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giovedì 23 giugno 2011
Rilegno: ripresa nel settore legno: nel 2010 aumenta il flusso d imballaggi immessi al consumo e la quantità di rifiuti legnosi avviati a riciclo
I dati sono presentati da Rilegno - Consorzio nazionale per la raccolta, il recupero e il riciclaggio degli imballaggi di legno che chiude il 2010 con un bilancio positivo
Dopo due anni di forti contrazioni torna l’ottimismo nella filiera dell’imballaggio di legno. I numeri negativi che a seguito della crisi economica e dei consumi hanno afflitto il sistema produttivo dell’imballaggio per tutto il biennio 2008-2009 hanno finalmente mutato di segno. Nel 2010, infatti, le tonnellate di imballaggi immessi al consumo sul territorio nazionale sono state 2 milioni 233 mila, 139.000 in più rispetto al 2009, con una crescita del 6,6%.
I dati sono presentati da Rilegno, Consorzio nazionale per la raccolta, il recupero e il riciclaggio degli imballaggi di legno aderente alla grande famiglia Conai, che nel 2010 ha avviato a riciclo direttamente in convenzione 1 milione e 851 mila tonnellate di rifiuti legnosi in tutta Italia (di questi 907 mila tonnellate sono rifiuti di imballaggio, ovvero pallet, cassette ortofrutticole e imballaggi industriali), concretizzando una sostanziosa ripresa dei flussi avviati a riciclo in gestione consortile. La variazione rispetto al 2009 è quasi del +21%, ovvero 320 mila tonnellate in più gravitate nel circuito consortile.
Dai dati forniti appare evidente che tutte le voci portano significativi segni più. Aumenta il flusso degli imballaggi immessi al consumo, aumentano i quantitativi di rifiuti legnosi gestiti da Rilegno e aumenta anche la quantità di rifiuti da imballaggi di legno avviata a riciclo. Se da un lato, infatti, nel 2010 il mercato degli agglomerati lignei non è stato caratterizzato da una spiccata ripresa delle vendite, dall’altro le industrie del riciclo, dopo la contrazione degli acquisti del legno da recupero dei due anni precedenti, si sono dovute comunque impegnare nel ripristino delle riserve di materia prima seconda, per evitare improvvise e indesiderate interruzioni del processo produttivo del pannello truciolare.
Scendendo nel dettaglio, nel 2010 in Italia, grazie anche all’apporto di Rilegno, sono stati avviati al recupero e riciclo complessivamente (gestione diretta consortile + gestione indipendente) 1 milione 402 mila tonnellate di rifiuti da imballaggi di legno, una quantità che corrisponde a circa il 63% dell’immesso al consumo e che supera di gran lunga gli obiettivi previsti dal Testo Unico Ambientale 152/2006 (fissati al 35% di recupero di rifiuti provenienti da imballaggio, per la materia prima legno).
Questi imballaggi recuperati non hanno tutti lo stesso destino. Nel 2010 circa 1 milione 93 mila tonnellate sono state avviate al riciclo meccanico a materia prima presso le industrie del riciclo, dove diventano prevalentemente pannello truciolare; 231 mila 650 tonnellate sono pallet usati che tornano alla loro funzione originaria; 14 mila 500 tonnellate sono state impiegate in processi di compostaggio; 63 mila 800 sono state avviate al recupero energetico.
La rete di Rilegno per raccogliere rifiuti in legno in tutta Italia
Il “sistema” Rilegno, ormai rodato da più di 10 anni, si basa su una rete di convenzioni con Comuni, aziende, soggetti pubblici e privati per organizzare il recupero del legno in maniera capillare sul territorio nazionale (sia da rifiuti da imballaggi in legno, sia da rifiuti legnosi di altra natura).
Il numero di accordi stretti da Rilegno con i Comuni in tutta Italia nel 2010 è salito ulteriormente, arrivando a 330 convenzioni a fine anno e 4.762 Comuni coperti (+49 comuni rispetto al 2009), per un totale di circa 41 milioni 600 mila di abitanti serviti, ovvero oltre il 70% della popolazione complessiva.
Nel 2010 sono state raccolte su superficie pubblica oltre 515 mila tonnellate di rifiuti legnosi: il 4,5% in più rispetto al 2009. L’incremento della raccolta è stato molto importante al Sud (+19%), pressoché stabile al Nord (+1%), e significativo anche al Centro (+ 12%). Queste diverse performance sono attribuibili al fatto che gli operatori pubblici del Centro-Sud solo negli ultimi anni si sono attivati per la raccolta differenziata del legno: una scelta che ha comportato inevitabilmente l’aumento dei flussi rientranti nella gestione consortile, nonostante le convenzioni fossero già attive dagli anni passati.
Le piattaforme di raccolta convenzionate con Rilegno sull’intero territorio nazionale, dove i rifiuti in legno vengono conferiti e ridotti di volume per essere avviati al recupero, hanno toccato quota 375 a fine 2010, il 6% in più rispetto al 2009, garantendo una copertura omogenea su tutte le regioni italiane.
Contributo Ambientale Conai e numero dei consorziati
Al termine del secondo anno dalla variazione in aumento del contributo ambientale sugli imballaggi di legno stabilito da Rilegno di concerto con Conai, pari a 8 euro a tonnellata, si registrano i primi segnali di ripresa dopo la crisi finanziaria. Il contributo – che, si ricorda, è passato nel 2009 da 4 a 8 euro a tonnellata per far fronte all’aumento dei costi di raccolta e ritiro sostenuti dal consorzio e alla diminuzione dei ricavi dalla vendita dei rifiuti in legno presso i riciclatori – resta comunque ad oggi il più contenuto contributo ambientale applicato in Italia e il più basso nella filiera del legno a livello europeo.
Dal punto di vista consortile, il 2010 per Rilegno ha registrato anche un incremento nel numero dei consorziati, che sono passati da 2.196 nel 2009 agli attuali 2.244, fra produttori, importatori e fornitori di materiale per gli imballaggi di legno.
martedì 4 gennaio 2011
Bancali in legno pressato
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martedì 23 marzo 2010
Bini Fernando, specialisti nella produzione di pannelli in legno, investe sul Web con un nuovo sito
Specializzata nella produzione di pannelli in legno per casseforme, travi per casserature, pannelli termoisolanti, pannelli listellari e pannelli strutturali (per tetti, mansarde, pareti, pavimenti, solai, case in legno e mobilifici), la Bini Fernando S.p.A. ha acquisito negli anni un know-how tale da assumere il ruolo di leader in Italia. Grazie ai continui investimenti nelle linee produttive e nella ricerca e sviluppo, i prodotti dell'azienda si sono riusciti ad imporre come vero e proprio standard di riferimento a livello internazionale.
