sul Mare di Rapallo, il Castello dell'Imperatore a Prato, il Castello Vescovile e la Torre Saracena di Spotorno (Liguria), il Doss, Castello del Buonconsiglio (Trento) più decine di strade, piazze, palazzi comunicali, scuole, edifici pubblici di 100 città.
(l'elenco di città e monumenti al link: http://www.wwf.it/oradellaterra/partecipanti.htm)
INIZIATIVA PER TUTTI SUL SITO DEL WWF: 'MANDA LA TUA FOTO'
A poche ore dall'evento il WWF ha infine lanciato un'iniziativa speciale: sarà possibile inviare la 'propria' foto o video per raccontare l'Ora della Terra al SITO DEL WWF":
Questo l'indirizzo: http://89.97.5.41/
INIZIATIVE MEDIA SPECIALI:
Per l'occasione sono partite anche speciali partnership del WWF con alcune principali testate: è online su Repubblica.it l'iniziativa "A luci spente: racconta la tua ora di buio". RTL ha aderito avviando una maratona radiofonica di convocazione ma anche come azienda impegnandosi ad una riduzione del consumo di energia durante l'ora di buio. Anche il sito del TG1 ha previsto iniziative speciali per celebrare l'evento.
AZIENDE:
Tra le aziende che hanno colto l'occasione di Earth Hour per testimoniare il proprio impegno a favore del clima: il Gruppo assicurativo Allianz, partner storico della Campagna GenerAzione Clima del WWF, Sofidel, Unicredit Group e Domotecnica, Epson e Epson Meteo.
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Francesca Mapelli
WWF Italia ONLUS - Ufficio Stampa
Via Po 25/C, 00198 Roma
06 84497213 - f.mapelli@wwf.it
www.wwf.it/stampa
Alle 20.30 di sabato 28 marzo, persone, istituzioni e imprese di tutto il mondo spegneranno le luci per un'ora.
Ognuno di noi può fare la differenza. Unisciti al WWF per Earth Hour 2009, spegni le luci e iscriviti subito sul sito www.wwf.it
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