Tra i prodotti più innovativi, il sistema di copertura ed isolazione KALBI, caratterizzato da un elevato contenuto tecnologico, capace di garantire risparmio energetico e comfort abitativo. KALBI è un pannello altamente flessibile, veloce da assemblare e fissare alle travi. Tali facilità e velocità di messa in posa consentono una sensibile riduzione dei costi di montaggio.
Oltre all'isolazione, i pannelli della Bini Fernando S.p.A. si rivelano ideali nell'edilizia per la costruzione di casseformi (anche di grandi dimensioni), superfici antisdruciolo e la realizzazione di casserature portanti o ripartitrici. Ogni prodotto garantisce un'elevata qualità e una ottima resistenza agli agenti atmosferici. Qualità che contraddistingue anche i prodotti della divisione Falegnameria, che presenta pannelli multistrato e monostrato per la realizzazione di mobili e altre opere in legno.
L'attenzione e l'alta professionalità metodologica nel gestire le proprie derivazioni da lavorazioni primarie consente inoltre di ottenere un pellet unicamente puro e non inquinato e anche un truciolato depolverato per lettiere di animali (HCP).
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Per informazioni
Bini Fernando S.p.A.
Via Delle Rotte, 4
26040 Scandolara Ravara (Cremona) - Italia
Tel. +39 0375 957011
Fax +39 0375 957095
e-Mail info@binifernando.com
martedì 31 marzo 2009
WWF: EUROPEI CONTRO COMMERCIO DI LEGNAME ILLEGALE
WWF: "IL 92% DEI CITTADINI EUROPEI VUOLE UNA LEGGE
CONTRO IL COMMERCIO DI LEGNAME ILLEGALE.
L'EUROPA AGISCA SUBITO"
Presentato oggi a livello europeo il sondaggio commissionato da WWF e Amici della Terra
Una schiacciante maggioranza dei cittadini europei vuole più stretti controlli sul commercio del legname per stroncare il fenomeno del legname illegale: è l'inequivocabile risultato di un recente sondaggio d'opinione commissionato dal WWF e dagli Amici della Terra. Il 92% degli intervistati ritiene infatti importante introdurre una nuova legge europea per fermare il commercio di legname illegale e dei suoi prodotti derivati nel mercato comunitario. Sulla scorta di questi risultati, il WWF e gli Amici della Terra esortano quindi il Parlamento Europeo e i governi degli Stati Membri ad agire di conseguenza e adottare una forte e puntuale legislazione senza ulteriori indugi.
"Il sondaggio conferma come i cittadini europei siano consapevoli che abbiamo un solo Pianeta dove vivere e che questo vada adeguatamente tutelato per il futuro di noi tutti" dichiara Massimiliano Rocco, responsabile TRAFFIC e Timber Trade del WWF Italia "Le foreste vanno conservate ed adeguatamente gestite, rappresentano un serbatoio ineguagliabile di risorse vitali per noi tutti. Il taglio illegale del legname annulla la funzione protettiva delle foreste aumentando il rischio di catastrofi naturali, quali alluvioni e frane, e determina i grandi processi di deforestazione che oggi più che mai stanno sconvolgendo interi ecosistemi con particolare vigore in tutte le aree tropicali del nostro pianeta. La deforestazione selvaggia è inoltre una delle principali cause dei cambiamenti climatici, dato che il 20 % circa delle emissioni di gas serra nell'atmosfera sono dovute proprio alla distruzione delle foreste".
Dal sondaggio, che ha coinvolto cittadini di 14 Paesi, emerge che il 56% degli intervistati non crede che tutti i prodotti in legno acquistabili in Europa abbiano origine legale, con un ulteriore 19% che non ne è sicuro, una visione che rischia di compromettere gli sforzi di quelle imprese del legno che hanno invece preso seri provvedimenti contro l'introduzione di legname di origine illegale, mostrando notevole determinazione nel lavorare a favore di soluzioni efficaci e credibili promuovendo la certificazione della materia prima utilizzata.
"Il legname illegale rappresenta ancora un problema rilevante per il mercato europeo, si stima che il 16-19% del legname che arriva sul mercato europeo sia illegale o di origine sospetta" sostiene Anke Schulmeister, Forest Policy Officer del WWF Europeo. "In Europa abbiamo bisogno di una legge specifica ed efficace sul legname ed è evidente che i cittadini sono pronti a sostenerla".
In Bulgaria, dove ancora si assiste al taglio illegale e relativo commercio di legname, l'83% degli intervistati non crede che il legno che acquistano abbia origine legale, e una sorprendente maggioranza (97%) ritiene importante garantire la legalità, segno dell'urgente necessità di un'azione. I cittadini tedeschi, cechi e svedesi sono tra i più scettici sulla legalità del legname presente sul mercato europeo, con una percentuale superiore all'80% che afferma di non credere che il legno che acquistano sia legale o è molto dubbioso della sua origine.
E' nei paesi mediterranei che la necessità di legalità e di una nuova legislazione sul legname che la garantisca è alquanto unanime. Il 98% degli italiani e degli spagnoli, e il 99% dei portoghesi vuole essere sicuro che il legname che compra sia legale, e in media, il 97% degli intervistati è a favore dell'introduzione di una nuova normativa europea.
Notevole il sostegno a favore di sanzioni contro i trasgressori, in particolare da parte dei cittadini della Bulgaria (96%), dei Paesi Mediterranei (97%), di Polonia e Francia (95%) e da uno dei maggiori fornitori di legname, la Finlandia (91%).
"E' inequivocabile il messaggio che i cittadini europei stanno lanciando ai loro governi" continua Massimiliano Rocco del WWF Italia "Gli italiani hanno fortemente ribadito e richiesto che vi sia un forte impegno per tutelare le foreste del pianeta, ci auguriamo che le nostre Istituzioni sappiano adoperarsi per garantire tutto ciò".
"I cittadini europei stanno dimostrando un serio sostegno alle necessità delle comunità locali dei paesi in via di sviluppo dove il taglio e commercio illegale è una pratica ormai quotidiana", dice Anne van Schaik degli Amici della Terra Olanda. "L'illegalità nel taglio e commercio del legname lasciano a queste comunità foreste distrutte e degradate, strutture sociali spezzate e minano la loro stessa sopravvivenza. E' ora che l'UE si assuma le proprie responsabilità ed emani una legislazione per garantire la legalità di tutti i prodotti in legno".
"Un regolamento europeo sul legname è al momento in discussione al Parlamento Europeo e al Consiglio dei Ministri e sarà votato nei prossimi mesi. I negoziatori devono necessariamente tener presente l'opinione pubblica e sostenere una legislazione che fornisca chiare indicazioni per gli operatori di tutta la catena di custodia su cosa si deve fare per provare la legalità del legname trattato" dice Massimiliano Rocco. "Per rispettare anche gli sforzi fatti da quelle compagnie che hanno sempre cercato di lavorare in modo etico, la legislazione deve definire e garantire "precise" sanzioni per coloro che continuano a infrangere le regole. Dai risultati del sondaggio emerge chiaro ed inequivocabile il messaggio per i Parlamentari europei e i politici dei singoli Stati Membri, perché ci sia una concreta azione politica".
Il WWF e gli Amici della Terra esortano il Parlamento Europeo e i governi europei a trovare un accordo su una legislazione forte, prima delle elezioni europee di giugno.
Roma, 31 marzo 2009
Ufficio Stampa WWF Italia, 06 84497213, 377, 265
martedì 3 marzo 2009
Federlegno Arredo e WWF Italia con Ministro Zaia per la gestione sostenibile e trasparente del legno
"Questo accordo va nella direzione giusta: l'utilizzo delle risorse ambientali in modo equo e trasparente. Non posso che esserne soddisfatto e congratularmi con il WWF e con Federlegno Arredo, impegnati nella formazione di una coscienza collettiva più consapevole dell'importanza delle best practices di gestione e approvvigionamento del legname. Il mio augurio è che accordi come quello siglato oggi al Mipaaf, da sempre in prima fila nella tutela del patrimonio forestale e boschivo italiano, sia solo il primo di molti che verranno, per diffondere una maggiore cultura della legalità a difesa delle risorse forestali del pianeta".
Con queste parole il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Luca Zaia ha commentato oggi la firma dell'accordo fra Federlegno Arredo, rappresentato da Paolo Bortolotti, consigliere incaricato per la componente legno nei rapporti con le istituzioni, e WWF Italia, rappresentato dal Presidente Onorario Fulco Pratesi, per la promozione di un mercato del legno trasparente e sostenibile. Alla firma era presente anche il Ministro.
Considerato infatti il ruolo di primo piano dell'Italia nel mercato mondiale del legno, che rappresenta un valore di circa 104 miliardi di dollari l'anno, con questo accordo Federlegno Arredo e WWF Italia intendono agire affinché l'Italia si assuma la responsabilità per ciò che riguarda una corretta gestione forestale, la promozione della certificazione e l'attivazione di politiche convincenti di sostegno ai paesi produttori.
Diversi i temi oggetto dell'accordo, primo fra tutti il commercio illegale e il fenomeno dell'illegal logging, ossia il taglio illegale delle foreste.
Federlegno Arredo e WWF Italia si impegnano a definire un programma congiunto per monitorare i flussi e il mercato nazionale di legname, per conoscerlo in termini numerici e geografici (aree di provenienza e di origine della risorsa), ma anche al fine di valorizzare le best practices di gestione e approvvigionamento e promuovere progetti congiunti nelle aree maggiormente coinvolte da fenomeni di deforestazione, in modo da favorirne la tutela e la gestione sostenibile.
Le due istituzioni si propongono inoltre di realizzare eventuali rapporti sul mercato del legname, a partire da una versione italiana del manuale realizzato dal WWF e dal Global Forest & Trade Network sull'acquisto responsabile dei prodotti forestali. Per rafforzare la cultura della responsabilità socio ambientale di impresa e per codificare modelli di approvvigionamento sostenibile dei prodotti forestali, l'accordo prevede inoltre di definire e offrire alle imprese del settore legno un percorso di formazione mirato e adeguato.
Nello scenario relativo al Trade e Illegal Logging appare fondamentale anche la definizione di una strategia operativa in ambito di applicazione del FLEGT (Forest Law Enforcement Governance and Trade), risposta dell'Unione Europea al problema del taglio e del commercio illegale di legname, attraverso progetti concreti che consentano, ad esempio, la diffusione delle conoscenze sugli standard di certificazione nei paesi produttori attraverso le aziende di settore, o lo sviluppo di programmi di cooperazione legati alla certificazione e all'uso sostenibile delle risorse forestali.
Tra i punti dell'accordo vi è inoltre l'esigenza del puntuale sviluppo del piano forestale nazionale, azione considerata strategica da Federlegno Arredo e WWF Italia per lo sviluppo del patrimonio forestale italiano e per un uso razionale delle risorse forestali, stimolando anche il ricorso a specie legnose meno note.
Altrettanto fondamentale è infine la promozione, anche in edilizia, dell'utilizzo di legno certificato, attraverso azioni congiunte e la diffusione di materiale divulgativo e informativo, allo scopo di promuovere il legno certificato quale unica materia prima sostenibile in grado di ricrearsi naturalmente e di immagazzinare anidride carbonica, anche durante tutto il ciclo di vita del prodotto, caratteristica che contraddistingue il legno rispetto a qualsiasi altro materiale.
"Federlegno Arredo è da sempre impegnata nella valorizzazione di un sistema industriale fondato sull'elevato standard qualitativo e sull'alto contenuto tecnologico dei prodotti, ma che allo stesso tempo tuteli l'ambiente e il consumatore finale – commenta il presidente di Federlegno Arredo Rosario Messina. In particolare, la certificazione e la salvaguardia della risorsa legno, materia prima essenziale per il futuro della nostra filiera, attraverso una politica agricola nazionale, rappresentano gli strumenti principali per tutelare e sostenere le aziende del sistema del legno-arredamento. Questo accordo, che unisce Federlegno Arredo e WWF, rappresenta quindi un passo importante per le due istituzioni coinvolte nel raggiungimento di un obiettivo comune".
"L'Italia rappresenta uno dei maggiori mercati al mondo di legname tropicale, con rilevanti quantità di legname importato in particolare dal Bacino del Congo, dall'area sudamericana, dall'Indonesia e dalla Malesia – spiega Fulco Pratesi, Presidente onorario del WWF Italia. Sul mercato europeo rappresentiamo i primi partner commerciali per alcuni paesi in via di sviluppo e i più grandi mercati in termini di importazioni specifiche.
Per questo una gestione lungimirante del patrimonio forestale e l'uso di un prodotto di qualità certificato sono un'opportunità di sviluppo per le popolazioni locali e una garanzia di futuro per l'industria di settore".
Milano, 3 marzo 2009
Press info Federlegno Arredo:
Diomedea
Via Biondelli 9, 20141 Milano
Tel. +39 0289546251 – Fax +39 028466743
email: diomedea@diomedea.it
Press info WWF Italia:
Ufficio Stampa - Francesca Mapelli
Via Po 25/C, 00198 Roma
Tel. +39 0684497213, 3392948309
email: f.mapelli@wwf.it
martedì 17 febbraio 2009
WWF: COMMERCIO ILLEGALE DI LEGNAME, BENE VOTO UE
WWF: "BENE IL VOTO UE SUL COMMERCIO ILLEGALE DI LEGNAME"
LA COMMISSIONE AMBIENTE PASSA L'ESAME.
Parlamento Europeo e Commissione Agricoltura facciano lo stesso
Oggi l'Europa ha fatto un importante passo avanti per la legalizzazione del mercato del legname e la conservazione delle foreste, bene prezioso per la vita sulla Terra. Secondo le norme approvate le imprese dovranno responsabilizzarsi maggiormente e provare che il legname che importano in Europa è stato prodotto e raccolto legalmente. E' quanto ha stabilito oggi la Commissione Ambiente dell'Unione Europea. Per il WWF si tratta di una pietra miliare per fermare la distruzione delle foreste in tutto il mondo e dare maggiore certezza alla conservazione e gestione sostenibile di questa risorsa fondamentale per la vita di noi tutti, oltre che un miglioramento assolutamente necessario della nuova legge europea sul legname proposta dalla Commissione Ambiente.
"Se applicata correttamente, la legge potrebbe ridurre drasticamente il commercio illegale di legname dai Paesi tropicali, rallentare la deforestazione e sostenere i diritti delle popolazioni locali. – ha detto Massimiliano Rocco, responsabile del Programma TRAFFIC & Timber Trade del WWF Italia – I cambiamenti introdotti oggi danno a tutti gli attori della filiera produttiva del legname indicazioni più chiare su quello che devono fare per provare la legalità del legname che trattano, e offrono loro la garanzia di poter operare nella legalità e nel rispetto del loro stesso interesse per la conservazione di una risorsa primaria. Inoltre queste norme garantiscono conseguenze più chiare e più certe a quelli che continuano a eludere la legge. Molte imprese in Europa hanno già dimostrato la volontà di garantire che sul mercato ci siano solo prodotti di legname prodotto legalmente. Adesso è cruciale che l'accordo raggiunto oggi passi l'esame finale del Parlamento e del Consiglio Europeo."
Gli emendamenti di oggi garantiscono anche il rafforzamento della legge dando alle autorità nazionali il potere di investigare sulle infrazioni e stabilire misure immediate per perseguire i trasgressori. Allo stesso tempo danno la certezza del diritto a tutti coloro che operano nel rispetto dell'ambiente e vogliono promuovere l'uso di un prodotto certificato e di qualità.
Il dibattito sulla legge per il legname in Europa è iniziato più di cinque anni fa e ha ora raggiunto la sua fase cruciale, poiché l'UE sta per prendere decisioni fondamentali per liberare il proprio mercato dal legname prodotto, raccolto e venduto illegalmente. Un report WWF pubblicato nei giorni scorsi evidenzia come nel 2006 il 16-19 % delle importazioni di legname nell'Unione Europea, ovvero tra i 26,5 e 31 milioni di metri cubi, derivava da fonti illegali. Essendo uno dei maggiori importatori di legname, l'Europa ha la responsabilità di fermare al più presto questa attività.
Il WWF si augura che si prosegua su questa strada ed esorta quindi il Parlamento Europeo e la Commissione Agricoltura a supportare le decisioni odierne quando voteranno la nuova legge, rispettivamente il 23 aprile e nel mese di giugno.
Roma, 17 febbraio 2009
Ufficio Stampa WWF Italia, 06 84497377, 213, 265
venerdì 12 settembre 2008
RILEGNO: qualita' del legno riciclato + 720% in 7 anni la quantita' di rifiuti in legno raccolta
Continua a crescere la quantità di rifiuti in legno avviati al recupero in Italia: nel 2007 1.814.940 tonnellate. Ma Rilegno punta ora sulla qualità, per garantire al mercato del riciclo una eccellente ‘materia prima’ rinnovata.
Raccolta di rifiuti in legno: dalla quantità alla qualità.
Rilegno, il Consorzio nazionale che coordina e promuove raccolta, recupero e riciclo dei rifiuti di legno all’interno del sistema Conai, dopo 10 anni di attività, in cui ha fatto lievitare in maniera esponenziale la quantità di rifiuti in legno raccolta (da 218.9899 ton. nel 2001 a 1.814.940 nel 2007, + 720% in 7 anni), punta ora sulla qualità. Cioè su un’attenta ed eccellente selezione dei rifiuti di legno da offrire come rinnovata ‘materia prima’ alle aziende che utilizzano il legno riciclato come base per i propri semilavorati: da quelli per l’industria del mobile, alla pasta cellulosica per le cartiere, ai blocchi di legno-cemento per il settore edile.
La raccolta del legno in Italia nel 2007: + 12,4% in totale
La fotografia del sistema Rilegno scattata al 31 dicembre 2007 mostra una continua crescita della raccolta dei rifiuti legnosi (sia imballaggi che rifiuti domestici). Il totale di legno recuperato in gestione diretta dal Consorzio è pari a 1.814.940 tonnellate, con una variazione di un più 12,4% rispetto all’anno precedente. Di questi, il 52,9% sono rifiuti di imballaggio (pallet, cassette ortofrutticole, imballaggi industriali), per un totale di 960.205 tonnellate (+15,7% rispetto al 2006).
Imballaggi: recupero ben oltre gli obiettivi fissati dalla legge
Nel 2007 in Italia sono state recuperate complessivamente (sia dalla gestione Rilegno sia da soggetti terzi) 1.739.205 tonnellate di rifiuti da imballaggio in legno, pari al 60,82% sul totale di imballaggi in legno circolanti sul territorio nazionale nel 2007 (2.859.574 ton.), superando abbondantemente gli obiettivi fissati dal Testo Unico Ambientale (fissati al 35%). Nel dettaglio, il valore complessivo di rifiuti da imballaggio recuperati è dato da: 1.225.205 tonnellate avviate al riciclo meccanico a materia prima (di cui 960.205 ton. raccolte direttamente da Rilegno e 265000 ton. da altri soggetti operanti nell’industria del riciclo); 300.000 tonnellate dalla rigenerazione di pallet riparati, 14.000 tonnellate avviate al compostaggio e 200.000 avviate al recupero energetico.
Il sistema Rilegno in sintesi
· Rilegno è il Consorzio Nazionale che coordina e promuove la raccolta, il recupero e il riciclo dei rifiuti di imballaggio di legno (pallet, cassette per l’ortofrutta, imballaggi industriali).
· Rilegno è un consorzio composto da oltre 2.300 consorziati, tra produttori di imballaggi di legno, importatori di materiale legnoso, imprese che riciclano il legno.
· Aderente a CONAI (Consorzio Nazionale Imballaggi), Rilegno ha il compito di raggiungere gli obiettivi fissati per legge per il recupero e riciclaggio degli imballaggi in legno.
· Inoltre, grazie agli accordi stretti con ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani), con Federambiente e con Fise Assoambiente, Rilegno garantisce anche la raccolta di altri rifiuti in legno provenienti dal circuito cittadino (porte, infissi, mobili…).
· Il Consorzio “salva” il legno e lo avvia al riciclo, impedendo che ogni anno oltre 1.600.000 tonnellate di rifiuti di legno finiscano in discarica: è così che il legno si trasforma da rifiuto in risorsa.
· Rilegno firma convenzioni con Comuni, aziende, soggetti pubblici e privati per organizzare il recupero del legno in maniera capillare sul territorio nazionale. In particolare a fine 2007 le convenzioni pubbliche erano 328, per un totale di 4.530 Comuni coinvolti e poco meno di 40 milioni di abitanti serviti, oltre il 67% della popolazione italiana.
· I rifiuti legnosi vengono raccolti presso piattaforme convenzionate per il conferimento (oltre 350 in tutta Italia). Le aziende che utilizzano imballaggi in legno, i Comuni e le imprese che raccolgono rifiuti ingombranti di legno conferiscono i rifiuti presso le piattaforme, che a loro volta garantiscono l’avvio al riciclo grazie al coordinamento di Rilegno.
· I rifiuti, ridotti di volume, vengono trasportati alle industrie del riciclo, dove il legno, pulito e ridotto in piccole schegge, diventa rinnovata materia prima per il circuito produttivo industriale (base per semilavorati dell’industria del mobile, pasta cellulosica per cartiere, blocchi di legno – cemento per il settore edile).
RILEGNO
Via Aurelio Saffi, 83 -
47042 Cesenatico FC
tel. 0547 672 946 - fax 0547 675 244
Comunicazione – Monica Martinengo
Tel 0547 19092 39
m.martinengo@rilegno.org
Dott.ssa Caterina Molari - Agenzia PrimaPagina
Via Sacchi 31 - 47023 Cesena
tel. 0547 24284 - fax 0547 27328
cell. 339 6535982
molari@agenziaprimapagina.it
martedì 8 aprile 2008
RILEGNO, novita' emerse nel CONVEGNO "Gli Stati Generali dell'Imballaggio in legno"
IMBALLAGGI IN LEGNO:
UN SETTORE CRUCIALE PER L’ECONOMIA E LA LOGISTICA DEL SISTEMA ITALIA
Oltre 200 persone hanno preso parte al convegno “Stati generali dell’imballaggio in legno. Analisi, qualità ed evoluzione: le principali opportunità per le imprese”, a Milano il 28 marzo scorso – Oltre il 63% degli imballaggi in legno avviato al recupero nel 2007
Milano, 1 aprile 2008.“In questo mondo tutto va dappertutto, e lo fa grazie agli imballaggi in legno”.
Con questo motto si è concluso il “Secondo convegno nazionale dell’imballaggio di legno. Analisi, qualità ed evoluzione: le principali opportunità per le imprese”, che si è svolto a Milano il 28 marzo scorso.
All’incontro, promosso da Rilegno e dal Consorzio Servizi Legno Sughero – costola di Assoimballaggi - hanno partecipato oltre 200 persone, a conferma della necessità avvertita dagli operatori e dalle associazioni di categoria di confrontarsi e aggiornarsi su un settore in continua evoluzione.
“Siamo molto soddisfatti dell’alta partecipazione registrata al convegno, in particolare della massiccia adesione delle associazioni di settore – commenta Fausto Crema, presidente di Rilegno. –Il comparto degli imballaggi in legno, per anni segnato da divisioni, ha capito che l’unione e il confronto sono indispensabili. Per questo Rilegno, che nel 2007 ha permesso di recuperare oltre il 63% degli imballaggi di legno immessi al consumo, è orgoglioso di essere tra gli enti promotori di questo Convegno Nazionale, un appuntamento unico e irrinunciabile per il comparto italiano dell’imballaggio di legno. Un appuntamento la cui cadenza annuale è stata riconfermata anche per il 2009”.
“Le parole chiave per il mondo dell’imballaggio di legno” aggiunge Michele Ballardini, presidente di Assoimballaggi (l’ente promotore dell’iniziativa, nel 2007, insieme a Rilegno)”e in particolare per il mondo del pallet sono ‘qualità’, ‘sostenibilità’, ‘riduzione sistematica dei costi’, ‘ottimizzazione logistica’. Il convegno, che consente un confronto serrato e puntuale è certamente indispensabile per il comparto. Non c’è tempo per rimanere a guardare passivamente e lasciare che il futuro piombi addosso ai produttori: fautori delle innovazioni e leader devono cogliere le opportunità delle sfide lanciate dal mercato”.
Nel corso dell’incontro sono emerse luci ed ombre di un settore fondamentale per la logistica e lo sviluppo dell’economia nazionale, che registra un totale di 2.860.000 tonnellate di imballaggi in legno immessi al consumo in Italia nel 2007, tra cui pallet (circa il 60%, tra pallet nuovi e riparati ri-immessi al consumo), imballaggi industriali (19%), cassette per frutta e verdura (8%), bobine, doghe, sughero e altro.
Uno dei dati più positivi emersi è il totale di imballaggi in legno avviati al recupero, illustrati da Marco Gasperoni, Responsabile Area Tecnica di Rilegno: se la legge fissa a 35% la percentuale minima di riciclaggio per i rifiuti da imballaggio in legno, il Consorzio Rilegno vanta cifre che vanno ben al di là del minimo richiesto dalla legge: nel 2007 sono stati infatti avviati al riciclo oltre il 55% di imballaggi immessi al consumo, dato che supera il 63% se si aggiunge il quantitativo avviato al recupero energetico. Un totale di 960.205 tonnellate di rifiuti in legno provenienti da imballaggi che Rilegno avvia al recupero, grazie alla diffusione capillare di 359 piattaforme di raccolta sull’intero territorio nazionale, e alle convenzioni con gli enti pubblici che garantiscono la copertura di circa 4.500 Comuni e un totale di circa 40 milioni di abitanti serviti.
Tra i numerosi interventi, Roberto Tengg ha inquadrato il mercato del legno e la disponibilità di materia prima per i produttori di imballaggi, sottolineando le conseguenze che avranno sul mercato i 2 recenti uragani che si sono abbattuti sull’Europa Centrale (Paula ed Emma), che hanno divelto circa 14 milioni di metri cubi di legname, che andranno certamente ad aumentare i volumi della produzione.
Il convegno è stata l’occasione per approfondire diversi aspetti del comparto degli imballaggi in legno: dagli aspetti normativi relativi all’etichettatura degli imballaggi a quelli legati al problema delle muffe nel legno, dalla ricerca sulle prestazioni degli imballaggi all’importanza degli strumenti di marketing nella vendita, dai dati statistici del settore all’aggiornamento sulla legislazione nazionale e internazionale per le imprese.
Sul sito www.rilegno.org (alla voce “documentazione – convegno 28 marzo”) sono disponibili tutte le relazioni presentate al convegno:
- Il mercato del legno e la disponibilità di materia prima per l’imballaggio di legno: prospettive e previsioni (Roberto Tengg - Agrifor International)
- I rifiuti di legno – i dati e le prospettive di utilizzo (Marco Gasperoni, Rilegno)
- Etichettatura ambientale degli imballaggi, dichiarazione di conformità e requisiti minimi per l’imballaggio di legno (Marco Sachet, Istituto Italiano Imballaggio)
- Ricerche sull’idoneità igienico sanitaria del legno a contatto con gli alimenti (Maria Rosaria Milana, Istituto Superiore Sanità)
- Sistema Epal in Italia tra conservazione e innovazione: l’etichettatura dei pallet (Nicola Semeraro, Comitato tecnico Epal)
- Il problema delle muffe sugli imballaggi in legno (Corrado Cremonini, Facoltà di Agraria - Università di Torino)
- Le attività di ricerca – il lavoro del CRIL: prestazione dei pallet a confronto nel tempo, analisi chimiche sugli imballaggi a fine vita,certificazione dei pallet fuori standard (GianMario Carniel, CRIL)
- Strumenti di marketing nella vendita degli imballaggi in legno (Luca De Nardo, giornalista)
- I dati statistici nel comparto dell’imballaggio di legno (Plinio Iascone, Istituto Italiano Imballaggio)
- ISPM 15 – aggiornamenti internazionali e nazionali, l’operatività per le imprese (Bruno Faraglia, Comitato fitosanitario centrale del ministero delle risorse agricole alimentari e forestali)
Il convegno è stato organizzato in collaborazione con: CNA Unione Produzione Legno Arredo, UNITAL Unione Industrie Italiane Arredi Legno, Confartigianato Legno Arredo, Assoimballaggi Federlegno-Arredo. Partner tecnico: CRIL Centro Ricerche Imballaggi Legno e Logistica. Media partner: E-Pack, Rimagazine.
RILEGNO
Via Aurelio Saffi, 83 - 47042 Cesenatico FC
tel. 0547 672 946 - fax 0547 675 244
Comunicazione – Monica Martinengo
Tel 0547 19092 39
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Maurizio Magni – magni@agenziaprimapagina.it
Caterina Molari – molari@agenziaprimapagina.it
giovedì 6 marzo 2008
IMBALLAGGI IN LEGNO A CONVEGNO Milano, 28 marzo 2008
SECONDO CONVEGNO NAZIONALE
DELL’IMBALLAGGIO DI LEGNO
Analisi, qualità ed evoluzione: le principali opportunità per le imprese
Hotel Michelangelo, Via Scarlatti 33 - 20124 Milano (MI)
Venerdì 28 marzo 2008 Ore 9 - 17
Un giorno intero per riflettere sullo stato dell’arte degli imballaggi in legno: pallet, cassette per l’ortofrutta, imballaggi industriali.
Il “secondo Convegno nazionale dell’imballaggio in legno - Analisi, qualità ed evoluzione: le principali opportunità per le imprese”, si svolgerà a Milano venerdì 28 marzo 2008 all’Hotel Michelangelo (Via Scarlatti 33), dalle 9 alle 17.
Milano, 5 marzo 2008 L‘incontro, promosso da Rilegno, il consorzio nazionale che coordina e promuove raccolta recupero, riciclaggio degli imballaggi in legno, e dal Consorzio Servizi Legno-Sughero, rappresenta un importante momento di riflessione sull’andamento del settore, ad un anno di distanza dalla prima edizione del convegno – organizzato da Rilegno – che nel febbraio 2007 aveva radunato a Verona oltre 300 partecipanti da tutta Italia tra produttori di imballaggi in legno e operatori del settore logistica.
Il convegno prevede un ricco programma di interventi, che approfondiscono i diversi aspetti del comparto: dal mercato del legno e la disponibilità di materia prima all’utilizzo dei rifiuti in legno, dagli aspetti legali relativi all’etichettatura degli imballaggi a quelli legati all’idoneità igienico sanitaria del legno a contatto con gli alimenti, dalla presentazione dei risultati delle attività di ricerca sulle prestazioni degli imballaggi all’importanza degli strumenti di marketing nella vendita, dalla presentazione di dati statistici del settore all’aggiornamento sulla legislazione nazionale e internazionale per le imprese (segue programma dettagliato).
La partecipazione al convegno è gratuita, ma la prenotazione è obbligatoria.
Segreteria organizzativa: Consorzio Servizi Legno-Sughero, Fax 02 80604392 - Tel. 02 80604377.
Il convegno è organizzato in collaborazione con: CNA Unione Produzione Legno Arredo, UNITAL Unione Industrie Italiane Arredi Legno, Confartigianato Legno Arredo, Assoimballaggi Federlegno-Arredo. Partner tecnico: CRIL Centro Ricerche Imballaggi Legno e Logistica. Media partner: E-Pack, Rimagazine.
PROGRAMMA – venerdì 28 marzo 2008
9.00 Registrazione partecipanti
9.30 Saluti e introduzione - Fausto Crema, Rilegno - Ettore Durbiano, Consorzio Servizi Legno-Sughero. Saluto delle associazioni patrocinanti
9.50 Il mercato del legno e la disponibilità di materia prima per l’imballaggio di legno: prospettive e previsioni (Roberto Tengg - Agrifor International)
10.10 I rifiuti di legno – i dati e le prospettive di utilizzo (aggiornamenti) - A cura di Rilegno
10.30 Etichettatura ambientale degli imballaggi, dichiarazione di conformità e requisiti minimi per l’imballaggio di legno (Marco Sachet, Istituto Italiano Imballaggio)
Coffee break
11.15 Ricerche sull’idoneità igienico sanitaria del legno a contatto con gli alimenti - Maria Rosaria Milana, Istituto Superiore Sanità
11.35 Sistema Epal in Italia tra conservazione e innovazione: l’etichettatura dei pallet - Nicola Semeraro, Comitato tecnico Epal
12 Dibattito
12.45 Pranzo
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14.15 Ripresa lavori – il video Fragile
14.30 “Il problema delle muffe sugli imballaggi in legno” - Corrado Cremonini - Roberto Zanuttini, Facoltà di Agraria - Università di Torino
14.50 Le attività di ricerca – il lavoro del CRIL (prestazione dei pallet a confronto nel tempo, analisi chimiche sugli imballaggi a fine vita,certificazione dei pallet fuori standard) - GianMario Carniel, CRIL
15.10 Strumenti di marketing nella vendita degli imballaggi in legno - Luca De Nardo, giornalista
Coffee break
15.45 I dati statistici nel comparto dell’imballaggio di legno – a cura dell’Istituto Italiano Imballaggio
16.10 ISPM 15 – aggiornamenti internazionali e nazionali, l’operatività per le imprese - Maurizio Desantis – Bruno Faraglia, Comitato fitosanitario centrale del ministero delle risorse agricole alimentari e forestali
16.30 Dibattito
17.00 Conclusioni - Sebastiano Cerullo, Consorzio Servizi Legno-Sughero
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mercoledì 10 gennaio 2007
MACCHINE PER IL LEGNO:OTTIMO IL 2006, BENE IL 2007
NEL 2007 UN PRESENTE E UN FUTURO “ROSEO” PER LE TECNOLOGIE ITALIANE PER IL LEGNO
Assago, 10 gennaio 2007 - Un preconsuntivo per il 2006 davvero soddisfacente, che segna un deciso e pieno rilancio delle macchine e tecnologie italiane per il legno, forti di una produzione che sfiorerà gli 1,8 miliardi di euro e un export poco al di sotto di 1,5 miliardi, dunque ben vicini ai record del 2000.
I dodici mesi appena conclusi hanno visto anche l’ulteriore espansione del mercato italiano, con un incremento delle vendite dei nostri produttori del 18 per cento e importazioni in aumento del 12 per cento, per un consumo apparente che cresce del 16 per cento.
Un preconsuntivo decisamente incoraggiante, dunque, quello emerso il 15 dicembre scorso dall’incontro organizzato da Acimall – l’Associazione dei costruttori italiani di macchine e accessori per la lavorazione del legno – per proporre alla stampa specializzata ed economica i primi dati relativi al 2006 e le previsioni su quello che potrà essere l’andamento del prossimo anno.
Maggiore cautela, ovviamente, per quanto ci riserverà il 2007. Secondo i dati elaborati dall’Ufficio studi Acimall – e dai quotidiani contatti con le imprese associate – è possibile ipotizzare che assisteremo a una ulteriore stagione di crescita, anche se non nei termini percentuali registrati nel 2006. L’ipotesi è che il tasso di sviluppo possa attestarsi attorno al 5 per cento, per quanto l’andamento reale dei tanti mercati in cui i produttori italiani sono impegnati potrebbe causare rilevanti variazioni sul dato.
Ma facciamo un passo indietro: il primo a prendere la parola è stato Ambrogio Delachi, presidente Acimall, che ha delineato le sfide che attendono le aziende del settore nel prossimo futuro. “Acimall sta lavorando intensamente, con una unità di intenti e una progettualità forte, che mi permette di dirvi che questa è indubbiamente una delle nostre migliori stagioni. Il risultato più eclatante è l’avere raggiunto il record di aziende associate, ben 223 che, insieme, rappresentano il 90 per cento dell’intero prodotto nazionale di settore”.
Un successo che ha un capitolo importante nella collaborazione con Ice, Ministero del commercio internazionale e, in misura minore, Regioni e aziende speciali delle camere di commercio per la definizione di una ricca serie di iniziative promozionali, fra cui le 29 partecipazioni alle fiere di settore previste nel 2007.
Delachi ha annunciato il rinnovato impegno della associazione confindustriale a sostegno dei centri di formazione professionale di Bangalore e di Novosibirsk, ai quali se ne aggiungerà probabilmente un terzo in Pakistan.
Il presidente Acimall ha poi accennato all’incontro in programma con il ministro del Commercio internazionale Emma Bonino, “… particolarmente sensibile a iniziative che coinvolgano anche le economie dei Paesi in via di sviluppo. Ma sarà una occasione per parlarle del nostro settore, dei nostri problemi, della necessità di fare sentire la nostra voce in favore di un sistema industriale che tanta parte ha nella nostra bilancia commerciale”.
Dopo avere accennato al lavoro svolto in ambito Eumabois (teso soprattutto a contenere il proliferare di rassegne fieristiche) e per la creazione della normativa tecnica europea, Delachi non ha mancato di esprimere la propria opinione nei confronti dei rapporti con Confindustria, auspicando una presenza maggiore negli organi direttivi delle associazioni di categoria e della piccola media industria, obiettivo per il quale Acimall sta collaborando attivamente con Federmacchine, “… in modo da poter fare udire una sola, forte voce che rappresenti presso Confindustria l’intero comparto della meccanica strumentale”.
Più critica la posizione nei confronti di Federlegno-Arredo, “… un rapporto reso difficile, a nostro avviso, soprattutto dal fatto che rappresenti un eterogeneo e numeroso gruppo di associazioni, non sempre mosse da interessi comuni. La cosa ci rammarica molto, perché Acimall dovrebbe essere il partner naturale di Federlegno-Arredo nello sviluppo e nella realizzazione di progetti innovativi relativi al mondo della lavorazione del legno”. Un invito alla collaborazione e al confronto che ci si augura i vertici di Foro Bonaparte vogliano cogliere in tutta la sua portata.
A ciò si aggiungo i “problemi noti” del nostro Paese: un sistema burocratico arcaico (non solo a livello nazionale, ma anche europeo) e un sistema bancario che non pare avere fra le proprie priorità il sostegno all’impresa, “… in un mercato mondiale che conta un sempre maggior numero di competitor, quali le industrie orientali, che operano senza regola alcuna”.
“Rappresentiamo un tessuto produttivo con una grande vocazione all’export”, ha aggiunto Delachi. “Vendiamo oltreconfine l’82 per cento dell’intera produzione, ma non possiamo assolutamente permetterci, vista la situazione internazionale e il quadro competitivo in cui operiamo, alcun rilassamento. Anche per questo sono stato uno dei più convinti fautori della decisione di commissionare a una importante società internazionale di consulenza una ricerca sullo stato dell’arte del nostro settore, affinché le aziende nostre associate possano disporre delle informazioni e degli strumenti per prendere in esame i passi necessari (aggregazioni, fusioni, collaborazioni, accordi commerciali, acquisizioni eccetera) al mantenimento e al consolidamento delle posizione fino qui raggiunte.
E’ mia convinzione che competere nello scacchiere mondiale oggi richieda, oltre che un management competente e preparato, sempre maggiori energie e risorse da investire in ricerca e nello sviluppo di nuovi prodotti e processi”.
Grazia Finocchiaro, vicepresidente di Acimall, ha proposto una ricca serie di dati e di considerazioni sui mercati mondiali e sul ruolo che le aziende italiane vi stanno giocando.
Finocchiaro ha subito ricordato il risicato 0,2 per cento messo a segno dai principali Paesi produttori di tecnologie per il legno nel 2005, un anno che per le imprese italiane è stato piuttosto difficile – con una produzione assestatasi a 1.540 milioni di euro (meno 3,7 per cento rispetto al 2004) e 1.260 milioni di euro di export (meno 5 per cento) – peraltro a seguito di un 2004 che, invece, aveva mostrato forti segni di ripresa (export più 12 per cento, produzione più 7,6 per cento). Nel 2005 è stata migliore la situazione sul mercato interno, dove le vendite di macchine e tecnologie “made in Italy” sono aumentate del 3 per cento, contribuendo a determinare, con le importazioni, un consumo apparente di 426 milioni di euro (più 5,2 per cento).
Decisamente diversi i toni per il 2006. “A livello di preconsuntivo – ha commentato Grazia Finocchiaro – possiamo dire che il 2006 ha dato ai produttori italiani di tecnologie per il legno non poche soddisfazioni: si è consolidata la fase espansiva e le esportazioni hanno ripreso vigore su molti fronti.
Le aree più interessanti si confermano i grandi Paesi in via di sviluppo. È, inoltre, tornata a crescere la Russia, dove le nostre esportazioni sono aumentate del 96 per cento fra gennaio e agosto. Nello stesso periodo la crescita delle nostre vendite in Turchia è stata del 22,7 per cento, in un Paese che sempre più si conferma fra le prime dieci destinazione del nostro prodotto.
L’India continua a registrare ottime performance per i costruttori italiani (più 82,7 per cento nel periodo gennaio-agosto), mentre si riapre alla tecnologia “made in Italy” il grande mercato cinese, con una crescita delle esportazioni – sempre nel periodo gennaio-agosto rispetto allo stesso periodo 2005 – del 32,8 per cento, peraltro non sufficiente – purtroppo – a colmare il gap sfavorevole tra il nostro Paese e gli altri grandi competitor europei e asiatici.
Sempre più rilevante per le nostre esportazioni è la regione mediorientale. Congelate le importazioni in Iran, la domanda di tecnologie si concentra soprattutto negli Emirati Arabi Uniti, in cui la crescita degli acquisti di macchine italiane supera il 152 per cento.
Il difficile mercato sudamericano presenta finalmente qualche nota positiva, con segnali di ripresa per il secondo anno consecutivo dal Brasile, dove si registrano incrementi di ben il 77,4 per cento rispetto ai già positivi primi otto mesi del 2005.
Nel Nord e Centro America buone performance dell’export targato Italia sia negli Stati Uniti (più 11,8 per cento), che in Canada (più 35,7 per cento). In espansione il Messico (più 8,8 per cento).
Tra i mercati europei, i più avanzati e maturi industrialmente, continua il recupero della Germania, con un più 21,1 per cento dopo il +37,4 per cento del 2005, mentre cresce la domanda di tecnologia italiana in Spagna (8,9 per cento)”.
Ottimismo, per quanto cauto, sulla crescita che caratterizzerà il 2007, un anno a proposito del quale il vicepresidente di Acimall ha ricordato che “…. le aree tradizionalmente più attente alla nostra produzione (Spagna, Francia, Germania, Stati Uniti e Canada) saranno ancora mercati di primo piano, ma siamo certi che il più importante contributo al successo dei nostri produttori verrà dalla crescente domanda proveniente dai grandi mercati in via di sviluppo, ovvero Est Europa (Russia e Ucraina in testa), area balcanica, Turchia, Medio Oriente, Emirati Arabi e India.
Il Sud America non sembra presentare le migliori condizioni per un immediato incremento delle nostre quote di mercato. Ad aree decisamente promettenti – ma ancora politicamente instabili e poco organizzate dal punto di vista industriale, come Perù e Colombia – si contrappone il grande mercato brasiliano che, anche se in recupero, rimane una “piazza” difficile, a causa dei dazi sull’importazione di macchine e la forte concorrenza del prodotto nazionale in molti segmenti.
Rimane aperta la sfida con il mercato cinese”, ha concluso Grazia Finocchiaro. “Una prova certamente dura, in cui è inevitabile lo scontro con una concorrenza locale che produce a costi bassissimi e con le proposte di Germania, Giappone e Taiwan, che da tempo vi hanno aperto unità produttive. Un mercato che richiede una dedizione e attenzione tutte particolari in termini di investimenti in risorse umane e politiche commerciali, fino all’ipotesi, di cui sempre più spesso si discute anche in Italia, di intraprendere progetti industriali veri e propri in loco”.
Ha chiuso i lavori – prima del dibattito con i giornalisti presenti in sala – il direttore generale di Cepra, Paolo Zanibon, che ha offerto una prima panoramica dei lavori già in corso per la prossima edizione di Xylexpo. Zanibon, dopo aver ribadito la soddisfazione per l’edizione 2006 (più 1,9 per cento degli espositori, con un ottimo incremento delle aziende da oltreconfine, e ben il 12,5 per cento in più in termini di superficie espositiva netta venduta, oltre al record assoluto di visitatori, che sono stati 93.266, di cui il 51,5 per cento da 113 Paesi) ha ricordato “… l’importante accordo di collaborazione raggiunto tra Cepra e Fiera Milano, accordo in base al quale le prossime tre edizioni di Xylexpo si terranno nel nuovo polo fieristico di Rho”.
Il direttore generale di Cepra ha poi annunciato le date della prossima edizione – che si terrà da martedì 27 a sabato 31 maggio 2008, “… confermando la collocazione da martedì a sabato, la più gradita da espositori e visitatori”, sottolineando come “… già da alcune settimane si stia lavorando a una attenta valutazione su come creare una sinergia ancora più intensa con Sasmil, per integrare in modo sempre più importante e significativo le due manifestazioni”.
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